In
difesa della Pace, contro l' uso delle armi atomiche e termonucleari firmiamo tutti l'appello di Vienna.
I Marzo 1955 - L. 10 I PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI
Uniti, commemoriamo il 25 Aprile, data del riscatto del popolo italiano, per un futuro di benessere. Anno 2 - N. 3
NEL DECENNALE DELLA VITTORIOSA INSURREZIONE NAZIONALE ATTIVITÀ' DELLA COMMISSIONE INTERNA UNITA' DI TUTTI I LAVORATORI CONTRO IL FASCISMO PADRONALE Sfila dinanzi agli occhi dei superstiti della guerra di liberazione Nazionale, il lungo corteo dei compagni caduti. Si affolla no alla mente mille e mille ricordi: sofferenze, freddo, fame, interminabili marce nelle tenebre per sottrarsi alla morsa di un nemico inesorabile, il lamento dei feriti, l'agonia degli uccisi martoriati dalle SS e dagli sgherri fascisti; gli attacchi fulminei, i colpi di mano, le battaglie di un moschetto contro cinquanta mitra e poi... baite fumose ed i cori partigiani, gli abeti ed i larici, la tormenta e lo sfavillio della neve sotto il sole... Poi la marcia di avvicinamento al nemico, l'ultima: e l'attacco massiccio di tutte le formazioni: Garibaldine, Brigate del Popolo, Matteottini, Autonoma, Giustizia e Libertà, Partigiani della Montagna e della piana, gapisti e sapisti ed il popolo, tutto il popolo in rivolta con alla testa gli operai delle fabbriche ed i lavoratori! Il 25 Aprile 1945 segna la rinascita, nell'onore di tutto il popolo italiano, la vittoria della pace sulla guerra, della vita sulla morte. I resistenti di allora ricordano che una delle forze determinanti che consentirono la grande vittoria popolare del 25 Aprile 1945, fu l'unità della stragrande maggioranza del popolo italiano. Oggi, l'Italia ha bisogno di ritrovare quella unità, ha bisogno di fare blocco con la Resistenza per scongiurare nuove e più gravi sciagure. I recenti episodi di Roma, di Modena, ecc. ci dicono che determinate forze, facilmente individuabili nei ceti più retrivi e reazionari del nostro Paese, non hanno scrupolo di armare la mano di giovani incoscienti nella folle speranza di ritornare ai comodi sistemi di far tacere, col manganello, la pistola, il pugnale o il rogo, ogni voce discorde con la loro. Questi ceti, annidati nei Consigli di Amministrazione dei grandi monopoli ed il cui cuore è riposto tra le pieghe dei bilanci delle Società Anonime da loro dirette, per succhiare sempre più intensamente il frutto dell'altrui lavoro, sognano la guerra come mezzo di ulteriori arricchimenti. Mentre pagano il neo-fascismo, negano ai lavoratori ogni miglioramento economico, trasformano le fabbriche che furono salvate dalla distruzione nazifascista, dalla Resistenza, in caserme come primo passo per trasformarle poi in galere, intimidiscono, corrompono, licenziano, e poiché quelle libertà costituzionali che essi negano nella fabbrica furono riconquistate al popolo dalla Resistenza, danno addosso ai partigiani, ai gapisti, ai sapisti, e ciò spiega perchè negli elenchi dei licenziati e dei colpiti dalle rappresaglie padronali, figurino sempre in testa i resistenti. Contemporaneamente si tenta di far dimenticare il passato di gloria della guerra di liberazione nazionale, non consentendo più neppure le commemorazioni annuali che vedevano gli operai, gli impiegati ed i tecnici, attorno alle lapidi dei loro compagni caduti ed eliminati nei campi di sterminio nazista. Per quanto sia amaro, è però necessario constatare che .v'è tutta una 'azione diretta a creare un clima di fascismo di fabbrica, (con qualche risultato) e di fascismo di
strada ( con minor esito) e cio pone agli uomini della Resistenza, ai lavoratori, a tutti i sinceri democratici, un preciso dovere: unirsi strettamente di fronte ad un pericolo che travolgerebbe tutti, travolgendo la repubblica e la sua Costituzione, sostituendo ai valori gloriosi della guerra di liberazione Nazionale, l'esaltazione delle infamie del fascismo, alla libertà, nuovi campi di sterminio, all'indipendenza nazionale, l'asservimento allo straniero; alla pace, la guerra atomica. Uni a m o c i, indipendentemente dalla ideologia o credo politico professato, per difendere quel patrimonio di gloria che fu la guerra di liberazione nazionale, per difendere la memoria dei gloriosi Caduti, per difendere i frutti del loro sacrificio: l'indipendenza nazionale, la libertà e la pace, la Repubblica e la sua Costituzione democratica, da ogni pericolo di ritorno del fascismo.
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I lavoratori dell'Innocenti che pagarono
con la vita l'amore alla libertà e alla pace.
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La richiesta di «Fabbrica sul Lambro» a nome dei lavoratori
Nella richiesta presentata in data 12-2-1955 la C.I. ha chiesto il riconoscimento dell'indennità mensa ( come parte integrante della retribuzione) e, che venga pagata per le ferie, festività cadenti in giorni lavorativi, 13' mensilità e 200 ore. La direzione ha risposto che essendo la questione all'esame degli organi competenti, si riserva di attenersi a quanto verrà stabilito dagli stessi. Invitiamo al proposito la C.I. a riprendere le trattative per questo problema, insistendo perche sia conclusa la vertenza con giusta soluzione, tenendo presente che già in diverse fabbriche hanno riconosciuto e pagato con arretrati di 5 anni, in altre stanno concordando per il pagamento, anche perché nel Contratto Nazionale di Lavoro, gli articoli: 19 ( parte operai); 16 (parte impiegati) e 10 ( equiparati) riconoscono ai lavoratori il diritto nel periodo delle ferie alla paga giornaliera globale di fatto; l'articolo 8 ( festività per operai, impiegati ed equiparati) riafferma lo stesso diritto. La cifra da pagare, per l'indennità agli esonerati si considera quella già stabilita aziendalmente, criterio già definito in tutte le sentenze. Siamo certi che la C.I. farà il possibile per portare a conclusione questo problema. Nella seconda richiesta presentata alla direzione in data 16-31955 il primo punto e: Operai specializzati. - Con l'applicazione del conglobamento e i nuovi minimi in essi concordati che conteggiano tutta la quota di rivalutazione, è scaturito con evidenza la differenza di trattamento fatto verso una categoria di operai e precisamente gli operai specializzati. A conferma sottoponiamo un prospetto che mette in evidenza che dal minimo sindacale al minimo aziendale chi gode di un trattamento economico meno favorevole sono gli operai specializzati i quali prendono in più del minimo sindacale L. 1,75 mentre gli operai qualificati hanno L. 4,55 e i manovali specializzati L. 6,55. La richiesta fatta tende quindi a regolare questa differenza esistente tra le altre categorie e quella degli operai specializzati, riconoscendole quei benefici economici che già riconosce alle altre categorie. Pensiamo sia bene che la C.I. solleciti la soluzione di questo problema, oggi in esame alla direzione, assicurando in pari tempo, a questo proposito, la solidarietà di tutti i lavoratori. Al secondo punto della richiesta (ed è questa vecchia di alcuni anni) si chiede che la direzione invii alla colonia i figli dei dipendenti pagando lei totalmente la retta. Con soddisfazione abbiamo appreso che la richiesta è stata dalla direzione accettata. Riteniamo però giusta la richiesta dei lavoratori che chiedono che: oltre a riconoscere il diritto di controllo alla C.I., un rappresentante dei lavoratori sia in permanenza alla colonia per collaborare al buon andamento della stessa. ** * Questi alcuni dei problemi economici e sociali risolti o che attendono soluzione, sarà premura di « Fabbrica sul Lambro » porre e far conoscere di volta in volta i problemi che maggiormente assillano i lavoratori, dedicando a questo proposito maggior spazio sulle sue colonne. Il Corrispondente
ALLA INNOCENTI L'INCHIESTA PARLAMENTARE Si realizzi nel rione una conferenza sulle condizioni di vita nelle fabbriche L'on. Rapelli nella sua relazione di presentazione della proposta, dei parlamentari Butté-Calvi, di una inchiesta parlamentare sulle condizioni di vita nelle fabbriche affermava tra l'altro: ... Non basta per il Parlamento fare delle leggi in materia sociale: non basta dare efficacia obbligatoria ai contratti di lavoro: bisogna, soprattutto, far scomparire il clima di " paura " che vi è in molte aziende, per cui i lavoratori non " osano " far valere i propri diritti. Il Parlamento non può vivere in astratto
ma deve, come d'altronde ha fatto nelle precedenti inchieste, conoscere le condizioni " reali " del paese, ed in un'Italia ordinata a " Repubblica " fondata sul lavoro, è fondamentale stabilire se, la cittadinanza del lavoro nella comunità aziendale esista sul serio a.
Parole sante potremmo dire e, possiamo ben affermare, non mancano certamente i motivi per accellerare al più presto questa inchiesta approvata ormai dal Parlamento italiano. Infiniti sono gli esempi che di-
"FABBRICA SUL LAMBRO„ Al LETTORI Ogni sorta di ostacoli si frappone alla diffusione di a Fabbrica sul Lambro ». Sorto per volontà dei lavoratori, esso ha saputo sempre essere, seppure con i suoi difetti, battagliero difensore degli interessi dei lavoratori, portatore dei pensiero, del sentimento e delle rivendicazioni degli operai e degli impiegati. Ed è proprio perche ha saputo assolvere degnamente la funzione che le era stata assegnata, per cui era sorto, che la direzione aziendale violando le norme più elementari di democrazia, violando le stesse leggi costituzionali sulla libertà di stampa, tenta di impedirne la diffusione. A questo si aggiunge l'impedimento della polizia alla diffusione fuori dallo stabilimento. In considerazione di questi fatti, tenendo conto che soprattutto in questo momento è indispensabile che i lavoratori dell'Innocenti abbiano un proprio giornale, di orientamento, di guida, che porti in pari tempo al difuori della fabbrica quanto in essa sta avvenendo, la redazione del giornale ha deciso di lanciare una grande campagna di abbonamenti. Tutti si abbonino quindi a a Fabbrica sul Lambro » sarà questa la migliore risposta alla direzione, sarà questo il modo migliore per sostenere e vivificare il giornale; ogni lavoratore potrà cosi riceverlo a casa. L'abbonamento annuo costa 200 lire che potranno essere versati ad appositi incaricati nei reparti oppure inviati con vaglia a a Fabbrica sul Lambro », Via C. Cima, 39 - Milano. Un altro ostacolo ha però da superare la redazione: la difficoltà finanziaria. Per superare questa difficoltà e poter cosi continuare a pubblicare il giornale, la redazione propone di aumentarne il prezzo da 10 a 15 lire. Siamo convinti che i lavoratori non saranno contrari a questa proposta, perchè questa misura, unitamente ad un grande numero di abbonati sono condizione perchè « Fabbrica sul Lambro possa continuare a sviluppare la sua azione in difesa dei lavoratori. LA REDAZIONE
mostrano l'urgenza di una inchiesta nelle fabbriche; i casi limite, conosciuti del resto, che già hanno scosso e suscitato un senso di profonda indignazione in tutta l'opinione pubblica, sono di indicazione. Questi casi limite vanno da quanto avviene alla Cozzi di Paderno Dugnano, di cui molto se ne è parlato e se ne parla, dove il direttore della stessa p - retende in cambio del posto di lavoro l'onore delle ragazze; alla Vittoria con il ricatto e la beffa delle commesse; alla Magneti con la sospensione di due membri della C.I. per « eccessivo attivismo sindacale ». A questa scala di casi limite senza timore di sfigurarvi (ironicamente dicendo) possiamo aggiungervi la Innocenti con l'ultimo ennesimo, clamoroso caso che si aggiunge a quelli già denunciati sui due libri bianchi formulati (che possono costituire la guida nell'inchiesta) e ad altri ancora ben conosciuti: il licenziamento di due operai, uno con ventun anni di anzianità in fabbrica, l'altro con 8 anni, entrambi operai specializzati attrezzisti, perchè diffondevano, fuori dalla fabbrica, nell'ora di riposo, dei volantini. Da Paderno a Lambrate, dalla Cozzi all'Innocenti, possiamo dire. I casi limite si estendono, diventano troppi per chiamarsi « casi », è ormai un sistema: è il regime del tempo che fu che i « padroni del vapore » vogliono riportare nelle fabbriche, in spregio alle leggi e alle autorità. Ciò che fanno è contro la Costituzione e le stesse leggi sul lavoro, i padroni sono quindi fuori della legge. (continua in 2" pagina)