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Fabbrica Lambro20

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NOVEMBRE 1955 L. 10

ANNO 2° - N. 10

Bisogna reagire

all'intimidazione padronale

Bisogna reagire; non cedere alla intimidazione, nè lasciarsi cogliere dalla paura. Bisogna che non ci isoliamo, non facciamo parte ciascuno per se stesso, credendo di metterci al sicuro, ma ci uniamo insieme, resistiamo insieme, respingiamo insieme gli atti intimidatori, le velate minacce, i sopprusi contro la nostra libertà di riunione e di parola. Bisogna che, insieme, uniti e compatti, difendiamo i nostri organi rappresentativi, la Commissione Interna. Se cediamo; se fra di noi alcuni cedono e si prestano al gioco della paura, allora il rischio del fascismo nella fabbrica diventa reale e imponente e diamo al padronato il coraggio .di osare e di agire che ancora oggi non ha per intero di fronte alla saldezza degli operai uniti.

I capi squadra, i capi reparto, gli impiegati tecnici e amministrativi non credano che, limitata la libertà agli operai, aumenti la libertà o il benes,sere loro. E' cosa vecchia che il padrone isoli gli operai dagli altri lavoratori; che tenti di battere la forza più resistente, sicuro così di poter avere mano franca in tutto, anche verso gli impiegati e i tecnici.

Il fascismo industriale ed agrario, non dimentichiamolo, bruciò prima le sedi dei lavoratori, le cooperative deglioperai e dei contadini, imprigionò dirigenti sindacali e organizzatori politici; poi tolse la libertà a tutti, studiosi e tecnici, borghesi e benpensanti e li costrinse a condizioni economiche vergognose. Difendiamo allora la nostra libertà, difendiamo i nostri organi rappresentativi!

Denunciamo apertamente i vari e numerosi tentativi della Direzione di privarci della sostra libertà:

JI) La Commissione Interna non può e non deve restare isolata dai lavoratori. Essa è la legittima e democratica rappresentanza dei lavoratori nella fabbrica. Sostituire alla comunicazione diretta gli avvisi scritti è un mezzo per impedire un più largo consenso nella fabbrica; e del resto questo consente ai rappresentanti della CISL e della UIL di essere ambigui, cavillosi, poco chiari nel difendere gli interessi di noi tutti.

-2) Protestiamo per la proibizione delle riunioni dei corrispondenti di reparto; senza di esse la voce dei lavoratori non può giungere intera alla Commissione Interna. Protestiamo contro la disposizione che impone la autorizzazione della Direzione perchè la C.I. possa accedere ai vari reparti della fabbrica; essa è un palese tentativo di controllo e di impedimento che limita l'attività della C.I. Protestiamo contro la intimidazione aperta o velata: le guardie, con al-

1-8 DICEMBRE CONGRESSO NAZIONALE DELLA C.G.I.L.

I lavoratori della Innocenti nel Pre-Congresso del 19 Novembre discuteranno: libertà nella fabbrica - arretrati mensa - aumenti salariali ecc.

Sostenuto l'urto delle forze avversarie di classe che inizialmente avevano avuto qualche successo con le proposte di legge antisciopero, contro la stampa, attacco alle C.I., terrore nelle fabbriche ecc., la classe lavoratrice è passata decisamente all'offensiva.

Una momentanea flessione iniziale si era avuta in alcune fabbriche come alla Innocenti, alla Fiat, alla OM ecc. La CISL, la UIL e il padronato parevano dire, e tentavano con tutti i mezzi di farlo credere, che ormai nelle fabbriche non c'era più nulla da fare che essere aderenti alla CGIL significava perdere il posto di lavoro e che per poter ottenere qualche rivendicazione bisognava essere con i padroni o con la CISL-UIL. La grande dimostrazione data dai lavoratori della Pirelli, Alfa Romeo ecc. sta a dimostrare come questa supremazia dei «Padroni» e scissioni. sti sia ormai superata.

In questo nuovo clima, avrà luogo

il Congresso Provinciale della FIOM che si terrà nei giorni 7-8 dicembre ed è naturale che si noti nelle fabbriche un sempre crescendo movimento dei lavoratori in preparazione dei pre-congressi aziendali e di lega, ove al dibattito aperto a tatti i lavoratori si dovrà puntualizzare i particolari problemi aziendali, rivendicativi ed organizzativi, da inserire nei problemi a carattere ge: nerale quali, il completamento del Contratto di Lavoro e gli aumenti salariali.

Il Congresso dei lavoratori di un grosso complesso metallurgico qual'è l'Innocenti è senza dubbio interessantissimo, perciò il 19 novembre nel dibattito pre-congressuale dell' 'innocenti, che si terrà in Lambrate Via Conte Rosso 12, i lavoratori dovranno affrontare problemi di natura particolarmente aziendale, quali:

1) Potenziamento e funzionalità della C.I. la quale deve avere più contatti con i lavoratori.

CISL e UIL contro gli aumenti salariali

Dichiarazioni del presidente Sig. Mantegazza

Abbiamo saputo che nell'ultima riu-. nione della Commissione Interna si è discusso dei problemi attuali (Indennità di mensa e arretrati - normalizzazione e miglioramenti economici impiegati - richiesta aumenti salariali).

In questa riunione i rappresentanti della F.I.O.M. hanno protestato perchè erano stati esclusi dalle trattative per l'accordo degli impiegati, e facevano pressione per gli aumenti salariali in genere.

Il presidente sig. Mantegazza a nome della maggioranza C.I.S.L.-U.I.L. ha fatto le seguenti dichiarazioni:

I due rappresentanti della categoria impiegati non sono della corrente FIOM e hanno ritenuto giusto tenersi l'esclusiva; a questo accordo era presente il

la testa l'ineffabile sig. Crivelli, che controllano i crocchi di operai che parlano al Cral; il sig. Montebelli che sorveglia e passa in rassegna la delegazione di operai del G.3 che si reca in C.I. dopo l'orario di lavoro; la vigilanza continua e insistente su ciò che gli operai dicono e fanno per difendere i loro interessi sono arbitrari mezzi per ostacolare una vita democratica all'interno della fabbrica.

La nostra protesta non è nè astratta nè teorica; vuol essere un motivo dt lotta, di unità dei lavoratori nella lotta.

PRESIDENTE che credo sia la persona più rappresentativa della C.I. Sappiate anche che la Direzione, non so' se per antipatia o per il modo con cui la FIOM si comporta colla sua propaganda offensiva, (si vede che per loro la denuncia di fatti avvenuti è offesa) non intende più trattare con la corrente FIOM.

La richiesta dell'aumento salariale è da escludersi perchè il miglioramento economico degli impiegati fu concesso per una sperequazione creatasi col conglobamento, e poi perchè si verificava che impiegati di terza categoria, capi squadra, prendono uno stipendio pari ai salari degli operai specializzati e dei manuali specializzati cottimisti, di conseguenza la maggioranza in C.I. non ritiene prendere in considerazione tale richiesta e tanto meno presentarla in Direzione; diceva pure che il problema salariale è in corso di trattative a Roma col completamento del contratto di categoria.

Si trovava d'accordo per inviare alla Direzione una richiesta per la ripresa delle trattative sull'indennità di mensa.

Essendo venuti a conoscenza di tutto questo non possiamo far altro che biasimare il comportamento che la maggioranza in C.I. - CISL - UIL tiene nei confronti 'dell'organismo unitario eletto da tutti i lavoratori, pregiudicando la sua regolare funzionalità nell'interesse di tutti.

continua • pag .3

Sistemazione delle tariffe di cottimo a seguito della applicazione del iiproporzionamento dei cottimi: Computo dell'indennità mensa sulle ferie - festività e gratifica natalizia e relativi aumenti.

Eliminazione di ogni forma di supersfruttamento (addetti alla lavorazione a catena ecc.).

Rispetto della dignità e personalità del lavoratore (esclusione delle guardie dai reparti di produzione, ecc.).

Ai sopra citati punti puramente indicativi, si dovrà affrontare il problema del potenziamento dell'organizzazione sindacale, sia dal lato organizzativo che amministrativo.

Noi sin da ora siamo certi che l'alta coscienza di classe che anima i lavoratori dell'Innocenti, farà sì che il Congresso si trasformi in una Assise democratica ove gli operai, impiegati e tecnici, portino con passione ed entusiasmo il loro fattivo contributo, al fine di potenziare sempre più l'organizzazione sindacale, unica garanzia per la salvaguardia dei loro interessi immediati e futuri.

OPERAI ! IMPIEGATI !

Denunciate a « FABBRICA SUL LAMBRO » soprusi e illegalità.

38° Anniversario

della Rivoluzione d' ottobre

Trentotto anni fa nasceva, con la vittoriosa rivolta del popolo Russo, il primo stato socialista. Un popolo da secoli oppresso e sfruttato, sotto la guida di grandi capi era riuscito ad abbattere i più retrivi e reazionari rappresentanti dello schiavismo. Nasceva una nuova società fondata sulla reciproca collaborazione a parità di diritti e doveri. Sono stati trenotto anni di lette e di sacrifici in difesa dello stato cotnro l'ostilità e l'oppsizione mondiale. In un paese principalmente agricolo, ma dove l'agricoltura era ancora allo stato primitivo, senza industria, dove l'analfabetismo era un fatto normale, il popolo seppe in pochi anni creare un'industria con sviluppi quiquennali, eliminare la disoccupazione, creare l'istruzione obbligatoria, creare della steppa e della Siberia terreni fertili e fecondi. Le grandi risorse naturali ora convenientemente sfruttate, la grande capacità raggiunta dai quadri dirigenti e da tutto il popolo, la convinzione che continuo a pag. 2

Periodico dei Lavoratori della Fabbrica Innocenti I Redazione:
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Via Conte Rosso

DAI REPARTI E DAGLI UFFICI

Chiarimenti

Avendo appreso che al Rep. 12 minuteria dopo l'uscita del nostro giornale si sono creati dei malintesi fra lavoratori, per l'articolo «La scienza dei padroni, ovvero Relazioni Umane » vogliamo ritornare sull'argomento per riportare nei giusti termini la questione. ' La Direzione della Innocenti, intervenendo come è intervenuta nella propaganda per le elezioni dell'attuale C.I. aveva un suo piano preciso. Neutralizzare la C.I., togliere tutte le libertà (di parola, di riunione), riguadagnare quello che aveva speso, ma con gl'interessi. Gli attuali membri di C.I. ben raramente trattano collettivamente dei problemi da porre in Direzione, e quando lo fanno è perchè sono pressati dai lavoratori o dai rappresentanti la CGIL.

Al Rep. 12 macchine automatiche dal 1947 l'organizzazione era così composta: un operaio più un aiutante ogni 5 macchine. I prezzi per il conteggio del cottimo erano basati sulle 2 paghe orarie assommate col beneficio di entrambi gli operatori se l'uno o l'altro rimaneva assente, più un premio per il numero di macchine. Dopo 8 anni, con l'attuale C.I. la direzione è riuscita a togliere il premio più macchine, a basare i prezzi del cottimo solo sulla paga degli aiutanti, togliendo così il beneficio (a maggior lavoro) che uno aveva quando l'altro era assente, e ad aumentare da 5 a 10 le macchine per ogni operatore. In sintesi: raddoppiato il lavoro agli operatori ed aiutanti e diminuite le possibilità di guadagno per entrambi.

E' ovvio precisare che tutto questo programma la direzione lo ha eseguito fase per fase, malgrado le proteste degli operatori presso la C.I.

Le date dello svolgimento di questi fatti vanno dal 15 giugno al P settembre. In tale data veiva cambiato posto agli operatori esuberanti in reparto e i rimasti venivano chiamati uno alla volta dall'ing. Mazzola e dal signorMonti. Qui col sisterna del bastone e la carota, veniva fatta loro una paternale è consegnata- ad ognuno una busta contenente il premio, invitando gli

C'è ancora sale nella cambusa del Direttore di mensa?

Pare che cecità e sordità siano doti congenite del nostro affabile Direttore di mensa; torneremo quindi a ripeterci, sforzandoci di essere maggiormente chiari ed. espliciti.

La mensa difetta di materie prime, di grassi (olio, burro, lardo ecc.) nella preparazione del primo piatto. Spesso, minestra e pasta asciutta sono immangiabili; la pasta qualche volta è acida. Per quanto riguarda il secondo piatto, il nuovo Direttore di mensa ha portato la novità dei piatti speciali dando loro nomi esotici e originali, ma la sostanza lascia •piuttosto delusi; i polli novelli sono rimasti indigesti alla maggioranza, probabilmente per la qualità scadente della merce; parlando con persone che avevano mangiato la trippa semigelata mi si' fece notare la necessità di fornire ogni tavolo della mensa di un vasetto di Magnesia Bisurata per evitare complicazioni di-. gestive. Trippa, peperonata, intingoli, ecc. messi su tavoli di marmo in un ambiente freddo, si congelano rapidamente ed accrescono la difficoltà di digestioni di pietanze già per se stesse greto richiesto dalla direzione è rimasto il segreto di Pulcinella. Gli opera-

sul

rep. 12

stessi al silenzio. Inutile dire che il setori quando sono stati chiamati non avevano la minima idea del perchè, e quando è stata data loro la busta del premio sono rimasti senza parole. Subito il giorno appresso comprendendo la gravità del fatto, alcuni operatori avvertivano i loro colleghi che erano stati allotanati dal reparto, e questi la C.I.

Il comportamento dei lavoratori è stato più che onesto e non è perciò con loro che si deve far polemica. Il fatto grave è il comportamento della Direzione che non ha portato ad altro risultato che una accesa discussione fra rappresentanti della CISL-UIL da una parte e CGIL dall'altra.

Tuttavia noi ci attendiamo una maggior collaborazione in C.I. perchè solo così si avrà la forza necessaria per salvaguardare l'interesse dei lavoratori.

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pesanti; l'insalata è condita con solo aceto e sale. L'organizzazione,' già difettosa prima, oggi è sensibilmente peggiorata; la diminuzione del personale e quindi dei tavoli di distribuzione fa di conseguenza aumentare notevolmente la lunghezza delle file con le conseguenze spiacevoli che ognuno può comprendere.

Questi, grosso modo, sono i difetti principali che ci vengono segnalati in redazione, e ad ognuno di essi, volendo, si può rimediare con un po' di buona volontà e meno avarizia. Diamo alcuni suggerimenti che ci sembrano buoni:

aumentare in giusta misura olii, grassi ecc. e così si migliorerà anche la qualità di minestra, pastaasciutta, insalata ecc.

Diminuire più che si può i piatti complicati e speciali, tenendo presente che se si vuole accontentare il maggior numero di persone occorre servire piatti semplici e comuni.

Abolizione assoluta di polli, carne, uova, non freschi o non di prima scelta; rovinare lo stomaco o gli intestini dei dipendenti non dovrebbe essere compito del Direttore di mensa.

Diminuire i piatti che raffreddandosi portino a complicazioni digestive o, meglio ancora, distribuire piatti tenuti in caldo su appositi tavoli. Se non basta un solo posto di distribuzione, se ne costruisca un secondo.

Ci viene proposto e lo vogliamo segnalare a chi di competenza, l'istituzione di un sistema alcuni anni fa in, uso alla « Caproni » e che pare dava ottimi risultati: quello dei gettoni numerati del posto fisso e dei piatti già preparati sul tavolo.

f) Un locale saggiamente riscaldato aiuta a tenere i piatti caldi e permette una pronta digestione. Il sistema attuale delle stufe oltre che non dare sufficienti garanzie di riscaldamento, non è certamente idoneo alle più comuni norme di igiene.

Le critiche sono state fatte con la massima serenità; ora non ci resta che sperare che sia rimasto ancora del sale nella cambusa del Direttore di mensa, nel qual caso cercherà di non ignorare i nostri suggerimenti.

Tutto sta aumentando. Aumento dell'olio, del burro, del sale, del caffè; aumento delle tasse, telefoni, patenti, bolli di circolazione; aumento dell'orario di lavoro, del ritmo di produzione e dell'intimidazione dei datori di lavoro verso i dipendenti.

Chiediamo l'aumento di paga

E" tutto in aumento, solo le paghe dei lavoratori diminuiscono.

Il nostro datore di lavoro richiede una maggior collaborazione e una maggior produzione, anche perchè deve rifarsi e naturalmente con profitto, delle spese, sostenute per la scuola di Relazioni Umane e per quelle delle elezioni della C. Interna.

I lavoratori della Innocenti hanno inoltrato presso la C.I. la richiesta di aumento delle paghe, richiesta più che giustificata dal rincaro del costo della vita. Oggi alla Innocenti si può concedere ciò che i lavoratori richiedono poichè le condizioni di produzione e vendite sono- più che soddisfacenti.

E non è solo la situazione di un'annata di lavoro che ci fa fare queste considerazioni, ma è la produzione del nuovo ciclomotore da 48 cc. richiesto già da ora, sia dal mercato italiano che da quello estero, che sta a confermare le nostre considerazioni.

Le richieste dell'aumento di paga dei lavoratori sono più che giustificate, le condizioni economico-finanziarie lo permettono, il risultato non dovrebbe che essere favorevole. Noi ce lo auguriamo. Diciamo questo perchè conosciamo il modo di ragionare della nostra direzione e di quell'illustre intelletto del nostro presidente della C.I. che immaginiamo giò pronto a spiegare a destra e sinistra che gli aumenti di paga vanno trattati su scala nazionale a Roma, e che questo non è compito della C.I.

Riteniamo che-con 40 o 50.000 lire al mese un, lavoratore che abbia famiglia, con il costo di vita attuale, non possa vivere e ci associamo senz'altro ed incondizionatamente alla richiesta dei lavoratori perchè la C.I. tratti con la direzione per l'aumento dei salari, pronti a dare ad essa tutto il nostro appoggio.

Reparto 15 I verniciatori chiedono

Con la recente messa in funzione del nuovo reparto verniciatura, agli operai trasferiti nello stesso è stata tolta l'indennità sui lavori nocivi. La Direzione sostiene infatti che nel suddetto reparto non esiste, grazie ai nuovi impianti, nessun carattere di nocività. Gli operai sostengono invece il contrario, e sembra, con motivi molto validi. E' perciò necessario l'intervento della Commissione dell'Ispettorato del Lavoro che accerti le effettive condizioni del reparto. Nel frattempo in attesa che detta Commissione svolga il sopraluogo, riteniamo sia giusto che venga corrisposta agli operai la normale indennità nociva.

I lavoratori del Rep. Verniciatura reclamano l'assegnazione del sapone. Mensilmente una saponetta speciale viene data agli addetti a lavori che sono a contatto con materie grasse o oleose. Perchè non assegnarla anche ai verniciatori?

Dito nell'occhio

SI DICE CHE...

il nuovo capo reparto della linea montaggio abbia studiato e applicato un nuovo sistema di relazioni umane o coi suoi dipendenti ( pare anche con esito positivo! ). Questo sistema consisterebbe in sorrisi, parolette gentili, un bel discorsetto e... mi può imprestare 5.000 lire?

Parecchi ci sono cascati e hanno poi atteso invano la restituzione dei soldi prestati ; qualcuno, stanco di attendere, ha informato la Direzione. Inchiesta, indagini, interrogatori si sono susseguiti con ritmo notevole.

Risultato: il nuovo capo reparto è sempre, indisturbato, al suo posto di lavoro, e probabilmente continuerà a fare sorrisi, discorsetti e a dire, con impagabile faccia tosta : me le presta 5.000 lire?

CORRE VOCE CHE...

per sole L. 1.800 il super-attivista uillino Di Marino vi può fornire di una serie completa di fotografie... pornografiche.

Che la corrente sindacale UIL fosse una corrente per burla, lo sapevamo, ma che un suo attivista passasse dal comico all'osceno è cosa veramente nuova per noi, e poco simpatica per tutti.

LAVORATORI !

Partecipate al pre-congresso

C.G.I.L. del 19 nov. 1955 alla casa del Popolo

38° Anniversario della rivoluzione continuazione dalla pag. I tutta l'opera creativa sociale è svolta nell'interesse collettivo, dà l'assoluta certezza di un avvenire sereno. Molti popoli, trascinati da tali esempi si sono affiancati a questa grande Nazione. La Cina e i 'paesi Balcanici sono ora sulla strada del socialismo.

Che dire in contrapposto degli stati imperialisti? Non è possibile parlale dell'America senza parlare di guerre, di occupazioni, di bombe atomiche o H. Che dire dopo 10 anni di politica italiana?

Si possono fare paragoni tra i risultati degli uni e degli altri? I nostri politicanti è tempo che abbandonino la loro fallimentare politica e stabiliscano relazioni e contatti commerciali e culturali con i paesi del socialismo. Ed è nella speranza di una nuova politica che tutti i lavoratori guardano con fiducia e simpatia alla Nazione Socialista e che assieme ad essa festeggiano questo anniversario.

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2 FABBRICA SUL LAMBRO

Siamo disposti a lottare per

gli arretrati mensa

L'indennità mensa sulle ferie, le festività nazionali o infrasettimanali, sulla gratifica natalizia ecc. è un diritto dei lavoratori e come tale ci spetta quindi pienamente.

Il problema dell'obbligo della corresponsione degli arretrati della indennità mensa da parte del padronato è problema nei suoi termini giuridici e contrattuali, chiaro e risolto; non vi sono dubbi, nè ambiguità. Il fatto stesso che in molte aziende gli arretrati di tale indennità siano già stati corrisposti da parte di industriali, restii e sordi a riconoscere i diritti dei lavoratori, anzi, pronti, se vi fosse la possibilità, a negarli, conferma a oltranza la giustezza della richiesta, la ragione dei lavoratori.

Non va mai dimenticato che anche l'osservanza dei diritti più elementari, non solo di quelli giuridicamente sanciti, ma anche di quelli acquisiti alla pratica e alla coscienza democratica, deve essere sempre imposta al padronato dai lavoratori con l'agitazione e talora con la lotta. Il padrone non è mai disposto a riconoscere nulla; e quando vi è disposto spontaneamente è perchè sta attuando la politica della carota (dopo o prima di quella del bastone): insidia dunque contro i lavoratori e premessa a dividerne la compattezza e indebolirne le capacità di. lotta.

Perciò noi respingiamo ancora come rinunciataria e collaborazionista la posizione ottenuta da taluni rappresentanti della UIL e della CISL che vorrebbero far credere che la soluzione del" rimborso degli arretrati della indennità mensa maturi da sè, senza l'intervento attivo e deciso degli operai. Perciò noi respingiamo ancor più categoricamente come anti-operaia e corrompitrice la posizione assunta dagli stessi rappresentanti, che vorrebbero far credere che le L. 27.000 che spettano gicl ogni lavoratore dell'Innocenti non siano un diritto, una spettanza già guadagnata col lavoro, ma quasi una concessione padronale, la cui corresponsione richieda diplomazia, pazienza e tatto (e mettiamoci anche gratitudine) nelle trattative con la Direzione.

No! Gli arretrati ci spettano di diritto e dobbiamo ottenerli, senza rinvii inutili e ritardatari, quanto prima, perchè già troppo si è aspettato!

Si spiega così perchè i rappresentanti della CISL e della UIL nella Commissione Interna sono tiepidi e incerti; trascinati dalla realtà delle cose a intraprendere trattative con la direzione, delle quali non hanno nè la coscienza, nè la convinzione, assumono atteggiamenti deboli, strani, burocratici. Sono disposti ad ascoltare l'opinione della Direzione che le trattative vanno rinviate a più tardi dopo che sulla questione si siano pronunciati gli organi competenti romani (ma quali? e perchè altre aziende non hanno aspettato?);- in tal modo sembra che si acceda al pensiero della Direzione che gli arretrati siano una concessione per i lavoratori. Non deve essere accettata per buona quindi l'opinione che bisogni ritardare o rinviare le trattative;

MILANO

gli arretrati debbono essrci corrisposti senza lungaggini.

Noi tutti ormai abbiamo capito queste cose; dobbiamo- essere coscienti dei nostri diritti, dobbiamo muoverci unitari e compatti per reclamarne il rispetto integrale; dobbiamo costringere Innocenti e la Direzine a prendere atto di tali diritti.

Siamo disposti a lottare; sappiamo che la via da percorrere è dura; sappiamo che il padrone non cede facilmente e che dobbiamo essefe decisi e uniti; in nome di questa forza e unità chiediamo che il problema venga risolto immediatamente.

Costituiamo la Sezione Sindacale di Azienda

Uno dei problemi organizzativi che sta al centro della nostra attenzione, e che deve essere motivo di un serio dibattito, nei congressi di fabbrica, di lega ed al Congresso Provinciale è la costituzione in ogni fabbrica della « SEZIONE SINDACALE DI AZIENDA ».

Partendo dalla costatazione che la base fondamentale della nostra organizzazione è l'azienda, dobbiamo quindi combattere ogni tendenza alla spontaneità nel lavoro, ma lavorare con una prospettiva che assicuri garanzia e continuità alla nostra azione.

sopratutto _necessario che i lavoratori organizzati nel Sindacato abbiano a sentirsi più parte integrante dello stesso, cioè non sentirsi come dei semplici iscritti, ma degli associati di una organizzazione classista che ha dei precisi compiti da assolvere nell'interesse comune di tutti i lavoratori.

Sfondiamo una porta aperta, quando asseriamo, che i problemi essenziali cui siamo chiamati a risolvere nascono nella fabbrica, poichè proprio nella fabbrica sorgono quei contrasti determinati da opposti interessi di classe tra datori di lavoro e lavoratori, cui caraterizzano le lotte sindacali, sociali e politiche.

Perciò l'esigenza, la necessità di costituire in ogni fabbrica la «SEZIONE SINDACALE DI AZIENDA » la quale oltre a permettere un notevole riavvicinamento tra i lavoratori ed il Sindacato, consente di conoscere meglio l'ambiente produttivo, !lavoratori non potranno che accogliere favorevolmente, la creazione di questo organismo sindacale nell'azienda, in quanto il suo funzionamento è premessa di un ulteriore sviluppo e potenziamento della nostra organizzazione sindacale unitaria.

CISL e UIL contro gli aumenti salariali continuazionerdalla pag. I

Ci è doloroso constatare che l'attuale maggioranza, CISL - UIL in C.I. prenda la stessa posizione della Direzione per fare trattative separate, anzichè difendere l'organismo unitario che rappresenta tutti i lavoratori.

Vogliamo a questo proposito far notare alla maggioranza attuale della nostra C.I. che in tutte le fabbriche dove esiste una stretta collaborazione fra le correnti sindacali è molto più facile vincere le battaglie, facendo trionfare quella giustizia sociale, che i lavoratori di tutto il mondo attendono.

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Nelle fabbriche si lotta per le libertà

La bella vittoria sindacale ottenuta dai lavoratori della Pirelli prima e da quelli dell'Alfa Romeo poi, ha fatto certamente masticare amaro il padronato italiano.

Gli sforzi fatti dagli industriali per ottenere delle C.I. manovrabili e ligie ai loro voleri, sono crollati dinanzi alla volontà ferma dei lavoratori.

A nulla sono valsi tutti i sopprusi adoperati; l'intervento sfacciato dei dirigenti, capi reparto e capi ufficio durante la campagna elettorale; a nulla è valsa la propaganda svolta con manifesti, volantini, lettere alle famiglie o deposte sulle scrivanie degli impiegati; a nulla è valso il frazionamento dei seggi elettorali, una valanga di voti ha dato la vittoria alla lista unitaria della C.G.I.L.

Tutte le volte che apprendiamo notizie del genere, ci ricordiamo immediatamente di quanto è avvenuto nella nostra fabbrica: capi reparto e capi servizio che svolgevano propaganda per CISL e UIL, i 120 licenziati, le lettere minatorie ai dipendenti, la falsa propaganda delle commesse americane; tutto ci rammentiamo. Gli impiegati ri-

chiamati perchè non erano andati a votare, faceva sì che ognuno si sentisse controllato e si trovasse a disagio se intendeva votare contro ciò che gli era stato indicato di fare. Quanto cí è costato il risultato di quelle elezioni! Tolte le libertà, tagli di cottimi, richiami ad ogni piè sospinto, controllati dalle guardie al Cral o al gabinetto; stiamo subendo una situazione che abbiamo voluta.

Come è diverso in quelle fabbriche dove i lavoratori lottano contro la tracotanza padronale! Conquistare la C.I. è il primo passo per ogni lavoratore. I lavoratori della Innocenti sono lieti nell'apprendere queste belle e grandi vittorie, e rinfrancati nell'aver visto quello che è possibile ottenere si preparano fiduciosi per raggiungere un'altra bella vittoria da affiancare a quelle della Pirelli e dell'Alfa Romeo.

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Ci comunicano e pubblichiamo: Cerchiai Milton, la cui professione, come tutti sanno, è di Segretario del Direttore d'officina, è anche rappresentante di « Casa nostra > che ha per motto: tutto l'occorrente per la casa moderna. Da lui o dai suoi sub-agenti, sparsi in tutto lo stabilimento, si possono immediatamente avere con le più larghe facilitazioni di pagamento: frigoriferi - televisori - macchine da cucire ultimo modello Borletti, aspirapolvere ecc. ecc.

Egli fa pressione verso gli iscritti (particolarmente attivisti) della corrente sindacale UIL perchè comprino da lui e accorda la sua benevola protezione al sindacalista uillino che diventa suo solerte sub-agente di vendita. Il comunicato; nella sua laconica semplicità, è anche veramente molto chiaro, perchè incornicia molto bene la figura di questo politicante da strapazzo, che, non contento di cambiar bandiera ad ogni mutar di vento, ora fa pure il commerciante di elettrodomestici e si vale del-

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la sua posizione nello stabilimento per fare pressione e' accordare protezione a tutti coloro della sua corrente sindacale che gli vengono a tiro o per ambizione si prestano. A noi, che da tempo lo conosciamo, tutto ciò non desta eccessiva meraviglia e non avremmo, probabilmente, dato molto peso alla notizia, se essa riguardasse lui solo e la sua persona. Ma essa riguarda anche la Direzione che deve sapere (se non lo sa già) a quale persona essa ha affidato mansioni di particolare fiducia.

Riguarda anche gli iscritti (in buona fede) alla corrente sindacale UIL perchè conoscano meglio il fondatore spirituale della loro corrente alPInnocenti e l'attuale consigliere dei dirigenti della corrente stessa.

Era nostro dovere e l'abbiamo compiuto; alla Direzione aziendale e agli iscritti della UIL il compito di trarne le indispensabili conclusioni.

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FABBRICA
3
SUL LAMBRO

I lavoratori chiedono maggior sicurezza e tranquillità sul lavoro

Occorre esaminare più a fondo le carte degli infortuni

In meno di un mese due gravissimi infortuni, tanto gravi da pregiudicare definitivamente le capacità lavorative di quegli operai che ne sono rimasti vittima, sono accaduti nella nostra fabbrica; entrambi sono successi nello stesso reparto: lo stampaggio. I nostri dirigenti, atteggiando il viso a doloroso rincrescimento, ci diranno certamente che la direzione non ha colpa alcuna per quanto succede, avendo essa studiato ogni minimo dettaglio particolare tecnico da inserire nel generale processo produttivo, quindi tecnicamente è a posto; moralmente e ancora 'più a posto perchè ha cercato di elevare l'operaio alla funzione di collaboratore della Direzione (vedi e relazioni umane »). Essi, anche oggi come in passato, ricercheranno il motivo del susseguirsi degli infortuni nell'apatia e nell'indolenza dell'operaio, nella sua disattenzione o, se non trovano scuse migliori, nella fatalità. , Queste sono le scuse addotte fino ad oggi da Innocenti e la sua direzione sono anche pressapoco le scuse che adducono tutti gli industriali italiani, quando si prospetta loro i gravi pericoli- a cui giornalmente sono esposti gli operai che lavorano nelle loro fabbriche, per aumentare iloro dividendi.

Problemi dei Rioni: Lambrate e Ortica

Uno dei problemi più pressanti di questi rioni è quello dei mezzi di trasporto che li uniscono agli altri rioni della città.

La situazione non è delle più soddisfacenti, anche per le ?notte migliaia di lavoratori che vi affluiscono giornalmente. I capolinea dei tram urbani sono sistemati fuori della cerchia ferroviaria che divide la Città Studi e la località di Viale Argonne dalla zona industriale. Ne consegue che coloro che debbono recarsi al lavoro in Lambrate, una volta giunti al capolinea del loro tram, sono costretti a usare la linea M che li porti dalla Via Valvassori Peroni e da Viale Argonne nel cuore della zona industriale di Lambrate; si aggiunge così la spesa di una nuova corsa al già magro bilancio familiare dei lavoratori. Si può eliminare questa spesa, ma occorre allora sobbarcarsi il peso fastidio non indifferente di fare oltre un chilometro a piedi, cosa non simpatica specie coi rigori della stagione invernale.

Da qui l'obbligo nostro di richiamare l'attenzione delle maestranze e della direzione Innocenti sul problema.

L'azione coordinata della opinione pubblica del rione, che si esprime tramite le Consulte Popolari e le Commissioni Interne delle fabbriche, si concreterebbe in un miglioramento della situazione attuale. Un prolungamento delle linee O ed E fino in via Pitteri agevolerebbe gli utenti delle zone servite dai due autobus che debbono recarsi al lavoro nel nostro rione. La M potrebbe essere soppressa, mentre la D, prolungata per via Pitteri potrebbe coprire l'altro tratto della M e riallacciarsi al suo percorso normale di Via V allazze.

Questa è una proposta che a suo tempo fu, in altra forma, inoltrata alla Azienda Tranviaria. Sarebbe il caso di ritornare sull'argomento con la collaborazione dei nostri lettori, dai quali ci attendiamo consigli e proposte. Se sarà necessario ci faremo promotori, come redazione del giornale, di tutte quelleiniziative che possano facilitare la soluzione del problema.

Le organizzazioni Sindacali hannq già da tempo richiesto l'inclusione di nuove misure precauzionali nel codice infortunistico, ma senza risultato alcuno, anzi, il numero delle disgraie è aumentato in questi ultimi tempi in misura veramente notevole.

A un recente convegno di studiosi di problemi sociali, discutendo' questo, pro, blema, si è convenuto che le condizioni sociali e materiali in cui vive e' lavora l'operaio hanno grandissimo peso nell'aumento o diminuzione della percen' tuale infortunistica. La pesante situazione economica in cui versa il nostri) paese non può non preoccupare l'operaio; se si aggiunge la minaccia della disoccupazione che ossessiona chi la•L vora in fabbriche tipo Innocenti, la paga non sufficiente a soddisfare i più indispensabili bisogni dell'operaio e della sua famiglia, le impressioni di capi a loro volta pressati dalla Direzio: ne, le minacce, le intimidazioni, l'abolizione delle libertà più sacre come di parola e libera discussione, l'ingordigià

della direzione che vorrebbe spremere tutto quando le è possibile da ogni singola, operaio ecc... non è questo il mezzo migliore per creare nel lavoratore uno stato d'animo di serenità e tranquillità. Quella serenità e tranquillità necessarie perchè egli possa con piena attenzione e coscienza accudire al suo lavoro.

Noi bastano, sig. Innocenti, i vari cartelli indicatori e le varie scritte previdenziali; occorre cambiare metodo e sistema; e non ci venga a, raccontare di essere all'oscuro di tutto. E' questa tina Vecchia storia a cui neppure più un bambino crederebbe.' Se è sufficiente per lei, per la tranquillità della sua coscienza, dare un posto in un magazzino all'infortunato o poche migliaia di lire alla famiglia del morto, ciò non soddisfa affatto i suoi dipendenti. Essi dimostreranno, con la loro forza e campattezza, che non si può comandare o governare con la prepotenza e il terrore, ma che occorre comprensione e umanità.

I metodi del sig. Montibelli

le intimidazioni e le minaccie

Continua da parte del sig. Montibelli l'azione intimidatoria; di richiamo di lavoratori perchè esprimono le loro opinioni sindacali e politiche, nell'atrio mensa, fuori dell'orario di lavoro, intimandogli di desistere con minaccie di licenziamento; «Questa è la libertà come la intende il sig. Montibelli. » Ma sappia che i lavoratori non dimenticheranno facilmente questo comportamento.

Veniamo ora all'ultimo fatto intimidatorio:

Giorni or sono dopo l'orario di lavoro una delegazione di alesatori turnisti del reparto meccanico, portava in Commissione Interna una mozione firmata all'unanimità con giusta richiesta di aumento 'di salario per la propria categoria, non ritenendosi equamente retribuiti.

Davano mandato alla Commissione Interna di presentarla in Direzione e con essa esaminarla per il suo giusto riconoscimento.

Passati dieci - giorni circa dalla data di questa presentazione e non avendo ancora nessuna risposta, si formava nuovamente la delegazione (si noti bene, sempre dopo l'orario di lavoro) che si recava in C.I. per sapere a che punto stavano le trattative. Furono informati che la Direzione del Personale aveva preso contatto col Direttore del reparto meccanico per esaminare il problema e che avrebbe dato una risposta a giorni; la delegazione sollecitava questa risposta, riservandosi di esaminarla.

Lasciando il locale della C.I. la delegazione incontrava il sig. Montibelli (da qualche scagnozzo avvertito) che li esaminava uno ad uno in modo vergognoso e intimidatorio, sperando di farli desistere dal far valere i loro diritti.

Non si è accorto il sig. Montibelli che le cose cambiano su scala nazionale e internazionale? il sistema della politica di intimidazione e di forza è in fallimento, il governo Scelba lo ha usato contro il popolo lavoratore, ma esso l'ha portato alla sconfitta e alla definitiva liquidazione; la stessa cosa si è verificata su scala mondiale dove la politica di forza non è valsa a frenare ie forze della pace e della libertà; è proprio di questi giorni che a GINEVRA stanno discutendo per rendere più sta-

Mai come oggi la funzione delle masse popolari, fattore decisivo nello sviluppo storico, è così importante. Il popolo e prima di tutto gli operai diventano sempre più consapevoli della loro funzione e della loro importanza nello sviluppo della vita politica-economica del nostro paese.

I grandi industriali, nella caccia ai profitti, attuano la cosidetta e razionalizzazione» della produzione e perfezionano il sistema del supersfruttamento che costringe gli operai ad aumentare al massimo l'intensità di lavoro.

Uniti nella difesa dei vostri diritti

Naturalmente la classe operaia non può rassegnarsi a tutto ciò e sviluppa una lotta sempre più intensa e potente per la difesa dei suoi interessi di vita. Gli operai sono stanchi di attendere e lo dimostrano il numero degli scioperi ai quali giornalmente partecipano migliaia di lavoratori che .chiedono salari più alti, gli arretrati dell'indennità mensa, migliori condizioni di vita e di lavoro, comprese quelle del ripristino delle libertà nella fabbrica. Il possente slancio della lotta negli scioperi, prova la volontà indomabile della classe operaia nel difendere i suoi diritti.

non 'anno presa sui lavoratori bile e sicura la volontà di PACE di tutti i popoli del mondo, e per rendere più stabile quel clima di distensione su scala mondiale.

Da queste considerazioni sappia il sig. Montibelli che i lavoratori non si sono mai fermati anche davanti a ben più gravi difficoltà create dal fascismo, hanno lottato e saputo superarle; lottano e lotteranno in avvenire per conquistare sempre un migliore avvenire di libertà e di democrazia superando ogni ostacolo che troveranno sul proprio cammino.

Il sig. Montibelli si è già dimenticato del 1945? Anche allora furono i lavaratori che travolsero con la loro forza chi voleva tenerli schiavi proibendo loro anche la parola. Ora lei per ordini ricevuti o per eccesso di zelo vorrebbe ricalcare le orme dei gerarconi di allora; lo consigliamo a rivedere la sua posizione, ricordandogli che come responsabile dell'ufficio personale operai ha sempre a sua disposizione mezzi più socievoli ed umani per trattare con i lavoratori e aiutare con il suo comportamento a creare quel clima di distensione indicato su scala mondiale da tutti gli amanti della pace.

Direttore Responsab. LEONARDO BANFI

Redazione: via Conte Rosso, 12 - Lambrate, Milano. Autorizzazione Tribunale di Milano data 31-12-53

Tipografia N. PAGANI - Milano

Via Termopili, 10

Durante gli scioperi gli operai rafforzano sempre più la convinzione che la lotta può dar buoni frutti solo se si agisce unitariamente, con forza e combattività. In molte fabbriche si formano comitati per l'unità d'azione e si realizzano lotte unitarie dei vari Sindacati (questo sia d'esempio anche per la nostra commissione interna).

Nello sforzo di stroncare il movimento degli scioperi il padrone prende misure repressive contro gli scioperanti, ammonisce e punisce gli attivisti che orientano gli operai nella lotta e cerca di spezzare l'unità d'azione dei lavoratori con propaganda falsa e demagogica. I nostri padroni e i dirigenti dei sindacati scissionisti, tentano di convincere gli operai che la lotta per i miglioramenti salariali è priva dì fondo perchè tali miglioramenti porterebbero con sè un inevitabile aumento dei prezzi e quindi del costo della vita. Il carattere assurdo di questa teoria è chiaramente dimostrabile se si pensa che basterebbe diminuire i profitti degli imprenditori per non aumentare affatto i prezzi delle merci.

Una caratteristica particolare dell'attuale lotta della classe operaia, è il suo legame affettivo con la lotta di tutti i lavoratori per la pace e la distensione internazionale, poichè soltanto una politica di pace e la fine della corsa agli armamenti possono riflettersi favorevolmente sulle condizioni economiche degli operai.

Restiamo uniti, quindi, o lavoratori! Nell'unità completa di tutti noi, nella coscienza della sacrosanta giustizia della nostra causa, nella possente volontà di ribellione a secolari ingiustizie, sta la nostra forza e la nostra sicura vittoria.

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