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PERIODICO DELLA ZONA 4 / mensile
anno ventesimo numero tre. aprile 1977 bpedizione in abbonamentt5 postale gruppo III - (70%)
I "facinorosi" dell'Einstein Da molto tempo gli studenti del liceo «Einstein» sono impegnati nel tentativo di svecchiare metodi e contenuti in uso nel loro istituto; da anni ormai (si ricordi un articolo de «Il dialogo» del novembre 1975) propongono l'attuazione dei gruppi di studio pomeridiani che superino questa «cultura ripetitiva ed informativa, essenzialmente in crisi, ma chiusa ad ogni apporto» degli studenti stessi. Ora il problema si ripropone, con improrogabile urgenza. Verso la fine del mese di febbraio fu richiesta all'autorità scolastica da parte dei genitori democratici l'agibilità dell'istituto per un'assemblea pomeridiana su tale argomento-secondo l'art. 43 del decreto 416 sugli organi collegiali- L'assemblea non fu permessa. Fu concessa invece la scuola per un'assemblea della «Libera Associazione Genitori». Perchè questa arbitrarietà? La Commissione paritetica, composta da professori, genitori e studenti, aveva steso un documento sulla necessità dei gruppi di studio, da attuare con la presenza di un insegnante su argomenti da decidere insieme: la richiesta
fu respinta dal preside e dal collegio docenti. E non furono mai accolte le richieste di un'assemblea con gli insegnati e di una, in orario serale, con tutte le componenti della scuola. L'elusione continua e discriminata delle richieste, unita al clima di pesante repressione di ogni possibilità d'espressione contro l'art. 21 della Costituzione - ha portato il 5 e il 7 marzo a un'estesa protesta degli studenti che in assemblea hanno di nuovo espresso a maggioranza la domanda di gruppi di studio pomeridiani, attuati secondo una seria metodologia di ricerca su temi d'interesse specifico degli alunni, con la collaborazione di insegnanti disposti a tale lavoro. Il preside ha avanzato allora la proposta limitativa di organizzare gruppi solo con alunni scelti da lui. Gli studenti hanno invece ben chiarito che i gruppi pomeridiani rientrano nel generale diritto allo studio per tutti e che un «numero chiuso» è assurdo in quanto vanifica tale diritto. Inoltre hanno di nuovo chiesto la possibilità di usufruire delle palestre, dei laboratori, delle biblioteche.
20 nnni Cinque anni fa volevano cambiare il volto di Corso XXII Marzo. Gli speculatori avevano deciso di mandare via gli abitanti per fare uffici, grandi magazzini, negozi di lusso. La reazione della popolazione fu immediata e decisa. Ma ora, dopo cinque anni, com'è la situazione?
II marzo
cinque anni dopo Corso XXII Marzo cinque anni dopo: siamo voluti tornare, dopo un certo periodo di silenzio, a rivedere la situazione delle case della Beni Immobili Italia dopo che sono state incluse nel lotto previsto dalla legge 167. Ma prima di vedere che ne è della applicazione di questa legge, e in che condizioni si trovano ora questi stabili, ci sembra utile rievocare i momenti che hanno portato alla ribalta dell'opinione pubblica le case di Corso XXII Marzo.
LA SACIE BONOMI Se ne incominciò a parlare per la prima volta quando lo stabile situato all'angolo tra corso XXII Marzo e Via Morosini, di proprietà della SACIE Bonomi, divenne il centro di una complessa vertenza. Questo stabile era stata evacuato dagli inquilini e dai negozianti per le precarie condizioni in cui si trovava e per le pressioni dell'Immobiliare; in seguito quest'ultima presentò domanda per ottenere licenza
di costruzione di un grande magazzino e di un parcheggio per i clienti dello stesso. Immediatamente l'assemblea degli abitanti delle case di proprietà dell'immobiliare presenti in zona, in Corso XXII Marzo, Via Calvi, Via Fiamma, Via Foldi e Via Anfossi si pronuncia contro questa soluzione e chiede l'applicazione della legge 167. In un primo momento anche il Consiglio di Zona da parere sfavorevole alla costruzione del grande magazzino PENNEY. In un secondo tempo, si pronuncia favorevolmente. in cambio della ristrutturazione di altri stabili e la cessione di altre aree da adibire a servizi pubblici. Però la SACIE Bonomi nel frattempo aumentava le spese senza fare alcun tipo di manutenzione, minacciando gli inquilini e non riaffittando più le case che si liberavano per il decesso degli stessi.
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scuola aperta = crollo dell' Einstein Per tutta risposta l'autorità scolastica ha mandato alle famiglie degli alunni una lettera in cui si dice che «una minoranza di estremisti» avrebbe compiuto «una serie di abusi» tra cui «gesti di sopraffazione e di minaccia», con lo scopo di «ottenere la scuola aperta di pomeriggio, cioè di porre il fondamento del crollo dell'Einstein»; la lettera termina con l'invito ai genitori a persuadere i figli a non unirsi alla «esigua minoranza di facinorosi», perchè altrimenti «il danno ricadrà sull'apprendimento degli alunni, e, in conseguenza sulla valutazione che del loro rendimento si dovrà pur dare». L'«appello» si commenta da sè e l'ultima frase fa capire da che parte arrivano in realtà le sopraffazioni e le minacce, metodo di «governo» proprio di persone incapaci di gestire con competenza e senza nevrosi la realtà a cui sono state preposte. A ragione il presidente della Commissione Scuola del Consiglio di Zona 4, avv. Savasta, ha dichiarato pubblicamente che è ormai convinzione dei consiglieri che in questo liceo non si rispettano i
diritti delle minoranze, la libertà di pensiero e di espressione, l'agibilità delle strutture scolastiche. L'unica iniziativa che l'autorità scolastica ha favorito, in accordo con la «Libera Associazione», è stata lo scorso anno un viaggio in Canada e quest'anno un viaggio a Mosca: con la spessa di 400.000 lire per studente! Il Consiglio di Zona ritiene giuste le richieste degli studenti e convocherà un'assemblea serale all'interno dell'Einstein con tutte le componenti dell'istituto e con le forze democratiche della zona per discutere sulle proposte di legge per la riforma della scuola media superiore. Un'ultima nota, dedicata alla «Libera Associazione Genitori»; il suo presidente, sig. Mormone, sostiene di aver mandato a «II dialogo» ben due lettere: esse non sono mai state pubblicate, perchè non sono mai arrivate a questa redazione. Siamo sempre disposti a pubblicare ciò che vorrà inviarci e intanto siamo in attesa delle copie delle due lettere che un «disguido» postale non ci ha permesso di ricevere. Lella Svanini
In seconda pagina, nella rubrica «DIALOGO APERTO», una lettera del Prof. Gabriele Bersa, docente dell'Einstein
ricostruiamo Calvairate Come annunciavamo nel numero dello scorso dicembre, il lavoro di ricostruzione del vecchio borgo di Calvairate continua: in seguito al nostro appello alcune persone anziane sono venute in redazione a raccontarci duello che ricordano della loro infanzia. La ricerca procede bene. Cerchiamo in particolare notizie su: fabbriche, costruzioni popolari e private, strade, cascine, osterie, chiese, piazze, scuole, e inoltre sul modo di vivere, le abitudini, i passatempi, i luoghi di riunione propri della zona di Calvairate dagli inizi di questo secolo in poi. Chiediamo ancora a tutti coloro, che sono vissuti qui durante le due guerre mondiali e il fascismo o che qui hanno lavorato, di aiutarci, perchè possiamo fare «storia» anche con la piccola cronaca degli abitanti del quartiere.
in questo numero 4_ S SPECIALE i servizi sociosanitari in zona
6 imparare giocando