Uniamo i nostri sforzi in difesa della Pace, e per preservare il mondo dalla guerra atomica. Uniamo i nostri sforzi per difendere nella fabbrica e nel Paese le libertà i Gennaio 1955 - L. 10
democratiche.
I PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI I Anno 2 - N. 1
Lettera aperta dei licenziati ai lavoratori in fabbrica
RESPINGETE OGNI RICATTO Non lasciatevi influenzare, con dignità, votando per la FIOM Compagni ed amici lavoratori, a giorni sarete chiamati ad eleggere la nuova Commissione Interna e, proprio in questa occasione, abbiamo ritenuto doveroso da parte nostra inviarvi questa lettera, convinti che anche queste nostre parole potranno aiutarvi ad eleggere l'organismo più unitario e rappresentativo di tutti i lavoratori nelle fabbriche, a scegliere e votare per quella lista e quegli uomini che, per la loro onestà, per la loro coerenza, combattività e tenacia, possono assicurare la difesa dei vostri interessi, la salvaguardia, dei vostri diritti. Abbiamo ritenuto doveroso fare questo, in primo luogo per la solidale generosa e unitaria lotta da voi condotta in difesa nostra e della produzione, convinti che non mancherete nelle prossime elezioni della C.I. di dare un'altrettanto degna risposta alle provocazioni e ai ricatti della direzione. Voi sapete che noi oggi siamo fuori della fabbrica, licenziati non già perche non assolvevamo al nostro dovere di operai e impiegati, ma perche, e voi lo sapete, eravamo sempre, assieme a voi, all'avanguardia, nelle magnifiche lotte che abbiamo condotto per migliorare il tenore di vita, in difesa dei nostri diritti e delle libertà democratiche costituzionali che il popolo italiano con la sua lotta antifascista si era conquistato. Sapete anche che la risoluzione dei nostri problemi sta e può derivare soltanto dalla lotta unita di tutti i lavoratori. Così • è sempre avvenuto per il passato — l'esperienza ce lo insegna — così è soprattutto oggi. Per questo Innocenti ha sferrato la sua rabbiosa offensiva con l'intenzione di eliminare l'organizzazione dei lavoratori, per avere via libera nella sua politica di sfrut-
tamento inumano, i tagli dei cottimi già avvenuti e che ulteriormente si minacciano e le libertà tolte confermano tutto ciò. Il padronato italiano ha sferrato il suo attacco reazionario nel Paese e nelle fabbriche, con l'obiettivo chiaro di instaurare un regime di tipo fascista che permetta il prepotere dei monopoli, lo scatenamento di una nuova guerra dettata dagli imperialisti americani. La strada per arrivare a questo passa dalla fabbrica, che è il baluardo più solido a difesa della democrazia e la forza più efficiente per imporre una politica che realizzi i principi della Costituzione Repubblicana e di difesa della Pace. Gli imperialisti vogliono realizzare la guerra perchè così pensano di salvarsi dalla crisi che li dilania e dalla avanzata possente dell'idea liberatrice del socialismo che le masse popolari hanno sposato e con tenacia portano avanti. E' quindi compito vostro che siete nella fabbrica di essere consapevoli di questo, consapevoli che a voi soprattutto spetta il compito di difendere la democrazia nel nostro Paese e la Pace. Compagni ed amici lavoratori! Noi siamo stati colpiti dal licenziamento, con noi sono state colpite le nostre famiglie, i nostri figli; alcuni hanno trovato il lavoro, i più sono disoccupati. Il padrone ha voluto colpirci perche abbiamo saputo nella fabbrica fare il nostro dovere di proletari, grande soddisfazione ci dà il sapere che nuovi operai e impiegati non cedono ai ricatti, alle lettere anonime minatorie inviate loro a casa e la cui fonte è chiaramente individuabile. Noi non siamo più in fabbrica, sappiate però che sempre saremo al vostro fianco nella lotta. Fate il vostro dovere amici e compagni, senza lasciarvi influen-
zare, con dignità, votando per la FIOM. Respingete ogni ricatto, che la direzione esercita al fine di influenzare il vostro voto, respingete ogni subdola e meschina manovra di divisione. Salvaguardate la vostra unità, votando per la lista dell'unità, per la FIOM e la CGIL. Con quella fierezza che è propria dei proletari non cedete ad alcuna pressione, votate la lista della FIOM che annovera nelle sue file uomini provati e capaci. Così facendo eleggerete una Commissione Interna che sarà in grado di difendere i vostri interessi e darete il più valido contributo alla lotta per il progresso ed il benessere dei lavoratori.
Fabbrica sul Lambro » compie il suo primo anno di vita. Non ì molto ma non e neppure poco se consideriamo il clima che si è creato nella fabbrica da alcuni mesi in qua. « Fabbrica sul Lambro » è stato un foglio ben accetto da parte dei lavoratori che lo hanno accolto e sostenuto con favore perchè esso è l'eco della loro stessa voce. Gli operai, i tecnici, gli impiegati hanno espresso ed esprimono attraverso le sue pagine, ciò che liberamente volevano e vogliono dire anche se, per ciò sono sorte delle « grane » per il Direttore Responsabile. Questo modesto foglio ha perciò risposto allo scopo per cui era stato destinato ciò indubbiamente ci rallegra. In tutte le battaglie che i lavoratori hanno sostenuto in fabbrica in questo anno di vita, « Fabbrica sul Lambro » ha dato un indirizzo ed i necessari chiarimenti ; in tutti i suoi numeri esso ha messo in primo piano l'esigenza dell'unità dei lavoratori nella fabbrica senza la quale è sterile l'impostazione di qualsiasi lotta. Esso si è battuto per la Pace, per la distensione internazionale, contro la smobilitazione della nostra industria, per la liberalizzazione del commercio estero con tutti i paesi, per l'elevazione del tenore di vita delle masse lavoratrici, per la rinascita economica del nostro Paese impossibile se non verranno stroncati i monopoli. Esso si è battuto per risolvere a favore dei lavoratori, i grandi e piccoli problemi sindacali ed i grandi e piccoli problemi della fabbrica, del reparto, dell'ufficio e ciò ripetiamo nonostante le « grane » create al Direttore Responsabile. Mancheremo d'immodestia se non dicessimo che, un esame approfondito di questo primo anno di vita, mette in evidenza anche una serie di errori ed insufficienze però, a nostro parere, resta ancora un largo margine positivo tra il « dare » e l'« avere » e resta l'impegno della Redazione di avviare, per l'avvenire, ai lati negativi, il che già fa sperare bene e « Fabbrica sul Lambro o sarà al suo posto di battaglia per chiarire, indirizzare, consigliare. La Redazione augura a tutti i lavoratori un buon 1955 auspicando il miglior esito per le future battaglie del lavoro. Uno speciale, caro saluto, ai lavoratori che hanno dovuto lasciare la fabbrica che non dimenticheremo. Questo primo anno di vita del giornale è chiuso in una atmosfera di fabbrica arroventata. La lotta contro la soppressione delle libertà del cittadino nella fabbrica, contro i licenziamenti politici, continua e continuerà senza sosta.
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Foto di alcune lettere intimidatorie pervenute a lavoratori alla vigilia delle elezioni della C.I. - La provenienza? Non ci vuole molto a capirlo... Il metodo ricattatorio del "gangsterismo„ U.S.A. viene applicato anche alla Innocenti.
Ricatti e provvedimenti degni dei "gangster,, americani
DIFENDIAMO LE LIBERTÀ' COSTITUZIONALI contro i sopprusi e le illegalità perpretate « Fabbrica sul Lambro » nei numeri precedenti rilevava come anche la Innocenti si andasse allineando con la Confindustria con i monopoli. Oggi possiamo dire che non solo ha eguagliato queste forze reazionarie ma le ha anche superate per l'efferatezza delle discriminazioni ,dei ricatti, dei provvedimenti disciplinari. Ancora una volta i fatti hanno sbugiardato certi dirigenti di azienda, facendo emergere la « parola da marinai» d'abitudine ormai per alcuni di questi tipi. L'ing. Lauro in una riunione con il Consiglio di Gestione, a giustificazione di alcuni provvedimenti disciplinari ebbe ad affermare che quei provvedimenti erano stati presi con giusta causa, ma che in ogni caso erano fatti isolati ed il « rullo compressore » che aveva soppresso alcune libertà ecc. si sarebbe fermato. Non ci siamo mai illusi al proposito: troppo bene conosciamo con chi abbiamo a che fare, «il rullo compressore » non si è fermato », nuovi fatti di estrema gravità si sono aggiunti a quelti già noti, li denunciamo dalle colonne del nostro giornale perchè i lavoratori sempre più comprendano la necessità di lottare per difendere le libertà democratiche, i diritti sancitit dalla Costituzione e perchè sappiano alle prossime elezioni della C.I. dare una degna risposta, votando per la FIOM; al padronato ricattatore e reazionario. Il « rullo compressore » non si .è fermato, abbiamo detto: infatti dopo i licenziamenti discriminati, ecco iniziare la pressione e l'intimidazione in direzione di quei lavoratori che la testa non abbassano di fronte al padrone: « Dai le dimissioni » diceva il sig. Montibelli a questi lavoratori, « avrai lo stesso trattamento extra-contrattuale, altrimenti potresti venire licenziato senza nulla percepire, oppure: rinuncia alla tua fede proletaria e quindi all'attività che svolgi in difesa dei lavoratori»; è proibito diffondere la stampa, e comunica, sempre il sig. Montibelli, ad altri lavoratori, anche se questa viene diffusa fuori dai reparti e nelle ore di riposo incappi nel licenziamen-
UN ANNO DI VITA al servizio dei lavoratori
N/ o
to. Inoltre per evitare che i lavoratori leggendo, soprattutto la stampa di sinistra, si rendano conto di tanti fatti, si sottraggano ad essi i giornali murali siti fin dal 1945 nell'atrio mensa; ancora non sono soddisfatti i signori della direzione pensano perfino di togliere il microfono per limitare anche la libertà di parola. Non basta: continuando sulla strada ormai intrapresa arrivano ad inviare lettere intimidatorie e di ammonimento ai lavoratori che scioperano contro i succitati provvedimenti anticostituzionali che tendono a limitare le libertà e i diritti dei lavoratori, calpestando così un altro fondamentale diritto costituzionale dei lavoratori, quello di scioperare in difesa dei loro interessi economici e politici. A questi si sono aggiunti fatti ancora più gravi inqualificabili.
dalla direzione
Presentata la lista FIOM dei candidati per la C.I. la direzione fa chiamare uno di questi candidati le sottopone questa alternativa: dimissione dalla fabbrica, con il solito trattamento etra contrattuale, oppure accettare il trasferimento dalla Innocenti e riassunzione di quel di Genova. Non c'è che dire, questi ricatti e provvedimenti che siano, sono degni della scuola dei « gangster » americani, già sperimentati del resto in altre fabbriche e contro i quali i lavoratori si sono battuti e continueranno a battersi. Per concludere su questi ultimi avvenimenti, è da rilevare l'infrazione alla legge e al contratto di lavoro, di cui si è resa responsabile la direzione aziendale non assumendo o non riassumendo due giovani che hanno prestato per 15 me(continua in 2" pagina)
PENTOLE SENZA COPERCHIO
Chi agisce per conquistare i voti alla C. I. S. L e alla U. I. L. Immaginabile era l'intervento della Direzione nelle prossime elezioni della C.I. ma quanto sta avvenendo in questi giorni è addirittura disgustoso. I fatti che avvengono all'Innocenti, che hanno suscitato e suscitano indignazione e collera tra i lavoratori, dovrebbero far riflettere ogni onesto lavoratore organizzato alla CISL e alla UIL, e sono tali che dovrebbero far arrossire i dirigenti stessi di questi sindacati. Se ancora ve n'era bisogno questi fatti dimostrano quale funzione assegna il padronato alla CISL e alla UIL. Come è possibile concepire che questi difendono gli interessi dei lavoratori, se Fa direzione arriva a ricattare i lavoratori perchè votino per la CISL e la UIL? Vuol dire che questi sindacati sono quelli del padrone quantomeno di comodo al padrone. Vota per la CISL e la UIL altrimenti ci saranno dei licenziamenti e potresti essere incluso, se invece vincerà la CISL e la UIL ci sarà un premio. Così comunica l'ing. Butta agli operai raschiettatori del G 3, così comunica il sig. Garella agli impiegati e disegna-
tori del suo ufficio, cosi comuniEa ad altri operai ancora il sig. Margelli. I lavoratori rispondano a questo ricatto votando in massa per la FIOM, anche quelli della CISL e della UIL se vogliono difendere i loro interessi. Respingano quindi i lavoratori questo offensivo ed abominevole ricatto. II solo modo di difendersi contro la prepotenza, i soprusi e i ricatti del padronato è quello di essere bene organizzati ed avere alla testa una C.I. capace e combattiva. La dignità non è in vendita e la più degna risposta da dare è votando per la FIOM, i cui candidati sono uomini provati e sperimentati in cento e cento lotte, uomini incorruttibili la cui onestà è inattaccabile. Dal canto loro i dirigenti, i candidati della CISL e della UIL se solo avessero un po' di dignità non permetterebbero un simile ricatto, non permetterebbero che sia la direzione a procacciargli i voti, in caso contrario il connubio con le direzione sarebbe chiaro.