Molti sono gli interrogativi che si rivolgono i lavoratori dell'Innocenti sull'attività che la Commissione Interna svolge o intende svolgere per tutelare gli interessi delle maestranze. Questi interrogativi rimangono spesso senza risposta, grazie alla ben 'vota mancanza di possibilità che permettano alla Commissione Interna di comunicare con le maestranze in modo rapido, diretto e con possibilità consultive; in altre parole si lamenta la mancanza del mezzo più semplice e democratico di informazione e consultazione: il microfono. Cerchiamo di supplire per mezzo di questo criticato, maltrattato, ma sempre più diffuso giornaletto. Fabbrica sul Lambro ha intervistato per voi alcuni membri dell'attuale Commissione Interna, dopo la riunione che la stessa ha tenuto lunedi.
I punti trattati in questa riunione si possono considerare quattro: Situazione nuovi aumenti in riferimento al cottimo.
Assunzioni e licenziamenti tramite cooperativa ALACI.
31 Accordo sulla funzionalità della Commissione interna.
4) Elaborazione di un comune programma sulla base dei rispettivi programmi elettorali.
Sul prima punto, portato dalle correnti U.I.L. e C.I.S.L., si propone di chiedere, qualora non avvenga una definizione in questo senso su scala nazionale a Roma, la conglobazione dell'aumento nella paga affinchè cottimisti e concottirnisti possano trarne un benificio. Si è quindi deciso all'unanimità di attendere che venga una chiarificazione da Roma e, qualora non avvenisse, di portare la richiesta in Direzione.
Sul secondo punto la FIOM fa rilevare l'ingiustizia di queste assunzioni fatte attraverso -una cooperativa e che danno la possibilità alla Ditta di licenziare sui due piedi l'operaio assunto anche se da ormai vari mesi egli lavora all'Innocenti.
Questa specie di «Spada di Damode» che si tien sospesa sul capo dell' assunto tramite ALACI, oltre che danneggiare lo stesso operaio (numerosi sono anche i casi di operai che per venire a lavorare all'Innocenti si sono licenziati da dove lavoravano prima e che oggi si trovano ad aver perso entrambi i posti) grande danno ne hanno gli stessi dipendenti che vedono immessi nelle lavorazioni a cottimo questi operai che, sotto minaccia di licenziamento, sviluppano un'intensità di lavoro tale da ridurre a mal partito chiunque prolungasse questo sforzo per
un limite maggiore di tempo. Il sig. Buffo a questo proposito rende noto che, a seguito di uno scambio personale di vedute fra lui e il Dott. Fasciano, ha avuto assicurazione della riassunzione di 5 dei licenziati e che in seguito CALACI sparirà e tutte le assunzioni verranno fatte tramite l'Innocenti. La corrente FIOM, contenta della risoluzione della vertenza, chiede che la Commissione Interna si rechi in Direzione per avere conferma ufficiale di quanto concordato in separata sede.
Si passa quindi al terzo punto, che già portato dalla FIOM un paio di mesi fa, dopo ampia discussione, si era deliberato di portare a compimento. Si tratterebbe di rivedere un poco l'accordo sulla funzionalità della Commissione Interna, accordo che come tutti sanno venne firmato verso la metà di febbraio del 1955. In esso vi sono dei punti che non rispecchiano la reale e pratica funzionalità della
Commissione Interna e come tali quindi da aggiornarsi; vi sono altri punti che, essendo applicati, risultano strettoie che inceppano i movimenti della Commissione Interna nella sua funzionalità.
Dopo molte discussioni ove la frase più corrente era: « non destare il can che dorme » si è arrivati alla conclusione decidendo di... tentare di chiedere alla Direzione la revisione su un paio di punti.
Il quarto punto è stato il piu breve perché la mancanza di un accordo fra le tre organizzazioni Sindacali lo ha concluso, eliminandolo.
La FIOM pone il punto chiedendo uno studio collegiale fra le tre organizzazioni dei rispettivi programmi elettorali per addivenire, su di una linea di unità e collaborazione, della formulazione di un lavoro che possa in seguito essere svolto con fermezza e derisione da tutte le tre organizzazioni.
E' così che la Direzione applica le «relazioni umane»
In questi giorni un grave fatto è avvenuto in uno dei nostri organismi.
Al FIAMLI (Fondo Interno Assistenziale Mutualistico Lavoratori Innocenti) sono venuti a vie di fatto un lavoratore e l'impiegato addetto allo sportello informazioni e disbrigo pratiche.
L'intervento della Direzione della Innocenti ha fatto sì che il lavoratore perdesse il posto di lavoro e l'impiegato dell'Ente ricevesse un ammonimento scritto.
La gravità del fatto per noi sta nerl'ingerenza della Direzione della Innocenti che ancora una volta ha voluto intervenire e far sentire il suo peso, escludendo completamente il consiglio d'amministrazione dell'ente.
Il fatto non è avvenuto nei locali dello Stabilimento, ma nei locali del FIAMLI, perciò a parer nostro chi doveva esaminare il caso doveva essere il consiglio d'amministrazione e poi, se mai, la ckirezione.
La svalutazione del consiglio diventa dunque il fatto di maggior rilievo.
L'altro fatto grave è la decisione presa nei riguardi del lavoratore: licenziamento in tronco.
Siamo costretti a far della polemica con i signori della direzione che han-
no. preso questa decisione e chiedere a loro se sono questi i frutti della scuola di Puoni rapporti sociali tra lavoratori e dirigenti.
È questa la vostra magnanimità e capacità comprensiva dei rapporti sociali?
Ancora una volta la direzione della Innocenti ha voluto far sentire il peso del padrone adoperando due pesi e due misure per valutare lo stesso fatto.
Il licenziamento è ormai di prammatica per ogni minimo fatto e con questo si tenta o si crede di tener prostrati i lavoratori.
La risposta l'hanno data immediatamente i lavoratori del reparto manutenzione e di altri reparti che sono immediatamente scesi in sciopero, protestando per l'arbitrio.
Non vi dice niente questo signori della direzione?
I lavoratori anche se qualche volta devono subire, con i vostri mezzi non li piegherete mai. La storia e i fatti di tutti i giorni lo dimostrano. Ad ogni vostro soppruso c'è un risposta unitaria e coscente della denuncia che vi condanna come dirigenti e vi deve far meditare.
I sistemi adottati dalla Innocenti per l'assunzione del personale dovrebbero essere portati alla Commissione d'Inchiesta Parlamentare nelle fabbriche.
Se le assunzioni a termine sono delle forme antidemocratiche condannate da tutti ; i sistemi della Innocenti sono ancora peggiori.
Il personale da assumere viene accuratamente scelto dal signor Montibelli che all'atto della assunzione si incarica pure del predicozzo e il tenore del sermone è facilissimo a sapersi parlando con uno qualsiasi dei nuovi assunti.
Fin qui ci sarebbe solo da denunciare la violazione della legge sul collocamento e l'antipatica forma del sermone, ma i tatti sono ancora più gravi. I nuovi assunti, non vengono presi in forza dalla Innocenti, ma diventano dipendenti di una cooperativa chiamata A.L.A.C.I. sita in corso Italia 3, Milano, regolarmente iscritta all'Assolombarda ( come lo è tuttora la Innocenti). Ella li munisce di un cartellino orologio speciale, e fa loro la paga al giovedì sera ad un apposito sportello. I nuovi assunti vengono adibiti a lavori in serie, a cottimo, e molto spesso inseriti in posti che definiremo chiave. In quasi tutti i posti di lavoro ove essi sono stati inseriti la produzione è aumentata senza che di pari passo aumentasse il premio di incentivo o la percentuale di cottimo. Anzi in taluni casi si è verificato il fenomeno di un aumento della produzione con una diminuzione del premio di incentivo.
E' facile capire lo stato d'animo di questi lavoratori che si trovano a lavorare in una fabbrica senza sapere se verranno assunti definitivamente o meno.
Diversi e svariati casi hanno insegnato a questi lavoratori che senza nessun preannuncio possono essere licenziati anche se hanno un'anzianità maturata di 2 o 3 mesi e ciò avviene senza alcuna spiegazione all'interessato. La Innocenti si ritiene in dovere di non comunicare il motivo del licenziamento inquantochè non sono suoi dipendenti; e l'ALACI comunica il licenziamento dicendo che questo è stato decretato dalla Innocenti, e che pertanto non è in grado di specificarne il motivo.
Nell'interesse di questi lavoratori e degli stessi dipendenti della Innocenti è necessario che questo sconcio cessi al più presto e invitiamo pertanto la commissione Interna a prendere atto del fatto segnalandolo alle organizzazioni sindacali.
Sciopero di protesta per il licenziamento di un operaio APRILE 1956 ANNO 3' - N. 4 L. 10 Periodico dei Lavoratori della Fabbirca Innocenti I Redazione: Via Conte Rosso 12 lege POSSIBILE CHE NON SI POSSA RAGGIUNGERE UN ACCORDO sul la colioca g mento IN C.I. PER UN PROGRAMMA ED UNA AZIONE UNITARIA? deve essere rispettata C.I.S.L. e U.I.L. rifiutano le sensate proposte della F.I.O.M.
RICHIESTI MAGGIOR SALARI
Dito nell'occhio
dagli operai del reparto attrezzatura ai dice che.
Cara Fabbrica sul Lambro, interpretando il pensiero di tutti gli operai del rep. Attrezzeria facciamo presente quanto segue: La'condizione economica degli operai è peggiorata 'in questi ultimi tempi dal continuo aumento del costo della vita
quindi va riportato in primo piano il problema dei nostri salari. Nel nostro reparto, come del resto anche negli altri, il malcontento è molto forte anche perchè ci viene data l'impressione di essere presi in giro e umiliati; mentre è richiesta una sem-
pre più adeguata specializzazione per la costruzione di attrezzature ogni volta più complesse, mentre alla parola urgente sui cicli di lavorazione viene sostituita la parola «immediato», le paghe degli operai di questo reparto hanno subito solo qualche irrisorio aumento in questi ultimi anni. Non è difficile trovare, per esempio, operai che da otto anni ad oggi non hanno avuto una sola lira di aumento, nonostante il decantato sblocco del ? ? ?. ?
II direttore di mensa sia in partenza per il Venezuela allo scopo di aggiornarsi su nuovi piatti speciali. Speriamo non ci serva serpenti in umido.
corre voce che..
Chi leggesse i vari menù della mensa Innocenti, sarebbe nella più sacrosanta ragione se esclamasse: « Perbacco, ché cucina raffinata! » Purtroppo son tutti nomi copiati dal libro dei cuochi mentre in realtà si tratta della solita brodaglia, della solita pancetta e bologna e della solita carne affettata a pezzi, ma sempre di infima qualità mal cucinata.
Anche chi di stomaco era ben forte, oggi comincia ad accusare bruciori e spesso tralascia di mangiare per non sentire quel peso che rende troppo gra vogò il lavoro nel pomeriggio, Non dovreste ignorare, signori della Direzione, quel noto proverbio che dice: « Sacco vuoto non sta in piedi» se non sta in piedi come si può produrre? Ed eccoci arrivati al punto che vi sta a cuore: la produzione. Per aumentarla, per riempire i magazzini, per far scendere dalla catena il maggior numero di macchine, voi sareste capaci di non dormire di notte escogitando sempre nuove trovate, ma il pensiero che l'operaio non è una macchina, ma un essere vivente a cui occorre a metà della giornata lavorativa un buon pasto per poter arrivare fino a sera non vi sfiora nemmeno.
Ebbene, è nostro dovere ramentarvelo e voi ci dovreste essere grati, perchè questo operaio o impiegato di cui voi non vi ricordate mai, possiede unita-
AUMENTATI contingenza e assegni familiari
Dal 1" aprile sono stati aumentati la contingenza e gli assegni familiari.
Tali aumenti sono determinati dallo scatto di due punti della scala mobile; uno destinato appunto all'indennità di contingenza, mentre l'altro, a norma dell'ultimo comma dell'art. 3 dell'accordo 21 marzo 1951 è destinato alla maggiorazione degli assegni familiari.
Sono stati convenuti i seguenti aumenti: per i figli L. 7 giornaliere portando quindi l'assegno complessivo da L. 160 a L. 167 giornaliero; per la moglie L. 8 giornaliere portando quindi l'assegno complessivo da L. 108 a L. 116 giornaliere.
mente alla bocca e allo stomaco, anche un cervello e se non sistemate lo stomaco la vostra produzione potrebbe soffrirne.
Non è una minaccia, e non è nostra intenzione di farne; vi vogliamo semplicemente avvertire che nel clima dittatoriale e soffocante che esiste all'Innocenti, la mensa potrebbe essere la tradizionale goccia che fa traboccare il vaso.
In gamba quindi, dott. Fasciamo, a poni rimedio!
Per far fronte a certe necessità si fece un numero elevato di straordinario e molti operai non fecero le loro meritate ferie per esigenze intervenute in 'quel periodo. Qualche operaio che è riuscito non perdef.e la pazienza per strada, si è visto riconoscere i suoi meriti ed ha ottenuto un aumento sulla paga base; volete sapere l'entità di questo aumento? Lire 2 all'ora!!
Per tutto questo gli•operai del rep. Attrezzeria invitano la propria Commissione Interna a farsi interprete presso la Direzione di un sensibile aumento sulla paga base e a presentare una proposta di adeguamento per quanto riguarda gli aumenti di merito, considerando un non senso l'aumento di 2 lire orarie dopo anni e anni di attesa.
Un gruppo di operai del rep. Attrezzeria
è stato varato un nuovo regolamento FIAMLI che solo con il suo contenuto preserva da qualunque malattia o infortunio.
C'è un detto che dice: e Che Dio ce la mandi buona».
pare cAew
all'inaugurazione del nuovo yacht di papà Innocenti, verrà dato un. premio di L. 17.000, pari a quanto ci spetta per gli arretrati mensa.
Sono solo voci però...
FIRMATO LACCORDO SULL INDENNITA DI MENSA
SE AVESSIMO LOTTATO AVREMMO CERTAMENTE OTTENUTO DI PIÙ!
Dal 20 aprile l'indennità di mensa sarà computata su tutti gli istituti contrattuali
Il 20 aprile è stato firmato tra i rappresentanti della CGIL, UIL, CISL e quelli della Confindustria, l'accordo per la computabilità dell'indennità di mensa negli istitui contrattuali.
L'accordo avrà decorrenza dal 20 stesso. Il testo dell'accordo prevede la computabilità dell'indennità di mensa sul calcolo dell'indennità sostitutivà di
preavviso, anzianità, sulle festività, sulle ferie, nonchè sulla gratifica natalizia e sulla tredicesima mensilità.
Per il periodo anteriore l'entrata in vigore dell'accordo le parti hanno convenuto che venga corrisposta una indennità pari a 100 quote della stessa.
Girando per la fabbrica Modello...
Nel rep. Marina l'aria che vi si respira è decisamente malsana. Il capannone è grande, ma non alto e il macchinario è piuttosto numeroso, quindi l'aria entro breve tempo si satura di quell'impalpabile odore e polvere dovuti alla combustione degli oli, alla lavorazioni della ghisa, alle esalazioni scorie dei forni, alle esalazioni della trielina, ecc. ecc. •
È argomento questo che non è mai stato affrontato dal giornale, perchè comprendiamo le difficoltà che si possono incontrare per una migliore areazione del locale, ma crediamo che il problema non sia insormontabile, quindi lo poniamo sul tappeto.
Migliardi sono stati spesi per migliorare le attrezzature aumentando la produzione e qualche cosa (non molto) è stato fatto anche per le condizioni igeniche in cui vive l'operaio; ma tanto è ancora da fare; altro esempio è il reparto collaudo dove fumo e rumore sembra facciano a gara per stordire o affumicare chi ci lavora; gli impianti di aspirazione non sono sufficen-
Anche se non ci riteniamo pienamente soddisfatti dell'accordo perchè ci ti, troppi banchi di riparazione ne sono ancora privi; aggiùngiamo il fumo del collaudo sui fornelli roventi che non viene assorbito che in parte dagli aspiratori; per completare il quadro mancava il rumore e questi è spesso tanto assordante da stordire.
Sempre nel campo delle condizioni igieniche lagnanze ci pervengono da ogni parte dello stabilimento sulle condizioni dei gabinetti dei vari reparti.
Il luridume e la sporcizia vi regnano sovrani incontrastati; degli straccioni dei pezzenti forse vi si troverebbero a proprio -agio, ma gli operai che vi entrano ne hanno lo stmhaco rivoltato. Su questo punto non vi sono attenuanti per la Direzione; l'argomento è stato più volte `portato e discusso, sempre con esito negativo.
Siamo nel 1956 è le stalle e lo sterco non rientamo più nella mentalità nelle abitudini dell'operaio.
Ci aspettiamo, perchè nostro diritto pretenderlo, una scrupolosa pulizia nei luoghi di decenza.
aspettavamo molto di più, almeno per quel che• riguarda la retroattività; non possiamo che rallegrarci del passo in avanti compiuto dalle organizzazioni sindacali.
Dal 20 aprile 1956 in avanti è or-' mai sancito che l'indennità di mensa deve essere retribuita a tutti i lavoratori, malgrado i tentativi e le tergiversazioni padronali, che avevano lottato con tutte le, loro forze per non concedere nulla, oppure in parte. Questo è il fatto più significativo di tutto l'accordo e del quale non dovremo dimenticarcene mai anche se una certa insoddisfazione è rimasta in noi.
Ci si aspettava la completa vittoria che comprendeva gli arretrati di almeno 5 anni che per noi alla Innocenti significavano oltre lire 17.000, mentre l'accordo firmato ha sancito che non ci saranno altri arretrati (almeno per noi), avendo noi percepito lire 10.000 quale anticipo. Parte della colpa per il mancato raggiungimento completo dell'accordo è nostra e dobbiamo riconoscerlo. Troppi hanno creduto alle parole della CISL e dell'UIL che non era necessaria la lotta per ottenere completo riconoscimento dell'accordo, che era come una pera matura, che a Roma si stava trattando e era inutile fare delle agitazioni. In altre fabbriche ove i lavoratori hanno lottato, hanno già ottenuto tutte le loro spettanze. Se noi ci fossimo uniti alla base e avessimo obbligato la nostra C.I. a prendere posizione a quest'ora non ci troveremmo insoddisfatti, ma lieti dell'accordo firmato.
Questo ci deve essere d'insegnamento per il futuro, per tutti gli altri problemi sindacali che dovremo affrontare.
2 FABBRICA SUL LAMBRO DAI REPARTI E DAGLI UFFICI
E' ora di finirla con l'indecente vitto della mensa SACCO VUOTO non sta in piedi
I Consiglieri del nostro organismo si danno da fare ma occorre maggior personale per poterne svolgere tutta l'attività
Riceviamo e pubblichiamo: Cara Fabbrica sul Lambro. chiedo ospitalità per questo mio articolo, che vorrebbe essere critica e difesa del nostro CRAL aziendale. Da qualche lavoratore, probabilmente in buona fede e che ignora le difficoltà incontrate dal Consiglio di Amministrazione e il lavoro da questi svolto, ho sentito questa frase: «Cosa ha fatto questo CRAL? » E' necessario quindi che, da qualche d'uno al di fuori del Consiglio, vengono esposti alcuni fatti e fatte delle considerazioni. Perchè questo organismo svolga un'ottima attività gli occorrono due cose che a mio avviso sono indispensabili: possibilità mezzi
Per il primo punto intendo che il Consiglio possegga la possibilità per condizioni di lavoro almeno sufficienti per far fronte alle molteplici attività che l'organismo richiede, quindi personale sufficiente.
Ricordo che una volta, prima che si svolgessero le elezioni dell'attuale Consiglio, cioè nell'aprile del 1954, entrando negli uffici del CRAL per un buono d'acquisto, ho notato ai rispettivi tavoli ben cinque impiegati più il Capo Servizio e altre volte ho notato che nella distribuzione dei famosi pacchetti dell'Epifania e a Pasqua, almeno dieci donne della mensa erano mobilitate.
Se vogliamo levare gli impiegati della mensa (che allora erano negli stessi uffici del CRAL e che sono due persone) rimangono, se non erro, tre impiegati che allora lavoravano per il CRAL al posto dell'attuale unica impiegata esistente. Ella è aiutata dai consiglieri stessi che tutti i giorni dalle 12 alle 13 e tutte le sere dalle 18 alle 19,30 si fermano negli uffici per il disbrigo di pratiche. Le donne della mensa, mandate come rinforzo nei giorni di punta sono sostituite ancora dagli stessi consiglieri (sempre i più alieni) che fanno da commessi, scaricatori, facchini, rovinandosi nervi e salute per accontentare i dipendenti. Questo onere di lavoro non indifferente appioppato sulle spalle dei consiglieri non dà loro naturalmente il tempo di preoccuparsi per uno sviluppo migliore e più razionale delle molteplici attività: úalcio, Pesca, Filodrammatica, Filatelica, Foto-Cine, Biblioteca, MotoClub, Gite ecc. ecc.
La riduzione del personale è opera della Direzione che probabilmente non ha piacere che il CRAL si sviluppi.
A titolo d'informazione, vorrei portare alcuni dati del personale esistente nei CRAL di altre aziende:
Alfa Romeo: 35 persone
Pirelli: 30 persone
Montecatini: 40 persone
AITA.T.M. e alla Siemens la Direzione ha messo persino a disposizione del
MILANO
CRAL un'automobile che non penso serva per condurre a spasso i consiglieri
Non si pretende che il nostro CRAL sia concessa tanta grazia di Dio. ma pretendiamo che non si passi all'estremità opposta, boicottando il CRAL nella sua spina dorsale, che è la possibilità di attività e sviluppo.
Per concludere, date le condizioni di lavoro in cui è ridotto, il mio giudizio sull'operato dell'attuale Consiglio è nettamente positivo. e spero che. dopo
quanto esposto, anche coloro che in buona fede ne criticavano l'operato, abbia cambiato parere.
Cara Fabbrica sul Lambro, solo per parlarti del primo punto che riguarda le possibilità, la chiacchierata si è fatta un po' lunga e quindi, per non infastidire troppo i lettori rimanderò al prossimo numero l'articolo riguardante i mezzi.
Nel ringraziarti dell'ospitalità i miei auguri. Un dipendente Socio del CRAL
IL BENESSERE ESISTE ma solo per i padroni
Se si ascoltano le affermazioni, spesso troppo interessate di molte persone, sembrerebbe davvero che stiamo attraversando un eccezionale periodo di prosperità. L'argomento che maggiormente ricorre nei discorsi delle summenzionate perstone è ( sembrerebbe incredibile!) la Lambretta; essa, secondo loro è l'indice di un determinato livello di vita e la prova che in Italia si sta veramente bene. Per trovare la provenienza di tale concetto occorre risalire nel tempo e riferirci a un discorso dell'on. De Gas peri da lui pronunciato nell'Italia del Nord poco prima della sua scomparsa, nel quale si stabiliva il benessere della clagse lavoratrice partendo dal fatto che parecchi lavoratori posseggono una Lambretta. Ciò è assurdo per quanto riguarda l'Italia meridionale ove la bicicletta rappresenta ancora il mezzo più diffuso di locomozione.
Ciò è assurdo anche per il Nord Italia perchè tutti sanno che l'operaio o l'impiegato che acquistano la Lambretta ben difficilmente la possono pagare per contanti e solo il pagamento rateale ha permesso a una parte dei lavoratori il suo acquisto; nessuno ignora che spesso chi l'acquista si sottopone a sacrifici notevoli, rinunciando a altre necessità di non trascurabile importanza.
Giunti a questo punto i soliti benpensanti obbietteranno che nessuno obbliga l'operaio o l'impiegato ad acquistare la Lambretta e di conseguenza ad affrontare quei sacrifici; le stesse persone non trovano, solitamente, nulla da dire sulle due, tre o
Corso Buenos Ayres, 36 -tel. 222.882
Corso Vitt. Emanuele, 34 - tel. 706.771
Via De Amicis, 29 - tel. 380.396
Via G. Mazzini, 15 - Fel. 804.065
Piazzale Oberdan, 2 - tel. 266.375
più macchine dei nostri padroni, sui due, tre o , più appartamenti, su yacht, ville al mare e in montagna, sul lusso sfrenato e notevoli conti in banca e chi più ne ha, più ne metta.
Questa nostra prosperità è pure smentita dall'aumento nel noàtro paese dei protesti cambiari; nell'ultimo anno l'aumento è stato di un quinto rispetto all'anno precedente per un totale assai considerevole di 2 milito, di e mezzo al mese.
In contrasto con la parola prosperità vi è anche la voce disoccupati che sono ancora a carico di chi lavora e formano la bella cifra di oltre 2 milioni, cioè circa il 10 per cento della popolazione attiva. Se domandiamo a costoro come si sta in Italia, certamente non ci risponderanno che si sta bene.
Qualche anno fa una commissione parlamentare presieduta dall'on. Vigorelli condusse un'inchiesta sulla miseria e in detta inchiesta si accertò che a Milano e più precisamente all'Ortica tl reddito medio mensile per persona era di L. 9.387, quindi di circa 40.000 lire al mese per una famiglia di quattro persone; essendo il minimo stabilito per tale famiglia dall'inchiesta di 71.225 lire è logico chiedersi come riescano a vivere queste famiglie.
Ma tutto quanto abbiamo esposto (e ce ne sarebbe ancora molto da dire sulla miseria nel nostro paese) è indice sicuro per taluni di benessere e prosperità. Buon per loro che vedono roseo anche ove è nero pesto: ciò li farà felici.
C'è chi per pigrizia, viltà o
Le migliori confezioni di qualità
Impermeabili - Paletò - Soprabiti - Abiti - Giacche - Pantaloni per uomo, donna, bambino
Lavoratori della Innocenti, nel vostro Rratbo esclusivointeressechiedeteIlbuono
dabbenaggine non osa guardare più in là del proprio naso accontentandosi di pane, cipolla e una pedata nel sedere; queste persone fanno la gioia del padrone, di qualsiasi padrone, mentre chi chiede qualche cosa di più e reagisce alle pedate viene chiamato rivoluzionario, sobillatore, sovvertitore della quiete pubblica ecc. ecc.
Ebbene, amici cari, noi siamo lieti di appartenere alla seconda categoria e, grazie a Dio, siamo in molti.
I risultati dell'ultima riunione della C.I. (continuazione dalla pagina)
La FIOM è disposta a rivedere i suoi punti, vagliare e accettare quelli della CISL e UIL perchè questo porti benessere o comunque migliori le condizioni di vita del lavoratore.
La risposta dei Signori Buffo e Mantegazza è stata altrettanto chiara ed esplicita: «Non si è mai visto che una maggioranza porti o discuta un programma della minoranza e, comunque, spetta alla maggioranza di portare avanti il suo programma ».
Sí è obbiettato che nel programma della Concentrazione Democratica si prometteva di chiedere l'aumento dei vari premi e quindi anche quello di Pasqua; come mai Pasqua è passata e non si è chiesto nessun aumento del premio?
La risposta è stata che non è bene mettere troppa carne al fuoco; a Roma si sta discutendo sulla definizione dell'accordo per l'aumento salariale, quindi è meglio attendere che venga definito quell'accordo prima di porre altri problemi.
Vita facile quindi per la Direzione Aziendale!
E' giusto non voler considerare il programma della minoranza?
E' giusto non accettare la discussione sui tre programmi?
E' giusto scartare a priori un piano di lavoro unitario? \ infine è proprio necessario far pe sane una maggioranza, che se vogliamo pignolare, è piuttosto relativa?
La risposta a questi interrogativi la lasciamo a tutti i lavoratori perchè sappiano orientare nel miglior modo e per l'interesse comune chi non vuol capire.
Fate i vostri acquisti di calzature da
FERRETTI MARIO
MILANO - Via Montenero, 35
Risparmierete
Fatevi rilasciare il buono dal CRAL
MILANO
Via Torino (ang. S. Giorgio) - Fel. 896.100
Via Unione, 7 - tel. 8 02.72 5
Via Francesco Sforza, 1 - tel. 790.560
C.so Vercelli ang. S. Severo - tel. 462.783 (di fronte al Cinema Gloria)
FABBRICA SUL LAMBRO 3
Aiutiamo il nostro C.R.A.L.
Il C.R.A.L. deve svilupparsi anche se alla Direzione 1100 piace
I MONOPOLI, NEMICI DEI BENESSERE DEI CITTADINI
Votando per le sinistre impediremo ai grandi monopolisti di liquidare il patrimonio del Coinune, garantiremo una più giusta ripartizione del sistema tributario, e assi cureremo la partecipazione dei lavoratori alla direzione delle aziende comunali.
Approvata dai due rami del parlamento la Legge per le elezioni amministrative, si può ritenere già aperta la competizione elettorale per la conquista del comune che, come scrivevamo negli articoli precedenti, è la base del si-
Protestadelpersonale
addetto alla mensa
E' forse umano che chi commette degli errori, cerchi di difendersi discolpandosi.
Non è certo però corretto quando colui che si difende incolpa altri dei propri errori.
Ma la direzione della Innocenti ha volino adottare (forse perché più comodo) il secondo sistema, ed è perciò nostro dovere denunciare il fatto e mettere le cose in chiaro.
Giorni fa si sono notati alcuni casi di manifestazioni diarroiche fra alcuni lava ratori che avevano mangiato i cibi della mensa aziendale e la scusante adottata dalla direzione è stata la seguente lettera che pubblichiamo per intiero a tutto il personale addetto alla mensa.
COMUNICAZIONE : Si sono recentemente verificati fra gli operai che consumano il pasto alla mensa, alcuni casi di manifestazioni diarroiche. I sanitari di fabbrica, dopo approfondito esame di tutti i generi alimentari distribuiti alla mensa, hanno constatato che la causa di tali manifestazioni è dovuta a germi portati sugli alimenti dalle mani inquinate. Per evitare il ripetersi di tali inconvenienti che potrebbero avere anche serie conseguenze, è assolutamente necessario, dopo aver fatto uso dei gabinetti, un accurato lavaggio alle mani con sapone e spazzolino. La invitiamo pertanto a voler ottemperare a quanto sopra in maniera scrupolosa, al fine di evitare gli inconvenienti lamentati che, ove avessero a ripetersi, ci costringerebbe ad adottare, nostro malgrado, adeguati provvedimenti nei confronti dei responsabili. Distinti saluti.
Innocenti S. G. Fasciano-Tampieri Vorremmo chiarire a tutti che il personde della mensa, esclusi i cuochi. non hanno nessuna possibilità e necessità di manipolare i cibi. I cibi vengono a contatto solo con i cuochi che sanno per esperienza di anni come vanno trattati. Il personale di mensa ci invita a consigliare la direzione aniendale, e per essa il direttore di men-
stema democratico.
E' indubbio che la classe operaia, la gente onesta, si accinga a compiere questo importante atto con fiducia e conscia di quanto peso abbia il loro Loto per il miglioramento e il benessere di loro stessi e della cittadinanza tutta.
I Comuni amministrati dal popolo significano un colpo ai profitti del grande monopolio finanziario ed al sistema tributario borghese, che, ovviamente, è organizzato in funzione di salvaguardia del monopolio stesso, dei grandi ricchi che addossano tutte le spese dello Stato e degli Enti locali sulle spalle dei lavoratori e della povera gente.
Questo sistema viene attuato rovesciando l'asse tributario, concentrandolo prevalentemente e soprattutto sulle imposte indirette che vengono pagate dalla grande massa dei consumatori. Da questa linea, oggi, non si discosta il comune di Milano che fa pagare i meno abbienti (salariati, impiegati, bottegai, piccoli e medi commercianti e industriali) non preoccupandosi di far pagare ricchi e monopoli, con grande danno delle finanze comunali e con la conseguente stasi nel miglioramento dei servizi pubblici, nella costruzione di economiche e sane abitazioni, nella costruzione di scuole e asili e di tutto quanto i cittadini chiedono ed hanno diritto di avere.
In particolare sui servizi pubblici, fornitura del gas ed energia elettrica, sui trasporti ecc. si manifesta l'azione negativa del grande monopolio, che assottiglia il già magro salario del lavoratore e lo stipendio dell'impiegato, facendo pagare ad essi le spese per nuovi impianti ed aumentando a loro arbitrio il prezzo dei beni é dei servizi che sono di pubblico interesse e che quindi dovrebbero essere di pertinenza delle amministrazioni comunali. E' bene ricordare che le aziende municipalizzate non godono la simpatia del governo e noi ben lo comprendiamo se ricordiamo la stretta dipendenza che esiste fra l'apparato statalei e i monopoli.
I SALARI AUMENTANO DEL QUATTRO PER CENTO
Il 10 marzo è stato concluso a Roma tra i rappresentanti degli industriali e dei sindacati: C.G.I.L., U.I.L. e C. I.S.L., un accordo sull'aumento dei salari e per il completamento del contratto di lavoro.
A partire dalla data dell'accordo gli stipendi ed i salari sono aumentati del 4% sulla paga contrattuale vigente, e gli aumenti sono integralmente riportati sulle paghe di fatto. In sostanza con tale accordo significa che s'è ottenuto un aumento del 4% sulla contingenza e sulla paga oraria (cioè paga base) senza che lo stesso peso giochi sul cottimo, il che comporta un beneficio che va dalle circa 5 lire orarie del manovale alle 7 lire o poco più dell'operaio specializzato.
Tali - accordi costituiscono senza dubbio un notevole successo della nostra categoria, anche se evidentemente sono ben lungi dal soddisfare pienamente le nostre esigente. Infatti a parer nostro, non è tanto e solamente la loro attuazione sul piano pratico (che comporterà un aumento si e no di qualche migliaio di lire) che ci induce a considerarli ottimisticamente, ma per quan-
,sa, ad aver più acume nell'acquisto della merce, che questa rimanga un po' meno giorni, di quanto abitudinariamente sta, nei frigoriferi. I fenomeni diarroici spariranno, con soddisfazione per tutti. E consigliamo i firmatari della letterii o chi per essa ad avere un poco più di coraggio ad ammettere i propri errori.
E' così costoso qualche orologio in più?
Già nello scorso numero ci siamo occupati delle interminabili file che gli operai devono fare alla sera per timbrare il cartellino. Niente è cambiato da allora. Stavolta chiediamo, ma in modo chiaro e categorico, che questo sconcio abbia a finire.
Alla nostra Signora Direzione interessa che gli operai non perdano tempo all'entrata nei reparti e su questo Ella è pienamente soddisfatta: alla mattina gli operai entrano alla spicciolata, quindi niente coda davanti alla cartelliera.
Sarebbe ora però che si interessasse anche dell'uscita degli operai e delle
difficoltà che si incontrano per una celere timbratura.
La già malcomoda dislocazione dello stabilimento rispetto al centro cittadino e la mancanza di adeguati mezzi di comunicazione con tram e ferrovie, dà pienamente diritto agli operai della Innocenti di chiedere che non si perdano minuti inutili e preziosi con file in-
terminabili.
Sono forse cose piccole e di poca importanza, ma anche il rimedio richiede un piccolissimo sforzo e quindi la richiesta è maggiormente giustificata e legittima.
to e soprattutto tali accordi vogliono significare sul piano sindacale, essi ci sembrano di buon auspicio per le future lotte dei lavoratori.
Con la firma dell'accordo è stata infatti infranta la resistenza che gli industriali hanno opposto per lungo tempo all'applicazione degli accordi intercorsi tra la C.G.I.L. e la Confindustiia a seguito delle grandi lotte sindacali che si sono svolte nel 1954 per il conglobamento e le perequazione dei salari. Vengono così assicurati quei miglioramenti ai lavoratori metallurgici che sono stati ottenuti da altre categorie in relazione a queste lotte e agli accordi interconfederali. Inoltre, e qui sta il fatto nuovo ha messo in evidenza come l'unità d'azione dei lavoratori e delle loro organizzazioni siano gli elementi determinanti per far recedere il padronato dalle sue posizioni d'intransigenza.
La C.G.I.L. la U.I.L. e la C.I.S.L. hanno alfine dopo tanto tempo trovato quella piena intesa che è servita loro per imporre l'accoglimento delle nostre esigenze e di fronte alle quali i baldanzosi industriali si sono impauriti.
Val qui a tal proposito sottolineare un fatto che ci sembra estremamente significativo. Ci riferiamo alla posizione assunta dalla C.I.S.L. in questo accordo, la quale mentre sino a poco tempo fa, ancora sosteneva a spada tratta l'inutilità di richieste per aumenti di salari, (l'inflazione, diceva, sarebbe stata la conseguenza diretta di ogni aumento di salari) ha finalmente rettificato tale sua originale e negativa impostazione sindacale per allearsi fianco a fianco alle altre organizzazioni;
E cioè, seppur indirettamente, il riconoscimento della validità della linea d'azione sempre seguita dalla F.I.O.M. e ne conferma la giustezza delle sue posizioni e iniziative per la soluzione positiva dei problemi che interessano i lavoratori.
Questi sono, come prospettavamo più sopra le ragioni per le quali dovevamo ritenere abbastanza soddisfacenti gli accordi siglati.
Sia perciò questo primo successo, frutto dell'unità di tutti i lavoratori, presupposto ad altri e ci serva come sprone per poter continuare la lotta per la soluzione di tutti gli altri problemi sindacali ancora insoluti: (indennità di mensa, miglioramento livello salariale, ecc) e che ci auguriamo siano presto portati a conclusione.
Stando nel campo della città di Milano, si può constatare e affermare che la Edison è il vero nemico comune di tutti noi e non basta certamente l'invio gratuito della rivista Colloqui a tutti i suoi utenti, a mitigare o giustificare la sua rapacità.
La responsabilità di questo stato di cose va imputata all'attuale giunta di maggioranza che non permette al Comune di Milano di assumere fra le sue varie attività anche quella di produttore di beni, di merci e di servizi che è poi ancora il principio della municipalizzazione.
I nostri obbiettivi non possono essere altri che questi: 'impedire la liquidazione del patrimonio del Comune, garantire ai cittadini servizi moderni. 7ficenti e a prezzi miti, partecipazione dei lavoratori alla direzione delle aziende comunali e. non come ultimo, una più giusta ripartizione del sistema tributario.
Se opereremo con continuità e intelligenza il. Comune sarà certamentee del popolo
Due libri che tutti devono leggere
L'iniziativa con la quale «La Editori Riuniti » ha deciso di mettere in vendita i famosi libri: «I miei sette figli » di Alcide Cervi, e « I giorni della nostra vita » di Marina Sereni al prezzo di L. 50 l'uno è di quelle destinate a far epoca nella storia libraria italiana. Non v'è dietro ad essa la ricerca del successo editoriale, nella svendita a prezzo fallimentare, oggi tanto di moda, ma è' invece una iniziativa nata dalla esigenza profondamente umana e democratica di far rivivere nel ricordo di tutti, fatti ed avvenimenti, che s'inquadrano in un bel preciso momento storico, e che costituiscono una testimonianza profondamente commovente e sinceramente vera e drammatica della guerra partigiana. Sono pagine che per il loro contenuto risvegliano i nostri sentimenti più genuini, e serviranno inoltre a farci riflettere sul valoroso sacrificio di migliaia di italiani i quali seppero donare la loro vita per il rispetto dei propri diritti ed il rispetto della libertà. Siamo sicuri perCiò che anche nella nostra fabbrica come già è avvenuto in molte altre ditte questi libri riceveranno un accoglienza pari alla loro importanza. Perciò lanciamo la parola d'ordine: « A tutti un libro ».
Direttore Responsab. LEONARDO BANFI
Redazione: via Conte Rosso. 12 - Lambrate, Milano. Autorizzazione Tribunale di Milano data 31-12-53
Tipografia F. MAGGIONI via Marciano, 7 - Milanó
4 FABBRICA SUL LAMBRO IL COMUNE DEVE ESSERE DEI LAVORATORI
Questo successo è risultato dell'unità dei lavoratori