QUARTIERI : GIAMBELLINO - LORENTEGGIO - GAMBARA
a cura delle Sezioni : Battaglia - M. di Mcdena - M. di Giambellino
Soltanto con i comunisti al governo delle pubbliche amministrazioni, si possono risolvere iproblemi della casa, della scuola, dei servizi pubblici e della viabilità L'attuale crisi economica e la grave situazione generale del nostro Paese, hanno messo ancora più in evidenza la gravità dei problemi sorti nei quartieri delle grandi città, generati da scelte politiche sbagliate e da uno sviluppo urbanistico disordinato ed irrazionale rivolto al profitto speculativo piuttosto che alla creazione di una città più progredita e umanizzata, nella quale ogni cittadino possa identificarsi per vivere una esistenza più civile in un ambiente arricchito di nuovi valori umani, sociali e culturali. I problemi si riferiscono in modo particolare alla insufficienza di servizi pubblici e sociali, di attrezzature scolastiche sanitarie e sportive, alla scarsità di alloggi popolari, alla paurosa carenza di vita associativa e culturale e al grave processo di espulsione dalla città di lavoratori, di artigiani e
di piccola borghesia, provocato da affitti proibitivi e dallo smantellamento dei vecchi quartieri tradizionali cittadini, per la difesa dei quali noi chiediamo urgenti interventi di ristrutturazione e di risanamento per sottrarli alla speculazione delle imprese immobiliari. Bisogna dire basta alle scelte politiche sbagliate, alla corruzione e alla speculazione; perciò invitiamo i cittadini a votare il 15 giugno per una nuova maggioranza che assicuri nuove direzioni efficienti, oneste e democratiche alle Regioni, alle Province e ai Comuni. Sarà questa non solo la condizione per soluzioni positive ai problemi più immediati della popolazione nei comprensori e nelle grandi metropoli, ma anche un contributo importante per il superamento della crisi economica nazionale.
PARTITO COMUNISTA ITALIANO, UN MODO NUOVO DI GOVERNARE
Per una scuola rinnovata nelle strutture e nei contenuti, battere la linea della DC e di Malfatti Uno dei problemi che in questi anni hanno caratterizzato l'azione del nostro partito nella zona è stata la scuola. In due direttrici si è mossa la nostra azione politica: primo la salvaguardia del territorio, secondo l'edilizia scolastica. Il dato più rilevante della nostra azione è stata la convergenza di larghe masse di cittadini attorno alle nostre proposte e la capacità del nostro partito di recepire e fare proprie le istanze che nascevano dai cittadini. Il nostro è sempre stato un discorso unitario. Unità che ci ha permesso di vincere battaglie anche là dove sembrava impossibile il risultato positivo; unità che ha costretto alcuni schieramenti politici inclini al compromesso più deteriore (vedi aree del campo Colombo) a tener conto del consenso e della giustezza delle nostre proposte, e dunque a schierarsi con noi. Politica unitaria che si è concretizzata in risultati positivi nelle elezioni per gli organi collegiali nelle scuole. Malgrado questo i problemi che abbiamo di fronte oggi sono gravi. E' stata disattesa la costruzione di Asili Nido. Manca una scuola superiore per il complesso polivalente. In alcune scuole elementari e medie esiste il pericolo dei doppi turni. Tutto questo mentre assessori vari sfuggono al confronto e alle responsabilità. Noi comunisti ci rendiamo conto che non possiamo da soli affrontare questi problemi, la partecipazione dei genitori delle forze democratiche del quartiere è e sarà sempre determinante. E' con questa esigenza di contare di più che i cittadini sono entrati nella scuola, coscienti che democrazia non è solo partecipazione ma intervento nelle scelte. Non di questo parere è Malfatti e la DC che hanno sempre considerato l'entrata dei genitori nella scuola come un fatto puramente decorativo. E se ciò non bastasse ecco la DC presentare alla Camera un progetto legge di edilizia scolastica demagogico e reazionario. Una legge che non tiene conto delle proposte delle Regioni, che accentra i finanziamenti, che facilita il favoritismo con il sistema del sotto governo e delle clientele personali, che toglie ogni controllo democratico agli enti locali, che dibadisce l'incallita ottusità della « Destinazione ad uso esclusivamente scolastico degli edifici », che favorisce l'autorità scolastica nell'ostacolare lo svolgimento di una vita democratica e partecipativa dei genitori all'interno della scuola. Contrasteremo questa legge e a tal proposito il nostro partito ha già presentato un suo progetto legge che fa propri gli orientamenti regionalistici. La battaglia sarà dura se la DC manterrà intatto il suo potere. Bisogna cambiare, fare pulizia, sostituire il clientelismo con la democrazia e la partecipazione in un sincero e aperto confronto tra tutte le forze democratiche.
Piano per l'edilizia economica popolare (legge 167-865) Il vecchio Consiglio Comunale ha approvato il piano per l'edilizia popolare da attuarsi in 10 anni. Si tratta di 108 mila vani, di cui ben 76.000 da ricavare dal risanamento di edifici degradati del Centro Storico e di altri quartieri della città, applicando la legge 167 e la legge 865 per l'esproprio. La nuova Amministrazione Comunale deve porsi in modo rigoroso, il compito di destinare i vani risanati a lavoratori, pensionati, a ceti poveri e intermedi per bloccare il processo di espulsione dalla città delle popolazioni economicamente più deboli e per conservare le strutture storico tradizionali dei quartieri milanesi e la loro originaria composizione sociale. Il Piano segna il successo di una lunga battaglia popolare unitaria che ha avuto i suoi momenti più qualificanti nel quartiere Garibaldi. Il Piano prevede per la nostra zona interventi nel quartiere di Via Moncalvo e nel Villaggio dei Fiori. Sono rimasti tuttavia esclusi i seguenti stabili sforniti dei servizi e delle condizioni igieniche più elementari: Cascina di Via Creta Cascina di Via Biseglie, 83 Via Bruzzesi, 5 Via Savona, 140 Via Tolstoj, 53 Via Rubens, 9, 13, 24, 26 Via Trivulzio, 14, 16 Piazzale Tirana, 18, 22 Via Fra' Galgario, 2, 4, 6, 8, 10 per un totale di circa 1.500 abitanti, che noi indichiamo alla nuova Amministrazione Comunale perchè vi estenda interventi di risanamento.
Difesa delle fabbriche e del posto di lavoro Bisogna evitare la smobilitazione e il trasferimento delle fabbriche e delle maestranze dalla città e dalla nostra Zona. L'Amministrazione comunale non deve più rilasciare licenze per la costruzione di lussuosi edifici sulle aree occupate dalle fabbriche, come stava avvenendo per la fabbrica Ravagnati di via d'Alviano dove gli operai con 5 mesi di dura lotta, sostenuti dalla azione popolare e dalla solidarietà delle forze democratiche e del Consiglio di Zona, hanno difeso il proprio posto di lavoro ottenendo la revoca della licenza evitando l'ennesima speculazione edilizia. Perciò richiediamo: Che il problema della salvaguardia delle zone industriali venga definitivamente risolto col Piano Regolatore Generale della città che dovrà essere approvato dalla nuova Amministrazione Comunale. Che le zone industriali vengano attrezzate dei servizi necessari come: le mense interaziendali, i centri di medicina preventiva del lavoro, chiamando le aziende a contribuire per la loro realizzazione.
TRASPORTI TRAFFICO e VIABILITA'
PROBLEMI SANITARI
E' necessaria una nuova e diversa amministrazione comunale per realizzare una politica globale dei trasporti che si ponga il fine di privilegiare e potenziare il trasporto pubblico, in particolare quello di superficie. PIANO GENERALE DEI TRASPORTI Il completamento delle strutture viarie urbane, della rete comprensoriale di un CONSORZIO GENERALE DEI TRASPORTI, il quale dovrà elaborare il PIANO GENERALE DEI TRASPORTI nel quadro di una politica dei trasporti armonica e funzionale. LINEA 90 - 91 Si deve realizzare il progetto di tranvia in sede riservata e protetta per favorire l'aumento della mobilità dei cittadini all'interno della città e per determinare tempi più brevi di trasporto in favore dei pendolari lavoratori e studenti che gravitano su Milano, provenienti dalla provincia e da tutta la regione. Il progetto darà un grande contributo al potenziamento del mezzo pubblico. CAVALCAVIA DI VIA BRUNELLESCHI Il Comune deve risolvere i seguenti problemi derivanti dalla costruzione del cavalcavia: Mercato comunale: una corretta ricollocazione del mercato comunale per conservarlo alla popolazione del quartiere. Vie Giambellini e Bellini: un razionale superamento delle linee tranviarie, dell'intenso traffico e del pesante afflusso di autobus provenienti dalla vicina rimessa dell'ATM. Una soluzione tecnicamente valida per l'angusta via Bellini. Piazza Frattini: la salvaguardia della importante isola verde centrale e del tessuto sociale della piazza. Via Lorenteggio: il mantenimento della funzione di arteria di scorrimento veloce, essenziale per la decongestione del traffico dal centro verso la periferia e l'interland. AUTOBUS 54 e 49 L'ATM e il Comune devono fare proseguire l'autobus 54 da largo Brasilia a via Inganni e al campo sportivo C. Colombo per servire direttamente quella zona densamente popolata; contemporaneamente deve essere rafforzata la linea di autobus 49, la quale svolge una importante funzione di intenso trasporto di lavoratori locali e pendolari provenienti dalle zone Vigentina e Magentina. PIAZZA TRIPOLI Per decongestionare il traffico della piazza si deve attuare il collegamento viario con la via Sardegna.
Per quanto riguarda le strutture sanitarie insediate nella zona, notiamo di avere una sede staccata I.N.A.M., 6 centri O.N.M.I., 2 poliambulatori comunali, vari ambulatori scolastici e 2 ricoveri per anziani. Da questo elenco si potrebbe pensare di essere serviti sufficientemente, ma quando un cittadino ricorre a questi presidi si rende conto come essi offrano un'assistenza inadeguata e frammentaria. Non esiste infatti in zona una struttura che garantisca al cittadino un'assistenza preventiva, curativa e riabilitativa in una visione globale della salute. L'ente locale, attraverso i Consigli di Zona, deve intervenire sulla base delle esigenze della popolazione, formulando programmi concreti di intervento e operando per un reale coordinamento dei presidi sanitari esistenti. Deve dar vita a servizi di medicina preventiva e creare un costante legame con le forze sociali, politiche ed i cittadini. Si deve istituire in zona un consultorio famigliare con centro per la maternità e l'infanzia al fine di operare un intervento articolato ed integrato che affronti globalmente i problemi dell'educazione sanitaria e sessuale, della gravidanza, della medicina infantile e dell'età scolare. Nella zona 17, dove sono insediate molte medie e piccole fabbriche si ripetono con drammatica frequenza infortuni sul lavoro (come l'intossicazione di una ventina di lavoratrici alla Helene Curtis), molti lavoratori sono colpiti da malattie causate unicamente da fattori di nocività presenti negli ambienti di lavoro. A fronteggiare questa situazione vediamo che in zona non esiste un servizio di medicina del lavoro e neppure un pronto soccorso di zona ove si possa ricorrere tempestivamente per i primi interventi. Per quanto riguarda gli anziani, in una zona come la nostra ove abitano molti pensionati, si deve istituire al più presto un servizio domiciliare che dia assistenza in campo sanitario infermieristico ed anche un aiuto domestico in modo da evitare al massimo i ricoveri negli istituti. I due istituti che abbiamo in zona (Baggina e Bande Nere) devono cessare di essere un parcheggio in attesa della morte ma, diventare centri di prevenzione delle malattie debilitanti della vecchiaia e di riabilitazione aperti sempre più all'utenza degli esterni. La salute è un bene che non si paga, se ne deve perciò far carico l'ente locale fornendo ai cittadini, al 13: ì.1 presto, i servizi di cui urgentemente necessitano.
Proroga del BLOCCO dei fitti La legge del 12-8-1974 che prevede il blocco dei fitti fino al prossimo 30 giugno, deve essere migliorata e prorogata fino alla completa attuazione della riforma sull'equo-canone. mancata proroga metterebbe infatti sulla strada milioni di lavoratori impossibilitati a pagare gli affitti esorbitanti attualmente praticati dalle immobiliari. In questa lotta particolare importanza ha l'azione del S.U.N.I.A. (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) la cui opera da tempo impegnata in favore degli inquilini, deve trovare il più ampio sostegno da parte di tutte le forze politiche e dei cittadini.
esigenze della zona
PER GLI ARTIGIANI L PICCOLE E MEDIE INDUSTRIE Per frenare il processo di espulsione dalla città di queste attività chiediamo: che nel nuovo Piano Regolatore queste attività siano tutelate con appositi vincoli; che il Comune intervenga con piani di risanamento; che il Comune espropri a norma di legge e con precisa indicazione di Piano Regolatore le aree di Via Kuliscioff, Via Lorenteggio, lungo la ferrovia Milano-Vigevano e il Comune di Corsico, per la formazione di un piano particolareggiato di iniziativa pubblica per le attività produttive della Zona che hanno necessità di ampliarsi o di trasferirsi. Questo per rafforzare la solidità delle imprese spesso sottoposte ad esosi canoni di affitto, alfine di evitare qualsiasi minaccia al posto di lavoro.
I NOSTRI CANDIDATI DELLA ZONA 17 ALLE PROSSIME ELEZIONI SONO: Gianni Moriggia, Eugenio Fidanza, Ciana Veronelli
Il Centro-Sinistra una formula da superare La passata maggioranza di centro-sinistra a cui era affidato il governo della città, non è stata capace di realizzare una politica che corrispondesse agli interessi popolari; paralizzata dalle sue stesse contraddizioni, ha esasperato lo stato di impotenza e di logoramento interno, fino a disattendere gli impegni più importanti. Il fallimento della politica di centro-sinistra è dovuto anzitutto all'azione della Democrazia Cristiana, che ha condizionato pesantemente tutto lo schieramento di maggioranza, e che rappresenta nella nostra città gli interessi di gruppi privilegiati e parassitari. E' la D.C. che ha le maggiori responsabilità della cattiva amministrazione della cosa pubblica, dei fenomeni di clientelismo e di corruzione, e che nello stesso tempo, quando si tratta di operare nell'interesse dei lavoratori, alza la bandiera dell'austerità e pretende di dare lezioni di moralizzazione. E' la D.C., ancora, che si sforza di impedire che si attui un reale processo di democratizzazione del potere, ostacolando l'attività dei Consigli di Zona, difendendo il vecchio modo di governare centralistico e burocratico. E' la D.C. che ha imposto una discriminazione a sinistra, contraria alla coscienza unitaria maturata nei cittadini e nei movimenti di massa, il che ha significato per la vita dell'intera città un predominio delle forze conservatrici. Per risolvere la crisi del Comune, sono necessarie scelte politiche nuove e coraggiose, liquidando l'esperienza ormai fallimentare del centro-sinistra. E' necessaria una nuova maggioranza, che sia espressione autentica della città, della sua vita democratica e unitaria, delle sue organizzazioni popolari, e ciò non può avvenire senza stabilire un nuovo rapporto di collaborazione e di intesa con il partito Comunista, che raccoglie nelle sue file una parte decisiva della classe lavoratrice, con le organizzazioni sindacali e con i movimenti di massa.
Perchè ora Viviamo giorni difficili. Il mondo capitalistico, in crisi, si rivela tragicamente incapace di risolvere i suoi stessi problemi, di rispondere al bisogno di giustizia, di libertà, di pace dell'umanità intera. L'Italia — il più debole fra i paesi sviluppati — subisce gli effetti più gravi della crisi e sconta, insieme, gli errori e le colpe dei governi che l'hanno diretto sinora. Gli uomini della DC che hanno avuto come insegna di governo l'imprevidenza, gli sprechi, l'intrigo, la tutela delle speculazioni e dei parassitismi ti rivolgono oggi appelli e parole severe. Ti dicono: « Siamo tutti nella stessa barca », ti chiedono sacrifici, ti esortano a star buono e zitto. Ma non sanno dire una sola parola che valga a far comprendere perchè e per quali prospettive questi sacrifici dovrebbero essere sopportati; non sanno com-
CITTADINI, LAVORATORI, VOTATE PARTITO COMUNISTA ITALIANO per realizzare gli obiettivi proposti e per contribuire a determinare una nuova direzione politica al Comune di Milano, nell'interesse dei lavoratori e di tutti i cittadini. Le Sezione del P.C.I. della Zona 17 Sezione BATTAGLIA Sezione M. di MODENA Sezione M. di GIAMBELLINO
Legge Reale sull'ordine pubblico E' stata definitivamente approvata dalla Camera la legge Reale per l'ordine pubblico, dopo una lunga battaglia al Senato sugli emendamenti. I comunisti hanno dato il voto contrario a questa legge, la quale pur contenendo elementi positivi negli articoli che rafforzano la legge antifascista, ne contiene altri negativi, gravi, preoccupanti e pericolosi. Si è voluto con questa legge cercare di superare una situazione preoccupante nel paese. Ma la condizione prima per rendere efficace una legge rivolta a mantenere l'ordine democratico e l'ordine pubblico, è che essa non susciti diffidenze e ostilità nelle masse, negli operai, nei contadini, nei lavoratori, nei giovani. La nostra opposizione è stata rivolta in particolare contro l'articolo 1 che annulla la conquista democratica della libertà provvisoria non prevista neanche per i minori, l'articolo 14 che prevede l'uso delle armi da parte della polizia « quando vi è costretta per necessità », l'articolo 29 che prevede il regime di privilegio per i membri della polizia sottoposti a processo, l'articolo 25 che prevede la espulsione degli stranieri che non dimostrano la sufficienza e liceità delle fonti del loro sostentamento. Noi comunisti siamo decisamente contro la delinquenza, la criminalità politica e comune, ma siamo convinti che l'ordine pubblico si possa mantenere solo attraverso un profondo rinnovamento politico, economico e morale del paese e soprattutto applicando le leggi che la nostra legislazione già prevede, contro il malgoverno, gli scandali, il malaffare di stato. Dai cattivi esempi di direzione del paese e dalla disgregazione sociale, nasce la rabbia, la sfiducia e la disperazione dei giovani che sfocia nella delinquenza comune e nel terrorismo politico e non vale riempire le carceri o varare nuove leggi se la drammatica e corrosiva situazione continua. piere un solo atto che valga ad assicurare i lavoratori che il costo della crisi non ricadrà — come già sta avvenendo — esclusivamente sulle loro spalle. Vogliamo farti una domanda: pensi di essere sulla stessa barca di chi è responsabile del malgoverno del Paese, di chi ha messo al sicuro, all'estero, i suoi soldi, di chi ha accumulato, speculando, enormi ricchezze, con la compiacente protezione di coloro che oggi ti invitano a stringere la cinghia? No, di certo. E allora non puoi pensare che da questi uomini possa venire la soluzione dei tuoi problemi e di quelli del Paese. Non puoi affidare a costoro la difesa dei tuoi diritti, delle conquiste faticosamente raggiunte. La strada è un'altra: in un momento difficile come questo bisogna lottare, unirsi. Assumi le tue responsabilità, scegli il tuo posto di lotta, all'avanguardia, insieme a milioni di lavoratori.