Importante Collezione Numismatica di una Nobile Famiglia Italiana
Questa asta numismatica invita a entrare in una storia fatta di passione, curiosità e amore per il passato. La raccolta proviene da una importante famiglia nobiliare che, nel corso di più generazioni, ha saputo custodire monete non solo come oggetti di valore, ma soprattutto come autentiche testimonianze di epoche, eventi e culture diverse.
Ogni moneta racconta una storia: di sovrani e di città, di guerre e di commerci, ma anche delle mani che l’hanno posseduta, utilizzata e tramandata nel tempo. La varietà e la qualità degli esemplari riflettono un approccio attento e profondamente personale, condotto secondo i canoni tradizionali del collezionismo tra Otto e Novecento, quando si privilegiavano la rarità e la varietà tipologica più che la conservazione intesa in senso assoluto.
Ciò non significa, tuttavia, che manchino esemplari di eccezionale conservazione, al contrario sono numerose le monete di pregevolissima qualità che impreziosiscono ulteriormente la raccolta.
Questo viaggio accompagna il collezionista dagli albori della monetazione greca antica, attraverso quella imperiale romana, il Medioevo, il Rinascimento italiano, il periodo risorgimentale, fino alla fine del XIX secolo, spingendosi spesso anche oltre i confini italiani.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla monetazione della Serenissima Repubblica di Venezia, che rappresenta l’ultimo grande impegno collezionistico della famiglia conferente. Per oltre due decenni, dagli anni Settanta al 1992, essa si è dedicata con costanza alla formazione di una vasta e significativa collezione di oselle, partecipando alle principali aste numismatiche del periodo. A questa raccolta ho ritenuto opportuno dedicare la sezione finale del catalogo.
Con questa asta desideriamo quindi condividere tale patrimonio, offrendo a collezionisti esperti e ad appassionati alle prime esperienze l’occasione di avvicinarsi a una raccolta che conserva il fascino discreto delle grandi collezioni private di un tempo.
PRIMA TORNATA
giovedì 12 marzo 2026 ore 14:30
LOTTI 1 - 278
1-33 Monete antiche
34-233 Monete e medaglie di zecche italiane 234-278 Monete e medaglie papali
SECONDA TORNATA
venerdì 13 marzo 2026 ore 14:30
LOTTI 279 - 512
279-293 Monete di Casa Savoia 294-341 Monete e medaglie estere 342-512 Oselle di Venezia
PRIMA TORNATA
giovedì 12 marzo 2026 ore 14:30
MONETE ANTICHE
1
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY) CARTAGINE – TRIEMISTATERE (SHEKEL), CIRCA 260 A.C., CARTAGINE. in oro, 12,48 gr. - Diam. 22,50 mm.
Dritto: Testa di Tanit-Persefone a sinistra con corona di spighe, indossa orecchino e collana;Rovescio: Cavallo stante a destra, con testa all’indietro (cavallo retrospiciente). Jenkins-Lewis, group IX, 384. Kraay-Hirmer pl. 74, 210. m.SPL/q.FDC.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 9.000
2
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
CARTAGINE – STATERE, CIRCA 350-320 A.C., CARTAGINE. in oro, 9,34 gr. - Diam. 17,70/18,70 mm.
Dritto: Testa di Tanit-Persefone a sinistra con corona di spighe, indossa orecchino e collana; - Rovescio: Cavallo stante a destra, puntini nel campo a destra. Jenkins-Lewis gruppo III h, 78. SNG Copenaghen 129. Impercettibili abrasioni al /R. SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 2.000
3
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
CARTAGINE – STATERE, CIRCA 350-320 A.C., CARTAGINE. in oro, 9,43 gr. - Diam. 18,70 mm.
Dritto: Testa di Tanit-Persefone a sinistra con corona di spighe, indossa orecchino e collana; - Rovescio: Cavallo stante a destra, puntini nel campo a destra.
Jenkins-Lewis gruppo III h, 80. SNG Copenaghen 128. Segni al bordo. m.SPL
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 2.000
4
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
CIRENAICA – OFELLA, GOVERNATORE (CIRCA 322-313 A.C.)EMIDRACMA, CIRENE, CONIATO SOTTO IL MAGISTRATO JASON. in oro, 2,08 gr. - Diam. 11,00 mm.
Dritto: Testa di Atena con elmo corinzio a sinistra; - Rovescio: Tre piante di silfio. BMC 134-5. Jameson 2138. Naville 41. m.MB/q.BB
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 500
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285-246 A.C.) - MNAIEION O OTTODRAMMA IN NOME DI ARSINOE II. EMISSIONE CONIATA SOTTO TOLOMEO II, CIRCA 252-250 A.C. ALESSANDRIA.
in oro, 27,72 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: doppia cornucopia ornata da nastri.
Svoronos 475ε. CPE 390. Di buona qualità, con metallo ancora lucente. m.BB/q.SPL
“Collezione Caruso”, appartenuta al Comm. Enrico Caruso e messa all’incanto da C. & C. Canessa il 28 giugno 1923 e gg. seguenti, nella loro sede di Napoli, lotto 97.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 8.000
Arsinoe II, nata nel 316 a.C. da Tolomeo I e Berenice I, visse fin dall’adolescenza al centro delle dinamiche politiche del mondo ellenistico. Ancora giovanissima fu data in moglie a Lisimaco, re di Tracia, e successivamente unita al fratellastro Tolomeo Cerauno, figura nota per la sua violenza. Il rapporto con quest’ultimo degenerò rapidamente: coinvolta in una congiura, Arsinoe fu costretta ad abbandonare la scena politica intorno al 280 a.C. e a rifugiarsi in Egitto, allora sotto il controllo del fratello minore Tolomeo II.
Dotata di grande carisma, intelligenza e abilità politica, Arsinoe esercitò una forte influenza su Tolomeo II. Dopo l’eliminazione della sua precedente consorte, accusata di infedeltà, il sovrano sposò Arsinoe, verosimilmente intorno al 276 a.C. Sebbene il matrimonio tra fratelli fosse una pratica consolidata nella tradizione faraonica, esso risultava eccezionale per il mondo greco, dove era riservato esclusivamente alle divinità: proprio per questo l’unione contribuì a rafforzare l’ideologia della regalità divina dei Tolomei.
Pur mostrando talvolta un notevole cinismo politico, Arsinoe si rivelò una sovrana energica e competente, partecipando attivamente al governo e assumendo un ruolo di primo piano nella gestione della politica estera egiziana. Alla sua morte, databile al 270 o al 268 a.C., le furono tributati onori divini completi, accompagnati da una vasta emissione di monete d’oro che ne raffigurano il volto coperto da un velo. Il piccolo corno d’ariete che affiora dal velo allude esplicitamente alla sua divinizzazione, richiamando il simbolismo del corno di Ammone associato alle immagini di Alessandro divinizzato.
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285-246 A.C.) - MNAIEION O OTTODRAMMA IN NOME DI ARSINOE II. EMISSIONE POSTUMA DA TOLOMEO V A TOLOMEO VIII, POST 193/2 A.C., ALESSANDRIA.
27,90 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri. Svoronos 1498. SNG Copenhagen 322. Bellissimo esemplare dagli alti rilievi e con lieve patina rossiccia.
SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 7.000
È stata avanzata l’ipotesi che i mnaieion di tipo K prodotti nel periodo compreso tra i regni di Tolomeo VI e Tolomeo VIII presentino un’immagine volutamente dissimulata di Cleopatra II, sorella e successivamente consorte di entrambi i sovrani. In questa prospettiva, la lettera K collocata dietro il capo potrebbe alludere al nome di Cleopatra. Nelle emissioni originarie di Tolomeo II e III, che funsero da modello per le serie successive, la K costituiva infatti una delle lettere impiegate per identificare i conii del dritto. È comunque evidente che il volto raffigurato su queste emissioni più tarde si discosta notevolmente dalle sembianze di Arsinoe II, come appaiono nelle monete d’oro più prossime alla sua epoca. Al di là dell’effettiva presenza o meno di ritratti di personaggi contemporanei, resta un dato storico incontrovertibile: nelle fasi finali della dinastia tolemaica, il potere reale fu esercitato prevalentemente da figure femminili, culminando con l’ascesa di Cleopatra VII, ultima e forse la più celebre tra esse.

7
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285-246 A.C.) - MNAIEION O OTTODRAMMA IN NOME DI ARSINOE II. EMISSIONE POSTUMA DA TOLOMEO V, ALESSANDRIA. in oro, 27,76 gr. - Diam. 27.00 mm.
Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri.
Svoronos 1498 n° 20 pl.XL. SNG, Copenhague, n° 321
Evidente difetto di conio al rovescio, altrimenti qSPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 7.000
8
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285-246 A.C.) - MNAIEION O OTTODRAMMA IN NOME DI ARSINOE II. EMISSIONE POSTUMA, ALESSANDRIA. in oro, 27,82 gr. Diam. 28,00 mm.
Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri. Svoronos 489. CPE 394.
Lieve colpetto al D/, altrimenti bello SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 8.000
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285-246 A.C.) - MNAIEION O OTTODRAMMA, ALESSANDRIA.
in oro, 27,82 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Busti accollati a destra di Tolomeo II e Arsinoe II; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Scudo della Galazia nel campo a sinistra; - Rovescio: Busti accollati a destra di Tolomeo I e Berenice I; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata.
Svoronos 603. CPE 313. Di notevole qualità e freschezza d’aspetto. m.SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 4.000
10
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285-246 A.C.) - MNAIEION O OTTODRAMMA, ALESSANDRIA.
in oro, 27,69 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Busti accollati a destra di Tolomeo II e Arsinoe II; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Scudo della Galazia nel campo a sinistra;Rovescio: Busti accollati a destra di Tolomeo I e Berenice I; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata.
Svoronos 603. CPE 313.
BB
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 2.500
11
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285246 A.C.) - EMI-MNAIEION IN NOME DI ARSINOE II. EMISSIONE POSTUMA DA TOLOMEO V A TOLOMEO VIII, POST 193/2 A.C. ALESSANDRIA.
in oro, 13,90 gr. - Diam. 21,50 mm.
Dritto: Testa velata e diademata a destra; sulla sinistra, nel campo, la lettera K; - Rovescio: Doppia cornucopia ornata da nastri.
Svoronos 1500, tav. LI n. 22-23. Molto rara.
Di grande conservazione per questa rara tipologia.
m.SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 8.000
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
EGITTO - TOLOMEO II (285-246 A.C.) - EMI-MNAIEION (PENTEKONTADRACMA, 50 DRACME), ALESSANDRIA. in oro, 13,89 gr. - Diam. 21,60 mm.
Dritto: Busti accollati a destra di Tolomeo II e Arsinoe II; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata. Scudo della Galazia nel campo a sinistra; - Rovescio: Busti accollati a destra di Tolomeo I e Berenice I; Tolomeo è diademato e drappeggiato, Arsinoe è diademata e velata.
Svoronos 618 (K under chins). CPE 312. Lievi graffi al /R. BB.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 2.000
MONETE GRECHE E PUNICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
MACEDONIA – ALESSANDRO MAGNO (336-323 A.C.)STATERE. EMISSIONE SOTTO BALAKROS O MENES, CIRCA
332-327 A.C., TARSO.
in oro, 8,57 gr. - Diam. 15,90/16,80 mm.
Dritto: Testa di Atena a destra con elmo corinzio; - Rovescio: Nike stante a sinistra, tiene una corona nella mano destra; kerykeion (caduceo) sotto l’ala nel campo a destra.
Price 3458 (Sidone).
Colpo al ciglio del /R. BB/SPL
“Collezione Caruso”, appartenuta al Comm. Enrico Caruso e messa all’incanto da C. & C. Canessa il 28 giugno 1923 e gg. seguenti, nella loro sede di Napoli, lotto 47.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 1.500
In un primo momento Newell assegnò questo gruppo monetale alla zecca di Sidone, includendolo tra otto emissioni di stateri (oltre a due distateri) accomunate dall’assenza di firma o data di zecca, elementi invece presenti nella quasi totalità delle altre coniazioni di sidone. Successivamente lo stesso Newell mise in discussione tale attribuzione, avanzando l’ipotesi che queste emissioni potessero provenire da una zecca più antica situata nell’area di Damasco, come ricordato anche da G. F. Hill (JHS 43, 1923, p. 159).
Anche Price, pur continuando formalmente a seguire la proposta originaria di Newell, espresse riserve significative sulla sua attendibilità (Price, p. 436). Un riesame complessivo della questione è stato condotto da Le Rider nella sua recente sintesi sulla monetazione di Alessandro Magno (Alexander the Great: Coinage, Finances, and Policy, Philadelphia 2007). Ripercorrendo il dibattito precedente e integrando dati emersi da studi più recenti, Le Rider sostiene in modo argomentato che queste otto emissioni auree debbano essere attribuite non a Sidone, bensì alla zecca di Tarso, dove
costituirebbero le prime coniazioni di stateri di tipo alessandrino (pp. 134–139). Questa nuova attribuzione modifica in modo sostanziale il valore storico delle emissioni. È opinione diffusa che Alessandro abbia dato avvio alla produzione delle sue nuove tipologie monetali poco dopo la presa di Tarso nel 333 a.C. Proprio in virtù del ruolo centrale di questa città, e sulla base delle evidenze allora disponibili, Newell aveva inizialmente assegnato a Tarso un ampio numero di stateri del primo periodo alessandrino (E. T. Newell, “Tarsos under Alexander”, AJN 52, 1918). Studi successivi, tuttavia, hanno ricollocato quasi tutte queste emissioni in ambito macedone (cfr. Price, p. 371; Troxell, Studies, pp. 99–110).
La riassegnazione delle otto emissioni precedentemente attribuite a Sidone colma dunque un vuoto significativo nella documentazione aurea di Tarso, identificandole non solo come le prime coniazioni alessandrine della zecca, ma probabilmente come le prime emissioni di stateri di Alessandro Magno in assoluto.
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MONETE ROMANE REPUBBLICANE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
GENS CLAUDIA – C. CLODIUS M.F. TURRINUS (42 A.C.)DENARIO. ROMA.
in argento, 3,96 gr. - Diam. 16,00/18,00 mm.
Dritto: Testa radiata del Sole a destra: dietro, nel campo a sinistra, una faretra; - Rovescio: Crescente lunare circondato da cinque stelle.
Crawford 494/21. Sydenham 1115. Varesi 188. Decentratura al /R ma di bella qualità. m.BB
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BASE D’ASTA € 80
16
MONETE DELL’IMPERO ROMANO (SHIPPING ONLY IN ITALY)
AUGUSTO (27 A.C. - 14 D.C.) – DENARIO, LUGDUNUM (LIONE).
in argento, 3,81 gr. - Diam. 19,00 mm.
Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: Toro che carica a testa bassa verso destra. In esergo IMP. X. RIC 166a.
Gradevole esemplare. Bel BB.
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BASE D’ASTA € 200
15
MONETE ROMANE REPUBBLICANE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
IMPERATORIALI - M. JUNIUS BRUTUS (54 A.C.) - DENARIO, ROMA.
inn argento, 3,94 gr. - Diam. 17,50 mm.
Dritto: Testa barbuta di L. Junius Brutus il Vecchio a destra; - Rovescio: Testa di Servilius Ahala a destra.
Crawford 433/2. Sydenham 907. Varesi 701. Lieve ossidazione. m.BB
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BASE D’ASTA € 150
Le numerose emissioni delle cosiddette “monete col toro” di Augusto, coniate nella zecca gallica di Lugdunum, appartengono a una fase di forte affermazione e consolidamento del nuovo regime. La scelta del toro non è casuale: si tratta di un richiamo visivo alla città di Thurio, in Lucania, con la quale la famiglia di Ottaviano vantava un legame significativo.
Nel 60 a.C., mentre ricopriva la carica di pretore, il padre di Ottaviano, Gaio Ottavio, guidò con successo le truppe romane contro una rivolta di schiavi scoppiata nei pressi della città. È probabile che, per celebrare questa vittoria, egli attribuisse al figlio, allora di appena tre anni, il cognomen
Thurinus, esplicito riferimento alla città.
La morte prematura di Gaio Ottavio, avvenuta l’anno successivo, portò il giovane Ottaviano ad abbandonare presto questo cognomen. Tuttavia, una volta giunto al potere, Augusto recuperò quel ricordo familiare in modo più sottile e simbolico, inserendo nella propria immagine pubblica il toro in carica: lo stesso tipo iconografico utilizzato da Thurio nella sua monetazione greca dei secoli precedenti. In questo modo, un episodio della storia personale e familiare veniva trasformato in un elemento della propaganda imperiale.
MONETE DELL’IMPERO ROMANO (SHIPPING ONLY IN ITALY)
TITO (79-81) – AUREO, S.D., ROMA. in oro, 7,38 gr. - Diam. 19,20 mm.
Dritto: Testa laureata a destra; - Rovescio: Elefante corazzato che avanza verso sinistra. RIC II.1 114. Calicó 775. Raro.
Difetti di coniazione sul contorno, ma esemplare di bella qualità. q.SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 6.000
18
MONETE DELL’IMPERO ROMANO (SHIPPING ONLY IN ITALY)
ELIO (AELIUS), COME CESARE (137) – AUREO, S.D., ROMA. in oro, 7,20 gr. - Diam. 17,80/19,20 mm.
Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: La Concordia seduta in trono a sinistra, tiene una patera nella mano destra protesa; il braccio sinistro riposa su cornucopia. In esergo CONCORD. RIC 443. Calicó 1444. Raro. Di eccezionale conservazione! q.FDC.
Shipping only in Italy.
Base d’asta € 9.000
Negli ultimi anni della sua vita, segnati da gravi difficoltà fisiche, Adriano fu costretto ad affrontare il delicato problema della successione imperiale. Nel 136 d.C. la sua scelta ricadde su Lucio Ceionio Commodo, console in carica in quell’anno, che assunse il nome di Lucio Elio Cesare. Si trattava però di un personaggio privo di una solida esperienza sia in ambito militare sia in quello amministrativo; per questo motivo gli vennero attribuiti i poteri tribunizi e fu inviato lungo il confine danubiano, con l’incarico di governare la Pannonia. Il progetto dinastico di Adriano non ebbe tuttavia il tempo di realizzarsi. Elio morì prematuramente nel 138 d.C., lasciando ancora una volta l’imperatore, ormai gravemente malato, senza un erede designato. La sua nomina aveva già suscitato perplessità e malumori, alimentati anche dallo scandalo esploso alcuni anni prima, nel 130 d.C., quando Adriano aveva promosso l’istituzione di un culto e l’emissione di monete in onore
di Antinoo, il giovane favorito dell’imperatore, morto annegato nel Nilo durante un viaggio ufficiale. In questo clima di sospetto, si diffuse l’idea che la scelta di Elio fosse avvenuta contro il parere generale e fosse motivata unicamente dal suo aspetto avvenente.
Alcuni studiosi del passato arrivarono persino a ipotizzare, come fece Carcopino, che Elio fosse un figlio naturale di Adriano, ma tale interpretazione è stata in seguito ampiamente confutata. È più verosimile che Elio avesse conquistato la stima dell’imperatore grazie alla sua formazione culturale e alla raffinatezza dei suoi interessi, in sintonia con l’attenzione di Adriano per le arti e la vita intellettuale. Dopo la sua scomparsa, Adriano adottò Aurelio Antonino, destinato a diventare imperatore con il nome di Antonino Pio, imponendogli però l’obbligo di adottare a sua volta Marco Aurelio, figlio di Elio e pronipote adottivo dello stesso Adriano, assicurando così la continuità dinastica.
MONETE DELL’IMPERO ROMANO (SHIPPING ONLY IN ITALY)
LUCILLA (164-180) – AUREO, S.D., ROMA. in oro, 7,22 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Busto drappeggiato a destra;Rovescio: Venere stante rivolta a sinistra con mela e scettro. RIC 783. Calicó 2218. Raro. Di eccezionale conservazione! q.FDC.
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BASE D’ASTA € 6.500
MONETE DELL’IMPERO ROMANO (SHIPPING ONLY IN ITALY) IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE – GIULIO NEPOTE (474-475) – SOLIDO, S.D., RAVENNA.
in oro, 4,43 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Busto frontale elmato e corazzato, con scudo e lancia trasversale;Rovescio: La Vittoria stante con lunga croce perlinata. Ai lati R e V. RIC X 3212. Depeyrot 41/1.
Graffietto al D/. q.SPL
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BASE D’ASTA € 2.000
MONETE BIZANTINE E MONETE BARBARICHE
(SHIPPING ONLY IN ITALY)
EMISSIONE DI ATTRIBUZIONE INCERTA A NOME DI GIUSTINIANO – TREMISSE. in oro, 1,45 gr. - Diam. 16,00 mm.
Dritto: Busto diademato, corazzato, e drappeggiato a destra; - Rovescio: la Vittoria stante di fronte con una corona nella mano destra ed un globo crucigero nella mano sinistra.
Sear 145. DOC 19/2.
Gradevole esemplare, di bello stile, per lievi varianti nel ritratto e nella legenda a nostro avviso è da considerarsi di emissione imitativa longobarda. bello SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 300
Quando i Longobardi penetrarono in Italia dopo il 568 d.C. non disponevano di una tradizione monetaria autonoma paragonabile a quella romana o bizantina. Come sottolineato più volte da Ermanno Arslan, la monetazione non costituiva per i Longobardi un elemento strutturale dell’organizzazione statale, bensì uno strumento pragmatico, adottato solo nella misura in cui risultava funzionale all’inserimento nel sistema economico e simbolico mediterraneo. Di conseguenza, nei primi decenni di presenza sul territorio italico, le coniazioni auree longobarde si configurarono prevalentemente come imitazioni, più o meno fedeli, dei tremissi bizantini allora in circolazione.
Indicativa di questa iniziale assenza di una piena “cultura monetaria” è la produzione precedente all’ingresso in Italia, realizzata da artigiani orafi longobardi attivi in area pannonica. Tali esemplari, spesso di stile fortemente stilizzato, sembrano rispondere a una funzione essenzialmente ornamentale e simbolica piuttosto che propriamente monetaria: tremissi o pseudo-tremissi venivano infatti utilizzati come elementi decorativi per monili, gioielli e collane, inserendosi in un contesto culturale in cui il valore del metallo e il prestigio dell’immagine prevalevano sull’uso economico della moneta. Arslan ha opportunamente evidenziato come questa produzione non debba essere interpretata in termini di “decadenza” artistica, bensì come espressione di un diverso rapporto con l’oggetto monetale.
Le imitazioni longobarde riproducono prevalentemente tipologie imperiali di età giustinianea e post-giustinianea, con il busto dell’imperatore al
diritto e la figura della Vittoria al rovescio. Tuttavia le legende risultano spesso corrotte, frammentarie o del tutto prive di significato, fenomeno che riflette una conoscenza imperfetta del latino e, più in generale, una comprensione limitata del valore comunicativo della scrittura monetale.
Tale produzione si colloca pienamente in quella che la storiografia numismatica definisce fase “pseudo-imperiale”: nonostante il progressivo consolidamento del dominio longobardo su ampie aree dell’Italia settentrionale e centrale, i modelli monetari bizantini continuarono a essere accettati e riprodotti in quanto depositari di un’autorità economica e simbolica universalmente riconosciuta.
Nell’esemplare qui proposto ci troviamo tuttavia di fronte a un’imitazione caratterizzata da uno stile artisticamente elevato, che si distingue nettamente dalle produzioni più grossolane o meramente ornamentali. Le varianti iconografiche nel ritratto imperiale, unite a una maggiore coerenza compositiva, consentono di interpretarlo come prodotto di un’officina longobarda ormai inserita nel contesto italico, e non più riconducibile alle fasi pannoniche precedenti.
In tal senso risultano particolarmente significativi i confronti stilistici con il celebre tremisse rinvenuto nel Castrum di Castelseprio, scoperto nel pozzo di drenaggio scavato in prossimità dell’abside della chiesa di San Giovanni Evangelista. Tale esemplare secondo gli studiosi è riconducibile agli ultimi decenni del VI secolo
MONETE BIZANTINE E MONETE BARBARICHE
(SHIPPING ONLY IN ITALY)
LONGOBARDI – MONETAZIONE A NOME DI MAURIZIO
TIBERIO (582-602) - TREMISSE. EMISSIONE DURANTE I
REGNI DI AUTARI (584-590) E AGILULFO (590-615).
in oro, 1,40 gr. - Diam. 17,20 mm.
Dritto: Busto a destra diademato, corazzato e paludato; - Rovescio: la Vittoria alata stante di fronte con corona nella mano destra e globo crucigero, nel campo a destra croce.
Arslan 4. MEC 1, 303-304. Bernareggi 1. SPL.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 600
23
MONETE BIZANTINE E MONETE BARBARICHE
(SHIPPING ONLY IN ITALY)
LONGOBARDI – MONETAZIONE A NOME DI MAURIZIO
TIBERIO (582-602) - TREMISSE. EMISSIONE DURANTE I
REGNI DI AUTARI (584-590) E AGILULFO (590-615). in oro, 1,39 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Busto a destra diademato, corazzato e paludato; - Rovescio: la Vittoria alata stante di fronte con corona nella mano destra e globo crucigero, nel campo a destra croce. Arslan 13-21. MEC 305-6. Bernareggi 1. SPL.
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BASE D’ASTA € 400
24
MONETE BIZANTINE E MONETE BARBARICHE
(SHIPPING ONLY IN ITALY)
IMPERO BIZANTINO – COSTANTE II (661-668) – SOLIDO, S.D., COSTANTINOPOLI. in oro, 4,47 gr. - Diam. 19,40 mm.
Dritto: Busti frontali di Costante II e Costantino IV; - Rovescio: Croce potenziata su gradini; ai lati Eraclio e Tiberio stanti. In esergo CONOB. Sear 964. DOC 30e. Bello SPL.
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BASE D’ASTA € 200
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 12 MONETE. MONETAZIONE MISTA
vari metalli, Conservazioni da MB a q.SPL.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 100 26
27
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 12 MONETE. MONETAZIONE MISTA.
vari metalli, Conservazioni da MB a buon BB.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 100
29
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
– INTERESSANTE LOTTO DI 12 MONETE. MONETAZIONE MISTA.
vari metalli, Conservazioni da MB a q.SPL.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 100
31
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 7 BRONZI IMPERIALI. in bronzo, Conservazioni da MB a q.BB.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 120
33
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 6 BRONZI IMPERIALI. in bronzo, Conservazioni da MB a q.BB.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 120
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 12 MONETE. MONETAZIONE MISTA.
vari metalli, Conservazioni da MB a m.BB.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 100
28
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 12 MONETE. MONETAZIONE MISTA.
vari metalli, Conservazioni da MB a BB/SPL.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 100
30
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 12 MONETE. MONETAZIONE MISTA.
vari metalli, Conservazioni da MB a q.SPL.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 100
32
MONETE ANTICHE (SHIPPING ONLY IN ITALY)
INTERESSANTE LOTTO DI 6 BRONZI IMPERIALI. in bronzo, Conservazioni da MB a q.BB.
Da esaminare.
Shipping only in Italy.
BASE D’ASTA € 120
MONETE E MEDAGLIE DI ZECCHE ITALIANE
34
REPUBBLICA DI ANCONA MONETAZIONE ANONIMA (XV SEC.) - QUARTO DI GROSSO, S.D., ANCONA.
in argento, 0,35 gr. - Diam. 12,00 mm.
Dritto: Grande lettera A ornata; - Rovescio: Croce ancorata con globetto ad ogni estremità.
CNI 49. Biaggi 77. Rarissimo.
Usuali debolezze e irregolarità di conio, ma gradevole esemplare con bella patina.
q.BB.
BASE D’ASTA € 100
35
PATRIARCATO DI AQUILEIA
RAIMONDO DELLA TORRE (1273 - 1299) – DENARO CON TORRE, S.D. (1274), AQUILEIA. in argento, 1,25 gr. - Diam. 20,50 mm.
Dritto: Il Patriarca mitrato, seduto in faldistorio, regge nella destra la croce patriarcale e nella sinistra sollevata un libro ornato da 5 borchie;Rovescio: Torre merlata.
Bernareggi 27. Biaggi 156. Raro.
Bella patina.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 100
36
COMUNE DI BERGAMO A NOME DI FEDERICO II DI SVEVIA (1236 - INIZIO XIV SEC.)GROSSO DA 6 DENARI, S.D., BERGAMO. in argento, 1,94 gr. - Diam. 20,10 mm.
Dritto: Busto laureato volto a destra; - Rovescio: Edificio con cupola fra due torri.
MIR 16a. Biaggi 351. Molto raro. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 800
37
COMUNE DI BERGAMO
A NOME DI FEDERICO II DI SVEVIA (1236 - INIZIO XIV SEC.) - GROSSO DA 6 DENARI, S.D., BERGAMO. in argento, 2,00 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Busto laureato volto a destra; - Rovescio: Edificio con cupola fra due torri.
MIR 16a. Biaggi 351. Molto raro.
Lieve patina.
Bel BB.
BASE D’ASTA € 600
38
SIGNORIA DEI BENTIVOGLIO
GIOVANNI I BENTIVOGLIO (1401 - 1402) – BOLOGNINO D’ORO, S.D., BOLOGNA. in oro, 3,48 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Leone rampante volto a sinistra con vessillo;Rovescio: San Pietro nimbato stante, con chiavi e libro.
Nel campo a sinistra stemma Bentivoglio. MIR 13. CNI 1/5. Molto raro. q.BB.
BASE D’ASTA € 600
39
GOVERNO POPOLARE DI BOLOGNA (1796 - 1797)
SCUDO DA 10 PAOLI, 1797, III TIPO, BOLOGNA. in argento, 29,01 gr. - Diam. 40,00 mm.
Dritto: Stemma sormontato da testa leonina tra due rami di lauro. -
Rovescio: La Beata Vergine con il Figlio sulle nubi; sotto, veduta della città.
MIR 58/2. Gigante 6b. Raro.
q.SPL
BASE D’ASTA € 200
40
GOVERNO POPOLARE DI BOLOGNA (1796 - 1797)
MEZZO SCUDO DA 5 PAOLI, 1797, II TIPO, BOLOGNA. in argento, 14,54 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: Stemma sormontato da testa leonina tra due rami di lauro. -
Rovescio: La Beata Vergine con il Figlio sulle nubi; sotto, veduta della città.
MIR 59/2. Gigante 10. Raro.
Patina non omogenea. Finissimi dettagli dei visi della Beata Vergine e del Bambino.
Bello SPL.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 250
41
REPUBBLICA DI CAMERINO
MONETAZIONE AUTONOMA (1190 - 1259) – GROSSO, S.D., CAMERINO.
in argento, 0,89 gr. - Diam. 18,70 mm.
Dritto: Croce trifogliata; - Rovescio: San Ansovino nimbato e mitrato, stante con lunga croce, in atto di benedire con la mano destra.
CNI 3. Biaggi 523. Rarissima.
Bella patina di monetiere. Di notevole qualità per la tipologia. q.SPL.
BASE D’ASTA € 500
42
MARCHESATO DI SALUZZO
MICHELE ANTONIO DI SALUZZO (1504 - 1528) - CORNUTO, S.D., CARMAGNOLA.
in argento, 5,52 gr. - Diam. 30,00 mm.
Dritto: Stemma con cimiero coronato e sormontato da drago alato; - Rovescio: San Costanzo a cavallo verso destra con vessillo sotto, anelletto.
CNI 77/52. MIR 146. BB.
BASE D’ASTA € 100
43
DUCATO DEL MONFERRATO
VINCENZO I GONZAGA (1587 - 1612) – DUCATONE 1591, CASALE.
in argento, 29,46 gr. - Diam. 39,00 mm.
Dritto: Busto corazzato e paludato volto a destra; - Rovescio: San Giorgio a cavallo verso destra, nell’atto di trafiggere il drago.
MIR 291/1. CNI 19. Raro.
Lievemente tosata. m.MB.
BASE D’ASTA € 250
44
DUCATO DEL MONFERRATO
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVI - XVII SEC.) – LOTTO DI 8 MONETE, CASALE. vari metalli,
MIR 251 (Raro), 312 (Due esemplari), 332 (Non comune), 338 (Due esemplari), 358 (Raro), 361. Conservazioni da q.MB a q.BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 80
45
MARCHESATO DI CASTIGLIONE
FRANCESCO GONZAGA (1593 - 1616) – GROSSETTO, S.D., CASTIGLIONE DELLE STIVIERE.
mistura, 0,90 gr. - Diam. 16,80 mm.
Dritto: Aquila coronata di fonte, ad ali spiegate, con testa volta a sinistra; - Rovescio: Testa di bufalo coronata, con anello al naso.
MIR 187. CNI 79/82. Molto rara.
Moneta di difficile reperibilità, soprattutto in alta conservazione. Colpetto nel campo e ondulazione. MB.
BASE D’ASTA € 100
46
COMUNE DI COMO
A NOME DI FEDERICO II (XII - XIV SEC.) – MEZZO GROSSO, S.D., COMO. in argento, 1,25 gr. - Diam. 18,30 mm.
Dritto: Busto coronato a destra, con scettro; - Rovescio: Aquila coronata ad ali spiegate. MIR 264. Biaggi 641. Raro.
Piccolo foro portativo. q.BB.
BASE D’ASTA € 250
47
DUCATO DI FERRARA
ERCOLE I D’ESTE (1471 - 1505) - TESTONE, S.D., FERRARA. in argento, 7,72 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Testa nuda rivolta a destra; - Rovescio: L’Idra di Lerna su tizzoni ardenti. MIR 255. Ravegnani Morosini 4. Raro. Di buona qualità. Usuali rugosità di conio. BB/q.SPL.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 2.000
Sul rovescio di questo testone dedicato a Ercole I d’Este compare una delle figure più inquietanti del mito classico: l’Idra di Lerna. Si tratta di una creatura mostruosa dall’aspetto serpentiforme, tradizionalmente rappresentata con sette o nove teste, di cui una sola eterna, e dotata di un veleno letale. Secondo la leggenda, fu allevata da Era, consorte di Zeus, con l’intento di eliminare Ercole. L’eroe riuscì tuttavia a prevalere durante la sua seconda impresa grazie all’ingegno e al supporto del nipote Iolao: dopo aver reciso le teste destinate a ricrescere, ne bruciò i colli per impedirne la rigenerazione e infine nascose quella immortale sotto un enorme masso.

Le fonti dell’epoca collocano l’emissione della moneta tra il 1492 e il 1493, in un momento cruciale per la città di Ferrara, coincidente con l’avvio dell’Addizione Erculea. Questo ambizioso progetto, voluto da Ercole I e affidato all’architetto Biagio Rossetti, prevedeva l’espansione urbana verso settentrione. L’immagine del mostro a sette teste, già utilizzata come simbolo da Borso d’Este, assume qui un valore allegorico: rappresenta la malaria che affliggeva le aree paludose attorno alla città, successivamente risanate proprio grazie agli interventi legati all’Addizione.
48
REPUBBLICA FIORENTINA (XIII SEC. - 1532)
FIORINO D’ORO, XII SERIE, SIMBOLO DELLO ZECCHIERE TOMMASO DI GUCCIO SODERINI (1382, I° SEMESTRE), FIRENZE. in oro, 3,50 gr. - Diam. 19,00 mm.
Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, stante di fronte, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità.
MIR 12/8. Raro.
BB/SPL
BASE D’ASTA € 600
49
REPUBBLICA FIORENTINA (XIII SEC. - 1532)
FIORINO D’ORO, XIII SERIE, SIMBOLO DELLO ZECCHIERE STEFANO DI VANNI CASTELLANI (1402, II° SEMESTRE), FIRENZE. in oro, 3,54 gr. - Diam. 19,50 mm.
Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, stante di fronte, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità.
MIR 13/17. Raro.
Lievi debolezze di conio. q.SPL.
BASE D’ASTA € 600
50
REPUBBLICA
FIORENTINA (XIII SEC. - 1532)
QUINTO DI SCUDO DA 1 LIRA E 8 SOLDI, DETTO ANCHE COTALE, S.D. (1503-1533), FIRENZE. in argento, 7,71 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, seduto in trono, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità. MIR 70/13. Rarissimo. Ondulazione del tondello. m.MB/q.BB.
BASE D’ASTA € 800
51
DUCATO DI FIRENZE
ALESSANDRO DE MEDICI, SIGNORE DELLA REPUBBLICA FIORENTINA (1532 - 1537) – TESTONE, S.D., FIRENZE. in argento, 9,89 gr. - Diam. 28,00 mm.
Dritto: Busto a sinistra corazzato; -Rovescio: I Santi Cosma e Damiano stanti di fronte. MIR 103. CNI 17/20. Ravegnani Morosini 1. Molto raro. Bel BB.
BASE D’ASTA € 800
Si tratta della prima emissione monetaria fiorentina a presentare l’effigie di un duca. Questo testone da 40 soldi, dal valore di 3 barili e caratterizzato dall’acconciatura di Alessandro de’ Medici, venne soprannominato dai fiorentini “riccio”. L’incisione del conio è attribuita a Benvenuto Cellini, e
la sua coniazione ebbe inizio a partire dal 25 aprile 1534. Sul rovescio compaiono i santi Cosma e Damiano, considerati patroni dell’arte dei medici e degli speziali, oltre che figure protettrici della casata dei Medici. (cit. Ravegnani-Morosini vol. II, pag. 323).
DUCATO DI FIRENZE
COSIMO I DE MEDICI, DUCA DELLA REPUBBLICA
FIORENTINA (1537 - 1557) – SCUDO D’ORO DEL SOLE, S.D., III SERIE, FIRENZE.
in oro, 3,30 gr. - Diam. 25,50 mm.
Dritto: Stemma ovale stretto coronato, ornato con volute; - Rovescio: Croce incavata, gigliata, accantonata da quattro fiammelle.
MIR 117. CNI 22/23. Raro. Lievi rugosità al R/.
BB/SPL.
BASE D’ASTA € 400
53
GRANDUCATO DI TOSCANA
COSIMO III DE MEDICI (1670 - 1723) – DOPPIA 1716, II SERIE, FIRENZE.
in oro, 6,69 gr. - Diam. 26,00 mm.
Dritto: Stemma coronato di forma speciale con le sei palle, di cui la superiore con tre giglietti in rilievo, entro cartella ornata di volute e in basso di conchiglia; - Rovescio: Croce gigliata, accantonata da quattro globetti.
MIR 323/2. CNI 83. Della massima rarità. Provenienza da montatura. Lievi Depositi al D/. BB.
BASE D’ASTA € 5.000

Cosimo III de’ Medici (1642-1723), figlio primogenito di Ferdinando II e di Vittoria della Rovere, fu granduca di Toscana dal 1670 fino alla morte e protagonista di uno dei regni più lunghi della storia toscana. Educato in un clima di profonda religiosità e di rigorosa formazione morale, sviluppò una personalità austera e introversa che segnò profondamente il suo modo di governare. Salito al trono in un momento in cui il Granducato aveva già perso gran parte del ruolo politico ed economico che aveva avuto nei secoli precedenti, non riuscì a invertire questa tendenza, nonostante alcuni tentativi di riforma e di rilancio commerciale. Il suo governo fu caratterizzato da un forte controllo morale e religioso della società, con un irrigidimento delle norme sui costumi e sulla vita civile, che contribuì a rendere il clima politico e culturale più chiuso rispetto al passato mediceo. Sul piano internazionale dovette confrontarsi con il problema cruciale della successione: la mancanza di
eredi maschi destinati a durare aprì la questione della fine della dinastia dei Medici, che sarebbe effettivamente avvenuta pochi anni dopo la sua morte, nel 1737. Nonostante questi limiti, il granduca seppe lasciare un segno duraturo in alcuni ambiti specifici: celebre è, ad esempio, il bando del 1716 con cui delimitò ufficialmente le aree di produzione di vini come il Chianti, il Carmignano e il Pomino, un atto considerato un precedente fondamentale delle moderne denominazioni di origine.
La monetazione del lungo regno di Cosimo III riflette bene questa fase finale della storia medicea, con emissioni numerose ma spesso caratterizzate da tirature contenute, soprattutto per le monete in oro. Tra queste spicca la doppia del 1716, di grandissima rarità e del quale sono conosciuti pochi esemplari apparsi sul mercato.
54
GRANDUCATO DI TOSCANA
COSIMO III DE MEDICI (1670 - 1723) – PIASTRA 1677, FIRENZE.
in argento, 31,21 gr. - Diam. 44,50 mm.
Dritto: Busto a destra corazzato e paludato del Granduca, a testa nuda; - Rovescio: San Giovanni battezza Gesù Cristo nelle acque del Giordano.
MIR 326/4. CNI 36/40. Bel BB.
BASE D’ASTA € 200
55
GRANDUCATO DI TOSCANA
GIOVANNI GASTONE DE MEDICI (1723 - 1737) – ZECCHINO O FIORINO D’ORO 1731, FIRENZE.
in oro, 3,45 gr. - Diam. 21,50 mm.
Dritto: Il giglio di Firenze, con due fiori; - Rovescio: San Giovanni Battista in figura giovanile, con nimbo circolare, seduto a sinistra su zolla erbosa, tiene la destra alzata e nella sinistra una lunga croce.
MIR 345/8. CNI 18.
Lievissime ondulazioni. m.BB.
BASE D’ASTA € 400
56
GRANDUCATO DI TOSCANA
FRANCESCO II DI LORENA (1737 - 1765) - FRANCESCONE 1747, II TIPO, FIRENZE.
in argento, 27,12 gr. - Diam. 41,00 mm.
Diritto: Busto a destra laureato paludato e corazzato, con spallaccio a figura leonina. Sotto cicogna a destra (Carlo La Grande, zecchiere); - Rovescio: Aquila imperiale bicipite, inanellata nel capo, spiegata e coronata, con spada nella zampa destra e scettro nella zampa sinistra, caricata in petto di scudo multipartito.
MIR 361/1. CNI manca. Molto raro. q.BB.
BASE D’ASTA € 100
57
GRANDUCATO DI TOSCANA
VARIE AUTORIA’ EMITTENTI (XVIII SEC.) - LOTTO DI DUE FRANCESCONI, 1778 E 1793, FIRENZE. in argento, 54,04 gr. (totale).
MIR 380/2 (Raro) e 405/2 (Molto raro). Conservazione MB o migliore.
BASE D’ASTA € 100
REGNO D’ETRURIA
CARLO LUDOVICO DI BORBONE, CON LA REGGENZA DELLA MADRE MARIA LUISA (1803 - 1807) - DENA 1807, II TIPO, FIRENZE.
in argento, 39,36 gr. - Diam. 44,00 mm.
Dritto: Busti accollati a destra. In basso sigla LS (luigi Siries, incisore) e martello (Giovanni Fabbroni, incisore); - Rovescio: Stemma coronato, sovrapposto alla croce di Santo Stefano e circondato dal Collare del Toson d’Oro. MIR 423. CNI 29. Gigante 11. Non comune. Esemplare di notevole qualità e bellezza. q.FDC.
BASE D’ASTA € 600
59
GRANDUCATO DI TOSCANA
LEOPOLDO II D’ASBURGO LORENA (1824 - 1859) – ZECCHINO O FIORINO D’ORO 1832, FIRENZE.
in oro, 3,48 gr. - Diam. 22,00 mm.
Dritto: Il giglio di Firenze con due fiori; sotto il segno dell’incisore (Giuseppe Niderost) e dello zecchiere (Domenico Fiaschi; - Rovescio: San Giovanni Battista in figura giovanile, con nimbo circolare, seduto a sinistra su zolla erbosa, tiene la destra alzata e nella sinistra una lunga croce.
MIR 445/4. CNI 99. Raro.
Usuali lievi ondulazioni del tondello. Esemplare di ottima freschezza d’aspetto. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 350
60
MARCHESATO DI GAZOLDO
ANNIBALE DEGLI IPPOLITI (II METÀ DEL XVII SEC.) - IMPRESSIONE IN RAME
DELLE 2 DOPPIE 1663, GAZOLDO. in rame, 7,26 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: Busto paludato a sinistra, con lunga capigliatura; - Rovescio: Sant’Ippolito nimbato con palma nella mano sinistra e spada nella destra. Tipo: MIR 322/2 e CNI 2. Forata. MB/BB.
BASE D’ASTA € 100
61
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI A VITA E DOMINAZIONI STRANIERE (1339 - 1528) – SIMONE BOCCANEGRA, PRIMO DOGE (1339 - 1344) - GENOVINO, S.D., III TIPO, GENOVA. in oro, 3,52 gr. - Diam. 20,50 mm.
Dritto: Castello in 8 archi doppi con ornati in cerchio perlinato. Simbolo castelletto in legenda;Rovescio: Croce in 8 archi doppi con ornati. In legenda simbolo di scudetto bandato. CNI 1. Lunardi 26. MIR 28. Raro. q.SPL.
BASE D’ASTA € 400
62
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI A VITA E DOMINAZIONI STRANIERE (1339 - 1528) – CARLO VI, RE DI FRANCIA E SIGNORE DI GENOVA (1396 - 1406)GENOVINO, S.D., GENOVA. in oro, 3,55 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Castello entro cornice di archetti con gigli alle punte e stellette; - Rovescio: Croce patente in ornati. MIR 53. CNI 10/11. Lunardi 53. Rarissimo. Esemplare di qualità inusuale, ancor di più per questa rara tipologia. SPL.
BASE D’ASTA € 1.000
63
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI BIENNALI, SERIE DELLA II FASE (1541 - 1637) – QUADRUPLA 1619, SIGLE GF, GENOVA. in oro, 13,23 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: Castello ornato entro Cerchi lineari e cerchio perlinato; - Rovescio: Croce fogliata e ornata entro cerchio lineare e perlinato. Sigle GF (Georgius De Franchis, zecchiere).
MIR 203/20. CNI 3. Lunardi 226. Molto Raro. Di ottima freschezza d’aspetto. q.SPL.
BASE D’ASTA € 1.200
64
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI BIENNALI, SERIE DELLA II FASE (1541 - 1637) – SCUDO IN ORO 1551, SIGLE AS, GENOVA.
in oro, 3,35 gr. - Diam. 21,30 mm.
Dritto: Castello con due aste su ornati in cerchio lineare e perlinato; - Rovescio: Croce fogliata e ornata in cerchio lineare e perlinato. Sigle AS (Augustinus Spinula Porrata, zecchiere).
MIR 207/8. Lunardi 200. Molto Raro. Conio mosso.
m.MB.
BASE D’ASTA € 300
65
REPUBBLICA DI GENOVA
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XII - XVII SEC.) - LOTTO DI QUATTRO MONETE, GENOVA. in argento, 47,05 gr. (totale).
Lunardi 14, 220, 230 (Raro). 240 (Raro).
Segnaliamo Scudo 1613 (Sigle MC) e gradevole esemplare di ottavo di scudo 1626 con bella patina iridescente. Conservazioni da m.MB a m.BB.
BASE D’ASTA € 200
66
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI BIENNALI, SERIE DELLA III FASE (1637-1797) - ZECCHINO 1733, GENOVA. in oro, 3,38 gr. - Diam. 21,50 mm.
Diritto: Stemma in cartocci coronato; - Rovescio: San Giovanni stante di fronte nell’atto di predicare. CNI 468/2. Lunardi 329. Raro.
Proveniente da montatura. Ondulazioni del tondello.
MB/BB.
BASE D’ASTA € 300
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI BIENNALI, SERIE DELLA III FASE (1637-1797) –
SCUDO LARGO 1670, SIGLE ISS, GENOVA.
in argento, 38,00 gr. - Diam. 55,00 mm. Dritto: Croce patente ornata e accantonata da teste di cherubino ad ali spiegate; - Rovescio: La Beata Vergine con il Bambino in braccio, seduta sulle nubi, tiene nella mano destra uno scettro; in alto due angeli reggono una corona di stelle. Sigle ISS (Io. Stephanus Spinula, zecchiere)
CNI 15. Lunardi 286. MIR 292/8. Molto rara. Frattura marginale del tondello, ma ottimo esemplare con principio di patina iridescente. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 800
Sino al 1637 il tipo delle monete genovesi era rimasto più o meno inalterato come quello primitivo, pur ingentilito con archetti e decorazioni e naturalmente riportando, specie nella legenda del D/, traccia dei vari Governi e Dogi succedutosi ed anche ovviamente delle varie dominazioni straniere...’ ‘Nel 1637 con feste e cerimonie solenni svoltesi nel Duomo, a Palazzo ducale, nel porto di tutta la città, Maria Santissima venne proclamata Regina della Repubblica di Genova...’ ‘Dal 1637 in poi si cambiò completamente tipo e tutte, o quasi, le monete di Genova portarono da
tale anno un’impronta religiosa: Maria Santissima, San Giorgio a cavallo, Maria Immacolata e San Giovanni Battista comparvero costantemente sino alla caduta della Repubblica nel 1797.’ (Cit. Corrado Astengo, ‘Genova nella Numismatica’, pag. 16, 17, 18)
L’impronta della Madonna sarà presente in ben ‘25 monete d’oro, 24 monete d’argento, 15 monete di mistura e 1 di rame.’ (Cit. Giuseppe Lunardi, ‘Le monete della repubblica di Genova’, pag. 17)
68
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI BIENNALI, SERIE DELLA III FASE (1637-1797) – LOTTO DI DUE MONETE, SCUDO LARGO 1682 (SM) E MEZZO SCUDO LARGO 1666 (AB), GENOVA. in argento, 55,73 gr. (totale).
Dritto: Croce patente ornata e accantonata da teste di cherubino ad ali spiegate; - Rovescio: La Beata Vergine con il Bambino in braccio, seduta sulle nubi, tiene nella mano destra uno scettro; in alto due angeli reggono una corona di stelle.
MIR 292/12 (Rara) e 296/15 (Rara). Scudo largo tosato e lavorato.
q.MB e MB.
BASE D’ASTA € 300
69
REPUBBLICA DI GENOVA
DOGI BIENNALI, SERIE DELLA III FASE (1637-1797) - 96 LIRE 1796, STELLA, GENOVA.
in oro, 25,17 gr. - Diam. 33,00 mm.
Diritto: Stemma della Repubblica coronato tra due grifi alati, poggiato su base decorata con maschera leonina; - Rovescio: la Beata Vergine con il Bambino in braccio.
CNI 2. MIR 275/4. Lunardi 360. Raro. Esemplare di ottima qualità. m.SPL.
BASE D’ASTA € 2.000
70
REPUBBLICA DI GENOVA - REPUBBLICA LIGURE
LOTTO DI TRE MONETE, 8 LIRE 1794 E 4 LIRE 1792 E 8 LIRE 1798, GENOVA. in argento, 74,15 gr. (totale).
MIR 309/2 (Raro). MIR316/1 (Raro). MIR 379/1 (Raro). Conservazioni da MB a BB.
BASE D’ASTA € 150
71
DUCATO DI GUASTALLA
FERRANTE II GONZAGA (1575 - 1630) - LIRA ANSELMINA, S.D., GUASTALLA.
in argento, 5,99 gr. - Diam. 30,50 mm.
Dritto: Stemma coronato ed ornato del collare del Toson d’oro;Rovescio: San Pietro di fronte con le chiavi nella mano destra ed il libro nella sinistra. MIR 385. CNI 109/127. Raro. Tipologia di difficile reperibilità in alta conservazione. Bel BB.
BASE D’ASTA € 150
DUCATO DI GUASTALLA FERRANTE III GONZAGA (1632-1678) – MEZZO SCUDO 1664, GUASTALLA.
in argento, 9,26 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: Busto corazzato e paludato a destra; - Rovescio: Statua di Ferrante I Gonzaga. MIR 416. CNI 9/10. Estremamente rara. Pesanti graffi al rovescio. B/MB.
BASE D’ASTA € 300 73
DUCATO DI GUASTALLA GIUSEPPE MARIA GONZAGA (1729-1746) – LIRA DA XX SOLDI, S.D., GUASTALLA.
mistura, 3,04 gr. - Diam. 24,00/25,50 mm.
Dritto: Scudo coronato decorato a volute; - Rovescio: La Beata Vergine di Castello. MIR 426. CNI 4/13. Estremamente rara. Lievemente tosata.
MB.
BASE D’ASTA € 200
74
DUCATO DI URBINO FRANCESCO MARIA II DELLA ROVERE (1574-1624) - DUE GROSSI, S.D., GUBBIO.
in argento, 2,42 gr. - Diam. 24,00 mm.
Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Iscrizione su tre righe entro ghirlanda. CNI 32. Cavicchi 147. Rarissimo.
Di qualità inusuale.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 100 75
GRANDUCATO DI TOSCANA COSIMO III DE MEDICI, MONETAZIONE PER LIVORNO (1670 - 1723) –QUARTO DI TOLLERO 1683, FIRENZE.
in argento, 6,75 gr. - Diam. 26,50 mm.
Dritto: Busto coronato e corazzato a destra; - Rovescio: La fortezza vecchia di Livorno, entro cartella; sopra, FIDES e, sotto, 1683. MIR 76. CNI 22. Ravegnani Morosini 19. Raro. Di qualità del tutto inusuale rispetto agli esemplari solitamente reperibili sul mercato. Bella patina di monetiere.
SPL.
BASE D’ASTA € 400
REPUBBLICA DI LUCCA
PERIODO DELLA SIGNORIA PISANA (1342 - 1369) - GROSSO AQUILINO, S.D., LUCCA.
in argento, 1,62 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Monogramma di Ottone e, in alto, aquila ad ali spiegate; - Rovescio: Busto coronato del Volto Santo. MIR 132. CNI 3/10. Rarissimo.
q.BB.
BASE D’ASTA € 600
77
REPUBBLICA DI LUCCA (1369 - 1799)
SCUDO D’ORO DEL SOLE 1552, LUCCA. in oro, 3,19 gr. – Diam. 21,60 mm.
Dritto: Scudo di forma sannitica ornato con ricci e fogliami, banda su cui LIBERTAS in obliquo. – Rovescio: Mezzo busto del Volto Santo posto di fronte con corona chiusa. CNI 319/23. MIR 185. Raro.
Ondulazione del tondello, altrimenti esemplare dai buoni rilievi (BB/q.SPL).
MB/BB.
BASE D’ASTA € 300
78
REPUBBLICA DI LUCCA (1369 - 1799)
SCUDO 1750, LUCCA. in argento, 26,55 gr. - Diam. 43,00 mm.
Diritto: stemma della Repubblica coronato entro due rami di palma; - Rovescio: San Martino a cavallo con elmo e corazza nell’atto di donare a un mendicante parte del proprio mantello. CNI 815. MIR 237/9. q.BB.
BASE D’ASTA € 100 79
DUCATO DI MANTOVA
GIAN FRANCESCO GONZAGA (1407-1444) - GROSSO, S.D., MANTOVA. in argento, 1,97 gr. - 23,20 mm.
Dritto: Stemma; - Rovescio: Veduta prospettica della città di Mantova e reliquiario gotico tra due torri.
MIR 381. CNI 11/18. Molto raro. Lieve frattura e tosatura.
MB/BB
BASE D’ASTA € 250
DUCATO DI MANTOVA
FEDERICO II GONZAGA (1519 - 1540) - SCUDO D’ORO DEL SOLE, S.D. (PERIODO 1536-1540), MANTOVA.
in oro, 3,27 gr. - Diam. 26,00 mm.
Dritto: Stemma sormontato dal Monte Olimpo e da corona ducale;Rovescio: Cristo che risorge dal sepolcro.
CNI 185/186. Bignotti 8. Molto raro. Lievi ondulazioni.
q.BB.
BASE D’ASTA € 700
81
DUCATO DI MANTOVA
FEDERICO II GONZAGA (1519 - 1540) - LIRA, SPESSO DEFINITA TESTONE O “TESTONE LEGGERO”, S.D., MANTOVA.
in argento, 5,39 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: La Fede stante, tra sigle F I.
MIR 452. CNI 27/29. Estremamente raro.
D/B.
Nonostante la nomenclatura di testone solitamente impiegata in bibliografia, la presente tipologia presenta un peso incompatibile con i testoni di altre zecche e periodi. Riteniamo pertanto che la corretta denominazione da attribuire sia quella di “lira”, nominale inferiore e dal peso perfettamente compatibile con le altre tipologie di “lira” circolanti all’epoca.
BASE D’ASTA € 250
82
DUCATO DI MANTOVA
GUGLIELMO GONZAGA (1550 - 1587) - LIRA MOCENIGA, S.D., MANTOVA. in argento, 5,34 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Sant’Andrea con croce porge la pisside a San Longino, genuflesso.
MIR 511. CNI 23/28. Molto rara. Lieve carenza passante del tondello. q.BB.
BASE D’ASTA € 200
83
DUCATO DI MANTOVA
GUGLIELMO GONZAGA (1550 - 1587) – GROSSETTO, S.D., MANTOVA. in argento, 1,48 gr. - Diam. 19,50 mm.
Dritto: Testa a sinistra; - Rovescio: Il monte Olimpo.
MIR 516. CNI 44. Molto raro.
Tipologia di difficile reperibilità in alta conservazione. q.BB
BASE D’ASTA € 250
84
DUCATO DI MANTOVA
VINCENZO I GONZAGA (1587 - 1612) – QUARTO DI DUCATO 1596, MANTOVA. in oro, 0,86 gr. - Diam. 14,50 mm.
Dritto: Aquila coronata di fronte, ad ali spiegate e testa volta a sinistra;Rovescio: Clessidra sormontata da compasso aperto. MIR 537. CNI 21. Rarissimo.
Lievi ondulazioni, ma esemplare di qualità inusuale. m.BB.
BASE D’ASTA € 1.000
85
DUCATO DI MANTOVA
VINCENZO I GONZAGA (1587 - 1612) – LOTTO DI 7 MONETE, SENZA RIPETIZIONI, E 1 TESSERA MERCANTILE, MANTOVA. Vari metalli,
MIR 550 (Non comune), 550 variante (Molto rara), 551/4 (Non comune), 553, 553/3, 556 (Non comune), 556 variante (Non comune). Margini-Baiocchi 13 e Magnaguti 477/479. Rarissima.
Segnaliamo rara tessera mercantile e rara variante della lira di Sant’Anselmo (CNI 63/65). Conservazioni da D/B a BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 80
86
DUCATO DI MANTOVA
VINCENZO II GONZAGA (1626 - 1627) – MEZZO DUCATONE DA 80 SOLDI, S.D., MANTOVA. in argento, 15,15 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Stemma coronato, inquartato alle quattro aquile, entro cartella a volute, caricato dallo scudo del Monferrato. Il tutto sormontato da piccolo monte olimpo e cinto da collare dell’ordine del Redentore; - Rovescio: San Luigi Gonzaga nimbato, genuflesso verso sinistra. MIR 627. CNI 26/28. Molto raro. BB.
BASE D’ASTA € 300
87
DUCATO DI MANTOVA
ASSEDIO AUSTRO SPAGNOLO (1629 - 1630) – MEZZO
SCUDO DEL FIORE, 1629, MANTOVA. in argento, 14,72 gr. - Diam. 38,00 mm.
Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Girasole verso sole raggiante entro corona.
MIR 666. CNI 30/32. Rarissimo. Lieve graffio al rovescio. Gradevole esemplare. BB.
BASE D’ASTA € 400
88
DUCATO DI MANTOVA
CARLO II GONZAGA-NEVERS (1647 - 1665) – 60 SOLDI 1663, MANTOVA.
in argento, 8,38 gr. - Diam. 34,50 mm.
Dritto: Busto corazzato e paludato a sinistra, con lunga capigliatura;Rovescio: Sole in zodiaco fra stelle; in basso la terra fra nubi. MIR 695. CNI 16/17. Estremamente raro.
Lieve carenza di tondello. Tipologia di rarissima apparizione sul mercato. q.BB/BB.
BASE D’ASTA € 1.500

Carlo II di Gonzaga-Nevers (1629–1665) divenne duca di Mantova e del Monferrato nel 1637, all’età di appena otto anni, in una fase di profonda crisi per lo Stato gonzaghesco. Il ducato usciva devastato dalla guerra di successione mantovana (1628–1631), dall’occupazione imperiale e dalla peste, eventi che avevano gravemente compromesso l’economia, la demografia e l’autorità stessa della dinastia. In questo contesto si aprì una lunga e delicata reggenza, affidata alla madre Maria Gonzaga, che esercitò il potere con notevole fermezza e abilità diplomatica, riuscendo a preservare la legittimità del figlio e a garantire la continuità dello Stato. Con l’assunzione del potere effettivo da parte di Carlo II, la politica monetaria poté assumere un carattere più ambizioso e marcatamente rappresentativo. È in questo quadro che si colloca l’emissione del quarto di ducatone dello Zodiaco, una delle monete più originali e iconograficamente complesse della monetazione mantovana del Seicento.
Il tema astrologico, raro nella monetazione italiana, prende piena ispirazione dalle coniazioni precedenti del padre Carlo I, realizzate dal noto incisore Gaspare Morone Mola. La qualità dei coni, soprattutto nella
resa dei segni zodiacali, indica il coinvolgimento di incisori di alto livello attivi presso la Zecca di Mantova, in grado di tradurre un programma iconografico colto in uno spazio ridotto.
La scelta dello Zodiaco come tema centrale va letta come una vera e propria dichiarazione politica in forma simbolica: dopo anni di reggenza e di ricostruzione, il potere ducale si presenta come reinserito in un ordine stabile, non solo terreno ma universale. In questo senso, la moneta dialoga idealmente anche con la politica di Maria Gonzaga, che aveva lavorato per restitui continuità allo Stato, fornendo al figlio un terreno su cui riaffermare la propria autorità.
Alla prematura morte di Carlo II, nel 1665, il ducato entrò progressivamente in una fase di declino irreversibile. Questa emissione resta così una delle più alte testimonianze numismatiche del periodo: non solo un capolavoro incisorio, ma anche un documento storico e ideologico, capace di condensare in una singola emissione la memoria della crisi, l’eredità della reggenza e l’ambizione di un potere che cercò nel linguaggio delle immagini una legittimazione duratura.
89
DUCATO DI MANTOVA
FERDINANDO CARLO GONZAGA-NEVERS (1669 - 1707) –SCUDO 1703, II TIPO, MANTOVA. in argento, 25,68 gr. - Diam. 41,00 mm.
Dritto: Busto a destra corazzato e paludato; - Rovescio: Trofeo d’armi. MIR 731/1. CNI 48/49. Raro. Di buona qualità per la topologia. BB.
BASE D’ASTA € 150
90
DUCATO DI MANTOVA FERDINANDO CARLO GONZAGA-NEVERS (1669 - 1707) – LOTTO DI 9 MONETE, MANTOVA. Vari metalli, MIR 729/3 (Raro), 740 (Raro, due esemplari), 740 var. (Raro), 744/1 (Non comune), 744/3 (Non comune), 745 (Non comune, due esemplari), 746/2 (Raro), Conservazioni da D a q.BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
91
DUCATO DI MANTOVA
MARIA TERESA D’ASBURGO (1740 - 1780) – 40 SOLDI 1757, MANTOVA.
Mistura, 7,97 gr. - Diam. 30,50 mm.
Dritto: Busto diademato e paludato a destra; - Rovescio: Aquila bicipite della casa d’Asburgo, coronata e caricata sul petto dallo scudetto a croce della città di Mantova.
CNI 40/43. MIR 760/1. Molto raro.
Esemplare di qualità inusuale e ottima argentatura. SPL.
BASE D’ASTA € 400
92
DUCATO DI MANTOVA
LEOPOLDO II D’ASBURGO-LORENA (1790 - 1792) - LIRA 1791, MANTOVA. mistura, 3,45 gr. - Diam. 24,00 mm.
Dritto: Stemma coronato; - Rovescio: Iscrizione disposta su cinque righe entro corona di foglie di alloro.
CNI 1. MIR 767. Molto rara.
Esemplare di qualità inusuale. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 100
ZECCA DI MANTOVA
VARIE AUTORITA EMITTENTI (XIV - XVI SEC.) – LOTTO DI 13 MONETE, MANTOVA.
Vari metalli,
MIR 372 (Raro), 376 (Raro), 399 (due esemplari, Non comune), 405, 429 (Raro), 438, 435 (due esemplari), 471 (Rarissimo), 488 (tre esemplari).
Segnaliamo la presenza del raro mezzo grossetto di Federico II Gonzaga (1519-1540). Conservazioni da q.MB a q.BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 150
95
DUCATO DI MANTOVA
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVI - XVIII SEC.) - LOTTO DI 12 MONETE, MANTOVA. vari metalli,
MIR 514/1 (Non comune), 550 (Non comune), 612, 613 (Molto raro), 650 (Non comune), 683 (Non comune, con contromarca), 684, 707 (Non comune), 725 (Raro), 740 (Raro), 744/2 (Non comune), 745 (Non comune, tre esemplari).
Varie conservazioni, da B a BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 80
97
DUCATO DI MANTOVA
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVI - XVIII SEC.) - LOTTO DI 12 MONETE, MANTOVA. vari metalli, MIR 550 (Non comune), 613 (Molto raro), 650 (Non comune), 683 (Non comune, due esemplari con contromarca), 699 (Non comune), 706 (Raro), 707 (Non comune), 740 (Raro), 745 (Non comune, tre esemplari).
Varie conservazioni, da B a BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 80
94
ZECCA DI MANTOVA
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XV E XVI SEC.) – LOTTO DI 13 MONETE, MANTOVA. vari metalli, MIR 399 (Non comune, due esemplari), 405, 428 (Non comune, due esemplari), 435, 436 (Non comune), 436 var (Non comune), 459 (falso d’epoca), 464 (Raro), 488, 501 (Raro), 518 (Molto raro).
Segnaliamo raro grossetto di Guglielmo Gonzaga (1550-1587) ed interessante falso d’epoca del rarissimo mezzo testone di Federico II Gonzaga (1519-1540).
Conservazioni da q.MB a q.BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 150
96
DUCATO DI MANTOVA
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVI - XVIII SEC.) - LOTTO DI 13 MONETE, MANTOVA. vari metalli, MIR 550 (Non comune), 612, 613 (Molto raro), 650 (Non comune), 683 (Non comune, con contromarca), 707 (Non comune), 725 (Raro), 740 (Raro), 745 (Non comune, tre esemplari).
Varie conservazioni, da B a BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 80
98
ZECCA DI MANTOVA
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVIII SEC.) –LOTTO DI SEI MONETE, MANTOVA. vari metalli, MIR 731/2 (Raro) e 736/2 (Raro), 752/2 (Non comune), 754/3 (Raro), 756/4, 757 e 773 (Raro).
Segnaliamo scudo 1706 di gradevole qualità per il tipo (q.BB).
Conservazioni da B/MB a BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 200
99
REPUBBLICA CISALPINA
ASSEDIO AUSTRO-RUSSO DI MANTOVA (1799) – 10 SOLDI, ANNO VII, MANTOVA. mistura, 6,04 gr. - Diam. 22,00 mm
Dritto: Fascio sormontato da pileo;Rovescio: Iscrizione disposta su quattro righe entro corona di foglie di alloro. MIR 771. Gigante 2. Molto raro. Piacevole esemplare.
BB/SPL.
BASE D’ASTA € 250
100
REGNO LOMBARDO-VENETO FERDINANDO I D’ASBURGO LORENA, ASSEDIO DI MANTOVA
DEL LUGLIO 1848 – FIORINO O MEZZO TALLERO 1848, MANTOVA.
in argento, 13,95 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: Testa laureata a destra; - Rovescio: Aquila bicipite coronata, caricata in petto dagli stemmi dell’Impero.
CNI 1. MIR 774. Gigante 5. Molto rara. q.SPL.
BASE D’ASTA € 300
101
REGNO LOMBARDO-VENETO FERDINANDO I D’ASBURGO LORENA, ASSEDIO DI MANTOVA
DEL LUGLIO 1848 – 20 KREUZER 1848, MANTOVA.
in argento, 6,62 gr. - Diam. 26,50 mm.
Dritto: Testa laureata a destra; - Rovescio: Aquila bicipite coronata, caricata in petto dagli stemmi dell’Impero.
CNI 3. MIR 775. Gigante 6. Molto rara. Eccezionale per il tipo di moneta. SPL/q.FDC
BASE D’ASTA € 300
Le sigle GM hanno incuriosito i numismatici del periodo, nel trovarne una spiegazione; si ipotizza possano significare Gorzkowski Mantova, generale austriaco comandante della guarnigione di Mantova che riempì la città di soldati austriaci al fine di evitare l’insurrezione cittadina ed il congiungimento alle truppe di Carlo Alberto. Altra ipotesi è Guarnigione Mantova oppure Governo Militare. Durante lo stato d’assedio furono requisiti gli argenti da chiese, e da privati per provvedere all’emissione dei tre nominali.
102
SIGNORIA DEI TRIVULZIO
GIAN GIACOMO TRIVULZIO (1487 - 1518) - GROSSO DA 6 SOLDI, S.D., MESOCCO.
in argento, 3,45 gr. - Diam. 28,00 mm.
Diritto: Stemma ornato di cordini e fiocchi ai lati; - Rovescio: il Santo in piedi con lo scudo nella mano sinistra e con la lancia nella mano destra nell’atto di trafiggere il drago.
CNI 49. MIR 982. Raro. Complessivamente BB.
BASE D’ASTA € 100
103
REGNO DI SICILIA FEDERICO II DI SVEVIA (1197 - 1250) – TARÌ, S.D., MESSINA. in oro, 1,97 gr. - Diam. 12,40 mm.
Dritto: Legenda pseudo-cufica; Aquila diademata ad ali spiegate con testa a destra; - Rovescio: Legenda pseudo-cufica; Croce astile accantonata da sigle.
MIR 77. Spahr 71/72. Non comune. Graffietti al D/, ma esemplare di grande freschezza. SPL.
BASE D’ASTA € 250
104
REGNUM ITALICUM LUDOVICO I, IL PIO IMPERATORE E RE D’ITALIA (814 - 840) – DENARO, S.D., MILANO. in argento, 1,79 gr. - Diam. 20,50 mm.
Diritto: Croce patente; - Rovescio: Legenda su due righe orizzontali. Crippa 2. CNI 8/12. Raro. Bella patina di vecchia raccolta. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 500
105
REGNUM ITALICUM
CARLO IL CALVO, IMPERATORE E RE D’ITALIA (875 - 877) –DENARO LARGO, S.D., MILANO. in argento, 1,88 gr. - Diam. 28,00 mm.
Dritto: Croce con estremità tricuspidale, accantonata da quattro globetti; - Rovescio: Tempio tetrastilo, il cui frontone triangolare è sormontato da croce.
Crippa 1. CNI 1/7. Biaggi 1383. Rarissimo. SPL.
BASE D’ASTA € 600
106
REGNUM ITALICUM
CARLO IL GROSSO, IMPERATORE (881 - 887) – DENARO LARGO, S.D., MILANO. in argento, 1,76 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: Croce, accantonata da quattro globetti; - Rovescio: Tempio tetrastilo, il cui frontone triangolare è sormontato da croce.
Crippa 2. MIR 13. Biaggi 1385. Rarissimo. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 600
107
REGNUM ITALICUM
BERANGARIO I DEL FRIULI, RE D’ITALIA (898 - 900) –DENARO SCODELLATO, S.D., MILANO. in argento, 1,77 gr. - Diam. 22,50 mm.
Dritto: Croce con estremità tricuspidale, accantonata da quattro globetti; - Rovescio: Tempio tetrastilo, il cui frontone triangolare è sormontato da croce.
Crippa 1. CNI 9/32. Biaggi 1391. Molto raro. Delicata patina iridescente.
SPL
BASE D’ASTA € 400
108
REGNUM ITALICUM
RODOLFO II DI BORGOGNA (924 - 926) – DENARO SCODELLATO, S.D., MILANO. in argento, 1,37 gr. – Diam. 20,00 mm.
Dritto: Cristogramma Chi Ro; - Rovescio: Iscrizione nel campo su due righe.
Crippa 1. CNI 1/10, Biaggi 1396. Molto raro. Insignificanti fratture marginali. Di bella qualità. m.SPL.
BASE D’ASTA € 600
109
DUCATO DI MILANO
LUCHINO E GIOVANNI VISCONTI (1339 - 1354) - MEZZO
AMBROSINO D’ORO, S.D., MILANO. in oro, 1,76 gr. - Diam. 16,00 mm.
Dritto: Grande M gotica entro una cornice a sei archi; - Rovescio: Effigie di Sant’Ambrogio di fronte.
Crippa 1/A. CNI 3/5. MIR 96/1. Raro.
Bellissimo esemplare di qualità inusuale. m.SPL.
BASE D’ASTA € 600
110
DUCATO DI MILANO
BERNABO’ VISCONTI (1354 - 1385) – FIORINO O DUCATO, S.D., MILANO.
in oro, 3,47 gr. - Diam. 20,30 mm.
Dritto: Scudo sormontato da elmo coronato con cimiero del drago; ai lati iniziali D B. il tutto entro cornice; - Rovescio: Entro cornice biscia viscontea sormontata da aquiletta imperiale; ai lati iniziali D B.
Crippa 1. Biaggi 1463. MIR 110. Molto raro. m.BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 1.500
111
DUCATO DI MILANO
FILIPPO MARIA VISCONTI (1412 - 1447) - FIORINO O DUCATO, S.D., MILANO. in oro, 3,51 gr. - Diam. 20,70 mm.
Dritto: Il duca in armatura a cavallo al galoppo a destra. Sulla corazza e sulla gualdrappa, piccole bisce. Sopra la testa del cavallo, piccola stella; - Rovescio: Scudetto con la biscia viscontea, sormontato da elmo con cimiero ornato da drago piumato con fanciullo nelle fauci. Ai lati, le lettere FI - MA sormontate da corona ducale; intorno, cornice con piccoli anelli negli angoli.
Crippa 1/C. Biaggi 1498. MIR 150/1. Raro. Bello SPL.
BASE D’ASTA € 1.000
112
COMUNE DI MILANO - DUCATO VISCONTEO
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XIII - XV SEC.)
– LOTTO DI 6 MONETE, MILANO E PAVIA. in argento e mistura, 12,45 gr. (totale). Biaggi 1425, 1443 (Non comune), 1456, 1473, 1484, 1844.
Gradevoli esemplari. Conservazioni da q.BB a q.SPL. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 150
113
DUCATO DI MILANO
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XV - XVI SEC.)
– INTERESSANTE LOTTO DI 5 MONETE, MILANO. in argento, 20,62 gr. (totale). Il lotto si compone come segue:
– Galeazzo Maria Sforza, Testone (Crippa 6/A); – Gian Galeazzo Maria Sforza reggenza di Ludovico Maria Sforza, Grosso da 5 soldi (Crippa 5) e Grosso da 3 soldi (Crippa 7);
– Ludovico XII d’Orleans, Grosso regale da 6 soldi (Crippa 6, var., Non comune);
– Francesco II Sforza, Grosso da 5 soldi (Crippa 8). Varie conservazioni, da MB/BB a q.SPL. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 300
DUCATO DI MILANO
CARLO V, IMPERATORE (1535 - 1556) – MEDAGLIA
MONETIFORME, SPESSO DEFINITA “TESTONE DELLA PIETÀ”, S.D., MILANO.
in argento, 11,74 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: Busto laureato e corazzato a destra, con drappeggio sulla spalla sinistra e mascherone sulla lorica; - Rovescio: La Pietà seduta a sinistra, tiene una patera nella mano destra; intorno, armi e corazze. All’esergo, PIETAS.
CNI 38. Crippa 26/B. Rimoldi 25/A. Molto Rara. Bellissima patina iridescente.
BB/SPL.
BASE D’ASTA € 2.000
Leone Leoni (1509-1590) fu senza dubbio uno dei più importanti incisori e medaglisti del suo tempo. Durante la sua vita entrò in contatto con alcuni dei maggiori protagonisti della cultura rinascimentale, tra cui Pietro Aretino, con il quale instaurò un rapporto di amicizia. La sua carriera fu caratterizzata da un vero e proprio “pellegrinaggio” artistico che lo portò a operare presso le principali corti rinascimentali italiane ed europee, dove seppe affermarsi grazie al suo straordinario talento. Dotato di un’eccezionale bravura tecnica, Leone Leoni si ispirò ampiamente alla monetazione romana imperiale nella realizzazione dei modelli per monete e medaglie. Questa scelta non solo testimonia il profondo fascino esercitato dall’antico nel Rinascimento, ma conferma anche la diffusione delle monete antiche come oggetti di studio e collezionismo, oltre che come modelli artistici.

Anche la medaglia in oggetto non fa eccezione: l’allegoria della Pietà raffigurata al rovescio appare chiaramente ispirata a un noto sesterzio di Caligola (rif. Cohen 9, RIC 36), mentre il dritto, con il busto di Carlo V laureato e corazzato, richiama immediatamente le iconografie degli imperatori romani, sottolineando il legame simbolico tra l’Impero antico e quello asburgico.
Probabilmente emessa come omaggio del Senato milanese in occasione del passaggio dell’imperatore Carlo V a Milano nel 1541, questa medaglia rappresenta una delle emissioni più iconiche e affascinanti della produzione della zecca milanese del XVI secolo, nonché un esempio significativo della capacità di Leone Leoni di fondere classicismo, propaganda politica e altissima qualità artistica.
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DUCATO DI MILANO
FILIPPO II DI SPAGNA (1556 - 1598) - DOPPIA 1589, MILANO. in oro, 6,53 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Busto radiato e corazzato; - Rovescio: Stemma sormontato da corona dalla quale escono rami di palma e ulivo.
Crippa 4/F-1 var. CNI 155/164. MIR 301/8. Rara.
Insignificante traccia di piega, ma gradevole esemplare di buona freschezza d’aspetto. q.SPL.
BASE D’ASTA € 800
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DUCATO DI MILANO
MARIA TERESA D’ASBURGO (1740 - 1780) - 5 SOLDI 1778, MILANO. mistura, 1,56 gr. - Diam. 19,50 mm.
Dritto: Scudo coronato, ornato; - Rovescio: Valore entro ramo di palma e ramo di lauro, legato in basso con fiocco.
Crippa 42/D. Molto rara. Di grande conservazione per la tipologia. FDC.
BASE D’ASTA € 250 117
REPUBBLICA CISALPINA (1800 -1802)
SCUDO DA 6 LIRE, AN. VIII, MILANO. in argento, 23,10 gr. - Diam. 39,00 mm.
Dritto: La Repubblica Cisalpina, stante volta a sinistra, rende omaggio alla Francia seduta in trono. In basso, cicogna e cornucopia; in incuso SALVIRCH (Giuseppe Salvirch, incisore); - Rovescio: Valore e data in quattro righe tra due rami di quercia.
CNI 1. Crippa 1. Gigante 1. Raro.
Lievissime tracce di appiccagnolo abilmente asportato, visibili a h. 12 del D/ e sul contorno, altrimenti esemplare dagli alti rilievi (m.SPL/q.FDC) e dalla bella patina iridescente. Complessivamente q.SPL.
BASE D’ASTA € 300
La Repubblica Italiana (1802–1805) fu la prima entità statale moderna a utilizzare ufficialmente il nome di Italia. Nata dalla trasformazione della Repubblica Cisalpina e fortemente subordinata alla Francia napoleonica, essa rappresentò un passaggio decisivo nella transizione politica e amministrativa dell’Italia settentrionale tra Antico Regime ed età contemporanea.
Proclamata a Lione nel 1802, ebbe come presidente Napoleone Bonaparte e come vicepresidente Francesco Melzi d’Eril, cui spettò la gestione effettiva dello Stato. Il territorio fu sottoposto a una profonda opera di centralizzazione amministrativa, con riforme fiscali, giuridiche e burocratiche ispirate al modello francese. Parallelamente, la Repubblica fu chiamata a sostenere lo sforzo bellico napoleonico, con un forte impatto economico e sociale.
Un aspetto rilevante dell’esperienza repubblicana fu rappresentato dai progetti di riforma monetaria, concentrati presso la Zecca di Milano,
destinata a divenire il centro della futura monetazione statale. L’obiettivo era razionalizzare il sistema circolante e affermare simbolicamente l’identità della nuova entità politica. I modelli e le emissioni, in parte sperimentali, adottarono iconografie sobrie e politicamente connotate, anticipando criteri e soluzioni che sarebbero confluiti nella monetazione del successivo Regno d’Italia.
Con la proclamazione di Napoleone a imperatore nel 1804, la Repubblica entrò in una fase di progressivo superamento. Nel 1805, la sua trasformazione nel Regno d’Italia pose fine all’esperimento repubblicano, ma ne assorbì strutture, personale e progetti, inclusi quelli monetari.
Pur breve e priva di piena sovranità, la Repubblica Italiana costituì un laboratorio politico e amministrativo di grande importanza, introducendo modelli istituzionali e simbolici destinati a lasciare un’impronta duratura nella storia dello Stato italiano.
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PRIMA REPUBBLICA ITALIANA
PRIMO PROGETTO (1802-1805) - PROGETTO DEL SOLDO DA DENARI 5, ANNO II, 1803, MILANO.
in stagno ramato, 7,39 gr. - Diam. 25,00 mm
Diritto: cinque spighe di grano; - Rovescio: Valore su quattro righe orizzontali, in esergo la lettera M.
CNI 9. Pagani P. P. 444. Crippa 10. Rarissimo. FDC.
BASE D’ASTA € 300
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PRIMA REPUBBLICA ITALIANA
PRIMO PROGETTO (1802 - 1805) - PROGETTO DEL 2 DENARI, ANNO II, 1803, MILANO. in stagno ramato, 3,23 gr. - Diam. 20,60 mm.
Dritto: due spighe di grano; - Rovescio: Valore disposto su due righe; in esergo, la lettera M. CNI 10. Pagani P. P. 445. Crippa 11. Molto Raro. q.FDC
BASE D’ASTA € 250
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PRIMA REPUBBLICA ITALIANA
PRIMO PROGETTO (1802 - 1805) - PROGETTO DEL DENARO, ANNO II, 1803, MILANO. in stagno ramato, 1,70 gr. - Diam. 17,00 mm.
Dritto: Spiga di grano; sotto, AN II; - Rovescio: Valore su una riga; in esergo, la lettera M.
CNI 11. Pagani P. P. 446. Crippa 12. Molto Raro. FDC
BASE D’ASTA € 300
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PRIMA REPUBBLICA ITALIANA
SECONDO PROGETTO (1802 - 1805) - PROGETTO DEL SOLDO DA DENARI 10, ANNO III, 1804, MILANO. in stagno ramato, 10,46 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Bilancia sovrapposta a spada e ramo di palma decussati;Rv. Valore entro corona di quercia.
CNI 24. Pagani P. P. 461. Crippa 19. Raro. FDC.
BASE D’ASTA € 300
122
PRIMA REPUBBLICA ITALIANA
SECONDO PROGETTO (1802 - 1805) - PROGETTO DEL MEZZO SOLDO DA DENARI 5, ANNO III, 1804, MILANO. in stagno ramato, 5,03 gr. - Diam. 23,10 mm.
Dritto: Bilancia sovrapposta a spada e ramo di palma decussati;Rovescio: Valore entro corona di quercia.
CNI 25. Pagani P. P. 462. Crippa 20. Molto raro. FDC.
BASE D’ASTA € 300
123
PRIMA REPUBBLICA ITALIANA
SECONDO PROGETTO (1802 - 1805) - PROGETTO DEL MEZZO SOLDO DA DENARI 5, ANNO III, 1804, MILANO. in stagno ramato, 5,13 gr. - Diam. 22,70 mm.
Dritto: Bilancia sovrapposta a spada e ramo di palma decussati; - Rovescio: Valore entro corona di quercia.
CNI 26. Pagani P. P. 464. Crippa 21. Raro. FDC.
BASE D’ASTA € 300
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NAPOLEONE I, RE D’ITALIA (1805 - 1814)
LOTTO 4 ESEMPLARI DA 5 LIRE, II TIPO, (1808, 1810, 1811, 1814), MILANO. in argento, 99,44 gr. (totale).
Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: Stemma coronato su padiglione sorretto da alabarde. Gigante 103, 106b (Molto raro), 109, 124. Conservazioni da MB a BB.
BASE D’ASTA € 150
125
NAPOLEONE I, RE D’ITALIA (1805 - 1814)
LIRA 1808, I TIPO, MILANO.
in argento, 4,98 gr. - Diam. 23,50 mm.
Dritto: Testa nuda a destra. Simboli coppa (Luigi Manfredini, incisore) e melagrana (simbolo di zecca); - Rovescio: Stemma coronato su padiglione sorretto da alabarde con puntali aguzzi.
Gigante 149. Non comune.
Gradevole patina.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 100
126
REGNO LOMBARDO-VENETO FRANCESCO I D’ASBURGO-LORENA (1815 - 1835) – LIRA 1823, MILANO.
in argento, 4,35 gr. - Diam. 22,50 mm.
Diritto: Testa laureata a destra; - Rovescio: aquila bicipite coronata con stemma coronato del Lombardo Veneto e caricato al centro dello scudetto d’Austria, attorno Collare del Toson d’oro. CNI 28. Crippa 17/B. Gigante 69. Non comune.
Bell’esemplare con delicata patina e fondi praticamente speculari. FDC.
Questa moneta è l’unità di base del sistema monetario del LombardoVeneto con patente imperiale del primo novembre 1823.
Del valore di 100 centesimi, pari a 1/3 di fiorino oppure 20 kreuzer del sistema di convenzione circolante nelle province dell’Impero Austriaco.
Tra il 1822 e 1823 a Milano ne vennero battute 516.592 esemplari.
BASE D’ASTA € 250
127
REGNO LOMBARDO-VENETO FERDINANDO I D’ASBURGO LORENA (1835-1848) – MEDAGLIA O “ZECCHINO” 1838, EMISSIONE SPECIALE PER IL GIURAMENTO, MILANO. in oro, 3,49 gr. - Diam. 18,70 mm.
Dritto: Testa laureata a destra; - Rovescio: Corona ferrea.
Crippa 8/A. MIR 522/1. Molto raro. q.FDC.
BASE D’ASTA € 1.000
128
ZECCA DI MILANO
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVIII-XIX SEC.) – INTERESSANTE LOTTO DI 5 MONETE, MILANO. vari metalli, MIR 406/2 (con contromarca, Molto raro), 461/2 (Estremamente rara), 478 (Non comune), 495/4, 512/3 (Dorato, Non comune).
Segnaliamo interessante contromarca sull’ottavo di filippo 1736 di Carlo VI d’Asburgo e rarissima lira del 1791 per Leopoldo II d’Asburgo. Conservazioni da MB a m.SPL. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 150
129
GOVERNO PROVVISORIO DI LOMBARDIA (1848)
PROGETTO 2 LIRE 1848, MILANO. in stagno, 6,88 gr. - Diam. 27,50 mm. Dritto: valore entro due rami di lauro e di quercia; - Rovescio: l’Italia con corona turrita sormontata da stella, stante di fronte e volta a destra, solleva la mano sinistra e regge un’asta nella destra. Pagani P. P. 522. CNI 6. Crippa 7/C. Rarissima. q.FDC.
BASE D’ASTA € 500
130
GOVERNO PROVVISORIO DI LOMBARDIA (1848)
PROGETTO LIRA 1848, MILANO.
in stagno, 4,18 gr. - Diam. 23,00 mm.
Dritto: valore entro due rami di lauro e di quercia; - Rovescio: l’Italia con corona turrita sormontata da stella, stante di fronte e volta a destra, solleva la mano sinistra e regge un’asta nella destra. Pagani P. P. 526. CNI 7. Crippa 8/C. Rarissima. q.FDC.
BASE D’ASTA € 500
131
DUCATO DELLA MIRANDOLA ALESSANDRO II PICO (1637 - 1691) – LIRA 1669, MIRANDOLA.
in argento, 6,71 - Diam. 31,50 mm.
Dritto: Busto a destra, a tesa nuda, corazzato e paludato;Rovescio: Scudo coronato, ornato a volute. MIR 594. CNI 9/13. Raro. q.BB.
BASE D’ASTA € 150
132
DUCATO DI MODENA E REGGIO
ERCOLE I D’ESTE (1471 - 1505) – MEZZO TESTONE, S.D., MODENA.
in argento, 3,82 gr. - Diam. 25,20 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: Ercole, in nudità eroica e con mantello rigonfio, in atto di aprire le fauci del Leone Nemeo. In esergo, armetta della città di Modena fra lettere C e M. CNI 6/10. MIR 624. Estremamente raro.
Lievissima frattura marginale. Depositi. m.MB
BASE D’ASTA € 1.500
Ritornata la città sotto la signoria estense nel 1336, la zecca di Modena rimase inattiva fino al marzo 1488, quando fu riaperta per volere di Ercole I: all’inizio furono battute solo monete in rame, mentre l’emissione degli altri nominali cominciò solo nel 1499 (cfr. Le zecche italiane 2011, pp.893-905).
Al rovescio, in omaggio al duca estense e con riferimento al suo nome, è raffigurato il leggendario eroe greco Ercole in una delle sue sette fatiche, ossia l’uccisione del feroce leone che terrorizzava la popolazione della città di Nemea nei pressi di Corinto; poiché la belva aveva una pelliccia impenetrabile alle armi, Ercole dovette ucciderla con la sola forza delle sue braccia. Poi scuoiò l’animale e si coprì con la sua pelliccia, divenendo invulnerabile. Zeus pose poi il leone Nemeo tra i segni dello Zodiaco. Il motto “Deus Fortitudo mea”, Dio è la mia forza, è tratto dal libro dei Salmi
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DUCATO DI MODENA E REGGIO
CESARE D’ESTE (1597 - 1628) – ONGARO, S.D., MODENA. in oro, 3,28 gr. - Diam. 22,10 mm.
Dritto: Il Duca stante regge scettro; - Rovescio: Stemma coronato. MIR 672. Non comune.
Tondello ondulato ed evidente slittamento del conio. MB.
BASE D’ASTA € 300
134
DUCATO DI MODENA E REGGIO FRANCESCO I D’ESTE (1629 - 1658) - SCUDINO D’ORO DA 103 SOLDI, S.D., MODENA. in oro, 1,15 gr. - Diam. 14,50 mm.
Dritto: Anepigrafe, aquila estense ad ali spiegate, in cerchio perlinato;Rovescio: Iscrizione in cartella con ornati. MIR 751. CNI 207. Raro.
Usuali schiacciature di conio. Gradevole esemplare. q.SPL.
BASE D’ASTA € 150
135
DUCATO DI MODENA E REGGIO VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVII - XVIII SEC.) - LOTTO DI TRE MONETE, MODENA. vari metalli, MIR 697 (Non comune), 789/2 (Raro), 855/2 (Raro). Conservazioni mediamente MB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
REGNO DI NAPOLI
CARLO I D’ANGIO’ (1266 - 1285) - SALUTO D’ORO, S.D., NAPOLI.
in oro, 4,36 gr. - Diam. 22,50 mm.
Diritto: Stemma bipartito di Francia e Gerusalemme sormontato da crescente di luna e circondato da stelle e rosette alternate; - Rovescio: l’annunciazione della Vergine; interposta, una pianta di giglio.
Pannuti-Riccio 1. MIR 18. Molto raro. Bell’esemplare.
SPL/FDC.
Alla fine del XIII secolo, precisamente nel 1278, Carlo d’Angiò decise di adottare per il Saluto d’oro una rappresentazione sacra di grande impatto visivo: l’Annunciazione. Questa scelta diede vita a una delle immagini più affascinanti dell’intera monetazione italiana del Medioevo.
Per la produzione del nuovo conio furono impiegati gli artigiani della zecca di Brindisi, già noti per aver realizzato, qualche tempo prima, i celebri Augustali voluti da Federico II di Svevia. Le fonti riportano che il sovrano seguì da vicino il progetto, arrivando a visionare personalmente i primi modelli della moneta.
Le testimonianze coeve raccontano che Carlo rimase immediatamente colpito dalla proposta ideata dal pittore di corte Giovanni Fortino, nonostante tra i due non mancassero frequenti divergenze sul piano artistico e stilistico.
Al rovescio è raffigurato l’Arcangelo Gabriele nell’atto di annunciare a Maria la futura nascita di Gesù, il Salvatore. L’inserimento di questa scena riflette la profonda devozione mariana tipica del Medioevo, e in particolare dell’età gotica. Il re impose inoltre che la composizione fosse studiata in modo tale da mantenere sempre la stessa posizione una volta ruotata la moneta: un accorgimento che segnò l’introduzione dell’asse fisso nella monetazione dell’Europa occidentale.
BASE D’ASTA € 2.000
137
REGNO DI NAPOLI
CARLO I D’ANGIO’ (1266 - 1285) - SALUTO, S.D., NAPOLI. in argento, 3,32 gr. - Diam. 24,80 mm.
Diritto: Stemma bipartito di Francia e Gerusalemme sormontato da crescente di luna e circondato da stelle e rosette alternate;Rovescio: l’annunciazione della Vergine; interposta, una pianta di giglio.
Pannuti-Riccio 3. MIR 20. Raro.
Gradevole patina di vecchia raccolta. Bello SPL.
BASE D’ASTA € 150
138
REGNO DI NAPOLI
ALFONSO I D’ARAGONA (1442 - 1458) - SESQUIDUCATO O DA UN
DUCATO E MEZZO, S.D., NAPOLI. in oro, 5,23 gr. - Diam. 29,80 mm.
Dritto: Stemma quadripartito a tutto campo, inquartato di Napoli (Ungheria- AngiòGerusalemme) al 1° e 4° e di Aragona al 2° e 3°; -
Rovescio: Il re, coronato e in armatura, al galoppo verso destra, brandendo la spada.
Pannuti-Riccio 2. MIR 53. Molto raro.
Esemplare di eccezionale conservazione. m.SPL.
BASE D’ASTA € 3.000
139
REGNO DI NAPOLI
FERDINANDO I D’ARAGONA (1458 - 1494) – LOTTO DI TRE MONETE, NAPOLI. in argento e mistura, 9,35 gr. (totale).
MIR 68/12, 69/2, 72/6. Segnaliamo pesante tosatura sul coronato sigla P. (2,55 gr.). Interessante falso d’epoca del carlino (2,93 gr). Conservazioni da MB a m.BB.
BASE D’ASTA € 120
140
REGNO DI NAPOLI
FILIPPO V DI SPAGNA (17001707) - MEZZO DUCATO 1702, NAPOLI.
in argento, 10,75 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: Busto drappeggiato e corazzato, a destra; sotto sigle I·M (Giovanni Montemein, incisore); - Rovescio: Sole illumina il globo terrestre; nel campo, a destra, sigle AG / A (Antonio Giovane, maestro di zecca e F. Antonio Ariani, maestro di prova).
Pannuti-Riccio 1. MIR 310. Raro. q.BB.
BASE D’ASTA € 100
141
REGNO DI NAPOLI
CARLO DI BORBONE (1734 - 1759) – PIASTRA DA 120 GRANA 1747, II TIPO, NAPOLI.
in argento, 24,95 gr. - Diam. 40,60 mm.
Dritto: Busti accollati e paludati dei due sovrani, volti a destra, tra sigle VM (Vincenzo Maria Mazzara, maestro di zecca) e MM / R (Giovanni Russo, maestro di prova); - Rovescio: Donna seduta a sinistra con un bambino sulle ginocchia, sigle DeG (Giovanni De Gennaro, incisore) a sinistra . Pannuti-Riccio 28a. MIR 335/1. Gigante 26a. Molto raro. Probabile provenienza da montatura. m.MB.
BASE D’ASTA € 300
142
REGNO DI NAPOLI
FERDINANDO IV DI BORBONE (1759 - 1816)PIASTRA DA 120 GRANA 1791, “SOLI REDUCI”, VIII TIPO, NAPOLI.
in argento, 27,12 gr. - Diam. 41,00 mm.
Dritto: Busti accollati a destra dei sovrani, sotto al Busto P• (Domenico Perger, incisore); - Rovescio: Fascia dello zodiaco con i quattro segni della bilancia, scorpione, sagittario e capricorno, sotto nel campo a destra sole raggiante che illumina globo con la Penisola in primo piano. A s. A•P• (Antonio Planelli, maestro di zecca) sotto M•(Raffaele Mannara, maestro di prova).
Pannuti-Riccio 59. MIR 372. Gigante 59a. Rara. MB/BB.
BASE D’ASTA € 150
Nell’agosto del 1790 Ferdinando IV, insieme alla moglie Maria Carolina, intraprese un viaggio verso Vienna accompagnando le figlie Maria Teresa e Maria Luisa. La fascia decorativa con i simboli zodiacali rimanda ai mesi immediatamente successivi alla loro partenza, quasi a suggerire che il popolo, rimasto senza la presenza dei sovrani, scandisse simbolicamente il tempo che li separava dal ritorno a Napoli. Si tratta del secondo progetto elaborato nel maggio del 1791, approvato dal re, dal quale si decise di coniare questa affascinante tipologia monetale per diversi anni, pur riportando costantemente la data del 1791.
REGNO DI NAPOLI FERDINANDO IV DI BORBONE (1759 - 1816) - LOTTO DI 3 MONETE, NAPOLI. in argento, 51,73 gr. (totale).
MIR 374/1 (Raro), 387/5, 423.
Conservazioni da MB a q.BB.
BASE D’ASTA € 150
Nel gennaio del 1799, a seguito dell’ingresso delle truppe francesi a Napoli e dell’abbandono della capitale da parte di Ferdinando IV di Borbone, rifugiatosi a Palermo, venne istituita la Repubblica Napoletana. L’esercito francese, comandato dal generale Jean-Étienne Championnet, favorì la nascita del nuovo governo repubblicano, che si ispirava ai principi illuministici di libertà, uguaglianza e sovranità popolare, direttamente derivati dall’esperienza della Rivoluzione francese. Nota anche come Repubblica Partenopea, essa fu sostenuta soprattutto da intellettuali, giuristi e settori della borghesia cittadina, ma faticò a ottenere un consenso diffuso tra le masse popolari. L’esperienza repubblicana ebbe vita breve: dopo circa cinque mesi, nel
giugno del 1799, le forze fedeli alla monarchia riuscirono a riconquistare la città. L’azione controrivoluzionaria fu guidata dal cardinale Fabrizio Ruffo, alla testa dell’armata sanfedista, con il decisivo sostegno della flotta britannica, nella quale ebbe un ruolo centrale l’ammiraglio Horatio Nelson. Al rientro sul trono, Ferdinando IV diede avvio a una dura repressione politica, che colpì duramente i protagonisti della stagione repubblicana: numerosi esponenti di primo piano, tra cui Mario Pagano e Domenico Cirillo, furono messi a morte, segnando tragicamente la fine di uno dei più significativi tentativi di rinnovamento politico del Mezzogiorno alla fine del XVIII secolo.
144
REPUBBLICA NAPOLETANA (1799)
12 CARLINI, ANNO VII, NAPOLI. in argento, 27,46 gr. - Diam. 39,70 mm.
Dritto: a Libertà stante, volta a sinistra con asta sormontata da berretto frigio nella mano destra, la sinistra poggiata su fascio littorio con scure posta all’esterno e legatura a X; - Rovescio: Iscrizione entro due rami di quercia incrociati.
Pannuti-Riccio 1. MIR 413. Gigante 1a. Rara. Usuali debolezze e difetti di conio. Gradevole esemplare. m.BB.
BASE D’ASTA € 200
145
REPUBBLICA NAPOLETANA (1799)
12 CARLINI, ANNO VII, NAPOLI. in argento, 27,46 gr. - Diam. 39,70 mm.
Dritto: a Libertà stante, volta a sinistra con asta sormontata da berretto frigio nella mano destra, la sinistra poggiata su fascio littorio con scure posta all’esterno e legatura a X; - Rovescio: Iscrizione entro due rami di quercia incrociati.
Pannuti-Riccio 1. MIR 413. Gigante 1. Rara. Due carenze di tondello, di cui una passante. BB.
BASE D’ASTA € 200
REGNO DELLE DUE SICILIE
GIOACCHINO MURAT (1808 - 1815) –
PIASTRA DA DODICI CARLINI 1810, NAPOLI. in argento, 27,40 gr. - Diam. 39,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: Iscrizione tra un ramo d’ulivo ed uno stelo di grano con spighe, legati in basso con fiocco.
Pannuti-Riccio 1. MIR 434/1. Gigante 2c. Raro. BB.
BASE D’ASTA € 200
147
REGNO DELLE DUE SICILIE
GIOACCHINO MURAT (1808 - 1815) – 2 LIRE 1813, NAPOLI. in argento, 9,94 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: Valore entro un ramo di lauro e un ramo di ulivo, legati in basso con fiocco.
Pannuti -Riccio 15. MIR 442/2. Gigante 14a. Raro.
Gradevole patina di vecchia raccolta. Usuali debolezze di conio al D/. Graffio al /R.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 100
Gioacchino Murat salì al trono del Regno di Napoli nel 1808, succedendo a Giuseppe Napoleone Bonaparte. Militare di grande fama e figura carismatica, cercò di consolidare la propria autorità e di radicarsi nel contesto napoletano, proseguendo il programma di riforme avviato dal predecessore. Durante il suo regno furono rafforzate le trasformazioni amministrative e istituzionali di impronta napoleonica: vennero confermate l’abolizione della feudalità, la riorganizzazione della giustizia e il potenziamento della burocrazia statale. Murat promosse anche interventi in campo economico e infrastrutturale, mirando a migliorare le comunicazioni, sostenere il commercio e rendere più efficiente l’apparato produttivo del Regno. Negli ultimi anni di regno cercò di affermare una maggiore autonomia dalla Francia e di legittimarsi come sovrano indipendente, promuovendo l’idea di un’unità italiana, espressa nel Proclama di Rimini del 1815. La caduta dell’Impero napoleonico segnò però la fine del suo regno: sconfitto, Murat fu catturato e giustiziato nello stesso anno. Nonostante l’esito tragico, il suo governo lasciò un’eredità significativa nel processo di rinnovamento politico e amministrativo del Regno di Napoli.

148
REGNO DELLE DUE SICILIE
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XIX SEC.) – LOTTO DI 4 PIASTRE DA 120 GRANA (ANNI 1808, 1818, 1832, 1852), NAPOLI. in argento, 109,72 gr. (totale).
MIR 433/3 (Raro), 462, 499/4, 503/1. Conservazioni mediamente da MB a BB
BASE D’ASTA € 200
149
REGNO DELLE DUE SICILIE
FRANCESCO II DI BORBONE (1859 - 1860)PIASTRA DA 120 GRANA 1859, NAPOLI. in argento, 27,58 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: Stemma coronato. Pannuti-Riccio 1, MIR 537. Gigante 1. Pesante patina non omogenea. SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 150
Francesco II di Borbone fu l’ultimo sovrano del Regno delle Due Sicilie, salendo al trono nel 1859 in un momento di profonda crisi politica e militare. Giovane e privo di una solida esperienza di governo, si trovò ad affrontare l’avanzata del movimento unitario italiano e le tensioni interne che indebolivano il Regno.
Nel 1860, la spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi determinò il rapido crollo del potere borbonico nell’Italia meridionale. Francesco II si ritirò prima a Napoli e poi nella fortezza di Gaeta, dove oppose un’ultima, vana resistenza. Con la caduta di Gaeta nel 1861, il Regno delle Due Sicilie cessò di esistere e Francesco II andò in esilio, divenendo una figura simbolo della fine della monarchia borbonica e del tramonto dell’antico assetto politico del Mezzogiorno.
150
COMUNE DI PADOVA
ULRICO DI VALSEE, PRIMO VICARIO IMPERIALE PER FEDERICO D’AUSTRIA (1320 - 1321)GROSSO AQUILINO, S.D., PADOVA. in argento, 1,42 gr. - Diam. 19,20 mm.
Dritto: Aquila ad ali spiegate; - Rovescio: Croce intersecante la legenda.
MIR 207. Biaggi 1726. Non comune. Gradevole patina. Bel BB.
BASE D’ASTA € 150
151
CITTÀ DI PALMANOVA
NAPOLEONE I, RE D’ITALIA – ASSEDIO AUSTRIACO DEL 1814 – 50 CENTESIMI, 1814, PALMANOVA.
mistura, 12,89 gr. - Diam. 28,00 mm.
Dritto: Valore entro legenda; - Rovescio: Corona ferrea radiata entro legenda e data. Gigante 1. Molto raro.
Esemplare di ottima qualità per la tipologia. BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 200
152
DUCATO DI PARMA E PIACENZA
OTTAVIO FARNESE (1547 - 1586) - 20 SOLDI O LIRA, S.D., PARMA. in argento, 5,09 gr. - Diam. 30,50 mm.
Dritto: Stemma ovale coronato; - Rovescio: Il Redentore con scettro, seduto e radiato, a destra, incorona la Beata Vergine seduta e sormontata dallo Spirito.
MIR 934. CNI 96/99. Rarissimo.
Frattura del tondello e lieve limatura al ciglio. Tipologia di rara apparizione sul mercato. MB/BB.
BASE D’ASTA € 400
153
DUCATO DI PARMA E PIACENZA
RANUCCIO II FARNESE (1646 - 1694) - DOPPIA 1690, PARMA. in oro, 6,66 gr. - Diam. 24,50 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: Eolo, dio greco dei venti, soffia verso sinistra spazzando le nubi. MIR manca. CNI manca. Data inedita. Della massima rarità. Lieve decentratura al /R. BB.
BASE D’ASTA € 5.000
“Pellit et attrahit”, ovvero “spinge e trascina”: è questa la suggestiva legenda che caratterizza la rara doppia del vento di Ranuccio II Farnese, una delle emissioni più affascinanti realizzate dalla zecca di Parma nel XVII secolo. Il suo modello iconografico affonda le radici nella tradizione farnesiana, ispirandosi a una celebre moneta fatta coniare dal predecessore Ranuccio I per la zecca di Piacenza.
Come ricorda Mario Traina nel volume Il linguaggio delle monete, Ranuccio I, succeduto al padre Alessandro impegnato nelle campagne militari nelle Fiandre, scelse di rappresentare sulle proprie monete l’allegoria di Eolo che soffia contro le nubi, respingendole e trascinandole lontano. Un’immagine di grande forza simbolica, concepita per evocare la determinazione e il coraggio necessari a difendere il futuro del Ducato, virtù che il giovane duca intendeva idealmente raccogliere in eredità dal padre.
Seguendo la medesima linea allegorica, anche Ranuccio II adottò questa potente iconografia, affidandone l’esecuzione allo zecchiere Giovanni Gualtieri, le cui iniziali compaiono al diritto ai lati della data. Di questa rarissima tipologia sono oggi noti soltanto pochissimi esemplari, tutti datati 1692 (rif. MIR 1030).
Il millesimo 1690 qui presentato compare per la prima volta sul mercato e deve pertanto considerarsi inedito e mai repertoriato. Il Corpus Nummorum Italicorum segnala inoltre l’esistenza di una prova in rame datata 1688 (rif. CNI 19), della quale tuttavia non si conoscono esemplari giunti fino a noi, a ulteriore riprova che i coni della moneta erano già stati predisposti e ufficialmente completati ben prima del 1690.
A parte la lieve decentratura al /R, l’esemplare si presenta in ottimo stato conservativo, con rilievi nitidi e senza difetti deturpanti.
154
DUCATO DI PARMA E PIACENZA
GIUSEPPE CERVI, MEDICO (1663 - 1748) – MEDAGLIA, S.D., PARMA. in bronzo, 117,36 gr. - Diam. 67,50 mm.
Dritto: Busto paludato con parrucca, volto a sinistra; - Rovescio: Torre sovrastata da due corone reali entro corona di alloro intrecciata con due serpenti.
Opus. Ottone Hamerani. Forrer II 408. Rizzini 1199. Molto rara. Colpetto al bordo, ma esemplare dagli alti rilievi e dal metallo lucente. SPL.
BASE D’ASTA € 100
La raffigurazione allegorica del rovescio di questa rara medaglia allude all’incarico di protomedico di Castiglia ricoperto da Giuseppe Cervi presso la corte di Spagna, una delle più alte dignità sanitarie del regno, riservata a medici di riconosciuto prestigio scientifico e istituzionale. Le due corone regali rimandano simbolicamente alla tutela della salute dei sovrani Filippo V di Borbone ed Elisabetta Farnese, sottolineando il ruolo di Cervi quale garante del benessere fisico della coppia reale.
La torre, elemento araldico tradizionalmente associato al Regno di Castiglia, allude invece all’altra importante funzione da lui esercitata a corte, quella di Consigliere del Regno, evidenziando non solo il suo inserimento nei più alti livelli dell’amministrazione statale, ma anche il riconoscimento del valore politico e intellettuale della sua opera.
L’elaborazione iconografica e la raffinata resa formale dell’allegoria sono riconducibili all’opera di Ottone Hamerani, esponente di spicco della celebre dinastia romana di incisori attiva tra XVII e XVIII secolo. Figlio di Giovanni Martino Hamerani, Ottone si distinse per l’eleganza del tratto, la chiarezza compositiva e l’uso colto del linguaggio simbolico, qualità che lo resero uno degli incisori prediletti dagli ambienti curiali e dalle élite europee. La sua produzione, spesso legata a medaglie celebrative e commemorative, rivela una profonda conoscenza della tradizione classica e della retorica allegorica barocca, impiegata qui per esaltare il prestigio professionale e istituzionale di Cervi nel contesto della monarchia spagnola del primo Settecento.
155
DUCATO DI PARMA E PIACENZA
ALESSANDRO FARNESE (1586 - 1591) – QUADRUPLA 1590, SIGLE AC, PIACENZA. in oro, 13,10 gr. - Diam. 30,50 mm.
Dritto: Busto corazzato a sinistra; - Rovescio: Lupa gradiente a sinistra e sullo sfondo tre piante di gigli sormontate da corona.
MIR 1137/4. CNI 6/7. Molto rara.
Probabile provenienza da montatura, ma esemplare molto gradevole dal modulo ampio e regolare. Patina rossiccia. m.BB.
“Collezione Caruso”, appartenuta al Comm. Enrico Caruso e messa all’incanto da C. & C. Canessa il 28 giugno 1923 e gg. seguenti, nella loro sede di Napoli, lotto 897.
BASE D’ASTA € 2.000
156
DUCATO DI PARMA E PIACENZA
ODOARDO FARNESE (1622 - 1646) –SCUDO 1629, PIACENZA. in argento, 27,61 gr. - Diam. 39,50 mm.
Dritto: Busto corazzato e paludato, con collare alla spagnola, volto a destra; - Rovescio: Sant’Antonino stante, volto a sinistra, regge vessillo.
MIR 1164/2. CNI 26/31. Ravegnani Morosini 20. Raro.
Lieve decentratura al /R. BB.
BASE D’ASTA € 200
157
DUCATO DI MODENA E REGGIO
ERCOLE II D’ESTE (1534 - 1559)BIANCONE, S.D., REGGIO EMILIA. in argento, 5,16 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: Testa barbuta a destra; - Rovescio: stemma di Reggio di vecchio stile, di forma a cuore ornato da ricci. In alto aquila.
MIR 1304. CNI 136/140 e 144/150. Raro. BB.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 500
BARONIA DI RETEGNO
ANTONIO TEODORO TRIVULZIO (1676 - 1678)DOPPIO FILIPPO 1676, RETEGNO. in argento, 55,33 gr. - Diam. 49,00 mm. Dritto: Busto drappeggiato e corazzato a destra; - Rovescio: Stemma con busto coronato a tre facce all’interno di una cornice ornata sostenuta da cherubini alati. MIR 899/1. CNI 14. Davenport 4135. Raro. Di bel modulo, ampio e regolare, privo di fratture. BB/SPL.
Il piccolo borgo di Retegno entrò a far parte del dominio della famiglia Trivulzio il 2 gennaio 1654, grazie al celebre “Diploma di Ratisbona”. Con questo atto, l’imperatore Ferdinando III volle premiare i meriti del Cardinale Gian Giacomo Teodoro Trivulzio, concedendogli Retegno e il vicino villaggio di Bettola come baronia imperiale. Oltre a ciò, gli fu riconosciuto il titolo di principe e il privilegio di coniare moneta, allora definito con l’espressione “facoltà di punzone e crogiolo”.
I Trivulzio erano una delle famiglie nobili milanesi più antiche, con radici che risalivano al XII secolo. Nel Cinquecento vantavano un’incredibile serie di possedimenti e titoli. Il Cardinale decise di affidare la progettazione della zecca di Retegno all’architetto Leon Battista Barattieri, tra i più rinomati del tempo, e una volta conclusa iniziò a coniare monete nel 1676. Gli zecchieri e gli incisori che vi lavorarono contribuirono a diffondere il nome di Retegno in tutto il mondo. Tra questi, spicca Giovanni Battista Brusasorzi, attivo tra il 1676 e il 1682, le cui incisioni artistiche riportano, sul petto, il Collare del Toson d’Oro e, nel giro della moneta, la data 1676, testimoniando l’abilità e la fama raggiunta dagli artigiani di Retegno.
BASE D’ASTA € 800
159
SECONDA REPUBBLICA ROMANA (1849)
40 BAIOCCHI 1849, ROMA. mistura, 19,87 gr. - Diam. 34,80 mm.
Dritto: Valore entro cerchio perlinato; - Rovescio: Aquila su fascio entro corona di quercia. Muntoni 1. Pagani 339. Gigante 1. Raro. Conservazione eccezionale con fondi speculari. FDC/FS.
BASE D’ASTA € 500
160
SECONDA REPUBBLICA ROMANA (1849)
LOTTO DI TRE MONETE: 16 E 3 BAIOCCHI ROMA E BAIOCCO DI ANCONA. vari metalli,
Dritto: Valore entro cerchio perlinato; - Rovescio: Aquila su fascio entro corona di quercia. Gigante 2 (Non comune), 7, 3 (Ancona). Conservazioni q.SPL (16 baiocchi) e m.BB (3 baiocchi), MB (Baiocco).
BASE D’ASTA € 80
161
SIGNORIA VISCONTEA
GIAN GALEAZZO VISCONTI, SIGNORE DI SIENA (1390 - 1404)
SANESE D’ORO, S.D., DELIBERA DEL 4 LUGLIO 1391, SIENA. in oro, 3,49 gr. - Diam. 21,20 mm.
Diritto: Lettera S fogliata entro una doppia cornice a otto archi con stellette agli angoli; al alto al centro il biscione dei Visconti; - Rovescio: Croce patente in doppia cornice a otto archi con stellette agli angoli; in alto al centro, simbolo n. 57. MIR 509/3. CNI 8. Molto raro.
Buon BB/SPL
BASE D’ASTA € 800
162
REPUBBLICA DI SIENA (1404 - 1555)
SANESE D’ORO, S.D. (PERIODO 1404-1423), SIENA. in oro, 3,52 gr. - Diam. 19,60 mm.
Diritto: Lettera S fogliata entro una doppia cornice a otto archi con stellette agli angoli; al alto al centro il biscione dei Visconti; - Rovescio: Croce patente in doppia cornice a otto archi con stellette agli angoli; in alto al centro, simbolo n. 51. MIR 513/2. CNI 137. Molto raro.
Di bella qualità.
m.SPL.
BASE D’ASTA € 1.500
163
REPUBBLICA DI SIENA (1404 - 1555)
GROSSO CON LA LUPA, S.D. (15 GIUGNO 1526), SIENA. in argento, 1,77 gr. - Diam. 22,50 mm.
Dritto: La lupa stante a sinistra allatta i gemelli e volge il capo verso di loro; - Rovescio: Croce fogliata in doppia cornice a otto archi accantonata da stellette
MIR 542. CNI 252. Raro. Complessivamente BB.
BASE D’ASTA € 150
164
DUCATO DI URBINO
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XVI - XVII SEC.) – LOTTO DI DUE MONETE, ARMELLINO E GROSSO, S.D., URBINO. in argento, 2,23 gr. (totale).
CNI 114 e 9.
Bell’esemplare di armellino di Guidobaldo II della Rovere (1538-1574) con gradevole patina di vecchia raccolta e grosso di Francesco II Della Rovere (1574-1624) . BB/SPL e buon BB.
BASE D’ASTA € 100
165
REPUBBLICA DI VENEZIA
MARINO ZORZI, DOGE L (1311 - 1312) – GROSSO, S.D., VENEZIA. in argento, 2,00 gr. - Diam. 19,80 mm.
Dritto: San Marco porge il vessillo al Doge, lungo l’asta DVX; - Rovescio: Il Redentore in trono.
Montenegro 72. Paolucci 2. Rarissimo. Di bella qualità per la rara tipologia. Praticamente SPL.
Proveniente dall’asta numero 50 di Munzen und Medaillen A.G. Basilea, del 27/28 febbraio e 1 marzo 1975, lotto 539.
BASE D’ASTA € 250
166
REPUBBLICA DI VENEZIA
FRANCESCO DANDOLO, DOGE LII (1328 - 1339) – DUCATO, S.D., VENEZIA. in oro, 3,52 gr. - Diam. 19,50 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle (4 a sinistra e 5 a destra). Montenegro 80/81. Paolucci 1. Raro. Graffietto al /R. m.BB.
BASE D’ASTA € 300
167
REPUBBLICA DI VENEZIA
BARTOLOMEO GRADENIGO, DOGE LIII (1339 - 1342) – DUCATO, S.D., VENEZIA.
in oro, 3,50 gr. - Diam. 20,30 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle (4 a sinistra e 5 a destra).
Montenegro 88. Paolucci 1. Raro. m.BB.
BASE D’ASTA € 300
168
REPUBBLICA DI VENEZIA
ANTONIO VENIER, DOGE LXII (1382 - 1400) – DUCATO, S.D., VENEZIA. in oro, 3,51 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle (4 a sinistra e 5 a destra).
Montenegro 135. Paolucci 1. Di buona qualità.
q.SPL/m.BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 189 del 5, 6 e 7 novembre 1974, lotto 966
BASE D’ASTA € 300
169
REPUBBLICA DI VENEZIA
MICHELE STENO, DOGE LXIII (1400 - 1413) – DUCATO, S.D., VENEZIA
in oro, 3,47 gr. - Diam. 20,50 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore.
Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle (4 a sinistra e 5 a destra).
Montenegro 143. Paolucci 1.
SPL/q.SPL.
BASE D’ASTA € 300
170
REPUBBLICA DI VENEZIA
NICOLO’ TRON, DOGE LXVIII (1471 - 1473) - LIRA DA 20
SOLDI, II TIPO, DETTA “LIRA TRON” O “TRONO”, CON RAMO D’EDERA.
in argento, 6,38 gr. - Diam. 28,20 mm.
Dritto: Busto a sinistra, con il corno dogale; sotto il busto, ramo d’edera con tre foglie; - Rovescio: Leone in soldo entro corona.
Montenegro 193. Paolucci 2. CNI 26. Molto rara. Patina scura. Esemplare di ottima qualità.
SPL.
BASE D’ASTA € 500
Realizzata dall’orafo-incisore Antonello di Pietro, conosciuto come Antonello della Moneta, è considerata l’origine della prima “lira” battuta sul territorio italiano. Si trattava di una moneta in argento dal diametro di 28 millimetri, con un valore corrispondente a 240 denari veneziani e tra gli esemplari noti, come per altre tipologie del periodo, esistono piccole varianti con differenze nei dettagli grafici e nella punteggiatura.
La sua introduzione segnò un momento di svolta nel tentativo di rendere più compatibili i sistemi monetari di una penisola politicamente frammentata, composta da molteplici Stati e domini, ciascuno con una propria circolazione monetaria. In una fase iniziale fu adottata unicamente come riferimento contabile per bilanci 36/e stime economiche, ma in seguito il Consiglio dei Dieci ne sancì l’uso come moneta legale.
Grazie a questa decisione, la lira conobbe una diffusione significativa, assumendo progressivamente un ruolo che anticipava il concetto di moneta comune, tanto da circolare anche lungo le principali rotte commerciali che si spingevano fino ai mercati orientali.
171
REPUBBLICA DI VENEZIA
ANDREA GRITTI, DOGE LXXVII (1523 - 1538) – SCUDO IN ORO, S.D., III TIPO, VENEZIA. in oro, 3,39 gr. - Diam. 25,50 mm.
Dritto: Croce ornata; - Rovescio: Scudo ornato con foglie e ricci; sullo scudo leone di San Marco in soldo. Montenegro 343. Paolucci 3. Raro. Impercettibili graffietti al D/. Di ottima qualità.
SPL/q.FDC.
Acquistato privatamente presso Numismatica Rinaldi di Verona.
BASE D’ASTA € 500
172
REPUBBLICA DI VENEZIA
ANDREA GRITTI, DOGE LXXVII (1523 - 1538) – ½ SCUDO IN ORO, S.D., VENEZIA. in oro, 1,68 gr. - Diam. 18,20 mm.
Dritto: Croce ornata; - Rovescio: Scudo ornato con foglie e ricci; sullo scudo leone di San Marco in soldo. Montenegro 345. Paolucci 4. Raro. Esemplare di ottima qualità. q.SPL
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 300
173
REPUBBLICA DI VENEZIA
FRANCESCO VENIER, DOGE LXXXI (1554 - 1556) –ZECCHINO, S.D., VENEZIA in oro, 3,50 gr. - Diam. 21,00 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle (4 a sinistra e 5 a destra). Montenegro 497. Paolucci 1. Raro. Conservazione eccezionale. q.FDC.
BASE D’ASTA € 400
174
REPUBBLICA DI VENEZIA
NICOLO’ DA PONTE, DOGE LXXXVII (1578 - 1585) – DUE LIRE CON S. GIUSTINA, SIGLE HM, VENEZIA. in argento, 9,09 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: San Marco nimbato, seduto in trono a sinistra, porge il vessillo al doge genuflesso; in esergo sigle H M (Gerolamo Morosini, massaro);Rovescio: Santa Giustina stante di fronte, con il cuore trafitto da pugnale, stringe la palma nella mano destra e regge il libro con la sinistra. Montenegro 790. Paolucci 6. CNI 43 var. Usuali debolezze di conio, ma esemplare di buona freschezza e con delicata patina.
m.SPL.
Si allega cartellino di acquisto.
Acquistata privatamente da Numismatica Rinaldi di Verona.
BASE D’ASTA € 100
175
REPUBBLICA DI VENEZIA
PASQUALE CICOGNA, DOGE LXXXVIII (1585 - 1595) –
DUCATO DA 124 SOLDI, SIGLE GL, I TIPO, VENEZIA. in argento, 27,41 gr. - Diam. 40,00 mm.
Dritto: Leone alato e nimbato stante a sinistra con libro aperto, riceve dal doge genuflesso il vessillo di Venezia sormontato da una croce; in esergo sigle G L (Gerolamo Longo, massaro); - Rovescio: Santa Giustina stante di fronte, con il cuore trafitto da pugnale, stringe la palma nella mano destra e regge il libro con la sinistra. Montenegro 856. Paolucci 13. CNI 96 var. Estremamente rara. m.MB.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 300
176
REPUBBLICA DI VENEZIA
LEONARDO DONA’, DOGE XC (1606 - 1612) – ½ ZECCHINO, S.D., VENEZIA
in oro, 1,73 gr. - Diam. 17,90 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di sedici stelle.
Montenegro 1044. Paolucci 2. Raro. BB.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 250
177
REPUBBLICA
DI VENEZIA
LEONARDO DONA’, DOGE XC (1606 - 1612) – DUCATO IN ORO, S.D., VENEZIA. in oro, 2,07 gr. - Diam. 19,50 mm. Dritto: San Marco seduto in cattedra porge il vessillo sormontato da una croce al Doge genuflesso che lo prende con la mano sinistra;Rovescio: Leone alato andante a sinistra, con la testa frontale, con zampa anteriore su libro aperto. Sullo sfondo una torre.
Montenegro 1050. Paolucci 5. Raro. m.MB/q.BB.
BASE D’ASTA € 400
178
REPUBBLICA DI VENEZIA
FRANCESCO CONTARINI, DOGE XCV (1623 - 1624) – ¼ ZECCHINO, S.D., VENEZIA in oro, 0,86 gr. - Diam. 14,80 mm. Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle. Montenegro 1327. Paolucci 3. Estremamente rara. Bell’esemplare. SPL.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 1.000
179
REPUBBLICA DI VENEZIA
FRANCESCO ERIZZO, DOGE XCVIII (1631 - 1646)
– SCUDO DELLA CROCE DA 140 SOLDI, SIGLE BB, VENEZIA.
in argento, 31,59 gr. - Diam. 42,50 mm. Dritto: Croce ornata e fogliata, accantonata da quattro foglie di vite. All’esergo, B B (Bernardo Balbi, massaro); - Rovescio: Leone in soldo, entro scudo ornato. Montenegro 1524. Paolucci 9. CNI 83. Raro. q.SPL.
BASE D’ASTA € 150
180
REPUBBLICA DI VENEZIA
FRANCESCO MOLIN, DOGE XCIX (1646 - 1655) –ZECCHINO, S.D., VENEZIA
in oro, 3,24 gr. - Diam. 21,00 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani;Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle. Montenegro 1630/6. Paolucci 6. Molto raro. Interessante contromarca turca. Forato. q.MB.
BASE D’ASTA € 200
181
REPUBBLICA DI VENEZIA
DOMENICO CONTARINI, DOGE CIV (1659 - 1675) – LOTTO DI 4 MONETE, VENEZIA. in argento, Montenegro 1854 (Raro), 1887, 1888, 1890. Conservazioni da B a BB Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
182
REPUBBLICA DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CXVIII (1700 - 1709) – ZECCHINO, S.D., VENEZIA.
in oro, 3,50 gr. - Diam. 22,00 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle. Montenegro 2230. Paolucci 2. Bell’esemplare. m.SPL.
BASE D’ASTA € 300
183
REPUBBLICA DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709 - 1722) –SCUDO DELLA CROCE DA 140 SOLDI, SIGLE AM, VENEZIA.
in argento, 31,64 gr. - Diam. 44,00 mm.
Dritto: Croce ornata e fogliata, accantonata da quattro foglie di vite. All’esergo, A M (Alvise Minotto o Azolo Malimpiero, massari); - Rovescio: Leone in soldo, entro scudo ornato.
Montenegro 2339. Paolucci 17. CNI 39. Insignificante frattura marginale. SPL.
BASE D’ASTA € 150
184
REPUBBLICA DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709 – 1722) – SOLDO DA 12 BAGATTINI (PROGETTO), S.D., VENEZIA.
in bronzo, 2,02 gr – Diam. 21,00 mm.
Dritto: Leone, alato e nimbato, col capo cinto da corona e corno ducale; - Rovescio: La Beata Vergine con il Bambino in braccio, seduta su crescente e nubi.
Montenegro 2367. CNI 132. Paolucci 38. Rarissimo. Insignificanti tracce di vecchia pulizia. SPL.
BASE D’ASTA € 200
185
REPUBBLICA DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741 - 1752) – SCUDO DELLA CROCE DA 12 ZECCHINI, SIGLE FP, VENEZIA. in oro, 41,82 gr. - Diam. 44,00 mm.
Dritto: Croce ornata e fogliata, accantonata da quattro foglie di vite. In esergo sigle F P (Francesco Pasqualigo, massaro); - Rovescio: Leone in soldo, entro scudo ornato. Montenegro manca. Paolucci manca. Della massima rarità.
Usuali debolezze nel fogliame al D/ e tracce di ribattitura. Due lievissimi colpetti al /R ma esemplare di notevole bellezza e conservazione. Bello SPL.
BASE D’ASTA € 8.000
La monetazione veneziana è contraddistinta dalla presenza di opulenti multipli in oro, giunti fino a noi in numero estremamente esiguo e oggi considerati oggetti collezionistici di eccezionale interesse.
A Venezia era prassi consolidata recarsi in zecca per sostituire monete fortemente usurate con esemplari “nuovi”; da tale consuetudine derivò la pratica ordinaria di realizzare multipli dello zecchino utilizzando le tipologie monetali correnti. È noto, inoltre, come tra le famiglie patrizie vi fosse una viva competizione nel far coniare multipli aurei da esibire e ostentare (cit. Dott. Eupremio Montenegro, I dogi e le loro monete, p. XLIII).
Nel caso specifico si presenta un magnifico modulo da 12 zecchini, una pezzatura ad oggi inedita nella letteratura per il doge Pietro Grimani, ma pienamente coerente, sotto il profilo filologico, con le emissioni realizzate dai dogi precedenti e successivi. Questo esemplare, oltre a distinguersi per il suo straordinario fascino estetico, con il “potente” leone di San Marco raffigurato al rovescio, assume anche un’ulteriore e rilevante valenza storiconumismatica, poiché consente di colmare un vuoto significativo nella produzione monetale riferibile al dogado di Pietro Grimani.
186
REPUBBLICA DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752 - 1762)
– QUARTO DI DUCATO DA DUE ZECCHINI, SIGLE G.A.C., VENEZIA.
in oro, 6,94 gr. - Diam. 29,50 mm.
Dritto: San Marco nimbato, seduto a sinistra e benedicente, consegna il vessillo al doge genuflesso; in esergo sigle G A C (Giacomo Antonio Contarini, massaro); - Rovescio: Leone alato e nimbato gradiente, volto di fronte, con la zampa anteriore destra appoggiata sul libro aperto.
Montenegro 2729. Paolucci 8. CNI 34. Rarissimo.
Di ottima qualità per questa rara tipologia.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 2.500
187
REPUBBLICA DI VENEZIA
MARCO FOSCARINI, DOGE CXVIX (1762 - 1763) –ZECCHINO, S.D., VENEZIA. in oro, 3,47 gr. - Diam. 20,00x22,00 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle. Montenegro 2826. Paolucci 1. Molto raro.
Di buona qualità. SPL.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 400
188
REPUBBLICA DI VENEZIA
MARCO FOSCARINI, DOGE CXVII (1762 - 1763) –SCUDO DELLA CROCE DA 140 SOLDI, SIGLE ZD, VENEZIA.
in argento, 31,40 gr. - Diam. 43,00 mm.
Dritto: Croce ornata e fogliata, accantonata da quattro foglie di vite. In esergo sigle Z D (Zuane Dolfin, massaro); - Rovescio: Leone in soldo, entro scudo ornato. Montenegro 2835. Paolucci 7. Raro. Usuali ribattiture e debolezze. Bellissima patina iridescente al /R. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 300
189
REPUBBLICA DI VENEZIA
MARCO FOSCARINI, DOGE CXVII (1762 - 1763) –TALLERO PER IL LEVANTE, 1762 VENEZIA. in argento, 28,60 gr. - Diam. 41,00 mm.
Dritto: Il leone di San Marco alato, rampante a sinistra, con il Vangelo; il tutto in una cornice barocca; - Rovescio: Busto femminile diademato con mantello.
Montenegro 2849. Paolucci 21. CNI 49. Molto raro. Lieve difetto di conio al /D. Di ottima qualità per questo raro millesimo.
BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 400
190
REPUBBLICA DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763 - 1778) –DUCATO DA 124 SOLDI, SIGLE DG, VENEZIA. in argento, 28,12 gr. - Diam. 42,50 mm.
Dritto: Leone alato e nimbato stante a sinistra con libro aperto, riceve dal doge genuflesso il vessillo di Venezia sormontato da una croce; in esergo sigle D G (Domenico Gritti, massaro); - Rovescio: Santa Giustina stante di fronte, con il cuore trafitto da pugnale, stringe la palma nella mano destra e regge il libro con la sinistra; dietro due galere e le isole Curzolari.
Montenegro 3083. Paolucci 23. CNI 28. Raro. Magnifico esemplare con patina di vecchia raccolta su fondi speculari.
Praticamente FDC.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 1.200
191
REPUBBLICA DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763 - 1778) –DOPPIO DUCATO, SIGLE DG, VENEZIA. in argento, 45,12 gr. - Diam. 40,00 mm.
Dritto: Il Doge genuflesso riceve da San Marco il vessillo della Repubblica. In esergo sigle D G (Domenico Gritti, massaro);Rovescio: Il leone alato stante a sinistra regge il Vangelo con la zampa anteriore destra.
Montenegro 2921. Paolucci 27, CNI 36. Molto raro. Bel BB.
BASE D’ASTA € 1.000
192
REPUBBLICA DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763 - 1778) –DUCATO, SIGLE AMP, VENEZIA. in argento, 22,57 gr. - Diam. 39,00 mm.
Dritto: Il Doge genuflesso riceve da San Marco il vessillo della Repubblica. In esergo sigle A M P (Anzol Maria Priuli, massaro); - Rovescio: Il leone alato stante a sinistra regge il Vangelo con la zampa anteriore destra.
Montenegro 2922. Paolucci 27. Bello SPL.
BASE D’ASTA € 200
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REPUBBLICA DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763 - 1778) –TALLERO PER IL LEVANTE, 1769, VENEZIA. in argento, 28,42 gr. - Diam. 41,00 mm.
Dritto: Il leone di San Marco retrospiciente mostra il Vangelo aperto. In basso sigle A S (Antonio Schabel, massaro); - Rovescio: Busto femminile diademato con mantello.
Montenegro 2938. Paolucci 37. CNI 190. Raro. Buon BB.
BASE D’ASTA € 100
194
REPUBBLICA DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779 - 1789) –QUARTO DI TALLERO DEL LEVANTE, 1781, VENEZIA.
in argento, 7,14 gr. - Diam. 28,00 mm.
Dritto: Il leone di San Marco retrospiciente mostra il Vangelo aperto. In basso sigle A S (Antonio Schabel, massaro); - Rovescio: Busto femminile diademato con mantello.
Montenegro 3116. Paolucci 37. CNI 153. Raro. Bellissimo esemplare con patina di vecchia raccolta. q.FDC.
BASE D’ASTA € 400
195
REPUBBLICA DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779 - 1789) – LOTTO DI 7 MONETE, VENEZIA. vari metalli, Montenegro 3094, 3096, 3104, 3114, 3123 (Tre esemplari). Conservazioni da MB a q.FDC
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
196
REPUBBLICA DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1778 - 1789) – 15 SOLDI, S.D., SCUOLA DALMATA DI VENEZIA.
in argento, 3,47 gr. - Diam. 24,00 mm.
Dritto: San Giorgio a cavallo trafigge il drago;Rovescio: Trifone stante, con palma nella mano sinistra e città nella destra; al suo fianco un fanciullo in volo gli porge un ramo d’ulivo. All’esergo sigle N D (Nicolò Donà, rettore).
Montenegro 796. CNI 2. Paolucci II, 786. Rarissima. Esemplare di qualità insuale per questa rara tipologia. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 400
197
REPUBBLICA DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789 - 1797) – LOTTO DI DUE MONETE: ZECCHINO E ½ ZECCHINO, S.D., VENEZIA. in oro, 5,12 gr. (totale).
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle. Montenegro 3320/2 e 3323/5 (Molto raro).
Conservazioni m.BB/q.SPL (ondulazione) e MB/BB (foro portativo “divelto”).
Si allegano cartellini manoscritti di vecchia raccolta.
Zecchino acquistato privatamente da Numismatica Righi di Bologna nel dicembre 1974.
BASE D’ASTA € 400
198
REPUBBLICA DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789 - 1797) –DUCATO DA 124 SOLDI, SIGLE GF, VENEZIA. in argento, 27,81 gr. - Diam. 42,50 mm.
Dritto: Leone alato e nimbato stante a sinistra con libro aperto, riceve dal doge genuflesso il vessillo di Venezia sormontato da una croce; in esergo sigle G F (Giacomo Foscarini, massaro);Rovescio: Santa Giustina stante di fronte, con il cuore trafitto da pugnale, stringe la palma nella mano destra e regge il libro con la sinistra; dietro due galere e le isole Curzolari. Montenegro 3341. Paolucci 24. CNI 17. Raro. Magnifico esemplare con patina di vecchia raccolta su fondi speculari.
Praticamente FDC.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 1.500
199
REPUBBLICA DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789 - 1797) – 15 SOLDI 1791, VENEZIA. mistura, 3,34 gr. - Diam. 25,00 mm.
Dritto: In Doge genuflesso, volto a sinistra con le braccia aperte, tiene nella mano destra stendardo; - Rovescio: Leone di San Marco nimbato, andante verso sinistra con libro aperto. Montenegro 3363. Paolucci 31.
Esemplare di conservazione inusuale. Ottimo SPL/FDC.
Si allega cartellino di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 100
200
REPUBBLICA DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789 - 1797) - TALLERO PER IL LEVANTE 1794, VENEZIA.
in argento, 28,53 gr. - Diam. 39,50 mm.
Dritto: Il leone di San Marco retrospiciente mostra il Vangelo aperto. In basso sigle A S (Antonio Schabel, massaro); - Rovescio: Busto femminile diademato con mantello.
Montenegro 3376. Paolucci 35.
Usuali debolezze di conio e lieve decentratura. Bel BB
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccoltaa.
BASE D’ASTA € 80
201
REPUBBLICA DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789 - 1797) - TALLERO PER IL LEVANTE 1795, VENEZIA. in argento, 28,42 gr. - Diam. 39,50 mm.
Dritto: Il leone di San Marco retrospiciente mostra il Vangelo aperto. In basso sigle A S (Antonio Schabel, massaro); - Rovescio: Busto femminile diademato con mantello.
Montenegro 3377. Paolucci 35.
Usuali debolezze di conio. Esemplare di qualità inusuale con bei fondi lucenti. Patina non omogenea. m.SPL.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 300
202
REPUBBLICA DI VENEZIA MONETAZIONE ANONIMA (LEGGE 9 MAGGIO 1722)LIRAZZA DA 30 SOLDI 1778, VENEZIA. in argento, 7,34 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco nimbato in soldo; - Rovescio: La Giustizia seduta tra due leoni tiene nella mano destra una spada e nella sinistra una bilancia.
Montenegro 37. Paolucci 744. Gradevole esemplare. q.SPL.
BASE D’ASTA € 100
203
REPUBBLICA DI VENEZIA MONETAZIONE ANONIMA (LEGGE 20 APRILE 1619) - BEZZO DA 6
BAGATTINI, S.D., VENEZIA. in rame, 2,03 gr. - Diam. 22,50 mm.
Dritto: Leone di San Marco nimbato in soldo; - Rovescio: La Giustizia seduta tra due leoni tiene nella mano destra una spada e nella sinistra una bilancia.
Montenegro 51. Paolucci 784. Esemplare di conservazione eccezionale e fondi speculari. FDC/FS.
BASE D’ASTA € 100
204
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI (XIV – XVIII SEC.) - LOTTO DI 6 DUCATI/ZECCHINI. in oro, 20,41 gr. (totale).
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore.
Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle.
Segnaliamo la presenza di riproduzioni o imitazioni in oro.
Varie conservazioni, da MB a BB Da esaminare.
BASE D’ASTA € 1.200
206
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI (XIV – XVIII SEC.) - LOTTO DI 6 DUCATI/ZECCHINI. in oro, 20,66 gr. (totale).
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle.
Segnaliamo la presenza di riproduzioni o imitazioni in oro.
Varie conservazioni, da MB a BB Da esaminare.
BASE D’ASTA € 1.200
205
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI (XIV – XVIII SEC.) - LOTTO DI 6 DUCATI/ZECCHINI. in oro, 20,44 gr. (totale).
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al doge, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore.
Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle.
Segnaliamo la presenza di riproduzioni o imitazioni in oro. Due esemplari forati.
Varie conservazioni, da MB a BB Da esaminare.
BASE D’ASTA € 1.200
207
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 12 ESEMPLARI DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA. vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B/MB a BB/SPL. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
208
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 10 ESEMPLARI DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da MB a bel BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
210
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 10 ESEMPLARI DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B a BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
212
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 15 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da q.MB a q.BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
209
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 14 ESEMPLARI DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B a buon BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
211
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 20 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B a bel BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
213
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 16 MONETE MISTE VENEZIANE.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B a m.BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
214
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 16 MONETE MISTE E
UNA MEDAGLIA VENEZIANE. vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B a BB/SPL.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
216
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 19 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da q.MB a m.BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
218
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 20 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.*
Conservazioni da B/MB a q.SPL. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
215
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 17 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA. vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da MB a q.SPL. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
217
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – LOTTO DI 19 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.*
Conservazioni da B a q.BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
219
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 21 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA.
vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B a bel BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
220
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI – INTERESSANTE LOTTO DI 23 MONETE, DI MONETAZIONE MISTA VENEZIANA. vari metalli, Segnaliamo la presenza di imitazioni o riproduzioni.* Conservazioni da B a BB/SPL. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 150
221
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI (XVIII SEC.) – LOTTO DI 6 MONETE, VENEZIA. vari metalli, Montenegro 2361, 2364, 2453, 2756, 2763 (Raro), 2846 (Raro). Basse conservazioni, da B/MB a MB/BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
222
REPUBBLICA DI VENEZIA
VARI DOGI (XVIII SEC.) – LOTTO DI 5 MONETE, VENEZIA. vari metalli, Montenegro 2931, 3378, 3381, 3392, 37 (anonime). Conservazioni da MB a BB/SPL.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
* La monetazione della Repubblica di Venezia, grazie alla sua stabilità e all’elevata fiducia di cui godeva nei traffici internazionali, fu tra le più imitate e falsificate del mondo medievale e moderno. Questo fenomeno non rappresenta un aspetto marginale, ma costituisce una diretta conseguenza del prestigio raggiunto dalle monete veneziane, in particolare dal ducato d’oro, divenuto per secoli una moneta di riferimento nell’area mediterranea e oltre.
Fin dal XIII secolo, la larga diffusione del ducato veneziano nei mercati del Levante, dei Balcani e del Mediterraneo orientale favorì la nascita di imitazioni locali, spesso prodotte per rispondere a esigenze pratiche di scambio. Queste emissioni riprendevano peso, titolo e iconografia delle monete veneziane, pur presentando uno stile più semplificato e leggende irregolari. In molti casi non si trattava di falsi nel senso stretto del termine, ma di monete funzionali al commercio, create per sostituire un mezzo di pagamento universalmente accettato ma non sempre disponibile.
Accanto a queste produzioni si svilupparono vere e proprie falsificazioni d’epoca, destinate a circolare fraudolentemente insieme alle monete ufficiali. Esse colpirono soprattutto i nominali d’argento e di mistura di largo uso, mediante la riduzione del titolo o l’impiego di metalli vili. La loro diffusione fu favorita da periodi di crisi economica e dalla difficoltà di controllo su un territorio commerciale vastissimo. La Repubblica reagì con leggi severe e pene esemplari, consapevole che la credibilità della moneta era un elemento essenziale della propria forza economica. In epoca più recente, con l’affermarsi del collezionismo numismatico tra XIX e XX secolo, la falsificazione assunse finalità diverse. Celebre fu lo studioso e falsario Luigi Cigoi che realizzò numerosissimi falsi destinati al mercato antiquario. Tanto premesso, riteniamo che le imitazioni orientali e le falsificazioni, coeve o più moderne, costituiscano un elemento di grande interesse per lo studio e l’approfondimento. Immedesimandoci nel collezionista che consapevolmente ha raccolto tali esemplari, abbiamo voluto rispettarne l’approccio collezionistico, riproponendo alcune di queste imitazioni o riproduzioni, certamente non prive di un loro valore economico e collezionistico, all’interno di lotti multipli ricchi di esemplari autentici, così da offrire uno spaccato significativo della monetazione circolante all’epoca.
Nel panorama della numismatica ottocentesca italiana, la figura di Luigi Cigoi occupa un posto singolare e tutt’altro che marginale. Nato a Udine nel 1811 e morto nella stessa città nel 1875, Cigoi fu al tempo stesso collezionista appassionato, studioso autodidatta e, infine, uno dei più abili e controversi falsari di monete antiche del suo secolo. La sua vicenda personale, a lungo oscillante tra riconoscimento e sospetto, riflette in modo emblematico le ambiguità di un’epoca in cui il collezionismo antiquario cresceva più rapidamente degli strumenti critici necessari a governarlo. Di origini modeste, Cigoi trascorse gran parte della sua vita lavorativa come conciapelli presso la conceria Cappellaris di Udine. Questo mestiere, apparentemente lontano dal mondo dell’erudizione, gli fornì tuttavia una conoscenza pratica dei materiali e dei procedimenti chimici che avrebbe avuto un ruolo decisivo nella sua futura attività. Parallelamente, fin da giovanissimo, sviluppò una passione profonda per le monete: già all’età di undici anni iniziò a raccoglierle, spinto da una curiosità che con il tempo si trasformò in studio sistematico. Privo di una formazione accademica, studiò testi numismatici, imparò il latino e si avvicinò alle lingue moderne necessarie per comprendere le iscrizioni e le fonti. Negli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento la sua collezione divenne sempre più ricca e ordinata, al punto da attirare l’attenzione di studiosi e collezionisti di alto livello. Nel 1838, l’arciduca Giovanni d’Austria visitò personalmente Cigoi a Udine per acquistare monete dalla sua raccolta: un episodio che sancisce la piena legittimazione del friulano all’interno del circuito numismatico europeo. Fu proprio questa autorevolezza, unita a una conoscenza tecnica raffinata, a rendere possibile la successiva deriva. In un mercato sempre più affamato di rarità, Cigoi iniziò a fornire monete eccezionali, fatte realizzare appositamente e poi patinate con procedimenti chimici di grande efficacia. Le superfici, le incrostazioni, persino i segni del tempo apparivano così convincenti da ingannare non soltanto collezionisti privati, ma anche esperti e istituzioni museali. Cigoi non si limitò a imitare monete esistenti: creò tipi monetali del tutto nuovi, attribuendoli a zecche, autorità e periodi storici
plausibili, ma mai realmente attestati. In questo modo, non falsificava soltanto oggetti, bensì interi frammenti di storia, che per anni furono accettati come autentici e finirono per influenzare ricostruzioni storiche e cataloghi.
Il suo metodo era sottile e calcolato. Monete genuine e false venivano mescolate nella stessa collezione o nella stessa vendita, rendendo estremamente difficile individuare il punto esatto dell’inganno. La reputazione personale di Cigoi, uomo cortese, colto e dai modi gentili, completava il quadro, disarmando ogni sospetto. Non a caso, la storiografia lo ha spesso ricordato come il “falsario gentiluomo”.
I primi dubbi seri emersero solo nella seconda metà del secolo, quando la quantità e la varietà delle presunte rarità provenienti dalla sua collezione iniziarono a sembrare eccessive. Fu lo studioso Carlo Kunz a mettere sistematicamente in discussione l’autenticità di molti esemplari, aprendo la strada all’indagine giudiziaria che culminò nel processo del 1870. L’esito fu sorprendentemente indulgente: Cigoi fu condannato alla restituzione della collezione venduta e al pagamento di una multa modesta. Nessuna pena severa, nessuna vera “damnatio memoriae”.
Alla sua morte, nel 1875, Cigoi lasciò al Museo Civico di Udine una vasta collezione di monete, medaglie e oggetti antiquari. Quel lascito, prezioso e problematico insieme, avrebbe impegnato per decenni studiosi e conservatori nel difficile lavoro di distinzione tra autentico e falso. Proprio da questo paziente sforzo nacquero studi fondamentali, come l’Opus Monetale Cigoi di Lodovico Brunetti, pubblicato nel 1966, che contribuì a definire l’estensione e le caratteristiche della sua attività.
Secondo il celebre numismatico Vico D’Incerti, in una recensione dell’opera di Brunetti pubblicata nel 1967 sul volume XV della Rivista Italiana di Numismatica (pp. 196-199), la produzione del “falsario” Cigoi sarebbe comunque da ridimensionare. Probabilmente, infatti, non tutte le 959 monete repertoriate nell’Opus Monetale furono da lui direttamente commissionate; è più verosimile che alcune fossero falsi incontrati durante la sua attività commerciale e successivamente riproposti sul mercato senza particolari scrupoli.
REPUBBLICA DI VENEZIA
NICOLO’ CONTARINI, DOGE XCVII (1630 - 1631) – FALSO ATTRIBUITO A LUIGI CIGOI DELLO ZECCHINO DI NICOLÒ CONTARINI, CONIATO NEL XIX SEC. in oro, 3,49 gr. - Diam. 21,00 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, benedice il doge genuflesso, a destra, che regge il vessillo; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle. Brunetti 935/6. SPL.
Tra gli zecchini più ambiti della Serenissima Repubblica di Venezia spicca quello di Nicolò Contarini, unanimemente classificato dai principali repertori numismatici come esemplare di estrema rarità (rif. Montenegro, n. 1463/6). Da quanto riportato dall’opera di Brunetti, nel corso dell’Ottocento Luigi Cigoi ne fece realizzare una contraffazione con l’intento di trarre in inganno facoltosi collezionisti. Come frequentemente accade nella produzione a lui attribuita, il falso presenta sottili ma significative discrepanze stilistiche rispetto all’originale. In questo caso specifico, i coni di dritto e di rovescio risultano infatti derivati da esemplari del dogato di Ludovico Manin, caratterizzati da un linguaggio incisorio sensibilmente diverso da quello dell’emissione di Contarini.
BASE D’ASTA € 300
La Serenissima Repubblica di Venezia, dopo oltre un millennio di storia, giunse al suo epilogo nella primavera del 1797, travolta dalle profonde trasformazioni politiche dell’Europa rivoluzionaria.
Ormai indebolita sul piano militare ed economico, la Repubblica non fu in grado di opporsi alle pressioni esercitate dall’avanzata delle truppe francesi guidate da Napoleone Bonaparte. Di fronte a una situazione divenuta insostenibile, il 12 maggio 1797 il Maggior Consiglio decretò la fine del tradizionale assetto oligarchico e accettò l’abdicazione dell’ultimo doge, Ludovico Manin, ponendo formalmente termine alla secolare istituzione repubblicana.
Pochi giorni dopo, il 16 maggio 1797, i membri della Municipalità Provvisoria di Venezia si riunirono per la prima volta sotto la guida di Nicolò Corner, operando in un clima di forte instabilità politica, sociale ed economica. La breve esperienza della Municipalità si concluse con il Trattato di Campoformio del 17 ottobre 1797, che assegnò Venezia all’Impero Asburgico, anticipando l’ingresso delle truppe austriache in città nel gennaio 1798.
In questi pochi mesi la Zecca di Venezia si adoperò per realizzare i conî di una nuova moneta “rivoluzionaria”, destinata a rappresentare per i cittadini i principi di libertà ed eguaglianza
posti a fondamento del nuovo governo.
Come ampiamente illustrato dalla studiosa Giovannina Meyer nella sua pubblicazione sulla “Rivista Italiana di Numismatica e Scienze Affini” del 1951, contrariamente a quanto indicato dalla manualistica corrente, la sequenza produttiva delle 10 lire venete deve ritenersi invertita. Le evidenze stilistiche e documentarie indicano infatti che le prime battiture furono realizzate mediante conî recanti le sigle Z V, di fattura sommaria e caratterizzati da una coniazione irregolare.
Battuta a partire dal 30 giugno 1797, tale emissione incontrò fin dall’inizio una marcata ostilità da parte della popolazione. Questa contrarietà, ampiamente documentata nelle fonti coeve, costrinse le autorità municipali a intervenire già nel corso dell’estate del 1797, disponendo il progressivo abbandono del conio giudicato meno riuscito e la prosecuzione della coniazione con il conio realizzato dall’incisore Antonio Schabel, utilizzato persino dopo la firma del Trattato di Campoformio, sebbene l’accettazione della nuova monetazione continuasse a rappresentare un problema per le autorità finanziarie.
224
MUNICIPALITÀ PROVVISORIA DI VENEZIA (1797)
DIECI LIRE VENETE 1797, VENEZIA. in argento, 28,45 gr. - Diam. 40,00 mm.
Dritto: La Libertà stante, volta a sinistra, con fascio ed asta, su sfondo di bandiere e strumenti militari. In basso sigle Z V; - Rovescio: Iscrizione entro corona di quercia. Montenegro 2. Paolucci 919. Gigante 2. Molto raro. Usuali debolezze e difetti di conio. Graffi al D/ altrimenti esemplare di qualità inusuale.
BB/SPL.
BASE D’ASTA € 400
(1797)
10 LIRE VENETE 1797, VENEZIA. in argento, 28,10 gr. - Diam. 40,00 mm.
Dritto: La libertà stante, volta a sinistra, con fascio ed asta, su sfondo di bandiere e strumenti militari: il tutto poggia su una mensola con ZECCA V, in piccolo A.S. (Antonio Schabel, incisore); - Rovescio: Iscrizione disposta su tre righe entro corona di quercia. Contorno di foglie in rilievo. Montenegro 3. Paolucci 918. Gigante 1. Raro. Patina non omogenea, ma esemplare di notevole conservazione.
SPL/FDC.
BASE D’ASTA € 1.200
226
PROVINCIA VENETA
FRANCESCO II D’ASBURGO LORENA (1797 - 1805) - ZECCHINO, S.D. (1798), TIPO VECCHIO, VENEZIA.
in oro, 3,50 gr. - Diam. 20,80 mm.
Dritto: San Marco stante a sinistra, porge il vessillo al Re, genuflesso a destra, che lo prende con entrambe le mani; - Rovescio: Il Redentore. Stante di prospetto, con il Vangelo, nell’atto di benedire in un aureola ellittica cosparsa di stelle.
Montenegro 4. Paolucci 920. Gigante 1. Molto raro.
Usuali debolezze ed irregolarità di conio. Impercettibili tracce di lavorazione al D/ per l’abile rimozione della seconda I di Francesco II. m.BB.
BASE D’ASTA € 1.000
227
PROVINCIA VENETA
FRANCESCO I D’ASBURGO LORENA (1797 - 1805) – LIRA VENETA, 1800, VENEZIA.
mistura, 4,43 gr. - Diam. 26,00 mm.
Dritto: Aquila bicipite coronata, con in petto sigle F. II; - Rovescio: iscrizione entro rami di palma e di lauro legati in basso con fiocco. Montenegro 10. Gigante 5. Non comune. m.BB.
BASE D’ASTA € 100
228
GOVERNO PROVVISORIO DI VENEZIA (18481849)
5 LIRE 1848, I TIPO, VENEZIA. in argento, 25,00 gr. - Diam. 37,50 mm.
Dritto: Leone nimbato ed alato a sinistra, entro cerchio. - Rovescio: Valore entro corona di quercia.
Montenegro 90. CNI 2. Gigante 2. Non comune. Lievi colpetti al bordo. Graffi al /R.
SPL.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 200
229
GOVERNO PROVVISORIO DI VENEZIA (18481849)
5 LIRE 1848, II TIPO, VENEZIA. in argento, 25,00 gr. - Diam. 37,50 mm.
Dritto: Leone nimbato ed alato a sinistra su base con iscrizione.Rovescio: Valore entro corona di quercia.
Montenegro 92. CNI 3. Gigante 3. Non comune.
Colpetti al bordo.
SPL.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 200
230
SIGNORIA SCALIGERA
BARTOLOMEO E ANTONIO DELLA SCALA (1375 - 1381)SOLDO, S.D., VERONA.
mistura, 1,01 gr. - Diam. 16,00 mm.
Dritto: Elmo con cimiero; - Rovescio: Busto di San Zeno.
MIR 318. Biaggi 2978. Molto raro.
Di conservazione inusuale per la tipologia. m.BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 120
SACRO ROMANO IMPERO MASSIMILIANO I, IMPERATORE ELETTO (1508 - 1519) – LIRA IMPERIALE O TESTONE 1516, VERONA. in argento, 9,70 gr. - Diam. 30,00 mm.
Dritto: Busto a sinistra, coronato e corazzato; - Rovescio: Aquila bicipite coronata e caricata dello scudetto austriaco in petto. CNI 2/3. Della massima rarità.
Moneta di estrema rarità dal grande fascino. A nostro avviso probabilmente il miglior esemplare apparso per conservazione. Bello SPL.
BASE D’ASTA € 30.000
Massimiliano I d’Asburgo, nato a Wiener Neustadt nel 1459, fu una delle figure più centrali della politica europea tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Figlio dell’imperatore Federico III, divenne Re dei Romani nel 1486 e Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1508, senza procedere all’incoronazione papale, evento che segnò una significativa cesura rispetto alla tradizione medievale.
Massimiliano è spesso ricordato come il “primo imperatore moderno”: promosse riforme amministrative, militari e fiscali, sostenne l’uso della stampa come strumento di propaganda politica e dinastica, e pose le basi della futura potenza asburgica grazie a una sapiente politica matrimoniale.
Alla fine del XV secolo, l’Italia settentrionale era uno dei principali teatri di scontro tra le grandi potenze europee. Verona, città di confine e nodo strategico tra l’area imperiale germanica e la pianura padana, rivestiva un’importanza fondamentale dal punto di vista militare, economico e simbolico.
Il momento chiave del rapporto tra Massimiliano I e la città scaligera si colloca durante la Guerra della Lega di Cambrai (1508–1516).
Il dominio imperiale su Verona fu tuttavia breve e instabile. Già nel 1517, approfittando delle difficoltà finanziarie e militari asburgiche, Venezia riuscì a riconquistare definitivamente la città. Questo episodio segnò il fallimento del progetto di Massimiliano di ristabilire un controllo duraturo sull’Italia nord-orientale.
Sarà proprio durante questo brevissimo periodo che l’Imperatore farà coniare la lira o testone che abbiamo il piacere di proporre all’incanto; una delle monete in argento di maggiore rarità e pregio del periodo rinascimentale italiano della quale sono conosciuti solo pochi esemplari in mano privata.
Questa alleanza, promossa inizialmente dallo stesso imperatore insieme a Francia, Spagna e Papato, aveva come obiettivo principale l’indebolimento della Repubblica di Venezia. Nel 1509, dopo la pesante sconfitta veneziana ad Agnadello, Massimiliano riuscì a occupare temporaneamente Verona, insieme ad altre città venete. L’ingresso delle truppe imperiali fu accolto con prudenza dalla popolazione: se da un lato l’imperatore prometteva il ripristino delle antiche libertà comunali, dall’altro il peso delle guarnigioni militari e delle requisizioni alimentava un diffuso malcontento.
232
PIAZZAFORTE DI ZARA
NAPOLEONE I, IMPERATORE - ASSEDIO AUSTRIACO
DEL 1813 – 4,60 FRANCHI, S.D., ZARA. in argento, 29,62 gr. - Diam. 40,00 mm.
Dritto: Aquila coronata su fulmine, in losanga; - Rovescio: Valore entro rettangolo in incuso. Montenegro 88. Gigante 3b. Molto raro. Buon BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 800
233
VARIE ZECCHE ITALIANE
LOTTO DI 8 MONETE E UNA TESSERA. vari metalli, Segnaliamo interessante falso d’epoca del raro cavallotto 1576 di Sabbioneta emesso da Vespasiano Gonzaga e raro carrarino da 2 soldi per Padova. Conservazioni da q.MB a BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 300
MONETE E MEDAGLIE PAPALI
234
SENATO ROMANO
DUCATO A IMITAZIONE DEL TIPO VENETO, ROMA. in oro, 3,50 gr. - Diam. 20,50 mm.
Dritto: San Pietro con nimbo lineare, in piedi, volto a destra, con libro e chiavi pendenti nella mano sinistra, porge con la destra il vessillo al Senatore genuflesso davanti a lui con berretto e manto senatorio. Lungo l’asta SEN; - Rovescio: Il Redentore in piedi di fronte, con nimbo perlinato e crociato, benedicente e con libro nella mano sinistra, in aureola di stelle a cinque raggi; il tutto in ellisse perlinato. In alto nella legenda volto santo. MIR 177/1. Muntoni 102. Molto raro. q.SPL.
BASE D’ASTA € 250
235
SENATO ROMANO
DUCATO A IMITAZIONE DEL TIPO VENETO, ROMA. in oro, 3,50 gr. - Diam. 20,70 mm.
Dritto: San Pietro nimbato, in piedi, volto a destra, con libro (e chiavi opposte pendenti nella sinistra), porge con la destra il vessillo al Senatore genuflesso davanti a lui con berretto e manto senatorio. Lungo l’asta SEN; - Rovescio: Il Redentore in piedi di fronte, con nimbo perlinato e crociato, benedicente e con libro nella mano sinistra, in aureola di stelle a cinque raggi; il tutto in ellisse perlinato.
MIR 179/2. Muntoni 116. Raro. Di ottima freschezza. SPL.
BASE D’ASTA € 300
236
STATO PONTIFICIO
URBANO V, GUILLAUME DE GRIMOARD (1362 - 1370) – FIORINO D’ORO AD IMITAZIONE DEL TIPO DI FIRENZE, AVIGNONE. in oro, 3,47 gr. - Diam. 20,50 mm.
Dritto: Il giglio di Firenze; - Rovescio: San Giovanni Battista, nimbato, stante di fronte, benedice con la mano destra e con la sinistra regge una lunga asta con una croce alla sua sommità.
MIR 223/2, Muntoni 2 (anonime). Raro. Lievi ondulazioni del tondello. BB.
Il Muntoni ritiene probabile l’attribuzione di questi fiorini anonimi ad Urbano V, ma non esclude la possibilità che possano essere stati coniati da Innocenzo VI e Gregorio XI.
BASE D’ASTA € 500
237
STATO PONTIFICIO
SISTO IV, FRANCESCO DELLA ROVERE (1471 - 1484) – BOLOGNINO PAPALE, S.D., VITERBO.
in argento, 0,88 gr. - Diam. 19,00 mm.
Dritto: Stemma semiovale sormontato da triregno e chiavi decussate legate; - Rovescio: San Lorenzo nimbato, di fronte, con palma nella mano destra e libro nella sinistra. Dinnanzi a lui grande graticola.
MIR 480. CNI 3. Muntoni 63. Molto rara. BB.
BASE D’ASTA € 100
238
STATO PONTIFICIO
VARI PONTEFICI (XV - XVII SEC.) – LOTTO DI 4 MONETE, ROMA. argento/mistura, 17,02 gr. (totale).
MIR522/1 (Non comune), 561/3 (Falso d’epoca), 1052/1 (Molto raro), 1744 (raro).
Segnaliamo raro Testone di Pio IV (1559-1565) q.MB tosato (7,66 gr.) ed interessante falso d’epoca del Giulio di Giulio II (1503-1513). Conservazioni da q.MB a BB.
Da esaminare.
BASE D’ASTA € 150
239
STATO PONTIFICIO
GIULIO II, GIULIANO DELLA ROVERE (1503 - 1513) – GROSSONE O GABELLOTTO, S.D., BOLOGNA. in argento, 2,66 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Leone vessillifero, rampante verso sinistra, poggia su armetta del Cardinale Giovnni De’ Medici; - Rovescio: San Petronio, nimbato e mitrato, seduto di fronte, regge pastorale e modellino della città.
MIR 585. Muntoni 97. CNI 87/95. Molto raro. q.BB.
BASE D’ASTA € 100
240
STATO PONTIFICIO
LEONE X, GIOVANNI DE’ MEDICI (1513 - 1521) – GIULIO, S.D., MARCA ANCONITANA (MACERATA O ANCONA). in argento, 3,84 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: Mezze figure nimbate dei Santi Pietro e Paolo in alto entro due centine lineari doppie: a destra, San Pietro volto a sinistra, con chiave eretta e libro; a sinistra, San Paolo volto a destra, con spada eretta e libro. Nel campo in basso stemma semiovale sormontato da triregno e chiavi decussate per metà nascoste; - Rovescio: Leone a sinistra, con la zampa destra anteriore sul globo, in atto di essere coronato da una Vittoria volante orizzontalmente.
MIR 679, CNI 38/42. Muntoni 74. Molto raro.
Bella patina iridescente. q.SPL.
BASE D’ASTA € 300
STATO PONTIFICIO
ADRIANO VI, ADRIANO FLORENSZ (1522 - 1523) – DUCATO, S.D., BOLOGNA. in oro, 3,43 gr. - Diam. 23,30 mm.
Dritto: Leone vessillifero rampante a sinistra; - Rovescio: San Pietro nimbato, di fronte, tiene nella mano destra la chiave obliqua e nella sinistra il libro aderente al corpo; ai lati, in basso, due armette: a sinistra quella del Cardinale Giulio de’ Medici e, a destra, quella della Città.
MIR 749/2. Chimenti 269. CNI 21 (attribuito a Leone X). Muntoni 104 (attribuito a Leone X). Raro. Lieve ondulazione. BB.
Da recenti studi questa tipologia, in passato attribuita al Pontefice Leone X (rif. CNI X, pag. 72 e rif. Muntoni Vol. I, pp. 127 e 128), è invece da attribuirsi a Papa Adriano VI. (Rif. Stefano Di Virgilio “Materiali 20”, pubblicato nel Bollettino di Numismatica dell’agosto 2014, e riferito alla classificazione della Collezione di Vittorio Emanuele III conservata nel Museo Nazionale Romano).
BASE D’ASTA € 600
242
STATO PONTIFICIO
PAOLO III, ALESSANDRO FARNESE (1534 - 1549) – SCUDO D’ORO DEL SOLE, S.D., PIACENZA.
in oro, 3,21 gr. - Diam. 24,00 mm.
Dritto: Stemma semiovale largo e gigliato, sormontato da triregno e chiavi decussate con doppio cordone; - Rovescio: Croce gigliata ed ornata, accantonata da P L A C.
MIR 956/1. CNI 1/13. Muntoni 176. Non comune.
BB.
BASE D’ASTA € 350
243
STATO PONTIFICIO
PAOLO IV (1555 - 1559) E PAOLO V (1566 - 1572) – LOTTO DI DUE MONETE, S.D., BOLOGNA. in argento, 8,05 gr. (totale).
MIR 1038/2 (Molto raro) e 1105/1.
Conservazioni MB/BB (ossidazioni) e MB. Si allegano cartellini manoscritti di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 100
244
STATO PONTIFICIO
URBANO VIII, MAFFEO BARBERINI (1623 - 1644) –
IMPRESSIONE IN METALLO BIANCO DELLA PIASTRA, ANNO XX, ROMA.
in metallo bianco, 24,98 gr. - Diam. 42,00 mm.
Dritto: Busto a destra, a testa nuda, con piviale ornato di rabeschi, fibbia con viso del Redentore. Sotto al busto G M (Gaspare Morone Mola, incisore); - Rovescio: Il pontefice inginocchiato a testa nuda, con triregno appoggiato a terra, prega verso l’allegoria della giustizia in volo.
Tipo: MIR 1697/2. CNI 538. Muntoni 33. Rara.
Interessante impressione in metallo bianco dei coni della piastra anno XX di Urbano VIII, fine XVII. Di notevole fattura e conservazione. SPL.
BASE D’ASTA € 200
245
STATO PONTIFICIO
VARI PONTEFICI (XVII SEC.) – LOTTO DI 4 MONETE, ROMA. vari metalli,
MIR 1694/3 (Molto rara), 1852/1 (Rara), 1858/2, 2080/2 (Falso d’epoca).
Traccia di appiccagnolo rimosso sulla Piastra di Urbano VIII. Interessante falso d’epoca della piastra di Alessandro VIII, an. II, nella variante con croce su stola (RRR). Varie conservazioni, da MB a BB.
BASE D’ASTA € 100
246
STATO PONTIFICIO
ALESSANDRO VII, FABIO CHIGI (1655 - 1667) - PIASTRA (1658), ROMA.
in argento, 31,76 gr. - Diam. 42,50 mm.
Dritto: Stemma sinistrorso Chigi inquartato su targa con volute, dietro grandi chiavi decussate e nascoste, sormontate da triregno. In alto San Pietro, senza nimbo e con ampio mantello, benedicente di fronte, appoggiato sullo stemma tiene un libro nella mano sinistra; - Rovescio: San Cornelio centurione, volto a sinistra porge ad un mendicante, inchinato ed appoggiato ad una gruccia, alcune monete.
MIR 1850/2. Muntoni 7. Rara. m.BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 250
247
STATO PONTIFICIO
ALESSANDRO VII, FABIO CHIGI (1655 - 1667)MEDAGLIA, AN. VII, ROMA. in argento, 30,82 gr. - Diam. 41,00 mm.
Dritto: Busto a sinistra con triregno e piviale con l’icona di San Pietro. In basso sigle G M (Gaspare Morone, incisore); - Rovescio: Su pergamena la pianta di Piazza San Pietro con l’iniziale progetto di Gianlorenzo Bernini, sotto una vista di una delle zone absidali. Opus. Gaspare Morone. Bartolotti E 661a. Miselli 589. Lincoln 1210/11. Molto rara. Coniazione originale coeva, con delicata patina. BB.
BASE D’ASTA € 200
248
STATO PONTIFICIO
SEDE VACANTE, CAMERLENGO CARD. ANTONIO BARBERINI (1669 - 1670) – PIASTRA 1669, ROMA. in argento, 31,66 gr. - Diam. 43,50 mm.
Dritto: Stemma ovale con conchiglia, sovrapposto a croce di Malta, sormontato da croce, galero con cordoni e fiocchi, da chiavi decussate legate con doppio cordone e da padiglione; - Rovescio: Lo Spirito Santo in forma di Colomba raggiante, volante di fronte, fra due semicerchi in basso di fiammelle. MIR 1919/1. CNI 7. Muntoni 4. Molto rara. m.BB.
BASE D’ASTA € 250
249
STATO PONTIFICIO
CLEMENTE X, EMILIO ALTIERI (1670 - 1676) - PIASTRA
DEL GIUBILEO 1675, ROMA. in argento, 32,09 gr. - Diam. 44,50 mm. Dritto: Stemma poligonale oblungo con triangoli in rilievo, due festoni scendenti ai lati, fogliami sopra e sotto, sormontato da triregno e chiavi decussate con cordone attorcigliato e fiocco; - Rovescio, La Porta Santa murata, con croce raggiante, tra due colonne, due pilastri e due statue: a sinistra di San Pietro e a destra di San Paolo; cimasa spezzata da cimasa semicircolare. In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Giuseppe Renato Imperiali. MIR 1951/1. CNI 32/33. Muntoni 13. Rara. q.SPL.
BASE D’ASTA € 300
250
STATO PONTIFICIO
CLEMENTE X, EMILIO ALTIERI (1670 - 1676)PIASTRA DEL GIUBILEO 1675, ROMA. in argento, 31,76 gr. - Diam. 44,00 mm.
Dritto: Stemma poligonale oblungo con triangoli in rilievo, due festoni scendenti ai lati, fogliami sopra e sotto, sormontato da triregno e chiavi decussate con cordone attorcigliato e fiocco; - Rovescio: Portico della Basilica Vaticana veduto in parte di scorcio; nel mezzo la porta santa con raggi e nubi nell’interno, due colonne ai lati che sorreggono la cimasa a centina e due coppie di pilastri sulla parete; un pellegrino con bordone sta per entrare nella porta e due gruppi si avviano anch’essi, uno a sinistra di cinque pellegrini e uno a destra di sette. In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Giovanni Battista Costaguti.
MIR 1942/1. CNI 22. Muntoni 18. Buon BB.
BASE D’ASTA € 200
STATO PONTIFICIO
INNOCENZO XI, BENEDETTO ODESCALCHI (16761689) – PIASTRA, AN. I, ROMA. in argento, 32,00 gr. - Diam. 44,50 mm. Dritto: Busto a destra con camauro, mozzetta e stola ornata di aquila, coppa e leone entro fogliami. Sotto al busto I. HAMERANUS. F. (Giovanni Hamerani, incisore); - Rovescio: Il santo numbato, seduto sopra nubi, volge lo sguardo a sinistra verso un angelo che gli parla mentre accosta la penna, che stringe con la mano destra, ad un libro che tiene aperto con la sinistra. In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Ferdinando Raggi.
MIR 2012/1. CNI 10. Muntoni 41. Gradevole esemplare. m.BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 300
252
STATO PONTIFICIO
INNOCENZO XI, BENEDETTO ODESCALCHI (16761689) – PIASTRA, AN. II, ROMA. in argento, 31,76 gr. - Diam. 44,50 mm.
Dritto: Stemma a targa oblunga ed ovale, con testina in alto, palme e festoni ai lati, sormontato da triregno e chiavi decussate con cordone attorcigliato e fiocco; - Rovescio: Prospetto della Basilica Vaticana: in basso ai lati sigle I H (Giovanni Hamerani, incisore). In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Ferdinando Raggi.
MIR 2014/1. CNI 18/19. Muntoni 39. Rara. m.BB.
Come citato dal Muntoni, la legenda al rovescio è tratta da Matteo XVI, 18 e si traduce in “le porte dell’inferno non vinceranno” con riferimento alla guerra contro i Turchi.
BASE D’ASTA € 300 253
STATO PONTIFICIO
INNOCENZO XI, BENEDETTO ODESCALCHI (16761689) – PIASTRA, AN. III, ROMA. in argento, 31,92 gr. - Diam. 44,50 mm.
Dritto: Busto a destra con camauro, mozzetta e stola ornata di aquila e protome leonina tra fiorami. Sotto il busto HAMERANO (Giovanni Hamerani, incisore); - Rovescio: Navicella a vela navigante a sinistra entro cui gli Apostoli; Cristo raggiante, ritto sulla prua, in atto di frenare la tempesta; innanzi a lui il mare calmo; dietro le onde burrascose. In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Ottaviano Corsini.
MIR 2015/1. CNI 25. Muntoni 43. Molto rara. Buon BB.
BASE D’ASTA € 250
254
STATO PONTIFICIO
INNOCENZO XI, BENEDETTO ODESCALCHI (16761689) – PIASTRA, 1681, ROMA. in argento, 31,38 gr. - Diam. 44,00 mm.
Dritto: Stemma a targa in larga cornice ornata a fogliami, sormontato da triregno e chiavi decussate con cordone attorcigliato e fiocco; - Rovescio: San Pietro nimbato, seduto di fronte su sgabello posto su predella, la testa volta a sinistra, benedice con la mano destra e tiene nella sinistra le chiavi oblique contro il ginocchio. Dietro di lui ampio panneggio. Ai lati in basso sigle I H (Giovanni Hamerani, incisore). In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Ferdinando Raggi. MIR 2016/3. CNI 43. Muntoni 33. Molto rara. m.MB.
BASE D’ASTA € 150
255
STATO PONTIFICIO
INNOCENZO XI, BENEDETTO ODESCALCHI (16761689) – MEDAGLIA 1686, ROMA. in argento, 31,55 gr. - Diam. 38,00 mm.
Dritto: Busto a destra con camauro, mozzetta e stola ornata. Nel taglio del busto OPUS HAMERANI (Giovanni Hamerani. Incisore); - Rovescio: Il Papa sulla sedia gestatoria benedicente tra la folla e il Sacro Collegio. Opus. Giovanni Hamerani.
Bartolotti p.84. Mazio 323. Miselli 91. Molto rara. Graffietto al D/. Delicata patina iridescente. SPL/q.FDC.
Riconio Mazio della medaglia emessa il 4 ottobre 1676 in ricordo dell’elezione ed incoronazione al soglio pontificio di Papa Innocenzo XI nel 1686. Ricordiamo che la produzione di catalogo era riferita esclusivamente agli esemplari in rame. Le coniazioni Mazio in metallo prezioso venivano invece realizzate solo su specifica richiesta, previo pagamento o a seguito della fornitura del metallo da parte del committente.
BASE D’ASTA € 120
256
STATO PONTIFICIO
VARI PONTEFICI (XVII - XVIII SEC.) – LOTTO DI TRE PIASTRE, (1683, 1684, 1702), ROMA. in argento, 94,82 gr. (totale).
MIR 2018 (Rara), MIR 2020/4. 2259/1 (Molto rara).
Conservazioni da q.MB a BB.
BASE D’ASTA € 300
STATO PONTIFICIO
INNOCENZO XII, ANTONIO PIGNATELLI (1691 - 1700)
– PIASTRA 1696, AN. VI, ROMA. in argento, 32,00 gr. - Diam. 45,00 mm.
Dritto: Busto a destra con camauro, mozzetta e stola ornata; - Rovescio: Il Papa seduto in trono di fronte, tra due prelati e quattro guardie, intorno seduti otto cardinali, quattro per lato e tre di lato sulla bancata che recinge la cappella; sopra il baldacchino armetta del Papa. In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Maffeo Farsetti.
MIR 2129/2. CNI 88. Muntoni 21. Molto rara. BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 300
258
STATO PONTIFICIO
INNOCENZO XII, ANTONIO PIGNATELLI (1691 - 1700) – LOTTO DI 3 MONETE, DUE PIASTRE (AN. II E AN. V) ED UNA MEZZA PIASTRA (AN. VI), ROMA. in argento, 78,51 gr. (totale).
MIR 2125/1 (Molto rara), 2129/1 (Rara), 2138/2 (Rara).
Esemplari con tracce di montatura, lavorazioni o fori. Conservazioni mediamente da B/MB a MB.
BASE D’ASTA € 200
259
STATO PONTIFICIO
SEDE VACANTE, CAMERLENGO CARD. GIOVANNI
BATTISTA SPINOLA (1700) – PIASTRA 1700, ROMA. in argento, 31,86 gr. - Diam. 46,00 mm.
Dritto: Stemma a targa centinata a piede aguzzo tra due rami d’alloro, sormontato da croce, galero con cordoni e fiocchi, chiavi decussate e padiglione; - Rovescio: Colomba volante di fronte verso l’alto, con testa volta a destra, manda fasci di raggi intorno; sotto, nubi. In basso stemma del Presidente di zecca Mons. Giovanni Battista Anguissola.
MIR 2112/2. Muntoni 3. Rara. BB.
BASE D’ASTA € 250
STATO PONTIFICIO
CLEMENTE XI, GIOVANNI FRANCESCO ALBANI (1700 - 1721) – PIASTRA, AN. VI. in argento, 31,57 gr. - Diam. 47,00 mm.
Dritto: Stemma con maschera leonina tra due volute in alto, sormontato da triregno e chiavi decussate. In basso ai lati E. H. (Ermenegildo Hamerani, incisore); - Rovescio: Il Papa pontificante, seduto in trono, legge l’omelia nella basilica di Santa Maria Maggiore assistito dai Cardinali. Sul gradino F. SEVO.
MIR 2264/2. CNI 75. Muntoni 45. m.MB/q.BB.
BASE D’ASTA € 150 261
STATO PONTIFICIO
CLEMENTE XI, GIOVANNI FRANCESCO ALBANI (1700 - 1721) – PIASTRA, AN. VII, ROMA. in argento, 32,01 gr. - Diam. 44,50 mm.
Dritto: Stemma semiovale a volute e festoni e rosetta in alto, sormontato da triregno e chiavi decussate con cordone e fiocco.
MIR 2268/1. CNI 93. Muntoni 36. Rara. Delicata patina iridescente. Segnetti di contatto al ciglio. q.SPL.
BASE D’ASTA € 250
262
STATO PONTIFICIO
BENEDETTO XIV, PROSPERO LAMBERTINI (1740 - 1758) –ZECCHINO 1745, ROMA. in oro, 3,42 gr. - Diam. 21,50 mm.
Dritto: La Chiesa velata e col capo raggiante, seduta di fronte sulle nubi, tiene nella mano destra alzata le chiavi, di cui una eretta e l’altra pendente, e nella mano sinistra protesa il tempio con cupola a globetto; - Rovescio: Stemma sormontato da triregno e chiavi decussate con cordone intrecciato; sopra, colomba volante e raggiante.
MIR 2590/17 var. Raro. Bello SPL.
Modanatura dello stemma leggermente variata.
BASE D’ASTA € 400
STATO PONTIFICIO
VARI PONTEFICI (XVIII SEC.) – LOTTO DI 4 MONETE, ROMA. in argento, 36,97 (totale).
MIR 2611/2 (Raro), 2700/1 (Raro), 2714/1 (Molto raro), 2750/1 (Raro). Conservazioni da B/MB a m.MB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
264
STATO PONTIFICIO
BENEDETTO XIV, PROSPERO LAMBERTINI (1740 - 1758) –MEZZO SCUDO ROMANO, ROMA. in oro, 0,90 gr. - Diam. 13,50 mm.
Dritto: Iscrizione sormontata da triregno e chiavi decussate con impugnatura a tre anelli; in basso, due palme decussate; - Rovescio: Busto di San Pietro a destra con nimbo pieno.
MIR 2594/12. CNI 356. Muntoni 38. Raro. m.BB.
BASE D’ASTA € 150
265
STATO PONTIFICIO
PIO VI, GIOVANNI ANGELO BRASCHI (1775 - 1799) – ZECCHINO 1778, BOLOGNA. in oro, 3,42 gr. - Diam. 21,20/22,40 mm.
Dritto: Stemma semplice, ovale, in ricca cornice a volute e conchiglia sopra, sormontato da triregno e da chiavi decussate con cordone e fiocco, in parte nascoste; - Rovescio: Il Santo, mitrato, seduto su nubi, di fronte, benedice con la mano destra e tiene il pastorale con la sinistra; a sinistra le due torri della città su nubi; in alto, raggi pioventi tra nubi. In basso le due armette semiovali del Card. Legato Ignazio Boncompagni Ludovisi e della città di Bologna, sormontata da testa leonina.
MIR 2814/1. CNI 30. Muntoni 185. Molto raro. Usuali difetti marginali di tondello. Esemplare di conservazione eccezionale con fondi praticamente speculari. FDC.
BASE D’ASTA € 1.500
266
STATO PONTIFICIO
PIO VI, GIOVANNI ANGELO BRASCHI (1775 - 1799) – LOTTO DI 4 MONETE, VARIE ZECCHE. vari metalli, MIR 2765/1, 2774/1, 2914/6, 2941/1. Segnaliamo appiccagnolo abilmente asportato al mezzo scudo 1775. Conservazioni mediamente BB.
BASE D’ASTA € 100
267
STATO PONTIFICIO
PIO VII, BARNABA CHIARAMONTI (1800 - 1823) – DOPPIA, AN. XVII, BOLOGNA. in oro, 5,48 gr. - Diam. 23,00 mm.
Dritto: Stemma ovale, in ricca e larga cornice a globetti e volute, sormontata da triregno e chiavi decussate, con quadruplo cordone e fiocco in basso; - Rovescio: San Pietro, nimbato, seduto su nubi, di fronte, tiene la mono destra benedicente. Sotto simbolo TM (Tommaso Mercandetti, incisore).
MIR 3056/2. Gigante 17. Rara. SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 800
268
STATO PONTIFICIO
PIO VII, BARNABA CHIARAMONTI (1800 - 1823) –MEDAGLIA, AN. XVIII, ROMA. in argento, 31,50 gr. - Diam. 42,00 mm.
Dritto: Busto con triregno e piviale, volto a sinistra. Sotto monogramma TM (Tommaso Mercandetti, incisore); - Rovescio: Gruppo scultoreo del Lacoonte. Opus. Tommaso Mercandetti. Bartolotti E 817. Modesti MA 285. Lincoln 2058. Rara. Coniazione originale. Impercettibili segnetti/colpetti. Bella patina di vecchia raccolta.
Bello SPL.
Medaglia annuale, emessa il 29 giugno 1817, a ricordo della restituzione delle opere d’arte sottratte da Napoleone da parte della Francia, per mediazione ad opera di Antonio Canova.
BASE D’ASTA € 200
269
STATO PONTIFICIO
PIO VII, BARNABA CHIARAMONTI (1800 - 1823) –MEDAGLIA, AN. XX, ROMA. in argento, 33,70 gr. - Diam. 41,50 mm.
Dritto: Busto con triregno e piviale, volto a sinistra. In casso S. PASSAMONTI (Salvatore Passamonti, incisore); - Rovescio: figura in piedi di fronte a tempio rappresentante l’architettura, ai suoi lati figure assise: a sinistra il Tevere con cornucopia versa acqua da un vaso; a destra la Strada reca ruota. In basso sigle S. P. dell’incisore. Opus. Salvatore Passamonti.
Bartolotti E 819. Modesti MA 287. Lincoln 2066. Rara.
Coniazione originale. Lievissimo colpetto al ciglio del /R. Bella patina di vecchia raccolta.
SPL/FDC.
BASE D’ASTA € 200
270
STATO PONTIFICIO
SEDE VACANTE, CAMERLENGO CARD. BARTOLOMEO PACCA (1823) – MEZZO SCUDO 1823, BOLOGNA. in argento, 13,20 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Stemma poligonale, sovrapposto a croce di Malta, sormontato da galero con cordoni e fiocchi, chiavi decussate, padiglione e colomba raggiante; -
Rovescio: La Chiesa velata, seduta di fronte tra le nubi, tiene nella mano destra alzata le chiavi legate, di cui una eretta e l’altra pendente, e con la sinistra sostiene su nubi il tempio a cupola.
MIR 3068/1. Gigante 5. Bella patina.
SPL/FDC.
BASE D’ASTA € 300
271
STATO PONTIFICIO
LEONE XII, ANNIBALE SERMATTEI (1823 - 1829) - SCUDO 1825, AN. III, II TIPO, BOLOGNA. in argento, 26,43 gr. - Diam. 41,00 mm.
Dritto: Busto a sinistra con zucchetto, mozzetta e stola ornata di stemma, croce raggiante e chiavi con triregno. In basso G. CERBARA F. (Giuseppe Cerbara, incisore); - Rovescio: La Chiesa velata e diademata, con nimbo di nove raggi intorno al capo, seduta tra le nubi, tiene nella mano sinistra lunga croce eretta e con la destra addita tempio con cupola; presso di lei il triregno. In alto l’occhio divino entro entro triangolo circondato da raggi. Nel giro in basso CERBARA (Giuseppe Cerbara, incisore).
MIR 3074/2. Gigante 8. Raro. q.SPL.
BASE D’ASTA € 150
272
STATO PONTIFICIO
SEDE VACANTE, CAMERLENGO CARD. FRANCESCO GALEFFI (1829) – SCUDO 1829, BOLOGNA. in argento, 26,48 gr. - Diam. 41,00 mm.
Dritto: Stemma semiovale, sormontato da croce, galero con cordoni e fiocchi, chiavi decussate e padiglione; in alto colomba raggiante volante a sinistra; - Rovescio: La Chiesa diademata velata e raggiante, seduta tra le nubi, tiene nella mano sinistra lunga croce eretta e con la destra addita tempio con cupola; presso di lei il triregno. In basso sigla GC (Giuseppe Cerbara, incisore).
MIR 3082/2. Gigante 4. Non comune.
SPL.
BASE D’ASTA € 300
273
STATO PONTIFICIO
GREGORIO XVI, MAURO CAPPELLARI (1831 - 1846) – LOTTO DI DUE MONETE, SCUDO 1834, I TIPO E 50 BAIOCCHI 1834, I TIPO, ROMA.
in argento, 39,51 gr. (totale).
Gigante 65 e 84.
Conservazioni: q.BB (Scudo 1834) e MB (50 baiocchi 1834, ex appiccagnolo rimosso).
BASE D’ASTA € 80
274
STATO PONTIFICIO
GREGORIO XVI, MAURO CAPPELLARI (1831 - 1846) - 50 BAIOCCHI 1846, II TIPO, ROMA.
in argento, 13,46 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: Busto a sinistra, con zucchetto, mozzetta e stola ornata di rabeschi. Sotto il busto sigle N. C. (Nicolò Cerbara, incisore); - Rovescio: Valore entro due rami di olivo crescenti, annodati in basso con fiocco.
MIR 3105/10. Gigante 94. Raro. Di grande conservazione. Fondi speculari. FDC.
BASE D’ASTA € 400
275
STATO PONTIFICIO
GREGORIO XVI, MAURO CAPPELLARI (1831 - 1846) – LOTTO DI 3 MEDAGLIE, ANNO II, ROMA. in bronzo, 87,64 gr. (totale) - Diam. 42,00 mm.
Opus. Giuseppe Cerbara/Luigi Gennari (Premio alunni dell’Università di Roma) e Giuseppe Girometti (Possesso del Laterano). Patrignani 14 (due esemplari) e 18 (Rara). Conservazioni da q.SPL (segnetti) a bello SPL.
BASE D’ASTA € 80
276
STATO PONTIFICIO
PIO IX, GIOVANNI MARIA MASTAI-FERRETTI (1846 - 1870) –2,5 SCUDI 1859, AN. XXIII, ROMA. in oro, 4,33 gr. - Diam. 19,00 mm.
Dritto: Busto a sinistra, con zucchetto, mozzetta e stola ornata di colomba raggiante e rabeschi; - Rovescio: Valore entro due rami di alloro crescenti, annodati in basso con fiocco.
MIR 3151/3. Gigante 28. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 250
277
STATO PONTIFICIO
PIO IX, GIOVANNI MARIA MASTAI-FERRETTI (1846 - 1870) –SCUDO LARGO 1858, AN. XXII, ROMA. in oro, 1,72 gr. - Diam. 16,30 mm.
Dritto: Busto a sinistra, con zucchetto, mozzetta e stola ornata di colomba raggiante e rabeschi. Sotto il busto sigla C. V. (Carlo Voight, incisore);Rovescio: Valore entro due rami di alloro crescenti, annodati in basso con fiocco.
MIR 3152/1. Gigante 44. Impercettibili graffietti di pulizia. q.SPL.
BASE D’ASTA € 100
278
CITTÀ DEL VATICANO
PIO XI, ACHILLE RATTI (1922-1939) – 100 LIRE 1929, AN. VIII, I TIPO, ROMA. in oro, 8,80 gr. - Diam. 23,50 mm.
Dritto: Busto a destra con zucchetto e piviale; - Rovescio: Cristo stante con scettro e globo crucigero ai piedi, putto inginocchiato. Gigante 1. Non comune. q.FDC.
BASE D’ASTA € 600
SECONDA TORNATA
venerdì 13 marzo 2026 ore 14:30
MONETE DI CASA SAVOIA
279
CONTEA DI SAVOIA
VARIE AUTORITA’ EMITTENTI (XII - XV SEC.) – LOTTO DI 3 MONETE, S.D., VARIE ZECCHE. argento e mistura., Cudazzo 19a (Non comune), 75b (Raro) e 190m (Raro). Interessante lotto composto da tre piccoli moduli dedicati alla dinastia sabauda. Conservazioni da m.MB a q.BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 80
280
DUCATO DI SAVOIA
CARLO I (1482 - 1490) – TESTONE, S.D., I TIPO, CORNAVIN. in argento, 9,19 gr. - Diam. 30,00 mm.
Dritto: Busto corazzato volto a destra, con berretto e lunga spada impugnata obliquamente nella mano destra. In legenda sigle GG (Nicola Gatti, maestro di zecca); - Rovescio: Stemma sabaudo accostato da FE –RT e sormontato da nodo d’amore, il tutto entro cornice quadrilobata. Ravegnani Morosini 4. Cudazzo 227. Biaggi 198b. Molto raro. q.BB.
Di questi testoni esistono numerosissime varianti nel ritratto del Duca. L’esemplare in oggetto, con ritratto “tondeggiante” oltre ad essere una delle prime battiture è da considerarsi anche come una versione intermedia tra il primo tipo ed il secondo tipo con spada verticale.
BASE D’ASTA € 500
281
DUCATO DI SAVOIA
CARLO I (1482 - 1490) – TESTONE, S.D., I TIPO, CORNAVIN. in argento, 9,40 gr. - Diam. 30,00 mm.
Dritto: Busto corazzato volto a destra, con berretto e lunga spada impugnata obliquamente nella mano destra. In legenda sigle GG (Nicola Gatti, maestro di zecca); - Rovescio: Stemma sabaudo accostato da FE –RT e sormontato da nodo d’amore, il tutto entro cornice quadrilobata. Ravegnani Morosini 4. Cudazzo 227. Biaggi 198b. Molto raro. Depositi. m.MB.
BASE D’ASTA € 400
282
DUCATO DI SAVOIA
EMANUELE FILIBERTO (1553 - 1580) – LIRA INSTAR
OMNIUM 1562 T. in argento, 12,57 gr.- Diam. 32,70 mm.
Dritto: Busto del duca corazzato, a testa nuda, rivolto a destra; - Rovescio: Iscrizione entro ghirlanda di quercia. Ravegnani Morosini 7. Cudazzo 581e. Biaggi 425. Molto rara. Usuali difetti e irregolarità di coniazione. Gradevole esemplare per questa affascinante tipologia caratterizzata dal ritratto rinascimentale del Duca Emanuele Filiberto, ad opera dell’abile medaglista Alessandro Cesati. q.SPL.
BASE D’ASTA € 1.000
283
DUCATO DI SAVOIA
VITTORIO AMEDEO II, CON LA REGGENZA DELLA MADRE (1675 - 1680) - LIRA 1678, TORINO. in argento, 6,02 gr. - Diam. 28,00 mm.
Dritto: Busti accollati del Duca e della Reggente, volti a destra; - Rovescio: Scudo coronato inquartato con Savoia in cuore. Cudazzo 947d. Biaggi 709c. Rara. Rovescio di buona qualità. q.SPL.
BASE D’ASTA € 100
284
REGNO DI SARDEGNA
VARI REGNANTI (XVIII SEC.)– LOTTO DI 3 MONETE, TORINO. vari metalli, di cui argento, 8,46 gr. Cudazzo 1058c (Raro), 1100c (Non comune), 1102c (Non comune). Conservazioni da m.MB a SPL.
BASE D’ASTA € 100
REGNO DI SARDEGNA VITTORIO EMANUELE I (1802 - 1821) – MEZZO SCUDO 1814, TORINO.
in argento, 17,59 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: Busto a sinistra, a testa nuda. Sulla spalla A. LAVY (Amedeo Lavy, incisore); - Rovescio: Scudo rotondo inquartato, con scudetto dell’aquila sul tutto, coronato e con il collare attorno.
Cudazzo 1131. Gigante 3. Molto rara.
Bella patina di vecchia raccolta su fondi lucenti. q.FDC
BASE D’ASTA € 2.500
286
REGNO DI SARDEGNA
CARLO FELICE (1821 - 1831) – 80 LIRE 1827, TORINO. in oro, 25,79 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra. Nel taglio del collo A. LAVY (Amedeo Lavy, incisore); - Rovescio: Scudo a cuore inquartato e coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami di quercia. Cudazzo 1143g. Gigante 7. Buon BB/SPL.
BASE D’ASTA € 1.800
287
REGNO DI SARDEGNA
CARLO FELICE (1821 - 1831) – LOTTO DI TRE MONETE, 5 LIRE 1824 TO, 1 LIRA 1825 TO E 50 CENTESIMI 1830 TO. in argento, 32,46 gr. (totale).
Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: Scudo a cuore inquartato e coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami di quercia. Gigante 40 (Raro), 8 (Rara) e 98 (Raro). Conservazioni da MB a q.SPL. Si allegano cartellini manoscritti di vecchia raccolta. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 100
288
REGNO DI SARDEGNA
CARLO ALBERTO (1831 - 1849) - 100 LIRE 1835, TORINO. in oro, 32,23 gr. - Diam. 34,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra. Nel taglio del collo FERRARIS (Giuseppe Ferraris, incisore); - Rovescio: Scudo semplice di Savoia coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami di alloro. Cudazzo 1154e. Gigante 7. BB.
BASE D’ASTA € 2.000
289
REGNO DI SARDEGNA
CARLO ALBERTO (1831 - 1849) – 50 LIRE 1833, GENOVA. in oro, 16,11 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra. Nel taglio del collo F. (Giuseppe Ferraris, incisore);Rovescio: Scudo semplice di Savoia coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami di alloro.
Cudazzo 1155a. Gigante 13. Rarissimo.
Lievi segnetti. Ottimo esemplare con fondi ancora lucenti.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 1.500
290
REGNO DI SARDEGNA
CARLO ALBERTO (1831 - 1849) – 2 LIRE 1834, TORINO. in argento, 9,99 gr. - Diam. 27,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra. Nel taglio del collo F. (Giuseppe Ferraris, incisore); - Rovescio: Scudo semplice di Savoia coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami di alloro.
Cudazzo 1160c. Gigante 95. Rarissimo.
Difetto di conio al ciglio del rovescio. Tra i millesimi più rari della tipologia. Buon BB.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 500
291
REGNO DI SARDEGNA
VITTORIO EMANUELE II (1849 - 1861) – 50 CENTESIMI 1860, MILANO.
in argento, 2,50 gr. - Diam. 18,00 mm.
Dritto: Testa nuda a destra, sotto al collo F. (Giuseppe Ferraris, incisore);
- Rovescio: Scudo semplice di Savoia coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami d’alloro.
Cudazzo 1172h. Gigante 87. Non comune.
SPL/FDC.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 100
292
RE ELETTO
VITTORIO EMANUELE II (1859 - 1861) – LIRA 1860, FIRENZE. in argento, 4,98 gr. - Diam. 23,00 mm.
Dritto: Testa nuda a destra, sotto al collo GORI. (Luigi Gori, incisore);
- Rovescio: Scudo semplice di Savoia coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami d’alloro.
Cudazzo 1179d. Gigante 13. q.FDC.
BASE D’ASTA € 150
293
REGNO D’ITALIA VITTORIO EMANUELE II (1861 - 1878) – 50 CENTESIMI 1863, MILANO.
in argento, 2,50 gr. - Diam. 18,00 mm.
Dritto: Testa nuda a destra, sotto al collo FERRARIS. (Giuseppe Ferraris, incisore); - Rovescio: Scudo semplice di Savoia coronato, cinto dal collare dell’Annunziata, tutto entro due rami d’alloro.
Cudazzo 1200e. Gigante 74. Non comune. Patina non omogenea ma esemplare di eccezionale conservazione. FDC.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 150
ALBANIA
AHMED ZOGU, PRESIDENTE (1925 - 1928) – 100 FRANGA 1927, ROMA. in oro, 32,27 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra, in basso due stelle;Rovescio: Biga trainata da due cavalli. Montenegro 12. Friedberg 1. KM 11.1. Raro. Segnetti di contatto. SPL.
BASE D’ASTA € 3.000
295
ARABIA SAUDITA
ABD AL’-’AZIZ AL-SA-UD (1926 - 1953) - LINGOTTO DA 4 LIBBRE, S.D. (PERIODO 1945-46), PHILADELPHIA. in oro, 31,96 gr. - Diam. 30,00 mm.
Dritto: Aquila federale americana ad ali spiegate; - Rovescio: Iscrizione su tre righe in un rettangolo incuso, bordo zigrinato. KM# 34.
BB/SPL.
BASE D’ASTA € 2.500
La Arabian-American Oil Company (Aramco) versava al governo di `Abd al-`Aziz 3 milioni di dollari all’anno in proventi petroliferi. Il contratto prevedeva il pagamento in oro. A questo scopo, la zecca di Philadelphia iniziò a coniare queste monete con una pezzatura di 4 sterline (Sovrane).
Queste monete ebbero una circolazione limitata in Arabia Saudita; alcuni lavoratori dell’Aramco le usavano persino come fiches da poker. La maggior parte veniva fusa in lingotti d’oro e venduta a Macao.
296
AUSTRIA
SACRO ROMANO IMPERO - RODOLFO II D’ASBURGO (15761612) - TALLERO 1612, HALL. in argento, 28,39 gr. - Diam. 41,00 mm.
Diritto: Busto laureato, corazzato e paludato, a destra inserito in una corona d’alloro - Rovescio: Stemma coronato cinto dal collare del Toson d’oro.
Dav. 3009. KM#126.2.
Lievi screpolature di conio. Gradevole patina. Buon BB.
BASE D’ASTA € 200
297
AUSTRIA
SACRO ROMANO IMPERO - LEOPOLDO I D’ASBURGO (1657 - 1705) - ¼ DI TALLERO, S.D., HALL. in argento, 7,15 gr. - Diam. 30,50 mm.
Dritto: Busto corazzato e paludato, laureato, volto a destra;Rovescio: Stemma coronato cinto dal collare del Toson d’oro.
KM# 1173.1. Herinek 862.
Bella patina iridescente di vecchia raccolta.
m.SPL.
BASE D’ASTA € 200
298
AUSTRIA
MARIA TERESA D’ASBURGO (1741 - 1780) - QUARTO DI DUCATO 1776, KARLSBURG. in oro, 0.86 gr. - Diam. 13,00 mm.
Dritto: Busto velato e paludato, volto a destra; - Rovescio: Aquila bicipite coronata, ad ali spiegate, con scudo caricato in petto. Friedberg 547. Herinek 312. Molto raro. Depositi e graffi al D/, altrimenti esemplare con fondi lucenti e dagli ottimi rilievi.
BB/SPL.
BASE D’ASTA € 250
AUSTRIA
FRANCESCO GIUSEPPE I D’ASBURGO (1848 - 1916) – 100 CORONE 1908, VIENNA. in oro, 33,85 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Mezzobusto a testa nuda volto a destra; - Rovescio: Figura allegorica femminile seduta sulle nubi verso destra. KM# 2812; Friedberg 514. Rara. Bei fondi, praticamente a specchio. Impercettibili graffietti al /D.
SPL/FDC
Massimale in oro che commemora i 60 anni di regno di Francesco Giuseppe d’Asburgo; i coni sono stati realizzati dagli incisori Rudolf Marschall e Rudolf Neuberger.
BASE D’ASTA € 4.000
300
AUSTRIA
PRIMA REPUBBLICA (1919 - 1934) – 100 SCELLINI 1929, VIENNA.
in oro, 23,51 gr. - Diam. 33,00 mm.
Dritto: Aquila coronata, con stemma caricato in petto, e falce e martello stretti tra le zampe; - Rovescio: Valore tra due rametti d’ulivo. Friedberg 520. KM#2842.
SPL.
BASE D’ASTA € 1.500
301
AUSTRIA
SALISBURGO – JOHANN ERNEST VON THUN UND HOHENSTEIN (1687 - 1709) - 1/4 DUCATO 1688, SALISBURGO.
in oro, 0,87 gr. - Diam. 13,70 mm.
Diritto: Stemma sormontato dalle chiavi e dal cappello cardinalizio;Rovescio: San Roberto seduto di fronte. Friedberg 835. Probszt 1787. Bei fondi lucenti.
SPL.
BASE D’ASTA € 150
302
BOEMIA
CARLO IV DI LUSSEMBURGO (1346-1378) – FIORINO, S.D., KUTTENBERG.
in oro, 3,48 gr. - Diam. 21,00 mm.
Dritto: Mezza figura del re coronato stante, con scettro sulla spalla e globo crucigero nella mano destra; - Rovescio: Leone di Boemia a sinistra. Friedberg 2. Donebauer 833 var. Molto raro. Lievi ondulazioni di tondello. q.BB.
BASE D’ASTA € 2.000
303
FIANDRE
FILIPPO IL BUONO (1419 - 1467) – NOBLE (GOUDEN NOBEL) O. J. (1428), GENT.
in oro, 6,89 gr – Diam. 34,50 mm.
Dritto: Il conte incoronato e corazzato stante, rivolto in avanti con la spada e lo scudo, su una nave in mare; - Rovescio: croce decorata, con al centro una rosetta; in ogni angolo della croce un leone coronato, tutta intorno una cornice sagomata, in ogni angolo un trifoglio.
Delm. 483; Friedberg 179; Martiny 114. Molto raro. SPL.
BASE D’ASTA € 2.500
304
FRANCIA
FRANCESCO I (1515-1547) – SCUDO D’ORO DEL SOLE, S.D., IV TIPO.
in oro, 3,38 gr. - Diam. 28,00 mm.
Dritto: Scudo di Francia coronato; - Rovescio: Croce con alle estremità fiordalisi. Due corone (1° e 3° quarto).
Friedberg 357.
Lievi ondaulazioni e schiacciature di conio.
BB/q.SPL
BASE D’ASTA € 400
305
FRANCIA
LUIGI XVIII (1814 - 1824) – 40 FRANCHI 1817 A, PARIGI. in oro, 12,88 gr. - Diam. 26,50 mm.
Dritto: Testa a destra; - Rovescio: Valore entro rami di alloro legati in basso con fiocco. Friedberg 532. Gadoury 1092. Esemplare di qualità superiore alla media con fondi ancora lucenti. m.SPL.
BASE D’ASTA € 1.000
306
FRANCIA
CARLO X (1824 - 1830) – 40 FRANCHI 1828 A, PARIGI. in oro, 12,87 gr. - Diam. 26,50 mm.
Dritto: Testa a destra; - Rovescio: Valore entro rami di alloro legati in basso con fiocco. Friedberg 547. Gadoury 1105. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 800
307
GERMANIA
AMBURGO - DUCATO 1657, AMBURGO. in oro, 3,43 gr. - mm. 22,50 mm.
Dritto: Madonna col Bambino su scudo della città di Amburgo, entro cornice a mandorla, scudo in basso; - Rovescio: Madonna col Bambino entro cornice a mandorla, data e simbolo in legenda. Friedberg 1100. Gaedechens 104. Lievi ondulazioni del tondello. BB.
BASE D’ASTA € 300
GERMANIA
AMBURGO, LIBERA CITTÀ ANSEATICAPORTUGALÖSER DA 10 DUCATI, 1689, AMBURGO.
in oro, 34,60 gr. - Diam. 50,50 mm.
Dritto: Veduta della città di Amburgo dall’altra parte del fiume Elba, navi in primo piano, in alto iscrizione entro nubi circondate da raggi; - Rovescio: Quattro scudi ovali delle città di Venezia (in alto), Amsterdam (a sinistra), Amburgo (a destra), Norimberga (in basso), ciascuno in un cartiglio barocco, collegati e bordati da nastri e fiori. Il tutto sormontato da piccola testa d’angelo alato. In basso iniziali N B M (Hinrich Burmeister).
Gaedechens 1643. Forrer 95. Molto raro. Colpetto e lieve ondulazione del tondello, ma esemplare dagli altissimi rilievi (q.FDC) e dai fondi speculari. bello SPL
BASE D’ASTA € 12.000
309
GERMANIA
BRANDEBURGO FRANCONIA - FEDERICO DI ANSBACH E SIGISMUND DI KULMBACH (1486-1495) – GOLDGULDEN, S.D., SCHWABACH. in oro, 3,24 gr. – Diam. 23,00 mm.
Dritto: San Giovanni in piedi di fronte, nella mano sinistra un libro con l’Agnello di Dio in piedi su di esso; testa di cane proprio tra i suoi piedi; - Rovescio: Croce fiorita con gli scudi di Brandeburgo, Pomerania, Burgraviato di Norimberga e Zollern in ogni quarto. Fridberg 305. Schrötter 360. m.BB/q.SPL
BASE D’ASTA € 300
310
GERMANIA
HALBERSTADT – CRISTIANO DI BRAUNSCHWEIGWOLFENBÜTTEL (1617 - 1626) - TALLERO 1622, LIPPSTADT.
in argento, 29,19 gr. - Diam. 42,00 mm.
Dritto: Iscrizione in quattro righe; - Rovescio: Mano corazzata esce da una nuvola a destra tenendo la spada in posizione verticale. Davenport 6320B. Welter 1381. KM# 26. Lievi debolezze di conio.
BB.
BASE D’ASTA € 400
311
GERMANIA
ARCIVESCOVATO DI MAINZ – ANSELMO CASIMIRO WAMBOLDT DI UMSTADT (1629 - 1647) – 2 DUCATI 1638, MAINZ. in oro, 6,75 gr. - Diam. 26,50 mm.
Dritto: Stemma a quattro campi, con triplice elmo e ornato (Magonza/Wamboldt-Umstadt), sopra a spada e pastorale decussati parzialmente nascosti; - Rovescio: iscrizione entro due rami di alloro. In alto corona. Sigle B S (Benedikt Stephani, maestro di zecca). Friedberg 1651. KM# 71. q.BB.
BASE D’ASTA € 800
312
GERMANIA
NORIMBERGA – GUSTAVO II ADOLFO, RE DI SVEZIA (16111632) - DUCATO 1632. in oro, 3,43 gr. - Diam. 23,00 mm. Dritto: Busto paludato e laureato a destra; - Rovescio: Scudo coronato decorato a riccioli e volute. Friedberg 1924. KM# 120. Ondulazioni del tondello. BB.
BASE D’ASTA € 600
313
GERMANIA
NORIMBERGA – MEDAGLIA
BATTESIMALE DA DUE DUCATI, S.D. (XVIII SEC.). in oro, 8,54 gr. (totale). - Diam. 31,80 mm. (comprensiva di montatura)
Dritto: Un sacerdote battezza un bambino presso un fonte battesimale; accanto a lui c’è Cristo in croce, il sacerdote raccoglie il sangue che gli cola dal costato per il battesimo; in alto si trovano la colomba dello Spirito Santo e Dio Padre tra le nuvole; - Rovescio: Cristo viandante passa accanto a un bambino disteso a terra.
Opus Bottega di Daniel Friedrich Loos. Coll. Erlanger 2219. Collezione Goppel cfr. 4384.
In montatura in oro. Bei fondi lucenti. SPL.
BASE D’ASTA € 600
GERMANIA
SASSONIA – FEDERICO AUGUSTO I (1694 - 1733) – DUCATO 1730, IGS, DRESDA in oro, 3,43 gr. - Diam. 21,60 mm.
Dritto: Busto laureato, corazzato e paludato rivolto a destra; - Rovescio: Stemma coronato a quattro campi coronato di Polonia/Lituania e Sassonia con uno scudo coronato tra rami di palma. In basso sigle I.G.S. (Johann Georg Schomberg, maestro di zecca). Friedberg 2781. KM# manca. Di estrema rarità. Millesimo di rarissima apparizione sul mercato. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 4.000
315
GRAN BRETAGNA
ENRICO VII (1485-1509) – ANGEL, V TIPO, S.D. (PERIODO 1505 –1509), LONDRA.
in oro, 5,16 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: San Michele nimbato trafigge il drago, con croce all’estremità della lancia; - Rovescio: Nave con stemma reale, con croce sull’albero maestro. Friedberg 151. N. 1698. S. 2187. Raro. Debolezze di conio. q.SPL.
BASE D’ASTA € 1.000
316
GRAN BRETAGNA
ANNA STUART (1702 - 1714) – 1/2 GUINEA 1714, LONDRA.
in oro, 4,12 gr. - Diam. 21,50 mm.
Dritto: Busto paludato a sinistra;Rovescio: Quattro stemmi coronati disposti a raggiera, intervallati da scettri. KM# 527, Friedberg 323. Rara. MB/BB
BASE D’ASTA € 800
ORDINE SOVRANO DEI CAVALIERI DI SAN GIOVANNI – ADRIANO DI WIGNACOURT, 63° GRAN MAESTRO (1690 - 1697) - ZECCHINO 1694. in oro, 3,44 gr. - Diam. 22,00 mm.
Dritto: Stemma coronato entro ellisse perlinato; - Rovescio: San Giovanni in piedi a destra, consegna lo stendardo dell’Ordine al Gran Maestro inginocchiato a sinistra. Friedberg 15. KM# 123. Molto raro. SPL.
BASE D’ASTA € 1.500
MALTA
318
OLANDA
REPUBBLICA DI BATAVIAN (17961806) – DUCATO 1802, UTRECHT. in oro, 3,50 gr. - Diam. 21,30 mm.
Dritto: Soldato in armatura, stante, volto verso destra; - Rovescio: Iscrizione entro cornice.
Schulman 38. Friedberg 318. m.SPL.
D’ASTA € 300
319
PORTOGALLO
GIOVANNI V (1707-1750) – 400 REIS 1734, LISBONA. in oro, 0,96 gr. - Diam. 14,20 mm.
Dritto: Iscrizione tra corona e due rami di palma; - Rovescio: Croce accantonata da quattro rosette.
Friedberg 100. KM# 201. Lievi depositi.
m.BB/q.SPL.
BASE D’ASTA € 100
BASE
RUSSIA
CATERINA II (1762 - 1796) - 10 RUBLI 1766, SAN PIETROBURGO.
in oro, 12,99 gr. - Diam. 29,00 mm.
Dritto: Busto di Caterina II a destra; - Retro: Croce formata da quattro scudi coronati con aquila bicipite al centro. Friedberg 129. Molto rara. Esemplare di eccezionale conservazione e con bei fondi lucenti. SPL/FDC.
BASE D’ASTA € 4.000
321
RUSSIA
CATERINA II (1762 - 1796) –POLTINA DA 1/2 RUBLO 1777, SAN PIETROBURGO.
in oro, 0,67 gr. - Diam. 13,00 mm.
Dritto: Busto coronato di Caterina II a destra; - Retro: Grande monogramma. KM# 75. Friedberg 136. Rara. Conio mosso, ma esemplare di notevole conservazione e con bei fondi lucenti. SPL/FDC.
BASE D’ASTA € 250
322
RUSSIA
NICOLA II (1894 - 1917) – 15 RUBLI 1897, SAN PIETROBURGO.
in oro, 12,89 gr. - Diam. 24,50 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: Aquila bicipite coronata, con stemma caricato in petto, con nelle zampe scettro e globo crucigero. Friedberg 177. SPL.
BASE D’ASTA € 1.200
323
RUSSIA
NICOLA II (1894-1917) - MEDAGLIA IN ORO, S.D. (1894 CIRCA).
in oro, 24,38 gr. - Diam. 30,00 mm.
Dritto: Testa nuda a sinistra; - Rovescio: Iscrizione vicino a rami legati con fiocco.
Diakov 1138.3. Rara. Colpi al bordo. BB.
BASE D’ASTA € 1.600
RUSSIA
NICOLA II (1894 - 1917) - 4 DUCATI 1905, A IMITAZIONE DEL 4 DUCATI AUSTRIACO, SOFIA. in oro, 12,74 gr. - Diam. 40,00 mm.
Dritto: Busto laureato di Alessandro II a destra, monogramma MX nel campo sinistro; - Rovescio: Aquila imperiale bicipite, coronata, ad ali spiegate.
Bitkin 8. Basok 16. Molto raro.
Timbro di convalida della corona alla base del rovescio. q.FDC.
Si tratta di una emissione privata destinata al commercio nell’Europa sud-orientale, in particolare nei Balcani; non circolante all’interno del territorio russo. Il tipo riprende il modello dei 4 ducati austriaci di Francesco Giuseppe I d’Asburgo, allora largamente accettati negli scambi commerciali, integrando elementi stilistici e simbolici di diversa provenienza.
Il conio presenta una combinazione inusuale di influenze austriache, russe e bulgare: la presenza di sei scudi provinciali russi sulle ali dell’aquila rappresenta infatti un elemento estraneo alla monetazione ufficiale russa. La probabile provenienza bulgara, in un contesto di protezione russa, è rafforzata dalla contromarca e dal contesto storico.
Il riferimento ad Alessandro II è verosimilmente un omaggio alla guerra russo-turca del 1877–1878, che portò all’indipendenza della Bulgaria dall’Impero Ottomano.
BASE D’ASTA € 2.000
325
SPAGNA
CARLO III DI BORBONE (1759 - 1788) - MEZZO SCUDO 1767, SIGLE P J, MADRID. in oro, 1,77 gr. - Diam. 14,50 mm.
Dritto: Testa nuda a destra; - Rovescio: Stemma coronato. KM# 389.1. Calicò 761. Raro.
Gradevole esemplare. SPL.
BASE D’ASTA € 150
326
SPAGNA
CARLO III DI BORBONE (1759 - 1788) - MEZZO SCUDO 1785, SIGLE D.V, MADRID
in oro, 1,81 gr. - Diam. 14,50 mm.
Dritto: Busto a destra corazzato e paludato, a testa nuda; - Rovescio: Stemma coronato circondato da Collare del Toson d’oro. Friedberg 290. KM# 451.1. Calicò 777. Raro.
Lievi graffietti. SPL.
BASE D’ASTA € 100
327
SPAGNA
CARLO III DI BORBONE (1759 - 1788) - MEZZO SCUDO 1786, SIGLE D.V, MADRID. in oro, 1,76 gr. - Diam. 14,50 mm.
Dritto: Busto a destra corazzato e paludato, a testa nuda; - Rovescio: Stemma coronato circondato da Collare del Toson d’oro. Friedberg 290. KM# 425. Di qualità inusuale. q.FDC.
BASE D’ASTA € 200
328
SPAGNA
ALFONSO XII (1874 - 1885) - 25 PESETAS 1876 (76), MADRID. in oro, 8,04 gr. - Diam. 24,00 mm.
Dritto: Testa nuda a destra: - Rovescio: Stemma coronato, cinto dal collare del toson d’oro. Friedberg 342. KM# 673. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 600
329
VARI STATI
SPAGNA E PORTOGALLO - VARIE AUTORITÀ EMITTENTI (XVIII SEC.) - LOTTO DI 3 MONETE. in oro, 4,82 gr. (totale). Friedberg 92, 144, 274. Conservazioni da MB a m.BB.
BASE D’ASTA € 300
330
UNGHERIA
LODOVICO I (1342-1382) – GULDEN, S.D., BUDA O PECS. in oro, 3,50 gr. - Diam. 20,00 mm.
Dritto: Scudo in cerchio polilobato; - Rovescio: San Ladislao, coronato e nimbato, stante con alabarda e globo crucigero, testa di moro rivolta a destra nel campo a sinistra. Friedberg 6. Huszár 516. Pohl B6. MB/BB.
BASE D’ASTA € 250
331
UNGHERIA
SIGISMONDO DI LUSSEMBURGO (1387-1437) – GULDEN, S.D., KREMNITZ. in oro, 3,52 gr. - Diam. 21,40 mm.
Dritto: Stemma entro cerchio perlinato; - Rovescio: San Ladislao, coronato e nimbato, stante con alabarda e globo crucigero, K e S sormontata da croce patriarcale e patente ai lati.
Fridberg 10. Huszár 573. Pohl D 2-34. BB/qSPL.
BASE D’ASTA € 250
332
UNGHERIA
MATTIA CORVINO (1458-1490) – GULDEN, S.D. (CIRCA 1470), NAGYBANYA. in oro, 3,54 gr. - Diam. 20,80 mm.
Dritto: Stemma entro cerchio perlinato; - Rovescio: San Ladislao, coronato e nimbato, stante con alabarda e globo crucigero, n e scudo di Nagybanya ai lati. Fridberg 20. Huszár 674. Pohl K1-22.
m.BB
BASE D’ASTA € 250
333
UNGHERIA
MATTIA CORVINO (1458-1490) – GULDEN, S.D., HERMANNSTADT. in oro, 3,52 gr. - Diam. 20,80 mm.
Dritto: Madonna velata in trono con Bambino, in esergo corvo con anello nel becco; - Rovescio: San Ladislao, coronato e nimbato, stante con alabarda e globo crucigero, h e T ai lati (sindaco Thomas Altemberger).
Friedberg 22. Pohl K 19-2. Huszár 680. SPL
BASE D’ASTA € 350
334
UNGHERIA
FERDINANDO I D’ASBURGO (15211564) - MONETA COMMEMORATIVA DA 1 TALLERO E MEZZO, 1541, KREMNITZ.
in argento, 35,60 gr. - Diam. 53,50 mm.
Dritto: L’imperatore in armatura cavalca un cavallo da torneo a sinistra. L’anno è iscritto in esergo; - Rovescio: Aquila con stemma a quattro campi dell’Austria-Ungheria con uno scudo a forma di cuore sul petto. Direttore di zecca Christoph Fuessl. Voglhuber 33 Markl 2036 43,73 g. Colpetti e segnetti al bordo. Tracce di pulizia. Patina iridescente multicolore. Buon BB/SPL.
BASE D’ASTA € 800
335
UNGHERIA
LEOPOLDO II (1657 - 1705)– DUCATO 1698, KREMNITZ. in oro, 3,20 gr. - Diam. 22,00 mm.
Dritto: Figura stante dell’Imperatore coronato, volto verso destra, regge nella mano globo crucigero; - Rovescio: Madonna con Bambino coronati, raggianti. In basso stemma ungherese. Friedberg 128. Herinek 364. Raro.
Lievissima tosatura e insignificante ondulazione.
Buon BB.
BASE D’ASTA € 500
336
UNGHERIA
CARLO VI (1711 - 1740) – DUCATO 1730, KREMNITZ. in oro, 3,42 gr. - Diam. 22,70 mm.
Dritto: Figura stante dell’Imperatore coronato, volto verso destra, regge nella mano globo crucigero; - Rovescio: Madonna con Bambino coronati, entro losanga radiata. In basso stemma ungherese. Friedberg 173. Herinek 157. Raro.
Lieve ondulazione. m.MB.
BASE D’ASTA € 300
337
UNGHERIA
MARIA TERESA D’ASBURGO (1740 - 1780) – 2 DUCATI 1765, KREMNITZ. in oro, 6,96 gr. - Diam. 25,50 mm.
Dritto: Figura stante dell’Imperatrice, coronata, volta verso destra, regge nella mano globo crucigero; - Rovescio: La beata Vergine con Bambino seduta di fronte, coronati, entro losanga radiata. In basso stemma ungherese. Friedberg 179. KM# 379. Raro. Bello SPL.
BASE D’ASTA € 1.200
338
UNGHERIA
MARIA TERESA D’ASBURGO (17401780) – DUCATO 1751, KREMNITZ. in oro, 3,49 gr. - Diam. 22,50 mm.
Dritto: Figura stante dell’Imperatrice, coronata, volta verso destra, regge nella mano globo crucigero; - Rovescio: La Beata Vergine con Bambino seduta di fronte, coronati, entro losanga radiata. In basso stemma ungherese.
Friedberg 180. KM# 342. q.SPL.
BASE D’ASTA € 600
339
UNGHERIA
FERDINANDO I D’ASBURGO LORENA (1835 - 1848) – DUCATO 1848, KREMNITZ.
in oro, 3,48 gr. - Diam. 21,10 mm.
Dritto: Figura stante dell’imperatore, coronato, volto verso destra, con scettro e globo crucigero; -
Rovescio: La Beata Vergine coronata con Bambino, seduta di fronte, posa i piedi su crescente lunare fra le nubi. In basso stemma ungherese.
Friedberg 222. KM# 425. Lieve colpetto. SPL.
BASE D’ASTA € 400
340
UNGHERIA
PRINCIPATO DI TRANSILVANIA
- GABRIEL BETHLEN (1613-1629)DUCATO, 1626. NAGYBÁNYA. in oro, 3,48 gr. - Diam. 21,60 mm.
Dritto: Busto corazzato a destra; - Rovescio: Madonna coronata e nimbata col Bambino, N e B ai lati; stemma ungherese in basso, data a fine legenda.
Friedberg 367. Resch 319. Huszár E 338a. Raro.
Gradevole esemplare.
Praticamente SPL.
BASE D’ASTA € 1.000
341
UNGHERIA
PRINCIPATO DI TRANSILVANIA
- MICHAEL APAFI (1662-1690)
- DUCATO 1687, FOGARAS / FUGRESCHMARKT (FAGARAS). in oro, 3,43 gr. - Diam. 21,20 mm. Dritto: Mezza figura corazzata, con copricapo in pelliccia piumato, tiene uno scettro appoggiato alla spalla;Rovescio: Stemma coronato di Apafi entro ovale perlinato, AF sotto; le armi della Transilvania attorno, il tutto entro cerchio cordonato, data a fine legenda.
Friedberg 448. Resch 260. Huszár E 700. Molto raro.
Gradevole esemplare. q.SPL.
BASE D’ASTA € 1.500
OSELLE DI VENEZIA
Le ragioni che portarono alla nascita e alla successiva coniazione delle oselle della Repubblica di Venezia affondano le proprie radici in una consuetudine antichissima, risalente ai primi secoli di vita della Serenissima. Secondo un uso medievale ormai consolidato, il Doge era infatti tenuto, una volta l’anno, a offrire ai membri del Maggior Consiglio un dono rituale, tradizionalmente costituito da anatre selvatiche (anas boschas), note come mazzorini.
Il privilegio di poter disporre di riserve di caccia e pesca in alcune zone del territorio della Repubblica implicava infatti anche un preciso dovere: quello di condividere i frutti di queste aree con i membri del Maggior Consiglio e, più in generale, con le principali autorità dello Stato. Questo gesto non aveva un carattere puramente conviviale, ma possedeva un forte valore simbolico e politico, poiché riaffermava il legame tra il capo dello Stato e l’aristocrazia che ne costituiva il fondamento istituzionale.
Da questo equilibrio tra privilegio personale e obbligo pubblico nacque una pratica che, nel corso del tempo, assunse una forma sempre più regolamentata. A partire dal XIII secolo, infatti, la consuetudine fu codificata e inserita nella Promissione Ducale, il solenne giuramento che ogni Doge pronunciava pubblicamente al momento dell’insediamento, impegnandosi a garantire annualmente il tradizionale donativo.
Tuttavia con il progressivo aumento del numero dei dignitari aventi diritto divenne sempre più difficile reperire quantità sufficienti di selvaggina. La distribuzione delle anatre, un tempo relativamente agevole, si trasformò così in un problema pratico e logistico che portò a una graduale sostituzione del dono in natura con un equivalente in denaro. Questo passaggio, pur risolvendo le difficoltà materiali, non era privo di criticità, poiché rischiava di snaturare il valore simbolico di una tradizione profondamente radicata nella vita istituzionale veneziana. La svolta decisiva si ebbe nel 1521 durante la sede vacante seguita alla morte del Doge Leonardo Loredan. In quel frangente, il Maggior Consiglio deliberò con decreto del 28 giugno di sostituire ufficialmente il donativo in natura con una moneta appositamente coniata. Per ribadire la continuità con l’antica usanza, a questa nuova moneta-medaglia fu attribuito il nome di Osella. Il decreto istitutivo stabilì inoltre che l’erario sostenesse un costo supplementare di 450 ducati d’oro per la coniazione di questo nuovo nominale, al quale venne assegnato un valore pari a un quarto di ducato. Al Doge successivo, Antonio Grimani, spettò il compito di recepire formalmente la decisione, inserendo l’obbligo nella propria Promissione Ducale, dando così avvio a una tradizione destinata a durare per quasi tre secoli. Le oselle vennero battute tradizionalmente per disposizione diretta del Doge in occasione della festa di Santa Barbara, il 4 dicembre di ogni anno, e a partire dal XVI secolo la loro ideazione e impostazione iconografica risentì sempre più della sensibilità e delle scelte personali dei singoli Dogi. Esse costituiscono una serie del tutto autonoma all’interno della monetazione
senatoriale veneziana: complessivamente si contano 275 modelli, emessi a nome di tutti i Dogi a partire da Antonio Grimani fino a Ludovico Manin, con la sola eccezione di Nicolò Donà e Francesco Corner, i cui dogadi furono troppo brevi per consentire la battitura.
Dal punto di vista numismatico, le oselle furono realizzate in argento di alto titolo, in linea con la tradizione veneziana che privilegiava la qualità del metallo e la fiducia nel valore intrinseco della moneta. Il peso, variabile nel corso dei secoli ma generalmente compreso tra i nove e i dieci grammi, riflette sia l’evoluzione degli standard monetari sia le diverse contingenze storiche, come i periodi di guerra o di crisi finanziaria.
Le rarissime oselle in oro costituiscono un caso a parte: si tratta di esemplari commissionati direttamente alla Zecca da importanti dignitari o da privati cittadini, con finalità essenzialmente ostentative, e pagati integralmente a proprie spese.
Il loro titolo è il medesimo dello zecchino (997 millesimi), cioè la massima purezza ottenibile con i mezzi del tempo, ed il peso è sempre ad esso rapportato con un multiplo da un minimo di due a un massimo di 10.
Diversa ancora è la tipologia delle oselle in argento di doppio peso, coniate direttamente dalla Zecca per ragioni pratiche, soprattutto negli ultimi decenni della Repubblica, quando aumentò il numero dei notabili ai quali spettavano due oselle invece di una sola.
L’iconografia delle oselle è fortemente codificata e carica di significato. Per gran parte della serie, il dritto rimase sostanzialmente invariato, raffigurando il Doge inginocchiato davanti a San Marco nell’atto di ricevere il vessillo. Questa immagine, di straordinaria forza simbolica, esprime in modo eloquente la natura repubblicana dello Stato veneziano e la subordinazione del doge non solo al santo patrono, ma alle istituzioni stesse. In netto contrasto con le raffigurazioni ducali o monarchiche coeve, il Doge non appare come sovrano assoluto, bensì come primo servitore dello Stato, depositario di un potere collettivo e condiviso.
A partire dal 1571, sotto il dogado di Alvise Mocenigo e con la celebrazione della vittoria di Lepanto contro l’Impero Ottomano, le oselle assunsero in modo sempre più evidente anche una funzione propagandistica. Il rovescio cominciò a commemorare eventi ritenuti significativi dalla Repubblica: vittorie navali, trattati di pace, opere pubbliche e momenti cruciali della vita dello Stato. Si trasformarono insomma in una vera e propria cronaca ufficiale incisa nel metallo, una narrazione selettiva e consapevole della storia veneziana così come la Serenissima intendeva tramandarla.
Attraverso le oselle, dunque, Venezia seppe elevare la moneta a strumento di memoria, di propaganda e di identità politica, lasciando una testimonianza materiale che ancora oggi consente di ripercorrere, anno dopo anno, la storia ufficiale di una delle repubbliche più longeve e affascinanti d’Europa.
OSELLE DI VENEZIA
ANTONIO GRIMANI DOGE LXXVI (1521-1523) – OSELLA, ANNO I, 1521-1522. in argento, 8,87 gr. - Diam. 33,50 mm
Dritto: Il Redentore, a sinistra, seduto su piccolo trono rivolto a destra, benedice il Doge genuflesso a sinistra, al quale San Marco consegna il vessillo; sul lato del trono XC e sulla testa del Santo S M;Rovescio: La Giustizia e la Pace si stringono la mano. Montenegro 335. CNI 58. Paolucci II 1. Rarissima. Forata.
MB.
BASE D’ASTA € 250
“Nell’anno 1500 Antonio Grimani era capitano generale da mar a capo di una flotta all’allestimento della quale aveva contribuito personalmente con la somma di 20.000 ducati d’oro, purtuttavia assai inferiore a quella comandata dal sultano Bajazeth che prese facilmente Lepanto. Accusato di codardia, venne imprigionato ed esiliato ma riuscì a scampare a Roma, presso il figlio Cardinale, con i buoni uffici del quale si adoperò nel 1510 per agevolare la politica del Doge Leonardo Loredan volta a far recedere
Papa Giulio II dalla Lega di Cambra. Fu richiamato a Venezia e nominato Procuratore di San Marco. Poi, in tarda età, l’elezione a Doge che egli vide innanzitutto come riparatrice di un gravissimo danno prima morale che materiale ingiustamente patito.
Nel secondo anno di dogado non venne coniato un diverso modello di osella.” (Cit. Dott. Edoardo Curti, Catalogo asta Finarte 843, pag. 50).
343
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO VIII, 1530.
in argento, 9,35 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 392. CNI 401. Paolucci II 10. Molto rara. Lievi tracce di vecchia pulizia. m.BB/q.SPL.
Proveniente dalla raccolta di Oselle di Venezia messa all’incanto da Italphil il 30 aprile 1986, lotto 603.
BASE D’ASTA € 1.000
344
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO IX, 1531.
in argento, 9,25 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 393. CNI 402. Paolucci II 11. Molto rara. m.BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 10.
BASE D’ASTA € 800
345
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO X, 1532.
in argento, 8,93 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 394. CNI 406. Paolucci II 12. Molto rara. m.MB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 10.
BASE D’ASTA € 400
346
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO XI, 1533.
in argento, 9,05 gr. - Diam. 31,00 mm
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 395. CNI 409. Paolucci II 13. Molto rara. Lieve colpetto al ciglio. m.MB/q.BB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 11.
BASE D’ASTA € 600
347
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO XII, 1534.
in argento, 9,27 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 396. CNI 411. Paolucci II 14. Molto rara. Bellissimo esemplare con delicata patina. SPL.
Proveniente dalla raccolta di Oselle di Venezia messa all’incanto da Italphil il 30 aprile 1986, lotto 604.
BASE D’ASTA € 1.500
348
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO XIII, 1535.
in argento, 9,32 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 397. CNI 414. Paolucci II 15. Molto rara. Lievi graffietti al D/, altrimenti SPL.
BASE D’ASTA € 1.200
349
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO XIV, 1536.
in argento, 9,19 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 398. CNI 416. Paolucci II 16. Molto rara. q.BB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 14.
BASE D’ASTA € 800
350
OSELLE DI VENEZIA
ANDREA GRITTI DOGE LXXVII (1523-1532) – OSELLA, ANNO XVI, 1538.
in argento, 9,02 gr. - Diam. 31,50 mm.
Dritto: San Marco, seduto in trono a sinistra e volto a destra, benedice con la destra e porge con la sinistra il vessillo al Doge genuflesso che lo prende con ambo le mani; sulla banderuola leoncino in soldo e lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 400. CNI 419. Paolucci II 18. Estremamente rara. m.MB/q.BB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 17.
BASE D’ASTA € 600
351
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO LANDO, DOGE LXXVIII (1539-1545) – OSELLA, ANNO I, 1539.
in argento, 9,28 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX e, all’esergo, sigle V S (Vettor Salomon, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 437a. CNI 217. Paolucci II 19. Molto rara.
Bella patina iridescente al /R. q.BB.
BASE D’ASTA € 300
352
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO LANDO, DOGE LXXVIII (1539-1545) – OSELLA, ANNO II, 1540.
in argento, 9,37 gr. - Diam. 31,50 mm.
Dritto: San. Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX e, all’esergo, sigle F V (Francesco Valier, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 438. CNI 218. Paolucci II 20. Molto rara. Di grande qualità per la tipologia. m.SPL.
Acquistata privatamente da Numismatica Rinaldi nel settembre 1973.
BASE D’ASTA € 1.200
353
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO LANDO, DOGE LXXVIII (1539-1545) – OSELLA, ANNO III, 1541.
in argento, 9,36 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX e, all’esergo, sigle P P (Pietro Priuli, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 438. CNI 222. Paolucci II 21. Molto rara. q.BB.
Acquistata privatamente da Numismatica Rinaldi del dicembre 1972.
BASE D’ASTA € 400
354
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO LANDO, DOGE LXXVIII (1539-1545) – OSELLA, ANNO V, 1543.
in argento, 9,49 gr. - Diam. 31,50 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX e, all’esergo, sigle F Z (Francesco Zusto, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 441. CNI 227. Paolucci II 24. Molto rara. q.BB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 23.
BASE D’ASTA € 350
355
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO LANDO, DOGE LXXVIII (1539-1545) – OSELLA, ANNO VII, 1545. in argento, 9,46 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe.
Montenegro 443. CNI 231. Paolucci II 26. Molto rara.
Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 31.
BASE D’ASTA € 800
356
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO DONA’, DOGE LXXIX (1545-1553) - OSELLA, ANNO I, 1546. in argento, 9,42 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 472. CNI 136. Paolucci II 27. Rarissima. Taglio al bordo, altrimenti m.BB.
BASE D’ASTA € 300
357
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO DONA’, DOGE LXXIX (1545-1553) - OSELLA, ANNO V, 1550. in argento, 9,51 gr. - Diam. 33,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani; in piedi dietro al Doge l’Abbondanza con cornucopia. Lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 476. CNI 142. Paolucci II 31. Rarissima. BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 232 del 25 e 26 maggio 1976, lotto 37.
BASE D’ASTA € 350
358
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO DONA’, DOGE LXXIX (1545-1553) - OSELLA, ANNO VI, 1551. in argento, 9,67 gr. - Diam. 33,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani; in piedi dietro al Doge l’Abbondanza con cornucopia. Lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 477. CNI 144. Paolucci II 32. Rarissima. Bellissima patina iridescente. SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 38.
BASE D’ASTA € 800
359
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO DONA’, DOGE LXXIX (1545-1553) - OSELLA, ANNO VII, 1552. in argento, 9,51 gr. - Diam. 33,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani; in piedi dietro al Doge l’Abbondanza con cornucopia. Lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 478. CNI 146. Paolucci II 33. Rarissima. Buon BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 39.
BASE D’ASTA € 400
360
OSELLE DI VENEZIA
MARC’ANTONIO TREVISAN, DOGE LXXX (1553-1554) – OSELLA, ANNO I, 1553. in argento, 9,36 gr. - Diam. 32,50 mm. Dritto: San Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sette righe. Montenegro 496. CNI 42. Paolucci II 34. Estremamente rara. Graffietti. m.MB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 40.
BASE D’ASTA € 400
361
OSELLE DI VENEZIA FRANCESCO VENIER, DOGE LXXXI (1554-1556) – OSELLA, ANNO II, 1555.
in argento, 9,54 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 526. CNI 92. Paolucci II 36. Rarissima. q.BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 42.
BASE D’ASTA € 800
362
OSELLE DI VENEZIA LORENZO PRIULI, DOGE LXXXII (1556-1559) – OSELLA, ANNO III, 1558. in argento, 9,65 gr. - Diam. 33,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe. Montenegro 554. CNI 95. Paolucci II 39. Rarissima. Bell’esemplare. q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 45.
BASE D’ASTA € 1.000
363
OSELLE DI VENEZIA
GIROLAMO PRIULI, DOGE LXXXIII (1559-1567) – OSELLA, ANNO I, 1559.
in argento, 9,75 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 602. CNI 173. Paolucci II 40. Molto rara. q.SPL/m.BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 309 del 3 e 4 maggio 1979, lotto 651.
BASE D’ASTA € 800
364
OSELLE DI VENEZIA
GIROLAMO PRIULI, DOGE LXXXIII (1559-1567) – OSELLA, ANNO III, 1561.
in argento, 9,58 gr. - Diam. 33,00 mm.
Dritto: San Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 604. CNI 177. Paolucci II 42. Molto rara. Lievi graffietti al D/. m.BB/q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 50.
BASE D’ASTA € 800
365
OSELLE DI VENEZIA
GIROLAMO PRIULI, DOGE LXXXIII (1559-1567) – OSELLA, ANNO IX, 1567.
in argento, 9,64 gr. - Diam. 33,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono a baldacchino porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 610. CNI 193. Paolucci II 48. Molto rara. Lievi tracce di vecchia pulizia. m.BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste
Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 60.
BASE D’ASTA € 500
366
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO LOREDAN, DOGE LXXXIV (1567-1570) – OSELLA, ANNO I, 1568.
in argento, 9,54 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San. Marco assiso in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 644. CNI 76. Paolucci II 49. Rarissima. Bella patina di vecchia raccolta. Segnetti al /R. m.MB/q.BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 61.
BASE D’ASTA € 300
367
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO LOREDAN, DOGE LXXXIV (1567-1570) – OSELLA, ANNO II, 1569.
in argento, 9,52 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San. Marco assiso in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 645. CNI 77. Paolucci II 50. Molto rara. Lievi graffietti. q.BB.
BASE D’ASTA € 300
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE I MOCENIGO, DOGE LXXXV (1570-1577) – OSELLA, ANNO II, 1571.
in argento, 9,46 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San. Marco assiso in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con entrambe le mani. Lungo l’asta DVX;Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 692. CNI 237. Paolucci II 52. Estremamente rara. BB.
BASE D’ASTA € 600
Possiamo definire questa osella come la prima vera moneta commemorativa coniata dalla Serenissima in occasione della vittoria ottenuta dalla Lega Santa contro le truppe Ottomane a Lepanto. Si tratta quindi di un esemplare di grande interesse storico e collezionistico. La guerra contro i Turchi ebbe un esito paradossale; con una vittoria militare ma una sconfitta politica per Venezia. Alla fine del regno di Solimano il Magnifico giunse a Costantinopoli Joseph Naci, ricco ebreo cristianizzato, fuggito dall’Europa occidentale. Respinto da Venezia, fu invece accolto dal sultano come banchiere e consigliere, ottenendo il titolo di duca di Nasso. Divenuto influente sotto Selim II, Naci promosse azioni ostili contro Venezia e favorì il progetto di conquista di Cipro, isola destinata (nei suoi piani) a ospitare colonie ebraiche. Nel 1570 Selim II ne pretese la cessione; al rifiuto veneziano seguì la guerra. I Turchi invasero Cipro: Nicosia cadde nel

settembre 1570 e Famagosta, dopo un lungo assedio, fu presa nell’agosto 1571 con la brutale uccisione del governatore Marcantonio Bragadin. Nel frattempo Venezia aveva formato una lega cristiana. Il 7 ottobre 1571, presso Lepanto, la flotta alleata, guidata da Don Giovanni d’Austria, Sebastiano Venier e Marcantonio Colonna, sconfisse quella ottomana grazie alla superiorità tattica e all’impiego di 6 galeazze veneziane armate ciascina con 22 grossi cannoni a lunga gittata e 300 archibugi in postazione. Gli Ottomani subirono perdite importanti e circa 15.000 schiavi cristiani furono liberati.
Nonostante il trionfo, la vittoria non ebbe effetti duraturi. Gli alleati si disinteressarono del Mediterraneo orientale e Venezia rimase sola e indebolita. Nel 1573 fu costretta a una pace separata, perdendo definitivamente Cipro e vedendo compromesso il proprio prestigio internazionale.
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE I MOCENIGO, DOGE LXXXV (1570-1577) – LOTTO MULTIPLO DI DUE OSELLE (ANNI III E VII). in argento, 18,76 gr. (totale). Montenegro 693 (Molto rara), 697 (Molto rara). L’esemplare dell’anno III, proveniente dalla nostra asta Finarte 208 del maggio 1975, è forata. Conservazioni rispettivamente q.BB e MB.
BASE D’ASTA € 400
370
OSELLE DI VENEZIA
SEBASTIANO VENIER, DOGE LXXXVI (1577-1578) – OSELLA, ANNO I, 1577.
in argento, 9,58 gr. - Diam. 34,50 mm.
Dritto: San. Marco seduto in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che tiene in mano una palma. Sopra il Doge un angelo scendente che gli impone il corno dogale; - Rovescio: Veduta a volo d’uccello della città sovrastata dalla figura del Signore benedicente. Montenegro 720. CNI 104. Paolucci II 60. Rarissima. Affascinante esemplare.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 1.000
Sebastiano Venier fu figura di primo piano nella politica e nelle campagne militari veneziane in Levante, distinguendosi fino a raggiungere la prestigiosa magistratura di Procuratore di San Marco. Il suo ruolo nella battaglia di Lepanto fu determinante; durante lo scontro riportò una grave ferita che ne compromise definitivamente la deambulazione. Il rientro a Venezia fu segnato da manifestazioni di entusiasmo senza precedenti e, in breve tempo, la Repubblica lo elesse Doge con consenso unanime. L’osella commemora l’impresa di Lepanto attraverso un ricco linguaggio simbolico: Venier è rappresentato mentre regge un ramo di palma, emblema di concordia, nel momento in cui un angelo gli conferisce il corno dogale come riconoscimento del trionfo ottenuto.

Il rovescio richiama invece la solenne cerimonia religiosa di ringraziamento tenutasi il 21 luglio 1577, che segnò la fine di una lunga epidemia di peste, senza dubbio uno dei periodi più drammatici vissuti dalla città. Il testo della legenda riecheggia un versetto del Te Deum, «fiat misericordia tua, Domine, super nos», invocazione di misericordia legata alla fine della calamità.
Questa affascinante osella si caratterizza anche per avere la più antica veduta della città raffigurata su una moneta: al molo della piazzetta sono attraccate alcune galere; nella Piazza, sul lato opposto alla basilica, si osserva la cupola sansovinesca della chiesa abbattuta per dar luogo alle Procuratie.
371
OSELLE DI VENEZIA
NICOLO’ DA PONTE, DOGE LXXXVII (1578-1585) – LOTTO DI DUE OSELLE (ANNO I E II).
in argento, 17,60 gr. (totale).
Dritto: San. Marco seduto su trono a cattedra, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo, dietro al Doge gli impone il corno dogale; - Rovescio: San Giuseppe stante, tiene in mano un ramo fiorito.
Montenegro 795 (Molto rara), 796 (Molto rara).
L’esemplare anno I è stato acquistato da Numismatica Rinaldi nell’aprile 1974.
Conservazioni q.BB e B/MB.
BASE D’ASTA € 300
372
OSELLE DI VENEZIA
NICOLO’ DA PONTE, DOGE LXXXVII (1578-1585) – OSELLA, ANNO III, 1580.
in argento, 9,66 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono a cattedra, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo, dietro al Doge gli impone il corno dogale; - Rovescio: San Giuseppe stante, tiene in mano un ramo fiorito.
Montenegro 797. CNI 320. Paolucci II 63. Molto rara.
Di buona qualità.
Praticamente SPL.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 751 del 9 e 10 ottobre 1990, lotto 545.
BASE D’ASTA € 600
373
OSELLE DI VENEZIA
NICOLO’ DA PONTE, DOGE LXXXVII (1578-1585) – OSELLA, ANNO IV, 1581.
in argento, 9,62 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono a cattedra, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo, dietro al Doge gli impone il corno dogale; - Rovescio: San Giuseppe stante, tiene in mano un ramo fiorito.
Montenegro 798. CNI 325. Paolucci II 64. Molto rara.
Tracce di vecchia pulizia. q.SPL.
Proveniente dalla raccolta di Oselle di Venezia messa all’incanto da Italphil il 30 aprile 1986, lotto 628.
BASE D’ASTA € 400
374
OSELLE DI VENEZIA
PASQUALE CICOGNA, DOGE LXXXVIII (1585-1595) – OSELLA, ANNO III, 1587.
in argento, 9,60 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo in volo sopra le figure impone al Doge il corno dogale; - Rovescio: Le tre croci del Calvario. Montenegro 905. CNI 343. Paolucci II 70. Molto rara. Graffietti al D/. Principio di delicata patina. m.MB/q.BB.
BASE D’ASTA € 200
375
OSELLE DI VENEZIA
PASQUALE CICOGNA, DOGE LXXXVIII (1585-1595) – OSELLA, ANNO VI, 1590. in argento, 9,68 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo in volo sopra le figure impone al Doge il corno dogale; - Rovescio: Le tre croci del Calvario. Montenegro 908. CNI 352. Paolucci II 73. Molto rara. Lievissime tracce di vecchia pulizia e ondulazione. Gradevole patina iridescente.
Bel BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 385 dell’11 e 12 novembre 1981, lotto 628.
BASE D’ASTA € 300
376
OSELLE DI VENEZIA
PASQUALE CICOGNA, DOGE LXXXVIII (1585-1595) – LOTTO DI TRE OSELLE (ANNI II, IX, X). in argento, 27,02 gr. (totale).
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Un angelo in volo sopra le figure impone al Doge il corno dogale; - Rovescio: Le tre croci del Calvario. Montenegro 904 (Molto rara), 911 (Molto rara), 912 (Molto rara). Esemplari forati o provenienti da montatura. Conservazioni da B a MB.
BASE D’ASTA € 200
377
OSELLE DI VENEZIA
MARINO GRIMANI, DOGE LXXXIX (1595-1605) – OSELLA, ANNO III, 1597.
in argento, 9,62 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: Il Redentore seduto in trono, consegna lo stendardo al Doge e lo benedice; - Rovescio: Il leone di San Marco, rampante, tiene nella zampa anteriore la croce. Sigle M V (Matteo Vitturi, massaro).
Montenegro 1021. CNI 325. Paolucci II 80. Molto rara.
Bella patina di vecchia raccolta. Graffietto al D/. BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste
Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 112.
BASE D’ASTA € 300
378
OSELLE DI VENEZIA
MARINO GRIMANI, DOGE LXXXIX (1595-1605) – OSELLA, ANNO IV, 1598.
in argento, 9,37 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: Il Redentore seduto in trono, consegna lo stendardo al Doge e lo benedice; - Rovescio: Il leone di San Marco, rampante, tiene nella zampa anteriore la croce. Sigle A M (Andrea Morosini, massaro).
Montenegro 1022. Paolucci II 81. Molto rara.
Foro otturato.
q.BB/m.MB.
BASE D’ASTA € 150
379
OSELLE DI VENEZIA
MARINA MOROSINI GRIMANI (MOGLIE DEL DOGE MARINO GRIMANI) – MEDAGLIA DELL’INCORONAZIONE, 1597. in argento, 14,35 gr. - Diam. 30,00 mm.
Dritto: Busto della Dogaressa con il corno dogale, volto a sinistra;Rovescio: Scritta in sei righe racchiusa da una corona di alloro. Montenegro 1031. CNI 348. Paolucci II 285. Rarissima. Esemplare proveniente da montatura.
MB.
BASE D’ASTA € 800
380
OSELLE DI VENEZIA
LEONARDO DONA’, DOGE XC (1606-1612) – OSELLA, ANNO I, 1606.
in argento, 9,48 gr. - Diam. 38,50 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle Z L (Zuane Loredan, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1108. CNI 150. Paolucci II 89. Molto rara. Tracce di vecchia pulizia. BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 232 del 25 e 26 maggio 1976, lotto 78.
BASE D’ASTA € 300
381
OSELLE DI VENEZIA
LEONARDO DONA’, DOGE XC (1606-1612) – OSELLA, ANNO III, 1608. in argento, 9,58 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle C P (Costantino Pasqualigo, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1110. CNI 155. Paolucci II 91. Molto rara. Ottimo esemplare, con delicata patina. m.BB/q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 131.
BASE D’ASTA € 400
OSELLE DI VENEZIA
LEONARDO DONA’, DOGE XC (1606-1612) – OSELLA, ANNO V, 1610. in argento, 9.32 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle P C (Paolo Contarini, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1112. CNI 166. Paolucci II 93. Molto rara. Forata.
m.MB.
BASE D’ASTA € 150
Questa affascinante osella nasce in un periodo in cui Venezia si trova al centro di un duro confronto con la Chiesa di Roma. La Repubblica, gelosa della propria autonomia, aveva da sempre stabilito che anche il clero dovesse sottostare alle leggi dello Stato, una posizione che nel tempo aveva generato attriti sempre più evidenti. All’inizio del Seicento, queste tensioni si tradussero in una serie di provvedimenti volti a limitare l’influenza ecclesiastica: prima venne imposto il controllo statale sulla costruzione di nuovi edifici religiosi, poi furono bloccati i trasferimenti di beni e ricchezze verso enti della Chiesa. A Roma, papa Paolo V interpretò queste decisioni come una sfida diretta alla sua autorità. La situazione precipitò quando un religioso veneziano venne arrestato dalle autorità civili. Il Pontefice reagì con fermezza, pretendendo l’immediata liberazione del sacerdote e l’annullamento delle leggi considerate ostili alla Chiesa. Venezia, però, non fece marcia indietro: anzi, le magistrature repubblicane rafforzarono la propria posizione procedendo all’arresto di un secondo esponente del clero, accusato di gravi reati e di comportamenti incompatibili con il suo ruolo.


Questo scontro segnò una rottura senza precedenti nei rapporti tra la Serenissima e il Papato. Paolo V rispose preparando due documenti ufficiali indirizzati al Doge, nei quali ribadiva le sue richieste e contestava il diritto dello Stato veneziano di giudicare gli ecclesiastici. Tuttavia, eventi imprevisti rallentarono il confronto: la morte del doge Marino Grimani costrinse a rimandare la consegna degli atti pontifici.
Con l’ascesa al dogato di Leonardo Donà, esperto conoscitore degli equilibri romani ma deciso a difendere l’indipendenza della Repubblica, la questione fu affrontata sul piano giuridico e politico. Il governo veneziano si affidò al parere di Paolo Sarpi, frate e studioso di grande prestigio, incaricato di valutare la legittimità delle pretese papali. Le sue conclusioni convinsero il Senato che Venezia avesse agito nel pieno rispetto delle proprie prerogative.
La risposta di Roma non si fece attendere: nel aprile del 1606 il Papa emanò un provvedimento solenne che condannava ufficialmente l’atteggiamento della Repubblica, portando lo scontro tra potere civile e autorità religiosa al suo punto più alto.
383
OSELLE DI VENEZIA
LEONARDO DONA’, DOGE XC (1606-1612) – OSELLA, ANNO VI, 1611.
in argento, 9,20 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle P C (Paolo Contarini, massaro); - Rovescio: San Marco con a fianco il leone, consegna la spada alla Giustizia coronata con la bilancia in mano. Montenegro 1113. CNI 168. Paolucci II 94. Molto rara. Lievissima tosatura, vecchie tracce di pulizia. m.MB.
Acquistata privatamente da Numismatica Rinaldi nell’aprile 1974.
BASE D’ASTA € 200
384
OSELLE DI VENEZIA
MARC’ANTONIO MEMMO, DOGE XCI (1612-1615) – OSELLA, ANNO I, 1612.
in argento, 9,50 gr. - Diam. 34,00 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle B M (Bernardo Morosini, massaro); - Rovescio: Il Salvatore stante, rivolto a destra, benedicente. Montenegro 1161. CNI 86. Paolucci II 95. Molto rara. q.BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 137.
BASE D’ASTA € 250
385
OSELLE DI VENEZIA GIOVANNI BEMBO, DOGE XCII (1615-1618) – OSELLA, ANNO I, 1615.
in argento, 9,60 gr. - Diam. 38,00 mm.
Dritto: San. Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Dietro al Doge la figura stante del Vescovo San Leone Bembo, che appoggia la mano sulla spalla. All’esergo le sigle V E (Vincenzo Emo, massaro); - Rovescio: Il Doge armato, inginocchiato su un cuscino, tende le braccia verso il Cristo risorto. Una colomba in volo gli porge il corno dogale stretto nel becco; sul fondo una galera. Montenegro 1201. CNI 88. Paolucci II 98. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta.
q.SPL
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 143.
BASE D’ASTA € 400
386
OSELLE DI VENEZIA
ANTONIO PRIULI, DOGE XCIV (1618-1623) – OSELLA, ANNO I, 1618.
in argento, 9,40 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle T B (Tommaso Bragadin, massaro); - Rovescio: Il Doge in ginocchio, orante, alza lo sguardo verso la figura della Madonna sopra di lui, con un angelo. Davanti al Doge la personificazione di Venezia che gli porge il corno dogale.
Montenegro 1318. CNI 251. Paolucci II 101. Molto rara. Probabile provenienza da montatura. MB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 208 del 15 e 16 maggio 1975, lotto 424.
BASE D’ASTA € 200
387
OSELLE DI VENEZIA
ANTONIO PRIULI, DOGE XCIV (1618-1623) – OSELLA, ANNO II, 1619.
in argento, 9,72 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle I R (Jacopo Renier, massaro); - Rovescio: La Religione tiene con una mano la croce e indica con l’altra una nube da cui discendono raggi di sole.
Montenegro 1319. CNI 255. Paolucci II 102. Molto rara.
Bella patina di vecchia raccolta.
q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 149
BASE D’ASTA € 500
388
OSELLE DI VENEZIA
ANTONIO PRIULI, DOGE XCIV (1618-1623) – OSELLA, ANNO V, 1622.
in argento, 9,30 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle Z A V (Zan Antonio Venier, massaro);Rovescio: Cristo risorto regge lo stendardo con a fianco il leone alato.
Montenegro 1322. CNI 266. Paolucci II 105. Molto rara. Segnetto al ciglio. Lievi ossidazioni. MB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 208 del 15 e 16 maggio 1975, lotto 425.
BASE D’ASTA € 200
389
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO CONTARINI, DOGE XCV (1623-1624) – OSELLA, ANNO I, 1623.
in argento, 9,58 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione su sei righe, entro cerchio perlinato.
Montenegro 1374. CNI 127. Paolucci II 106. Molto rara. BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 157.
BASE D’ASTA € 300
390
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO CONTARINI, DOGE XCV (1623-1624) – OSELLA, ANNO II, 1624.
in argento, 9,27 gr. - Diam. 34,50 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. Lungo l’asta DVX; - Rovescio: Iscrizione su sei righe, entro cerchio perlinato.
Montenegro 1375. CNI 132. Paolucci II 107. Rarissima. m.MB/q.BB.
BASE D’ASTA € 200
391
OSELLE DI VENEZIA GIOVANNI I CORNER, DOGE XCVI (1625-1629) – OSELLA, ANNO I, 1625.
in argento, 9,55 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle D M (Domenico Molin, massaro);Rovescio: Il Doge inginocchiato davanti ad altare.
Montenegro 1450. CNI 202. Paolucci II 108. Molto rara. Lieve ondulazione marginale. q.BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 309 del 3 e 4 maggio 1979, lotto 668.
BASE D’ASTA € 200
392
OSELLE DI VENEZIA
NICOLO’ CONTARINI, DOGE XCVII (1630-1631) – OSELLA, ANNO I, 1630. in argento, 9,28 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle V M (Urbano Malipiero, massaro); - Rovescio: Il Doge inginocchiato davanti al portale di una chiesa rinascimentale, sopra il portale la Vergine con il Bambino. Montenegro 1499. CNI 83. Paolucci II 113. Rarissima. MB.
BASE D’ASTA € 300
“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia”.
Con queste parole Alessandro Manzoni apre il capitolo XXXI del suo capolavoro I Promessi Sposi, quello in cui racconta la tragedia della peste che colpì Milano a partire dalla fine del 1629, nota ai più come “peste manzoniana”.
In seguito allo scoppio della guerra di successione di Mantova e del Monferrato, le truppe imperiali composte dai lanzichenecchi diffusero il morbo nel Ducato di Milano, che ne fu inizialmente l’epicentro.
Nel 1630 anche la città di Venezia fu colpita dalla devastante epidemia di peste bubbonica che causò la morte di oltre 40.000 abitanti, circa un terzo della popolazione.
Per volontà del Doge Nicolò Contarini, del Patriarca Giovanni Tiepolo e con decreto del Senato, si decise di erigere una chiesa votiva dedicata alla Madonna della Salute, invocandone l’intercessione per la cessazione del morbo.
Destinata a sorgere presso la confluenza tra il Canal Grande e il Canale della Giudecca, il progetto fu affidato all’architetto Baldassarre Longhena. L’opera, iniziata nel 1631, venne portata a compimento nel 1687, divenendo uno dei simboli più suggestivi della città.
393
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO ERIZZO, DOGE XCVIII (1631-1646) - OSELLA, ANNO IX, 1639. in argento, 9,61 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Iscrizione in sei righe entro un grande scudo ornato, retto da un leone alato e nimbato, di fronte. All’esergo le sigle Z L (Zuane Loredan, massaro); - Rovescio: Il Doge inginocchiato davanti ad altare. Montenegro 1617. CNI 342. Paolucci II 122. Molto rara. Proveniente da montatura. Abili ritocchi sui fondi.
m.MB
Proveniente dalla nostra asta Finarte 385 dell’11 e 12 novembre 1981, lotto 637.
BASE D’ASTA € 100
394
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO MOLIN, DOGE XCIX (1646-1655) - OSELLA, ANNO VII, 1652. in argento, 9,38 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: Dietro San Marco sta Sant’Antonio da Padova con un giglio in mano. Di fronte il Doge in ginocchio che riceve lo stendardo; all’esergo Z A S (Zan Antonio Semitecolo, massaro) - Rovescio: La rappresentazione del passaggio degli ebrei attraverso il Mar rosso.
Montenegro 1700. CNI 158. Paolucci II 135. Molto rara.
Lievi graffietti al /R.
m.MB
Proveniente dalla nostra asta Finarte 385 dell’11 e 12 novembre 1981, lotto 638.
BASE D’ASTA € 150
395
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO MOLIN, DOGE XCIX (1646-1655) - OSELLA, ANNO VIII, 1653. in argento, 9,49 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: Dietro San Marco sta Sant’Antonio da Padova con un giglio in mano. Di fronte il Doge in ginocchio che riceve lo stendardo; all’esergo F R (Francesco da Riva, massaro) - Rovescio: Una chiesa davanti alla quale arde un fuoco scaturito dal terreno mentre il sole vi dirige i suoi raggi. Montenegro 1701. CNI 161. Paolucci II 136. Molto rara. m.MB.
BASE D’ASTA € 150
396
OSELLE DI VENEZIA
VARI DOGI (FRANCESCO ERIZZO, FRANCESCO MOLIN) –LOTTO DI DUE OSELLE (AN. 1636 E 1646). in argento, 16,83 gr. (totale).
Montenegro 1614 (Molto raro), 1694 (Rara). Esemplari tosati.
Conservazioni B/MB e q.MB.
BASE D’ASTA € 100
397
OSELLE DI VENEZIA
CARLO CONTARINI, DOGE C (1655-1656) – OSELLA, ANNO I, 1655. in argento, 8,96 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San Marco seduto su trono, porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano. All’esergo le sigle F C (Francesco Corner, massaro); - Rovescio: Un girasole aperto. Montenegro 1726. CNI 44. Paolucci II 138. Molto rara. Lieve tosatura. Principio di patina iridescente. MB.
BASE D’ASTA € 150
OSELLE DI VENEZIA
BERTUCCI VALIER, DOGE CII (1656-1658) – OSELLA, ANNO I, 1656. in argento, 9,66 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo F C (Francesco Corner, massaro); - Rovescio: L’aquila, simboleggiante Venezia, combatte contro il drago, simboleggiante l’Impero Ottomano. Montenegro 1779. CNI 86. Paolucci II 139. Molto rara. Bella patina di vecchia raccolta. q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 207.
BASE D’ASTA € 500
Questa affascinante osella simboleggia la vittoria navale della Serenissima nella terza battaglia dei Dardanelli. Il 26 giugno 1656 il capitano da mar Lorenzo Marcello, sebbene al comando di una flotta in netta inferiorità numerica rispetto alle navi ottomane guidate da Kenhan Pashà, attraverso il suo eroico sacrificio riuscì a respingere il nemico e a infliggere una completa disfatta alla flotta turca, tanto che per poco non si aprì la via del porto di Istanbul alle navi veneziane.
La vittoria permise ai Veneziani di occupare le importanti isole di Tenedo e Lemno, stabilendo così la possibilità di un blocco permanente dello Stretto dei Dardanelli.
In onore di questo evento, il Doge e il Senato indissero una grande festa e una solenne processione con visita alla chiesa, alla quale parteciparono anche tutti gli ambasciatori.
399
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI PESARO, DOGE CIII (1658-1659) – OSELLA, ANNO I, 1658.
in argento, 9,50 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo N C (Nicolò Contarini, massaro). -
Rovescio: La Religione con croce e turibolo a fianco della Costanza con elmo e lancia.
Montenegro 1812. CNI 63. Paolucci II 141. Molto rara. Bel BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 209.
BASE D’ASTA € 300
400
OSELLE DI VENEZIA
DOMENICO CONTARINI, DOGE CIV (1659-1675) – OSELLA, ANNO X, 1668.
in argento, 9,35 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo L P (Lorenzo Pisani, massaro). -
Rovescio: Grande stella, al centro della quale troneggia la Beata Vergine con il Bambino in braccio.
Montenegro 1935. CNI 330. Paolucci II 151. Molto rara. MB.
BASE D’ASTA € 150
402
OSELLE DI VENEZIA
DOMENICO CONTARINI, DOGE CIV (1659-1675) – OSELLA, ANNO XII, 1670. in argento, 9,00 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo Z Q (Zuane Querini, massaro).Rovescio: La Giustizia, con spada e bilancia, seduta tra due leoni. Montenegro 1937. CNI 333. Paolucci II 153. Rara. MB.
BASE D’ASTA € 150
OSELLE DI VENEZIA
DOMENICO CONTARINI, DOGE CIV (1659-1675) – OSELLA, ANNO XI, 1669. in argento, 9,63 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo Z Q (Zuane Querini, massaro). -
Rovescio: La Giustizia, con spada e bilancia, seduta tra due leoni. Montenegro 1936. CNI 331. Paolucci II 152. Rara. m.BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 309 del maggio 1979, lott 679.
BASE D’ASTA € 300
403
OSELLE DI VENEZIA
DOMENICO CONTARINI, DOGE CIV (1659-1675) – OSELLA, ANNO XV, 1673. in argento, 9,36 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo P Z 6 (Pietro Zaguri, 6° massaro).Rovescio: La Giustizia, con spada e bilancia, seduta tra due leoni. Montenegro 1940. CNI 341. Paolucci II 156. Rara. MB.
BASE D’ASTA € 150
404
OSELLE DI VENEZIA
DOMENICO CONTARINI, DOGE CIV (1659-1675) – LOTTO DI DUE OSELLE (ANNI VIII E XIII). in argento, 17,19 gr. (totale).
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. - Rovescio: La Giustizia, con spada e bilancia, seduta tra due leoni. Montenegro 1933 (Rara), 1938 (Rara).
Esemplare anno XIII pesantemente tosato (7,82 gr.). MB e B.
BASE D’ASTA € 150
405
OSELLE DI VENEZIA
NICOLO’ SAGREDO, DOGE CV (1675-1676) – OSELLA, ANNO I, 1675.
in argento, 9,52 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo G D (Giulio Donà, massaro). -
Rovescio: Sopra il globo terrestre cinque stelle, al di sopra delle quali una parte dello zodiaco raffiguranti i segni della Vergine, Bilancia e Scorpione. Montenegro 1976. CNI 85. Paolucci II 158. Molto rara. Lievi tracce di pulizia. m.BB.
Proveniente dalla prestigiosa asta Montenapoleone 9 del 3 e 4 maggio 1989, lotto 517.
BASE D’ASTA € 300
406
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE CONTARINI, DOGE CVI (1676-1684) – OSELLA, ANNO III, 1678.
in argento, 9,25 gr. - Diam. 35,50 mm. Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo M Q (Marchio Querini, massaro);Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 2049. CNI 177. Paolucci II 161. Rara. q.BB.
Proveniente dalla raccolta di Oselle di Venezia messa all’incanto da Italphil il 30 aprile 1986, lotto 686.
BASE D’ASTA € 200
407
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE CONTARINI, DOGE CVI (1676-1684) – OSELLA, ANNO IV, 1679.
in argento, 9,58 gr. - Diam. 35,50 mm. Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo G Z (Gerolamo Zorzi, massaro).Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 2050. CNI 180. Paolucci II 162. Rara. Buon BB.
Proveniente dalla prestigiosa Collezione di monete Veneziane messa all’incanto nella nostra asta Finarte 843 dell’11 e 12 novembre 1992, lotto 608.
BASE D’ASTA € 300
408
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE CONTARINI, DOGE CVI (1676-1684) – OSELLA, ANNO VI, 1681.
in argento, 9,29 gr. - Diam. 35,00 mm. Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo G M (Girolamo Marcello, massaro).Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 2052. CNI 186. Paolucci II 164. Rara. Insignificante tosatura. MB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 371.
BASE D’ASTA € 150
409
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE CONTARINI, DOGE CVI (1676-1684) – OSELLA, ANNO VII, 1682. in argento, 9,17 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco benedicente, seduto in trono, consegna al Doge genuflesso lo stendardo. All’esergo N D (Nicolò Donà, massaro).Rovescio: Iscrizione in sei righe, entro cerchio a perline. Montenegro 2053. CNI 189. Paolucci II 165. Rara. MB.
Acquistata privatamente da Numismatica Rinaldi nel febbraio 1972.
BASE D’ASTA € 150
410
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE CONTARINI, DOGE CVI (1676-1684) – LOTTO DI QUATTRO OSELLE (ANNO I, II, V, VIII). in argento, 36,85 gr. (totale).
Montenegro 2047 (Rara), 2048 (Rara), 2051 (Rara), 2054 (Rara).
Alcuni esemplari leggermente tosati. Conservazioni da q.MB a MB.
BASE D’ASTA € 300
OSELLE DI VENEZIA
MARCANTONIO GIUSTINIAN, DOGE CVII (1684-1688)OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO I, 1684. in oro, 13,90 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso; - Rovescio: Veduta della piazzetta di San Marco col campanile e della riva del molo con navi; un angelo vola verso casa Giustiniani. Montenegro 2088. CNI 75. Paolucci II 331. Della massima rarità. Bell’esemplare, di qualità del tutto inusuale per il tipo di moneta. q.SPL.
Si allega cartellino di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 4.000
412
OSELLE DI VENEZIA
MARCANTONIO GIUSTINIAN, DOGE CVII (1684-1688) -
OSELLA, ANNO I, 1684. in argento, 8,32 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso; - Rovescio: Veduta della piazzetta di San Marco col campanile e della riva del molo con navi; un angelo vola verso casa Giustiniani. Montenegro 2092. CNI manca. Paolucci II 170. Rarissima. Tosata.
q.MB.
BASE D’ASTA € 100
414
OSELLE DI VENEZIA MARCANTONIO GIUSTINIAN, DOGE CVII (1684-1688) -
OSELLA, ANNO IV, 1687.
in argento, 9,10 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso; - Rovescio: Leone di San Marco, ritto sulle zampe posteriori, appoggiato con una zampa anteriore ad un grande palmizio, con l’altra ne tiene in mano uno dei rami. All’esergo sigle L P (Lunardo Pisani, massaro).
Montenegro 2095. CNI 82. Paolucci II 162. Molto rara. BB.
BASE D’ASTA € 300
413
OSELLE DI VENEZIA
MARCANTONIO GIUSTINIAN, DOGE CVII (1684-1688) -
OSELLA, ANNO III, 1686. in argento, 9,44 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge con la destra il vessillo al Doge, genuflesso, all’esergo sigle Z A B (Zan Antonio Bembo, massaro);Rovescio: Librato sulla penisola della Morea, Iddio lancia fulmini sulla Mezzaluna.
Montenegro 2094. CNI 80. Paolucci II 169. Rarissima. m.MB/q.BB.
BASE D’ASTA € 150
415
OSELLE DI VENEZIA FRANCESCO MOROSINI, DOGE CVIII (1688-1694) – OSELLA, ANNO III, 1690.
in argento, 9,32 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano, all’esergo sigle P P (Paolo Pisani, massaro);Rovescio: Spada posta orizzontalmente con sopra il berretto dogale. Montenegro 2150. Paolucci 173. Molto rara. m.MB
BASE D’ASTA € 250
416
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO MOROSINI, DOGE CVIII (1688-1694) – OSELLA, ANNO IV, 1691.
in argento, 9,67 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano, all’esergo sigle I B (Iseppo Baseggio, massaro);Rovescio: Busto del Doge, ornato delle insegne di Capitano Generale da Mar, posto su uno zoccolo decorato da trofei. Montenegro 2151. CNI 120. Paolucci II 174. Molto rara. BB.
BASE D’ASTA € 250
417
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO MOROSINI, DOGE CVIII (1688-1694) – OSELLA, ANNO V, 1692. in argento, 9,61 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano, all’esergo sigle G M (Gerolamo Malipiero, massaro);Rovescio: Braccio loricato che stringe vari tipi di armi. Montenegro 2152. CNI 124. Paolucci II 175. Molto rara Bel BB.
BASE D’ASTA € 250
418
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO MOROSINI, DOGE CVIII (1688-1694) – OSELLA, ANNO VI, 1693.
in argento, 9,60 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano; - Rovescio: Quattro bastioni di comando e quattro berrette da condottiero; sopra, il corno dogale. All’esergo sigle Z R (Zuane Riva, massaro).
Montenegro 2153. CNI 127. Paolucci II 176. Molto rara.
Lieve frattura al bordo. BB.
Proveniente dall’asta Aes Rude del 3 e 4 novembre 1978, lotto 1086.
BASE D’ASTA € 250
OSELLE DI VENEZIA
SILVESTRO VALIER, DOGE CIX (1694-1700) – OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO I, 1694. in oro, 13,85 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso; - Rovescio: Due piante di lauro sopra le quali un’aquila coronata, in volo, con nastro nel becco.
Montenegro 2208. CNI manca. Paolucci II 343. Estremamente rara. Proveniente da montatura. Lievi ondulazioni. BB.
Commemora la conquista di Chios nell’arcipelago greco e di Narento in Dalmazia il 7 settembre 1694.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 271.
BASE D’ASTA € 3.000
OSELLE DI VENEZIA
SILVESTRO VALIER, DOGE (1694-1700) – OSELLA, ANNO I, 1694.
in argento, 9,63 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso;Rovescio: Due piante di lauro sopra le quali un’aquila coronata, in volo, con nastro nel becco.
Montenegro 2216. CNI 119. Paolucci II 177. Rara. Gradevole esemplare.
m.BB.
Proveniente dalla prestigiosa Collezione di monete Veneziane messa all’incanto nella nostra asta Finarte 843 dell’11 e 12 novembre 1992, lotto 624.
BASE D’ASTA € 300
OSELLE DI VENEZIA
SILVESTRO VALIER, DOGE CIX (1694-1700) – OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO II, 1695. in oro, 13,90 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso;Rovescio: Due aquile coronate dal corno ducale che volano verso il sole. Montenegro 2210. CNI manca. Paolucci II 345. Della massima rarità. Lievi debolezze e ondulazioni. Gradevole esemplare. BB.
Acquistata privatamente da Numismatica Busi di Bologna nel 1939.
BASE D’ASTA € 3.000
OSELLE DI VENEZIA
SILVESTRO VALIER, DOGE CIX (1694-1700) – OSELLA, ANNO II, 1695.
in argento, 9,46 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso;Rovescio: Due aquile coronate dal corno ducale che volano verso il sole. Montenegro 2217. CNI 121. Paolucci II 178. Rara. Lievi colpetti nel campo. MB/BB.
BASE D’ASTA € 150
423
OSELLE DI VENEZIA
SILVESTRO VALIER, DOGE CIX (1694-1700) – OSELLA, ANNO III, 1696.
in argento, 9,50 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso;Rovescio: Sopra il globo terrestre un leone coperto di stelle, nella zampa anteriore stringe una spada.
Montenegro 2218. CNI 124. Paolucci II 179. Molto rara. q.BB/BB.
BASE D’ASTA € 200
424
OSELLE DI VENEZIA
SILVESTRO VALIER, DOGE CIX (1694-1700) – OSELLA, ANNO IV, 1697.
in argento, 9,02 gr. - Diam. 36,80 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano; - Rovescio: Braccio in armatura nella mano tiene una croce. In esergo sigle A B (Andrea Baffo, massaro).
Montenegro 2219. Paolucci 180. Rara. Lieve tosatura.
m.MB.
BASE D’ASTA € 100
425
OSELLE DI VENEZIA
SILVESTRO VALIER, DOGE CIX (1694-1700) – OSELLA, ANNO VI, 1699. in argento, 9,36 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso, che lo riceve con la mano; - Rovescio: Una colomba vola verso destra, con un ramo di olivo nel becco.
Montenegro 2221. Paolucci 182. Rara Lieve frattura del tondello. m.MB.
BASE D’ASTA € 100
426
OSELLE DI VENEZIA
ELISABETTA QUERINI VALIER (MOGLIE DEL DOGE SILVESTRO VALIER) – MEDAGLIA DELL’INCORONAZIONE, 1694.
in argento, 11,82 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Busto della Dogaressa con il corno dogale. Sotto le sigle I F N (Johannes Franz Neindiger, incisore); - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro corona d’alloro.
Montenegro 2225. CNI 132. Paolucci II 286. Estremamente rara. Appiccagnolo asportato. B/MB.
BASE D’ASTA € 400
427
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CX (1700-1709) – OSELLA, ANNO IV, 1703. in argento, 9,48 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle P B (Piero Basadonna, massaro); - Rovescio: Leone di San Marco che stringe nella zampa una spada. Montenegro 2291. CNI 111. Paolucci II 186. Molto rara. Vecchia pulizia. m.MB/q.BB.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 385 dell’11 e 12 novembre 1981, lotto 661.
BASE D’ASTA € 200
428
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CX (1700-1709) – OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO V, 1704. in oro, 13,95 gr. - Diam. 37,00 mm. Dritto: San. Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle P M (Piero Manolesso, massaro); - Rovescio: una mezzaluna nel cielo stellato guarda una rosa che campeggia al centro. Montenegro 2282. CNI 112. Paolucci II 356. Estremamente rara. Bellissimo esemplare, di qualità del tutto inusuale. m.SPL.
Acquistata privatamente da Numismatica Busi di Bologna nel 1939.
BASE D’ASTA € 8.000
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CX (1700-1709) – OSELLA, ANNO V, 1704. in argento, 9,55 gr. - Diam. 37,00 mm. Dritto: San. Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle P B (Piero Basadonna, massaro); - Rovescio: una mezzaluna nel cielo stellato guarda una rosa che campeggia al centro. Montenegro 2292. CNI 113. Paolucci II 187. Molto rara. MB/BB.
BASE D’ASTA € 150
430
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CX (1700-1709) – OSELLA, ANNO VI, 1705. in argento, 9,56 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle B C 2 (Benedetto Civran, secondo massaro); - Rovescio: Rosa fiorita attorniata da due arbusti sfogliati e intristiti dal gelo. Montenegro 2295. CNI 117. Paolucci II 188. Molto rara. BB.
BASE D’ASTA € 250
431
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CX (1700-1709) – OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO VII, 1706. in oro, 13,48 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle B G (Bernardo Gritti, massaro); - Rovescio: Grande nave da guerra con a poppa il leone di San Marco, in piedi con spada. Montenegro 2285. CNI 120. Paolucci II 360. Estremamente rara. Proveniente da montatura. Ondulazioni del tondello.
MB/q.BB
Acquistata privatamente da Numismatica Umberto Busi di Bologna nel 1939.
BASE D’ASTA € 2.000
432
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CX (1700-1709) – OSELLA, ANNO VIII, 1707. in argento, 9,73 gr. - Diam. 38,00 mm.
Dritto: San. Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle B G (Bernardo Gritti, massaro); - Rovescio: La giustizia seduta con bilancia e spada; appoggiata al suo grembo, la Pace sdraiata, con un ramo di ulivo nella mano.
Montenegro 2297. CNI 127. Paolucci II 190. Molto rara.
Di notevole conservazione.
m.SPL.
BASE D’ASTA € 500
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE II MOCENIGO, DOGE CX (1700-1709) – OSELLA, ANNO IX, 1708. in argento, 9,67 gr. - Diam. 38,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle B C 2° (Benedetto Civran, secondo massaro); - Rovescio: Grande rosa in fiore con spine accuminate.
Montenegro 2298. CNI 136. Paolucci II 191. Molto rara. Impercettibili hairlines al /R, altrimenti esemplare stato zecca. q.FDC.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 751 del 9 e 10 ottobre 1990, lotto 561.
BASE D’ASTA € 800
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) – OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO II, 1710. in oro, 13,78 gr. - Diam. 38,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, seduto con Vangelo tra le zampe; all’esergo sigle M A B (Marc’Antonio Bon, massaro); - Rovescio: iscrizione in sette righe, entro ghirlanda di palma e alloro.
Montenegro 2376. CNI 150. Paolucci II 363. Rarissima. Provenienza da incastonatura, ma esemplare gradevole con alti rilievi. BB/SPL.
Con questa osella il modello del D/ varia rispetto alla tradizionale impostazione con San Marco in trono che consegna lo stendardo al Doge inginocchiato. A partire quindi dall’anno 1710 l’osella assunse con frequenza l’aspetto di medaglia commemorativa pur rimanendo moneta ufficiale di cambio della Repubblica Veneta.
Acquistata privatamente da Numismatica Umberto Busi di Bologna nel 1944.
BASE D’ASTA € 4.000
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) – OSELLA DA 4
ZECCHINI, ANNO III, 1711. in oro, 13,97 gr. - Diam. 37,00 mm.
Diritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, stante a destra regge il Vangelo aperto con le zampe anteriori; sulla destra un castello arroccato su un monte. All’esergo sigle Z B V (Zuane Bartolomeo Vitturi, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe. Montenegro 2379. CNI manca. Paolucci II 366. Della massima rarità. q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 302.
BASE D’ASTA € 4.000
436
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) – OSELLA, ANNO III, 1711. in argento, 9,61 gr. - Diam. 36,50 mm.
Diritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, stante a destra regge il Vangelo aperto con le zampe anteriori; sulla destra un castello arroccato su un monte. All’esergo sigle Z B V (Zuane Bartolomeo Vitturi, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe. Montenegro 2394. CNI 154. Paolucci II 194. Molto rara. Graffi sui fondi. q.BB.
BASE D’ASTA € 100
437
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) –OSELLA, ANNO IV, 1712. in argento, 9,77 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, seduto con Vangelo tra le zampe; all’esergo sigle Z B V (Zuane Bartolomeo Vitturi, massaro); - Rovescio: iscrizione in sette righe, entro ghirlanda di palma e alloro. Montenegro 2395. CNI 157. Paolucci II 195. Lievissime usuali debolezze di conio ma bellissimo esemplare con fondi lucenti e delicata patina. m.SPL/q.FDC.
Proveniente dall’asta Kunst und Munzen 18 dell’1, 2 e 3 giugno del 1978, lotto 1530
BASE D’ASTA € 800
438
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) – OSELLA, ANNO IX, 1717.
in argento, 9,75 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, seduto con Vangelo tra le zampe; all’esergo sigle M B (Marino Bembo, massaro); - Rovescio: iscrizione in sette righe, entro corona d’alloro, legata in basso con fiocco.
Montenegro 2400. CNI 173. Paolucci II 200. Rara. BB/SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste
Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 313.
BASE D’ASTA € 400
439
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) – OSELLA, ANNO X, 1718.
in argento, 9,45 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, seduto con Vangelo tra le zampe; all’esergo sigle A P (Alvise Pizzamano, massaro); - Rovescio: iscrizione in sette righe, entro corona d’alloro, legata in basso con fiocco. Montenegro 2401. CNI 177. Paolucci II 201. Rara. Lievi carenze di tondello. MB/BB.
BASE D’ASTA € 100
440
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) – OSELLA, ANNO XIII, 1721. in argento, 9,68 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, seduto con Vangelo tra le zampe; all’esergo sigle V A A M (Vettore Antonio Alvise Marcello, massaro); - Rovescio: iscrizione in sette righe, entro corona d’alloro, legata in basso con fiocco. Montenegro 2404. CNI 183. Paolucci II 204. Rara. m.BB.
BASE D’ASTA € 200
441
OSELLE DI VENEZIA
GIOVANNI II CORNER, DOGE CXI (1709-1722) – LOTTO DI QUATTRO OSELLE (ANNI II, VI, VII, XII). in argento, 35,83 gr. (totale).
Montenegro 2393 (Molto rara), 2397 (Molto rara), 2398 (Molto rara), 2403 (Rara). Alcuni esemplari provenienti da montatura, forati o tosati. Conservazioni da B/MB a m.MB.
BASE D’ASTA € 200
442
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE III MOCENIGO, DOGE CXII (1722-1732) – OSELLA, ANNO I, 1722. in argento, 9,50 gr. - Diam. 34,50 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso; - Rovescio: Venezia seduta, con corno ducale e scettro, afferra con la mano una pianta fiorita. Al suo fianco il leone di San Marco. Montenegro 2473. CNI 64. Paolucci II 205. Molto rara. BB.
BASE D’ASTA € 200
443
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE III MOCENIGO, DOGE CXII (1722-1732) – OSELLA, ANNO II, 1723.
in argento, 9,77 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso;Rovescio: Venezia seduta, con corona e scettro, inginocchiata davanti all’apparizione del Redentore tra nubi e un aureola ellittica di stelle; al suo fianco il leone alato e il corno dogale. Montenegro 2474. CNI 68. Paolucci II 206. Molto rara. Bei fondi lucenti.
SPL.
BASE D’ASTA € 300
444
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE III MOCENIGO, DOGE CXII (1722-1732) – OSELLA, ANNO III, 1724. in argento, 9,73 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle N B (Nicolò Bembo, massaro); - Rovescio: La Giustizia con spada e bilancia; al suo fianco il leone di San Marco sullo sfondo uno scorcio della Piazzetta.
Montenegro 2475. CNI 72. Paolucci II 207. Molto rara. Esemplare di conservazione eccezionale. q.FDC.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 323.
BASE D’ASTA € 600
445
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE III MOCENIGO, DOGE CXII (1722-1732) – OSELLA, ANNO IV, 1725.
in argento, 9,30 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle P A T (Pietro Antonio Trevisan, massaro); - Rovescio: Sul mare, percorso da varie navi, si erge su di un trono di Venezia, ornata di scettro e corno dogale. A fianco del trono il leone di San Marco. Montenegro 2476. CNI 74. Paolucci II 208. Molto rara. MB.
BASE D’ASTA € 100
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE III MOCENIGO, DOGE CXII (1722-1732) – OSELLA, ANNO V, 1726. in argento, 9,79 gr. - Diam. 38,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo sigle P Q (Piero Querini, massaro); - Rovescio: Galeone da guerra che scorta navi mercantili.
Montenegro 2477. CNI 80. Paolucci II 209. Molto rara. Bellissimo esemplare con delicata patina su fondi lucenti. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 400
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE III MOCENIGO, DOGE CXII (1722-1732) – OSELLA DA 3 ZECCHINI, ANNO IX, 1730. in oro, 10,33 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo le sigle G Z (Gerolamo Zolio, massaro); - Rovescio: La Giustizia, stante di fronte con corona radiata, bilancia e spada; a destra, il leone di San. Marco e a sinistra una pianta in fiore. Montenegro 2468. CNI manca. Paolucci II 389. Estremamente rara. m.BB/q.SPL.
Il rovescio di questa osella trae spunto dall’arresto di un nobile veneziano, che aveva rivestito la carica di ambasciatore alla corte imperiale di Vienna, dove si era compromesso. Trasferito come bailo a Costantinopoli per evitare l’incarcerazione, fu arrestato, su richiesta dell’ambasciatore imperiale, mentre era in procinto di imbarcarsi. L’istruttoria contro di lui portò al suo esonero. La rappresentazione della giustizia allude alla volontà del governo veneziano di osservare le regole del diritto anche all’estero.
Acquistata privatamente da Numismatica Rinaldi nel dicembre 1972.
BASE D’ASTA € 4.000
448
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE III MOCENIGO, DOGE CXII (1722-1732) – LOTTO DI DUE OSELLE (ANNI VI, VIII). in argento, 19,04 gr. (totale).
Montenegro 2478 (Molto rara), 2480 (Molto rara). m.MB (da montatura) e m.MB/q.BB (colpi nei campi).
BASE D’ASTA € 150
449
OSELLE DI VENEZIA
CARLO RUZZINI, DOGE CXIII (1732-1735) – OSELLA, ANNO I, 1732.
in argento, 9,56 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, seduto con Vangelo tra le zampe; - Rovescio: iscrizione in cinque righe coronata dal corno dogale e due rami. Sotto la scritta spuntano tre caducei.
Montenegro 2534. CNI 48. Paolucci II 215. Rara. m.MB.
BASE D’ASTA € 150
450
OSELLE DI VENEZIA
CARLO RUZZINI, DOGE CXIII (1732-1735) – OSELLA, ANNO II, 1733. in argento, 9,76 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, verso sinistra, con Vangelo tra le zampe anteriori. All’esergo sigle B Z (Bartolomeo Zen, massaro); - Rovescio: Urna riccamente ornata con corno dogale, sopra la quale si libra una colomba rappresentante lo Spirito Santo.
Montenegro 2535. CNI 50. Paolucci II 216. Rara. q.SPL.
BASE D’ASTA € 250
451
OSELLE DI VENEZIA
CARLO RUZZINI, DOGE CXIII (1732-1735) – OSELLA, ANNO III, 1734. in argento, 9,74 gr. - Diam. 35,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, verso sinistra, con Vangelo tra le zampe anteriori. All’esergo sigle Z F (Zorzi Foscolo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe racchiusa in una corona d’alloro con sopra il corno dogale. Montenegro 2536. CNI 53. Paolucci II 217. Rara. Modulo leggermente stretto, ma a pieno peso. q.SPL.
Proveniente dalla raccolta di Oselle di Venezia messa all’incanto da Italphil il 30 aprile 1986, lotto 740.
BASE D’ASTA € 250
452
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE PISANI, DOGE CXIV (1735-1741) – OSELLA, ANNO I, 1735. in argento, 9,80 gr. - Diam. 37,50 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, verso sinistra, con Vangelo tra le zampe anteriori. All’esergo sigle Z F (Zorzi Foscolo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe racchiusa in una corona d’alloro. Montenegro 2608. CNI 95. Paolucci II 218. Rara. Esemplare di grande conservazione, impercettibili graffietti. q.FDC.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 208 del 15 e 16 maggio 1975, lotto 472.
BASE D’ASTA € 1.000
453
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE PISANI, DOGE CXIV (1735-1741) – OSELLA, ANNO II, 1736. in argento, 9,82 gr. - Diam. 37,00 mm. Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, verso sinistra, con Vangelo tra le zampe anteriori. All’esergo sigle M S (Michele Soranzo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe racchiusa in una corona d’alloro.
Montenegro 2609. CNI 98. Paolucci II 219. Rara. Bellissimo esemplare con fondi speculari al D/. q.FDC.
BASE D’ASTA € 1.000
454
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE PISANI, DOGE CXIV (1735-1741) – OSELLA, ANNO III, 1737. in argento, 9,76 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, verso sinistra, con Vangelo tra le zampe anteriori. All’esergo sigle A M 3 (Angelo Memo, terzo massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe racchiusa in una corona d’alloro. Montenegro 2610. CNI 100. Paolucci II 220. Rara. q.SPL.
BASE D’ASTA € 250
456
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE PISANI, DOGE CXIV (1735-1741) – LOTTO DI DUE
OSELLE (ANNI IV E VI). in argento, 19,10 gr. (totale).
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, verso sinistra, con Vangelo tra le zampe anteriori; - Rovescio: Iscrizione in sei righe racchiusa in una corona d’alloro. Montenegro 2611 (Rara), 2613 (Rara). Esemplari provenienti da montatura. q.MB.
BASE D’ASTA € 100
455
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE PISANI, DOGE CXIV (1735-1741) – OSELLA, ANNO V, 1739. in argento, 9,85 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, verso sinistra, con Vangelo tra le zampe anteriori. All’esergo sigle A S (Alessandro Semitecolo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe racchiusa in una corona d’alloro. Montenegro 2612. CNI 104. Paolucci II 222. Rara. Bellissimo esemplare con fondi lucenti. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 600
457
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO I, 1741.
in argento, 9,46 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo le sigle F P (Francesco Pasqualigo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro corona d’alloro.
Montenegro 2692. CNI 84. Paolucci II 224. Rara. MB/BB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 232 del 25 e 26 maggio 1976, lotto 75.
BASE D’ASTA € 150
458
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO II, 1742.
in argento, 9,80 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo le sigle N M B (Nicolò Maria Bembo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro corona d’alloro.
Montenegro 2693. CNI 86. Paolucci II 225. Rara. Fondi lucenti. Impercettibili graffietti al D/. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 600
459
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO IV, 1744.
in argento, 9,84 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo le sigle V L (Vincenzo Longo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro corona d’alloro.
Montenegro 2695. CNI 93. Paolucci II 227. Rara. Bellissimo esemplare con fondi lucenti. q.FDC.
BASE D’ASTA € 1.000
460
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO V, 1745.
in argento, 9,73 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo le sigle P D (Piero Donà, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro corona d’alloro.
Montenegro 2696. CNI 98. Paolucci II 228. Rara. q.BB.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 356.
BASE D’ASTA € 150
461
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO VI, 1746.
in argento, 9,62 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: San Marco in trono porge il vessillo al Doge, genuflesso. All’esergo le sigle Z A M D (Zan Alvise Marco Donà, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe entro corona d’alloro.
Montenegro 2697. CNI 99. Paolucci II 229. Rara. MB/BB.
BASE D’ASTA € 100
462
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO VII, 1747.
in argento, 9,80 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco alato e nimbato con corona e corno ducale, seduto con Vangelo tra le zampe. All’esergo le sigle Z A P (Zan Andrea Pasqualigo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe entro corona d’alloro. Sopra il corno dogale.
Montenegro 2699. CNI 103. Paolucci II 230. Rarissima. Bellissimo esemplare. Fondi lucenti. q.FDC.
BASE D’ASTA € 800
463
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO VIII, 1748.
in argento, 9,67 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: San Marco seduto in trono scrive il Vangelo, al suo fianco il leone, davanti al santo il Doge, con le braccia aperte. All’esergo le sigle L M II (Lodovico Morosini, secondo massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe su tavola barocca retta in alto dal leone. Montenegro 2700. CNI 104. Paolucci II 231. Rara. q.BB.
BASE D’ASTA € 150
464
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO IX, 1749.
in argento, 9,82 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: San Marco, seduto sulle nuvole, tende la mano al Doge orante. Sotto, il leone in atteggiamento minaccioso. All’esergo sigle G D (Gerolamo Donà, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe attorniata da corona di foglie, coronata da corno dogale. Montenegro 2701. CNI 106. Paolucci II 232. Molto rara. Impercettibili graffietti su fondi lucenti. Lievi irregolarità e screpolature di conio.
m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 500
465
OSELLE DI VENEZIA
PIETRO GRIMANI, DOGE CXV (1741-1752) – OSELLA, ANNO X, 1750.
in argento, 9,78 gr. - Diam. 35,50 mm.
Dritto: San Marco, di fronte ad un altare, regge il vangelo; davanti al Santo la figura del Doge orante, al suo fianco il leone, davanti al santo il Doge, con le braccia aperte. All’esergo sigle Z B (Zuane Balbi, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe, racchiusa in corona con corno dogale.
Montenegro 2702. CNI 109. Paolucci II 233. Rara. m.BB/q.SPL.
Questa e le due oselle precedenti (anni VIII e IX) si riferiscono alla disputa con l’Austria sul diritto di designare il Patriarca di Aquileia, luogo che la tradizione indica come sede della prima predicazione di San Marco; Benedetto XIV diede però indirettamente ragione all’Austria.
BASE D’ASTA € 200
466
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA, ANNO I, 1752. in argento, 9,84 gr. - Diam. 35,80 mm. Dritto: Statua della Beata Vergine, tra la figura del Doge e di San Marco. Il leone è sdraiato davanti alla statua. All’esergo la sigla G A C ( Giacomo Antonio Contarini, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro fregio barocco.
Montenegro 2793. CNI 93. Paolucci II 235. Rara. Lievi debolezze di conio, ma bellissimo esemplare con fondi speculari. SPL/FDC.
Proveniente dall’Asta Aes Rude 1 del 4 e 5 novembre 1977, lotto 1093.
BASE D’ASTA € 600
467
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA, ANNO III, 1754.
in argento, 9,78 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: Statua della Beata Vergine, tra la figura del Doge e di San Marco. Il leone è sdraiato davanti alla statua. All’esergo la sigla V A C (Alvise Antonio Corner, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe sormontata da corno dogale.
Montenegro 2795. CNI 96. Paolucci II 237. Rara. Complessivamente BB.
BASE D’ASTA € 100
468
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA, ANNO IV, 1755.
in argento, 9,80 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: Un quadro, racchiuso in un colonnato di stile rinascimentale, raffigura la nascita di Cristo. Sotto, tra San Marco e il Doge, leone e corno dogale. All’esergo la sigla A D (Antonio Diedo, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe sormontata da angelo.
Montenegro 2796. CNI 98. Paolucci II 238. Rara. Impercettibili graffietti. q.SPL.
BASE D’ASTA € 200
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA, ANNO V, 1756. in argento, 9,65 gr. - Diam. 36,00 mm. Dritto: Un quadro, racchiuso in un colonnato di stile rinascimentale, raffigura la nascita di Cristo. Sotto, tra San Marco e il Doge, leone e corno dogale. All’esergo la sigla F T (Francesco Trevisan, massaro); - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro ornamento in stile barocco. Montenegro 2797. CNI 99. Paolucci II 239. Rara. m.BB.
BASE D’ASTA € 200
470
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA, ANNO VII, 1758. in argento, 9,73 gr. - Diam. 36,00 mm. Dritto: In una cornice barocca, sostenuta da due angeli, un quadro della Madonna. Sotto, tra San Marco e il Doge, il Leone in riposo. All’esergo sigle F A B (Francesco Antonio Bonlini, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe entro corona d’alloro. Montenegro 2799. CNI 108. Paolucci II 241. Rara. Esemplare di eccezionale conservazione. FDC.
BASE D’ASTA € 1.000
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA DA 3 ZECCHINI, ANNO VIII, 1759. in oro, 10,18 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: La Religione, seduta su un piedistallo, tiene un calice e una lunga croce; in basso, San. Marco, stante a sinistra, indica leone alle sue spalle e, a destra, il Doge genuflesso. All’esergo, P P (Piero Pasta, massaro);Rovescio: Pianta di rose in vaso ornato. Montenegro 2790. CNI manca. Paolucci II 445. Estremamente rara. Proveniente da montatura. Lievi ondulazioni. q.BB
Acquistata privatamente da Numismatica Umberto Busi di Bologna nel 1944.
BASE D’ASTA € 2.000
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA, ANNO VIII, 1759. in argento, 9,73 gr. - Diam. 36,50 mm.
Dritto: La Religione, seduta su un piedistallo, tiene un calice e una lunga croce; in basso, San. Marco, stante a sinistra, indica leone alle sue spalle e, a destra, il Doge genuflesso. All’esergo, P P (Piero Pasta, massaro);Rovescio: Pianta di rose in vaso ornato. Montenegro 2800. CNI 111. Paolucci II 242. Rara. m.BB/q.SPL.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 385 dell’11 e 12 novembre 1981, lotto 678.
BASE D’ASTA € 200
473
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – OSELLA, ANNO IX, 1760.
in argento, 9,60 gr. - Diam. 30,00 mm. Dritto: La torre dell’orologio in Piazza San Marco; - Rovescio: In un vano a cupola siede Venezia attorniata dai simboli delle arti figurative. All’esergo sigle G A S (Girolamo Antonio Soranzo, massaro).
Montenegro 2801. CNI 113. Paolucci II 243. Molto rara. q.BB.
BASE D’ASTA € 100
474
OSELLE DI VENEZIA
FRANCESCO LOREDAN, DOGE CXVI (1752-1762) – LOTTO DI TRE OSELLE (ANNI II, VI, X). in argento, 28,56 gr. (totale).
Montenegro 2794 (Rara), 2798 (Molto rara), 2802 (Molto rara). Esemplari provenienti da montatura. Conservazioni da q.MB a MB/BB. Da esaminare.
BASE D’ASTA € 200
OSELLE DI VENEZIA
MARCO FOSCARINI, DOGE CXVII (1762-1763) – OSELLA, ANNO I, 1762.
in argento, 9,82 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Figura muliebre appoggiata al mappamondo, con nelle mani compasso, righello e quadrante. All’esergo sigle VET M (Vettore Morosini, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe, attorniata da ricca cornice; sopra, il corno dogale.
Montenegro 2855. CNI 55. Paolucci II 245. Molto rara. Di eccezionale conservazione, con fondi speculari. Praticamente FDC.
BASE D’ASTA € 1.500
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO I, 1763. in oro, 13,88 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: La Beata Vergine coronata in piedi in mezzo alle nubi, tiene nella sinistra il Bambino; - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro ghirlanda. In basso sigle A B (Andrea Bon, Massaro). Montenegro 2945. CNI manca. Paolucci II 451. Della massima rarità. q.SPL.
Proveniente dall’importante collezione del Conte Dino Lucheschi di Oselle di Venezia e Murano messa all’incanto dalla Casa d’Aste Semenzato il 15 e 16 dicembre 1978, lotto 384.
BASE D’ASTA € 3.000
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO I, 1763. in argento, 9,53 gr. - Diam. 33,80 mm.
Dritto: La Beata Vergine coronata in piedi in mezzo alle nubi, tiene nella sinistra il Bambino; - Rovescio: Iscrizione in sei righe entro ghirlanda. In basso sigle A B (Andrea Bon, Massaro). Montenegro 2977. CNI 194. Paolucci II 246. Rara. Lievi difetti di conio. m.BB.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 461.
BASE D’ASTA € 150
478
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO II, 1764. in argento, 9,70 gr. - Diam. 36,00 mm.
Dritto: Altare con al centro un quadro della Madonna; a fianco gli evangelisti Marco e Matteo. All’esergo le sigle M F (Marchio Foscarini, massaro); - Rovescio: Iscrizione in cinque righe entro corona ornamentale barocca; sopra, il corno dogale.
Montenegro 2978. CNI 196. Paolucci II 247. Rara. SPL.
Proveniente dalla nostra Asta Finarte 700 del 12 ottobre 1989, dedicata alle monete di Venezia e del patriarcato di Aquileia, lotto 462.
BASE D’ASTA € 250
479
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO III, 1765. in argento, 9,68 gr. - Diam. 33,50 mm.
Diritto: Nave da guerra veneziana ancorata a prua, in basso sigle M S (Mario Soranzo, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe orizzontali entro due tralci di fogliami chiusi in basso da una voluta ornamentale e in alto dal corno dogale.
Montenegro 2979. CNI 198. Paolucci II 248. Rara. Impercettibili graffietti. Gradevole esemplare. m.SPL.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 232 del 25 e 26 maggio 1976, lotto 82.
BASE D’ASTA € 300
480
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO IV, 1766. in argento, 9,74 gr. - Diam. 33,50 mm. Diritto: Una tigre e un leone, seduti ritti sulle zampe anteriori, si fronteggiano pacificamente in atteggiamento di reciproco rispetto, in basso sigle M S (Mario Soranzo, Massaro); - Rovescio: Iscrizione in sette righe orizzontali entro due rami, di palma e di alloro, chiusi alla base da una fascetta.
Montenegro 2980. CNI 200. Paolucci II 249. Rara. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 600
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO V, 1767. in argento, 9,76 gr. - Diam. 37,00 mm.
Dritto: Personificazione del fiume Brenta sdraiata, a sinistra, con ramo di rose nella mano destra e una pala nella sinistra, appoggiata ad un urna da cui sgorga acqua. Sullo sfondo, a sinistra, un ponte con il leone alato e, sotto, un cavaliere; - Rovescio: Iscrizione entro cartella ornata chiusa in alto da corno dogale; sigle P A B (Pier Alvise Barbaro, massaro). Montenegro 2981. CNI 202. Paolucci II 250. Rara. Bellissima patina iridescente. m.SPL.
BASE D’ASTA € 400
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO VI, 1768. in argento, 9,79 gr. - Diam. 33,20 mm. Dritto: San Girolamo, in atto di adorazione, irradiato dal “Trigonum Dei”; ai suoi lati, due giovinetti e, all’esergo, sigle R B (Rizzardo Balbi, massaro); - Rovescio: Iscrizione entro corona d’alloro. Montenegro 2982. CNI 203. Paolucci II 251. Rara. Delicata patina. m.SPL.
BASE D’ASTA € 400
483
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO VII, 1769. in argento, 9,77 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: Allegoria di Venezia, seduta a sinistra, regge con la destra uno scudo e appoggia il gomito sinistro su di un cippo; ai suoi piedi, il leone di San. Marco. All’esergo, V A B (Vincenzo Antonio Bragadin, massaro);Rovescio: Iscrizione entro corona d’alloro.
Montenegro 2983. CNI 205. Paolucci II 252. Rara. Lievissimi graffietti, ma ottimo esemplare dagli alti rilievi. m.SPL/q.FDC.
Proveniente dalla raccolta di Oselle di Venezia messa all’incanto da Italphil il 30 aprile 1986, lotto 769.
BASE D’ASTA € 400
484
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO VIII, 1770. in argento, 9,80 gr. - Diam. 33,50 mm
Dritto: Figure allegoriche della Giustizia e della Prudenza si tengono per mano: - Rovescio: Iscrizione entro corona, in basso sigle B C (Benedetto Capello, massaro).
Montenegro 2984. CNI 208. Paolucci II 253. Rara. Impercettibili graffietti al D/. SPL.
BASE D’ASTA € 200
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA DA 4 ZECCHINI, ANNO X, 1772. in oro, 13,94 gr. - Diam. 34,00 mm.
Dritto: Leone di San Marco in soldo, alato e col corno dogale in capo, tiene fra le zampe anteriori libro chiuso; - Rovescio: Iscrizione disposta su sei righe entro corona di rami d’alloro, sigle M A T (Marc’Antonio Trevisan, massaro).
Montenegro 2968. CNI 213. Paolucci II 471. Rarissima. Esemplare di eccezionale conservazione. A nostro avviso tra i migliori apparsi sul mercato. q.FDC.
Si allega cartellino manoscritto di vecchia raccolta.
Acquistata privatamente nel 1940 da Numismatica Umberto Busi di Bologna.
BASE D’ASTA € 6.000
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO X, 1772. in argento, 9,80 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: Leone di San Marco in soldo, alato e col corno dogale in capo, tiene fra le zampe anteriori libro chiuso; - Rovescio: Iscrizione disposta su sei righe entro corona di rami d’alloro, sigle M A T (Marc’Antonio Trevisan, massaro).
Montenegro 2987. CNI 214. Paolucci II 255. Rara. Bella patina.
q.SPL.
BASE D’ASTA € 150
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO XI, 1773. in argento, 9,83 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: Leone di San Marco in soldo, alato e col corno dogale in capo, tiene fra le zampe anteriori libro chiuso; - Rovescio: Iscrizione disposta su sei righe entro corona di rami d’alloro, sigle G P (Giacomo Pasqualigo, massaro).
Montenegro 2989. CNI 215. Paolucci II 256. Rara. Conservazione eccezionale. FDC.
BASE D’ASTA € 1.200
488
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO XII, 1774.
in argento, 9,78 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: Leone di San Marco in soldo, alato e col corno dogale in capo, tiene fra le zampe anteriori libro chiuso; - Rovescio: Iscrizione disposta su sei righe entro corona di rami d’alloro, sigle G M B (Giustinian Maria Badoer, massaro).
Montenegro 2990. CNI 216. Paolucci II 257. Rara. q.SPL.
BASE D’ASTA € 150
490
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO XIV, 1776.
in argento, 9,80 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: Il doge genuflesso a sinistra, in atto di pregare davanti all’immagine della Beata Vergine con il Bambino sulle nubi; a sinistra, leone di San. Marco con il Libro e il corno dogale; - Rovescio: Iscrizione entro corona d’alloro.
Montenegro 2993. CNI 219. Paolucci II 259. Rara. Usuali difetti e debolezze di conio. Bella patina di vecchia raccolta. SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 400
489
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO XIII, 1775. in argento, 9.75 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: Genio alato, illuminato dall’alto da un fascio di raggi, dà fuoco con una fiaccola ad un cumulo di maschere, carte da gioco e dadi, mentre nella sinistra stringe un libro; all’esergo, V V (Valerio Valier, massaro).
Rovescio: Iscrizione entro corona d’alloro.
Montenegro 2991. CNI 217. Paolucci II 258. Rara. q.SPL/m.BB.
BASE D’ASTA € 150
491
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) – OSELLA, ANNO XVI, 1778.
in argento, 9,85 gr. - Diam. 33,50 mm. Dritto: Uno specchio e un’ancora decussati; in esergo, sigle L A F (Leonardo Alvise Foscarini, massaro); - Rovescio: Iscrizione disposta su cinque righe entro ghirlanda di foglie di lauro.
Montenegro 2996. CNI 221. Paolucci II 261. Rara.
Bell’esemplare con delicata patina. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 500
492
OSELLE DI VENEZIA
ALVISE IV MOCENIGO, DOGE CXVIII (1763-1778) –LOTTO DI 3 OSELLE, (ANNO VIII, IX, XV). in argento, 29,05 gr. Montenegro 2984 (Rara), 2985, 2995. Esemplare anno IX da probabile incastonatura. Osella anno XV con appiccagnolo asportato. Conservazioni da m.MB a m.BB.
BASE D’ASTA € 250
493
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – OSELLA, ANNO I, 1779.
in argento, 9,71 gr.- Diam. 33,00 mm.
Dritto: L’Abbondanza stante verso destra, tiene nella sinistra una cornucopia con fiori, mentre nella destra stringe una cornucopia capovolta, dalla quale escono monete; ai suoi piedi, un leone; in esergo, sigle B C (Benetto Capello, massaro); - Rovescio: Iscrizione disposta su cinque righe entro corona d’alloro.
Montenegro 3245. CNI 159. Paolucci II 262. Rara. m.SPL/q.FDC.
BASE D’ASTA € 400
494
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – OSELLA, ANNO III, 1781.
in argento, 9,80- Diam. 33,50 mm.
Dritto: L’allegoria di Venezia, stante a sinistra, stringe una spada volta verso l’alto nella destra ed una corona d’alloro nella sinistra; all’esergo, sigle Z M (Zuane Moro, massaro); - Rovescio: Scritta nel campo entro corona d’alloro.
Montenegro 3249. CNI 161. Paolucci II 264. Rara.
Debolezza di conio. Bella patina di vecchia raccolta. Praticamente SPL.
BASE D’ASTA € 200
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – DOPPIA OSELLA, ANNO IV, 1782. in argento, 19,28 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: Due piedistalli sopra una mensola, sui quali sono posti un triregno con le chiavi decussate e un corno dogale; in esergo, sigle D T (Domenego Trevisan, massaro); - Rovescio: Iscrizione disposta su cinque righe entro corona d’alloro.
Montenegro 3250. CNI 162. Paolucci II 295. Molto rara. BB/q.SPL.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 309 del 3 e 4 maggio 1979, lotto 708.
BASE D’ASTA € 800
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – OSELLA, ANNO IV, 1782.
in argento, 9,77 gr. - Diam. 32,50 mm.
Dritto: Due piedistalli sopra una mensola, sui quali sono posti un triregno con le chiavi decussate e un corno dogale; in esergo, sigle D T (Domenego Trevisan, massaro); - Rovescio: Iscrizione disposta su cinque righe entro corona d’alloro.
Montenegro 3251. CNI 163. Paolucci II 265. Rara. q.SPL.
BASE D’ASTA € 150
497
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – OSELLA, ANNO V, 1783.
in argento, 9,40 gr. - Diam. 33,50 mm.
Dritto: La Pietà velata, seduta e volta a s., indica un altare sacrificale; in esergo, F D (Francesco Dandolo, massaro); - Rovescio: Iscrizione disposta su cinque righe entro corona d’alloro.
Montenegro 3253. CNI 165. Paolucci II 266. Rara. Debolezza di conio ma esemplare di eccezionale conservazione. Praticamente FDC.
BASE D’ASTA € 600
498
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – OSELLA, ANNO VI, 1784.
in argento, 9,86 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: Figura muliebre, appoggiata a un timone affiancato da un’ancora, stringe nella mano destra una lancia; ai suoi piedi un cannone con tre bombe poste a piramide; - Rovescia: Iscrizione entro corona d’alloro, sigle F D (Fantin Dandolo, massaro).
Montenegro 3255. CNI 168. Paolucci II 267. Rara. Esemplare di eccezionale conservazione. FDC.
BASE D’ASTA € 800
499
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – OSELLA, ANNO VII, 1785.
in argento, 9,45 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: Le due torri d’ingresso all’Arsenale di Venezia; fra di esse, una nave in procinto di passare; in esergo, sigle A O (Angelo Orlo, massaro);Rovescio: Iscrizione in cinque righe entro corona d’alloro.
Montenegro 3257. CNI 171. Paolucci II 268. Rara. Bella patina di vecchia raccolta. Ottimo SPL/FDC.
BASE D’ASTA € 600
500
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) – OSELLA, ANNO X, 1788.
in argento, 9,70 gr. - Diam. 31,50 mm.
Dritto: Venezia, seduta a destra in veste principesca, attorniata da simboli guerreschi; ai suoi piedi il leone di San. Marco. All’esergo, sigle G F (Giacomo Foscarini); - Rovescio: Iscrizione nel campo entro corona d’alloro.
Montenegro 3263. CNI 178. Paolucci II 271. Rara. BB.
BASE D’ASTA € 100
501
OSELLE DI VENEZIA
PAOLO RENIER, DOGE CXIX (1779-1789) –LOTTO DI TRE OSELLE (ANNO II, VIII, IX). in argento, 28,92 gr. (totale).
Montenegro 3247 (Rara), 3259 (Raro), 3261 (Raro). I tre esemplari sono provenienti da montatura. Conservazioni da q.MB a q.BB.
BASE D’ASTA € 150
502
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO I, 1789.
in argento, 9,70 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: La Libertà stante di fronte, volta a sinistra, regge nella mano destra il corno dogale e, nella sinistra, il libro d’oro; - Rovescio: Iscrizione su cinque righe entro corona d’alloro.
Montenegro 3404. CNI 144. Paolucci II 272. Rara. q.BB.
BASE D’ASTA € 80
503
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO II, 1790.
in argento, 9,57 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: Nave da guerra veneziana cannoneggia una nave con bandiera turca; all’esergo, sigle M B (Matteo Badoer, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe entro corona d’alloro. Montenegro 3406. CNI 147. Paolucci II 273. Rara. Impercettibili graffietti, ma gradevole esemplare. SPL.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 232 del 25 e 26 maggio 1976, lotto 100.
BASE D’ASTA € 200
504
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO III, 1791. in argento, 9,75 gr. - Diam. 31,00 mm.
Dritto: Venezia, seduta a sinistra, con vesti principesche; ai suoi piedi, ramo d’ulivo, bandiera, corona d’alloro e libro aperto. All’esergo, sigle M B (Matteo Badoer, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe entro corona d’alloro. Montenegro 3408. CNI 150. Paolucci II 274. Rara. Bella patina di vecchia raccolta. m.SPL.
BASE D’ASTA € 300
505
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO IV, 1792. in argento, 9,75 gr. - Diam. 31,80 mm.
Dritto: Figura muliebre, seduta di fronte su una roccia, stringe nella destra un libro aperto ed una penna e, nella sinistra, una lampada accesa; alla sua sinistra un serpentario stringe nell’artiglio una pietra. All’esergo, sigle P A B (Pietro Antonio Bembo, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe entro corona d’alloro. Montenegro 3410. CNI 152. Paolucci II 275. Rara. BB/SPL.
BASE D’ASTA € 150
506
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO V, 1793. in argento, 9,82 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: La Beata Vergine, con aureola di sette stelle, stante di fronte su una nube che sovrasta la superficie del mare; sullo sfondo, a sinistra, prua di una nave ed edificio, a destra, una chiesa. All’esergo, sigle Z A B (Zuan Andrea Bonlini, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe entro una corona d’alloro. Montenegro 3412. CNI 155. Paolucci II 276. Rara. Lievi difetti di coniazione, ma gradevole esemplare. m.SPL.
BASE D’ASTA € 200
“NEC NUPER DEFECI” (Nemmeno ora sono venuta meno): queste le parole che l’incisore del conio fa pronunciare a Maria, la cui intercessione sarebbe stata essenziale per debellare l’epidemia di peste che colpì una nave di provenienza greca giunta a Venezia nel 1793.
Per prevenire il contagio, le autorità della Repubblica di Venezia applicarono le rigorose misure sanitarie dell’epoca, allontanando le imbarcazioni e ponendole in quarantena presso l’isola di Poveglia, destinata fin dal Medioevo a funzioni di isolamento sanitario. Durante la
permanenza sull’isola, una parte dei marinai morì e venne sepolta nello stesso luogo.
Secondo le fonti storiche, non esistono dati certi sul numero complessivo dei morti sepolti a Poveglia. Tuttavia, la sua lunga funzione di lazzaretto e di luogo di sepoltura ha contribuito alla nascita della fama di “isola maledetta”.
507
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO VI, 1794. in argento, 9,87 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: Venezia, stante di fronte tra due altari, stringe una croce ed uno specchio; sull’altare di destra il Vangelo e su quello di sinistra una serpe attorcigliata; - Rovescio: Iscrizione su cinque righe entro corona formata da ovali alternati a puntini; in basso sigle D B (Daniele Balbi, massaro).
Montenegro 3414. CNI 157. Paolucci II 277. Rara. Praticamente SPL.
Proveniente dalla nostra asta Finarte 232 del 25 e 26 maggio 1976, lotto 104.
BASE D’ASTA € 200
508
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO VII, 1795. in argento, 9,77 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: Colomba, con ramo d’ulivo nel becco, posata sulla prora di una nave da guerra; sullo sfondo, l’Arsenale di Venezia; - Rovescio: Iscrizione su sei righe entro corona d’alloro; in basso sigle F Z (Francesco Zuane, massaro).
Montenegro 3416. CNI 160. Paolucci II 278. Rara. q.FDC.
BASE D’ASTA € 500
509
OSELLE DI VENEZIA
LUDOVICO MANIN, DOGE CXX (1789-1797) – OSELLA, ANNO VIII, 1796. in argento, 9,72 gr. - Diam. 32,00 mm.
Dritto: Figura maschile, genuflessa verso destra, depone sacchi con del denaro ai piedi di Venezia, in abiti dogali e con le braccia allargate; in esergo, sigle F B (Francesco Barbaro, massaro); - Rovescio: Iscrizione su cinque righe entro ghirlanda.
Montenegro 3418. CNI 162. Paolucci II 279. Molto rara. Lievi graffietti. m.SPL.
BASE D’ASTA € 300
510
OSELLE DI VENEZIA
VARI DOGI (XVII - XVIII SECOLO) – LOTTO DI 4 OSELLE (1675, 1693, 1726 E 1743). in argento, 32,73 gr. (totale).
Montenegro 1976 (Molto rara), 2153 (Molto rara), 2477 (Molto rara), 2694 (Rara). Esemplari tosati, forati, riparati o provenienti da montatura. Basse conservazioni. Da B a q.MB.
BASE D’ASTA € 200
511
OSELLE DI VENEZIA
OSELLE PER MURANO – VARI DOGI (XVIII SEC.) - LOTTO DI TRE OSELLE PER MURANO, DEI DOGI ALVISE PISANI E LUDOVICO MANIN (1736, 1794, 1796), VENEZIA. in argento, Montenegro 2617 (Estremamente rara), 3437 (Molto rara), 3441 (Molto rara).
Osella di Alvise Pisani an. II, in conservazione MB. I due esemplari di Ludovico Manin sono provenienti da montatura ed ampiamente ritoccati. Conservazioni da B/MB a m.MB. Si allegano cartellini di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 400
OSELLE DI VENEZIA
REGNANDO VITTORIO EMANUELE III (1900-1946)MEDAGLIA DETTA “OSELLA DEL CAMPANILE”, DA 6 ZECCHINI, 1912.
in oro, 21,20 gr. - Diam. 38,30 mm.
Dritto: Leone di Venezia in volo su nubi, verso destra, regge libro nelle zampe anteriori. In basso veduta di Venezia; - Rovescio: Due figure alate suonano la tromba, reggendo serto d’alloro, ai lati del Campanile di San Marco.
Emissione commemorativa della ricostruzione del campanile di San Marco, realizzata dallo Stabilimento Johnson di Milano. Montenegro 3454. Rarissima.
Probabile provenienza da montatura. q.SPL.
Si allega cartellino di vecchia raccolta.
BASE D’ASTA € 1.500
DIDASCALIA NUMISMATICA:
Legenda:
D/ = Dritto
/R = Rovescio
Conservazioni:
FS = Fondi a specchio
FDC = Fior di conio
SPL = Splendida
BB = Bellissima
MB = Molto bella
B = Bella
D = Discreta
M = Mediocre
q. = quasi
m. = migliore di
- = conservazione intermedia (esempio SPL- FDC = da SPL a FDC)
/ = distinzione di conservazione tra D/ e /R (esempio
SPL/FDC = dritto SPL e rovescio FDC)
Rarità:
NC = Non comune
R = Rara
RR = Molto rara
RRR = Rarissima
RRRR = Estremamente rara
RRRRR = Della massima rarità
Unica = Unico esemplare conosciuto
Corrispondenza conservazioni con scala Sheldon:
MS66-67 – FDC Eccezionale
MS65 – FDC
MS64 – q.FDC-FDC
MS63 – q.FDC
MS62 – SPL-FDC
MS61 – m.SPL
AU58 - MS60 – SPL
AU55 – q.SPL
AU53 – BB-SPL
AU50 – m.BB
XF45 – BB
XF40 – q.BB
VF35 – MB-BB
VF30 – m.MB
VF25 – MB
VF20 – q.MB
F12-15 – B-MB
VG8-10 – B
G 4-6 – D
AG – M
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CONDIZIONI
1. Definizioni
Acquirente: la persona fisica o giuridica che in relazione al lotto fa, in asta, l’offerta più alta accettata dal banditore;
Codice del Consumo: il Decreto Legislativo del 6 settembre 2005, n. 2016;
Codice Urbani: il Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42 e sue successive modificazioni o integrazioni;
Commissione di acquisto: il compenso dovuto a Finarte dall’Acquirente in relazione all’acquisto del lotto e calcolato in misura percentuale al Prezzo, in base al valore percentuale indicato nel catalogo d’asta ovvero nelle presenti Condizioni Generali di Vendita, oltre a qualsiasi importo dovuto a Finarte dall’Acquirente a titolo di IVA o di importo in sostituzione di IVA;
Condizioni Generali di Mandato: le condizioni generali di mandato applicate al Venditore;
Condizioni Generali di Vendita: le presenti condizioni generali di vendita;
Contraffazione: secondo la ragionevole opinione di Finarte, l’imitazione di un lotto offerto in vendita, non descritta come tale nel catalogo d’asta, creata a scopo di inganno su paternità, autenticità, PROVENIENZA, attribuzione, origine, fonte, data, età, periodo, che alla data della vendita aveva un valore inferiore a quello che avrebbe avuto se il lotto fosse stato corrispondente alla descrizione del catalogo d’asta. Non costituisce una contraffazione un lotto che sia stato restaurato o sottoposto ad opera di modifica di qualsiasi natura (tra cui la ripitturazione o la sovrapitturazione);
Finarte: Finarte Auctions S.r.l., con sede legale a Milano, Via dei Bossi n. 2, C.F., P. IVA e numero di iscrizione al Registro Imprese di Milano 09479031008, REA MI-2570656, capitale sociale euro 1000,00 i.v.;
Importo totale dovuto: il Prezzo, oltre alla Commissione di acquisto e alle Spese;
Mandato: il contratto di mandato con rappresentanza stipulato, di volta in volta, tra Finarte e il Venditore, cui saranno applicabili le Condizioni Generali di Mandato;
Prezzo: il prezzo a cui il lotto viene aggiudicato in asta dal banditore all’Acquirente, al netto della Commissione di acquisto;
Riserva: il prezzo minimo confidenziale a cui il Venditore ha concordato con Finarte di vendere il Lotto o, in mancanza di accordo tra Finarte e il Venditore, un importo pari al settantacinque per cento (75%) della Stima minima di pre-vendita;
Sito: www.finarte.it; Spese: in relazione all’acquisto di un lotto, sono tutte le spese dovute dall’Acquirente a Finarte e comprendono (ma non si limitano a): le
imposte di qualsiasi tipo, i costi di imballaggio e di spedizione, le spese di recupero delle somme dovute dall’Acquirente inadempiente, le eventuali spese di riproduzione del lotto ovvero di sua perizia e/o autentica, il diritto di seguito, che l’Acquirente si impegna a pagare e che spetterebbe al Venditore pagare in base all’art. 152, comma 1, Legge 22 aprile 1941, n. 633; Stima minima pre-vendita: la stima minima finale alla quale viene offerto in vendita il lotto, comunicata o meno al Venditore.
Venditore: la persona fisica o giuridica che conferisce a Finarte, in qualità di mandataria con rappresentanza, il diritto esclusivo di offrire in vendita in asta il lotto. Nel caso sia offerto in vendita un bene in comproprietà, Venditore sarà considerato ciascuno dei comproprietari il quale assumerà solidalmente nei confronti di Finarte tutti gli obblighi derivanti dal Mandato;
2. INFORMAZIONI IMPORTANTI PER GLI ACQUIRENTI
2.1 COMPRARE ALL’ASTA. Finarte agisce in nome e per conto del Venditore, in qualità di mandataria con rappresentanza dello stesso e dunque come mera intermediaria tra Acquirente e Venditore. Pertanto la vendita del lotto deve considerarsi avvenuta tra Acquirente e Venditore. I potenziali Acquirenti sono tenuti a consultare il Sito per prendere visione della catalogazione più aggiornata dei lotti presenti in catalogo.
2.2 PROVENIENZA. In alcune circostanze, Finarte può stampare sul catalogo d’asta la storia della proprietà di un lotto quando ritiene che quell’informazione possa contribuire al suo studio o se aiuta a distinguere il lotto medesimo. Tuttavia, l’identità del Venditore o dei precedenti proprietari potrà non essere resa pubblica per una serie di ragioni, per esempio per rispettare la richiesta di riservatezza da parte del Venditore o perché l’identità del precedente proprietario non è nota a causa dell’età del lotto.
2.3 PREZZO E COMMISSIONE DI ACQUISTO E IVA. Al Prezzo del lotto sarà aggiunta una Commissione di acquisto che l’Acquirente è tenuto a pagare quale parte dell’Importo totale dovuto. La Commissione di acquisto è stabilita nella misura del:
22% (18,04 + IVA) del Prezzo del lotto
2.4 IVA. Un’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) può essere applicata sul Prezzo e/o sulla Commissione di acquisto. Si prega di fare riferimento alle informazioni relative all’IVA, contenute nella sezione “Simboli”, che segue. Al fine di armonizzare le procedure fiscali tra i Paesi dell’Unione Europea, con decorrenza dal 1° gennaio 2001 sono state introdotte in Italia nuove regole con l’estensione alle Case d’Asta del regime del margine. L’art. 45 della legge 342 del 21 Novembre 2000 prevede l’applicazione di tale regime alle vendite concluse in esecuzione ai contratti di commissione definiti con: (a) soggetti privati; (b) soggetti passivi d’imposta che hanno assogget¬tato l’operazione al regime del margine; (c) soggetti che non hanno potuto detrarre l’imposta ai sensi degli art. 19, 19-bis, e 19-bis2 del DPR. 633/72 (che hanno venduto il lotto in esenzione ex art. 10, 27-quinquies); (d) soggetti che beneficiano del regime di franchigia
previsto per le piccole imprese nello Stato di appartenenza. In forza della speciale normativa, nei casi sopracitati eventuale imposta IVA, ovvero una somma sostitutiva di IVA, se applicabile, viene applicata da Finarte. Nessun particolare simbolo verrà usato per identificare i lotti venduti nel regime del margine.
2.5 DIRITTO DI SEGUITO. Oltre al Prezzo, alla Commissione di acquisto e alle altre Spese, l’Acquirente si impegna a pagare a Finarte, qualora dovuto, il “diritto di seguito” ex artt. 144 e ss. della Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni che spetterebbe al Venditore pagare in base all’art. 152, comma 1, Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. Il “diritto di seguito” sarà corrisposto dall’Acquirente in accordo con l’art. 7 e sarà versato alla (S.I.A.E.) da Finarte. I lotti soggetti a diritto di seguito sono contrassegnati con il simbolo (®) nella percentuale sotto indicata per un importo totale comunque non superiore a euro 12.500,00. Il “diritto di seguito” è dovuto solo se il prezzo della vendita non è inferiore a euro 3.000,00. Esso è così determinato:
• 4% per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 3.001,00 e euro 50.000,00;
• 3% per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 50.000,01 e euro 200.000,00;
• 1% per la parte del prezzo di vendita compresa tra euro 200.000,01 e euro 350.000,00;
• 0,5% per la parte del prezzo di vendita com¬presa tra euro 350.000,01 e euro 500.000,00;
• 0,25% per la parte del prezzo di vendita superiore a euro 500.00 0,00
2.6 Valute. Durante alcune aste potrà essere operante uno schermo che indica i cambi aggiornati delle principali valute estere, in contemporanea con le offerte effettuate in sala d’asta. I cambi sono da considerarsi solo indicativi e tutte le offerte in sala saranno espresse in Euro. Finarte declina ogni responsabilità per ogni errore ed omissione che apparirà su detto schermo. Il pagamento dei lotti acquistati dovrà essere in Euro. L’ammontare equivalente potrà essere effettuato in valuta estera purché in base al cambio del giorno in cui il pagamento verrà effettuato.
2.7 Sicurezza. Per salvaguardare la sicurezza dei potenziali Acquirenti e degli Acquirenti durante la permanenza nei nostri spazi espositivi, Finarte espone tutte le opere in modo tale da non creare eventuali pericoli. Tuttavia, nel caso in cui un potenziale Acquirente maneggiasse lotti in ESPOSIZIONE, ciò è a suo esclusivo rischio e pericolo. Alcuni lotti di grandi dimensioni e pesanti possono essere pericolosi se maneggiati in modo errato. Nel caso in cui si desiderasse ispezionare accuratamente un lotto, La preghiamo di richiedere l’assistenza del personale di Finarte. Alcuni lotti in ESPOSIZIONE potrebbero essere segnalati con la dicitura “per cortesia non toccare” ovvero con altra dicitura simile. Nel caso in cui si intenda esaminare questi lotti, si prega di richiedere l’assistenza del personale Finarte. In ogni caso, salvo dolo o colpa grave, Finarte non sarà in alcun modo responsabile per eventuali danni subiti dal potenziale Acquirente, dall’Acquirente ovvero da un suo studioso o da un suo esperto indipendente in occasione dell’ispezione del lotto.
3. PRIMA DELL’ASTA
3.1 Stime pubblicate in catalogo. Le stime pubblicate in catalogo sono solo indicative per i potenziali acquirenti e sono soggette a revisione.
Il Prezzo potrà essere superiore o inferiore alle valutazioni indicate. Resta inteso che stime indicate in catalogo d’asta non comprendono la Commissione di acquisto e l’IVA. I potenziali Acquirenti sono tenuti a consultare il Sito per prendere visione della catalogazione più aggiornata dei lotti presenti in catalogo.
3.2 SIMBOLI. Il catalogo d’asta potrà contenere i seguenti simboli:
0 Importo minimo garantito.
Nel caso in cui un lotto sia contrassegnato da questo simbolo al Venditore è stato garantito un importo minimo nell’ambito di una o più aste.
P Lotti di proprietà di Finarte.
Nel caso in cui i lotti siano contrassegnati da questo simbolo la proprietà appartiene in tutto o in parte a Finarte.
PI Parte Interessata.
Indica il caso in cui possano essere effettuate offerte sul lotto anche da parte di soggetti aventi un interesse diretto o indiretto sul medesimo, quale ad esempio il beneficiario o l’esecutore testamentario che abbia venduto il lotto oppure il comproprietario del lotto o un soggetto che abbia prestato una garanzia per il lotto.
SR Senza Riserva.
I lotti illustrati nel catalogo che non sono contrassegnati da questo simbolo (SR), si intendono soggetti alla vendita con riserva. Generalmente la Riserva corrisponde ad una percentuale della Stima minima pre-vendita e non supera tale valore. Nel caso in cui un lotto sia venduto senza Riserva, verrà contrassegnato da questo simbolo.
® Diritto di Seguito.
Per i lotti contrassegnati da questo simbolo, l’Acquirente si impegna a pagare il “diritto di seguito”, che spetterebbe al venditore pagare in base all’art. 152, comma 1, Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e integrazioni, nella misura determinata nella sezione “Diritto di seguito” di cui sopra.
I Lotto proveniente da impresa.
Per i lotti contrassegnati da questo simbolo il Prezzo è soggetto a (e comprensivo di) IVA.
TI Lotto in regime di temporanea importazione.
Lotto in regime di temporanea importazione ex art. 72 del Codice Urbani o per il quale è stata richiesta la temporanea importazione.
ID Lotto in temporanea importazione doganale.
I lotti contrassegnati da questo simbolo sono soggetti ad IVA (attualmente pari ad una percentuale del 10%) sul Prezzo e sul diritto di seguito, dove applicabile per i residenti in Italia. Qualsiasi costo connesso alla chiusura della temporanea importazione doganale è a carico dell’Acquirente.
RIF = Riferita
La documentazione o la fotografia, anche quando di autore ignoto, è riferita al lavoro dell’artista indicato.
Es. foto di una performance
4. L’ASTA
4.1 SVOLGIMENTO DELL’ASTA
4.1.1 L’asta è regolata dalle Condizioni Generali di Vendita e dalle Condizioni Generali di Mandato. Le Condizioni Generali di Vendita
possono essere modificate mediante un avviso affisso nella sala d’asta o tramite un annuncio fatto dal banditore d’asta prima dell’inizio dell’asta. Nell’ipotesi in cui Finarte permetta la partecipazione all’asta anche online queste modifiche sono portate a conoscenza anche tramite il Sito prima dell’inizio dell’asta.
4.1.2 Le offerte possono essere eseguite personalmente mediante una paletta durante l’asta, mediante un’offerta scritta prima dell’asta, per telefono ovvero via internet (in quest’ultimo caso solo se possibile in relazione alla specifica asta).
4.1.3 Nell’ipotesi in cui il Venditore sia un professionista e l’Acquirente sia un consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo, le vendite concluse mediante offerte scritte, telefoniche o offerte online costituiscono contratti a distanza ai sensi e per gli effetti degli artt. 45 e ss. del Codice del Consumo.
4.1.4 La velocità dell’asta può variare, tra i cinquanta (50) e i centoventi (120) lotti l’ora.
4.1.5 L’incremento delle offerte è generalmente del dieci per cento (10%) rispetto a quella precedente.
4.1.6 A sua completa discrezione, Finarte ha il diritto di rifiutare a chiunque di partecipare alle aste.
4.1.7 Nei confronti di ciascun potenziale Acquirente, Finarte si riserva la facoltà di subordinare la partecipazione all’asta all’esibizione di una lettera di referenze bancarie oppure al deposito di una somma a garanzia dell’esatto adempimento delle obbligazioni previste dalle presenti Condizioni Generali di Vendita che sarà restituita una volta conclusa l’asta.
4.1.8 Chiunque faccia un’offerta ad un’asta sarà considerato parte direttamente interessata all’acquisto, salvo accordo scritto fra il partecipante all’asta e Finarte in base al quale il partecipante dichiara di agire in nome e per conto di un terzo che sia da Finarte accettato.
4.1.9 Nel caso in cui una persona a cui sia stata concessa la possibilità di effettuare un’offerta relativa ad un lotto abbia un interesse diretto o indiretto sul medesimo, quale ad esempio il beneficiario o l’esecutore testamentario che abbia venduto il lotto, oppure il comproprietario del lotto o un’altra parte che abbia prestato una garanzia per il lotto, Finarte ne darà comunicazione in catalogo.
4.1.10 Il banditore conduce l’asta partendo dall’offerta che considera adeguata, in funzione del valore del lotto e delle offerte concorrenti. Il banditore può aprire le offerte su ogni lotto formulando un’offerta nell’interesse del Venditore. Il banditore può inoltre fare offerte nell’interesse del Venditore, fino all’ammontare della Riserva, formulando offerte consecutive o in risposta ad altre offerte.
4.1.11 Il colpo di martello del banditore determina l’accettazione dell’offerta più alta, del Prezzo e, conseguentemente, la conclusione del contratto di vendita tra il Venditore e l’Acquirente.
4.1.12 l banditore può, a sua assoluta discrezione e in un momento qualsiasi dell’asta:
(a) ritirare un lotto dall’asta;
(b) riformulare un’offerta di vendita per un lotto, qualora abbia motivi per ritenere che ci sia un errore o una disputa; e/o
(c) adottare qualsiasi provvedimento che ritenga adatto alle circostanze, come abbinare o separare i lotti o cambiarne l’ordine di vendita purché il lotto non sia offerto in asta una giornata anteriore rispetto a quella indicata nel catalogo d’asta.
4.1.13 Durante alcune aste potrà essere operante uno schermo video. Finarte declina ogni responsabilità sia in relazione alla corrispondenza dell’immagine sullo schermo all’originale, sia per
errori nel funzionamento dello schermo video.
4.1.14 Finarte dichiara che il lotto può essere oggetto di dichiarazione di interesse culturale da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ai sensi dell’art. 13 del Codice Urbani. In tal caso o nel caso in cui in relazione al lotto sia stato avviato il procedimento di dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell’art. 14 del Codice Urbani, Finarte ne darà comunicazione prima della vendita. Nel caso in cui il lotto sia stato oggetto di dichiarazione di interesse culturale il Venditore provvederà a denunciare la vendita al Ministero competente ex art. 59 Codice Urbani. La vendita sarà sospensivamente condizionata al mancato esercizio da parte del Ministero competente del diritto di prelazione nel termine di sessanta (60) giorni dalla data di ricezione della denuncia, ovvero nel termine maggiore di centottanta (180) giorni di cui all’art. 61, comma 2, del Codice Urbani. In pendenza del termine per l’esercizio della prelazione il lotto non potrà essere consegnato all’ Acquirente in base a quanto stabilito dall’art. 61 del Codice Urbani.
4.1.15 Generalmente la Riserva non supera la Stima minima pre-vendita annunciata o pubblicata da Finarte, salvo nel caso in cui la Riserva sia espressa in una moneta diversa dall’euro e vi siano sensibili fluttuazioni del tasso di cambio fra la data in cui è stata pattuita la Riserva e la data dell’asta. In tal caso, salvo diverso accordo fra Finarte ed il Venditore, la Riserva sarà modificata in un importo pari all’equivalente in euro in base al tasso ufficiale di cambio del giorno immediatamente precedente quello dell’asta.
4.1.16 Offerte “al meglio”, “salvo visione” o che comprendono lotti in alternativa a quello indicato non sono accettate.
4.2 OFFERTE IN SALA
4.2.1 Per partecipare all’asta in sala tutti i potenziali Acquirenti dovranno munirsi – prima che inizi l’asta - di una paletta numerata per esprimere le proprie offerte.
4.2.2 La paletta numerata verrà consegnata al potenziale Acquirente dal personale di Finarte al banco registrazione a seguito dell’esibizione di un documento di identità, della compilazione e della firma dell’apposito modulo di registrazione e attribuzione della paletta numerata.
4.2.3 Compilando e firmando il modulo di registrazione e attribuzione della paletta numerata, ciascun potenziale Acquirente accetta le Condizioni Generali di Vendita incluse nel catalogo.
4.2.4 È possibile registrarsi all’asta anche durante i giorni dell’ESPOSIZIONE che precede l’asta.
4.2.5 È possibile partecipare all’asta in nome e per conto di un’altra persona fisica o giuridica. In tal caso, in occasione della registrazione all’asta, dovrà essere esibita idonea procura scritta rilasciata dal rappresentato con allegato un documento di identità del rappresentato. Il partecipante all’asta sarà solidalmente obbligato con il terzo interessato nei confronti di Finarte in relazione a tutti gli obblighi derivanti dalle presenti Condizioni Generali di Vendita. Nel caso in cui il rappresentato sia una persona giuridica, la procura dovrà essere sottoscritta dal legale rappresentante o da un procuratore dotato di potere di firma la cui carta di identità dovrà essere allegata alla procura. Finarte si riserva la facoltà di non fare partecipare all’asta il rappresentante qualora, a suo insindacabile giudizio, non ritenga dimostrato il potere di rappresentanza.
4.2.6 Le palette numerate devono essere utilizzate per indicare le offerte al banditore durante l’asta.
4.2.7 In caso di aggiudicazione di un lotto, si prega di accertarsi che la paletta possa essere vista dal banditore e che sia il numero ivi indicato ad essere stato annunciato.
4.2.8 Nell’ipotesi di dubbi riguardo al Prezzo o all’Acquirente, siete pregati di attirare immediatamente l’attenzione del banditore.
4.2.9 Tutti i lotti venduti saranno fatturati al nome ed all’indirizzo rilasciati al momento dell’assegnazione della paletta numerata e non potranno essere trasferiti ad altri nomi ed indirizzi.
4.2.10 L’eventuale perdita della paletta dovrà essere immediatamente comunicata all’assistente del banditore che provvederà a fornire al potenziale Acquirente una nuova paletta
4.2.11 Al termine dell’asta la paletta deve essere restituita al banco registrazioni.
4.3 OFFERTE SCRITTE
4.3.1 Mediante la compilazione e l’invio dell’apposito modulo di offerta (insieme alla documentazione in esso richiesta) allegato al catalogo d’asta e caricato sul Sito è possibile formulare offerte scritte.
4.3.2 Finarte darà esecuzione alle offerte per conto del potenziale Acquirente.
4.3.3 Il servizio è gratuito e confidenziale.
4.3.4 Il modulo di offerta dovrà essere inviato a Finarte almeno ventiquattro (24) ore prima dell’asta.
4.3.5 Le offerte scritte saranno accettate da Finarte soltanto se sufficientemente chiare e complete, con particolare riferimento al lotto e al prezzo a cui si intende aggiudicare il lotto.
4.3.6 Nel caso in cui Finarte riceva più offerte scritte di pari importo per uno specifico lotto, quest’ultimo sarà aggiudicato al soggetto la cui offerta sia pervenuta per prima a Finarte.
4.3.7 Finarte nel formulare le offerte per conto del potenziale Acquirente terrà conto della Riserva e delle altre offerte, in modo da ottenere l’aggiudicazione del lotto al Prezzo più conveniente.
4.3.8 Gli importi indicati nel modulo d’offerta devono intendersi come importi massimi. Finarte non accetta offerte illimitate ovvero prive di importo.
4.3.9 Ogni modulo d’offerta deve contenere offerte per una sola asta. Offerte alternative possono essere accettate se viene specificata, tra il numero dei lotti, la parola “OPPURE”.
4.3.10 Dopo l’asta, coloro che avranno lasciato offerte scritte dovranno tempestivamente controllare con Finarte se la loro offerta è andata a buon fine.
4.3.11 In caso di aggiudicazione di un lotto, nell’ipotesi in cui il Venditore sia un professionista e l’Acquirente sia un consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo, l’Acquirente non disporrà - ai sensi dell’art. 59, comma 1, lettera m), del Codice del Consumo - del diritto di recesso previsto per i contratti a distanza in quanto il contratto di vendita è concluso in occasione di un’asta pubblica secondo la definizione fornita dall’art. 45, comma 1, lettera o) del Codice del Consumo.
4.4 OFFERTE TELEFONICHE
4.4.1 Mediante la compilazione e l’invio dell’apposito modulo di offerta (insieme alla documentazione in esso richiesta) allegato al catalogo d’asta e caricato sul Sito è possibile formulare offerte telefoniche.
4.4.2 Il modulo di offerta dovrà essere inviato a Finarte almeno ventiquattro (24) ore prima dell’asta.
4.4.3 Una volta ricevuto il modulo Finarte provvederà a contattare
telefonicamente il potenziale Acquirente al numero di telefono indicato nel modulo.
4.4.4 Nel caso in cui Finarte non riuscisse, per qualsiasi ragione, a contattare telefonicamente il potenziale Acquirente, potrà effettuare per conto dello stesso offerte fino a un importo pari all’offerta massima indicata nel modulo (“Covering Bid”). In questo caso, Finarte nel formulare le offerte per conto del potenziale Acquirente terrà conto della Riserva e delle altre offerte, in modo da ottenere l’aggiudicazione del lotto al Prezzo più conveniente.
4.4.5 Finarte si riserva il diritto di registrare le offerte telefoniche e non assume alcuna responsabilità, ad alcun titolo, nei confronti dei partecipanti all’asta per problemi o inconvenienti relativi alla linea telefonica (a titolo di esempio, per interruzione o sospensione della linea telefonica).
4.4.6 Finarte non accetta offerte telefoniche riferite a lotti la cui Stima minima di pre-vendita indicata in catalogo sia inferiore ad Euro 500,00.
4.4.7 In ogni caso, Finarte non accetta offerte telefoniche per un importo inferiore alla Stima minima di pre-vendita.
4.4.8 Il personale di Finarte è disponibile ad effettuare telefonate in lingua inglese e francese.
4.4.9 In caso di aggiudicazione di un lotto, nell’ipotesi in cui il Venditore sia un professionista e l’Acquirente sia un consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo, l’Acquirente non disporrà - ai sensi dell’art. 59, comma 1, lettera m), del Codice del Consumo - del diritto di recesso previsto per i contratti a distanza in quanto il contratto di vendita è concluso in occasione di un’asta pubblica secondo la definizione fornita dall’art. 45, comma 1, lettera o) del Codice del Consumo.
4.5 OFFERTE VIA INTERNET
4.5.1 Almeno settantadue (72) ore prima la data dell’asta, Finarte comunicherà sul Sito e/o sul catalogo d’asta, l’asta in occasione della quale è possibile formulare offerte anche via internet.
4.5.2 In caso di partecipazione all’asta via internet il potenziale Acquirente avrà la possibilità di vedere e ascoltare il banditore nonché fare offerte in tempo reale.
4.5.3 La partecipazione all’asta via internet è subordinata alla previa iscrizione al Sito e alla successiva registrazione all’asta almeno ventiquattro (24) ore prima l’inizio dell’asta.
4.5.4 Una volta completata la registrazione al Sito, ciascun potenziale Acquirente riceve per email una password (che si impegna a custodire con cura e diligenza e a non diffondere ovvero comunicare a terzi) necessaria per accedere al Sito in qualità di utente registrato e per partecipare all’asta.
4.5.5 Ciascun utente registrato è responsabile per qualsiasi attività compiuta attraverso il Sito tramite le proprie credenziali di accesso e si impegna a comunicare immediatamente a Finarte qualsiasi uso illecito della sua password di accesso al Sito ovvero lo smarrimento della password. In questo caso, Finarte provvederà a comunicare all’utente registrato una nuova password di accesso al Sito e la password precedente non potrà più essere utilizzata per accedere al Sito ovvero per partecipare alle aste.
4.5.6 Finarte non garantisce che il Sito sia sempre operativo e che non vi si siano interruzioni durante la partecipazione all’asta ovvero che il Sito e/o il relativo server siano liberi da virus o da qualsiasi altro materiale dannoso o potenzialmente dannoso. Pertanto, salvo
i casi di dolo o colpa grave, Finarte non è in alcun modo responsabile per eventuali problemi tecnici verificatisi in occasione dell’asta (quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, rallentamenti nella navigazione internet o il malfunzionamento del server che gestisce la partecipazione all’asta via internet).
4.5.7 Finarte non è in alcun modo responsabile per qualsiasi danno ovvero inconveniente subito derivante dall’uso non corretto del Sito ai sensi delle presenti Condizioni Generali di Vendita.
4.5.8 Ciascun potenziale Acquirente si impegna a non usare alcun software ovvero strumento di alcun tipo per influenzare ovvero interferire (anche solo potenzialmente) sull’andamento dell’asta e si impegna ad utilizzare il Sito e qualsiasi sua applicazione con correttezza e buona fede.
4.5.9 Qualora Finarte abbia deciso di permettere la partecipazione all’asta anche online, le presenti Condizioni Generali di Vendita disciplinano, anche l’offerta in vendita e l’aggiudicazione dei lotti tramite i siti / piattaforme internet attraverso i quali è possibile formulare offerte. L’asta online a cui si applicano le presenti Condizioni Generali di Vendita è un’asta pubblica (definita dall’art. 45, comma 1, lett. o) del Codice del Consumo come il metodo di vendita in cui beni o servizi sono offerti dal professionista ai consumatori che partecipano o cui è data la possibilità di partecipare all’asta di persona, mediante una trasparente procedura competitiva di offerte gestita da una casa d’aste e in cui l’aggiudicatario è vincolato all’acquisto dei beni o servizi), ed è la medesima asta pubblica a cui si può partecipare in sala, ovvero al telefono o mediate una offerta scritta pre-asta.
4.5.10 I lotti acquistati tramite internet sono offerti e venduti da Finarte che agisce in qualità di mandatario con rappresentanza del Venditore.
4.5.11 L’offerta e la vendita da parte di Finarte dei lotti offerti in vendita su internet costituiscono un contratto a distanza disciplinato dal Capo I, Titolo III (artt. 45 e ss.) del Codice del Consumo e dal Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70, contenente la disciplina del commercio elettronico.
4.5.12 In caso di aggiudicazione di un lotto, nell’ipotesi in cui il Venditore sia un professionista e l’Acquirente sia un consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo, l’Acquirente non disporrà - ai sensi dell’arti. 59, comma 1, lettera m), del Codice del Consumo - del diritto di recesso previsto per i contratti a distanza in quanto il contratto di vendita è concluso in occasione di un’asta pubblica secondo la definizione fornita dall’art. 45, comma 1, lettera o) del Codice del Consumo.
4.6
OFFERTE DA PARTE DEI DIPENDENTI
4.6.1 I dipendenti di Finarte possono effettuare offerte in un’asta di Finarte solo se il dipendente non è a conoscenza della Riserva e se effettua l’offerta nel pieno rispetto delle regolamentazioni interne che regolano le offerte in asta dei dipendenti.
discrezione ed eventualmente a pagamento, un rapporto scritto (condition report) sulle condizioni del lotto.
5.3 Nel caso in cui, dopo la vendita in asta, un lotto risulti essere una Contraffazione, Finarte rimborserà all’Acquirente che faccia richiesta di risoluzione del contratto di vendita, previa restituzione del lotto a Finarte, l’Importo totale dovuto a condizione che, non più tardi di cinque (5) anni dalla data della vendita, l’Acquirente: (a) comunichi a Finarte per iscritto, entro tre (3) mesi dalla data in cui ha avuto una notizia che lo induca a ritenere che il lotto sia una Contraffazione, il numero del lotto, la data dell’asta alla quale il lotto è stato acquistato e i motivi per i quali l’Acquirente ritenga che il lotto sia una Contraffazione; (b) sia in grado di riconsegnare a Finarte il lotto, libero da rivendicazioni o da pretese da parte di terzi sorte dopo la data della vendita e il lotto sia nelle stesse condizioni in cui si trovava alla data della vendita; (c) fornisca a Finarte le relazioni di due studiosi o esperti indipendenti e di riconosciuta competenza, in cui siano spiegate le ragioni per cui il lotto sia ritenuto una Contraffazione.
5.4 Finarte si riserva il diritto di procedere alla risoluzione della vendita anche in assenza di una o più delle condizioni sopra richieste, in tutto o in parte.
5.5 Finarte non sarà vincolata dai pareri forniti dall’Acquirente e si riserva il diritto di richiedere il parere addizionale di altri esperti a sue proprie spese. Nel caso in cui Finarte decida di risolvere la vendita, Finarte avrà facoltà di rimborsare all’Acquirente, in misura ragionevole, i costi da questo sostenuti per ottenere i pareri dei due esperti indipendenti e accettati sia da Finarte che dall’Acquirente.
5.6 L’Acquirente non avrà diritto di risolvere il contratto di vendita e Finarte non effettuerà il rimborso se:
(a) la descrizione nel catalogo fosse conforme all’opinione generalmente accettata di studiosi ed esperti alla data della vendita o indicasse come controversa l’autenticità o l’attribuzione del lotto; o (b) alla data della pubblicazione del catalogo la contraffazione del lotto poteva essere accertata soltanto svolgendo analisi generalmente ritenute inadeguate allo scopo o difficilmente praticabili, il cui costo era irragionevole o che avrebbero ragionevolmente potuto danneggiare o altrimenti comportare una diminuzione di valore del lotto.
6. OBBLIGHI DELL’ACQUIRENTE E RESPONSABILITÀ DI FINARTE
NEI CONFRONTI DEGLI ACQUIRENTI
6.1 L’Acquirente si impegna ad esaminare il lotto e la documentazione rilevante prima dell’acquisto per verificarne la conformità alle descrizioni del catalogo e, se del caso, a richiedere il parere di uno studioso o di un esperto indipendente, per accertarne paternità, autenticità, PROVENIENZA, attribuzione, origine, data, età, periodo, origine culturale ovvero fonte, condizione e completezza, qualità, ivi compreso il prezzo o il valore.
5. OBBLIGHI DI FINARTE NEI CONFRONTI DELL’ACQUIRENTE
5.1 Finarte agisce in nome e per conto del Venditore, in qualità di mandataria con rappresentanza del Venditore, ad eccezione dei casi in cui è proprietaria in tutto o in parte di un lotto.
5.2 Su richiesta dell’Acquirente, Finarte potrà fornire, a sua
6.2 Ogni rappresentazione scritta o verbale fornita da Finarte, incluse quelle contenute nel catalogo, in relazioni, commenti o valutazioni concernenti qualsiasi carattere di un lotto, quale paternità, autenticità, PROVENIENZA, attribuzione, origine, data, età, periodo, origine culturale ovvero fonte, condizione e completezza, qualità, ivi compreso il prezzo o il valore, riflettono esclusivamente opinioni e possono essere riesaminate da Finarte ed, eventualmente, modificate prima che il lotto sia offerto in vendita. Salvo il dolo e la colpa grave, Finarte e i suoi dipendenti, collaboratori, amministratori o consulenti non sono responsabili degli errori o delle omissioni
contenuti in queste rappresentazioni.
6.3 I lotti sono venduti “come visti e piaciuti”, con espressa esclusione di ogni garanzia per vizi occulti e con ogni lacuna, difetto, imperfezione ed errore di descrizione.
6.4 Tutti i lotti, ivi compresi quelli che abbiano - in tutto o in parte - una natura elettrica o meccanica sono da considerarsi solamente sulla base del loro valore artistico, decorativo e/o collezionistico e non sono da considerarsi funzionanti. Il funzionamento e la sicurezza dei lotti che abbiano, in tutto o in parte, una natura elettrica o meccanica non sono verificati prima della vendita e sono acquistati dall’Acquirente a suo rischio e pericolo.
6.5 Le descrizioni dei cataloghi e dei condition report di cui all’art. 5.2 che precede, sono meramente indicative e sono effettuate al solo scopo di identificare il lotto.
6.6 La mancanza di riferimenti espliciti nei cataloghi e nei condition report in merito alle condizioni del lotto non implica che il lotto sia privo di imperfezioni.
6.7 Salvo il caso di dolo o colpa grave, Finarte ovvero i suoi dipendenti, collaboratori, amministratori o consulenti non saranno responsabili per atti od omissioni relativi alla preparazione o alla conduzione dell’asta o per qualsiasi questione relativa alla fase preparatoria della vendita dei lotti.
6.8 Salvo il caso di dolo o colpa grave, l’eventuale responsabilità di Finarte ovvero dei suoi dipendenti, collaboratori, amministratori o consulenti nei confronti dell’Acquirente in relazione all’acquisto di un lotto da parte di quest’ultimo è limitata al Prezzo e alla Commissione di acquisto pagata dall’Acquirente a Finarte.
6.9 Le descrizioni di autovetture e motoveicoli, anche in relazione alla loro storia, alla loro età, al modello, ai passaggi di proprietà, allo stato di conservazione e ad eventuali processi di restauro, a caratteristiche tecniche, ai componenti interni ed esterni, inclusi il numero del motore (matching number o meno) e del telaio dell’autovettura - presenti in catalogo e/o nel condition report sono fornite a titolo di orientamento per il potenziale Acquirente da Finarte in buona fede sulla scorta delle indicazioni ed informazioni ricevute del Venditore, ma non devono essere ritenute esaustive e/o verificate. Tutte le autovetture e i motoveicoli – insieme ai documenti rilevanti che li accompagnanodovranno quindi essere esaminati in modo adeguato dal potenziale acquirente per poter completamente accertare il loro stato. L’assenza di indicazione di un difetto, di un restauro o della presenza di una parte non originale non implica che tale difetto, restauro o presenza di una parte non originale non possano sussistere Le descrizioni degli orologi e delle pietre preziose, anche in relazione allo stato di conservazione e ad eventuali restauri, presenti in catalogo e/o nel condition report sono fornite a titolo di orientamento per il potenziale Acquirente da Finarte in buona fede sulla scorta delle indicazioni ed informazioni ricevute del Venditore, ma non devono essere ritenute esaustive e/o verificate. Tutti gli orologi e le pietre preziose dovranno quindi essere esaminati in modo adeguato dal potenziale acquirente per poter completamente accertare il loro stato. L’assenza di indicazione di un difetto, di un restauro o della presenza di una parte non originale non implica che tale difetto, restauro o presenza di una parte non originale non possano sussistere. Nel caso di orologi da polso dichiarati dal produttore come impermeabili, il loro esame può aver richiesto la loro apertura: Finarte suggerisce pertanto che l’Acquirente, prima di utilizzarli in condizioni di presenza d’acqua, li porti ad un centro autorizzato per la verifica della tenuta. I cinturini in materiale organico eventualmente presenti sono
associati alle casse in fase di prevendita a puro scopo di presentazione: i potenziali Acquirenti sono consapevoli che l’importazione in Paesi stranieri di materiali provenienti da specie in pericolo di estinzione, quali, a titolo di puro esempio, tartaruga ed avorio, è soggetta alla normativa internazionale CITES. Il potenziale Acquirente dovrà quindi informarsi adeguatamente in fase preliminare relativamente a tali restrizioni, se intende partecipare all’asta per un lotto che contenga, anche solo in parte, materiali di questa tipologia.
6.10 In caso di aggiudicazione di un’autovettura e/o di un motoveicolo, ai sensi e per gli effetti della normativa anche regolamentare rilevante, l’Acquirente si impegna ad avviare e gestire, tramite un’agenzia competente indicata da Finarte, a propria cura e spese, il procedimento di passaggio di proprietà e/o, se del caso, il procedimento di immatricolazione, entro e non oltre quindici (15) giorni dalla data di aggiudicazione del Lotto. Il tutto fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 7.11.
6.11 In caso di definitiva esportazione all’estero di autoveicoli e/o di motoveicoli immatricolati in Italia, ai sensi e per gli effetti delle normativa anche regolamentare rilevante, l’Acquirente si impegna a richiedere all’ufficio competente la cancellazione dall’archivio nazionale dei veicoli e dal Pubblico registro automobilistico, restituendo la targa e la carta di circolazione del Lotto entro e non oltre 15 (quindici giorni) dall’aggiudicazione del Lotto.
7. PAGAMENTO
7.1 In caso di aggiudicazione, l’Acquirente è tenuto a pagare a Finarte l’Importo totale dovuto immediatamente – e comunque entro e non oltre cinque (5) giorni - dalla conclusione dell’asta.
7.2 Nel caso in cui il lotto sia stato oggetto della dichiarazione di cui all’art. 4.1.14 che precede, l’Acquirente si impegna a corrispondere l’Importo totale dovuto al decorso del termine per l’esercizio della prelazione da parte del Ministero competente.
7.3 La fatturazione del Prezzo all’Acquirente sarà di competenza esclusiva del Venditore.
7.4 Il pagamento della Commissione di acquisto e delle eventuali Spese potrà essere effettuato mediante contanti, assegno circolare, assegno bancario, bonifico, Bancomat o Carta di Credito (American Express, Visa o Mastercard)
7.5 Finarte può accettare pagamenti singoli o multipli in contanti solo per importi inferiori a euro 4.999,99.
7.6 Le coordinate bancarie per i bonifici sono le seguenti:
Finarte Auctions S.r.l.
Banca: Banco Passadore & C.
IBAN: IT63W0333202400000003112886
SWIFT: PASBITGG
7.7 Nel caso di bonifico, nella causale dovrà essere indicato nome e cognome dell’Acquirente e il numero della fattura.
7.8 Il pagamento mediante Bancomat, American Express, Visa o Mastercard può essere disposto solo dal titolare della carta
7.9 Finarte si riserva la facoltà di controllare la PROVENIENZA dei
pagamenti ricevuti e di non accettare pagamenti ricevuti da persone differenti dall’Acquirente.
7.10 In limitate circostanze e comunque previo il consenso del Venditore, Finarte potrà concedere agli Acquirenti che ritenga affidabili la facoltà di pagare i lotti a cadenze dilazionate. Le modalità di pagamento dilazionato dovranno essere definite prima della vendita. Prima di stabilire se concedere o meno pagamenti dilazionati, Finarte può chiedere referenze sull’affidabilità dell’Acquirente e documentazione sulla sua identità e residenza.
7.11 Anche ai sensi e per gli effetti di quanto previsto all’art. 1523 c.c., il trasferimento della proprietà del lotto dal Venditore all’Acquirente avverrà soltanto al momento del pagamento da parte dell’Acquirente dell’Importo totale dovuto.
7.12 In caso di mancato o ritardato pagamento da parte dell’Acquirente - nel termine di cui all’art. 7.1. che precede - in tutto o in parte, dell’Importo totale dovuto, Finarte ha diritto, a propria scelta, di chiedere l’adempimento ovvero di risolvere il contratto di vendita a norma dell’art. 1456 c.c., salvo in ogni caso il diritto al risarcimento dei danni, nonché la facoltà di far vendere il lotto per conto ed a spese dell’Acquirente, a norma dell’art. 1515 c.c.
7.13 In caso di ritardo nel pagamento dell’Importo totale dovuto per un periodo superiore a cinque (5) giorni lavorativi dalla data dell’asta, Finarte potrà depositare il lotto presso un depositario terzo a rischio e spese dell’Acquirente. Nonché di addebitare all’Acquirente e di trattenere a proprio credito interessi moratori in misura pari al tasso previsto dalla legge Euribor a 3 mesi maggiorato di uno spread del cinque per cento (5%), salvo il diritto di Finarte al risarcimento del maggior danno.
7.14 In caso di mancato o ritardato pagamento da parte dell’Acquirente, Finarte potrà rifiutare qualsiasi offerta fatta dall’Acquirente o da un suo rappresentante nel corso di aste successive o chiedere all’Acquirente di depositare una somma di denaro, a titolo di garanzia, prima di accettare offerte.
7.15 Finarte ha la facoltà di compensare ogni somma dovuta, a qualsiasi titolo, all’Acquirente con ogni somma dovuta da quest’ultimo, a qualsiasi titolo a Finarte.
7.16 Orario di cassa: Lun-Ven 10-13; 14-17.30.
8. CONSEGNA E RITIRO DEL LOTTO
8.1 La consegna del lotto avverrà presso la sede di Finarte non oltre cinque (5) giorni lavorativi dal giorno della aggiudicazione.
8.2 Il lotto sarà consegnato solo ad avvenuto pagamento dell’Importo totale dovuto all’Acquirente ovvero a soggetto terzo munito di delega scritta rilasciata da quest’ultimo.
8.3 Al momento della consegna del lotto, Finarte richiederà all’Acquirente o al terzo incaricato un documento attestante la sua identità.
8.4 Prima di organizzare il ritiro del lotto, si prega di controllare con Finarte dove è conservato il lotto.
8.5 Nell’ipotesi di morte, interdizione, inabilitazione, estinzione/ cessazione, per qualsiasi motivo, dell’Acquirente, debitamente comunicata a Finarte, quest’ultima acconsentirà a riconsegnare il lotto previo accordo di tutti gli aventi causa dell’Acquirente ovvero secondo le modalità stabilite dall’autorità giudiziaria.
8.6 Qualora l’Acquirente non ritiri il lotto entro cinque (5) giorni lavorativi dal giorno della vendita, Finarte avrà diritto di:
(a) addebitare all’Acquirente un importo pari all’uno per cento (1%) del Prezzo per ogni mese di ritardo nel ritiro del lotto, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla vendita; ovvero (b) depositare il lotto presso un depositario terzo a rischio e spese dell’Acquirente.
9. TRASFERIMENTO DEL RISCHIO
9.1 Un lotto acquistato è interamente a rischio dell’Acquirente a partire dalla data più antecedente fra quelle in cui l’Acquirente: (a) prende in consegna il lotto acquistato; o (b) paga l’Importo totale dovuto per il lotto; ovvero (c) dalla data in cui decorre il termine di pagamento di cinque (5) giorni lavorativi dal giorno dell’aggiudicazione.
9.2 L’Acquirente sarà risarcito per qualsiasi perdita o danno del lotto che si verifichi dopo la vendita ma prima del trasferimento del rischio, ma il risarcimento non potrà superare, salvo il caso di dolo o colpa grave, il Prezzo oltre alla Commissione di acquisto ricevuta da Finarte.
9.3 Salvo il caso di dolo o colpa grave, in nessun caso Finarte si assume la responsabilità per la perdita o danni causati alle cornici o al vetro che contengono o coprono stampe, dipinti o altre opere a meno che la cornice o/e il vetro non costituiscano il lotto venduto all’asta.
9.4 In nessun caso Finarte sarà responsabile per la perdita o il danneggiamento verificatisi a seguito di un qualsiasi intervento (compresi interventi di restauro, interventi sulle cornici e interventi di pulitura) da parte di esperti indipendenti incaricati da Finarte con il consenso del Venditore per la perdita o il danneggiamento causati o derivanti, direttamente o indirettamente, da:
(a) cambiamenti di umidità o temperatura; (b) normale usura o graduale deterioramento derivanti da interventi sul lotto e/o da vizi o difetti occulti (inclusi i tarli del legno); (c) errori di trattamento;
(d) guerra, fissione nucleare, contaminazione radioattiva, armi chimiche, biochimiche o elettro¬magnetiche; (e) atti di terrorismo; e (f) altri eventi di forza maggiore.
10. SPEDIZIONE
10.1. Su richiesta scritta dell’Acquirente, Finarte potrà organizzare l’imballaggio e la spedizione del lotto a condizione che l’Acquirente:
(a) abbia interamente pagato l’Importo totale dovuto;
(b) fornisca a Finarte eventuali attestati di libera circolazione ovvero licenze di esportazione o qualunque eventuale attestazione e/o certificazione a tal fine necessari.
10.2. Saldo diverso accordo con l’Acquirente:
(a) le spese di imballaggio e spedizione sono a carico e cura dell’Acquirente che potrà richiedere, almeno ventiquattro (24) ore prima dell’inizio dell’asta, preventivi di spesa qualora intenda affidare a Finarte l’imballaggio e la spedizione del lotto;
(b) la copertura assicurativa volta a coprire il rischio di perdite e/o danni (anche parziali) che il lotto può subire durante il trasporto dovrà essere concordata fra l’Acquirente ed il trasportatore senza alcuna responsabilità per Finarte;
(c) il costo della copertura assicurativa sarà a spese dell’Acquirente.
10.3. L’imballaggio e la spedizione del lotto all’Acquirente sono interamente a rischio e a carico dell’Acquirente e Finarte non si assume alcuna responsabilità per azioni od omissioni degli addetti all’imballaggio o dei trasportatori.
11. ESPORTAZIONE DAL TERRITORIO DELLA REPUBBLICA
ITALIANA
11.1 L’esportazione di beni culturali al di fuori del territorio della Repubblica italiana è assoggettata alla disciplina prevista dal Codice Urbani. L’esportazione di beni culturali al di fuori del territorio dell’Unione Europea è altresì assoggettata alla disciplina prevista dal Regolamento CE n. 116/2009 del 18 dicembre 2008 e dal Regolamento UE di esecuzione della Commissione n. 1081/2012.
11.2 L’esportazione dal territorio della Repubblica italiana di un lotto può essere soggetta al rilascio di un attestato di libera circolazione ovvero di una licenza di esportazione.
11.3 Il rilascio dell’attestato di libera circolazione ovvero e/o della licenza di esportazione è a carico dell’Acquirente. Il mancato rilascio o il ritardo nel rilascio dell’attestato di libera circolazione e/o della licenza di esportazione non costituisce una causa di risoluzione o di annullamento della vendita, né giustifica il ritardato pagamento da parte dell’Acquirente dell’Importo totale dovuto.
12. SPECIE PROTETTE
12.1 Tutti i lotti costituiti da o contenenti parti di piante o animali (ad esempio corallo, coccodrillo, avorio, osso di balena, tartaruga), indipendentemente dall’età e dal valore, potrebbero richiedere una licenza o un certificato prima dell’esportazione e richiedere ulteriori licenze o certificati per l’importazione nei paesi Extra UE. Si prega di notare che l’aver ottenuto la licenza o il certificato in importazione non garantisce alcuna licenza o certificato per l’esportazione e vice versa. Finarte consiglia ai potenziali Acquirenti di controllare le proprie legislazioni circa i requisiti necessari per le importazioni nel proprio Paese di beni fatti o contenenti specie protette. È responsabilità dell’Acquirente ottenere tali licenze/certificati di importazione o esportazione, così come ogni altro documento richiesto prima di effettuare qualsiasi offerta. Si prega di fare riferimento all’art. 11 delle Condizioni Generali di Vendita.
13. TERMINOLOGIA ESEMPLIFICATIVA
13.1 Si prega di prestate attenzione alla seguente terminologia esemplificativa:
• “SANDRO BOTTICELLI” A parere di Finarte opera dell’artista (quando non è conosciuto il primo nome dell’artista sia che il cognome venga preceduto da una serie di asterischi, sia da una iniziale o no, indica che l’opera è dell’artista nominato).
• “ATTRIBUITO A SANDRO BOTTICELLI” È opinione di Finarte che sia probabilmente opera dell’artista, ma con meno sicurezza che nella cat¬egoria precedente.
• “BOTTEGA DI SANDRO BOTTICELLI” A parere di Finarte è di una mano sconosciuta della bottega dell’artista, che può essere stata
eseguita sotto la direzione dell’artista.
• “CERCHIA DI SANDRO BOTTICELLI” A parere di Finarte un’opera di mano non identificata, ma distinta; strettamente associata con il suddetto artista, ma non necessariamente suo allievo.
• “STILE DI/SEGUACE DI SANDRO BOTTICELLI” A parere di Finarte opera di un pittore che lavora nello stile dell’artista, contemporaneo o quasi contem¬poraneo, ma non necessariamente suo allievo.
• “MANIERA DI SANDRO BOTTICELLI” A parere di Finarte una opera nello stile dell’artista di epoca più tarda.
• “DA SANDRO BOTTICELLI” A parere di Finarte una copia di un dipinto conosciuto dell’artista.
• “IN STILE...” A parere di Finarte opera nello stile citato pur essendo eseguita in epoca successiva.
13.2 Il termine firmato e/o datato e/o iscritto, significa che a parere di Finarte la firma e/o la data e/o l’iscrizione sono di mano dell’artista.
13.3 Il termine recante firma e/o data e/o iscrizione, significa che a parere di Finarte queste sembrano ag¬giunte o di altra mano.
13.4 Le dimensioni date sono, nell’ordine, altezza, base ed eventualmente profondità.
13.5 I dipinti e le fotografie non s’intendono incorniciati se non altri¬menti specificato.
14. CONTATTI
14.1 Il potenziale Acquirente e l’Acquirente può richiedere qualsiasi informazione e/o inviare comunicazioni e/o presentare reclami contattando Finarte con le seguenti modalità: (i) compilando e inviando il modulo disponibile nella sezione “Contatti” del Sito; (ii) per posta, scrivendo a Finarte Auctions S.r.l., Via dei Bossi n. 2 – 20121 – Milano, Italia; (iii) al seguente numero telefonico: (+39) 02 3363801.
14.2 Finarte risponderà ai reclami presentati entro cinque (5) giorni lavorativi dal ricevimento degli stessi.
14.3 Per assistenza durante la partecipazione all’asta online può contattare Finarte al seguente indirizzo email: bidonline@finarte.it ovvero al seguente numero telefonico: +39 02 3363801.
15. GARANZIA LEGALE DI CONFORMITÀ
15.1 Nell’ipotesi in cui il Venditore sia un professionista e l’Acquirente sia un consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo e che il lotto aggiudicato possa considerarsi un “bene di consumo” ai sensi degli artt. 128 e ss. del Codice del Consumo, a detti lotti - venduti tramite Finarte - si applica la garanzia legale di conformità prevista dagli artt. 128-135 del Codice del Consumo (Garanzia Legale).
15.2 La Garanzia Legale è riservata ai consumatori. Essa, pertanto, trova applicazione, solo a chi abbia acquistato un lotto per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta.
15.3 Il Venditore è responsabile nei confronti dell’Acquirente consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del lotto “bene di consumo” che si manifesti entro due anni da tale consegna. Il difetto di conformità deve essere denunciato al Venditore, a pena di decadenza
dalla garanzia, nel termine di due mesi dalla data in cui è stato scoperto. Salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro i sei mesi dalla consegna del prodotto esistessero già a tale data, a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del prodotto o con la natura del difetto di conformità. A partire dal settimo mese successivo alla consegna del prodotto, sarà invece onere del consumatore provare che il difetto di conformità esisteva già al momento della consegna dello stesso. Per poter usufruire della Garanzia Legale, il consumatore dovrà quindi fornire innanzitutto prova della data dell’acquisto e della consegna del lotto. È opportuno, quindi, che il consumatore, a fini di tale prova, conservi la conferma d’ordine o la fattura di acquisto, o il DDT ovvero qualsiasi altro documento che possa attestare la data di effettuazione dell’acquisto e la data della consegna.
15.4 Per difetto di conformità di un lotto si rimanda a quanto indicato all’art. 129, comma 2, del Codice del Consumo. Sono esclusi dal campo di applicazione della Garanzia Legale eventuali difetti determinati da fatti accidentali o da responsabilità dell’Acquirente consumatore ovvero del lotto difforme rispetto alla sua destinazione d’uso. A tal proposito, si precisa che tutti i lotti, ivi compresi quelli che abbiano - in tutto o in parte - una natura elettrica o meccanica sono da considerarsi solamente sulla base del loro valore artistico, decorativo e/o collezionistico e non sono da considerarsi funzionanti.
15.5 In caso di difetto di conformità debitamente denunciato nei termini, l’Acquirente consumatore ha diritto: (i) in via primaria, alla riparazione o sostituzione gratuita del lotto, a sua scelta, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro; (ii) in via secondaria (nel caso cioè in cui la riparazione o la sostituzione siano impossibili o eccessivamente onerose ovvero la riparazione o la sostituzione non siano state realizzate entro termini congrui ovvero la riparazione o la sostituzione precedentemente effettuate abbiano arrecato notevoli inconvenienti al consumatore) alla riduzione del prezzo o alla risoluzione del contratto, a sua scelta. Il rimedio richiesto è eccessivamente oneroso se impone al Venditore spese irragionevoli in confronto ai rimedi alternativi che possono essere esperiti, tenendo conto (i) del valore che il lotto avrebbe se non vi fosse il difetto di conformità; (ii) dell’entità del difetto di conformità; (iii) dell’eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
15.6 Nel caso in cui il lotto, nel corso del periodo di validità della Garanzia Legale, manifesti quello che potrebbe essere un difetto di conformità, l’Acquirente consumatore può contattare il Finarte al numero indicato all’art. 14. Finarte darà tempestivo riscontro alla comunicazione del presunto difetto di conformità e indicherà al consumatore la specifica procedura da seguire.
16. LEGGE APPLICABILE E GIURISDIZIONE
16.1 Le presenti Condizioni Generali di Vendita sono regolate dalla legge italiana.
16.2 Per ogni controversia relativa all’applicazione, esecuzione e interpretazione delle Condizioni Generali di Vendita è competente il foro di Milano.
16.3 È fatta salva la applicazione agli Acquirenti che siano consumatori ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo che non abbiano la loro residenza abituale in Italia delle disposizioni eventualmente più favorevoli e inderogabili previste dalla legge del Paese in cui essi
hanno la loro residenza abituale. Per ogni controversia relativa all’applicazione, esecuzione e interpretazione delle Condizioni Generali di Vendita è competente il foro del luogo in cui l’Acquirente consumatore risiede o ha eletto domicilio.
16.4 L’Acquirente consumatore che risiede in uno stato membro dell’Unione Europea diverso dall’Italia, può, inoltre, accedere, per ogni controversia relativa all’applicazione, esecuzione e interpretazione delle presenti Condizioni Generali di Vendita, al procedimento Europeo istituito per le controversie di modesta entità, dal Regolamento (CE) n. 861/2007 del Consiglio, dell’11 luglio 2007, a condizione che il valore della controversia non ecceda, esclusi gli interessi, i diritti e le spese, Euro 20,00. Il testo del regolamento è reperibile sul sito eur-lex.europa.eu.
16.5 Ai sensi dell’art. 141-sexies, comma 3, del Codice del Consumo, Finarte informa l’utente che rivesta la qualifica di consumatore di cui all’art. 3, comma 1, lett. a) del Codice del Consumo, che, nel caso in cui egli abbia presentato un reclamo direttamente a Finarte, a seguito del quale non sia stato tuttavia possibile risolvere la controversia così insorta, Finarte fornirà le informazioni in merito all’organismo o agli organismi di Alternative Dispute Resolution per la risoluzione extragiudiziale delle controversie relative ad obbligazioni derivanti da un contratto concluso in base alle presenti Condizioni Generali di Vendita (cc.dd. organismi ADR, come indicati agli artt. 141-bis e ss. Codice del Consumo), precisando se intenda avvalersi o meno di tali organismi per risolvere la controversia stessa. Finarte informa inoltre l’utente che rivesta la qualifica di consumatore di cui all’art. 3, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo che è stata istituita una piattaforma europea per la risoluzione on-line delle controversie dei consumatori (c.d. piattaforma ODR). La piattaforma ODR è consultabile al seguente indirizzo http://ec.europa.eu/consumers/ odr/; attraverso la piattaforma ODR l’utente consumatore potrà consultare l’elenco degli organismi ADR, trovare il link al sito di ciascuno di essi e avviare una procedura di risoluzione on-line della controversia in cui sia coinvolto.
17. INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
17.1 Ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 2016/679 (“GDPR”), Finarte - in qualità di titolare del trattamento (di seguito, anche, “Titolare”) – La informa che i dati personali (“Dati”) da Lei conferiti a Finarte saranno trattati in modo lecito e secondo correttezza da quest’ultima principalmente con l’ausilio di mezzi elettronici, automatizzati e/o di videoregistrazione (secondo le modalità e con gli strumenti idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza dei Dati stessi) per: (a) esigenze funzionali all’esecuzione dei contratti di cui Lei è parte o per l’adozione di misure precontrattuali adottate su Sua richiesta, (b) esigenze gestionali del rapporto con i venditori ed i compratori (quali, ad es., amministrazione di proventi di vendita, fatture, spedizioni), (c) verifiche e valutazioni sul rapporto di vendita all’asta nonché sui rischi ad esso connessi, (d) per adempimenti di obblighi fiscali, contabili, legali e/o di disposizioni di organi pubblici, ovvero, (e) per finalità previste dalla vigente normativa in materia di antiriciclaggio ai sensi del D.lgs. 231/2007 e successive modifiche, (f) con riferimento ai sistemi di videosorveglianza, per finalità di tutela della sicurezza delle persone e di tutela del patrimonio aziendale, (g) per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria, (h) per l’invio di comunicazioni commerciali su prodotti e servizi analoghi a quelli già acquistati (c.d. “soft spam”), (i) con il Suo consenso, per l’invio
di materiale pubblicitario ed informativo su prodotti e servizi di Finarte a mezzo di sistemi automatizzati, quali e-mail, fax, sms o MMS, o a mezzo del servizio postale o di chiamate telefoniche con operatore, (l) per effettuare attività di profilazione finalizzate all’esecuzione delle attività di cui alle precedenti lettere (h) e (i).
17.2 Il conferimento dei Dati per le finalità di cui all’art. 17.1, lettere (a), (b), (d), (e), non richiede il Suo consenso in quanto è necessario affinché il Titolare possa adempiere agli obblighi contrattuali e legali cui è soggetto, dai sensi dell’art. 6 comma 1, lett. b) e c) del GDPR.
17.3 Il trattamento dei Dati per le finalità di cui all’art. 17.1, lettere (c), (f), (g), (h), non richiede il Suo consenso, in quanto è necessario al perseguimento del legittimo interesse del Titolare ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. f) del GDPR.
17.4 Il trattamento dei Dati per le finalità di cui all’art. 17.1, lettere (i) e (l) richiede invece il Suo consenso, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. a) del GDPR. Il conferimento di tali Dati per le suddetta finalità è facoltativo; il loro mancato conferimento comporterà unicamente l’impossibilità per Finarte di svolgere le attività indicate. Per tali finalità Finarte raccoglierà il Suo consenso con modalità elettroniche e/o cartacee, per esempio tramite il Sito oppure l’apposita modulistica.
17.5 Il conferimento dei Dati è facoltativo. Tuttavia, il mancato conferimento dei Dati per le finalità da (a) a (g) comporterà l’impossibilità di partecipare all’asta ovvero il corretto adempimento degli obblighi gravanti su Finarte; il mancato conferimento dei Dati per le finalità da (h) a (l) comporterà unicamente l’impossibilità per Finarte di svolgere le attività indicate.
17.6 I Dati verranno trattati dai dipendenti o collaboratori di Finarte in qualità di persone autorizzate al trattamento.
17.7 I Suoi Dati potranno essere comunicati, inoltre, ai seguenti soggetti, i quali saranno designati da Finarte come responsabili del trattamento oppure agiranno in qualità di titolari autonomi: (a) tutti quei soggetti (ivi incluse le Pubbliche Autorità) che hanno accesso ai dati personali in forza di provvedimenti normativi o amministrativi;
(b) alle società o soggetti terzi incaricati dei servizi di stampa, imbustamento, spedizione e/o consegna dei lotti acquistati;
(c) a uffici postali, corrieri o spedizionieri incaricati della consegna dei lotti acquistati;
(d) a società, consulenti o professionisti eventualmente incaricati dell’installazione, della manutenzione, dell’aggiornamento e, in generale, della gestione degli hardware e software di Finarte, o di cui Finarte si serve, compreso il Sito;
(e) a società o Internet provider incaricati dell’invio di documentazione e/o materiale informativo ovvero pubblicitario;
(f) a società incaricate dell’elaborazione e/o dell’invio di materiale pubblicitario ed informativo per conto di Finarte; (g) a tutti quei soggetti pubblici e/o privati, persone fisiche e/o giuridiche (studi di consulenza legale, amministrativa e fiscale, Uffici Giudiziari, Camere di Commercio, Camere ed Uffici del Lavoro, ecc.), qualora la comunicazione risulti necessaria o funzionale al corretto adempimento degli obblighi gravanti su Finarte.
I Suoi Dati saranno elaborati e diffusi, unicamente in forma anonima ed aggregata, per finalità statistiche o di ricerca.
17.8 Titolare del trattamento dei Dati è Finarte Auctions S.r.l., con sede in Via dei Bossi 2 (20121), Milano, al quale è possibile rivolgere istanze e richieste relative al trattamento dei Dati scrivendo all’indirizzo email info@finarte.it. L’elenco aggiornato degli eventuali responsabili del trattamento è disponibile, su richiesta
scritta, presso la sede di Finarte. 17.9 I Dati saranno conservati per un periodo di tempo massimo pari al periodo di prescrizione dei diritti azionabili da Finarte, come di volta in volta applicabile. Qualora i dati siano trattati per le finalità di marketing e profilazione di cui alle lett. i) ed l), saranno conservati per un periodo di tempo massimo pari, rispettivamente, a 24 e 12 mesi. Le immagini raccolte tramite i sistemi di videosorveglianza sono conservate per un periodo di tempo non superiore alle 24 ore successive alla loro rilevazione, fatte salve particolari esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura delle sedi o nel caso in cui sia necessario aderire ad una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o della polizia giudiziaria.
17.10 Ai sensi dell’art. 13 e degli artt. 15 e ss. del GDPR, Lei ha diritto, tra l’altro di:
(a) ottenere la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano;
(b) qualora un trattamento sia in corso, ottenere l’accesso ai Dati e alle informazioni relative al trattamento, nonché richiedere una copia dei dati personali;
(c) ottenere la rettifica dei Dati inesatti o l’integrazione dei Dati incompleti;
(d) ottenere, qualora sussista una delle condizioni previste dall’art. 17 del GDPR, a cancellazione dei Dati che La riguardano;
(e) ottenere, nei casi previsti dall’art. 18 del GDPR, la limitazione del trattamento;
(f) ricevere, qualora sussistano le condizioni previste dall’art. 20 del GDPR, i Dati che La riguardano in formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico e richiedere la loro trasmissione ad un altro titolare del trattamento, se tecnicamente fattibile;
(g) opporsi, in qualsiasi momento, in tutto o in parte, al trattamento dei Dati effettuato per finalità di marketing. L’opposizione al trattamento esercitata attraverso modalità automatizzate di contatto si estende anche all’invio di comunicazioni commerciali a mezzo del servizio postale o di chiamate telefoniche con operatore, fatta salva la possibilità di esercitare tale diritto in parte, opponendosi ad esempio al solo trattamento effettuato mediante sistemi automatizzati di comunicazione;
(h) opporsi, in qualsiasi momento, al trattamento dei Dati effettuato per il perseguimento di un legittimo interesse del Titolare, sempre che non sussistano motivi legittimi per procedere al trattamento che prevalgono sugli interessi, sui diritti e sulle libertà dell’interessato oppure per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria;
(i) revocare il consenso in qualsiasi momento, senza pregiudizio alcuno per la liceità del trattamento eseguito in ragione del consenso prestato prima della revoca;
(j) proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, secondo le modalità indicate sul sito internet del Garante accessibile all’indirizzo www.garanteprivacy.it.
I diritti di cui sopra potranno essere esercitati con richiesta al Titolare a mezzo posta elettronica al seguente indirizzo:
info@finarte.it
GENERAL TERMS AND CONDITIONS OF SALE
1. Definitions
Buyer: the natural person or legal entity making the highest bid in relation to the lot accepted by the auctioneer at an auction;
Buyer’s Premium: the consideration due to Finarte by the Buyer in connection with the purchase of the lot and calculated as a percentage of the Hammer Price, on the basis of the percentage value set out in the auction catalogue or in these General Terms and Conditions of Sale, in addition to any other amount due to Finarte by the Buyer as VAT or any equivalent tax;
Consumer Code: Legislative Decree 2016 of 6 September 2005;
Counterfeit: according to Finarte’s reasonable opinion, an imitation of a lot offered for sale, not described as such in the auction catalogue, created for the purpose of being deceptive as to its authorship, authenticity, provenance, attribution, origin, source, date, age, period, and that, at the date of sale, had a lower value than the one it would have had if the lot had corresponded to the description in the auction catalogue. A lot that has been restored or undergone modifications of any kind (including repainting or overpainting) does not constitute a counterfeit;
Expenses: in connection with the purchase of a lot, all the expenses due to Finarte by the Buyer, including (but not limited to) taxes of any kind, packaging and shipment costs, expenses related to the collection of any sums due by a defaulting Buyer, expenses (if any) incurred for reproduction, estimate and/or authentication of the lot, the Artist’s Resale Right, which the Buyer agrees to pay and which is payable by the seller under Article 152, first paragraph, of Law 633 of 22 April 1941;
Finarte: [Finarte Auctions S.r.l., with registered offices in Milan, Via dei Bossi 2, Tax Code, VAT and registration number with the Register of Enterprises of Milan 09479031008, REA MI-2570656, share capital of Euro 100.000.00, fully paid up;
General Terms and Conditions of Mandate: the general mandate conditions applicable to the Seller; General Terms and Conditions of Sale: these general terms and conditions of sale;
Hammer Price: the price at which the lot is sold to the Buyer by the auctioneer at an auction, net of the Buyer’s Premium; Mandate: the agency mandate entered, from time to time, between Finarte and the Seller, regulated by the General Terms and Conditions of Mandate;
Minimum Pre-Sale Estimate: the minimum final estimate at which a lot is offered for sale, notified or not to the Seller; Reserve: the minimum confidential price at which the Seller has agreed with Finarte to sell the Lot, or, in the absence of an agreement between Finarte and the Seller, an amount corresponding to seventy-five per cent (75%) of the Minimum Pre-Sale Estimate;
Seller: the natural person or legal entity that confers upon Finarte, as agent, the exclusive right to offer a lot for sale at an auction. In the event that a co-owned asset is offered for sale, Seller shall be deemed to be each of the co-owners, who shall jointly and severally undertake all the obligations arising from the Mandate vis-à-vis Finarte;
Total amount due: the Hammer Price, in addition to the Buyer’s Premium and the Expenses;
Urbani Code: Legislative Decree 42 of 22 January 2004, as amended and supplemented; Website: www.finarte.it.
2. IMPORTANT INFORMATION TO BUYERS
2.1 BUYING AT AN AUCTION. Finarte acts in the name and on behalf of the Seller, as an agent of the Seller and, thus, as a mere intermediary between the Buyer and the Seller. Therefore, the sale of the lot is considered to have taken place between the Buyer and Seller. Potential Buyers are required to consult the Site to view the most up-to-date classification of the lots in the catalogue.
2.2 PROVENANCE. In certain cases, Finarte may print in the auction catalogue the history of the ownership of a lot when it believes that such information can contribute to the study of, or can help identify, the lot. However, the identity of the Seller or of previous owners might not be disclosed for various reasons, for example to meet the Seller’s request to remain anonymous, or because the identity of the previous owner is unknown, due to the fact that the artwork is old.
2.3 HAMMER PRICE, BUYER’S PREMIUM AND VAT.
In addition to the Hammer Price of the lot, the Buyer shall pay a Buyer’s Premium, as part of the Total amount due. The Buyer’s Premium is set as follows:
22% (18,04 +vat) of the lot price
2.4 VAT. A Value Added Tax (VAT) may be applied to the Hammer Price and/or the Buyer’s Premium. Reference is made to the information on VAT contained in the “Symbols” section below.
In order to harmonise the tax procedures between EU Member States, on 1 January 2001 new regulations came into force in Italy, and the margin scheme was extended to auction houses too. Under Article 45 of Law 342 of 21 November 2000, said scheme also applies to sales made under commission contracts entered into with: (a) private individuals; (b) entities subject to VAT that have subjected the transaction to the margin scheme; (c) entities that could not detract said tax pursuant to Article 19, 19-bis, and 19-bis2 of Presidential Decree 633/72 (i.e. the sale was made in exemption regime under Article 10, 27-quinquies); (d) entities benefiting from the exemption regime granted to small enterprises in their own country. By virtue of the specific legislation in force, in the aforesaid cases, Finarte will apply the relevant VAT, if any, or the equivalent tax, whenever applicable. No specific symbol will be used to indicate lots sold under the margin scheme.
2.5 Artist’s Resale Right. In addition to the Hammer Price, the
Buyer’s Premium and the other Expenses, the Buyer undertakes to pay to Finarte, if due, the “Artist’s Resale Right” under Articles 144 et seq. of Law 633 of 22 April 1941, as amended and supplemented, which is payable by the seller under Article 152, first paragraph, of Law 633 of 22 April 1941, as amended and supplemented. The Artist’s Resale Right shall be paid by the Buyer in accordance with Article 7 and paid to (S.I.A.E.) by Finarte. Lots marked with the symbol (®) are subject to artist’s resale right in the percentage set out below for a total amount in any event not exceeding Euro 12.500.00. The “artist’s resale right” shall be due only is the selling price is not less than Euro 3.000.00. It is set as follows:
• 4% for any portion of the selling price between Euro 3.000.01 and Euro 50.000.00;
• 3% for any portion of the selling price between Euro 50.000.01 and Euro 200.000.00;
• 1% for any portion of the selling price between Euro 200.000.01 and Euro 350.000.00;
• 0.5% for any portion of the selling price between Euro 350.000.01 and Euro 500.000.00;
• 0.25% for any portion of the selling price exceeding Euro 500.000.00.
2.6 Currency. During some auctions, the latest exchange rates for the main foreign currencies, concurrently with the bids made in the auction room, may be shown on a screen. Exchange rates are approximate, and all bids made in the saleroom will be expressed in Euro. Finarte may not be held liable for any error or omission in the data shown on the screen. The payment of the purchased lots will be in Euro currency. The equivalent amount in other currencies will be accepted only if calculated on the basis of the exchange rate of the day when payment is made.
2.7 Safety. In order to protect the safety of potential Buyers and Buyers when they are in our exhibiting areas, Finarte will display all artworks in such a way as to prevent any danger. However, should a potential Buyer handle any lot displayed on our premises, he/she will do so under his/her own responsibility. Some heavy and bulky objects can be dangerous if handled improperly. In the event that you wish to closely examine an object, please seek assistance from our staff. Some artworks on display could be marked with a “Please don’t touch” note or other similar expressions. If you wish to examine such objects, please ask assistance from Finarte’s staff. In any event, except in case of wilful misconduct or gross negligence, Finarte shall in no way be liable for any damage suffered by a potential Buyer, a Buyer or any of its scholars or independent experts during inspection of a lot.
3. BEFORE THE AUCTION
3.1 Estimates Published in the Catalogue. The estimates published in the catalogue serve only as an indication to potential buyers and are subject to review. The Hammer Price may be higher or lower than the given estimates. It is understood that estimates in the auction catalogue are not inclusive of the Buyer’s Premium and VAT. Prospective Buyers are required to consult the Website to view the most up-to-date classification of the lots in the catalogue.
3.2 Symbols. The auction catalogue may contain the following symbols:
0 Minimum Guaranteed Amount.
If a lot is marked with this symbol, the Seller has been guaranteed a minimum price in connection with one or more auctions.
P Lots owned by Finarte.
Lots marked with this symbol are wholly or partially owned by Finarte.
PI Concerned Party.
It means that, in connection with a certain lot, bids may also be made by entities having a direct or indirect interest in the same, such as a beneficiary or will executor that has sold the lot, or a co-owner of the lot, or any other party having provided a guarantee in relation to the same.
SR Without Reserve.
Lots in the catalogue that are not marked with the (SR) symbol are subject to a sale with reserve. Generally, the Reserve corresponds to a percentage of the Minimum Pre-Sale Estimate and does not exceed said amount. In the event that the lot is sold without Reserve, it will be marked with this symbol.
® Artist’s Resale Right.
For lots marked with this symbol, the Buyer undertakes to pay the “artist’s resale right”, payable by the seller under Article 152, first paragraph, of Law 633 of 22 April 1941, as amended and supplemented, in the amount set out in the “artist’s resale right” section above.
I Lot sold by a company.
For lots marked with this symbol, the Hammer Price is subject to (and includes) VAT.
TI Lot imported under temporary import regime.
Lot imported under temporary import regime pursuant to Article 72 of the Urbani Code or in connection with which a temporary import has been requested.
ID Lot under temporary customs import.
I Lots marked with this symbol are subject to VAT (currently to the extent of 10%) on the Hammer Price and the Artist’s Resale Right, where applicable for residents in Italy. Any cost connected with the termination of the temporary importation shall be for the account of the Buyer.
IA Lot under temp orary artistic import.
4. THE AUCTION
4.1 CONDUCT OF THE AUCTION
4.1.1 The auction is regulated by the General Terms and Conditions of Sale and by the General Terms and Conditions of Mandate. The General Terms and Conditions of Sale can be amended by a saleroom notice posted in the auction room or an announcement made by the auctioneer before the auction begins. If Finarte also allows online biddings, such amendments will be disclosed also through the Website before the auction begins.
4.1.2 Bids can be made in person by using a paddle at the auction, in writing prior to the auction, over the telephone or via the Internet (in the latter case, only if allowed in the specific auction).
4.1.3 If the Seller is a professional and the Buyer a consumer within the meaning of Article 3 of the Italian Consumer Code, sales made by means of written, telephone or online bids shall
be deemed as distance contracts within the meaning and for the purposes of Articles 45 et seq. of the Italian Consumer Code.
4.1.4 The speed of the auction may vary between fifty (50) and one hundred and twenty (120) lots per hour.
4.1.5 Generally, each bid is made by offering a ten per cent (10%) increase over the previous one.
4.1.6 Finarte shall be entitled, at its exclusive discretion, to refuse any person from participating in the auctions.
4.1.7 With respect to any prospective Buyer, Finarte reserves the right to make the participation in the auction subject to the prior submission of a letter of reference from banks or the deposit of a sum as a security for due performance of the obligations set out in these General Terms and Conditions of Sale, to be returned once the auction is over.
4.1.8 Anyone making a bid at an auction will be considered a party directly concerned by the purchase unless otherwise agreed between Finarte and the same by a written agreement, where the latter declares to act in the name and on behalf of a third party, and this is accepted by Finarte.
4.1.9 In the event that a person, who has been given the possibility of making a bid in connection with a lot, has a direct or indirect interest in the same, e.g. a beneficiary or a will executor who has sold the lot, a co-owner of the same or any other party having provided a guarantee in relation to the lot, Finarte will include such information in the catalogue.
4.1.10 The auctioneer conducts the auction starting from the bid he considers suitable, taking into account the value of the lot and any competing bids. The auctioneer can open the bids on each lot by making an offer in the interest of the Seller. The auctioneer can also make bids on behalf of the Seller up to an amount corresponding to the Reserve, by putting consecutive bids or in reply to other bids.
4.1.11 The fall of the auctioneer’s hammer determines the acceptance of the highest bid, the Hammer Price and, consequently, the conclusion of the purchase contract between the Seller and the Buyer.
4.1.12 The auctioneer may, at its sole discretion and at any time in the course of the auction:
(a) withdraw a lot from the auction;
(b) review a sale offer relating to a lot, whenever the same may deem that it contains mistakes and/or could give rise to disputes; and/or (c) adopt any measures that the same deems adequate to the circumstances of the case, e.g. to combine or separate lots, or vary the order of sale from the one set out in the catalogue, provided that the lot is not offered for sale any day prior to the one set out in the auction catalogue.
4.1.13 At some auctions, a video screen may be operated. Finarte will not be held liable for both the correspondence to the original of the image displayed on the screen and any malfunction of the video screen.
4.1.14 Finarte represents that the lot can be declared an object of cultural interest by the Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism under Article 13 of the Urbani Code. In such case, or in the event that a procedure has been undertaken in order to declare the lot an object of cultural interest under Article14 of the Urbani Code, Finarte will announce said circumstance before the sale. Should the lot be declared of cultural interest, the Seller shall notify the sale to the competent Ministry under Article 59
of the Urbani Code. The sale shall be subject to the condition precedent that the Ministry does not exercise its pre-emption right within 60 (sixty) days as of the date of receipt of the relevant notice, or within the 180- (one hundred and eighty-) day period under Article 61, second paragraph, of the Urbani Code. In the period when the pre-emption right may be exercised, the lot cannot be delivered to the Buyer in accordance with Article 61 of the Urbani Code.
4.1.15 Generally, the Reserve does not exceed the Minimum Pre-Sale Estimate announced or published by Finarte, except in the event that the Reserve is the Reserve is expressed in a currency other than Euros and there are significant fluctuations in exchange rates between the time when the Reserve is agreed and the day of the auction. In such case, unless otherwise agreed between Finarte and the Seller, the Reserve shall be an amount equal to the Euro equivalent based on the closing exchange rate on the business day immediately preceding the auction.4.1.16 Offerte “al meglio”, “salvo visione” o che comprendono lotti in alternativa a quello indicato non sono accettate
4.1.16 No “without limit” bids, “upon examination” bids or any bids covering lots alternative to the one indicated will be accepted.
4.2 ROOM BIDS
4.2.1 To participate in a saleroom auction, all potential Buyers are required to take – before the auction begins – a numbered paddle to make their bids.
4.2.2 The numbered paddle shall be provided to each potential Buyer by Finarte’s staff at the registration desk subject to showing an identity document, filling in and signing the relevant registration and paddle allotment form.
4.2.3 By filling in and signing the registration and numbered paddle allotment form, each potential Buyer will accept the General Terms and Conditions of Sale included in the catalogue.
4.2.4 Registration for auction will be allowed also on the days of the exhibition preceding the auction.
4.2.5 Participation in the auction in the name and on behalf of another natural person or legal entity is allowed. In such case, upon registering for the auction, the agent must show a valid power of attorney granted by the principal, including an identity document of the principal as an attachment. The person participating in the auction will be jointly and severally liable with the third party concerned to Finarte for all the obligations arising from these General Terms and Conditions of Sale. If the principal is a legal entity, the power of attorney must be signed by the legal representative of the same or by an attorney authorised to sign whose identity card must be enclosed to the power of attorney. Finarte reserves the right to prevent a representative from participating in the auction when considering, at its sole discretion, that his/her representation powers are not duly proved.
4.2.6 Numbered paddles must be used to indicate the bids to the auctioneer during the Auction.
4.2.7 If you are the highest bidder for a lot, you must be sure that your paddle can be seen by the auctioneer, and that the number announced is your number.
4.2.8 In case of doubt concerning the Hammer Price or the Buyer, promptly call the auctioneer’s attention.
4.2.9 All sold lots will be billed to the person and address
indicated upon allotment of the numbered paddle and cannot be transferred to other persons and addresses.
4.2.10 In case of loss of the paddle, please inform the auctioneer’s assistant, who will provide any potential buyer with a new paddle.
4.2.11 At the end of the auction, the paddle must be returned at the registration desk.
4.3 WRITTEN BIDS
4.3.1 Written bids can be made by filling in and sending the relevant bid form attached to the auction catalogue and downloadable from the Website (with the documentation requested therein).
4.3.2 Finarte shall place bids on behalf of the potential Buyer.
4.3.3 The above service is free and confidential.
4.3.4 The bid form must be sent to Finarte at least twenty-four (24) hours ahead of the auction.
4.3.5 Written bids will be accepted by Finarte only if sufficiently clear and complete, notably with respect to the lot and the price at which the bidder intends to purchase it.
4.3.6 In the event that Finarte receives multiple written bids of the same amount on a specific lot, the same will be allotted to the bidder whose bid has been received first by Finarte.
4.3.7 In submitting bids on behalf of potential Buyers, Finarte shall take into account both the Reserve and the other bids, so as to obtain the sale of the lot at the most favourable Hammer Price.
4.3.8 The amounts set out in the bid form must be considered as maximum amounts. Bids for unlimited amounts or bids for an unspecified amount will not be accepted by Finarte.
4.3.9 Each bidding form should contain bids for one auction only. Alternative bids may be accepted when using the word “OR” between lot numbers.
4.3.10 After the auction, those who have made their bids in writing will have to promptly check with Finarte if their bids have been successful.
4.3.11 Where a lot is sold, if the Seller is a professional and the Buyer a consumer within the meaning of Article 3 of the Italian Consumer Code, the Buyer shall not have – pursuant to Article 59, first paragraph, m), of the Italian Consumer Code – the right to withdraw provided for by distance agreements as the contract of sale is concluded at a public auction in accordance with the definition contained in Article 45, first paragraph, o) of the Italian Consumer Code.
4.4 TELEPHONE BIDS
4.4.1 Telephone bids can be made by filling in and sending the relevant bid form attached to the auction catalogue and downloadable from the Website (with the documentation requested therein).
4.4.2 The bid form must be sent to Finarte at least twenty-four (24) hours ahead of the auction.
4.4.3 Following the receipt of the form, Finarte will contact the potential Buyer at the telephone number specified in the form.
4.4.4 Should Finarte be unable, for whatever reason, to contact the potential Buyer on the telephone, Finarte may submit bids on behalf of the potential Buyer up to the maximum amount for the bid specified in the form (“Covering Bid”). In such case, in submitting bids on behalf of potential Buyers, Finarte shall take into account both the Reserve and the other bids, so as to obtain the sale of the lot at the most favourable Hammer Price.
4.4.5 Finarte reserves the right to record telephone bids and, in any event, will not be liable to the participants in the auction for any problem or inconvenience with the telephone line (for example, for interruption or suspension of the telephone line).
4.4.6 Finarte will not accept telephone bids for lots whose Minimum Pre-Sale Estimate specified in the catalogue is less than Euro 500.00.
4.4.7 In any event, Finarte will not accept telephone bids for any amount less than the Minimum Pre-Sale Estimate.
4.4.8 Finarte’s staff will be available for phone calls in English and French.
4.4.9 Where a lot is sold, if the Seller is a professional and the Buyer a consumer within the meaning of Article 3 of the Italian Consumer Code, the Buyer shall not have – pursuant to Article 59, first paragraph, m), of the Italian Consumer Code – the right to withdraw provided for by distance agreements as the contract of sale is concluded at a public auction in accordance with the definition contained in Article 45, first paragraph, o) of the Italian Consumer Code.
4.5 ONLINE BIDS
4.5.1 At least seventy-two (72) hoursbefore the auction day, Finarte will specify on the Website and/or in the auction catalogue the auctions in connection with which bids can also be made via the Internet.
4.5.2 In case of participation in the auction via the Internet, the potential Buyer shall be able to see and hear the auctioneer as well as to make bids in real time.
4.5.3 Participation in an auction through the Internet is subject to your registration with the Website and the subsequent registration for the auction at least twenty-four (24) hours before the auction begins.
4.5.4 Once the registration with the Website has been completed, each potential Buyer will receive a password by email (which he/ she undertakes to safeguard with due care and diligence and not to disclose or communicate to third parties) necessary to access the Website as a registered user and to participate in the auction.
4.5.5 Each registered user will be held liable for any activity carried out on the Website by using his/her access credentials and undertakes to immediately notify Finarte of any unlawful use of his/her password or any loss of the same. In the latter event, Finarte will provide the registered user with a new password granting access to the Website, and he/she will no longer be able to use the previous password for access to the Website or participation in auctions.
4.5.6 Finarte does not guarantee that the Website is always operational and that there will be no disruptions during participation in an auction, or that the Website and/or the relevant server is free from viruses or any other hazardous or potentially hazardous materials. Consequently, except in case of wilful misconduct or gross negligence, Finarte may not be held liable for any technical problems arising when the auction is under way (including, but not limited to, slow browsing speed or disruptions in the server managing participation in the auction through the Internet).
4.5.7 Finarte will not be held liable for any damage or inconvenience suffered as a consequence of any improper use of the Website in accordance with these General Terms and Conditions of Sale.
4.5.8 Each potential Buyer will refrain from using any kind of software or tool affecting or interfering (even potentially) with the conduct of the auction, and undertakes to use the Website and any related application in good faith and in a proper manner.
4.5.9 If Finarte allows also online participation in the auction, these General Terms and Conditions of Sale will regulate also the bidding for sale and award of lots through the websites/ platforms through which submission of bids is allowed. The online auction regulated by these General Terms and Conditions of is a public auction (defined in Article 45, first paragraph, o) of the Italian Consumer Code as the method of sale where goods or services are offered by a professional to consumers, who attend or are given the possibility to attend the auction in person, through a transparent competitive bidding procedure run by an auction house and where the successful bidder is bound to purchase the goods or services), and is the same public auction which may be attended in the saleroom, by telephone o by a written pre-auction bid.
4.5.10 The lots purchased through the Internet are offered and sold by Finarte, who acts as an agent of the Seller.
4.5.11 The offer and sale by Finarte of lots offered for sale over the Internet constitutes a distance contract, regulated by Chapter I, Title III (Article 45 et seq.) of the Italian Consumer Code and by Legislative Decree 70 of 9 April 2003 on electronic commerce.
4.5.12 Where a lot is sold, if the Seller is a professional and the Buyer a consumer within the meaning of Article 3 of the Italian Consumer Code, the Buyer shall not have – pursuant to Article 59, first paragraph, m), of the Italian Consumer Code – the right to withdraw provided for by distance agreements as the contract of sale is concluded at a public auction in accordance with the definition contained in Article 45, first paragraph, o) of the Italian Consumer Code.
4.6 BIDS MADE BY EMPLOYEES
4.6.1 Finarte’s employees can make bids at Finarte’s auctions only if they are not aware of the Reserve and if the bid is made in full compliance with internal regulations governing auction bids by employees.
5. FINARTE’S OBLIGATIONS TO THE BUYER
5.1 Finarte acts in the name and on behalf of the Seller, as an agent of the Seller, except for the cases in which Finarte is the owner of a lot, either in part or in full.
5.2 Upon request of the Buyer, Finarte may provide, at its own discretion and, if the case may be, upon payment, a written report (“condition report”) on the condition of the lot.
5.3 In the event that, after a sale by auction, it emerges that a lot is a Counterfeit, Finarte will refund any Buyer who has requested termination of the sale contract, after returning the lot to Finarte, the Total amount due, provided that, no later than five (5) years of the date of the sale, the Buyer:
(a) provides Finarte in writing, within three (3) months of the date when the same received information inducing him to believe that the lot is a Counterfeit, with the lot number, the date of the auction where the lot was purchased, and the reasons why the
Buyer considers the lot to be a Counterfeit;
(b) is able to return the lot to Finarte, free from third party claims of any kind, after the date of the sale, and the lot is in the same condition as it was at said date;
(c) provides Finarte with the reports prepared by two independent scholars or experts of acknowledged expertise, indicating the reasons why the lot is considered a Counterfeit.
5.4 Finarte reserves the right to proceed with the termination of the sale even in total or partial absence of one or more of the aforesaid conditions.
5.5 Finarte will not be bound by the opinions provided by the Buyer and reserves the right to request the opinion of further experts at its own expense. Should Finarte decide to terminate the sale, it may reimburse the Buyer, in a reasonable amount, for the costs incurred to obtain the opinion of the two independent experts accepted by both Finarte and the Buyer.
5.6 The Buyer will not be entitled to terminate the contract for sale and Finarte will not make the reimbursement, in the following circumstances:
(a) if the catalogue description were consistent with the opinion of scholars and experts generally accepted at the date of the sale, or the catalogue description indicated the authenticity or attribution of the lot as controversial; or
(b) if, as of the date of publication of the catalogue, the fact that the lot was counterfeit could be verified only by way of examinations generally considered unsuitable for the purposes concerned or difficult to carry out, whose costs were unreasonable or that could have reasonably damaged or resulted in a loss of value of the lot.
6. BUYER’S OBLIGATIONS AND FINARTE’S LIABILITY TO THE BUYER
6.1 The Buyer undertakes to examine the lot and the relevant documentation before the purchase in order to check if the same is compliant with the catalogue description, and, where appropriate, to request the opinion of a scholar or an independent expert, to verify its authorship, authenticity, provenance, attribution, origin, date, age, period, cultural origin or source, condition, completeness and quality, including its price and value.
6.2 Any representations provided by Finarte, either verbally or in writing, including those contained in the catalogue, reports, comments or evaluations concerning any characteristic of a lot such as authorship, authenticity, provenance, attribution, origin, date, age, period, cultural origin or source, condition, completeness and quality, including its price and value, exclusively reflect opinions, and can be reviewed and possibly changed by Finarte before the lot is offered for sale. Except in case of wilful misconduct or gross negligence, Finarte and its employees, co-workers, directors or consultants cannot be held liable for any mistake or omission contained in these representations..
6.3 Lots are sold as “seen and liked”, expressly excluding any warranty against hidden defects, and with any gap, defect, flaw and description error.
6.4 All the lots, including those having - either in part or in full -
an electrical or mechanical nature, must be considered purely for their artistic, decorative and/or collective value and must not be deemed working. The functioning and safety of the lots having, either in part or in full, an electrical or mechanical nature have not been checked before the sale, and such lots are bought by the Buyer at his own risk.
6.5 The descriptions contained in the catalogues and in the condition reports under Article 5.2 above are merely approximate and are provided for the sole purpose of identifying the lot(s) concerned.
6.6 The lack of any express reference to the condition of the lot in catalogues and condition reports does not imply the absence of any defects.
6.7 Except for the case of gross negligence or misconduct, Finarte or its employees, co-workers, directors or consultants may not be held liable for acts or omissions concerning the preparation or conduct of the auction or any issue relating to the pre-sale of the lots.
6.8 Except in case of wilful misconduct or gross negligence, Finarte’s liability and the liability of Finarte’s employees, co-workers, directors or consultants to the Buyer in connection with the purchase of a lot by the latter is limited to the Hammer Price and the Buyer’s Premium paid to Finarte by the Buyer.
6.9 The descriptions for cars and motorcycles, including in relation to their history, age, model, changes of ownership, state of preservation and possible restoration processes, technical characteristics, internal and external components, including the engine number (matching number or not) and chassis number of the car – present in the catalogue and/or in any condition report – are given by Finarte in good faith as guidelines to the potential Buyer on the basis of the indications and information received from the Seller, but may not be considered exhaustive and/or verified. All cars and motorcycles – together with the relevant documents accompanying them – must therefore be properly examined by the potential buyer in order to fully ascertain their condition. Failure to indicate any defect, restoration work or of the presence of any non-original part does not preclude the possibility that any such defect, restoration work or presence of a non-original part exist.
The descriptions, in the catalogue and/or in the condition report, for watches and gemstones including in relation to the state of preservation and any restoration, are given by Finarte as guidelines to the potential Buyer on the basis of the indications and information received from the Seller, but may not be considered exhaustive and/or verified. All the watches and gemstones must therefore be appropriately examined by the potential buyer in order to be able to ascertain their status. Failure to indicate any defect, restoration work or of the presence of any non-original part does not preclude the possibility that such defect, restoration work or presence of a non-original part exist. Wristwatches declared by the manufacturer as water-resistant may have been opened for examination; Finarte therefore suggests that such watches be controlled by an authorised dealer to check their resistance before using the same in conditions where water is present. Straps made of organic material are associated with the watch for display purposes only. Prospective buyers are aware
that the importation to foreign countries of materials derived from endangered or otherwise protected species (e.g. tortoiseshell, ivory) are subject to CITES international rules; prospective buyers should therefore acquire the necessary information on such restrictions before participating in the auction for lots containing, even partially, materials falling within the scope of the above rules.
6.10 In the event of sale of cars and/or motorcycles, pursuant to the relevant laws and regulations, the Buyer undertakes to initiate and manage, at its own care and expenses, via a competent agency indicated by Finarte, the procedure of transfer of ownership and/ or, if applicable, the registration procedure, within and no later than fifteen (15) days from the date of sale of the Lot. All of the above without prejudice to the provisions of art. 7.11 below.
6.11 In case of permanent export abroad of cars and/or motorcycles registered in Italy, pursuant to the relevant laws and regulations, the Buyer undertakes to ask the competent office to remove them from the national vehicle archive and from the Public Vehicle Register, returning the license plate and the registration certificate of the Lotto within and no later than 15 (fifteen) days after the sale of the Lot.
7. PAYMENT
7.1 In case of sale, the Buyer shall pay to Finarte the Total amount due immediately – and in any event no later than five (5) days –after the conclusion of the auction.
7.2 If a lot is the subject of the declaration under Article 4.1.14 above, the Buyer shall pay the total amount due upon expiry of the period for the exercise of the pre-emption right by the competent Ministry.
7.3 The payment of the hammer price, the purchase commission and any expenses can be made by cash, cashier’s check, bank check, wire transfer, debit card or credit card (American Express, Visa or Mastercard) or Paypal.
7.4 Finarte may accept single or multiple payments in cash only for amounts up to Euro 4,999.99.
7.5 In case of bank transfer, the bank details are the following:
Finarte Auctions S.r.l.
Banca: Banco Passadore & C.
IBAN: IT63W0333202400000003112886
SWIFT: PASBITGG
7.6 In case of bank transfer, in the payment description the Buyer’s name and surname and the invoice number must be specified.
7.7 Payment by debit card, American Express, Visa or Mastercard can be made only by the card holder or, in case of PayPal, by the account holder.
7.8 Finarte reserves the right to check the origin of payment received and reject payments received from any persons other than the Buyer.
7.9 In limited circumstances, and in any event subject to the Seller’s consent, Finarte may offer any Buyer deemed reliable
the possibility of paying the lots in instalments. The conditions for payment in instalments must be agreed before the auction. Before deciding whether to grant the possibility of paying in instalments or not, Finarte can request references in connection with the Buyer’s reliability as well as documentation proving his/ her identity and residence.
7.10 Also pursuant to and for the purposes of Article 1523 of the Italian Civil Code, the transfer of the ownership of a lot from the Seller to the Buyer shall take place only upon payment by the Buyer of the Total amount due.
7.11 In case of non-payment or late payment by the Buyer –within the time limit set out in Article 7.1. above – of the Total amount due, either in full or in part, Finarte shall be entitled, at its discretion, to ask for due performance or terminate the contract for sale pursuant to Article 1456 of the Italian Civil Code, without prejudice, in any event, to its right to claim damages and the right to have the lot sold on behalf and at the expense of the Buyer, pursuant to Article 1515 of the Italian Civil Code.
7.12 In case of delay in the payment of the Total amount due for a period of more than five (5) business days as from the auction date, Finarte may store the lot with a third party at the Buyer’s risk and expense and charge the Buyer interest on arrears to Finarte at the 3-month Euribor rate provided by law plus five per cent (5%), without prejudice to Finarte’s right to claim further damages.
7.13 In case of non-payment or late payment by the Buyer, Finarte may reject any bids made by the Buyer or any representative of the Buyer in the course of following auctions, or request that the Buyer lodges a sum in cash as security before accepting any bids.
7.14 Finarte may offset any amount due for whatever reason to the Buyer against whatever sum owed for whatever reason by the Buyer to Finarte.
7.15 Cash desk time: Monday - Friday 10:00 am - 1:00 pm; 2:00 pm - 05.30 pm.
8.
DELIVERY AND COLLECTION OF THE LOT
8.1 The lot will be delivered at Finarte’s registered offices no later than five (5) business days of the date of the sale.
8.2 The lot will be delivered to the Buyer (or to any third party authorised by the Buyer by a written power of attorney) only after Finarte has received the Total amount due.
8.3 Upon delivery of the lot, Finarte will ask the Buyer or any third-party appointee to provide a document proving his/her identity.
8.4 Before organising the collection, please check with Finarte where the lot is stored.
8.5 In case of death, interdiction, inability, cessation/winding up, for whatever reason, of the Buyer, duly notified to Finarte, the latter agrees to return the lot, subject to prior consent of all the Buyer ’s assignees, or in accordance with the terms established by the judicial authority.
8.6 Should the Buyer fail to collect the lot within five (5) business days of the date of the sale, Finarte may:
(a) charge the Buyer an amount corresponding to one per cent (1%) of the Hammer Price for each month of delay in the collection of the lot, from the fifth business day following the sale; or
(b) store the lot with a third party at the Buyer’s risk and expense.
9. TRANSFER OF RISK
9.1 A purchased lot is entirely at the risk of the Buyer starting from the earliest to occur of the following events:
(a) when the Buyer receives the purchased lot; or (b) when the Buyer pays the Total amount due for the lot; or (c) from the date when the five (5) business day payment period after the sale starts to run.
9.2 The Buyer will be indemnified for any loss or damage occurring to the lot after the sale but before the risk is transferred, but said indemnity may not exceed, except in case of wilful misconduct or gross negligence, the Hammer Price along with the Buyer’s Premium received by Finarte.
9.3 Except in case of wilful misconduct or gross negligence, Finarte may not be held liable for the loss or damage to the frame or the glass containing or covering prints, paintings or other artworks, unless the frame or glass constitute the lot sold at auction.
9.4 In no circumstance may Finarte be held liable in case of loss or damage due to any work (including restoration, work on the frame and cleaning operations) carried out by independent experts designated by Finarte with the Seller’s consent, or in case of any loss or damage directly or indirectly caused by, or arising from:
(a) changes in humidity or temperature;
(b) normal wear and tear or gradual deterioration due to operations on the lots and/or hidden faults and defects (including woodworms);
(c) improper treatment;
(d) war, nuclear fission, radioactive contamination, chemical, biochemical or electromagnetic weapons;
(e) acts of terrorism; and
(f) other force majeure events.
10. SHIPMENT
10.1. Upon written request of the Buyer, Finarte may arrange the packaging and shipment of the lot, on condition that the Buyer:
(a) has fully paid the Total amount due;
(b) provides Finarte with any certificate of free circulation or export licence or any statement and/or certification required for such purpose.
10.2. Unless otherwise agreed with the Buyer:
(a) packaging and shipment expenses shall be for the account of the Buyer, who may request, at least twenty-four (24) hours before the beginning of the auction, estimates of costs should the Buyer decide to entrust Finarte with the packaging and shipping of the lot;
(b) the insurance coverage concerning any risk for (even partial) loss and/or damage caused to the lot during transport must be agreed between the Buyer and the carrier without any liability for Finarte;
(c) the cost of insurance shall be for the account of the Buyer.
10.3. The shipment and packaging of the lot to the Buyer shall be entirely at the risk and expenses of the Buyer and Finarte shall in no event be held liable for any action or omission of packaging workers or carriers.
11. EXPORTATION FROM THE REPUBLIC OF ITALY
11.1 Export of cultural goods outside the territory of the Republic of Italy is regulated by the provisions of the Urbani Code. Likewise, export of cultural goods outside the territory of the European Union is regulated to the provisions of Regulation (EC) 116/2009 of 18 December 2008 and of Commission Implementing Regulation (EU) 1081/2012.
11.2 The export of a lot from the territory of the Republic of Italy may require a certificate of free circulation or an export licence. 11.3 Obtaining a certificate of free circulation and/or export license is the responsibility of the Buyer. In case of non-obtainment or delay in the obtainment of a certificate of free circulation and/or an export license, said circumstance shall not constitute a reason for the termination or cancellation of the sale, nor a justification for late payment of the Total amount due by the Buyer.
12. PROTECTED SPECIES
12.1 All lots consisting of, or containing, parts of plants or animals (e.g.: coral, crocodile, ivory, whalebone, turtle), regardless of their age or value, may require a licence or certificate before export, and/or additional licences or certificates for importation into non-EU countries. The granting of a license or certificate for import does not guarantee the obtainment of a license or certificate for export, and vice versa. Please note that obtainment of an import licence or certificate does not guarantee any export licence or certificate and vice versa. Finarte recommends that potential Buyers check the requirements under their national legislation for the import of goods made of, or containing, protected species into their country. It is the Buyer’s responsibility to obtain such import or export licences/certificates as well as any other document required before making any bid. Please refer to Article 11 of the General Terms and Conditions of Sale.
13. SAMPLE TERMINOLOGY
13.1 Please pay attention to the following sample terminology:
• “SANDRO BOTTICELLI”: in Finarte’s opinion, the work is a work by the artist (when the artist’s forename is not known, whether the surname is preceded by a series of asterisks or by an initial or not, it indicates that the work is by the named artist).
• “ATTRIBUTED TO SANDRO BOTTICELLI”: in Finarte’s opinion, the work is probably a work by the artist, but there is less certainty than in the above category.
• “SANDRO BOTTICELLI’S STUDIO/WORKSHOP”: in Finarte’s opinion, the work is a work by an unknown hand in the artist’s studio/workshop who may have undertaken the painting under the artist’s supervision.
• “SANDRO BOTTICELLI’S CIRCLE”: in Finarte’s opinion, the work is by an unidentified but distinct hand, closely associated with the named artist but not necessarily a pupil of the artist.
• “FOLLOWER OF SANDRO BOTTICELLI”: in Finarte’s opinion, the work has been made by a painter working in the artist’s style, contemporary or nearly contem¬porary to the artist, but not necessarily a pupil.
• “SANDRO BOTTICELLI’S MANNER”: in Finarte’s opinion, a work of the style of the artist and of a later date.
• “AFTER SANDRO BOTTICELLI”: in Finarte’s opinion, the work is a copy of a known work of the artist.
• “IN THE STYLE OF …”: in Finarte’s opinion, the work is in the style mentioned, but of a later date.
13.2 The term “signed” and/or “dated” and/or “inscribed” means that, in Finarte’s opinion, the signature and/or date and/or inscription are from the hand of the artist.
13.3 The terms “bearing signature” and/or “date” and/or “inscription” means that, in Finarte’s opinion, the signature and/ or date and/or inscription seem to have been added or from another hand.
13.4 The dimensions given are height first, width and, possibly, depth.
13.5 Paintings and photographs are not to be considered framed unless otherwise specified.
14. CONTACTS
14.1 The prospective Buyer and the Buyer may request any information and/or send any communication and/or submit any complaint by contacting Finarte as follows:
(i) by filling in and sending the form available at the “Contacts” section of the Website;
(ii) by post, addressed to: Finarte Auctions S.r.l., Via dei Bossi, n. 2 – 20121– Milan, Italy; (iii) by calling the following phone number: (+39) 02 3363801.
14.2 Finarte will reply to the complaints submitted within five (5) business days of the receipt thereof.
14.3 For assistance with online auction participation, please contact Finarte at the followng email address: bidonline@finarte. it or on the following telephone number: +39 02 3363801.
15. LEGAL GUARANTEE OF CONFORMITY
15.1 If the Seller is a professional and the Buyer a consumer within the meaning of Article 3 of the Italian Consumer Code, and the lot sold can be deemed a “consumer good” within the meaning of Articles 128 et seq., of the Italian Consumer Code, such lots sold through Finarte are covered by the legal guarantee of conformity provided for in Articles 128-135 of the Italian Consumer Code (“Legal Guarantee”).
15.2 The Legal Guarantee is reserved for consumers. It therefore applies only to anyone who has bought a lot for purposes unrelated to his/her business, commercial, craft or professional activities.
15.3 The Seller is liable to the consumer Buyer for any lack of conformity existing at the time of delivery of the product “consumer good” that becomes apparent within two (2) years of that delivery. The lack of conformity must be reported to the Seller, under penalty of forfeiture of the guarantee, within two (2) months of the date of which it was discovered. Unless proved otherwise, it is assumed that any lack of conformity which becomes apparent within six (6) months of delivery of the product already existed on the delivery date, unless such assumption is incompatible with the nature of the product or with the nature of the lack of conformity. From the seventh month following the delivery of the lot, it becomes the consumer’s burden to prove that the defect
existed at the time of delivery. In order to avail himself/herself of the Legal Guarantee, therefore, the consumer shall first give proof of the date of the sale and the delivery of the lot. To be able to provide this proof, the consumer should, therefore, keep the order confirmation, the purchase invoice or the DDT or any other document suitable to demonstrate the date of purchase and delivery.
15.4 With reference to the definition of “lack of conformity”, please refer to the provisions of Article 129, second paragraph, of the Consumer Code. Excluded from the scope of the Legal Guarantee are any defects caused by accidental events or by responsibilities of the Buyer - consumer, or by any use of the lot that is incompatible with its intended use. In this regard, it is specified that all the lots, including those having - either in part or in full - an electrical or mechanical nature, must be considered purely for their artistic, decorative and/or collective value and must not be deemed working.
15.5 In the event of a lack of conformity duly reported in the appropriate terms, the consumer Buyer will be entitled: (i) first, to the repair or replacement of the lot, at his/her discretion, free of charge, unless the remedy requested is objectively impossible or excessively onerous compared to the other; (ii) second (in cases where repair or replacement is impossible or excessively onerous, or the repair or replacement did not take place within a reasonable time or the repair or replacement made previously caused significant inconvenience to the consumer), to a reduction in the price or termination of the contract, at his/her discretion. The remedy requested shall be deemed excessively onerous if it imposes unreasonable costs upon the Seller compared to any other applicable remedy, taking into account: (i) the value that the lot would have if there were no lack of conformity; (ii) the nature of the lack of conformity; (iii) the possibility to implement the alternative remedy without significant inconvenience to the consumer.
15.6 If, during the period of validity of the Legal Guarantee, the lot shows any lack of conformity, the consumer may contact Finarte according to the terms of Article 14. Finarte will promptly reply to any notice of alleged lack of conformity and inform the consumer of the specific procedure to be followed.
16. APPLICABLE LAW AND JURISDICTION
16.1 These General Terms and Conditions of Sale are governed by the laws of Italy.
16.2 Any dispute relating to the application, performance and interpretation of these General Terms and Conditions of Sale shall be submitted to the exclusive jurisdiction of the courts of Milan.
16.3 The above is without prejudice of the applicability to Buyers who are consumers under Article 3 of the Italian Consumer Code and who do not have their habitual residence in Italy of any more favourable and mandatory provisions of the law of the country in which they have their habitual residence. For any dispute relating to the application, performance and interpretation of these General Terms and Conditions of Sale, the court of competent jurisdiction shall be the court of the place where the consumer Buyer resides or is domiciled.
16.4 Furthermore, any consumer Buyer residing in a Member State of the European Union other than Italy may access, for any dispute relating to the application, performance and interpretation of these General Terms and Conditions of Sale, the European Small Claims procedure under Regulation (EC) 861/2007 of the Council of 11 July 2007, provided that the value of the claim, disregarding all interest, expenses and disbursements, does not exceed Euro 2.000.00. The text of the Regulation is available on the website .eur-lex.europa.eu.
16.5 Under Article 141-sexies, paragraph 3 of the Italian Consumer Code, Finarte informs any user who can be classified as a consumer within the meaning of Article 3, first paragraph, a) of the Italian Consumer Code that, in the event he/she has filed a complaint directly with Finarte, as a result of which, however, it was not possible to resolve the dispute arising therefrom, Finarte will provide information about the Alternative Dispute Resolution entity or entities in charge of out-of-court settlement of any dispute concerning the obligations arising from a contract concluded under these General Terms and Conditions of Sale (so-called ADR entities, as specified in Articles 141-bis et seq. of the Italian Consumer Code), specifying whether or not it intends to make use of such entities to resolve the dispute. Finarte also informs any user who can be classified as a consumer within the meaning of Article 3, first paragraph, a) of the Italian Consumer Code that that a European platform for online resolution of consumer disputes has been established (the so-called “ODR platform”). The ODR platform is available at http://ec.europa.eu/consumers/odr/. On the ODR platform, a consumer Buyer may consult the list of ADR bodies, find the link to the website of each of them and start an online dispute resolution procedure for the dispute in which he/she is involved.
17. PERSONAL DATA PROTECTION INFORMATION
17.1 Pursuant to Article 13 of Regulation (EU) 2016/679 (“GDPR”), Finarte – as data controller (hereinafter also “Controller”) – informs you that the personal data (“Data”) provided by you to Finarte shall be processed lawfully and fairly by the same, mainly through electronic, automated and/or video-recording means (using modalities and devices suitable to ensure the security and confidentiality of the Data), for the following purposes: (a) to perform the obligations of the contracts to which you are a party or for the adoption of any pre-contractual measures taken at your request; (b) to manage the relationship with sellers and buyers (e.g. management of sales proceeds, invoices and shipping operations); (c) to perform any check and assessment concerning the auctioning relationship and the risks associated therewith; (d) to fulfil any tax, accounting and legal obligations and/or orders issued by public bodies; (e) for the purposes of applicable anti-money laundering regulations under Legislative Decree 231/2007, as amended; (f) with reference to video-surveillance systems, for the purposes of protecting the safety of persons and the company’s assets; (g) to ascertain, exercise or defend a right in judicial proceedings; (h) to send commercial communications on products and services similar to those already purchased (so-called “soft spam”); (i) subject to your consent, to send
advertising and information material on Finarte’s products and services by automated systems such as e-mail, fax, sms or MMS, or by postal service or telephone calls with operator; (l) to carry out profiling activities for performance of the activities referred to in (h) and (i) above.
17.2 The provision of Data for the purposes under Article 17.1, (a), (b), (d), (e) is not subject to your consent, it being necessary for the performance by the Data Controller of its contractual and legal obligations pursuant to Article 6, first paragraph, b) and c) of the GDPR.
17.3 The provision of Data for the purpose under Article 17.1, (c), (f), (g), (h) is not subject to your consent, it being necessary for the purposes of the legitimate interests pursued by the Controller pursuant to Article 6, first paragraph, f) of the GDPR.
17.4 The provision of Data for the purposes under Article 17.1, (i) and (l) is, instead, subject to your consent, pursuant to Article 6, first paragraph, a) of the GDPR. The consent to the processing of Data for such purpose is optional; in case of refusal, it will be impossible for Finarte to carry out the activities specified. For such purposes, Finarte will collect your consent by electronic and/ or paper means, e.g. through the Website or the relevant forms.
17.5 The provision of Data is optional. However, the failure to provide Data for the purposes from (a) through (g) will prevent participation in the auction or due performance by Finarte of its obligations; the failure to provide Data for the purposes from (h) through (m) will likewise prevent Finarte from carrying out the activities specified.
17.6 The Data will be processed by Finarte’s employees or co-workers as persons in charge of data processing.
17.7 Your Data may also be communicated to the following persons, who will be designated by Finarte as data processors or will act as independent controllers:
(a) any entities (including Public Authorities) having access to personal data by virtue of statutory or administrative provisions;
(b) any companies or third parties in charge of printing, enveloping, shipment and/or delivery services in connection with the lots purchased;
(c) any post offices, couriers or carriers in charge of delivering the lots;
(d) any companies, consultants or professionals in charge of the installation, maintenance, updating and, in general, the management of Finarte’s hardware and software, or of whom Finarte avails itself, including the Website;
(e) any companies or internet providers in charge of sending documentation and/or information or advertising material;
(f) any companies in charge of processing and/or sending information or advertising material on behalf of Finarte;
(g) any public and/or private entities, natural persons and/or legal entities (e.g. legal, administrative and fiscal consulting firms, Courts, Chambers of Commerce, Employment Chambers and Offices), if such disclosure is necessary or functional to the due performance of Finarte’s obligations.
Your Data will be processed and disseminated, in anonymous and aggregate form only, for statistical or research purposes.
17.8 The Data Controller is Finarte Auctions S.r.l., with offices in via dei Bossi 2, (20121) Milan, Italy, to which any requests
or demands in connection with the processing of Data may be made by sending an email to info@finarte.it. . An up-to-date list of any data controllers is available, on written request, at Finarte’s registered offices.
17.9 Data will be retained for a maximum period of time corresponding to the period of the statute of limitations for the rights enforceable by Finarte, as applicable from time to time. If Data are processed for marketing and profiling purposes under i) and l), Data shall be stored for a maximum period of time equal to, respectively, 24 and 12 months. Images collected through video-surveillance systems shall be retained for a maximum of 24 hours following their collection, without prejudice to special needs for further retention in connection with public holidays or closure of offices, or where it is necessary to comply with a specific investigation request from the judicial authority or the judicial police.
17.10 Pursuant to Articles 13 and 15 et seq. of the GDPR, you have the right, inter alia:
(a) to obtain confirmation that processing of personal data concerning you is or is not in progress;
(b) if a processing is in progress, to obtain access Data and information relating to the processing and request a copy of personal data;
(c) to obtain the correction of inaccurate Data and the integration of incomplete Data;
(d) if any of the conditions foreseen by Article 17 of the GDPR is met, to obtain cancellation of the Data concerning you;
(e) to obtain, in the cases provided for by Article 18 of the GDPR, the restriction of processing;
(f) if the conditions set forth in Article 20 of the GDPR are met, to receive Data concerning you in a structured format, commonly used and readable by automatic devices and request their transmission to another Controller, if technically feasible;
(g) to object, at any time, wholly or partially, to processing of Data for marketing purposes. Objection to processing through automated contact means also includes sending commercial communications by postal service or telephone calls with operator, without prejudice to the possibility to partially exercise such right, for example by objecting only to processing done by automated communication systems;
(h) to object, at any time, to processing of Data done to pursue a legitimate interest of the Controller, provided that there are no legitimate reasons for doing the processing prevailing on the interests, rights and freedoms of the data subject, or for ascertaining, exercising or defending any right in judicial proceedings;
(i) to withdraw your consent at any time, without prejudice to the lawfulness of the processing that occurred prior to the withdrawal.
(j) to lodge a complaint with the Personal Data Protection Authority, according to the terms specified in the Authority’s website, accessible at the address www.garanteprivacy.it ; The aforesaid rights may be exercised by making an email request to the Controller to the following address:
info@finarte.it.
Il sottoscritto Nome e Cognome / Società
Numero cliente (solo per uso interno)
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Città
E-mail
C.F. – P. Iva
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NUMISMATICA DI UNA NOBILE
FAMIGLIA ITALIANA
ASTA N°345| 2026
12 - 13 marzo 2026
PRIVACY POLICY
Letta e compresa l’informativa sul trattamento dei dati personali, contenuta all’art. 17 delle Condizioni generali di vendita pubblicate sul catalogo di Finarte e rilasciata ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679, acconsento non acconsento all’invio di materiale pubblicitario e informativo su prodotti e servizi di Finarte a mezzo di sistemi automatizzati, quali e-mail, fax, sms o MMS, o a mezzo del servizio postale o di chiamate telefoniche con operatore; acconsento non acconsento al trattamento dei dati per attività di profilazione finalizzate all’invio di comunicazioni commerciali su prodotti e servizi analoghi a quelli già acquistati (c.d. “soft spam”), nonché all’invio di materiale pubblicitario e informativo su prodotti e servizi di Finarte a mezzo di sistemi automatizzati, quali e-mail, fax, sms o MMS, o a mezzo del servizio postale o di chiamate telefoniche con operatore.
Firma
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NORME DI PREVENZIONE DELL’ANTIRICICLAGGIO
Ai sensi e per gli effetti del D. Lgs. 231/2007 recante, tra l’altro, misure in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio, consapevole delle responsabilità penali e civili nonché degli effetti amministrativi derivanti dal rilascio di dichiarazioni mendaci o incomplete, il sottoscritto dichiara e garantisce:
1. di agire personalmente, ovvero – in caso di rappresentanza di terzi – di agire esclusivamente in nome e per conto del soggetto indicato nella procura consegnata a Finarte;
2. che i fondi che utilizzerà in caso di aggiudicazione non sono di provenienza illecita; 3. nel caso in cui il sottoscritto sia una persona giuridica, che il titolare effettivo è
Nome e Cognome
C.F. nato a il residente in (nel caso in cui vi sia più di un titolare effettivo si prega di informare Finarte affinché possa fornirvi un modulo con un numero maggiore di caselle).
4. che né il sottoscritto né il titolare effettivo del sottoscritto sono Persona Politicamente Esposta né familiari di Persona Politicamente Esposta né soggetti con i quali una Persona Politicamente esposta intrattiene notoriamente stretti legami.
Firma
Data
C.A.P.
Provincia Stato
Telefono
con la sottoscrizione del presente modulo, dichiara di aver preso visione e di accettare senza riserve le Condizioni Generali di Vendita che gli sono state consegnate da Finarte Auction S.r.l. (“Finarte”) e che sono stampate sul catalogo dell’asta, pubblicate sul sito
OFFERTA SCRITTA
formulare offerte per mio conto sui lotti qui sotto indicati fino all’occorrenza del valore massimo indicato (offerta massima, oltre i diritti e altri eventuali costi).
OFFERTA TELEFONICA
contattarmi telefonicamente – al numero di telefono sopra indicato – al fine di concorrere all’acquisto dei lotti qui sotto indicati. *Qualora Finarte non riuscisse a contattarmi o la comunicazione fosse interrotta durante l’asta, Finarte potrà formulare per mio conto le covering bid indicate di seguito.
La preghiamo di allegare al presente modulo copia di un documento di identità valido.
LOTTO TITOLO - DESCRIZIONE OFFERTA MASSIMA (ESCLUSI DIRITTI)
COVERING BID* (OFFERTA TELEFONICA)
Avviso agli offerenti
Le offerte dovranno pervenire almeno 24 ore prima dell’inizio dell’asta. Il nostro ufficio confermerà tutte le offerte ricevuta, nel caso non vi giungesse conferma vi preghiamo di contattarci.
Qualora Lei agisca per conto di una società, è pregato di allegare copia dello statuto insieme al documento che La autorizza a presentare offerte per conto della società. In assenza di questa documentazione la Sua offerta può non essere accolta. Per lotti di valore rilevante Le potrà essere richiesta una referenza bancaria.
Il sottoscritto dichiara di approvare specificatamente,
Firma
Finarte Auctions S.r.l. Via dei Bossi 2| 20121 -
Data
1) Ai sensi dell’articolo 20, commi da 1 a 5, del D. Lgs. 231/2007, criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche sono i seguenti: “1. Il titolare effettivo di clienti diversi dalle persone fisiche coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente ovvero il relativo controllo. 2. Nel caso in cui il cliente sia una società di capitali: a) costituisce indicazione di proprietà diretta la titolarità di una partecipazione superiore al 25 per cento del capitale del cliente, detenuta da una persona fisica; b) costituisce indicazione di proprietà indiretta la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25 per cento del capitale del cliente, posseduto per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona. 3. Nelle ipotesi in cui l’esame dell’assetto proprietario non consenta di individuare in maniera univoca la persona fisica o le persone fisiche cui è
fisica.” 2) Ai sensi dell’art. 1 comma 2, lett. dd), del D. Lgs. 231/2007 sono: “A) PERSONE POLITICAMENTE ESPOSTE: le persone fisiche che occupano o hanno cessato di occupare da meno di un anno la carica di: (a) Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Ministro, Vice-Ministro e Sottosegretario, Presidente di Regione, assessore regionale, Sindaco di capoluogo di provincia o città metropolitana, Sindaco di comune con popolazione non inferiore a 15.000 abitanti nonché’ cariche analoghe in Stati esteri; (b) deputato, senatore, parlamentare europeo, consigliere regionale nonché’ cariche analoghe in Stati esteri; (c) membro degli organi direttivi centrali di partiti politici; (d) giudice della Corte Costituzionale, magistrato della Corte di Cassazione o della Corte dei conti, consigliere di Stato e altri componenti del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana nonché’ cariche analoghe in Stati esteri; (e) membro degli organi direttivi delle banche centrali e delle autorità indipendenti; (f) ambasciatore, incaricato d’affari ovvero cariche equivalenti in Stati esteri, ufficiale di grado apicale delle forze armate ovvero cariche analoghe in Stati esteri; (g) componente degli organi di amministrazione, direzione o controllo delle imprese controllate, anche indirettamente, dallo Stato italiano o da uno Stato estero ovvero partecipate, in misura prevalente

N°345 | 2026
12 - 13 March bid.milano@finarte.it
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ANTI-MONEY LAUNDERING
Pursuant to and for the purposes of Legislative Decree 231/2007 containing, among other things, measures on the prevention and combating of money laundering, aware of the criminal and civil liabilities as well as of the administrative effects deriving from making false or incomplete declarations, I, the undersigned represent and warrant that:
1.I am acting personally, or – if acting on behalf of third parties – I am acting exclusively in the name and on behalf of the person indicated in the power of attorney supplied to Finarte S.p.A.;
2. that the funds that I will use in the event of an award are not of an illegal origin;
3. if the undersigned is a legal entity, the beneficial owner is Name and Surname TAX Code born in of residing
(If there is more than one beneficial owner, please inform Finarte so that it can provide you with a form with more boxes.)
4. neither the undersigned nor the beneficial owner of the undersigned is a Politically Exposed Person, or a family member of a Politically Exposed Person, or a person known to be close associate with a Politically Exposed Person.
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I, the undersigned First name and last name/Company
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by signing this form, declare that I have read and fully accept the General Conditions of Sale delivered to me by Finarte S.p.A. and printed in the auction catalogue, published on Finarte Auctions S.r.l. (“Finarte”) website and posted in the auction room, and
ABSENTEE BIDDING
bid on my behalf at the above sale for the following lot(s) up to the price(s) set out below;
TELEPHONE BIDDING
Please attach here to a copy of a valid identity document.
Notice to bidders
Bid should be submitted at least 24 hours before the auction. Our office will confirm all the offers received; in case you shouldn’t receive confirmation of reception within the following day, please contact us.
Corporate clients should provide a copy of their articles of association together with a letter of authority authorizing them to bid on the company’s behalf. Failure to provide said documentation may result in your bids not being processed. For high value lots you may
I, the undersigned, declare to specifically approve, pursuant to Article 1341 of the Italian Civil Code, the following clauses of the General Terms and Conditions of Sale:
contact me by telephone - at the telephone number indicated above - when the following lot(s) will be offered for sale in order to be able to make one or more telephone bids. Should Finarte be unable to contact me by telephone or the line break down during the sale, Finarte may execute the covering bid(s) listed below on my behalf. Finarte Auctions S.r.l. Via dei Bossi 2 | 20121 - Milan | Tel.: +39 02 3363801 | Email: bid.milano@finarte.it
Rosario Bifulco
Presidente r.bifulco@finarte.it
Alessandro Guerrini
Amministratore Delegato Tel + 39 02 33638021 a.guerrini@finarte.it
Alessandro Consoli
Direttore Finanziario Tel + 39 02 33638021 a.consoli@finarte.it
DIPARTIMENTI
ANTIQUARIATO
Sara Milone (Milano)
Responsabile Dipartimento Tel +39 02 3363801 s.milone@finarte.it
Adele Coggiola (Roma)
Responsabile Dipartimento Tel +39 06 6791107 a.coggiola@finarte.it
ARTE FIGURATIVA
TRA XIX E XX SECOLO Tel +39 02 3363801 Tel +39 06 6791107 artefigurativa@finarte.it
ARTE MODERNA & CONTEMPORANEA
Alessandro Cuomo (Milano) Responsabile Dipartimento Tel +39 02 3363801 a.cuomo@finarte.it
Georgia Bava (Roma)
Responsabile Dipartimento Tel +39 06 6791107 g.bava@finarte.it
Kimiko Bossi
Senior Director Tel + 39 02 33638030 k.bossi@finarte.it
Fabio Massimo Bertolo
Business Development Tel +39 06 679 11 07 f.bertolo@finarte.it
Andrea Cremascoli
Responsabile Marketing e Pianificazione Commerciale Tel +39 02 3363801 a.cremascoli@finarte.it
Marina Sala
Direttrice Sede di Milano
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Muriel Ronconi
Direttrice Sede di Roma Tel +39 06 679 11 07 m.ronconi@finarte.it
Marica Rossetti
Relazioni Esterne, Responsabile Programmazione Tel +39 02 3363801 m.rossetti@finarte.it
Sara Cremonesi
Responsabile Affari Societari e HR Tel. + 39 02 33638023 s.cremonesi@finarte.it
Viola Marzoli
Finance Manager Tel +39 06 6791107 v.marzoli@finarte.it
Lorena Lomonaco
Responsabile contabilità e bilancio Tel +39 02 33638023 l.lomonaco@finarte.it
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Responsabile Dipartimento
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ARTE ORIENTALE
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