Supplemento a «Milano Sindacale»
della
dell'Aprile 1956
Le ultime generazioni, (quelle del « ventennio »), avevano sentito parlare dello sciopero come di una forma negativa e reazionaria in quanto, lo Stato di allora, riteneva sufficienti le misure sindacali e salariali vigenti. Ogni controversia ed ogni squilibrio, erano possibili a sanarsi con il solo intervento delle leggi o delle famose « circolari » di partito. Pertanto, per quelle generazioni, lo sciopero era soltanto una forma contraria alle direttive del partito e non era per nulla concepito come un'arma di difesa dei lavoratori. Poi venne la guer/ra (chiamata 2' guerra mondiale) e la « liberazione ». All'indomani di tali eventi, le classi lavoratrici si ritrovarono in possesso della libertà sindacale che, a loro modo e per loro motivi, le varie correnti politiche fecero propria. Sorsero i Sindacati; nell'euforia del momento però, parecchie cose furono falsate ed acquisirono un volto ed un fine, differenti e contrastanti. Lo sciopero, arma delicata e potente nello stesso tempo, venne utilizzato spesse volte a sproposito e non sempre con motivi chiaramente sindacali. Le masse lavoratrici, erano chiamate a dimostrazioni che nulla avevano a che vedere con il campo del lavoro e, a poco a poco, quella che doveva essere una ragione di forza di fronte al capitalismo, divenne una odiosa manovra dei partiti di estrema sinistra. Di fronte a questo pericolo che soffocava ogni democratico e giusto diritto dei lavoratori, la massa sana e cosciente degli italiani si ribellò e, quella unica e grande famiglia di allora, raccolta sotto l'egida della Camera Generale del Lavoro, si sfaldò scindendosi in diverse organizzazioni sindacali. Nacque così il sindacato democratico. Dopo un breve periodo di assestamento, questa seconda e valida forza dei lavoratori italiani, si sistemò ed acquisì un potenziale che, al momento attuale, si stà imponendo gradatamente alla C.G.I.L. Alla stregua dei risultati odierni, la coraggiosa manovra di allora è adesso pienamente giustificata; lo sciopero ha acquistato nuovamente il suo valore e la sua forza. Negli anni della « liberazione », come abbiamo detto, ogni movente politico originava una violenta campagna
di sciopero. Gli stessi scioperi veramente « sindacali », erano sviliti della loro importanza per la frequente presenza di altri pseudo-scioperi che i compagni comunisti scatenavano. I lavoratori, si sentirono nuovamente esautorati dalla loro forza, e per un breve periodo per fortuna, si sentirono stanchi e defraudati. Ricordiamo ancora i non lontani anni in cui i lavoratori che coraggiosamente affrontavano gli scioperi « politici », venivano duramente colpiti dalla reazione « rossa » anche con metodi vio• lenti ed odiosi. Quei lavoratori venivano chiamati «crumiri» solo perchè non aderivano giustamente alle assurde direttive della C.G.I.L. chiaramente dominata dal P.C.I. L'odio di parte che indirizzi politici aveva fatto filtrare nelle file dei sindacati, accentuava ancor più il distacco fra le correnti sindacali. Ore di lavoro perse stipendi e salari decurtati, diritti e libertà compromessi, rapporti con la controparte tesi, risultati completamente negativi. L'accasciamento morale ed economico dei lavoratori, spostarono inizialmente le masse verso « sinistra ». In effetti era quello che i comunisti avevano desiderato ottenere. Con l'irritimento dei lavoratori, i compagni comunisti avevano rafforzato le loro file, a tutto danno dell'economia nazionale e dei lavoratori medesimi. Era chiaro però, che il gioco non poteva continuare. I sindacati democratici allora si posero alacremente al lavoro; in poco tempo debellarono gli intenti faziosi dei « rossi » e diedero nuovamente un volto ed uno scopo ai diritti dei lavoratori. Divulgarono nelle masse una nuova direttiva atta a riequilibrare' la pericolante libertà sindacale ed i lavoratori, finalmente, si sganciarono dal pericoloso tranello teso loro dal P.C.I. Gli scioperi « politici » ebbero sempre meno adesioni fino ad essere quasi completamente disertati. La C.G.I.L. subì clamorose defezioni e fn smascherata dal deciso atteggiamento del sindacato democratico, che, non per nostra colpa, ancora non è unito. I lavoratori, nuovamente fiduciosi, accettarono la nuova linea sindacale ed ora, al di sopra di ogni movente politico, si sono istradati nel
Un numero L. 10
- PIRELLI
e!zioneFederchimici
Scioperi e comunisti Car
N. 3 •
vero clima sindacale. Anche gli ultimi risultati della FIAT, per esempio, confermano quanto scritto. Però, il pericolo esiste sempre. Noi sappiamo quanto siano irremovibili i comunisti per dover accettare la nuova situazione ed è per questa ragione che continueremo a mettere in guardia i lavoratori italiani. Se sarà necessario, noi non ci rifiuteremo in futuro di mettere alla sbarra ogni falsità ed ogni manovra comunista. Consci della nostra forza, condanneremo senza tenia di smentite qualsiasi forma negativa che la C.G.I.L. vorrà assumere perchè i lavoratori italiani hanno il diritto di essere tutelati da quelle oscure forze che gli sono sempre state nemiche: il capitalismo e la dittatura. Per ciascuna di esse noi useremo gli stessi principi che fino adesso ci hanno dato la ragione di essere forti: la lealtà del nostro operato e l'unione di tutte le forze dei lavoratori.
S.A.S. Pivelli e S.A.S. CISL
eletto dagli stessi iscritti al Sindacato, al fine dr rappresentare e diffondere il Sindacato e di promuovere, impostare e realizzare nell'interno della Azienda la politica economica della CISL a livello aziendale. Ormai ogni lavoratore democratico sa che per quanto riguarda la stipulazione dei contratti di lavoro con la• Confindustria la CISL persegue un indirizzo economico con due obiettivi principali: il primo obiettivo è quello di garantire un minimo salariale a tutti i lavoratori e questo lo si ottiene con la stipulazione dei contratti di categoria con le Associazioni padronali, tenendo conto delle possibilità economiche di quelle Aziende che hanno guadagni marginali. E vedi la proposta di legge per il riconoscimento giuridico dei contratti. l secondoobiettivo della ' — I C.I.S.L. è la stipulazione di accordi di miglioramento economico in tutte quelle aziende i cui L'on. Giulio Pastore, che rappresenta al B.I.T. i lavoratori guadagni non sono margiitaliani, è intervenuto nel corso dei lavori che a Ginevra i nali (esempi tipici: Pirelrappresentanti dei governi dei lavoratori e dei datori di li - Montecatini - Falck lavoro che compongono il Consiglio di amministrazione delLepetit ecc.). l'Ufficio Internazionale del Lavoro hanno svolto per la 131' sessione di questa organizzazione dal 6 al 10 marzo. ...=e72 Aziende non deAl Consiglio sono stati discussi due importanti documenvono ritenersi a posto socialsulla riduzione delle ore di lavoro e un rapti: un rapporto mente perchè pagano il miporto del Comitato per la indipendenza delle organizzazioni nimo sancito dai contratti, sindacali. ma devono dare ai propri laIl rapporto sulla riduzione delle ore di lavoro è oggi sul voratori un salario direttatappeto al B.I.T. a seguito di una risoluzione della sessione mente proporzionato alla efdel 1954 della conferenza internazionale del lavoro. In quelficienza produttiva delle lola occasione fu Fon. Pastore a porre la questione con la ro aziende. Ed è appunto per presentazione di una mozione, che abbiamo pubblicato a realizzare tale impostazione suo tempo. formando in tutti i maggiori Sulla questione stessa si è discusso martedì 6 marzo, alcomplessi industriali le SAS. l'inizio della attuale riunione del Consiglio di amministraGià alla Pirelli la S.A.S. zione del B.I.T. Infatti dopo brevi dibattiti è entrato nel ha dimostrato di essere un vivo delle discussioni, abbordando il problema iscritto al organismo che risponde diterzo punto dell'ordine del giorno: riduzione delle ore di rettamente alla moderna, dilavoro. namica esigenza contrattuaHa preso per primo la parola il nostro Segretario Genelistica e l'esempio base l'abrale, on. Pastore, il quale ha sottolineato l'importanza che biamo avuto con l'accordo ha questo problema per il mondo del lavoro. Pur mettendo del premio di produzione in risalto le numerose difficoltà connesse con questo proche ha portato un buon aublema, l'on. Pastore ha detto di non condividere del tutto mento economico al premio il pessimismo di cui dà prova l'Ufficio internazionale a stesso. Un'altra azione della questo proposito ed ha aggiunto: « E' senza dubbio vero, S.A.S. è la causa in sede giuconsiderando il numero di ratifiche internazionali a proporidica per gli arretrati mensito della durata del lavoro, che il risultato non è conforsa, causa che vede impegnatante, ma bisogna anche dire che la Legislazione in materia ta la S.A.S. con l'appoggio dell'organizzazione internazionale del lavoro ha senza dube l'ausilio della C.I.S.L. bio influenzato considerevolmente l'azione tendente a riVi sono infine due probledurre le ore di lavoro nei differenti paesi. La situazione mi di fondo che la S.A.S. sta attuale ne è la prova ». impostando: L'on. Pastore ha quindi esaminato le ragioni che devono primo riguarda gli spingere il Consiglio dell'Ufficio internazionale e realizzare impiegati e si tratta della un risultato positivo in questo campo poichè il progresso rivalutazione in sede azientecnologia, l'automatismo nelle industrie, ;l'energia nucleadale degli scatti biennali anre a scopi pacifici rendono necessaria la riduzione della dutecedenti al 1952; rata del lavoro « se si vuole evitare una crisi congiunturale la quale — egli ha detto — potrebbe portare alla disoccuil secondo riguarda tutpazione di masse considerevoli di operai ». ti gli operai della Pirelli. L'oratore ha concluso augurandosi che la Commissione Questo problema riguarda la competente non voglia ritardare ancora di un anno l'incluquattordicesima mensilità asione del problema « riduzione delle ore di lavoro » nelgli operai (cosa che del rel'ordine del giorno della conferenza internazionale del sto avviene da anni per, gli lavoro. impiegati e per gli equipaDopo questo intervento di Giulio Pastore il B.I.T. ha con(Continua in 2' pagina) tinuato l'esame di questo importante problema. Una infinità di telefonate sono giunte al ns. Ufficio Sindacale di Bicocca o direttamente ai nostri rappresentanti in Commissione Interna, per chiedere chiarimenti od informazioni circa il significato di una sigla che è stata stampata su un volantino distribuito ai lavoratori della Pirelli alcune settimane fa. La sigla incriminata è « S. A. S. ». Per noi Pirelliani tale sigla ha significato finora Servizio Assistenza Sennatenia ma, da pochi mesi a questa parte un nuovo organismo è nato alla Pirelli le cui iniziali sono uguali a quelle del suddetto Ufficio e precisamente . Sezione Aziendale Sindacale C.I.S.L. ». Ecco chiarito in breve il significato delle sigle • S.A. S.-CISL ». Il « S.A.S.-CISL » è un organismo democraticamente
PASTORE AL B. I. T.
Riduzione delle ore di lavoro