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La Filarmonica è... Nr 65 - Giugno 2020 - Liberamusica!

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Giugno 2020

N° 65

LA FILARMONICA C'È... Informatore musicale del COMPLESSO BANDISTICO

LaFilarmonica Abbiategrasso|1846 LA FILARMONICA

La Filarmonica c’è

Editoriale del Maestro Dario Garegnani La musica, perché? Chi avrebbe mai potuto credere, qualche mese fa, che le nostre piazze si sarebbero svuotate, che la nostra possibilità di stare insieme sarebbe venuta meno, che avremmo potuto stare insieme solamente dietro uno schermo o poco più? Come è possibile, ancora, pensare di fare musica insieme, se letteralmente insieme non ci si può stare? La musica affascina e riempie il nostro mondo da secoli proprio in virtù del suo ruolo sociale: se ascoltiamo ancora musica – ma ancora di più se la guardiamo mentre si realizza – lo facciamo perché ogni volta si realizza un piccolo miracolo. Persone diverse, ognuna con la propria storia, si uniscono in un rito magico, in cui le parole non servono più, ma serve solo l’essere insieme e il condividere uno scopo, un linguaggio, delle intenzioni. E comunicarle. Certamente hanno avuto, in questi mesi di isolamento, un ruolo culturale interessante i vari esperimenti social di produzione musicale ben distanziata. Gioco, divertimento elettronico, piccoli tentativi di condividere di nuovo una passione. Temo che, però, il senso ultimo e più profondo di questa “musica distante” sia stato quello di farci capire che la musica, distante, non può esserlo; almeno questo è quello che è arrivato a me. E a me stesso chiedo: che senso ha il mio lavoro, che è proprio quello di coordinare un assembramento di persone suonanti in uno spazio tutto sommato ristretto? Che cosa posso, possiamo fare di davvero musicale quando fare musica viva non è (ancora) possibile? >>> Segue a pag. 2

LIBERAMUSICA!!!

25 APRILE 2020 - VIDEO-CONCERTO PER LA LIBERAZIONE La musica è come la vita, si può fare in un solo modo:

insieme

Ezio Bosso


La Filarmonica c’è

In attesa della ripresa delle attività

Editoriale M° Garegnani <<< Segue dalla copertina La mia risposta, la nostra risposta è che possiamo imparare, approfondire, ascoltare insieme per fare in modo che, quando si potrà, nelle forme in cui si potrà, la nostra musica sia ancora più consapevole. Abbiamo avviato un Laboratorio Filarmonico online per approfondire e ascoltare insieme. Abbiamo anche deciso di regalare alla nostra città (un po’ allargata, visto che il web non è esattamente territoriale...) quel che sappiamo fare meglio: un corso gratuito di introduzione alla lettura musicale, perché anche chi non ha nessuna esperienza possa provare l’emozione di parlare di musica, imparando un nuovo alfabeto. Avere il tempo di poter parlare di musica è un privilegio raro, come se fosse venuto il momento di usare tutte le parole possibili, per poterne fare a meno di nuovo, con più consapevolezza, quando torneremo a comunicare con la nostra passione, e lo strumento tra le mani. Non smettiamo mai di parlarne: tornerà presto il tempo privilegiato di poter tacere, suonando insieme. Intanto LaFilarmonica c’è, nelle registrazioni del nostro lavoro che abbiamo condiviso orgogliosamente nel concerto virtuale del 25 aprile, LiberaMusica!; c’è nella produzione video che stiamo preparando per voi in questo momento, c’è nella voglia di trovare altri modi, nuovi, sensati, sostenibili e futuri in cui farvi sentire che dal 1846 non abbiamo mai smesso di fare musica, insieme: e non abbiamo certo intenzione di cominciare proprio ora che di musica, francamente, c’è un gran bisogno. Dario Garegnani, Direttore de La Filarmonica

Editoriale - Alessandro Bagnaschi Non nascondo che quando i componenti della redazione mi hanno parlato per la prima volta della volontà di pubblicare questo numero del nostro notiziario, generalmente distribuito in occasione del tradizionale Concerto di Giugno, mi sono chiesto quale potesse essere il senso di una tale decisione, considerando che l’attività del nostro Complesso Bandistico, come quella di gran parte delle associazioni, quest’anno è stata fino a ora forzatamente ridotta ai minimi termini. All’iniziale perplessità è subentrata la convinzione che fosse non solo opportuno, ma addirittura doveroso da parte nostra dare un segnale di continuità e dimostrare la volontà di mantenere viva la tradizione in attesa della fine di questa emergenza, momento nel quale anche noi saremo pronti per ridare vita a iniziative tradizionali, temporaneamente sospese, e a progettarne di nuove nel segno del tradizionale legame che unisce la nostra associazione alla comunità abbiatense. Pur in questo periodo di forzata inattività, la nostra associazione ha continuato, seppur in forma ridotta, a essere presente con alcune iniziative, tra cui: • l’erogazione su base volontaria di lezioni online per gli allievi della scuola Corrado Abriani; • la proposta di una raccolta di brani registrati in occasione di precedenti concerti trasmessa in rete in occasione della ricorrenza del 25 aprile (data di un nostro tradizionale concerto); • l’adesione a flash mob musicali proposti da ANBIMA in date particolari; • il corso gratuito di introduzione alla lettura musicale tenuto dal M° Garegnani, dedicato a tutta la cittadinanza;

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• il Laboratorio Filarmonico, un ciclo di incontri di approfondimento teorico e musicale per i nostri musicanti. Certo in questo momento ci manca la parte più rilevante della nostra attività, la partecipazione alle prove per preparare nuovi eventi e per fare ciò che caratterizza la nostra passione: fare musica insieme e cercare di farlo sempre meglio, essere presenti nelle vie della nostra città per allietare i nostri concittadini in occasione di ricorrenze particolari o semplicemente per portare un po’ di allegria, incontrare tutti gli amanti della musica in occasione di concerti ed esibizioni. Siamo certi però che quando questa situazione di emergenza finalmente cesserà avremo modo di riprendere la normale attività con rinnovato entusiasmo e con la volontà di recuperare in fretta il tempo perduto, rinsaldando ulteriormente il legame con il territorio e trasmettendo la gioia di condividere la nostra passione. Una promessa e un impegno che possiamo già ora sottoscrivere è quello di progettare un evento straordinario per la ripresa delle attività, che possa davvero rappresentare la gioia per il ritorno alla normalità ricordando anche chi, purtroppo, non è riuscito a superare questa emergenza. Mi auguro che in occasione del prossimo appuntamento con La Filarmonica possiamo salutarci di persona e scambiarci direttamente opinioni sul risultato del prodotto che in quell’occasione saremo in grado di offrirvi. Alessandro Bagnaschi Presidente del Complesso bandistico “La Filarmonica” di Abbiategrasso


Un'edizione speciale e multimediale Guida a una lettura tutta da cliccare Questa edizione di “La Filarmonica è” esce in formato digitale con tanti contenuti interattivi. All’interno troverete tre sezioni:

LA FILARMONICA C'È Tutte le iniziative de La Filarmonica in questo periodo particolare e gli articoli legati all’attualità CRONACHE DALLA BANDA Concerti, esibizioni e attività del complesso bandistico e la grande serata della Big Band al Gala di “Rinate Libere” RUBRICHE E APPROFONDIMENTI I cinquant’anni di Jesus Christ Superstar, Beethoven e il jazz, il movimento del rebetiko, Santa Cecilia dipinta da Raffaello... Gli articoli sono accompagnati da tanti contenuti multimediali, link per video e approfondimenti contrassegnati dal simbolo:

Come ringraziamento per i nostri sponsor, che sostengono costantemente La Filarmonica, le inserzioni pubblicitarie pubblicate in questo numero sono a titolo gratuito. Vi invitiamo a rivedere il video-concerto del 25 aprile realizzato per celebrare il 75° anniversario della Liberazione:

LIBERAMUSICA!

LA FILARMONICA è un’Associazione di Promozione Sociale

Sostienila con il tuo contributo del 5‰ dell’IRPEF Codice fiscale:

82004210157

LA FILARMONICA È... Informatore musicale del Complesso Bandistico La Filarmonica REDAZIONE

Chiara Magistrelli, Paola Magnaghi, Paolo Bassi, Andrea Capelli, Giuseppe Comincini, Edoardo Grittini, Damiano Lazzarin, Gianni Milanese, Gianni Rainoldi

HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Alessandro Bagnaschi, Marco Di Giacinto, Dario Garegnani

CONTATTI REDAZIONE E PUBBLICITÀ

Per suggerimenti, contributi o per pubblicare la vostra inserzione pubblicitaria a sostegno de La Filarmonica, scrivete a:

filarmonica.informatore@gmail.com

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La Filarmonica non si ferma Chiara Magistrelli Con la ripresa delle prove serali in compagnia del Maestro Dario Garegnani, i musicanti della Filarmonica a partire dai primi di febbraio si stavano preparando all’apertura della nuova stagione concertistica che avrebbe previsto, come da tradizione, il Concerto della Liberazione del 25 aprile e i due canonici concerti di giugno, uno presso il quadriportico della Basilica di Santa Maria e l’altro presso l’ex oratorio femminile di via Curioni, in occasione della Festa dei Santi Pietro e Paolo. A fare da cornice, poi, a partire da marzo avrebbero dovuto svolgersi i consueti “Giri delle cascine”, durante i quali i bandisti fanno visita agli agricoltori delle verdi e rigogliose campagne del circondario, portando buona musica e un caro augurio di buon raccolto in vista della stagione a venire. A fine maggio, presso la sede dell’associazione, in via Alfieri, avrebbero dovuto svolgersi i saggi degli allievi della Scuola di musica Corrado Abriani che, come ogni anno, avrebbero dato ai ragazzi l’occasione di esibirsi davanti a genitori e amici, mostrando quanto appreso nel corso dell’anno di studio. Tanti i progetti in corso di realizzazione, tantissima la voglia di fare musica e di sperimentare. I programmi dei concerti primaverili ed estivi erano già stati definiti e La Filarmonica da febbraio era pronta a riprendere la stagione per regalare all’affezionato pubblico momenti di musica memorabile. Tuttavia, l’emergenza sanitaria che ha stravolto la quotidianità di tutti, naturalmente ha intaccato anche la nostra attività e portato all’annullamento di tutti gli eventi e le manifestazioni tanto a livello cittadino quanto a livello nazionale. È stato imposto un ridimensionamento delle abitudini: dal lavoro, alla scuola, allo sport, agli hobby di ogni genere e, così, quello che all’inizio è

Raffaele

Francesco

Roberto

Flashmob 13/3 #omiabela madunina

Marco

Luca

Flashmob 20/3 #nessundorma

Leonardo

Andrea

stato recepito come un semplice blocco temporaneo delle attività bandistiche, nel corso delle settimane si è mostrato in tutta la sua portata. I musicanti della Filarmonica, così come tante altre realtà associative della città, hanno dovuto interrompere bruscamente il consueto ritrovo alle prove serali, annullare tutti i servizi religiosi e civili nonché la stagione concertistica fino a giugno compreso. Dopo un primo e comprensibile momento di sconforto, la Direzione e i bandisti non si sono persi d’animo e hanno ideato una serie di strategie per rimanere in contatto tra loro e soprattutto per mantenere vivo il rapporto con il pubblico. Nel mese di marzo ci sono stati ben due flash mob ai quali alcuni bandisti hanno partecipato, suonando da casa propria, in contemporanea, insieme ai musicanti delle bande di tutta Italia perché, anche se distanti, attraverso la musica è possibile restare uniti. A ciò si è aggiunta un’ulteriore iniziativa, sempre promossa da ANBIMA (Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome), che ha richiesto ai musicanti di scattare autonomamente una foto di sé indossando la propria divisa e tenendo in mano il proprio strumento, tendendo la mano libera ad altri bandisti. Il risultato è stata la pubblicazione di fotografie di coppie di musicanti di formazioni differenti, a dimostrazione che anche da casa si possono aprire gli orizzonti al grido di #lontanimauniti. A ridosso del 25 aprile, data nella quale avrebbe dovuto svolgersi il tradizionale concerto della Liberazione della Filarmonica, i bandisti si sono mobilitati per montare il video-concerto LIBERAMUSICA! (articolo a pag. 21) che immortala i concerti e le esperienze musicali degli ultimi due anni, regalando così al

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Aprile - AMiCo #lontanimauniti

pubblico la possibilità di partecipare a un’esibizione a distanza del complesso bandistico. Nell’attesa che la normalità ritorni a scandire la vita di tutti i giorni, è possibile riguardare e riascoltare l’esibizione della Filarmonica grazie al video che è stato pubblicato proprio sabato 25 aprile sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’associazione, sul sito della stessa (www. bandafilarmonica.org) e su WebiàTV. La Filarmonica, inoltre, attraverso i canali telematici, continua a mantenere saldo il legame con i cittadini. La Scuola di musica Corrado Abriani ha proseguito i corsi di insegnamento di diversi strumenti musicali, bandistici e non, grazie alla didattica online su piattaforme informatiche che consentono ai numerosi allievi di proseguire gli studi e di mantenere viva la passione per la musica. È inoltre partito un corso di introduzione alla lettura musicale, gratuito e online, tenuto dal Maestro Garegnani e dedicato a tutti coloro che vogliono imparare a leggere la musica da zero. In ultimo, sfruttando tutto ciò che i dispositivi tecnologici mettono a disposizione, la sera di venerdì 1 maggio, su proposta del direttore Dario Garegnani, si è svolto un incontro tra i musicanti sulla piattaforma Zoom: si è trattato di un inusuale, originale e piacevole ritrovo durante il quale è stato possibile rivedersi, parlare e scherzare, e di una “prova generale” per altri incontri di approfondimento musicale, con la speranza che presto diventi possibile vedersi dal vivo e trascorrere il tempo insieme,

ognuno con il proprio strumento e la propria parte. Sono nati così due appuntamenti fissi per i musicanti, il Laboratorio Filarmonico, per approfondimenti teorici e di cultura musicale, e le Pillole d'ascolto proposte a turno dal Maestro e dai bandisti. Il messaggio che La Filarmonica intende trasmettere attraverso la musica è ricco di speranza e testimonia il forte desiderio di ogni membro del complesso e del direttore Garegnani di voler tornare il prima possibile a suonare insieme, a condividere momenti di spassosa ilarità alternati ad attimi di concentrazione e dedizione, in vista della preparazione di concerti e sfilate che possano riempire di musica tanto la città quanto i cuori dell’affezionato pubblico.

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Laboratorio Filarmonico


Scuola di Musica “Corrado Abriani” Scopri i corsi e le attività de La Filarmonica

Cominciamo a studiare!! È il momento di imparare (e suonare) con noi! Iscriviti ai corsi musicali de LaFilarmonica!

Corsi di propedeutica, strumenti a fiato, percussioni, pianoforte, chitarra, basso violino, canto.. filarmonica@alice.it

Dal 1846 musica, insieme.

Via Alfieri, 1 Abbiategrasso 02.24.16.76.14 www.bandafilarmonica.org

Teoria e solfeggio

filarmonicaabbiategrasso

Clarinetto

(piccolo o soprano)

Flicorno

Flauto traverso

(tenore o baritono)

(batteria, rullante, piatti, grancassa)

(soprano, contralto, tenore o baritono)

Saxofono

Tromba

Trombone a coulisse

Basso elettrico

Canto solistico

Chitarra

Fisarmonica

Percussioni

Corno

Percussioni

(non bandistiche)

Pianoforte

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Ukulele

(classica o elettrica)

Violino


Con “La Filarmonica per tutti”, la didattica a distanza è anche per te Corsi online per allievi, musicanti e appassionati

Grazie al prezioso lavoro dello staff della a 7 anni, temporaneamente sospeso ma Scuola di Musica Corrado Abriani e alla pronto a ripartire di slancio, non appena disponibilità degli insegnanti, pronti a re- possibile. agire con flessibilità e creatività allo stop Questa situazione critica, che ha causaimposto dall'emergenza sanitaria, è stato to la sospensione di prove e concerti, ha possibile in queste settimane porta- messo anche i musicanti del complesso re avanti gran parte delle attività e dei bandistico di fronte a nuove e impreviste corsi della nostra scuola (quelli che per sfide, ben sintetizzate dalle parole del ragioni logistiche e per la natura intrinse- Maestro Garegnani: “Come restare filarca dello strumento è stato possibile or- monici attivi e in buona forma quando ci ganizzare anche è impossibile troa distanza), attivarci e suonare vando modalità insieme?” SCOPRI TUTTE LE INFO didattiche live in Una preziosa riSULLA SCUOLA DI MUSICA forma digitale. sposta è arrivata Moltissimi allievi proprio dalle nuohanno aderito, usufruendo di questa mo- ve tecnologie e dallo spirito d’iniziativa del dalità innovativa e interattiva, che permet- Maestro e di alcuni componenti della note di dare continuità allo studio in questo stra banda, che hanno ideato e reso posmomento di difficoltà. sibile l’avvio dell’iniziativa Laboratorio Ricordiamo che la nostra attività di for- Filarmonico. Uno spazio di incontro virmazione comprende solitamente anche tuale per i musicanti del nostro complesso il corso di propedeutica musicale Mu- bandistico, dedicato alla formazione e allo sichEmozioni dedicato ai bambini da 3 scambio di esperienze.

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Andrea Capelli In questo spazio, i nostri musicanti si confrontano per un prezioso ripasso e approfondimento della teoria musicale e per affrontare temi legati alle singole sezioni che compongono il nostro organico. Un’attività utilissima per riprendere e migliorare la conoscenza della musica scritta. Citando di nuovo il M° Garegnani, “partire da noi stessi è una grande occasione. Sfruttiamo il tempo che ci è dato per questo, per tornare una Filarmonica migliore e più consapevole ancora di quella che abbiamo lasciato il 20 febbraio all’ultima prova!” Oltre a queste attività rivolte ai nostri soci, proponiamo l’iniziativa “La Filarmonica per tutti”, un corso introduttivo alla lettura musicale, online e gratuito, dedicato a tutti coloro che desiderano imparare da zero a leggere la musica (per iscriversi, email a organico@bandafilarmonica.org). Un segnale forte e chiaro del desiderio de La Filarmonica di perseguire anche in tempi critici il proprio scopo: la promozione della cultura musicale in tutte le sue forme.


Suonare insieme da casa: l’arte dell'home recording Suggerimenti per una registrazione casalinga di qualità Registrare il suono e catturarne l’essenza è un’arte poco affabile, una prassi che unisce la tecnica, la fisica e l’artigianato maturato con l’esperienza nel mestiere. Musicisti di tutte le età si sono ritrovati a fronteggiare tutt’a un tratto questa sfida, durante questi giorni incerti in cui abbiamo riscoperto ciò che davamo per scontato. Armati del cellulare o del microfono che usava il papà negli anni Ottanta, molti si sono cimentati in quest’impresa. Ma come raggiungere un degno risultato, condivisibile con gli altri, utilizzando mezzi spesso inadeguati? Qualsiasi strumento voi suoniate, è possibile raggiungere un risultato soddisfacente seguendo qualche accortezza pratica. Come prima cosa, è fondamentale prender coscienza che il suono dello strumento è come un cerchio nell’acqua e, quando raggiunge un ostacolo, in parte viene riflesso e in parte assorbito. Da questo dobbiamo quindi imparare che per prima cosa è necessario avere una stanza che suona bene, che non sia congestionata dalle riflessioni del suono. Riferendosi alla registrazione di un solo strumento nelle vostre case, per rendere più asciutta una stanza con troppo riverbero è importante neutralizzare tutte le superfici lisce, proprio come se si trattasse di luce su di uno specchio. Mettete un tappeto sul pavimento, tirate le tende davanti alle finestre, aprite le ante dell’armadio. Così facendo verranno assorbite parte delle riflessioni, con l’ultimo trucco invece creerete una rudimentale trappola acustica. In tutto questo anche la geometria di una stanza, la sua forma e le sue dimensioni hanno un ruolo fondamentale. Le pareti parallele creano un incessante effetto ping-pong delle frequenze acusti-

Edoardo Grittini

che, amplificandone alcune specifiche, determinate dalle dimensioni e dalla forma del luogo. La soluzione a questo problema è spezzare questa geometria sfavorevole, posizionando oggetti che riflettano in altre direzioni il suono, per esempio un attaccapanni con su dei vestiti, o dei quadri in tela. C’è chi posiziona materassi sulle pareti o – se volete fare un investimento da pochi euro – dei pannelli fonoassorbenti, quelli sulla cui superficie si trova spesso una trama di piccole piramidi a pianta quadrata. Se cercate immagini su internet di famosi studi di registrazione, vedrete che sono tappezzati di pannelli fonoassorbenti e trappole acustiche, oltre ad avere spesso geometrie sinuose digiune di angoli e di superfici parallele. Tutto questo lavoro, però, si rivela inutile se la stanza in questione ha un alto rumore di fondo. Un caso molto frequente è la vicinanza a strade molto trafficate. È buona norma controllare prima con il proprio udito e poi con un fonometro questo importante parametro. Esistono anche applicazioni per il vostro cellulare che misurano quanto rumore di fondo è presente. Più la stanza è silenziosa, più la registrazione del vostro strumento risulterà definita e trasparente. Applicate queste linee guida e, una volta montato lo strumento,

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ci manca un ultimo passaggio fondamentale: il posizionamento del microfono. Assicuratevi di appoggiarlo su una superficie stabile, coperta da tessuti o feltro. Coprite superfici lisce come quelle di una scrivania o di un tavolo. Se ne avete la possibilità, sospendete il microfono nel vuoto tramite un’asta microfonica o un cavo. Non tenetelo assolutamente in mano e fate in modo che sia lontano da apparecchi elettrici, che potrebbero creare interferenze. Senza entrare nel dettaglio, esistono svariate tipologie di microfoni, con i loro pregi, difetti e modi d’uso, ma generalmente hanno una loro direzionalità: ciò significa che hanno dei punti nei quali sono sordi, altri in cui sentono meno e altri ancora in cui registrano il massimo del suono che ricevono. Quindi fate delle prove, leggete il manuale e capite come riprende il vostro microfono. Fatto questo, sperimentate! Non sempre uno strumento viene registrato al meglio se puntate il microfono esattamente verso di esso, soprattutto in situazioni casalinghe. Se state utilizzando un cellulare o microfoni che, a una prima ripresa, registrano frequenze acute, enfatizzandole particolarmente, potrebbe essere buona norma allontanarsi un po’ dal microfono, così che il suono e gli armonici dello strumento possano disperdersi un poco e non colpiscano direttamente il microfono. Se invece siete vicini allo strumento di

ripresa, cercate di non muovervi troppo o la registrazione risultante avrà volumi ballerini, che rovineranno la vostra performance. Questo elemento della spazialità e del movimento viene anche utilizzato coscientemente, per esempio dai cantanti, i quali nel momento di registrare si allontanano o si avvicinano al microfono durante la performance, per ottenere determinati effetti o controllare la dinamica. Tutti questi elementi da tenere in considerazione possono far esplodere la testa, ma il miglior risultato ottenuto ripagherà certamente i vostri sforzi. L’ultima e più importante nozione da tenere a mente è che tutte le accortezze descritte servono a creare un compromesso che renda fedele e trasparente la vostra registrazione. Una stanza del tutto priva di riflessioni potrebbe peggiorare il risultato finale tanto quanto una stanza troppo risonante. Guidati dal vostro orecchio, dovete cercare il giusto equilibrio e finalmente avrete ottenuto una registrazione con un colore, un’equalizzazione tutta vostra, personale. Diventerà così lampante che tutta questa tecnica, questa ricerca perpetua nasconde una forma d’arte con una “poetica”, spesso sconosciuta, ma che in realtà è parte costante delle nostre vite, un filtro invisibile che è parte essenziale della musica che amiamo.

VIDEO DA ONE WORLD: TOGETHER AT HOME - LADY GAGA CANTA SMILE... CON QUALI ACCORGIMENTI? MICROFONO SOSPESO

TAPPETO SUL PAVIMENTO

PANNELLO FONOASSORBENTE

COPERTE SULLE PARETI LISCE

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La musica combatte il coronavirus con la sonificazione Una ricerca del MIT di Boston dà un suono al COVID-19

Andrea Capelli

Tutti abbiamo potuto sperimentare come concertone del Primo Maggio, e - perché pandemia, che sia una cura o un vaccino. in questo periodo la musica abbia contri- no? - anche per il Concerto della Libe- Questo ruolo per certi versi sorprendente buito a sollevare il morale di tanti abitanti razione della nostra Filarmonica. nasce dalla tecnica della sonificazione, del pianeta, forzatamente chiusi in casa Il contributo della musica non è però con- un approccio di analisi che prevede la durante il lockdown causato dal corona- finato al sostegno morale e finanziario. trasformazione dei dati e delle relazioni virus. tra di essi in segnali acustiLa musica è stata struci percepibili. TrasformanCLICCA PER ASCOLTARE LA SONIFICAZIONE mento di espressione do i dati in suoni, accordi e individuale e di condivimelodie, è possibile sfrutDELLA PROTEINA SPIKE DEL CORONAVIRUS sione, dalle finestre e dai tare il senso dell’udito per VIRAL COUNTERPOINT OF CORONAVIRUS SPIKE PROTEIN, MARKUS J. BUEHLER balconi, talvolta con qualanalizzarli e per cogliere che fastidio per i vicini. più rapidamente i picchi nei È stata però anche un mezvalori e le somiglianze con zo per raccogliere preelementi già noti. ziosi finanziamenti per La tecnica non è nuova, la ricerca. È il caso per viene già utilizzata da olesempio del maxi-concerto tre venticinque anni per One World: Together at le analisi più disparate e Home, organizzato dall’ascomplesse: dall’attività dei sociazione Global Citizens vulcani ai cambiamenti cliinsieme alla pop star Lady matici, dal bosone di Higgs Gaga, che ha coinvolto artiagli studi sulla superficie sti di grande calibro come i del pianeta Marte, converRolling Stones, Elton John, tendo in suoni le fotografie Paul McCartney, Billie Eilidell’alba marziana scattate sh, Stevie Wonder e tanti dal rover Opportunity. SENTI LA SONIFICAZIONE ASCOLTA IL SUONO altri, tra cui i nostri Andrea Ad applicare la sonificazioBocelli e Zucchero. ne al COVID-19, sfruttanDEL BOSONE DI HIGGS DELL'ALBA SU MARTE La musica è risuonata do l’intelligenza artificiale, nelle corsie degli ospedasono stati gli scienziati del li, per dare sollievo ai malaDipartimento di Ingegneria ti e forza ai medici e agli indei Materiali del Massafermieri stremati da turni di chussets Institute of Telavoro infiniti, e in un Duochnology di Boston, negli mo di Milano desolatamenStati Uniti. In particolare, al te vuoto, cantata da Andrea MIT hanno tradotto in musiBocelli. ca le catene di amminoaciAltre volte, è servita semplicemente a La musica si è messa anche al servi- di delle proteine S (le cosiddette proteine dare un segno di continuità: così è sta- zio della ricerca, come strumento che spyke), gli “spilli” sulla superficie del virus to per i tanti artisti che hanno suonato in può rivelarsi fondamentale nell’identifi- che gli consentono di legarsi ai recettori streaming per i loro fan, per il tradizionale cazione di una soluzione più rapida alla delle nostre cellule. La traduzione sono-

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ra potrebbe consentire agli scienziati di riconoscere “a orecchio” sequenze già note, per esempio appartenenti ad altri virus per i quali disponiamo già di contromisure efficaci, rendere più evidenti le future mutazioni del virus e permettere di analizzarne le strutture intrecciate, troppo piccole per essere distinte perfino al microscopio. Per citare Markus J. Buehler, lo scienziato che ha diretto la ricerca, “è una corsa contro il tempo. Con l’approccio tradizionale ci metteremmo almeno due anni a trovare una cura. Una melodia è più intuitiva di un modello grafico. Ascoltandola, possiamo immaginare incastri e

combinazioni con varie molecole, come quando riconosciamo al volo una canzone dalle prime note.” È convinzione degli scenziati che l’analisi dei suoni e della musica possa aiutare ad avere una migliore comprensione del mondo materiale. In fondo, dice Buehler (che è anche un musicista), “l’espressione artistica non è altro che un modello del mondo dentro di noi e intorno a noi.” Fonti: https://www.sciencemag.org https://it.wikipedia.org/wiki/Sonificazione https://icad.org http://news.mit.edu https://scienze.fanpage.it

LA MUSICA NON SI FERMA MAI

20081 Abbiategrasso Via Corsica, 21 Cell. 340 3932154

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42° Concerto di Novembre de La Filarmonica Chiara Magistrelli «Energia» è la parola che al meglio racchiude il senso del 42° Concerto di Novembre de La Filarmonica, svoltosi la sera di sabato 19 novembre al Teatro Fiera di Abbiategrasso. Il tema dal quale ha preso spunto il ricco programma musicale è stato l’anniversario dei trent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Dal quel 9 novembre 1989, Berlino, la Germania e il mondo intero hanno cessato di essere divisi da un muro fatto di mattoni e filo spinato, checkpoint e guardie armate che hanno saputo rendere tragicamente concreta una divisione che la natura mai aveva concepito. Poco dopo le 21, le luci in sala si sono spente e sotto i riflettori sono rimasti solo i circa settanta musicanti e il maestro Dario Garegnani, che hanno dato inizio a un dialogo tra brani di autori dell’Est e dell’Ovest mostrando quanto la sensibilità musicale, nonostante la divisione fisica del mondo in due aree, sia stata molto più vicina di quanto si potrebbe pensare. Con Symphonic Overture di Carter, che oltre a essere un manifesto della musica dell’Ovest è anche un omaggio al Maestro Corrado Abriani, di cui sono stati ricordati i venticinque anni

dalla morte, ha avuto inizio il concerto. Un concerto, per certi aspetti, inusuale - caratteristica propria della Filarmonica, che in ogni occasione riesce a stupire e sorprendere il pubblico - a partire dalla decisione di prescindere da un presentatore esterno e di far contestualizzare i brani dallo stesso direttore Garegnani che, con grande professionalità e voce penetrante, ha saputo catturare l’attenzione del pubblico. A seguire, è stata eseguita la Marcia per una Spartakiade di Prokof’ev, composta a titolo propagandistico per i giochi sportivi del blocco sovietico, che ha fatto trasparire la natura sportiva dei giochi grazie al colore strumentale energico. È stata poi la volta di American Suite di Dvořák, un emblematico esempio di ibridazione tra storia, geografia e biografia perché, come lo stesso Maestro Garegnani ha affermato: «si tratta di un compositore boemo (Est) che scrive in America (Ovest) musica boema (Est), a suo dire ispirata al mondo americano (Ovest), riletta con la cultura di un boemo (Est), impegnato a dirigere il conservatorio di New York (Ovest)!». L’ultimo brano della prima parte della serata è stato l’asimmetrico e il sorprendente A Musical Toast di Bernstein, composto in uno stile giocoso e brillante. Mentre il pubblico applaudiva entusiasta, è stato portato sulla scena un pianoforte a coda per l’esecuzione del Concerto n.2 per pianoforte e orchestra di Šostakovič. Accompagnato dalla Filarmonica, al piano si è esibito il musicista e concertista Paolo Wolfango Cremonte, che ha dimostrato tutta la sua perizia ed eccellenza in materia. Diplomatosi nel 1990 in pianoforte con il massimo dei voti al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, Cremonte attualmente

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è insegnante di pianoforte presso la scuola di musica della Filarmonica, oltre che docente di ruolo presso il Conservatorio di Rimini e il Conservatorio L. Costa di Vigevano. Nel corso della sua ricca carriera si è esibito in numerose città italiane (basti citare il Teatro La Fenice di Venezia), ha accompagnato l’orchestra della RAI e ha ottenuto, nell’arco degli anni, numerosi premi di riconoscimento. Al Concerto di Novembre, la sinergia e la stretta intesa tra il Maestro Cremonte, i bandisti e il Maestro Garegnani, frutto di un metodico studio, hanno regalato ai presenti un’esecuzione memorabile e da lasciare senza fiato. Fin dall’inizio, nel Concerto n.2, le note hanno zampillato in una sequenza felice ed energica che si è sviluppata in tre movimenti, il primo e il terzo particolarmente virtuosistici mentre il secondo commovente e di estrema delicatezza. Al termine, Paolo Cremonte ha voluto poi deliziare i presenti con l’esecuzione di un raccolto e meditativo preludio di Rachmaninov. La serata è così piacevolmente giunta al termine con An Outdoor Overture di Copland, caratterizzato da sonorità completamente in antitesi tra loro. A seguire, è stata dedicata una breve parentesi a premiazioni e ringraziamenti. Al trombonista Matteo Di Giacinto è stato consegnato l’attestato che ha sancito il suo ingresso ufficiale in organico, al percussionista Eros Vecchi è stato assegnano il “Premio Marnati” in ricordo di Carlo Marnati, che per anni è stato responsabile della Scuola di Musica Corrado Abriani della Filarmonica, consistente in cinquecento euro che l’allievo può spendere nell’acquisto di strumenti musicali, partiture o nella partecipazione a corsi di perfezionamento. Dopo la consegna degli omaggi floreali a Paolo Wolfango Cremonte e al direttore Garegnani, ha preso la parola il sindaco Cesare Nai che si è dichiarato entusiasta per l’eccellente livello musicale raggiunto nel corso della serata e soprattutto per la delicata tematica del concerto, a dimostrazione che «oggi la società non ha bisogno di muri di nessuna natura, bensì di ponti che possano unire». La Filarmonica ha poi eseguito, come di consuetudine, l’Inno di Mameli e anche il celeberrimo Inno alla gioia di Beethoven, l’inno ufficiale dell’Unione europea e per questo simbolo di quello che l’unificazione di due mondi, l’Est e l’Ovest, ha saputo produrre: un’unione di persone in nome della fratellanza universale. Tra applausi e commenti altamente positivi del pubblico, la serata è giunta al termine e ha visto, tanto tra i bandisti quanto nel direttore Dario Garegnani, sorrisi e sguardi ricchi di soddisfazione e di gratitudine per il lavoro fatto e il risultato ottenuto.

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Il mio primo Concerto di Novembre Marco Di Giacinto Ciao. Mi chiamo Marco, suono il trombone e ho cominciato il mio percorso musicale tre anni fa. Inizialmente l’impegno è stato importante ma con un po’ di volontà e grazie alla professionalità della Scuola di Musica della Filarmonica in poco tempo ho acquisito gli elementi per iniziare a leggere la musica.

Amo questo strumento e ogni passo in avanti è fonte di soddisfazione. Questo viaggio si è rivelato una sorpresa: ora quando ascolto la musica riesco ad apprezzarne l’immenso valore. Suonare insieme emoziona e unisce le persone. Il Concerto di Novembre è stato la conclusione, la valorizzazione e il premio di mesi di studio e passione. Ringrazio La Filarmonica per il fantastico servizio che offre. La musica è bellezza!

Guarda i video registrati alla prova generale del Concerto di Novembre!

Inno di Mameli

Marcia per una Spartakiade

Concerto n.2 per piano e orchestra

A Musical Toast


La Big Band al Gala di Beneficenza “Rinate Libere” Serata speciale all'Hotel Parigi di Milano Un misto di adrenalina e soddisfazione ha accompagnato i componenti della Big Band della Filarmonica di Abbiategrasso durante l’inedita serata di lunedì 25 novembre. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, i musicisti hanno avuto la grande opportunità di esibirsi durante il Gala di Beneficenza “Rinate Libere” con cena firmata dallo chef stellato Riccardo De Prà in favore della Fondazione “Doppia Difesa” Onlus. Il Gala si è svolto nientemeno che presso il pentastellato Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa di Milano, sito nel centro del capoluogo lombardo, a soli due passi dalle vie più importanti della moda, dal Teatro alla Scala e a ridosso

Chiara Magistrelli

del quartiere artistico di Brera. La prima edizione del lussuoso evento è stata fortemente promossa dalla direttrice e fondatrice della gioielleria Touscé di Milano, Fabiana Coalova, giovane designer cresciuta con una valigia carica di sogni e viaggi da realizzare. Sin dall’inizio le sue creazioni hanno attratto La foto di gruppo con lo chef stellato Riccardo De Prà e con la madrina della serata l’attenzione della stampa, apparendo all’inter- un motivo per sentirsi ed essere trattate no di numerose riviste, stampate come principesse tutti i giorni dell’anno e e online, come Vogue, Elle, Vanity non solo il 25 novembre». Fair e Cosmopolitan, per citarne Dovuti ringraziamenti sono poi stati rivolqualcuna. Oggi le sue creazio- ti alla madrina della serata, Sua Altezza ni si sono arricchite, dando vita a Imperiale Maddalena Foscari Widmann gioielli dalla forte personalità che uniscono design, moda e cultura. In apertura dell’evento, di fronte a circa duecento ospiti, ha preso la parola la stessa Fabiana Coalova che, con voce rotta dall’emozione, ha ricordato quanto: «le donne di tutto il mondo, indipendenti e urbane, moderne ma allo stesso tempo sofisticate, cercano gioielli e accessori di alta qualità che siano l’espressione del loro essere. Noi vogliamo regalare a tutte coloro che fanno scelte sartoriali audaci e che amano completare il loro outfit con gioielli dal design unico,

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Rezzonico Tomassini Paternò Leopardi, per aver aiutato a sostenere l’iniziativa insieme ad Aristocrazia europea; all’ospite d’onore, la bellissima Gessica Notaro, vittima di violenza da parte dell’ex fidanzato che le ha sfregiato il volto con dell’acido e che da quella terribile esperienza, risalente a due anni fa, si impegna per contrastare la violenza di genere; allo chef Riccardo Del Prà e al suo fantastico team; a tutte le donne #rinatelibere che hanno saputo dimostrare la forza e il coraggio necessari per uscire da situazioni pericolose e degradanti; e, infine, alla Fondazione “Doppia Difesa” Onlus per l’organizzazione di una lotteria benefica svoltasi al termine della cena, ideata proprio per una raccolta fondi a favore dell’associazione. I ritmi jazz, blues e swing dei componenti della Big Band della Filarmonica hanno allietato i presenti durante la sfarzosa cena, alla quale ha partecipato anche Sua Altezza Reale il Principe di Jugoslavia, e che si è svolta nel salone principale del noto hotel milanese. Passando dalla delicata melodia di Autumn Leaves alla brillantezza di Pippo non lo sa, fino all’esecuzione di brani come Blue Moon di Lorenz Hart e Somebody Loves Me di Gershwin, interpretati alla voce da Silvia, la musica della Big Band ha saputo conferire un valore aggiunto e ha fatto da gradevole accompagnamento a un Gala già di

per sé di altissimo livello. Un particolare ringraziamento va rivolto a Ivan Bassini, papà di una bandista della Filarmonica nonché dipendente della gioielleria Touscé che, venuto a conoscenza del desiderio degli organizzatori di poter godere di musica dal vivo nel corso della serata, ha prontamente proposto la formazione della Big Band, permettendo così al gruppo di esibirsi in una location esclusiva e di rendersi nota anche in ambito strettamente milanese. Infine, dovuti ringraziamenti vanno ai singoli componenti della Big Band e al presidente della Filarmonica, Alessandro Bagnaschi, per aver collaborato con sinergia nel trasporto della strumentazione necessaria e nella sua disposizione. Anche in questa particolare occasione, le prove serali, la passione per la musica, lo spiccato eclettismo e lo spirito di intraprendenza dei componenti della Big Band hanno permesso agli stessi di raggiungere obiettivi che nel 2013, anno di fondazione della formazione, mai ci si sarebbe immaginati di poter realizzare.

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La Filarmonica in concerto a Mortara

Paola Magnaghi

A dicembre, nella bella cornice dell'auditorium cittadino Poco prima di Natale, La Filarmonica ha ottenuto un altro grande successo: domenica 8 dicembre, nel pomeriggio, ha infatti eseguito nel bell’Auditorium “Città di Mortara” un concerto organizzato dalla 3A (Associazione Amici Anziani), un’associazione che da anni porta avanti iniziative ed è attiva nel tessuto sociale della cittadina della Lomellina. Di fronte a un pubblico molto partecipe il bandon, sempre impeccabilmente diretto dal Maestro Dario Garegnani, ha eseguito un programma diviso in due parti; nella prima sono stati eseguiti alcuni pezzi tratti dal recente repertorio, come il solenne Hymne à la musique derl compositore francese Serge Lancen, o la Athletic Festival March di Sergej Prokof’ev, anche nota come Marcia per una Spartakiade, eseguita all’ultimo applauditissimo Concerto di Novembre. La seconda parte è stata invece dedicata alle incombenti festività ed è stata perciò caratterizzata da brani in tema natalizio: tradizionali melodie come Stille Nacht, Adeste fideles e Jingle Bells sono state declinate in musica tra motivi più tradizionali e arrangiamenti che facevano l’occhiolino a generi più scanzonati. Comune denominatore di tutto il concerto, il forte apprezzamento da parte di tutto il pubblico presente presso l'Auditorium, una struttura davvero apprezzabile per proporre uno spettacolo musicale. Ricchi di entusiasmo anche gli interventi del Sindaco di Mortara, Marco Facchinotti, e dell’Assessore Marco Vecchio, che ha rilevato ed evidenziato come tutto il complesso (che vanta una numerosissima presenza di giovani) stesse suonando divertendosi e col sorriso sulle labbra.

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Terza edizione della Castagnata Chiara Magistrelli Domenica 3 novembre, presso la sede della Filarmonica in via Alfieri 1, si è svolta la terza edizione della Castagnata, divenuta ormai un appuntamento fisso. Nata quasi per gioco, si è affermata nel corso degli anni con il fine di promuovere e di sostenere le attività del corpo bandistico. L’evento è stato promosso e organizzato dai giovani dell’associazione che hanno colto l’occasione per mettersi in gioco e trascorrere una giornata all’insegna della buona musica e del divertimento. Durante tutta la giornata sono state vendute caldarroste, pan mein, torte, tè caldo e vin brulé. Nel corso della mattinata la sede è stata animata dalle prove aperte dei musicanti, mentre nel pomeriggio si sono esibiti alcuni allievi della Scuola di Musica della Filarmonica, così da mostrare quanto appreso durante gli studi.

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La piacevole giornata è stata, come ogni volta, una splendida occasione per trascorrere del tempo in compagnia di castagne, musica e con la possibilità, per gli interessati, di visitare e scoprire la realtà della Filarmonica.

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Via Lucis - Parole e musiche nell’attesa del Santo Natale Chiara Magistrelli La sera di sabato 21 dicembre, il pubblico che si è recato presso la Chiesa di San Pietro per assistere al concerto della Filarmonica, dal titolo “Via Lucis - Meditazione tra parole e musiche per l’Attesa del Santo Natale”, ha preso posto in un ambiente dominato da silenzio e buio. Questi, provare per credere, sono gli espedienti che meglio favoriscono la riflessione e la meditazione più intima. Davanti all’altare erano disposte le sedie e i leggii dei musicanti anche se, di questi, almeno apparentemente, neanche l’ombra. A un certo momento, una voce cristallina ha colmato il vuoto, dando inizio all’atipica serata che il Complesso Bandistico La Filarmonica, insieme all’intraprendente Maestro Dario Garegnani, ha voluto regalare al pubblico. Al termine della prima lettura, che ha immerso i presenti nell’atmosfera meditativa, da dietro l’altare un piccolo gruppo di musicanti ha intonato il canto gregoriano del IV secolo Puer nobis nascitur, mettendo subito in mostra l’ecletticità dei bandisti che, all’occorrenza, hanno sapu-

to mettere da parte il proprio strumento per usare quello di cui il genere umano è naturalmente dotato: la voce. Al canto si è unito anche don Leandro, alternandosi ai musicanti nella lettura delle strofe, per poi concludere all’unisono in corrispondenza del finale. Il concerto è proseguito intervallando la lettura di poesie e riflessioni a interludi musicali che sono stati eseguiti in punti diversi della Chiesa da parte di gruppi più o meno numerosi di bandisti. Prima un quartetto di clarinetti da dietro l’altare ha eseguito Oh dolce Gesù di Bach, poi ecco un affiatato trio di flauti con il brano tradizionale catalano El niño querido, a seguire la sezione delle trombe, appena fuori dalla Chiesa, ha eseguito Sveglia, la voce ci chiama di Bach. È stata poi la volta del gruppo dei sax presso il fonte battesimale, degli ottoni gravi che hanno suonato nella cappella della Madonna e, infine, di un quartetto di trombe e tromboni con En natus est Emmanuel eseguito dall’alto del coro. Nel frattempo, in silenzio e portando

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con sé delle lanterne luminose (così che l’ambiente a mano a mano si rischiarasse), i vari componenti del complesso bandistico si sono recati, ognuno al proprio posto, alle sedie collocate davanti all’altare. Qui, il gruppo dei clarinetti ha eseguito Stille Nacht di Franz Gruber, in una versione particolarmente delicata e suggestiva. Successivamente, l’organico al completo ha eseguito una serie di brani tra i quali il ben noto Adeste fideles, il coinvolgente Lux aurumque e il celebre Corale di Bach. I sentiti applausi del concentratissimo pubblico, seguiti da commenti altamente positivi, hanno segnato il termine della serata di meditazione tra parole e musiche, regalando un momento di riflessione intima e profonda che ha preparato al meglio l’animo alla gioia del Natale. Dovuti ringraziamenti vanno al Maestro Dario Garegnani per essersi personalmente occupato della selezione dei testi letti nel corso del concerto, mettendo in luce non solo le sue indubbie qualità musicali ma anche lo spessore culturale della sua formazione. Un caro ringraziamento anche a Francesca Ci-

vardi, la cui voce e la cui sensibilità nella lettura hanno accompagnato i presenti nel corso della serata. Meritati ringraziamenti vanno rivolti, infine, a don Giuseppe Colombo e a don Leandro per la gentilezza e la cortesia dimostrate nell’aver messo a disposizione la Chiesa per lo svolgimento del concerto. In occasione di questo concerto, più che in altre occasioni, si è palesata l’ecletticità e la versatilità delle varie sezioni dell’organico della Filarmonica che, esibendosi singolarmente, hanno dimostrato grande affiatamento, riconfermato poi quando tutte si sono riunite all’altare e, sotto la direzione del Maestro Garegnani, hanno suonato gli ultimi brani. Al termine del concerto, festosi scambi di auguri natalizi hanno concluso la gradevole e originale serata.

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Pranzo sociale per il ricordo dei defunti e la ripresa dell'attività La prima volta con il nuovo labaro da sfilata

Come ormai da tradizione, per sancire il ritorno alla nuova stagione concertistica (mai avremmo immaginato che si sarebbe subito interrotta...) e per ricordare tutti i defunti dell’associazione, domenica 9 febbraio La Filarmonica ha presenziato alla Messa delle ore 10.00 presso la Basilica di Santa Maria Nuova, durante la quale ha ricordato tutti i propri cari. L’occasione è stata propizia per la benedizione del nuovo labaro da sfilata. Al termine della celebrazione, i musicanti hanno formato un corteo che si è diretto al cimitero per un momento di riflessione e di raccoglimento, presso il monumento in memoria di bandisti e amici scomparsi, dove hanno eseguito il tanto commovente quanto delicato Signore delle cime. La sfilata si è conclusa con il ritorno dei bandisti presso la sede di via Alfieri, dove si è svolto un piacevole pranzo in compagnia, seguito poi dalla tombolata che ha concluso la giornata. Per l’organizzazione e la preparazione delle gustosissime pietanze vanno ringraziate mamme e mogli dei bandisti, che hanno cucinato per tutti, deliziando il palato dei presenti a partire dagli sfiziosi antipasti fino agli immancabili dolci.

Chiara Magistrelli

Falò di Sant’Antonio 17 gennaio - La Cappelletta 19 gennaio - Castelletto

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Liberamusica! Un 25 aprile diverso dal solito

Andrea Capelli

La Filarmonica e la Junior Band insieme in un video-concerto Pur senza poter sfilare per le strade della città e nell’impossibilità di suonare in piazza per il tradizionale Concerto della Liberazione, La Filarmonica ha voluto onorare al meglio le celebrazioni per la festa del 25 aprile, a 75 anni dalla Liberazione del 1945. Al mattino, in rappresentanza della Filarmonica, il Vice Maestro Mauro Bianchi ha accompagnato con la sua tromba le celebrazioni istituzionali in due differenti momenti, prima in Piazza 25 aprile e poi presso il Monumento ai Caduti davanti al Castello.Visconteo. Nello stesso giorno, è stato pubblicato il video-concerto dal titolo “Liberamusica!”, realizzato con il prezioso contributo di Stefano Ramezzana di WebiàTV a partire da immagini, registrazioni audio e video delle più recenti esibizioni de La Filarmonica. Il concerto, che potete rivedere cliccando sull’immagine in basso, è un’occasione unica di vivere l’atmosfera di una prova generale. Eccezion fatta per l’Inno di Mameli e per Bella ciao, infatti, i brani eseguiti dalla banda sono stati registrati nel corso dell’ultima prova prima del Concerto di Novembre. Completano il programma alcuni brani tratti dall’esibizione della Junior Band al Teatro Dal Verme di Milano. Di seguito riportiamo l’introduzione al concerto del Presidente Alessandro Bagnaschi: “Vi spiego brevemente il senso di questa iniziativa di Banda Filarmonica: pensiamo sia importante ricordare e celebrare quella che è una tradizione ormai del concerto del 25 aprile, specialmente in questa occasione. Quest’anno ricorre il 75° anniversario della Liberazione d’Italia e, nel contesto attuale, ci auguriamo che sia anche la liberazione da questa emergenza che ci sta un po’ sconvolgendo da qualche mese a questa parte. Gradiremmo che questa nostra iniziativa fosse di buon auspicio e aiutasse tutti a convivere con questa situazione di emergenza che speriamo si risolva a breve. L’augurio è di poterci incontrare quanto prima in occasione di un concerto di Banda Filarmonica. Il nostro impegno è sicuramente quello di tenerci pronti per organizzare qualche evento straordinario, in occasione della riapertura della fine dell’emergenza. Per ora vi auguro buon ascolto di questi brani che vi andiamo a proporre e spero che siano di aiuto in questo senso per tutti noi.”

Un ringraziamento speciale a WEBià TV di Stefano Ramezzana per il montaggio video.

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Agli amici dei giri delle cascine, il nostro saluto Una dedica agli amici e ai sostenitori, in attesa di tornare a trovarli! 1° GIRO DELLE CASCINE CASCINELLO PIANCA CASCINA PELLIZZERA CASCINA RONCHI CASCINA PRATOGRASSO CASCINA SAN DONATO AZ. AGRICOLA CASCINA BRUNENGO CASCINA BROGGINA CASCINA BROGGINETTA CASCINA FONTANONE

2° GIRO DELLE CASCINE CASCINA CASALINA CASCINA FONTANA TRATTORIA CANTAGRILLA MOLINO COMUNE F.LLI BAVA CASCINA GAMBARINA - AZ. AGRICOLA CUNEO CASCINA VISMARA CASCINA PRATOMAGGIORE CASCINELLO PRIMAVERA CASCINA BARAGGIA CASA DI RIPOSO GEMELLARO (Albairate)

3° GIRO DELLE CASCINE AGRITURISMO IL VISCONTE (Gudo Visconti) BAR IL BORGO (Morimondo) BIRRERIA LA GRANCIA (Morimondo) TRATTORIA FALLAVECCHIA (Fallavecchia) AGRITURISMO CASCINA LASSO (Morimondo) CASCINA CERINA DI SOPRA (Morimondo) CASCINA CAGNOLA (Ozzero) AGRITURISMO CASCINA LA CALCATERRA (Ozzero) MOLINO TRINCHERA (Ozzero) AGRITURISMO CASCINA ROMA (Ozzero)

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Il baglamàs

Gianni Milanese

Una rubrica dedicata agli antichi strumenti musicali Ci spostiamo questa volta in Grecia par- talvolta veniva accordato diversamente lando di uno strumento tipico di quella re- (per esempio sol-si-mi), in modo che le gione, il baglamàs (in greco μπαγλαμάς corde a vuoto producessero accordi, che - plurale baglamades) o baglamadaki i rebetes chiamavano douzenià o ba(μπαγλαμαδάκι). glamadodouzenià. Lo strumento aveva Si tratta di un liuto a scodella a col- solo cinque o sette tasti. lo lungo, una versione più piccola del Quando il moderno bouzouki a quattro bouzouki*, lungo cori doppi si affergeneralmente tra mò, nella prima i cinquanta e i sesmetà del Novecensanta centimetri e to, come strumendotato di una casto principe della sa armonica a formusica popolare ma di pera. Il corpo greca, il baglamàs è spesso scavato divenne uno struda un pezzo di lemento più complegno (skaftos, coto, con molti più struzione) o ricatasti (fino a trenvato da una zucca, tasei), usato per ma ci sono anche dare colore nelle baglamades con piccole orchestre ASCOLTA IL SUONO dorsi a doghe. I tipi di strumenti a DEL BAGLAMÀS di legno frequentecorde, composte mente utilizzati per generalmente da costruirlo sono padue bouzouki, un lissandro e noce, e baglamàs e una spesso viene dechitarra. corato con madreEsiste inoltre una perla. variante ancor Si tratta uno strupiù minuta di bamento a corde pizglamàs (di circa zicato di accompatrenta centimetri), gnamento, usato chiamato con il appunto nella mudiminutivo baglasica greca; ha tre madàki. Le sue coppie di corde dimensioni ridotte accordate come lo rendevano molquelle del bouto popolare tra i zouki tradizionale, rebetes, che così re-la-re, ma un’otpotevano faciltava più in alto. Le mente trasportarlo coppie più acute sono all’unisono, men- e nasconderlo sotto il cappotto. Ciò era tre la coppia più bassa è in ottava. Il ba- utile soprattutto durante la prima metà glamàs si suona adoperando il plettro e del XX secolo, quando questa musica, produce un suono metallico. insieme ai suoi esecutori, veniva consiIl nome di questo strumento viene dal derata malsana e fu proibita dal governo, turco bağlamak (vincolare) o bağlama e gli strumenti, quando trovati, venivano (vincolo o nodo), da cui il sostantivo ma- distrutti. schile greco baglamàs. Agli inizi del rebetiko, quando questo * Il bouzouki è uno strumento musicaera più un atteggiamento che non sem- le greco, appartenente ai cordofoni, le plicemente un tipo di musica, il baglamàs cui origini risalgono all’antico strumento si differenziava dal bouzouki solo per la chiamato panduro. misura. Essendo uno strumento portaFonti: tile, era compagno fedele dei rebetes https://en.wikipedia.org/wiki/Baglamas (vagabondi, banditi, ladri); il baglamàs https://it.wikipedia.org/wiki/Baglamas - 23 -

Gianni Milanese


Rebetiko e rebetes nella tradizione greca Un genere musicale e un vero e proprio stile di vita Il rebetiko (Ρεμπέτικο) o, al plurale, rebetika (Ρεμπέτικα), è un genere musicale greco. In Grecia, il genere è considerato come quello che è il tango per gli argentini, il blues per gli americani e il fado per i portoghesi. Questa musica apparve nelle prigioni greche alla fine del XIX secolo. Al principio, infatti, il rebeta era un detenuto che suonava e cantava il suo dolore e il suo rimpianto con i mourmourika, brontolii, mormorii tristi e lamentosi. Più in generale, il rebeta era un uomo dei bassifondi, dallo stile di vita anticonformista, orgoglioso del suo vivere da disagiato e da emarginato, ribelle verso le istituzioni in modo provocatorio e non violento. La tematica delle canzoni riguardava storie di povertà, prigione, risse, malattie, l’amore non corrisposto, le droghe, problemi sociali e prostituzione, messe in musica in modo passionale, a volte triste, a volte ironico o scherzoso. L’origine della parola non è chiara. Potrebbe derivare dal serbo rebenòk (plurale rebia’ta), che significa ribelle, dal turco antico rembet (agg. “dei bassifondi”), dalla locuzione turca rebet asker, cioè truppe irregolari, dall’arabo ribat, un termine in uso fin dal decimo secolo per indicare la taverna, o dalla radice persiana e arabica reb, rab, ruba’a o arba’a, che significa quattro: infatti il plurale ruba’at o arba’at significa “quartina”, che è la strofa di quattro versi tipica del rebetiko. Si suole far coincidere l’inizio del movimento dei rebeti col fallito tentativo del Regno di Grecia di annettersi parte dell’Asia Minore dopo la sconfitta dell’Impero ottomano nella Prima Guerra Mondiale. La guerra greco-turca, che vide l’incendio e la distruzione di Smirne, si concluse nel 1922 con la ritirata dall’Anatolia dell’esercito greco e la conseguente rotta della popolazione turca di origine greca. Nel 1923, con il Trattato di Losanna, la neonata Repubblica Turca e il Regno di Grecia si accordarono per il definitivo rimpatrio reciproco delle minoranze di origine turca e greca dall’una e dall’altra sponda del Bosforo. Circa un milione e mezzo di greci e cinquecentomila turchi furono tradotti nelle loro

terre di origine. Senza un lavoro, senza una casa, con problemi di comunicazione (spesso parlavano il turco come prima lingua), malvisti dalla polizia e dai politici dell’epoca, che erano spesso legati al neo nazionalismo ellenico, anti asiatico ed europeista, i “greci-turchi” finirono molto spesso per ingrossare le file degli sbandati senza tetto delle periferie di Atene e Salonicco. Si riunivano nei tekedes, locali dei quartieri malfamati delle città, bevendo alcool e fumando hashish. Le canzoni rebetiche erano interpretate dai manghes, uomini di strada baffuti e sempre

Rebetes del Pireo (1937)

armati. Altro luogo di ritrovo nelle grandi città greche e mediorientali erano i caffè-aman, frequentati dalla media borghesia, che veniva ad ascoltare le amanes, canzoni struggenti che raccontavano l’amore passionale. Così il rebetiko fuse le canzoni dei fuorilegge e quelle più raffinate dei profughi dell’Asia Minore, che raccontavano invece l’erotismo e la nostalgia per i propri Paesi, lasciati contro la propria volontà. Negli anni successivi si venne a creare un’estetica rebetes: né cravatta, né ombrello, vesti trasandate e larghe, per nascondere armi da taglio e, talvolta, un piccolo baglamàs, (lo strumento musicale dei rebetes), la giacca indossata solo a sinistra e abbandonata sulla spalla per poterla usare come scudo contro i coltelli degli avversari, i capelli e i baffi lunghi, unti di brillantina, e atteggiamenti da “duri” uniti a una forte misoginia. Dal 1932 al 1944 vi fu il periodo d’oro del rebetiko, il cosiddetto periodo classico. La musica iniziò a essere notata e apprezzata anche dalle altre classi sociali - 24 -

Gianni Milanese e i primi musicisti rebeti incontrarono un certo successo. Si diffuse uno stile rebetiko chiamato pireotiko perché ideato dal Quartetto del Pireo, un gruppo musicale formato da Stratos Pagioumtzis, Giorgios Batis, Anestis Delias e Markos Vamvakaris, considerato universalmente il padre del rebetiko e autore di una delle più famose canzoni, Fragosyriani, rivisitata più volte fino a nostri giorni. Nel 1937, il capo del governo Metaxas pose all’ordine del giorno la lotta ai rebetes, imponendo la censura ai dischi di rebetiko e chiudendo nel 1939 le fumerie di hashish. In passato, ogni canzone rebetika era accompagnata da balli. Le danze che venivano praticate durante il rebetiko erano principalmente lo zeybekiko, l’hassapiko e lo tsifteteli. Si noti come tra questi manchi il sirtaki, il ballo greco più conosciuto nel mondo. Il perché è semplice: il sirtaki non è un ballo tradizionale greco (ma di questo parleremo un’altra volta). I rebetes mantennero la loro identità sia durante la Seconda Guerra Mondiale che nell’epoca della Dittatura dei Colonnelli (1967). Tra i più importanti cantanti e musicisti di rebetiko, oltre al già citato Markos Vamvakaris, considerato il padre della musica rebetika, citiamo Mikis Theodorakis, autore della celebre canzone del film Zorba il greco, Vassilis Tsitsanis, Manolis Chiotis, Apostolos Kaldaras, Manos Hadjidakis, Giannis Papaioannou, Stavros Xarchakos, Marika Ninou, Rosa Eskenazi e Sotiria Bellou. Fonti: https://www.isole-greche.com/2014/12/il-rebetiko.html https://it.wikipedia.org/wiki/Rebetiko https://it.wikipedia.org/wiki/Rebetes

IL REBETIKO È NELLA LISTA DEL PATRIMONIO CULTURALE UNESCO! GUARDA IL VIDEO UFFICIALE


Il sirtaki - La danza di Zorba Un falso storico nato dal cinema

Gianni Milanese

Il sirtaki (συρτάκι) è la danza popolare culturale. In particolare il sirtaki è un mix linea e balli di cerchio, eseguiti con i balgreca più celebre al mondo, ma al con- tra la versione lenta, l’hasapiko vary, e lerini in una linea curva che si tengono trario di quanto pensino molti, anche tra i quella veloce, l’hasapiko grigoro. per mano, rivolti a destra. greci, non è un antico ballo tradizionale. In realtà, il sirtaki trae origine anche da Il ballerino all’estremità destra della linea Infatti, il sirtaki è stato ideato nel 1964 altri due balli tradizionali, il syrtos (sirtaki è il leader. Può anche essere un solista, dal coreografo Giorgos Provias per significa, appunto, “piccolo syrtos”), nelle improvvisando vistose mosse abili menZorba il Greco, il film tratto dall’omonimo sue parti più lente, e il pidiktos, in quel- tre il resto della linea fa il passo base. romanzo di Nikos Kazantzakis e diretto le più veloci. Il syrtos, di cui viene fatta Mentre lo fa, il successivo ballerino in fila dal regista Michael Cacoyannis. menzione anche in alcuni testi dell’Antica smette di ballare e lo tiene in piedi con un Nella scena finale del film, Zorbas, inter- Grecia, è il termine con cui vengono indi- fazzoletto attorcigliato che collega le loro pretato da Anthony Quinn, mani, in modo che possa insegna a ballare il sirtaki girarsi e non cadere. In alallo scrittore inglese protacune parti di syrtos, coppie GUARDA LA SCENA FINALE DI ZORBA IL GRECO gonista. La scena si svolge di ballerini tengono un fazsulla spiaggia di Stavros, a zoletto dai suoi due lati. Creta. Si racconta che il sirIl sirtaki oggi è il simbolo taki sia stato creato perché della Grecia e del popolo Anthony Quinn non riuscigreco, della sua gioia e va ad imparare a ballare i della sua voglia di libertà e passi dell’hasapiko. Così, di amicizia, nell’espressiola produzione decise di crene di un abbraccio che uniare qualcosa che fosse più sce i partecipanti a questa semplice da imparare. meravigliosa danza. Il sirtaki deriva così proprio Nella scena finale del film dall’antica danza tradizioZorba il Greco, inizia la nale greca, l’hasapiko, storia del sirtaki. detta anche “danza dei Zorba: “Ti voglio troppo macellai” (makellarios bene per non dirtelo. Tu, choros), il cui nome deriva mister, hai tutto meno una dalla parola turca kasap, cosa: la pazzia. Ci vuole un che significa infatti mapo’ di pazzia, se no non pocellaio. Essa ebbe origine trai mai strappare la corda all’interno della corporazioed essere libero”. ne dei macellai arvaniti, un popolo greco cate alcune danze eseguiti nella Grecia John: “Insegnami a ballare”. di origine albanese, dove veniva mimata meridionale e nelle isole greche durante https://en.wikipedia.org/wiki/Hasapiko una battaglia con le spade. feste popolari e cerimonie, in contrappo- http://www.isole-greche.com/2014/07/sirtaki-la-danLa danza si diffuse poi nelle regioni occi- sizione con il pidiktos, un ballo di origi- za-di-zorba.html dentali dell’Asia Minore e nei primi anni ne cretese molto più veloce, che ha tra i https://en.wikipedia.org/wiki/Syrtos https://en.wikipedia.org/wiki/Pidikhtos del secolo scorso era molto nota a Co- passi una serie di salti. http://musicadiversa.blogspot.com/2008/08/lhasastantinopoli. Dopo di che, divenne uno Syrtos e kalamatianos, una delle danze piko-il-ballo-tradizionale-greco.html dei balli più importanti della tradizione più conosciute della Grecia, sono balli di

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Jesus Christ Superstar ha cinquant’anni Così il musical diventò rock

Gianni Rainoldi

Possiamo dirlo: a cinquant’anni dalla sua tante dei Deep Purple) nel ruolo di Jesus una lucidità che non può non colpire. nascita, Jesus Christ Superstar rimane Christ, l’affascinante Perdente al centro Il disco ha successo, soprattutto negli un cult indimenticabile. Tutti conoscono della storia. Stati Uniti, e così può finalmente partire Jesus Christ Superstar. Non tutti, forse, Esiste, quindi, un primo Jesus Christ la fase due, quella teatrale: si apre prone conoscono invece la storia artistica. Superstar che è un concept album del prio a Broadway, non proprio nel migliore Ricordiamola in sintesi: siamo nel 1970 1970, la cui copertina non è quella azzur- dei modi, ma successivamente riprende e due pazzi visionari, il compositore An- rina con le scene del film che siamo abi- per il verso giusto a Londra, nel 1972, drew Lloyd Webber (ventun’anni) e il pa- tuati a vedere, ma una cosa colorata, un anche se senza Gillan (non più disponiroliere Tim Rice (venticinque) decidono po’ tipo un caleidoscopio visto controlu- bile visto il successo dei Deep Purple). di produrre una grande opera rock ce, il cui retro offre un compendio di arte Infine, nel 1973, arriva il musical per dedicata al più affascinante perso- sacra: sedici rappresentazioni del volto il grande schermo, diretto da Norman naggio letteJewison con rario di tutti Ted Neeley, ASCOLTA IL DOPPIO GUARDA L’OVERTURE i tempi: un Carl AnderALBUM ORIGINALE DEL FILM “fricchettone” son e Yvoncontroverso ne Elliman. In ma carismaquesto percortico, oggetso triennale to di alterni c’è tutta l’irrisentimenti di verenza che la fanatismo e gioventù degli odio…. inanni Settanta somma Gesù poteva metteCristo! re sul tavolo. I due vorrebUn gruppo di bero produrgiovani attori re un musihippie in viagcal, tuttavia gio in Terraper metterlo santa diventa GUARDA IL MEDLEY in scena ocil rifacimento, PER I TONY AWARDS corrono un a dir poco mosacco di solderno, dell’uldi. Da qui, l’idea di incidere un concept di Cristo di artisti del calibro di Giotto, tima settimana della vita di Gesù. Una vialbum che praticamente contiene già Leonardo e Piero della Francesca, con sione laica, interamente cantata e senza tutta l’opera, come una sorta di demo l’aggiunta di quattro alunni di una scuola parti recitate, che ne racconta gli ultimi dell’allestimento teatrale a cui affidare londinese. Dall’ascolto dell’album primi- avvenimenti, dall’ingresso a Gerusale speranze di un finanziamento. Viene genio si rimane impressionati per la sua lemme, al processo, fino alla condanna quindi ingaggiato un serissimo cast di aderenza a quella che sarà la colonna a morte e alla crocifissione, dal punto di musicisti e cantanti, il cui nome di spic- sonora del film. Si evince che i due gio- vista di Giuda Iscariota. co è Ian Gillan (sì, quel Ian Gillan che vanissimi compositori avevano prodotto Jesus Christ Superstar cambiava molte proprio negli stessi mesi diventava il can- un lavoro sostanzialmente definitivo, con delle regole del cinema musicale, dopo

1971-1972 MUSICAL TEATRALE

1970 CONCEPT ALBUM

1973 FILM MUSICAL

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aver rinnovato in maniera drastica anche quelle del musical teatrale, al suo esordio sui palchi del West End londinese. Il film, nella sua rappresentazione della vita di Gesù da parte di una compagnia di action-theatre, gioca costantemente con l’ambiguità tra la messa in scena e la realtà. Le innovazioni sceniche sono dunque molte: l’uso della musica, rigorosamente rock e soul, è diverso anche da quello di altri musical hippie come Hair; e poi c’è la scelta, fonte di innumerevoli critiche, di rappresentare i discepoli e Gesù stesso come un gruppo di hippie. Abbiamo così l’occasione unica di osservare un San Pietro in calzoncini piroettare insieme agli Apostoli, gustarci un Erode palesemente omosessuale mentre fa le moine a Gesù, circondato da aitanti ballerini, e un Messia dall’animo decisamente rock. Infine, si assiste ad un completo ribaltamento dei personaggi: a partire da Cristo, che rivela fin da subito un’umanità totale, senza alcun accenno della sua spiritualità trascendente, interdetto dalle sue capacità, soffocato dalle attenzioni e dalle preghiere dei più deboli e terrorizzato dalla morte. Di enorme impatto in questo senso la canzone disperata urlata contro il cielo, poche ore prima della crocifissione, in cui si interroga sul perché del proprio amaro destino. Un semplice uomo, vittima solamente del potere mediatico che attira su di sé, diventato una vera e propria pop star adorata da centinaia di fedeli esaltati che prima lo osannano e poi gli voltano le spalle sprezzanti. Messaggio ancora più forte e in perfetto stile “figli dei fiori”, è un uomo innamorato… di Maria Maddalena,

qui rappresentata come una donna amorevole, quasi materna, divisa tra il dovere e i propri sentimenti, che la lasciano dilaniata. Il vero protagonista del film però, novità assoluta e controversa, è Giuda Iscariota. Niente di questo personaggio rispetta la tradizione cristiana, a partire dal colore della pelle. L’attore, Carl Anderson, è infatti un afroamericano, enorme provocazione in quanto prototipo del male. Ma quello che colpisce maggiormente è il potente e micidiale rapporto di amore e odio che lo lega a Gesù. Il tradimento, sofferto e in un primo momento rifiutato con forza, è il risultato di un’amara

delusione che Giuda nutre nei confronti dell’amico prediletto, a suo dire manipolato da un potere molto più forte di lui e troppo umano. Si è portati a fraternizzare con il traditore per eccellenza, dalle forti pulsioni e dall’animo lacerato, in netto contrasto con l’immobilità e la rassegnazione di Gesù. Un’opera fondamentalmente anticonformista, dalla natura scomoda, contraddittoria e cinica, che non mancò di attirare su di sé numerose critiche denigratorie, tra cui quelle di essere razzista e antisemita. È considerata blasfema da una parte della cristianità, ma Ted Neeley ha affermato che papa Paolo VI ne ri-

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mase favorevolmente colpito, dichiarando che il film «contribuirà a portare e a far conoscere il cristianesimo in tutto il mondo». In fin dei conti, raccontare la Passione di Cristo in musica è un modo per parlare a tutti. E le critiche non hanno impedito che nel corso degli anni l’opera venisse proposta più e più volte, con rifacimenti in TV e a teatro. Le citazioni della cultura hippie e i simbolismi disseminati qua e là in Jesus Christ Superstar puntano a un abbattimento dei luoghi comuni in una visione molto originale e sicuramente non cattolica. La sua narrativa estremamente moderna umanizza la figura di Gesù, che non si esime da tentazioni e intemperanze, e la rappresentazione entra in aperto contrasto con i classici colossal hollywoodiani che caratterizzavano le rappresentazioni bibliche del primo cinema. Il film apre invece la strada ai rifacimenti modernizzanti, molto spesso motivo di scandalo per il loro ardire, una strada intrapresa da molti. Uno su tutti: Martin Scorsese, con il suo L’ultima tentazione di Cristo. Jesus Christ Superstar ha fatto la storia. La musica rock e i balli coreografati sono riusciti a tradurre il fondamentale conflitto, umano e ideologico, tra Giuda e Gesù, una vera e propria superstar agli occhi dell’Iscariota, in una reinterpretazione degli avvenimenti biblici sospesa sul limite tra la realtà e la finzione. Una finzione che però, proprio perché mostra un Gesù quanto mai umano e vicino a noi, rende la storia più conosciuta di tutti i tempi una parabola universale della storia di ogni uomo.


Quando Beethoven inventò il jazz Una provocazione a 250 anni dalla nascita del genio Beethoven e il jazz. Un accostamento a prima vista improbabile, se non impossibile, fra la musica classica del grande compositore e un genere che vide le sue origini molti anni dopo, agli inizi del Novecento, in un diverso contesto storico e per di più a migliaia di chilometri di distanza. Ma noi vogliamo osare. C’è un’opera di Beethoven che molti considerano l’anticipazione dei ritmi del jazz, del boogie woogie e del ragtime. Ci riferiamo al secondo movimento, denominato Arietta, della Sonata per piano solo N. 32 (op. 111), alla quale Thomas Mann dedico alcune celebri pagine del suo romanzo Doktor Faustus del 1947. In vista della nomina a cardinale dell’arciduca Rodolfo, avvenuta il 24 aprile 1819, e del suo successivo insediamento come arcivescovo a Olmütz, in Moravia, Beethoven stava progettando un’opera di dimensioni grandiose, la Missa Solemnis op. 123, completata nel 1822. Intanto accettò dall’editore berlinese Schlesinger una nuova commissione, impegnandosi, alla fine del maggio 1820, a scrivere le ultime tre sonate per pianoforte. La prima a essere composta fu la Sonata in Mi maggiore op. 109, alla quale seguì la Sonata in La bemolle maggiore op. 110. Come testimonia l’autografo, datato 13 gennaio 1822, la Sonata in Do minore op. 111 fu l’ultima a essere completata e venne presto destinata al mercato editoriale, con un’ulteriore dedica all’arcivescovo Rodolfo. Con l’eccezione della Nona sinfonia, celeberrima anche ai giorni nostri, tutte le altre opere di quel periodo non vennero adeguatamente apprezzate dal pubblico del tempo: alcuni critici iniziarono mali-

ziosamente a sostenere che Beethoven, a causa della sordità oramai totale, non fosse più in grado di capire quello che faceva. In realtà si tratta di un’opera molto complessa, alla quale è praticamente impossibile trovare una collocazione all’interno dei canoni di un’epoca. Lo stesso Beethoven, d’altronde, era conscio che le sue opere andavano oltre l’orecchio dei suoi contemporanei: quando terminò di comporre la Sonata op. 106, detta Hammerklavier per il fatto che era stata

ASCOLTA IL SECONDO MOVIMENTO DELLA SONATA N. 32 OP. 111 ESEGUITO DA MAURIZIO POLLINI

composta esplicitamente per il pianoforte (e non per gli altri strumenti a tastiera ancora diffusi all’epoca, come il clavicembalo), il compositore la commentò dicendo: “Ecco una sonata che darà filo da torcere ai pianisti, quando la eseguiranno tra 50 anni”. In effetti, la genialità del grande compositore e l’estraneità delle sue opere ai canoni dell’epoca erano già chiare a molti contemporanei. Lo stesso Franz Schu-

Paolo Bassi bert, nel 1827, aveva scritto di Beethoven: “Egli sa tutto, ma non possiamo ancora capire tutto e passerà ancora molta acqua sotto i ponti del Danubio prima che tutto ciò che quell’uomo ha creato sia compreso dal mondo”. Il fortepiano prima e il pianoforte poi furono gli strumenti che accompagnarono tutta la carriera di Beethoven, riassumendo per il musicista le funzioni di diario intimo e di macchina dei suoni dalla quale estrarre il maggior numero di soluzioni innovative e drammatiche, uno strumento in grado di riprodurre in forma astratta quel campo di forze, di tensioni fisiche e di sentimenti nel quale Beethoven alimentava la propria dimensione creativa. Il pianoforte, del resto, si imponeva proprio in quegli anni all’attenzione dei musicisti, seppur attraverso un’evoluzione sofferta e macchinosa che lo avrebbe affrancato dal clavicembalo, per farlo divenire quella palestra di suono incomparabile capace di riprodurre in sé tutta la dinamicità e i colori di un’orchestra. E se questo si è verificato nel tempo, una gran parte di merito è proprio da ascrivere al genio visionario di Beethoven. Al compositore occorreva in effetti uno strumento in grado di produrre contrasti forti, meccaniche che non solo alimentassero brillantezza e virtuosismo, ma che traducessero anzitutto quel senso di costruttività materiale e corposa che è tratto suo tipico, che evidenziassero nitidamente i rapporti armonici creando quell’effetto di totalità che, tendendo verso l’astrattezza, portava però con sé in quel viaggio trascendentale, scolpita come un torso michelangiolesco, la pulsazione della natura umana.

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Per tutta la vita Beethoven pungolò i costruttori con richieste precise e pressanti, provando e riprovando esemplari diversi – spesso ricevuti in dono da ditte di mezza Europa – e contribuendo di fatto a mutarne caratteristiche ed estensione. L’opera 111 è un capolavoro in cui sono presenti tutti gli elementi di innovazione che il compositore di Bonn potesse apportare; è la conclusione naturale e logica di tutto il percorso che Beethoven aveva iniziato con la prima Sonata, ancora influenzata dal suo maestro Haydn. Il primo movimento si apre in modo burrascoso, aggressivo. Beethoven pone qui un’introduzione dalla grande incertezza armonica. La tonalità principale è Do minore ma il compositore la annuncia chiaramente soltanto con il Tema della Sonata, che arriva dopo un lungo pedale nei suoni gravi. Da qui, rielaborando il materiale tematico, Beethoven costruisce sviluppo, esposizione e ripresa, per poi arrivare alla coda finale. Il tema tempestoso e grave esposto subito dopo l’introduzione viene dunque rielaborato in differenti modi, grazie alla scrittura fugata magistralmente utilizzata da Beethoven, il quale trascende gli schemi tradizionali per arrivare a un risultato di rara bellezza. Dopo aver percorso la ripresa del tema in altra tonalità rispetto alle battute iniziali, si giunge a una coda denotata da caratteri di dolcezza e serenità, che pare distaccarsi dal carattere del primo movimento per arrivare nei lidi più soavi e miti dell’Arietta. Rinunciando al classico rondò finale, l’opera si conclude in un

mood lontanissimo dal titanismo e dal sublime beethoveniano: traspare una calma sovrumana e un superamento del caos, paragonabile alla pace dei sensi del nirvana. Beethoven trova la via maestra dell’ispirazione concentrandosi sulle variazioni – l’evoluzione romantica sarà di Schubert e Schumann – e scrive alcuni passaggi sincopati e in controtempo che appaiono come un presagio della musica del futuro. In effetti, se il grande Maestro avesse avuto la possibilità di passare in quel di New Orleans agli inizi del Novecento, forse avrebbe pensato: “questa musica non mi è nuova”. Fonti: www.quinteparallele.net https://taglimagazine.it www.margutte.com www.radioswissjazz.ch

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L'Estasi di Santa Cecilia di Raffaello

Paola Magnaghi

La patrona della musica raffigurata dal grande artista del Rinascimento Cinquecento anni fa, precisamente il 6 primo ritratto di un papa privo di ieraticità Alcuni brevi cenni sul perché Santa CeAprile 1520, domenica di Pasqua, moriva e colmo di comprensione umana. cilia sia stata affiliata proprio alla musica. prematuramente a Roma uno degli artisti Ma perché questo cross-over con l’arte Nobildonna romana vissuta tra il II e il più celebri del Rinascimento italiano. figurativa su un Informatore normalmen- III secolo, Cecilia era promessa sposa Amato e corteggiato da papi e mecena- te dedicato alla musica? Intanto, perché di Valeriano, che ancora non aveva abti (e pare anche dalle donne), Raffaello l’arte non ha barriere e confini, pertanto bracciato la nascente religione cristiana. Sanzio, nato nella splendida Urbino dei ben vengano le contaminazioni, ma prin- La leggenda vuole che, durante i festegMontefeltro nel 1483, aveva in quei po- cipalmente perché proprio Raffaello è giamenti per le sue nozze, espresse canchi anni stupito l’Italia con la sua arte l’autore di uno dei dipinti più celebri tando il desiderio di restare illibata. Cepulita, leggiadra, capace di diversificarsi, dedicati a Santa Cecilia, patrona della cilia necessariamente condivise questo pur accogliendone spunti e suggestioni, musica e dei musicisti. desiderio col suo sposo, che si convertì sia dal tormento e dalla al cristianesimo e venne precisione anatomica VAI DI FRETTA? GUARDA LE VIDEO-DESCRIZIONI DELL'OPERA! battezzato la notte stesmichelangiolesca (dalla sa da papa Urbano I. La quale si era lasciato concoppia divenne poi attiva tagiare, come dimostranell’opera di conversiono le opere degli ultimi ne, attirandosi l’inimicizia DURATA: 4'42" anni, basta osservare la delle autorità romane. DURATA: 1'22" LIVELLO: figura di spalle nell’ultiValeriano fu quindi tortuLIVELLO: FACILE DIFFICILE mo lavoro incompiuto, la rato e decapitato, mentre Trasfigurazione) sia dal Cecilia ebbe una sorte SE INVECE VUOI APPROFONDIRE, CLICCA SUI QUADRI soffuso mistero di molpiù travagliata: venne te opere di Leonardo da data alle fiamme, ma il PER LEGGERE LA STORIA E LA DESCRIZIONE DELLE OPERE Vinci (che appare però, fuoco non la toccò, e la nel paesaggio e nella decapitazione fallì per composizione, nella Beltre volte. Ci vollero tre le Jardinière). giorni prima che Cecilia Raffaello, il raffinato pitsalisse in cielo, e durantore che mai avrebbe dite questo tempo i fedeli pinto un santo scalzo coi che aveva convertito si piedi sporchi, fu autore recavano da lei per intindei meravigliosi affreschi gere lini nel suo sangue. delle Stanze Vaticane, in Il motivo per cui la Santa grado nei suoi ritratti di è collegata alla musica percepire e trasmettere, sono in realtà da ricersolo per fare due esemcarsi nelle interpretazioni pi, la calma intelligenza medievali della sua vita: di Baldassarre Castigliodal XIV secolo, infatti, ne e la stanchezza fisica Cecilia è rappresentaRitratto di Baldassarre Castiglione - Raffaello Ritratto di Giulio II di un anziano Giulio II, il ta di norma a fianco o Sanzio, 1516, olio su tavola trasportata su tela Raffaello Sanzio, 1511, olio su tavola papa guerriero, forse il alla tastiera di un orga-

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no (che ovviamente non va inteso come di cartiglio, è raffigurata nella parte supe- spettatore). l’organo “classico” oggi presente in tutte riore del dipinto. Per via degli sguardi, dei Grandi assenti i classici simboli della dile chiese). gesti, e dell’atmosfera calma della scena, vinità (croce o colomba, per esempio), La presenza dell’organo è quasi certa- sembra quasi di assistere ad una sacra come evidenziato dalla storica dell’armente da collegare alle parole di alcuni conversazione. te Anna Maria Brizio: «La divinità non poemi basati sulla sua vita, secondo i Lo sguardo assente e rivolto verso l’altro appare agli occhi, essa è nel cuore della quali, mentre i musicisti suonavano du- fa supporre che sia l’unica a udire le me- santa Cecilia, così come la musica non rante il suo matrimonio, lei in cuor suo lodie angeliche, mentre appaiono esclusi risuona materialmente al suo orecchio, cantava solo a Dio (cantantibus organis da questa estasi gli altri partecipanti: San ma solo nella sua anima». illa in corde suo soi domino decantabat); Paolo (l’unico personaggio pensieroso e Ben evidenti sono invece gli strumenti probabilmente il cantantibus organis è preoccupato, già quasi michelangiolesco musicali, rotti e disposti a terra in maniera stato interpretato erroneamente come se per la rappresentazione del suo corpo), disordinata (sempre a proposito di incroCecilia stessa fosse ci tra le discipline artil’organista. In questo stiche, dipinti e opere modo la santa è stata d’arte in generale, se associata strettamente pur non attendibili in alla musica. toto, sono molto consiIn ogni caso a chiudederati dagli studiosi di re la questione pensò antichi strumenti musila fondazione dell’Accali per ricostruirne le cademia Musicale di evoluzioni) a rappreRoma, nel 1584, da sentare la caducità del subito intitolata a Sanprofano rispetto all’eta Cecilia, rendendo ternità del sacro. Sono pressoché universapresenti una viola da le la sua venerazione gamba (senza corde come patrona della e con la cassa incrinamusica. ta), un triangolo e altri A lei sono state destrumenti (flauto sonadicate innumerevoli gli e tamburelli) riconchiese, opere d’arte, ducibili ad esempio al orchestre e bande muculto di Bacco. sicali. Meno in evidenza, riEstasi di Santa Cecilia fra i Santi Paolo, Giovanni L’Estasi di Santa spetto a molte altre Trasfigurazione - Raffaello Sanzio, 1518-1520, Evangelista, Agostino e Maria Maddalena Cecilia di Raffaello opere del periodo, lo tempera grassa su tavola Raffaello, 1518, olio su tavola trasportata su tela è una delle più note sfondo: un paesaggio restituzioni pittoriche della venerazione con il suo camice verde e il manto rosso, collinare dove si può intravvedere il propopolare per questa santa. Realizzata che regge con il palmo della mano sini- filo di una chiesa che potrebbe essere nel secondo decennio del ‘500 (quindi stra la spada; San Giovanni evangelista quella del Santuario di Santa Maria del 70 anni prima della costituzione dell’Ac- riconoscibile dal libro ai suoi piedi su cui Monte a Bologna, mentre parte indispencademia), mostra nella parte bassa del si trova l’aquila; Sant’Agostino vestito sabile del quadro è la cantoria celeste dipinto (oggi conservato alla Pinacoteca dal piviale ricamato e reggente il basto- formata da sei Angeli, visibili come da di Bologna) Santa Cecilia attorniata da ne pastorale; Maria Maddalena che tiene uno squarcio nel cielo, intenti a leggere quattro figure disposte in semicerchio a in mano l’ampolla degli unguenti (unica degli spartiti. rievocare la cantoria celeste che, a mo’ figura il cui sguardo sia rivolto verso lo

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Omaggio a Ezio Bosso

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Il 15 maggio, a pochi giorni dall’uscita di questo numero del nostro informatore musicale, ci ha lasciato Ezio Bosso, apprezzato compositore, pianista e direttore d’orchestra. Abbiamo ritenuto giusto omaggiarlo su queste pagine per il suo contributo dato alla musica e per il coraggio con cui ha saputo affrontare la vita e la malattia. Per voi, un invito all’ascolto e una sua citazione, che in questo momento di distanziamento ci sembra ancora più di ispirazione.

La magia che abbiamo in mano noi musicisti è quella di stare nel tempo, di dilatare e rubare il tempo. La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere tempo condiviso. E quindi in questo senso il tempo come noi lo intendiamo non esiste più.

Ezio Bosso

di Galasso Luca

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LA FILARMONICA Presidenti onorari Maria Teresa Abriani

Pietro Galbiati

Consiglio Direttivo Alessandro Bagnaschi - Presidente Paolo Bassi e Giuseppe Comincini - Vice Presidenti Ornella Zattin - Segretaria Mauro Bianchi - Economo e Vice Maestro Ivan Silvio Bassini Francesco Bellati Luigi Belloni Giorgio Borghi

NOTIZIE IN BREVE CONGRATULAZIONI! Complimenti dai bandisti della Filarmonica alla nostra clarinettista Chiara Magistrelli, che lo scorso 17 marzo ha conseguito la Laurea Magistrale in Filosofia del Mondo Contemporaneo!

AUGURI! È il caso di dire: cento di questi... anni! Quest’anno ricorre infatti il centesimo anniversario di fondazione di Ordine e Libertà, un organo di informazione da sempre prezioso per il nostro territorio. Nella temporanea impossibilità di festeggiare insieme questa ricorrenza, con piacere inviamo i nostri auguri per un anniversario così importante!

LUTTO

Andrea Capelli Annamaria Cittadinetti Livio Mor Mauro Pizi Francesco Ragona Emanuele Rainoldi

Responsabili Scuola di Musica “Corrado Abriani” Paola Andreoni Galasso Annamaria Cittadinetti Ornella Del Pero Pina Paladino Marnati

Indirizzo e contatti: Abbiategrasso - Via V. Alfieri, 1 Tel. 02 24167614 filarmonica@alice.it - www.bandafilarmonica.org filarmonicaabbiategrasso

Condoglianze da tutti i membri de La Filarmonica a Giorgio e Stefano Borghi e alla loro famiglia, per la perdita della cara sorella Laurida. Le nostre condoglianze per la scomparsa del nonno Lorenzo al nostro musicante Ivan Milanese. Ci stringiamo con affetto a tutta la famiglia e al genero Gianni Milanese, papà di Ivan e membro di questa redazione. Sentite condoglianze al nostro clarinettista e consigliere Emanuele Rainoldi e a tutta la famiglia per la scomparsa della cara nonna Angela, suocera del compagno di redazione Gianni Rainoldi. Un simbolico abbraccio da tutta La Filarmonica alla cornista Giulia Di Saverio, per la scomparsa del nonno e della nonna, venuti a mancare nel volgere di poche settimane. La Filarmonica desidera esprimere le condoglianze all’amico e sostenitore Giosuè Gege Citelli per la perdita della sorella Anna.

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Ce Damiano Laboratorio Orafo

Corso San Pietro, 55 - Abbiategrasso

Corso San Pietro, 39 - Abbiategrasso

Di.Or. Cartoleria

Ferrari Gioielli

Via Galileo Galilei, 39 - Abbiategrasso

Piazza Guglielmo Marconi, 6 - Abbiategrasso Piazza Ducale, 39 - Vigevano

Soluzioni Ufficio

Via Carlo Mereghetti, 20 - Abbiategrasso

CASA E ARREDAMENTO

INDUSTRIA, EDILIZIA, FERRAMENTA Colorificio Colore È Colore

Cucchi Immagine Casa

Viale Giuseppe Mazzini, 191 - Abbiategrasso

Corso Giacomo Matteotti, 36 - Abbiategrasso

CO.ME.SS. Costruzioni Meccaniche

Galleria dell'Immobile

Strada per Caselle, 4 - Morimondo

Corso Italia, 18 - Abbiategrasso

Falegnameria Manzoni

La Goccia Arredobagno / Idraulica

Via Corsica, 21 - Abbiategrasso

Negozio - Corso San Martino, 71 - Abbiategrasso Laboratorio - Via Martiri della Libertà, 3 - Abbiategrasso

Lattoneria EsseT

Via Dante Alighieri, 85 - Abbiategrasso

Marino Arredamenti

LMA Stampi

Via Legnano, 15 - Abbiategrasso

Via Monte Grappa, 42 - Albairate

SAMA Imbiancatura

Mori Costruzioni

Largo Donatello, 4 - Abbiategrasso

Via Galileo Galilei, 4 - Abbiategrasso

Vetroarte di Albini & Garanzini

Officina Meccanica Omas

Via Novara, 27 - Abbiategrasso

Via Padre Carlo da Vigevano, 18 - Abbiategrasso

CURA DELLA PERSONA

Orio Impianti

Quartiere Industriale Mirabella - Ozzero

Centro Dentistico Naviglio Grande Via Roma, 52 - Gaggiano

R.A.R.E. Forniture Elettriche Via Giovanni Omboni, 11 - Abbiategrasso

Enrica Parrucchiera

Corso San Pietro, 14 - Abbiategrasso

Utensilfer Galbiati Ferramenta

Via Padre Carlo da Vigevano, 18 - Abbiategrasso Negozio al dettaglio - Via Novara, 22 - Abbiategrasso

Farmacia Milano Dr. Stebe

Corso Giacomo Matteotti, 44 - Abbiategrasso

Idee per la Testa

LAVANDERIA

Via Galileo Galilei, 37 - Abbiategrasso

Lavanderia Lampo

Ottica Balzarotti

Via Novara, 2 - Abbiategrasso

Balcor - Corso Italia, 20 - Abbiategrasso Moderna - Via XX Settembre, 16 - Abbiategrasso San Martino - Corso San Martino, 73/75 - Abbiategrasso

LIBRI

Santo Pagano Parrucchieri

Libreria Shalom

Via Carlo Maria Maggi, 16 - Abbiategrasso

Piazza Guglielmo Marconi, 14 - Abbiategrasso

EVENTI - FIORI E FOTO FotoExpress

ONORANZE FUNEBRI

Se Fosse Un Fiore

Viale Papa Giovanni XXIII, 19 - Abbiategrasso

FABBRO

Viale Papa Giovanni XXIII, 10 - Abbiategrasso

Passaggio Centrale, 14 - Abbiategrasso

Albini & Beretta

Corso Italia, 26 - Abbiategrasso

Albini I. & C. Bossi

Parmifer

Località Cascina Sega, 9 - Ozzero

Corso San Pietro, 8 - Abbiategrasso - 35 -


LA FILARMONICA È... Dilegua, o notte! Tramontate, stelle! Tramontate, stelle! All’alba vincerò! Vincerò! Vincerò!

ALL'INTERNO: LA FILARMONICA C'È

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CRONACHE DALLA BANDA 12 14 16 17 18 20 20 21 22

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