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NOVEMBRE 1975
a cura del comitato di zona E C. I. - Sez. Affolla Dimitrov Garanzini Grimau PERIODICO DI INFORMAZIONE E DIBATTITO APERTO AL CONTRIBUTO DELLE FORZE DEMOCRATICHE DELLA ZONA
AI LETTORI Questo giornale stava per andare in macchina quando la nota decisione del Consiglio di Stato, ha costretto il Comune di Milano a rinviare le elezioni dirette per i Consigli di Zona, fissate per il 30 novembre. Abbiamo perciò ritenuto necessario rielaborare in parte il nostro giornale, mantenendo tuttavia la struttura che avevamo preparato, perchè riteniamo necessario che i cittadini della nostra Zona sappiano con quali proposte i comunisti della zona si presentavano a chiedere la loro fiducia. Del resto queste nostre proposte non decadono per il' fatto che le elezioni sono rinviate; al contrario i Consiglieri del P.C.I. che saranno nominati entro il 30 Novembre dal Consiglio Comunale ed entreranno a far parte del nuovo consiglio di zona, si impegnano, nel costante confronto con tutte le forze democratiche, a portarlo avanti e a battersi per la loro attuazione. Le 20 Liste che il P.C.I. aveva presentato per i Consigli di Zona, meritano un poco di spazio su questo nostro giornale, perchè si abbia una visione complessiva dei criteri che hanno guidato il nostro Partito nella formazione delle liste. Nelle nostre liste erano presenti 27 candidati indipendenti, (artigiani, professionisti, casalinghe, operai, dirigenti d'azienda) che, non iscritti e non militanti nel nostro Partito, avevano fatto loro la parola d'ordine da noi lanciata che diceva — e dice — «Governiamo insieme Milano». Un esame più approfondito delle liste mostra come esse rappresentino appieno la complessa realtà sociale della città: Oltre 200 operai impiegati e tecnici, 4 docenti Universitari, 26 Insegnanti di scuole medie inferiori e superiori, 42 liberi professionisti e dirigenti di azienda, 30 studenti, 36 Artigiani ed esercenti, 7 Artisti. Infine oltre un quarto dei candidati comunisti, esattamente 108, erano le donne.
Assemblea popolare del Consiglio di Zona 5 del 23.10.75 per il « Baravalle ». •
UN GIORNALE NUOVO AL SERVIZIO DELLA"ZONA"
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Porta Genova La beffa del decentramento
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RINNOVARE, ma COME ? oppion
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Abbiamo trovato tra alcune vecchie carte questo giornaletto di quartiere ,stampato dalla Sez. P.C.I. Grimau nel 1964. Spicca tra gli altri un titolo di polemica nei confronti del decentramento com'era inteso dall'allora Amministrazione comunale. Come si vede la tematica del decentramento è sempre attuale!
All'indomani del voto espresso il 15 giugno, delineatosi in tutta evidenza il grande successo del Partito Comunista e la generale avanzata dello schieramento di sinistra, fu chiaro a tutti, persino agli am-, bienti politici più retrivi, che il paese era radicalmente cambiato ed esigeva un profondo rinnovamento dei rapporti sociali e politici. Per tanti Comuni, e Milano fra questi, il rinnovamento è stato immediato: una nuova amministrazione ampiamente rappresentativa, popolare e unitaria; un nuovo rapporto amministratori-amministrati; un nuovo costume. Non a caso una delle prime decisioni della nuova giunta riguarda la convocazione delle elezioni — e per la prima volta elezioni dirette — per il rinnovo dei Consigli di Zona. Si tratta di un avvenimento caratterizzante, del quale occorre sottolineare l'importanza ben oltre il fatto contingente) e il noto rinvio deciso in seguito alle richieste ministeriali. Il P.C.I. si impegna a proseguire il dibattito sul decentramento impostandolo nel senso delle più ampie convergenze delle forze democratiche e popolari, per una elaborazione più attenta ed una soluzione unitaria dei problemi che maggiormente interessano i cittadini di una grande città come Milano: dalla casa ai trasporti, dalla scuola alla sanità, dalla difesa dell'occupazione alla permanenza delle fabbriche nel contesto cittadino. Per questo «la Voce della Zona 5»,
sulla scorta delle passate esperienze dei fogli di zona di quartiere, rinnova la sua veste tipografica e si pone l'ambizioso obbiettivo di divenire strumento di discussione e di dibattito con tutte le componenti politiche culturali, sociali, ricreative, sportive e tutti gli organismi democratici della zona. Il formato «tabloid» e la stampa in roto-offset, oltre a dare una veste moderna e «pulita» al giornale della zona, ci consente una maggiore elasticità di impaginazione e una più ampia possibilità di accogliere le cronache le tematiche dei collaboratori, di assolvere a questa funzione di giornale del Partito, aperto e al servizio della zona. Questo numero vuole essere un valido ed iniziale contributo ad un più vasto studio e ad un più largo dibattito dei problemi della città in generale e della zona 5 in particolare. La documentazione statistica della realtà socio-economica della zona e le interviste o gli interventi diretti dei rappresentanti le varie forze politiche riportate nelle pagine interne, possono rappresentare l'avvìo ad una più ampia discussione e soluzione unitaria, per i molti problemi aperti per quelli che ancora si dovranno affrontare in futuro. Con la collaborazione di tutte le forze democratiche, «la Voce della Zona 5» vuole essere interprete delle esigenze popolari, strumento di vita democratica e contributo al miglioramento e al progresso della città.