Anno 1 - N. 2
i Febbraio 1954 - L. 10
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI
Senza tregua la lotta del " Triangolo „ Milano - Torino - Genova per la conquista di migliori condizioni di vita
Partecipiamo attivamente allo sciopero generale di 24 ore proclamato a Milano dalla C. G. I. L. e dalla U. I. I. per giovedì ll febbraio I grandi scioperi nazionali e unitari non sono stati sufficienti a far piegare la tracotanza padronale appoggiata dal Governo che ha cercato di tirare per le lunghe dimostrando apertamente di schierarsi con la Confindustria. La C.G.I.L. si è preoccupata di trovare una forma di lotta più decisa che colpisca maggiormente
Taglio dei cottimi (nera nostra fabbrica c'è molto da dire su questo), e tante tante altre forme di supersfruttamento. Il grande padronato, mira ad aumentare i propri profitti sulle spalle e sul sudore della classe operaia. Lavoratori, la battaglia che noi dobbiamo condurre per il miglioramento del tenore di vita è una
diamo acconti sui futuri aumenti salariali. Le nostre paghe non sono sufficienti per il bisogno delle nostre famiglie è ora che la capiscano i seguaci della Confindustria che noi vogliamo vivere decorosamente e felici con le nostre famiglie. MORI GAETANO
vincie e regioni ogni giorno i lavoratori devono essere in lotta e tutti uniti. Solo così potremo far cedere il padronato e la vittoria sarà nostra. Avanti lavoratori dell'Innocenti, pure noi dobbiamo essere all'avanguardia; in ogni reparto sorga una mozione firmata unitaria e chie-
I VECCHI SE NE VANNO E... I GIOVANI? Un caloroso saluto
i padroni con meno perdite dei lavoratori stessi. La lotta del « triangolo » Milano, T-orine e Genova non è quindi un -ripiego, o un arretramento della -lotta. Come cerca di insinuare il nemico di classe: è invece una lotta più avanzata. Nelle tre regioni richiedono i grandi monopoli che concentrano la maggior parte dell'industria italiana. è cioè siderurgica, meccanica, chimica, tessile, ed è concentrata la maggior parte della classe operaia, la più cosciente, ohe nella storia del movimento operaio italiano è stata sempre l'elemento decisivo. Proprio in queste tre regioni, nelle grandi e piccole aziende, i lavoratori sono maggiormente sfruttati attraverso forme diverse di violazioni„ dei contratti di lavoro.
battaglia dura. Bisogna che nella nostra fabbrica i lavoratori sollecitino la C. I. con degli ordini del giorno unitari chiedendo alla Direzione degli accenti sui futuri aumenti salariali come è stato fatto in diverse altre fabbriche. Lavoratori è da tre anni che attendiamo un aumento, ma fico ad oggi non si vede nulla: uniamoci ed iniziamo la lotta. Tutte le forme di lotta sono buone, i lavoratori devono considerare fin dora che lo sciopero non è più una giornata di festa, ma una giornata di lotta, con manifestazioni dì piazza. Tutta la poscio_ polazione deve sapere che noi periamoper migliorare le nostre condizioni di vita. Al padronato non si deve dare tregua: in tutte le zone, città, pro-
ai vecchi che ci lasciano e dell'indipendenza, noi saprenio tenerla sempre alta, sapremo essere degni di voi, dei vostri insegnamenti, sapremo continuare sulla strada da voi indicataci. Sì, vecchi compagni di lavoro, perchè noi salutiamo in voi i nostri edu-
Il sogno di tutti i lavoratori> o per meglio dire, la speranza dei lavoratori che nel corso della loro vita non hanno fatto che lavorare, è quello di poter, giunti alla vecchiaia, vivere i loro ultimi anni in pace, senza preoccupazioni di
lavoro
sorta. .
catori. _
braiie vecchi compagni per gitanE' questo però soltanto un'aspirazione can l'attuale società; la i) avete fatto; siate orgogliosi per classe capitalista, dopo aver uti- aver fatto fino in, fondo il vostro lizzato tutte le capacità degli ope- dovere di proletari, di combattenti rai, dopo aver spremuto tutte le della classe operaia. loro energie fisiche e intellettuali, li • primo impegno che nal prenli gettano via come u•n limone diamo nel salutarvi è quelo di lat, spremuto con una misera liquida- tare perché i giovani entrino nella zione ed un'altrettanta misera pen- nostra fabbrica. A migliaia :sono i sione, insufficienti entrambi per giovani disoccupati, senza nessuna vivere. Questi operai che nei re- prospettiva, senza possibilità di parti e negli uffici hanno passato apprendere un mestiere, giovani margini della souna vita, sono costretti a cercare che vivono ai aiuto ai figli, ai parenti, a volte cietà. nell'indigenza, nella miseria. anche agli angoli delle strade. Gli spinti a volte dalla disperazione a industriali dimenticano che le lo- gesti inconsulti. Questi giovani dero ricchezze le hanno accumulate Vano entrare nelle fabbriche, oltre col lavoro di questi operai. Vergo- a tutto per vivificare quello che è del nostro Paese, gna per questa società incapace, un patrimonio decrepita e corrotta. Coloro che gli specialisti; nella nostra fabbrica vi è la possibilità di assorbire più giovani rimangono in fabbrica questa vergogna la laveranno quan_ giovani, lo abbiamo già documento prima, continuando sulla strada tato; devono entrare i figli dei noche voi vecchi compagni ci avete stri operai. A questa lotta noi ohiae un indicato, quella strada gloriosa del- miam. tutti i lavoratori. la lotta che già scrollò il fascismo monito rivolgiamo agli industriali. abbattendolo. Vecchi lai:rat- ri del_ non esasperate i lavoratori eon la la Innocenti che ci lasciate, voi ci vostra tracotanza e intransigenza, affidate oggi la bandiera della lot- i tempi sono cambiati. Imparate la ta da voi intrapresa perché i lezione del 7 giugno, potreste avemezzi di produzione siano di co- re altre spiacevoli sorprese poiché loro che producono: la bandiera i lavoratori sono ben decisi a conche voi ci af fidate. intrisa del vo- tinuare fino alla vittoria la loro stro sudore e del sangue di co- lotta. loro che caddero per le lotte del LEONARDO BANYi