Anno 1 - N. I
Incomprensione operaia ? COMUNICATO Venerdì, 15 genn. 1934 La Direzione Generale ha Tatto la seguente dichiarazione ai membri fissi della C I. « Avendo la Presidenza constatato l'incomprensiun operaia per i grandi lavori di c ammodernamento che si era ripromessa, decide di sopras« sedere id ogni lavoro legato « con l'ammodernamento .stese so. La Direzione GeUerale rie tiene quindi opportuno, dato « le condizioni di magazzeno « iniziare da lunedì 18 gennaio « la riduzione dell'orario di la« voro a 40 ore settimanali ». A nome della C.I. è stata respinta la dichiarazione di «incomprensione operaia per l'ammodernamento s. La C.I. ritiene quindi di-
chiarare nuovamente a nome di tutti voi: Che insisteremo, unitamente al C.d.G. parte lavoratori, perchè venga ripreso lo studio per l'ammodernamento degli impianti. Che con il , provvedimento, preso di applicare l'orario ridotto in questo momento di continuo aumento de' costò della vita, un orario ridotto quando già il normale è insufficiente per affrontare il bilancio famigliare, a nostro parere non riteniamo che tale provvedimento risolva il problema di •fondo per una migliore produzione vista sotto l'aspetto quantitativo e qualitativo: riteniamo che tale provvedimento tenda a risolvere la eventuale situazione economica aziendale chiedendo nuovi sacrifici agli operai che in questi ultimi mesi in altre occasioni già ebbero a sopportare dimostrando così comprensione. D'altro canto i lavoratori tutti, operai é impiegati, sano, benissimo che l'ammodernamento industriale à indispensabile in una moderna azienda: sono convinti che le ultime proposte avanzate dalla C.I, il giorno 13 mattina alla Direzione del Personale davano possibilità di discussione e anche di conclusioni accettabili da ambo le parti. anfatti la C.I. parlando agli operai alle ore 12,30 dello stesso giorno asseriva tra l'altro: «... a queste condizioni o similari... ».
Sono quindi convinti che tutto il problema possa essere ripreso in esame per mantenere sempre all'avanguardia, sociale e produttiva, le nostre officine. LA COMM. INTERNA
PERIODICO PER I LAVORATORI DELLA FABBRICA INNOCENTI
I
Gennaio 1954 - L. 10
Rammodernamenti = licenziamenti? La smobilitazione dei fonditori Nell'epoca del capitalismo i lavoratori non possono più puntare solamente sull'obiettivo tradizionale del movimento sindacale: maggiori salari e migliori condizioni di lavoro, ma devono allargare il campo della loro azione per reagire con efficacia alle conseguenze sempre più gravi di una struttura economi_ ca che si rivela, nella maggioranza delle aziende. negativa nella sua capacità di sviluppo. L'oasi verde e beata di una Innocenti immune e intoccabile da crisi di governo e da egoismi padronali doveva cadere (vedi Conferenza di produzione del C. d. G. parte lavoratori) perchè un puledro costretto a vivere in mezzo ad un branco di asini dimentica, dopo un certo tempo, il limpido nitrito per intonare un potente e stonatissimo raglio. E qui da noi si incomincia a ragliare.... (nessun riferimento a complessi direzionali! Il raglio lo emette la azienda nel suo genere neutro e impersonale). Governi non rispondenti alla espressa volontà del popolo, circuiti economici ristretti ed. imposti, econ - mia soffocata urtano contro la forza produttiva popolare contro la potenzialità di questa forza produttiva che ha asso-
luto bisogno, assoluta necessità di sfociare là dove 'mercati vergini e in rigogliosa ripresa darebbero respiro alla nostra economia rantolante. Un detto popolare dice che: le teste di legno galleggiano sempre! Infatti De Gasperi, Pella, Fanfani, Piccioni , Scelba, ecc. ecc.. malgrado la volontà popolare, restano sempre là inchiodati al seggiolino con la « pretesa » di governare. Si ha in Italia paura del nuovo, di nuovi sistemi. di rivoluzioni politiche ed economiche. Una cricca di mercanti (aggettivo dolce!) arraffa come può, dove può calpestando i diritti sociali, anche i più elementari. Per ora nel deserto (perchè sterile) della nostra economia, le oasi non sono totalmente scomparse; non si permetta che anche esse vengano spazzate e coperte dal sudiciume di compagini governative inadatte. Noi non pensiamo che la nostra Direzione voglia « dimensionare » la produzione al modesto livello del mercato nazionale e nemmeno che intenda dimensionare il personale alla produzione e perciò riteniamo valide le promesse fatte dal Direttore Generale per un miglioramento tecnico tale
VI SALUTIAMO Fabbrica sul Lambro » saluta i lavoratori della Innocenti, saluta i lavoratori di tutte le piccole e medie fabbriche di Lambrate, saluta, nel iviscère, gli altri giornali di fabbrica, fratelli maggiori di. una stessa grande famiglia. Questo giornale vuol• avere, oltre alla solita funzione informativa, una funzione di indirizzo per tutti i problemi che toccano i lavoratori della Innocenti tanto direttamente che indirettamente; vuol essere una palestra di dibattiti, aperta a tutti, senza distinziOne di fede politica o di appartenenza all'uno od all'altro sindacato, palestra di dibattiti che orienti gli operai, gli impiegati, i tecnici sulla strada più giusta .p r una efficace difesa dei loro interessi, dibattiti che pongano al centro dell'attenzione del lettore i problemi più scottanti e ne prospettino le migliori soluzioni. I lavoratori hanno la netta sensazione che la situazione economica, sociale e politica del nostro Paese è caratterizzata da un grave dilemma: o le forze sinceramente democratiche, alla testa delle quali marciano le classi lavoratrici, riusciranno a prevalere o quanto meno ad imporre un nuovo corso economico, sociale e politico dando concreta applicazione alla Costituzione Repubblicana, ovvero il nostro Paese, per la prevalenza delle forze più reazionarie, sarà •costretto a subire un lungo periodo di soggezione allo straniero, di sempre maggior miseria, di aumentato sfruttamento delle grandi masse lavoratrici, di crisi economica sempre più accentuata; un periodo aperto a tutte le incognite più gravi e, non ultima tra queste calamità, la prospettiva di essere trascinato in catastrofiche avventure belliche. «Fabbrica sul Lambro> vuol essere la bandiera attorno alla quale si stringano tutti i lavoratori della Innocenti perchè il dilemma si risolva favorevolmente per la democrazia, per la pace, per lavoro. LA REDAZIONE
da assicurare, in avvenire, un notevole aumento di produzione con conseguente riduzione dei costi e del prezzo, sì da permettere l'immissione sul mercato della Lambretta ad un prezzo accessibile al 'ootere d'acquisto dell'enorme massa dei lavoratori. Questo significherebbe: mercato a respiro regolare, buona tranquillità, prezzo invernale e sparizione dell'immagazzinamento. • Chi ha avuto il doloroso• incarico di spiegare agli operai del Rep. Fonderia le richieste della Direzione, si è trovato di fronte ad una schiera muta. dolorosamente attonita; nei loro occhi si leggeva incredulità, orrore ed indignazione. Da qualche viso, annerito dalla polvere e dal fumo, si son viste scendere lacrime silenzi:se... Noi sappiamo di godere della inconcizionata fiducia dei nostri compagni di lavoro e ne siamo orgogliosi. A nostra volta «dobbiamo» avere fiducia nell'Ing. Lauro. Ma noi, membri del C. d. Cr. e gli operai con noi non possiamo avere fiducia nel terze elen , ento in campo (Fonderia Stigler e Clur). Una volta licenziati n -n ci sono garanzie di sorta (nemmeno quelle della nostra azienda) valide a tenere tranquilla una vita d'attesa per una chimerica riassunzione. Noi siamo tuttora convinti e lo abbiamo detto' in seduta plenaria, che i 48 operai possono trovare sistemazione con una oculata e organizzata distribuzione interna. Sia-r9 convinti che dopo aver visto, durante questi anni di lavoro, arrivare sempre macchinario moderno polivalente miglioramento di prodotto. aumento di produzione (triplicato), dopo che la Direzione ha chiesto a nei via via vari sacrifici (e, dove ;i è potute, le maestranze hanno sempre positivamente risposto) dopo che la Direezione ha lavorato in pace. per tanti anni, indisturbata e tranquilla, siamo convinti che il licenziamento non è e non deve ess ,- , unq conseguenza Non è una forma di paternalismo che chiediamo, ma una soluzione consona alla serietà con la quale la Direzione ha condotto in questi anni le s-rti dell'impresa. rs-:^i 43 fuori dalla porta, se andranno, resteranno sempre una macchia che offuscherà e farà cadere la fiducia fino ad, oggi riposta in chi dirige e paga. A. MEAZZA Membro del Consigilo di Gestione