Skip to main content

Fabbrica Lambro15

Page 1

Uniti sviluppiamo l'azione in difesa delle prerogative della C. I. perchè possa comunicare periodicamente attraverso i microfoni ai lavoratori. Pretendiamo sempre l'intervento della C. I. ogni qualvolta viene decurtato un cottimo o sorge una qualsiasi vertenza. i

Aprile 1955 - L. 15 I PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI I

Anno 2' - N. 4

L'UOMO È IL CAPITALE PIÙ PREZIOSO

Battendo le forze reazionarie eletto il nuovo Presidente della Repubblica

Gravi infortuni all'Innocenti causati IMPONIAMO UN NUOVO GOVERNO La recente elezione del nuovo Presidente della Repubblica nella persona dell'On. Gronchi ha destato notevole interesse nei lavoratori. Essi e specialmente gli operai, sono sensibili ad ogni avvenimento politico che riguardi l'ordinamento costituzionale conseguente alla vittoriosa guerra di Liberazione Nazionale della quale sono stati i principali protagonisti. Hanno quindi seguito con particolare attenzione l'avvenimento, perfettamente consci che l'elezione a Presidente di un uomo che fosse stato emanazione delle forze più conservatrici e reazionarie del Paese, avrebbe significato che queste forze erano già riuscite a ricacciare indietro la democrazia; avrebbe significato, per l'immediato avvenire, una ancor più accentuata minaccia d'involuzione a destra di tutta la vita politica del nostro Paese e quindi un sempre maggior pericolo per la libertà e per la Pace. Si sono quindi rallegrati i lavoratori quando hanno appreso dalla radio i risultati dell'ultima votazione per la Presidenza dalla quale usciva il nome dell'On. Gronchi, uomo che, seppure militante di an Partito, ha saputo indubbiamente imprimere, alla propria linea politica di condotta, la propria personalità di uomo della Resistenza, di Repubblicano senza riserve od ambiguità. Ed i lavoratori repubblicani e democratici si aspettano ora, da questo successo, a cui i lavoratori hanno indubbiamente contributo con la loro lotta, qualche cosa di buono per il Paese e per loro; essi, pur rendendosi conto che vano sarebbe riporre la speranza in miracolistici interventi di singoli uomini, per quanto illustri possano essere, per mutare il corso delle cose, (ben consci che essi stessi saranno gli artefici del proprio avvenire) pur tuttavia confidano che, come sotto il nome dell'On. Gronchi a Presidente della Repubblica, si sono concentrati e mescolati nel-

l'urna i voti di democristiani, socialisti, repubblicani, comunisti, ecc. battendo le forze della reazione e del neo-fascismo, si formi, nel Parlamento della Repubblica, una nuova maggioranza che esprima un governo che ricordando che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro ponga fine alla discriminazione ideologica e politica dei cittadini e che siano ripristinate le libertà del cittadino nei luoghi di lavoro e cessino le vessazioni, le intimidazioni di ogni genere contro i lavoratori nelle fabbriche. Noi ci auguriamo che l'elezione a Capo della Repubblica dell'On. Gronchi segni veramente una svolta nella situazione politica; ma ciò sarà possibile solo se i lavoratori sapranno saldamente unirsi, organizzarsi e lottare perchè ciò che essi giustamente vogliono, la Repubblica che essi vogliono, sia finalmente una realtà.

dal vertiginoso ritmo di lavoro Solo la lotta unitaria dei lavoratori riporterà norme di lavoro più umane

Gravi infortuni si susseguono a meno gravi in numero sempre maggiore. L'operaio Vimercati del Rep. 20 si è stritolata una mano dentro una macchina e gli è stata ora amputata con un pezzo di braccio; l'op. Losi del G. III anch'egli si è infortunato e altri due operai di cui la censura e l'omertà della direzione ci impedisce di conoscere i particolari. Da che ci è dato sapere in soli due giorni vi sono stati quattro infortuni. I signori della direzione tireranni fuori la teoria ormai vecchia che sono gli operai, disattenti sul lavoro, che non si curano della propria integrità fisica. La ragione è ben altra però, ed è da ricercarsi nel ritmo vertiginoso di lavoro a

LAVORATORI DELL'INNOCENTI per facilitarvi l'acquisto di

FABBRICA SUL LAMBRO è in vendita da questo numero presso l'edicola di Lambrate sita all'angolo di via Conte Rosso, via Rimembranze dove vi sono le scuole.

ACQUISTATELO

CI INDICANO LA STRADA DA SEGUIRE I

lavoratori della Pirelli alla testa

nella lotta in difesa delle libertà Possente sciopero in difesa della C. Evidentemente i padroni grandi industriali, i monopoli, pensavano, dopo aver conseguito alcuni marginali successi in alcune fabbriche, nella loro azione di repressione e di instaurazione di metodi tirannici, di essere sulla via del successo totale, convinti di avere, o di essere, in procinto di piegare la classe operaia, annullando tutte le libertà democratiche. Questo probabilmente lo pensa anche Innocenti. Questo lo pensava anche Pirelli quando, con metodi tipicamente f ascisti, per stroncare la lotta dei lavoratori di questa fabbrica, per il premio di produzione; per stroncare la lotta del Rep. 63 che da settimane si batte, con un draconiano provvedimento licenziava il compagno Pirola presidente della Commissione Interna. La risposta non si è fatta attendere ed è stata tale da far sentire a Pirelli ed a tutti gli industriali

che si erano illusi, che avevano fatto male i loro calcoli. Chi in quei giorni è stato tra i lavoratori della Pirelli ha sentito quale forza, quale potenziale di lotta è insita nella classe operaia; l'entusiasmo, la fiducia nella loro forza, che è emersa nlela sua pienezza con un possente sciopero di 24 ore, ha dimostrato quanto false fossero quelle teorie, ad arte fatte circolare dalla stampa borghese, che gli operai erano stanchi sfiduciati, che non vi era più niente da fare. Gli operai della Pirelli hanno dimostrato il contrario, coscienti che è il padrone ad avere bisogno degli operai e non gli operai del padrone, si sono posti all'avanguardia della lotta in difesa delle libertà a fianco degli eroici portuali genovesi. E' questo l'inizio di una lotta che si svilupperà, non soltanto alla Pirelli, ma ovunque in tutte le fab-

briche, abbracciando i lavoratori di tutte le categorie in un possente movimento di difesa, in primo luogo, delle C.I., contro il ritorno di metodi fascisti nelle fabbriche. L'esempio dei lavoratori della Pirelli sia quindi di sprone, di incitamento ai lavoratori della Innocenti. La strada per la difesa delle libertà, perchè la C.I. possa assolvere alla sua funzione, la strada per ottenere migliori condizioni di vita, in una parola la risoluzione soddisfacente di tutti i problemi che assillano i lavoratori, e in grande misura quelli della Innocenti, sta nella lotta e non nella rinuncia. A nulla serve l'attesa di chissà quale intervento miracolistico, nulla si risolve da sè, al contrario quando gli operai si battono e si battono bene ed uniti è il padrone a piegarsi, lo sarà anche Innocenti se i lavoratori avranno la stessa fiducia nelle loro forze che hanno avuto gli operai della Pirelli.

cui gli operai son costretti a sottostare, alle 12 ore giornaliere che vengono imposte anche a chi non se la sente, pena provvedimenti disciplinari, allo sfruttamento intenso a cui sono sottoposti da che nella fabbrica si è instaurato un clima di terrore e d'imposizione della volontà tirannica del padrone, che la CISL sul suo giornale arriva a definire « nuovo clima di democrazia », evidentemente ispirandosi alla cosidetta « collaborazione »... imposta. Difficile era spiegare come nella realtà si traducevano quelle che vengono definite « relazioni umane » e « produttività », difficile, più che da spiegare, da far capire queste teorie prese dai testi americani. Purtroppo, sono i fatti che si incaricano di farlo più di ogni parola o scritto. Con l'attacco reazionario alle libertà, rendendo sterile e addomesticata in primo luogo la C.I., la direzione ha imposto queste teorie, che si traducono per loro in un sempre più elevato profitto. Non importa a loro se questo vuol dire spremere ogni energia agli operai, se questo causa infortuni, se i milioni sono intrisi del sangue di uo-

mini che lasciano brandelli di carne sulle macchine, l'importante per loro è il profitto. Gli operai intimiditi, col timore che non realizzare una determinata quantità di produzione vuol dire incorrere in provvedimenti disciplinari; alle volte pressati dalle esigenze familiari di guadagnare qualche lira di più, si assoggettano e non reagiscono a tutto ciò. Sia chiaro a tutti che nessun salario può ricompensare la salute, l'integrità fisica, sia chiaro questo soprattutto ai padroni e a coloro che li assecondano. Questi fatti siano per tutti i lavoratori il campanello d'allarme; è necessario rompere lo stato di assoggettamento e di accettazione, reagire con la lotta organizzata per far cessare questi vergognosi fatti, prima che altri si aggiungano alla ormai troppo lunga catena di coloro che hanno lasciato le loro carni sotto le trance o tra gli ingranaggi. Perchè cessi questo drammatico susseguirsi di infortuni si uniscano i lavoratori della CISL, della UIL e della CGIL per la difesa di un interesse comune, la propria salute.

Le vittorie del padrone nelle elezioni delle C. I.

Uniti nella lotta per far si che la C. I. riprenda a funzionare Le recriminazioni non servono a nulla Alle acciaierie e ferriere lombarde Falk si è votato in questi ultimi giorni la Comm. Interna. Nella nostra fabbrica sono stati esposti giornali sui quali si leggeva a caratteri cubitali « Battuta la Stalingrado Rossa »; « Grande vittoria della CISL-UIL» ecc. ecc. I lavoratori della Innocenti hanno letto e commentato tali fatti, avendo essi una certa esperienza di queste vittorie e dei metodi adoperati per ottenerle. Quello che non si leggeva su quei giornali dai titoloni e con tanto di riga rossa a guisa di richiamo, erano le lettere intimidatorie inviate e tutto il personale da parte della direzione della Falk e le tre lettere (I.-II.-III.) inviate alle famiglie dei dipendenti dai cislini di fabbrica. La lettera della Direzione, avvertiva i lavoratori che qualora avessero votato per la CGIL, non ci sarebbero più stati quei finanziamenti necessari per continuare l'ammodernamento dei vecchi mezzi di produzione e la possibilità della costruzione di nuovi. In tal caso ne sarebbe derivato un grave danno per tutti. Chi di noi alla Innocenti non ricorda la riunione tenuta ai capi reparti o dalla Direzione, perchè portassero tra i lavoratori l'uguale terribile notizia? Chi di noi lavoratori non ricorda i vari Bona, i Milani, i Cerchiai e i capi ufficio quando con tutto zelo svolgevano l'incarico propangandistico dato loro dalla Direzione? Chi di noi alla Innocenti non ricorda le lettere anonime minatorie inviate a casa ad un buon numero di lavoratori iscritti alla CGIL?

Alla Falk i cislini si sono dati da fare, inviando a casa dei lavoratori ben tre lettere per dimostrare che la CGIL non fa del sindacalismo ma della politica e che come tale fomentava scioperi per far si che i lavoratori guadagnino meno e per poter sfruttare quindi questo loro malcontento. Solo la CISL dava una sicurezza ai lavoratori e pertanto invitava questi a votare CISL e a non dar nulla all'ammasso dei socialcomunisti e alla CGIL. Tutti questi documenti giacciono in redazione del nostro giornale. Possediamo anche il famoso volantino che non fa certamente onore alla CISL e che dice : « Ricordati se vuoi guadagnare lire 10.000, concorri con il tuo voto a dare la maggioranza alla CISL ». « Lauro a Napoli per ottenere voti offriva 1 Kg. di pasta, Falk, si vede che si sente più ricco ». Non intendiamo con questo giustificare il fatto che i lavoratori hanno votato per il padrone, cedendo all'intimidazione, considerazioni e giudizi a questo proposito già sono state formulate da autorevoli personalità. I lavoratori della Innocenti conoscono tutti questi sistemi e purtroppo stanno comprendendo anche quali frutti portano questi metodi. Le libertà che avevamo nelle fabbriche sono sparite. La C. I. non si vede più nei reparti e questo è un danno per i lavoratori. Nessuno può più parlare al microfono e spiegare un qualunque problema sociale economico sindacale.

Il sindacalista (continua in 4' pagina)


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Fabbrica Lambro15 by fondazioneisec - Issuu