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Il compressore1

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Bollettino

Il congresso della S.S.A.

Si è, costituita recentemente anche alla Worthington, la sezione sindacale aziendale della FIOM. E' stato il raggiungimento di un obiettivo postoci, per una più efficiente presenza sindacale nostra all'interno della fabbrica.

La sezione sindacale rappresenta la globalità degli iscritti al nostro sindacato, ed è lo strumento in cui convergono tutte le nostre discussioni in merito ai problemi insoluti a livello aziendale, i grossi problemi — le riforme — aperti a carattere generale. Proprio per questa vasta problematica abbiamo deciso di indire per il giorno 15 marzo il Congresso della nostra sezione sindacale. Cos'è il nostro congresso. E' il momento più importante della vita e dell'iniziativa sindacale, il momento in cui oltre alla necessaria valutazione sulle esperienze vissute — lotta contrattuale, lotte aziendali, iniziative politico-sindacali — dalla discussione si passa alla elaborazione della linea politicosindacale che là sezione sindacale porterà avanti a tutela e difesa dei diritti dei lavoratori, e per migliorare le condizioni sociali e civili, di vita e di lavoro della classe operaia : operai, impiegati e tecnici. E' un momento dove si costruisce l'iniziativa per un domani migliore, è il momento delle scelte.

La critica di domani, non partecipando al congresso, alle scelte del congresso, sarà negativa e creatrice di confusione, ed in tal senso andrà esclusivamente a favore del padrone.

Il nostro congresso cade in un momento politico estremamente te-

so e pericoloso. Il padronato con la repressione avallata dal sistema, non solo colpisce coloro che hanno portato alla vittoria il movimento operaio, ma ha come obiettivo — con essa — di non far proseguire l'iniziativa sindacale sulle riforme di struttura, esigenza che lo stesso movimento operaio aveva espresso nella lotta contrattuale.

Viviamo in una società capitalista, la società dei padroni; gli organi di potere dello Stato sono messi a disposizione dei padroni: polizia, tribunali, magistratura. Obiettivo: esulare dalla vita politica e sindacale la classe operaia, creare nel Paese una soluzione politica reazionaria e fascista. Il movimento operaio ha già risposto significatamente a questa azione fascista, ma l'elemento che può e deve sconfiggere questa azione è la lotta operaia. Per questo, il nostro congresso, è un Momento importante della nostra iniziativa, un momento in cui noi diamo una risposta chiara e decisa a tutti coloro che vogliono far regredire socialmente ed economicamente le masse popolari, i lavoratori.

Oltre che un diritto e quindi dovere di ogni singolo iscritto partecipare al congresso, portare in esso le proprie critiche, giudizi, proposte per l'elaborazione dí un'iniziativa sindacale, che oltre a garantire le conquiste fatte, faccia fare un ulteriore passo in avanti ai lavoratori.

Sezione Sindacale Aziendale

PRESENTAZIONE

Cari compagni, con questo numero nasce il nostro giornale di fabbrica « Il Compressore », un giornale che non vuole essere solo un organo di informazione, ma uno strumento, che affrontando i problemi sociali, economici e civili di fabbrica e del Paese, faccia scaturire — anche sul giornale — un vasto dibattito fra tutti i lavoratori. Attraverso il nostro giornale vogliamo allargare la partecipazione di base alla vita ed all'iniziativa del sindacato. Il giornale è uno strumento dei lavoratori ed i lavoratori devono adoperarsi per mantenerlo in vita e per fargli svolgere quei compiti e quelle funzioni che ho sottolineato in precedenza. Il nostro giornale non ha prezzo di vendita, ma la pubblicazione ha un costo che è a totale carico del Sindacato.

Questo ritengo non sia giusto. Se diamo — molto spesso — il nostro contributo quotidiano alla stampa borghese, che lotta contro di noi, che ignora accuratamente di parlare dei nostri problemi, motivo di più per ognuno di noi di dare al nostro giornale oltre al contributo di idee, proposte, scritti ecc., anche il contributo finanziario. Scriveteci, il nostro indirizzo è:

Via F. Cervi 25 (presso la FIOM)

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COMPRESSORE
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IL CLASSISMO DEL LAVORO

Che cosa è, come e dove nasce il classismo.

L'uomo, pur consapevole dell'uguaglianza tra individui di ogni razza o colore, per un innato egoismo, tende ad una supremazia sui suoi simili. Ciò si è verificato e si verifica in ogni campo ove l'uomo manifesti un'attività inerente alle proprie mansioni, nella società, nell'istruzione, sul lavoro. La classe dirigente, il capitalismo, la scuola classista e la scuola serale per l'istruzione pubblica, i dirigenti, i tecnici, i capi con le varie sottoforme, gli impiegati, gli operai, i manovali, sul lavoro.

Tutte queste divisioni tra i lavoratori, non solamente per motivi economici o di retribuzioni, possono identificarsi nel classismo. Questi non ha una data ben definita nel tempo configurante il suo avvento ma con diversi appellativi ci sta sul gobbone da quando il primo essere ragionevole apparve sulla terra. La Storia, maestra della vita, ci offre episodi significativi di tutto ciò: le crociate, guerre sotto il segno della religione cristiana, testimonianza che tale classismo esisteva anche nel clero e non è ancora stato eliminato; lo schiavismo, simbolo della supremazia della razza bianca, in alcuni luoghi non ancora debellato e l'attuale capitalismo sono in contrapposizione con i diritti dell'uomo e denigrano la nostra società. Affermava, a ragione, Rousseau, illuminista francese del 1600: l'uomo in se stesso è buono ma la società in cui vive lo rende insensibile alla ragione. Ma cosa porta l'individuo ad essere classista? L'egoismo ed indirettamente l'istruzione pubblica che forma la classe dirigente.

Analizziamo questo gruppo di persone che sono alla nostra guida, una maggioranza che esce dalla scuola di classe e la minoranza impegnata in una lotta continua con la coscienza, ma alla fine sopraffatta dall'egoismo sopracitato lascia annegare tutte le promesse in un bicchier d'acqua. Ebbene il capitalista che vive con rendite assicurate e il dipendente che vive alla giornata. Il primo usufruisce dei vantaggi di questo progresso e non collabora, il secondo artefice di tale

progresso viene sommerso dai bisogni che produce questa società dei consumi. Il primo frequenta la scuola classista ed elude la legge uguale per tutti (Riva Felice fuggito alla legge in circostanze fantascientifiche), il secondo dedica il tempo libero agli straordinari e viene arrestato dalla legge uguale per tutti (ma purtroppo non la elude) per aver rivendicato norme che non violino i diritti civili (alle repressioni attuali).

Il dipendente, dal dirigente al manovale, se pur con differenza partecipano allo sviluppo dell' azienda e della società in cui vivono

ed è errato che il ricavato dei loro sforzi vada ad alimentare le casse di coloro che per meriti non scontati abbiano potuto mettere in piedi un'impresa.

Abbiamo eliminato, con lotte, forme di sfruttamento e di ineguaglianza ma ora per migliori risultati dobbiamo sensibilizzare coloro che si « credono » ad un gradino superiore ai problemi che non sono solo dell'operaio o dell'impiegato ma investono la totalità in una società in declino.

Questo articolo non nasce per un senso di invidia come qualcuno poy trebbe pensare, ma in rispetto ai diritti di uguaglianza che regolano l'evolversi di una moderna società, una società basata sull' economia nazionale e non su quella individualista.

COSE CHE CAPITANO

Il vecchio al giovane: — Puoi leggermi cosa c'è scritto sulla lapide che io ci vedo poto?

— Oh! poveretto, e pensare che faceva lo STRAORDINARIO per vivere meglio.

Junior B

Autoritarismo

E' un modo concreto di dimostrare la democrazia così come viene intesa dalla nostra « democratica » società. Lo straordinario, vale a dire le ore extra orario normale di lavoro, sono — come sancito dal contratto — di carattere eccezionale e da concordarsi con i rappresentanti sindacali. Questo un primo punto; il secondo è che non vi è nessuna obbligatorietà nell'effettuazione delle ore straordinarie. Quindi il « comando » non è legale, tanto più che l'epoca del comando — il fascismo — è stato battuto dalla lotta operaia oltre vent'anni fa.

Chiaro comunque è che qualcuno miri a far ritornare indietro la storia, ed il semplice « comando » per le ore straordinarie è un elemento di questo tentativo.

Lo sappiano coloro che lo mettono in atto, sappiano che così facendo si rendono complici di coloro che vogliono instaurare nel Paese un clima autoritario e reazionario. Per ora un avvertimento a questi « graduati ».

Ai lavoratori un invito a respingere l'autoritarismo, facendo immediatamente presente questi « comandi » fascisti — lei domani lavora ,o più democraticamente, trovandosi in bolla — alla C.I.

Turnisti ELVISIOXE Puttane alid,n3na.

Da una fase di elaborazione, si sta passando ad una fase di lotta fra i turnisti. L'azione della direzione intesa ad assalire le condizioni di miglior favore, violare apertamente i contenuti del contratto è in atto. Tre sono i punti su cui verte la elaborazione dei lavoratori turnisti.

Orario di lavoro: distribuzione

dell'orario settimanale con 1 sabato sì e uno no lavorativo.

Mezz'ora di sosta: retribuita con la paga globale di fatto e conteggiata per il raggiungimento dell'orario di settore.

Organico: Assunzione di un marcatempo e di un magazziniere.

Questi sono i problemi strettamente dei turnisti, su cui non si può e non si deve tergiversare oltre.

La logica di questa società borghese 61: lo sfruttamento dei tanti (i lavoratori) da parte dei pockbi (i padroni). I diritti sanciti da leggi, contratti, accordi sono rispettati solo in presenza di un rapporto di forza a favore dei lavoratori. Per questo se vogliamo che a questi problemi sia data soluzione — e questo i turnisti lo hanno capito — occorre scendere in lotta.

E su questa strada marciamo, sicuri di avere l'appoggio di tutti i lavoratori, operai ed impiegati. della Worthington.

Il potere del padrone, il suo profitto, di cui gli artefici siamo noi, si modifica solo con la lotta.

E' una realtà provata, è una realtà di questa società capitalista.

IL TESSERAMENTO AL SINDACATO E' UN FATTO DI MATURITA'

Amici, con il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici, abbiamo compiuto un notevole passo avanti nella lotta contro il padronato e la borghesia.

Aumenti di salari, parità normativa tra operai e impiegati, riduzione dell'orario di lavoro e assemblea in fabbrica con l'intervento dei sindacalisti, sono le principali conquiste che ormai tutti noi conosciamo.

Dobbiamo però stare molto attenti, perchè se il padronato cede da una parte, riesce sempre a scovare un mezzo per togliercelo dall'altra parte.

Compagni, questo fatto non è tanto merito del padronato, ma bensì demerito di noi lavoratori, i quali, dopo una lotta contrattuale di diversi mesi, ci rilassiamo e viviamo sugli allori conquistati e qui, i nostri cari padroni riescono sempre

a riprendersi tutto quello che noí duramente abbiamo conquistato.

E per far che ciò non avvenga, dobbiamo essere uniti e attenti, contrattaccando con azioni di forza e volontà all'avanzata del capitalismo immancabilmente borghese (aumento del costo della vita, repressioni contro i lavoratori ecc.).

Ma un lavoratore o un gruppo di lavoratori non possono conseguire questo scopo, ci vuole una grande organizzazione che noi abbiamo, che ci è sempre al nostro fianco, che guarda e tutela gli interessi dei lavoratori, che fa sentire la sua voce nel parlamento italiano, anche se ne è esclusa, che accompagna, mano nella mano, il lavoratore nella sua dura vita di fabbrica: IL SINDACATO.

E noi, lavoratori, dobbiamo essere coscienti. maturi e capire veramente il grande significato dell'i-

scrizione al sindacato; non è tanto la tessera o le cinquecento lire al mese che devono influire sulla nostra scelta, ma bensì la grande unità che noi siamo, perchè, con il sindacato, siamo forti, siamo i più forti e non sarà certo un Agnelli o un Pirelli che possano sbarrarci la strada nella nostra avanzata contro il capitalismo; e se loro si volessero intromettere, saremo sempre pronti a sconfiggerli con la lotta e la nostra unita.

Quindi dobbiamo iscriverci al Sindacato, perchè iscrivendoci saremo sì piu forti e uniti, ma saremo anche più maturi.

Qui sotto riproduciamo due diagrammi che rendono ben visibile l'andamento delle iscrizioni al Sindacato degli operai e degli impiegati della Worthington dal 1967 al 1970.

Iscrizioni operai

Come si vede da questi diagrammi abbiamo avuto un brutto calo nel 1968, ma già nel 1969 e, soprattutto quest'anno, abbiamo avuto un sensibile aumento delle iscrizioni e ciò significa che il lavoratore sta maturando, e soltanto in questi ultimi anni ha capito il grande valore del sindacato.

Iscrizioni impiegati

Se voglio dare una lode personale agli iscritti, mì rivolgo ora a coloro che anche quest'anno non si sono iscritti, cioè a quei « portoghesi » che non sono nè coi sindacati e neanche (almeno io spero) col padronato.

Ed allora mi chiedo: ma cosa

possono fare questi lavoratori, che cosa vogliono, vorrei farvi ricordare che appena può, il padronato vi frega e uno solo non può certo reagire (pena il licenziamento).

A ciò vi è un solo rimedio: l'iscrizione al sindacato per un avvenire migliore ed un domani sicuro.

206 DELEGHE ALLA FIOM

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