milanosud ZONA 15
MAGGIO 1974
PERIODICO DEMOCRATICO
GRA TOSOGLIO
REFERENDUM
"POLITICIZZAZIONE „ E INTOLLERANZA Certi vecchi arnesi della propaganda reazionaria e integralista accusano i comunisti di voler « politicizzare » a tutti i costi la campagna elettorale per il referendum. E' certo difficile indurre alla ragionevolezza chi è abituato a deformare la verità, e tuttavia ci proveremo. « Superior stabat lupus... » racconta la Favola di Fedro: cioè il lupo stava a monte e inquinava il ruscello. L'agnello sotto e venne accusato dal lupo di sporcargli l'acqua. Questa volta « a monte » ci sta Fanfani. Quel Fanfani che non perde occasione per rievocare l'infausto 18 aprile 1948, quando la D.C. ottenne la maggioranza assoluta sulla base di una campagna elettorale terroristica, da caccia alle streghe. La cosiddetta politicizzazione è venuta nel momento in cui la segreteria D.C., senza nemmeno consultarsi con la direzione del suo stesso partito, ha rifiutato ogni possibile discorso, trattativa, compromesso fertile e utile a tutti, sul problema della legge Fortuna-BasliniSpagnoli. Disse allora Fanfani che per la D.C. la questione dell'indissolubilità coatta è « questione di principio », immodificabile e irrinunciabile. Secondo la segreteria D.C., se fosse abolita la legge sul divorzio, solo i cattolici, e non gli ebrei o i protestanti ad esempio, avrebbero la possibilità di risolvere il caso umano di un matrimonio naufragato ricorrendo ai tribunali ecclesiastici, sulla base di una tolleranza concordataria ribadita — con grande coscienza pluralistica e democratica — anche dal voto del P.C.I. che sostenne nel 1947 la inclusione del Concordato nella Costituzione Repubblicana del nuovo Stato italiano. Qui, in questa presa di posizione illiberale e integralista assunta dal gruppo dirigente democristiano insieme ai fascisti e alla destra clericale, stanno le autentiche radici
della « politicizzazione » del referendum. A questo punto la questione diventa politica, perchè la crociata oscurantista e intollerante imposta da Fanfani è di fatto un attacco politico alla libertà e alla democrazia. Gli antidivorzisti si troverebbero in gravi difficoltà se facessero appello alla ragione e soprattutto se dicessero la verità; se dicessero cioè che la legge attuale non obbliga nessuno a divorziare, e che abolirla invece significa imporre a tutti — anche a chi ha bisogno e volontà di sciogliere un matrimonio fallito — una indissolubilità coatta. E' tanto vero e evidente questo fatto che la lacerazione delle cocontinua In 2" pag.
PER QUANTO ANCORA LA SCUOLA NEI NEGOZI Come è capitato a me, credo sia capitato a molti altri di passare per Via Feraboli e notare che la scuola elementare non è ancora stata ultimata; questo stato di cose ci indispettisce ancora di più se si pensa che sono passati già tre anni da quando il progetto di costruzione della scuola fu approvato e finanziato dal Consiglio Comunale. Attualmente nel cantiere non vengono impiegati più di una dozzina di operai, e constatando tutto ciò che resta da fare, vuol dire che la scuola non sarà pronta per l'apertura del prossimo anno scolastico; quindi l'anno prossimo i nostri ragazzi potrebbero essere costretti ad andare ancora nei negozi delle torri di Via Saponaro. Dobbiamo inoltre tenere presente un altro fatto.
UNA PRIMA CONQUISTA PER LE
CASE MALSANE La lotta intrapresa dagli inquilini abitanti in case mal ridotte e insalubri situate nella nostra zona — lotta che gli inquilini hanno condotto assieme al SUNIA, alle sezioni comuniste, al Consiglio della zona 15, e ad altri organismi — ha dato un primo risultato positivo. Infatti nei primi giorni di aprile l'Amministrazione comunale ha inviato 11 ingiunzioni di manutenzione straordinaria ad altrettanti proprietari di casa e riguardano stabili fatiscenti situati: in Via Meda 43; Via Chiesa Rossa 89, 69, 95, 47, 49; Via Mon. tegani 6; Via Feraboli 37; Via Stadera 15/19; Via Gratosoglio 79, 83 (si attende quella relativa i caseggiati di Via Feraboli 39). Le ingiunzioni impongono ai
padroni di casa l'obbligo dieffettuare, entro termini stabiliti, tutti quei lavori di riparazione e di manutenzione denunciati dagli stessi inquilini e rilevati dalle competenti autorità sanitarie. Questo, ripetiamo, è solo un primo risultato. L'obiettivo di fondo rimane quello di imporre al Comune, alla Regione e allo Stato lo stanziamento dei fondi e i provvedimenti relativi per dare a tutti i cittadini una casa decente con fitto equo. Cominciando, tanto per riprendere una rivendicazione del SUNIA e del Partito Comunista, dal trasformare quei duecentomila alloggi fatiscenti esistenti in Milano in altrettante abitazioni civili degne di questo nome.
FERENPUM
F. Puppis
Una mamma di Gratosoglio guarda suo figlio a scuola in un negozio.
Recentemente, ad una assemblea di genitori del Quartiere Barona, che avevano occupato le scuole della zona a causa dei doppi e tripli turni, un assessore comunale ha rabbonito i genitori assicurando che per il prossimo ottobre i loro figli saranno trasportati con dei pullman nelle scuole di Via Feraboli. Noi crediamo sia giusto ribadire che la scuola di Via Feraboli una volta ultimata, e questo dovrà avvenire al più presto possibile, debba e deve servire per risolvere i problemi scolastici del nostro quartiere, per abolire la piaga delle classi nei negozi, e per far sì che questi ultimi siano usati per la loro giusta funzione. Sia ben chiaro che il nostro non è un discorso campanilistico o che voglia avvallare rivendicazioni di carattere corporativo, continua in 2" pag.
TI PRESENTO LE MIE MOGLI...
Aà O o o od
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( .... UNA PER GIORNI PARI E
UNA PERI GIORNI DISPARI JUL -