t. S. R. M. 0, Sesto S. G.-Milan fondo CA-597C-
i Giugno 1954 - L. 10
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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI
Anno 1° - N. 7
PER MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA
I LAVORATORI ESIGONO EFFETTIVI AUMENTI DEI SALARI Solo creando completa unità contro il padronato i lavoratori otterranno soddisfazione alle loro richieste rimaste insoddisfatte Anche nella nostra fabbrica il lavoratore ha dovuto scendere sul terreno della lotta aperta: l'operaio, l'impiegato è stato obbligato a scendere in sciopero. Parecchi sono coloro che pensavano di risolvere questo problema, aziendalmertte in forma pacifica. Chi per un motivo, chi per un altro. Nel campo del lavoro le forze antagoniste (datore di lavoro e prestatore d'opera) o prima o poi debbono scontrarsi. Gli untorelli si prestano al giOco del loro padrone per dividere la classe lavoratrice: la possente unità del proletariato fa tremare il capitalismo. I suoi lacchè tremano al punto di rendersi anonimi nel lanciare calunnie. Il padrone si è servito anche di costoro (che seppure anonimi sono ben stati individuati dai lavoratori) per cercare di rompere la compattezza degli scioperi, per cercare di fiaccare lo spirito di lotta. Non sono riusciti. Non sono riusciti aziendalmente, come su scala nazionale. Dal settembre scorso i lavoratori scesero in lotta, per obbligare il padronato a riconoscere un miglior tenore di vita che doveva scaturire dall'operazione del conglobamento contemporaneamente ad una perequazione dei salari e stipendi fra le diverse zone, ad un avvicinamento delle retribuzioni femminili a quelle maschili, al rispetto dei diritti di libero cittadino anche sul lavoro, contro il taglio dei cottimi. Gli operai e gli impiegati di ogni settore produttivo furono obbligati allo sciopero: e con quale entusiasmo furono uniti contro il comune avversario della loro • classe. Si cercò attraverso la RAI. la stampa borghese, di ingannare i lavoratori: dicendo prima che gli industriali, gli agrari, non potevano sostenere alcun maggior onere, 'dicendo poi che aumentare le paghe significava precipitare nella inflazione. Infine dissero che gli operai, gli impiegati, i tessitori, i braccianti, i tranvieri, ecc., si prestavano a giochi politici. In questi giorni tutti i lavoratori hanno infatti potuto constatare che vi è stato di mezzo anche la politica: hanno però saputo rispondere politicamente. Non hanno perso di vista il pri-
mo loro avversario, il capitalismo. Questo si è servito di correnti sindacali nel tentativo di arrestare l'impeto crescente delle lotte: è fallito, il capitalismo, ancora una volta. E' fallito perchè non vuol intendere che ormai il grande proletariato si è emancipato con la lotta contro il fascismo, è fallito perché il grande Proletariato è pronto a sostenere qualsiasi prova e sa respingere ogni provocazione. 'L'accordo firmato a Milano il 12 giugno dalla CISL e dalla UIL non è servito da apecobietto per le allodole: i lavoratori già dubitavano per il modo stesso, con cui venivano condotte le trattative. La CGIL li ha abituati a essere al corrente delle richieste, delle controproposte. 'La forma. antidemocratica con (mi furono condotte le trattative per circa due mesi d alla C13L e dalla UIL a fianco dell'orga-
nizzazione fascista, fece si che tutti i lavoratori furono pronti all'appello lanciato dalla CGIL quando trapelarono le prime cifre: lo sdegno fu al colmo quando furono pubblicate ufficialmente. Tutti i lavoratori della Innocenti, a fianco dei loro compagni di altre fabbriche, di altri settori, protestarono energicamente. Scelsero le forme di lotta che meno pesassero ai loro già magri bilanci: operai di tutti i reparti e di tutte le tendenze riunitisi in assemblea invitarono la C.I. unitariamente a discutere con loro. In questa assemblea, gli operai della Innocenti diedero un mandato preciso: la C.I. al completo doveva condurre la lotta. Tutti i membri accettarono un tale impegno e fu così possibile continuare uniti, compatti. La categoria impiegatizia è ancora titubante: seppure vi è buona partecipazione alla lotta, è indispensabile che anche questa ca-
E' APERTO IL DIBATTITO
Comunisti e Cattolici debbono unirsi per conservare la pace 'Cara Redazione, Ho raccolto l'invito da te fatti per un dibattito in fabbrica sulle questioni politiche che interessano tutti i lavoratori e così credo aiutarti nel tuo sforzo. E' possibile trovare una via tra mondo cattolico e mondo 0017Mnista per iniziare una serena e obbiettiva discussione su quanto avviene nel mondo? Su problemi politici ed economici. internazionali e nazionali? Noi comunisti riteniamo non solo possibile, ma utile tale dialogo: possibile in quanto uomini e quindi dotati di ragionamento, utile in quanto servirà certamente a superare reciprocamente quelle zone di ombra alle quali, seppure initiolontariarmente, più o meno, siamo succubi. Parlando liberamente, discutendo serenamente, nei momenti di riposo potremo sicuramente meglio intenderci. Il periodo « è vietato parlare di politica » è passato. E' ormai ri-
conosciuto da tutti che le grandi azioni politiche non debbono essere condotte dai soli governanti e tenute segrete ai rispettivi popoli. La storia recente lo ha dimostrato; i fatti internazionali in corso lo dimostrano ogni giorno. Il popolo lavoratore, per meglio intenderci, il nullatenente, ha t/ sacrosanto diritto di sapere, di discutere, di approvare o negare un'azione politica del proprio governo.
tegoria esterni con maggior vigore il suo malcontento. E' indispensabile rafforzare i legami fra impiegati e operai: questa lotta condotta nell'interesse di tutti sarà p% breve nella misura che tutti vi prenderanno parte. Anche nella nostra fabbrica Pay_ versarlo di classe ha cercato di mistificare il contenuto delle rivendicazioni della CGIL per fax apparire l'accordo come una vittoria. Si parla di 80 miliardi: ma quando? Ma gli operai della CTRT. e della UIL e della CGIL non possono oltre aspettare: i dirigenti della CISL e della UIL sanno anche (e non sappiamo se lo hanno detto ai loro aderenti) che le altre migliorie che tanto decantano. (derivanti dal nuovo cottimo, per esempio), verranno dopo discussioni aziendali fra C.I. e datore di lavoro. E i lavoratori hanno bisogno subito del miglioramento per affrontare il continuo aumento del costa della vita. Altro che lotta political Se cosi la intendono gli industriali, i lavoratori hanno saputo rispondere anche su questo terreno: • anche alla Innocenti. Se la Direzione nostra non vuol scendere sul terreno della Confindustria, ebbene Conceda quanto la C.I. ha chiesto e anche la nostra fabbrica potrà essere esentata da questa lotta.
P. Ronchi
Finalmente anche i nostri lavoratori hanno ottenuto quanto già in altre fabbricilie: un arcani) sui futuri miglioramenti in aggiunta Eppure nel nostro Paese si cerall'accordo che, dai lavoratori, ca ancora di nascondere agli operai, agli impiegati, al popolo, l'evo- viene ormai chiamato accordotruffa .(gli impiegati si sono luzione o l'involuzione di fatti che già interessano tutti gli italiani. Per accorti nel ritirare lo stipendio). questo il grosso padronato e i ceLa Direzione avrebbe potuto conti più retrivi cercano ancora il cederlo il giorno prima dell'ultimo diversivo dell'antic.munismo; diesciopero del 22 giugno: gli operai tro questo vietano di parlare sulle piazze della CED, contro la boma: e gli impiegati si sarebbero risparba H. Si cerca di nascondere la -miati otto ore di sciopero. soluzione di Trieste. Ma tant'è: la lotta di classe esiCancellano le scritte contro la ge i suoi sacrifici. CED e lasciano quelle inneggian(continua in 4a pag.) La Redazione