Umberto AGNELLI, AGNELLI, Paolo BARILE, Giorgio BASSANI, Alessandro BERETTA ANGUISSOLA, Carlo BO, L g CALIGARrS, Mario COLOMBO, Alberto FALCK, Domenico FISICHELLA, Serio GALEOTTI, Massimo Severo GIANNINI, Vincenzo GIUSTINO, Franzo GRANDE STEVENS, Franco GRASSINI, Rita LEVI MONTALCINI, Roberto MAZZOTTA, Vittorio MERLONI, Luca di MONTEZEMOLO, Alberto MONTICONE, Franco MORGANTI, Franco NOBILI, Livio PALADIN, Franco PECCI, Luigi PEDRAZZI, Carlo SCOGNAMIGLIO, Pietro SCOPPOLA, Mario SEGNI, Giuseppe TAMBURRANO, Mario UNNIA, Salvatore VALITUTTI, Antonio ZICHICHI hanno lanciato un. manifesto (il testo a pag.3) CHI E' D'ACCORDO CI SCRIVA.
per nuove istituzioni che ristabiliscano i legami tra la Repubblica e i cittadini.
NELLA PAGINE INTERNE ANCHE: UN VERBALE SU FURTI AL COMUNE DI MILANO - COSTITUZIONE, I SUOI PRIMI QUARANT'ANNI - PORTELLO E DINTORNI, STORIE DI VARI PASTICCI - LE GIUNTE CAMBIANO GLI INTRALLAZZI NO - TIGRI E LEONI IN ZONA.
IL
SEMPIONE
L'Italia ha bisogno di due grandi riforme: un governo e un parlamento. Per ottenerli: 1 - elezione popolare diretta del primo ministro; 2 - un parlamento con veri rappresentanti eletti in collegi uninominali (nei quali l'eletto sia nel collegio ha preso
mensile della zona 6 (Magenta-Sempione) di Milano - direttore: G. Palermo-Patera ANNO 11° - n. 1 - Milano 20154 - via Cesariano 8 - sped.abb.post.gr.III/70% - FEBBRAIO 1988
G M
'in
Milano
VE R D E (mq/ab)
191.8
3.2
Aeroporto (passeggeri/anno)
20,5 milioni
8,6 milioni (L+M)
Metrò+passante (Km
60,2+155,6
56(10 in costruzione)
Abitanti città
615.000
1.500.000
Abitanti area
1.000.000
3.290.000
Automobili
311.000
780.000
VE R D E (mqiab)
191.8
3.2_
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MILANO NON E' FRANCOFORTE Francoforte
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LTICITTA' ADDIO
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del settembre 1980, rnale riportava, trada Le Monde diploi articolo dell'urbaniDo z Redaelli. Nello sa- a-lavano le prospettive H I dell'area lombarda z ipotizzando, per gli fa, una "multicitta" ?sse equilibratamen1.3 orio regionale (inte) diverso da quello ivo tradizionale) il lelle attività umane cn oni sociali. sgoccioli degli anni forse, è il caso di ,me si sono messe ,duo le cose rispetto a ciò che era ritanuto fattibile e auspicabile. Questo interrogarsi ha tanto più valore in quanto tra gli studiosi sta diffondendosi iiiibf.a. la convinzione che le recenti fortune (lel "modello veneto" dipendo», e» ila Io ruolo agi „ neta, dal fat, che n si presenti L una
H
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fr (dati de IL GIORNALE)
A
"multicittà".
Mentre l'amministrazione comunale di Milano è fermata dalle farsacce recitate dai partiti della proporzionale, il lato davvero grave della questione è che i problemi dell'area metropolitana marciscono. Da un lato un similparlamento impotente è in ritardo di parecchi decenni dal dare assetto normativo adeguato alla realtà delle aree metropolitane, cosa -questa- che danneggia in primo luogo il centinaio di comuni che formano l'area metropolitana di Milano. Dall'altra, la politica spettacolo che è resa necessaria dalle buffonate della proporzionale ha privilegiato, appunto, tutto ciò che è appariscente ed effimero. Si interviene sulla realtà urbana per fare soldi subito da distribuire alle clientele. Si fanno quelle iniziative, magari prive di conseguenze utili di fondo, ma che sono riconoscibili e saltano all'occhio del pubblico. Restano indietro quegli interventi di lungo respiro, risanatori dell'assetto urbanistico, delle nostre condizioni di vita. L'inquinamento atmosferico attorno alla Fiera non si vuole rilevarlo perchè si teme di trovare un problema che è molto meglio ignorare, la rete fognaria di Milano non dispone di neanche un (non uno) impianto di depurazione. Da questo punto di vista Milano è come Kinshasa. Si meditano colate di cemento magari con la scusa delle case per i lavoratori. Quando è più che evidente che nell'area urbana di Milano gli insediamenti vanno fermati, non promosssi. Ci sono quelli che continuano a dire che a Milano la Fiera deve stare nell'area urbana come a Francoforte. Ebbene, ecco, qui sopra, le cifre della realtà urbana di Milano paragonata a quella di Francoforte. E' lampante la differenza tra una città saggiamente amministrata e la realtà sudamericana di Milano. Gli insediamenti a Francoforte sono molto più equilibrati rispetto al territorio, tanto che ogni singolo cittadino ha una disponibilità di verde sessanta (diciamo sessanta) volte maggiore che non a Milano. E lo straordinario è che questo non avviene certo a scapito della intensità delle attività di Francofortul• dato che, molto significativamente, il traffico aeroportuale a Francoforte è nettamente mar y; CP ...„J",` quello di Milano pur ripartito su due aeroporti.
Ebbene, ci pàa . siaskpa dire che le ipotesi di tanti anni fa risultano confermate per quanto riguarda il ridursi della propensione a risiedere nella città-metropoli; tant'è che, da allora Milano ha perduto il 14 per cento (più o meno) della sua popolazione. Ha continuato a mutarsi la localizzazione delle attività del secondario (industrie), anch'esse in emigrazione rispetto al baricentro dell'area regionale. Tuttavia, questa parte dei fenomeni riguarda le scelte degli operatori privati e qualche frangia di quell'operatore ibrido
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I LEADER DELLA PRIMA REPUBBLICA
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C RAXI - E NE POSSO FARE QUANTI NE VOGLIO.