Skip to main content

Fabbrica Lambro2

Page 1

Anno 1 - N. 2

Senza tregua la lotta del " Triangolo „ Milano - Torino - Genova per la conquista di migliori condizioni di vita

Partecipiamo attivamente allo sciopero generale di 24 ore proclamato a Milano dalla C. G. I. L. e dalla U. I. I. per giovedì ll febbraio

I grandi scioperi nazionali e unitari non sono stati sufficienti a far piegare la tracotanza padronale appoggiata dal Governo che ha cercato di tirare per le lunghe dimostrando apertamente di schierarsi con la Confindustria.

La C.G.I.L. si è preoccupata di trovare una forma di lotta più decisa che colpisca maggiormente

Taglio dei cottimi (nera nostra fabbrica c'è molto da dire su questo), e tante tante altre forme di supersfruttamento. Il grande padronato, mira ad aumentare i propri profitti sulle spalle e sul sudore della classe operaia.

Lavoratori, la battaglia che noi dobbiamo condurre per il miglioramento del tenore di vita è una

vincie e regioni ogni giorno i lavoratori devono essere in lotta e tutti uniti.

Solo così potremo far cedere il padronato e la vittoria sarà nostra. Avanti lavoratori dell'Innocenti, pure noi dobbiamo essere all'avanguardia; in ogni reparto sorga una mozione firmata unitaria e chie-

diamo acconti sui futuri aumenti salariali.

Le nostre paghe non sono sufficienti per il bisogno delle nostre famiglie è ora che la capiscano i seguaci della Confindustria che noi vogliamo vivere decorosamente e felici con le nostre famiglie.

I VECCHI SE NE VANNO E... I GIOVANI?

Un caloroso saluto ai vecchi che ci lasciano

Il sogno di tutti i lavoratori> o per meglio dire, la speranza dei lavoratori che nel corso della loro vita non hanno fatto che lavorare, è quello di poter, giunti alla vecchiaia, vivere i loro ultimi anni in pace, senza preoccupazioni di sorta. .

lavoro e dell'indipendenza, noi saprenio tenerla sempre alta, sapremo essere degni di voi, dei vostri insegnamenti, sapremo continuare sulla strada da voi indicataci. Sì, vecchi compagni di lavoro, perchè noi salutiamo in voi i nostri educatori.

i padroni con meno perdite dei lavoratori stessi.

La lotta del « triangolo » Milano, T-orine e Genova non è quindi un -ripiego, o un arretramento della -lotta.

Come cerca di insinuare il nemico di classe: è invece una lotta più avanzata. Nelle tre regioni richiedono i grandi monopoli che concentrano la maggior parte dell'industria italiana. è cioè siderurgica, meccanica, chimica, tessile, ed è concentrata la maggior parte della classe operaia, la più cosciente, ohe nella storia del movimento operaio italiano è stata sempre l'elemento decisivo.

Proprio in queste tre regioni, nelle grandi e piccole aziende, i lavoratori sono maggiormente sfruttati attraverso forme diverse di violazioni„ dei contratti di lavoro.

battaglia dura. Bisogna che nella nostra fabbrica i lavoratori sollecitino la C. I. con degli ordini del giorno unitari chiedendo alla Direzione degli accenti sui futuri aumenti salariali come è stato fatto in diverse altre fabbriche. Lavoratori è da tre anni che attendiamo un aumento, ma fico ad oggi non si vede nulla: uniamoci ed iniziamo la lotta.

Tutte le forme di lotta sono buone, i lavoratori devono considerare fin dora che lo sciopero non è più una giornata di festa, ma una giornata di lotta, con manifestazioni dì piazza. Tutta la popolazione deve sapere che noi scio_ periamoper migliorare le nostre condizioni di vita.

Al padronato non si deve dare tregua: in tutte le zone, città, pro-

E' questo però soltanto un'aspirazione can l'attuale società; la classe capitalista, dopo aver utilizzato tutte le capacità degli operai, dopo aver spremuto tutte le loro energie fisiche e intellettuali, li gettano via come u•n limone spremuto con una misera liquidazione ed un'altrettanta misera pensione, insufficienti entrambi per vivere. Questi operai che nei reparti e negli uffici hanno passato una vita, sono costretti a cercare aiuto ai figli, ai parenti, a volte anche agli angoli delle strade. Gli industriali dimenticano che le loro ricchezze le hanno accumulate col lavoro di questi operai. Vergogna per questa società incapace, decrepita e corrotta. Coloro che più giovani rimangono in fabbrica questa vergogna la laveranno quan_ to prima, continuando sulla strada che voi vecchi compagni ci avete indicato, quella strada gloriosa della lotta che già scrollò il fascismo abbattendolo. Vecchi lai:rat- ri del_ la Innocenti che ci lasciate, voi ci affidate oggi la bandiera della lotta da voi intrapresa perché i mezzi di produzione siano di coloro che producono: la bandiera che voi ci af fidate. intrisa del vostro sudore e del sangue di coloro che caddero per le lotte del

braiie vecchi compagni per gitani) avete fatto; siate orgogliosi per aver fatto fino in, fondo il vostro dovere di proletari, di combattenti della classe operaia.

li • primo impegno che nal prendiamo nel salutarvi è quelo di lat, tare perché i giovani entrino nella nostra fabbrica. A migliaia :sono i giovani disoccupati, senza nessuna prospettiva, senza possibilità di apprendere un mestiere, giovani che vivono ai margini della società. nell'indigenza, nella miseria. spinti a volte dalla disperazione a gesti inconsulti. Questi giovani deVano entrare nelle fabbriche, oltre a tutto per vivificare quello che è un patrimonio del nostro Paese, gli specialisti; nella nostra fabbrica vi è la possibilità di assorbire giovani, lo abbiamo già documentato; devono entrare i figli dei nostri operai. A questa lotta noi ohiamiam. tutti i lavoratori. e un monito rivolgiamo agli industriali. non esasperate i lavoratori eon la vostra tracotanza e intransigenza, i tempi sono cambiati. Imparate la lezione del 7 giugno, potreste avere altre spiacevoli sorprese poiché i lavoratori sono ben decisi a continuare fino alla vittoria la loro lotta.

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI i Febbraio 1954 - L. 10
LEONARDO BANYi

SIA IL GOVERNO DAI REPARTI E DAGLI UFFICI

espressione del popolo

Il risultato delle elezioni p litiche del 7 giugno '53 ha indicato chiaramente la strada che i governanti italiani debbono seguire. E' stata volontà di popolo.

Il p s polo ha volub dire basta agli intrighi di un partito; ha voluto dire basta alle inframmettenze straniere; ha voluto alzare la sua potente voce contro i pericoli di guerra; ha voluto dire basta entro la miseria endemica del nostro Paese, contro la disoccupazione.

Questo hanno voluto intendere gli oltre dieci milioni di voti andati alla sinistra del Parlamento

E questa lo vogliono anche buona parte di coloro che hanno votato D.C.; lo vogliono gli operai gli impiegati, uomini e donne di ogni strato sciale. Questi lavoratori. questi nullatenenti che ancora hanno votato D.C. non voglio-no guerre, miserie, disoccupazione, intrighi. Voglion' lavorare serenamente, con un, chiaro avvenire per 3è e per i loro figli

Ha compreso questo la D. C.?

O meglio i dirigenti di questo partito corporativistico? De Gasperi, Piccioni, Andreotti, Pelle, Aldisio, Scelta ecc. ecc., tengono cc•nto dei voti che il popolo ha loro dato?

No, certo.

Innanzi tutto rispetterebbero il Parlamento Repubblicano; se per loro Pella non era abbastanza a destra, la D. C. doveva affrontare la discussione innanzi alle due Camere e non seguire le forme extraparlamentari.. Hanno cercato di evitare prima quello che poi haavno cercato di evadere seguendo ancora quelle vie di intrigo che il 7 giugno ha bocciato. _ De Gasperi ha tirato in lungo con Pelle per dar tempo all'ambasciatore Luce di tornare dagli USA e dare indirizzi chiamando a sè alcuni rappresentanti di partiti italiani.

Calpestando la volontà di dieci milioni di italiani, prendendosi beffa dei braccianti e dei vecchi che hanno votato D.C. la cricca degasperiana ha presentato, attraverso Fartfa.ni, che per cupidigia di cadreghino si è prestato al gioco, un programma buono soltanto per l'armatore Lauro, per i Marinotti, gli Agnelli, gli agrari.

Ma il 7 giugno credete proprio di poter impunemente cancellarlo dal calendario?

Disilludetevi signori!

Il 7 giugno vuol dire basta alla politica buona soltanto per i monopoli, vuoi dire basta alla politica di divisione e di odio.

Il 7 giugno vi ha indicato la strada: sappiate usare la vostra maggioranza nell'interesse dei lavoratori vecchi e giovani; usate le forze attive del, nostro Paese per dare benessere alle famiglie italiane.

Le tute agli operai polvere negli occhi

Stavano bene quegli operai , che tempo fa furono oggetto di , una ripresa cinematografica. • Indossavano infatti una tuta nuovissima e bella, data a pro,posito dalla Direzione per girare un cortometraggio.

Polvere negli occhi a coloro che vedranno in pr•iezione gli operai dell'Innocenti. Tutti vestiti ordinatamente uguali.

La realtà è ben diversa, sarebbe opportuno che la Direzione non ci facesse sempre far da comparsa, ma prendesse finalmente in considerazione il sospirato provvedimento di concedere una tuta all'anno per gnuno di noi.

Sono anni che la C. I. si batte anche per queSta rivendicazione, ma la Direzione ha sempre trovato scusanti poco plausibili.

Vorremmo chiedere alla Direzione, stessa per quale motiva' ha ritenuto dotare i propri operai di una tuta nuova soltanto per pochi minuti. Non è farsi belli con momentanee penne del pavone, che si fa urna buona pubblicità per sano stabilimento serio come l'Innocenti.

Non pretendiamo di erigerci a giudici, ma vogliamo che s'intenda finalmente, da parte della direzione, che l'avere in dotazione gratuita una tuta all'anno significa una spesa in meno che deve sopportare il già magro salario, oltre a ciò darebbe alla ditta un senso di maggior serietà.

Un gruppo di operai

REGIME DI TERRORE

Strane vicende al reparti verniciatura

Alcuni mesi fa, causa i turni, la direzione decise che occorreva un nuovo capo squadra, e fin qui niente di male; il male viene dopo, quando il C.. S. provvisorio tornato nuovamente operaio, si ribelllò a questo (secondo lui declassamento), ed allora si cominciò a parlare di alcune lettere, inviate alla Dirzione; erano voci prima, fu certezza poi, queste lettere parlavano di certi C. S. che non erano capaci di fare il loro mestiere, naturalmente in senso disciplinare, C. S. che alle volte gridavano, ma non erano capaci di punire; C. S. infine dichiaratamente comunisti, e perciò non. ligi alle direttive emanate dalla direzione, qualcuno invece che aveva s-lo provato a fare il C. S. sapeva ben lui come fare, per aumentare la produzione, per immettere la disciplina.

Naturalmente la Direzione, all'agguato come sempre, ha visto la possibilità non solo di fare un nuovo servo ai suoi ordini, ma di dividere gli operai per meglio batterli.

Noi operai ci facciamo una domanda. E' riuscita la Direzione nel suo scopo? Sì in un certo senso, no in un altro.

Il nuovo capo è riuscito, parlando di rapporti e punizioni, ad impaurire una parte di operai, irta non è riuscito a scinderli; ha fatto solo il lavoro che fecero i tedeschi durante la Liberazione; ha picchiato di più ha ottenuto meno, e vero che ha proibito agli operai , di lavarsi quando vengano

fuori dalla cabina, sporchi di vernice fino agli occhi, vero che ci sono operai, i quali fanno il lavoro dei manovali, vero che si cerca di mettere operai fissi alla cabina di finitura, non pensando agli altri spruzzatori i quali, costretti a lavorare nelle altre due cabine, nel giro di pochi mesi finirebbero in Sanatorio.

E' riuscito a fare tutto questo per la ditta il nuovo capo ma bisogna ric-noscere che non è poco, però ha fatto anche un'altra cosa, è riuscito a creare un malcontento tale contro i suoi metodi che quando scoppierà l'ascesso non sappiamo se il pus coprirà anche lui.

Noi operai del Reparto 15 siamo tutti uniti, e siamo pronti al4a lotta, non passerà molto tempo e faremo conoscere veramente la forza della classe operaia unita contro i s-pruni di reparto, come contro il supersfrutta.mento, per un migliore tenore di vita.

GRAVE INFORTUNIO

Auguri di presta guarigione

Il giorno 20-1 u. s. alle ore 17,30 l'operaio Spinelli Mario del reparto 42 ha subito un grave infortunio.

Dcn» le prime cure in infermeria è stato ricoverato all'Ospedale Maggiore, Per le ferite riportate - schiacciamento di tre dita della mano destra - resterà lontano dal lavoro diverso tempo. Inviamo al lavoratore Spinelli l

migliori auguri di pronta guarigione.

Altre volte nei nostri reparti si sono verificati gravi infortuni sul lavcro. Molte parole si sono dette unite ad interventi della C. I. Invitando la Direzione a provvedere per determinati lavori una più accurata assistenza tecnica che mamale.

Purtroppo d'infortuni nella nostra fabbrica ne abbiamo diversi dovuti a svariate ragioni.

Ci risulta che nella fabbrica era stata formata una Commissione di 'Prevenzione Infortuni. Non sarebbe bene che su determinati infortuni intervenisse per evitarne altri?

La Redazione

T/occhi roca - azzurri

Annunciamo la nascita di: Stefano, figlio dell'operaio Santi Dialmo del Rep. 18. Rosella, figlia di Nava Giovanni, operaio del Rep. 22. Valentino, figlio dell'operaio Bozza Gioele del Rep. 12. Patrizia, figlia dell'impiegata signora Turchetti Giliola. Gianpietro, figlio dell'operaio Anelli Angelo del Rep. 20. Rosario-Angelo, figlio dell'operaio Abate Domenico dei Rep. 21.

La Redazione con essi si felicita facendogli i suoi migliori auguri.

QUESTE LE RIVENDICAZIONI AVANZATE

Impiegati: la categoria

2a categoria

3a categoria A

3a categoria B

Impiegate: la categoria

2a categoria

3a categoria A

3a categoria B

Equiparati: Uomini: la categoria 2a categoria

Donne: la categoria 2a categoria

Il dito nell'occhio

- Si supponeva che... (in un certo discorso) ogni operaio dovesse diventare padrone della macchina sulla quale lavorava.

Infatti: in fonderia non essendoci più macchine non ci doveva più essere operai.

- Si supponeva ancora che... vi fosse chi rimetteva oltre alla camicia, anche...

Infatti, oggi... si rimette in tasca i miliardi.

- Si supponeva necessario credere che... naturalmente non ci fossero soldi per far la casa ai lavoratori

Infatti: è proprio un piano Fanfa...rone.

Risultati: L'educazione dei capi per fregare l'operaio con belle maniere: sfruttamento scientifico: niente aumenti; terrorizzare coi licenziamenti. E chi più ne ha, più ne metta.

Impiegati, operai, scrivete per chiedete qualsiasi informazione, schiarimenti ecc., alla redazione del giornale presso la C.I, Saremo lieti di rispondervi.

Operai: Manovale comune Manovale specializzato Operaio qualificato Operaio specializzato . Paga attuale 136,55 145,08 152,76 169,24 paga diff. dif f. richiesta oraria mensile 155,- 18,45 3.838 165,23 20,15 4.191 174,53 21,77 4.528 194,37 25,13 5.227 stipendio stipendio attuale richiesto differeasaa
DALLA C.G.I.L. A NOME DEI LAVORATORI
corrispondenza INDIRIZZATE a Fabbrica sul Lambro presso C. Interna Innocenti via Pitteri 81 MILANO
Per la
65.713 77.183 49.917 58.161 37.587 43.298 32.100 36.689 63.477 77.183 42.551 50.004 32.316 37.237 27.657 31.563 49.048 56.420 37.198 42.879 41.923 48.521 32.002 36.883 11.470 8.244 5.711 4.589 13.706 7.453 4.921 3.906 7.372 5.681 6.598 4.881
PIDIELLE

Nel X° Anniversario della resistenza

In difesa della Costituzione Repubblicana si uniscano le forze sane del paese

Per la pace e l'indipendenza d'Italia contro la rinascita del militarismo tedesco

II decennale della resistenza ricorre in un momento particolarmente significativo, nel momento cioè in cui una cricca di politicanti nostrani asserviti e ligi ai voleri dell'imperialismo americano intende far approvare al nostro parlamento un trattato (la CED) che se approvato spianerebbe la strada al risorgere di quel militarismo tedesco che la gloriosa lotta partigiana, con innumerevoli sacrifici e can il suo contributo di sangue, contribuì ad abbattere.

Riviva la gloria dei nostri Martiri

Era ancora il periodo della quer_ ra e l'oppressione dell'e alleai - » nazista si manifestava in Italia in tutti i modi; fucilazioni, deportanani, arresti, terrore, fame e bombardamenti.

Nell'Italia Centrale e Settentrionale i lavoratori, alla testa di tutto il popolo conclucevang la lotta contro i tedeschi e i fascisti asserviti. Anche all'Innocenti il movimento antifascista organizzava la lotta.

Varie azioni di scioperi e di proteste s no state condotte per l'aumento dei salari e altre rivendicazioni particolari.

Il sabotaggio alla produzione e la lotta portarono nazisti e fascisti al nervosismo, e per l'impotenza di colpire gli ,rganizzatori, si organizzò la deportazione dei lavoratori.

Infatti la sera del 10 marzo del 1944 nel mentre che i lavoratori andavano allo spogliatoio furan^ blocoati e circondati dai nazisti.

Furono chiamati dei nomi di lavoratori; e mentre venivano scanditi questi nomi l'aria si agghiacciava in un silenzio profondo della massa dei lavoratori. Alcuni dopo esitazione a seguito delle minacce di rappresaglia, si presentarono; altri fuggirono in tempo. i lav -ratori chiamati furono deportati a Matkausen e pagarono con la vita il prezzo delle lotte condotte nella fabbrica.

Nel decennale della Resistenza noi ricordiamo con commozione questi onerai dell'Innocenti che hanno pagato con la vita, gloria a loro.

L'organizzazione della Resistenza, nonostante questo, non fu paralizzata; evidentemente i fascisti avevan lavorato male nel servire i tedeschi come spie.

La lotta continuò sino al 25 aprile.

Questo episodio deve far ricordare ai lavoratori oggi quale pericolo si cela nella cosiddetta Comunità Europea di Difesa, nella quale i tedeschi s -no i più forti. Dobbiamo impedire che si riarmi ancora una volta la Germania, perchè significa per noi; dominazione e deportazioni.

Vuol dire ancora tornare all'nnWo tenore che tanti lutti portò alle famiglie dei nostri lav ratori. Il loro sacrificio ci sia di monito ci indichi la strada da seguire, perchè esso non sia vano, e la strada da seguire è quella della lotta contro l'imperialismo guerrafondaio per la democrazia e la pace.

CADDERO CANTANDO al Giuriati per la libertà

Erano le prime ore di un'alba fredda e gelida, e fra le strade ancora deserte della zona di Lambrate passavano i primi gruppi di onerai, operai dell'Innocenti, della Castiglioni, della Paronitti, ecc., quando un autofurgone nero li sornassò imboccando la via dei campi.

Ad un tratt , le note di una canzone, nel sf.enzio del primo mattino, si levarono nell'aria.

Era un coro di voci che cantava « bandiera rossa ». Un canto che da tempo non si osava neppure nominare. L' indomani seppero che in quel furgone c'erano dei loro compagni, cinque Gappisti che andavano alla fucilazione cantando.

2 febbraio 1945, Luigi Campegi, Oliviero Volponez, Vittorio Resti, Severino Mantovani, Franco Mandelli.

Cinque eroici gappisti venivano assassinati darli sgherri fascisti al campo Giuriati, affermando con la loro morte l'indistruttibilità del grande ideale di libertà e di giustizia sociale già affermato da altri caduti in precedenza allo stesso posto.

I migliori combattenti della classe operaia pagavano con la vita l'odio bestiale della be'.va nazi-fascista che sfogava l'ira impotente di chi sentiva prossima e ineluttabile la resa dei conti Alcuni 'mesi dopo, il popolo, guidato dall'esempio di tutti i suoi caduti si levava gigante e terribile concludendo la ventennale lotta antifascista e la gloriosa lotta contro l'invasore nazista.

C.E.D., tre lettere dall'apparenza innocua, semplice, ma accade spesso che l'apparenza inganni; queste ,re lettere, se approvate e accettate dai singoli governi d'Europa, possono significare lutti, rovine, miseria, orrori; in una parola <la guerra ».

Chi l'ha fatta e l'ha subita sa cosa significhi.

La guerra significa omicidio premeditato e continuato e quel ch'è peggio autorizzato dalla legge! La guerra significa il macello di uomini, danne, bambini, macello eseguito, non già come negli scannatoi municipali, nel silenzio rotto solo dagli urli delle bestie morenti, ma al suono di trombe e fanfare, tra uno sventolare di bandiere, tra divise sgargianti e placche d'oro o d'argento.

E' il colmo dell'imbecillità umana; gli uomini si distruggono fra loro coprendosi d'orpelli fra incensi e canti di gloria.

Se tutto questo vi sembra esagerato, domandatelo a tutti i mutilati della seconda grande guerra mondiale, domandatelo alle vedove alle madri dei caduti, damandatela a tutti coloro che o poco o tanto sono stati attori dell'ultimo recente e doloroso dramma.

La C.E.D. significa guerra perché vuole il riarmo della Germania di Adenauer, popolo da tutti conosciuto come militarista per eccellenza, come lavoratore tenace ma anche ambizioso le cui mire espansionistiche hanno messo a fuoco e fiamme l'Europa, non solo recentemente ma anche nel passato più remoto, Armarlo e potenziarlo significa creare una polveriera sl centro dell'Europa; da questa polveriera esce una miccia che è nelle mani della potenza occidentale: l'America, Come, dove, quando vuole •può allora accenderla e alla deflagrazione che seguirà non servirà, per non udirla, turarsi le orecchie; il suo boato sarà tale da destare i morti e seppellire i vivi, e i vivi saranno sepolti dalle macerie.

Se allora nulla si potrà più fare per salvarci, oggi vi sono ancora delle condizioni per opporci; ogni persona civile deve leggere e commentare queste tre lettere, deve conoscerle nel suo giusto significato, deve dare l'ostracismo all'attuazione di un crimine che

colpirebbe tutti, nessuno escluso.

Ben conosce il popolo francese, il ritmico passo degli scarponi chiodati •tedeschi, sul lastricato di Parigi, e si ribella con tutte le sue forze per non sentirli più.

L'America pensa di trovare un punto di rottura nel fronte europeo per l'Italia; certamente questo pensiero non ci fa onore perchè significa che considerano il popolo italiano ignorante o imbecille. Forse ad alimentare questa impressione è stato il nostro Governo? O l'ambasciatrice signora Luce. Non saprei. Forse tutti e due.

Certo si è che i signori americani hanno fatto i conti senza il tradizionale oste ed in questo caso l'oste è il pcipalo italiano. Il p polo italiano ha risposto no all'attacco aperto, chiaro. che minava la sua libertà democratica, ha risposto no alla legge truffa.

Ebbene, un altrettanto secco e indiscutibile < no, risponderà all'attacco più nascosto, più strisciante e subdolo che mina la sua vita e la sua tranquillità, la cosidetta comunità europea di difesa.

RIESUMATI

I CRIMINALI

Il criminale di guerra Kesserling, liberato dal carcere nel 1952, ha compiuto una visita ufficiale ala base aerea di Fuerstenfeldb:uck; Kesserling, accompagnato da una ventina di ex-alti ufficiali della Lufwaffe nazista, è stato accolto dagli americani con tutti gli onori.

Prima egli ha assistito alla praie_ zione di documentari sul bombardiere atomico B-36 ed ha poi partecipato ad una colazione offerta dagli ufficiali della base. Il comandante americano, col. Armstrong, ha offerto a Kesserling ed agli altri ex-ufficiali nazisti una grande torta per celebrare il 50 0 anniversario della fondazione della «Associazione tedesca delle aquile ». Questa notizia è una denuncia nello stessa tempo una conferma della stretta collaborazione tra nazisti e americani per riarmare la Germania.

Il criminale Kesserling. che in Italia tanti lutti ha provocato, va a trovare i nuovi degni succe«sori con loro esamina in film per adesso, le prove dei bombardieri atomici B-36 che altro scopo non hanno, se non quello di distruggere città ed intere popolazioni. Questo c'insegna che più attiva vigilante deve essere l'azione dei lavoratori per impedire una nuova guerra e che non rinasca più il fascismo ed il nazismo.

1 13HICA LAMBRO 3

ATTIVITA' CINEMA

Censurato ma sempre efficace

"ANNI FACILI. da vedersi

E' la denuncia del malcostume politico che per un ventennio inguaiò l'Italia e gli italiani.

Lo impersona un professore di storia, antifascista, esponente dell'onesta piccola borghesia italiana che, per gli intrighi di una moglie ambiziosa, si trova scaraventato da una piccola cittadina siciliana a Roma, dove in quei tempi, mentre gli operai lavoravano, parecchi non facevano i cosidetti « fessi » vuoi con conoscenze in alto loco, vuoi con l'aiuto della moglie o di quello dell'amante se la passavano allegramente.

Il giorno che il nostro antifascista, per arrotondare il magro stipendio dell'impiegato statale, si impegola in un affare di licenze da spingere avanti, perchè giacenti da anni in ano dei tanti Ministeri della beata Roma dei farfalloni, per il nostro povero professore, che sputava per terra ogni volta che passava una zucca con su l'aquilione, cominciano i guai.... e le sorprese amare perchè, egli vissuto del solo suo onesto lavoro e senza mai piegare la schiena a imposizioni, di colpo mette il naso nella corruzione cancrenosa dei favoritismi più sfacciati e dove domina il regime della bustarella.

Povero professore che, preso nella girandola delle strettoie economiche, si lascia corrompere e finisce in galera rifiutando ogni difesa per la sua colpa; sarà l'unico ad espiare non volendo trascinare con se gli alt -locati personaggi, che di tutto l'ambiente corrotto erano gli artefici, continuatori e approfittatori.

E la satira continua facendo

vedere nel film alcuni fantasmi vivi del passato regime che, per carità di Patria, dovrebbero starsene ormai cheti e il più lontano possibile.

Il film di Luigi Zampa è coraggioso; la censura ha sforbiciato a destra e a manca lasciando poco dell'originale, la commissione in prima istanza lo aveva lettera'mente boccciato perchè aveva paura di quanto esso denunciava, voleva che gli italiani dimenticassero, che gli operai non ricordassero, ma il cinema italiano e l'antifascismo si sono battuti perché il film uscisse, magari mutilato dia sempre utile a vedersi.

Il recensore

Gita a S. Moritz

Il CRAL ha organizzato il 31 gennaio una riuscitissima gita a S. Moritz. Degli 86 partecipanti il 60 % erano dipendenti dell'Innocenti, il rimanente famigliari ed amici. Nonostante un increscioso incidente avvenuto alla frontiera, alla quale un gitante non ha potut proseguire perchè aveva il passaporto scaduto, il resto del viaggio sia di andata che di ritorno è avvenuto senza incidenti, malgrado i 20 gradi sotto zero.

Un sole magnifico permetteva ai più giovani ed agli aparassi nati dello sport della neve, di sbizzarrirsi sulle distese nevose in continui saliscendi; mentre i semplici turisti, hanno avuto la possibilità di assistere a diverse manifestazioni sportive.

Nel complesso quindi, la gita è stata bella, divertente e tutti ne sono rimasti soddisfatti. •

Vada quindi un plauso all'orgenizzat-re del CRAL, con l'augurio che per l'avvenire le gite domenicali di questo genere siano più numerose. Il gitante

ARTE E CULTURA

Rappresentazioni della Filodrammatica

Sabato 23 gennaio al Teatro Litta è stato organizzato uno spettacolo dal Circolo Italia-U.R.S.S. abbiamo rivisto con piacere il Gruppo d'Arte Drammatica del Cral Innocenti.

Sono stati presentati tre atti unici di Anton Cechov: L'anniversario; L'orso e Una domanda di matrimonio.

I bravi attori sono riusciti a divertire il numeroso pubblico intervenuto, il quale ha apprezzato la buona recitazione e sopratutto l'autore A. Cechov, potente e desolai , osservatore della grigia vita d'ogni giorno.

Il primo lavoro: L'anniversario è una caricatura paradossale, •ma sempre umana, il comico portato a un esagerato farzesco e grottesco è comparso in particolar modo anche se con, qualche eccesso di toni.

Il secondo lavoro: L'orso è uno «scherzo» avete lo definisce l'autore in cui con un dial go assai vivo e spigliato agiscono due personaggi, una graziosa vedcvella, e un possidente ancor giovane.

La vedovella, dopo la morte del marito ha giurato di restargli fedele per tutta la vita, ma arriva il ricco possidente che vuole ad ogni costo esser pagat^ di un eredito che aveva col ;defunto marito, ne nascono così dinieghi, pun-

Chiarimento all' articolo precedente

Avendo provocato l'articolo precedente, per un malinteso, un increscioso incidente, a chiarimento pubblichiamo tre lettere pervenute alla redazione.

Ai signori Consiglieri del ORAL e alla Redazione di Fabbrica sul Lambro.

D'accordo con un membro della Commissione Interna che giustamente ci aveva fatto rilevare la necessità di firmare l'articolo « Questi pacchi... che ~aria », abbiamo atteso per qualche tempo la restituzione del medesimo onde poterlo autenticare.

Vi lasciamo quindi indovinare il nostro stupore nel trovarlo improvvisamente pubblioat.. sul primo numero di Fabbrica sul Lambro.

Siccome si tratta evidentemente di un malinteso, non dipendente dalla nostra volontà, vi preghiamo accettare questa rettifica.

Per quanto riguarda il contenuto dell'artic lo in questione possiamo anche condividere il parere della Redazione che lo ha giudicato un po' aspro. D'altra parte, se fosse stato altrimenti non avrebbe potuto dare ai Consiglieri e agli Organi Direttivi del CRAL, l'esatta percezione del malcontento che serpeggiava fra gli iscritti.

Mettere a nudo una questi ne al momento opportuno significa anche mettere gli interessati nelle condizioni ideali per fronteggiarla e risolverla nel migliore dei modi, prima che possa dilagare con conseguenze anche peggiori. E di quest , in fondo, ci dovrebbero essere grati.

FA RIMA

darà... quel cbe darà

Quell'aprii al 25 il padrone si piegava: a quel che il popolo chiedeva il padrone a lui donava.

Poi li vien un 48 proprio quà ci fa il discorso.

Niente quindi acerbe critiche ma giuste constatazioni intese ad un miglioramento del nostro CRAL aziendale. Il che è nei voti di tutti. Questo era il nostro programma.

RANDONE - OOSTA - LIMONTA

Alla Redazione di Fabbrica sul Lambro.

Venuto a con-scen,za che l'articolo « Pacchi.., che pacchia» è stato pubblicato anonimo per una coincidenza di fatti contrastanti, sono lieto di annunciare che mi sono impegnato di ritirare dalla circolazione la mia risposta all'articolo stesso, e che era stato motivato appunto dall'anonimia di quell'articolo, questo a c .nferma di quanto già verbalmente ebbi occasione di dire agli interessati signori Limonta, Costa e Randone.

Sono convinto che così avrà termine questa increscioso malinteso.

MONTI MARIO

Egregi Signori Llmonta, Costa, Randone.

Prendiamo atto con •piacere del chiarimento da Voi portato che, s-cruito da quello del nostro C nsigliere signor Monti Mario, aiuta alla distensione.

Siamo convinti che uno dei mezzi per aiutare i consiglieri a se-pre •migliorare il nostro CRAL, sia pr prio quello di dibattere le cose pubblicamente portando suggerì_ menti e consigli pratici.

Auguriamoci tutti una reciproca collaborazione.

Il Consiglio CRAL

ELEZIONI CONSIGLIO MOTO CLUB

Nelle giornate del 22 e 23 dicembre 1953, nei locali del CRAL si sono svolte le elezioni per il Consiglio del Moto Club Innocenti.

C. R. A. L

Innocenti tigli, battibecchi e perfino una sfida al duello.

Rapida metamorfosi, trionfa l'amore che stava in agguat ,. Questa vicenda in cui le figure sono disegnate con un rilievo accentuato ha pur sempre un fondo seriamente umano e che, attraverso un quasi ossessionante « pathos » a"mico, trasfigura fino all'assurdo certe vive e reali tutt'altro che assurde ~tradizioni dell'anima umana.

Una domanda di matrimonio, il terzo lavoro presentato, è l- sviluppo di un contrasto tra due caratteri ombrosi, gretti e puntigliosi, Natane e Loniov, portandolo fino a una grottesca esms-perazione, contrasto provocato da inezie e anche qui concluse con le nozze ma dopo il preludio si fa sentire il matrimonio stesso come la sanzi- Ine e il principio di ben più duri contrasti.

Questi lavori di Cechov in un atto si possono considerare come preparazione dei drammi maggiori sia perchè in essi si matura anche il riso, una più pensosa visione della vita, sia perchè questi lav - ri sono un proficuo esperimento di teatro e segnano il passeggio dalla novella al dramma, dalla narrazione all'azione.

CRITICUS

« Ho venduto la camicia per dar voi tutta la ditta. Io sono il capitano ci strinse poi la mano: vicini noi saremo anche se affonderemo ».

Ecco, il giorno è arrivato ma il capitan se n'è andato: gli operai si son delusi si trovano i soprusi.

Ma il padrone ben attento sta studiando lo strumento; con tre giorni d'inventario ci porta al piedi del calvario, poi dopo le miserie ci vuol far saltar le ferie per vincer i sentimenti ci vuol far licenziamenti.

Molti dicon c'è l'inganno ci vorrebbe il capitano: ma pur troppo è fuggito ci vorrebbe l'indirizzo.

Tutti san che capitano lui starà sempre lontano.

Ricordatevi egoisti tutti voi capitalisti: noi non siamo dei signori ma dei lavoratori quell'aprile tornerà sarà... quel che sarà! CIP

Lo scrutinio svoltosi mila sede sociale ha dato i seguenti risultati: Davide Ettore voti 129; Fumagalli Luigi 128; Muneghina Mario 115; Gobbo Carlo 105; Fanali 96; Bassi 74; Zanfroni 71; Brun Mario 69.

Il sig. Davide Ettore ha rassegnato le proprie dimissioni per ragioni di carattere fa.migliare, le quali il consiglio ha dovuto a malincuore accettare, rinunciando cosi ad un prezioso collaboratore.

Il nuovo consiglio è stato poi così formato: Presidente, Muneghina Mario; Vice presidente, Fumagalli Luigi; Segretario, Gobbo Carlo; Cassiere, Fanali Sestilio; Consiglieri, Zanfroni; Bassi; Brun.

AVIS UMANA ATTIVITÀ

Segnaliamo l'umana attività del gruppo A.V.I.S. sino al 1-12-1953, attività che fa onore ai lavoratori della nostra fabbrica.

Chiamate in casa di cura ecc. In. 2145, per un totale di' sangue trasf uso gratuitamente cc. 635.125.

Nei locali del CRAL Aziendale è stato recentemente inaugurato il vessillo, consegnate le medaglie e diplomi al volontari.

Da parte del F.I.A.M.L.I. è stata decorata la bandiera dell'A.V.LS. di medaglia d'oro.

C..n la certezza che questo gruppo continuerà a portare con la sua opera pace e benessere nelle famiglie, rivolgiamo loro il nostro elogoi e i più sentiti ringraziamenti da parte di tutti.

La Redazione

4 FABBRICA SUL LAMBRO
DEL CRAL
Osservazioni sul funzionamento del C.R.A.L.

RACCONTO UMORISTICO IL SOGNO E LA REALTA'

In una frazione di un pae setto non interessa quale, viveva con la moglie, in una casa alquanto dimessa, un uomo attorno alla quarantina.

Aveva in mente di vivere gli ultimi anni della sua vita molto tranquilla.

Infatti, sperava nella « fortuna » e giocò al lotto. Si sentiva nel sangue di vincere.

La domenica mattina partì per il paesetto e disse alla moglie :

— Caterina, se mi vedi venire in carrozza, dai fuoco alla casa, è perchè abbiamo vinto.

La posta in gioco era buona : doveva essere una vincita grossa.

Insomma, una vera « fortuna». Intanto nel paese, non interessa per quali ragioni, ifu investito da un'automobile.

Fu subito soccorso, per fortuna non si fece molto male : però zoppicava ed un dolore lo tormentava.

Convenne, che per andare a casa era necessario prendere una carrozza. Così fu. Quando

fu in vista di casa, si ricordò di ciò che aveva detto alla moglie. Agitando disperatamente le braccia e torturato dal dolore, faceva segni alla moglie e gridava. Voleva intendere che non aveva vinto al lotto.

— Caterina a tali segni pensò a quanto aveva detto il marito.

Divenne agile come una ven_ tenne, ci fece premura ad appiccar fuc,co ad una torcia, approntata apposta, e quindi alla casa.

Quando la carrozza fu vicina, ormai le fiamme stavano divorando la casa.

Caterina felice abbracciò il marito privo di sensi ed una gamba rotta.

Pidielle

MORALE. Non è la «fortuna » che ti porta la felicità nella tua casa, ma l'essere consapevole che, unito a tutti gli altri, puoi conquistarti giorni più sereni e felici. Questa è la realtà, l'altro è sogno.

Convegno grandi potenze

Questo avvenimento pclitic:', questa conferenza delle quattro grandi nazioni e America, Unione Sovietica, Francia e Inghilterra », ha troppo importanza nel destino dei popoli da dove? trattare, benché .brevemente, il perchè della conferenza, le principali proposte avanzate dai quattro ministri degli esteri e le divergenze sostanziali che vi sono in queste proposte.

L'esist2re della conferenza è già di per se stesso una grande vitioria delle forze della Pace, forze che hanno indotto a riprendere Jun dialogo da tempo interrotto per l'intransigenza dei ministri delle tre grandi potenze occidentali; questa intransigenza aveva lo scopo preciso di inasprire la situazione politica mondiale, e organizzare le forze della guerra per aggredire; sventolando la bandiera della liberazione, a suon di bombe atomiche i paesi retti a nuova democrazia.

Il tallone di Achille della divergenza europea e quindi mondiale è nel problema della unificazione della Germania. Da dove incominciare? Dalle elezioni; proponeva Eden; dal trattato di pace afferma Molotov. -

La proposta Eden dà agio al sospetto che si vuole riorganizzare il militarismo ,tedesco, con le con-

patriottica rese solenne omaggio alla salma del nostro grande compagno. Dicemmo, tra l'altro, nel nostro saluto: « Compagno Curiel tu resterai tra noi e nella gioventù lavoratrice e studi:sa l'esempio sempre vivente di ciò che deve essere un combattente della classe operaia e del popolo ».

La motivazione della medaglia d'aro al valore militare dice: «.Docente universitario, sicura promessa della scienza italiana, fu vecchia combattente; se pur di giovane età nella lotta per la liberazione del popolo. Chiamò a raccolta, per primo, tutti i giovani d'Italia oontra il nemico nazi-fascista. Attratta dalla sua fede, dal suo entusiasmo e dal suo esempio, la parte migliore della gioventù italiana rispose all'appello ed Egli seppe guidarla nella eroica lotta ed organizzarla in quel potente strumento di liberazione che fu il Fronte della Gioventù. Animatore impareggiabile. sempre laddove c'è da organizzare, da combattere, da incoraggiare. Spiato, braccato dall'insidioso nemico che vedeva in lui il più pericoloso avversaria, mai desisteva dalla lotta. Alla vigilia della conclusione vittoriosa degli immensi sforzi del popolo italiano cadeva in un proditorio agguato tesogli dai sicari nazi-fascisti. Capo ideale e gloriosa ,esempio a tutta la gioventù italiana di eroismo, di amore per la patria e per la libertà» (Milano, 8 settembre 1943 - 24 febbraio 1945).

CURIOSITÀ

Gli stivali, delle sette leghe

Il signor Alberi Winzen di Soligen, Ohligs è un inventore di spirito con la passione delle fiabe. In omaggio al gatto calzato, che, come tutti sanno fin dalla più tenera età, portava stivali da sette leghe al passo, i signor Albert ha lavorato dieci anni, nè un giorno di più nè un giorno di meno, a costruire dei pattini speciali che camminano da soli, senza motore e senza bisogno di spinte, alla velocità di una bicicletta, I pattini scorrono su una base che assomiglia ad uno sci accorciato, sorretti da una rotaia che si muove ad altalena: basta sollevare il piede per provocare un gioco di molle che spinge in avanti lo sci. Insomma, è il semplice peso del corpo a provocare il moto. Più uno è pesante, più è veloce. Non ci dispiace che il signor Alberi abbia dato dieci anni della sua vita a questa invenzione: ecco un tedesco che non pensa alla guerra, E come lui. per fortuna, ce ne sono tanti.

seguenze ed esperienze del passato.

ILa proposta sovietica viene da una naturale preoccupazione che il militarismo tedesco invada di nuovo non solo l'Unione Sovietica, ma gli stessi paesi confinanti, come Francia, Belgio, ecc. Queste preoccupazioni sono le stesse che animano i popoli dei tre grandi paesi occidentali, i quali, hanno sbarrato la strada a propositi di guerra e obbligato i loro governi al dialogo.

Ci auguriamo che la forza dei popoli d'Europa, aiutati dal buon senso e dalla ragione, abbiano il sopravvento sugli egoismi e gli interessi di parte.

RENATO ROVELI4

EUGENIO CURIEL

Capo combattente

Martire della gioventù

Fulgida figura di combattente antifascista, per la prima volta nella storia d'Itaia egli seppe unire la gioventù italiana in una lotta comune contro lo straniero e il traditore' fascista, fondatore del Fronte della Gioventù, il 24 febbraio al grido di « dalli al patriota» gli sgherri fascisti a raffiche di mitra troncavano la gloriosa esistenza di E, Curiel.

- •Milano proletaria, partigiana e

SVIZZERI
OREFICE RIA OROLOGI
Vendita a rote senza anticipo fino a 6 mesi CON GARANZIA DI FUNZIONAMENTO ORIGINALI DI PRIMARIA FABBRICAZIONE CITY CORDUSIO - MILANO -Corso Italia 8
TEL. 8 0 . 3 7. 3 9
I dipendenti dell' Innocenti richiedano il buono al C. R. A. L. MAR Lavoratori dell'Innocenti per i vostri acquisti di confezioni e tessuti per uomo, donna e bambino chiedete al vostro CRAL il buono M A R
FABBRICA SUL LAMBRO

Si dia al Paese un nuovo corso di politica economica

Un aspetto della V° Conferenza di fabbrica - Elevare il tenore di vita dei lavoratori

La recente agitazi:ne in difesa del pesto di lavoro di alcuni operai dei nostri stabilimenti, ha ormai aperto gli occhi a tutti i lavoratori sulla pericolosa situazione economica e produttiva del nostro paese. Questi pericoli, previsti da tempo e denunciati alle maestranze dal nostro Consiglio di Gestione,- non furono allora sufficientemente dibattuti e assimilati, per cui non possiamo dire di aver fatto tutto quanto potevano fare per evitarli, non possiamo dire di essere riusciti a trasfondere in tutti, operai, tecnici e impiegati della Innocenti, la convinzione che solo con la mobilitazione attiva e operante di tutti, con la lotta unita:ria ili sede aziendale, ma sopratutto in sede extra-aziendale, assieme ai lavoratori di tutte le fabbriche e alla popolazione lavoratrice di tutto il Paese, era possibile, cambiare decisamente la nefasta politica economica che minaccia di travolgere anche aziende sane ed efficienti come la nostra.

I Monopoli piovre del la nostra resistenza

Noi intendiamo, in questa quinta Conferenza della nostra fabbrica, ribadire e dibattere, unitamente ai problemi aziendali„ questi problemi di fondo. Noi ci proponiamo di dimostrare come l'azione dei grandi monopoli (Montecatini, Fiat, Pirelli, Falck, Snia, Edison, ecc.) soffochi al nostra industria e la nostra agricoltura e come, tutta l'opera governativa, sia diretta a favorire gli interessi di questi gruppi monopolistici anche se ciò è contrario agli interessi nazionali e come sia perciò necessario rendere subito operante la Costituzione per quanto riguarda la riforma industriale: nazionalizzazione dei monopoli e delle aziende IRIFIM-Cogne. , : Noi sappiamo infatti come pesi sulle possibilità stesse dell'espansione della nostra produzinne aziendale l'esistenza del monopolio dei gruppi elettrici (Edison).. del monopolio RIV (che è noi FIAT), sui cuscinetti a sfere, del monopolio Pirelli,. ecc. i prezzi delle cui merci,' fissati d'imperio per la mancanza di ogni concorrenza, gravano sui costi della produzione scooteristica. .

La terra ai contadini

Noi esamineremo come lo stralcio di Riforma Agraria, tanto declamato ' dal Governi succedutisi dopo il 18 aprile 1948 ed attuato anch'esso solo in parte, non abbia sollevato per niente l'indigenza delle popolazioni specialmente meridionali ed insulari e come di ciò risenta tutto il settore produttivo agricolo. Evidentemente la popolazione lavoratrice (i braccianti, i salariati agricoli), che vive in queste zone e trae sostentamento dal lavoro della terra. non è in grado di acquistare la Lambretta, poichè difficilmente riesce a saziare la fame. Questo esame ci convincerà che non attraverso panativi ma realizzando una vera Riforma Agraria (chiave di volta di una nuova struttura economica del nostro Paese) marceremo a rapide tappe verso la rinascita. Da ciò trarremo la convinzione che lottare per il riscatto dal f eudalismo delle masse lavoratrici della terra e ad un miglioramento del tenere di vita degli altri lavoratori, è lottare per la rivivificazio-

ne del mercato interno, per una ripresa delle vendite e quindi per la sicurezza del posto di lavoro.. Liberi scambi con i Paesi di tutto il mando Altrettanto dicasi circa il libero scambio con l'estero: al Convegno Nazionale di Genova del 30 e 31 gennaio 1954, questo problema è stato esaminato a fondo da tecnici, uomini di scienza, piccoli e medi operatori ecconomici, importatori ed esportatori e rappresentanti dei lavoratori e tutti, hanno ravvisato l'imperiosa necessità di farla finita con gli intralci le limitazioni, i divieti di commerciare con tutti i paesi, nessuno escluso. Tutti hanno convenuto che l'attuale politica economica che limita all'area del dollaro e della sterlina la quasi totalità del nostro commercio estero (96 %), è letale alla nostra economia. Noi dobbiamo esigere, da chi è eletto ai due rami del Parlamento, la difesa degli interessi del Paese al disopra degli interessi dei grandi monopoli italiani e ,stranieri. e al disopra delle imposizioni di certe Ambasciate interessate a vietare a noi ciò che i loro paesi, invece, fanno: commercio, senza discriminazioni merceologiche, anche con i paesi dell'Est Europeo, Medio Oriente ed Oriente.

Questi Paesi, in via di industrializzazione, nei quali il continuo miglioramento del tenore medio di vita delle popolazioni porta alla richiesta di una sempre maggior quantità di beni di consumo te quindi alla possibilità di esportare anche merci di questo tipo), ha bisogno e richiede notevoli quantità di beni strumentali che noi in Italia produciamo. Se si esamina la situazione della nostra industria in questo settore, vediamo che è precisamente quella maggiormente in crisi.

Il nostro meccanico potrebbe tranquillamente lavorare per alcuni decenni con l'utilizzazione al 100 % degli impianti e del macchinario; potrebbe altresì ampliarsi notevolmente assumendo nuova maInodopera, se solo ci fosse consentito di esportare, come abbiamo già fatto nel passato (Polonia) nei Paesi a democrazia popolare, nell'Unione Sovietica, nell'immerso mercato della Cina Popolare, la nostra produzione del meccanico e cioè: Macchinario e impianti per laminazione.

Macchinario e impianti per l'industria chimica, della gomma e della carta.

Fresatrici a caldo per lingotti. Frese-alesatrici. CWB.

— Torni paralleli P. R. ecc. Invece ciò non è consentito perchè l'America non vuole. Non possiamo commerciare coi paesi che ci :offrono le materie prime ed il grano di cui abbiamo assoluto bisogno e che sono pronti ad acquistarci le nostre macchine, solo perchè ciò dà fastidio all'Ambasciatore Luce che evidentemente vuoi ri_ servare le tenebre alla nostra industria; tenebre, fame e. disoccupazione per i nostri operai e per le loro famiglie.

Riforme di struttura, libero commercio 'con tutti i paesi, s:no le questioni di fondo risolte le quali noi daremo ossigeno all'economia del nostro Paese.

Siamo convinti che questi principi, discussi fra tutti i lavoratori saranno approvati indipendentemente alle ideologie: sono principi che si inseriscono nella stessa enun_ ciazione della Costituzione Repubblicana. Sono nel contempo principi che contrastano con i monopoli nazionali e internazionali; è necessario esigere una nuova politica economica che salvaguardi gli interessi del popolo: una politica economica per una maggiore potenzialità 'del potere d'acquisto delle masse lavoratrici per sviluppare un rigoglioSo mercato interno.

Per la rinascita di Lambrate

Come si presenta la configurazione di questo rione appartenente al Comune di Milano- ci fa rimanere sorpresi.

Passato il ponte della ferrovia -all'imbocco li Viale Riment'branze si entra in un paese dove appaiano 'a vista d'occhio una serie di problemi dannosi alla popolazione, sia di carattere igienico che

Per quanto i cittadini di questo rione abbiano posto sino da due anni ad oggi delle rivendicazioni, per migliorare lo situazione degli all'oggi, delle' strade,- della luce, della fognatura, nulla è stato ancara. fatto-.

Delegazioni di cittadini inviate dal sindaco per protestare contro la inattuabilità di questi provvedimenti sono t5alSc d nulla:

Came si presenta l'esistenza di centinaia di lavoratori a Lambrate?

Perchè i loro richiami alle autorità sona rimasti sorde

A tutto questo si pciAt 'delle domande!

E' evidente che questo disinteressamento da parte degli organi competenti hanno- esasperato gli animi di questi cittadini.

Si presentano tutt'oggi •dei casi pietosi che è necessario provvedere con la massima sollecitudine perchè di carattere urgente.

Ad esempio: la situazione delle abitazioni pericolanti alla Cascina Biblioteca dove i muri trasudano umidità, i soffitti' e i pavimenti sono malsicuri, la mancanza dei vetri alle imposte delle finestre è i fori nei muri coperti da pezzi di lamiera non fa altro che portare malanni alle famiglie che abitano in questi locali.

A. tutto questo va aggiunta l'ac-

qua del pozze che quando piove diviene giallastra e non Si pueS bere perché inquinata.

Rimane inoltre la questione delle baracche di Via Rombon dove le famiglie che vi abitano sono sfrattate e della casa di via Folli che deve essere demolita per la costruzione di uno stabilimento dove quattordici famiglie devono lasciare le proprie abitazioni senza nessuna prospettiva di sistemazione.

Infine va tenuta in considerazione la costruzione della fognatura 'di Via S. Failstirio, la luce stradale in Via Rombon (case tramvieri), ecc.

I cittadini reclamano a gran voce una docéia ed Fin lavatoio pubblico nel rione che dia modo di soddisfare te proprie esigenze personali evitando di andare nei fossati, o forse nelle acque putride del Lambro.

Tuguri e baracche

Ciò sembra igienico!

Bisogna porre fine a tutte queste avversità della vita dove decine e decine di famiglie vivono nell'indigenza ano stato di preoccupazione.

Lambrate ha bisogno di un rinnovamento, essendo oltre a tutto, uno dei rioni pii" industriali (vi affluiscono circa 5 mila operai ogni giorno), cioè di costruzioni di case popolari. che possono sostituire le catapecchie, i tuguri e le baracche. Che ci sia una viabilità più ampia e che dia una certa sicurezza di pedoni, cambiando cosi l'aspetto di questo rione che è molto popoloso e che rispecchia un paese di vecchia data non Con-

farine alle necessità attuati, Questo vogliono i cittadini di Lambrate, e sono disposti ad adoperare le forme ed ,i mezzi più confacenti per attuare le proprie rivehdicazioni, affinChè le autoritàcomunali prendano le dovute considerazioni, ,iniziando questi urgenti lavori pe v alleviare il disagio della stragrande maggioranza dei cittadini del rione.

Sia di manico a tutti quelli che non vogliano accogliere queste rivendicazioni sacrosante dei cittadini di Lambrate, ma pensiamo anche che nessuna sarà impassibile a questa situazione e che il loro cuore e lo loro sensibilità specie al sindaco di Milano perchè Lambrate sia degna di appartenere ad un Comune che rappresenta la civiltà del nostro paese, augurandoci che in breve iernpo possibile vengano esaudite le richieste avanzate dei cittadini dél rione

PORRO MARIO. 41111111111111111.111111111111~

-UN LUTTO

Il nostro collega di redazione Luciano Beltrami è stato colpito da un grave lutto, La redazione, gl'impiegati , ed operai porgono sincere condoglianze •per l'immatura scomparsa della sua cara mamma.

AIIII~1111~111W

Dirett. Respons. Leonardo Bandi

Aut. Tribunale di Milano in dita 31-12-1959, N. 325 5

Tip A. MODELLI - MIlawa

' FABBRICA SUL LAMBRO
„.•

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook