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IL RIONE ( Prato Centenaro ) Marzo 1967 n. 1 Redazione Via Val Maira 4 Milano Sezione "Mandelli„ del P.C.I. Aut. Trib. di Milano n. 6616 del 1 - 8 - 1964 Direttore responsabile BRUNO ENRIOTTI

Tipografia l'Aretina

IL CONGRESSO DEI COMUNISTI DEL RIONE I comunisti di Prato Centenaro - Cà Granda, si riuniscono a Congresso. Il fatto che noi diamo pubblicità a questo avvenimento, al quale invitiamo la popolazione a parteciparvi, dimostra quale importanza noi diamo al funzionamento della democrazia reale nel nostro Paese. Qualcuno potrebbe obiettare quale ragione ci potrebbe essere per collegare le democrazia alla vita interna di un partito. Obiezione valida, se non si tenesse conto di un importante particolare. Cioè che i partiti in Italia, rappresentano una struttura importante della democrazia, come del resto è anche sancito nella Costtuzione. Questo principio, sul quale tutti i partiti democratici hanno concordato, è stato più volte violato dalla Democrazia Cristiana. Nei venti anni di governo essa ha cercato, in ogni modo, di mutare il carattere del regime democratico italiano. Ha tentato con la legge truffa e con Tambroni, ha poi continuato ad attuare una politica corrosiva e per alcuni aspetti degenerativa del regime democratico stesso: con il mancato riordinamento delle strutture dello Stato, con l'usare l'arma del sottogoverno per mantenersi al potere. La D.C. ha coinvolto in questa responsabilità gli altri partiti che con essa hanno collaborato e che oggi sono nel centrosinistra, spremendoli come limoni, riducendoli ad una funzione subalterna e di puntelli per la sua politica di regime. La D.C. ha paura del gioco democratico che prospetti alternative e

nuovi rapporti fra partiti, fra governo ed opposizione, fra paese legale e paese reale. In questo contesto, frettolosamente accennato, si assiste ad una sempre più manifesta crisi sia nella D.C., che nei partiti che la seguono, senza eccezione il P.S.U. La loro funzione è sempre più subordinata e strumentalizzata dall'Esecutivo governativo, dai gruppi di potere che di volta in volta assumono la direzione di questi partiti. La loro vita democratica interna si è trasformata in una arena fra le varie fazioni, a discapito del dibattito ideale e politico, per cui è diminuita anche la forza di contrattazione e di condizionamento del partito più forte della loro coalizione che resta ancora la D.C. Noi comprendiamo il disagio, l'amarezza e a volte la delusione di molti lavoratori che militano in questi partiti, di molti elettori che hanno votato per essi, i quali sentono sempre più di essere esclusi dalle decisioni politiche e sempre più constatano il profondo solco esistente fra i loro interessi di classe e popolari e le scelte e le linee politiche fatte dai loro partiti che corrispondono agli interessi dei grandi monopoli. Il nostro partito, per il suo carattere, operaio popolare e democratico, è l'unico che sostiene la necessità del continuo dibattito ideale e politico, dentro e fuori delle proprie file, che sollecita la più larga partecipazione dei cittadini nella vita pubblica, nelle organizzazioni democratiche

e politiche che, in piena autonomia, sappiano fare scelte politiche che sempre più corrispondano agli interessi reali del nostro Paese e dei cittadini. E' l'unico partito, il nostro, che propone un rapporto nuovo fra maggioranza e opposizione, sulla base di un programma che tenda a modificare le vecchie strutture dello Stato borghese, per favorire una sempre più vasta partecipazione democratica dei lavoratori alla gestione pubblica. Ecco perciò l'importanza del congresso dei comunisti, dei temi che essi dibattono e propongono a tutta la popolazione. Sono i problemi della pace e della guerra, sono quelli che riguardano le strutture democratiche del nostro paese, sono i problemi del Luigi Meroni CUNTINUA A PAGINA

Proposte unitarie e faziosità D. C.

Attraverso le righe di questo nostro giornaletto, senza pretese, non è certamente con spirito polemico che ci accingiamo a fare alcune considerazioni su di un pezzo apparso sulle colonne del •Popolo Lombardo», organo della D.C. e più precisamente delle ACLI. Infatti pensiamo che la polemica sia già per se stessa contenuta nelle pieghe delle righe dell'articolo, in cui probabilmente con troppa autosufficienza l'articolista pretende di dimostrare l'impegno della D.C. per cambiare il volto del nostro quartiere. A parte le considerazioni socio-urbanistiche sulle caratteristiche del quartiere e sul tipo di insediamento, rimane a nostro avviso un discorso ancora aperto che le due sezioni D.C. affrontano troppo palesemente in modo strumentale. Si parla di impegno della D.C. per la soluzione dei problemi del quartiere. Si parla anche che tra la cittadinanza è diffuso un notevole senso di disagio. Ebbene ci sia consentito fare alcune considerazioni, ma pensano la D.C. e le ACLI locali di affrontare un discorso serio sui problemi del quartiere quando essi stessi discriminano quella grande massa di cittadini che votano comunista, quando con questa parte di cittadini non intendono trovarsi, riunirsi, si so-

no riuniti, per esempio, il PSU, il PCI ed altre rappresentanze democratiche, ebbene, loro, per il solo fatto che vi erano i comunisti non hanno accettato di partecipare. Pensa forse la D.C. che i cittadini di Prato Centenaro-Ca' Granda non sappiano che la D.C. è al governo della città da dopo la gloriosa lotta di liberazione nazionale, e che tuttora parla di affrontare i problemi per risolverli, senza mai portarli a soluzione. Noi non crediamo vi sia tanta ingenuità, ma bensì invece la faciloneria di credere che facendo come lo struzzo, si possa coprire la faccia ed il resto anche se si vede è posto in posizione che scandalizza il solo parlarne, e quindi non può destare preoccupazioni di coscienza. Infatti la pochezza di argomenti politici di fondo contenuti nella discriminante anticomunista sta proprio nel fatfato che i problemi che la D.C. e le ACLI sostengono, sono farina di un sacco che la D.C. ben conosce come ben lo sanno i cittadini del nostro quartiere. Chi non ricorda che proprio noi comunisti nel passato e nel presente in qualsiasi organizzazione democratica, per la quale diamo il nostro contributo di esperienza e di passione politica, abbiamo sempre posto all'attenzione di coloro che amministrano la nostra città tali problemi. Case, affitti, trasporti, scuole, strade. copertura del Se"eso. negozi. verde per i bambini. luogo di incontro per i cittadini del auartiere. attrezzature sportive, biblioteca, aliesti problemi non possono più aspettare la prima pietra elettorale ma devono essere affrontati subito. Ciò che è veramente necessario è che se si vogliono affrontare per risolverli questi problemi si deve in primo luogo colpire coloro che sono

i potenti irraggiungibili, quindi il discorso AEDES con gli affitti che pratica, aggiungiamo, noi comunisti, che si faccia pagare i vari Agnelli a Torino ed a Milano Pirelli-AEDES. Noi comunisti riteniamo Il verde pubblico a Prato Centenaro.

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