o'ornale del come tata di base della fiat- mirafion _
NO ALLA MEDIAMONE GOVERNATIVA
Oggi occorre puntualiz-art alcune cose, partendo da co'A Si è SVilUn pata la lotta contrattuale, da come i padroni hann' risposto, al fi ne di mettere in chiaro quelli che sono i erutti ole la classe operaia vuole trarre da questo scontro contrattua72, ma anche per ricorda re gli s DIA che i padroni vogliono realizzare, non solo rispetto alla piattaforma, ma soprattutto rispetto a questioni di principio come: i delegati, lo sciopero e il controllo operaio in generale.
Attualmente a causa della mancanza .di informazioni da parte sindacale non esiste da parte degli operai nè la coscienza
nè la conoscenza di come vanno le trattative, nè un controllo di come queste vengono condotte.
Questa apre la possibilità ad un qualche pericoloso cedimento da par te del sindacato, che non pub portare a nessuna chiusura fruttuosa per noi, ma che anzi favorirebbe quello che oggi è il principale obiettivo dei padroni:
"DISTRUGGERE c ASSERVIRE NEL MIGLIORE DEI GASI. LA FORZA ORGAWIZ _ 24 TA LEILA CLASSE OPERAIA"
Questo significa fare fuori in definitiva la capacità dei delegati di organizzare gli operai nelle lot te e di portare avanti i loro obiet tivi, distruggere Aalsomma la parte cipazione diretta degli operai alla determinaLlone dei propri obiet tivi di lotta, dividerli come un tempo e far si' che accettino nuovi rapporti in fabbrica, cioè un più alto sfruttamento (maggior pro duzione con meno operai)
Per questo motivo oggi dobbiamo ve dere le nuove forme di repressione come dirette a realizzare la pace in fabbrica, perché il padrone abbia più potere per realizzare più profitto.
NON DIMENTICHIAMOCI LE LET1-9:1 DI MINACCIA A TUTTI CU OPERAI, LE SAPENSIONI E I LICENZIAMENTI DELLE AVANGUAWE, tutto eqinalizzato allo QTe950 obiettivo : BATTERE LA CLASSE OPERAIA.
Anzi, per meglio raggiungere questi obiettivi, tutti i padroni si sono alleati, mettendo da parte le loro beghe per realizzare un golies no reazionario (Andreotti) che man da la polizia a reprimere non solo gli operai in lotta, ma qualsiasi protesta democratica di:qualsiasi strato sociale.
E' di vitale importanza allora evi tare di rifugiarsi su posizioni di comodo (chi se ne frega dei licenziamenti, oppure del governo o del la polizia).
SOLTANTO SE LA CLASSE OPERAIA RIESCE A RISPONDERE SU TALE TERRENO DELL'ATTACCO DEI PADRONI E SI SFOR ZA DI CAPIRE LA POSTA IN GIOCO, EU SA USCIRAI' VINCENTE DL QUESTO SCON TRO.
Intanto .è positivo che anche se al tavolo delle trattative non rispon dono o presentano controproposte provocatorie, e se sono riusciti a fare accettare ai aindacati i tempi lunghi, non sono riusciti a far retrocedere la forza operaia,anzi:
AGGI ESISTE UNA CLASSE OPERAIA PIM' COSCIENTE, NON SOLO SUGLI OBIETTIVI, ma IN GENERALE SUL SUO RUOLO NELLA SOCIETA' e che è più parteci pe alle lotte, le sostiene e le al larga. Per questo motivo, proprie ora che si riscontrane possibili - s edimenti o silenzi voluti da parte sindacale e delle forze politiche tradizionali più legate alla classe ,reraia e che dicono di fare i suoi interessi, è necessario -he gli operal rrendano in mano:
i) DIFESA DEGLI OBIETTIVI CONTRATTUAII
DIFESA DELLA LIBERTÀ' DI ORGAFIZZARSI
ZIONE
QUINDI DIFESA DELL'ORGANIZZA
E' per questi obiettivi che la lot ta deve essere vincente.
Per essere vincente bisogna imporre al sindacato di:
far pesare al tavolo delle trattative la forza espressa dalle nostre lotte, per rompere lo schie ramento padronale e creareunosboc co alle trattative, dove si mettono in discussione gli obiettivi con rapporti di forza favorevoli.
perchè accetta al suo interno una linea di mediazione che in quanto !tale porta allo sfacelo del la sua stessa organizzazione in fab brica e non difende nemmeno i dele gati (VEDI INCONTRO CON LA FIAT COMUNICATO CONGIUNTO SULLE VIOLENZE).
perchè va a trattare con un governo quale quello di t•ndroctt-k cge nel contempo arrPst--,pesta con la polizia 9 29, keggi che oltre ad '',,R2PZe come loro natura favorevoli alla classe che rappresentano (i pa droni ! ) , sono antidemocratiche e ari ticostituzionali.
NO AL 46vERNO, bel PADRONI;
.11"44p41...1 4 t,k4.4 "1. lene r rhiir NíWl ar PLKIT IDealrOlgXiterf Q(9nnaio 6973 anno 2 nurritor.o
16 !sul i per o tu ckritiamoci logrche: avremo bisogno di tetto ii friogtip AintuSid5frrio Droanizziamoci perno' avremo b/ no di tre no5Tra forza
AntoKo GRAMSC1
-4d) perchè ancora non organizza gli operai a rispondere su tale terreno, esso stesso ed anche il Pci, che dicono di fare gli inte— ressi della classe operaia,ma che hanno solo la bocca per dire "non dobbiamo accettare le provocazio— ni".
E' storicamente provato che que— ste parole d'ordine non fermano i propositi padronali, ma piutto3to fanno sì che il padronato si organizzi meglio per reprimere me glio. Poi magari ti dà qualche aumento salariale, ma te lo dà quando sei ben bastonato in modo che per lungo tempo non puoi alza re la testa.
CI SERVE A NOI QUESTO?Nu. è evi dente, la classe operaia nel 1960 l'ha dimostrato(e anche allora so prattutto il Pci più dei sindaca— ti, che erano divisi, dicevano: "non accettiamo le provozazioni")
Negli anni '60 la classe operaia e i suoi alleati, nonostante i pom— pieraggi, ha lottato contro l'An— dreotti di allora (Tambroni),l'ha fatto cadere perchè sparava sugli operai in lotta,sui contadini, su chi si "permetteva"di rivendicare migliori condizioni, e li uccide— va persino.
Oggi è la stessa cosa, a noi non interessa lo scopo preso a sa di far cadere il governo: SAPPIAMO
CHE FINCHE' C'E' IL PADRONE TUTTI
I GOVERNI SNNO SUOI.Quello che ci interessa è lottare per i nostri obiettivi contrattuali e sociali e ci interessa lottare contro il governo quando questo si oppone al raggiungimento dei nostri obietti .vi.
Si ha forse paura che conquistan— do un buon contratto, difendendo la foinza organizzata degli operai (per gli interessi di classe natu ralmente,non per pompierare e con trollare)si faccia cadere qualche governo?
GOVERNO 04111201M
"FARAI LA fINE DI TANIBRONI
Il pericolo c'è ma non è questo il modo per combatterlo, tant'è vero che Coppo sta studiando la possi— bilità di intervenire,ed anche presto.
R532
Profitto zero.
Se non si combatte la repressione essa si fa sempre più pesante col pendo persino gli opportunisti, (Pci e sindacati) per farli cede— re ulteriormente.
Se non si difende lo sciopero e la organizzazione operaia si indebo— lisce ogni forza per realizzare un buon contratto, e per poterlo poi applicare e contestare le si— tuazioni operaie in fabbrica.
A45entei5mo2oo.000 oro in menoMA I PROFITTI AUMENTANO
260 MILIARDI IN PIO`
da illustratofiat
LO "MlaIve procedono a rilenTo, le richieste sindacali Sono pesagli, le aziende non possono tonare 2 non hanno InarMi sufficenli Tuiro ad che non pólieci essere soppoqo risu)lerti una perdita secca:
Se invece si lotta fino in fondo per un buon contratto sugli obiet tivi voluti dagli operai(inquadra mento unico, passaggio automatico alla 20 categoria, aumenti sala— riali uguali per tutti,ferie, pa— rità normativa, ecc...).
Se si risponde alla repressione:
I COMPAGNI LICEN2AATI IN FABBRICA CON NOI
Se si lotta contro le leggi fasci ste del governo, contro i soprusi della polizia.
NO M.Fall0 DI POLCA
La classe operaia uscirà forte da questo scontro contrattuale, pron ta a portare avanti sempre obiet— tivi migliori verso la sua emanci pazione totale, e si spezzano i fronti padronali, e si spazza via la linea governativa che oggi è quella di Andreotti che si propo— ne di abbattere la classe operaia
LAVORARE IN PERDITA NON
POSSIBILE
O forse si vuole sfruttare la for za operaia e mediarla, ammorbidir la per realizzare obiettivi arre— trati che non creino dispiaceri ai padroni, in cambio di qualche for mula strana di governo che non cam bia sostanzialmente niente nella — sua linea?
Chi segue tale linea non fa certo gli interessi della classe opera— ia, ma anzi porta al suo isolamen to e alla sua sconfitta.
Bisogna far chiarezza sui tempi lun gUi: questo metodo è valido se ci sono degli scopi e questo deve es sere chiaro a tutti e scelto da tutti. Non si tira fuori la scusa che il pericolo dell'interven to del ministro.
Tutto cié è ancora più valido e im portante oggi che i padroni hanno rotto le trattative.
Come sempre l'abbassamento del ti ro non paga:tant'è vero che vista la disponibilità del sindacato a contrattare non solo sui punti del la piattaforma ma anche sulla con tropiattaforma padronale i padr., ,ni hanno deciso di "forzare la ma no". Se oggi hanno rotto è perchè hanno voluto passare il limite, e non hanno trovato il sindacato di sponibile ad un ulteriore cedimen to.
Solo la lotta operaia, specie nel le sue forme più decise, può fare arretrare questo progetto padrona le a cui i sindacati non vogliono opporsi fino in fondo.
IL PADRONE (3C)
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IL COMPAGNO LENIN TOGLIE LA SPAZZATURA DAL MONDD_
PATTO RdTo -3.972 IMINIIMMIES~M~M
I grandi cortei interni, combat tivi e decisi, che furono scolgr ti a Mirafiori durante l'autunno caldo sono riapparsi in questi me si di lotte contrattuali.
Queste forme di lotta che si rive lano particolarmente utili ed in— cisive perchè permettono una uni— tà degli operai più combattivi permettono di discutere, di chia— rirsi le idee, sono state sempre duramente attaccate dal padrone
E' evidente che essendo questa forma di lotta un momento di cre scita politica e di unità della classe operaia (e non solo di que sta, visto che anche gli impiegati l'hanno adottata e per questo sono stati sequestrati in palazzina) la Fiat ha tentato di bloccare questa iniziativa; ma poichè cib che ha caratterizzato a Mirafiori questa fase di scontro contrattuale è sta to il fatto che gli operai ne hax3: no compreso la portata politico, .e manovre Fiat per bloccare queste arma preziosa sono stati vani. Nonostante alcuni licenziamenti e sospensioni, i cortei continuano a spazzare le officine al grido: "la Fiat sospende, la lotta si estende: A questo punto la Fiat decide di andare giù pesante: il 14 dicem bre è una giornata di lotta en tusiasmante; cortei immensi in Carrozzeria, Meccaniche e Presse (siamo tornati al *69, dicevano dei compagni), e la Fiat prepa— ra una provocazione generalelnon più concentrata in un solo punto (come era successo per il seque— stro del pulman), ma "articolate; Ogni corteo "incontra" sempre ca— pi, cruméri, fascisti, che non so lo provocano (per il fatto stesso che lavorano mentre altri lottano ma volutamente "cercano grane".
I cortei prcseguono, travolgendo questi servi stupidi del padrone, subito si parla di "violenza ".
L'indomani 15, sono già pronte ben 33 lettere di cui 10 già tra— dotte in licenziamento. Si preci pitanc da Roma i "3 grandi" della FLM, Trentin, Carniti, Benvenuto si tratta. Domenica sera è ^già pronta 1.a "mediazione" (rientro in fabbrica, ma a_. tamento dei com— pagni licenziata;, ma non se ne parla.
Lunedì gli operai devono fare il loro spettacolo: "3 ore di sciope ro" mentre tutti ne volevano 8 o comunque volevano mettere la ques tione sul piano della forza. E martedì esce il comunicato con giunto fra Fiat e sindacati,meglio noto come il"verbale d'intesa". La Fiat è riuscita a prendere l'egemo nia (tra i padroni) delle trattati ve:faeerldo venire e 4iecutere - Te
rino la PLM; i sindacati hanno avu to la promessa di Agnelli che sarà attivo nel rilanciare un centro—si nistra (che magari farà le stesse cose di questo, comunque....)e gli operai? Gli operai hanno avuto la illusione di aver vinto e con sole 3 ore di sciopero (stronzo chi vo leva farne 8) ma se gli operai han no vinto (e si fa per dire) la bat taglia, il verbale d'intesa risch ia di scavar loro la fossa.
NO ALI' INTASA
CHE COSA E' QUESTO VERBALE D'IN — TESA?
Il verbale d'intesa condanna le violenze operaie nelle officine rei confronti dei capi; il comu— nicato dice: "...i rappresentanti sindacali ribadiscano che l'azin ne sindacale del gruppo Fiat e in altre aziende metalmeccaniche es— clude ogni concessione alla vio — lenza, per cui i sindacati e ladi rezione Fiat rappresentate da.... candannano le violenze".
Da queste righe sembra evidente che la violenza è degli operai, non della Fiat e, che gli operai nei cortei interni sono delle "b— ande armate" nome ha tenuto a pre cisare un dirigente sindacale al Consiglio di Fabbrica di sabato13 gennaio 1973".
Se gli operai si organizzano, per spazzare via i provocatori e le squadre fasciste antisciopero o i capi officina che chiamano:ndisz raziati gli operai che scioperano" questo anche il sindacato lo chia ma: violenza.
Intesa
L'intesa continua:"La FLM....nei confronti dei capi e dei derigen— ti l'atteggiamento delle OOSS de ve essere diretto ad evitare ogni occasione di scontro...", cioè in definitiva significa che gli ope— rai non devono mai fare tutto ciò che i capi vogliono "la Fiat di— chiara di non poter più tollerare il susseguirsi di violenze...l'a— zienda ribadisce che nuovi episo— di non potrebbero essere più tolle rati". Che cosa vuol dire lo sappi amo tutti, la Fiat non può permet— tere che gli operai facciano gli scioperi interni e si organizzino "li facciano fuori gli scioperi se vogliono, tanto fuori ci pensa la polizia a non farglieli fare".
L'intesa non è un fatto a sè dei 33 licenziamenti, ma si inquadra nella linea generale del sindacato che ac cetta sempre di più al suo interno la linea di collaborazione che por,ta alla svendita della forza opera— ia e della organizzazione in fabbri
Questa intesa è stata presentata dal sindacato e dal PCI come una vitto— ria politica, ma in realtà vuo' dire che il sindacato e il padrane in un COMUNICATO CONGIUNTO CONDANNANO LE FORME DI LOTTA PIU' Fr7ICACI degli operai, forme di Lcza dura che in questi anni di duro scontro contrat tuale hanno messo in pratica, (non per niente il padrone non li vuole ) Il sindacato con questo verbale con— giunto non sole nega (questo lo ha sempre fatto) la difesa della orga — nizzazione n fabbrica ma fa un pri— mo passo 'rerso quello che è l'obiet— tivo principale del padronato (e sem bra anche del sindacato) cioè di re— golamentare i delegati e le forme di letta più efficaci.
Qual'è stato il risultato a livello di massa di questo comunicato:ha cre ato molto sfiducia in molte avanguar die anche se la forza operaia non è diminuita, anzi sempre più combatti— va ha continuato a imporsi perchè le forme di lotta fossero sempre quelle dure (scioperi interni, cortei, assem blee).
Ha detto no agli scioperi con u scite anticipate ed alla regola mentazione dei delegati. Questa intesa non è una vittoria politica come dicono sindacato e PCI (nemmeno per "salvare i 33") perchè:
1 — I delegati non sono stati ria ssunti nel proprio posto di lavo— ro ma in altre sezioni (in offici ne "belle", tutte chiuse, dove Non è possibile fare nessuna atti— vità sindacale).
2 — Il sindacato, così facendo,ha svenduto tutta la forza operaia quando poteva contrattare sulle po sizioni della classe operaia.
3 — Usando la forza che la classe operaia esprimeva, ed esprime, po— teva fare riassumere gli operai e i delegati licenziati prima, per la stessa motivazione.
4 — La Fiat, come sempre, non na mantenuto nemmeno l'impegno di la— sciare ai licenziati la scelta del la sezione, anzi, quei delegati che si sono opposti alla scelta della Fiat, non li ha ancora riassunti.
5 — Quello che è più grave è che , con questo metodo, la Fiat sposta i delegati dove gli pare e piace sca— valcando lo Statuto dei Lavoratori e le conquiste ottenute con i vari CONTRATTI.
Il prime rieultato di eaesto "ver baie d'intesa" si è avuto il gior no 2 gennaio con il licenziamento del compagno delegato GALLO. Quel lo che deve essere chiaro al sin— dacato ed alla Fiat è che le for— ee di lotta le decidiamo noie che non saranno i "comunicati congiun ti" a frenare la nostra lotta per la difesa della ORGANIZZAZIONE E CHE NESSUNA iEDIAZIONE AL TAVOLO
TRATTATIVE SUGLI OBIETTIVI CONTRATTUALI PASSERA'
GLI 011 RAIse 4101:41'ElINTERM SI PlasArrn DURI RO .a.
DELLE
TRA
:an la lotta di liberazione inizia ta nel 1946, durante otto anni con tro l'occupazione coloniale da par te della Francia e vinta perchè sorretta dal popolo guidato dalle sue avanguardie organizzate nel Par tito politico della classe operaia si ottiene una prima vittoria contro il capitale imperialista inter nazionale che, come sua caratteristica, non gli bastano i profitti realizzati in patria, ma necessita di aree di prelievo dei beni altrui e di aree dove immettere i prodotti realizzati.
Il ruolo di mantenere tali condizioni a nome di tutta la borghesia internazionale, viene assunto dal capitale USA e quindi dal suo stato; essendo uscito dalla 20 guerra mondiale come forza dominante e do po che la Francia subì la totale sconfitta dalla lotta di liberazio ne indocinese.
Gli USA in quel momento si trovava no di fronte a due problemi: di non lasciar sfuggire nessun territorio dove la borghesia in ternazionale abbia qualsiasi interesse economico; impedire con maggiore forza proprio in Viet Nam, che nascesse l'indipendenza, soprattutto perchè questa era ed è rivendicata da un popolo che per ottenerla segue la strategia della CLASSE OPERAIA locale organizzata nel suo Partito. E' a partire da queste fondamentali esigenze che dovevano impedire inoltre,che tale esperienza si pro pagandasse e fosse assunta da tutti i popoli oppressi per scacciare gli imperialisti dalle loro nazioni, che gli USA hanno sviluppato tutto il loro potenziale produttivo per finanziare la barbara aggres alone in quel territorio estendendola persino in LAOS e in CAMBOGIA che già iniziavano a ribellarsi. Questo ha fatto sì che il finanzia mento di tale aggressione si esten desse a tutti quegli stati, compre so quello italiano, che sono legati sia politicamente che economica mente alla guida internazionale USA.
Gli interessi per queste borghesie nazionali capitalisticamente avanzate sono uguali e accettano come
LA LOTTA LIEL PDPOLO VIETNAMITA E LA MOBILITAZIONE DEL PROUTUIATO DI TUTTO IL m0n0 HANNO COSTRETTO NIXON A FIRMARE CARMI5TI210.a.
naturale non sold questo,ma che ai lo sfruttamento da loro praticato sulle singole classi operaie in pa tria, si aggiunga e quindi faccia pagare ogni difficoltà nata in Ame rica per sostenere questa guerra, esportandone i costi e le conseguen ze e quindi facendole sostenere da tutti i popoli.
Vedi la crisi del dollaro che ha causato in Europaruna serie di ava lutazioni e aumenti dei prezzi di tutti i generi; sostenuto questo so prattutto dall'aumento dell'acciaio sul quale gli USA hanno potere di decidere. Così facendo,per es., aumentano le macchine, quindi le merci e i trasporti, e i consumato ri pagano il tutto.
Allora è necessario tenere presente che sono questi legami e questi interessi che hanno portato alla via lazione del Patto di Ginevra nel 1954, firmato per garantire: LIBERTA*, INDIPMENZ A E NEUTRALI TA con libere elezioni per unificare il Viet Nam.
pio in Italia viene nascosta anche dal PCI, che però non è caratteriz zato da interessi particolari, m; bensì perchè si regge su una linea che rinnega una VISIONE MARXISTALENINISTAsullaGUERRA DI LIBERAZ IO NE NAZIONALE E SULLA GUERRA DI POPOLO, rifiutando in definitiva lo sbocco della rivoluzione armata per realizzare concretamente l'abbatti mento delle classi sfruttatrici.LE COSE DA METTERE IN CHIARO SONO
Che il popolo vietnamita lot ta per sconfiggere la borghesia in ternazionale che sfrutta tutti i po poli oppressi e pertanto fa gli in teressi nostri,in questo senso QUE STA LOTTA E' LA NOSTRA LOTTA.
Il popolo vietnamita lotta. per abbattere la borghesia naziona le e le forme di sfruttamento feudale, per instaurare un potere democratico di CONCORDIA NAZIONALE dove i comunisti sono solo rappresentati e non al potere. Questo,in sieme al primo punto, cprrisponde agli interessi generali del popolo ed è l'obiettivo che lo tiene unito.
Gli USA infatti, per impedire l'ap plicazione del Patto di Ginevra non solo bombardano, ma dividono il po polo vietnamita creando un governo fantoccio nel Viet Nam del Sud. Esso si regge su un programma di terrore armato che incuta paura e divisione, costringendo parte del popolo a lottare contro l'altra parte. (Nel Sud Viet Nam o ci siar ruola con gli USA o si viene fucilati).
Non è necessario tenere presente che questo goVerno retto da Van Thieu corrisponde agli interessi della borghesia nazionale che vive sullo sfruttamento del popolo.
Ora è bene mettere in chiaro ciò che la propaganda internazionale dei padroni per sua difesa naturale nasconde. Non solo, ma per esem
Che la classe operaia e contadina ha come strategia,corrispon dente agli interessi generali del popolo, la costruzione di uno STA-. TO SOCIALISTA attraverso l'elimina zione con le armi di tutti i padro ni.
Che questa avanguardia organizzata nel Partito Proletario Leninista, non solo è guida sicura che è stata garanzia di vittoria si no ad ora, ma garantisce la vigilanza armata del popolo contro ogni manovra della borghesia USA di adservire nuovamente il Popolo (Sono già stati fregati con la violazione del Patto di Ginevra che ha insegnato loro questo ed altro).
/4C-41. pf/ ft' //'
VIETNAM LIBERO
VIETNAM ROSSO
5) Che il popolo armato vietnamita quindi aorLL....vuoklaw2=4 ma la pace, l'indipendenza e l'autodeterminazione, ma sì arma per garantirsi contro chi gli impedisce di realizzare ció. Ecco allora perchè nessun governo italiano ha mai preso posizione contro gli USA per una cessazione neanche dal punto di vista umanita rio dei bombardamenti. Tantomenolo fa Andreotti che più di ogni al tro difende gli interessi del capi tale italiano. Tacciono anche perchè ci sono pronti circa 2.000 miliardi di soldi italiani per essere investiti in Viet Nem, E' chiaro che possono fruttare ai padroni nostri, compreso Agnelli, solo se il popolo vietnamita si di sarma ed accetta 10 sfruttamento ti come l'accetta ancora il popolo italiano. Così il Pci deve smetterla di sensibilizzare la gente solo per raccogliere qualche scodella di riso in più, e dire che il popolo vietnamita vince perchè è eroico, e quindi contribuisce a soffocare l'esigenza del proletariato internazionale di organizzarsi politica mente per abbattere, con le armi, lo sfruttamento ovunque esiste: na scandendo che il popolo vietnamita è vincente perchè è guidato dal Par tito Proletario,
Sosteniamo questa lotta perchè in Viet Nam si realizzi subito: la cessazione dei bombardamenti la realizzazione del Governo dì Concordia Nazionale la mobilitazione del popolo armato per garantirlo dai sabota gi USA e per avere la forza di an dare avanti verso l'abbattimento totale dello sfruttamento.
Sosteniamo il popolo vietnamita aiu tandolo anche economicamente con raccolte di soldi, ecc.
LA
IL POPOLO VIETNAMITA VINCE PERtHEI rORGANIZZATO.ARMATO E GUIDATO DALLA SUA AVANGUARDIA DI tLASSE,.
SOSTENIAMO LA LORO LOTTA_ LOTTALA_ DO CONTRO Il tAMTALE. ITALIANO. ANCHE PER OTTENERE UN BUON LONTR_ ATTO E SCONFIAGENDO I DISEGNI REA/SONAR( DELLA BORGHESIA ITALIANA E 1211 SUO coonimo.
E' su questi temi che non sono inventati da noi, che sono i temi al l'ordine del giorno non solinVieT Nam, ma che devono essere anche i nostri, che bisogna:
Costruire una grande mobilitazione e sensibilizzazione perchè si levi in alto la voce di tutti i popoli contro la barbara aggressione americana e perchè si creino movimenti di massa capaci di imporre a Andreotti di prendere posizione contro gli USA e per impedirgli che mandi i capitali italiani a sfruttare i vietnamiti.
Che tale mobilitazione serva co me pressione anche per sostenere la lotta per la pace e per l'indipendenza condotta in Indocina, per chè gli americani cedano sul gover no di Concordia Nazionale accettar_ do che rimanga il popolo inarmi(I Per impedire questo che gli USA hanno tradito gli ultimi accordi e hanno intensificato i bombardamenti).
*Da più di trent'anni il Viet-~ e gli altri popoli indocinesi Da più di trent'anni il Viet-nam e gli altri popoli indocinesi lottano, molto spesso vittoriosamente, contro l'imperialismo mondiale.
I Vietnamiti hanno cacciato dal loro paese i mercenari della bor ghesia giapponese, poi di quella fran,7;ese, ed ora resistono eroicamente all'imperialismo americano. L'eroismo di questo popolo, che le armi tecnologicamente più avanza te e i mostruosi bombardamenti non riescono a piegare, gli proviene da una linea politica chiara e corretta che è patrimonio e guida delle masse. Le masse vietnamite sono le protagoniste quotidiane d di quella che è, dopo le rivoluzioni russa e cinese, la più grande manifestazione di forza dal proletariato mondiale, Un piccolo paeaep non ricchissimo, resiste da anni e costringe alla fuga "il mostro tecnologico" del XX secolo: gli USA. Sono state le masse vietnamite a rilanciare, con il loro esempio, la lotta di cla se europea, sono le masse vietnamite che ci dimostrano nei fatti che nulla è impossibile ad un proletariato unito e guidato da una linea giusta.. Ma sarebbe ben poca cosa se ci limitassimo a riconoscere solo tutto questo. Il movimento operaio internazionale in ga aerale, e quello italiano in particolare, devono concretamente aiutare il Viet-nam La lotta dei popoli indocinesi è la nostra lotta: è la lotta degli sfruttati contro gli sfruttatori e non importa come questi si maschèrino; essi rimangono oppressori delle masse,sia no travestiti da signorotti feudali, da avidi borghesi o"illuminati riformisti".
Chi tira i fili dei fantocci, da Van Thieu ad Andreotti, sono sempre i padroni.
Le organizzazioni sindacali e politiche della classe operaia non possono limitarsi a chiedere una generica pace per il Viet-nam. I vietnamiti vogliono la pace, la vogliono subito, ma alle loro tondi zioni: mantenimento dell'esercito popolare con un p.overno ai coalizione nazionale che garantisca al piu presto libere elezioni. Questi sono gli obiettivi da sostenere. Ma se è vero ed è vero, che la lotta degli sfruttati contro gli sfruttatori è una sola lotta, gli operai italiani devono essere mobilitati in massa ed in piazza per il Viet-nam e devono contemporaneamente intensificare la loro lotta contro questo governo antioperaio.
E' per questi motivi che, a partire da Consigli di fabbrica, organi zzazioni operaie di base, studentesche, di quartiere, si deve organizzare una grande mobilitazione che come sbocco abbia, oltre alle mobilitazioni già in atto una manifestazione in _piazza che veg3a lt classe operaia unita a tutti gli altri strati sociali oppressi dai padroni. Il Consiglio di Fabbrica Mirafiori chiede un confronto con tutte queste organizzazioni per arrivare a fissare delle scaden ze per tale manifestazione, GONSta.10 DI FLIABRICA FIAT-MIRLIFICIZ/
INDOCINESI ~mie del consiglio di fabbri«, FIAT-M1RAFIOR1_
E' ANCHE LA NO5TRA LOTTA.
LOTTA LAI POPOLI
43_ _ 4973
5
NOTIZIE DALLE OFFICINE
UN ALTRO ASSASSINIO- ALLA MI' MA PER IL PROCURATORE GENERALE DELLA t4554zion ar ORICIDI BIANCHI MON 54NO REATO..
UN ALTRO MUTO bA METTERE 41)1 CONTO_ CONICA ZalUSTIZIll r QUELLA PROLZIARIA..
Il procuratore generale della Cassazione ha detto, all'inaugurazione dell'anno giudiziario, che gli omicidi bianchi "non fanno parte della materia penale" e che "...non si pub prescindere da un certo grado di ineluttabilità nella produzione degli infortuni e delle malattie pro fessionali". Cioè in sintesi voleva dire che i padroni non commetto— no nessun reato,sono gli operai troppo distratti che si procurano gli infortuni.
1,'operaio ZANNA di anni 37, addetto ad una macchina granigliatrie (che serve per la sabbiatura di tubi con una produzione di un pezzo ogni 10 secondi, il che significa non avere nemmeno il tempo di alza re la testa per accertarsi se il pezzo è agganciato o no) è morto la scorsa settimana in officina mentre lavorava. Ad un tratto, un pezzo si sgancia e cade nel cunicolo sottostante la sua macchina. L'opera— io, dopo aver messo in state d'arresto la macchina stessa, si accin— geva a raccogliere il pezzo; nello stesso momento il braccio si èmes so a funzionare schiacciandolo e spezzandolo in due, il che signifi— ca che l'operaio è morto :sul colpo. Ma come sempre per la Fiat gli operai decedono appena arrivati in o— spedale. Perchè dice sempre così: per evitare che l'impianto venga messo sotto sequestro e resti fermo per un po' di tempo.
Per salvar la nostra pelle non servenè affidarsi all'Ispettorato del lavoro, nè ai libretti di rischio: bisogna che ogni operaio cominci a praticare l'autolimitazione cioè a produrre solo quei pezzi che ri esce a fare lui e non tutto quello che la Fiat ordina di fare.
CN I SONO i PROVOCATOR2
Il giorno 3/1/13 in Meccanica 2 c'era uno sciopero interno: si e— ra formato un grosso corteo che passava per le officine.
Il capo officina della 82 ha gri— dato pià volte in direzione degli operai: "SIETE UNA BANDA DI DISGRA ZIATI", cercando così di provocarli nella speranza che il 'corteo reagisse.
Signor capo officina verrà anche la tua ora, non credere che l'ac— cordo sindactti—Fiat vieti a noi operai di usare la giusta violen— za contro un provocatore come te.
OPERAI E Rimuovi UNITI NELLA LOTTA
23 GENNAID_ Per la crima volta i000 imnienti in corteo oalazzlna si umiscomo al corteo deaJi 0131'a officina clie coi esce -fuori facendo un dirò nei avarteri, cori assemblee, tool 91 alla ina!CIZZIYICI in tuffo eravamo ;UoDO
25 GENNAIO_ Cortec onéraío con aggemblea davaolí odia NA(Qzziria _
9F) GENINAIC3_ corteo itrnoiedaTi _onevai di 8000 Peiesone A! r tormò TI cortét guole andare meccanica viene deviato da alcuni deledatí_ meeve 5ecevido trino riesce a concsibrioersi mi') le meccaniche _C etmioortante toorst in cluegií• ce3m-rei Ibbbiel ordanizzarsi apri le altre se2iDkli)_
NO` ALLA MEDIAZIONE etOvERNATN4A—
LA PRIMA VITTIM4 DOPO II. VERBALE bl INTE9A
Giovedì 11, prima della fine del primo turno, la Fiat ha dato una sospensione cautelativa, in atte— sa di prendere una decisione defi nitiva, al ddlegato GALLO, della Off. 75 Carrozzerie.
Questo tipo di provvedimento sap— piamo cosa significa.
La Fiat ha licenziato sempre con questi metodi:"ti sospendo, intan to sei fuori dalla fabbrica e non mi rompi le scatole, poi si vedrà al limite ti riassumo in un'altra sezione sP mi prometti di starbuo no"0
E' chiaro che ogni padrone si sen te in dovere di distruggere chidì que lo "disturbi" nella sua opera di sfruttamento, e tanto più ne— cessario è per lui distruggere quelli che lo fanno in modo orga— nizzato.
Sta agli operai prima di tutto di fendere questa forza organizzata, poiéhè da questa dipende la forza di tutti gli operai per andare a— vanti. Questo si fa solo con la mobilitazione e la lotta.
Il sindacato deve avere la possi— bilità e la volontà di difendere tutti gli operai e ogni componen— te l'organizzazione.Ma esso si sta comportando ben diversamente.
Alla Fiat e anche alla Pininfari— na esso ha condannato le presunte "violenze" insieme ai padroni e con lo stesso linguaggio.
Questo ha fatto si che il padron si sentisse ben sicuro per conti nuare la sua opera di licenziare altrl delegati ed operai combat— tivi (a Gallo il papofficina glielo ha detto chiaro),In più il sindacato non ha fatto neanch fatto un volantino per informare di questo licenziamento e per in vitare alla lotta gli operai. E' grazie a quei delegati coscienti di quelle officine ed agli ope — rai combattivi che si è organiz— zato lo sciopero il 15 e il 16 gennaio, riuscito molto bene no nostante il sbotaggio dei capi e il silenzio dei sindacati. Ogni operaio colpito dal padro— ne ed ogni delegato deve essere difeso con la lotta di tutti gli operai.
Il sindacato deve accettare que— sto perchè:
INQUAbRAMENT4 UNICO! NO! ALLE DIVISIONI! LOTTIAMO UNITI PER ZATTERE I PACIRONI!
oRútmizzAzioNE. N ~UVA. NON 41 TOCCA — I COMPA0111.1abiLiAT IN ~ERICA CoN 1901.
LO SCIOPERO UNERALE DEL 12 GENNAIO
,Dopo il rinvio da parte del sinda cato dello sciopero generale che si doveva fare alla metàdi dicem • bre, di 8 ore, e che la Cisl e la Uil non volevano fare (perchè se— condo queste confederazioni gli scioperi generali sono solo degli inutili polveroni),la Cgil è giura _ ta così alla mediazione di indire uno sciopero di 4 ore per il 12 gennaio.-
A ~PORI
RRIREsTATI 6 CoMOAGNi
DowiTC p, 01401ETTO.
Lo sciopero generale era di 4 ore ma alcune fabbriche hanno fatto 8 ore, accumulando parte delle ore previste a livello nazionale per il contratto.
Al mattino i picchetti davanti ai cancelli non sano stati impegnati perchè lo sciopero è riuscito be— nissimo, per cui non c'erano cru— miri da convincere.Nonostante tut to non sono mancate, come sempre, le provocazioni da parte della po lizia. I compagni avevano acceso dei fuochi davanti ai cancelli per scaldarsi dal freddo intenso di quella mattina: con la scusa del pericolo di incendio (!) la. poli— zia li faceva spegnere tutti. Gli operai non avevano mai saputo che un piazzale di cemento potesse prendere fuoco. (C'è sempre da im parare da questa palizia!!).
Nonostante non siano state accet— tate le provocazioni della polizia 6 compagni sono stati arrestati sotto l'accusa di violenza priva— ta. La verità è che la polizia,su richiesta di un crumiro (fascista) ha caricato sui cellulari tutti quelli che si trovavano davanti ai cancelli in quel momento.
IL «MATO DI BASE
PER uN RILASCIO DE4U 013111€Trivi.
Gli operai della Mirafiori hanno fatto un corteo fino a piazza Sol— ferino. Gli operai del C. di B.si sono organizati perché questo scio pero fosse un momento di propagan— da e di rilancio degli ob biettivi della piattaforma, e di lotta con— tro il governo Andreotti
ATTENZIONE!
LA STAMPA
- serva dei padroniMENTE!
( A QUINDICI ANNI DALLA RE COMPAGNI LAVORATORI, SISTENZA, i FASCISTI CERCA. NO DI RIAL2ARE LA'rE5-1-A! COMPAGNI, UNTI LI REMOVIA!
l FASCISTI NON 490110 PARLARE
I DEMOCRATICI DEVONO\ ISOLARE I FA6C15-fl... I501ARLi MORAlmENIE,) N-.SI INTENDE !
Nitt.E AGGRESSIoNE f=441)(151.A..
PALtlZO NUOVO
Giovedì 18 gennaio, un ~pomo dell'Uníver3iiti, Cado Mole" e' staro aorrelde dai fnstiOi if 1?vinìne di &'n 4eminarie dr «udenti lavoratori _ I fori5ti hanno citato IP loro solite "tecniche": 4ono scesi dalle matdine con catene e ypran9the,t2 sono py'parldi velocì5simi subìto dopo_
A MIRAFIORI PORTA J3
La Ohm Sem, un onaffiskrageoL 41ane e' 4dta toinpicda ai (meni della porla i+ atedtrala di nafte. cotto dei compagni operai the cli4tibuivano
La banda era capo ala do Greco operaio fasd0a delle PrNe La Polizia, ìn boe alla Teoria degli "opposti fOremt01'; ha arrestato anche i CorripciOni operai..
FUORI DALLA FIA FASCISTI É POLIZIA..
Il 13 gennaio la si— nistra rivoluziona — ria e i COMITATI di BASE operai e studen_ teschi hanno manife— stata a Torino con — tro un convegno di nostalgici fascisti. Il 'Primo risultato della mobilitazione di massa lo si è vi— sto nel fatto che il B.I.T. cioè il palai zo in cui i fascisti si sarebbero dovuti riunire è stato loro rifiutato per cui es si sono dovuti ripij gare su un albergo del centro. La manifestazione del 13 che ha visto in piazza più di 4 mila compagni è sta— ta la giusta rispo — sta dei reali antifa scisti a questo con— vegno fascista e so— prattutto al cangres so che avrebbero te— nuto a Roma il 18c.m. sotto la protezione del governo Andreotti che in questo momento dei fascisti si serve per reprime re la classe operaia.
che! saldino buttato la' distrattamente nella mano dello Strillone é' un proiettile consegnato al giornale borohese che b scogliera' poi , al momento opportuno. contro la massa operaia.. se oli operai si persuadessero di questa elementarissima verità imparerebbero a boicottare la stampa borghese con quella stessa compallezza 9 disciplina con cui la borghesia boicotta i giornali degli operai _
Antonio GRAMSC1
1945 173 /
j
FAS(15T1 NELLA
COMPAGNI PARfI6IANI, L'OPERA DELLA RESISTEN. ZA 5ARKCOMPI0TA SOLO QUAN60 AVREMO SPAZ= ZATO VIA LA CANAGLIA FASCISTA FINO ALL'ari= MO UOMO!
FACCIAMO APPELLO A TUTTI ! SINCERI DEMOCRATKI PER COSTITUIRE UN COMITATO PERMANENTE ANTIFASCIGTA PER 1A DIFESA DELL'ORDINE/ REPUBBLICANO !
1970 TORINO E' ROSSA
FOSSA!
J\
7
TORINO
ALLA LANCIA LUNEDÌ 22 GENNAIO LA POLIZIA E' ENTRATA IN FABSR_
RICA E HA SPARATO LA<R(moGENI Ah ALTEZZA SUOMO CONTRO
GLI OPERAI CHE STAVANO SCIOPERANDO CONTRO IL LICENZIAMENTO
DI 5 COMPAGNI E LIARRE5To pl UNO_
FRA Ciu OPERAI 61 SONO AVUTI huE FERITI
ALLA MOTORI AVIO 8 DELEGATI CHE SI SONO RECATI NEGLI UM=ICI IMPIEGATI PER CONVINCERLI A SCIOPERARE SONO STATI 4EQUE-
41bRATI E PICCHIATI DA CAPI E GUARDIONI.
MILANO
MARMI% SERA 23 4ENNAIO UNIVERStT4 BUONI LA POLIZIA
NA CARICATO E SPARATO SU DI UN GRUPPO Di STUDENTI GIE 51
STAVA ALLONTANANDO balli UNIVER5ra 50P0 AVER TENUTO
UN ASSEMBLEA _
UNO STUDENTE, ROBERTO FRAWE$041 E' MORTO PER UN COLPO
DI PISTOLA ALLA NUCA 5PArtgro DA UN A4ENTE
UN OPERAIO ROBERTO PIACENTINI EIGRAVEMENTE FERITO
DA UNA PALLOTTOLA C4IE GLI 4.14 TRAPA4SATO UN POLMONE..
IN RISPOSTA A QUESTA NUOVA ONDATA POLIZIESCA, SABATO 26 C'E' STA
TA UNA MANIFESTAZIONE INDETTA DAI COMITATI DI BASE DEGLI STUDENr
TI A CUI HANNO ADERITO I COMITATI DI BASE OPERAI, LA SINISTRA RI VOLUZIONARIA, IL CIRCOLO DELLA RESISTENZA E LA F.G.C.I.
Prima che il corteo giungesse in piazza Castello un gruppo di fa scisti armati di bastoni hanno picchiato un compagno che attende va in piazza. Questi luridi topi di fogna, battuti sia dalla co— scienza delle masse, sia dalla realtà storica, vengo:_: usati dai padroni in momenti per loro difficili per frenare le lot— te. La classe operaia però ha dimobtrato, a piú riprese, di non lasciarsi intimorire dalle squadracce e di essere in grado di re spingere son la mobilitazione di massa ogni rigurgito fascista.
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3 feiabaìo_ GIORNATA bl LOTTA IN TUTTO IL COMDLESSO FIAT_ CONTRO LA REPPESSIOHE_
GNO E' STATO ASSASSINATO! a mi E C13 CD C3 O 423 O "C7 a 03 O 03 C3 • "Ct C6 .111 E 03 -es-• n 111~1111 C3 03 E 4-• 133 CC! C3 03 03 C4 CI3 CI3 C3 %ua 413 CD ) r l RELTRIUNALE DI TORNO v1° 21153 dei 6.632 DiRETTORE RESPONSABILE : Paolo SCAMUZ21 TIPOLITO SALVO • N1ONCRLIERI•
A MILANO LA POLIZIA HA SPARATO. UN ALTRO COMPA.