Vittorio Cagnoni
Kelly
silenziosamente, mette a rischio la propria incolumità salvando molte vite. Dopo la Liberazione promuove la rinascita dello scautismo italiano continuando a dedicarsi intensamente alla formazione degli Scout, fino alla prematura dipartita. Sostenuto da una solida fede in Dio e dotato di una fortissima personalità, la sua è un’esistenza votata all’amore per il prossimo, per i giovani, per lo scautismo.
€ 20,00
La collana tracce intende offrire ai capi scout e agli educatori indicazioni metodologiche e sussidi pratici per lasciare le tracce che servono a orientare il cammino dei loro ragazzi.
Vittorio Cagnoni Kelly - Giulio Cesare Uccellini
Vittorio Cagnoni. Nato a Chiavenna (SO) nel 1946, conobbe mons. Ghetti nel 1959 che lo introdusse immediatamente nello scautismo. Ha pronunciato la Promessa il 29 giugno 1960 percorrendo tutto il sentiero Scout nel MI I. Ha avuto modo di avvicinare e conoscere molte Aquile Randagie, raccogliendo notizie, informazioni e testimonianze. Autore e collaboratore di numerose pubblicazioni a tema Scout, sempre attivo, in seno all’Ente Baden, nel promuovere quel “certo modo” di intendere lo scautismo, ispirato in primo luogo al pensiero di don Andrea Ghetti-Baden. Sposato, con due figlie, svolge diversi servizi nello scautismo e nel sociale.
Di fronte alla prepotenza del fascismo Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, è fra i primi e fra i pochi che si ribellano fondando il Gruppo Scout clandestino delle Aquile Randagie, che guida ininterrottamente per 17 anni. In un ambiente violento e volgare difende strenuamente i valori di giustizia, verità e libertà; sopporta sulle proprie spalle le traversie delle AR, patendo anche la violenza fisica dei fascisti, e nell’ora più buia della guerra,
Giulio Cesare Uccellini
Lo scoutismo non è solamente un metodo educativo, ma bensì un movimento mondiale con una gerarchia propria, proprie tradizioni, caratteristiche ecc. il cui sistema pedagogico ha per scopo di formare un tipo ben definito: LO SCOUT, causa e meta dello scoutismo stesso. Non tutti possono essere Scout, bisogna avere delle possibilità morali e fisiche speciali, quasi direi una vera e propria vocazione. Lo Scout deve essere l’individuo di carattere, leale, puro, gioioso, capace di bastare a se stesso e sempre pronto ad aiutare gli altri, deve avere spirito di iniziativa, di sacrificio, essere amante della natura, della vita all’aperto, deve, soprattutto, servire ed amare Dio per convinzione e non per convenzione. Kelly