dalla Lesa occupata Bollettino N.
I. S. R. M. O.
Sesto S. G.-Mil anc fondo r312..ci-ek
PIANO DEL PADRONATO E LA RISPOSTA OPERAIA
B ollettino del Comitato di LOtta Fabbrica - Quartiere .
La lotta del lavoratori della LESA, costretti all'occupazione della fabbrica e per la difesa del posto di lavoro, per la difesa delle capacità produttive dell'azienda è la nostra lotta .
P iattaforma Rivendicativa
Ritiro immediato e senza condizioni degli 8 01 licenziamenti; Pagamento dei salari e stipendi dal mese di marzo; Ristrutturazione dell'azienda, salvaguardando l'ulteriore sviluppo dell'occupazione con un controllo di-
C ITTADINI , LAVORATORI, STUDENTI
La piattaforma rivendicativa sopra esposta è, per parte nostra, indiscutibile . Essa salvaguarda infatti i diritti irrinunciabili dei lavoratori, primo fra i quali la difesa del posto di lavoro, la garanzia dell'occupazione. Inoltre tale nostrapiattaformaè assolutamente realizzabile; la Lesa è una fabbrica con grande possibilità di svilippo con una forte capacità produttiva, altament'e * qualificata, con degliim pianti fra i più moderni sul piano europeo. Perchè allora il padrone della Lesa vuole chiudere la fabbrica ? Perchè vi è questa manovra da parte del " cavaliere del lavoro"
retto da parte delle Organizzazioni Sindacali e dei lavoratori sui piani produttivi e di investimento.
Posizione Padronale
Assurda richiesta dell'Amministrazione controllata per "legalizzare"
Conferma degli 801 licenziamenti Smantellamento della sede di Milano della LESA e vendita dell'area Vendita di uno degli altri due stabilimenti ad una società estera del settore, senza garanzia di continuità occupazionale Forte riduzione del personale del terzo stabilimento .
( altrui ) Meoni ?
Vi è innanzitutto una ragione di carattere politico generale, una manovra padronale che si sviliippa a livello nazionale e di cui la Lesa è solo un particolare aspetto.
Le grandi lotte del '69 infatti, le vaste rivendicazioni ottenute, i diritti sindacali all'interno della fabbrica hanno 'inferto un duro colpo allo strapotere • padronale; hanno indebolito la sua forza, hanno gettato le basi di uno sviluppo nuovo e diverso del movimento operaio, La classe operaia infatti, non vuole più essere alla completa mercé del padronato: rivendica giustamente un ntio vo potere, dei livelli di vita migliori, la possibilità di incidere come forza autonoma
all'interno della fabbrica . Naturalmente queste giuste rivendicazioni e a queste conquiste, il padronato ha risposto con l'arma già tante volte usata, la minaccia della crisi economica, i licenziamenti ingiustificati, il terrorismo all'interno delle fabbriche, vaste manovre insomma tese a indebolire la forza politica e sindacale dei lavoratori . I padroni ufficialmente, a mezzo della loro portavoce, la Confindustria, stanno provocando un vero e proprio sabotaggio nazionale, hanno proclamato lo sciopero degli investimenti, esigono che il Governo ponga fine a respinga , le lotte , rivendicative dei lavoratori e dei sindacati e sappia dire anche no , alla I caotica " richiesta di riforme .
Impongono quindi, una " pace sociale" a loro completo vantaggio, una " tregua sindacale " che altro non sarebbe che un comodo mezzo per ristrutturare le fabbriche con un taglio alla occupazione aumentando i ritmi e i tempi, l'abolizione dei, diritti politici sindacali per una rinnovata e rinvigorita oppressione nelle fabbriche , sulle masse lavoratrici.
A queste manovre però, la classe operaia ha risposto con nuovo slancio, disilludendo coloro che già affermano che i la lavoratori erano " stanchi" e "sfiduciati" sul piano nazionale, la ferma lotta che si sta svolgendo alla FIAT, con vasta partecipazione di lavoratori dimostra come " indietro non si torna ", come la classe operaia non sia disposta a concedere nulla di ciò che ha faticosamente conquistato, mentre da un punto di vista più particolare, la vasta mobiliazione dei lavoratori della LESA, dimostra come anche nelle piccole e medie fabbriche non si ac- . setta ,più passivamente il disegno padronale. AllUntern.o di questo quadro, si inseriscono quindi le manovre della LESA, che costituiscono appunto per questo un pericoloso campanello di allarme . Non a 'caso infatti l'organizzazione degli industriali del settoretlettromeccanico in un loro documento riservato, affermalo testaualmente : ... si propone di chiedere lo alato di crisi del settore per usufruire del tnaggior intervento dello Stato rispetto alla caiiiiiittiograzione , per poter chiedere taledichiarazione, è ne-
cessario che le aziende del settore, abbiano le maestranze in cassa integrazione . ( ) L'Ing. Gutris ( presidente dell'associazione - n. d. r. ) a conclusione di quanto detto ritiene ( ) che lo stato di crisi può essere dichiarato anche per singole provincie e considerato che in provincia di Varese oltre alla Lesa ci sono già altre tre società in cassa integrazione, sarebbe favorevole a mettere in cassa integrazione i propri operai di Caronno, per poter richiedere la dichiarazione per la provincia di Varese .
Manovre del padrone
E non a caso infine, il padrone della Lesa Meoni, scrive testualmente in un documento riservato inviato ai Ministri competenti: " solamente ritornando ad una situazione di equilibrio ( sic ! ) , da realizzarsi con provvedimenti e con eventi che non tocca a me giudicare, tutto potrà tornare normale e costruttivoid.
D'altra parte il padrone della Lesa tenta anche un'altra carta; vuole chiudere lo stabilimento di Milano infatti per realizzare una vasta speculazione edilizia sul terreno di 40. 000 mq. , seguendo in ciò la logica più sfrontata e brutale del capitalismo , a cui poco interessa gettare sul lastrico centinaia di famiglie se questo permette di acculnulare nuovi profitti .
Non solo, poco preoccupandosi dello sviltippo industriale del nostro paese, egli vende uno dei tre stabilimenti ad una fabbrica straniera, permettendo cosi l'infiltrazione di capitali esteri in Italia, a tutto svantaggio di "quell'ordinato" sviluppo economico, che tanto sembra stare a cuore alla Confindustria e al grande padronato, che in realtà dimostra che l'unica casa che gli sta a cuore è l'aumento dei propri profitti.
Un'altra lezione quindi si può trarre, dalla vicenda in corso alla Lesa; essa dimostra il vero volto del padronato, che non solo si batte contro le riforme a livello parlamentare e di opinione, pubblica cen i suoi mezzi di informazione ( grandi, giornali, Rai Tv, ecc ) ;Ama anche nel concreto delle scelte deesingoli padroni tenta di operare affinchè le riforme non
passino; mentre al Parlamento si discute la pur timida riforma edilizia, il padrone già progetta una vasta speculazione sul terreno di Milano, sicuro di farla franca ancora una volta .
Ma. non basta, il padrone ha ottenuto dall'IMI cioè dallo Stato, 1. 400 milioni, che sono soldi dei lavoratori, soldi di noi tutti; ebbene, di questi fondi già intascati , il padrone non vuole rendere conto a nessuno nè spiegare aci.alcuno uso fatto di questi fondi .
Uniti si vince
Da quanto detto si comprende quindi il valore determinante della battaglia alla Lesa , spezzare questa manovra padronale significa infatti, non so-
lo far rientrare gli 801 licenziamenti, ma anche e soprattutto impedire un piano provocatorio di vasto raggio, reazionario e antipopolare .
Ecco perchè quindi, i lavoratori della Lesa e le Organizzazioni-Sindacali e i movimenti pólitici che formano 2. Comitato di lotta fabbrica-quartiere, chiedono la solidarietà attiva di tutti i lavoratori, degli studenti, dei cittadini; la nostra lotta è la lotta di voi tutti, giacchè il nemico è lo stessa , è il padronato con la sua politica di oppressione e di sfruttamento nei confronti delle masse popolari .
Sostenete quindi la giusta lotta dei lavoratori della Lesa !
Contribuite alla raccolta di fondi 1
Solidarizzate con la nostra Lotta!
IL LAVORATORE SI DIFEIJDF_
CRONACA DI UN INGIUSTIFICATO
INTERVENTO DELLA POLIZIA , ORGANO STATALE AD USO " PRIVATO" DEL PADRONE.
Ore 6,30 :
Le forze dell'ordine, agli ordini del vice questore, irrompono nella LESA, dove il turno di notte formato da 18 lavoratori stanno picchettando la fabbrica . I celérini sono armati di tutto punto, con caschi protettivi, scudi, elmetti e manganelli sguainati, come si conviene a chi deve compiere una così eroica azione . I lavoratori responsabilmente e dignitosamente non accettano l'è'vídente provocazione e non oppongono resistenza, convinti che farebbe troppo comodo al padrone poter mandare in galera gli operai, magari con l'accusa di oltraggio .
Ore 7 :
La mobilitazione è immediata; nelgiro di mezz'ora giungono sul pasto E dirigenti sindacali, consiglieri comunali e regionali, dei partiti democratici, giovani del movimentastudentesco e del circolo '4 Bandiera Rossa " e si decide di avvertire immediatamente i lavoratori delle fabbriche vicine e gli studenti medi ed universitari .
Ore 3:
Già sono presenti sul posto le de legazioni dei consigli di fabbrica della TIBB, della Lagomarsino, della OM e •di numerosissime fabbriche della Zon, oltre a delegazioni degli studenti del VERRI, dell'Einstein, del Berchet e dolo< l'Università Statale .
Ore 8,30 :
Il Consiglio di Fabbiic a si riunisce con le OOSS e decide l'immediata rioccupazione della LESA e di tenere per le ore 9 l'assemblea precedentemente programm da .
Ore 9 :
Lo sdegno fra i lavoratori della LESA, operai e d impiegati giunti sul posto è vivissimo, e tutti approvano calorosamente la scelta del Consiglio di fabbrica per continuare l'occupazione Nel frattempo il vice questore, annuncia ufficialmente ai rappresentanti dei lavoratori che per le 10,30 farà sgomberare nuovamente l'azienda. La risposta dei lavoratori è immediata: più di 150 lavoratori attend000 in mensa la nuova provocazione, decisi a stroncare con la loro presenza massiccia ogni intimidazione poliziesca, è questa una prova di grande maturità politica e sindacale .
Ore 10,30
L'intervento dei parlamentari dei partiti di sinistra , sul prefetto e sul questore, ma soprattutto l'unità e la forza dei lavoratori sventano l'attacco poliziesco, dopo alcuni momenti di tensione, la polizia riceve l'ordine di nen portare sino in fondo la provocazione. La fabbrica rimane cost nelle mani dei lavoratori, che l'hanno conquistata con la
COME IL CONSIGLIO DI FABBRICA CON L'ASSEMBLEA PERMANENTE DEI LAVORATORI HA GESTITO E GESTISCE LA LOTTA .
Costituzione di un Comitato Unitario di lotta, Fabbrica , Quartiere , con il quale si è operato per allargare i livelli di massa . LA GIUSTEZZA DELLA NOSTRA LOTTA .
Diffusione di 200. 000 volantini di vario
tipo
Diffusione di 1. 300 Manifesti
Delegazione alla Commissione Lavoro
Comunale - dal Sindaco - al Consiglio
èomunale - al Consiglio Provinciale-
propria decisione e non cedere di fronte alle provocazioni .
Ore 11 :
I Consigli di Fabbrica TIBB, OM, Lagomarsino ed altre piccole aziende, prendono impegno di intervenire alla difesa della lotta dei lavoratori LESA 2.3.1;(2 rve ne :ad o nell'Assemblea.
Ore 12,30 :
Dagli Istituti della zona e dala Università, Statale giungono circa 300 studenti a portare la propria solidarietà ai lavoratori della LESA, e un gruppo di essi si forma davanti alla fabbrica sino a sera.0 n membro del Consiglio di fabbrica pronuncia un breve discorso, verso le 13, chiarendo i termini della lotta e richiedendo la solidarietà attiva degli studenti . Il breve comizio viene a lungo applaudito.
Nel pomeriggio , attraverso gli organisrr i democratici esistenti al PL-21Lz0 di Giustizia si viene a conoscenza che nessun ordine di sgombero deluqzienda è stato emanato dalla Magistratura . Anche da questo episodio è possibile trarre un utile insegnamento: il coraggio e la combattività dei lavoratori della LESA e la vasta solidarietà dei lavoratori, degli studenti della zona hanno stroncato la provocazione poliziesca, e ciò dimostra ancora una volta di più che UNITI SI VINCE !
al Consiglio Regionale - in Prefetturadai Partiti : P. C. I. - P. S. I. - D. C.P. S. I. U. P. , per precise scelte e prese di posizione .
INCONTRI IN FABBRICA con delegazioni CONFERENZE STAMPA
Iniziative in corso
Lunedì - Ore 21 Incontro con tutti i partiti - ACLI - SINDACATI DI CATEGORIA e CONFEDERALI per precisare posizioni , impegni e contributo alla delegazione dei 3 consigli di fabbrica che mercoledì andrà a Roma.
Mercoledì: Giornata d'incontro a Roma tra i tre C. d. F. ed il 1VE.nistero del Lavoro - altri
MinAteri - Gruppi Parlamentari MANIFESTAZIONE .
La risposta dei responsabili Governativi per una soluzione positiva della nostra lotta. Non deve riguardare solo 2. 000 lavoratori della LESA, ma tutti i. cittadini di Milano - Saronno - Tradate .
DAL CONSIGLIO DI FAEBRIC.A
Lavorat ori del La Direzione della LESA, ha costretto i lavoratori ad occupare la fabbrica .
A questa decisione sono arrivati dopo due mesi di mancata riscossione dei salari, dopo sei mesi di cassa integrazione e dopo la richiesta della Direzione di 8.01 licenziamenti, e cioè il 40% delle maestranze .
Questa linea assunta dalla Direzione della LESA, si inquadra nel disegno più vasto di tutto il padronato italiano , volto a fermare la nostra lotta per le riforme e a riassorbire ciò che abbiamo conquistato-
con le lotte contrattuali e aziendali .
P erciò non vi debbono essere dubbi sulla lotta che conducono i lavoratori della LESA in difesa del posto di lavoro, perchè è anche la nostra , una loro vittoria sarà anche -la nostra . Ma condizione indispensabile per una vittoria dei ,2. 000 lavoratori dellaLESA è anche il nostro aiuto, e la nostra Solidarietà .
LAVORATORI DEL T. I. B.
B.
Il Consiglio di Fabbrica esprime il Fieno consenso alla azione dei lavoratori della LESA ed ha inviato telegrammi al Prefetto di Milano , al Sindaco di Milano, ed W. Ministero del Lavoro, perchè intervengano col preciso intento di dare una soluzione alla grave condizione che si è verificata in quella fabbrica .
LAVORATORI SOSTENETE LE INZIATIVE CHE VERRANNO PHIVSE DAL CONSIGLIO DI FABBRICA DI SOLIDARIETA' CON I LAVORATORI DELLA LESA.
Il Consiglio di Fabbrica
Dalla Conferenza Provinciale dei lavoratori comunisti svoltasi a Milano venerdi 14 e sabato 15 maggio
DOPO L'INTERVENTO DEL COMPAGNO
BALD.ASSARI A NOME DEL CONSIGLIO DI FABBRICA, DELLA LESA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA COMPAGNO SERANGELI, BA COSI' RISPOSTO :
A nome dell'Assemblea Provinciale dei lavoratori comunisti noi rinnoviamo ai lavoratori della LESA il nostro impegno di lotta al loro fianco.
La loro lotta in difesa del posto di lavoro, coincide con l'esigenza di garantire la•piena utilizzazione delle possibilità produttive di una azienda che opera in uno dei settori più esposti alle prepotenze del capitale finanziario straniero.
La lotta dei lavoratori della LESA, imblematicamente rappresenta oggi
la lotta che i lavoratori sono costretti a condurre, per difendere il posto di lavoro, in decine di fabbriche dalla Muller, alla Stiem, alla Sipea.
Anche ai lavoratori di queste fabbriche tute presenti alla nostra assemblea, noi rinnoviamo 4 nostro impegno .
Da queste lotte sembra a noi venga anche un insegnamento :
PUO VINCERE L'UNITA' DEI LAVORATORI
PUO' VINCERE L'UNITA' DEI LAVORATORI CON LE LORO ORGANIZZAZIONI SINDACALI
PUO' VINCERE L'UNITA' DEI LAVORA TORI CON LE FORZE POLITICHE DEMOCRATICHE E TUTTE LE
ASSEMBLEE ELETTIVE .
E' questo certamente il nostro augurio per i lavoratori della LESA. Un augurio a cui vogliamo qui dar seguito per rendere tangibile e immediato il nostro impegno , aprendo una sottoscrizione tra i nostri delegati per i'la-
voratori della LESA e della STIEM, da mesi in lotta senza salario .
A questa proposta che sarà certamente accolta, aggiungiamo l'impegno dei nostri compagni in Consiglio comunale, al Consiglio Provinciale, alla Regione, al Parlamento .
LA RAI—TV AL SERVIZIO D I LAVORATORI
CO MUNIC A TO
I Rappresentanti del Sindacato RAI-TV, assieme ad alcuni dirigenti Sindacali della FIM, FIOM e UILM, oltre ai delegati di alcune officine della FIAT-OM e della LESA, dopo una serie di incontri ed assemblee, a seguito del perdurare del malcostume vela programmazione radio televisiva- funzionale alla linea padronale e governativa, tendente ad isolare gli operai rendendoli invisi alla opinione pubblica , decidono unitariamente di passare ad azioni più avanzate e dirette, proponendo quanto segue :
a) Costituire un'alleanza organica, a livello di classe, tra lavoratori della RAI-TV ed operai ed impiegati della FIAT -OM e di altre fabbriche in lotta, per aprire una nuova fase di lotta pei ~fronti dell'uso padronale dell'informazione mediante la stampa e la radio-televisione .
Immediata rivendicazione di uno "spazio" nelle trasmissioni da definirsi attraverso una contrattazione diretta con l'avversario di classeDirezioni RAI-TV - che deve realizzarsi in un incontro tra una delegazione eletta dall'Assemblea dei delegati di alcune fabbriche in lotta a Nfilano e di alcuni servizi della RAI di Milano .
c) Le caratteristiche ed i connotati di questo "spazio" verranno presentate, senza alcuna possibilità di compromessi e concessioni, alla Direzione del Centro di Produzione di Milano e si baseranno su due principi di fondo.
1) Una formazione autogestita sulle vertenze, sulla piattaforma e sullo stato della lotta alla FIATOM e LESA, da presentarsi nel
corso della programmazione Te levisiva in un orario di elevato ascolto - comunque fuori dai ?, ghetti " delle rubbriche fissein una data Gla stabilire nei prossimi giorni, con aspetti ed angolazioni assolutamente stabiliti dai lavoratori rappresentanti la delegazione .
2) In caso di non accentuazione delle richieste , i lavoratori della RAITV sostenuti dagli operai delle fabbriche in lotta, passeranno ad azioni di appoggio diretto alla lotta, operaia, con forme di lotta che andranno dagli scioperi alle denuncie dell'assoluta fraziosità che la RAI-TV realizza in ossequio ad padronato pubblico e privato ed al Governo .
Il presente comunicato viene inoltrato ai giornali, al. Gazzettino Radio Regionale, ed alla Direzione del Telegiornale e Giornale Radio - oltrechè diffuso attraverso volantini ed altrop.ifinchè, l'opinione pubblica sia a conoscenza della volontà dei firmatari.
CONSIGLIO DI FABBRICA E ASSEMBLEA LAVORATORI FIAT-OM.
DELEGAZIONE LAVORATORI FIATMIRAFIORI TORINO .
COLLETTIVO INFORMAZIONE
UNITARIO DI BOLOGNA .
CONSIGLIO DI FABBRICA LESA .
Solidarizziamo
Sottoscriviamo
Aiutiamo i lavoratori della Lesa a resistere fino alla vittoria
Sez. P. C. I. Conca Zanutto
Sez. P. C. I. Carminelli
Sez. P. C. I. Gallaratese
Gruppo Giustizia P. C. I.
P. C. I. Fed. Prov.
Centrale del Latte
Magneti Marelli
Lagomar sino
IVIaag
Farmaceutici Mydi
Fim -CISL Romana
FIOM Lambrate
M S. Università Statale
M S. Carducci
M S. Verri
M S. Berchet
M. S. Manzoni
Istituto Feltrinelli( serali e diurno )
Scuola Umanitaria
Istituto E. Conti - V. Veneto
Istituto Cattaneo
Istituto Da Fano
Istituto Manzoni ( liceo Ling . )
Istituto Tenco Magistrale
C. S. Prof. Conti ( ITIS )
Fam. 7" Liceo Scientifico
Sez. Bandiera P. C. I. -Sesto S. Giovanni
Sez. Morandi P. S. I.
La Comune
Sez. P. C. I. Renzo Novelli
Sez. P. C. I. Paghini
Consiglio di Zona n - 17
Conf. Naz. Esercenti Comm. e Turismo
P. C. I. Sez. Clapiz
L. 20. 000
L. 20. 000
L. 15. 000
L. 42. 000
L. 50. 000
L. f, 00. 000
L. 155. 000
L. 98. 000
L. 38. 200
L. 138. 000
L. 20. 000
L. 000
L 91. 660
L. 48. 455
L. 475
L. 58, 000
L. 14. 760
L. 137. 520
L. 44. 445
L. 58. 200
L. 38. 720
L. 42. 600
L. 21. 500
L. 13. 300
L. 37. 000
L. 15. 000
L. 20. 000
L. 20. 000
L. 411. 000
L. 20. 000
L. 30. 500
L. 56. 000
L. 59/000
L. 20. 000
FONDI PER VENUTI PER SOS TENERE LA LOTTAP. S. I. P. Sez. Vittoria
Dip. Filytech
Cop. CLur Edile Rogoredo
Dip. Montecatini Etlieon
Dip. Corriere della Sera
San Francisco Bar
Sig. Zerillo lav. O. M. -F. I. M.
Sig. Colombo ex lav. Lesa
Scuola Molina"ri Sez. separata
Scuola Agnesi
ACLI
Honeyweel
Sig. Arrigeni exlav. Lesa
Comitato di agitazione Citi
Circolo a Arci Vittoria
Circolo Il Qurtiere
Movimento di. Cooperaz. Educativa CGIL -CISL-ACLI
Sig. ra Maegtitini
P. C. I. Sez . Mandelli
Circolo F. G. C. I. Dante di Nanni
Feder. Commercio CISL
Gruppo di Fabbriche ACLI ( Lombardia - LigurriA.-
Piemonte - Emilia )
Parrocchia San Silvestro . P. S. I. U. P.
Ditta ODA
Ditta Sandvik
F. G. C. I. Cellula Lav. Ceruti
P. C. I. Sez. Carminelli
M S. Leonardo Da Vinci
Lav. Soncini C. G. I. L.
Lav. CM-FIA T
Ufficio Legale
Direz. Coop. Italia
Dip. Coop. Italia
Dip. Sit Siemens
r . C. I. Sez. Ghirotti
UR O PHON
Compagno Orazio Galati
Assistenti Sociali I. S. S. F.
COOP. Ponte Lambro
Sez. PC. I. Temine ( Rrelli)
Imacird*Ht.i. Conf., Pri" Operai Comunisti
L. 101. 000
L. 76. 000
L . 13. 000
L. 78. 000
L. 300. 000
L. 22. 000
L. 10. 000
L. 20. 000
L. 8. 000
L. 11. 015
L. 50. 000
L. 21. 000
L. 5. 000
615
L. 17. 000
L. 20. 000
L. 84. 715
L. 20. 000
000
L. 8. 000
L. 20. 000
L. 42. 000
L. 34. 000
L. 40. 000
L. 22. 025
L. 12. 850
L. 20. 000
L. 8. 300
L. 23. 500
L. 25. 500
L. 59. 300
L. 50. 000
L. 150. 000
L. 93. 500
L. 130. 000
L. 2 -6. 500
L. 76. 000
L. 33. 000
L. 10. 000
L. 50. 000
L. 50. 000
L. 150. 000
%oltre la COOP. Italia, le ACLI Milanesi, la Centrale del Latte, hanno contribuito con derrate alimentari per il valore di decine di migliaia di lire .
A L CONSIGLIO DI FABBRIC DEGLI STABILIMENTI LESA, A TUTTI I LAVORATORI IN LOTTA DELLA
LESA OCCUPATA . -
Il Movimento Studentesco Milanese, riunito in assemblea in Università Statale , il giorno 28. 4. 1971, esprime la sua profonda solidarietà militante ai lavoratori della Lesa, che stanno conducendo in questi giorni una dura battaglia .
I lavoratori della Lesa hanno saputo dimostrare di quale tempra sia la classe operaia quando contro di essa Si accanisce la repressione violenta e indiscriminata del padronato, come è successo alla LESA con ben 801 licenziamenti .
La lotta degli operai della LESA non è isolata . In questo momento è in atto uno sciopero di classe tra lavoratori da una parte e padronato e governo dall'altra in tutto il paese .
I padroni e la loro rappresentanza governativa hanno condotto in questo periodo un furioso attacco alle conquiste ottenute dai lavoratori durante le lotte, dell'autunno 1969 . Ci ò che preoccupa maggiormente i padroni è la forza, la capacità d'organizzazione, la coscienza di classe e la comprensione della situazione politica e dei compiti che ci stanno di fronte che sisviltippano tra la massa popolare e gli strumenti di democrazia e di direzione, quali i Consigli di Fabbrica, che la clasee operaia sta costruendo .
L'attacco al posto di lavoro da parte dei padroni risponde all a loro esigenza di sembrare la clasee operaia, di creare un fronte della disoccupazione sempre più vasto, oltre che essere la conseguenza della crisi del capitalismo imperialista, della sua cronica inca-
pacità di garantire lavoro a tutti e di rispondere in maniera positiva alle esigenze di miglioramento delle condizioni di vita delle masse popolari .
Si apre in questo momerito una importante vertenza; quella dei lavoratori della FIAT. Si apre dunque una nuova fase dello scontro, ove si chiariscono e si approfondiscono le richieste operaie e sempre più si s'mischera il rublo affamatore e oppressivo dei padroni, della classe dirigente italiana e del loro governo.
In questo momento più che mai si ha bisogno che si rafforzi l'unità del movimento popolare nel suo complesso .
Il Movimento Studentesco opera attivamente in questa prospettiva e perciò intende propagandare i temi e le ragioni della lotta degli operai della LESA, tra gli studenti e le masse pizpolari , sostenerli in ogni Modo, aprire come è già stato fatto, una campagna per la raccolta di fondi in favore deilavoratori della LESA.
E' con questo augurio di unità e di vittoria che il Movimento Studentesco esprime la propria solidarietà militante ai lavoratori in rotta della LESA, ed auspica che questa lotta di difesa del posto di lavoro si trasformi in un momento di elevamento della coscienza politica dei laNjoratori e della comprensione della n4.4tura del sistema capitalista e della necessità del suo abbattimento per la soluzione definitiva dei problemi che affliggono le masse popolari .
mozione di solidarietà approvata all'unanimità nel corso dell'assemblea del M. S. , in Università Statale, il giorno 28. 4. 1971;
Il Movimento Studentesco MilaneserAtinicA-nrrt i
Cono. di Fabbrica Lesa e Organizzazioni
Sindacali FIOM-FIM-UILM. Sez. P. C. I.
Conca Zanutto - Sez. P. C. I. CarminelliSez. P. C. I. Ricotti - Sez. P. S. I. •Morandi-
Sez. P. S. I. U . P. Vittoria - M. S. VerriMS. Berchet - M. S. Einstein - Circolo Bandiera Rossa, Calvairate, Circolo POLI Fanin - M. S. Università Statale - .