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Fabbrica Lambro16

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I .GIGANTI DELLA SOCIETÀ CAPITALISTA CONTRO UN' PICCOLO FOGLIO

La forza NUOVA VIOLAZIONE DELLE LIBERTÀ cei lavoratori

Non passa giorno, non passa settimana o mese, che alla Innocenti un nuovo sopruso. una nuova sopercheria si aggiunge a quelle che già i lavoratori hanno annotato sul libro della loro storia.

E ogni volta è la costitubione, le leggi che vengono calpestate, vuoi anche con la sospensione, come nel caso dell'operaio Branduardi, per essere stato colto con un giornale legalmente autorizzato sotto il braccio; come nel caso dell'operaio Beretta del Rep. 42 per avergli trovato alcuni numeri del «Lavoro» nel credenzino, vuoi perquisendo e interrogando in modo poliziesco, come è avvenuto per gli operai Adami, Rachelle ed altri da parte del capo delle guardie Crivelli perchè visti discutere fuori della fabbrica con uno degli operai licen7iati recentemente, il direttore di « Fabbrica sul Lambro», Banfi.

I lavoratori vedono e valutano questi fatti ma sanno anche legare l'anello di questi casi alla catena dell'azione più vasta che il governo Scelba-Saragat conduce contro i lavoratori in aperto appoggio al padronato, in difesa degli interessi delle caste più retrive e reazionarie del nostro paese. Sanno che i padroni non rispetteranno le leggi, la costituzione fintantochè vi sarà un governo che per primo offende e calpesta la democrazia esautorando perfino il Parlamento come il metodo adottato dal Governo per evitare la crisi dimostra.

Sanno anche però i lavoratori inquadrare questi fatti nell'azione più vasta, che l'oligarchia capitalistica e cosidetto « mondo libero» conduce contro i lavoratori di tutto il mondo, guidati dall'imperialismo americano.

Ma a differenza dei dirigenti dell'Innocenti che accecati dall'odio di classe non vedono che questi fatti, i lavoratori vedono anche un'altra realtà del mondo. E come sanno valutare questi fatti. sanno anche valutare le prospettive create dalla conferenza di Bandung, dove i rappresentanti di un miliardo e 400 milioni di uo mini dei paesi Afro-Asiatici si sono accordati per combattere l'imperialismo; dal trattato austriaco che ha significato la possibilità di soluzione dei problemi internazionali ancora controversi; del trattato (continua in 2' pagina)

Scelba è stato costretto a dimetters;: Avanti nella lotta unitaria per un nuovo governo; di Pace, di Libertà e di Progresso!

Falliscono il loro obbiettivo - Alla base dei soprusi la loro impotenza - Un possente movimento si sviluppa in tutte le Fabbriche e nel Paese - Oltre 400 abbonamenti a « Fabbrica sul Lambro » è la migliore risposta alla direzione

Un nuovo inqualificabile sopruso si e aggiunto alla ormai lunga catena, che la direzione dell'Innocenti ha perpetrato ai danni dei lavoratori e in spregio alle leggi italiane.

L'operaio specializzato Branduardi del reparto attrezzeria è stato .colpito con il massim o della punizione 3 giorni di sospensione, per essere stato colto (sentite quale grave mancanza) con alcuni numeri del nostro giornale « Fabbrica sul Lambro » sotto il braccio nell'atrio della mensa nel tempo di riposo a mezzogiorno.

Vi è chi pensa che queste cose avvengono e sono dovute alla loro forza, alla loro potenza, per cui non vi è « nulla da fare ».

Ma pensate un pò, amici lavoratori, questi signori, possessori di immense ricchezze, che nelle loro mani hanno tutto, che possono impunemente violare le leggi, perchè anche il governo è « il loro governo », che hanno alle loro dipendenze una polizia privata, che posseggono la stragrande maggioranza

dei mezzi di propaganda, che sono in definitiva « i padroni del vapore » questi giganti della società capitalista si accaniscono contro un piccolo foglio, contro un nano, contro un giornale scritto e impaginato da operai e impiegati.

Ma è questo forse indice della loro potenza? No! al contrario; tutto ci dimostra la loro impotenza il timore (per non dire paura) che essi hanno della classe operaia, ma dimostra anche che il goirnale dei lavoratori colpisce giusto, nel segno, che è un valido strumento dì denuncia e quindi di mobilitazione, di orientamento di guida dei lavoratoli.

Ogni sorta di sopruso è stato messo in atto per annullare il nostro giornale; e vari Lauro -- Fasciano e soci devono però amaramente constatare che hanno fallito il loro obiettivo.

Malgrado i violenti attacchi rivolti a « Fabbrica sul Lambro » ai diffusori, agli attivisti, esso continua ad essere diffuso, letto, e più di prima richiesto. Nuovi diffusori

e attivisti hanno sostituito i licenziati e non vi è dubbio altri ancora si schiereranno a fianco di questi.

Abbiamo detto all'inizio che un nuovo sopruso si è aggiunto alla catena ormai lunga; è noto a tutti da quali soprusi sia composta questa catena, e superfluo è rifarne la storia; è noto anche a cosa tendono queste sopercherie e violazioni delle libertà democratiche.

In primo luogo tendono ad aumentare lo sfruttamento, e quindi i loro profitti e di questo ne è prova l'aumentato ritmo di lavoro che essi hanno imposto in fabbrica at-. traverso l'intimidazione. Il loro obbiettivo più ambizioso è però quello di inginocchiare la classe operaia, che conseguentemente si batte per intaccare i loro privilegi, quello di annientare la classe operaia come forza organizzata.

NON STRONCHERANNO LA FORZA DEI LAVORATORI

Cari compagni lavoratori, non è bastato al signor Innocenti arrivare ad imporre, con 100 licenziamenti discriminati e col vergognoso ricatto della Commesse Nato -- che offende la dignità e l'indipendenza nazionale oltre a creare grave turbamento fra le maestranze --- il risultato che voi conoscete nelle ultime elezioni della C.I.; non gli sono bastati neppure i successivi licenziamenti, le minaccie, le sospensioni, i cambi di posto per placare il malcontento che serpeggia sempre più forte fra voi.

Il padrone ha voluto ancora recentemente estromettere dalla fabbrica il compagno Vinicio Franchini cd ora anche il sottoscritto, ritenuti colpevoli unicamente di essere al vostro fianco nella difesdei vostri diritti ed interessi e di non aver voluto sottomettersi alle prepotenze e alle pressioni padronali rimanendo militanti del Partito Comunista.

Voi sapete, cari compagni di lavoro, come basti farsi iniziatori

della richiesta che i membri della C.I. vi diano relazione del loro operato (com'è nel diritto democratico e nella stessa funzione della C.I. quale organismo che tutela gli interessi di tutta la maestranza) per essere sospesi dal lavoro.

Voi sapete, d'altro canto, come i « premi », gli aumenti di merito discriminati, ecc. non siano altro che il rovescio della stessa medaglia — cioè il sistema « del bastone della carota» — che il padrone vi propina al solo scopo di assog gettarvi ad un regime da caserma che gli consenta di arraffare sempre maggiori profitti, sfruttandovi di più calpestando i vostri diritti di libertà e di dignità sanciti dalla Costituzione Repubblicana.

Sono certo che ciò farà riflettere quelli fra voi che, ingannati dalle false promesse dei dirigenti della CISL dell'UIL, hanno contribuito in buona fede alla vittoria elettorale del padrone; so che essi stessi ora comprendono meglio chi è « papà Innocenti » e a che scopo (continua in 3' pagina)

I grandi industriali proprio perchè hanno l'acqua alla gola, vorrebbero ripetere l'operazione reazionaria del fascismo nelle fabbriche; non a caso l'attacco principale è rivolto contro le libertà, ma proprio da questo fatto emerge la loro debolezza. Quale ragione avrebbero altrimenti di eliminare ogni libertà, persino quella di poter leggere la stampa che i lavoratori preferiscono?

Se questo è vero, è anche vero che in ogni caso questi sono oggi i loro piani, per questo i lavoratori dell'Innocenti, come di tutta Italia, sono chiamati ad unirsi per portare avanti con maggior decisione. fiduciosi nelle proprie forze, la lotta per imporre loro il rispetto delle libertà democratiche, della Costituzione.

Un largo e possente movimento si sta sviluppando in tutto il Paese in difesa e per il rispetto delle libertà. La libertà è indivisibile, la storia e l'esperienza del fascismo, insegnano che non la si può togliere ad una parte sola.

Il popolo, i lavoratori, per esperienza propria, anche recente, sanno questo e perciò sapranno certamente, al di sopra di ogni concezione, ritrovare l'unità, condizione per battere le forze della reazione e migliorare le proprie condizioni di vita, a tale proposito dal 29 giugno al 2 luglio nel quadro dell'azione in difesa delle libertà si terrà a Milano per iniziativa della C.G.I.L. la conferenza nazionale su tale tema.

Anno - N. 5 Maggio 1955 - L. 10 I PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI -..-.....A Ir AP /i li or A or l i " I kh. 11 il f illir i i Pi
Lettera aperta del dirigente d'azienda M. Muneghina ai lavoratori La politica del bastone e della carota - l'appello ai colleghi dirigenti d'azienda

DAI REPARTI E DAGLI UFFICI

Punito perchè chiedeva una cosa giusta

CHI DEVE DIFENDERE LA C.I.

Interpretazione discriminata del regolamento po quell'impiegato; rn un primo tempo ha chiesto a tutti i suoi colleghi se aderivano; poi ha stilato l'elenco dei regali fatti e la spesa totale è stata suddivisa in parti uguali fra i precedenti sottoscrittori cosicchè ognuno è stato felice di sborsare L. 1.000 (ma tutto ciò è assai democratico).

Alcuni giorni addietro l'operaio Castellani veniva sospeso per un giorno perchè aveva raccolto firme sotto una petizione nella quale si chiedeva la possibilità per la C.I. di assolvere alla sua funzione, di parlare ai lavoratori. Questo è proibito, secondo la direzione: e il nuovo presidente della C.I. signor Mantegazza, non ha trovato una parola di difesa dell'operaio.

Ma allora perchè la direzione ha concesso a un impiegato di categoria di promuovere una sottoscrizione fra colleghi in occasione del matrimonio di un dirigente ACLI, precisamente dell'ing. Butta? Eppure ha perso non poco tem-

DAL IV CAPANNONE

SPORT CON LA CODA

Non è facile trovare una rivista che non dedichi qualche spazio delle proprie pagine in consigli per la pratica dello sport. Così anche noi, e Dio ci guardi dalle brutte imitazioni, intendiamo dare qualche consiglio su quella materia. Sarebbe doveroso, al fine di evitare a tutti gli « atleti » del quarto di incorrere nel dannosissimo «superallenamento » ridurre il percorso della « lunga marcia » che ogni giorno sono costretti a fare 4 volte, (portineria IV - VI - mensa e viceversa) e ripristinare la portineria prospiciente al capannone e ridurre così un pochino il percorso in modo che l'allenamento per i 5000 metri sia regolare, vuoi per i muscoli che per il fiato

In fatto di « coda » poi diremo che nonostante il progresso che si è fatto al IV non ci risulta che si sia entrati nell'ordine di idee di costruire un decente refettorio in loco per la distribuzione e la consumazione del pasto (e sarebbero altre 2 marce in meno). In attesa si propone di « tagliare » la coda che si forma alla mensa e che dura alcune volte oltre le 12,15, magari con l'immissione di altro personale da adibire alla distribuzione per renderla un po' più snella e veloce. Amen.

L. M.

La forza dei lavoratori

(continuazione dalla P pagina) jugo-sovietico che ha rafforzato il fronte della Pace. Ma sopratutto valutano la possente forza del mondo del lavoro che ogni giorno lotta guidato dalla classe operaia, in Germania come in America; in Francia. in Inghilterra come in tutti i paesi: sor retti in questa lotta dall'insopprimibile realtà costituita dall'Unione Sovietica, dal la Cina, da tutti i paesi che hanno distrutto per sempre lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Mentre i padroni brancolano nel buio i lavoratori vedono che la realtà della storia va avanti e non saranno nè Innocenti. nè Lauro, neppure Scelba a fermare questa marcia e il contributo dei lavoratori dell'Innocenti alla lotta del proletariato per accellerare questa marcia non mancherà. perchè sanno che tutto dipende dalla lotta che unito il proletariato conduce.

Quello che a noi però interessa è il sapere se il regolamento lo si applica solo quando si vuole e a chi fa comodo: se si applica per fatti politici o meno. Ci interessa e lo denunciamo, il fatto, all'opinione pubblica perchè si renda sempre più convinta di come agiscono i padroni.

La denuncia crediamo anche serva a coloro che votarono UILCISL a questi onesti lavoratori vorremmo far presente il fatto per dimostrare « lo strano » comportamento dei Mantegazza, Buffo e Oriani.

Forse la C.I. deve difendere dai soprusi padronali solo gli iscritti alla CISL-UIL?

O forse questi dirigenti sindacali di fabbrica non « possono » intervenire di fronte ai soprusi e alle discriminazioni padronali?

Già si sono assoggettati ad una precisa volontà del dott. Fasciano, quella di eliminare i contatti diretti fra la C.I. e lavoratori.

Come intendiamo proseguire nella loro funzione di membri eletti in C.I.?

Una chiarificazione per abrogare un divieto Ordini tassativi, vietato enetrare in fabbrica con gli ombrelli; queste le frasi del personale di sorveglianza a tutti i lavoratori con ombrello che entravano ai girelli. Si potrebbe a prima vista pensare che il divieto è giusto, giacchè per non far bagnare i lavoratori è stato costruito un apposito sottopassaggio che va dalla pensilina al CRAL, fino ai reparti.

Non ritenendo giusto un tale provvedimento, ne esponiamo il perchè.

Quando un lavoratore arriva in fabbrica con l'ombrello col quale si è riparato dalla pioggia, è costretto a riporre questo fradicio d'acqua assieme ai propri vestiti in uno strettissimo ripostiglio di ferro, con la conseguenza che alla sera, quando si recherà a rivestire i propri abiti, e riporre la tuta li troverà tutti bagnati, causa l'ombrello deposto la mattina. E' dunque più che logico che il lavoratore, quando si è cambiato d'abiti alla mattina si porti l'ombrello nel reparto per preservare i suoi vestiti.

Forse chi ha dato ordini per tale divieto non ha pensato a queste cose, e vorremmo ritenere dopo queste chiarificazioni che il divieto venga abrogato, per non trovarci nelle condizioni di dover denunciare un nuovo sopruso.

ACQUISTATE

Fabbrica sul Lambro presso l'edicola di Lambrate

I dirigenti della mensa colpiti da sordità?

LE TROVATE POMPOSE NON RIEMPIONO LO STOMACO

Acustica poco chiara oppure i dirigenti della mensa sono stati improvvisamente colpiti da sordità? Non ci sapremmo spiegare altrimenti il loro mutismo e quel che più conta la loro ostentata indifferenza di fronte alle continue proteste dei lavoratori per il vitto mensa. Proteste e lamentele che si sono andate facendo sempre più pressanti e insistenti. E' assolutamente impossibile voler ulteriormente ignorare le giuste pretese dei dipendenti per ottenere un vitto più adeguato e più umano. In questi ultimi tempi, non solo le razioni si sono andate assottigliando, ma la qualità delle stesse è andata sensibilmente peggiorando sino ad essere alle volte assolutamente immangiabile.

Il cosidetto menù, un insieme di nomi esotici e strani altro non è che una manipolazione di cattivo gusto. Non è certamente con trovate pompose ed originali che si riempie lo stomaco degli operai. Dopo ore di duro e pesante lavoro che richiede il consumo di molte energie, gli stessi sono costretti ad acquistare un pezzo di cioccolato per poter far fronte alle proprie inderogabili esigenze, alla soddisfazione delle quali avrebbe invece dovuto badare chi a tale compito è stato appositamente preposto. Questa situazione già di per sè insostenibile è vieppiù aggravata dal comportamento del Presidente della quale di fronte alle rimo-

stranze degli operai ha risposto queste testuali parole: « se non sei contento del vitto, perchè non mangi a casa tua? ».

Siamo spiacenti di dover far rilevare questa errata posizione del sig. Mantegazza ma è nostro preciso dovere rendere di pubblica ragione l'opinione di chi è preposto alla difesa dei lavoratori, poichè con questo suo comportamento protrae per le lunghe la soluzione di tale problema. Le deficienze del funzionamento della mensa non si rilevano soltanto negli aspetti del vitto, ma anche in quelli strettamente organizzativi. E' inammissibile che un operaio il quale ha a disposizione una sola ora, debba fare una coda di circa 20 minuti per ottenere la propria razione. Non solo ma si pensi pure in quali condizioni sia la stessa dopo circa mezz'ora che è stata levata dal fuoco. Cosicchè mentre i primi operai ritirano la razione alle volte ancora cruda per gli ultimi è addirittura ridotta a una poltiglia. La causa di questa deficienza è determinata dalla mancanza di personale in numero adeguato a svolgere le operazioni occorrenti alla bisogna. Chiediamo perciò, che venga posto fine a tale stato di cose, e che i dirigenti responsabili affron- c tino e risolvano questi problemi al a più presto; essi sono importanti z per i lavoratori, quanto quelli del- r la produzione lo sono per il signor P Innocenti.

rr II dito heti' occhio

Quale forza Sig. Montibelli

Qualche giorno addietro, questo signore invitava l'operaio Mornata a desistere dal distribuire il giornaletto di fabbrica pena il... declassamento.

Saremmo curiosi di sapere come l'acume di questo signore, può legare la distribuzione di un giornale legalmente riconosciuto dalle vigenti leggi e distribuito ai lavoratori durante l'ora di mensa con la capacità, o meno, di un ope raio nella sua produzione.

E poi ancora, ci scusi sà, Lei, è all'altezza di giudicare le capacità produttive di un operaio, o e già tanto sicuro del giudizio che il capo darà dietro sua sollecitazoine?

Non le pare di esagerare un pochino?

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Ultime notizie

Si sente dire ( dalle solite voci maligne) che essendo risultata la C.I. secondo la volontà d'oltre Atlantico, sono arrivati gli « aiuti economici ».

Infatti a conferma di ciò sta la costruzione già molto avanzata presso un cantiere navale della Toscana di uno « Yacht ».

Pare ( e sono le solite voci maligne che ci informano) che questo « Yacht » venga costruito per conto del sig. ing. Luigi Innocenti.

Dicono che anche questo è nell'interesse dell'azienda e quindi dei lavoratori; probabilmente alcuni dirigenti cislini e uilini faranno l'eco come lo fu per i licenziamenti.

Auguri e buone crocere!! !

Al reparto 12 si gioca a scaricabarile

Cara Fabrica sul Lambro, lasciaci insistere ancora, e sempre, perchè non siamo decisi a cedere, per i carrelli che non vanno al Rep. 12. Da fonte ufficiosa abbiamo saputo che l'ordine per costruire o riparare i carrelli si trova giacente presso il sig. Busaia, capo reparto della Manutenzione. Noi non sappiamo con precisione se sia questo il sordo che fino ad ora abbiamo chiamato in causa come responsabile dei nostri litigi e della nostra fatica. Ci informeremo meglio e se corrisponderà al vero ci ricorderemo di lui, per ringraziarlo alla prima occasione che verrà nel nostro reparto. E, se il compito per mettere a punto i carrelli vecchi e ostruire i nuovi, sarà di qualche ltro, ricordiamo a lui che ogni paienza ha un limite e che gli opeai ne hanno abbastanza di essere resi per il naso

Uu gruppo di operai del rep. 12

2 FABBRICA SUL LAMBRO

ATTIVITA DEL CRAL

Mietono allori i gruppi sportivi

MOTO C,LgIB PESCA

La stagione turistico-sportiva e iniziata.

Il giorno 19-5-1955 il nostro Moto-Club ha partecipato al Raduno Nazionale « Città di Milano ».

Premio biennale consecutivo ambito da moltissimi Moto-Club — e veramente magnigfico: TROFEO CITTA' DI MILANO.

Il bel Trofeo già dallo scorso anno ha fatto bella mostra di sè nella vetrinetta delle nostre Coppe in Sede. Per confermare lo spirito turistico e sportivo che anima il nostro sodalizio, l'impegno era di vincerlo definitivamente.

Siamo partiti con una lunga colonna di ben 145 Lambrette e 57 passeggeri che sfilando ordinatamente per le vie della città ha raggiunto, nonostante il tempo poco buono, Magenta, per il controllo.

Qui ci accoglieva una leggerissima pioggerella che però non ha per nulla importunato il nostro bel gruppo di motociclisti che ordinatamente riprendeva la via del ritorno per Milano, verso la Sede del CRAL Vigili Urbani.

La bella manifestazione e la numerosa partecipazione dei nostri Soci ha così contribuito, nel totalizare 41.900 punti a conquistare definitivamente il TROFEO.

Il lungo cammino percorso dal Trofeo, da Moto-Club a Moto-Club ora è nostro, e ne siamo orgogliosi. Il giorno 22-5-1955, dopo la vittenia del Raduno Nazionale Città di Milano, si è iniziata la stagione turistica. Meta dela gita era la narcisata in Valbrona. Hanno partecipato 110 soci i quali hanno espresso la loro contentezza nell'aver passato una bella giornata nella Valbrona, amena ed incantevole.

Nell'andare, passando da Arcore, il nostro Moto Club ha partecipato ad un Raduno organizato dal locale Moto Club vincendo così il quarto premio ed altri premi. Anche andando in gita il nostro Moto Club miete allori.

TAMBURELLO

Anche questa attività comincia a farsi onore. Infatti, dopo alcune partite amichevoli, domenica 5 giugno la nostra squadra partecipava ad un torneo a Brembate (Bergamo) qualificandosi al secondo posto. Posto ambito, tenendo in considerazione che partecipavano le migliori squadre di Milano, Brescia, Bergamo e la squadra campione d'Italia che è il CRAL della Dalmine. Nel torneo la nostra squadra ha avuto la soddisfazione di battere i campioni d'Italia, con la speranza di diventare pure essa in un domani.

Il 15-5-1955 al Laghetto Redecesio è stata indetta una gara di giovani lenzatori. Hanno partecipato 32 figli di dipendenti e per non rimanere indietro degli allori mietuti dai loro padri hanno fatto man bassa di premi. Infatti hanno vinto il secondo premio come rappresentanze. Il figlio del nostro Albertario ha preso il premio per il pesce più grosso pescato. Il 1.o, 4.o, 6.o, 7.o, 8.o, 9.o e 10.o premio nella classifica individuale. A quanto pare questi giovani lenzatori promettono bene.

Il 22-5-1955 entrano in gara i grandi. Infatti i nostri pescatori nel numero di 25 partecipano al Trofeo città di Milano svoltosi all'Idroscalo. Come società vincono una targa e 2 medaglie, mentre individualmente il nostro Marcato Giuseppe vince un premio dell'ENAL provinciale, mentre Tosato Emilio classificandosi al secondo posto vince una cannalancio. Successo lusinghiero pensando allo schieramento di tutti i pescatori della provincia.

Domenica 5 giugno 1955 i nostri pescatori, dopo le precedenti affermazioni in campo agonistico, si sono concessi una gita turistica, ma sempre però armati di canna per non dare pace ai pesci. Infatti

t bassa la paga e le tute costano

Ne venga assegnata una annua a carico della direzione

Si sa, il guadagno degli operai è appena sul ficente per soddisfare il minimo indispensabile loro e delle famiglie per cui ogni indumento viene sfruttato al massimo e cioè quando una maglia, una camicia è logora e non più usabile dopo il lavoro la usano quale indumento di lavoro.

Questo pare non sia più possibile; infatti già alcuni operai sono stati fermati ai girelli dalle guardie ed invitati ad indossare la tuta per entrare nei reparti.

« Signori operai » come qualcuno tempo fa disse « dove va a finire la dignità dell'azienda altrimenti ».

Signori della direzione rispondiamo noi, se volete che nella fabbrica tutto sia « perfetto »!?! e gli operai tutti in tuta e non con tutti i tipi di indumento indosso perchè non assegnate una tuta gratuita all'anno anzichè costringere gli operai a sottrarre al loro già magro bilancio familiare altri quattrini

Lavoratori della INNOCENTI per gli acquisti chiedete al vostro CRAL

40 soci, a mezzanotte di sabato, su un confortevole autopullman, sono partiti alla volta di Mantova in modo che all'alba erano già sulle rive del Mincio per far stra-. ge di pesci.

FILODRAMMATICA

fiat flugusta per flligtista

Davanti ad un foltissimo pubblico che gremiva la sala del Teatro Litta, la sera del 18 maggio scorso la nostra Filodrammatica, con la rappresentazione della « Menica » di Niccodemi, ha terminato il programma di questa stagione 1954' 1955.

Questa volta, avvalendosi di un regista e di alcuni attori di provata esperienza, la compagnia ha dato del suo meglio, riscuotendo gli applausi del pubblico sia a scena aperta che al termine di ogni atto. La direzione del gruppo filodrammatico sta preparando il programma per la prossima stagione con il proposito di sempre più migliorarsi e nell'accontentare sempre più le esigenze del nostro affezionato pubblico che speriamo sia sempre numeroso.

perchè a voi fa comodo così.

In fondo con i miliardi che accumulate sul lavoro degli operai e impiegati sono ben misera spesa per voi l'acquisto di una tuta co me già a suo tempo il nostro giornale ha richiesto.

Fate i vostri acquisti di calzature da

FERRETTI MARIO

MILANO

Viale Montanaro, 35

RISPARMIERETE

Fatevi rilasciare il buono dal CRAL

Lettera aperta ai lavoratori (continuazione dalla P pagina) miravano i « disinteressati » appelli dei dirigenti scissionisti a votare contro il sindacato unitario.

Il prolungamento, poi, a 10-11 e persino 12 ore dell'orario di lavoro, se è vero che in parte serve ad arrotondare il troppo magro salario, e pur sempre una mostruosità perche voi avete diritto, lavorando 8 ore e non più, ad una paga che assicuri a voi e alle vostre famiglie un tenore di vita molto migliore.

Il prolungamento del normale orario di lavoro vi rende schiavi della macchina, vi costringe a impiegare senza risparmio ogni vostra energia fisica e intellettuale, a lungo andare vi abbrutisce, accorcia la vostra esistenza.

Infine, quei pochi soldi in più, così duramente pagati, vi privano di una delle più grandi conquiste del movimento operaio, per la quale tanto sangue e lacrime hanno versato i nostri padri: la conquista delle 8 ore!

Non sarà tuttavia con questi metodi che i capitalisti riusciranno a stroncare la forza immensa dei lavoratori perchè essi hanno la coscienza che questa forza irresistibile risiede nella loro unità.

Sono certo che voi, lavoratori della Innocenti, saprete rafforzare la fiducia in voi stessi e la vostra unità, perchè appartenete alla grande famiglia dei lavoratori che in Italia e in tutto il mondo avanza realizzando i grandi ideali del Socialismo.

Nel lasciare il mio posto di lavoro, voglio particolarmente, rivolgermi a voi, colleghi dirigenti d'azienda: nel clima determinato dal loro dominio i grandi capitalisti vi spingono a rinunciare alla vostra dignità morale, alla vostra professione, per trasformarvi, a poco a poco, in aguzzini degli operai.

Voi, colleghi dirigenti. non avete sacrificato tanti anni di studio e non siete stati assunti per assolvere all'umiliante servizio di guardiaciurme: perciò io vi esorto a difendere la vostra elevata funzione produttiva e sociale, la vostra stessa professione, il patrimonio di esperienze e di capacità che avete acquisito con lo studio e col lavoro; voi troverete al vostro fianco — in questa azione — gli operai e tutti i lavoratori.

Nell'inviare a voi tutti, cari compagni e colleghi di lavoro, il mio affettuoso saluto e gli auguri più fraterni per voi e per le vostre famiglie, vi esorto ad essere uniti e sempre più stretti attorno alle nostre organizzazioni dei lavoratori, nella grande famiglia della C.G.I.L., oggi più che mai alla testa dei lavoratori italiani nella lotta per la difesa delle libertà democratiche nelle fabbriche, per la salvaguardia delle C.I., contro il supersfruttamento, contro il ricatto delle commesse americane ,in difesa dell'indipendenza nazionale. M. MUNEGHINA dirigente d'azienda

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Lia beffa delle teorie del Dott. IVI. Fasciano

RIPRESENTA COSE SCRITTE DIECI ANNI FA

Ci scusiamo per involontario errore - La teoria delle "relazioni umane„ vecchia quanto lo zio Sam d' America - l' concetti della relazione del dott. Fasciano copiati da un libro uscito nel 1946 in IV edizione

Il salone delle conferenze risuona dei più illustri nomi del mondo industriale; non pochi sono anche gli stranieri convenuti nella nostra città in occasione di quello che è un avvenimento internazionale che ogni anno si ripete: la Fiera di Milano. Ed è appunto nel salone delle conferenze della Fiera che le personalità del mondo industriale sono convenute. Si tiene il « II Convegno Nazionale per le relazioni umane nell'industria ».

Senza dubbio sono questi argomenti di grande importanza (non a caso il calendario delle attività della Fiera ha consacrato una giornata a tali temi); alcuni studiosi in materia si apprestano a sviluppare il frutto dei loro studi per insegnare ai datori di lavoro, ai direttori del personale, come dirigere e come trattare i lavoratori.

Uno di questi ideologi è il dott. Mario Fasciano; « cosa mai dirà nella conferenza », ci siamo domandati; forse spiegherà come ha aplicato le sue teorie sulle « relazioni umane », sulla « collaborazione e produttività » alla Innocenti dove è il direttore del personale. (In proposito, è stato fatto anche in fabbrica un corso per capi su questo tema).

Ma continuiamo: dicevamo, uno degli oratori è il dott. Fasciano, il quale da competente sviluppa la sua relazione: brillante, chiara. Parlava come un libro stampato, e ha sviluppato una serie di argomenti veramente interessanti (già sul precedente numero ce ne siamo occupati e lo faremo ancora nel prossimo numero).

Si sa, noi siamo degli incolti e con tutte le parole difficili dette non è facile ricordarle ed assimilarle, per cui dato l'interesse che gli argomenti avevano suscitato, (tant'è che i convenuti rimasero a bocca aperta e applaudirono per lo sforzo che senza dubbio il dottor Fasciano aveva fatto per studiare ed elaborare simili argomenti) ci fornimmo dell'opuscolo contenente la relazione; stampato (anche questo a riconoscimento dell'opera compiuta) a nome e con tanto di stemma dell'« Istituto Studi sul Lavoro ».

Ci siamo procurati questo opuscolo per poter leggere nuovamente la conferenza, anzi, studiarla.

Ed infatti leggiamo: ecco siamo a pag. 9, riga 30:

« a nostro modesto avviso le relazioni disciplinari vanno intese in senso bilaterale, in quanto, mentre gli inferiori devono sentire subordinazione, rispetto e pieno riconoscimento della posizione gerarchica del superiore, da parte di questo ultimo deve esserci rispetto e riconoscimento della personalità umana dell'inferiore ».

Strano... ma aueste cose ci pare ril averle già lette, o forse ci confondiamo. Comunque andiamo a vedere per dissipare questo ingrato dubbio.

Dopo un'a,.curn+-, Inda gine scoorla In o un libro dal titolo «Il cono rir -,ienda industriale ». scritto cl' Francesco Mauro che fu commis-,a rin della. Preda. uscito in all'Irta edizione nel 1946.

Ci siamo detti subito: impossibile che Fasciano dica cose già scritte 10 anni fa. In ogni modo

PRECISAZIONE DEL flAbill

Egregio Direttore, seguo con attenzione il giornaletto « Fabbrica sul Lambro » e nella colonna « Ultime Notizie » del n. 4, ho letto un trafiletto che invitava il Consiglio di Amministrazione del F.I.A.M.L.I. a cambiare la convenzione di Alassio, poichè diverse erano ormai le lamentele giunte.

leggiamo... tò, a pag. 353, cap. 5 (Leggi sulla Direzione), prima riga, ci sono scritte le stesse cose con le stesse parole dette da Fasciano.

Bè, forse sarà una pura coincidenza; mettiamo da parte il libro e continuiamo a leggere l'opuscolo. Siamo a pag. 10, riga 6, poi andiamo avanti, riga 12, strano... riandiamo a vedere il libro del Mauro, pag. 358, riga 15, sono scritte le stesse cose; il dubbio diventa più forte e da questo momento inizia il confronto.

Scrive il Fasciano a pag. 10, riga 21:

« Per quanto riguarda le sanzioni disciplinari, il direttore del personale avrà cura che ogni infrazione alla disciplina aziendale vada punita con prontezza. Diceva in proposito il Beccaria che... (qui cita il Beccaria) e continua,: naturalmente al colpevole deve essere sempre data la possibilità di presentare le sue giustificazioni, circondando il giudizio di quelle forme e garanzie che ne assicurino equità e ponderatezza ».

Sfogliamo il libro del Mauro, e a pag. 363, cap. 5, troviamo scritte le stesse identiche cose.

E' così di seguito a pag. 13 dell'opuscolo di Fasciano; troviamo le stesse cose con le stesse parole scritte dal Mauro a pag. 174, 175. 176, cap. 5. Non continuiamo oltre, la beffa è palese.

Ma allora, questo signore presentato con gran pompa a tutte quelle illustri persone, non ha fatto altro che ripetere nella sua relazione cose scritte 10 anni fa. Ci ritorna alla mente la storiella cinese di quell'asino che addentratosi nella foresta fu temuto e rispettato finchè non aprì bocca.

Come tutte le favole, anche que-

sta ha una morale: dobbiamo proprio tirarla noi, dott. Fasciano?

Ci dobbiamo quindi scusare per il nostro involontario errore, la polemica non andava fatta con lui; non è il dott. Fasciano l'ideologo delle teorie delle « relazioni umane » e l'esposizione fatta alla Fiera non è come suol dirsi « farina del suo sacco ».

Ora è più comprensibile il perchè mentre il Fasciano nella relazione afferma... « Roma » nell'azienda applica « Toma », si sa quando le cose son copiate non facile ne diventa l'applicazione.

Ma una considerazione ben più importante e seria che già rilevammo a conclusione dell'articolo precedente, è che simili teorie nella società capitalista in cui vi sono due classi antagoniste che si contrappongono per i differenti interessi da cui sono mosse, non sono che un mezzo per aumentare lo sfruttamento dei lavoratori in modo scientifico.

Simili teorie sono vecchie almeno tanto quanto lo zio Sam d'America da dove sono state importate e i teorici nostrani le ripresentano come loro, con l'intento di far penetrare la concezione della cosiddetta « collaborazione di classe » che è da loro intesa (e sono i fatti che lo dimostrano) a senso unico, a loro esclusivo beneficio.

Dobbiamo tirare le conclusioni?

Senza dubbio le migliori conclusioni le possono tirare i lavoratori: dal canto nostro possiamo dire a Fasciano « bocciato », « ripassi a ottobre » dopo aver studiato, perchè i lavoratori con la loro lotta glielo avranno imposto, come applicare le leggi italiane di democrazia, sancite dalla Costituzione repubblicana.

Una lettera di un gruppo di lavoratori dell'AVIS

Devo comunicarle che il Consiglio di Amministrazione aveva già esaminato i reclami pervenuti e preso i provvedimenti del caso. Non una sola volta alcuni consiglieri furono invitati tempestivamente nella località dalla quale era pervenuto il reclamo per porre o riporre nel giusto termine quello che non andava.

Anche ad Alassio furono invitati e non una sola volta dei consiglieri perchè si rendesero conto di persona dei motivi che avevano generato il reclamo. Le cose sono sempre state appianate, poichè non furono riscontrati fatti gravi a tal punto da disdire la convenzione.

Si sa, l'alta o la bassa stagione alcune volte creano certe situazioni opportunistiche che ritornano alla normalità appena subentra il reclamo e si voglia far rimanere integra la serietà dell'Ente.

A onor del vero posso dire che gli ultimi rientrati da Alassio ci hanno assicurato che il trattamento è stato ottimo.

La vorrei pertanto invitare a comunicare quanto personalmente segnalato acciocchè non vi siano o si creino malintesi sia sul FIAMLI, sia per la convenzione di Alassio.

Grazie dell'ospitalità e cordiali saluti.

Un Consigliere

NON !' OBBLTGATORIO FARE STRAORDINARIE

Da più reparti i lavoratori ci scrivono invitando il nostro giornale a denunciare dalle sue colonne un sistema diventato d'uso alla Innocenti, l'obbligatorietà di fare le straordinarie.

CONTINUEREMO A DONARE II SANGUE

Il tentativo della direzione di addossare la responsabilità ai medici - queste le "relazioni umane „

Cara Fabbrica sul Lambro, ti scriviamo perchè tu possa portare a conoscenza di tutti i lavoratori, delle loro famiglie e dei loro conoscenti, un nuovo inqualificabile sopruso della direzione della Innocenti. Il nostro capo gruppo dell'AVIS è stato avvertito tramite lettera che a tutti i donatori di sangue è stato ridotto ad 1 (uno) giorno il riposo dopo effettuata la trasfusione, ed è pure stata decisa la riduzione da 30 (trenta) a 10 giorni, il supplemento mensa, con la seguente dichiarazione:

.« su parere dei nostri medici, riconoscendo che non esiste necessità di riposo per rigenerare il sangue versato, vi comunichiamo che il periodo di riposo per il donatore che effettua la trasfusione è ridotto al solo giorno della chiamata. », ecc., ecc.

Quando il nostro capo gruppo ci ha messo a conoscenza ne siamo rimasti veramente indignati, anche per il tentativo adoperato di dare la colpa ai medici come risul-

tato del loro provvedimento. Noi siamo e saremo sempre dei volontari del sangue, malgrado tute le restrizioni della direzione della Innocenti, disposti a dare il sangue nostro anche a loro in caso di bisogno, anche se, con il loro comportamento, ci spingono in taluni momenti a rispondere « pan per focaccia », ed anche perchè la nostra offerta non è data a scopo di lucro, ma solo ed esclusivamente per un grande scopo sociale e umanitario.

Sempre Ovunque Subito

Amici donatori di sangue, ben volentieri diamo posto alla vostra lettera che dimostra chiaramente che cosa si sia nascosto finora sotto un finto paternalismo alla Innocenti ed in quale modo intendano le « relazioni umane ».

Autorizzazione Tribunale di Milano in data 31-12-1953 - N. 3259 Direttore Responsab. LEONARDO BANII Tip. N. Pagani - Milano - Via Termopili 10

Intatti dopo il « nuovo clima di libertà» instaurato in fabbrica è un obbligo fare gli straordinari, i capi reparto non chiedono più all'operaio se vuole fermarsi e finire un determinato lavoro, ma perentoriamente gli comunica che « deve » lavorare fino alla tale o alla tal'altra ora e anche se questo operaio non si sente, pena provvedimenti disciplinari, è costretto a lavorare.

Riteniamo più che giustificata questa protesta soprattutto perchè le 8 ore giornaliere sono una conquista sancita dal contratto di lavoro, frutto di cruenti lotte nei decenni passati quando la giornata non aveva termine e che oggi i padroni vorrebbero annullare.

È nota la ragione di tale sopercheria padronale, realizzare dal prolungamento della giornata lavorativa un maggior sfruttamento, un maggior guadagno.

Non vi è dubbio che a tale forma di sfruttamento è necessario opporsi ma a fare ciò devono ejsere proprio gli operai, respingendo l'intimidazione, mobilitandosi per imporre con la lotta il rispetto della legge e del contratto collettivo di lavoro.

E' tempo di non accettare più supinamente le imposizioni draconiane, la denuncia è giusta e importante ma ha valore se è seguita dall'azione altrimenti continuerà a restare solo tale.

4 FABBRICA SUL LAMBRO

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