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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI I Anno 2 - N.
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Indennità mensa
Ottob-e 19 5 -
con la guerra fredda Qualcosa di veramente nuovo si avverte da un po' di. tempo nella politica mondiale, i cui riflessi si faranno sentire presto, anche nel nostro paese. Il grosso fatto che determina questa atmosfera nuova è rappresentato da quello che ormai tutti definiscono come lo «.spirito di Ginevra ». Di questo va dato il giusto merito alla politica estera sovietica, paziente nell'attesa del momento buono per iniziare una costruttiva discussione; paziente anche nei momenti in cui dall'altra parte si giungeva all'acme della provocazione (vedi Formosa e minaccia 'di intervento armato in Indocina) e si ribadiva con parole e con atteggia. menti politici la propria cattiva volontà cli• avviare un dialogo. Ma va dato merito anche, ed in ,larghissima misura, al movimento di massa che intorno al problema della pace si è riuscito a creare ad opera dei partiti della classe operaia. Quando anni fa raccoglievamo firme peroranti il bando dell'arma atomica o l'incontro fra i quattro grandi ci si rideva in faccia. Oggi possiamo dire che tutto ciò non fu vano; è servito a smuovere le masse popolari, a creare un largo movimento di opinione pubblica che in definitiva ha premuto sui governanti fermi all'oltranzismo atlantico costringendoli a quel convegno di Ginevra che solo alcuni mesi or sono sembrava follia sperare. Una nota dissonante in tutto ciò è rappresentata dall'assenza di una iniziativa italiana che miri a rendere più concreto quello spirito di pacifica convivenza che comincia a delinearsi tra le due parti del mondo. Da parte del nostro governo non vi è stato alcun _atto che mostri che esso si sia accorto di quanto di nuovo è accaduto. Ciò appare tanto più evidente nel momento in cui perfino Adenauer, finora campione della politica atlantica, si è recato a Mosca per affrontare in una pacifica discussione i problemi della riunificazione tedesca. Mentre tutto ciò avviene che cosa fa il nostro governo? Crede proprio che l'Italia abbia molto da guadagnare da un ritorno alla guerra fredda? In verità vi sono nel nostro paese forze interessate al mantenimento di uno stato di tensione internazionale. Sono le forze della destra economica, i gruppi industriali che scorgono in ciò la possibilità di mantenete in piedi un clima da crociata anticomunista, clima nel quale più facile diviene la manovra antioperaia, più facile diviene l'instaurazione di un regime di supersfruttamento e di intimidazione all'interno delle fabbriche. E con queste forze sono anche quanti nella democrazia cristiana •si illudono di poter creare un nuovo 18 aprile, paventando che nella distensione internazionale diventi pres-sochè impossibile far risorgere il clima della « paura del comunismo ».
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ragi[azione si sta tramutando in lotta Chiara ed esplicita è la richiesta dei lavoratori della Innocenti per l'indennità di mensa sulle ferie, le festività nazionali o infrasettimanali, sulla gratifica natalizia o tredicesima mensilità e sul trattamento previsto in caso di malattia o di infortunio. Altrettanto chiara è la posizione presa dalla Direzione nel voler rimandare al più tardi e se fosse possibile non arrivare alla soluzione di tale problema, ignorando quanto deciso e riconfermato da numerose sentenze della magistratura, tra le quali alcune della Corte di Cassazione.. E siamo venuti così a parlare delle cose di casa nostra. Anche qui note in stridente contrasto sono le assicurazioni di lealismo costituzionale che Segni ci aveva dato allorchè formò il governo all'indomani della caduta di Scelba, mentre la provocazione contro i lavoratori non accenna a cessare all'interno delle fabbriche. Noi non abbiamo alcuna ragione per mettere in dubbio la sincera fede democratica antifascista del Sig. Segni. Ed allora? Sì tratta solo di residui del malcostume che Scelba aveva introdotto nel nostro paese? Si tratta solo di una certa debolezza del governo (debolezza che, comunque, sarebbe colpa) nei confronti di gruppi monopolistici pieni di nostalgie... scelbiane? Sarebbe spiegazione troppo semplicistica ed ingenua; in realtà in tutto ciò si rileva l'attiva e continua pressione che le, forze retrive del monopolio e del conservatorismo politico annidantisi all'interno della compagine governativa e del partito di maggioranza esercitano sulla politica del governo. A questa pressione i lavoratori di tutta Italia rispondono con scioperi e proteste. Alle provocazioni nelle fabbriche i lavoratori rispondono con grandiosi comizi e stringendosi gli uni agli altri in un unico e grande fronte operaio, non vi è forza che possa fermarlo quando esso è in movimento! E' la nostra forza, o lavoratori! E con essa noi obblighiamo il Governo a dare inizio a una politica nuova, politica di rinnovamento e di rispetto della costituzione, politica che il paese attende da anni.
I lavoratori sono stati costretti a scendere in agitazione e ogni giorno se ne discute nei reparti e al Cral formando capannelli attorno ai membri della C.I. Quello che è strano, alla Innocenti, è la posizione presa nella C. Interna dai membri della C.I.S.L. e U.I.L. i quali mettono sì dei comunicati sui giornali murali dove scrivono che essi e solo essi hanno posto il problema in Direzione, che si impegnano a battersi perchè le richieste dei lavoratori vengano accettate, ma che con i fatti e nelle discussioni con i lavoratori dicono chia-
ramente che è una cosa lunga, che questi soldi non ci spettano di diritto (detto dal signor Oriani della CISL al Cral il giorno 22-9 alle ore 12,50) che è inutile fare agitazioni poichè la soluzione di tale problema si risolverà da sè come le pere mature cadono dall'albero (detto dal sig. Mantegazza dell'U.I.L., presidente dell'attuale C.I.). A noi lavoratori non interessa molto sapere tramite comunicati se sia stata prima una corrente sindacale o l'altra a porre la proposta per la soluzione di questo problema in direzione, poi(continua in 3' pagina)
La scienza dei padroni ovvero "Relazioni umane„ Si sta applicando all'innocenti la scienza delle « relazioni umane » e i fatti che giornalmente succedono nell'ambito della fabbrica lo stanno a dimostrare con grande sufficenza. Esempi: taglio sistematico, continuo, dei cottimi, ma non collettivamente, bensì operaio per operaio, servendosi spesso dk,,l capo reparto come mezzo per ottenerlo; aumento di velocita alle macchine, aumento di velocità alla linea montaggio; diminuizione degli operatori con regalino sottomano di 10-20.000 lire come premio di devozione e fedeltà... (vedi rep. 12) ecc. ecc. È la politica del bastone e della carota, dello sfruttamento e del paternalismo; ma non è stata inventata dal Dottor Fasciano. Fu nel 1927 che si cominciò a parlare di relazioni umane. La cosa accadde quasi per caso: si era istituito alla « Western electric » di Chicago uno speciale reparto che doveva studiare la influenza dei fattori ambientali e fisiologici sui ritmi di lavorazione e sulla capacità produttiva. Si isolarono a tale scopo due gruppi di operai, uno tenuto in condizioni normali, l'altro in un ambiente in cui veniva
variata la intensità di illuminazione. il risultato fu che nessuna reale differenza di capacità produttiva fu possibile osservare fra i due gruppi: essa si era invece elevata per entrambi. Il risultato era sconcertante, ed ecco allora scienziati e psicologi alla ricerca di quale fosse il fattore che aveva permesso un tale aumento di rendimento, visto che esso non poteva venire ascritto al fattore ambientale. Dopo lunghi e complicati esperimenti si giunse a concludere che nessun altro fattore poteva trovarsi a giustificazione di un tale fenomeno oltre a quello umano, psicologico: gli operai avevano prodotto di più perchè si erano sentiti investiti di una particolare attenzione, si era messa in rilievo la loro personalità. • Da questo fatto, indubbiamente casuale, nasceva poi la dottrina dellle « human relations ». Ancora oggi una specie di alone mistico circonda presso scrittori americani questo fatto ricordato quasi come la nascita di una era nuova per ia società industriale; a noi importa però mettere in rilievo un fatto: non (continua in 2' pagina)