DÉRGANO BOVISA
CENTRO TELA E_
Ja.a_
uasseue
il vero corredo
SPECIE
Via Imbonati 67 ( ang. Conte Verde) Tel. 68.97.578
ELEZIONI POLITICHE
ar,r .ire /,/i/ L'assetti
PERIODICO DELLA ZONA 7
LE ACLI MILANESI SULLE ELEZIONI
Tre scelte per le quali votare.- democrazia, partecipazione, unità Noi del Dergano-Bovisa non siamo neutrali: non siamo verso le forze politiche e, soprattutto, non lo siamo verso i contenuti che queste forze esprimono. E siamo ancor meno neutrali quando si tratta di valutare se le scelte dei partiti nascondano ragioni elettoralistiche o siano invece coerenti con le lotte delle grandi masse e con i contenuti espressi dal vasto movimento democratico, maturato nel paese in questi anni intorno ai temi delle riforme. Per questa ragione, riteniamo necessario affrontare con i lettori non il problema per chi votare, ma per quali temi esprimere il consenso il 20 Giugno. Il metodo su cui abbiamo impostato da tempo il periodico Dergano-Bovisa, definito nel numero precedente un impegno che continua, ci offre il primo e fondamentale contenuto da sottoporre ai lettori: quello della democrazia nel nostro paese. Per democrazia si possono intendere tante cose certamente valide; tanti aspetti che devono caratterizzare il positivo avanzamento sociale, civile e politico di un popolo. Ma due tratti ci sembrano essenziali: la non riducibilità della democrazia ad un fatto formale e la sua indivisibilità dal metodo della partecipazione. Ma, prima di toccare questo aspetto, vogliamo richiamare l'attenzione su questioni d'importanza vitale per il nostro sviluppo democratico. Le nostre istituzioni sono state minacciate, in questi anni, da disegni eversivi alquanto pericolosi, perchè i loro promotorisi annidavano negli apparati dello stato; e spesso in apparati importanti come il s.i.d. Evidentemente, si è tanto tramato contro la repubblica antifascista, perchè nei suoi ordinamenti la reazione vi ha scorto i tratti della volontà popolare. Tanto più grave risulta perciò l'atteggiamento di coloro che, con i propri cedimenti, con le compiacenze e magari con l'intenzione di utilizzare queste minacce per arrestare le conquiste democratiche e sociali dei lavoratori, hanno di fatto favorito ed incoraggiato i pro-
motori delle manovre reazionarie. Votare per la democrazia vuol dire quindi rafforzare chi si è battuto e si batte per la difesa degli ordinamenti antifascisti, chi ha lottato in questi decenni contro le deviazioni degli apparati dello stato, chi ha rappresentato la più sicura garanzia per le istituzioni repubblicane e per la salvaguardia delle conquiste raggiunte dalle masse lavoratrici. Ma vuol dire soprattutto non rendere vano il sacrificio delle migliaia e migliaia di uomini, di ogni ceto e di ogni età, vittime dalla lotta di liberazione a Sezze, di una brutale e barbara violenza contraria ad ogni senso del vivere civile. Le lotte di questi decenni non hanno rappresentato una formale difesa degli ordinamenti democratici; hanno invece costituito un mezzo per il raggiungimento di importanti obiettivi. Ed il loro valore diviene ancor più significativo, se si considera il fatto che tali obiettivi si sono affermati dopo decenni di lotta: più di ventidue anni per attuare le regibni previste dalla carta costituzionale; anni ed anni di esperienze e di battaglia per conquistare il decentramento amministrativo nei comuni. E, come se ciò non bastasse, dopo l'istituzione delle regioni, le forze conservatrici hanno cominciato ad operare per la burocratizzazione del decentramento e per resistere alle forme di partecipazione popolare. Ma, al di sopra di queste difficoltà, vi è il fatto nuovo ed importante dato dal carattere democratico delle conquiste medesime. Votare per la partecipazione dunque significa dare il proprio consenso allo sviluppo di un rapporto nuovo fra istituzioni e cittadini alla trasformazione degli apparati dello stato nel senso voluto dalla costituzione ad una gestione del potere partecipata e controllata democraticamente, alla pulizia, alla moralizzazione ed al risanamento della vita pubblica. Un ultimo aspetto ci preme sottolineare: la crisi del paese investe tutti i settori della società e tocca la grande maggio(segue a pag. 2)
Per una profonda trasformazione del quadro economico e politico Consapevoli della maturità del mondo cattolico e dei fermenti nuovi che lo percorrono sia tra le masse dei lavoratori che tra gli intellettuali, vogliamo pubblicare in "apertura" di questo nostro numero di giugno il documento sulle elezioni delle ACLI milanesi apparso sul numero del 20 maggio de "Il Giornale dei lavoratori" , settimanale ufficiale delle ACLI milanesi. Questo documento é una testimonianza in piú, se necessaria, che di fatto i lavoratori rifiutano spauracchi e contrapposizioni frontali. Di fronte alla scadenza elettorale anticipata, le ACLI milanesi esprimono il loro impegno - nei termini richiesti dalla loro collocazione autonoma e dalla loro scelta di classe - per contribuire ad una profonda trasformazione del quadro economico e politico in senso corrispondente alle esigenze dei lavoratori e di larghi strati sociali. Il movimento aclista, pur sapendo che dai risultati elettorali non scaturiranno miracolistiche soluzioni dei gravi problemi che ha di fronte il Paese, è ad un tempo pienamente consapevole che tali esiti possono costituire una fra le premesse decisive per quella svolta profonda che appare urgente eu indifferibile. Che questa possibilità venga colta dipende in larga misura dalle stesse modalità del confronto elettorale, che può aprirsi ad uno sbocco positivo se. evitando lo scontro frontale e le contrapposizioni puramente ideologiche, ricerca convergenze costruttive tra le grandi forze popolari intorno alle modalità di uscita dalla crisi. Rilevante in questo senso è il ruolo che può svolgere un'organizzazione come le ACLI, estranea ad ogni coinvolgimento diretto in operazioni elettoralistiche, ma espressione significativa delle istanze unitarie da tempo maturate fra i lavoratori cristiani. Il ruolo educativo e sociale delle ACLI esige che esse, anche nella fase elettorale si caratterizzino con una presenza volta innanzitutto alla formazione di coscienze mature, in grado di esprimere giudizi p.ditici responsabili, frutto non di sollecitazioni emotive ma di un attento esame della realtà e delle sue prospettive, nel voto e dopo il voto. Riferimenti necessari di tale impegno formativo e di orientamento generale sono: l - la situazione del Paese e i problemi posti dalla attuale drammatica congiuntura; 2 - le molteplici proposte sul modo di affrontarla, tenendo conto della loro credibilità ed efficacia e dei valori in gioco; 3 - le deliberazioni congressuali e la piattaforma di contenuti proposta dalla elaborazione aclista, nettamente orientata verso un profondo cambiamento non solo economico ma anche sociale e morale, 'come condiìione per superare la crisi costruendo una società per la piena realizzazione dell'uomo. 4 - l'ispirazione cristiana che definisce l'identità originale delle ACLI nel movimento operaio. Tener presenti responsabilmente questi riferimenti significa, per gli aclisti, qualificare la loro presenza pur nella articolazione delle motivazioni e delle scelte sia come momento politico che come testimonianza cristiana.
*** 1 La crisi attuale non è solo economica, ma anche politica, perché i vecchi equilibri si sono logorati in modo irreparabile, mentre quelli alternativi stentano a delinearsi. E sociale e culturale in quanto i rapporti di forza fra le classi sono stati messi in causa da grandi e durevoli movimenti di lotta, ma non si è giunti fino ad ora ad affermare un'egemonia alternativa. E crisi istituzionale per la compromissione dei vertici dello Stato e dei suoi »corpi separati», in manovre antidemocratiche e nel dirottamento di risorse collettive a favore di interessi particolaristici. Avendo ben chiara la complessità di questa crisi e i fattori che l'hanno provocata e perpetuata, vanno respinte con forza le interpretazioni pretestuose che presentano la situazione del nostro Paese come un riflesso meccanico del contesto internazionale (il cui peso indubbiamente notevole ha semmai rafforzato le conseguenze negative della politica fin qui seguita), o come conseguenza delle lotte operaie (peraltro portatrici di una domanda politica di trasformazioni strutturali che qualo-
ra fosse stata accolta avrebbe rafforzato e non indebolito la nostra economia). Quella attuale è infatti ad un tempo crisi di struttura e crisi di regime. La debolezza del sistema produttivo e il malcostume sono due facce della medesima medaglia, entrambe riconducibili ad una politica trentennale che ha sacrificato gli interessi collettivi a quelli di ristretti gruppi di potere. I gravissimi fenomeni di corruzione, venuti anche di recente alla luce, non sono fatti eccezzionali o semplici malformazioni di un organismo sano, ma espressioni coerenti di un sistema di potere imperniato sulla compenetrazione fra partito dominante ed apparato dello stato. sulla progressiva estensione di una fitta rete di clientele, sull'usoprivatistico delle risorse pubbliche. 2 - Da questo assieme di circostanze appare evidente che l'attenzione va posta sui problemi di contenuto prima: ancora che su quelli di schieramento: a partire dalla necessità di una nuova politica economica che punti alla massima occupazione. al rafforzamento ed alla riqualificazione del sistema produttivo, allo smantellamento delle aree paras(segue in ultima pagina)
Tre scelte per le quali votare Per una profonda trasformazione del quadro economico e politico
pag. 1
Disoccupazione giovanile La questione femminile
pag. 2
Notizie dalla zona
pag. 3
Speciale: Elezioni Politiche
pag. 4/5
La politica urbanistica del Comune di Milano Convegno sulla scuola
pag. 6
Il nuovo diritto di famiglia e l'artigianato
pag. 7
Dalle nostre fabbriche
pag. 8