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L'Eco di Niguarda7

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L'analisi del voto nelle nostre scuole (seconda pagina)

L'ECO DI NIGUARDA

Il Pluricentro per l'infanzia: una grossa realtà (terza pagina)

ANNO 1975

PERIODICO DI INFORMAZIONE RIONALE

IL FUTURO DELLA SCUOLA

La nostra proposta e il nuovo Piano Regolatore Generale

Con l'elezione degli organi collegiali nella scuola, previsti dai Decreti Delegati, si è aperto nella scuola italiana un importante processo di rinnovamento. Certamente i Decreti Delegati non rappresentano la « Riforma della scuola », perchè in essi manca una visione globale dei problemi della scuola italiana e in numerose parti sono criticabili e incompleti. Nonostante questo noi riteniamo che essi siano un passo avanti perchè, interessando vasti strati della popolazione alla gestione della scuola ed ai problemi che in essa vi sono, di fatto creano quelle premesse di partecipazione democratica e di mobilitazione che renderanno possibile una Riforma globale. Tutti sanno in quali gravi condizioni sl trova l'istruzione nel nostro paese: la partecipazione agli studi di masse sempre più numerose ha trovato una scuola impreparata ad accoglierle, sia dal punto di vista delle strutture che da quello dei contenuti culturali. Ciò ha portato alla dequalificazione degli studi, alla selezione (di censo), ai doppi turni, alla scuola come deposito di disoccupati, alla separazione tra scuola e società. Appare pertanto ovvio come ogni iniziativa — come i decreti delegati — volta a smuovere tale situazione e a creare prospettive nuove di riforma, non può che essere difesa da tutti i democratici e in primo luogo dai partiti della classe lavoratrice. In questo senso una battaglia aperta abbiamo condotto contro l'astensionismo che, con errate motivazioni ideologiche e politiche, è stato sostenuto dalla frangia estremista del movimento degli studenti. Comunque i risultati della prova elettorale hanno dimostrato che la maturità degli studenti, dei genitori degli insegnanti è già notevole e complessivamente si è avuta una affermazione dei candidati democratici che si ispirano a programmi progressisti ed antifascisti. Ora è compito di tutti estendere questo fronte democratico attraverso una partecipazione attiva in prima persona alla vita degli organi collegiali, non delegando solo agli eletti la discussione e la scelta degli indirizzi che vogliamo che la nuova scuola italiana debba avere. Ci siamo battuti e ci batteremo perchè gli organi collegiali della scuola aprano un ampio dibattito riguardo ai grossi temi di fondo della scuola, dalla programmazione democratica dell'istruzione, al diritto allo studio, all'edilizia scolastica, ai nuovi contenuti culturali; tuttavia sarebbe un grave errore dimenticare le scadenze reali, anche di piccola portata, che nei prossimi mesi caratterizzeranno la vita di questi organi. Ci riferiamo alla celebrazione del trentennale della Resistenza nella scuola, alla scelta dei libri di testo, ai voti sulle pagelle, alle bocciature. Sarà su queste scelte di didattica che gli organi collegiali saranno tra breve chiamati a pronunciarsi. Per la prima volta infatti ai genitori agli studenti si chiederà di intervenire su problemi didattici e tecnici finora riservati solo agli insegnanti e agli « addetti ai lavori ». Noi abbiamo fiducia che gli organismi nei quali vi è una presenza significativa di democratici sapranno occuparsi anche di questi problemi, tuttavia riteniamo compito nostro e di tutte le forze culturali democratiche e antifasciste aprire un confronto su questi temi di didattica che serva ad approfondire le conoscenze ed ad orientare le scelte dei genitori, degli Insegnanti degli studenti.

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IL MANO DI RISANAMENTO DEL VECCHIO NUCLEO DI NIGUARDA La crisi energetica, oltre ad avere aggravato la crisi economica mettendo in luce tutti gli aspetti negativi e contraddittori del nostro meccanismo di sviluppo, ci ha costretto, durante il periodo cosiddetto di « austerity », a riscoprire la nostra città e i suoi valori storici, culturali e ambientali. Si parlò allora di centri storici, di isole pedonali e di interventi urbanistici interessanti che però, se si eccettua qualche episodio isolato, non sono stati a tutt'oggi realizzati. Di fronte a queste considerazioni è con un certo orgoglio che vogliamo ricordare la proposta avanzata dal P.C.I. fin dal 1972 — molto prima della crisi energetica — per la salvaguardia del vecchio nucleo di Niguarda. Volevamo e vogliamo tuttora presentare una proposta complessiva che partendo dalla tutela di taluni valori storici ambientali per la loro salvaguardia e per il mantenimento del tessuto sociale del nostro rione. Difatti riteniamo che le vecchie « corti » di Niguarda, la loro con-

formazione urbana e i loro ricordi, non dovessero scomparire col tempo per l'incuria dei padroni che per motivi chiaramente speculativi preferiscono la degradazione delle loro proprietà edilizie al posto di interventi conservativi costringendo a vivere, in luoghi fatiscenti e privi di servizi essenziali, molti lavoratori. Volevamo mantenere la Casa del Popolo di Via De Calboli come punto di riferimento della lotta popolare ed antifascista, da destinarsi a servizi sociali e culturali proponendo la creazione di una unità urbanistica omogenea: Scuola Elementare, Casa del Popolo, Centro Civico insediati nel verde recuperato in parte sull'area di Via Graziano Imperatore e sulle aree di Via Santagostino. li collegamento interquartiere sarebbe avvenuto con una nuova via di Piano Regolatore che avrebbe consentito l'istituzione di un'isola pedonale in Via Passerini mentre il terreno di Via Graziano Imperatore sarebbe servito per la costruzioni di alloggi popolari ad affitto equo per i niguardesi che abitano nelle case da ri-

QUEST !AREA NON Si TOCCA:

sanare con la destinazione di una parte a verde; la creazione di un piccolo teatro all'aperto da ricavarsi all'interno della vecchia casa adiacente e l'istituzione di un supermercato dell'Unicoop Lombardia che, oltre ad acquisire maggiore efficienza sul piano distributivo, diventerebbe uno strumento di contenimento dei prezzi. L'area destinata alla Unicoop comprende anche la disponibilità per il rione di un parcheggio per veicoli. La proposta avanzata dal gruppo del P.C.I. è stata da tempo approvata dal Consilgio di Zona e dalla popolazione attraverso seri e approfonditi dibattiti nel Consiglio e in quattro Assemblee Popolari. La proposta è stata anche pubblicizzata sia da parte del Circolo Culturale « Achille Ghiglione » e dall'architetto Mattioli con la realizzazione di una mostra che dalle Sezioni del P.C.I. e del P.S.I. di zona con la elaborazione e la distribuzione di un giornaletto che illustrava e commentava la proposta. Ma è possibile, si domanda la gente, che la proposta possa diventare realtà? Certo, basta che da parte dell'Amministrazione Centrale si abbia la volontà politica di applicare la Legge 167 di edilizia economica e popolare e la Legge per la casa 865 che consentono in un certo ambito del territorio l'esproprio dei terreni privati per la costruzione di case popolari, opere di risanamento e di ristrutturazione e la realizzazione dei necessari servizi sociali.

La legge 167, già applicata nel centro storico di Bologna e nel quartiere Garibaldi a Milano, offre soluzioni urbanistiche in grado di trasformare una delle zone più degradate di Niguarda, sia sul piano urbanistico che igienico-sanitario. Come hanno reagito le autorità cittadine: il sig. Velluto, assessore democristiano all'Edilizia Popolare aveva dichiarato di recepire lo spirito della proposta e di impegnarsi per realizzarla. Il socialista Baccalini, allora assessore alle licenze edilizie, aveva annunciato il blocco della licenza sull'area di Via Graziano Imperatore che altrimenti avrebbe fatto saltare il piano di risanamento. Il consigliere del P.C.I. Sacconi si è dichiarato favorevole al piano e dava al Consiglio di Zona tutto il sostegno necessario. Il Sindaco di Milano, con una sua lettera del 2 Novembre 1973, assicurava il suo interessamento per avviare a soluzione concreta la questione prima della scadenza elettorale. L'Assessore all'Urbanistica Cannarella, democristiano, disse testualmente che « verrà rispettato il parere del Consiglio di Zona e se al suo interno non emergeranno altre valutazioni, sarà fatale adottare la 167 ». Quest'ultima frase dell'assessore democristiano venne presa da qualche elemento del partito dello scudocrociato che opera nel Consiglio di Zona (per la verità isolato dal suo stesso gruppo politico e notoriamente collegato agli Enti inutili ed al sottogoverno cittadino) per ten(cont. a pag. 2)

Perché ancora "“L'ECO“?

Qualche settimana fa, l'Amministrazione Comunale ha presentato un piano per l'edilizia economica e popolare — Piano integrativo della 167 — per la nostra città. In esso si prevede la costruzione di 130.000 vani nuovi e da ristrutturare compresi quelli previsti dal piano di ristrutturazione per Niguarda. Viene espressamente dichiarato che fra i numerosi interventi proposti, quello di Niguarda — grazie al lavoro del Consiglio di Zona ed alla partecipazione della popolazione — è l'unico già pronto in tutti i dettagli per cui si potrebbe già partire per le fasi degli espropri ed esecutive. Osservando però attentamente la pianta relativa, notiamo che l'area di Via Graziano Imperatore è stata « stralciata » dal Piano di 167. Ciò annullerebbe le rivendicazioni formulate: case da ristrutturare; verde pubblico; ampliamento della Scuola Elementare; isola pedonale in Via Passerini. In cambio avremmo in « regalo » 420 nuovi abitanti provenienti da altre zone cittadine consentendo la speculazione privata sull'area di Via Graziano Imperatore e moltiplicando le esigenze di servizi.

A questo punto è necessario porre gli assessori competenti di fronte alle proprie responsabilità: o la difesa dei giusti interessi dei niguardesi, o la scelta della speculazione privata perdendo in questo caso quel briciolo di dignità che gli è ancora rimasta. Quindi il momento della mobilitazione di massa: partiti politici, organizzazioni democratiche, cittadini devono unirsi per far rispettare a chi di dovere gli impegni assunti. SI al piano particolareggiato per il vecchio nucleo di Niguarda non deve essere solo uno slogans ma un impegno democratico per far capire a chi non lo vuole che sono finiti i tempi vergognosi dello scempio urbanistico compiuto dalle « Immobiliari » col tacito assenso delle «autorità ».

26 marzo: CONSIGLIO DI ZONA Per l'area di Via Graziano I., la Democrazia Cristiana della Zona 9 per bocca del suo capogruppo, unico presente su 5 consiglieri, ha detto NO al Lotto di 167 ribadendo la scelta per la speculazione privata.

Erano i primi mesi del 1954 quando veniva alla luce « L'Eco di Niguarda ». Oggi, a distanza di vent'anni riprende vita in una situazione diversa ma non meno gravida di problemi da risolvere. Molta acqua è passata sotto i ponti del Seveso. Le battaglie allora sostenute dai niguardesi e dalL'Eco avevano vinto in due direzioni: quella contro il disinteresse e l'ignavia degli amministratori centrali e per la soluzione di importanti problemi: il Seveso è stato coperto all'interno del rione, il fango è scomparso dalle strade, il Centro Comunale Sportivo è stato realizzato, la illuminazione delle vie è diventata decente, sono migliorate le condizioni della viabilità e dei trasporti pubblici. Ma quanti e quali problemi sono ancora aperti anche se oggi, grazie al Consiglio di Zona, si sono fatti importanti passi in avanti per il decentramento politico e amministrativo e si sono elaborati piani e proposte concrete ad ogni livello per cambiare le cose con la partecipazione attiva della popolazione. Queste sono però soltanto le premesse di ciò che si deve fare. L'Eco di Niguarda vuole essere ancora una volta il portavoce dei niguardesi. Uno strumento di denuncia della lentezza della macchina burocratica comunale e di sensibilizzazione della popolazione perchè si mobiliti, assieme alle forze sociali, politiche e sindacali per rovesciare l'assetto piramidale del potere comunale in modo da poter fare scelte democratiche capaci di soddisfare le esigenze del rione in sincronia

con quelle della zona e della città. La variante di zona del Piano Regolatore Generale, le indicazioni sulla localizzazione dei servizi primari e secondari presentati dal Consiglio di Zona sono stati recepiti nel nuovo Piano Regolatore. Ma dall'accettazione alla realizzazione passa molta strada e infiniti sono i pericoli di modificazione del PRG da parte dei proprietari delle aree e dei loro autorevoli amici che siedono a Palazzo Marino. Ricordate niguardesi che la battaglia comincia oggi. I « sordastri » del governo locale non sono scomparsi anche se la vecchia guardia clericale e socialdemocratica ha lasciato il cadreghino alle nuove leve del centrismo milanese che sono anche degli efficienti « marciatori silenziosi ». Il nostro e il vostro compito è quello di scrollarli e di incalzarli senza tregua. I fascisti, i loro amici aperti o camuffati, i rappresentanti della speculazione edilizia e i nemici del decentramento politico e amministrativo abbarbicati nelle poltrone di Palazzo Marino o nei meandri infiniti della burocrazia comunale devono sentire il peso dei nostri problemi: asili nido, scuole di ogni ordine e grado, verde, campi gioco, la casa, i centri per la difesa della salute. Se diranno che non ci sono i soldi noi indicheremo il modo e i metodi per ottenerli. Non dare loro respiro e cacciarli al momento opportuno è l'obiettivo che dobbiamo prefiggerci se vogliamo sul serio che Niguarda e Milano si trasformino nelle proprie strutture e vengano soddisfatti pienamente i bisogni dei lavoratori.


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