Fondazione Dolomiti Dolomites Dolomiten Dolomitis
RASSEGNA STAMPA SETTEMBRE 2018
1 Rassegna Stampa – Settembre 2018
PRINCIPALI ARGOMENTI DEL MESE DI SETTEMBRE: CONFERENZA MONDIALE DEI GEOPARCHI ................................................................................................................................ 3 IL NUOVO BALCONE PANORAMICO ............................................................................................................................................. 6 MONITORAGGIO: TRE CIME E LAGO DI BRAIES ......................................................................................................................... 7 DOLOMITES UNESCO FORUM .................................................................................................................................................... 11 CAI: CORSO NAZIONALE DOCENTI ............................................................................................................................................ 12 ATTIVITA’ FORMATIVE................................................................................................................................................................... 15 PREMIO SPECIALE DOLOMITI UNESCO .................................................................................................................................... 18 LE DOLOMITI TORNANO IN EDICOLA CON TRENTINO E ALTO ADIGE ................................................................................... 22 LA MOSTRA STRAORDINARIA BELLEZZA IN ROMANIA ............................................................................................................ 25 OLTRE LE VETTE .......................................................................................................................................................................... 26 NUOVO CENTRO UNESCO IN VAL DI FUNES ............................................................................................................................ 29 EVENTI E PATROCINI.................................................................................................................................................................... 31 ALTA VIA DOLOMITI BELLUNESI .................................................................................................................................................. 36
2 Rassegna Stampa – Settembre 2018
CONFERENZA MONDIALE DEI GEOPARCHI L’Adige | 8 settembre 2018 p. 39 Geoparchi Unesco a Campiglio Jessica pellegrino MADONNA DI CAMPIGLIO La perla delle Dolomiti di Brenta come capitale dei Geoparchi Unesco di tutto il mondo. Da oggi al 14 settembre, il paese ospiterà infatti l'ottava edizione della «Conferenza Internazionale dei Geoparchi Mondiali Unesco». 850 congressisti tra cui geologi, tecnici e non solo - in rappresentanza di 64 nazioni - si riuniranno per discutere di «Sviluppo sostenibile». Non mancheranno personaggi di spicco quali ad esempio il professor Alberto Carton, dell'Università di Padova, il presidente della «Global Geoparks Network» Nickolas Zouros e il segretario del Programma internazionale «Geoscience and Geoparks» Patrick McKeever. All'Hotel Cerana si svolgeranno gli incontri degli organismi interni alla Rete globale mentre dall'11 settembre, il PalaCampiglio ospiterà la «Conferenza internazionale». Alla cerimonia di apertura, martedì, è prevista la partecipazione della Sottosegretaria al Ministero dell'Ambiente Vannia Gava. Un appuntamento importante per cui la macchina organizzativa si è messa in moto poco dopo l'assegnazione della Conferenza al Parco Naturale Adamello Brenta - nel settembre 2016 - ed ha coinvolto gli enti locali e l'Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena. «Sono molto emozionato - sottolinea il presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, Joseph Masè - 850 congressisti e oltre 1000 partecipanti, provenienti da 60 nazioni, saranno a Madonna di Campiglio per affrontare temi di stretta attualità, quali il surriscaldamento del pianeta, i cambiamenti climatici ed i disastri naturali, ma anche per condividere strategie univoche, che possono facilmente superare i confini dei singoli parchi, di sviluppo sostenibile, di ricerca, di conservazione, di educazione ambientale e di comunicazione». A ritmare le giornate della conferenza a cadenza biennale, approdata per la prima volta in Italia dopo Malaysia, Giappone, Canada e Inghilterra saranno gli oltre 200 contributi scientifici ammessi per le sessioni e i 120 «poster» (sessioni più brevi) affiancati da incontri e visite sul territorio. «Al di là delle ricadute immediate dovute alla presenza dei delegati - sottolinea il sindaco, Michele Cereghini - l'aspetto interessante della conferenza, peraltro la prima in Italia, è la promozione a livello internazionale del nostro Geoparco e la possibilità di mostrare la qualità di questa proposta turistica collegata alla grande specificità geologica del territorio e dell'ambito di Campiglio». A completare il calendario la Geofair, uno spazio fieristico sulla terrazza del PalaCampiglio, una mostra sul patrimonio immateriale allestita nella Sala della Cultura di Campiglio e la mostra Geological Landscape allestita alla Casa del Parco di Carisolo. Trentino | 9 settembre 2018 p. 54 Simposio geoparchi Unesco per lo sviluppo sostenibile Marco Benedetti TRENTO Molti tra i partecipanti hanno già raggiunto la Val Rendena per prendere parte agli incontri dei diversi organismi internazionali della rete globale. E dopo domani 11 settembre a Madonna di Campiglio, sarà ufficialmente inaugurata l'8a Conferenza mondiale dei Geoparchi UNESCO, promossa dal Parco naturale Adamello Brenta, uno dei Geoparchi italiani, e dall'Apt Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena. Quasi un migliaio tra geologi, tecnici, esperti del settore e tanti interessati, provenienti dai 140 geoparchi di tutto il mondo, in particolare Europa e Asia, hanno confermato la loro presenza. Lo scopo della Conferenza è quello di discutere una strategia univoca per definire il ruolo dei Geoparchi nel perseguimento dello sviluppo sostenibile del territorio, aprendo una discussione sulle sinergie da costruire con i luoghi ospitanti, e sulle opportunità da cogliere per poter rappresentare
3 Rassegna Stampa – Settembre 2018
al meglio strumenti innovativi di geoconservazione, geoturismo e sviluppo sostenibile locale. Già dal 2004 l’UNESCO ha posto nelle linee direttrici l’idea che un Geoparco possa integrare un obiettivo di conservazione del patrimonio geologico con un obiettivo di promozione economica durevole. Questa forma di geoturismo infatti, cerca di risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie necessità. Ma che cosa è esattamente un Geoparco? Si tratta di un’area ben definita, con un patrimonio geologico e geomorfologico significativo e speciale per rarità, interesse scientifico, richiamo estetico e valore educativo. La sua identità è strettamente legata alla geologia, ma in un Geoparco sono importanti anche il patrimonio naturale e quello culturale. Un Geoparco comprende più geositi di interesse geologico, ma anche archeologico, ecologico, storico e culturale, oggetto di comuni azioni di valorizzazione. e di tutela. Il suo patrimonio geologico e geomorfologico viene valorizzato attraverso l’educazione ambientale, la formazione, la ricerca scientifica nelle varie discipline delle scienze della Terra, ma anche attraverso una forma particolare di turismo sostenibile: il geoturismo. L’11 e il 12 settembre si terranno 5 sessioni scientifiche parallele e workshop in cui si approfondirà il tema di questa edizione “I Geoparchi e lo sviluppo sostenibile”. Giovedì 13 settembre sarà dedicato ai "field trip": ogni partecipante potrà scegliere una fra le sei opzioni disponibili per conoscere le peculiarità geologiche, naturalistiche e culturali dell’Adamello Brenta UNESCO Geopark. Si potrà inoltre visitare la Geofair, uno spazio fieristico dedicato a chiunque voglia scoprire il territorio, le attività e i prodotti di tutti i Geoparchi del mondo che qui potranno presentarsi e promuoversi.
L’Adige | 11 settembre 2018 p.38 Geoparchi Unesco a convegno per un confronto sullo sviluppo sostenibile G. B. CAMPIGLIO La candidatura fu annunciata e l'organizzazione vinta nel 2016 (durante la settima Conferenza in Inghilterra nell'English Riviera Geopark); l'organizzazione dell'evento è in corso da almeno un anno e mezzo grazie ad una stretta collaborazione fra il Parco e l'Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena. Domenica si è aperta, e lo rimarrà fino a venerdì prossimo, l'ottava Conferenza internazionale dei Geoparchi mondiali Unesco, ospitata dal Parco Adamello Brenta a Madonna di Campiglio, approdata per la prima volta in Italia. Sviluppo sostenibile. Questo il tema che 306 relazioni scientifiche tratteranno in questa edizione. I numeri forniti dall'organizzazione sono strabilianti: dai 140 Geoparchi distribuiti nel mondo, da Università, aziende private ed enti pubblici si sono iscritti 850 relatori (numero massimo, raggiunto un mese prima della chiusura dei termini); comunque l'evento vedrà l'adesione a vario titolo di 1.000 partecipanti. Saranno rappresentate qualcosa come 64 nazioni, soprattutto asiatiche e del Pacifico, ma nessun continente sarà orfano. La Conferenza entrerà oggi nel vivo. Fino a venerdì, quando al Pala Campiglio ed al Salone Hofer si svolgerà il programma scientifico. Ma proprio oggi è definito dagli organizzatori "il giorno più intenso". Alle 9 al Pala Campiglio "Opening Ceremony (cerimonia di apertura, per i valligiani) che prevede uno spettacolo sul tema della geologia (con la regia di Roberta Bonazza e la partecipazione di associazioni locali); a seguire i saluti delle autorità e di 3 Key Note (relatori principali) in sessione plenaria. Inizierà Nickolas Zouros, numero uno dell'Associazione generale dei Geoparchi, che parlerà proprio sulla GGN; dopo di lui, Patrick McKeever, Segretario del Programma Unesco, nel quale sono classificati i Geoparchi, interverrà su Agenda 2030; infine l'ultimo (apparentemente ardito, visto l'uditorio) sarà Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia, il quale definirà le linee di un progetto di mobilità sostenibile che si sta sperimentando ai piedi delle Dolomiti di Brenta. Le sessioni scientifiche sono in programma nelle giornate di oggi, domani e venerdì. Giovedì i delegati calpesteranno il territorio: infatti saranno impegnati nelle sei escursioni guidate nell'area protetta con il coinvolgimento di un piccolo esercito di esperti: del Parco, del Muse, delle Università di Padova, Modena-Reggio Emilia e Pavia, del Servizio glaciologico e delle guide alpine.
4 Rassegna Stampa – Settembre 2018
L’Adige | 17 Settembre 2018
p. 18 I Geoparchi «mondiali» CAMPIGLIO Un successo. Difficile definire altrimenti l'ottava Conferenza internazionale dei Geoparchi Unesco che, dall'8 al 14 settembre, ha animato la Perla delle Dolomiti di Brenta. Un appuntamento considerato fino ad ora «il migliore» anche per il presidente della «Global Geoparks Network» Nickolas Zouros. Incontri, sessioni e workshop intervallati da momenti conviviali e di condivisioni. Durante la cerimonia di chiusura il board della rete dei Geoparchi ha nominato ufficializzato anche il successore del Parco Naturale Adamello Brenta Geopark: la Corea del Sud e il «Jeju Island Geopark». «Senza dubbio - hanno confermato i delegati del board della Global Geoparks Network - il Parco ha mantenuto le promesse che ci avevo fatto quando aveva presentato la candidatura ed ha visto anche un'attiva partecipazione della comunità locale». Per una settimana Campiglio si è trasformata dunque nella capitale dei Geoparchi grazie alla presenza di più di 850 delegati provenienti da tutto il mondo per parlare di cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile e buone pratiche per salvaguardare la salute della Terra. «È stata una settimana intensa - ha sottolineato il presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, Joseph Masè - durante la quale abbiamo potuto puntare l'attenzione sui geoparchi e sulla fragilità del pianeta. Ci siamo potuti incontrare di persona, scambiare un sorriso. Salutare vecchi amici e conoscerne di nuovi. È stato bello condividere con tutti voi le specificità del nostro
5 Rassegna Stampa – Settembre 2018
territorio. Siamo molto più di una rete, siamo una famiglia». Fondamentale anche l'unione di intenti «la buona riuscita dell'evento è legata all'impegno del Parco, di Apt Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, degli "Ambassador" - studenti delle scuole trentine e volontari provenienti dalla Romania, e - ha concluso commosso Masè - degli utenti, degli operatori di Anfass e Laboratorio sociale che ringraziamo per quello che hanno fatto e per quello che fanno tutti i giorni». Un ringraziamento condiviso anche dalla platea che li ha salutati con un lungo e fragoroso applauso accompagnato da una standing ovation. (foto Paolo Bisti Luconi).
IL NUOVO BALCONE PANORAMICO L’Adige | 14 settembre 2018
p. 18 Ritort, balcone sulle Dolomiti MADONNA DI CAMPIGLIO Nel contemplare il massiccio delle Dolomiti di Brenta ci vuole davvero una grande capacità di immaginazione per riconoscere in queste guglie verticali degli atolli emersi da un mare caldo e tropicale. Eppure, anticamente le Dolomiti erano completamente sommerse dall'acqua e, se viaggiassimo indietro nel tempo a 200 milioni di anni fa, da questo punto vedremmo un ambiente simile alle Bahamas. Le Dolomiti di Brenta si trovavano su un'ampia piattaforma che digradava, con una sorta di gradinata, verso gli abissi più profondi. Testimonianza di questa storia geologica sono i fossili di molluschi intrappolati in sedimenti calcarei, visibili nei pressi del rifugio Graffer, agli Orti della Regina e in altre zone del gruppo di Brenta. Malga Ritort , poco sopra Madonna di Campiglio, è un'area di collegamento delle due «ali» del Parco Naturale Adamello Brenta Geopark ed è senz'altro il luogo da cui si gode una delle vedute più celebri delle Dolomiti di Brenta. Da qui si ha una visione d'insieme di questo gruppo montuoso dal valore universale, tanto leggendario quanto importante sotto il profilo geologico, scientifico e paesaggistico e proprio qui il Parco ha da poco realizzato un Balcone delle Dolomiti. Si tratta di un progetto di comunicazione promosso dalla Fondazione Dolomiti Unesco che prevede la realizzazione di terrazze panoramiche in tutti i 9 siti che compongono il Bene Patrimonio dell'Umanità. I Balconi sono in genere posizionati in luoghi panoramici per natura e già molto frequentati, come è proprio il caso di Ritort, per intercettare un alto numero di visitatori e permettere loro di andare oltre la bellezza paesaggistica. Su un grande pannello circolare si sovrappongono gli skyline del panorama che si ha di fronte in modo che la prospettiva permetta di individuare le cime e riconoscerle. Alcuni pannelli, redatti in
6 Rassegna Stampa – Settembre 2018
tre lingue, italiano, inglese e tedesco, propongono a chi giunge al cospetto di cotanta bellezza una lettura anche dei dettagli. Si scopre così che nelle rocce è scritto un racconto lungo più di 300 milioni di anni che parla dell'evoluzione di un golfo che si trovava nell'antico mare della Tetide, conservando storie di spiagge, lagune, scogliere e vulcani. Montagne nate dal mare Le Dolomiti di Brenta nelle loro pagine pietrificate scrivono l'ultima parte di questa storia geologica, i cui capitoli precedenti si possono leggere nei sistemi dolomitici che si trovano più a oriente, fino al Friuli. Si scopre che la piana fangosa su cui si depositava la dolomia principale si è modificata, e sulla piattaforma si è depositata una sabbia finissima che ha dato vita ai calcari grigi, i quali si distinguono dalla dolomia principale per un diverso stile di stratificazione e colorazione, come si nota al Dosson di Francinglo o alla Pietra Grande. Si scopre anche che numerose sono le grotte, le cavità e i pozzi carsici che convogliano le acque in profondità rendendo il massiccio del Brenta un importante e delicato «acquifero carsico»: le cascate di Vallesinella ne sono le «emergenze». Acquisite queste spiegazioni e voltandosi per uscire dal Balcone è impossibile non notare il netto contrasto con il paesaggio adamellino retrostante e rendersi conto della geodiversità che contraddistingue il Parco Naturale Adamello Brenta Geopark. Quella che gli ha permesso di ottenere il riconoscimento di Geoparco nel 2008, titolo che senz'altro ha contribuito al raggiungimento della dichiarazione delle Dolomiti Patrimonio dell'Umanità Unesco l'anno successivo. Come arrivare Ritort è raggiungibile in auto in soli 5 minuti da Madonna di Campiglio, noi però consigliamo due percorsi per arrivarci a piedi, da Patascoss o da Sant'Antonio di Mavignola. Il primo percorso parte parte dalla località Patascoss e, lungo una strada pianeggiante nel bosco con qualche «finestra» panoramica sul Brenta, permette, in meno di un'ora, di raggiungere il balcone di Ritort. Il secondo percorso invece parte da Sant'Antonio di Mavignola: si sale dai masi di Milegna per circa un'ora lungo sentieri e stradine di comoda percorribilità che regalano una bellissima vista oltre che svariate impressioni sulla tradizione locale. A cura del Parco naturale Adamello Brenta
MONITORAGGIO: TRE CIME E LAGO DI BRAIES Corriere delle Alpi | 8 settembre 2018
p. 31 segue dalla prima Preoccupato il consiglio d'amministrazione della Fondazione Definiti due hot spot: Tre Cime di Lavaredo e lago di Braies C'è troppo traffico sui siti dell'Unesco: al via il monitoraggio Francesco Dal Mas ALTO BELLUNESE Troppo traffico su alcuni itinerari delle Dolomiti; che non sono soltanto i passi, ma anche le Tre Cime di Lavaredo ed il lago di Braies. Via, quindi, al monitoraggio. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco, che vede in Graziano Pizzimenti il suo primo presidente che arriva dal mare. Pizzimenti, infatti, è assessore alle infrastrutture e al territorio del Friuli. È originario di Marano lagunare, dov'è stato anche sindaco. Ma ai problemi delle terre alte si sta applicando con passione.
7 Rassegna Stampa – Settembre 2018
TANTI I TEMI SUL TAPPETO Tra le principali tematiche oggetto della discussione al tavolo che vede confrontarsi i rappresentanti delle Amministrazioni coinvolte dal riconoscimento Unesco, ci sono la gestione dei flussi turistici all'interno del sito patrimonio mondiale, la mobilità integrata e la partecipazione all'importante evento internazionale ospitato nei prossimi giorni dal Parco naturale Adamello Brenta. Nel passato era stato approfondito il tema dell'eccessivo traffico sui passi, in particolare quello del Sella; da qui le misure per contenere il flusso auto. «L'analisi delle dinamiche di frequentazione e fruizione da parte di turisti e residenti del vasto territorio compreso nel sito Unesco delle Dolomiti, che con i suoi nove sistemi copre un'area di 142. 000 ettari, è tra le priorità dell'attività di monitoraggio messe in campo dalla Fondazione e dagli enti suoi soci Fondatori», spiega Pizzimenti, «proprio per questo il consiglio di amministrazione ha convenuto sull'opportunità di attivare delle iniziative di monitoraggio, tramite big data, dei flussi che interessano due aree hot spot». DUE AREE HOT SPOT Si tratta delle Tre Cime di Lavaredo, dove arrivano anche 2 mila auto al giorno, e del lago di Braies, di particolare interesse per quanto riguarda la gestione della frequentazione turistica e la mobilità sostenibile. L'acquisizione e l'analisi di questi dati fornirà alle Amministrazioni gli strumenti utili per l'individuazione di politiche di gestione territoriale coerenti con gli eccezionali valori riconosciuti a questo territorio. «L'auspicio è che lo studio di determinate aree hot spot si riveli un laboratorio efficace per ampliare poi il metodo di analisi all'intero sito Unesco», aggiunge Pizzimenti. CONFERENZA DEI GEoparchi Le Dolomiti saranno inoltre protagoniste anche durante l'8ª conferenza internazionale dei geoparchi mondiali Unesco, evento per il quale i rappresentanti dei geoparchi di tutto il mondo saranno presenti da oggi al 14 settembre a Madonna di Campiglio. È infatti il Parco naturale Adamello Brenta Unesco global geopark ad ospitare la conferenza internazionale, la prima volta che l'evento si svolge in Italia. Un'occasione importante per le Dolomiti patrimonio mondiale, che tali sono divenute, oltre che per il paesaggio, anche per l'unicità geologica del sito. La relazione di Piero Gianolla in sessione plenaria mercoledì 12, illustrerà le peculiarità della Dolomiti agli 850 partecipanti da tutto il mondo. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Gazzettino | 8 settembre 2018 pag. I e XIV edizione Belluno Tre Cime e Braies: analisi dei flussi grazie ai cellulari M. Dibona BELLUNO Un monitoraggio dei flussi turistici estivi sui luoghi simbolo delle Dolomiti, ovvero del patrimonio Unesco: Tre Cime di Lavaredo e Lago di Braies. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco, il primo presieduto da Graziano Pizzimenti, assessore al territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. In che modo si svilupperà l'analisi? Attraverso dati (anonimi) aggregati forniti dagli operatori telefonici, che consentono di capire non solo quante persone sono state in un luogo in un certo momento, ma anche il tipo di visitatore, la sua provenienza, quanto tempo si è fermato. Dibona a pagina XIV Tre Cime e Braies: analisi dei flussi grazie ai cellulari Fondazione Unesco: «I dati degli operatori ricchi di informazioni» CORTINA Conoscere il fenomeno turistico per gestirlo meglio, a cominciare da due luoghi circoscritti, ben delimitati, fra i più frequentati durante la stagione estiva: le Tre Cime di Lavaredo e il Lago di Braies. Questa analisi delle dinamiche di frequentazione e fruizione da parte di turisti e residenti è stata esaminata nel recente consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco, il primo presieduto da Graziano Pizzimenti, assessore al territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. «L'attività di monitoraggio si basa sui big data, i dati aggregati forniti dagli operatori telefonici spiega Marcella Morandini, che dirige la Fondazione sono informazioni del tutto anonime, che non permettono di risalire alle generalità. Consentono però di capire non soltanto quante persone sono state in un luogo in un certo momento, ma anche il tipo di visitatore, la sua provenienza, quanto tempo si è fermato, se soggiorna in quella zona oppure se la sua presenza è occasionale, giornaliera». Morandini spiega come saranno ricavati quei dati; «Sono uno strumento per scattare una foto della situazione. Noi intendiamo prendere in esame i quattro mesi di questa estate 2018, da giugno a settembre, poiché gli operatori telefonici hanno a disposizione i dati anche del passato, li conservano per dodici mesi. E' una procedura già usata da altri siti Unesco. Noi cominciamo con le Tre Cime e Braies, aree ad altissima frequentazione, concentrata, ma con la prospettiva di monitorare l'utilizzo, da parte di turisti e residenti, del vasto territorio compreso nel sito Unesco delle Dolomiti, che con i suoi nove sistemi copre un'area di 142mila ettari. E' un
8 Rassegna Stampa – Settembre 2018
laboratorio iniziale del progetto, da estendere poi ad altri soggetti». Che uso farete di quelle informazioni? «L'acquisizione e l'analisi di questi dati fornirà alle amministrazioni importanti strumenti utili per individuare politiche di gestione territoriale coerenti con gli eccezionali valori universali riconosciuti a questo territorio. Saranno i politici a decidere come gestire questi flussi, anche in termini di mobilità sostenibile, una volta che avranno un'analisi dettagliata della situazione. Bisogna avere dei dati sui quali lavorare, se si vuole migliorare l'esperienza di visita, vissuta dal turista». Le Dolomiti saranno protagoniste, da oggi al 14 settembre, della ottava conferenza internazionale dei geoparchi mondiali Unesco, ospitata dal Parco naturale Adamello Brenta, con il coinvolgimento di gestori ed esperti da ogni parte del mondo. Mercoledì 12 settembre il professor Piero Gianolla illustrerà le peculiarità delle Dolomiti agli oltre 850 partecipanti.M. Dib. Corriere dell’Alto Adige | 8 settembre 2018 p.6 Vodafone monitorerà i flussi turistici Il consiglio di amministrazione della Fondazione Dolomiti Unesco nella sua ultima riunione, ha convenuto sull’opportunità di attivare una collaborazione con Vodafone Analytics per avviare un’attività di monitoraggio della frequentazione da parte di turisti e residenti delle Dolomiti. Tramite l’analisi dei dati dei cellulari agganciati dalle diverse celle, sarà così possibile monitorare i flussi turistici in due aree campione ad altissima affluenza: il Lago di Braies e l’area delle Tre Cime di Lavaredo. I dati che verranno raccolti e analizzati, comunque sempre in forma anonima, si riferiranno al numero dei turisti presenti nelle diverse ore della giornata, alla provenienza dei visitatori, al loro luogo di pernottamento, alla durata della visita e, se possibile, anche ai mezzi di trasporto (motorizzati o meno) con cui raggiungono le aree. Queste informazioni saranno utili per capire meglio le dinamiche dei flussi turistici, le loro criticità e perseguire le successive scelte gestionali, coerenti con gli eccezionali valori universali riconosciuti a questo territorio. Alto Adige | 9 settembre 2018
p.15 Flussi turistici, la Provincia si affida ai dati della Vodafone BOLZANO L'analisi delle dinamiche di frequentazione e di fruizione da parte di turisti e residenti nei 142.000 ettari delle Dolomiti patrimonio UNESCO è tra le priorità dell'attività di monitoraggio messe in campo dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dagli enti suoi soci fondatori, tra cui la Provincia di Bolzano. Proprio per questo il Consiglio di amministrazione della Fondazione nella sua ultima riunione ha convenuto sull'opportunità di attivare una collaborazione con Vodafone Analytics. Tramite l'analisi dei dati dei cellulari agganciati dalle diverse celle, sarà così possibile monitorare i flussi turistici in due aree campione ad altissima affluenza: il Lago di Braies e l'area delle Tre Cime di Lavaredo. I dati che verranno raccolti e analizzati, comunque sempre in forma anonima, si riferiranno al numero dei turisti presenti nelle diverse ore della giornata, alla provenienza dei visitatori, al loro luogo di pernottamento, alla durata della visita e, se possibile, anche ai mezzi di trasporto (motorizzati o meno) con cui raggiungono le aree.
9 Rassegna Stampa – Settembre 2018
Alto Adige | 9 settembre 2018
p. 33 Analisi via cellulari dei flussi a Braies e alle Tre Cime L’analisi dei flussi turistici nei 142.000 ettari delle Dolomiti patrimonio Unesco è tra le priorità dell’attività di monitoraggio messe in campo dalla Fondazione Dolomiti Unesco e dagli enti fondatori, tra cui la Provincia. Per questo il Consiglio di amministrazione della Fondazione ha attivato una collaborazione con Vodafone Analytics. Tramite l’analisi dei dati dei cellulari sarà possibile monitorare i flussi turistici in due aree campione ad altissima affluenza: il Lago di Braies e l’area delle Tre Cime di Lavaredo. I dati che verranno raccolti e analizzati, in forma anonima, si riferiranno al numero dei turisti presenti nelle diverse ore della giornata, alla provenienza dei visitatori, al loro luogo di pernottamento, alla durata della visita e, se possibile, anche ai mezzi di trasporto (motorizzati o meno) con cui raggiungono le aree. Queste informazioni saranno utili per capire le dinamiche dei flussi turistici, le loro criticità e per le scelte gestionali, coerenti con i valori riconosciuti a questo territorio. Lo studio di determinate aree campione potrà fungere da laboratorio per ampliare poi il metodo di analisi all’intero territorio delle Dolomiti patrimonio Unesco. Alto Adige | 13 settembre 2018
p.33 Monitoraggio sui visitatori delle Dolomiti DOLOMITI L'analisi delle dinamiche di frequentazione e di fruizione, da parte di turisti e residenti nei 142 mila ettari delle Dolomiti patrimonio
10 Rassegna Stampa – Settembre 2018
dell'Unesco è tra le priorità dell'attività di monitoraggio messe in campo dalla Fondazione Dolomiti Unesco. Proprio per questo il Consiglio di amministrazione della Fondazione nella sua ultima riunione, ha convenuto sull'opportunità di attivare una collaborazione con Vodafone Analytics. Tramite l'analisi dei dati dei cellulari agganciati dalle diverse celle, sarà così possibile monitorare i flussi turistici in due aree campione ad altissima affluenza: il Lago di Braies e l'area delle Tre Cime di Lavaredo. I dati che verranno raccolti e analizzati, comunque sempre in forma anonima, si riferiranno al numero dei turisti presenti nelle diverse ore della giornata, alla provenienza dei visitatori, al loro luogo di pernottamento, alla durata della visita e, se possibile, anche ai mezzi di trasporto (motorizzati o meno) con cui raggiungono le aree. Queste informazioni saranno utili per capire meglio le dinamiche dei flussi turistici, le loro criticità e perseguire le successive scelte gestionali, coerenti con gli eccezionali valori universali riconosciuti a questo territorio.
DOLOMITES UNESCO FORUM Alto Adige | 13 settembre 2018
p. 19 Il Dolomites Unesco Forum BOLZANO Il 1° ottobre Eurac Research organizza a Sesto Pusteria la seconda edizione del Dolomites Unesco Forum, in collaborazione con l'Associazione turistica di Sesto e la Fondazione Dolomiti Unesco. Saranno presenti relatori e esperti internazionali, che affronteranno il tema "Gestire con successo i flussi di visitatori" e che esploreranno approcci e soluzioni ad interrogativi sulla mobilità dei visitatori nello spazio e sulla correlata gestione proattiva dei flussi. Come giungeranno a destinazione in futuro i turisti? Come si possono gestire i flussi nel tempo e nello spazio, per evitare congestione e affollamento? Come si può creare un connubio tra le sfide della regione e le prospettive di sviluppo della destinazione Dolomiti? L'iscrizione è gratuita e possibile entro il 17 settembre: www.eurac.edu/dolomites.forum. Alto Adige | 29 Settembre 2018 p. 34 Un convegno su come gestire i flussi di visitatori La regione dolomitica conta 6 milioni di arrivi e 25 milioni di pernottamenti l’anno. Il limite di tolleranza delle comunità e della natura è stato spesso raggiunto o in alcuni luoghi addirittura già oltrepassato. Secondo gli esperti la mobilità rappresenta la sfida più grande nello sviluppo di un concetto di crescita sostenibile per la regione dolomitica, ma non solo. Come arriveranno in futuro i visitatori nella nostra destinazione e come potremo gestire i flussi turistici per evitare code e sovraffollamenti? E in che modo l'overtourism influenza la qualità della vita della popolazione locale? Quest'anno il Dolomites Unesco Forum di Sesto si occupa di questi temi. «Gestire con successo i flussi di visitatori» è il titolo dell’incontro che si terrà il primo ottobre alle 13,30 a Sesto al
11 Rassegna Stampa – Settembre 2018
Centro congressi. Il tema è di estrema attualità e ben si inserisce an- che nel discorso avviato e non ancora giunto a una conclusione soddisfacente della chiusura dei passi o della limitazione del traffico con altre formule tra pedaggi e fasce orarie.
CAI: CORSO NAZIONALE DOCENTI Gazzettino | 18 Settembre 2018
p. 11 edizione Belluno Ambiente UNESCO, docenti a lezione con il CAI FALCADE Le Dolomiti possiedono un complesso di valenze di importanza internazionale per le scienze della Terra. È possibile visitarle dal punto di vista paesaggistico, geologico e geomorfologico, avventurarsi lungo i sentieri, entrare nei parchi naturali creati per la loro tutela o curiosare nei musei e scoprire le caratteristiche più rilevanti della regione dolomitica. Per questi motivi il Club alpino italiano (attraverso il Gruppo regionale Veneto, il Comitato scientifico veneto friulano giuliano e la Sezione di Agordo) ha organizzato a Falcade il 35° Corso nazionale di formazione per insegnanti - Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco - Un racconto di paesaggi, uomini e rocce.Le lezioni in aula e le uscite lungo i sentieri della Valle del Biois, si terranno dal 20 al 23 settembre e vedranno la partecipazione di 52 insegnanti delle scuole medie e superiori provenienti da 14 regioni. I temi andranno dal significato del riconoscimento Unesco ai caratteri geografici e naturalistici delle aree scelte come laboratorio del corso, dallo stato delle aree protette fino ad arrivare alla geologia come chiave per leggere i paesaggi e la storia della Terra. «Le Dolomiti sono un laboratorio speciale per lo studio dell'evoluzione, della complessità e della fragilità della montagna. La tutela, la conservazione e la valorizzazione di questi siti devono diventare un obiettivo comune sostenuto con convinzione da quanti più individui possibile. In primo luogo dai giovani e dai giovanissimi», afferma il coordinatore Francesco Carrer. «Questo impegno deve essere rivolto in primo luogo al Patrimonio Mondiale, ma sempre più anche all'esterno di esso e condurre a un nuovo approccio, più coscienzioso e responsabile nei confronti dell'intera regione dolomitica».Collaborano all'organizzazione del corso la Fondazione Dolomiti Unesco, la Fondazione Giovanni Angelini, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
12 Rassegna Stampa – Settembre 2018
Corriere delle Alpi | 24 Settembre 2018
p. 12 I prof vanno a scuola di turismo sostenibile sulle Dolomiti FALCADE Cinquanta insegnanti, che operano in scuole di ogni ordine e indirizzo, sono arrivati da ogni angolo della penisola per mettere in cattedra per tre giorni le Dolomiti Unesco, la loro geologia, il paesaggio che le caratterizza e che le rende un bene unico al mondo. È stato un successo il corso nazionale organizzato a Falcade, dal Gruppo regionale Cai Veneto e Cai Agordo, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, la Fondazione Giovanni Angelini, il Parco nazionale Dolomiti bellunesi, il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino e il Soccorso Alpino. Dopo un pomeriggio di lezione a Falcade, le giornate successive sono state caratterizzate da sessioni sul campo: dal sentiero geologico Valles - Venégia, alla grande traversata del Mondevàl a partire dal passo Giau, senza dimenticare la visita ai musei del territorio. I docenti sono stati accompagnati da geologi, paesaggisti, archeologi e botanici, che hanno consentito loro di acquisire non solo conoscenze specifiche sugli elementi che hanno portato le Dolomiti a divenire Patrimonio Mondiale dell'Umanità, ma anche gli strumenti didattici utili a promuovere tra
13 Rassegna Stampa – Settembre 2018
gli studenti la corresponsabilità nello sviluppo sostenibile dei propri contesti territoriali. Un tema, quello della frequentazione consapevole e responsabile delle Dolomiti, emerso con chiarezza durante l'estate appena trascorsa: occorre dunque, ancora una volta, partire dalla scuola.«Il rischio, però, è quello di una trasmissione solo virtuale», commenta il presidente del Cai Veneto Francesco Carrer, «vogliamo che gli insegnanti vivano un'esperienza diretta, perché a loro volta siano protagonisti di momenti analoghi con i loro studenti. C'è poi la questione legata all'educazione: l'obiettivo è quello di formare persone consapevoli del patrimonio collettivo e che, conoscendolo, siano anche capaci di difenderlo».«Bisogna abituare i ragazzi a leggere i luoghi in cui vivono», commenta Mauro Pascolini dell'Università di Udine, direttore scientifico del corso e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco, «le Dolomiti sono geologia, paesaggio, storia, cultura. Dimostrano come l'uomo abbia interagito con l'ambiente ma anche come abbia imparato a conoscerne l'eccezionalità: dobbiamo partire dai banchi e da una consapevolezza da parte di noi adulti e degli abitanti di questi territori, che induca gli altri a dire: non ci vado solo per guardare, ma anche per conoscere». --F.R. Gazzettino | 24 Settembre 2018
p. 6 edizione Belluno Dolomiti, cattedra per mezza Italia FALCADE Sono arrivati da ogni parte d'Italia per comprendere i valori del riconoscimento dato dall'Unesco alle Dolomiti, che dal 2009 sono divenute un Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Cinquanta insegnanti che operano in scuole di ogni ordine e indirizzo, dalla Sicilia
14 Rassegna Stampa – Settembre 2018
al Veneto, hanno deciso di mettere per tre giorni in cattedra le Dolomiti, la loro geologia, il paesaggio che le caratterizza e che le rende un Bene unico al mondo. E' stato un successo il corso nazionale organizzato la scorsa settimana, e conclusosi ieri a Falcade, dal Gruppo regionale Cai Veneto, Comitato Scientifico Veneto Friulano Giuliano e Sezione Cai di Agordo, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, la Fondazione Giovanni Angelini-Centro Studi sulla Montagna, il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino e il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico.LE ADESIONI Centotrenta le domande di adesione per i cinquanta posti disponibili, tutti occupati nel giro di poche ore dall'apertura delle iscrizioni: segno della convinzione, da parte di molti insegnanti, di poter apprendere elementi da trasmettere nelle classi di ogni parte d'Italia, distanti anche centinaia di chilometri dalle Dolomiti. Dopo un pomeriggio di lezione a Falcade, le giornate successive sono state caratterizzate da sessioni sul campo: dal sentiero geologico Valles Venégia, alla grande traversata del Mondevàl a partire dal passo Giau, senza dimenticare la visita ai musei del territorio. I docenti sono stati accompagnati nel percorso da geologi, paesaggisti, archeologi, botanici, che hanno consentito loro di acquisire non solo conoscenze specifiche sugli elementi che hanno portato le Dolomiti a divenire Patrimonio Mondiale dell'Umanità, ma anche gli strumenti didattici utili a promuovere tra gli studenti la corresponsabilità nello sviluppo sostenibile dei propri contesti territoriali.IL RISPETTO DELL'AMBIENTEUn tema, quello della frequentazione consapevole e responsabile delle Dolomiti, emerso con chiarezza durante l'estate appena trascorsa: occorre dunque, ancora una volta, partire dalla scuola. «Il rischio però è quello di una trasmissione solo virtuale», commenta il presidente del Cai Veneto Francesco Carrer, «vogliamo piuttosto che gli insegnanti vivano un'esperienza diretta, perché a loro volta siano protagonisti di momenti analoghi con i loro studenti. C'è poi la questione educativa: l'obiettivo è quello di formare persone consapevoli del patrimonio collettivo e che, conoscendolo, siano anche capaci di difenderlo».I CORSI NAZIONALIQuello organizzato quest'anno in provincia di Belluno è solo il primo di una serie di corsi nazionali, rivolti agli insegnanti, che toccheranno anche gli altri territori entro cui ricadono i nove Sistemi dolomitici riconosciuti dall'Unesco. «Bisogna abituare i ragazzi a leggere i luoghi in cui vivono», commenta il professor Mauro Pascolini dell'Università di Udine, direttore scientifico del corso e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco, «le Dolomiti sono geologia, paesaggio, storia, cultura. Dimostrano come l'uomo abbia interagito con l'ambiente ma anche come abbia imparato a conoscerne l'eccezionalità: dobbiamo partire dai banchi di scuola e da una consapevolezza da parte di noi adulti e degli abitanti di questi territori, che induca gli altri a dire: non ci vado solo per guardare, ma anche per conoscere».
ATTIVITA’ FORMATIVE Messaggero Veneto | 4 Settembre 2018
p. 26 Parte la Summer school tre giornate di seminari FORNI DI SOPRA Comincerà domani, mercoledì, a Forni di Sopra, la seconda edizione della Summer School "Paesaggi e vivibilità: percezione, progettazione, governance" della Fondazione Dolomiti Unesco, organizzata dalla Trentino School of Management, sotto l'egida
15 Rassegna Stampa – Settembre 2018
della Regione e della Federazione regionale degli Ordini degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori. Le tre giornate di formazione specialistica sono rivolte a tecnici e amministratori . La partecipazione ai corsi, che è gratuita e darà diritto al riconoscimento di 8 crediti formativi a giornata, sarà coordinata da Gianpaolo Carbonetto e da Gabriella De Fino, responsabile dell'Area Unesco della Trentino School of Management.Mercoledì interverranno Annibale Salsa, antropologo ed ex presidente nazionale del Cai, e Marco Aime, antropologo e docente all'Università di Genova.Giovedì sarà la volta di Andrea Menegotto, architetto e socio fondatore del Proap, Federico Giuliani, libero professionista e presidente dell'Ordine dei dottori agronomi e forestali della Provincia di Trento ed Emanuela Schir, architetto del Comitato Scientifico della Scuola per il governo del Territorio e del Paesaggio di Trento. Venerdì si terrà il seminario con Adelina Picone (Università di Napoli) e alle 14.30 un incontro aperto al pubblico con il meteorologo Luca Mercalli, cui seguirà l'intervento della direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, Marcella Morandini. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Corriere delle Alpi | 11 settembre 2018
p.18 Turismo e tutela Unesco master sui beni naturali e un corso per operatori BELLUNO Un master e un corso di formazione con la Fondazione Dolomiti Unesco per promuovere e valorizzare il bene Patrimonio dell'Umanità. Si tratta, ha evidenziato il direttore della Fondazione Marcella Morandini, di «importanti opportunità di formazione». Il Master in Gestione dei Beni naturali Unesco 2018 è promosso dalla Provincia autonoma di Trento con la collaborazione della Fondazione Dolomiti Unesco, dell'Università di Torino, il Muse, l'associazione Arte Sella di Borgo Valsugana, la Fondazione Santagata per l'economia della cultura, ed è alla sesta edizione. Inizierà il 3 ottobre e le iscrizioni sono aperte. La novità di quest'anno sono le tre borse di studio dedicate ai bellunesi, del valore di duemila euro ciascuna. Ma ce ne sono altre cinque, per tutti gli iscritti, da mille euro l'una (info su www.tsm.tn.it). «Le borse di studio sono dedicate a chi presenterà progetti di sviluppo del territorio», spiega Gabriella De Fino, coordinatrice del Master. L'offerta sarà multidisciplinare e in aula ci saranno docenti universitari ed esperti che permetteranno agli allievi di acquisire competenze avanzate in ambiti quali ambiente, territorio, paesaggio e cultura. Il Master è stato pensato per manager, funzionari, studiosi e professionisti delle istituzioni e delle organizzazioni pubbliche e private che gestiscono, o contribuiscono alla gestione, dei Siti naturali Unesco, ma è aperto (attenzione, i posti sono solo quindici) anche ai giovani con almeno una laurea triennale. L'obiettivo è formare professionisti nella conservazione, gestione e sviluppo, al fine di tutelare, promuovere e valorizzare i Beni naturali. Le lezioni si svolgeranno a Trento il mercoledì, giovedì e venerdì. La Fondazione Angelini, responsabile della rete formazione e ricerca per la Fondazione Dolomiti Unesco, organizza invece un corso gratuito di due giornate (23 e 30 ottobre) dedicato al valore dell'ospitalità e alla vocazione turistica del Bellunese, rivolto a 50 operatori del settore. Gestori di rifugi, alberghi, b&b, agriturismi con pernottamento) potranno apprendere come coniugare l'offerta turistica con i valori del bene Unesco. Scopo del corso, spiega Selina Angelini, è anche quello creare una rete attiva e propositiva di addetti all'ospitalità, che siano consapevoli della propria identità specifica nell'esercizio dell'ospitalità e del valore del territorio nel quale operano. –
16 Rassegna Stampa – Settembre 2018
Gazzettino di Belluno | 11 settembre 2018
p.2 Addetti al turismo: partono i corsi sui banchi alla Fondazione Angelini DUE LE GIORNATE DEDICATE A TEMI DOLOMITICI PATRIMONIO MONDIALE DELL'UNESCO BELLUNO Turismo no problem: ci pensa la Fondazione Angelini a plasmare i futuri addetti all'ospitalità. L'organismo bellunese, che dal 2010 organizza corsi di formazione sui temi Dolomiti Unesco, ha già messo nel mirino il prossimo obiettivo. E ha presentato ieri la nuova proposta: un corso gratuito di due giornate dedicato al valore dell'ospitalità e alla vocazione turistica del Bellunese. Ci sono 50 posti per operatori del settore. Il corso si avvale della collaborazione, oltre che della Fondazione Dolomiti Unesco, della Biblioteca civica di Agordo e del Centro Studi per l'Ambiente Alpino dell'Università di Padova di San Vito di Cadore. Il corso, completamente gratuito, viene proposto a gestori di rifugi, alberghi, b&b, e agriturismi. Saranno analizzati gli aspetti che più caratterizzano l'area bellunese dal punto di vista della geologia-geomorfologia, delle caratteristiche storico-culturalipaesaggistiche per il loro valore e per le possibili ricadute sull'offerta turistica. «Casi studio ed esempi pratici saranno il motore degli interventi e delle discussioni con i partecipanti, al fine di aumentare la consapevolezza culturale delle valenze del proprio territorio - spiegano gli organizzatori -. Scopo del corso vuole essere anche quello di creare una rete attiva e propositiva di addetti all'ospitalità, nel territorio del Bene Unesco, che siano consapevoli della propria identità specifica nell'esercizio dell'ospitalità e del valore del territorio circostante. Per questa ragione i partecipanti saranno coinvolti in prima persona nella definizione della propria vocazione turistica e nella conoscenza e condivisione degli strumenti per poterla promuovere al meglio». Il corso aprirà martedì 23 ottobre e si chiuderà il 30 ottobre. La prima giornata sarà dedicata alla presentazione, con considerazioni sul significato di un'ospitalità di valore, non omogenea per tutti, ma che possa dare la giusta importanza alla peculiarità locale nell'area Dolomiti Unesco. I temi della geologia-geomorfologia e degli aspetti storico- culturali-paesaggistici saranno considerati per i possibili legami con l'offerta turistica e la creazione di eventi di valore e di una specifica offerta turistica. Trentino | 19 Settembre 2018 p. 21 Master di gestione dei Beni Unesco Fino al 26 settembre è possibile iscriversi alla VI° ed. del Master WNHM-World Natural Heritage Management per la gestione dei Beni Naturali Unesco. Info: www.tsm.tn.it
17 Rassegna Stampa – Settembre 2018
PREMIO SPECIALE DOLOMITI UNESCO L’Adige | 18 Settembre 2018
p. 9 Premio Dolomiti a Balzano PORDENONE Va allo scrittore Marco Balzano per il romanzo Resto qui (Einaudi), «una storia di resilienza e di attaccamento viscerale al territorio montano», il Premio Speciale Dolomiti Unesco 2018, promosso dalla Fondazione Dolomiti Unesco in sinergia con «pordenonelegge», la Festa del libro con gli autori in programma dal 19 al 23 settembre. Il romanzo «Resto qui» è ambientato in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria. Invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Mentre viene costruita una diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine. Alto Adige | 18 Settembre 2018
18 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. 11 Balzano vince con “Resto qui” Va allo scrittore Marco Balzano per il romanzo “Resto qui” (Einaudi), «una storia di resilienza e di attaccamento viscerale al territorio montano», il Premio Speciale Dolomiti Unesco 2018, promosso dalla Fondazione Dolomiti UNESCO in sinergia con pordenonelegge. Alto Adige | 18 Settembre 2018
p. 26 Stella Polaris, l'ecofilm sui ghiacciai la difesa dell'ambiente BOLZANO Dal 22 al 30 settembre a Bolzano torna il Trento Film Festival. La grande anteprima della rassegna si terrà questa sera, martedì 18 settembre, alle ore 20 nell'Aula Magna della Federazione Culturale "Gaetano Gambara" Upad in via Firenze, 51.Fulcro di questa serata inaugurale ad ingresso gratuito sarà la proiezione del film «Stella Polaris Ulloriarsuaq», presentato a concorso all'ultima edizione del Trento Film Festival e vincitore del Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco istituito dalla Fondazione Dolomiti unesco e dalla SAT Società Alpinisti Tridentina. Premio conferito «al miglior film che documenti la consapevolezza delle
19 Rassegna Stampa – Settembre 2018
comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da Unesco e la capacità di una conservazione attiva del territorio». La trama: la storia del mondo si è sedimentata per milioni di anni sulle lastre di ghiaccio della Groenlandia. Enormi ghiacciai riportano costantemente alla luce le ere del pianeta. Da millenni, il popolo Kalaalit è indissolubilmente connesso a questo "ghiaccio eterno". Nel giro di qualche anno, il colonialismo ha drammaticamente trasformato la loro cultura in uno stile di vita moderno. Oggi, poiché il fondamento delle loro tradizioni gli si sta lentamente sciogliendo sotto i piedi, un gruppo di persone si è impegnato a conservare le tracce di questo mondo in via di estinzione. Messaggero Veneto | 18 Settembre 2018 p. 69 edizione Nazionale Premio Dolomiti UNESCO conquistato da Balzano Va allo scrittore Marco Balzano per il romanzo "Resto qui" (Einaudi), «una storia di resilienza e di attaccamento viscerale al territorio montano», il Premio Speciale Dolomiti Unesco 2018, promosso dalla Fondazione Dolomiti Unesco in sinergia con pordenonelegge.«La storia di Trina, narrata con il talento che ha portato Marco Balzano a ottenere importantissimi riconoscimenti letterari, rappresenta al meglio la volontà delle popolazioni di montagna di rimanere ad abitare il proprio territorio e di difenderlo - recitano le motivazioni -. È grazie a questa volontà che nel corso dei secoli si è plasmato il paesaggio montano e si è radicata, nelle popolazioni che lo vivono, la convinzione che si tratti di un bene comune da tutelare e consegnare integro alle future generazioni». Il Premio sarà consegnato dal presidente della Fondazione Dolomiti Unesco Graziano Pizzimenti domenica alle 16.30 nello Spazio Bcc Fvg di Viale Trieste 16 a Pordenone, in occasione dell'incontro di presentazione del libro di Balzano. "Resto qui" è ambientato in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria. Invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Mentre viene costruita una diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine. Una storia civile e attualissima, che cattura fin dalla prima pagina. Trina, affronta il vuoto della sparizione della figlia narrando in prima persona il suo rapporto con una terra da cui non vuole separarsi: né quando viene sommersa dalla storia né quando viene sommersa dall'acqua del lago artificiale di Resia. Il Premio Speciale Dolomiti Unesco viene assegnato nel corso di importanti manifestazioni che si svolgono nei territori che racchiudono i nove Sistemi dolomitici proclamati dall'Unesco come Patrimonio Mondiale: Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento e Udine.La montagna è da sempre un tema privilegiato di pordenonelegge, e anche quest'anno sarà sviluppato con ospiti di eccezione: Maurizio Zanolla, Manolo, ci regalerà l'affresco delle esperienze più significative, intense e toccanti, di una vita vissuta alla ricerca dell'equilibrio; Giorgio Daidola insegnerà come sciare oltre le piste; attraverso il suo romanzo Franco Faggiani ci parlerà di un padre e un figlio che ritrovano la loro dimensione più vera a contatto con la natura; Irene Borgna racconterà di Louis Oreiller, il pastore di stambecchi, la storia di una vita fuori traccia. Giancarlo Ferron si metterà nei panni di un'orsa e racconterà come è stata uccisa. Mentre Elisa Cozzarini andrà alla ricerca di quei pochi corsi d'acqua che ancora conservano elevate condizioni di naturalità. Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante. Oltre a raccolte di poesie e saggi ha pubblicato tre romanzi: "Il figlio del figlio" (Avagliano 2010; Sellerio 2016, Premio Corrado Alvaro Opera prima), "Pronti a tutte le partenze" (Sellerio 2013, Premio Flaiano) e "L'ultimo arrivato" (Sellerio 2014, Premio Volponi, Premio Biblioteche di Roma, Premio Fenice Europa e Premio Campiello 2015). Per Einaudi ha pubblicato "Resto qui" (2018). I suoi libri sono tradotti in diversi Paesi. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
20 Rassegna Stampa – Settembre 2018
Corriere del Veneto | 18 Settembre 2018
p. 15 A Balzano il Premio Dolomiti Unesco Lo scrittore sarà domenica sul palco di Pordenonelegge. Il festival parte domani Francesca Visentin Trina non vuole mollare la sua terra, quel paesino della Val Venosta distrutto nel 1950 durante il fascismo, per costruire una diga. Oggi quel luogo, Curon in Alto Adige, si è trasformato in un lago. E del paese che fu, spunta dallo specchio d’acqua solo la punta di un campanile. Sotto il lago il resto della chiesa, le fondamenta di una comunità cancellata, i campi. Trina e altri montanari coraggiosi ci hanno provato a fermare la distruzione, con resilienza commovente e attaccamento viscerale alla montagna. La sua storia e quella del paese trasformato in lago l’ha raccontata lo scrittore Marco Balzano (Premio Campiello 2015) nel romanzo Resto qui (Einaudi). A Balzano e al libro va il premio speciale «Dolomiti Unesco 2018», promosso da Fondazione Dolomiti Unesco e da Pordenonelegge, che sarà consegnato allo scrittore il 23 settembre, alle 16 nello Spazio BCC del festival letterario di scena appunto a Pordenone. «Una storia narrata con talento, che rappresenta al meglio la volontà delle popolazioni di montagna di restare ad abitare il proprio territorio e difenderlo», dice la motivazione del premio «Dolomiti Unesco». La disperazione e la ribellione di Trina (protagonista del romanzo), già ferita dalla scomparsa di una figlia, mentre viene costruita una diga che inonderà case e strade, è quella di una popolazione che vive la montagna come bene comune da tutelare. L’io narrante del libro è donna, Trina appunto, l’ultima che ha lasciato quel borgo, dopo che la Montecatini per costruire la diga aveva messo il tritolo alle case, che sarebbero state sommerse, e sbattuto la gente nei container. C’è una fotografia, scattata quando l’acqua era già alta: ritrae una signora anziana in ginocchio sul tavolo, le mani strette al davanzale della finestra. A lei e a un paese cancellato dal «progresso dissennato» si è ispirato Balzano per il romanzo Io resto qui . La montagna è da sempre uno dei temi privilegiati del festival letterario Pordenonelegge (in programma da domani a domenica a Pordenone). E quest’anno sarà sviluppato con ospiti di primo piano: oltre a Marco Balzano, Maurizio Zanella e Manolo, Giorgio Daidola, Franco Faggiani, Irene Bologna, Giancarlo Ferron, Elisa Cozzarini: tutti gli appuntamenti, a ingresso libero (633 protagonisti, centinaia di dialoghi, lezioni magistrali, eventi scenici e letterari in una quarantina di location del centro storico), si possono trovare sul sito www.pordenonelegge.it. La «Fiera del libro con gli autori» si inaugura domani al teatro Verdi di Pordenone (ore 18.30), con Susanna Tamaro e il suo nuovo libro Il tuo sguardo illumina il mondo (Solferino) e un omaggio al poeta friulano Pierluigi Cappello, con la raccolta di poesie Un Prato in pendio (Rizzoli).
21 Rassegna Stampa – Settembre 2018
LE DOLOMITI TORNANO IN EDICOLA CON TRENTINO E ALTO ADIGE Alto Adige | 18 Settembre 2018
p. 11 Montagne Uomini Storie, viaggio dentro le Dolomiti “Le Dolomiti come non le avete mai viste”, è stata questa la definizione con cui è stato accolto il reportage “Dolomiti, Montagne Uomini Storie” realizzato da Piero Badaloni con la collaborazione di chi scrive, fotografia e montaggio di Nicola Berti. Commissionato dai cinque territori (BL, BZ, PN, TN, UD) su cui si elevano nella loro maestosa e straordinaria bellezza i nove gruppi dolomitici, è suddiviso in 6 documentari di 52 minuti ciascuno che “leggono le Dolo- miti” così come le ha intese l’Unesco. Da domani mercoledì 19 settembre, con il nostro giornale al prezzo di 7,80 euro cadauno più il prezzo del quotidiano, troverete in distribuzione il primo dei documentari, “La nascita dell’arcipelago”, un viaggio che parte da lontano, dalla lunghissima gestazione dei “Monti Pallidi”: 280 milioni di anni di sconvolgimenti vulcanici, estinzioni di massa, mari atolli e foreste pluviali, lunghe glaciazioni. I criteri di eccezionalità con cui L’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l’acronimo) ha decretato le Dolomiti patrimonio dell’ Umanità sono due: la superlativa bellezza naturale e l’ importanza estetico/paesaggistica e l’ eccezionale rilevanza per la storia geologica della Terra. I nove gruppi dolomitici van- no dal gruppo di Brenta, a occidente, alle Dolomiti Friulane e D’ Oltrepiave, a oriente: oltre 141.000 ettari di territorio - il cuore del patrimonio (con 66 rifugi ora costituiti in rete) che, sommati ai 90.000 ettari delle aree cosidette “tampone” (costituiscono fasce di protezione rispetto ai possibili rischi che ne possono minacciare l’ integrità), diventano 231.169 ettari. Un’ area molto vasta che fa riferimento alla Fondazione Dolo- miti Unesco piattaforma che, attraverso un sistema di reti, mette in comunicazione le varie realtà locali per fare, delle opportunità del Bene, progetti concreti di promozione e sviluppo sostenibile. Graziano Pizzimenti, da pochi mesi, è presidente della Fondazione Dolomiti Unesco. Massimiliano Fedriga, neo presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, lo ha voluto come assessore alle infra- strutture e territorio e, dunque a lui, è andata la competenza delle Dolomiti Unesco. La presidenza della Fondazione ruota (in rigoroso ordine alfabetico dei territori che amministrano il Bene) di tre anni in tre anni. La prima presidenza, dopo che nel maggio 2010 è stata istituita la Fondazione (referente unico per Unesco), è andata alla provincia di Belluno, poi alla Provincia autonoma di Bolzano, ora al Friuli Venezia Giulia e l’anno prossimo al Trentino. Presidente quale è lo stato di salute della Fondazione, come l’ha trovata?
22 Rassegna Stampa – Settembre 2018
«Ho conosciuto la Fondazione Dolomiti, i suoi principi e obiettivi e le persone che ci lavorano ed in questa occasione mi sono trovato di fronte ad una realtà estremamente ricca di entusiasmo, di attaccamento al territorio, di rispetto per il patrimonio circostante. E poi, mi lasci dire, rivesto questo ruolo con immenso piacere. La Fondazione riunisce tre regioni e cinque province che lavorano in sinergia e sono rimasto molto sorpreso dal fatto che tale suddivisione di fatto non esista per- ché tutte le iniziative vengono gestite di concerto tra i nove sistemi dolomitici. Ho trovato una Fondazione in perfetta salute sotto tutti i profili ma soprattutto una piattaforma giovane, piena di entusiasmo, di iniziati- ve costanti per la valorizzazione di un patrimonio da conservare gelosamente». La mobilità sostenibile è un tema significativo per il Bene Naturale Dolomiti: il suo pensiero in merito. «Sono rimasto davvero sor- preso che questo tema rivesta una priorità assoluta per la Fon- dazione ma non sotto il profilo puramente concettuale, bensì sotto il profilo reale. Devo ammettere che non credevo fosse possibile realizzare un progetto simile ed invece sono stato piacevolmente colpito da quello che ho scoperto. Addirittura 23 percorsi nell’ambito dei 9 sistemi sono accessibili a tutti, alle persone con disabilità ma anche agli anziani e ai bambini. A mio avviso ciò significa andare oltre qualsiasi tipo di confine, ma ho scoperto quasi subito, negli incontri ai quali ho partecipato, che in montagna i confini non esistono. Apprezzo sinceramente il lavoro che è stato fatto e auguro a tutti di avere e di trasmettere sempre questo rispetto per il territorio in cui vivono. Solo così infatti sarà possibile far godere a tutti questo meraviglioso spettacolo». Il lavoro per arrivare alla candidatura del Bene Seriale Dolo- miti, svolto in sinergia dai 5 territori (diversi anche per ordina- mento giuridico), è stato riconosciuto come modello dall’Unesco il 26 giugno 2009 a Siviglia quando ha dichiarato le Dolo- miti patrimonio dell’Umanità. Un metodo che ha trovato una sua strada, che si è sviluppato ulteriormente e che pone il Be- ne Comune Dolomiti al di là di ogni confine amministrativo (e mentale). Trentino | 25 Settembre 2018
23 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. 11 Dentro le Dolomiti, dall’esplorazione all’epopea alpinistica «Per me le Dolomiti sono state una scuola fondamentale anche per le mie escursioni sui Giganti della Terra. Tra l’altro danno a tutti l’opportunità di riavvicinarsi a un ambiente naturale di estrema bellezza e, al tempo stesso, ad un ritmo più essenziale e di conseguenza alla nostra naturalità ed essenzialità», così Nives Meroi - grande alpinista friulana che, insieme al marito Romano Benet, ha conquistato tutti i 14 Ottomila della Terra - nell’intervista a Piero Badaloni contenuta nel secondo documentario del reportage “Dolomiti, Montagne Uomini e Storie”. “Dalla scoperta alla conquista” è il titolo del dvd che troverete domani 26 settembre in edicola con “Trentino” e “Alto Adige” al prezzo di 7,80 euro più il costo del quotidiano. L’alpinismo nelle Dolomiti UNESCO è raccontato anche attraverso le parole di Adam Holzknecht, alpinista gardenese fortissimo, guida alpina Catores: «A me piace tutto dell’alpinismo in Dolomiti: dall’arrampicata, le cascate di ghiaccio, lo scialpinismo, le escursioni». Il ragno delle Dolomiti, Cesare Maestri, parla prima di sé stesso: «Il momento in cui ho messo le mani sulla roccia ho capito che avevo trovato la soluzione della mia vita» e poi, nel corso dell’intervista, con il piglio che lo caratterizza, dice la sua idea di bene comune: «Quando un patrimonio è di tutti, è di tutti, e bisogna battersi fino alla morte per difenderlo». E ancora, Mauro Corona, che dichiara «Ho ripetuto tante volte molte vie nelle Dolomiti: eppure, queste montagne mi sembrano sempre nuove». Manolo, all’anagrafe Maurizio Zanolla, pioniere dell’arrampicata libera, sempre sulla cresta dell’onda per le sue imprese alpinistiche e, ora, anche per quelle letterarie con il suo “Eravamo Immortali”, Fabbri editore, dice, fra l’altro: «Mi resi conto che bastava che io aprissi le porte e le finestre di casa e le Dolomiti erano lì, ad aspettarmi. Le Pale di San Martino mi davano la possibilità di inventare, ideare tante vie, che poi ho fatto. Avevo meno di vent’anni e volevo scalare tutto ed, effettivamente per due o tre anni, forse anche di più, ho scalato tanto, tantissimo». Sabato scorso Manolo ha incontrato il pubblico in Piazza Walther a Bolzano raccontando del suo libro, di quanto sia stato difficile per lui mettersi a tavolino e scrivere, svelare molto della sua vita privata e, soprattutto, mettere nero su bianco le emozioni, gli stati d’animo di un adolescente-giovane che ha condotto una vita particolare, “sempre in bilico”. L’ entusiasmo, la passione, il desiderio di alzare sempre l’ asticella emergono potenti dallo sguardo, dalle espressioni di questi alpinisti che hanno fatto, insieme a tanti altri, la storia dell’alpinismo in Dolomiti. Sono loro, insieme a geologi, paleontologi, botanici e, in parte, agli abitanti a conoscere, fino in fondo, il potenziale di continua scoperta che questo Bene Naturale custodisce nelle pieghe rocciose della sua storia. “Dalla scoperta alla conquista” racconta anche dei primi scopritori delle Dolomiti, geologi e biologi, che nella prima metà dell’Ottocento rimasero abbacinati dall’enorme ricchezza di questo territorio oggi riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. Dopo gli scienziati, guidati dai racconti di viaggio degli inglesi, arrivarono gli alpinisti. È narrata quella speciale bramosia di salire in vetta alle cime dolomiti che coinvolse inglesi, tedeschi, austriaci, italiani tutti impegnati nelle sfide d’alta quota, mentre gli abitanti delle valli conducevano una vita difficile, ingegnandosi per strappare di che sopravvivere. Salire alla vetta è un fatto dell’età moderna: in passato la fascia alta delle montagne era ignorata dai locali, ci capitavano perché cacciavano i camosci ma non documentarono mai queste conquiste. Lo racconta, nel documentario, il bibliotecario Riccardo Decarli custode di migliaia di pubblicazioni, alcune molto antiche, conservate alla Biblioteca della Montagna della SAT (Società Alpinisti Tridenti- ni) di Trento. La conoscenza dei cacciatori del territorio dolomitico diventò presto, però, un’ occasione per affrancarsi dalla miseria: si formarono le prime guide alpine, e con il passare dei decenni l’ alpinismo diventò una passione trasversale. Il documentario, insieme agli altri 5 (il reportage ne comprende 6), è stato trasmesso almeno una decina di volte da Rai Storia, Canale 54, e dai Rai International. La Fondazione Dolomiti UNESCO considera, fra l’altro, il reportage uno degli strumenti di comunicazione che aiuta a potenziare il senso di appartenenza alla regione Dolomiti, evitando le divisioni territoriali cui si faceva riferimento prima del 26 giugno 2009.
24 Rassegna Stampa – Settembre 2018
LA MOSTRA STRAORDINARIA BELLEZZA IN ROMANIA Corriere delle Alpi | 28 Settembre 2018 p. 32 "Le Dolomiti e i suoi emigranti" in mostra in Romania BELLUNO "Le Dolomiti e i suoi emigranti". È il titolo della mostra che sarà inaugurata domani a Oradea, città della Romania da 200 mila abitanti. Sede della rassegna il "Muzeul Tárii Crisurilor", uno storico palazzo che è stato oggetto di una maestosa ristrutturazione costata 22 milioni di euro.Una mostra portata avanti da Bellunesi e Trentini nel mondo, con la collaborazione della Fondazione Dolomiti Unesco e del console rumeno a Trento, Massimo Passerotti. Tutto prende spunto da un dato di fatto: in Romania, nella prima metà del secolo scorso, fu forte l'emigrazione da parte di bellunesi e trentini, che facevano parte dell'impero Austroungarico. «Con questa mostra», spiega il console Passerotti, «oltre a ricordare questa emigrazione, vogliamo mettere un mattone nella costruzione dell'Europa dei popoli, un Europa dove le comunità si incontrano, si conoscono e si rispettano».Sulla stessa lunghezza d'onda gli interventi dei presidenti delle due associazioni di emigranti: «La nostra collaborazione», spiegano Oscar De Bona e Alberto Tafner, assieme al consigliere provinciale Ivan Minella, «deve essere un monito per il futuro. Le Dolomiti devono lavorare assieme, qui non esistono confini, perché questo bene è unico, anche se diviso fra Trentino, Alto Adige, Bellunese Friuli Venezia Giulia. Le Dolomiti sono di tutti, giusto collaborare fianco a fianco». Un concetto ripreso da Marcella Morandini, segretaria della Fondazione Dolomiti Unesco: «Da anni il mio compito è proprio questo, far collaborare territori diversi, far capire loro che facciamo parte di un unicum. Nella mostra troveremo nove gigantografie che ritraggono i nove gruppi sotto tutela, scatti di nove fotografi delle Dolomiti. L'obiettivo è far conoscere nel mondo la meraviglia delle nostre montagne e direi che la strada verso il futuro è tracciata».È veniamo alla mostra: oltre alle gigantografie, spazio ai "mestieri de na olta", a oggetti storici, a costumi tipici, a pezzi di roccia dolomia e ai prodotti tipici, protagonisti dell'inaugurazione. Sabato e domenica riflettori anche sui gelatieri bellunesi Fortunato Calvi e Sandro Pol, che realizzeranno il gelato con lo storico attrezzo di Maurizio De Pellegrin. Poi l'angolo della promozione turistica, con le brochure bellunesi e trentine. – Gazzettino | 28 Settembre 2018
25 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. 18 edizione Belluno Dolomiti in mostra nella Romania degli emigranti L'EVENTO A Oradea (200 mila abitanti), a 100 anni dall'indipendenza della Romania, tutto parla rumeno e ungherese, ma c'è anche un pezzo di Triveneto costituito dai discendenti di emigranti bellunesi e trentini colà insediatisi. Essi sono un importante veicolo per promuovere i nostri territori, così è nata l'iniziativa espositiva Le Dolomiti e i suoi emigranti. Straordinaria bellezza che da domani sarà ospitata nel Museo della Terra per l'organizzazione di Bellunesi nel mondo, Trentini nel mondo, Contea di Bihor, Consolato onorario della Romania in Trentino Alto Adige-Sudtirol, Fondazione Dolomiti Unesco e Museo delle Scienze. Di che cosa si tratta hanno riferito ieri nella sede dell'Abm il suo presidente Oscar De Bona, il suo omologo trentino Alberto Tafner; Maurizio Passerotti, console onorario della Romania a Trento e Bolzano; Ivan Minella, consigliere a palazzo Piloni; Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco. Da qualche giorno il direttore dell'Abm Marco Crepaz e Simone Tormen stanno allestendo gli elementi della mostra e i grandi pannelli riproducenti le foto spettacolari - 3 metri per 2 - di fotografi professionisti quali Alessandro Caon, Moreno Geremetta, Nicolò Miana, Patrick Odorizzi, Andreas Tamanini e Georg Tappeiner che svelano tutta la straordinaria bellezza delle Dolomiti. In esposizione sono anche costumi tradizionali delle nostre vallate, una macchina per il gelato, pietre delle Dolomiti, oggetti e strumenti usati dagli emigranti che lasciarono le loro case per praticare diversi mestieri in giro per l'Europa, ovvero aizemponeri/esamponari, gelatieri (all'inaugurazione i maestri Fortunato Calvi di Spert e Sandro Pol di Sedico daranno dimostrazione di arte del gelato), segantini, balie, seggiolai, boscaioli, minatori, venditori di stampe (perteganti), cròmere, moléte e via dicendo.EUROPA DI POPOLI E CULTURE«Lo scopo di questa iniziativa - ha sottolineato De Bona - è di illustrare l'immagine dell'Europa concepita come luogo di incontro di popoli e culture capaci di cooperare alla pace e al rispetto della diversità, partendo dai territori, dalle popolazioni che li vivono, dalla loro storia, costumi e tradizioni e dai movimenti migratori che hanno segnato il corso di molte comunità». Uniti, De Bona e Tafner, per dare vita a questa iniziativa nel desiderio di proteggere e promuovere un senso di appartenenza, memoria, cultura e identità delle genti dolomitiche, e per mantenere in contatto i migranti delle Dolomiti e le comunità rimanenti.PADRI FONDATORIHa rimarcato il console Passerotti: «Così si attua in pratica il disegno dei padri fondatori, da Alcide De Gasperi a Robert Schumann, per una vera Europa dei Popoli», mentre Minella ha posto l'accento sulla necessità di collaborare, senza divisioni, al di qua e al di là dei crinali, perché le Dolomiti sono un patrimonio di tutti. Plaude Marcella Morandini: «Questa è la strada giusta, nello spirito della Fondazione Unesco, per future analoghe iniziative».Dino Bridda
OLTRE LE VETTE Corriere delle Alpi | 26 Settembre 2018
26 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. 31 L'omaggio di "Oltre le vette" ai 25 anni dell'ente Parco Martina Reolon Belluno Meno risorse ma qualità immutata. Quest'anno "Oltre le vette" ha dovuto fare i conti con un budget più basso. Una condizione che non ha impedito di mettere sul tavolo un programma di tutto rispetto, che ha addirittura superato i confini del capoluogo per estendersi a tutti e 15 i comuni che fanno parte del Parco nazionale Dolomiti bellunesi. La ventiduesima edizione della rassegna dedicata a metafore, luoghi e uomini della montagna, organizzata dal Comune di Belluno e gestita dalla Fondazione Teatri delle Dolomiti, è in calendario dal 5 al 14 ottobre. «A dire il vero "Oltre le vette" è già iniziata il 12 luglio», precisano Marco Perale, assessore alla cultura di Palazzo Rosso, e Flavio Faoro, direttore artistico della rassegna. «Lo staff della manifestazione ha infatti gestito per conto del Parco anche le decine di eventi per la celebrazione dei 25 anni di costiTeatro tuzione dell'area protetta». Tant'è che l'immagine ufficiale della rassegna, realizzata dallo studio Meemu di Martina Gennari, riprende quella utilizzata per diffondere le attività del Parco durante l'estate.«Negli anni d'oro "Oltre le vette" poteva contare su un budget di circa 80 mila euro. Quest'anno siamo scesi a 40 mila, il 10% in meno rispetto allo scorso anno», spiegano Faoro e Valeria Benni, direttore organizzativo. «Questa carenza di risorse si riflette sulla promozione, che siamo stati costretti a portare avanti a un livello meno ampio dal punto di vista territoriale, ma la qualità non ne ha risentito. Con una punta di orgoglio possiamo dire di essere in linea con le edizioni passate e di aver mantenuto collaborazioni importanti». Nel programma 2018 ci sono quattro mostre, la presentazione di sei libri, tre eventi speciali per il quarto di secolo del Parco, proiezioni, concerti, incontri con alpinisti e molto altro ancora. Ben nove i luoghi della città che verranno toccati: Palazzo Fulcis, comunale, sala Bianchi, Cinema Italia, rifugio antiaereo di Lambioi, casa di riposo Gaggia Lante, chiostro dei Serviti (Agenzia delle entrate), parco di Lambioi e giardino di via Sottocastello, ossia la "Palchina" di Loris Tormen, che ospiterà domenica 7 ottobre uno spettacolo per bambini di tutte le età. Stessa data da segnare per assistere nel rifugio antiaereo allo spettacolo "Dendrocronologia", prodotto da Slow Machine. Venerdì 12 il Teatro comunale ospiterà alle 14.30 un convegno del Cai sulle "Dolomiti: patrimonio non solo naturale" e alle 21 una conferenza sulla biodiversità. Due eventi che, come la presentazione del libro di Pellegrini "Geomorfologia del territorio bellunese" (sabato alle 17, sala Bianchi), sono pensati per celebrare i 25 anni del Parco. Non mancherà, giovedì 11 alle 21 al Comunale, una serata dedicata alle Dolomiti Unesco. Sabato 13 ottobre, stesso luogo e orario, la prima proiezione nazionale del film di Giovanni Carraro "Tre Cime di Lavaredo. La Trinità delle Dolomiti", con il sostegno del Comune di Auronzo. L'intero programma degli eventi, tutti a ingresso gratuito, sul sito www.oltrelevette.it. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Gazzettino | 26 Settembre 2018
27 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. 14 edizione Belluno Oltre le Vette autarchico LA RASSEGNA Ci siamo. Oltre le Vette è ai blocchi di partenza. Con un budget ridotto rispetto al passato, che ha trascinato con sé l'esigenza di abbassare i voli pindarici, limitare gli ospiti vip e dare particolare risalto alle realtà locali, l'edizione 2018 della rassegna dedicata alla montagna, alle sue storie e alla sua gente ha pronto il calendario. Ieri con una conferenza stampa organizzata a Palazzo Fulcis, l'organizzazione ha svelato tutto il programma, racchiuso tra venerdì 5 e domenica 14 ottobre. L'ORGANIZZAZIONE Con 14 appuntamenti (qualcuno di meno rispetto al passato), 9 luoghi coinvolti, 6 presentazioni di libri e 4 mostre, la squadra di Olv dimostra di saper fare le nozze con i fichi secchi. Il gruzzolo a disposizione non è stato ridotto di molto, no certo, ma la limatura del 10 per cento rispetto al 2017 ha già significato dover fare uno sforzo per far quadrare i conti. Il direttore creativo Flavio Faoro l'ha sottolineato, ieri. Quest'anno la somma a disposizione ammonta a 40 mila euro. Nei tempi d'oro arrivava a 80. «Abbiamo accettato la riduzione di fondi come un dato di fatto il suo commento -, e ci siamo impegnati per usarli al meglio. Secondo me ci siamo proprio riusciti». Anche Renzo Poloni, presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti alla quale da 3 anni il Comune affida l'organizzazione e la gestione della rassegna, è d'accordo. «Due anni fa, dopo la ventesima edizione, abbiamo nutrito dubbi sulla capacità di mantenere livelli tanto elevati di qualità le sue parole -. Dobbiamo ricrederci. Questo calendario è assolutamente all'altezza dei precedenti». IL CONNUBIO Il programma si legherà a braccetto con quello per i festeggiamenti indetti dal Parco Dolomiti bellunesi per il suo 25esimo compleanno. Il calendario degli appuntamenti culminerà, come gran finale, proprio nella rassegna Oltre le Vette. La grafica delle due manifestazioni, non a caso, è la stessa. Un paesaggio alpino, rappresentato di giorno nella pubblicità per il Parco, in versione notturna per quella di Olv. Un segno di continuità, perché unire le forze permette di creare grandi progetti. Ci crede l'assessore alla cultura Marco Perale. «Quest'anno abbiamo superato i confini del comune di Belluno - le sue parole -. È un'edizione importante per noi questa, ci fa capire come sia importante una squadra ben rodata per dare continuità alle iniziative». Il respiro degli appuntamenti valica i confini provinciali, certo, ma quest'anno particolare attenzione viene data a personaggi e progetti locali. I luoghi coinvolti saranno nove: Teatro Comunale, Palazzo Fulcis, Palchina di Loris Tormen, rifugio antiaereo, Parco di Lambioi, Cinema Italia, Sala Bianchi, casa di riposo di Cavarzano e chiostro dell'Agenzia delle Entrate. Le mostre quattro, tra cui una realizzata dal Cai di Mestre e dedicata a paesi abbandonati della montagna bellunese. COLLABORAZIONI PRESTIGIOSE «Abbiamo mantenuto collaborazioni importanti come quella con il Museo della Montagna e quella con il Trento Film Festival prosegue Faoro -. Il pubblico a cui ci rivolgiamo non è più solo quello delle giacche di goretex, sono eventi per tutti». Aprirà il calendario, venerdì prossimo alle 17 a Palazzo Crepadona, l'inaugurazione della mostra Borghi dimenticati Viaggio in luoghi abbandonati della montagna veneta alla quale seguirà, alle 21 al Comunale, l'incontro con l'alpinista Luca Vallata (Un poco fuori dal sentiero tracciato). La serata inizierà con la consegna del Premio Silla Ghedina per la miglior scalata dell'anno sulle Dolomiti. Altro vernissage sabato 6: al chiostro dei Serviti alle 17 verrà tagliato il nastro alla mostra Constructive Alps, dedicata all'architettura innovativa in alta quota, mentre alle 18 in Sala Bianchi Elisa Cozzarini presenterà il suo libro Radici liquide.Alessia Trentin
28 Rassegna Stampa – Settembre 2018
NUOVO CENTRO UNESCO IN VAL DI FUNES Alto Adige | 9 settembre 2018
p. 32 Un centro Unesco in Val di Funes di Fausto Da Deppo VAL DI FUNES È una realtà il nuovo centro visite Zannes realizzato nei pressi del punto di accesso al territorio del parco naturale Puez Odle a Funes. La cerimonia di inaugurazione della struttura è stata programmata ieri mattina ai 1680 metri di malga Zannes, alla presenza degli assessori provinciali Christian Tommasini e Richard Theiner. Ogni anno, secondo le stime, il centro visite potrà accogliere circa 200 mila visitatori fornendo loro informazioni sulle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco e sulle particolarità del territorio e delle risorse naturali del parco naturale. Il nuovo complesso è stato realizzato dalla Ripartizione edilizia assieme all'Ufficio parchi naturali in collaborazione con il Comune di Funes e l'associazione turistica locale. La giunta di Funes, recentemente, ha tra l'altro concesso alla Società cooperativa Funes Turismo un contributo straordinario di 10.000 euro per la costruzione e l'apertura dell'edificio. Il centro visite è costato 239 mila euro ed è ospitato in un edificio di 773,73 metri cubi. Accanto alle sale espositive, il progetto ha previsto anche un punto ristoro e un infopoint accessibile a chiunque arrivi e voglia conoscere meglio l'area, a chi intenda organizzare gite a sfondo naturalistico ed escursioni di sapore più specificatamente panoramico. Mentre il blocco attrezzato per l'allestimento di esposizioni, mostre e rassegne informative e culturali e l'infopoint sono connotati da una facciata in ardesia, il punto ristoro si presenta con un aspetto più tradizionale, sottolineato dall'uso del legno sulla parete frontale. L'area espositiva presenta una serie di pannelli informativi che illustrano le peculiarità dei vari strati rocciosi che spiegano e riassumono l'affascinate storia delle Dolomiti. Un'area oscurata consentirà la proiezione di filmati che potranno essere seguiti in platea dagli spettatori comodamente seduti. Viene invece inondata di luce l'area espositiva, dove una particolare finestra consente ai visitatori di affacciarsi sul panorama ammirando le cime e i profili delle Odle. Il punto informazioni, posizionato nell'area d'ingresso al centro, sarà sempre accessibile; qui i visitatori potranno ottenere informazioni sul parco naturale in forma digitale, sfruttando una serie di apparati e un'adeguata strumentazione. "Il centro visite - ha affermato l'assessore e vice presidente provinciale Tommasini - è una struttura importante perché è importante offrire ai frequentatori delle Dolomiti informazioni non solo relative alle bellezze naturali, ma anche alla storia che le fa essere ciò che sono e alle fragilità che le caratterizzano e che vanno curate, nel rispetto del territorio. Il centro collega il parco a una rete di aree protette che vogliono appunto sensibilizzare il visitatore su risorse ed esigenze del territorio".
29 Rassegna Stampa – Settembre 2018
Alto Adige | 12 settembre 2018
p.33 «Il Centro visite dell'Unesco sarà strategico» di Fabio De Villa VAL DI FUNES Festa grande in Val di Funes per l'inaugurazione nei giorni scorsi del nuovo centro visite Unesco da 240 mila euro realizzato a 1700 metri di altitudine, il primo di questo genere in Alto Adige. Realizzato nell'ambito dei lavori di risanamento di Malga Zannes, la struttura dallo stile futuristico è stata inserita alla perfezione nell'ambito alpino circostante, trovando posto nel piano interrato dell'edificio situato in Val di Funes, ai piedi del gruppo Puez-Odle. "Una struttura moderna - ha commentato l'assessore Richard Theiner - e che si trova in una zona strategica. Malga Zannes, grazie al suo invidiabile paesaggio dolomitico, viene visitata annualmente da circa 200mila persone, ed è fondamentale mettere loro a disposizione informazioni e spiegazioni relative alle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. Un progetto reso possibile grazie alla stretta collaborazione fra Ufficio parchi naturali, amministrazione comunale di Funes, l'associazione turistica e l'Azienda provinciale foreste e demanio". Il progetto, ideato dall'architetta Christa Mair, ha previsto una struttura di circa 200 metri quadri posta al livello interrato rispetto alla Malga da oggi è accessibile al pubblico. Nei prossimi mesi verrà allestito un percorso museale interamente dedicato alle Dolomiti. All'inaugurazione, assieme all'assessore Richard Theiner, erano presenti l'assessore Christian Tommasini, il sindaco di Funes Peter Pernthaler, il suo predecessore Robert Messner e rappresentanti di Ufficio parchi naturali, Azienda foreste e demanio, associazione turistica e impresa di costruzione, nonché tanti turisti e la diversi concittadini dei paesi limitrofi. La giunta di Funes, recentemente, ha concesso alla Società cooperativa Funes Turismo un contributo straordinario di 10.000 euro per la costruzione e l'apertura dell'edificio. Per quanto concerne i costi invece, il complesso è costato 239 mila euro ed è ospitato in un edificio di 773,73 metri cubi. Accanto alle sale espositive, il progetto ha previsto anche un punto ristoro e un infopoint accessibile a chiunque arrivi e voglia conoscere meglio l'area, a chi intenda organizzare gite a sfondo naturalistico ed escursioni di sapore più specificatamente panoramico. Il blocco attrezzato per l'allestimento di esposizioni, mostre e rassegne informative e culturali, nonché l'infopoint sono connotati da una facciata in ardesia. L'area espositiva presenta una serie di pannelli informativi che illustrano le peculiarità dei vari strati rocciosi che spiegano e riassumono l'affascinate storia delle Dolomiti.
30 Rassegna Stampa – Settembre 2018
EVENTI E PATROCINI Corriere delle Alpi | 10 settembre 2018
p.11 Escursione geologica sabato sul monte Rite M.R. BELLUNO Un'escursione geologica sul Monte Rite per promuovere una maggiore conoscenza delle questioni ambientali che interessano il nostro territorio, con particolare attenzione all'ambiente geologico e al rischio sismico. L'iniziativa, in programma per sabato prossima, è organizzata da Sigea e Ordine dei geologi del Veneto, con il patrocinio di ministero dell'Ambiente, Regione Veneto, Provincia di Belluno, Comuni di Cibiana e Valle Cadore, Unione Montana Val Boite, Fondazione Angelini, Fondazione Dolomiti Unesco, Cai. L'escursione avrà come tema "Il trais, tettonica, sismicità e paesaggio vegetale dolomitico". Il ritrovo è al passo Cibiana tra le 9 e le 9.30. Dopo i saluti delle autorità, salita al Monte Rite con navette. L'escursione sarà guidata da Piero Gianolla (Università di Ferrara, Fondazione Dolomiti Unesco), Jacopo Boaga (Università di Padova) e Cesare Lasen (Fondazione Dolomiti Unesco). Nel pomeriggio, alle 14.30, presentazione in anteprima nazionale del volume "Rischio sismico in Italia: analisi e prospettive per una prevenzione efficace in un Paese fragile" (che verrà poi presentato al Senato della Repubblica il 2 ottobre). Seguirà la visita al Museo della Montagna (Messner Mountain Museum Dolomites) sulla cima del monte Rite. La partecipazione è libera, previa prenotazione agli indirizzi info@sigeaweb.it, ita.pertile@gmail.com, info@geologiveneto.it. Segreteria organizzativa contattabile al numero 0439 438220. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI Corriere delle Alpi | 12 settembre 2018
31 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p.32 Con "Herbarium" il centro invaso dal mercato verde della Valbelluna Martina Reolon BELLUNO Conferenze, libri, musica, visite guidate. Ma anche spunti di riflessione su tematiche importanti, come rispetto dell'ambiente, salubrità dei prodotti e riscoperta di antichi saperi. Ormai è tutto pronto per "Herbarium", la tre giorni dedicata al mondo delle piante che animerà il centro storico di Belluno da venerdì a domenica. Sarà proposto un mercatino verde con protagoniste le aziende provenienti dal territorio della Valbelluna. Un itinerario che da piazza delle Erbe si snoderà fino alla sede del Museo naturalistico delle Dolomiti Bellunesi, in piazza Piloni. All'organizzazione c'è il Consorzio Belluno Centro Storico. Si comincia venerdì, alle 17, nel cortile di Palazzo Fulcis, dove Cesare Lasen, già presidente del Parco, componente del Comitato scientifico della Fondazione Dolomiti Unesco e della Fondazione Angelini, parlerà di "Natura e paesaggio nel territorio della vallata bellunese e feltrina". Ernesto Riva, presidente di Unifarco, relazionerà invece sul percorso scientifico dell'azienda per valorizzare il territorio della valle bellunese quale risorsa di materie prime funzionali. Alle 21, sempre nel cortile del Fulcis, concerto "Vaga & Gentil Ghirlanda" del gruppo Rosso Porpora. Dalle 15 alle 16.30 (con replica il sabato), chi lo vorrà potrà partecipare a una visita guidata della biblioteca della Fondazione Angelini, nel Palazzo del Monte di Pietà. Numerosi anche gli appuntamenti in programma sabato. Dalle 9.30 alle 11. 30 nel cortile del Museo naturalistico del Parco saranno esposti gli erbari didattici dell'Istituto Della Lucia di Feltre. "Giorno di mercato...a Belluno 1964", il cortometraggio realizzato da Luigi Fontana e Ivano Pocchiesa, verrà proiettato alle 10.30 nel loggiato di Palazzo dei giuristi. Interverrà il regista di Belluno Ciak Franco Fontana. Sarà poi sempre Palazzo Fulcis, alle 17, a ospitare l'incontro che vedrà come relatori Irma Visalli sulla "Rete della qualità agroalimentare nelle Dolomiti Unesco, e Simonetta Zanon sui "Luoghi di valore e cura del paesaggio, gli antichi vigneti e il borgo di Baver". Il botanico Carlo Argenti sarà invece alle 18 al Museo del Parco per presentare il volume "Francesco Caldart (1892 1970), botanico e il catalogo del suo erbario". La pubblicazione, che inaugura la nuova collana editoriale "Quaderni del Museo", viene presentata nell'ambito delle celebrazioni dei 25 anni del Parco, a cui il Comune di Belluno ha concesso la custodia di due erbari storici di sua proprietà: l'Erbario Sandi, del XIX secolo, e quello di Caldart, che contiene campioni vegetali raccolti tra il 1921 e il 1969. In questa occasione il Museo resterà aperto, in via straordinaria, per tutta la giornata di sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. La conferenza con Argenti sarà preceduta da un'iniziativa per avvicinare i bambini alla botanica: il centro Piero Rossi, dalle 16 alle 18, farà da cornice al laboratorio curato dalle guide della cooperativa Mazarol "La meravigliosa biodiversità del Parco". "Herbarium" chiuderà domenica con una conferenza dal titolo "La grande biodiversità bellunese. Percorso espositivo di semi antichi", a cura di Coltivare Condividendo. L'appuntamento è alle 10 nel porticato del Fulcis. – Trentino | 12 settembre 2018
p.38 Mille anni di storia della Regola Feudale in una mostra
32 Rassegna Stampa – Settembre 2018
di Francesco Morandini PREDAZZO Una serie di colonne tematiche, a simulare un bosco, quello della quasi millenaria Regola Feudale di Predazzo. Così Alessio Periotto ha interpretato il racconto di questa istituzione nella mostra allestita nello spazio espositivo del Museo geologico di Predazzo dal titolo "La Regola Feudale di Predazzo gestione del bene comune", inaugurata alla presenza del responsabile Riccardo Tomasoni, di Rosa Tapia che cura l'attività e del direttore del Muse di Trento, Michele Lanzinger, oltre al regolano Alberto Felicetti, la sindaca Maria Bosin, il consiglio e numerosi Vicini della Regola, la direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini, e il direttore del Museo ladino di Fassa Fabio Chiocchetti. Una mostra che s'inserisce nel solco tracciato dalle proposte del Museo legate al rapporto uomo/territorio, ha sottolineato Tomasoni. Un'occasione per porre l'accento su una realtà che mira a salvaguardare una montagna da cui trae origine la ragione stessa dell'esistenza del Museo. Dai tronchi tematici sparsi nella sala sbucano alcuni elementi del territorio e della storia regoliera: una baita, un carro di fieno, anche una civetta. Su alcuni monitor è possibile seguire gli interventi dei consulenti della Regola, ma anche di Annibale Salsa, Rodolfo Taiani e Italo Giordani. Rosa Tapia ha comunque ricordato lo scopo divulgativo e non scientifico della mostra che si articola in 3 capitoli: le origini, i documenti e la Regola oggi. Ma anche quella che sarà la Regola del futuro, ha ammonito il regolano Alberto Felicetti, che ha voluto ricordare lo scomparso Arturo Boninsegna, autore di una buona parte dei testi del libro pubblicato nel 2016 che ha ispirato l'esposizione, e Riccardo Demartin, per le stupende fotografie. Il legame fra Regola e Museo ha origine anche dalla prima collezione che, a fine Ottocento, è stata ospitata proprio nel magazzino della Regola. Per la sindaca Maria Bosin l'esposizione conferma l'istituzione come museo della comunità, mentre Michele Lanzinger ha ammesso che «noi impariamo molto da questa esperienza del museo geologico». Il tema è quello del paesaggio culturale - ha sottolineato - luogo di rappresentazione del rapporto uomo/natura, di dialogo - nella fattispecie - fra la dimensione dolomitica e le sue genti che superi l'accademismo. Un museo esteso, luogo d'incontro distribuito sul territorio.La mostra resterà aperta fino al 23 febbraio del 2019. Fino a settembre l'orario sarà quello del museo: dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Chiuso lunedì.Per l'occasione è stato presentato anche il ricco calendario di attività estive del Museo geologico: laboratori, visite guidate e teatralizzate al Geotrail del Dos Capèl e, soprattutto, le conferenze del giovedì sera nell'aula magna del municipio.©RIPRODUZIONE RISERVATA Gazzettino di Belluno | 12 settembre 2018
33 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. IIXX Ancora un grande concerto per l’epilogo di “Armonie” MUSICA Avete presente quel momento preciso in cui l'estate decide di partire, di andare? In provincia, sulle nostre montagne, ma anche tra i nostri fiumi, nei palazzi storici o sotto le stelle cadenti, da qualche anno l'estate se ne va con Armonie. Così è stato anche domenica scorsa, quando l'ultimo appuntamento di un programma che è Comunità Musica Paesaggio ha raccolto le ultime meravigliose note, lassù come solo Armonie sa fare, e si è preparato per il lungo letargo. Ad accogliere i sei suggestivi incontri di questa estate sono stati ben 1300 spettatori, numero altisonante per una cultura che chiede partecipazione faticosa. Armonie infatti va raggiunto, camminato, percorso, sudato, trovato e poi, solo poi, vissuto. Anzi, l'avventura, l'evento, la cultura in Armonie prende forma proprio a cominciare dai passi, dal cammino, dall'avvicinamento. Così è stato lungo tutto il caldo mese di agosto e così è stato domenica scorsa, 9 settembre, per l'ultima - chiamiamola così - armonizzazione. Un evento unico, che per palcoscenico ha scelto la Schiara e per scenografia la Gusela. Partiti alle 6 del mattino, a proposito di partecipazione sudata, pubblico e attori del Concerto al settimo cielo si sono arrampicati per il celebre Calvario arrivando al Rifugio Settimo Alpini. La giornata è così scoccata con la Commemorazione dei Caduti della montagna organizzata dal Cai di Belluno e la partecipazione di Abvs (l'associazione dei volontari del sangue), che festeggia il sessantesimo della sua fondazione, e del Parco delle Dolomiti bellunesi, che di candeline ne spegne in questi giorni 25. Con loro e con il pubblico di Armonie anche Flavio Faoro, testa e cuore di Oltre le Vette, e Cesare Lasen, anima scientifica della Fondazione Dolomiti Unesco. A ora di pranzo le persone che avevano raggiunto il Settimo Alpini erano già 200. Pronte ad assistere dalle 14 a un concerto che ricorderanno a lungo. Diretti dal Maestro Attilio Cadorin, 25 elementi dell'Orchestra da Camera Viel - con tanto di timpani al seguito: ben tre i carichi di teleferica necessari per trasportare al rifugio tutti gli strumenti - hanno eseguito Musica per i reali fuochi d'artificio, suite orchestrale di Händel, l'ouverture delle Nozze di Figaro di Mozart, un sorprendente brano tratto dalla colonna sonora di Joe Hisaishi per il film La città incantata, del maestro dell'animazione giapponese Miyazaki, e l'immancabile e sempre mozzafiato Signore delle cime di Bepi de Marzi, eseguita in memoria dei due musicisti Alessandro Pin e Danilo De Savi. Poi, senza farsi sentire, l'estate è potuta ripartire. Gazzettino | 23 Settembre 2018
34 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. 47 Le Dolomiti secondo gli inglesi NOVITÀ EDITORIALI Correva l'anno 1872 e i valligiani dolomitici si imbattevano spesso in una stravagante escursionista inglese, Amelia B. Edwards, che percorse le nostre contrade assieme a Lucy Renshaw. Frutto di quei vagabondaggi di metà estate nelle Dolomiti fu il celebre volume Untrodden peaks and unfrequented valleys, pubblicato l'anno dopo e tradotto per Nuovi sentieri editore nel 1985 con il titolo Cime inviolate e valli sconosciute. A quelle peregrinazioni montane si sono ispirati, per ripetere il cammino di Mrs. Edwards, i due suoi connazionali Alan Boyle, consulente educativo e scrittore residente a Londra, e Susan Boyle, viaggiatrice appassionata, consulente linguistica e traduttrice italiano-inglese. Il frutto delle loro escursioni appare ora in libreria sotto il titolo Spirits of Dolomites, edito dalla Fondazione Angelini con Leannta Publishing. Si tratta di un libro di 219 pagine, riccamente illustrato anche con acquerelli inediti di Amelia Edwards, che gode del patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e della British Chamber of Commerce for Italy. Firmano la prefazione Marcella Morandini, direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, e Susan Haare dell'Alpine Club di Londra, mentre la premessa è di Ester Cason Angelini coordinatrice della Fondazione Angelini. I fratelli Boyle hanno ripetuto l'itinerario di allora da Cortina a Bolzano «nella stessa sequenza, tra cime inesplorate e valli sconosciute, aggiungendo notizie e illustrazioni aggiornate sui luoghi visitati, compresi alcuni acquerelli inediti dell'autrice». Li ha accompagnati anche la scoperta degli schizzi originali della Edwards, dei bellissimi acquerelli smarriti in mezzo a una collezione di reperti egizi all'Università di Oxford, presso il Griffith Institute, che ne ha concesso l'autorizzazione alla stampa. Le opere, ingiallite dal tempo e scolorite, sono state ripristinate con moderne tecnologie grafiche e a esse i fratelli Boyle hanno affiancato foto recenti degli stessi scenari, scattate dalle medesime posizioni durante il loro cammino. Ora la Fondazione Angelini ha incluso il volume nella propria collana editoriale: «È un dono prezioso fatto agli abitanti delle Dolomiti», sostiene Ester Cason Angelini, e i due autori rispondono che a farli tornare più e più volte sui nostri monti «è stato il patrimonio umano delle vallate dolomitiche, le persone con la loro onestà, apertura mentale, cura del territorio, ospitalità, qualità che si sono tramandate di generazione in generazione». Affermazione importante che deve farci riflettere ed è in linea con una definizione odierna, ovvero la responsabilità della bellezza dei luoghi.Dino Bridda L’Adige | 25 Settembre 2018
35 Rassegna Stampa – Settembre 2018
p. 22 Turismo e montagna, 4 giorni di confronto Il turismo di nicchia e e gli ecomusei del Trentino sono i primi due «tesori della montagna», protagonisti dell'edizione numero 19 della Bitm (Borsa internazionale del turismo montano) - Giornate del turismo montano, da oggi a venerdì in città. Al centro del confronto c'è la specificità di un territorio turistico che cerca di diventare sempre più competitivo a livello internazionale. Tradizione, ma anche novità. «I diversi temi del turismo montano verranno letti dalle prospettive delle più recenti sperimentazioni in atto sul nostro territorio» promette il responsabile scientifico della Bitm Alessandro Franceschini. Si parte stamattina al Castello del Buonconsiglio, alle 9.30: viene proposto un ragionamento legato ai valori della «nicchia» turistica. Interverranno, tra gli altri, Linda Osti (professore presso l'Università di Bolzano), Federica Corrado (presidente di Cipra Italia), Marcella Morandini (direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco). Di «skypescape», ossia il paesaggio del cielo di notte, e di «astroturismo» parlerà la professoressa Osti. Si tratta di una forma di turismo di nicchia, legato a destinazioni montane con bassa antropizzazione, dove i cieli sono scuri e ammirare la volta celeste diventa un'esperienza emozionante anche per chi non è astronomo o astrofilo, ma è alla ricerca di un vivo contatto con la natura. In un panorama di crescita continua del turismo globale, le destinazioni - in particolare quelle di montagna - si trovano di fronte ad una scelta tra quantità e qualità. Ma c'è pure una terza strada che strizza l'occhio al sistema turistico trentino: il turismo di nicchia, che «può rappresentare una via d'uscita» come evidenza Anna Scuttari, ricercatrice presso Eurac Research. Bene la bicicletta classica, ok a quella elettrica e alle mountain bike che creano un connubio con gli impianti a fune. Senza dimenticare, evidenzia la ricercatrice, che «il successo di un prodotto turistico rischia di trasformare il turismo di nicchia in turismo di massa». All'incontro del pomeriggio - ore 15 in sala Don Guetti presso Cassa centrale Banca - focus sugli Ecomusei del Trentino, un'esperienza quasi ventennale partita dal territorio per valorizzare l'ambiente in cui si vive, per poi diventare proposta turistica. Alla presenza del sottosegretario alla cultura Lucia Borgonzoni, si discuterà delle prospettive di sviluppo anche con Adriana Stefani, coordinatrice del progetto della Rete degli Ecomusei del Trentino. La partecipazione alle Giornate del Turismo Montano è gratuita, ma per motivi organizzativi è necessario inviare la propria adesione (www.bitm.it). Ieri si è tenuto un «assaggio» delle giornate del turismo montano, con l'inaugurazione della mostra fotografica «The Alps in 25 Maps» presso palazzo Firmian, sede di Unicredit, e con la presentazione del trimestrale «Urban Tracks» a Palazzo Roccabruna. Il numero 26 della rivista di urbanistica, dedicato allo sviluppo delle aree interne, è stato lo spunto per discutere di sviluppo economico nei territori periferici. Domani di parlerà di «turismo del silenzio», quello itinerante che segue le orme percorse da viandanti e pellegrini, e di «turismo architettonico», con attenzione sia alla storia che alle opere contemporanee. Ma. Vi.
ALTA VIA DOLOMITI BELLUNESI Gazzettino | 23 Settembre 2018 p. 9 edizione Belluno Nasce l'Alta Via Dolomiti Bellunesi: la partenza è da Forno di Zoldo VAL DI ZOLDO Alta Via delle Dolomiti bellunesi: sabato 29 la presentazione ufficiale al pubblico a Pedavena e dal prossimo anno entrerà a regime. Per attraversare il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi sta nascendo l'Alta Via Dolomiti Bellunesi, un tracciato pensato per essere percorso in sette giornate. Tappe e punti di appoggio sono liberamente programmabili con un unico denominatore comune: grandi dislivelli, lunghe distanze, ambienti spettacolari e sentieri lontani dal turismo di massa, alla riscoperta di una montagna che è rimasta immutata nel tempo e dove la natura si sta riprendendo spazi abbandonati dall'uomo.IL PERCORSOIl percorso parte da Forno di Zoldo, punto più a nord del Parco e attraversa i gruppi del Pramper - Mezzodì della Talvena e della Schiara. Aggira i selvaggi e quasi impenetrabili Monti del Sole, sale sui Piani Eterni, permette di ammirare le imponenti cime dolomitiche del Cimonega e poi, con una lunga traversata lungo le Vette Feltrine, conduce a Feltre, la porta meridionale del Parco.L'IDEAL'Alta Via Dolomiti Bellunesi nasce dall'idea di un gruppo di ragazzi della Sezione CAI di Feltre volta alla valorizzazione della Transparco: un tracciato delineato da Teddy Soppelsa nel 1994, quando il Parco Nazionale era appena nato, e proposto per la prima volta come trekking guidato dall'associazione Mountain Wilderness nel 1996. Attraverso gli strumenti
36 Rassegna Stampa – Settembre 2018
web l'obiettivo del progetto è quello di portare questi luoghi all'attenzione internazionale di persone che desiderano vivere una esperienza autentica di trekking nella natura selvaggia a pochi passi dalle Dolomiti più antropizzate, promuovendo un escursionismo responsabile e rispettoso dell'ambiente. Il progetto è sviluppato con il contributo del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, in collaborazione con le sezioni Cai di Agordo, Belluno, Longarone, Oderzo e Val di Zoldo e Feltre e con il supporto di tre sponsor tecnici del mondo outdoor: le aziende AKU, Ferrino e Karpos. L'estate 2018 è stata dedicata alla definizione degli ultimi aspetti logistici, la tracciatura Gps del percorso, l'apposizione di targhette segnaletiche del percorso, la raccolta di materiale foto e video per la promozione. Dalla stagione 2019 l'Alta Via Dolomiti Bellunesi sarà a pieno regime. Da poco ha aperto i battenti il sito www.altaviadolomitibellunesi.it che nei prossimi mesi si arricchirà di approfondimenti e contenuti multimediali.LA PRESENTAZIONEIl progetto sarà presentato al pubblico sabato 29 settembre alle 20.30 in sala Guarnieri a Pedavena. L'appuntamento è per le ore 20.30 presso la Sala Guarnieri con la serata Cammini in quota, articolata in due momenti. Nel primo Gianni Poloniato, funzionario del Parco, presenta l'Alta Via Dolomiti Bellunesi, con la proiezione di foto, brevi interviste e il racconto di come è nato e si sta sviluppando il progetto. Nella seconda parte della serata Lucio Dorz racconta la sua esperienza sull'Alta Via Europa 2: 20mila metri di dislivello da Innsbruck a Feltre percorsi in soli cinque giorni e mezzo.E.S. Corriere delle Alpi | 30 Settembre 2018
p. 25 Il Cai crea una nuova Alta Via spettacolare trekking in quota Raffaele Scottini PEDAVENA Grandi dislivelli, lunghe distanze, ambienti spettacolari e sentieri distanti dal turismo di massa per la riscoperta di una montagna
37 Rassegna Stampa – Settembre 2018
che è rimasta immutata nel tempo. Sono le caratteristiche di una nuova Alta che sta prendendo vita nel cuore più libero delle Dolomiti. L'Alta Via Dolomiti Bellunesi nasce dall'impulso di un gruppo di soci della sezione Cai di Feltre, una decina di giovani che quando hanno iniziato ad organizzarsi, nel 2016, erano tutti under 30.Basandosi sulla Transparco, un tracciato delineato da Teddy Soppelsa nel 1994 quando il Parco nazionale era appena nato, i ragazzi hanno disegnato l'Alta Via Dolomiti Bellunesi, pensata per essere percorsa in sette giornate. Tappe e punti di appoggio sono liberamente programmabili. Il progetto è stato presentato ieri sera nella sala Guarnieri di Pedavena, nel contesto del programma di celebrazioni per i 25 anni della fondazione del Parco delle Dolomiti. L'ente di tutela ha dato un contributo all'iniziativa, sviluppata dal Cai di Feltre in collaborazione con le altre sezioni della provincia (Agordo, Belluno, Longarone, Oderzo, Val Zoldo). L'estate 2018 è stata passata in quota per la tracciatura Gps del percorso, l'apposizione di targhette segnaletiche e la raccolta di materiale foto e video per la promozione. Dalla stagione 2019 l'Alta Via Dolomiti Bellunesi sarà a pieno regime. Si parte da Forno di Zoldo, punto più a nord del Parco delle Dolomiti per attraversare i gruppi del Prampèr-Mezzodì del Talvena e della Schiara. Il percorso aggira i selvaggi e quasi impenetrabili Monti del Sole, sale sui Piani Eterni e permette di ammirare le cime dolomitiche del Cimonega e poi, con una lunga traversata sulle Vette Feltrine porta a Feltre, la porta meridionale del Parco. «Sono Dolomiti inaspettate per chi è abituato alla loro versione "patinata"», commenta il responsabile del progetto Marco Tonet, che parla dei «rifugi alpini, dove l'atmosfera e il contatto umano valgono più di tanti comfort e tecnologia». Luoghi «dove si può camminare a fianco di branchi di camosci, cervi e mufloni, ammirando più di 1700 specie botaniche tra cui alcune rarità a livello mondiale». Hanno contributo anche tre grandi aziende del mondo outdoor che hanno apprezzato il progetto e deciso di supportarlo. Oltre al sostegno economico, Ferrino consegnerà dei kit bivacco (tenda, materassino e sacco piuma) offrendo un supporto diretto a quei rifugi che per l'esiguo numero di posti letto faticano a dare ospitalità a tutti gli escursionisti. Aku e Karpos forniranno inoltre abbigliamento e calzature ai gestori dei rifugi. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
38 Rassegna Stampa – Settembre 2018