Fondazione Dolomiti Dolomiten Dolomites Dolomitis UNESCO
RASSEGNA STAMPA GIUGNO 2016
www.agi.it | 02 Giugno 2016
Dolomiti: inaugurata a Zagabria mostra fotografo Georg Tappeiner Si e' aperto uno scorcio delle Dolomiti a Zagabria. Proprio nel centro della capitale croata e' stata infatti inaugurata la rassegna fotografica "Dolomiti-Il cuore di pietra del mondo" che comprende 54 scatti del fotografo meranese Georg Tappeiner. Le opere, gia' esposte in Germania, Austria e Slovenia, sono ora, fino al 10 luglio, ospitate nel Museo archeologico nazionale in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco e grazie all'interesse del National Geographic croato. L'autorevole mensile naturalistico ha fortemente voluto la mostra. Infatti, come ha dichiarato il capo redattore Hrvoj Prcic, le fotografie di splendidi scenari paesaggistici stimolano nell'osservatore un interesse per la natura e il desiderio di salvaguardarla. Ma secondo il direttore del Museo archeologico di Zagabria, Sanjin Mihelic, gli scatti di Tappeiner hanno anche un notevole valore artistico. Qualita' che durante l'inaugurazione sono state sottolineate anche dall'assessore regionale alle Infrastrutture e al Territorio del Friuli Venezia Giulia Mariagrazia Santoro, attuale presidente della Fondazione Dolomiti Unesco. Secondo Santoro, le fotografie di Tappeiner sono forse il migliore biglietto da visita per i turisti, visto che raffigurano le Dolomiti da tutte le prospettive, in diverse stagioni dell'anno e in diverse ore del giorno. I visitatori della mostra hanno la possibilita' di ammirare i prati in tarda estate dell'Armentara, la Pala di San Martino illuminata dalla luna, le Odle all'alba, ma anche una foto aerea del Monte Cridola, tante cime innevate, come la Torre Trieste nel Gruppo Civetti, e ovviamente le malghe, come quella di Cisles, sulla quale brulica, indisturbata, una mucca. Scenari splendidi, che confermano la definizione data alle Dolomiti dall'alpinista Reinhold Messner: "Non sono le piu' alte al mondo, ma sono sicuramente le piu' belle". La celebre citazione e' stata ricordata proprio ieri da Georg Tappainer, felice di poter mostrare la bellezza delle imponenti vette italiane anche in Croazia. Il fotografo, che esplora le Dolomiti dal 2005 facendosi accompagnare da una Hasselblad, al termine del suo intervento ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all'allestimento, in particolare l'organizzatrice della mostra Marina Zivkovic, la responsabile del Museo archeologico Sanja Mijac Bozek, la direttrice della Fondazione Unesco Marcella Morandini e il consulente marketing della Fondazione Giuliano Vantaggi.
2
Rassegna stampa - Giugno 2016
Messaggero Veneto (edizione Pordenone) | 03 Giugno 2016
Piero Badaloni al Festival dei giovani delle Dolomiti friulane Il noto giornalista Rai, conduttore del Tg1 di prima serata negli anni Ottanta e Novanta sarà ospite alle 21 di sabato nella sala congressi di Claut
CLAUT. Piero Badaloni protagonista di uno degli appuntamenti del Festival dei giovani delle Dolomiti friulane. Il noto giornalista Rai, conduttore del Tg1 di prima serata negli anni Ottanta e Novanta, già presidente del Lazio tra il 1995 e il 2000, ma soprattutto testimone di un’esperienza scout vissuta direttamente come capo di un gruppo di Roma, sarà ospite alle 21 di sabato nella sala congressi di Claut. "Dolomiti montagna, uomini e storie" è il titolo del reportage di Badaloni all'interno del "Dolomiti days". Un viaggio in sei puntate tra le dolomiti dichiarate patrimonio dell'umanità dall'Unesco. L'evento è organizzato dalla Provincia e dalla Fondazione Dolomiti Unesco. Tornando alla carriera, Badaloni ha iniziato a lavorare come nel 1971 in Rai, occupandosi di reportage e di inchieste. Per i servizi sul terremoto in Irpinia, gli viene assegnato nel 1980 il premio "Cronista dell'anno" dall'Unione nazionale cronisti italiani. In seguito, si propone come autore e conduttore di una serie di programmi giornalistici, come "Droga che fare", "Italia Sera", "Unomattina". Dal 1989 al 1991 conduce insieme a Simona Marchini e Toto Cutugno Piacere Raiuno. Nel 1991 diviene responsabile di Linea Notte. Nel 1994 realizza e conduce "Amerinda" e "Vivafrica", e nel 1995 "Le origini dell'Universo" e "Il Giudizio Universale, cronaca di un restauro". Terminato il mandato di presidente della Regione Lazio, ritorna in Rai e diventa corrispondente dapprima dalla sede di Parigi, poi di Bruxelles, infine di Berlino. Dal 2006 al 2009 è stato direttore di Rai International, poi passa alla corrispondenza Rai da Madrid fino al 2011. Dal 2011 si dedica alla realizzazione di documentari, tra i quali quello che si potrà vedere sabato a Claut. Gli eventi del Festival dei giovani proseguono domenica con il concerto di Remo Anzovino. Il musicista pordenonese si esibirà alle 15 in località Pian Del Muscol, a Claut. Il concerto si terrà su un area verdeggiante: saranno predisposte sedie per i partecipanti. Gli organizzatori consigliano di portare plaid oppure cuscini per sedersi comodamente sul prato. Anche l'abbigliamento dovrà essere comodo e, per non farsi trovare impreparati dinanzi a cambiamenti repentini del meteo, lo staff consiglia di munirsi di ombrelli e kway. In caso di forti piogge, il concerto sarà rinviato al 19 giugno e, qualora il meteo non fosse dei migliori nemmeno in questa seconda data, si opta per un trasferimento al palazzetto del Ghiaccio di Claut, dove Anzovino si esibirà alle 21.
3
Rassegna stampa - Giugno 2016
Il Gazzettino | 07 Giugno 2016
Lonely Planet arricchita con 60 pagine bellunesi Sono serviti più di 2000 chilometri per battere in lungo e in largo la provincia di Belluno, per raccontarla nei suoi angoli meno noti. Quelli di cui vanno a caccia i viaggiatori che amano essere anche un poco esploratori. È per loro la prima guida d'autore sul «Veneto» targata Lonely Planet. Una guida che parte da zero, che non è tradotta dall'inglese, e che esce fresca fresca dal Salone del libro di Torino. Alla provincia di Belluno sono dedicate un bel pò di pagine: dalla 382 alla 438. Ecco che, per scriverle, da fine agosto ai primi di ottobre dello scorso anno, Linda Cottino, direttrice fino al 2009 della rivista Alp, ha corso la terra bellunese, dando il taglio che la Lonely Planet pone come sua firma: accontentare il turista che va a caccia di itinerari non usuali. Nel capitolo «sport e attività all'aperto» si offrono i consigli sulle gite che toccano alcuni luoghi cult, dalla Val Visdende alle Tre Cime. Ma ad avere la meglio su dove andare a mettere il naso per un'escursione sono il vincheto di Cellarda, il Brent de l'Art, il Bus del Buson. O la passeggiata lungo il sentiero geologico di Agordo. Non accade, quindi, che le bellezze di Dolomiti Unesco non siano citate, ma stanno al passo di luoghi aspri e poco noti ma di fascino estremo: la valle di Schievenin, il canale del Mis, i serrai di Sottoguda. Fino a spingersi, magari, fino alle sorgenti del Piave («il torrente che scorre gorgogliando lo si scavalca un pò di qua, un pò di là», scrive Cottino). E per chi preferisce muoversi in bici o mountain bike? Il paradiso esiste nelle piste di Tambre o nei percorsi di Selva di Cadore. Dalle pagine emergono il museo delle Nuvole e quello del ferro e del chiodo in Zoldo, le chiesette solitarie del Cadore, il villaggio Eni di Borca, la casa dei libri e la casa dell'alchimista in Alpago. Non mancano schede informative su «Dino Buzzati e la sua Belluno». E a chi viaggia con i bambini viene consigliato di non perdere «la gnaga» di Fornesighe e «i pavaroi» della Conca agordina. La provincia ne esce promossa, leggi e ti vien voglia di venirci. Solo un neo: nel suggerire «il meglio che c'è» a livello di manifestazioni regionali, Venezia stravince ma Belluno latita. «Nostra culpa»: nel senso che ci manca un evento fisso che sia di grande richiamo.
4
Rassegna stampa - Giugno 2016
www.dolomitipark.it| 07 Giugno 2016
Nel paesaggio della montagna di mezzo. La bellezza dei prati ricchi di specie Escursione con Cesare Lasen (Feltre, 07 Giu 16) Sabato 11 Giugno c'e' un'occasione da non perdere per ascoltare il professor Cesare Lasen, gia' Presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Dolomiti UNESCO: una passeggiata naturalistica di circa 2 ore, alla scoperta dei prati fioriti di media montagna delle Dolomiti Bellunesi. Dopo l'escursione guidata dal professor Lasen e' prevista la cena presso il Ristorante All'Antica Torre e, a seguire, una piccola conferenza con proiezione di diapositive. Il costo della cena e' di 18 euro (bambini 12 euro), con Menu' a base dei prodotti Carta Qualita' del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Ecco gli orari: ore 16.00 : escursione con partenza dal ristorante All'Antica Torre ore 19.00 : cena presso il ristorante All'Antica Torre ore 20.30 : conferenza L'escursione e' facile e ha un dislivello di circa 250 m; si raccomandano abbigliamento e scarpe adatte. L'evento si terra' anche in caso di maltempo (eventualmente riducendo il programma alla sola cena e conferenza). Per motivi organizzativi e' obbligatoria la preiscrizione contattando il ristorante All'Antica Torre (tel. 04391995149 o allanticatorre@gmail.com)
www.montagna.tv | 07 Giugno 2016
5
Rassegna stampa - Giugno 2016
Gli studenti universitari stranieri ambasciatori delle Dolomiti TRENTO – 120 studenti universitari stranieri sono stati coinvolti nel progetto “Studenti universitari ambasciatori delle Dolomiti e del Trentino” promosso dall’Accademia della Montagna del Trentino in collaborazione con l’Università di Trento, la Provincia autonoma di Trento, il MUSE e la Fondazione Dolomiti UNESCO. Importante anche la partecipazione dei diversi soggetti territoriali. Gli studenti, provenienti da tutti e cinque i continenti e frequentanti corsi di master e dottorato dell’Università di Trento, hanno preso parte a incontri in aula, ma anche ad escursioni sulle Dolomiti e ad una visita al Muse. Un’opportunità per poter conoscere il Trentino e le Dolomiti ed apprendere il valore ambientale, storico, sociale e turistico del territorio che li ospita. Ai ragazzi, rimasti entusiasti dell’esperienza, è stato poi consegnato il certificato di “ambasciatori” al termine di una cerimonia, in cui i partecipanti hanno sottolineato l’importanza di sentirsi parte della comunità e di conoscere il territorio, definito meraviglioso e unico. Soddisfazione anche per l’opportunità di visitare il Museo delle Palafitte sito UNESCO e l’Istituto Ladino, dove hanno ritrovato, nelle nostre tradizioni, similitudini con quelle dei loro Paesi. Un’esperienza che hanno chiesto di ripetere e di mantenere come opportunità per gli studenti stranieri che arrivano nelle nostre stupende montagne.
Corriere delle Alpi | 11 Giugno 2016
La targa dell’UNESCO per 28 rifugi Lunedì la consegna a Feltre
BELLUNO I primi 28 rifugi alpini, fra quelli più in quota delle Dolomiti (bellunesi, ma anche friulane e del Trentino Alto Adige), riceveranno lunedì a Feltre la targa della Fondazione. Una targa che certifica la specificità del territorio, la sua protezione Unesco. Una targa, dunque, che ricorda a tutti che quello è un patrimonio dell'umanità. La cerimonia avverrà alle 15.30 nella sede dell'Unione montana feltrina. Il significato del riconoscimento va ben oltre la targa da appendere all'ingresso dei rifugi. «Si tratta di una targa identificativa molto importante, perché le Dolomiti patrimonio dell'umanità», spiega Marcella Morandini, segretaria generale della Fondazione, «stanno diventando un'attrattiva mondiale e gli escursionisti o più semplicemente i turisti che arrivano da ogni parte del mondo e salgono in quota hanno bisogno immediatamente di realizzare dove si trovano, in particolare se stanno dentro il territorio protetto». I 28 rifugi, del Cai e privati, non sono stati selezionati dalla Fondazione, ma loro stessi hanno aderito alla proposta della stessa Fondazione. Nessuna imposizione, dunque. Nessun vincolo. Non c'è neppure l'obbligatorietà di rispettare determinati parametri, perché questi non sono stati fissati. Più avanti la Fondazione metterà a disposizione altre targhe. «Noi diamo per scontato», interviene ancora Morandini, 6
Rassegna stampa - Giugno 2016
«che gestendo rifugi in contesti ambientali così suggestivi e al tempo stesso delicati, fragili, il rispetto della filosofia che sta a fondamento della protezione Unesco sia consequenziale». Lo è senz'altro per i rifugi del Cai, come ribadisce Bruno Zannantonio, che per conto della presidenza regionale del Club alpino ha partecipato alle diverse riunioni per definire quest'ultima iniziativa. Ma lo è anche per i rifugi privati. Gli ispettori dell'Unesco - prossimamente verranno sulle Dolomiti per prendere atto di quello che si è fatto da quando esiste il riconoscimento e, in particolare, se la tutela e la valorizzazione sono puntualmente rispettate - troveranno dunque un ulteriore tassello di conferma. «La targa non è affatto una patacca», chiarisce subito Zannantonio, «almeno come tale non la considera il Cai. È un identificativo che conferma, anzitutto al gestore, quello che la storia del rifugio rappresenta. La storia con tutti i suoi valori». Francesco Dal Mas
Corriere del Trentino | 14 Giugno 2016
Dolomiti Unesco, via al marketing nei rifugi Quarantotto adesioni dal Brenta al Friuli. Targhe, dvd e brochure per promuovere il sito
TRENTO Parte il progetto «Rifugi delle Dolomiti Unesco» che vede il coinvolgimento di 48 rifugi dal Brenta fino al Friuli. Una targa da apporre fuori dai rifugi, il reportage di Piero Badaloni e opuscoli informativi sono i tre elementi sui quali la fondazione Unesco punta per sensibilizzare e promuovere il marchio. La direttrice della fondazione Marcella Morandini spiega l’importanza dell’iniziativa: «L’obiettivo è quello di rendere più consapevole chi visita i rifugi delle Dolomiti e raccontare perché sono divenute bene Unesco». Il via ufficiale all’iniziativa è stato sancito ieri a Feltre con la distribuzione del materiale ai gestori dei rifugi e alle sezioni alpine. Comunicazione e presa di coscienza per chi arriva nei siti tra gli obiettivi dell’iniziativa partita ieri e che vede il coinvolgimento di 48 su 66 dei rifugi distribuiti tra Trentino, Veneto e Friuli. Il materiale include una targa che verrà apposta fuori da ogni rifugio per identificare la zona come inserita nel patrimonio Unesco. «In questo modo si creerà una vera e propria rete che collegherà tutti i rifugi aderenti al progetto» spiega Morandini. I materiali informativi venduti direttamente nei rifugi permetteranno inoltre ai visitatori di conoscere di più sul territorio dolomitico dando più visibilità al sito. La vendita del dvd «Dolomiti. Montagne – Uomini – Storie» (documentario di Piero Badaloni) mira invece a far capire le motivazioni che hanno portato il gruppo montuoso a diventare patrimonio Unesco. Il reportage girato del 2014 e trasmesso nello stesso anno anche dalla Rai, verrà anch’esso venduto direttamente nei rifugi e sarà disponibile in tre lingue: italiano, inglese e tedesco. Il dvd, originariamente diviso in sei episodi, sarà ora disponibile in un video unico. «L’Unesco riconosce le Dolomiti come un unico bene da preservare e visitare nella sua interezza. Il documentario di Badaloni ben descrive il messaggio che la nostra fondazione vuole trasmettere. Tutto il materiale informativo è disponibile in 29 rifugi e nelle tre lingue proprio perché il sito è visitato da persone provenienti da tutto il mondo» spiega la direttrice. Jennifer Murphy
7
Rassegna stampa - Giugno 2016
Corriere del Trentino | 14 Giugno 2016 - Corriere dell’Alto Adige | 14 Giugno 2016
DinoMiti , quando c’era il mare Bolzano. Il Museo di scienze analizza le Dolomiti di milioni di anni fa. Fossili di molluschi marini dalla Marmolada, rettili e orme.
«La regione alpina dominata dal mare». Fa un certo effetto leggere queste parole sulla didascalia di una delle numerose bacheche della mostra temporanea DinoMiti: La storia delle Dolomiti di milioni di anni fa inaugurata ieri al Museo di scienze naturali dell’Alto Adige di Bolzano. Fa ancora più effetto perché, poco più in là, si possono ammirare splendidi fossili di molluschi marini provenienti dalla Pale di San Martino e dalla Marmolada. Per certi versi, quindi, la mostra DinoMiti la si potrebbe definire «mari e monti», non fosse che si rischierebbe di far passare in secondo piano i veri protagonisti dell’esposizione: i dinosauri. A dire il vero, una delle bacheche più divertenti è proprio quella che mostra il paesaggio dolomitico ai tempi dei dinosauri: «Un mare aperto punteggiato da basse isole carbonatiche su cui passeggiavano grandi e piccoli rettili». Ci sarebbe da chiarire con precisione cosa si intende con «piccoli rettili», perché si fa presto a sembrare minuscoli quando si è paragonati alla stazza dei dinosauri che, a quanto si legge: «Erano i più comuni frequentatori delle spiagge calde e assolate di questa regione tra Triassico e Giurassico». Il primo compreso all’incirca tra i 250 e i 200 milioni di anni fa, il secondo tra i 145 e 119 milioni di anni fa. Insomma, il «mare dolomitico» era affollato da enormi tipi da spiaggia che, a occhio, sarebbero in grado di rendere ogni tintarella un’impresa molto emozionante. Ma, tornando seri, l’esposizione tenta di raccontare come era la vita nelle Dolomiti ai tempi dei dinosauri attraverso orme e rettili fossili. Alcuni pezzi, molti rinvenuti sul territorio regionale, lasciano davvero a bocca aperta e, come sottolineato in sede di presentazione per la stampa: «Fino a trent’anni fa, nessun paleontologo avrebbe mai pensato di poter trovare tracce di dinosauri nell’area dolomitica. Le conoscenze acquisite sino allora sulla geologia delle Alpi meridionali raccontavano, infatti, di ambienti del tutto inadatti a ospitare i grandi rettili. Oggi invece è risaputo che un’enorme varietà di rettili terrestri, volanti e marini popolarono, per milioni di anni, l’area dolomitica e i mari circostanti. Nelle rocce che costituiscono l’ossatura delle Dolomiti infatti sono state scoperte le più antiche orme di anfibi delle Alpi, le più lunghe camminate di dinosauri di tutta Europa e i più antichi rettili volanti del mondo». Come ha spiegato la paleontologa Evelyn Kustatscher, una delle curatrici della mostra insieme a Massimo Bernardi: «Il territorio dolomitico ha un patrimonio paleontologico enorme che il pubblico non conosce a sufficienza. Abbiamo quindi deciso di esporlo nel miglior modo possibile, pensando che magari, grazie a quanto appreso anche in questa esposizione, qualche visitatore potrà essere in grado di scoprire nuovi 8
Rassegna stampa - Giugno 2016
reperti che, dopo essere stati segnalati, potranno entrare a far parte di questo enorme patrimonio, non a caso, tutelato dall’Unesco». Più in dettaglio, la mostra è articolata in sezioni corrispondenti ai nove sistemi geografici che compongono il bene riconosciuto dall’Unesco: Pelmo-Croda da Lago, Marmolada, Pale di San Martino-San LucanoDolomiti Bellunesi-Vette Feltrine, Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, Dolomiti settentrionali, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio-Latemar, Bletterbach e Dolomiti di Brenta. In totale, l’esposizione comprende circa quaranta resti scheletrici, orme e piante fossili cui si aggiungono ricostruzioni a dimensioni reali. Va precisato, però, che per ridurre al massimo l’impegno finanziario legato alla copertura assicurativa dei materiali da parte degli enti che ospitano la mostra, la maggior parte dei reperti è costituita da repliche di elevatissima qualità. Il fascino per i visitatori, soprattutto per quelli più giovani, resta però invariato. Perché, anche solo le riproduzione di due testoni di dinosauro, quello di un Allosaurus («Lucertola bizzarra», rigorosamente carnivora) e quella di un Camarasauros grandis («Rettile diviso in compartimenti», erbivoro ma lungo fino a 18 metri) non potranno che lasciare a bocca aperta i visitatori più giovani.
Corriere delle Alpi | 14 Giugno 2016
UNESCO La presentazione del progetto ieri nella sede dell’Unione montana feltrina Coinvolte 66 strutture che potranno esporre la tabella e vendere il materiale informativo
Rifugi delle Dolomiti, distribuite 29 targhe FELTRE L'area Cuore batte grazie a un nuovo progetto. Si chiama “Rifugi delle Dolomiti Unesco” ed è stato ideato per mettere in rete e valorizzare i rifugi dei nove sistemi in cui è suddiviso l'insieme di gruppi montuosi. A presentare l'iniziativa direttamente ai gestori la vicepresidente della Regione Friuli-Venezia Giulia Maria Grazia Santoro, ieri pomeriggio in Unione Montana Feltrina: «Questo progetto si rivolge a tutti e 66 i rifugi presenti nell'area cuore Unesco, dalle Dolomiti del Brenta alle Friulane orientali». In 29 hanno già aderito (fra cui il Dal Piaz) e potranno esporre la targhetta di riconoscimento, affiggere all'interno la tabella informativa e vendere il materiale informativo (la Guida verde del Touring club, la Carta Tabacco, per la prima volta in scala 1:500000 che permette di vedere le Dolomiti nella loro interezza, il dvd “Dolomiti. Montagne, uomini, storie” di Piero Badaloni. Si aggiungono 19 associazioni alpinistiche, che hanno ritirato solamente la targa: in tutto fa 48, ovvero il 70 per cento delle strutture presenti nell'area coinvolta. «Sono orgoglioso che Feltre rappresenti la porta del sistema 3 Unesco», esclama il sindaco Paolo Perenzin, anche appassionato di escursionismo, «le persone che vengono nelle nostre montagne trovano in voi le prime sentinelle del territorio. Per questo bisogna cercare di connettere i rifugi con le valli. Se riusciremo a far capire qual è la sintesi fra la montagna e il fondovalle, ovvero l'unione fra ambiente, storia e architettura, vinceremo». D'altronde il turismo nel Feltrino sta cambiando molto: «L'inverno da tempo è infelice perché la neve non resiste più alle nostre quote, mentre è in crescita la stagione estiva, congiuntamente con le visite alla città storica e ai musei. Feltre non è mai stata una meta turistica, ma negli ultimi anni abbiamo avuto numeri in controtendenza e perfino in crescita. Contiamo poche migliaia di visitatori rispetto a Cortina, ma le prospettive sono interessanti: se giochiamo bene la carta dell'ambiente e quella della qualità storico-artistica, potremo incrementare molto». Non a caso, il logo “borgo verticale” porta anche lo slogan “Dolomiti world heritage”, perché in fondo è la parola “Dolomiti” il vero brand 9
Rassegna stampa - Giugno 2016
vincente. «C’è tanto bisogno di turismo nel Feltrino, anche nelle valli meno frequentate, ma la promozione spetta anche a voi», esclama il presidente della UMF Federico Dalla Torre, che annuncia «anche la Fondazione Unesco d'ora in poi potrà beneficiare dei fondi per i Comuni di confine». (f.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Adigetto | 14 Giugno 2016
Inaugurata al Museo di Scienze dell'Alto Adige la mostra «DinoMiti» La mostra temporanea è ricca di reperti sui dinosauri che popolavano l’area dolomitica
Inaugurata oggi al Museo di Scienze dell’Alto Adige la mostra temporanea «DinoMiti» ricca di reperti sui dinosauri che popolavano l’area dolomitica. Fino a trent’anni fa nessun paleontologo avrebbe mai pensato di poter trovare tracce dei dinosauri nell’area dolomitica ritenuta un ambiente inadatto ad ospitare i grandi rettili. Oggi invece è risaputo che un’enorme varietà di rettili terrestri, volanti e marini popolarono, per milioni di anni, l’area dolomitica e i mari circostanti. Nelle rocce che costituiscono l'ossatura delle Dolomiti sono state scoperte le più antiche orme di anfibi delle Alpi, le più lunghe camminate di dinosauri di tutta Europa e i più antichi rettili volanti del mondo. Questi ritrovamenti, assieme a numerosi resti di piante fossili, molluschi, coralli e altri spettacolari organismi marini riescono a fornirci risposte dettagliate sulle condizioni di vita dei dinosauri nell’area dolomitica e su come si è evoluto il clima negli ultimi 300 milioni di anni. E sono proprio i fossili (impronte e resti scheletrici) del territorio delle Dolomiti UNESCO e in particolare i più importanti rinvenimenti fossili degli ultimi decenni i protagonisti della nuova mostra temporanea al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, inaugurata oggi alla presenza di Karin Dalla Torre, direttrice della Ripartizione provinciale Musei e dell’Azienda «Musei provinciali», Vito Zingerle, direttore del museo, Michele Lanzinger, direttore del Museo delle Scienze di Trento, Roland Psenner, presidente del comitato scientifico del museo e dei curatori Evelyn Kustatscher e Massimo Bernardi. La mostra dal titolo «DinoMiti – rettili fossili e dinosauri nelle Dolomiti» riunisce, per la prima, volta la maggior parte dei fossili più significativi delle Dolomiti. Si rivolge ad appassionati della materia e specialisti, ma anche a gente comune, famiglie e scolaresche. Chi visiterà la nuova mostra del Museo di Scienze naturali vedrà reperti di eccezionale importanza sia per bellezza sia per significato scientifico e rarità accompagnati da informazioni in tre lingue (italiano, tedesco e inglese) riguardanti la storia dell’evoluzione dei rettili partendo dalle prime tracce dei rettili nelle Dolomiti durante il Carbonifero-Permiano 300 milioni di anni fa fino alla scomparsa dei dinosauri alla fine del Cretacico 65 milioni di anni fa. La mostra, articolata in sezioni corrispondenti ai nove sistemi geografici che compongono il bene riconosciuto dall’UNESCO (Pelmo-Croda da Lago, Marmolada, Pale di San Martino-San Lucano-Dolomiti 10
Rassegna stampa - Giugno 2016
Bellunesi-Vette Feltrine, Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, Dolomiti settentrionali, Puez-Odle, SciliarCatinaccio-Latemar, Bletterbach e Dolomiti di Brenta) comprende circa quaranta resti scheletrici, orme e piante fossili cui si aggiungono ricostruzioni a dimensioni reali. Per ridurre al massimo l’impegno finanziario legato a copertura assicurativa dei materiali da parte degli enti che ospitano la mostra, la maggior parte dei reperti è costituita da repliche di elevatissima qualità. La mostra si potrà visitare fino al 25 settembre 2016 tutti i giorni, tranne il lunedì, in orario 10-18. Il costo del biglietto corrisponde al costo del biglietto d’ingresso al museo. DinoMiti è promossa da Fondazione Dolomiti UNESCO e Rete del Patrimonio Geologico (Provincia autonoma di Trento) ed è stata realizzata dal MUSE Museo delle Scienze Trento con il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, Bolzano in collaborazione con il Museo Friulano di Storia naturale, Udine, Musei delle regole d’Ampezzo, Cortina d’Ampezzo (BL), Museo V. Cazzetta, Selva di Cadore (BL),il Museum de Gherdëina, Ortisei e il Museo geologico delle Dolomiti, Predazzo.
Ansa.it | 14 Giugno 2016
Targa Dolomiti Unesco per i rifugi Progetto promosso dalla Fondazione
(ANSA) - BOLZANO, 14 GIU - A partire da questa estate alcuni rifugi collocheranno al loro esterno dei pannelli informativi per spiegare il patrimonio Dolomiti Unesco. Il progetto, promosso dalla Fondazione Dolomiti Unesco con il coinvolgimento delle associazioni Alpinistiche e dei gestori dei rifugi, parte dal riconoscimento del ruolo essenziale di presidio territoriale e culturale svolto dai rifugi e la loro funzione di punto di incontro e di strutture ricettive all'interno del Bene Dolomiti Unesco.
Mountainblog.it | 14 Giugno 2016
11
Rassegna stampa - Giugno 2016
Rifugi delle Dolomiti UNESCO: il progetto RIFUGI DELLE DOLOMITI UNESCO: IL RUOLO ESSENZIALE E CULTURALE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALL’INTERNO DEL BENE DOLOMITI UNESCO
A partire dall’estate 2016 il progetto “Rifugi delle Dolomiti UNESCO” permetterà ad alpinisti, escursionisti ed amanti della montagna di prendere coscienza del fatto di trovarsi all’interno dell’area cuore delle Dolomiti UNESCO e di conoscere le caratteristiche di unicità che hanno fatto dei 9 sistemi dolomitici un Bene riconosciuto dall’umanità intera. Il progetto, promosso dalla Fondazione Dolomiti UNESCO con il coinvolgimento delle Associazioni Alpinistiche e dei gestori dei rifugi, parte dal riconoscimento del ruolo essenziale di presidio territoriale e culturale svolto dai rifugi e la loro funzione di punto di incontro e di strutture recettive all’interno del Bene Dolomiti UNESCO. Ieri 13 giugno, a Feltre (BL), si è concretizzata la prima fase del progetto che è il frutto del coinvolgimento delle Associazioni alpinistiche e dei gestori dei rifugi, anche privati. I RIFUGI COINVOLTI Il progetto, rivolto a tutti i 66 rifugi situati all’interno dell’area cuore dei 9 Sistemi delle Dolomiti UNESCO, ha visto in questa prima fase l’adesione di 29 rifugi dal Brenta alle Dolomiti Friulane: Città di Fiume, Volpi al Mulaz, Pradidali, Rosetta, Velo della Madonna, Treviso Canali, Pordenone, Pederu, Fodara Vedla, Carducci, Galassi, Berti, Sennes, Pian di Cengia, Scotoni, Città di Carpi, Biella, Genova, Re Alberto I, Alpe di Tires, Molignon, Roda di Vael, Vajolet, XII Apostoli, Tosa Pedrotti, Tuckett e Sella, Silvio Agostini, Ai Brentei, Alimonta. IL PROGETTO
Targa Rifugi delle Dolomiti Unesco Ai rifugi aderenti è stata consegnata una targa da collocare all’esterno del rifugio, un pannello informativo sul sistema dolomitico di riferimento per l’interno dove, nel rispetto delle differenze e degli spazi disponibili, verrà esposto materiale informativo plurilingue sul Patrimonio Dolomiti UNESCO, tra cui i DVD del Reportage “Dolomiti. Montagne Uomini Storie” e la Guida Verde sulle Dolomiti UNESCO edita dal Touring Club. Il sito dei rifugi aderenti inoltre riporterà Dolomiti UNESCO feed, il banner da inserire nella propria home page con le ultime notizie sulle Dolomiti UNESCO collegate direttamente a www.dolomitiunesco.info. All’incontro di confronto e consegna dei materiali hanno partecipato la Presidente della Fondazione Mariagrazia Santoro, il Direttore Marcella Morandini, i Rappresentati della Associazioni alpinistiche, il Sindaco del Comune di Feltre Paolo Perenzin, il Presidente dell’Unione Montana Feltrina Federico Dalla Torre, il Direttore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Antonio Andrich. Le Associazioni alpinistiche hanno ritirato anche le targhe esterne dei rifugi di loro proprietà che in questa prima fase non hanno ancora aderito completamente al progetto. Nel corso degli 11 incontri territoriali di partecipazione #Dolomiti2040 era emersa con forza l’esigenza che il riconoscimento Dolomiti UNESCO si facesse visibile in quota, stimolando la collaborazione tra i rifugi come piattaforma di informazione e divulgazione sul Patrimonio.
12
Rassegna stampa - Giugno 2016
www.loscarpone.cai.it | 14 giugno 2016
Dolomiti Unesco: nuova targa per 29 rifugi Il 13 giugno 2016 a Feltre (BL) la Fondazione ha consegnato il pannello informativo da porre all'esterno della struttura a quasi la metà dei 66 rifugi dell'area "core" UNESCO. Presenti i rappresentanti di CAI, SAT e AVS.
La targa consegnata ai 29 rifugi Il progetto, promosso dalla Fondazione Dolomiti UNESCO con il coinvolgimento delle associazioni alpinistiche e dei gestori dei rifugi, parte dal riconoscimento del ruolo essenziale di presidio territoriale e culturale svolto dai rifugi e la loro funzione di punto di incontro e di strutture ricettive all'interno del Bene Dolomiti UNESCO. Il 13 giugno 2016 a Feltre (BL) si è concretizzata la prima fase del progetto che è il frutto del coinvolgimento delle associazioni alpinistiche e dei gestori dei rifugi, anche privati. Il nuovo programma, rivolto a tutti i 66 rifugi situati all'interno dell'area cuore dei nove sistemi delle Dolomiti UNESCO, ha visto in questa prima fase l'adesione di 29 strutture dal Brenta alle Dolomiti Friulane: Città di Fiume, Volpi al Mulaz, Pradidali, Rosetta, Velo della Madonna, Treviso Canali, Pordenone, Pederu, Fodara Vedla, Carducci, Galassi, Berti, Sennes, Pian di Cengia, Scotoni, Città di Carpi, Biella, Genova, Re Alberto I, Alpe di Tires, Molignon, Roda di Vael, Vajolet, XII Apostoli, Tosa Pedrotti, Tuckett e Sella, Silvio Agostini, Ai Brentei, Alimonta. Ai rifugi aderenti all'iniziativa è stata consegnata una targa da collocare all'esterno della struttura, un pannello informativo sul sistema dolomitico di riferimento per l'interno dove, nel rispetto delle differenze e degli spazi disponibili, verrà esposto materiale informativo plurilingue sul Patrimonio Dolomiti UNESCO, tra cui i Dvd del Reportage "Dolomiti. Montagne Uomini Storie" e la Guida Verde sulle Dolomiti UNESCO, edita dal Touring Club. Il sito dei rifugi aderenti inoltre riporterà Dolomiti UNESCO feed, il banner da inserire nella propria home page con le ultime notizie sulle Dolomiti UNESCO collegate direttamente al sito internet www.dolomitiunesco.info 13
Rassegna stampa - Giugno 2016
Alla consegna delle targhette erano presenti anche i rappresentanti di Cai, Avs e Sat, ai quali ne sono state donate ulteriori da inoltrare a quei rifugi che decideranno di aderire all'iniziativa. "Si tratta di un'iniziativa molto importante - sottolinea Enrico Brutti, direttore dell'Ufficio parchi naturali della Provincia di Bolzano i rifugi hanno una valenza importante e possono rappresentare quel luogo immerso nella natura in grado di risaltare ancora di più le meraviglie delle Dolomiti UNESCO".
www.regioni.it | 14 giugno 2016
Dolomiti Unesco: nuova targa per 29 rifugi Ambiente - A partire da questa estate alcuni rifugi collocheranno al loro esterno dei pannelli informativi per spiegare il patrimonio Dolomiti UNESCO.
Il progetto, promosso dalla Fondazione Dolomiti UNESCO con il coinvolgimento delle associazioni Alpinistiche e dei gestori dei rifugi, parte dal riconoscimento del ruolo essenziale di presidio territoriale e culturale svolto dai rifugi e la loro funzione di punto di incontro e di strutture ricettive all'interno del Bene Dolomiti UNESCO. Il 13 giugno a Feltre si è concretizzata la prima fase del progetto che è il frutto del coinvolgimento delle associazioni alpinistiche e dei gestori dei rifugi, anche privati. Il nuovo programma, rivolto a tutti i 66 rifugi situati all'interno dell'area cuore dei nove sistemi delle Dolomiti UNESCO, ha visto in questa prima fase l'adesione di 29 strutture dal Brenta alle Dolomiti Friulane: Città di Fiume, Volpi al Mulaz, Pradidali, Rosetta, Velo della Madonna, Treviso Canali, Pordenone, Pederu, Fodara Vedla, Carducci, Galassi, Berti, Sennes, Pian di Cengia, Scotoni, Città di Carpi, Biella, Genova, Re Alberto I, Alpe di Tires, Molignon, Roda di Vael, Vajolet, XII Apostoli, Tosa Pedrotti, Tuckett e Sella, Silvio Agostini, Ai Brentei, Alimonta. Ai rifugi aderenti all'iniziativa è stata consegnata una targa da collocare all'esterno della struttura, un pannello informativo sul sistema dolomitico di riferimento per l'interno dove, nel rispetto delle differenze e degli spazi disponibili, verrà esposto materiale informativo plurilingue sul Patrimonio Dolomiti UNESCO, tra cui i Dvd del Reportage "Dolomiti. Montagne Uomini Storie" e la Guida Verde sulle Dolomiti UNESCO, edita dal Touring Club. Il sito dei rifugi aderenti inoltre riporterà Dolomiti UNESCO feed, il banner da inserire nella propria home page con le ultime notizie sulle Dolomiti UNESCO collegate direttamente al sito internet www.dolomitiunesco.info Alla consegna delle targhette erano presenti anche i rappresentanti di Cai, Avs e Sat, ai quali ne sono state donate ulteriori da inoltrare a quei rifugi che decideranno di aderire all'iniziativa. "Si tratta di un'iniziativa molto importante - sottolinea Enrico Brutti, direttore dell'Ufficio provinciale parchi naturali - i rifugi hanno una valenza importante e possono rappresentare quel luogo immerso nella natura in grado di risaltare ancora di più le meraviglie delle Dolomiti UNESCO".
14
Rassegna stampa - Giugno 2016
altoadigeinnovazione.it | 14 Giugno 2016
Dolomiti Unesco: una targa per esaltare il ruolo dei rifugi Una targa per esaltare il patrimonio delle Dolomiti Unesco. A partire da quest’estate 29 rifugi collocheranno al loro esterno dei pannelli informativi e il progetto conta di estendersi anche ad altre strutture. I rifugi di montagna hanno un ruolo essenziale come presidio territoriale e culturale, oltre che una funzione di punto di incontro e di strutture ricettive. Per affermare questo valore imprescindibile è stato avviato un progetto che ha consegnato a 29 rifugi una targa da collocare all’esterno della struttura, un pannello informativo sul sistema dolomitico di riferimento per l’interno e la Guida Verde sulle Dolomiti Unesco, edita dal Touring Club. Sul pannello per l’interno, nel rispetto delle differenze e degli spazi disponibili, verrà esposto materiale informativo plurilingue sul patrimonio Dolomiti Unesco. Il sito dei rifugi aderenti inoltre riporterà il banner da inserire nella propria home page con le ultime notizie sulle Dolomiti collegate direttamente al sito internet www.dolomitiunesco.info.
Una nuova targa fuori da ogni rifugio: parte il progetto della Fondazione Dolomiti Unesco
Ecco i “testimonial” delle Dolomiti Unesco Il nuovo programma, rivolto a tutti i 66 rifugi situati all’interno dell’area cuore dei nove sistemi delle Dolomiti Unesco, ha visto in questa prima fase l’adesione di 29 strutture dal Brenta alle Dolomiti Friulane: Città di Fiume, Volpi al Mulaz, Pradidali, Rosetta, Velo della Madonna, Treviso Canali, Pordenone, Pederu, Fodara Vedla, Carducci, Galassi, Berti, Sennes, Pian di Cengia, Scotoni, Città di Carpi, Biella, Genova, Re Alberto I, Alpe di Tires, Molignon, Roda di Vael, Vajolet, XII Apostoli (in copertina), Tosa Pedrotti, Tuckett e Sella, Silvio Agostini, Ai Brentei, Alimonta. Alla consegna delle targhette erano presenti anche i rappresentanti di Cai, Avs e Sat. «Si tratta di un’iniziativa molto importante – sottolinea Enrico Brutti, direttore dell’Ufficio provinciale parchi naturali – perché i rifugi hanno una valenza importante e possono rappresentare quel luogo immerso nella natura in grado di esaltare ancora di più le meraviglie delle Dolomiti Unesco». Il progetto è promosso dalla Fondazione Dolomiti Unesco con il coinvolgimento delle associazioni Alpinistiche e dei gestori dei rifugi, anche privati.
15
Rassegna stampa - Giugno 2016
L’Adige | 15 Giugno 2016
Le Dolomiti viste da Badaloni e Slanzi San Lorenzo Dorsino. Questa sera prima proiezione del documentario
SAN LORENZO DORSINO ? Si chiama «Dolomiti. Montagne ? Uomini - Storie» il reportage realizzato da Piero Badaloni con la collaborazione di Fausta Slanzi e la fotografia e il montaggio di Nicola Berti dedicato alle Dolomiti commissionato nel 2013 dalla Fondazione Dolomiti Unesco. Verrà trasmesso in tre serate al teatro di San Lorenzo in Banale. I documentari raccontano le Dolomiti attraverso immagini, interviste e testimonianze sulla geologia, la storia, la cultura, l'economia e la bellezza di tutto il territorio visto nella sua interezza, senza la divisione in regioni. I sei documentari, di 55 minuti ciascuno, saranno trasmessi a coppie, sempre alle 21 al Teatro di San Lorenzo, in tre serate diverse: la prima oggi, quando verranno trasmessi "La nascita dell'arcipelago" e "Dalla scoperta alla conquista"; a seguire il venerdì successivo, il 24 giugno, ad introdurre la visione de "il fascino del Sublime" e di "L'ambiente naturale e la sua tutela" ci sarà anche l'autore, il giornalista della Rai Piero Badaloni, ed infine il 29 giugno saranno proiettati "Gli abitanti dell'arcipelago" e "Dal passato al futuro". Un racconto in sei puntate che parte dall'inizio, dai 280 milioni di anni che con estinzioni di massa, foreste pluviali, eruzioni vulcaniche hanno dato vita ai "Monti Pallidi", fino al presente: le genti di montagna e le loro tradizioni e difficoltà quotidiane, la vita nelle terre alte.
Alto Adige | 16 Giugno 2016
UNESCO
Dolomiti, ai rifugi targhe e promozioni 16
Rassegna stampa - Giugno 2016
CORVARA. A partire dalla prossima estate il progetto "Rifugi delle Dolomiti Unesco" permetterà ad alpinisti, escursionisti ed amanti della montagna di prendere coscienza del fatto di trovarsi all'interno dell'area cuore delle Dolomiti Unesco e di conoscere le caratteristiche di unicità che hanno fatto dei 9 sistemi dolomitici un Bene riconosciuto dall'umanità intera. Il progetto, promosso dalla Fondazione Dolomiti Unesco con il coinvolgimento delle Associazioni Alpinistiche e dei gestori dei rifugi, parte dal riconoscimento del ruolo essenziale di presidio territoriale e culturale svolto dai rifugi e la loro funzione di punto di incontro e di strutture ricettive all'interno del Bene Dolomiti Unesco. ll progetto, rivolto a tutti i 66 rifugi situati all'interno dell'area cuore dei 9 Sistemi delle Dolomiti, ha visto in questa prima fase l'adesione di 29 rifugi dal Brenta alle Dolomiti Friulane: Città di Fiume, Volpi al Mulaz, Pradidali, Rosetta, Velo della Madonna, Treviso Canali, Pordenone, Pederu, Fodara Vedla, Carducci, Galassi, Berti, Sennes, Pian di Cengia, Scotoni, Città di Carpi, Biella, Genova, Re Alberto I, Alpe di Tires, Molignon, Roda di Vael, Vajolet, XII Apostoli, Tosa Pedrotti, Tuckett e Sella, Silvio Agostini, Ai Brentei, Alimonta. Ai rifugi aderenti è stata consegnata una targa da collocare all'esterno del rifugio, un pannello informativo sul sistema dolomitico di riferimento per l'interno dove, nel rispetto delle differenze e degli spazi disponibili, verrà esposto materiale informativo plurilingue sul Patrimonio Dolomiti Unesco, tra cui i Dvd del Reportage "Dolomiti. Montagne Uomini Storie" e la Guida Verde sulle Dolomiti Unesco edita dal Touring Club. Il sito dei rifugi aderenti inoltre riporterà Dolomiti Unesco feed, il banner da inserire nella propria home page con le ultime notizie sulle Dolomiticollegate direttamente a www.dolomitiunesco.info. (e.d.)
Il Gazzettino | 18 Giugno 2016
Una montagna da proteggere: a Venezia via libera alla "Carta" CORTINA - (mdib) La giunta regionale delibera la ratifica della "Carta di Cortina" e si allinea all'esigenza di uno sviluppo sostenibile della montagna, tanto più nell'organizzazione dei grandi eventi sportivi, con chiaro riferimento ai Mondiali di sci del 2021. La Carta fu firmata lo scorso 24 gennaio, sulla pista della Coppa del mondo di sci, a Rumerlo, proprio dove ci sarà il traguardo delle gare iridate. «La Carta di Cortina - spiega Marino Zorzato, assessore regionale al territorio e allo sport - è un documento di indirizzo che, a partire dalla Risoluzione delle Nazioni Unite del 2013 sullo sviluppo sostenibile della montagna, propone una serie di impegni per una maggior tutela e valorizzazione del territorio alpino quale patrimonio di inestimabile valore, riconosciuto a livello mondiale anche dall'Unesco, ma con una particolare attenzione alla sostenibilità di tutte le attività multidisciplinari attinenti il turismo montano». Il primo firmatario della Carta fu Gian Luca Galletti, ministro dell'Ambiente, assieme a Regione Veneto, Comune di Cortina d'Ampezzo, Associazione comuni italiani, esercenti funiviari, Federazione italiana sport invernali, fondazione Dolomiti Unesco e Sprecozero.net, l'associazione patrocinata dal ministero dell'Ambiente e da Anci, per condividere, promuovere e diffondere iniziative per la lotta agli sprechi da parte degli enti territoriali. «Questo documento assume particolare rilevanza in considerazione della recente assegnazione dei Campionati del mondo 2021 di sci alpino a Cortina - prosegue l'assessore veneto - perché siamo consapevoli che l'organizzazione dell'evento iridato costituisce per la località, per l'area dolomitica veneta e 17
Rassegna stampa - Giugno 2016
per tutto il comparto della montagna un'eccellente opportunità in termini di investimenti e di crescita economica e turistica, oltre a essere uno straordinario traino per lo sport italiano. Con questo provvedimento abbiamo preso atto della piena coerenza della Carta con l'orientamento della Regione Veneto».(((dibonam)))
L’Adige | 19 Giugno 2016
Ai rifugi. La stagione inizia oggi Qualche preoccupazione per la pioggia Alte vie del Brenta chiuse per la neve
Zaino in spalla e via su per le montagne «tra boschi e valli d'or» come recita la canzone regina della coralità alpina: «La Montanara». Nella realtà sui monti gli escursionisti e gli alpinisti vanno tutto l'anno, ma la tradizione del mondo della montagna fissa dopo metà giugno l'inizio dell'attività, facendola coincidere con l'apertura dei rifugi. In attesa che il meteo si stabilizzi e già affiora qualche preoccupazione, con l'incubo del ripetersi di un'estate come quella di due anni fa, nei rifugi in questi giorni, fervono i preparativi per l'apertura, che da calendario ufficiale sarà oggi. Tutti hanno anticipato di qualche giorno aprendo le porte di queste strutture in quota a metà settimana. La stagione terminerà, sempre ufficialmente, il 20 settembre, ma come avviene ormai da alcuni anni in molti rifugi, seguendo l'esempio dell'Alto Adige e le esigenze degli escursionisti tedeschi, ma anche di qualche italiano, rimarranno aperti fino ai primi di ottobre. Dovrebbero rimanere aperte, però, anche le strutture nelle valli e località di montagna, impianti a fune compresi. Questo passaggio secondo noi il movimento turistico della montagna trentina, prima o poi lo dovrebbe fare. Il prolungamento ovviamente dipenderà molto dalle condizioni meteorologiche. Sono 146 i rifugi sulle montagne del Trentino, si va dai 670 metri del Pino Prati che si trova ai Bindesi sopra Trento, raggiungibile in automobile, al nido d'aquila: il Mantova a 3535 m poco sotto la vetta del Vioz, nel Gruppo Ortles Cevedale nel Parco dello Stelvio. Al di sopra dei 2500 metri c'è ancora neve, non molta perchè le precipitazioni sono state scarse, specie nei mesi di novembre e dicembre, ma l'ultimo periodo non è stato caldo e quindi la neve sta tenendo e le Alte Vie del Brenta non sono ancora agibili. La Sat, l'associazione alpinistica che possiede 35 rifugi 14 bivacchi e 20 strutture in quota comunica che rimarrà chiuso per lavori di ristrutturazione il Prospero Marchetti che si trova a 2009 metri di quota poco sotto la vetta dello Stivo. «I lavori, dopo qualche stagione con problemi per la gestione - dice Renzo Franceschini presidente della commissione rifugi Sat - dovrebbero iniziare entro il mese di giugno. Son terminati i lavori di rifinitura all'Antermoia, nel Gruppo del Catinaccio, nei pressi dell'omonimo lago alla quota di 2497 metri. Una ristrutturazione importante in un luogo strategico. Anche i lavori al rifugio Ottone Brentari ai 2473m alla 18
Rassegna stampa - Giugno 2016
base dell'affascinante Cima d'Asta, altro presidio del territorio, sono conclusi ed il rifugio è ora più funzionale, caldo e impreziosito da strutture in legno. Al rifugio Dante Ongari ai 2459 m del Bus del Gat nel Gruppo dell'Adamello sono in programma quest'estate alcuni lavori che lo renderanno, come il Mandron, fossil free. Sarà installata una centralina idroelettrica da 20 KVA, che premetterà di eliminare l'utilizzo del gas in cucina e le stufe a legna. Sarà rifatto anche l'impianto elettrico, l'arredo cucina e sarà fatta la coibentazione. Altro intervento previsto sarà l'adeguamento antincendio. Il preventivo dei lavori è di oltre 400 mila euro.» Un anniversario importante i 110 anni del Tuckett. In 66 rifugi del Trentino e del Veneto è stata messa una targa Dolomiti Unesco, in tre lingue: italiano inglese tedesco, ricordando che le Dolomiti sono patrimonio dell'umanità.
Corriere delle Alpi | 18 Giugno 2016 In vista dei mondiali
La “Carta di Cortina” ratificata in Regione CORTINA La giunta veneta ha ratificato la sottoscrizione della “Carta di Cortina sulla sostenibilità degli sport invernali”, che ha tra i firmatari, oltre alla Regione, il Governo, il Comune di Cortina, le associazioni nazionali di Comuni ed Esercenti Funiviari, la Fisi, la Fondazione Dolomiti Unesco e Sprecozero.net. «La Carta di Cortina», spiega Cristiano Corazzari, l’assessore regionale allo Sport, «propone una serie di impegni finalizzati a una maggior tutela e valorizzazione del territorio alpino, con una particolare attenzione alla sostenibilità di tutte le attività multidisciplinari attinenti il turismo montano. Questo documento assume particolare rilevanza in considerazione della recente assegnazione dei Mondiali 2021 a Cortina. L’organizzazione dell’evento costituisce per Cortina un’eccellente opportunità in termini di investimenti e di crescita economica e turistica. Con questo provvedimento abbiamo preso atto della piena coerenza della Carta con l’orientamento della Regione del Veneto in tema di tutela dell’ambiente montano e di sviluppo intelligente e sostenibile delle attività turistiche invernali». (a.s.)
Corriere del Trentino | 18 Giugno 2016
19
Rassegna stampa - Giugno 2016
Riaprono i rifugi in quota Bassetti: speriamo nel tempo Antermoia torna in attività. A luglio i 110 anni del Tuckett
TRENTO Riapre ufficialmente la stagione dei rifugi in quota. A partire da oggi, infatti, le strutture gestite dalla Società alpinisti tridentini (Sat) saranno aperte in modo continuativo, anche se la maggior parte di esse è già attiva. «La legge provinciale impone ai rifugi di aprire per novanta giorni, dal 20 giugno al 20 settembre — spiega il presidente Sat Claudio Bassetti — ma il numero crescente di appassionati e le condizioni climatiche consentono in molte località di operare per stagioni estive di nove o dieci mesi». La stagione 2016 prevede la riapertura del rifugio Antermoia dopo i lavori di restauro costati complessivamente 1,7 milioni di euro, a cui la Provincia ha partecipato per il 90% in base ai parametri legati all’accessibilità della struttura mentre da parte della fondazione Pajan Parola è arrivata una donazione di 150.000 euro. Sono stati poi completati già lo scorso ottobre i lavori di ristrutturazione del rifugio Cima d’Asta che, a partire dal 9 luglio si presenterà ufficialmente al pubblico nella sua nuova veste con l’area di ingresso e asciugatura ampliata, i bagni rifatti, così come tutti gli altri impianti. Partirà invece entro un mese il cantiere per la ristrutturazione del rifugio Stivo, chiuso da circa un anno e mezzo. I lavori dovrebbero durare circa dodici mesi. Presentando le iniziative legate alla nuova stagione, il presidente Bassetti ha inoltre ricordato il progetto «La scuola al rifugio» che ha coinvolto undici rifugi i quali si sono messi in rete aprendo le loro porte alle scolaresche. Tra gli appuntamenti da segnare in agenda, Bassetti ha ricordato che domani si festeggeranno i cinquant’anni del rifugio Peller, con la sezione Sat di Cles impegnata nell’unire alla festa un’escursione sul territorio che circonda il rifugio. Domenica 17 luglio si festeggeranno invece i 110 anni del rifugio Tuckett che fu teatro, nei primi anni del Novecento, di un’annosa disputa con la Deutscher und Oesterreichischer Alpenverein sezione di Berlino, culminata con la costruzione di due rifugi a pochi metri uno dall’altro: il Tuckett, per l’appunto, e il Quintino Sella. Il 17 luglio, a seguito di decenni di pace ormai ritrovata, si svolgerà una cerimonia simbolica per festeggiare l’amicizia e la collaborazione tra la Sat e l’Alpenverein alla presenza dei sindaci di Trento e Berlino. In quell’occasione verrà deposta una targa ricordo per ribadire e riproporre i valori del rispetto, solidarietà e fratellanza che la montagna incarna. A partire da questa stagione, infine, i sessantasei rifugi dell’area dolomitica, di cui nove gestiti dalla Sat, riceveranno un riconoscimento in quanto inseriti nell’area Unesco e una targa evidenzierà l’importanza di un territorio considerato patrimonio dell’umanità. «Speriamo che condizioni meteorologiche favorevoli accompagnino l’estate — ha commentato Bassetti — perché rappresenta un periodo dell’anno determinante in quanto richiede meno investimenti e meno consumo energetico rispetto a quello invernale, durante il quale siamo sempre di più soggetti al meteo».
20
Rassegna stampa - Giugno 2016
Corriere delle Alpi | 19 Giugno 2016
Galletti sollecita la riqualificazione degli impianti di risalita, al posto di nuovi un minore consumo dell’acqua e un ripensamento sulle centraline
«Basta sprechi di risorse tutte le Dolomiti green» di Francesco Dal Mas BELLUNO. Non solo Cortina dovrà essere green, ma tutte le Dolomiti. Lo sostiene il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, che in un'intervista in esclusiva al Corriere delle Alpi sollecita la riqualificazione degli impianti di risalita, anziché la costruzione di nuove strutture, un minore consumo d'acqua da parte degli impianti di innevamento, meno emissioni nel trasporto, un ripensamento sulle centraline idroelettriche. E opere viarie che non siano invasive di un territorio di per sè molto fragile. Signor ministro, la Carta di Cortina prevede uno sviluppo - anche in vista dei Mondiali di sci - a spreco zero. Che cosa effettivamente significa? Facciamo qualche esempio. «Cortina ha l'esigenza di mettere sotto controllo gli sprechi di risorse naturali, specialmente nei periodi dell'anno di massimo afflusso turistico, in cui la pressione dell'uomo è molto forte sul suo territorio montano. Questo utilizzo di risorse va prima misurato con criteri di certezza scientifica e poi ridotto al minimo. La Carta di Cortina è quindi innanzitutto un metodo di lavoro. Vuol dire ad esempio che gli impianti di innevamento delle piste da sci devono essere in grado di utilizzare meno acqua possibile, rendere i sistemi di scarico e depurazione adeguati all'afflusso turistico, che i trasporti vanno gestiti in maniera più efficiente per evitare che il traffico alzi i livelli di inquinamento e che le vie di Cortina, che non sono certo autostrade a tre corsie, vengano invase dalle auto. È un lavoro molto complesso, ma non teorico: i cittadini lo dovranno toccare con mano. Tra cinque anni, ma dico anche molto prima, Cortina deve essere pronta». Siccome il governatore Luca Zaia sostiene che nei Mondiali si gioca tutto il Veneto, almeno il Veneto alpino e in particolare dello sci, la Carta di Cortina dovrà in qualche misura valere per tutte le Dolomiti, anzi per tutte le terre alte del Veneto? «Partiamo dalla Regina delle Dolomiti, ma è chiaro che - seppur in maniera differente rispetto a una realtà notissima come Cortina - tante altre località in tutta Italia, non solo in Veneto, abbiano bisogno di uno studio attento sulle loro attività e sull'impatto che queste determinano per l'ambiente. La sfida è estendere anche ad altri territori il lavoro di questa Carta e per questo tra i progetti attivi ci sono le linee guida per la sostenibilità, una sorta di prontuario per la gestione ambientale dei grandi eventi e delle stagioni a maggior presenza turistica. Servirà a tutti». Considerato l'andamento climatico - ma non solo per questo - gli ambientalisti chiedono che nessun nuovo impianto venga costruito. E che, semmai, vanno ammodernati quelli esistenti. Lei è d'accordo? «Non credo vadano chiuse le porte a prescindere ad eventuali investimenti. Non è di certo questa la prospettiva della Carta di Cortina, che anzi vuole stimolare la prospettiva di uno sviluppo che sia sostenibile e rispettoso del territorio. Detto questo, sono sempre d'accordo a riqualificare l'esistente secondo criteri di efficienza. Ora il Parlamento sta discutendo una legge molto importante, che speriamo di portare rapidamente a termine: quella sullo stop al consumo del suolo. La prospettiva che si pone la nuova legge è “consumo di suolo zero” al 2050, un obiettivo ambizioso e necessario per evitare che il territorio, 21
Rassegna stampa - Giugno 2016
certamente anche quello montano, risenta dell’eccessivo impatto dell'attività umana. I casi, spesso con effetti drammatici, di dissesto idrogeologico che hanno contraddistinto il suolo italiano, ci ricordano che non si può costruire ovunque, in spregio alle regole e al buonsenso». Una nuova pista green che caratteristiche dovrà avere? «Dovrebbe innanzitutto poter contare sulla neve naturale: come sappiamo però, le condizioni climatiche che si stanno determinando nel tempo rendono sempre più complicata una programmazione in questo senso. Una pista 'green' deve avere allora solo la neve artificiale strettamente necessaria. Bisogna ribaltare la prospettiva che vede oggi la neve naturale come integrazione di quella programmata: dovrebbe essere esattamente il contrario. L'acqua è una risorsa troppo preziosa per essere sprecata». Gli impianti per 'fabbricare' la neve sono a volte impattanti e soprattutto assai poco risparmiosi di acqua e corrente. Come vanno ripensati perché anche questi siano green? A che punto è lo studio del carbon footprint e water footprint degli impianti di innevamento artificiale, in collaborazione con Anef? «Gli impianti di neve programmata devono essere ammodernati secondo criteri di efficienza. I progetti Carbon e Water Footprint sono partiti e già sono in corso le prime riunioni per l'acquisizione dei dati utili a effettuare le prime analisi. La grande novità sta nell'individuazione di target misurabili rispetto a fenomeni complessi come le emissioni in atmosfera e l'utilizzo di risorse naturali. Il Carbon Footprint ci permette di valutare gli impatti che il prodotto o servizio genera sul riscaldamento globale, un aspetto nevralgico nelle politiche europee e globali di sviluppo. Nella Water Footprint, invece, l'analisi verte sui flussi di acqua che vengono utilizzati durante l'intero ciclo di vita degli impianti di innevamento ed in particolare sulla variazione della qualità delle acque in seguito allo sfruttamento nel particolare sistema analizzato. Naturalmente non ci si fermerà all'analisi della situazione, il passaggio successivo è quello di individuare misure per limitare l'impatto sull'ecosistema montano». A proposito della disponibilità d'acqua, non ritiene che ci siano troppe derivazioni, troppe centraline idroelettriche? La Regione Veneto le ha posto, ancora l'anno scorso, il problema di fiumi, come il Piave, che vengono sfruttati eccessivamente, per cui le centraline dovrebbero essere centellinate. Arriveremo a questa razionalizzazione? «È un tema serio che il ministero sta affrontando da vicino, coinvolgendo le amministrazioni territoriali interessate. Sul tema delle centraline idroelettriche l'Italia ha purtroppo in corso una procedura pilota e quindi è in atto un serrato confronto con la Commissione Ue sulle misure da adottare per il rispetto delle normative europee di riferimento». - A proposito di strade, gli interventi che l'Anas ha previsto per migliorare la viabilità lungo la statale di Alemagna, d'accordo con il Governo, sono finalmente compatibili con il contesto ambientale. Prevedono solo migliorie dei punti neri, non opere impattanti. Sarà questa l'impostazione del futuro anche per altri territori? «È chiaro che tutte le grandi opere debbano essere a basso impatto ambientale. Questo però non vuol dire, come accaduto troppe volte in passato, pensare di fermare lo sviluppo del Paese. È questa la visione del governo e del mio dicastero. Noi non siamo il ministero del 'no' a prescindere: ogni opera va valutata nel merito, non secondo pregiudizi ideologici». Quali sono le emissioni da contrastare in un ambiente come Cortina e, più in generale, nelle località di montagna? «Per larga parte sono quelle legate al fenomeno del turismo stagionale. E quindi le emissioni provenienti da auto e mezzi pubblici, dai pullman, ma anche dagli impianti di riscaldamento. Se i turisti si muovono in automobile anche in queste realtà, agli impatti classici si aggiunge la complicazione delle caratteristiche fisiche di molte valli alpine, che tendono a favorire fenomeni di concentrazione degli inquinanti. Per questo bisogna insistere anche sulla mobilità sostenibile, a partire dalla ciclabilità e dai veicoli elettrici. E ovviamente c'è il tema dell'adeguamento dei sistemi di scarico e depurazione alla pressione maggiore nella stagione sciistica». Quando lei auspica la sperimentazione di buone pratiche green negli alberghi, a quali soluzioni specifiche pensa? «Con la sperimentazione negli alberghi siamo già partiti, si è messo a disposizione un noto hotel di Cortina. È chiaro che in un albergo possono essere tantissimi gli sprechi. Pensiamo a quanti lavaggi si fanno degli asciugamani con spreco di energia e acqua, al cibo che si consuma e a quello che si lascia nel piatto, ai rifiuti che si producono. E ancora, agli impianti di condizionamento caldo-freddo accesi 24 ore su 24, a come si alimentino di energia le strutture alberghiere, ma anche a quante finestre, tetti o infissi che non rispondono a criteri verdi disperdano preziosa energia. Ecco qualche esempio concreto su cui intervenire. Sono veramente tanti gli alberghi a Cortina: mi aspetto che da ciascuno di questi vengano buone pratiche ambientali. Molto conta però anche l'educazione dei cittadini, in questo caso dei turisti. Con la Carta investiamo anche nella formazione e nell'educazione, partendo dai più piccoli tra i banchi di scuola. Sono loro il futuro di Cortina». ©RIPRODUZIONE RISERVATA 22
Rassegna stampa - Giugno 2016
Alto Adige e Trentino | 20 Giugno 2016
Successo per la mostra sul “cuore di pietra del mondo” promossa dalla Fondazione Unesco
Dolomiti, le foto di Tappeiner a Zagabria di Delia Lorenzi TRENTO Che le Dolomiti siano uno fra i soggetti paesaggistici più fotografati al mondo non è una novità. Quando però le foto del Bene Naturale UNESCO catturano l'attenzione di uno dei più autorevoli mensili internazionali di ambito naturalistico il - National Geographic - , allora la notizia c'è, tanto più se quegli scatti vengono pubblicati su molte delle edizioni nazionali della rivista (internazionale). Se poi una selezione di quelle foto (54), è allestita in una mostra “Dolomiti-Il cuore di pietra del mondo” e, grazie alla Fondazione Dolomiti UNESCO, esposta (fino al 10 luglio) al Museo archeologico della capitale croata Zagabria, allora la notizia prende maggior corpo e, lo diventa di più per il nostro giornale, perchè l'autore delle foto è il fotografo meranese Georg Tappeiner. I suoi magnifici scatti “stimolano nell’osservatore un interesse per la natura e il desiderio di salvaguardarla” e, “hanno un considerevole valore artistico”. Sono opinioni espresse all'inaugurazione, lo scorso 1° giugno, rispettivamente dal capo redattore del National Geographic croato Hrvoj Prcic, e dal direttore del Museo archeologico di Zagabria Sanjin Mihelic. Secondo la nuova presidente della Fondazione Dolomiti Mariagrazia Santoro (assessore regionale alle infrastrutture e al territorio del Friuli Venezia Giulia) “le fotografie di Tappeiner sono forse il migliore biglietto da visita per i turisti, posto che raffigurano le Dolomiti da tutte le prospettive, in diverse stagioni dell’anno e in diverse ore del giorno”. All'inaugurazione ha partecipato anche la direttrice della Fondazione Marcella Morandini. Molto è stato fatto in termini di valorizzazione del Bene Naturale negli ultimi due anni: gli scatti di Tappeiner sono parte di un complesso lavoro di promozione che coinvolge, fra gli altri, anche i gestori e i proprietari degli oltre cento rifugi delle Dolomiti UNESCO. Le foto di Tappeiner erano già state esposte in Germania e Austria riscuotendo, anche in questi due paesi, un notevole interesse di pubblico e di critica. La straordinaria bellezza dolomitica è documentata da Tappeiner con scatti, per esempio, dei prati dell’Armentara in tarda estate, delle Pale di San Martino illuminate dalla luna, delle Odle all’alba, ma anche con foto aeree del Monte Cridola, con tante guglie innevate, come la Torre Trieste nel Gruppo Civetta, e poi con scatti dei presidi montani per le vacche, le malghe, come quella di Cisles. Il fotografo Georg Tappainer documenta le montagne più belle del mondo, il “cuore di pietra del mondo” dal 2005. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
23
Rassegna stampa - Giugno 2016
Il Gazzettino | 25 Giugno 2016
Un patto d’alleanza tra Unesco e gestori di rifugi AMBIENTE Obiettivo comune è quello di aiutarsi nella tutela e nella promozione del territorio
Rifugi alpini e Dolomiti Unesco insieme per valorizzare ancor più il patrimonio dell'umanità. La sinergia si pone un obiettivo importante e solo il legame con il territorio può garantire il risultato. Per questo i 66 rifugi delle Dolomiti sono chiamati ad essere in prima linea. Negli scorsi giorni, nei locali dell'Unione montana feltrina, si sono ritrovati i vertici della Fondazione con la presidente Maria Grazie Santoro e la direttrice Marcella Morandini e i gestori dei rifugi che hanno deciso di aderire al progetto. «Un'occasione importante di reciprocità - ha spiegato la presidente - per creare una rete di collaborazione. Con questo progetto proponiamo un pacchetto di riconoscibilità che accresce anche la tutela dei rifugi oltre che portare in primo piano il territorio». A spiegare nei particolari il progetto è stata la direttrice: «Sono stati coinvolti i 66 rifugi presenti dalle Dolomiti del Brenta fino alle Dolomiti Friulane. Di questi hanno aderito a tutto il pacchetto delle prima fase in 29 mentre in 19 si sono parzialmente avvicinati». La distinzione fra la due categorie è semplice: le 29 strutture saranno munite di una targa esterna che certifica l'appartenenza al progetto, da una interna con dei dati e da del materiale informativo (guida, carta geografica e dvd) mentre i 19 avranno solo la targa esterna. Le strutture saranno anche messe in rete tramite internet in collegamento con la Fondazione. Alla cerimonia di consegna ha partecipato anche il sindaco di Feltre Paolo Perenzin: «Voi siete le prime sentinelle sul territorio e questo è un valore inestimabile». Parole positive sono arrivate anche dal presidente del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, Antonio Andrich, e dal presidente dell'Unione montana feltrina, Federico Dalla Torre: «Voi siete i punti di accoglienza, spetta a noi valorizzare anche le valli più nascoste».
24
Rassegna stampa - Giugno 2016