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T R E N D/ EST E RO
G R E C I A , L A RG O A L L A Q UA L I TÀ L A S C EN A D E L L A M I XO LOGY E SPLOSA AD ATE NE NEG L I ULT IMI ANN I È EM B L E M AT I C A D I U N A NUOVA ATTE NZI ONE AL L A PROD UZION E BE VE RAG E C H E COI NVOLG E DAI VI NI AG L I SPI R I TS. U N A S C E LTA CH E PR E MI A ANCH E L’E XPORT DI ANNA MUZIO
U
na scena importante di cocktail
in Grecia, con Atene a competere con città
bar, affermatasi nell’ultima de-
come Barcellona, Los Angeles e Bangkok.
cina d’anni e basata nella ca-
Se un tempo ouzo, metaxa e retsina dominava-
pitale Atene – ma con varie
no la scena, oggi si guarda ai vitigni autoctoni e
gemmazioni: da Salonicco alle
si producono amari, bitter, infusi e cocktail che
isole graziate dai turisti – ha cambiato la perce-
parlano di macchia mediterranea e fragranze
zione del beverage in Grecia. L’ultima, solo in
ed erbe che ricordano il mare blu delle isole.
ordine di tempo, consacrazione c’è stata al 17°
Come l’Aegean Negroni di The Clumsies,
Spirited Awards tenutosi a Tales of the Cocktail
con dittamo e finocchio, nominato nel 2019
a New Orleans lo scorso luglio, in cui The Line,
miglior cocktail del mondo da Time Out.
il più sperimentale dei bar ateniesi aperto dai fondatori del capostipite The Clumsies, Vasilis Kyritsis e Nikos Bakoulis, in collaborazione con Dimitris Dafopoulos, è stato nominato Best New International Cocktail Bar. Ma i numeri (e l’hype) parlano chiaro: 3 dei 50 Best Bars e 12 nei migliori 500 al mondo si trovano
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2 02 3 TUR IS M O AL TOP L’asticella della qualità insomma si è alzata, spinta anche da un turismo più colto e ricercato, che va oltre le masse agostane e si destagionalizza, complici anche i cambiamenti climatici, scoprendo mesi di sponda come aprile od
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C O S A B E VO N O I G R EC I
ottobre e luoghi più defilati quali Mitilene, Kavala e la stessa Atene, non più meta di passaggio ma ormai destinazione a sé, della Banca Nazionale di Grecia prevede che l’industria turistica del Paese raggiungerà nel 2023 un massimo storico
137
con un fatturato di 21 miliardi di euro, sorpassando i livelli
CAPITE DI ACQUA
25,2
LITRI PRO CAPITE DI BIRRA (2020, FAOSTAT)
MINERALE
pre-Covid del 2019 (arrivato a 18,17 miliardi di euro).
3 00 V IT IG N I AU TOC TONI Cambia la percezione anche all’estero, spinta, oltre che dal turismo, da bartender presenti sulla scienza internazionale che viaggiano costantemente oltreconfine, tenendo alto il nome della nuova onda greca. Un rinascimento che ha coinvolto il mondo dei vini. Con oltre 300 varietà autoctone, per il 70% a bacca bianca (fa eccezione l’Agiorgitiko, tra i vitigni autoctoni a bacca nera più diffusi), si è innalzata la qualità e l’attenzione alla produzione. I nomi più di punta al momento? Il Moschofilero, bianco Dop della Mantinia (in Peloponneso) e l’Assyrtiko originario di Santorini. Dato significativo è anche il numero delle cantine vinicole che dal 2010, nel pieno della grande crisi economica patita dalla Grecia, da 635 sono raddoppiate a 1.295. Una maggiore attenzione premiata dai consumi, cresciuti nel 2021/2022 del 65,32% rispetto alla media dei 5 anni precedenti e del 28,16% rispetto alla media dei 10 anni precedenti (fonte KEOSOE).
26,7
LITRI PRO CAPITE DI VINO (2021/22, KEOSOE)
LITRI PRO
anche gourmet, che va oltre l’Acropoli e i musei. Un rapporto
(2022, STATISTA)
47,7
LITRI PRO CAPITE DI SOFT DRINKS (2018, PUREGYM)
LITRI PRO
2,5 7
CAPITE DI ALCOL PURO (2019, WORLD HEALTH ORGANIZATION)
è aumentato dell’11%, con una continua tendenza al rialzo negli ultimi 5 anni. L’Ouzo si conferma il liquore nazionale e primo dei prodotti esportati, ma aumenti a due cifre sono stati registrati anche dai più di nicchia tsipouro e tsikoudia, due ac-
REC O RD D I EXPORT La prova finale si ha avuta nel 2022, anno in cui la Grecia ha segnato il record di esportazioni di bevande alcoliche raggiungendo i 96,7 milioni di euro, l’11,8% in più sul 2021, a fronte di un +5,6% in volumi (elaborazione SEOAP su dati Eurostat). Del resto, il prezzo medio di vendita delle bevande alcoliche
queviti oroginarie della terraferma e di Creta, rispettivamente. La Germania è il primo Paese di destinazione dell’export greco.
B IR RA I N CA D U TA L IB E RA Secondo Helgi Library, il consumo di birra pro capite in Grecia ha raggiunto un
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media del 2,1% all’anno. Si prevede che il fatturato in Grecia raggiungerà i 965,3 milioni di euro entro il 2026. Chiudiamo con l’acqua: in Grecia è un bene sempre più prezioso e i cambiamenti climatici potrebbero creare grossi problemi di accesso in un futuro non troppo lontano. Al momento, l’acqua in bottiglia compete con l’acqua del rubinetto, le bibite e i succhi di frutta. Il consumo è elevato come in tutti i Paesi con problemi di approvvigionamento idrico, ma è anche alimentato dalla tendenza globale verso la salute e il benessere.
massimo storico di 37,7 litri nel 2019 e un minimo storico di 25,2 litri nel 2020. La Grecia è al 78° posto tra 161 Paesi in termini di consumo di birra pro capite, 21 posizioni sotto rispetto a dieci anni fa.
N O A LC O L, UNA NECESSI TÀ Una crescita lieve ma costante contraddistingue il mercato delle bevande analcoliche, cresciuto dal 2013 in
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DAL L’OUZO D ’OR D INANZA A I 5 0 BE ST
È un caso da studiare e da copiare l’evoluzione della mixology greca. Creata dal nulla in meno di dieci anni a partire da due bar e tre bartender visionari: Baba au Rum, aperto nel 2009 da Thanos Prunarus, e soprattutto The Clumsies, di Vasilis Kyritsis e Nikos Bakoulis. Tra i 20 migliori bar mondiali, oltre a indicare la via ha avuto già due gemmazioni: Odori Vermuteria e The Line. Ma la differenza l’hanno fatto l’Athens Cocktail Week e l’Athens Cocktail Festival che hanno portato le aziende ad interessarsi di un mercato povero, ma dalle grandi potenzialità grazie al turismo. Oggi i bar notturni hanno rilanciato un quartiere ai margini come Psyri e dato smalto a una capitale non bella e prostrata dalla crisi devastante del 2008. E ad Atene non c’è più solo l’Acropoli da vedere.