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RASSEGNA STAMPA SETTEMBRE 2017
1 Rassegna Stampa – Settembre 2017
01 SETTEMBRE 2017 L’Adige | 01 Settembre 2017
p. 39 Nel Biblioigloo si studia il romanzo mondiale ANDALO Per due giorni Andalo diventa la «capitale» dello studio sulla letteratura mondiale, ospitando nel Biblioigloo - la biblioteca che si raggiunge in funivia da Andalo, realizzata da Valle Bianca e patrocinata dalla Fondazione Dolomiti Unesco - il Sir, acronimo di Seminario Internazionale sul Romanzo che quest'anno inaugura la sua decima edizione. Un grande evento letterario, un seminario con tre sessioni e uno strepitoso concerto con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento. L'obiettivo del Sir - spiega la presentazione della Biblioteca - è di entrare nell'atelier dei due romanzieri, ascoltare il loro modo di vedere il mondo e la letteratura, provare a capire insieme le inclinazioni personali e il sistema di valori che hanno orientato le loro scelte estetiche. L'iniziativa nasce dall'idea di Francesca Lorandini ed è organizzata da Biblioteche della Paganella e ValleBianca spa, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento, AndaloVacanze e Comune di Andalo. Sono previste tre sessioni del seminario: una tavola rotonda con quattro dottorandi del Dipartimento di Lettere e Filosofia, un incontro con Domenico Starnone e un incontro con Lydie Salvayre. Ogni sessione comprenderà una discussione in cui un gruppo di studenti delle scuole superiori e dell'Università di Trento potranno dialogare e confrontarsi con i membri del Sir Project, con i quattro dottorandi del Dipartimento di Lettere e Filosofia (Giacomo Agnoletti, Lorenzo Graziani, Bruno Mellarini e Nicolò Rubbi coordinati con Stefano Zangrando), con alcuni insegnanti delle scuole superiori e con i due scrittori ospiti. Si inizia domani 2 settembre alle ore 11 con la presentazione del progetto Sir - Scuola, a cura di Walter Nardon. Nel pomeriggio alle 15 Domenico Starnone dialoga con Alessandro Gazzoli. Alle prime due sessioni del seminario, domani seguirà alle ore 17 il concerto di Artchipel Orchestra, diretta dal batterista e compositore Ferdinando Faraò. Domenica alle 10 la grande scrittrice francese Lydie Salvayre (già vincitrice del Premio Goncourt) dialoga con Francesca Lorandini. Al termine il prof. Massimo Rizzante presenterà il programma 2017-2018.
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L’Adige | 01 Settembre 2017
p. 41 La Val Canali da riprodurre con gli acquerelli PRIMIERO Dal 24 al 28 settembre la Val Canali e le Dolomiti Patrimonio Unesco faranno da sfondo ad un workshop di pittura ad acquerello «en plein air» tenuto dall'artista Silvia De Bastiani. Per quattro giorni i partecipanti saranno ospitati in piccole strutture di montagna e si muoveranno a piedi o con trasferimenti organizzati alla ricerca delle atmosfere selvagge che affascinarono i primi viaggiatori stranieri fin dall'Ottocento. Questo angolo di paradiso, uno dei più suggestivi del Parco Paneveggio Pale di San Martino, ispirò anche artisti di grande rilievo come Dino Buzzati, che proprio tra i pinnacoli della Cima Canali rivide le guglie del suo Duomo di Milano. Tra le voci e i silenzi della natura, sarà possibile osservere da vicino scenari e colori che varieranno ad ogni passo: dal verde dei prati e dei boschi, alle gradazioni di grigio delle rocce, fino al rosa acceso di emozionanti tramonti. Armati di fogli e pennelli e con lo sguardo rivolto alle cime dolomitiche, gli allievi seguiranno i preziosi consigli di una pittrice di grande talento, Silvia De Bastiani, che accompagnerà il gruppo in questo viaggio tra arte e natura. L'artista, classe 1981, dopo il diploma a pieni voti in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, ha conseguito nel 2007 la laurea specialistica in Arti visive e discipline dello spettacolo. Dal 2008 è docente del corso libero di acquerello all'Accademia Cignaroli di Verona. Il corso, dedicato a chi ha già sperimentato la pittura ad acquerello, è organizzato da Primiero Iniziative in collaborazione con il Parco Paneveggio Pale di San Martino, l'Apt San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi e con il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco. Le iscrizioni sono aperte fino al 1° settembre; per informazioni: info@primiero.com, 0439-762525.
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Corriere delle Alpi | 01 Settembre 2017
p. 12 Federalberghi: un’estate da record per il turismo Ottima estate ma settembre non sarà da meno per il turismo del Veneto. Secondo Federalberghi, è una stagione da record. Dal mare alla montagna (che non vedeva risultati così da almeno 15 anni), dal lago di Garda alle città d'arte si è sfiorato il tutto esaurito. Persino le terme registrano dati positivi. Grande ritorno dei tedeschi nelle spiagge dell'adriatico, molto elevati i tassi di occupazione delle camere: tra il 75% e l'80% ad agosto e per circa l'87% a settembre. Buona performance anche per le Dolomiti. A Cortina si parla di una stagione eccezionale. La capitale del turismo? Resta Venezia.
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Corriere delle Alpi | 01 Settembre 2017
p. 25 Dolomiti senza confini sbarca ai piedi della Croda dei Toni AURONZO Tutto pronto al rifugio Carducci per l'ottava edizione della festa Dolomiti senza confini, quest'anno dedicata al soccorso alpino. Appuntamento ai piedi della Croda dei Toni in alta val Giralba fissato per domenica dove si terrà la festa di amicizia e solidarietà "più alta" delle Dolomiti. L'evento quest'anno sarà dedicato alle donne e agli uomini del soccorso alpino. A tal proposito parteciperanno delegazioni provenienti dal Cadore, Cortina, Sesto e Obertilliach: soccorritori 5 Rassegna Stampa – Settembre 2017
italiani e austriaci, veneti ed altoatesini daranno vita ad un abbraccio simbolico, testimonianza della solidarietà che caratterizza il mondo alpinistico. A loro sarà dedicata la messa officiata nell'area antistante il Carducci alle 11 dall'arcidiacono del Cadore monsignor Diego Soravia. La festa prenderà il via alle 6.30 del mattino con un suggestivo concerto di violini. Dopo la messa invece, a partire da mezzogiorno, spazio alla musica popolare che avrà il compito di rallegrare i presenti durante il pranzo. Come per le precedenti edizioni di Dolomiti senza confini, l'intero incasso della giornata sarà devoluto in beneficenza ai progetti educativi e sanitari portati avanti dall'alpinista Fausto De Stefani in Nepal. Per chi intende partecipare raggiungendo il rifugio Carducci comodamente sarà attivato un servizio di trasporto in quota in elicottero che partirà dai prati di Giralba.Va ricordato infatti che l'accesso più comodo per raggiungere il rifugio Carducci è ostruito da una frana proprio lungo la val Giralba e gli altri sentieri previsti, tutti regolarmente percorribili, richiedono almeno due ore e mezza di cammino. Per tutte le informazioni necessarie è possibile contattare il numero 347.7970111. Gianluca De Rosa Corriere delle Alpi | 01 Settembre 2017
p. 25 Bus sulle Tre Cime fino a ottobre AURONZO Sulle Tre Cime di Lavaredo in pullman fino al 15 ottobre, anziché sino al 12 settembre. La novità è stata annunciata direttamente da Dolomitibus alla municipalità di Auronzo. Un mese in più di servizio pubblico, tra Auronzo, Misurina e Tre Cime, senza, fra l'altro, alcun aggravio per le casse comunali. E se Giuseppe Pat, il presidente, ha fatto una tale 6 Rassegna Stampa – Settembre 2017
concessione è perché, evidentemente, ci sono riscontri che la stagione turistica potrebbe avere un inatteso prolungamento. Infatti ci sono rifugi dell'area che mettono in conto di non chiudere, come da tradizione, l'ultima domenica di settembre. Si è tenuto martedì, ad Auronzo, l'incontro tra il sindaco Tatiana Pais Becher, l'assessore al Turismo Camilla Larese De Santo e i vertici di DolomitiBus: presenti il presidente Giuseppe Pat, l'amministratore delegato Natalia Ranza e il direttore. La neo eletta amministrazione comunale aveva avanzato una precisa richiesta a DolomitiBus, a margine dell'assemblea dei sindaci per il trasporto locale tenutasi a Belluno il 22 agosto: la possibilità di prolungare il servizio pubblico da Auronzo fino alle Tre Cime. «Il servizio abitualmente viene effettuato da metà giugno, in concomitanza con la fine del calendario scolastico e prosegue fino al termine delle vacanze estive, 12 settembre per l'anno in corso» spiega Pais Becher, «L' amministrazione auronzana aveva già espresso, durante vari incontri con la cittadinanza avvenuti in campagna elettorale, l'intenzione di interessarsi con gli enti preposti per richiedere un miglioramento del servizio di trasporto offerto ai turisti con la richiesta di prolungamento del servizio fino ad ottobre».Attualmente l'unica corriera di linea che garantiva il collegamento tra Misurina e le Tre Cime di Lavaredo fino ad ottobre era della società Sad. Il presidente Pat si è immediatamente interessato alla questione e ha fissato un incontro in municipio per annunciare al sindaco l'intenzionedi prolungare il servizio dal 13 settembre al 15 ottobre 2017, senza alcun costo a carico dell'amministrazione comunale. «Grande la soddisfazione» , come informa una nota, di Pais Becher e Larese De Santo nell'apprendere la notizia, che rappresenta un segnale importante per il futuro sviluppo turistico della Val D'Ansiei nell'ottica del prolungamento della stagione estiva e nell'aumento del flusso di turisti che ogni anno visitano le nostre Dolomiti Patrimonio dell'Umanità. L'amministrazione ringrazia Dolomitibus per avere immediatamente accolto la richiesta, peraltro già effettuata più volte in passato dalle amministrazioni comunali precedenti. «L'occasione è stata propizia», conclude il sindaco «anche per confrontarsi sul successo del servizio "Treno Bus delle Dolomiti", sul tema del cicloturismo e della mobilità sostenibile, oltre ad iniziare una collaborazione che prenderà il via già domani quando alla consegna dei pettorali ai 2000 iscritti della gara "3EPIC" verrà inclusa anche la consegna di 2000 brochure del servizio "Treno Bus delle Dolomiti"» . (fdm)
02 SETTEMBRE 2017 Corriere delle Alpi | 02 Settembre 2017
p. 34 7 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Un’estate boom: la migliore in dieci anni BELLUNO L'estate 2017 è stata una delle migliori degli ultimi 10 anni. E il notevole afflusso di stranieri, specie nel mese di agosto, fa pensare agli albergatori che il "marchio" Unesco stia cominciando a dare risultati. «Abbiamo potuto notare un ventaglio di nazionalità molto ampio», hanno messo in risalto De Cassan e Alverà (nella foto). «Moltissimi gli spagnoli, ma anche turisti da tutta Europa. E chi arriva da zone come Austrialia, America e Giappone sente molto il richiamo delle Dolomiti Patrimonio dell'Umanità».Lo stesso Caner ha ammesso che la "carta" Unesco dovrebbe essere utilizzata molto di più dal punto di vista promozionale. «Dobbiamo impegnarci per mettere in moto delle azioni. Non intendo solo come Regione, ma come territorio nel suo complesso», ha commentato. «Questo rappresenta una bella sfida e il prossimo obiettivo». Tornando ai dati sul turismo di quest'anno in montagna, il territorio bellunese ha registrato nel primo semestre, rispetto allo stesso periodo del 2016, una crescita dell'8%. Il trend positivo non riguarda solo gli arrivi, ma anche le presenze. «Queste ultime, dopo il calo degli ultimi anni, sembra stiano registrando una ripresa», ha evidenziato De Cassan. «I giorni dedicati alla vacanza nel nostro territorio hanno avuto un aumento. Speriamo però sia una tendenza duratura». «Per quanto riguarda l'estate 2017, avremo a disposizione i dati solo fra qualche settimana», ha aggiunto il presidente di Federalberghi. «Possiamo però già dire che il bel tempo ci ha aiutato tantissimo. La situazione è stata positiva già da maggio, per poi raggiungere un picco a luglio e ad agosto: per questi due mesi pensiamo proprio che la crescita sia stata a due cifre. Ed è senz'altro positivo, visto che veniamo da una stagione invernale in cui è stata pagata l'assenza di neve».«Punto di forza della montagna bellunese e veneta è il fatto di essere costituita da luoghi preservati dal punto di vista naturalistico. Proprio quello che cercano oggi i turisti. Il tema della sostenibilità è importante», ha riflettuto Caner. «Questo aspetto ci caratterizza pure rispetto ai nostri vicini a statuto speciale». Sulla questione è intervenuto anche Gherardo Manaigo, presidente del Distretto Turistico delle Dolomiti e vice presidente della Dmo: «Nel mese di settembre porteremo avanti un'analisi del marketing territoriale, con l'intento anche di incentivare tra le imprese abitudini sostenibili. Ricordiamo che in provincia di Belluno ci sono per esempio 46 tipicità slow food che, insieme a diversi altri aspetti, rappresentano un patrimonio da valorizzare per attrarre il turista». (m. r.)
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03 SETTEMBRE 2017 Trentino | 03 Settembre 2017
p. 46 Allo spazio alpino i film di montagna TRENTO Con la proiezione del documentario Il segreto del bosco vecchio di Ermanno Olmi (Italia, 1993, 134’), in collaborazione con il Trento Film Festival e la Fondazione Cineteca Italiana, riprendono le attività del Laboratorio alpino delle Dolomiti Bene UNESCO presso la casa della SAT in via Manci 57 a Trento. La Biblioteca della Montagna-SAT propone la proiezione del film del regista di Asiago Il segreto del bosco vecchio, tratto dall’omonimo racconto giovanile di Dino Buzzati. Girato tra le Dolomiti questo film propone anche un insolito Paolo Villaggio nelle vesti di Sebastiano Procolo. La proiezione è in programma giovedì 7 settembre alle ore 18. L’Ingresso è libero Mostra sui grandi lavori idroelettrici in Giudicarie In collaborazione con la Biblioteca di Valle delle Giudicarie Esteriori di Ponte Arche, la Biblioteca della Montagna-SAT (presso la quale è conservato il Fondo fotografico “Dante Ongari”) propone questa esposizione temporanea nell’atrio della Casa della SAT in via Manci 57 a Trento. Le foto proposte documentano i lavori realizzati nel Trentino occidentale durante la seconda metà del Novecento. Un tema ritornato alla ribalta quest’anno con lo svuotamento temporaneo del Lago di Molveno. L’ing.Ongari fu direttore del grande progetto SISM, che ebbe un notevole impatto su quelle zone, ma fu anche un importante fattore di crescita nel disastrato Trentino del secondo dopoguerra. La mostra rimane aperta sino al 15 settembre con orario 9-13 e 14-18 (fino alle 19 il giovedì). Ingresso libero. Corso di arrampicata libera con la SAT di Rovereto La scuola di alpinismo e scialpinismo Castelcorno in collaborazione con la sezione Sat Rovereto, organizza il 6° Corso di arrampicata libera AL1 con inizio giovedì 7 settembre e fino al 13 ottobre p.v. Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi a Thomas Candioli IAL cell. 348 8110250. (ma. be.) 9 Rassegna Stampa – Settembre 2017
04 SETTEMBRE 2017 Corriere delle Alpi | 04 Settembre 2017
p. 11 Il progetto: in bici da Venezia all’Austria AURONZO L'autostrada della mountain bike prima del Treno delle Dolomiti. Da Venezia alle Tre Cime di Lavaredo in bicicletta entro il 2019, e da quassù fino a Lienz. Tra due anni, infatti, sarà pronta la pista ciclopedonale realizzata in parte con i Fondi di Confine. Ieri è stato tagliato il nastro della Auronzo - Misurina. Il prossimo anno si proseguirà con il collegamento tra Misurina e Carbonin e tra Auronzo e Calalzo. Ne hanno preso atto, con soddisfazione, i sindaci di Auronzo che prima l'hanno sognata e poi realizzata, da Walter Antoniol a Bruno Zandegiacomo a Daniela Larese Filon e, ovviamente, Tatiana Pais Becher. La ciclabile è stata finanziata nei suoi due stralci dagli allora Fondi Brancher nel 2011: il tratto da Auronzo a Palùs San Marco per un importo di 1 milione e 200mila euro, quello da Palùs San Marco a Misurina per 1 milione e 350mila euro. La progettazione e la realizzazione sono state seguite dall'ufficio tecnico del Comune di Auronzo, con la direzione lavori dell'ingegner Piovesana. Ieri mattina sono stati i 4 sindaci a tenere a battesimo la loro creatura, tagliando il nastro insieme, prima nei pressi del lago di Auronzo, poi a Misurina. Rotondo il grazie della Pais Becher, condiviso in modo singolare, ma molto apprezzato, da Roger De Menech in nome del Governo e dall'assessore Gianpaolo Bottacin per conto della Regione. Un'opera - hanno detto - che ipotecherà positivamente il futuro sviluppo di tutto il Veneto, non solo del Bellunese. Guarda caso, infatti, la nuova pista potrebbe essere lambita, da Venezia a Lienz, dal futuro treno delle Dolomiti. Anche in Val d'Ansiei, almeno fino a San Marco, dove la ferrovia svolterebbe a sinistra, per raggiungere San Vito di Cadore in galleria. La pista ciclabile si snoda per circa 30 chilometri dal lago di Auronzo a quello di Misurina, circondata da alcuni dei gruppi montuosi più spettacolari delle Dolomiti Unesco, tra i quali la Croda dei Toni, i Cadini, le Marmarole, il Sorapìs, il Cristallo e naturalmente le Tre Cime. Attraversa inoltre punti di grande interesse naturalistico come la Foresta di Somadida, area protetta gestita dai Carabinieri Forestali, e la piana di Valbona, proprietà delle Regole d'Ampezzo. Il tratto da Auronzo a Palùs San Marco (15 km circa) è adatto a tutti, con un dislivello di soli 250 metri. Il tratto che da Palùs San Marco sale a Misurina è invece più impegnativo e particolarmente divertente da percorrere con le biciclette a pedalata assistita, che consentono 10 Rassegna Stampa – Settembre 2017
di superare agevolmente i 650 metri di dislivello. In discesa, la prima parte prevede una seppur minima esperienza di conduzione del mezzo, mentre la seconda è molto scorrevole. Come ciliegina sulla torta del programma di cicloturismo naturale per sancire questa conversione green della destinazione, nel settembre 2018 si disputerà ad Auronzo il campionato mondiale Mountain Bike Marathon, evento targato 3Epic organizzato da Pedali di Marca. Francesco Dal Mas
05 SETTEMBRE 2017 Alto Adige | 05 Settembre 2017
p. 24 Al via un concorso sulle Dolomiti Da oggi e fino al 31 ottobre tutte le classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutto il territorio dolomitico (Trento, Bolzano, Belluno e i territori di Pordenone e Udine), possono partecipare al concorso 'The#FossilSeaChallenge, le Dolomiti e il loro rapporto con l'acqua. I progetti possono essere presentati in video, fumetto, progetti di itinerari, di monitoraggio ambientale. Ciò che conta è che attraverso i percorsi di attività di ricerca e divulgazione originale le giovani generazioni possano avere uno sguardo più consapevole verso le Dolomiti. La scadenza per la presentazione dei progetti è il 30 aprile 2018. Entro il 15 maggio successivo la Commissione valuterà gli otto migliori progetti.
11 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Corriere delle Alpi | 05 Settembre 2017
p. 24 Tre Cime al settimo posto tra le montagne più belle al mondo AURONZO Le Tre Cime di Lavaredo sono state inserite tra le 19 montagne "stupende" del mondo.Il quotidiano inglese "The Telegraph" ha stilato un proprio particolarissimo elenco, definito "staggerlingly beautiful" (ovvero "incredibilmente belle" ). Al settimo posto sono state classificate appunto le Tre Cime di Lavaredo, inserite fra le Dolomiti patrimonio dell'Unesco. Vince la classifica il Cervino, al secondo posto vi è l'Alpamayo in Perù, e al terzo il Most Damavand in Iran. Prima delle Tre Cime sono anche citate lo Stendind in Norvegia, il Cerro Torre tra Argentina e Cile e il Licancabur tra Cile e Bolivia. Chiude la classifica The Black Cuillin della Scozia. La notizia è stata postata sul proprio profilo Facebook anche da Federico Caner, assessore regionale la Turismo.«Vedere le Tre Cime», commenta Caner, «tra le più "sconvolgentemente" belle montagne del mondo è davvero un bel riconoscimento che testimonia ancora una volta il fascino indiscusso delle Dolomiti venete». (a. s.)
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07 SETTEMBRE 2017 L’Adige | 07 Settembre 2017
p. 25 La novità della geologia spiegata in modo semplice e immediato Nasce la settimana della geologia, momento di studio per una tematica complessa che spesso spaventa per le terminologie difficili che la caratterizzano. Proprio per questo dall'11 al 16 settembre sarà oggetto di insegnamento in modo più semplice, genuino e soprattutto naturale. I geo-turisti avranno infatti modo non solo di partecipare a conferenze e laboratori, ma anche di osservare il paesaggio in prima persona, attraverso nove escursioni sul territorio che metteranno in relazione diretta la persona con la natura che la circonda. Si comincerà martedì 12 con il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino e con il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, proseguendo poi mercoledi 13 con l'escursione nel nuovo parco tematico del Col Margherita. Giovedi 14 invece toccherà al Museo Geologico delle 13 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Dolomiti a Predazzo e al Parco Naturale Adamello Brenta. Il 15 Gola del Bletterbach, infine il 16 il Pian della Nana. L'organizzazione congiunta tra il Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo, il MUSE e la collaborazione di tutti i parchi ha dato vita a un progetto unico. Corriere del Trentino | 07 Settembre 2017
p. 5 Settimana della geologia: “E’ la disciplina che spiega il territorio” Una settimana di eventi per andare alla scoperta del patrimonio delle Dolomiti, riscoprendole non solo per il loro valore estetico ma anche, come citato nella Dichiarazione di Siviglia dell’Unesco che nel 2009 le ha dichiarate Patrimonio dell’umanità, per la loro importanza a livello geologico. Dall’11 al 16 settembre il Museo geologico delle Dolomiti a Predazzo, il Muse e la Fondazione Dolomiti Unesco organizzano la «Settimana della geologia»: sei giorni di escursioni, laboratori e serate divulgative per scoprire il territorio dolomitico in compagnia di geologi, paleontologi, glaciologi, guide e appassionati. La collocazione temporale dell’iniziativa, in coda alla stagione estiva e a cavallo con l’inizio delle attività scolastiche, lascia intendere la volontà di rivolgersi a un pubblico di turisti e locali insieme, con l’obiettivo di diffondere la «cultura geologica» a più persone possibili. Moltissimi gli appuntamenti, tra i quali i più rilevanti sono senza dubbio le escursioni in quota guidate dagli esperti dei due Musei e delle altre realtà coinvolte nell’iniziativa: il Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino, il Parco naturale Adamello Brenta Geopark, la Rete di riserve della Val di Fassa, il Geoparc Bletterbach, il Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e il Museo Vittorino Cazzetta Selva di Cadore. «La geologia può forse apparire come una scienza distante dalla vita quotidiana e dall’interesse comune» spiega Riccardo Tomasoni, geologo del Muse, responsabile del Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo e coordinatore dell’iniziativa «ma si tratta al contrario di una disciplina che riguarda fenomeni molto attuali e permette di conoscere il territorio in maniera diversa, più consapevole e approfondita». 14 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Marcella Morandini, direttore della Fondazione Dolomiti Unesco, ha commentato con soddisfazione: «Questa iniziativa dimostra la modalità di azione della Fondazione, impegnata nella valorizzazione di un bene unitario che supera i confini amministrativi. L’unione trasversale di enti di ricerca con sedi in province diverse testimonia come sempre più è necessario fare rete nella consapevolezza di dover gestire un patrimonio comune». In quest’ottica è particolarmente significativa la sinergia tra pubblico e privato con la collaborazione della Ski Area San Pellegrino in cui ha sede il Col Margherita Park, parco tematico a quota 2514 metri con installazioni ludico-didattiche dedicate alle Dolomiti. Per info modalità di prenotazione: www.muse.it o 0462 500366. Corriere delle Alpi | 07 Settembre 2017
p. 16 Trenobus delle Dolomiti gli utenti sono raddoppiati di Paola Dall'Anese BELLUNO Estendere il servizio di bici-bus all'intera provincia di Belluno. È l'idea che lancia il presidente di Dolomitibus, Giuseppe Pat, dopo aver analizzato i dati di quest'anno del trenobus delle Dolomiti. «Dall'11 giugno, quando è partito il servizio, a domenica scorsa sono state trasportate nel Bellunese 1850 persone con bici. Praticamente il doppio rispetto allo scorso anno. Questo significa che il servizio è apprezzato e che se viene ben pubblicizzato e fatto conoscere, la gente lo utilizza», dice Pat che aggiunge: «Considerando che questa iniziativa finirà domenica, possiamo dire che dovremmo raggiungere circa le 2000 bici. Quindi un numero interessante, di tutto rispetto. Non possiamo che essere contenti del risultato», prosegue il presidente della società di trasporto su gomma.«Con questi numeri possiamo ben pensare di ampliare il servizio anche all'Agordino e all'Alpago. Insomma in tutte le zone turistiche della nostra provincia». Questo è, secondo Pat, «l'obiettivo a cui tutti i soggetti interessati e coinvolti nell'esperienza dovrebbero tendere. Per fare 15 Rassegna Stampa – Settembre 2017
questo servirebbero però servono chilometri in più. Almeno 200 mila km (il che significa 350 mila euro in più di budget). Una somma non così elevata, che si può provare a cercare: noi mettiamo mezzi e uomini. Il servizio, d'altra parte, può essere di grande supporto al turismo delle nostre vallate. Sempre di più, infatti, i nostri amministratori locali investono proprio sulle piste ciclabili anche per agevolare una mobilità ecosostenibile. E quindi niente di meglio che potenziare il Trenobus delle Dolomiti. Il modello ha dimostrato di funzionare. L'uso delle bici, in fondo, è il futuro del turismo anche in montagna». Il servizio domenicale a Belluno. I dati sono positivi. Partito il 30 aprile, la sperimentazione si concluderà il 31 dicembre prossimo. Voluto dalla giunta Massaro per agevolare la mobilità dalle frazioni al centro della città, sembra aver registrato dei buoni risultati. Il servizio è arrivato a metà percorso. «Possiamo dire che ogni domenica trasportiamo dalle 65 alle 70 persone. Un buon risultato che però va verificato alla fine della sperimentazione con l'amministrazione comunale».Il servizio ha visto a maggio 298 utenti con una punta di 109 passeggeri il 21 maggio. A giugno i clienti sono stati 256, a luglio 240, ad agosto 321 con una punta di 106 utenti il 13 agosto. «Consideriamo che il primo maggio, il 2 giugno e il 15 agosto il servizio non ha funzionato per accordi presi con il Comune», dice Pat che aggiunge: «Domenica scorsa abbiamo avuto 103 passeggeri. Si tratta soprattutto di persone che vengono dalle frazioni, con un'età media avanzata. E in fondo è questo lo scopo che si era prefissato Palazzo Rosso: quello di far uscire di casa le persone anche delle zone più periferiche del comune e farle arrivare in centro. Vedremo poi in questi ultimi quattro mesi come andranno le cose».©RIPRODUZIONE RISERVATA Alto Adige | 07 Settembre 2017
p. 33 Gardena e Badia unite dalle auto elettriche di Ezio Danieli ORTISEI Con la manifestazione "EcoDolomites" le due vallate ladine, Val Gardena e Alta Badia, hanno deciso di unire le loro forze e competenze per trovare soluzioni concrete e soprattutto ecosostenibili per far si che la bellezza della natura dolomitica possa essere conservata. Le due destinazioni turistiche desiderano favorire l'utilizzo di veicoli elettrici, i quali offrono vantaggi e benefici molto interessanti a favore dell'ambiente dolomitico. EcoDolomites, che quest'anno si svolgerà il 9 settembre, con partenza da Ortisei, pone in primo piano proprio la tutela di questo prezioso patrimonio: in occasione della manifestazione, infatti, i quattro passi delle Dolomiti (Sella, Pordoi, Campolongo e Furcia) fungeranno da palco per i veicoli elettrici. La Val Gardena, da sempre sensibile a questi grandi temi, ha trovato il modo di sfruttare le competenze per cercare delle soluzioni concrete e soprattutto sostenibili per fare in modo che la bellezza e l'unicità della natura dolomitica possano essere conservate e valorizzate. L'idea è quella di unire due bisogni essenziali della società contemporanea: il piacere della guida e la responsabilità e coscienza ecologica. Di conseguenza, per risolvere 16 Rassegna Stampa – Settembre 2017
il problema del traffico nelle vallate dolomitiche e delle emissioni ad esso connesse, la Val Gardena ha scelto di favorire l'utilizzo di veicoli elettrici, che offrono indubbiamente dei vantaggi e dei benefici per l'ambiente. Tecnologici, moderni ed ecologici, i veicoli elettrici potranno partecipare ai "sali e scendi" tipici dell'ambiente alpino con la possibilità di immergersi sottoponendo i loro motori a un test: la sfida consisterà nell'utilizzare la minore quantità di energia possibile per percorrere circa 100 chilometri e 3.000 metri di dislivello.
09 SETTEMBRE 2017 Corriere delle Alpi | 09 Settembre 2017
p. 30 Settimana della geologia, cinque incontri CORTINA Anche le Regole d'Ampezzo aderiscono alla "Settimana della geologia" , organizzata dal Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo e dal Muse (Museo delle Scienze) di Trento, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco e che si svolgerà dall'11 al 16 settembre. Sei giorni di escursioni, laboratori e serate divulgative per scoprire il territorio dolomitico in compagnia di geologi, paleontologi, glaciologi, guide e appassionati. Dalle Dolomiti del Brenta al Cadore, dal Bletterbach a Cortina, passando per le valli di Fiemme e di Fassa. Il Parco delle Dolomiti d'Ampezzo e il Museo Paleontologico Rinaldo Zardini propongono due escursioni guidate, una visita con laboratorio al Paleontologico per ragazzi dagli 8 ai 14 anni, e due conferenze in tema.La settimana inizierà lunedì con la conferenza della geologa Chiara Siorpaes, dal titolo "La conoscenza geologica del territorio attraverso la cartografia", in programma alle ore 20.30 al Museo Paleontologico Rinaldo Zardini (con ingresso libero). Martedì 12 ci sarà la prima delle due escursioni, quella alla scoperta dei segreti custoditi nelle rocce e nei paesaggi del Lagazuoi e della Tofana di Rozes. Il racconto di un territorio che spazia dalle ambre fossili triassiche del rifugio Dibona, alle tracce degli antichi ghiacciai in val Travenanzes; dal mondo sotterraneo della grotta della Tofana, all'equilibrio instabile delle Cinque Torri. Il ritrovo sarà alle 9.30 alla partenza della funivia Lagazuoi, al passo Falzarego; accompagneranno un guardiaparco e l'esperto Paolo Fedele. Costo: 10 euro. Giovedì 14 la seconda escursione, alla scoperta delle sorgenti carsiche del Boite, del paesaggio carsico degli altopiani ampezzani e dei "ghiacciai di pietra" della Croda Rossa, sempre con Palo Fedele. 17 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Ritrovo alle ore 9, 30 a Malga Ra Stua. Costo: 10 euro. Info e prenotazione: info@dolomitiparco. com - 0436 2206.Venerdì 15 settembre "A spasso nel tempo geologico": una visita al Museo Paleontologico Rinaldo Zardini per riflettere sull'evoluzione delle Dolomiti e sull'importanza fossile, e un'attività di laboratorio per capire come si stratificano le rocce, osservando fossili originali e calchi in gesso di varie specie da collocare nella scala del tempo. Il ritrovo è alle 17, assieme a Doriano Fossen, geologo. Info e prenotazione: 0436 875502. Costo: 4 euro.Per concludere, sabato 16 settembre la seconda conferenza con la geologa Chiara Siorpaes sul tema: "I fossili del Museo Zardini. Esemplari e testimonianze del Parco Naturale Dolomiti d'Ampezzo e dei territori limitrofi": ore 20.30, Museo Paleontologico Zardini, ingresso libero. (m.m.) Trentino | 09 Settembre 2017
p. 6 Musei e geoparchi adesso si mettono in rete di Maddalena Di Tolla Deflorian Dolomiti: un patrimonio naturale, un’aula di scienza a cielo aperto di chiara comprensibilità, invidiato in tutto il mondo, lascito di un poderoso passato geologico, che oggi diventa luogo per educare a leggere il paesaggio. Attraversa i confini tra regioni e provincie la Settimana della Geologia, presentata nei giorni scorsi al Muse, che parte lunedì 11 settembre, per illuminare fino a sabato 16 settembre, segreti, fascinazioni, conoscenze, ed è organizzata dalla Fondazione Dolomiti Unesco, dal Museo Geologico di Predazzo e dal Muse, con vari partner che sono Reti delle Riserve, parchi naturali e siti geologici, fra Trentino, Alto Adige, Veneto. Lo scopo dell’ iniziativa è portare le persone a conoscere e riconoscere i territori dal punto di vista geologico, con laboratori, visite guidate e conferenze pubbliche, che si disseminano nelle tre provincie. La bellezza che scaturisce dal passato del Tempo profondo è evidente e merita di essere sempre ricordata e valorizzata: è la filosofia della divulgazione. Nel presente in ogni caso resta centrale la zona dolomitica, come è stata nella storia della scienza, anche per la ricerca moderna, quanto per la didattica. Lo ha 18 Rassegna Stampa – Settembre 2017
raccontato Riccardo Tomasoni, geologo del Muse, coordinatore della Settimana e responsabile del rinato Museo Geologico di Predazzo, che vanta una prestigiosa vicenda agli albori della comprensione della storia geologica. Tomasoni ci ha raccontato ad esempio dell’importante progetto finanziato dal Fondo per la Ricerca dell’Euregio, curato dai Musei scientifici di Trento e di Bolzano, insieme alle Università di Padova, Ferrara e di Innsbruck, che ricerca informazioni e segni sul campo, nelle Alpi meridionali e orientali, della grande estinzione di massa delle specie viventi 252 milioni di anni fa. Nel campo didattico, Tomasoni ha citato anche la Summer School che si organizza proprio a Predazzo, il cui Museo, che raccoglie una collezione fantastica di reperti e di volumi, da qualche anno sotto le sapienti cure del Muse ha ripreso vitalità anche come luogo di divulgazione e cultura. Ha confermato questa centralità attuale il professore (a Ferrara) e geologo Gianolla, consulente della Fondazione Unesco. «A riprova dell’importanza anche odierna delle Dolomiti come scenario di studi, ad esempio sugli effetti del cambiamento climatico, cito la presenza di circa trenta team di ricerca provenienti da vari paesi, che quest’estate giravano per le nostre Dolomiti» ha ricordato. Entrambi hanno spiegato che al pubblico si intende trasmettere la conoscenza che renda possibile leggere il paesaggio e comprenderne anche la natura dinamica. «Il cambiamento del clima infatti produce e produrrà ancora anche una morfologia diversa, e paesaggi diversi. Bisogna accettare i crolli come flusso naturale di eventi, non come catastrofi. Del resto senza crolli imponenti le Dolomiti non sarebbero quel che vediamo» ha commentato Gianolla. A ulteriore prova dell’inquadramento sovranazionale e largo, l’iniziativa è patrocinata dalla Rete Europea dei Geoparchi. Le proposte spaziano fra Cortina d’Ampezzo e Selva di Cadore in Veneto, la Gola del Bletterbach in Alto Adige, Carisolo, Campitello di Fassa, Predazzo e altri luoghi in Trentino. Tra i grandi classici della sezione “Escursioni”, il programma prevede una visita guidata alla celebre Gola del Bletterbach (venerdì 15 settembre). Alla gola del Bletterbach, lunga 8 chilometri, ci si immerge, con geologi e guide del Geoparc, alla scoperta delle origini delle Dolomiti, attraverso variopinti strati di arenaria e calcare, alla ricerca di tracce fossili di antichi rettili preistorici. Parliamo di un sito che conteggia 60.000 visitatori all’anno. In terra trentina, citiamo l’escursione guidata al Pian della Nana (sabato 16 settembre), nel Geoparco Adamello-Brenta, in val di Non, dove si potrà leggere il paesaggio fantastico dell’altopiano glacio-carsico, esemplare connubio, come lo si definsice, di paesaggio e geologia. Nelle cinque conferenze si parlerà ad esempio del ghiacciaio della Marmolada (martedì 12 settembre, Campitello di Fassa), della miniera del Taubenleck (venerdì 15 settembre, Aldino), e dei pionieri della geologia (mercoledì 13 settembre, Carisolo).
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Gazzettino | 09 Settembre 2017
p. 13 edizione Belluno La Busa delle Vette: inno all’archeologia Un sito unico a livello internazionale quello che si trova a 1.900 metri di altitudine sulle Vette Feltrine e che risale al VVI secolo dopo Cristo: dopo una campagna di scavi, nella Busa delle Vette sono emersi reperti che identificano la presenza di un villaggio pastorizio vero e proprio, con un'industria relativa a ossi (aghi) e metalli, oltre che di selce; un'area abitativa visto il ritrovamento di ceramiche per la cottura e resti organici, oltre allo scoprimento di un focolare e di un deposito profondo circa 50 cm. Inoltre, resti ossei di animali che fanno pensare a un allevamento. Scoperte importanti che rendono questo sito importante da indagare ancora e valorizzare. «Con l'intuizione di Piergiorgio Frare sono state avviate nel 2010 delle ricerche sui recinti pastorali di tutto l'arco Alpino spiega Antonio Andrich, direttore del Parco nazionale Dolomiti bellunesi, partner del progetto insieme alle Università di Trento e Newcastle - La cosa è poi proseguita con la prima campagna di scavo che ha visto la partecipazione dell'associazione Arca di Agordo, oltre alle Università, per indagare quello che c'era all'interno del recinto. Poi una seconda campagna che ha portato alla luce la storia del villaggio pastorizio». Il Parco ha contribuito con 22mila euro perché «oltre alla valorizzazione ambientale, riteniamo importante dare rilievo agli aspetti antropologici e quindi alla storia uomo-ambiente. Sarà poi importante valorizzare al meglio i ritrovamenti fatti», aggiunge Andrich. «Quando abbiamo saputo degli studi in corso sui recinti pastorali di alta quota nelle Alpi francesi, ci siamo dedicati allo studio di quelli di casa nostra spiega Frare - Abbiamo quindi fatto l'inventario di tutti quelli presenti nella provincia di Belluno, che sono circa un centinaio. Questo è servito come punto di partenza per le Università per scegliere dove andare a scavare». «Gli scavi hanno dato subito grande soddisfazione dichiara Fabio Cavulli, dell'Università di Trento - Ma la cosa sorprendente è emersa nella seconda campagna di scavi quando abbiamo indagato al di fuori del recinto, in un'area di 30 mq». «Questo sito ha carattere di eccezionalità per l'abbondanza del materiale raccolto e l'ampiezza del sito. Siamo riusciti ad avere informazioni importanti anche per ricostruire la storia del periodo romano del territorio feltrino», aggiunge Francesco Carrer dell'Università inglese. L'area che è stata aperta è limitata. Il sito sarebbe ampio almeno il doppio. La volontà degli universitari, che ha ricevuto un'apertura da parte del Parco, è quella di avviare una terza campagna di scavi. 20 Rassegna Stampa – Settembre 2017
10 SETTEMBRE 2017 Corriere delle Alpi | 10 Settembre 2017 p. 22 Estate record, ora è tempo di fare scelte per il futuro VAL DI ZOLDO Un'estate ricca per la Val di Zoldo, che quest'anno è stata un richiamo imperdibile per moltissimi turisti. La stagione era iniziata con il piede giusto a giugno ed è proseguita ancora meglio in luglio e agosto. «Il tempo ha giocato un ruolo fondamentale», commenta con soddisfazione il sindaco, Camillo De Pellegrin, «ma ritengo che tutto il comparto dolomitico stia riprendendo a girare. Pian piano, il riconoscimento Unesco delle Dolomiti, i mondiali di Cortina e il graduale riassetto culturale stanno dando i loro frutti. Le estati in pianura ogni anno diventano più difficili da sopportare, in particolare per anziani e fasce deboli. Questo porta alla ricerca di zone non temperature miti. Su questi aspetti si basa il futuro della montagna che, da area marginale, sono convinto che nei prossimi 50 anni verrà ad assumere un ruolo determinante di richiamo abitativo».In questa partita rientra anche la Val di Zoldo. «Io credo che sia giunto il momento, da parte dell'amministrazione e delle associazioni in genere, di decidere quale strada intraprendere», spiega De Pellegrin. «La fortuna di Zoldo è quella di essere rimasta una bella realtà, integra, sia a livello ambientale che socioculturale. Il futuro ora ci chiede o di perseguire il mantenimento di queste qualità, sviluppandole e costruendo quindi una organizzazione che decida cosa fare o cosa non fare oppure inseguire modelli che, a mio modo di vedere, ci porteranno ad esser secondi. Zoldo non deve essere necessariamente il luogo per tutti e, in questo senso, dobbiamo valutare che tipo di turismo vogliamo».La cultura paga come si è visto in estate. «Sono convinto», conclude il sindaco, «che il nostro impegno, in tal senso, rappresenti un valore aggiunto per la Val di Zoldo. La montagna, la sua natura, la sua storia e la cultura, devono essere una formula, secondo noi, vincente. Quindi continueremo a promuovere iniziative e a sviluppare il nostro territorio secondo queste direttive. Mario Agostini Trentino | 10 Settembre 2017
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p. 32 Conferenze ed escursioni per la settimana della geologia VAL DI FASSA Coinvolta a pieno titolo anche la Val di Fassa nella “Settimana della geologia”, da domani a sabato. L’iniziativa che vede un fitto calendario di escursioni, laboratori ed e incontri con geologi, paleontologi, glaciologi e guide in diverse località del Trentino e dell’ampezzano, intende favorire la consapevolezza, in particolare nella popolazione residente nell’”arcipelago delle nove isole montuose” (che si estendono per 142 mila ettari, distribuiti tra cinque province e tre regioni) patrimonio dell’umanità Unesco. Tre le attività ospitate dalla valle ladina nel corso della settimana: si comincia martedì, alle 21, nel teatro parrocchiale di Campitello, con un po’ di teoria spiegata brillantemente dal glaciologo del Muse di Trento Christian Casarotto, protagonista della conferenza "La Marmolada e il suo ghiacciaio". Si prosegue il 13 alle 9.30 al Passo San Pellegrino con "Col Margherita Park", escursione nel nuovo parco tematico realizzato in collaborazione con il Muse di Trento e il geologo Claudio Valle, (ritrovo stazione a valle della funivia del Col Margherita; info al numero 331 9938100 - perla@visitmoena.it; prenotazione non obbligatoria). Si conclude il 15 alle 9 al Fedaia (ritrovo Bar Diga) con “Ai piedi della Marmolada", escursione alle pendici rocciose del Col di Bousc e della fronte del ghiacciaio della Regina delle Dolomiti, con il glaciologo Christian Casarotto e gli accompagnatori di media montagna di Fassa (prenotazioni: Sport Check Point della Val di Fassa, numero 340 1147382 - info@fassasport.com). La “Settimana della geologia” è promossa dalla Provincia di Trento con patrocinio della Rete Europea dei Geoparchi Egn. (e.s.) Trentino | 10 Settembre 2017
p. 46 The #FossilSeaChallenge, concorso per le sucole TRENTO L’acqua è un elemento costante della storia delle Dolomiti, presente nei processi di formazione delle rocce, nella loro evoluzione diagenetica, nella modellazione dei complessi carbonatici e delle limitrofe vallate fino ai giorni nostri, ove permane un suo ruolo importante nel rinnovare lo “skyline” di queste montagne, conosciute in tutto il mondo, che dal 2009 sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità. Si chiama The #FossilSeaChallenge il concorso che intende sostenere la conoscenza di questo Patrimonio dell’Umanità attraverso un contest tra tutte le classi delle Scuole Secondarie di secondo grado dei territori interessati dalle Dolomiti Bene Unesco (Provincia di Belluno, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia di Pordenone, Provincia autonoma di Trento e Provincia di Udine), che potranno cimentarsi in piccoli progetti di ricerca scientifica sperimentale, tecnico-scientifica o di divulgazione sui temi geologici 22 Rassegna Stampa – Settembre 2017
delle Dolomiti e del loro rapporto con l’acqua. I progetti possono essere di diverso tipo: lavori scientifici (sperimentali o compilativi), ma anche lavori di divulgazione scientifica sotto forma di video, fumetti, etc., utilizzando anche metodi informatici innovativi, schede, progetti di percorsi, progetti di monitoraggio ambientale ed altro. The #FossilSeaChallenge è stato promosso dalla Fondazione Dolomiti – Dolomiten – Dolomites – Dolomitis Unesco e dalla Provincia autonoma di Trento – Assessorato alle Infrastrutture e all’ambiente e Assessorato all’Università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo. All’iniziativa collaborano inoltre il Muse – Museo delle Scienze di Trento; il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo, l’Università degli Studi di Trento e il Dipartimento Affari Istituzionali e Legislativi della Provincia autonoma di Trento, in qualita` di coordinatore della Rete della Formazione e della Ricerca scientifica e della Rete del Patrimonio Geologico della Fondazione Dolomiti Unesco. La partecipazione al concorso è gratuita, le domande di partecipazione, redatte compilando la scheda allegata al bando, potranno pervenire dal 4 settembre 2017 al 31 ottobre 2017 alla Fondazione Dolomiti Unesco. (ma.be.) Trentino | 10 Settembre 2017
p. 46 Settimana della geologia alla scoperta delle Dolomiti TRENTO Un arcipelago di nove “isole” montuose, ognuna custode di un pezzo di storia del nostro pianeta. Questo è il patrimonio Dolomiti Unesco. Dall’11 al 16 settembre in occasione della “Settimana della geologia” saranno proposti sei giorni di escursioni, laboratori e serate divulgative per scoprire il territorio dolomitico in compagnia di geologi, paleontologi, glaciologi, guide e appassionati. Un racconto in cammino alla scoperta della vera essenza delle Dolomiti Unesco per un evento che unisce l’interesse di enti diversi, votati alla salvaguardia del territorio, alla ricerca e alla divulgazione scientifica, al coinvolgimento della popolazione su temi come la sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente, la conoscenza del paesaggio montano, la sua tutela. «Obiettivo della Settimana della geologia – spiega Riccardo Tomasoni, geologo del Muse e coordinatore dell’iniziativa - è promuovere la conoscenza del valore geologico ed estetico-paesaggistico delle Dolomiti Unesco. L’intento è favorire la diffusione di una “cultura geologica” quale patrimonio comune, per contribuire a formare cittadini informati sul valore, ma anche sulla vulnerabilità, del territorio in cui vivono rendendoli così più sensibili riguardo le azioni da mettere in atto». Predazzo nel corso del 1800, fu a lungo 23 Rassegna Stampa – Settembre 2017
frequentata dai maggiori geologi del tempo, da Humbolt a Von Buch, spinti dalle insolite sovrapposizioni di strati rocciosi osservati e riportati da Giuseppe Marzari – Pencati attorno alla località e in particolare ai “Canzocoli“. Qui le rocce vulcaniche primarie (intrusive) sovrastavano alle sedimentarie d’origine marina, e questo significava che le prime dovevano essere venute dopo e quindi risultare più giovani. Conclusione che sovvertiva completamente quanto avvallato sino a quel momento dalla geologia ufficiale che riteneva che le cose stessero all’opposto. Martedì 12 settembre la prima escursione guidata in programma partirà alle ore 9 da Passo Rolle per raggiungere Baita Segantini, la Val Venegia, malga Juribello. Sempre martedì 12 al Teatro Parrocchiale di Campitello la conferenza di Cristian Casarotto, glaciologo del Muse, dedicata alla Marmolada e al suo ghiacciaio. L’evento è organizzato dal Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo, Muse- Museo delle Scienze e Fondazione Dolomiti Unesco in collaborazione con Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, Parco Naturale Adamello Brenta Geopark, Rete di Riserve della Val di Fassa, Geoparc Bletterbach, Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, Museo Vittorino Cazzetta Selva di Cadore, Ski Area San Pellegrino e il patrocinio della Rete Europea dei Geoparchi - EGN. Info allo 0462 500366. Alto Adige | 10 Settembre 2017
p. 46 Come viaggiare nella storia geologica delle Dolomiti BOLZANO/TRENTO Si può viaggiare nel tempo e nella storia delle montagne? In quella geologica delle Dolomiti sì, basta percorrere con un pizzico di immaginazione il Geotrail Dos Capèl completamente rinnovato e riaperto lo scorso luglio, e per questo ci spostiamo, a livello regionale, nel territorio trentino ma sempre, in realtà, nel grande comprensorio del Latemar, che 24 Rassegna Stampa – Settembre 2017
territorialmente comprende anche la nostra provincia. Curato dal geologo Riccardo Tomasoni il nuovo Geotrail Dos Capel nel gruppo del Latemar è un progetto sviluppato seguendo un approccio ludico orientato alla scoperta e giocato attorno ad un denominatore comune, geologia e paesaggio. Il nuovo allestimento del sentiero geologico del Dos Capel è un invito alla lettura e alla comprensione della geologia e del paesaggio che ci circonda con un approccio giocoso e gioioso. alle rocce delle Dolomiti: Werfen, Basalto, Breccia verde, tracce di Lava, Calcare del Latemar. E ancora rocce cotte, spezzate e ripiegate, scogliere coralline, filoni vulcanici che contribuiscono a definire il paesaggio dolomitico con la sua rara bellezza. I contenuti sono coadiuvati da nuove efficaci illustrazioni realizzate dall’artista portoghese Bernardo Carvalho e accompagnate da semplici testi esplicativi. Le postazioni, 13 in tutto, rappresentano ognuna un piccolo laboratorio all’aperto ove cogliere e approfondire le sfaccettature di un territorio e della sua antica e recente evoluzione e riflettere sul suo futuro e sul ruolo dell’uomo nel determinarlo. Si parte e si arriva dalla stazione a monte della seggiovia, poco sotto Passo Feudo dopo aver percorso un circuito di circa 3 chilometri e mezzo e con un contenuto dislivello di 268 metri che lo rende accessibile anche alle famiglie. Un percorso di media difficoltà, da coprire in circa 3 ore. Alla partenza si arriva con gli impianti che salgono da Predazzo Gardonè o da Pampeago, e dunque parliamo di un’area che fa capo anche alla nostra zona di Obereggen, da dove volendo si può partire per raggiungere comodamente, appunto, Pampeago e/o Predazzo. La prima postazione è una barca, a testimoniare la presenza, un tempo, del mare. Mentre si sale si attraversano pareti rocciose con varie stratificazioni, orizzontali, verticali o ripiegate, risultato dello scontro tra le placche tettoniche. Continuando sul sentiero, su un tratto pianeggiante, una parete di roccia con un calco della vertebra di un ittiosauro. Dopo aver raggiunto un punto panoramico la strada sterrata lascia il posto ad un sentiero da dove si osservano alcune rocce a strisce bianco - nere, perché la lava del vulcano di Predazzo, con le eruzioni avvenute 238 milioni di anni fa, si intrufolò nella roccia calcareo-dolomitica. Dopo alcuni tornanti si raggiunge la cima del Dos Capèl dove è stato posizionato un cerchio di metallo sul quale sono evidenziate tutte le montagne. Il sentiero prosegue con un breve tratto pianeggiante, per poi scendere a zig- zag verso il Latemar, ricongiungersi alla strada forestale e infine rientrare a Passo Feudo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
12 SETTEMBRE 2017 L’Adige | 12 Settembre 2017
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p. 43 Alla scoperta della geologia dal vivo PREDAZZO Da oggi a sabato 16 è in programma la «Settimana della Geologia», organizzata dal Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo e dal Muse, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco, il Parco Naturale di Paneveggio Pale di San Martino, il Parco Adamello Brenta, la Rete di Riserve della Val di Fassa, il Geoparc Bletterbach, il Parco Naturale delle Dolomiti di Ampezzo, il Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore e la Ski Area di San Pellegrino, con il patrocinio della Rete Europea dei Geoparchi. Una settimana di escursioni, laboratori e serate divulgative, alla scoperta del territorio dolomitico, in compagnia di geologi, paleontologi, glaciologi, guide ed appassionati. Quattro i laboratori previsti: il primo si è tenuto ieri, presso il Museo di Predazzo, sul tema sarà «Minerale o fossile? Scopriamo la grande Geodiversità delle Dolomiti»; giovedì 14, nel Museo di Selva di Cadore, è in programma «Un viaggio dolomitico», per ripercorrere le tappe dell'evoluzione geologica delle Dolomiti; venerdì 15, visita al Museo di Cortina e laboratorio per capire come si stratificano le rocce; infine sabato 16, ancora a Predazzo, incontro sul tema «Rocce rosse come le rose». Tutti gli appuntamento sono previsti alle 17. La tariffa è di 4 euro. Poi le conferenze: oggi, martedì 12 presso il teatro parrocchiale di Campitello di Fassa per parlare di «Marmolada ed il suo ghiacciaio»; domani, mercoledì 13, alla Casa del Parco di Carisolo «Sui passi dei pionieri: la geologia del Parco»; giovedì 14 nell'aula magna del municipio di Predazzo, alle 21, sul tema «Le Dolomiti raccontano - 300 milioni di anni di storia»; venerdì 15 nella Casa parrocchiale di Aldino, alle 19.30, u «La miniera del Taubenleck nella gola del Bletterbach: mineralogia, geologia e storia mineraria»; sabato 16 infine, nel Museo di Cortina, si parlerà dei fossili del museo Zardini. Numerose le escursioni, a partire da quella alla Baita Segantini, in Val Venegia e a Malgas Juribello martedì 12 e, nello stesso giorno, nei territori della Tofana di Roces e del Lagazuoi. domani, escursione al nuovo parco tematico del Col Magherita, il 14 sul rinnovato sentiero geologico del Dos Capèl, sopra Predazzo, e, in serata, nelle splendide zone del Pian della Nana e dei pascoli attorno al Monte Peller, il 14 nel parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, il 15 nella Gola del Bleterbach ed ai piedi della Marmolada, sabato 16 infine nella zona del Pian della Nana, con ritrovo a Cles. Una settimana di grandi emozioni, in alcune delle aree più affascinanti delle Dolomiti, tutte da conoscere e da vivere. Trentino | 12 Settembre 2017
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p. 12 La settimana della geologia La settimana della geologia (fino a sabato) Predazzo, Museo geologico delle DolomitiPREDAZZO La settimana della geologia, fino a sabato, al Museo geologico delle Dolomiti, in piazza Santi Filippo e Giacomo 1, a Predazzo. Un arcipelago di nove "isole" montuose, ognuna custode di un frammento di storia del nostro pianeta. Questo è il patrimonio Dolomiti Unesco. Un patrimonio di tutti, da vivere, conoscere e valorizzare. La Settimana della geologia propone sei giorni di escursioni, laboratori e serate divulgative per scoprire il territorio dolomitico in compagnia di geologi, paleontologi, glaciologi, guide e appassionati. Un racconto in cammino alla scoperta della vera essenza delle Dolomiti Unesco. (c.l.) Alto Adige | 12 Settembre 2017
p. 33 Dolomiti, i motori elettrici per salvare l’ambiente di Ezio Danieli GARDENA/BADIA Grande successo di Ecodolomites, la manifestazione tenutasi sabato scorso per valorizzare le Dolomiti. La tutela di questo bene prezioso è stata messa in primo piano con le due vallate ladine, Val Gardena e Alta Badia, che hanno deciso di unire le loro forze e competenze per trovare soluzioni concrete e soprattutto ecosostenibili per far si che la bellezza della natura dolomitica possa essere conservata anche in futuro. Per risolvere il diffuso problema del traffico nelle vallate dolomitiche e delle emissioni annesse ad esso, le due destinazioni turistiche hanno fatto in modo di favorire l’utilizzo di veicoli elettrici, i quali offrono vantaggi e benefici molto interessanti a favore dell’ambiente dolomitico. Le Dolomiti sono indubbiamente uno dei paesaggi più ammirati del mondo, grazie alla loro rara eleganza, autenticità, unicità geologica e morfologica. Ecodolomites 2017, che è partita da Ortisei, ha posto in primo piano proprio la tutela di questo prezioso patrimonio: in occasione della manifestazione, infatti, i quattro passi delle Dolomiti (Sella, Pordoi, Campolongo e Furcia) hanno fatto da palco per i veicoli elettrici. La Val Gardena, da sempre sensibile a questi grandi temi, ha trovato il modo di sfruttare le competenze per cercare delle soluzioni concrete e soprattutto sostenibili per fare 27 Rassegna Stampa – Settembre 2017
in modo che la bellezza e l’unicità della natura dolomitica possano essere conservate e valorizzate anche in futuro. L’idea è quella di unire due bisogni essenziali della società contemporanea: il piacere della guida e la responsabilità e coscienza ecologica, il tutto incastonato nel magnifico scenario delle Dolomiti. Di conseguenza, per risolvere il problema del traffico nelle vallate dolomitiche e delle emissioni ad esso connesse, la Gardena ha scelto di favorire l’utilizzo di veicoli elettrici, che offrono indubbiamente dei vantaggi e dei benefici per l’ambiente. Tecnologici, moderni ed ecologici, i veicoli elettrici - c’erano auto, moto ed anche autobus che sono stati in mostra ad Ortisei - hanno partecipato ai "sali e scendi" tipici dell’ambiente alpino con la possibilità di immergersi nel cuore delle Dolomiti sottoponendo i loro motori a un test: la sfida consisteva nell’utilizzare la minore quantità di energia possibile per percorrere circa 100 chilometri e 3.000 metri di dislivello. Una sfida che ha messo in gioco abilità e competenze, all’insegna della salvaguardia dell’ambiente e dei delicati equilibri di un paesaggio naturale unico al mondo.
13 SETTEMBRE 2017 Trentino | 13 Settembre 2017
p. 51 Il patrimonio delle Dolomiti TRENTO Un arcipelago di nove “isole” montuose, ognuna custode di un frammento di storia del nostro pianeta. Questo è il patrimonio Dolomiti Unesco. Un patrimonio da vivere, conoscere e valorizzare. Dall’11 al 16 settembre la Settimana 28 Rassegna Stampa – Settembre 2017
della geologia propone sei giorni di escursioni, laboratori e serate divulgative per scoprire il territorio dolomitico in compagnia di geologi, paleontologi, glaciologi e guide. Un racconto in cammino alla scoperta della vera essenza delle Dolomiti. Un evento che unisce l’interesse di enti diversi, votati alla salvaguardia del territorio, alla ricerca e alla divulgazione scientifica, al coinvolgimento della popolazione sulla sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente montano. Trentino | 13 Settembre 2017
p. 39 Fassa, i turisti apprezzano i mezzi pubblici VAL DI FASSA Come si staglia una stagione estiva da incorniciare, con aumenti di presenze sia a luglio (+3,7%) sia ad agosto (+1,6%), altrettanto chiaramente in Val di Fassa si delinea il punto debole del sistema turistico locale: la mobilità. «È una priorità - sostiene Fausto Lorenz, presidente dell’Apt ladina - che richiede interventi strategici che diano un assetto alla valle in grado d’incrementare la qualità della vita dei residenti nonché degli ospiti». Pur sapendo che, in questi anni, non si può contare su finanziamenti significativi per realizzare opere pubbliche, quali circonvallazioni o linee ferroviarie, secondo Lorenz si può agire però su viabilità e mobilità con soluzioni innovative. «I dati dell’uso dei mezzi pubblici di luglio e agosto (del +20% e +27% rispetto al 2016) indicano che il servizio è apprezzato e andrebbe potenziato per ridurre le auto in movimento. In tal senso, dove possibile, si potrebbe allargare l’asse viario per creare corsie preferenziali per gli autobus, che, in ogni caso, si spostano lungo l’unica via di comunicazione di fondovalle che va decongestionata. Perciò alla mobilità su gomma si potrebbero affiancare impianti a fune in linea». Le cabinovie, avanguardia nel trasporto pubblico delle principali metropoli, in Fassa, tra l’altro, rappresenterebbero un’unicità nell’arco alpino. «L’aspetto interessante di un sistema sostenibile, attivo nelle diverse stagioni e rispettoso delle Dolomiti-Unesco, è che oltre a offrire un’alternativa alle automobili, si può realizzare a tranche, quindi con investimenti mirati al singolo intervento. Si potrebbe iniziare lì dove il traffico è più consistente per poi coinvolgere il resto della valle: con pochi interventi si metterebbero in rete tutti i paesi, compresi Mazzin e Soraga, dove attualmente non ci sono collegamenti impiantistici». Per Lorenz, contando anche sul “know-how” valligiano in tema d’impianti, una prima linea potrebbe collegare Campitello a Canazei e Alba, raccordando i tre accessi al Sellaronda: «Questa soluzione, aperta naturalmente alla partecipazione dei privati (anche per una possibile gestione), trasporterebbe d’inverno gli sciatori, riducendo il numero skibus sulla strada e ovviando anche all’assenza di una pista di rientro a Campitello. D’estate, invece, gli ospiti viaggerebbero a bordo di cabine capaci di proporre una visitazione del territorio attrattiva anche per la clientela medio-alta che sceglie mete dove la qualità è di casa». Benché il sistema d’impianti in linea presenti 29 Rassegna Stampa – Settembre 2017
vantaggi in termini di celerità di realizzazione, scarsa occupazione del territorio e sia paesaggisticamente poco impattante, richiede fondi che, per ora, anche con il contributo dei privati non sono disponibili. «Ritengo - conclude Lorenz - che per migliorare la performance della destinazione, con interventi dai risvolti positivi per l’intero sistematurismo, si possa attingere dalla tassa di soggiorno. La mobilità è la sfida da vincere per distinguerci come località dolomitica d’eccellenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Alto Adige | 13 Settembre 2017
p. 27 Bletterbach, escursione con gli scienziati ALDINO “Dolomiti, Patrimonio da vivere”, è il tema della settimana della geologia dall’11 al 16 settembre con un calendario ricco di escursioni, laboratori e conferenze nel Patrimonio Dolomiti Unesco. Venerdì, 15 settembre l’iniziativa fa tappa al Geoparc Bletterbach ad Aldino. La Fondazione Dolomiti Unesco, il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo ed il Muse – Museo delle Scienze di Trento nella settimana dall’ 11 al 16 settembre insieme a diversi partner sul territorio offrono la possibilità di conoscere e vivere le Dolomiti. Il ricco programma prevede sei giorni di escursioni, laboratori e serate divulgative per scoprire il territorio delle Dolomiti, dalle Dolomiti di Brenta al Cadore, dal Bletterbach alle Dolomiti Ampezzane insieme a geologi, glaciologi, guide e palentologi. Venerdì, 15 settembre tocca al Geoparc Bletterbach ospitare la settimana della geologia. La mattina è previsto una visita guidata della gola con Riccardo Tomasoni e Massimo Bernardi. I due scienziati accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle origini delle Dolomiti, attraverso variopinti strati di arenaria e calcare, a caccia delle tracce fossili di antichi rettili preistorici. Il punto di ritrovo è alle ore 9.30 presso il Centro Visitatori di Aldino, la prenotazione è richiesta al tel. 0471 886946 o via e-mail a info@bletterbach.info. La sera alle ore 19.30 presso la Casa Parrocchiale invece Paolo Ferretti parlerà della miniera del Taubenleck. I cosiddetti “Knappenlöcher” – delle vecchie miniere nelle vicinanze della gola del Bletterbach – testimoniano i tentativi di estrarre dei minerali preziosi nella zona di Aldino e Redagno. Tentativi purtroppo senza successo, per questo motivo la località è stata chiamata “angolo sordo”, ovvero in tedesco “taubes Eck” – oggi Taubenleck. L’anno scorso però è stata fatta una scoperta inaspettata. 30 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Corriere delle Alpi | 13 Settembre 2017 p. 24 Turismo sostenibile per chi è disabile con il Parco e l’Aipd FELTRE Parco delle Dolomiti e Associazione italiana persone Down promotori di un nuovo approccio alla conoscenza del territorio attraverso una tipologia di turismo lento, in un'ottica ecosostenibile. Il progetto si chiama "SlowDown rallentare per osservare, conoscere e crescere", e parte questa settimana con l'obiettivo di promuovere la qualità di vita di tutte le persone attraverso una garanzia di fruibilità delle risorse naturali dell'area protetta. Sono previste dieci escursioni domenicali nell'arco di due anni da qui al settembre 2019 che coinvolgono persone con disabilità e non di varie fasce d'età. Alle uscite parteciperanno, oltre all'Aipd Belluno, anche persone di altre realtà provinciali che operano nel campo della disabilità: Assi Belluno e Centro diurno "Medaglie d'oro" Feltre, della Usl 1 Dolomiti, e anche coetanei dei partecipanti con sindrome di Down di età dai 6 ai 12 anni.Per il Parco delle Dolomiti è importante il concetto di ecosostenibilità e per l'Aipd l'iniziativa guarda al benessere psico-fisico delle persone con sindrome di Down di ogni età. La prima sarà domenica 17, in Val Canzoi, con punto di ritrovo al centro "La Santina" alle 10. Nel pomeriggio, dopo la camminata e il pranzo in struttura inserita nel circuito Carta qualità del Parco, verranno svolte attività di condivisione e approfondimento, prendendo spunto sia da esperienze vissute durante l'escursione, sia dai vari aspetti di paesaggio, arte e cultura tipici del territorio. Nell'ambito del progetto ci saranno inoltre, a breve distanza da ciascuna uscita, incontri dedicati alla rielaborazione delle gite con fotografie e schede di valutazione ad alta comprensibilità, in cui saranno coinvolti adulti con sindrome di Down. Inoltre, l'artista Giovanni Sogne condurrà insieme a Nelso Salton laboratori per bambini con sindrome di Down e coetanei. Attraverso l'espressione musicale e plastica i giovani esprimeranno il proprio vissuto riprendendo quanto sperimentato e raccolto nel corso delle uscite. Il progetto prevede anche l'organizzazione di due "Campus week-end" per famiglie, all'interno del Parco. È prevista infine la realizzazione di una guida dal titolo "SlowDown-per un turismo slow, dolce e accessibile", utilizzando i materiali e documenti raccolti in occasione delle gite, integrati dalle informazioni che il Parco fornisce su tradizioni popolari e prodotti tipici del territorio. E non mancherà un drone, che seguirà le escursioni per realizzare un filmato dall'alto ad ulteriore diffusione e promozione del progetto. (sco)
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14 SETTEMBRE 2017 Alto Adige | 14 Settembre 2017
p. 26 Domani due appuntamenti per conoscere il Bletterbach ALDINO La Fondazione Dolomiti UNESCO, il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo ed il MUSE – Museo delle Scienze di Trento nella settimana dall’ 11 al 16 settembre insieme a diversi partner sul territorio offrono la possibilità di conoscere e vivere le Dolomiti. Domani tocca al Geoparc Bletterbach. La mattina è prevista una visita guidata della gola con Riccardo Tomasoni e Massimo Bernardi. I due scienziati accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle 32 Rassegna Stampa – Settembre 2017
origini delle Dolomiti, attraverso variopinti strati di arenaria e calcare, a caccia delle tracce fossili di antichi rettili preistorici. Il punto di ritrovo è alle ore 9.30 presso il Centro Visitatori di Aldino, la prenotazione è richiesta al tel. 0471 886946 o via e-mail a info@bletterbach.info. La sera alle ore 19.30 presso la Casa Parrocchiale invece Paolo Ferretti parlerà della miniera del Taubenleck. I cosiddetti “Knappenlöcher” – delle vecchie miniere nelle vicinanze della gola del Bletterbach – testimoniano i tentativi - caduti nel vuoto - di estrarre inerali preziosi nella zona di Aldino e Redagno. Alto Adige | 14 Settembre 2017
p. 33 Badia, il piano di mobilità per tutelare i Passi di Ezio Danieli BADIA Sì del consiglio comunale di Badia al piano provinciale della mobilità con alcune osservazioni. Le più significative riguardano una regolamentazione del traffico sui passi e la possibilità che in futuro possa essere istituito un servizio di Citybus fra Badia e le frazioni. Il consiglio è d'accordo sul collegamento, mediante autobus, ogni mezz'ora da e per Brunico. Si è espresso anche a favore del collegamento ferroviario fra Bolzano e Cortina sostenendo che è l'unico sistema valido per frenare in qualche modo il traffico che resta il problema principale anche della vallata. Il nuovo collegamento partirebbe da Bolzano e arriverebbe fino a Cortina d'Ampezzo, attraversando l'altipiano dello Sciliar, la Val Gardena, Passo Gardena, la parte alta della Val Badia, Passo Valparola e Passo Falzarego per un percorso di circa 85 chilometri. Il treno partirebbe da Bolzano seguendo la linea del Brennero fino a Prato Isarco. Giunto a quel punto, il convoglio abbandonerebbe la tratta caratterizzata dalle tradizionali coppie di rotaie e passerebbe sulla ferrovia 33 Rassegna Stampa – Settembre 2017
a cremagliera. Questa soluzione, sottolinea Sad che ha valutato il progetto, permetterebbe al treno di superare elevate pendenze e, quindi, garantirebbe la realizzazione di un tracciato in grado di adattarsi alla morfologia del terreno e quindi, allo stesso tempo, di diminuire la lunghezza della linea e di ridurre la realizzazione di grandi opere come viadotti e gallerie. Si tratta di un percorso completamente nuovo. Una volta lasciato Prato Isarco, il treno seguirebbe la cremagliera attraverso le stazioni di Fiè, Siusi, Castelrotto, Pontives, Ortisei, Santa Cristina, Selva, Plan de Gralba, Passo Gardena, Colfosco, Corvara, La Villa, San Cassiano, Passo Falzarego, Cinque Torri e Procol per concludere il suo viaggio a Cortina circa in due ore e un quarto. Il progetto prevede una spesa di 1,6 miliardi di euro e il lavori potrebbero partire nel 2020. Sei anni dopo, nel 2026, infatti, è previsto il completamento del tunnel di base del Brennero ed è proprio questo aspetto ad essere determinante per la realizzazione del Treno delle Dolomiti. Unanimità in consiglio comunale per la "Spilla d'oro", massimo riconoscimento del Comune, al direttore della banda musicale del paese badiota Federico Pescoller , personaggio conosciuto ed apprezzato da tutta la comunità. La proposta del sindaco Frenademetz e della giunta ha trovato tutti d'accordo. Da oltre 40 anni nella banda, Pescoller è diventato una vera istituzione a Badia, dove fa anche l'insegnante di musica. Ha 58 anni e si è sempre distinto nel settore della musica, tanto da aver sempre messo a disposizione degli altri la sua grande competenza. Dice il sindaco che questa onorificenza «è fermamente dovuta perché Pescoller ha sempre aiutato lo sviluppo dell'attività a Badia diventando un punto di riferimento per tutti. La Spilla d'oro che il Comune ha deciso di conferirgli è un segnale importante oltre che meritato per un uomo cui la comunità di Badia deve molto per la sua attività musicale e non solo». Approvata anche una variazione al bilancio di 800 mila euro che sono destinati alla sistemazione di ponti e strade, alla protezione civile e ai contributi ad enti ed associazioni del Comune di Badia. Corriere delle Alpi | 14 Settembre 2017
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p. 27 Promosso il Tre Cime Trekking AURONZO La prima edizione del Tre Cime Trekking Festival di Auronzo è andata in archivio strappando un pieno di consensi. La rassegna di fine estate dedicata all'escursionismo, organizzata dal Comune di Auronzo e dal consorzio turistico Tre Cime Dolomiti in collaborazione con le guide alpine Edelweiss, ha offerto al territorio un evento nuovo nel suo genere che, proprio per questo motivo, è stato particolarmente apprezzato. È così che il sindaco Tatiana Pais Becher annuncia: «Siamo pronti per lanciare la seconda edizione. I numeri della prima edizione, molto apprezzata sia dai turisti che dai nostri concittadini, ci spingono a trasformare il Tre Cime Trekking in un appuntamento fisso dell'ultima settimana di agosto. In vista del prossimo anno puntiamo ad aumentare la sinergia con la Fondazione Dolomiti Unesco che ha patrocinato la prima edizione».Soddisfatta anche Francesca De Michiel, consigliere del consorzio turistico Tre Cime Dolomiti: «È stata una settimana interamente dedicata al trekking. Una rassegna finalizzata al vivere la montagna in tutte le sue sfaccettature. È importante per noi ribadire il profondo legame tra cultura e territorio valorizzando e potenziando la nostra realtà sia per i residenti che per i turisti. Oltre agli ospiti, ci fa piacere che siano state molto gradite le escursioni organizzate dalle guide alpine Edelweiss così come il photo day sui Cadini». Appuntamento quindi ad agosto del 2018 quando, nelle intenzioni degli organizzatori, il programma sarà ulteriormente implementato con momenti dedicati ad arte e musica. Gianluca De Rosa Gazzettino | 14 Settembre 2017
p. 9 edizione Belluno Turismo, al lavoro per promuovere l’Alta Via 2 PEDAVENA Come rilanciare e promuovere adeguatamente il tratto finale dell'Altavia 2? È questa una delle domande per le quali il Consorzio turistico Dolomiti Prealpi, all'interno del progetto di valorizzazione del Feltrino, finanziato dal Fondo per i Comuni confinanti, cerca una risposta comunitaria, coinvolgendo tutti i soggetti potenzialmente interessati al rilancio del tratto di Altavia compreso tra il Parco di Paneveggio e Feltre. La prima riunione sul tema si è tenuta martedì pomeriggio, nella sala riunioni della Birreria Pedavena. «L'Altavia 2 unisce due parchi naturali, Parco di Paneveggio e 35 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, di straordinaria importanza, naturalistica ma anche culturale - dichiara Diego Gallo di Etifor, consulente per il consorzio - L'Altavia 2 al momento vede il fenomeno turistico concentrarsi nella parte nord, con la stragrande maggioranza degli escursionisti che una volta arrivati al Passo Cereda scende a valle, evitando così la traversata delle Vette Feltrine. Questo è dovuto a diversi fattori, dalla difficoltà di alcuni tratti del percorso alla mancanza di adeguati collegamenti con Feltre e la pianura. Ma alla base c'è prima di tutto il cambiamento del tipo di turismo: al giorno d'oggi si fanno più vacanze nel corso dell'anno ma più brevi. Di conseguenza il mercato turistico chiede dei prodotti fruibili nel weekend o nel cosiddetto long weekend. Penso ad esempio a proposte la traversata delle Vette Feltrine, o L'anello del Cimonega o ancora all'Altavia dei Parchi». All'incontro erano presenti anche Tarcisio De Florian e Stefano Zannini, responsabili delle commissioni sentieri del Sat e del Cai di Feltre, i quali hanno evidenziato come una delle criticità è il Passo del Comedon ha spiegato De Florian un passaggio alpinistico che non è facile rendere fruibile al grande pubblico. È questo uno dei motivi per il quale quasi tutti coloro che fanno l'Altavia 2 si fermano al Passo Cereda. Occorre studiare un'alternativa più semplice per raggiungere il Rifugio Boz. Noi ci stiamo lavorando da un paio d'anni, migliorando anche la segnaletica, ma non abbiamo ancora ufficializzato la cosa, perché quando si creano dei percorsi ufficiali ci sono delle responsabilità e dobbiamo essere certi che i percorsi siano perfettamente preparati».
15 SETTEMBRE 2017 Corriere delle Alpi | 15 Settembre 2017
p. 27 Settimana geologica, ultimi due eventi CORTINA Si conclude domenica la settimana organizzata dal museo geologico delle Dolomiti di Predazzo e dal museo delle Scienze di Trento (e a cui collaborano le Regole d'Ampezzo). Sei giorni di escursioni, laboratori e serate divulgative per scoprire il territorio dolomitico in compagnia di geologi, paleontologi, glaciologi, guide e appassionati. Dalle Dolomiti del Brenta al Cadore, dal Bletterbach a Cortina, passando per le valli di Fiemme e Fassa. Restano due appuntamenti. Oggi pomeriggio è in programma un incontro dedicato ai ragazzi e alle famiglie. Alle 17, al museo Paleontologico Rinaldo Zardini, viene proposto, a cura di Doriano Fossen, "A spasso nel tempo geologico".Una visita al museo Paleontologico, per riflettere sull'evoluzione delle Dolomiti e sull'importanza fossile, e un'attività laboratoriale per capire come si stratificano le rocce, osservando fossili originali e calchi in gesso di varie specie da collocare nella scala del tempo. L'appuntamento è a pagamento, con un costo di 4 euro a persona. Domani sera si terrà invece una conferenza. La geologa ampezzana Chiara Siorpaes spiegherà al pubblico i fossili del museo Zardini. Esemplari e testimonianze del Parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo e dei territori limitrofi. L'appuntamento, ad ingresso gratuito, è alle 20.30 a Pontechiesa. (a. s.) 36 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Gazzettino | 15 Settembre 2017
p, 23 edizione Pordenone “La globalizzazione è uno sfruttamento” Accaparramento di terre, distruzione della biodiversità tramite i prodotti chimici e gli ogm, saccheggio delle risorse e dei saperi, sementi rese sterili. Per Vandana Shiva, questi fatti corrispondono a una guerra condotta contro la natura. Difendendo i diritti della terra si difendono i diritti dell'umanità. E lei scienziata ed ecofemminista - la sua guerra la conduce da anni con tenacia e caparbietà. Un impegno che le è valso ieri durante Pordenonlegge la consegna da parte dell'assessora regionale Santoro, in qualità di presidente della fondazione Dolomiti Unesco, del primo Premio Dolomiti Unesco, in virtù della sua instancabile opera di comunicazione per una presa di coscienza collettiva. Il primo nemico da combattere per Shiva è la globalizzazione, da non confondere con la cittadinanza planetaria. «La globalizzazione spiega - è un progetto globale di predazione commerciale iniziato secoli fa con Colombo (al servizio di principi bianchi cristiani) e il colonialismo. Quello che è stato chiamato libero scambio ha in realtà eliminato la libertà e creato un monopolio». Una predazione su scala globale che si contrappone all'economia locale e ai prodotti locali, che rappresentano la cultura, l'economia e l'identità dei popoli. Un esempio molto chiaro viene dal settore tessile. L'Inghilterra ha voluto togliere all'India il suo primato nella produzione tessile (arrivando persino a tagliare i pollici alle donne per impedire loro di tessere, secondo le raffinate tecniche tradizionali): ha reso gli africani in schiavitù 37 Rassegna Stampa – Settembre 2017
deportandoli in America dove si coltivava il cotone che poi tornava in India per essere lavorato. Cose del passato? No. Oggi il campo di battaglia è la proprietà dei semi realizzati con tecniche Ogm «ma il seme significa vita che rinasce da sola: non può essere posseduta da nessuno!». Controllare i semi, significa controllare la vita sulla terra, bisogna ribellarsi, con cause legali o con la disobbedienza civile. Ed ecco il quadro globale: una immensa ricchezza si sta concentrando sempre più nelle mani di pochi, veniamo avvelenati da pesticidi e fertilizzanti (tra cui spicca per pericolosità il glifosato), il cibo è sempre più scadente, ci ammaliamo e la Terra ci manda i suoi segnali di allarme con manifestazioni climatiche e meteorologiche estreme. Soluzione? Una resistenza civile ispirata a Gandhi: consumo di prodotti locali e biologici, se si può coltivare il proprio cibo. A Stephen Hawking che indica la salvezza dell'umanità, pena l'estinzione, nel trasferirsi su altri pianeti, Shiva dice: «È un'assurdità, combattiamo insieme per la nostra bella madre terra. Unitevi al movimento Seed freedom (sito internet anche in italiano ndr)».© riproduzione riservata
16 SETTEMBRE 2017 Trentino | 16 Settembre 2017
p. 10 Giacimenti culturali, la geologia unisce tutti di Maddalena Di Tolla Deflorian La geologia è natura, storia e cultura. Può essere parte di dinamiche socio-economiche positive? Sembra una buona domanda per la Settimana della geologia, che termina oggi e che propone fra Trentino, Alto Adige, Veneto, laboratori, conferenze, uscite guidate. Lo abbiamo chiesto a Marcella Morandini, Segretaria Generale appassionata di Fondazione Dolomiti Unesco, nata e cresciuta a Predazzo, luogo di culto per la storia della cultura geologica e 38 Rassegna Stampa – Settembre 2017
scientifica. «Il sottotitolo della settimana della geologia è evocativo: Dolomiti patrimonio da vivere - esordisce Divulgare il valore geologico non è semplice. I tempi geologici sono di difficile comprensione, spiegare perché le Dolomiti hanno un eccezionale valore universale richiede uno sforzo. Se si ha la fortuna di camminare accompagnati da un geologo, frequentare un centro-visita dedicato, seguire una conferenza, partecipare a un laboratorio, cose che accadono in questi giorni, tutto diventa più semplice. La mente si apre e cominciamo a immaginare che quel posto meraviglioso in cui ci troviamo, 200 milioni di anni fa assomigliava a una spiaggia tropicale». La riflessione rientra in quelle che si sarebbero dovute diffondere quest’ anno, dichiarato dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale del Turismo Sostenibile” per lo sviluppo economico. In realtà gli eventi tragici, la crisi economica, il dibattito politico, hanno distratto molto, anche nella nostra regione, dal confronto che le Nazioni Unite avevano ipotizzato. Il punto nodale per le Alpi emerge dal documento programmatico: “Con le giuste politiche il turismo può contribuire a generare eguaglianza, preservare ecosistemi e biodiversità, proteggere il patrimonio storico, naturale, culturale; offrire soluzioni a molte delle sfide pressanti che il nostro mondo affrontando. Un turismo inclusivo e partecipativo può fare da apripista al dialogo, favorire una mutua comprensione, supportare gli sforzi nella creazione di una cultura di pace”. Molto più del PIL, insomma. Come riescono le algide rocce a produrre qualcosa di simile? Esploriamo alcuni esempi. La Settimana della Geologia ha un primo valore che finora è stato ancora poco messo in campo: unire, almeno per un evento, territori ancora distanti sulle politiche turistiche. «Il Bene Dolomiti UNESCO è fra i più complessi per la gestione (seriale su 9 sistemi, 5 province e 3 regioni). La governance si basa sulle reti. Nella divulgazione ciò emerge in maniera forte – commenta Morandini - Il valore di iniziative come la Settimana sta anche nel riuscire e mettere in connessione soggetti diversi che si occupano della divulgazione, dal Brenta alle Dolomiti Friulane, trasmettendo ai turisti e alle comunità locali il fatto di condividere uno stesso Bene Comune, Patrimonio dell'Umanità». Il valore alla base di un “pensiero turistico” deve essere riconosciuto; eccolo, ancora secondo Morandini: «Nel corso della storia, geologi provenienti da tutto il mondo hanno percorso le Dolomiti facendo scoperte sensazionali. Queste montagne sono uniche perché nelle rocce si sono fossilizzati gli ambienti del passato remoto della Terra; si trovano eccezionali tracce dell’ evoluzione della vita negli ultimi 280 milioni di anni. Esistono ancora molte rocce inesplorate, questo apre la strada a nuove scoperte. La geologia ha lasciato un’incredibile eredità a questo territorio; è a partire da questa che il paesaggio dolomitico ha potuto diventare ciò che vediamo oggi. La geologia delle Dolomiti è una ricchezza da comunicare e far conoscere a tutti i livelli ma va anche preservata, per questo serve ragionare sulla geo-conservazione e sul geo-turismo». Luoghi, piccoli comuni che rischiano marginalità, scarsa plasticità o autonomia economica e culturale, si avvantaggiano valorizzando la geologia in loco. Citiamo il Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore (con soli 500 abitanti conteggia 7.000 visitatori), che ci spiega Morandini, vanta “un allestimento unico nel suo genere sulla nascita della Dolomiti e il racconto dei dinosauri che hanno lasciato le loro tracce sul Pelmetto. Il museo è famoso anche perché custodisce una eccezionale sepoltura di una cacciatore del Mesolitico sulle Alpi, l'Uomo di Mondeval. (più antico di Oetzi).” In Trentino citiamo l’esperienza del Museo della Geologia di Predazzo, che stava declinando, dopo una storia gloriosa sin dall’Ottocento. L’amministrazione comunale, con un atto di umiltà, ha messo da qualche anno nelle mani del Muse il suo rilancio. Così grazie a un cospicuo investimento di due milioni di euro per rinnovare gli allestimenti, oggi i visitatori (16.000 nel 2016, raddoppianti dal rilancio) e i ricercatori sono tornati a popolare le sale e i luoghi in campo aperto. Predazzo è un caso-emblema: non è un luogo impoverito ma un luogo “ricco”, dove il rischio delle monoculture turistiche è evidente. La forza di un’offerta culturale centrata su territorio e scienza è un fattore sociale ed economico generativo. Altro caso-scuola da citare è il Geoparc alla Gola del Bletterbach, dotato anche di Museo, in Alto Adige. Il piccolo comune di Aldino vanta un luogo eccezionale, e ha saputo farne un polo di attrazione che raccoglie fino a 60.000 visitatori ogni anno. Tornando ai modi per dare visibilità ai giacimenti culturali (e geologici), citiamo alcuni nuovi strumenti: the #FossilSeaChallenge’, bando di concorso per scuole secondarie su progetti di divulgazione scientifica. Citiamo anche Visitdolomites.com, nuovo portale web che racconta al mondo le Dolomiti: raccoglie in un unico spazio tutti i musei e centri visita sulla geologia.
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17 SETTEMBRE 2017 Trentino | 17 Settembre 2017
p. 54 Lungo i sentieri in alta quota verso i tanti rifugi del gusto di Marco Benedetti TRENTO Il 20 settembre non è più l’ultima data utile per salire verso uno dei numerosi rifugi del Trentino. Sono sempre più infatti le strutture che prolungano dopo questa data l’apertura, per regalare agli escursionisti e agli alpinisti l’esperienza di una montagna meno affollata, di giornate ancora lunghe e con tempo più stabile, colori e luci più vivi. In Val di Fassa ad esempio dal 23 settembre all’8 ottobre va in scena una nuova edizione de I rifugi del gusto in Val di Fassa che lancia anche la ricca proposta autunnale della vallata ladina. I presidi alpini che partecipano all’iniziativa sono distribuiti tra i principali gruppi montuosi di Fassa e nel corso di queste due settimane (alcuni anche per un periodo più prolungato) propongono una serie di specialità culinarie per lo più realizzate con alimenti a chilometro zero (primo piatto e dolce: 12 euro; piatto unico e dolce 18 euro): un modo per conoscere e apprezzare il territorio nei suoi molteplici aspetti. I rifugi coinvolti nell’iniziativa sono: Fuciade (aperto fino al 15.10) al San Pellegrino, Baita Cuz (fino al 30.10) al Buffaure; Contrin (fino a 8.10), Marmolada E. Castiglioni (sempre aperto) e Cima Undici (fino al 15.10) nel gruppo della Marmolada; Des Alpes (fino al 10.10), Carlo Valentini (fino all’8.10), Friedrich August (fino al 15.10), Sasso Piatto (fino al 15.10) tra passo Sella e gruppo del Sassolungo; Antermoia (fino all’8.10), Stella Alpina Spiz Piaz (fino al 15.10), Gardeccia (fino all’8.10), Ciampedie (fino all’8.10), A. Fronza alle Coronelle (fino all’8.10) e Roda di Vael (sino al 15.10) nel gruppo del Catinaccio Rosengarten. E un motivo in più per darsi come meta delle escursioni autunnali in Val di Fassa uno di questi presidi alpini, sono alcuni incontri con esperti e concerti (tutti alle 13.30), concentrati nei fine settimana, dell’iniziativa Gli appuntamenti de I rifugi del gusto in Val di Fassa: si comincia sabato 23 settembre al 40 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Rifugio Ciampedie con In montagna tutto l’anno, con guide alpine e referenti del soccorso alpino, mentre il 24 settembre al Rifugio Contrin con Chiacchierata rocciosa con la geologa Elisabetta Demattio; il 30 settembre al Rifugio Gardeccia il concerto dei Corni Alpini della Val Gardena e l’1 ottobre al Rifugio Cima Undici l’incontro Dolomiti Patrimonio Unesco. Infine, il 7 ottobre al Rifugio Fronza alle Coronelle Dolomiti: passione e scoperta incontro - in lingua tedesca - con gli alpinisti Heinz Mariacher e Bruno Pederiva, mentre l’8 ottobre si chiude al Friedrich August con i canti di montagna del Coro Enrosadira. Naturalmente anche in altri gruppi montuosi si potranno trovare rifugi aperti dopo il 20 settembre. www.trentinorifugi.com Alto Adige | 17 Settembre 2017
p. 44 #FossilSeaChallenge, sfida per le scuole BOLZANO L’acqua è un elemento costante della storia delle Dolomiti, presente nei processi di formazione delle rocce, nella loro evoluzione diagenetica, nella modellazione dei complessi carbonatici e delle limitrofe vallate fino ai giorni nostri, ove permane un suo ruolo importante nel rinnovare lo “skyline” di queste montagne, conosciute in tutto il mondo, che dal 2009 sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità. Si chiama The #FossilSeaChallenge il concorso che intende sostenere la conoscenza di questo Patrimonio dell’Umanità attraverso un contest tra tutte le classi delle Scuole Secondarie di secondo grado dei territori interessati dalle Dolomiti Bene Unesco (Provincia di Belluno, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia di Pordenone, Provincia autonoma di Trento e Provincia di Udine), che potranno cimentarsi in piccoli progetti di ricerca scientifica sperimentale, tecnico-scientifica o di divulgazione sui temi geologici delle Dolomiti e del loro rapporto con l’acqua. I progetti possono essere di diverso tipo: lavori scientifici (sperimentali o compilativi), ma anche lavori di divulgazione scientifica sotto forma di video, fumetti, etc., utilizzando anche metodi informatici innovativi, schede, progetti di percorsi, progetti di monitoraggio ambientale ed altro. The #FossilSeaChallenge è stato promosso dalla Fondazione Dolomiti – Dolomiten – Dolomites – Dolomitis Unesco e dalla Provincia autonoma di Trento – Assessorato alle Infrastrutture e all’ambiente e Assessorato all’Università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo. All’iniziativa collaborano inoltre il Muse – Museo delle Scienze di Trento; il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo, l’Università degli Studi di Trento e il Dipartimento Affari Istituzionali e Legislativi della Provincia autonoma di Trento, in qualita` di coordinatore della Rete della Formazione e della Ricerca scientifica e della Rete del Patrimonio Geologico della Fondazione Dolomiti Unesco. La partecipazione al concorso è gratuita, le domande di partecipazione, redatte compilando la scheda allegata al bando, potranno pervenire, fino al 31 ottobre 2017 alla Fondazione Dolomiti Unesco. Per avere informazioni dettagliate e per scaricare i moduli necessari per l’eventuale iscrizione (che sono, peraltro, anche nella versione in lingua tedesca, 41 Rassegna Stampa – Settembre 2017
apposta per gli istututi scolastici altoatesini tedeschi), si può consultare il sito www.dolomitiunesco.info o in particolare collegarsi direttamente al link http://www.dolomitiunesco.info/attivita/fossil-sea-challenge/. Corriere delle Alpi | 17 Settembre 2017
p. 28 Pieve, candidatura presentata ufficialmente PIEVE DI CADORE La competizione per stabilire quale sarà la capitale italiana della Cultura per il 2020 è iniziata: venerdì il presidente della Magnifica, Renzo Bortolot, e il commissario prefettizio Carlo De Rogatis, hanno presentato formalmente la candidatura. Tiziano Vecellio, le Dolomiti patrimonio Unesco e l'innovazione imprenditoriale: sono questi i punti di forza di una candidatura diversa dalle altre in gara. Il territorio dolomitico punta tutto sul suo fascino ambientale, sulla sua storia millenaria e sulla sua cultura. La Magnifica ha quindi fatto il grande passo, mettendosi in discussione e presentando la candidatura a capitale italiana della Cultura 2020, e proponendo come simboli le Dolomiti, il museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore con l'Uomo di Mondeval e il mito di Tiziano Vecellio.«Il Cadore si presenta unito nel proporre questa importante candidatura grazie al lavoro coordinato dalla Magnifica e svolto nei mesi estivi, ben consapevole che, per poter competere con i grandi centri, si deve essere compatti e ci si deve muovere in sinergia», afferma il presidente Bortolot, «ci sono città capoluogo di provincia, tra le quali Treviso, Ancona, Piacenza e altre, che proveranno a centrare lo stesso nostro obiettivo, ma sono convinto che il nostro territorio ha molte carte da giocare».Il dossier della candidatura, che verrà svelato nel dettaglio nelle prossime settimane nelle varie progettualità individuate, mette al centro Tiziano Vecellio, il più importante brand culturale, e le Dolomiti patrimonio dell'umanità.«Sono elementi unici in tutto il mondo. Un fattore di richiamo capace di muovere importanti flussi di persone che, attraverso una progettualità innovativa e unitaria, deve essere in grado di garantire una valorizzazione e una pianificazione territoriale condivisa. Abbiamo fatto tanto in questi anni», conclude il presidente Bortolot, «investendo in cultura e nella riqualificazione di moltissime aree: è giunto il momento di dimostrarsi compatti e fare squadra per valorizzare in un pacchetto unico il Cadore, per iniziare a raccogliere i risultati di questo nostro lavoro». (v.d.)
42 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Gazzettino | 17 Settembre 2017
p. 17 edizione Belluno Capitale culturale: il Cadore si candida Il Cadore capitale italiana della cultura 2020 con testimonial Tiziano e le Dolomiti. La corsa è partita grazie alla Magnifica Comunità che ha presentato la candidatura al bando che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo pubblica ogni anno. La presentazione ufficiale del dossier per la candidatura è stata formalizzata dal presidente Renzo Bortolot e dal commissario prefettizio Carlo De Rogatis in rappresentanza del comune di Pieve. L'iniziativa sostiene, incoraggia e valorizza la capacità progettuale e attiva delle città italiane nel campo della cultura, affinché ne venga sempre più recepito il valore per la coesione sociale, la creatività e l'innovazione. La Magnifica Comunità ha messo la terra natale di Tiziano Vecellio e le Dolomiti patrimonio dell'Umanità al centro del disegno di valorizzazione e di promozione delle valli che compongono il Cadore in un progetto condiviso dai 22 comuni consapevoli dell'importanza della condivisione del loro patrimonio culturale. La soddisfazione dell'intero territorio è nelle parole di Renzo Bortolot: «Il Cadore si presenta unito alla candidatura, grazie al lavoro coordinato dalla Magnifica Comunità svolto nei mesi estivi, consapevole che per poter competere con i grandi centri si deve essere compatti. Ci sono città capoluogo di provincia tra le quali Treviso, Ancona, Piacenza e altre, ma sono convinto che il nostro territorio ha molte carte da giocare». Il dossier verrà svelato nelle prossime settimane, ma mette al centro Tiziano Vecellio, il più importante brand culturale, e le Dolomiti. Sono fattori di straordinario richiamo capaci di muovere importanti flussi di persone, di turisti. Ancora Bortolot: «È stato fatto tanto in questi anni, investendo in cultura e riqualificazione di moltissime aree, è giunto il momento di dimostrarsi compatti e fare squadra per valorizzare in un pacchetto unico il Cadore». Sono 46 le città che hanno aderito al bando.
43 Rassegna Stampa – Settembre 2017
18 SETTEMBRE 2017 L’Adige | 18 Settembre 2017
p. 18 Il gusto nei rifugi della val di Fassa FASSA Quindici giorni a disposizione, quindici rifugi e altrettanti menù: dal 23 settembre all'8 ottobre la nuova edizione de «I rifugi del gusto in Val di Fassa». I presìdi alpini che partecipano all'iniziativa nel corso di queste due settimane (alcuni anche per un periodo più prolungato) propongono un'infilata di specialità culinarie che li rappresentano, per lo più realizzate con alimenti a chilometro zero (primo piatto e dolce: 12 euro; piatto unico e dolce 18 euro). Coinvolti nell'iniziativa: Fuciade (aperto fino al 15 ottobre) al San Pellegrino, Baita Cuz (fino al 30 ottobre) al Buffaure; Contrin (fino all' 8 ottobre), Marmolada Castiglioni (sempre aperto) e Cima Undici (fino al 15 ottobre) nel gruppo della Marmolada; Des Alpes (fino al 10 ottobre), Carlo Valentini (idem), Friedrich August (fino al 15), Sasso Piatto (fino al 15) tra passo Sella e gruppo del Sassolungo; Antermoia (fino all'8), Stella Alpina Spiz Piaz (fino al 15), Gardeccia (fino all'8), Ciampedie (fino all'8), Fronza alle Coronelle (fino all'8) e Roda di Vael (sino al 15) nel gruppo del Catinaccio Rosengarten. In più: sei tra incontri con esperti e concerti (tutti alle 13.30), concentrati nei fine settimana, della rassegna «Gli appuntamenti de I rifugi del gusto in Val di Fassa»: si comincia sabato 23 settembre al Ciampedie con «In montagna tutto l'anno», con guide alpine e referenti del soccorso alpino, mentre il 24 settembre al Rifugio Contrin con «Chiacchierata rocciosa» con la geologa Elisabetta Demattio; il 30 settembre al Gardeccia il concerto dei Corni Alpini della Val Gardena e l'1 ottobre al Rifugio Cima Undici «Dolomiti Patrimonio Unesco» con i vertici della Fondazione 44 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Unesco. Infine, il 7 ottobre al Rifugio Fronza «Dolomiti: passione e scoperta» incontro - in lingua tedesca - con gli alpinisti Heinz Mariacher e Bruno Pederiva, mentre l'8 ottobre si chiude al Friedrich August con i canti di montagna del Coro Enrosadira.
20 SETTEMBRE 2017 Trentino | 20 Settembre 2017
45 Rassegna Stampa – Settembre 2017
p. 39 “In montagna tutto l’anno”: i consigli delle guide alpine VAL DI FASSA Si dice che questa sia la stagione migliore per gli escursionisti per inerpicarsi sulle Dolomiti, quasi un privilegio, perché si gode dei silenzi delle cime e delle infinite sfumature del periodo. Ma siamo preparati ad affrontare la montagna con questi sbalzi climatici? Abbiamo l’attrezzatura adatta? Conosciamo gli itinerari migliori? A queste domande si darà risposta, sabato prossimo 23 settembre alle 13.30 al Rifugio Ciampedie di Vigo di Fassa, nell’appuntamento “In montagna tutto l’anno”, il primo dei sei eventi legati alla rassegna “I Rifugi del Gusto in Val di Fassa”, che fino all’8 ottobre - in collaborazione con la locale Apt - oltre ai piatti gustosi della quindicina di presìdi alpini che aderiscono all’iniziativa dà l’opportunità a chi sale in quota di partecipare a incontri con esperti e a concerti. A offrire consigli utili ed esperienze, sabato 23, saranno alcune guide alpine della Val di Fassa, nonché referenti del Soccorso Alpino della valle che, da un paio d’anni (complici le dolci temperature), sono chiamati a intervenire anche fino a ridosso del periodo natalizio, dato che il richiamo della montagna è sempre forte (specie se neve e ghiaccio lo permettono). Il 24 settembre, invece, al Rifugio Contrin alle 13.30 si tiene la “Chiacchierata rocciosa” con la geologa Elisabetta De Mattio del Museo Geologico di Predazzo che con immagini, ma anche campioni di roccia, da vedere e toccare, descrive in modo appassionante l’ambiente dolomitico che caratterizza il territorio di Fassa influendo sul suo bell’aspetto del periodo autunnale. Nel fine settimana successivo l’appuntamento è al Rifugio Gardeccia, il 30 settembre alle 13.30, con il concerto dei Corni Alpini della Val Gardena, mentre il primo ottobre il Rifugio Cima Undici al Fedaia ospita l’incontro con i vertici della Fondazione Dolomiti Unesco che illustrano le diverse iniziative messe in campo. Chiudono la rassegna il 7 ottobre alle 13.30 al Rifugio Fronza alle Coronelle, “Dolomiten: Leidenschaft und Entdeckung”, evento in lingua tedesca con gli alpinisti Heinz Mariacher e Bruno Pederiva, infine, l’8 ottobre al Rifugio Friedrich August, alle 13.30, il concerto del Coro Enrosadira. Corriere delle Alpi | 20 Settembre 2017
p. 27 Comelico, un’estate da mettere in cornice COMELICO SUPERIORE 46 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Nonostante il maltempo, ancora turisti in Comelico. Una sorpresa, considerati anche l'avvio dell'anno scolastico e la riapertura post ferie delle attività.«Stiamo per chiudere un'estate senza pochi precedenti in Comelico», afferma Davide Zandonella Necca, referente di Confcommercio, con un 18% in più di villeggianti». Una soddisfazione che raddoppia perché si sono affacciati sulla valle tanti stranieri, soprattutto tedeschi, che magari nel passato si fermavano in Val Pusteria. «La stagione si allunga non solo perché va a coprire settembre, ma perché è iniziata già in giugno. E con grossi risultati, soprattutto in agosto».Affari d'oro per gli albergatori, i ristoratori, gli affittacamere, ma anche per tutti i settori commerciali. A pagare sono soprattutto i grandi eventi. Un esempio? La TrailDoloMitica, evento di rilievo nazionale ed internazionale per promuovere la Val Comelico e tutti i partners/sponsor che condividono questo progetto. La manifestazione si incentra sulla TrailDoloMitica Eco-Marathon - l'Ecomaratona delle Dolomiti di 42 km, una manifestazione di trail-running (corsa e camminata nella natura) per far conoscere la valle ad un sempre maggiore numero di possibili turisti. Un evento europeo, svoltosi a fine agosto, tra le Dolomiti "patrimonio mondiale dell'umanità", dentro la cornice del gruppo del Popera, Cima Undici e Croda Rossa. «È stata una festa del trail-running», ricorda Zandonella Necca, «con tanta musica e buon cibo». I partecipanti sono stati 300 (30% in più del 2016, ndr), dall'Algeria alla Cina, dagli Usa all'Argentina, dall'Australia all'Europa, con Svezia, Germania, Polonia, Romania, Lituania, Regno Unito (UK), Moldavia, Belgio, Russia, Austria ed Andorra. «I grandi eventi, soprattutto quelli sulla neve, portano turisti anche nei tempi successivi. Quest'anno lo abbiamo constatato più di sempre», ammette Zandonella Necca, «come è indubbio il traino delle Dolomiti Unesco, altrimenti non si spiegherebbero i tanti "primi arrivi", da ogni parte del mondo». Il referente di Confcommercio dà atto all'amministrazione comunale di muoversi al meglio, con l'offerta plurima di servizi davvero attrattivi.«Adesso non dobbiamo che sperare», conclude, «che il sindaco Marco Staunovo Polacco riesca a vincere le ultime resistenze burocratiche sul collegamento sciistico con la Val Pusteria. Abbiamo le risorse, ma c'è sempre qualcuno che frena». Stavolta non gli ambientalisti. (f.d.m.)
21 SETTEMBRE 2017 Trentino | 21 Settembre 2017
47 Rassegna Stampa – Settembre 2017
p. 40 L’Adamello Brenta al vertice Parchi nelle isole Azzorre STREMBO Nei giorni scorsi il presidente Joseph Masè e la geologa Vajolet Masè (a sinistra nella foto) hanno rappresentato l’Adamello Brenta Unesco Global Geopark alla 14ª Conferenza Europea dei Geoparchi Unesco che si è svolta all’Azores Geopark nelle isole Azzorre, in Portogallo. Alla Conferenza dal titolo “Geoparchi: sentieri/percorsi di turismo sostenibile per lo sviluppo” l’Adamello Brenta è stato invitato dall’Unesco a portare due interventi riguardo alla propria esperienza gestionale in sessioni dedicate, sulla mobilità sostenibile e i rapporti con i commercianti. Alto Adige | 21 Settembre 2017
48 Rassegna Stampa – Settembre 2017
p. 33 DolomitArt, consegna del materiale entro fine mese DOBBIACO DolomitArt è un progetto, avviato nel 2015, al fine di mettere in risalto le peculiarità esistenziali, culturali, emozionali e spirituali del legame dell’uomo alla montagna. Si articola in iniziative di vario taglio che puntano a correlare creatività, protezione dell’ambiente e stile di vita alpino, con specifica attenzione all’area Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. Quest’anno le iniziative si incentrano sul tema prescelto legato ai miti, alla mistica e alla magia della montagna. Tra queste vi è un concorso fotografico per il quale il termine di consegna è fissato al 30 settembre 2017. DolomitArt è promosso congiuntamente dal Comitato per l’istruzione di Dobbiaco, assieme alla Biblioteca "Hans Glauber" e al Parco naturale Tre Cime. L’attribuzione del premio sarà decisa da una giuria composta da un rappresentante della Fondazione Dolomiti Unesco e da esperti d’arte e fotografia. Il premio speciale è dotato di 500 euro. Le foto saranno valutate da una giuria di esperti che individuerà le migliori. La premiazione si svolgerà il 4 novembre presso la Biblioteca Hans Glauber di Dobbiaco. Ansa Trentino Alto Adige | 21 Settembre 2017
49 Rassegna Stampa – Settembre 2017
http://www.ansa.it/trentino/notizie/qualitaaltoadige/2017/09/20/dolomiti-unesco-al-via-concorso-fotograficodolomystic_822eef1f-c9fe-44e3-872d-1525338f96fb.html Dolomiti UNESCO al via il concorso fotografico DoloMystic BOLZANO, 20 SET DolomitArt è un progetto, avviato nel 2015, al fine di mettere in risalto le peculiarità esistenziali, culturali, emozionali e spirituali del legame dell'uomo alla montagna. Si articola in iniziative di vario taglio che puntano a correlare creatività, protezione dell'ambiente e stile di vita alpino, con specifica attenzione all'area Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. Quest'anno le iniziative si incentrano sul tema prescelto è legato ai miti, alla mistica e alla magia della montagna. Tra queste vi è un concorso fotografico per il quale il termine di consegna è fissato al 30 settembre 2017. DolomitArt è promosso congiuntamente dal Comitato per l'istruzione di Dobbiaco, assieme alla Biblioteca "Hans Glauber" e al Parco naturale Tre Cime. Il progetto è sotto il patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco che ha istituito il Premio Speciale "Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco - DolomitArt DoloMystic" da attribuire a un'opera fotografica che documenti e illustri in maniera originale la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da Unesco. L'attribuzione del premio sarà decisa da una giuria composta da un rappresentante della Fondazione Dolomiti Unesco e da esperti d'arte e fotografia. Il premio speciale è dotato di 500 euro. Le foto saranno valutate da una giuria di esperti che individuerà le migliori. La premiazione si svolgerà il 4 novembre presso la Biblioteca Hans Glauber di Dobbiaco.(ANSA). Corriere delle Alpi | 21 Settembre 2017
p. 22 Sulle orme dei partigiani con una ‘app’ LONGARONE Debutta in municipio a Longarone il Sentiero parlante dei bersaglieri e dei partigiani, il percorso escursionistico tra l'ex stazione di Faè-Fortogna e Belluno che farà scoprire i luoghi della storia grazie ad una app per smartphone.Sabato alle 10 sarà infatti presentata in sala consiliare l'iniziativa frutto della sinergia tra Cai Longarone e regionale, Comuni di Belluno e Longarone con la collaborazione e patrocini di Isbrec, Anpi e Fondazione Dolomiti Unesco. Questo percorso, che richiede circa 15 ore complessive di cammino, è stato inserito nella app del Cai Veneto per smartphone chiamata "Sentieri parlanti". La app funziona da audio guida che sviluppa, per ciascun sentiero tematico inserito, i temi 50 Rassegna Stampa – Settembre 2017
del "dove sei e dove puoi andare", della "storia e segni dell'uomo" e "geologia e paesaggio". Scritti, audio registrati, immagini e video-clip veicolano i contenuti associati al percorso, rendendo l'esperienza escursionistica più ricca, radicandola nel territorio.Il sentiero, realizzato per la parte storica da Roberto Mezzacasa (Cai, Isbrec), si snoda lungo il tracciato percorso nel 1917 dai bersaglieri mentre tentavano di mettersi in salvo dopo la rotta di Caporetto, ma nel contempo queste stesse zone ospitarono nella primavera ed estate del 1944 i partigiani del distaccamento Pisacane e successivamente, negli ultimi, durissimi mesi di lotta e Resistenza, il Comando piazza di Belluno. Percorrendo i sentieri si potrà dunque raggiungere la casera de i Ronch, alle spalle del monte Serva, dove trovarono rifugio gli oltre 70 bellunesi liberati dal carcere di Baldenich il 16 giugno 1944 per opera di 12 partigiani della Pisacane travestiti da militari tedeschi.L'episodio è senza dubbio uno dei più spettacolari della Resistenza bellunese, perché l'eroismo dimostrato dagli uomini del comandante Carlo (Mariano Mandolesi), che riuscirono nella difficile impresa senza sparare neppure un colpo, spinse nella settimane successive centinaia di giovani bellunesi a prendere la strada dei monti e a unirsi alle forze partigiane.Il sentiero parlante raggiunge poi altri luoghi particolarmente significativi per la lotta di Liberazione, come il bosco delle Castagne, teatro dell'impiccagione di 10 partigiani il 10 marzo 1945 e, ultima tappa del percorso, piazza dei Martiri a Belluno, ove, il 17 marzo dello stesso anno, trovarono la morte 4 uomini impiccati dai nazisti ad altrettanti lampioni della piazza.Nel corso della presentazione che si terrà a Longarone, dopo i saluti della autorità, con la guida di Roberto Mezzacasa verranno ripercorsi questi eventi e, al termine dell'incontro, chi lo desidera potrà recarsi, in auto o a piedi, dall'ex stazione ferroviaria di Fortogna sino a Pian Cajada per un momento ricreativo. La partecipazione è aperta a tutti. (e.d.c.)
24 SETTEMBRE 2017 Alto Adige | 24 Settembre 2017
51 Rassegna Stampa – Settembre 2017
p. 46 Lungo i sentieri in alta quota verso i tanti rifugi del gusto BOLZANO/TRENTO Fine dell’estate, fine delle camminate in montagna, con sosta in qualche rifugio? Negativo, i tempi cambiano evidentemente e alcune antiche certezze, in questo caso date di chiusura, si... spostano. Oggi, in questo senso, allarghiamo il panorama alla nostra realtà regionale, e scopriamo che nel Trentino sono sempre di più le strutture di ospitalità, leggi “i rifugi”, che prolungano dopo la fino a ieri canonica data del 20 settembre, l’apertura. Così regalano agli escursionisti e agli alpinisti l’esperienza di una montagna meno affollata, di giornate ancora comunque relativamente lunghe e con tempo più stabile, colori e luci più vivi. E spesso, accompagnano le aperture a iniziative particolari. In Val di Fassa ad esempio dal 23 settembre all’8 ottobre va in scena una nuova edizione de I rifugi del gusto in Val di Fassa, che lancia anche la ricca proposta autunnale della vicina vallata ladina trentina. I presidi alpini che partecipano all’iniziativa sono distribuiti tra i principali gruppi montuosi di Fassa e nel corso di queste due settimane (alcuni anche per un periodo più prolungato) propongono una serie di specialità culinarie per lo più realizzate con alimenti a chilometro zero (primo piatto e dolce: 12 euro; piatto unico e dolce 18 euro); un modo bello e anche goloso per conoscere e apprezzare il territorio nei suoi molteplici aspetti. I rifugi coinvolti nell’iniziativa sono: Fuciade (aperto fino al 15.10) al San Pellegrino, Baita Cuz (fino al 30.10) al Buffaure; Contrin (fino a 8.10), Marmolada E. Castiglioni (sempre aperto) e Cima Undici (fino al 15.10) nel gruppo della Marmolada; Des Alpes (fino al 10.10), Carlo Valentini (fino all’8.10), Friedrich August (fino al 15.10), Sasso Piatto (fino al 15.10) tra passo Sella e gruppo del Sassolungo; Antermoia (fino all’8.10), Stella Alpina Spiz Piaz (fino al 15.10), Gardeccia (fino all’8.10), Ciampedie (fino all’8.10), A. Fronza alle Coronelle (fino all’8.10) e Roda di Vael (sino al 15.10) nel gruppo del Catinaccio. E un motivo in più per darsi come meta delle escursioni autunnali in Val di Fassa uno di questi presidi alpini, sono alcuni incontri con esperti e concerti (tutti alle ore 13.30), concentrati nei fine settimana, dell’iniziativa Gli appuntamenti de I rifugi del gusto in Val di Fassa: s’è iniziato ieri al Rifugio Ciampedie con “In montagna tutto l’anno”, con guide alpine e referenti del soccorso alpino, mentre oggi al Rifugio Contrin c’è “Chiacchierata rocciosa” con la geologa Elisabetta Demattio; il 30 settembre al Rifugio Gardeccia concerto dei Corni Alpini della Val Gardena e l’1 ottobre al Rifugio Cima Undici l’incontro “Dolomiti Patrimonio Unesco”. Infine, il 7 ottobre al Rifugio Fronza alle Coronelle “Dolomiti: passione e scoperta”, incontro - in lingua tedesca - con gli alpinisti Heinz Mariacher e Bruno Pederiva, mentre l’8 ottobre si chiude al Friedrich August con i canti di montagna del Coro Enrosadira. Naturalmente anche in altri gruppi montuosi si potranno trovare rifugi aperti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
52 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Gazzettino | 24 Settembre 2017
p. 19 edizione Belluno L’Ambra, il DNA dei dinosauri Se ne parla da anni ormai. Sono molti a sostenere che i dinosauri potrebbero tornare a vivere. C'è chi ritiene che si possa farlo grazie al Dna degli uccelli, loro diretti discendenti. Altri promettono che si partirà da particolari moscerini chiamati drosofile, altri ancora si sono spinti più nella fantasia, come il regista Steven Spielberg con il film Jurassic Park che più o meno tutti abbiamo visto. Chi non ricorda lo scienziato che riuscì ad estrarre il Dna dal sangue della 53 Rassegna Stampa – Settembre 2017
zanzara contenuta nell'ambra che aveva infastidito con la sua noiosa puntura proprio un T-rex. Fanta geologia? Gli scienziati sono scettici, ma l'ambra e i dinosauri sembrano essere legati da un filo conduttore comune.Non a caso, nel periodo del Triassico, all'incirca 232 milioni di anni fa, nell'area dove oggi sorgono le Dolomiti, si venne a formare un ambiente tropicale dove crescevano specie oggi estinte di conifere, le quali per motivi ancora non confermati, subirono un forte stress climatico tanto da emettere copiose quantità di resina poi diventata ambra fossile. E sempre in quel periodo, guarda caso, cominciarono a scorrazzare i primi dinosauri, ben diversi da quelli giganteschi che siamo abituati ad immaginare, ma pur sempre dinosauri. Potrà mai la scienza quindi sfruttare gli organismi contenuti in quello scrigno magico che è l'ambra per riportare in vita gli organismi di allora? E perché no, magari proprio i dinosauri? Se ne parlerà, tra le altre cose, in un documentario ambientato sulle Dolomiti, dal titolo Col dei Bos, la montagna dell'ambra. LE DOLOMITI L'ambiente spettacolare che siamo abituati a vedere oggi quando ci rechiamo sulle Dolomiti è assai diverso da ciò che esisteva alle origini di queste montagne. «Innanzitutto c'è da dire che nel Triassico il territorio corrispondente alle attuali Dolomiti, era spostato in un'altra area del pianeta, più o meno al 20° parallelo di latitudine nord, dove oggi si estende il Sahara. Conseguentemente il clima era tropicale, molto caldo, similmente a quanto accade oggi alle Bahamas» spiega Gianluca Piccin, presidente di Dolomiti Project.«Il paesaggio era composto da atolli circondati da un mare poco profondo e la lenta deposizione di carbonato di calcio ha generato nel corso del tempo le rocce della cosiddetta formazione dello Sciliar che oggi compongono ad esempio la Marmolada, il Catinaccio, il Latemar».Dopo questa fase, circa 238 milioni di anni fa ci fu un periodo intermedio di eruzioni vulcaniche in una vasta area compresa tra Predazzo - Monzoni, la Val di Fassa e lo Sciliar, fino all'Agordino, quindi una nuova deposizione calcarea diede inizio alla formazione di una seconda generazione di isole, che oggi costituiscono la Dolomia Cassiana e formano rilievi come il Sassolungo, il Sella, il Picco di Vallandro, i Cadini, le Torri del Falzarego e lo stesso Col dei Bos, isole separate da bracci di mare relativamente profondo su cui si depositò l'attuale Formazione di San Cassiano dove, ad esempio, sorge l'abitato di Cortina d'Ampezzo.I PRIMI DINOSAURISuccessivamente gli atolli vennero sostituiti da una piana costiera con lagune e delta fluviali, limitrofa ad aree emerse, dove crescevano quelle conifere che hanno prodotto le gocce di ambra rinvenute in uno zoccolo roccioso ben distinto che corre alla base della Tofana di Rozes, attraversa il Col dei Bos e termina in Badia proprio alle spalle del magnifico santuario di Heiligkreuz, sopra La Villa. Proprio in quel periodo cominciarono a diffondersi i primi dinosauri che passeggiavano sulle terre emerse limitrofe alla piana costiera, spingendosi di tanto in tanto su di essa in cerca di cibo e lasciando così numerose orme sui fanghi carbonatici. Una situazione ideale per completare la magia delle Dolomiti, come precisa Piccin: «in questo scenario, attorno a 230 milioni di anni fa, cominciò a depositarsi la Dolomia Principale, una roccia che, erosa durante il sollevamento delle Dolomiti, oggi forma il Pelmo, le Tofane, il Cristallo e tante altre vette, creando così uno degli scenari più belli al mondo, le Dolomiti patrimonio dell'Unesco».L'AMBRA Alla base delle Tofane, esattamente dietro il rifugio Dibona, affiora una particolare formazione rocciosa che si è generata per lenta deposizione, all'incirca 232 milioni di anni fa in un ambiente di piana costiera influenzata dalle maree, interrotta da lagune e fiumi che trasportavano sedimenti provenienti da aree emerse limitrofe. Tali sedimenti si ritrovano anche nella zona del Lagazuoi, a metà del Col dei Bos fino ad arrivare al Sasso della Croce alle spalle del santuario di Heiligkreuz, che in tedesco significa appunto Santa Croce. È proprio in queste zone che circa cent'anni fa lo studioso Ernst Friedrich Rudolf Karl von Koken scoprì le prime goccioline di ambra. Poi per molti decenni non si seppe più nulla, fino a pochi anni fa quando le ricerche svelarono forse la più importante quantità di ambra triassica del pianeta.SULLE TOFANESpiega il professor Piero Gianolla, geologo dell'Università di Ferrara, uno degli autori (assieme a Guido Roghi del Cnr di Padova) degli studi effettuati sulle Dolomiti: «l'ambra è un particolare fossile originato dalla resina delle conifere e come noto ha la capacità di conservare per tempi lunghissimi gli organismi che vengono intrappolati al suo interno. Nelle oltre 70 mila goccioline ritrovate sulle Tofane e Lagazuoi abbiamo scoperto un mondo, dai grani di polline e spore a batteri e funghi, fino ad arrivare ai più antichi insetti in ambra finora rinvenuti. E' bene precisare però che quel che si vede al microscopio non è altro che una sorta di immagine fotografica di quello che era l'organismo di allora. Da qui a dire di poter estrarre il Dna per riportare in vita gli esseri viventi di quell'epoca, ne passa. Ma gustatevi il film, ne saprete di più». Giovanni Carraro Il 9 ottobre a Oltre le Vette a Belluno, il debutto del documentario Col dei Bos, la montagna dell'ambraLo scrittore Giovanni Carraro continua nella sua serie di film di montagna e con il suo nuovo lavoro ci porterà sulle vette di Cortina d'Ampezzo, nel bel mezzo delle Dolomiti. Il nuovo itinerario, facile e adatto a tutti, consente di raggiungere una delle 54 Rassegna Stampa – Settembre 2017
cime del gruppo delle Tofane- Falzarego, il Col dei Bos, che fu scenario di aspre battaglie durante la Grande Guerra. Oltre alle immagini di montagna sulle Cinque Torri, l'Averau, il Nuvolau, la Marmolada, tanti inserti culturali, primo fra tutti la Grande Guerra raccontata da Giovanni De Donà e Tito de Lotto, oltre agli aspetti geologici descritti da Gianluca Piccin e Piero Gianolla. Come da tradizione, Carraro viene affiancato nel film da Andrea Cecchella, giornalista di Telebelluno che vanta al suo attivo oltre duecento film sulle Dolomiti patrimonio Unesco. Regione Friuli Venezia Giulia | 24 Settembre 2017 http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta/&nm=201709241 75930009 Turismo: Santoro, più orgoglio del territorio per promozione Fvg Budoia (Pn), 24 settembre - "I cittadini di un territorio devono essere i primi sostenitori e divulgatori delle potenzialità turistiche delle zone in cui vivono. Senza questo fondamentale apporto diventa difficile far decollare qualsiasi progetto di promozione turistica". Ne è convinta l'assessore regionale alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro, che oggi ha partecipato, anche in veste di presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, alla giornata conclusiva del Biophotofestival svoltosi a Budoia. All'incontro erano presenti anche il sindaco Roberto De Marchi, l'organizzatore dell'evento Daniele Marson, il direttore generale di PromoturismoFvg Marco Tullio Petrangelo e il presidente del Gal Montagna leader Gino Martinuzzo. Nell'ambito dell'incontro dal titolo "Comunità e turismo, un patto per la salvaguardia e valorizzazione di un paesaggio", Santoro ha voluto sottolineare l'importanza di alcuni elementi non replicabili presenti in un territorio quale elemento per attrarre i visitatori. Nel fare un esempio ha ricordato che "nell'area delle Dolomiti Unesco - ha detto l'assessore regionale - il Campanile della val Montanaia rappresenta il simbolo della tradizione alpinistica che si è sviluppata in questa zona della nostra regione. Quest'area naturalistica del Friuli Venezia Giulia ha contribuito in modo determinante a far si che le Dolomiti entrassero a far parte del patrimonio Unesco". Per l'assessore Santoro diventa quindi importante, attraverso il coinvolgimento e la riscoperta dell'orgoglio di appartenere a questa area del Friuli Venezia Giulia, dare il giusto valore ad un territorio ricco di storia e di bellezze naturalistiche di inestimabile valore. "La Regione - ha aggiunto - può dare una spinta per sostenere l'aspetto promozionale: ma ogni progetto deve essere condiviso proprio con chi quei territori li vive, altrimenti - se calati dall'alto - rischiano di non avere successo". Il direttore generale di TurismoFvg Marco Tullio Petrangelo ha illustrato alcuni dati relativi agli arrivi e presenze nell'area della pedemontana pordenonese evidenziando come il trend turistico in questa zona sia in leggera crescita. Quindi ha messo in luce alcuni punti di forza dell'area, tra cui il percorso cicloturistico che passa proprio per Budoia nonché l'imminente attivazione della Sacile Gemona, entrambe appartenenti al settore del turismo slow ed ecocompatibile molto richiesto dal mercato. Infine, il presidente del Gal Montagna leader Gino Martinuzzo si è soffermato su uno dei prossimi progetti che l'associazione sta completando in collaborazione con la Regione Fvg e Veneto. Si tratta del percorso "Il camino di S. Cristoforo" che collegherà tutte le pievi presenti tra il Veneto orientale e l'alto Friuli. Lungo il tracciato, che si snoda su viabilità esistente per 450 chilometri, vengono collegate tra di loro 313 chiese e pievi di origine medievale e rinascimentale, di cui 107 nel solo pordenonese. Il progetto, che si avvarrà anche della linea ferroviaria Sacile Gemona quali punti di partenza per il visitatore, dovrebbe decollare a partire dal 2018. ARC/AL
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28 SETTEMBRE 2017 Corriere del Veneto | 28 Settembre 2017
p. 9 Montagna, un’estate record «Turisti aumentati del 20%» Ghezze (Cortina): un boom. Federalberghi: meglio dell’inverno BELLUNO Per una volta l’Anef fa festa. Il consueto «cahiers de doléances» sui bilanci da chiudere, strutture da rinnovare e guai finanziari del settore, è stato accantonato per un po’. Gli esercenti degli impianti a fune, anzi, raccontano di un’estate 2017 da record. Il «prodotto montagna» ha funzionato in tutta Italia, dato che «questa estate — spiega Valeria Ghezzi, presidente dell’associazione — l’intero comparto turistico ha festeggiato una crescita che, a seconda delle località, è sul 5-15%». Tra gli attori protagonisti del boom c’è l’Anef, che rappresenta il 90% del mercato degli impianti di risalita che hanno «traghettato» un numero crescente di persone in quota. Ma come è andata dalle nostre parti? Il patron delle «Funivie Faloria» di Cortina d’Ampezzo, Enrico Ghezze, è entusiasta. «Giugno è andato molto bene, con un incremento del 25% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso — chiosa — Luglio ha fatto segnare un 15% in più rispetto a luglio 2016. Quanto ad agosto e settembre, è andata come i rispettivi mesi dell’anno scorso. Nel complesso tutto bene. Il rallentamento di agosto è dovuto all’aumento di italiani sugli stranieri: mentre i secondi sono sportivi e fanno trekking, gli italiani sono più sedentari. Ma di gente in giro ce n’era, e da tutte le parti del mondo. Non solo tedeschi, quelli vanno per lo più in Alto Adige. Ma anche coreani, spagnoli e tanti altri. Secondo me, il marchio Unesco sta iniziando a funzionare, anche grazie all’ottimo lavoro della direttrice 56 Rassegna Stampa – Settembre 2017
della Fondazione, Marcella Morandini. Noi, da soli, non avremmo la forza di entrare in certi mercati. Se lo facciamo, è grazie al marchio globalizzato». Gli fa eco, nelle valutazioni sull’estate, il presidente della Federalberghi provinciale Walter De Cassan. «Sembrava di essere tornati indietro di 15 anni — afferma — Abbiamo assistito al riscatto della stagione estiva su quella invernale. Hanno contribuito al successo diversi fattori, come il bel tempo prolungato, la percezione della sicurezza e l’economia in ripresa. Per me siamo cresciuti a due cifre, soprattutto ad agosto, ma attendo di vedere i numeri». Sabato a «Dolomiti Snow» in Fiera di Longarone, Anef si confronterà con interlocutori istituzionali su temi di interesse per la montagna. Si parlerà di infrastrutture per i Mondiali di Cortina 2021 e mobilità sostenibile, dell’attuazione della Carta di Cortina, sottoscritta tra gli altri da Anef col ministero dell’Ambiente. Marco de’ Francesco © RIPRODUZIONE RISERVATA Corriere delle Alpi | 28 Settembre 2017
p. 31 Valori e territorio, chiuso il concorso BELLUNO Tempo di bilanci per il progetto scuola "Valori e territorio", nato dalla collaborazione tra il Comitato turismo religioso delle diocesi di Belluno-Feltre e Vittorio Veneto e gli Uffici scolastici territoriali di Belluno e Treviso, con il sostegno del Bim Piave di Belluno e Treviso. L'iniziativa, avviata un anno fa, è giunta a conclusione. E le premiazioni del concorso dedicato alle scuole si svolgerà sabato, alle 16, nel castello vescovile di Vittorio Veneto. Interverrà don Antonio Scattolini, responsabile del Servizio per la pastorale dell'Arte della diocesi di Verona. Sarà consegnato un riconoscimento a una classe della scuola media e a una della scuola superiore, sia della diocesi di Belluno-Feltre che di quella di Vittorio Veneto. La prima edizione del concorso ha visto la partecipazione di 12 scuole, per un totale di 17 classi che hanno realizzato e inviato elaborati cartacei, digitali o multimediali. Gli studenti, seguiti dai loro docenti e con il supporto di tutor provenienti dal corso di formazione per operatori del turismo religioso, hanno approfondito, recuperato e valorizzato la presenza e il senso del sacro nelle vicende storiche, ambientali e nelle manifestazioni 57 Rassegna Stampa – Settembre 2017
artistiche, culturali e devozionali nel territorio di appartenenza. Nel Bellunese hanno aderito le scuole medie di Limana, Ponte nelle Alpi e Auronzo di Cadore, il liceo linguistico Renier e il liceo classico Lollino, la scuola edile di Sedico; per quanto riguarda il Vittoriese, il liceo scientifico Flaminio di Vittorio, l'istituto Cerletti di Conegliano, le scuole medie di San Vendemiano, di Vittorio Veneto (L. Da Ponte e Cosmo) e di Oderzo (Amalteo).La giuria era composta da don Luca Sartori, Cesare Lasen della Fondazione Dolomiti Unesco, Monica Sandi della Camera di Commercio, e gli insegnanti Andrea Basile, Valerio Vendrame e Sabina Favore. I ragazzi hanno potuto esprimersi tramite diversi strumenti (ricerca, video, libro, cartellone e non solo), giungendo a risultati originali e interdisciplinari. In alcuni casi oggetto di studio sono state l'iconografia e la devozione di un particolare santo. (m.r.) Messaggero Veneto | 28 Settembre 2017
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p. 45 «Le mie Dolomiti sono un affare di cuore» di FAUSTA SLANZI «Probabilmente la prima volta che ho visto le Dolomiti, quelle magnifiche della Val di Fassa, risale a quando ero veramente piccolo» racconta il giornalista, documentarista e scrittore Piero Badaloni, autore del reportage "Dolomiti. Montagne-Uomini-Storie". «I miei genitori ci portavano a Soraga, in Trentino, ogni estate e la Val di Fassa non è solo diventata, in qualche modo, la mia seconda casa, ma mi ha insegnato ad apprezzare e amare la straordinaria bellezza di tutte le Dolomiti divenute patrimonio dell'Umanità. Peraltro anche i genitori di mia moglie, Maria Novella, facevano lo stesso, tant'è che la nostra storia d'amore si è consolidata sulle ferrate dolomitiche. Non solo, - prosegue Badaloni - da ormai più di 40 anni insieme a un gruppo di amici storici, ogni estate, facciamo quello che per noi è il "giro dei rifugi", sempre scegliendo come meta, le Dolomiti. La loro straordinaria bellezza ha stimolato l'Unesco a riconoscerle patrimonio dell'Umanità, ma cattura l'anima, il cuore e la mente di centinaia e centinaia di migliaia di persone e, forse di più, coloro che come noi vivono in città distanti da tanta bellezza paesaggistica. Per di più, i rifugi sulle Dolomiti sono numerosissimi, 66 solo nel cuore Unesco, più tutti quelli che stanno alle pendici delle vette più belle del mondo».Piero Badaloni, con l'entusiasmo che lo contraddistingue nella professione e nella vita, racconta volentieri della sua "vita dolomitica" e gli aneddotti che in tanti anni di frequentazione ha accumulato sono davvero numerosi. Lei ha tre figli e alcuni nipoti, la passione dolomitica ha contagiato anche loro? «Come no, tantissimo. Sia Federico, mio figlio più grande, sia Daniele e Chiara, amano fare le loro vacanze sulle Dolomiti e i miei nipoti, i più grandicelli, fanno a gara per imparare meglio i rudimenti dell'arrampicata». Quali sono stati i suoi maestri? «È buffo, sono tre e si chiamano tutti Toni: Valeruz, il magnifico interprete dello sci estremo, Rizzi, grande guida alpina, maestro di soccorso alpino e cercatore di minerali dolomitici fra i più accaniti e fortunati; e Gross, scultore e guida alpina». Una bella fortuna.«Assolutamente e pensi che con due di loro, Toni Gross è mancato, è rimasto un rapporto di amicizia e di stima reciproca». È un Piero Badaloni in veste "privata", quello dolomitico? «Sì, almeno fino a poco prima della realizzazione dei documentari». Ci sono episodi delle sue vacanze dolomitiche che le sono rimasti particolarmente nel cuore? «Tanti direi, a partire da una impegnativa e divertente avventura per la manutenzione dei sentieri del Latemar, parliamo di più di quarant'anni fa. Con tre amici, due tende, due bidoni colmi di vernice, una rossa e una bianca e quattro pennelli salimmo al cospetto del Latemare, dall'altipiano partimmo per ripristinare i segnali dei sentieri. Un'esperienza bellissima che ricordo ancora con grande emozione. E poi la prima discesa con gli sci d'alpinismo da Passo delle Selle, sopra a San Pellegrino, verso la fantastica Valle dei Monzoni, facendo slalom fra un albero e l'altro: magnifico. Un'emozione fantastica che rivivo ancora come se l'avessi appena vissuta. La vorrei rifare almeno una volta all'anno».Con Valeruz ha mai fatto nulla? «Una delle esperienze che ricordo con maggior entusiasmo è la discesa con gli sci della Val Lasties, strepitosa». Si è mai cimentato con l'arrampicata? «La mia prima via di roccia l'ho fatta sulla Torre Finestra, accanto alla Roda de Vael. Ma con mia moglie e i miei figli abbiamo percorso moltissime ferrate nelle Dolomiti di Fassa, ma anche nelle Dolomiti bellunesi come, per esempio, la spettacolare via degli Alleghesi». E le Dolomiti friulane? «Sono quelle che ho scoperto per ultime attratto soprattutto dalla loro bellezza selvaggia e lì ho organizzato l'ultimo "giro dei rifugi", insieme agli amici di sempre».Il reportage è stato un lavoro piuttosto lungo... «Due mesi di riprese e interviste, oltre ottomila chilometri percorsi con una "Pandina", 98 interviste e l'incontro con tante, tante, davvero tantissime persone, "gli abitanti dell'arcipelago", come li definisco io. Il lavoro di montaggio di immagini e interviste è durato qualche bel mese. Ciò che mi ha dato e mi dà soddisfazione è che il reportage è stato accolto con molto entusiasmo dalla Fondazione e, soprattutto, da chi ha avuto modo di vedere i documentari. La Rai, sul canale tematico di Rai Storia, li sta continuando a trasmettere, credo che ormai li abbiano programmati almeno 10 volte».Che cosa le hanno insegnato gli "abitanti dell'arcipelago"? «Già da quando ero ragazzo ammiravo estasiato la cura per il territorio, i dolomitici curano non solo la propria casa, ma tutto ciò che sta intorno al proprio luogo di residenza e questo credo abbia origini antiche. Non a caso, infatti, esistono le Regole, le norme che regolavano, appunto, e per certi versi ancora lo fanno, la vita collettiva di chi vive ai piedi dei "Monti Pallidi". Trovo ammirevole come funzionino ancora molto bene e anche che alcune delle Regole dolomitiche abbiano concesso uguale diritti a uomini e donne. Per centinaia e centinaia di anni non è stato così. Nei dolomitici c'è ancora la propensione a pensare al bene comune. Non è una cosa da poco».©RIPRODUZIONE RISERVATA 59 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Domani alle 20 al Visionario, col direttore Monestier. Poi alle 21 in sala Astra UDINE Piero Badaloni sarà domani a Udine per due importanti appuntamenti legati alla presentazione del reportage "Dolomiti, Montagne, Uomini, Storie", un viaggio in sei straordinari film realizzati dal giornalista e scrittore insieme con con Fausta Slanzi e Nicola Berti.Si tratta di un viaggio «alla scoperta della straordinarietà paesaggistica dei "Monti Pallidi"», per riconoscere la loro eccezionale importanza per la storia della Terra, le storie di donne e uomini che, vivendoci da secoli, ne hanno connotato il paesaggio, l'economia e la cultura.Badaloni sarà alle 20 al cinema Visionario, al primo piano del complesso cinematografico, per incontrare a porte chiuse i lettori del Messaggero Veneto che partecipano alla communty web Noi Mv. L'incontro sarà coordinato dal direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier. Successivamente, alle 21, sempre al Visionario, alla sala Astra, Badaloni, in dialogo con Monestier, parlerà agli spettatori che seguiranno poi la proiezione del docufilm. All'incontro interverrà anche Maria Grazia Santoro, assessore alle Infrastrutture Fvg e presidente della Fondazione Dolomiti Unesco.A chi è partecipe della community Noi Mv, dunque, è riservata la possibilità di incontrare Badaloni, autore dei 6 dvd "Dolomiti, montagne, uomini, storie" presto in edicola col Messaggero Veneto. Gli accreditati delle ore 20 che volessero partecipare anche alla presentazione (aperta a tutti fino a capienza della sala), dovranno scrivere a "eventi@messaggeroveneto.it" (dopo essersi accreditati all'incontro con l'autore) e gli verrà così riservato un posto in sala Astra.
29 SETTEMBRE 2017 L’Adige | 29 Settembre 2017
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p. 45 Primi cartelli Dolomiti UNESCO affissi a Madonna di Campiglio TRE VILLE Sono stati posizionati nei giorni scorsi a Madonna di Campiglio, nel comune di Tre Ville, i primi cartelli segnaletici indicanti l'appartenenza del comune al territorio delle Dolomiti patrimonio Unesco. L'iniziativa prevede una cartellonistica dedicata che segnala che si è nel Bene Naturale Dolomiti Unesco che sarà posizionata nei territori dolomitici del Trentino, Val di Fiemme, Val di Fassa, Primiero, Val Rendena (Latemar, Catinaccio, Marmolada, Pale di San Martino, Dolomiti di Brenta). A distanza di 8 anni dalla proclamazione Unesco prosegue il lavoro che la Provincia autonoma di Trento svolge, di concerto con gli altri 4 territori (Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine), per armonizzare le politiche di gestione del Bene, che fa capo alla Fondazione Dolomiti. Grandi e belle foto con la scritta Dolomiti Unesco e il gruppo di riferimento campeggiano già lungo le strade delle Dolomiti trentine. In Val di Fiemme, così come in Val di Fassa, nel Primiero e in Val Rendena a nessun abitante, turista o persona di passaggio può sfuggire che quello che si sta attraversando è un territorio dolomitico appartenente al Patrimonio dell'Umanità. Una modalità che accomuna anche la Provincia di Bolzano ed territori veneti e friulani delle Dolomiti. Trentino | 29 Settembre 2017
p. 21 I cartelli “Patrimonio UNESCO” TRENTO Sono stati posizionati nei giorni scorsi a Madonna di Campiglio, nel comune di Tre Ville, i primi cartelli segnaletici indicanti l’appartenenza del comune al territorio delle Dolomiti patrimonio Unesco. L’iniziativa prevede una cartellonistica dedicata che segnala che si è nel «Bene Naturale Dolomiti Unesco» che sarà posizionata nei territori dolomitici del Trentino, Val di Fiemme, Val di Fassa, Primiero, Val Rendena (Latemar, Catinaccio, Marmolada, Pale di San Martino, Dolomiti di Brenta). A otto anni dalla proclamazione Unesco prosegue quindi il lavoro che la Provincia di Trento svolge, di concerto con gli altri 4 territori (Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine), per armonizzare le politiche di gestione del Bene, che fa capo alla Fondazione Dolomiti. Grandi e belle foto con la scritta Dolomiti Unesco e il gruppo di riferimento campeggiano già lungo le strade delle Dolomiti trentine. In Val di Fiemme, così come in Val di Fassa, nel Primiero e in Val Rendena a nessun abitante, turista o persona di passaggio può sfuggire che quello che si sta attraversando è un territorio dolomitico appartenente al Patrimonio dell'Umanità.
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Corriere delle Alpi | 29 Settembre 2017
p. 38 “La montagna fertile, mostre”, convegni, incontri di Martina Reolon BELLUNO 62 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Guardare alle montagne con uno sguardo più ricco, cosciente e aperto. Questo l'obiettivo che, 21 anni fa, ha portato alla nascita di "Oltre le vette - Metafore, uomini, luoghi della montagna". Una rassegna che è andata sempre più crescendo e che continua ad essere animata da una "filosofia" precisa: «Ricordare ai Bellunesi che sono abitanti e custodi di una ricchezza straordinaria. E che Belluno è città di montagna», come evidenziato da Marco Perale, assessore alla cultura. Non a caso il tema scelto per l'edizione di quest'anno, che è appunto la ventunesima, è "La montagna fertile", intesa come spazio per la tutela di una biodiversità sempre più preziosa, per la produzione di beni dall'autenticità di gusti e componenti spesso perdute, per un'occasione di lavoro e vita per giovani che trovano nuove dimensioni professionali.«Il calendario di "Oltre le vette 2017" è ricchissimo: 30 appuntamenti a cui si aggiungono tre mostre. Si comincia venerdì 6 ottobre e si continua fino al 15», mette in risalto Flavio Faoro, direttore artistico della rassegna, organizzata anche quest'anno dal Comune e gestita dalla Fondazione Teatri delle Dolomiti. «In linea con il tema, abbiamo scelto un'immagine realizzata dallo studio grafico Meemu di Martina Gennari: un cervo, animale che in questi anni sta rappresentando un problema, ma che mezzo secolo fa era quasi scomparso. L'invito è quello a riflettere sul rapporto tra uomo e natura, sulla convivenza, sulla coabitazione in uno spazio comune. E anche sul problema dello spopolamento».Alla "montagna fertile" sono dedicati due eventi, entrambi nella giornata di giovedì 12 ottobre: una tavola rotonda, coordinata dal sociologo Diego Cason, a cui parteciperanno giovani protagonisti della piccola rivoluzione agricola e zootecnica indotta in montagna dai cambiamenti climatici; la presentazione del film "Dolomiti Economia del Bene comune", con il giornalista Piero Badaloni e persone che hanno scelto di vivere in montagna. «La rassegna aprirà il 6 ottobre, alle 17.30 a Palazzo Fulcis, con l'inaugurazione della mostra di fotografie di Georg Tappeiner "Dolomiti: il cuore di pietra del mondo"», continua Faoro. «Sabato 7, a Palazzo Crepadona alle 18, taglio del nastro della seconda mostra, "Foulard delle montagne": 70 pezzi già esposti a Courmayeur, a cui si aggiungerà il foulard realizzato per "Oltre le vette". L'esposizione è itinerante e da Belluno andrà a Bilbao». Nel ricco programma che conta sul sostegno di diversi sponsor, in primis la Fondazione Cariverona - spazio anche a volti noti, ospiti del Teatro comunale: Bruno Brunod, lo sky runner valdostano detentore di tanti record (6 ottobre); Enrico Mosetti, giovane guida alpina di Gorizia (venerdì 13); Franco Perlotto, alpinista, cooperatore internazionale e gestore di rifugi (sabato 14). Ci sarà poi la presentazione della ristampa anastatica del volume di Giuseppe Mazzotti "La montagna presa in giro" (sempre sabato 14), alla presenza di Mauro Corona. Lunedì 9 ottobre sarà invece illustrato il volume, atteso da alcuni anni, che il compianto Maudi De March aveva messo in cantiere già per la sua tesi di laurea. «Ma gli eventi sono molti altri ancora», fa presente Valeria Benni, direttore organizzativo, che ha ricordato che tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. «Abbiamo però deciso quest'anno di avviare una sperimentazione, "Oltre le vette spirit": all'ingresso di alcuni eventi ci sarà la possibilità di effettuare un'offerta libera a sostegno della manifestazione». Partecipa anche quest'anno alla rassegna la Fondazione Architettura Belluno Dolomiti, che organizza uno degli eventi più importanti: l'incontro con il teologo Vito Mancuso, la mattina di sabato 7 ottobre al Comunale. Ma anche la mostra "Architettura arco alpino", come spiegato dalla presidente Francesca Bogo, e la conferenza sul Villaggio Eni. «La sinergia tra pubblico e privato attivata negli ultimi tre anni ha portato buoni risultati», mette in risalto Renzo Poloni, presidente della Fondazione Teatri. «La rassegna ha scavalcato le vette ed è diventata sempre più un importante punto di riferimento, non soltanto a livello provinciale».
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Messaggero Veneto | 29 Settembre 2017
p. 42 Oggi le Dolomiti di Badaloni e il 6 ottobre il dvd Piero Badaloni sarà oggi a Udine per due importanti appuntamenti legati alla presentazione del reportage "Dolomiti, Montagne, Uomini, Storie", un viaggio in sei straordinari film realizzati dal giornalista e scrittore insieme con con Fausta Slanzi e Nicola Berti che sarà distribuito in sei dvd a partire dal 6 ottobre, con il Messaggero Veneto, a 8 euro e 50 centesimi piú il prezzo del quotidiano. Badaloni sarà alle 20 al cinema Visionario, al primo piano del complesso cinematografico, per incontrare a porte chiuse i lettori del Messaggero Veneto che partecipano alla community web Noi Mv. L'incontro sarà coordinato dal direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier. Successivamente, alle 21, sempre al Visionario, alla sala Astra, Badaloni, in dialogo con Monestier, parlerà agli spettatori che seguiranno poi la proiezione del docufilm. All'incontro interverrà anche Maria Grazia Santoro, assessore alle Infrastrutture Fvg e presidente della Fondazione Dolomiti Unesco. A chi è partecipe della community Noi Mv, dunque, è riservata la possibilità di incontrare Badaloni, autore dei 6 dvd "Dolomiti, montagne, uomini, storie" in edicola col Messaggero Veneto. Gli accreditati delle ore 20 che volessero partecipare anche alla presentazione (aperta a tutti fino a capienza della sala) dovranno scrivere a eventi@messaggeroveneto.it (dopo essersi iscritti all'incontro con l'autore) e gli verrà così riservato un posto in sala Astra.
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30 SETTEMBRE 2017 L’Adige | 30 Settembre 2017
p. 12 Bitm, ultimo giorno Quali sono le strade che stanno percorrendo i territori di montagna per vincere la concorrenza globale? Qual è il futuro del turismo montano? La sessione conclusiva della Bitm, stamattina dalle 10 a Palazzo Calepini (Fondazione Caritro), vedrà confrontarsi, tra gli altri, il segretario nazionale Confesercenti Mauro Bussoni, il senatore Franco Panizza, il vicepresidente Fondazione Dolomiti Unesco Mauro Gilmozzi, assessori e presidenti di categoria, moderati dal direttore dell'Adige Pierangelo Giovanetti.
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Alto Adige | 30 Settembre 2017
p. 8 Schizzano in alto i prezzi di alberghi e ristoranti BOLZANO Nel nuovo rapporto dell’Ire, l’Istituto di ricerca economica della Camera di Commercio, viene fotografata una situazione economica piuttosto buona in Alto Adige. Così buona da registrare un’impennata dei prezzi e una ritornata voglia di chiedere prestiti da parte delle famiglie, ma non delle aziende. A fine agosto 2017 risultavano iscritte al Registro della Camera di commercio 58.470 imprese. Rispetto ad agosto 2016 il loro numero è rimasto stabile (+0,1%). Per quanto concerne i singoli settori, il numero di imprese in provincia di Bolzano è diminuito nel commercio (-0,7%) e nel comparto manifatturiero (-0,4%). Si registra invece un aumento delle imprese nei servizi privati (+1,1%) e nell'edilizia (+0,5%). Nel secondo trimestre 2017 il numero di occupati in Alto Adige si è attestato mediamente a 251.645 unità, con una crescita dell'1% rispetto allo stesso trimestre del 2016. Da aprile a giugno 2017 il numero di persone in cerca di lavoro è stato mediamente pari a 8.671, con un tasso di disoccupazione del 3,3%. Ad agosto il livello dei prezzi a Bolzano è aumentato dello 0,9% rispetto al mese precedente. In quasi tutti i comparti si registrano aumenti di prezzo. Gli incrementi maggiori hanno riguardato trasporti (+2,2%), alberghi e ristoranti (+1,9%) e cultura (+1%). Negli ultimi dodici 66 Rassegna Stampa – Settembre 2017
mesi il livello dei prezzi è cresciuto del 2,9%. Si registrano rincari soprattutto per alberghi e ristoranti (+6,9%) e trasporti (+4,3%), ma sono aumentati anche i prezzi di alimentari e bevande (+2,4%) e sanità (+1,7%). Nello stesso periodo sono diminuiti i prezzi per le comunicazioni (-2,8%). Nel secondo trimestre del 2017 l'Alto Adige ha esportato merci per oltre 1,22 miliardi di euro, con un aumento del 10,1% rispetto al medesimo trimestre del 2016. L'incremento ha riguardato tutti i comparti, in particolare mezzi di trasporto e relativa componentistica (+28,7%) e macchinari e apparecchiature (+19,7%). Analizzando le esportazioni per paese si registrano aumenti verso Cina (+60,2%), Francia (+19,9%) e Austria (+14,7%), mentre sono calate le esportazioni verso il Regno Unito (-9,7%). Nei primi sette mesi del 2017 le presenze turistiche in Alto Adige sono state oltre 18,3 milioni. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente si registra un aumento del 3,2%, pari a quasi 574.000 pernottamenti. Sono aumentate le presenze di ospiti provenienti sia dall'Italia (+4,2%), sia dalla Germania (+2,5%) e dagli altri Paesi esteri (+3,7%). I dati relativi a dicembre 2016 evidenziano come nel complesso i prestiti bancari in essere a clientela residente in provincia di Bolzano siano leggermente aumentati nei dodici mesi precedenti (+0,7%). L'aumento ha però riguardato solamente i prestiti alle famiglie (+5,2%), mentre sono diminuiti quelli alle imprese (-0,5%), alle società finanziarie e assicurative (-0,9%) e alle amministrazioni pubbliche (-3,6%). A settembre l'indice del clima di fiducia di imprese e consumatori (Economic sentiment indicator) dell'Eurozona è cresciuto rispetto al mese scorso, attestandosi a 113 punti. In Italia l'indice è significativamente migliorato per il secondo mese di fila, attestandosi a 110,9 punti. Si tratta del valore più alto degli ultimi dieci anni. Il miglioramento è imputabile soprattutto all'incremento della fiducia dei consumatori e delle imprese del commercio. Il clima di fiducia è aumentato anche in Germania, attestandosi a quota 112,4. Corriere delle Alpi | 30 Settembre 2017
67 Rassegna Stampa – Settembre 2017
p. 33 Cadore "Capitale della Cultura": Venerdì presentazione del dossier PIEVE DI CADORE Sarà presente anche il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, alla presentazione del dossier con il quale il Cadore si candida a "Capitale della Cultura 2020": l'incontro venerdì prossimo alle 12.30 a Palazzo Piloni, a Belluno. «Non era mai successo che a candidarsi in tal senso fosse un'area tanto vasta, un insieme di valli e di 22 Comuni», afferma la Magnifica, promotrice della proposta, «finora erano state infatti solo singole città. Per questo motivo la candidatura del Cadore assume una valenza del tutto originale». Le peculiarità della proposta e i contenuti del dossier che la sostengono saranno appunto il tema della conferenza stampa del 6 ottobre. Insieme al presidente della Magnifica, Renzo Bortolot, e al sottosegretario Baretta, interverranno la presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, Marcella Morandini; il presidente di Confindustria Belluno, Luca Barbini; Riccardo Palmerini, di Apindustria Servizi, curatore del progetto. L'idea di partecipare al bando per la scelta della capitale culturale 2020 l'ha avuta il sindaco di Selva di Cadore, località nel cui museo si conserva lo scheletro di un cacciatore delle Dolomiti vissuto 7.500 anni fa e rimasto sepolto nel sito di Mondeval. Il sindaco, per dare più visibilità al suo museo, ha suggerito alla giunta di proporre appunto la candidatura del territorio a capitale della cultura 2020. Essendo Selva troppo piccola, la candidatura è stata allargata ai 22 Comuni del Cadore. (v.d.) Corriere delle Alpi | 30 Settembre 2017
p. 27 Turismo, strategie di sviluppo messe a punto in sala Stemmi La definizione delle strategie turistiche per il futuro passa da Feltre. Si è svolto in sala degli Stemmi il terzo incontro organizzato dalla Dmo Dolomiti e dal centro di ricerca bolzanino Eurac che ha coinvolto una quarantina di soggetti tra associazioni di categoria, rappresentanti delle categorie economiche e dei settori del turismo. Presente anche il consorzio Dolomiti Prealpi. «È stato un incontro proficuo per la realizzazione del piano destinato a rilanciare il turismo nel Bellunese», dice il presidente Lionello Gorza, intervenuto con la vicepresidente Alessandra Magagnin. «Siamo soddisfatti che Feltre, il Feltrino e la Valbelluna si siano presentati al meglio, attraverso le bellezze artistiche di un centro culturale d'eccellenza come Feltre e i sapori del territorio». I ricercatori di Eurac hanno visitato la galleria Rizzarda e il teatro La Sena. (sco) 68 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Corriere delle Alpi | 30 Settembre 2017
p. 37 Libro di Dal Mas a Bolzano "Dolomiti, un'avventura sospesa tra sogni e realtà" sarà presentato oggi a Bolzano nell'ambito dell'edizione bolzanina del Film Festival di Trento. L'appuntamento con l'autore, il bellunese Giuliano Dal Mas, è alle 11 nella sala dell'antico municipio, in via Portici 30. Nel volume, pubblicato quest'estate da Curcu & Genovese, Dal Mas accompagna il lettore in una sorta di viaggio tra sogno e realtà, che va dai Monti del Sole alle Alpi Feltrine, passando per la catena del Visentin, il Massiccio del Grappa, San Sebastiano, arrivando poi alle Pale di San Martino». Ma nel libro, che conta oltre 200 pagine, non mancano Civetta, Pelmo, Spiz de Mezzodì, Pramper, Bosconero, Duranno, Bivera. E, naturalmente, la Schiara, «la montagna del nostro primo sogno. Di quando siamo nati. Di quando abbiamo aperto gli occhi alla vita. Parto sempre da lei», sottolinea Dal Mas, che nel 2015 ha pubblicato "Schiara. Montagna Regina", libro un po' "figlio" di "Via Alta Feltrina". (m. r.)
69 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Messaggero Veneto | 30 Settembre 2017
p. 30 Il viaggio di Badaloni: «Nelle Dolomiti friulane c'è la montagna più vera» di Melania Lunazzi 70 Rassegna Stampa – Settembre 2017
Un pubblico dei grandi numeri - con molta gente che non ha potuto entrare - ha accolto ieri al cinema Visionario la proiezione di Dolomiti Montagne Uomini Storia, il documentario realizzato dal giornalista televisivo Piero Badaloni con l'appoggio della Fondazione Dolomiti Unesco. «Ho provato a raccontare le Dolomiti come bene unico, a partire dagli stessi abitanti, a prescindere dalla regione o dalla provincia di appartenenza» ha detto ai partecipanti alla conferenza organizzata da Noi Messaggero Veneto che ha preceduto la proiezione, intervistato dal direttore Omar Monestier.Grande appassionato di montagne, frequentatore in particolare della Val di Fassa («è lì che ho deciso di sposare mia moglie») Badaloni ha realizzato un reportage attraverso alcuni temi che accomunano tutto il territorio su cui insistono le Dolomiti, dall'area del Brenta fino alla nostra regione: le caratteristiche geologiche del territorio ovvero l'aspetto scientifico, la storia della conquista delle cime, la bellezza sublime del paesaggio, la presenza di leggi comuni e millenarie che regolano gli equilibri dell'ecosistema (come le regole e il maso chiuso) e infine gli abitanti. «Non c'è stata la preferenza di un'area rispetto ad un'altra, né un'influenza proporzionale ai finanziamenti elargiti da ciascuna regione o provincia, perché si tratta di tratti comuni a tutte le zone». E le nostre Dolomiti, le conosceva? «Ho fatto un giro di più giorni tra le Dolomiti Friulane, che non conoscevo: devo dire che qui i rifugi sono veri rifugi. Credo che ci sia la montagna più vera, proprio perché più selvaggia. E la gente che si incontra nei rifugi durante le traversate è diversa da quella che compie un'escursione giornaliera».Durante l'intervista sono stati toccati anche temi d'attualità, come la moda diffusa dei concerti in quota, con grandi numeri anche nella nostra regione, e quello della chiusura temporanea di passi o zone d'alta quota, come è successo a Passo Sella: «Sono entrambe iniziative sagge, se condotte in modo intelligente». Un viaggio, quello di Badaloni che ha portato a molte scoperte, come quella che sulla montagne esistono reperti di uomini molto più antichi di Ötzi. La serata è stata introdotta dalla Presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, l'assessore regionale Mariagrazia Santoro: «Mi piace definire la Fondazione Unesco un tavolo attorno cui si siedono gli amministratori. All'inizio la nostra regione era rimasta un po'ai margini, ma senza di noi non ci sarebbe stato l'inserimento nella lista Unesco. Ora il nostro obiettivo è fare conoscere sempre di più questo patrimonio, perché dobbiamo essere noi capaci di raccontarlo. Per questo stiamo lavorando ad un progetto che si chiama Dolomiti in città». E sull'altro versante, quello di chi in montagna ci vive, cosa fa la politica? «Credo - così la Santoro - sia stato fatto molto e che ancora si sta facendo. Ma dobbiamo evitare l'assistenzialismo, cercando invece strumenti che fanno impresa sui monti, come è stato con l'albergo diffuso». Alla serata hanno portato un saluto anche il sindaco di Udine, Furio Honsell, il presidente della Società Alpina Friulana - coorganizzaritce dell'evento - Antonio Nonino e, per il Cai regionale, l'avvocato Aldo Scalettaris. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Messaggero Veneto | 30 Settembre 2017
p. 30 71 Rassegna Stampa – Settembre 2017
La gestione del paesaggio delle Dolomiti Dalle 9.30 alle 17.30 di oggi nella sede del Parco delle Dolomiti friulane di Cimolais appuntamento col workshop "Pianificare sconfinando 3: strumenti unitari per la gestione del paesaggio nelle Dolomiti Unesco". Obiettivi dell'incontro fare un passo avanti nella costruzione di regole comuni per il progetto di paesaggio nelle Dolomiti friulane e condividere una proposta per "l'invariante paesaggistica". L'evento è organizzato in collaborazione con Ordine degli architetti e Ppc di Pordenone. Per informazioni è possibile contattare Irma Visalli al 347-4005973 o scrivere a irmavisa@me.com.
72 Rassegna Stampa – Settembre 2017