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Gruppo Finlogic: Forme di Futuro | Anno 2 N. 11 Speciale Etichette Premium

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Future Proof - (Pre)visioni

L’IDENTITÀ DELL’ETICHETTA: STRATEGIE, TECNOLOGIE E PROSPETTIVE FUTURE

Editoriale di Dino Natale - CEO Gruppo Finlogic

C'è una convinzione che, nel nostro settore, ci accompagna da sempre: un prodotto può essere eccellente, ma è la sua capacità di comunicare il proprio valore a renderlo davvero competitivo.

L'etichetta rappresenta proprio questo. Non è un semplice elemento adesivo applicato a una confezione, ma il punto d'incontro tra il prodotto, il marchio e il consumatore. È identità, informazione, sicurezza, tracciabilità, conformità normativa e giocando con la luce, i volumi e la texture, sempre più spesso, emozione. È il primo messaggio che un'azienda trasmette al mercato. Ma se c'è un modo in cui questo valore trova oggi

una sua ulteriore e immediata esaltazio ne visiva e sensoriale, è la nobilitazione: l'insieme di lavorazioni - lamine, rilievi, verniciature, finiture speciali - che trasformano la superficie di un'etichetta giocando con la luce, i volumi e la texture. Ed è proprio alla nobilitazione che dedichiamo questo numero di Forme di Futuro.

Il Gruppo Finlogic è nato costruendo la propria leadership sulle etichette funzionali: quelle che ogni giorno permettono la gestione della logistica, identificano prodotti, riportano dati variabili, garantiscono la tracciabilità lungo tutta la filiera e supportano i processi produttivi in migliaia di aziende. Que-

Gruppo Finlogic: Forme di Futuro - n. 11 - 2026

sto continua a rappresentare un patrimonio di competenze che ci rende un punto di riferimento in numerosi settori industriali.

Ma il mercato evolve e con esso evolve anche il ruolo dell'etichetta.

Negli ultimi anni abbiamo intrapreso un importante percorso di crescita, investendo in nuove tecnologie, ampliando la nostra capacità produttiva e, soprattutto, integrando nel Gruppo aziende con competenze distintive. Ogni acquisizione non ha rappresentato soltanto un incremento dimensionale, ma un arricchimento del nostro patrimonio industriale e tecnologicoe la storia che ha segnato l'estate del Gruppo ne è la dimostrazione più recente.

Con l'ingresso di Sanfaustino Label, che porta in dote due stabilimenti e oltre trent'anni di esperienza nella pro-

duzione di etichette, il Gruppo acquisisce un know-how di assoluto livello nella lavorazione di etichette ad alto valore estetico, aprendosi con ancora maggiore forza a mercati particolarmente esigenti come il wine & spirits, la cosmetica e altri comparti premium, nei quali qualità di stampa, materiali, finiture e ricercatezza grafica rappresentano elementi fondamentali per il posizionamento del prodotto. Non si tratta soltanto di una questione di strutture e di fatturato, per quanto i numeri parlino chiaro: quello che colpisce, parlando con chi quell'azienda la guida ancora oggi, è quanto la crescita dimensionale si intrecci con una storia molto più intima, fatta di fratelli che lavorano insieme da una vita e di collaboratori che restano in azienda per decenni.

Questa evoluzione amplia e arricchisce la nostra offerta, senza cambiarne l'identità. Continuiamo ad essere il

n. 11 - 2026

partner di riferimento per le etichette funzionali e industriali, affiancando a questa consolidata competenza la capacità di sviluppare soluzioni che valorizzano in modo determinante la percezione del marchio e il valore del prodotto.

L'etichetta, infatti, non svolge più una sola funzione. Da una parte comunica dati, identifica, certifica e garantisce la tracciabilità; dall'altra racconta una storia, esprime la personalità di un brand e crea un legame emotivo con il consumatore. In pochi centimetri quadrati convivono tecnologia, design, sostenibilità, sicurezza e marketing.

È in questa duplice anima, e in particolare nella nobilitazione che la rende visibile e tangibile, che si gioca oggi una delle maggiori opportunità per il nostro Gruppo.

Le recenti acquisizioni, gli investimenti produttivi e il continuo miglioramento della qualità ci consentono di affrontare il mercato con una proposta sempre più completa. Un'offerta capace di soddisfare tanto le esigenze dell'industria quanto quelle dei marchi che cercano nell'etichetta un elemento distintivo della propria identità.

Come Gruppo Finlogic continueremo a investire in innovazione, sostenibilità, capacità produttiva e specializzazione, con la consapevolezza che il futuro dell'etichetta sarà sempre più orientato verso soluzioni intelligenti, performanti e capaci di creare valore.

Perché un'etichetta non identifica semplicemente un prodotto. Ne racconta

la qualità. Ne valorizza l'immagine. Ne garantisce l'affidabilità. E, spesso, è il primo motivo per cui quel prodotto viene scelto.

È questa la sfida che ogni giorno affrontiamo con passione: trasformare un piccolo elemento in un grande fattore di competitività. Ed è una sfida che, insieme, continueremo a vincere.

Le pagine che seguono raccontano tutto questo più da vicino: le macchine, i processi e le idee che permettono di trasformare un'etichetta in un elemento nobilitato di pregio.

Dietro ogni tecnologia e ogni processo, tuttavia, c'è sempre l'intelligenza e la visione di chi sceglie di investire sul futuro, trasformando l'eccellenza industriale in un patrimonio condiviso.

Naturalmente tutto questo non sarebbe possibile senza il contributo delle persone. Dietro ogni etichetta, in ogni realtà del nostro Gruppo - da Finlogic a Sanfaustino Label - ci sono competenze, esperienza, attenzione al dettaglio e una costante ricerca della qualità. Ed è questo patrimonio umano condiviso che ci permette di crescere insieme, mantenendo elevati gli standard che i nostri clienti si aspettano da noi.

È su questa sintesi di valori e di storie che si fonda l'intervista a Emilio Frigoli, Amministratore Delegato di Sanfaustino Label: un racconto profondo su cosa significhi scegliere di far confluire una realtà imprenditoriale fondata con passione in un progetto più ampio, e su come immaginare insieme il futuro del settore dell'etichettatura.

Da questa storia parte poi un ragionamento più ampio, filo rosso del numero: perché proprio la nobilitazione, oggi, conta così tanto? La risposta non è univoca, perché cambia a seconda dei mercati, delle esigenze e dei materiali.

È una sfida che si affronta mettendo in campo competenze e sensibilità diverse, come quelle che Sanfaustino Label, Jolly, Combigraf e Il Nastro portano nel Gruppo, unendo esperienze complementari attorno a un'unica visione di qualità.

Ma la nobilitazione non è soltanto una questione di estetica o di posizionamento sul mercato: dietro a ogni finitura c'è prima di tutto la concretezza della tecnologia. Un aspetto che ci porta direttamente nel cuore dei reparti produttivi, alla scoperta delle macchine di stampa e dei processi che trasformano l'intuizione in realtà. Dal desktop delle cantine, dove tec-

nologie come Finlabel permettono di gestire internamente la stampa senza rinunciare a un risultato professionale, fino alla produzione industriale ad alto volume della tecnologia HP Indigo, che oggi compete alla pari con l'offset tradizionale, ricostruiamo i tre livelli su cui si muove oggi la filiera, e la scelta, sempre più diffusa tra i brand, di non doversi più fermare a un solo livello.

C'è poi un momento in cui tutto questo, i materiali, le tecnologie, il know-how, si traduce in un gesto talvolta molto semplice come ad esempio la scelta di una bottiglia sullo scaffale. È il tema che raccontiamo a partire dall'etichetta in velcro di Mister Bio Ribolla Gialla, pensata perché la prima impressione tattile confermi, prima ancora della lettura, l'identità del prodotto, e attraverso le parole di Andrea Bonato di Le Rive e Adriano Vendramini di Playroom, raccolte durante il Kick Off 2026 del Gruppo, sul ruolo che il packaging gioca nei

pochi secondi in cui si decide un acquisto. Alla stessa domanda, quella su cosa renda un materiale davvero credibile agli occhi di chi lo sceglie, risponde anche il capitolo dedicato alla sostenibilità: raccontiamo cosa il Gruppo ha portato a Packaging Première, dai film plastici Ocean Bound PP Clear e Carbon Action alle carte Cane Fiber e Apple Touch FSC, fino a un'applicazione lontana dal vino e dal cibo, quella delle strisce per hairstyling firmate Solage, a dimostrazione che il tema attraversa ormai settori anche distanti tra loro.

Chiudiamo il numero con un caso che, più di ogni altro, mostra dove può arrivare questa ricerca quando si spinge oltre lo standard: un progetto di altissima gamma realizzato per Borgo Conventi, cantina del gruppo Villa Sandi, in cui la tecnica e la precisione artigianale si fondono per dare vita a una lavorazione davvero unica. Un progetto nato per costruire valore, che racchiude in fondo la promessa con cui siamo partiti: dimostrare che, dietro a ogni grande etichetta, c'è una visione capace di trasformare la materia in identità.

Perché quando la tecnica incontra l'intuizione, il dettaglio smette di essere un semplice contorno e diventa il punto esatto in cui il valore prende forma.

F I N L

Future Proof(Pre)visioni L’identità dell’etichetta: strategie, tecnologie e prospettive future Editoriale di Dino Natale

Innovation Le tecnologie che stanno ridisegnando l'etichetta nobilitata di Aldo Pisanello

News dal Gruppo Finlogic Sanfaustino Label entra nel Gruppo Finlogic: la ventesima acquisizione allarga la filiera dell'etichettatura di qualità

Labelling La nobilitazione come strumento di comunicazione strategica

Opportunità

Etichetta nobilitata: il valore che si vede, si tocca e si sceglie sullo scaffale

Green

Le etichette sostenibili

raccontate a Packaging Première

InsidePeople of Finlogic Sanfaustino Label, intervista a Emilio Frigoli

C

Caso studio

Oltre i confini dell'etichetta: quando la nobilitazione diventa alta definizione di lusso

LE TECNOLOGIE CHE STANNO RIDISEGNANDO L'ETICHETTA NOBILITATA

di Aldo Pisanello - CTO Gruppo Finlogic

Per produrre una buona etichetta serve la giusta tecnologia di stampa. Infatti una texture curata, una scelta cromatica precisa o la grammatura della carta trasformano un'informazione tecnica in un'esperienza sensoriale ed emozionale. Questo passaggio dall'utile al memorabile ha un nome preciso: nobilitazione.

È l’incontro tra lavorazioni come la stampa a caldo, le verniciature UV, i rilievi a secco, le laminature e gli effetti materici a trasformare un'etichetta ordinaria in una da ricordare.

Ma dietro ogni effetto “premium” c'è una tecnologia di stampa che lo rende possibile. E il modo in cui scegliamo quella tecnologia - desktop o industriale, on demand o a grandi volumi - cambia radicalmente cosa un brand

può permettersi di fare, e conquanta rapidità.

Da questo punto di vista, gli ultimi anni hanno portato un cambio di paradigma reale. Non parliamo più solo di "stampare meglio", ma di stampare quando serve, nella quantità che serve, senza subire i vincoli di impianto e le tirature minime che per decenni hanno frenato la personalizzazione.

È una rivoluzione silenziosa, che nel nostro settore si gioca su livelli diversi: da un lato le macchine che un'azienda acquista e gestisce in autonomia, stampando in casa; dall'altro le lavorazioni più complesse, che restano appannaggio di una produzione specializzata come quella di Finlogic.

Il livello desktop: quando l'azienda diventa la propria tipografia

Sempre più aziende - pensiamo in particolare al mondo vitivinicolo, dove ogni annata, ogni vigneto, ogni edizione limitata può richiedere una grafica diversa - hanno smesso di dipendere interamente da fornitori esterni per la stampa delle etichette a colori. La tecnologia laser a secco, penso in particolare alla serie OKI Pro1040 e Pro1050, ha reso possibile portare in casa una qualità professionale a 1200 dpi, in quadricromia o addirittura a 5 colori con il bianco coprente, su un'ampia gamma di supporti, dalla carta naturale ai materiali sintetici.

Il vantaggio non è solo economico, ma strategico: significa poter rispondere in tempo reale a normative dell'ultimo minuto, richieste di private label, campionature per l'export in lingue diverse.

È la logica che noi di Gruppo Finlogic abbiamo tradotto in Finlabel, la soluzione pensata per le cantine e le aziende che vogliono gestire internamente la stampa delle proprie etichette senza rinunciare a un risultato di livello professionale.

OKI PRO1050
Finlabel

Il livello industriale: la produzione on-demand che non si ferma

Quando i volumi crescono, ma la necessità di flessibilità resta identica, entra in gioco un secondo livello di tecnologia: sistemi che uniscono motore di stampa e automazione del processo. È il caso di Plavi ES9542R, che abbina la stampante OKI a 5 colori (CMYK+Bianco) a un avvolgitore automatico DPR, garantendo una produzione continua e versatile, capace di reggere ritmi industriali man-

tenendo intatta la logica dell'on-demand.

È qui che la nobilitazione digitale mostra la sua vera forza: non è più necessario scegliere tra qualità artigianale e velocità produttiva. Un sistema come questo permette di alternare grafiche diverse, gestire dati variabili e mantenere una resistenza del prodotto finito (a sostanze chimiche, UV, umidità) pensata per contesti industriali reali.

OKI Plavi ES9542R

L'alto volume: la stampa digitale che compete con l'offset

E se voleste etichette di qualità superiore e più complesse? Anche in questo caso vi aiuta Finlogic. A differenza dei casi precedenti, qui non si tratta di macchine che il cliente compra per sé e stampa in casa, ma di lavorazioni avanzate che produciamo direttamente noi per poi inviarle al cliente. Parliamo di tecniche come la serigrafia, la laminazione in oro, la flessografia e, infine, la stampa digitale.

Infatti ci sono macchinari digitali che hanno raggiunto - e in molti casi superato - la qualità della stampa offset tradizionale: la tecnologia LEP (Liquid Electrophotography) di HP Indigo è oggi lo standard di riferimento per

la produzione industriale di etichette digitali su grandi tirature, con la possibilità di lavorare senza lastre né cliché e quindi senza i tempi e i costi di avviamento della stampa convenzionale.

Non è un caso che il Gruppo Finlogic abbia investito in modo consistente su questa tecnologia: 8 macchine HP sono oggi operative all'interno del Gruppo, un parco macchine che ci permette di coprire l'intero spettro delle esigenze produttive dei nostri clienti - dalle piccole tirature personalizzate fino ai grandi volumi industriali - mantenendo sempre la stessa qualità nobilitante che il mercato oggi si aspetta.

Una filiera, tre velocità

Quello che rende interessante questo momento non è la singola tecnologia, ma la possibilità di scegliere il livello giusto per ogni esigenza, sapendo che l'intera filiera, a partire dal desktop di una piccola cantina fino alla produzione industriale ad alto volume, parla oggi lo stesso linguaggio: qualità, velocità, personalizzazione, sostenibilità dei materiali e degli sprechi.

L'etichetta nobilitata del futuro non sarà definita da una singola macchina, ma dalla capacità di un'azienda di muoversi fluidamente tra questi livelli, scegliendo ogni volta la tecnologia più

adatta al risultato che si vuole ottenere. Ed è proprio questo, credo, il senso più profondo dell'innovazione in questo settore: non rincorrere la tecnologia più nuova, ma saperla mettere al servizio di un'idea di qualità che resta, in fondo, sempre la stessa.

ews dal Gruppo Finlogic

SANFAUSTINO LABEL ENTRA NEL GRUPPO FINLOGIC: LA VENTESIMA ACQUISIZIONE ALLARGA LA FILIERA

DELL'ETICHETTATURA

DI QUALITÀ

Con l'acquisizione di Sanfaustino Label

S.p.A., Finlogic porta a venti il numero delle operazioni di M&A realizzate dal Gruppo e compie quello che l'amministratore delegato Dino Natale ha definito l'operazione più importante realizzata dal Gruppo negli ultimi anni. La crescita tramite acquisizioni è da tempo il nostro motore strategico.

Sebbene questa ventesima operazione si distingua per la sua particolare portata, il successo del Gruppo resta il risultato di un percorso condiviso. Sanfaustino Label, già affermata

come attore di primo piano nel settore delle etichette autoadesive, multipagina e sleeve, entra ora a far parte del nostro solido ecosistema industriale. Con le sue competenze verticali in termini di materiali e tecnologie di stampa, l'azienda porta in dote un patrimonio di capacità industriale e asset strategici che Finlogic definisce di indiscusso valore. L'integrazione di questa realtà - così come di tutte quelle che hanno contribuito a costruire il Gruppo nel tempo - si fonda su un modello consolidato basato su quattro pilastri: integrazione, innovazione, specializza-

zione produttiva e valorizzazione delle persone.

Questo approccio non sarebbe possibile senza il costante lavoro dei manager e di tutte le persone che, giorno dopo giorno, gestiscono con competenza la complessità di integrare realtà industriali diverse, trasformando le sinergie in valore concreto per l’intero Gruppo.

È proprio in questo contesto di eccellenza operativa che si inserisce il profilo tecnologico di Sanfaustino Label. Un esempio tangibile è rappresentato dai suoi due stabilimenti produttivi, supportati da laboratori di analisi interni e ambienti a temperatura con-

trollata. Questo permette all'azienda di garantire standard igienico-sanitari e qualitativi elevati, ideali per settori sensibili come quello farmaceutico, alimentare e chimico. Oltre a questi comparti ad alta complessità, Sanfaustino Label serve una vasta gamma di altri mercati, tra cui detergenza, logistica, GDO e il settore wine & oil.

Questa operazione è una delle più rilevanti degli ultimi anni che rappresenta il completamento di un percorso di crescita che, a livello nazionale nel settore dell'etichettatura, ha pochi precedenti e che rafforza ulteriormente la leadership industriale e commerciale già conquistata da Finlogic.

Le parole della famiglia Frigoli

Anche la famiglia Frigoli, alla guida di Sanfaustino Label, racconta questo passaggio come una risposta naturale a un settore che cambia più velocemente della singola impresa, per quanto solida. Giuseppe Frigoli, socio e presidente del Consiglio di Amministrazione, ha spiegato a nome dei fratelli di aver trovato in Finlogic il partner più adatto a garantire continuità e una prospettiva di sviluppo futuro: nonostante le dimensioni già consistenti raggiunte da Sanfaustino Label, il ritmo di trasformazione

del comparto rende ormai imprescindibile un percorso di aggregazione industriale.

Sono parole che restituiscono bene il contesto in cui si muove tutto il comparto del packaging e dell'etichettatura. Un tema che abbiamo già affrontato con forme di futuro in diverse occasioni, attraverso l’analisi delle dinamiche di settore e che qui trova, con l'ingresso di Sanfaustino Label nel Gruppo, una piena conferma sul piano della strategia industriale.

Una visione comune per il futuro del packaging

Fondata a Castrezzato, in provincia di Brescia, Sanfaustino Label porta con sé oltre trent'anni di dedizione al mondo del label & packaging. Oltre il notevole traguardo temporale, questo percorso rappresenta una solida eredità di competenze specialistiche che spaziano dalle etichette autoadesive alle soluzioni più avanzate come le multipagina, le shrink sleeves e le tecnologie RFID.

Tuttavia, il vero valore di questa esperienza risiede nella capacità di guardare costantemente avanti, orientando le proprie competenze per rispondere alle sfide globali più urgenti. È proprio questa vocazione all'avanguardia a guidare l’azienda verso nuovi traguardi, trovando una naturale sintonia con gli obiettivi di sostenibilità e innovazione che, fra gli altri, definiscono l'attuale strategia del Gruppo.

Sul fronte della sostenibilità, Sanfaustino Label riassume il proprio approccio in tre parole: ridurre, recuperare, riciclare e propone materiali con spessore ridotto, pensati per contenere il volume dei trasporti e, di conseguenza, le emissioni di CO2. È un terreno condiviso su cui il percorso di Sanfaustino Label incontra quello di Finlogic, con cui da tempo abbiamo intrapreso un cammino strutturato verso una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.

Questa comunione d’intenti si riflette

con forza anche nell'innovazione digitale. Sanfaustino Label di fatti, attraverso la creazione di una piattaforma proprietaria dedicata al print management, permette ai clienti di monitorare in tempo reale l’intero ciclo produttivo, dalla gestione degli ordini alla verifica dello stato dei materiali, fino al controllo dei processi di approvvigionamento.

Questa attenzione alla trasparenza e all’efficienza digitale non è che la naturale evoluzione di un mercato che richiede risposte sempre più immediate e tracciabili. Integrare questa visione significa offrire ai clienti un valore strategico tangibile, garantendo che ogni fase, dalla produzione alla consegna, sia governata con la massima precisione tecnologica.

In cammino verso il futuro, etichetta dopo etichetta

Questo nuovo ingresso non rappresenta il nostro punto d'arrivo, ma la conferma di un percorso che trasforma costantemente la visione in realtà industriale. Per Sanfaustino Label, questa nuova pagina si traduce nella possibilità di innestare la propria specializzazione tecnica - radicata in oltre trent'anni di eccellenza - in una rete più vasta, capace di moltiplicare il valore del proprio lavoro e di garantire una continuità solida e ambiziosa.

Allo stesso tempo, per la nostra azienda, questa operazione rappresenta l’innesto di un patrimonio di competenze che accelera il passo dell’intero Gruppo, proiettandolo verso traguardi che superano i confini nazionali. Il rifinanziamento sottoscritto in parallelo non è che il carburante di questo motore: uno sguardo già puntato oltre, pronto a cogliere le opportunità di un mercato globale in costante mutamento.

In definitiva, questa unione non si limita a sommare fatturati o stabilimenti, ma rappresenta la naturale convergenza di due vocazioni affini. Da Castrezzato, la storia di Sanfaustino Label smette di correre da sola per iniziare a scrivere, insieme al Gruppo Finlogic, un nuovo capitolo dell'industria di settore: una narrazione che parla di tracciabilità, di un futuro più sostenibile e di un ecosistema che, etichetta dopo etichetta, si fa sempre più trasparente,sostenibile e interconnesso.

Gruppo Finlogic: Forme di Futuro - n. 11 - 2026

Labelling

LA NOBILITAZIONE COME STRUMENTO DI COMUNICAZIONE STRATEGICA

Sullo scaffale, l'etichetta è il primo punto di contatto tra prodotto e consumatore. Quando alla grafica si integrano tecniche di nobilitazione - come verniciature UV a spessore, laminazioni o rilievi - il packaging smette di essere un puro supporto informativo per diventare una leva strategica. Trasformando la comunicazione in esperienza tattile, queste lavorazioni non solo definiscono il posizionamen-

to del brand, ma orientano attivamente la scelta d'acquisto, traducendo la presenza a scaffale in un reale vantaggio competitivo.

Spesso si discute molto di come si nobilita un’etichetta, ma il punto vero è un altro: dove e per quali prodotti questa scelta smette di essere solo un vezzo estetico per diventare un asset fondamentale del business.

Dalle necessità di mercato alla scelta tecnica della nobilitazione

Non tutti i settori merceologici hanno lo stesso rapporto con l'etichetta. In alcuni casi il suo compito resta essenzialmente informativo: tracciabilità, conformità normativa, leggibilità, poi però ci sono settori in cui l'etichetta smette di essere solo un supporto e diventa protagonista, una componente cruciale del valore percepito. Ed è proprio qui che la nobilitazione smette di essere un accessorio e si trasforma nel linguaggio con cui il prodotto comunica la sua identità.

Vino e distillati rappresentano probabilmente l'ambito privilegiato per queste lavorazioni. In un settore dove la scelta d'acquisto avviene spesso in pochi istanti basandosi su segnali di qualità impliciti, l'etichetta non si limita a descrivere il vino, ma ne attesta il posizionamento. Una laminazione opaca al tatto, il rilievo a secco sul nome della cantina o una lamina metallica che cattura la luce comunicano immediatamente il posizionamento del prodotto - che sia biologico, artigianale o di riserva - imponendosi sullo sguardo prima ancora che il consumatore arrivi a leggere le informazioni obbligatorie sul retro.

Olio extravergine e prodotti agroalimentari premium si affidano invece a una narrazione basata sulla concretezza. Qui l'etichetta definisce il profilo del prodotto attraverso scelte di supporto mirate: l'uso di carte naturali e texture ricercate stacca

nettamente l'articolo dalla proposta standard della grande distribuzione, restituendo al consumatore la percezione immediata di un prodotto lavorato con cura. L'obiettivo, in questo settore, è trasmettere la serietà di chi ha curato la filiera fin dall'origine, evitando ogni traccia di omologazione industriale.

Cosmetica e profumeria impongono standard di precisione assoluti. Le lavorazioni spaziano tra superfici lucide, effetti soft-touch e contrasti netti tra lamine metalliche e colori pieni. Oltre all'impatto visivo, la vera sfida in questo comparto è la tenuta tecnica. L'etichetta deve infatti resistere all'azione chimica di creme e oli con cui entra in contatto durante l'uso

quotidiano, oltre a tollerare l'umidità costante. Non è un dettaglio da poco, perché la qualità di un prodotto si misura anche dalla tenuta del suo packaging infatti, se l'etichetta si deteriora anche il valore percepito del prodotto sarà inevitabilmente compromesso.

Alla base di ogni scelta non c’è mai una regola universale, ma una tripli-

ce necessità ovvero quella di definire l'identità del prodotto, di intercettare il consumatore e presidiare il punto vendita. In questo equilibrio la tecnologia di stampa è uno strumento al servizio della visione giusta. Il vero valore risiede altrove: nella capacità di leggere il mercato e selezionare la lavorazione che trasforma l’etichetta in uno strumento di vendita concreto, capace realmente di fare la differenza.

L'ecosistema Finlogic: competenze specialistiche per progetti su misura

È proprio qui che il Gruppo Finlogic cambia le regole del gioco, superando il concetto di semplice fornitura tecnica per offrire un’esperienza sedimentata in decenni di attività. Il cuore del Gruppo batte in realtà produttive che hanno fatto della nobilitazione un’arte, prima ancora che un processo industriale.

L'ultima consociata a entrare nel Gruppo - Sanfaustino Label - rappresenta l’avanguardia nell’alto valore aggiunto, portando nel Gruppo un know-how unico nello sviluppo di etichette complesse, come le multipagina o le sleeve. A questa eccellenza si unisce la sapienza artigianale di Jolly, storica firma fiorentina dell’autoadesivo, che integra nella visione d'insieme una sensibilità estetica tutta italiana. La rete si espande poi con la solidità operativa di Combigraf e con la specializzazione tecnica de Il Nastro, punto di riferimento per settori esigenti

come il farmaceutico, il cosmetico e l'alimentare. Grazie a finiture ricercatedalla stampa a caldo a quella a freddo, fino ai rilievi UV a spessore - Il Nastro completa un mosaico di competenze distribuite sul territorio che non teme confronti.

La vera forza di questo assetto non risiede nella sola capacità produttiva, ma nel valore della consulenza. Il Gruppo non si limita a proporre una lavorazione, ma affianca il cliente in un percorso di progettazione che parte dall’analisi del posizionamento e del punto vendita in cui il prodotto dovrà imporsi.

È qui che si evince la differenza tra una semplice etichetta e un progetto pensato per il mercato. Parlare di "industrie di riferimento" non è un esercizio di stile, ma una necessità metodologica: significa interpretare il contesto competitivo, comprenderne le dinami-

Gruppo Finlogic: Forme di Futuro - n. 11 - 2026

che d'acquisto e, solo dopo aver messo a fuoco l'obiettivo, selezionare la nobilitazione più adatta. Perché, oltre la dotazione tecnologica, è la strategia di chi governa il processo a definire il successo di un brand grazie alla capacità di tradurre un'esigenza di mercato in una soluzione tecnica che ha una funzione precisa e un ruolo definito.

In sintesi, il Gruppo Finlogic mette a disposizione delle industrie del vino, dell'olio, della cosmetica e del farmaceutico un ecosistema di nobilitazione delle etichette che unisce Sanfaustino Label, Jolly, Combigraf e Il Nastro: quattro etichettifici storici, oggi una sola rete di competenze al servizio del brand.

Opportunità

ETICHETTA NOBILITATA: IL VALORE CHE SI VEDE, SI TOCCA E SI SCEGLIE SULLO SCAFFALE

Lo storytelling posiziona un brand nella mente del consumatore. Non si tratta di semplice creatività ma della capacità di costruire una narrazione coerente, che renda riconoscibile il brand e memorabile la sua presenza. Un racconto autentico permette al consumatore di riconoscersi in

le etichette nobilitate. La tangibilità è un aspetto che ha la stessa importanza cruciale della narrazione: se le parole costruiscono l'immaginario di un prodotto, i materiali scelti lo confermano e lo rendono concreto. Un packaging può amplificare una promessa fatta a parole, ma può anche

Quando la materia conferma la parola

Mentre l'occhio inizia a decifrare le parole, chi prende in mano una bottiglia ne sta contemporaneamente percependo il carattere con le dita. L'esperienza visiva e quella tattile si fondono in un unico gesto. Una mano scorre sull'etichetta in pochi secondi e, proprio in quei secondi, il cervello elabora una sensazione fondamentale per stabilire se quella bottiglia vale la spesa. È un'impressione istintiva che passa dalla texture e che va a completare il testo, unendo il racconto del brand al mondo fisico.

Un esempio concreto arriva dall'etichetta del vino Mister Bio Ribolla Gialla prodotta da Combigraf, dove una soluzione tecnica viene sapientemente ribaltata per definire l'identità del prodotto. L'etichetta è realizzata in Matt Wine Classic FSC, plastificata soft touch e stampata in serigrafia braille ad

alto spessore, con un'applicazione in velcro. Un'etichetta pensata per un vino biologico che si presenta al tatto con la morbidezza della carta e l'inaspettato rilievo tecnico del velcro, e che comunica, ancor prima di essere letta, l'idea di una cura artigianale che incontra l'innovazione. È questo contrasto sensoriale a trasformare l'etichetta in un elemento di valore, capace di elevare la percezione del prodotto ancor prima che venga versato nel calice.

Ciò che rende questo esempio interessante non è soltanto la soluzione in sé, ma il ragionamento alla base: un dettaglio nato per motivi pratici, può essere ripensato come elemento narrativo. È lo stesso principio che regge ogni scelta di nobilitazione ben fatta: il materiale non guarnisce il racconto del brand, lo porta in scena.

Sullo scaffale, la scelta si gioca in un secondo

Ne abbiamo parlato anche sul palco: durante il Kick-off 2026 del Gruppo Finlogic, Andrea Bonato di Le Rive e Adriano Vendramini di Playroom hanno raccontato la differenza che un'etichetta curata può fare nella scelta di una bottiglia tra le tante presenti sullo scaffale. Infatti, per quanto la qualità del vino resti l'elemento fondante, è spesso il packaging a orientare la decisione d'acquisto nei secondi in cui il consumatore posa il suo sguardo sulla bottiglia, ancor prima di averne assaggiato il contenuto.

Sperimentare con materiali e accoppiamenti non convenzionali diventa così una leva strategica per differenziarsi, non un dettaglio estetico accessorio. Bonato e Vendramini hanno raccontato anche come i risultati ottenuti da Le Rive, compresi riconoscimenti naziona-

li e internazionali, siano legati alla collaborazione con partner specializzati come Combigraf e Finlogic, che hanno messo a disposizione la competenza tecnica necessaria per realizzare soluzioni fino a poco tempo prima considerate impossibili.

È la conferma che l'innovazione sul packaging non nasce quasi mai da un'intuizione isolata, ma dal lavoro congiunto tra chi il vino lo produce e chi ne sa tradurre l'identità in materia.

Una logica che va oltre il vino

Il principio per cui il materiale completa e rende credibile il racconto di un brand non riguarda soltanto il mondo enologico. È lo stesso meccanismo che entra in gioco ogni volta che un consumatore ha tra le mani un prodotto prima di deciderne l'acquisto, che si tratti di un vasetto di cosmetica, di un packaging alimentare o di una confezione farmaceutica. Cambiano i vincoli normativi

e le condizioni d'uso, ma non cambia il fatto che la prima impressione passa quasi sempre dal tatto, prima ancora che dalla lettura. Che si tratti quindi del comparto food & beverage o di quello, ad esempio, cosmetico, farmaceutico e industriale, le aziende del Gruppo Finlogic curano con la stessa attenzione la coerenza tra la scelta del materiale e l’impor-

tanza di veicolare il giusto messaggio. Il vino resta un banco di prova particolarmente esigente, perché unisce tradizione, artigianalità e un forte valore simbolico, ma la logica di fondo,

quella per cui la materia conferma la parola, attraversa trasversalmente ogni categoria di prodotto in cui l'etichetta è il primo punto di contatto per chi acquista.

Il materiale come leva, non come dettaglio

Le nobilitazioni, in questo senso, non vanno lette come un catalogo di effetti speciali da scegliere in base al gusto del momento. Una lamina a caldo, una superficie in rilievo, una finitura pensata per stupire al tatto sono strumenti che funzionano quando rispondono a una domanda precisa: che cosa deve capire, sentire o ricordare chi prende in mano questo prodotto? Quando la risposta è chiara, il materiale smette di essere un accessorio decorativo e diventa parte integrante del posiziona-

mento, esattamente come lo è un nome scelto con cura o un claim ben scritto. È qui che la collaborazione tra cantina, agenzia creativa e partner tecnico diventa decisiva. Un'idea audace sul piano estetico può restare irrealizzabile senza chi conosce a fondo materiali, tecnologie di stampa e vincoli produttivi: è la competenza tecnica, unita alla visione creativa, a trasformare un'intuizione in un'etichetta che funziona davvero, sullo scaffale come nella memoria di chi l'ha scelta.

Un partner, non solo

In definitiva, la qualità intrinseca di un prodotto resta il pilastro fondante, ma è spesso il packaging a orientare la decisione d’acquisto nei secondi in cui il consumatore posa per la prima volta lo sguardo sull'offerta, ancora prima di averne sperimentato le funzionalità o il valore reale. La cura della veste estetica non deve quindi essere considerata un elemento accessorio, bensì una leva strategica fondamentale. Nel contesto del mercato attuale in cui la soglia di attenzione si contrae drasticamente, il packaging funge da primo, decisivo touchpoint capace di comunicare istantaneamente l'identità del brand e il suo posizionamento.

Le realtà che scelgono di innovare, spe-

un fornitore

rimentando nuovi materiali e linguaggi visivi, non si limitano a "confezionare" un oggetto, ma costruiscono un ponte emozionale e funzionale tra l'azienda e il pubblico. In questa prospettiva, il design diventa la sintesi visiva di un universo valoriale decisamente più ampio, capace di abbattere le barriere all'acquisto e di superare l'anonimato dello scaffale o della vetrina digitale. Per qualsiasi azienda, la vera sfida risiede nell'integrazione coerente tra la sostanza della propria proposta e la forza del suo racconto visivo, assicurando che ogni prodotto sia in grado di parlare chiaramente al suo target e di consolidare, attraverso l'innovazione estetica, una reputazione solida e duratura nel tempo.

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LE ETICHETTE SOSTENIBILI RACCONTATE A PACKAGING PREMIÈRE

La sostenibilità non rappresenta più una variabile accessoria nella progettazione dell’etichetta, ma un requisito imprescindibile che i brand pongono fin dalle prime fasi di sviluppo del prodotto. Non si tratta più di limitarsi a un richiamo "eco" sul packaging, quanto piuttosto di integrare la responsabilità ambientale nel DNA stesso dell’etichetta.

Oggi la richiesta è che il materiale diventi il primo narratore di questa evoluzione, garantendo trasparenza, verifica-

bilità e tracciabilità. In linea con questa direzione, Gruppo Finlogic propone una selezione di etichette progettate per rispondere a tali esigenze: dalle soluzioni in film plastici rigenerati alle carte naturali, fino alle applicazioni tecniche dedicate al settore hair beauty professionale. L'obiettivo è chiaro: superare definitivamente la percezione che sostenibilità e prestazioni tecniche siano obiettivi in competizione, dimostrando che l’efficacia del prodotto - e anche l'estetica - possono viaggiare di pari passo con la responsabilità ambientale.

Oltre il fine vita: la nuova frontiera dei film plastici sostenibili

Spesso il dibattito sui film plastici si concentra esclusivamente sul fine vita, ma la sfida reale si gioca nella scelta della materia prima. La chimica dei materiali oggi dimostra che è possibile ridurre l'impatto ambientale senza rinunciare alle prestazioni richieste dall'etichettatura industriale, superando il vecchio compromesso tra ecologia e funzionalità. A presentare queste soluzioni è Jolly, realtà del Gruppo Finlogic.

Ne è un esempio un particolare film plastico (Ocean Bound PP Clear) che nasce per contrastare un'urgenza concreta: quella della plastica che dalla terraferma raggiunge gli oceani, sottraendola così all'abbandono e riportandola nel circuito produttivo. Il materiale è progettato a partire da plastica post-consumo recuperata in

aree costiere a rischio di dispersione in mare, e il 90% del face film proviene da fonti riciclate, secondo un approccio mass balance certificato ISCC PLUS. Al tatto e alla vista, il materiale non tradisce la propria origine, mantenendo la resa che un'etichettatura di fascia alta richiede, e superando così il pregiudizio che associa i materiali riciclati a opacità o imperfezioni.

Sulla stessa linea si muove il film plastico Carbon Action PP UCO Clear, che integra un 30% di contenuto bio-based per ridurre l'impiego di risorse fossili mantenendo inalterate le performance dei materiali tradizionali. Anche in questo caso la certificazione ISCC PLUS garantisce la tracciabilità della filiera, un dato ormai essenziale per le dichiarazioni ambientali dei brand.

Quando la carta racconta la sua origine

Il secondo fronte è quello della carta, dove la stessa Jolly conferma l’impegno del Gruppo Finlogic con soluzioni pensate per un packaging dal forte valore sensoriale ed estetico, perché la sostenibilità, in etichetta, passa anche da quello che si percepisce con le dita, prima ancora che dalle certificazioni stampate in piccolo sul retro. Un esempio è la carta composta per il 95% da fibre di canna da zucchero e per il 5% da canapa e lino (Cane Fiber), ottenuta dal recupero della bagassa, il sottoprodotto della lavorazione dello zucchero che normalmente finirebbe scartato. Il risultato è un supporto dal carattere naturale e contemporaneo, non patinato, che restituisce subito l'idea di un materiale non standardizzato, arricchito da trattamenti di resistenza a umido e fungicida, pensati in particolare per l'etichettatura di vini e distillati.

L'adesivo permanente che lo accompagna garantisce tack e adesione anche su substrati apolari o leggermente ru-

vidi, una caratteristica che risponde alle esigenze specifiche dell'etichettatura enologica.

Un'altra proposta segue una logica simile, partendo però da una differente filiera di recupero (Apple Touch FSC). In questo caso, il 5% della carta è composto da residui derivanti dalla produzione di succo di mela, mentre il restante 95% è costituito da cellulosa certificata FSC®. La superficie, caratterizzata da una consistenza opaca e materica, è stata sviluppata specificamente per le esigenze del packaging premium, risultando ideale per il settore dei vini, dei distillati e dei prodotti alimentari di fascia alta.

Anche l'adesivo e il supporto di protezione (liner) che completano l'etichetta sono certificati FSC®, a coprire l'intera struttura e non soltanto la carta stampata in superficie. La scelta di un adesivo acrilico assicura inoltre una tenuta ottimale anche a basse temperature, facilitando la lavorazione su formati complessi.

Sostenibilità su misura: il caso Solage

Non solo food e beverage: tra le soluzioni presentate a Packaging Première trova spazio anche un'applicazione pensata per l'hair beauty professionale, a dimostrazione di quanto il tema della sostenibilità stia attraversando trasversalmente settori molto distanti tra loro. Il progetto Solage - ideato da Il Nastro, azienda che completa l’offerta sostenibile del Gruppo Finlogic - è una linea di strisce tecniche per hairstyling, sviluppata attraverso test applicativi dedicati su adesivi, liner e materiali riciclati. La colla, solubile in acqua, facilita il distacco del prodotto dopo il tratta-

mento, un dettaglio pensato per chi il prodotto lo usa ogni giorno, in saloni dove i tempi contano quanto il risultato finale. Il packaging premium in carta FSC valorizza l'estetica del prodotto con un design essenziale e contemporaneo. È un esempio di come la sostenibilità, quando è progettata con cura, superi il semplice utilizzo di materiali ecologici per abbracciare l'intera esperienza d'uso del prodotto. L'attenzione si sposta così dal packaging che arriva sullo scaffale all'effettiva interazione dell'utente finale con il trattamento durante il suo impiego quotidiano.

Un catalogo che cresce insieme al mercato

Le soluzioni presentate a Packaging Première rappresentano bene la direzione di Gruppo Finlogic sul fronte della sostenibilità, e le certificazioni ottenute lo confermano in modo puntuale. Apple Touch FSC è certificata FSC® in ogni suo strato - lo strato superficiale stampato, l'adesivo e la carta di supporto siliconata sul retro dell'etichetta, il cosiddetto liner - con un codice di catena di custodia dedicato che ne tiene traccia lungo tutta la filiera. Cane Fiber punta invece su un riconoscimento diverso ma altrettanto specifico: il suo adesivo ha ottenuto la certificazione a due stelle per con -

tenuto biobased secondo la norma EN 16640 , che attesta un contenuto di carbonio biobased certificato pari ad almeno il 40% .

A queste certificazioni si affianca un ulteriore livello di attenzione, quello

della conformità per il contatto alimentare, un aspetto che riguarda direttamente chi sceglie l'etichetta per prodotti alimentari e beverage.

L'adesivo di Cane Fiber è idoneo per alimenti secchi e umidi non grassi, mentre quello di Apple Touch FSC è approvato anche per alimenti grassi, con un fattore di riduzione specifico indicato nella relativa scheda tecnica. Sono parametri che si sommano alle prestazioni adesive già descritte per ciascun materiale, a comporre un quadro tecnico completo, più che una semplice promessa di sostenibilità.

Tutti questi dettagli tecnici raramente arrivano fino al cliente finale, quello che sceglie la bottiglia o un prodotto sullo scaffale, ma re -

stano fondamentali per chi lavora nel packaging e per le aziende produttrici che scelgono quale etichetta applicare. In un mercato in cui il consumatore finale legge l'etichetta anche come dichiarazione di responsabilità del brand, la scelta del materiale diventa parte della strategia di comunicazione tanto quanto il design grafico.

È una decisione che coinvolge chi si occupa di brand, perché il materiale scelto oggi racconterà domani quali sono i valori dell'azienda che lo ha scelto. È questa la prospettiva con cui Gruppo Finlogic continua ad ampliare la propria offerta di etichette sostenibili , un materiale alla volta, con la consapevolezza che, in questo campo, la qualità non ammette scorciatoie.

Inside - People of Finlogic

SANFAUSTINO LABEL, INTERVISTA A EMILIO FRIGOLI

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle persone che, ogni giorno, danno forma e identità al Gruppo. Questa volta facciamo tappa a Castrezzato, in provincia di Brescia, dove ha sede Sanfaustino, azienda leader nella produzione di etichette autoadesive che a giugno 2026 è entrata a far parte di Finlogic. Dopo aver raccontato il percorso e i dettagli del suo ingresso nel Gruppo, oggi vogliamo aprire le sue porte per conoscere da vicino chi la vive e la fa crescere ogni giorno.

Ad accompagnarci in questo racconto è Emilio Frigoli, Amministratore Delegato di Sanfaustino al fianco del fratello Giuseppe. Con due stabilimenti produttivi all’attivo la famiglia Frigoli ha costruito nel tem po una solida reputazione basata su qualità, affidabilità e un forte legame familiare che oggi si apre alle opportunità di un Gruppo più grande. Con lui abbiamo parlato di squadra, di eredità e di futuro: di cosa significhi,

per un'azienda a conduzione familiare profondamente radicata nel proprio territorio, scegliere di fare parte di una realtà strutturata custodendo intatta la propria identità.

Entrare in un ecosistema ampio come Gruppo Finlogic segna un cambio di passo importante per San Faustino. Cosa significa "fare squadra" in questa nuova dimensione e qual è la sfida più complessa rispetto alla sicurezza che questa struttura le restituisce?

Fare squadra per me significa una cosa sola: avere un unico obiettivo. Tutti devono essere focalizzati sull'obiettivo definito dalla proprietà e avere ben chiaro qual è il proprio ruolo, come muoversi e con chi relazionarsi all'interno del sistema. La sfida più complessa è legata al fattore umano, ogni cambiamento, soprattutto quando è significativo come quello dell'ingresso di Sanfaustino nel Gruppo Finlogic, può comportare confusione e anche una certa destabilizzazione.

Quale heritage (tecnico, tecnologico e umano) porta San Faustino in dote al Gruppo e, viceversa, quale valore aggiunto fondamentale ritiene che il Gruppo Finlogic possa trasmettere alla vostra realtà?

Sanfaustino porta in dote il proprio DNA che, senza alcuna presunzione, è votato all'eccellenza. Da noi la parola più pronunciata durante le giornate è qualità. Finlogic significa aggiungere tante belle cose: maggior potere d'acquisto, disporre di tipologie di etichette non prodotte attualmente da Sanfaustino, interscambio produttivo con le altre aziende del Gruppo, maggior penetrazione territoriale e un marketing di Gruppo molto attivo che affianca la rete commerciale.

San Faustino è un punto di riferimento cardine nel panorama italiano, pur mantenendo salde le proprie radici familiari. In che modo questo "tocco umano" riesce ancora a fare la differenza nelle relazioni con i vostri partner e come viene percepito oggi dal mercato?

Non abbiamo inventato nulla: il segreto sta semplicemente nell'armonia che siamo riusciti a mantenere tra noi fratelli nella conduzione dell'azienda,fino ad alcuni anni fa eravamo in 5 fratelli nella conduzione aziendale. Come in tutte le storie industriali anche noi abbiamo dovuto superare momenti difficili e sicuramente abbiamo avuto il merito di affrontarli "da fratelli". Chi lavora o ha lavorato in Sanfaustino ha colto questo aspetto che ci ha sempre contraddistinto e ciò ha contribuito a incanalare i rapporti su basi, diciamo così, familiari. È per noi motivo di grande orgoglio avere collaboratori, a tutti i livelli, che lavorano in azienda da svariati decenni. Penso che il mercato non scelga un fornitore per romanticismo ma il senso di coesione e di armonia che un'azienda trasmette sono sempre un ottimo biglietto da visita.

Nella scelta di un fornitore di etichette, la fiducia e l'affidabilità nella gestione dei dati sensibili contano quanto la qualità del prodotto stampato. Qual è, secondo lei, l'elemento che fa davvero la differenza agli occhi del cliente quando si tratta di un ambito così delicato come quello dei dati?

Quando il prodotto o il servizio impatta in modo significativo sulla propria filiera diventa fondamentale la scelta del fornitore giusto. L'analisi che ne segue consiste nel valutare il grado di affidabilità e competenza che il cliente percepisce rispetto ai vari concorrenti. La nostra esperienza nella gestione e nel trattamento dei dati è di lunga data e la sicurezza con la quale dialoghiamo con i clienti ci vede spesso vincenti. I successi ottenuti in questi anni confermanocheSanfaustinohaunareputazione di assoluto livello anche in questo specifico campo. La dimostrazione pratica deriva dall'elevato grado di fedeltà dei nostri clienti.

L'etichetta è spesso il primo contatto fisico che un consumatore ha con un brand. Qual è, secondo lei, l'elemento che rende un'etichetta davvero capace di comunicare il cuore di un'azienda?

Secondo me l'elemento determinante affinché un'etichetta sia davvero capace di comunicare il cuore dell'azienda è l'efficacia. Un'etichetta può essere anche piacevole ma una volta applicata sul prodotto può apparire come qualcosa di estraneo, oppure inadatta. Un'etichetta veramente efficace deve averedeirequisitiprecisi,unsupporto adeguato al packaging su cui viene applicata, una grafica adatta al prodotto

Gruppo Finlogic: Forme di Futuro - n. 11 - 2026

Inside - People of Finlogic contenuto, una tipologia di stampa che la valorizzi pur rimanendo in armonia con l'insieme e naturalmente che sia stampata a regola d'arte.

Alla luce del vostro expertise, quale salto di qualità permette di compiere la nobilitazione dell'etichetta rispetto a una soluzione di stampa tradizionale?

Riallacciandomi a quanto detto in precedenza, l'etichetta compie appieno il suo dovere quando diventa un tutt'uno col packaging e ha la capacità di identificare al meglio il prodotto contenuto. Quando si vogliono trasmettere ricchezza, raffinatezza, splendore, le varie tipologie di nobilitazioni insieme alla giusta scelta del supporto se propriamente utilizzati concorrono all'ottenimento del risultato. La nostra notevole esperienza nel mondo delle nobilitazioni spesso ci mette nelle condizioni di poter consigliare designer e clienti su quali siano le migliori da utilizzare anche in considerazione degli aspetti tecnici legati al supporto su cui vengono stampate e alle varie tipologie di produzione che possono esaltarle ma anche sminuirne l'impatto voluto.

Come immagina l'evoluzione dell'industria del settore fra 10 anni? E quale scenario futuro la entusiasma di più?

Pensando alle etichette stampate sono convinto che per quanto riguarda l'aspetto tecnologico continuerà la grande penetrazione del digitale affiancato dall'utilizzosemprepiùmassicciodell'intelligenza artificiale. Immagino aziende più moderne che con l'utilizzo di strumenti all'avanguardia saranno in grado di offrire mediamente un prodotto

qualitativamente superiore a oggi. Immagino che tutto questo costringerà gli attori del settore a evolversi. Probabilmente le aziende che si vorranno distinguere dovranno necessariamente aver raggiunto dimensioni considerevoli, presenza capillare sul mercato e poter andare oltre l'offerta delle etichette completandola con servizi di alto livello nel campo dell'etichettatura e della tracciabilità. Pensando a queste caratteristiche mi entusiasma l'essere diventati parte del Gruppo Finlogic perché credo fermamente abbia tutte le credenziali e le potenzialità, già da ora, per essere dominante nel mercato italiano.

Dalle parole di Emilio Frigoli emerge il ritratto di un'azienda che sa aprirsi al futuro senza perdere la propria anima. La qualità, l’armonia tra le persone e la cura meticolosa per ogni dettaglio restano i pilastri su cui Sanfaustino ha costruito la propria reputazione; l'ingresso in Finlogic si inserisce in questo percorso come un'occasione per ampliare capacità produttiva, competenze e presenza sul mercato, senza intaccare quel "tocco umano" che da sempre contraddistingue l'azienda di Castrezzato.

Una storia che conferma, ancora una volta, come dietro ogni etichetta prodotta da Sanfaustino ci sia molto più di un processo industriale: c'è una squadra, una famiglia e una visione di lungo periodo che oggi trova nel Gruppo Finlogic un alleato con cui continuare a crescere.

OLTRE I CONFINI DELL'ETICHETTA: QUANDO LA NOBILITAZIONE DIVENTA ALTA DEFINIZIONE DI LUSSO

Borgo Conventi rappresenta una delle realtà vitivinicole più autorevoli e storiche del Friuli Venezia Giulia, situata nel cuore di Farra d'Isonzo. Dal 2019 la tenuta è entrata a far parte del gruppo guidato dalla famiglia Moretti Polegato - già celebre per la leadership di Villa Sandi nel territorio del Prosecco - ampliando così i propri orizzonti produttivi verso i rinomati vini bianchi e rossi del Collio e dell'Isonzo.

Oggi gestita in stretta sinergia commerciale con la casa madre veneta, la cantina unisce un'eredità produttiva di grande spessore a un posizionamento di mercato estremamente solido. Questo bagaglio di storia e prestigio fa di ogni nuovo progetto di etichetta nobilitata un banco di prova ad alta responsabilità: non si tratta semplicemente di vestire una bottiglia, ma di tradurre in un dettaglio grafico l'identità e la visione di un gruppo che ha fatto della qualità il proprio tratto distintivo.

La sfida per un'etichetta fuori dagli schemi

Il punto di partenza era un'etichetta già ricca di nobilitazioni, ma con un linguaggio marcatamente tradizionale. L'obiettivo dichiarato da Borgo Conventi era ambizioso: portare un vino selezionato a un posizionamento luxury, capace di aumentare la redditività del prodotto e di distinguerlo nettamente dal resto della gamma. Non un semplice restyling, dunque, ma un vero e proprio progetto-sfida

sul piano tecnico ed emozionale.

La richiesta tecnica per il progetto era l'applicazione a sbalzo di tre facciate accoppiate con lamina oro bifacciale: una lavorazione che comporta una complessità produttiva e applicativa fuori dai consueti standard. I vincoli tecnologici e produttivi non mancavano, e superarli ha richiesto un approccio tutt'altro che convenzionale.

La soluzione di Sanfaustino

Label del Gruppo Finlogic

Per rispondere a una sfida di questa portata, sono stati messi in campo materiali d'eccellenza selezionati e macchine produttive di ultima generazione, affiancando alla componente tecnologica un lavoro di prova e messa a punto condotto direttamente sul campo. La complessità dell'applicazione a sbalzo con lamina oro bifacciale su tre facciate accoppiate è stata affrontata e superata attraverso test dedicati e assistenza personale in locale produttivo, un presidio costante che ha permesso di trasformare una difficoltà industriale in un risultato di alta gamma.

Il progetto ha richiesto inoltre una personalizzazione specifica, la numerazione progressiva di ciascuna bottiglia, coerente con la natura esclusiva ed edizione limitata del prodotto finale.

Le fasi del progetto e i reparti coinvolti

Lo sviluppo ha coinvolto in prima linea il reparto Ricerca e Sviluppo di Sanfaustino Label, chiamato a mettere a punto una soluzione produttiva capace di reggere la complessità della lavorazione a sbalzo mantenendo al contempo la qualità e la precisione richieste da un prodotto luxury numerato. Il percorso è stato scandito da fasi di prova, verifica tecnica e affinamento progressivo, fino alla messa in produzione della soluzione definitiva, con assistenza diretta in stabilimento durante le fasi più delicate.

Diversamente da molti progetti industriali orientati all'efficientamento, que-

sto caso di studio nasce con un obiettivo esplicitamente diverso: non il saving, ma la costruzione di valore. Una linea produttiva dedicata e personale qualificato sono stati impegnati non per ottimizzare tempi o costi, ma per garantire una gestione oculata e certosina in ogni fase, dalla movimentazione al confezionamento fino all'etichettatura finale. Il progetto ha rappresentato un investimento condiviso, per Sanfaustino Label e per il cliente, i cui risultati in termini numerici sono tuttora in fase di studio, mentre resta già evidente il valore strategico dell'operazione: aver dimostrato, con i fatti, che è possibile realizzare l'irrealizzabile.

Fiducia, proattività e consulenza: i pilastri di una partnership vincente

A guidare la scelta del fornitore non sono stati soltanto criteri tecnici, ma un rapporto di fiducia costruito nel tempo con il maestro creativo del progetto, su indicazione dell'agenzia. È stata la disponibilità di Sanfaustino Label ad accogliere una sfida fuori standard, unita a un approccio proattivo in ogni fase, a rendere possibile ciò che sulla carta sembrava impossibile. Apertura mentale, consulenza tecnico-commerciale costante e capacità di stare accanto al cliente nei momenti più critici sono gli elementi che, secondo Borgo Conventi, distinguono Sanfaustino Label da altri fornitori del settore.

La dottoressa Augusta Pavan, titolare e responsabile Brand di Borgo Conventi, si è dichiarata pienamente soddisfatta della collaborazione con l'azienda del Gruppo, sottolineando la professionalità del team, la velocità nelle risposte, la preparazione tecnica e la capacità di problem solving dimostrate lungo tutto il percorso. Anche il direttore tecnico Paolo Corso, che ha seguito da vicino ogni fase dello sviluppo, ha riconosciuto in Sanfaustino Label un partner di eccellenza, capace di trasformare un progetto ambizioso e complesso in un risultato all'altezza delle aspettative del gruppo Villa Sandi.

GRUPPO FINLOGIC

Forme di FuturO

è l’house organ pubblicato da Gruppo Finlogic

Numero speciale etichette nobilitate - 2026

Da un’idea di:

Dino Natale - CEO Gruppo Finlogic

Aldo Pisanello - CTO Gruppo Finlogic

Supervisione, Project Management, Content Editing

Silvia Vazzana - La Content

Fabrizio Ravallese - La Content

Elisabetta Carollo - La Content

Progetto grafico

Maria Luisa Spera - La Content

Piero Guerra - La Content

Team Marketing Gruppo Finlogic

Ilaria Guicciardini

Simone Perrotta

Marco Solferini

Silvia Tittozzi

Adriana De Nicolò - Socialware

Si ringrazia per i contributi

Emilio Frigoli - Sanfaustino Label

Adriano Ioli - Sanfaustino Label

Questa pubblicazione è stata realizzata nel 2026 e viene diffusa gratuitamente. Le informazioni contenute sono a titolo indicativo e senza responsabilità da parte dell’editore e dei soggetti interessati.

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Gruppo Finlogic: Forme di Futuro | Anno 2 N. 11 Speciale Etichette Premium by finlogicgroup - Issuu