9 11» ilFiqe LC) DI N7 I n IN NTA
Per salvare
In difesa della Pace, contro l' uso delle armi atomiche e termonucleari firmiamo tutti l'appello di Vienna.
In difesa delle libertà per la conquista di migliori salari, partecipiamo compatti allo sciopero.
RIPRENDE LA LOTTA DEI METALLURGICI
1 umanità Nell'unità. la nostra forza
Meglio attivi oggi... che radioattivi domani
« Ci sono dei governi, oggi, che preparano lo scatenamento di una guerra atomica. Essi vogliono farne accettare ai popoli la fatalità. L'impiego delle armi atomiche precipiterebbe il mondo in una guerra di sterminio.
Noi dichiariamo che il governo il quale scatenasse una guerra atomica perderebbe la fiducia del suo popolo e sarebbe condannato da tutti i popoli. Fin d'ora noi ci opporremo a coloro che organizzano la guerra atomica. Noi esigiamo che siano distrutte, in tutti i Paesi, le riserve delle armi atomiche e che se ne arresti immediatamente la produzione ».
Nell'attuale fase storica in cui l'uomo dispone di armi micidiali quali le armi atomiche e termonucleari, lo scoppio di una guerra e l'uso di queste armi, vorrebbe dire la distruzione dell'umanità.
Non si salverebbero nè vinti nè vincitori, tutto verrebbe distrutto.
Per questo il Consiglio mondiale della Pace ha lanciato a tutti i popoli, a tutti gli uomini al disopra di ogni concezione politica o religiosa, l'appello che noi integralmente riportiamo.
Esso non fa d'stinzione nel chiedere la distruzione delle armi atomiche. Ogni uomo, donna o bambino firmi questo appello, ogni lavoratore lo faccia firmare a tutta la sua famiglia.
I lavoratori tedeschi nella loro lotta in difesa della pace, contro l'uso delle armi atomiche hanno lanciato una parola d'ordine che noi facciamo nostra e indichiamo ai lavoratori dell'Innocenti: «meglio attivi oggi, che radioattivi domani ».
Oggi, firmando l'appello di :Nenna, lottando uniti possiamo salvare l'umanità da un'immane catastrofe, domani potrebbe essere troppo tardi.
Sciopero di mezza giornata per gli aumenti salariali il giorno 9
È già ripresa, con scioperi rionali, e si andrà sempre più intensificando la nostra lotta, la lotta dei metallurgici per la risoluzione della vertenza che ancora è insoluta per la retriva posizione di intransigenza opposta dagli industriali metallurgici che assieme a quelli tessili sono gli unici che ancora si oppongono al completamento del contratto di lavoro con relativo effettivo miglioramento degli stipendi e dei salari, mentre per gli altri settori questo problema è già stato risolto.
Accanto a questi motivi di ordine economico sociale e normativo è venuta ad aggiungersi in questi giorni, in occasione della scadenza dei sei mesi concordati con l'accordo minoritario per l'applicazione del conglobamento, la importante e fondamentale questione dell'istituto dei cottimi.
In questa lotta, ci unisca al disopra di ogni fede e ci sia di stimolo, il ricordo del terrificante risultato della bomba atomica sganciata ad Hiroshima con i suoi 260.000 morti.
Non dobbiamo poi dimenticare che il nostro paese e soprattutto la nostra città in caso di guerra diventerebbe facile e necessario bersaglio. Facile bersaglio perchè cosa noi possediamo per difenderci?
Nulla. Necessario bersaglio perchè la posizione geograjcci del nostro paese ci pone tra i due principali blocchi che posseggono le armi atomiche e per forza maggiore diventerebbe terra di « nessuno », a questo va aggiunto che Milano è una grande città industriale con una forte densità di popolazione concentrata in poco spazio e una bomba sganciata su Milano provocherebbe la distruzione totale della nostra città.
A noi spetta il compito di impedire che questo avvenga, la forza dei popoli è tale che uniti possono fermare la mano ai pazzi criminali che hanno nelle loro intenzioni questi piani. Soprattutto questo compito spetta ai lavoratori che sono la forza più attiva nella lotta in difesa della Pace.
Ci sembra opportuno a questo punto riassumere le rivendicazioni presentate dalla FIOM a nome dei metallurgici:
il miglioramento dei minimi di paga conglobata, in base ai seguenti aumenti: L. 13,50 per il manovale comune; L. 14,40 per il manovale specializzato; L. 15,20 per l'operaio qualificato; L. 16,95 per l'operaio specializzato proporzionalmente per gli equiparati e gli impiegati; avvicinamento delle paghe femminili e giovanili a quelle maschili e per i giovani ancora la richiesta di un incremento della occupazione; completamento del contratto di lavoro, con riferimento a quegli istituti che da 6 anni attendono la soluzione (incasellamento categorie operai e impiegati, collegi tecnici, passaggio di categoria da operaio a impiegato e da equiparato a impiegato, siderurgici ( organici, sistemi retribuzione problemi connessi); lavori nocivi, pesanti e disagiati, trattamento laureati e diplomati, apprendistato, fondo qualificazione, trasferte e trasferimenti; una politica economica di difesa della nostra industria base e riorganizzazione dell' IRI - FIM sulla base del progetto RovedaMariani.
IL BILANCIO DEL F.I.A.M.L.I.
AUMENTATE LE PRESTAZIONI AMBULATORIALI
Inalterata la restrizione per i primi tre giorni di malattia
Visti esposti sull'albo della FIAM LI innumerevoli fogli, ci siamo avvicinali incuriositi, ed abbiamo appreso così il bilancio dal FIAMLI. Dai vari fogli sparsi un po' qua un po' là ci è stato possibile ricostruire questa situazione:
Operai
Entrate Uscite
L. 36.921.411
L. 37.177.509
differenza passiva L. 256.068
Impiegati
Entrate Uscite
L. 7.743.736
L. 4.880.081
differenza attiva L. 2.863.655
Per primo punto che vogliamo mettere in evidenza è che in confronto all'anno 1953 la situazione finanziaria del FIAMLI è migliorata in quanto a chiusura dell'anno si era registrata una differenza attiva per gli operai per L. 761.110 e differenza attiva per gli impiegati di L. 1.012.419 — Totale L. 1.773.529 mentre quest'anno il totale attivo è di L. 2.607.587.
Il secondo punto divenuto evidente è che le prestazioni ambulatoriali sono aumentate di ben 17 % passando da 39.848 a 46.620.
Un plauso dunque ai nostri consiglieri per il compito svolto.
Questo è tutto quello che si può osservare da quei fogli ma, sentendo i commenti dei lavoratori dopo che hanno constatato la situazione sopra citata dobbiamo ammettere che non è tutto oro quel che riluce.
I commenti sentiti sono questi:
— -- Bella capacità di avanzare soldi diminuendo il trattamento di malattia nei primi tre giorni! Per forza la situazione doveva migliorare. Con questi pochi soldi che si prende con l'orario ridotto chi si può curare? Io, la settimana scorsa, sono stato costretto a venire al lavoro per due giorni con la febbre rimanendo poi a letto sabato e domenica.
Non volendo vedere tutto nero come chi così si esprimeva ma tenendo conto che quanto è stato detto è realtà, abbiamo immediatamente avvicinato alcuni consiglieri chiedendo loro perchè con una situazione così migliorata si continuasse a mantenere in atto la restrizione sui primi tre giorni di malattia per gli operai, è stata fatta nel mese di settembre perchè la
situazione finanziaria operai era diventata preoccupante, a fine dell'anno si sarebbe esaminato la possibilità di ritornare alla normalità. Per motivi che voi tutti conoscete già (nomina del presidente) abbiaavuto un periodo diciamo di nullità come Consiglio e questo da ritardo il riesame della questione. Questo problema e stato riesaminoto il mese scorso dal Consiglio con le sedute sul preventivo di bilancio 1955. Non vorremmo qui entrare nei particolari delle sedute, vi diremo solo che il Consiglio ha deciso di mantenere intatta tale restrizione fintantochè la situazione finanziaria degli operai non sarà in parità, e cioè, le entrate non saranno inferiori alle uscite. Non è stata una discussione facile, ma ha trascinato nuovamente in campo la questione dei due bilanci: operai e impiegati; questione che è stata portata a termine con una decisione fortemente divisa dove ha fatto legge il peso di un voto.
Tutto questo è scritto nel libro dei verbali, potete chiedere licenza per esaminarlo e conoscere le cose (continua in 20 pagina)
Gli industriali prendendo a pretesto l'accordo minoritario vorrebbero eludere la corretta regolamentazione dei sistemi dei cottimi che deriva dall'applicazione del conglobamento. Essi intendono perpetuare il sistema sin qui adottato, di applicare il cottimo su una sola parte della paga corrispondente alla vecchia paga base e che rappresenta semplicemente un terzo della retribuzione conglobata.
Con questo sistema il padronato vuole continuare a sottrarre ai lavoratori una parte notevole di quello che loro spetta, a norma di legge, secondo lo spirito del contratto di lavoro.
Questo sta a dimostrare che gli industriali non vogliono ridurre i loro alti profitti, anzi tendono a volerli aumentare con altri sistemi (vedi produttività, aumento di produzione con tagli di cottimo, acceleramento del ritmo di lavoro, produzione uguale nonostante i licenziamenti, ecc.).
Ancora più indignazione e risentimento si verifica in questi ultimi tempi per la posizione anticostituzionale che gli industriali, alla Innocenti come in altre fabbriche, hanno preso mortificando i lavoratori nella dignità, privandoli delle
libertà nelle fabbriche, libertà conquistate con dure lotte e sacrifici, proibendo ai lavoratori di manifestare le proprie opinioni, vietando di riunirsi e parlare nei periodi di intervallo, divieto di distribuzione della stampa sindacale e politica nei periodi di riposo, richiamo e provvedimenti disciplinari a lavoratori che partecipano agli scioperi, sorveglianza insistente e continuativa.
Tutto questo lavoratori, vi sta a dimostrare che tutto il padronato tende ad un maggiore sfruttamento per aumentare i suoi già lauti guadagni.
Da questa situazione anche i lavoratori della Innocenti « di qualunque corrente sindacale e politica siano » devono trarre insegnamento perchè, in questi ultimi tempi si sono trovati nelle medesime condizioni di paternalismo, intimidazione e privati di ogni libertà.
Lavoratori, la FIOM Provinciale per tutti questi motivi ci chiama alla lotta.
Noi lavoratori della Innocenti che sempre con le nostre lotte passate abbiamo dimostrato profonda coscienza di classe partecipando uniti con altissime percentuali alle lotte per il miglioramento del tenore di vita, per le libertà e la dignità del lavoratore, per le conquiste sociali e politiche, ancora una volta, scioperiamo compatti. Nell'unità, nella fiducia delle nostre forze, nella nostra combattivita risiede la risoluzione dei nostri problemi.
PENTOLE SENZA COPERCHIO
Clima nuovo all'Innocenti?
Sulle libertà lanciamo un dibattito
Da un articolo apparso su « Il Ragguaglio » notiziario mensile della Federazione
Metalmeccanici aderente alla C.I.S.L., riprendiamo e pubblichiamo:
«... gli ultimi avvenimenti hanno dimostrato che un clima nuovo c'è all'Innocenti. Oltre agli impiegati, anche gli operai hanno cominciato a rendersi conto che anche loro sono degli uomini liberi, con un cervello che ragiona e funziona; hanno finalmente scrollato di dosso la « paura », hanno finalmente dimostrato di capire apertamente che quell'organizzazione che si denomina C.G.I.L. e che pretende essere al servizio degli interessi dei lavoratori, è piuttosto u - n altro dei tanti organismi dipendenti dal P.C.I. » — e continua l'articolo — « ... C'è nell'aria un senso di rinnovamento, c'è nei volti un certo che di sereno e di disteso che fa intendere il « consenso » al ripristinato clima democratico e di libertà... ».
E' proprio così? Noi non siamo dello stesso avviso, non sappiamo se i lavoratori sono dello stesso parere, non pensiamo comunque: che le guardie nei reparti dietro ogni lavoratore; che impedire la diffusione di stampa; che impedire di parlare ai lavoratori; che impedire alla C.I. di entrare nei reparti anche quando è chiamata; voglia dire « ripristinato clima di libertà e.
Lanciamo quindi dalle colonne di e Fabbrica sul Lambro e un dibattito su cosa si intende per libertà e democrazia nella fabbrica, invitiamo ad intervenire in questo dibattito non soltanto gli organizzati alla CISL, alla UIL o alla CGIL, ma anche e soprattutto dirigenti di questi sindacati, i componenti la Commissione Interna ed anche, perchè no, la Direzione e i dirigenti stessi nella fabbrica.
Febbraio 1955 - L. 10 PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICAINNOCENTI I Anno 2' - N. 2
Lavoratori in sciopero per gli aumenti salariali
DAI REPARTI E DAGLI UFFICI
FUNZIONALITA' DELLA COMMISSIONE INTERNA
La Commissione Interna non v'è dubbio è la più importante conquista dei lavoratori italiani. Rappresentativa di tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti ai sindacati, difende e tutela gli interessi di tutti. Per assolvere alla sua funzione deve però avere le condizioni di poterlo fare.
Cosi è stato infatti fino a non molto tempo fa, interveniva nei reparti quando i lavoratori la chiamavano, trattava e risolveva i problemi anche i più piccoli.
Dopo le recenti elezioni però, o meglio, dopo la svolta operata dalla direzione nei rapporti con i lavoratori e quindi con i loro rappresentanti anche la C.I. si trova in non poche difficoltà per esplicare le sue funzioni, perlomeno per alcuni rappresentanti dei lavoratori in C.I. i quali nelle ore di lavoro non possono più recarsi nei reparti.
Da più parti ci giungono proteste di operai per questo, da più operai ci è chiesto di porre la necessità che i membri in commissione interna possano essere chiamati nei reparti dai lavoratori.
Soprattutto per la vastità di una f abbrica quale l'Innocenti, per il numero dei lavoratori che vi lavorano, i problemi che sorgono sono un'infinità e la C.I. non può limitarsi a risolvere i problemi di carattere generale, vi sono altri problemi, più minuti che vanno risolti volta a volta che sorgono ed è compito del C.I. intervenire per risolverli.
È giusto quanto ci dicono gli operai, cioè che è inconcepibile che vi siano dei loro rappresentanti eletti per risolvere i loro problemi e che
SULLA MENSA ci scrivono
È possibile, ci scrive un dipendente, evitare l'introduzione del pollice nelle scodelle in cui viene messa la minestra da parte del personale addetto alla distribuzione?
È cosa antigienica e poco piacevole a vedersi.
Noi crediamo che con un poco di interessamento da parte del direttore di mensa si possa ovviare a questo piccolo ma spiacevole incidente.
* *
Da troppo tempo nei saloni della Mensa si assiste allo spettacolo poco edificante di file interminabili di operai che devono ritirare dai vari tavoli il lauto (in senso ironico) pranzo del mezzogiorno. È possibile che non si possa rimediare a questo inconveniente? Una distribuzione più allargata nel senso numerico, credo che lo risolverebbe.
Si potrebbe obiettare la mancanza del personale, ma, scusi signor direttore, e allora perchè sono state licenziate numerose donne e comunque non sono state sostituite.
A. G.
invece sta a loro stessi di risolverli in modo individuale. Noi rileviamo questo problema, per la direzione e per i componenti la C.I. perlomeno la corrente di maggioranza in C.I. che pare accetti questo stato di cose, ma indichiamo ai lavoratori ancora una volta che sta a loro, alla loro azione la risoluzione di questo problema come di altri problemi.
La Commissione Interna è una conquista dei lavoratori e le conquiste vanno difese e questa conquista si difende esigendone unitariamente la funzionalità, esigendo la presenza di membri della C.I. ogni qualvolta sorge una questione tra lavoratori e direzione o chi per essa, anche per le questioni più semplici ed individuali.
MOTIVI TECNICO - ECONOMICI
È questo un ritornello molto noto e ripetuto più volte dalla direzione in questi ultimi tempi. Dietro questi motivi si è trincerata la direzione nella richiesta dei recenti licenziamenti, sia all'ufficio del lavoro a Milano, che al ministero del lavoro a Roma. Con una chiara e documentata argomentazione questa tesi è già stata demolita, ma val la pena di dimostrare ancora una volta la mala fede in questa loro affermazione. Infatti in questi giorni continuano ad essere assunti nuovi operai, ed in numero non indifferente, sette in un sol giorno ad esempio, quattro al G. III, tre al reparto Lambrette. Non è che ci dispiace che operai
entrino a lavorare, o che ce la prendiamo con loro, anzi, questo ci fa molto piacere, ma essendo ancora di pù di quanto lo era, dimostrato da questi fatti, l'obiettivo della direzione, compito di tutti i lavoratori è di discutere con auesti nuovi assunti per conquistarli all'unità, per impedire che la direzione ne faccia di essi, essendo in buona parte raccomandati, massa di manovra per dividere e meglio battere i lavoratori nelle loro lotte. Essendo sempre più chiara la ragione politica e discriminata dei licenziamenti effettuati, facciamo si che nuovi combattenti occupino il posto di quelli licenziati, è questa la migliore risposta che si può dare alla direzione.
Costa troppo la Lambretta
Taglio dei cottimi? Ci è stato segnalato da più parti la revisione del cottimo, anzi, dobbiamo dire che è in atto la revisione generale dei tempi-lavorazione con la conseguente diminuzione del tempo per pezzo e quindi essendo troppo elevato « dicono » il prezzo-pezzo la diminuzione dello stesso. Già sul numero precedente abbiamo denunciato alcuni di questi casi, segnalarli tutti sarebbero troppi per il poco spazio che ha il nostro giornale.
Ma, si dice, la Lambretta costa troppo perciò è necessario diminuire il prezzo lavorazione, per poter diminuire il prezzo della stessa e sostenere la concorrenza.
Ancora una volta dunque, non tenendo conto dello stipendio di fame che già percepiscono i lavoratori, chi paga è pantalone, cioè gli operai e gli impiegati.
Non poteva del resto essere altrimenti: come è possibile pensare che « loro » limitino i loro profitti, anche se questi si moltiplicano in modo favoloso, anche se lauti guadagni ricavano dalla produzione di Lambrette in Francia, Spagna, Argentina ecc.?
Ad ogni modo ogni operaio ogni qualvolta si tenta di diminuirgli il prezzo - pezzo chieda l'intervento della C.I. a difesa dei suoi interessi, insista e protesti af finchè la questione sia trattata e discussa alla presenza dei rappresentanti eletti in C.I. è il minimo che gli operai possano chiedere.
CERCASI...
Poliziotto brevettato
Da qualche tempo l'Uff. Sorveglianza si sta perfezionando. Le normali mansioni che questi uffici hanno in genere negli stabilimenti vengono integrati da vari servizi di polizia: si usa infatti « pedinare » alcuni dipendenti, « controllarne » ogni suo movimento e persino le parole. Si mandano poi a chiamare coloro che hanno parlato, si stendono verbali col metodo usato dai commissariati. Che le nuove guardie assunte siano provenienti dall'arma dei carabinieri e dalla P.S.
ormai risaputo da tutti: ma tutti pensavamo ad alcuni fatti incresciosi avvenuti tempo addietro.
I colpevoli di quei fatti non sono stati trovati malgrado la rete metallica eretta sulle sponde del fiume Lambro per il tratto che attraversa lo stabilimento. In compenso però si sono rivelate etremamente interessanti le qualità di poliziottopolitico del rag. Crivelli coadiuvato in questo dal sig. Savini. Mancheremmo di delicatezza se tralasciassimo il sig. Montibelli quale sovraintendente. Auguri signori. Ricordate però che non siete gli inventori di queste forme intimidatorie: siete stati preceduti nel ventennio da altri.
DIGNITA' OFFESA
È normale per un operaio, ci scrivono, essere perquisito all'uscita di uno stabilimento, si sà, alle volte vi è anche chi indebitamente si appropria materiale della ditta, ma essere perquisito anche all'entrata è troppo.
Questo offende la dignità dell'operaio, questo è voler instaurare un regime da caserma nella fabbrica, inconcepibile con le leggi democratiche dello Stato italiano.
Neanche nel regime fascista si è arrivato a tanto, ma cosa crede questa gente di riportarci ai tempi della inquisizione? Si disilludano, queste forme non ritorneranno, perchè ogni sopruso ha un limite ed anche se oggi sono in una posizione di supremazia le cose fanno anche presto ad invertirsi.
* * *
Cari compagni siamo al pari vostro indignati di questo e pensiamo che a tali forme di inquisizione è necessario reagire con forza non sottoponendosi ad esse.
Caccia alle streghe
La caccia alle streghe continua alla Innocenti, è d'attualità l'azione che la direzione sta svolgendo nei confronti di ex componenti la Com. Interna: Franchini inviato obbligatoriamente a Napoli in trasferta per 3 mesi. È bene poi si sappia quanto è stato fatto per sistemare Azzoni e Lazzerini nei reparti: Azzoni è stato relegato al reparto polveri, reparto isolato con 3 operai soli che vi lavorano; Lazzerini, rientrato al meccanico (G. III) per riprendere il suo posto, trovava che proprio in quel giorno si stava smontando la macchina su cui lavorava per revisionarla, ed era poi invitato dal proprio capo a prendere contatto lui con altri operai per accordarsi direttamente sui turni da fare.
Il magazziniere Santoro, da anni addetto al magazzeno-dispensa del reparto Lambrette, senza giustificato motivo veniva rimosso dal suo posto e trasferito al reparto attrezzeria.
Meneghina, dirigente, segretario del C. di G., quando per necessità di lavoro deve entrare nei reparti, è noto a tutti, una guardia le fa da ombra, lo stesso avviene per Ronchi membro della C.I.
A questi si aggiungono tanti altri fatterelli, tra questi le ben note chiamate del sig. Montibelli, che «benevolmente » rilascia gratuiti consigli, che indicano sintomaticamente il clima esistente in fabbrica, nessun commento a questi fatti, le conclusioni è bene le traggano tutti gli operai e impiegati.
II il dito nell' occhio I TEMPI CAMBIANO
Qualcuno ha scritto su un giornale che all'Innocenti vi è un nuovo clima di « libertà e di democrazia ».
Infatti: una nuova conferma è giunta a testimoniare il clima di democrazia instaurato dalla direzione, questo oltre a tutto, per allinearsi alla democrazia Scelba-Saragat. È stato sottratto ai partiti la sede che solertemente era stata concessa nel lontano (ormai) 1945, quando cioè i lavoratori vivevano in un clima di totalitarismo senza libertà. e democrazia. Potevano allora riunirsi e discutere, oggi in regime di « nuova » democrazia... non più. In fondo, dato che per alcuni della democrazia basta avere l'etichetta, perchè lamentarsi?
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F161.5V,2
Ultime notizie
Si sente dire (dalle solite voci maligne) che a dimostrazione della buona volontà di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori la Direzione intenderebbe concedere gli aumenti richiesti dalla FIOM... Tutto ciò, naturalmente, se gli operai sapranno... con la lotta conquistarli.
Pare
comunque, che per ora verranno date!?! 60 mila lire ad ogni lavoratore, pari a 180 milioni.
Inoltre sono sempre voci che circolano, si dice che a Pasqua il premio ammonterà a 25 mila lire.
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Proibito
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Vi è pure una questione di carattere organizzativo che riguarda la distribuzione delle vivande a mezzogiorno nei saloni della mensa.
Esistono tavoli di distribuzione e ne esiste uno (tanto per intenderci) centrale dove si distribuisce formaggio o salame o altro a chi non gradisce il piatto del giorno; questo va bene ma da quel tavolo viene pure distribuito il piatto corrente e questo porta l'inconveniente che a quel tavolo vi è sempre una fila lunghissima.
Non solo chi non desidera il pesce, la carne o le uova deve cominciare a mangiare alle 12,20, ma anche chi ha già fatto una interminabile fila ad uno dei tavoli di distribuzione e quando arriva la sua volta non trova più nulla, egli deve tornare a mettersi in coda nell'interminabile fila del tavolo centrale.
Non crede, signor direttore, che vietando la distribuzione per almeno 10 minuti (quindi fino alle ore 12,10) del piatto del giorno al tavolo centrale si possa risolvere questo piccolo inconveniente?
A. G.
E' ormai a tutti noto l'allontanamento di Franchini, già della C.I., dalla nostra fabbrica, inviato in missione a Napoli, è bene però che tutti conoscano come la direzione e arrivata all'ultimo provvedimento contro Franchini. A più riprese negli scorsi mesi la Direzione invitò ii Franchini a dimettersi dalla azienda, offrendogli anche una cifra di svariati milioni per tacitarlo. Giustamente Franchini respinse questa allettante offerta, riaffermando la volontà di restare al suo posto di lavoro e di lotta, con tutti gli altri lavoratori della Innocenti. Fallita questa manovra, il 16 febbraio la direzione inviò a Franchini una comunicazione con la quale gli si ordinava di recarsi in missione all'ufficio di Napoli per la mattinata del giorno 21 per restarvi circa tre mesi. Il motivo assunto dalla direzione per la trasferta appare assolutamente ingiustificato, anzi un vero e proprio pretesto esclusivamente dettato da ragioni politiche. Il giorno successivo Franchini fece avere alla Direzione della Innocenti la seguente lettera « Mi riferisco alla Vs. comunicazione FM/
33855 del 16 febbraio. II suo contenuto mi meraviglia perchè, come è notorio, io lavoro presso il Vostro stabilimento in qualità di progettista, attività svolta sinora con piena Vostra soddisfazione, tanto che nessun richiamo mi è mai stato fatto a questo propo-
sito. D'altra parte, poichè non esistono nel mio caso quelle obiettive « esigenze di servizio » contrattualmente previste per la trasferta, e anche in relazione a quanto già in precedenza avete avuto occasione di dirmi a tale riguardo, sono costretto a ravvisare nella Vostra comunicazione una misura di carattere politico, tendente ad allontanare dallo stabilimento uno dei dirigenti dell'organizzazione dei lavoratori nella fabbrica.
In base a ciò, Vi prego di voler rivedere la comunicazione inviatami ».
18 febbraio la direzione della Innocenti gli ha inviato la seguente lettera
« In riferimento alla Sua senza data, consegnata a mano in data di ieri al nostro Dirigente, sig. Tampieri, poichè riteniamo destituite di ogni e qualsiasi fondamento le dichiarazioni in essa contenute, mentre La invitiamo per l'avvenire ad astenersi dall'entrare in merito a decisioni che sono di esclusiva competenza della Direzione, Le confermiamo l'ordine impartitole con la Ns. FM/ 33.855 del 16 corr., non ottemperando al quale intenderemo senz'altro risolto il rapporto di lavoro intercorrente fra la S. V. e la nostra società ». E' evidente l'arbitrarietà dell'atto compiuto dalla direzione, che in ogni caso avrebbe portato ad allontanare Franchini dall'azienda, sia temporaneamente nel caso della missione, sia definitivamente nel caso di risoluzione del
rapporto di lavoro.
Franchini, che come tutti noi è un lavoratore ed ha bisogno di assicurare a se stesso alla sua famiglia l'indispensabile per vivere, è stato quindi costretto ad eseguire l'ordine della direzione e a trasferirsi in missione a Napoli.
Pur lontano da noi, Franchini• continua a far parte della nostra fabbrica, è con noi nella stessa lotta. Siamo certi che tutti saprete apprezzare l'effettiva natura del gesto compiuto da Innocenti ed il suo preciso significato politico.
Il compagno Franchini viene colpito per la sua fedeltà alla lotta dei lavoratori e alla loro organizzazione unitaria. Rispondiamo al padrone, facendo intendere che questi e gli altri soprusi non saranno dimenticati e non serviranno per realizzare l'obiettivo politico sindacale che Innocenti si è proposto, di dividere i lavoratori, di distruggere le conquiste economiche e sindacali, di portare offesa continuamente ai nostri diritti di libertà di dignità civile. Siamo certi esprimendo a Franchini i nostri più fraterni saluti e la nostra solidarietà, di interpretare il sentimento di tutti i lavoratori dell'Innocenti. In suo onore rafforziamo nella lotta l'unità, per la difesa dei nostri diritti di libertà, per la conquista di migliori condizioni di vita.
per la salute degli operai!? ! bere vino al mattino — questa è, (non sono voci) quanto ha stabilito la direzione. Già la direzione si preoccupa degli operai e siccome pensa che non giovi alla salute a quegli operai che al mattino erano d'abitudine mangiare qualche panino con un bicchier di vino, ha pensato di proibirne la vendita al bar — cosicchè tutti — tutti bevano... non quello che han voglia, ma ciò che stabilisce la direzione.
Aumentate le prestazioni ambulatoriali (continuazione dalla 1' pagina) nei maggiori dettagli. Stando così le cose allora il problema del FIAMLI diventa ancor più grave; e siccome noi non vogliamo vedere tutto nero vi vogliamo lanciare questa proposta: Non sarebbe possibile esporre sul giornale murale del FIAMI I la copia del verbale riguardante questi punti, acciochè tutti ne prendano visione? E non trovate che sarebbe opportuno esporre sui giornale murale la copia del verbale di ogni riunione?
Tutti gli associati hanno il diritto di sapere, e il Consiglio nulla da nascondere, perciò speriamo che questa proposta venga accettata.
2 FABBRICA SUL LAMBRO
CONTINUA LA RAPPRESAGLIA
FRANCHINI MANDATO A NAPOLI
L. BICI LEGGLRE
INIZIA LA STAGIONE ESTIVA M ETELLO
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TORNEO LEGA GIOVANILE 1954 - 55
La squadra di calcio del CRAL che brillantemente ha gareggiato fra le migliori del girone, ha terminato domenica 27 febbraio 1955 il campionato classificandosi al 4 , posto. Risultato lusinghiero essendo la squadra tutta nuova rispetto la stagione scorsa. Terminato così il campionato non termina l'attività. Infatti la squadra gareggerà ad un torneo organizzato dal F.B.C. Molf. 1919 che avrà inizio il 13 marzo 1955. Ciò le servirà per mantenersi in allenamento.
Il comitato sportivo di questa branca, sta organizzando il 1" grande TROFEO LAMBRETTA, approvato dalla F.I.G.C., che si svolgerà nel mese di aprile sul nostro campo sportivo con la partecipazione di altre 8 squadre selezionate fra le migliori. Il trofeo sarà dotato di ricchissimi premi, fra i quali parte donati dall'Uff. Propaganda della nostra fabbrica. Invitiamo tutti i nostri soci e dipendenti appassionati di questo sport a presenziare allo svolgimento del suddetto torneo, che sarà sicuramente appassionato ed avvincente.
ÌÌ PESCA II
E' iniziato il nuovo anno sportivo e questa sezione Pesca il giorno 7-2-55 si e riunita per eleggere .il nuovo Consiglio che è risultato composto dai seguenti pescatori:
Maspero - Grattieri - MarcatoLampugnani - Losi - Ronchi Oreste - Tagliabue - Torti Luigi - Zaninoni, i quali riunitisi 1'11-2-1955 hanno dato il via alla stagione nascente formando un programma modesto ma buono e suddividendo le cariche che sono così risultate:
Presidente: Maspero
Segretario: Zaninoni
Cassiere: Morcato
Sport ENAL: Losi
Pesca Sport: Ronchi
Sport Rev.: Torti
Vetrina: Grattieri
Revisori: Lampugnani, Tagliabue
Il gruppo quest'anno ha intenzione di migliorare le posizioni acquisite lo scorso anno conquistanpalio dall'E.N.A.L. Provinciale di dosi il più ambito premio messo in Milano (la famosa Coppa d'argento), però può arrivare se la collaborazione dei soci sarà più attiva dello scorso anno e quando si formano squadre per gara ci sia un pochino di « tifo » come avviene per le altre sezioni di altri C.R.A.L. aziendali. Il Pescatore Sportivo
A. '57 VISO -
In occasione delle feste pasquali, il CRAL mette in vendita il seguente pacco:
1 bottiglia cognac Tenetelli
1 bottiglia Vovo grande 1500 cc.
2 bottiglie vino finissimo Capri Scala
Colomba da Kg. 1 ( Frontini)
Prezzo complessivo L. 4.700
Verranno effettuate 2 trattenute (saldi maggio - giugno).
Ogni prenotazione avrà un numero che partecipa all'estrazione del Televisore Philips 17"
Chiusura delle prenotazioni: 2 aprile 1955.
ESTRAZIONE TELEVISORE
IL TELEVISORE VERRA' ESTRATTO MERCOLEDI 6 APRILE ( anche se non si raggiungono i 500 pacchi, compresi i 292 di Natale).
IL CONSIGLIO DEL C.R.A.L.
(MOTO 6L`1713
E' stato pubblicato mediante avviso sul nostro albo murale esposto nel salone del nostro CRAL che l'inaugurazione della nostra attività turistica e sportiva doveva aver luogo il giorno 13-3-55 presso la nostra Sede di via Bellotti, 4. Per sopravvenuti impegni della massima importanza in funzione della nostra attività generale, nel campo del turismo e dello sport motociclistico, sentita la relazione del Vice Presidente si delibera che la data sia prorogata al giorno 193-1955. Nel chiudere questo breve comunicato il Consiglio invita tutti i Soci a partecipare molto numerosi alla riunione del 19-3-1955.
IL CONSIGLIO Milano, 3-3-55.
LO SAPEVATE
Che l'attuale presidente del FIAMLI, operaio eletto nel consiglio dello stesso in rappresentanza della lista di concentrazione democratica, è stato eletto a presidente ( e questo fa onore alla lista Concentrazione democratica) con I voto dell'impiegato, i 4 della direzione ed il suo. Naturalmente questo pseudo presidente pretende con i voti della direzione di rappresentare gli operai... in fondo non ha poi del tutto torto, ha avuto i voti persino dalla direzione.
di Vasco Pratolini
Metello è il primo romanzo di un ciclo che ha per titolo generale Una storia italiana. Ciascuno dei romanzi che costituiranno -il ciclo risulterà perfettamente concluso, autonomo e senza rapporto, se non di circostanze marginali, con gli altri. Il filo che unisce il ciclo è dato dal tempo: là dove un libro finisce, all'incirca dallo stesso anno e dalla stessa stagione, incomincia il libro successivo.
Sullo sfondo della prospettiva propriamente romanzesca e fantastica si collocano vicende e persone storicamente vere di settant'anni di vita del nostro paese. Una storia italiana, infatti, abbraccerà, nel suo complesso, il periodo che va dal 1872, anno di nascita di Metello Salani (il protagonista di questo primo romanzo) al 1944.
Nella Firenze degli ultimi decenni del secolo XIX e dei primissimi anni del XX si svolge dunque la storia di Metello, figlio di un renajolo morto affogato in Arno, poco dopo la sua nascita. Dalla campagna ove trascorre gli anni della fanciullezza, il giovane, lasciata la famiglia della balia che l'ha allevato, torna in città e, solo, compie le sue prime esperienze, sceglie le sue prime amicizie, incontra le prime donne, impara il mestiere di muratore, frequenta la Camera del Lavoro, conosce la galera e il domicilio coatto dopo i moti del '98, sposa Ersilia, la figlia di un muratore anarchico morto precipitando giù dai « ponti ». Il racconto culmina nelle drammatiche vicende connesse col grande sciopero dei muratori del 1902, durato quarantasei giorni. Anche l'amore di Metello ed Ersilia, in quei giorni terribili e belli, senza peraltro che lo sciopero
LA POLITICA DELL' IMPERIALISMO PORTA ALLA GUERRA
Il popolo italiano contro il riarmo tedesco
o la politica c'entrassero per nulla (il loro accordo era perfetto), è messo in forse. Ma dopo la nuova e più lunga galera, tornati uniti più di prima, la vita riprende, serena, semplice, la stessa, sempre. (« Ma d'ora in avanti... » vorrebbe promettere Metello di non correre più certi rischi; « D'ora in avanti cosa? » gli risponde la moglie, ed è la mirabile battuta finale del romanzo). La storia si fonda su alcuni valori indistruttibili dell'uomo: la sua origine, l'educazione dei sentimenti, la lotta per la vita, e quindi l'amicizia, il lavoro, l'amore, la solidarietà, il peccato. L'impresa alla quale Pratolini si è accinto è di quelle che posson segnare di sè tutto un tempo.
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L'incremento
della produzione industriale nell' U.R.S.S.
La produzione complessiva dell'industria è aumentata del 13% rispetto al 1953. Grazie al potenziamento dell'industria pesante, si è notevolmente accresciuta la produzione degli articoli industriali largamente richiesti dalla popolazione. Così, mentre si avevano i segueti aumenti nell' industria pesante (petrolio 6%, carburante Diesel 48%, turbine idrauliche 82%, turbogeneratori 62%, telai 69%, calcolatrici 51%, ecc...) aumentava anche la produzione dei seguenti articoli (automobili 23%, motociclette 44%, tessuti di seta 29%, biciclette 25%, apparecchi radio 76%, macchine fotografiche 54%, frigoriferi 92%). La produzione delle lavatrici elettriche è aumentata di 10 volte, quella dei televisori di 3 volte e degli aspirapolvere di 2,9 volte.
eventuale conflitto.
Nè. a fermare la mano criminale dei fautori di guerra, servono le rinnovate proposte di Mosca per trattare, sull'unificazione pacifica della Germania, sulla distruzione di tutte le bombe atomiche e termonucleari e su tutti i problemi che dividono il mondo occidentale dal mondo del socialismo.
Nessun uomo può aver dimenticato gli orrori e le atrocità dei nazisti: i campi di sterminio, le camere a gas, le esecuzioni sommarie, la « terra bruciata », le deportazioni, le sevizie... Nessun uomo può aver dimenticato il flagello dell'occupazione tedesca, il terrore, la morte disseminata in nome della superiorità d'una razza e d'un popolo da imporre col f erro e col fuoco!
Ogni coscienza onesta respinge c o n sdegno ed orrore questo sinistro disegno!
Ogni uomo pensoso delle sorti del nostro popolo respinge gli accordi di LONDRA e di PARIGI!
L'umanità non ha dimenticato
Alla Borletti, come alla Innocenti, alla Olap, come alla Bianchi, alla OM, come in altre innumerevoli fabbriche grandi, medie o piccole, i padroni o per essi le loro Direzioni Generali, tendono ad infierire, con maggiore o minor durezza, con ritmo più o meno accelerato, contro i lavoratori d'avanguardia, con-
tro gli attivisti sindacali della C.G.
I.L., contro i Comunisti e Socialisti, contro i partigiani aderenti all'ANPI o comunque contro i dirigenti di qualunque organizzazione di massa ritenuta di sinistra.
Discriminazione ideologica, politica e sindacale quindi, conforme del resto con l'opera del governo
nei confronti dei propri dipendenti e nei confronti di ogni cittadino che la pensa diversamente da Scelba e quindi da Saragat, il che conferma appieno come esso governo non sia altro, in definitiva, che il Comitato d'affari della borghesia capitalistica. Discriminazione ideologica, poli-
Nè vinti nè vincitori si salverebbero dallo sterminio atomico LAVORATORI DELLA INNOCENTI
tica e sindacale che ha, per fine, un grande obbiettivo da raggiungersi attraverso due fasi: Ingraziarsi i padroni americani per avere finanziamenti e commesse. Spezzare ogni resistenza organizzata dai lavoratori nella fabbrica in modo da poter aumentare lo sfruttamento e realizzare sempre più lauti profitti oltre a far pagare ai lavoratori le spese per il riarmo.
Poichè la classe che più conseguentemente lotta per la pace in Italia e nel mondo è la classe operaia, piegare, umiliare, dividere ed isolare la classe operaia significa aprire la strada della guerra che Washington vuole nella folle speranza di dominare il Mondo. Ecco smascherato il fine ultimo che si propongono i monopolisti, i grandi agrari, i grandi finanzieri, tutti ligi alla volontà dell'imperialismo americano.
Questo obbiettivo finale assicurerebbe loro, nel corso di una nuova congiuntura di guerra, favolosi profitti.
Che questa sia la via intrappresa, lo dimostra la caparbia ostinazione dell'imperialismo americano nell'esigere la rinascita della Wehrmacht, al comando dei famigerati generali nazisti, decisione che, inevitabilmente, aggraverà la tensione internazionale in quanto l'URSS ha fermamente dichiarato di non poter consentire la rinascita di quello stesso esercito che portò la distruzione nei suoi territori e la perdita di 17 milioni di vite umane.
Contemporaneamente il Consiglio Atlantico decide di usare le armi atomiche e termonucleari in un
Freddamente, attraverso la ratifica dell'U.E.O. che Washington esige a spron battuto dai paesi satelliti (in questi giorni tale ratifica è in discussione anche al Senato ;taliano) si vuole arrivare alla guerra atomica pur sapendo che una catastrofe del genere non risparmierebbe nè vinti, nè vincitori. Davanti agli orrori di una morte collettiva che sovrasta l'umanità, tutti gli uomini ragionevoli devono unirsi, prima che sia troppo tardi, per impedire 1' irreparabile. Gli operai, avanguardia del grande esercito dei lavoratori, devono manifestare in ogni mbdo ed in ogni luogo, con le firme all'appello di Vienna, con delegazioni e con ogni altra iniziativa intesa a respingere la guerra ed a salvare la civiltà umana. Non dimentichino gli operai, i tecnici e gli impiegati che lottare oggi (domani può essere troppo tardi) per le libertà democratiche e costituzionali del cittadino nel luogo di lavoro, vuol dire lottare per far fallire i piani del nemico della pace e che lottare per la pace significa lottare contro i soprusi padronali, per elevare il livello di vita dei cittadini lavoratori, per dischiudere all'Italia, nella pace, la via del Progresso civile e sociale.
Siamo lieti di annunciare a tutti i lavoratori che le condizioni di salute dell'operaio Cadamosti Giuseppe del reparto 44 infortunatosi il giorno 24 sono migliorate. A nome di tutti rivolgiamo a Lui i migliori auguri di una pronta e completa guarigione. La Redazione
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DIFENDIAMO LA LIBERTÀ' DI STAMPA in sciopero dodici anni f6
Una delegazione di giornalisti operai dai direttori dei quotidiani
I giornali di fabbrica sorti ormai in buona parte delle fabbriche principali della nostra città sono stati sottoposti in questi ultimi tempi a duri attacchi da parte degli industriali, i quali non tollerano che i lavoratori, esercitando il loro diritto di libertà di stampa, critichino il loro operato in modo aperto e pubblico.
Può essere il caso dell'operaio Colombo della C.I. della Breda 'licenziato perchè diffondeva il giornale di fabbrica, può essere il caso del direttore del « Trasformatore » del Tecnomasio al quale è stata inviata una lettera di diffida dal continuare la sua attività, può essere infine il caso della Innocenti a tutti ben noto ed altri ancora. Contro questo attacco alle libertà di stampa e di diffusione il comitato nazionale dei giornali di fabbrica ha deciso di condurre una azione nei confronti degli organi competenti.
In questi giorni una delegazione di direttori dei giornali 'di fabbrica ha consegnato ai direttori dei quotidiani e di altri giornali una lettera; un passo analogo sarà fatto pure presso l'Associazione Lombarda dei Giornalisti.
Pubblichiamo ampi stralci della lettera, chiamando in pari tempo tutti i lavoratori a difendere la libertà di stampa.
«... quando nel dicembre 1953 qui a Milano si riunirono a convegno i direttori dei giornali di fabbrica nell'ospitale sede dell'Associazione della Stampa, quando gli autorevoli giornalisti presenti dichiararono nei loro interventi che i giornali di fabbrica erano " qualche cosa di più di un esperimento, ma una realtà della vita italiana, cui occorreva dare l'attenzione dovuta", noi avemmo la conferma che il mondo giornalistico assumeva verso di noi un atteggiamento di stima e di incoraggiamento. Era questo un prezioso riconoscimento di quanto attraverso non pochi sacrifici, da anni andavamo facendo.
Fu in quella occasione che il giornalista on. Vigorelli, attuale Ministro del Lavoro, ebbe a dichiarare: " i giornali di fabbrica possono concorrere a rendere note le esigenze dei lavoratori, possono concorrere a far sì che l'opinione pubblica che è fuori dalle fabbriche, a quei problemi porti la sua attenzione e senta con la stessa prof ondita con cui voi la sentite".
In quella stessa riunione il giornalista on. Sangalli, autorevole esponente del Partito della Democrazia Cristiana, disse: "seguiamo le sorti delle aziende... le quali possono avere uno sviluppo anche nel loro determinato e specifico settore se quel giornale di fabbrica che si pubblica quasi ovunque fosse veramente alimentato, fosse veramente diffuso e, quel che più conta, letto e discusso...".
Tutti i giornalisti, insomma, riconoscevano che in un Paese come il nostro, nel clima democratico creato nella nostra Patria con l'abbattimento del fascismo, ogni azione per informare l'opinione pubblica, ogni attività che proponesse problemi sociali ed adoperasse la polemica nel quadro della libertà, dovesse essere validamente soste-
nuta dai grandi quotidiani ed incoraggiata per i fini che si pone la stampa dei giornalisti operai. Questi giudizi lusinghieri sono stati espressi sul nostro lavoro anche da letterati, collaboratori, che sui nostri periodici aiutano a divulgare i temi ed i problemi che di volta in volta dibattiamo. Noi crediamo che siate a conoscenza del numero rilevante di giornali di fabbrica che si stampano in Lombardia: solo a Milano se ne stampano 25 con una diffusione complessiva di 60.000 copie. Mentre il Parlamento annuncia una serie di inchieste sulle condizioni di vita dei lavoratori nelle fabbriche, noi chiediamo ai giornalisti, ai quotidiani una azione pratica perchè sia tutelato il nostro diritto di scrivere allorchè si opera un taglio di cottimo in un reparto, quando le multe diventano sistema, il licenziamento una minaccia continua, quando la disciplina trasforma un tecnico, un dirigente in un agente di sorveglianza. Vi sono a proposito delle con-
dizioni di vita nelle fabbriche milanesi, parecchi « libri bianchi » che denunciano trnili arbitri. Esercitando il diritto della libertà di stampa sancito dalla Costituzione, noi rivendichiamo il diritto alla vostra solidarietà anche quando i nostri giornali non sono di gradimento a certi proprietari di azienda, ma esercitano la loro funzione nell'osservanza scrupolosa delle leggi. Noi chiediamo che la vostra associazione faccia suo questo principio che è la base del vivere civile. Che i giornali quotidiani e i loro egregi direttori esprimano, come hanno fatto altre volte, la loro avversione alla prepotenza ed alla violenza, contro chi vuole imbavagliare la stampa: ciò offende l'intera categoria dei giornalisti.
Noi siamo sicuri, come è stato espresso nel convegno nazionale dei giornali di fabbrica che non mancherà un'azione in difesa della stampa operaia, in difesa dei giornalisti operai, qualunque sia la loro fede e la loro opinione politica... ».
8 MARZO 1955
Le donne in difesa della pace
Fra pochi giorni le donne di tutto il mondo festeggeranno questa data fatidica, che sta ad indicare le lotte eroiche e le battaglie condotte dalle masse femminili per la emancipazione nel campo sociale, politico ed economico: con realizzazioni positive nel campo delle loro rivendicazioni e, come fecero in occasione della raccolta delle firme per l'appello di Stoccolma, esse saranno all'avanguardia per raccogliere milioni di firme per l'appello di Vienna. Grava oggi sul nostro paese e sul mondo una minaccia, quale mai nel corso dei secoli s'era affacciata nella storia degli uomini: la minaccia di un conflitto atomico, che può mettere in forse l'esistenza stessa del genere umano e di ogni forma di vita sull'intiero globo terrestre. Solo chi ha perduto il cuore e l'intelletto, può non ritrarsi atterrito davanti ad una simile prospettiva specialmente per l'Italia che ancora deve rimarginare le ferite della guerra passata e darsi uno stabile assetto democratico; per questa Italia in cui si perpetuano le piaghe secolari della disoccupazione, dei tuguri, della miseria: una politica di pace è di vitale necessità. L'accorato appello delle donne giapponesi alle donne di tutto il mondo per l'interdizione delle bomde atomiche e la distruzione di quelle esistenti, testimoniano le loro sofferenze per la catastrofe che nove anni fa, quando già la guerra era praticamente terminata, colpi Hiroshima e Nagasaki rase letteralmente al suolo dalle atomiche americane. Esse ricordano l'orrenda carneficina di allora ed hanno visto, nel corso di questi nove anni spegnersi poco a poco, tra le più atroci sofferenze, i pochi superstiti; esse assistono ora alle tremende conseguenze delle esplosioni
In occasione del decimo anniversario della sua fondazione
Il Calendario del Popolo
presenta un numero doppio e straordinario che sarà diffuso nella prima settimana di marzo, contenente un'inchiesta su
I nemici della Cultura in Italia
cioè sulle forze dell'anticultura, clericali e maccartiste, che operano oggi nel nostro paese attraverso il libro, il giornale, le riviste, i fumetti, i bollettini parrocchiali ; nella scuola ; nello spettacolo ( teatro, cinema, radio, TV) ; nel campo della ricerca scientifica ; nella vita di fabbrica ; nel sabotaggio degli scambi culturali internazionali ; nell'offensiva contro le libertà costituzionali.
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Dodici anni fa, nella seconda
quindicina di marzo i lavoratori della nostra fabbrica, in maggioranza donne, scioperavano al grido di Pace! Pane! Pace!
Il grido delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Innocenti si unì al clamore immenso che saliva dal petto della classe operaia milanese, alla Caproni, Pirelli, Breda, Motomeccanica, Borletti, Face, Marelli, T.I.B.B. ecc. ecc., le masse operaie scioperavano e manifestavano tutta la loro avversione al fascismo, tutta la loro volontà di pace, il loro diritto al pane.
Nè a nulla valsero le repressioni ordinate da.Mussolini, le CO operaie arrestate all ' Innocenti, uscirono caricate su autocarri, in mezzo alle guardie metropolitane, cantando ed inneggiando alla libertà.
Il movimento, iniziatosi a Torino dilagava per tutto il triangolo industriale Torino-Genova-Milano e continuò per tutta la prima quindicina di aprile segnando una importante vittoria della classe operaia italiana; un grande contributo alla lotta di Liberazione Nazionale.
Anche nelle lotte del Marzo 1944 gli operai della Innocenti scioperavano compatti dando il loro valido contributo.
La classe operaia, alla testa di tutte le forze democratiche assestava colpi su colpi al tedesco invasore ed al traditore fascista.
Le fabbriche davano generosamente i loro migliori uomini alle formazioni partigiane della montagna alle SAP e alla GAP.
mo sopratutto perche oggi a tanti anni di distanza e seppure con altri motivi continuiamo a lottare ed a batterci.
L'esempio di quei nostri compagni di lavoro che diedero nella lotta tutto quanto potevano dare, cioè la vita, ci è oggi di sprone, di incitamento perchè nulla sia risparmiato da parte nostra perchè il loro sacrificio non sia stato vano. Continua oggi la stessa lotta per il pane, per strappare agli stessi industriali esosi gli aumenti dei salari, continua sopratutto la stessa lotta contro il risorgente militarismo tedesco, contro coloro che operano per farlo risorgere, continua la lotta per la Pace.
Nell'anniversario di quei possenti scioperi condotti all'insegna dell'unità, riaffermiamo nuovamente uniti lo spirito antifascista che ci anima difendendo alla Innocenti le libertà democratiche con quelle lotte conquistate.
ATTENZIONE!
sperimentali dell'atollo di Bikini sui pescatori colpiti dalle ceneri radioattive causate da uno scoppio avvenuto a centinaia di chilometri di distanza!
Noi non dobbiamo essere insensibili a questo appello ed unirci con loro promuovendo una grande cam-
Gli scioperi del Marzo 1944 furono la premessa necessaria alla vittoriosa insurrezione dell'aprile 1945.
Operai della Innocenti immolarono la loro vita perchè la libertà e l'indipendenza nazionale trionfassero.
Noi, che lavoriamo nella stessa fabbrica, li ricordiamo. Li ricordia-
Sarebbe desiderio della Redazione di iniziare, anzi proseguire e migliorare in questo giornaletto la pagina di critica sulla vita interna degli stabilimenti Innocenti ; critica seria e costruttiva, critica che serva a migliorare le condizioni di vita del lavoratore, sia esso operaio che impiegato ; personalismo o malignità non avranno posto fra queste righe, ma solo fatti e fatti concreti.
Ci rivolgeremo ai responsabili e se questi non prenderanno provvedimenti ritorneremo alla carica il mese successivo, calcando la mano e così via fino ad ottenere soddisfazione.
E' inutile dire che senza la collaborazione di impiegati e operai non sarà possibile perseguire questo nostro intento.
Di ogni articolo vi sarà un solo responsabile : La Redazione.
Per la corrispondenza indirizzare a « Fabbrica sul Lambro » presso Tiporafia N. Pagani - aia Termopili n. 10 - Milano, oppure attraverso i corrispondenti di reparto.
LA REDAZIONE
pagna per la pace, facendo firmare a milioni di cittadini l'appello di Vienna per respingere i propositi dei guerrafondai americani sia per il riarmo tedesco che per allontanare la prospettiva di una guerra atomica.
Di fronte all'aggravarsi del pericolo, si uniscano tutte le donne, perchè sia mutato in modo radicale l'indirizzo della nostra politica estera, perchè il nostro paese divenga in Europa un elemento di unione fra i popoli, perchè quindi il Senato della Repubblica respinga i nuovi patti di guerra.
Noi donne siamo le più sensibili per comprendere la grave sciagura che minaccia di coinvolgere anche il nostro paese e che si ripercuoterebbe sui nostri figli, sui nostri sposi, su noi stesse.
Ovunque parliamo e spieghiamo, in casa, con i conoscenti, in modo da raccogliere centinaia di migliaia di firme sotto l'appello di Vienna. Sarà questa la più bella celebrazione dell'8 Marzo 1955.
Direttore Responsab. LEONARDO BANFI
Autorizzazione Tribunale di Milano in data 31-12-1953 - N. 3259
Tip. N. Pagani • Milano - Via Termopili 10
NEL X' ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO
II 24 febbraio 1945, assassinato dai sicari nazifascisti, cadeva a Milano in Piazzale Baracca, E. Curiel « Giorgio » fondatore e animatore del F.d.G. capo ideale di tutta la gioventù patriottica italiana.
Il nome di E. Curiel è sopratutto legato alle lotte e alle battaglie che il F.d.G. ha condotto in quei giorni contro l'invasore nazista e il traditore fascista.
Legato a quelle lotte nelle quali cadevano spalla spalla il giovane cattolico, il giovane comunista, il giovane indipendente, giovani come E. Curiel, Di Dio, D. Di Nanni, giovani che al di sopra di ogni fede o credenza politica religiosa lottavano uniti per il riscatto d'Italia per dare a tutta la gioventù e al popolo la pace e la libertà, motivi ispiratori del glorioso II Risorgimento Italiano.
Era questa l'unità che si era creata durante la guerra di liberazione, unità creata attraverso sforzi e sacrifici dei quali E. Curiel ne era il principale animatore.
Sono passati esattamente dieci anni dal sacrificio di E. Curiel. E' nel decennale de!
Suo sacrificio e di tutta la Resistenza Italiana che vi sono ancora governanti che immemori dei dolori e delle distruzioni che il nostro Paese subì sotto il tallone nazista vorrebbero
attraverso trattati antipopolari e antinazionali riarmare gli stessi uomini che massacrarono migliaia e migliaia di giovani ;facendo ancora risorgere un regime che fù condannato definitivamente da tutta la gioventù. Solo i nemici della gioventù possono volere questo, solo coloro che non hanno a cuore le sorti del nostro paese e di tutto il suo pq45olo possono approvare tali trattati infami.
La gioventù italiana ispirandosi ai sacri principii per i quali E. Curiel sacrificò la sua giovane vita saprà ritrovare ancora l'unità che la renderà una forza così possente che nessun'altra forza potrà spezzare.
E con la propria unità garanzia di una pace duratura, marceranno ancora spalla spalla giovani di tutte le tendenze, di tutte le fedi, perchè essi sono coscienti che solo così salveranno la pace e tutte le conquiste raggiunte attraverso la Resistenza. A dieci anni dal sacrificio di E. Curiel martire ed eroe della gioventù italiana i; miglior modo di commemorarlo degnamente è di marciare e lottare uniti affinchè il suo sacrificio non risulti vano e trionfino gli ideali di pace e di progresso per i quali Egli cadde.
4 FABBRICA SUL LAMBRO Il padronato vuol sopprimere i giornali di fabbrica AL GRIDO DI PANE - PACE, NEL MARZO
"E. CURIEL„ fondatore del F. d. G.