MILANO DODICI ANNO I N. 1 FEBBRAIO 1977
FELTRE-CIMIANO LAMBRATE ORTICA
L.200 ESCE A FINE MES[
MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'
IL QUARTIERE E IL SU GIOR Veramente i quartieri sono tre (lo dice chiaramente la testata stessa del nostro giornale). Sono tre con le loro tradizioni, la loro storia di conquiste e di lotta. La zona è una sola: "Zona 12" del grande comune di Milano.
Siamo così in 37.248 abitanti, con i nostri problemi, i nostri contrasti, soprattutto con delle scelte da fare. Innanzitutto c'è la necessità di dibattere, di dire la nostra, di criticare e di criticarci per far anche sentire la nostra voce a Palazzo Marino: sono i nostri stessi amministratori a chiedercelo. Ecco una delle ragioni, se non la principale, che ci ha spinto a fare questo giornale. Una voce libera e aperta a tutti i cittadini che vogliono migliorare e migliorarsi, un giornale di tutti e per tutti, che esclude e censura solo i fascisti e i provocatori. Dopo due mesi di sforzi, eccoci al primo numero. Molti nella zona che sono stati informati di questa iniziativa si sono mostrati diffidenti, non ci credevano e ci hanno lasciati un po' soli. Senonchè, da oggi, il giornale Milano Dodici è una realtà. Ogni titubanza sarà messa al bando e fin dal prossimo numero il giornale sarà senz'altro migliore perchè raccoglierà la vostra voce direttamente. Siamo sicuri che il nostro entusiasmo sarà premiato e che diventerà anche il vostro: la tradizione, la storia, la conoscenza che abbiamo della zona (basterebbe guardare i risultati elettorali) ci danno questa sicurezza. Una precisazione è doverosa. Milano Dodici si definisce giornale di poli-
tica cultura e attualità, però deve esprimere la nostra realtà. Non dobbiamo pensare quindi al giornale come se dovessimo fare concorrenza al Corriere della Sera o al quotidiano che comperiamo la domenica o tutti i giorni. I fatti sono diversi e diverso è il modo di esporli. Soprattutto il linguaggio è diverso, perchè tutti possono dire la loro senza il minimo imbarazzo. Su Milano Dodici più della forma e delle parole conta la sostanza delle idee, dei punti di vista. Non il punto di vista degli ‹‹ esperti », perchè allora non ci sarebbe bisogno di un giornale nostro, ma di ogni cittadino che vede e che riflette, sia esso d'operaio, la casalinga, il disoccupato, lo studente, l'anziano in pensione eccetera. Si paria tanto di pluralismo: questo è il pluralismo. E se c'è dibattito e confronto, il pluralismo può diventare democrazia, cioè una linea d'azione positiva che nasce dal basso, con il consenso, con la partecipazione, con la forza di tutti o della maggioranza. Questo significa fare politica davvero, combinando i fatti e le idee. In modo vivo e pulito. Si invoca da più parti, ma mai abbastanza, un «nuovo modello di sviluppo » (da organizzare in lutti i sensi: sul piano economico, civile, del tempo libero, dell'ordine pubblico, dell'intesa tra giovani e a-
dulti e così via). Deve dunque finire l'epoca dei programmi dall'alto, dalla politica miope e sbagliata, che genera clientelismo, proteste, ingiustizie, disgregazione e violenza. Rendiamoci conto che questo nuovo modello di sviluppo non ci viene regalato da nessuno e che ce lo dobbiamo costruire noi, a poco a poco, cominciando o ricominciando da adesso. Non si parte da zero, perché ognuno di noi ha le proprie idee, le proprie convinzioni, i propri ideali, il proprio partito, le esperienze e le battaglie che ha già attraversato. Milano Dodici vuole essere un giornale unitario, democratico, specchio del quartiere e dei suoi abitanti. Sosteniamolo. Sauro Sagradini
MILANO HA IL NUOVO PIANO REGOLATORE
COMINCIAMO AD USCIRE DALLA NEBBIA Dopo un lungo dibattito il giorno I I dicembre 1976 il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la proposta della Giunta di variante al Vecchio Piano Regolatore Generale del 1953. Hanno votato a favore il PCI e PSI. si sono astenuti il PSDI e Democrazia proletaria ed hanno votato contro PRI, PLI, DC e MSI. L'approvazione della variante costituisce un fatto politico di notevole importanza. Infatti dopo tanti anni di disordine urbanistico, di espansione edilizia incontrollata. di speculazioni e di rapina delle risorse della città, finalmente si ha uno strumento urbanistico che consente di programmare uno sviluppo della città, per quanto ancora è possibile fare, che risponda alle esigenze di un vivere più umano. finalmente si ha un quadro di riferimento chiaro e preciso. Questo obiettivo ed, allo stesso tempo, impegno, disatteso dalle passate giunte di centro-sinistra (è dal'ormai lontano 1963 che si sarebbe dovuto apportare la variante al PRG) è stato raggiunto dalla nuova giunta democratica al comune di Milano dopo il voto del 15 giugno. È un dato da tenere ben presente se si pensa che sono state proprio le inadempienze delle vecchie gestioni comunali e la rinuncia, specie da parte della DC, a programmare lo sviluppo della città che hanno causato il disordine urbanistico verificatosi in questi anni. Il dibattito che ha accompagnato la proposta della giunta è stato ampio e lungo ed ha coinvolto le forze sociali e politiche della città, le organizzazioni dei lavoratori ed anche numerose associazioni imprenditoriali e di categorie produttive, ognuna delle quali ha portato un suo contributo È stato proprio per analizzare e recepire le numerose osservazioni presentate alla proposta di variante che l'approvazione da parte del Consiglio Comunale è slittata a dicembre e non si è avuta prima dell'estate come era nelle primitive intenzioni. Ruolo di primo piano lo hanno avu-
to i Consigli di Zona che hanno dimostrato. ancora una volta, di essere uno strumento essenziale di partecipazione popolare. Attraverso i CdZ il dibattito si è potuto allargare ad un grande numero di cittadini. Nella nostra zona 12. infatti, oltre alle numerose riunioni della commissione urbanistica e del Consiglio di Zona, si sono poi effettuate cinque assemblee popolari nei quartieri ed una coi lavoratori delle fabbriche della zona. Non si può certo dire che sono mancate le occasioni di confronto. A dimostrazione, ancora, del ruolo fondamentale del CdZ, c'è da dire che quasi tutte le osservazioni avanzate dalla zona 12 alle proposte della giunta (ed erano oltre trenta) sono state poi accettate nella stesura definitiva del piano regolatore. Di come si sono schierate le forze politiche durante la votazione del Consiglio Comunale si è già detto. Pensiamo, però, che sia doveroso riferire sulla posizione che la Democrazia Cristiana ha assunto durante il dibattito. Ebbene, tale gruppo politico ha rifiutato pregiudizialmente ogni tipo di confronto (ed un atto importante come il PRG avrebbe dovuto impegnare uno schieramento di forze che andasse al di là della maggioranza) e si è rinchiusa in una polemica strumentale che andava a toccare questioni molto marginali. E non è che la DC fosse impreparata a tale dibattito, visto che il punto di partenza della proposta della giunta era un progetto di variante fatto negli anni scorsi dal democristiano Cannarella e sul quale già c'era stato un sufficiente dibattito. Lo stesso atteggiamento di chiusura e, come tale, per nulla costruttivo, ha caratterizzato la DC della zona 12 che è arrivata a ritirare i suoi rappresentanti dalla commissione urbanistica del Consiglio di Zona per tutto il tempo durante il quale è durata la discussione sul PRG alla commissione stessa. Comunque il dibattito sul PRG non é certo chiuso con la sin approvazione da
parte del Consiglio Comunale. Una fase ancora difficile ed impegnativa ci aspetta: quella della gestione cioè la fase di applicazione delle scelte del piano. Anche qui, se veramente si vuole che il Piano Regolatore svolga la sua funzione di strumento essenziale per affrontare e risolvere i problemi della città sarà necessario l'impegno generale di tutte le forze politiche democratiche e sarà necessario che si realizzi un'ampia e leale collaborazione. Sottrarsi a questo impegno significherà assumersi delle gravi responsabilità nei confronti dei cittadini, significherà disinteressarsi della loro esigenza di uno sviluppo ordinato della città fatto a misura di chi lavora ed
opera onestamente e non di chi specula. Proprio perchè consideriamo tutt'altro che chiuso il dibattito, non riteniamo che un solo articolo possa esaurire tutti i complessi aspetti e tutte le implicazioni connesse alla variante di piano approvata. Prevediamo. pertanto, altri articoli che tratteranno aspetti particolari come, ad esempio, il piano dei servizi o il piano della casa o il piano dell'industria nonchè qualche accenno sulla parte che riguarda le norme di attuazione. Infine c'è da dire che restiamo aperti ad ogni contributo che vorrà venire dalla cittadinanza ed accoglieremo favorevolmente tutte le puntualizzazioni e le osservazioni che ci perverranno.
IN QUESTONUMERO Milano ha il nuovo P.G.R. Lo sapevate che nella nostra zona? La lunga storia della FAEMA Vita culturale e politica 8 marzo: festa della donna Speciale "Il Consiglio di zona"