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Fabbrica Lambro3

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Anno 1 - N. 3

lI PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI

I

Marzo 1954 - L. 10

Dalla catena montaggio a tutto lo stabilimento

LA LOTTA CONTINUA I lavoratori della Innocenti per migliori condizioni di v;ta

Per l'emancipazione delle donne condizione indispensabile per il progresso della società.

8 MARZO 8 Manzo: questa data, ormai tradizionale è entrata nell'animo di tutti i lav:ratori, superfluo sarebbe spiegare ancora una tolta il perchè in. questa data cade la gior, nata della donna. Ogni lavoratore sa che in questa ricorrenza deve festeggiare sua madre sua moglie o sua figlia, portarle ia mimcsa e,• quando è possibile; fargli un. piccolo regala. E' la festa di tutte le donne lavoratrici, operaie; impiegate, casalinghe. L'8 Marzo non è però soltanto festa, ma è anche una giornata di lotta delle donne lavoratrici e quest'anno sopratatC, l'8 marzo, trova le lavoratrici di tutte le categorie in lotta a fianco dei lavoratori: per gli aumenti delle retribuzioni, per conquistare una più giusta distribuzione del reddito nazionale nell'interesse delle larghe masse popglari, per un nuovo indirizzo della politica economica italiana, per la conquista, quindi, di un governo capace di elaborare e realizzare una tale politica. Le lavoratrici italiane sono in lotta anche per delle rivendicaci°. ni loro particolari, giuste e sacro-

Giornata di festa e di lotta delle donne Lavoratrici sante: l'avvicinamento delle loro paghe a quelle maschili (a parità di' lavoro parità di retribuzi • ne) per il diritto al lavorc, per la conquista degli asili nido, ecc. Nella nostra fabbrica le donne non sono che una minoranza, soi o le impiegate e le donne della mensa, anche esse però hanno, oltre ai problemi di carattere generale, urna serie di pr blemi aziendali da tempo insoluti ed ai lavoratori spetta il compito di af fiancarle e contribuire alla loro lotta per la realizzazione di queste rivendicazioni come, ad esempio, la richiesta del grembiule nero per le impiegate, l'asilo nidi,' l'assunzione delle impiegate a termine. Le donne •devono entrare e partecipare sempre più attivamente alla vita sociale. Con la lotta, nel quadro dell'unità, è possibile andare avanti sulla strada dell'emaincipazicne e del progresso per la conquista di una vita migliore. Segni quindi l'8 marzo 1954 una nu va tappa delle donne italiane su questa via. viva l'8 marzo giornata di lotta e di festa delle donne lavoratrici. NUCCI AYRAGHI

Con la prima fase di lotta del triangolo industriale, (malgrado il tentativo dei dirigenti dei cosidetti sindacati liberi di rompere l'unità astenendosi) i lavoratori, partecipando in modo unitario nella stragrande maggioranza alla lotta, non soltanto astenendosi dal lavoro ma in modo combadivo, hanno dimostrato la loro volontà di conquistare migliori condizioni di vita. La CGIL e la UIL nel proclamare questa lotta hanno dato la possibilità ad ogni azienda di esserne esclusa, qualora la direzione aziendale, dimostrando la propria comprensione alle giuste richieste dei lavoratori, fosse stata disposta a concedere un'anticipo sui futuri aumenti salariali. In molte aziende piccole e medie ciò è avvenuto e queste sono state escluse dalla agitazione. Anche nella nostra fabbrica i lavoratori hanno invitato, attraverso mozioni e ordini del giozn) sottoscritti da tutti, la C.I. a presentare richiesta alla Direzione di un'anticipo sui futuri aumenti salariali. La C.I. ha presentato questa richiesta alla Direzione, la risposta è però stata negativa ed intransigente. Di qui la •ragione per cui è iniziata nella nostra fabbrica la lotta, ed è iniziata, non a caso,

proprio nel reparto dove maggiore è lo sfruttamento e minore lo stipendio, dagli operai che lavorano in catena montaggio macchine. A nulla servono le scusanti adatte dalla Direzione, nè il ricatto di non pagare gli uni se facevano sciopero altri; la situazione è ormai insostenibile; è indispensabile migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. L'intransigenza non fa che alimentare la lotta, e la latta si va estendendo -dalla catena a tutto lo stabilimento. Signori della Direzione volete che questa agitazione cessi? Volete dare tranquillità alla fabbrica perchè la produzione proceda regolarmente? Ebbene riflettete, siate comprensivi, i lavoratori non chiedono l'impossibile a voi, iniziate delle concrete trattative sulle richieste 'avanzate dalla C.I. Non lo volete ifare? Ebbene non parlate di responsabilità dei lavoratori per quanto avviene, i responsabili in questo caso non saranno i lavnrat ori, I lavoratori della Innocenti uniti e compatti continueranno a battersi finché non avranno ottenuto soddisfazioni alle loro giuste e sacrosante rivendicazioni. FORLANI

PENTOLE SENZA COPERCHIO

Difende i lavoratori la stampa cattolica? Pubblichiamo la dichiarazione di un lavoratore cattolico della Manifattura Turro, pubblicata sul libro delle A.C.L.I. milanese (La classe lavoratrice si difende) a pag. 24: « ...Alla Manifattura Turro esiste un solo sistema: quello schiavistico. Poi ci vengono a parlare di collaborazione delle classi. Perchè la nostra stampa specie quella cattolica non attacca mai questo argomento? Ha forse paura di compromettersi._ Ed il quotidiano L'Italia tanto bravo e zalente nell'attaccare il comunismo ed i suoi capi, perchè non attacca gli indusriali che agiscono in questo modo? Ha paura di che? Di compromettersi? Di una querela? Ma nel caso della Manifattura siamo almeno in dieci pronti a testimoniare e ad andare anche in Tribunale... ». Comunichiamo che il giornale « Fabbrica sul Lambro » uscirà provvisoriamente la prima settimana di ogni mese.


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