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Il Costruttore1

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sezione sindacale aziendale FlOM-CGIL della Fit-Ferrotubi-Giugno 1969

Autodifesa proletaria La società moderna ha nei mezzi di comunicazione di massa il suo carattere culturale ed economico. Si può dire che la cultura dei nostri tempi si concentri e si diffonda nei mezzi di comunicazione. (E' un fatto culturale tipico ed economico insieme, ad esempio, l'annuncio pubblicitario). Quale cultura propinano questi mezzi di comunicazione? E' essa l'espressione dello spirito della nazione, della fantasia e creatività popolare quale unica responsabile della cultura? Basta leggere un foglio di stampa indipendente per accorgersi come questo non sia. Di fatto tutta la grande stampa e la televisione, mezzo di massa per eccellenza, appartengono e sono gestiti da gruppi capitalistici. Nelle mani di questi pochi, radio, giornali, televisione, diventano uno strumento formidabile di propaganda politica sottile, ma, nel tempo, penetrante ed efficacissima. Posto a livello di massa lo sfruttamento, lo generalizza, trasforma le masse in oggetti da manipolare. Noi non siamo più e solo sfruttati in fabbrica ma nelle nostre case, al cinema, allo stadio e in ogni luogo dove si può vedere e sentire. Sorge da questo stato di cose, come reazione spontanea, come rivendicazione della nostra soggettività la necessità di una contro informazione la quale deve rappresentare un nostro momento di difesa e di riflessione. La necessità di un giornale gesti-

to da noi nasce quindi dalle cose stesse. Esso non deve essere la voce di una avanguardia di lavoratori politicizzata ma di tutti noi, operai impiegati, impegnati a mantene-

re viva questa attività. In questo modo sarà posi' ile recuperare la creatività e la ntasia nostre assorbite da un sistema che, raffinato, ci sfrutta anche intellettualmente.

Gioventù operaia Nelle lotte sindacali di questi ultimi mesi massiccia è stata la partecipazione dei giovani lavoratori. Uno dei temi che sono al centro del dibattito nell'intera opinione pubblica, è quello dei giovani. Il movimento studentesco che si èsviluppato nei mesi scorsi con episodi clamorosi e talvolta drammatici, ha spesso fatto pensare che la contestazione giovanile fosse essenzialmente un fatto presente nelle scuole e nelle università. Ciò è profondamente sbagliato; la contestazione giovanile esiste ecc è forte vigorosa anche fra i giovani lavoratori, in particolare tra i giovani operai. Prendiamo il caso delle grandi lotte sindacali di questi ultimi mesi. Da tutti è stata rilevata la massiccia partecipazione dei lavoratori alle lotte aziendali generali, ma nel quadro di questa imponente partecipazione i giovani si sono mossi e si muovono con caratteristiche particolari, specifiche, che il più delle volte cambiano radicalmente e scombussolano il vecchio modo di organizzare

gli scioperi e le vecchie tradizionali forme di lotta. Per esempio, i giovani non si accontentano più di fare lo sciopero; vogliono la manifestazione. Non riteniamo che ciò sia solo dovuto alla baldanza giovanile. ma al fatto che essi sentono forte e maggiormente la esigenza di far pesare le loro lotte nei confronti dell'opinione pubblica, dei poteri pubblici e del governo. Inoltre la spinta, presente nelle lotte per rivendicare obbiettivi più avanzati che modifichino profondamente l'attuale condizione sociale e politica, proviene soprattutto dai giovani. Questo dimostra che tra la gioventù operaia la contestazione avviene prima di tutto nei confronti del padrone e si manifesta anche nei confronti del sindacato quando esso non riesce a raccogliere ed esprimere compiutamente questa esigenza. Da queste poche considerazioni è facile dedurre che le contestazioni giovanili sono elementi non solo di rinnovamnnto, ma di grande forza per segue in-Z


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