Aprile 1954 - L. IO
i PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI
Trovare l' accordo tra il mondo cattolico e il mondo comunista
I
Anno I - N.5
SULLA RICHIESTA DI SPOSTARE LE FERIE
Per salvare l'umanità COLLABORAZIONE UNILATERALE cattolici della nostra fabbrica contro la bomba H la politica del sempre chiedere e mai concedere 11 primo can.nsne atomico è già in Germania; gli esperimenti americani con le bombe terra:nucleari continuano; in Indocina continua la guerra e gli americani minacciano un'estensione (lel conflitto e l'uso della bomba H. E' proprio questo ultimo aspetto (e cioè la minaccia dell'uso di quest'arma) che torrorizza ed in pari tempo suscita collera e sdegno, nell'opinione pubblica di tutto il mondo. Cosa ne avverrebbe dell'umanità, di tutta la civiltà accumulata in, millenni di anni ili lavoro, se venissero sganciate bombe termonucleari?Eminenti personalità hanno elevato la loro voce di condanna all'uso di queste armi, a queste voci si aggiunge quella di tutti i lavoratori, indipendentemente dalle loro concezioni, e a questo proposito rilevo quanto ha dichiarato l'operaio cattolico Quinteri Luigi del Rep. 18 della nostra fabbrica:
«Sono un lavoratore onesto con moglie e una bella bambina, mi preme la loro vita; ci troviamo dinnanzi ad una situazione grave per tutta l'umanità, esprimo il mio pensiero, come cattolico, e cioè, che siano abolite incominciando dalla Russia e dall'America, 'e armi atomiche e termonucleari e sorga una commissione internazionale che controlli rigorosa,nente gli armamenti orientali ed occidentali e sia scongiurato il pericolo delle guerre ».
E l'impiegato (cristiano sociale) Costa Aldo così ci ha dichiarato: « Penso che l'arma termonucleare sia quella più micidiale e distruttiva della storia del mondo ed il suo uso non è altro che un atto criminale a danno dell'umanità iutiera. Credo sia possibile arrivare ad una distensione internazionale... (e continua) la C.E.D. vista nel quadro di questa situazione, penso che, se applicata, non fareboe altro che esasperare una situazione già tesa ». Mai prima d'ora l'umanità si
è trovata di fronte ad un problema tanto grave, ed è questa preoccupazione che deve far cadere ogni barriera, che deve unire cattolici e comunisti, in, una azione comune per la salvezza dell'umanità. Non si tratta di essere per l'uno o' l'altro schieramento politico, e neanche di rinunciare alla propria fede, il cattolico continui ad essere cattolico, il comunista continuerà ad esser-
lo e a battersi per il suo ideale; se però venisse usata la bomba H, ne gli uni rnè gli altri esisterebbero più; per questo è necessario battersi uniti, per la pace, per salvare la civiltà e l'umanità intiera. L. BANFI
Un vecchio proverbio dice: una ciliegia tira l'altra, e così da un po' di tempo a questa parte, una serie di fatti si sono susseguiti nella nostra fabbrica, precisamente, come dice il proverbio: l'uno tira l'altro. Superfluo sarebbe ri-
1° MAGGIO 1886 - 1° MAGGIO 1954
Oggi come ieri in lotta per una vita migliore segni il 1° Maggio l'inizio di una più tenace lotta La storia del primo maggio è legata alle lotte per la conquista delle otto ore di lavoro. I padroni, abituati a sfruttare gli operai con lunghissimi orari inumani, dall'alba al tramonto, per raggiungere il maggiore profitto, resistevano accanitamen›, con l'aiuto dei governi e delle relative forze armate, contro la richiesta delle otto ore; rivendicazione allora più importante per i lavoratori di tutto il mondo. Nel primo maggio 1886 i lavoratori di Chicago scesero in •pia.72a per• liberamente manifestare, vennero sciolti a fucilate ed otto operai furono impiccati. Tre anni dopo, una mozione del congresso ccstitutivo della seconda internazionale, volle che ogni anno, per ricordare quel martirio per riaffermare quelle rivendicazioni, la classe operaia di tutto il mondo organizzasse una manifestazione. Per molti anni le manifestazioni che si svolgevano in tutti i paesi furono fatte segno di repressioni poliziesche fmchè venne riconosriuta come giornata festiva. Il martirio dei lavoratori di Chicago, le lotte condotte da tutti i lavoratori di tutto il mondo hanno finito per avere ragione, conquistando le otto ore lavorative. Inoltre, il terzo congresso sindacale mondiale della F.S.M. che ha avuto luogo a Vienna dal 10 al 21 ottobre 1953, ha deliberato cne « la ricorrenza del primo maggio 1954 sia, dedicata alla difesa e alla conquista dei diritti sindacali delle libertà democratiche » su proposta del compagno Di Vittorio, presidente della F.S.M. Sopratutto quest'anno il primo maggio assume un carattere di lotta, dopo che la Confindustria, mantenendo la sua intransigenza,
ha causato la rottura delle trattative per gli aumenti salariali. La pi ima giornata di lotta per piegare la caparbietà degli industriali, sarà proprio la manifestazione del primo maggio. Tutti i lavoratori vi 'partecipino, in piazza del Duomo dove parlerà l'on. Di Vittorio, sarà questo l'inizio di una lotta senza quartiere che il proletariato italiano condurrà fino alla vittoria: la vittoria della giustizia sull'ingiustizia. GRILLO
fare la storia di tutti i fatti: oi è incominciato con i tre giorni di chiusura per l'inventario e l'ultimo fatto, noto a tutti, è la richiesta fatta dalla Direzione, di spostare le ferie. Siamo perfettamente d'accordo che a loro farebbe comodo fermare la fabbrica in un periodo in cui diminuiscono le richieste delle Lambrette avvicinandosi la brutta stagione, ma, signori, forse che la brutta stagione è l'ideale per le ferie? Certamente no, i lavoratori prestano la loro forza lavoro giorno per giorno, ora per ora, con ritmo intenso, che logora i loro nervi e la loro salute. Le ferie sono una delle loro fondamentali conquiste, chè, se fatte ne( mese giusto, danno loro la possibilità di vivere quindici giorni di vita sana respirando aria pura, recuperando così salute e vigore, per meglio ricominciare a produrre. E' indubbio quindi che la richiesta della Direzione ci ha profondamente colpito e vi è la netta impressione, oltre a tutto, che la
(segue in III pag.)
Tutti dobbiamo vivere meglio Sfogliando . vecchi giornali ori è venuto sott'occhio un articolo, a firma Pietro Solari, pubbijcato sul Corriere d'Informazione del 2728 luglio 1953 intitolato: «Tutti dobbiamo virere meglio, parola d'ordine dei tedeschi ».
In questo articolo l'autore fra l'altro scrive: Col motto, tutti dobbiamo vivere meglio, si è aperta a Dusseldorf una grande esposizione che ha voluto da un lato esaltare l'opera monumentale della rinascita nazionale e dall'altro indicare la via più adatta e spedita per giungere a risultati maggiori in avvenire. Non è una mostra ordinaria, dice l'autore. messa insieme per vend're qualche cosa, ma una grande e autorevole cattedra dalla quale si vuole insegnare al visitatore il modo di « vivere meglio », di rendere il lavoro più lieve, più agevole, più sicuro, più produttivo, in. una parola più razionale; e questo senza sacrificare sacrificarsi alla meccanizzazione senza conferire alla macchina un posto più importante di quello che essa ha in, realtà nella vita "Iell'uomo.
E più avanti scrive ancora: Finora le masse operaie sono state più o meno consapevolmente ostili alla razionalizzazione; e non senza ragione poiché ogni nuova macchina «razionale» ha di solito tolto il lavoro a uno a due a cento a mille operai. Ora anche questo difetto va «razianalizzandosi»: non iniziate un nuovo processo lavorativo, insegnano i nuovi maestri, non date il via ad ma nuova macchina razionale, se non avete già trovato lavoro per gli operai che la macchina ridurrebbe alla disoccupazione.
Ho ravvisato in questo scritto, concetti che per il passato « prossimo » non 'furono applicati nella nostra fabbrica. Mi auguro che per il futuro anche i nostri Dirigenti abbiano a preoccuparsi, quando devono razionalizzare qualche impianto, della sistmazione della mano d'opero eventualmente risparmiata per dare modo a tutti i propri dipendenti di poter almeno vivere allo stesso modo oggi, nell'attesa di vivere meglio un domani. RIOCARDO MANTEGAZZA