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Scenari IHM 2026
L’ORA DELLA RESPONSABILITÀ DISTRIBUTORI, INDUSTRIA, ESERCENTI E ISTITUZIONI: PER RIDARE SLANCIO AL MERCATO SERVE L’IMPEGNO DI TUTTI. È QUESTO IL MESSAGGIO CHE ITALGROB HA LANCIATO IN OCCASIONE DELL’INTERNATIONAL HORECA MEETING 2026. CHIEDENDO AI DECISORI POLITICI INTERVENTI DI SEMPLIFICAZIONE A COSTO ZERO E AI PRODUTTORI LA CONDIVISIONE DI PROGETTI E OBIETTIVI D I G U I D O C H I U S AN O
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adroni del proprio destino? Non del tutto, perché tante sono le variabili - politiche, economiche e legislative su cui è impossibile per qualsiasi operatore del mercato esercitare un controllo. Ma nemmeno spettatori privi di voce in capitolo, rassegnati ad accettare tutto quanto viene deciso altrove. I distributori horeca non ci stanno a fare da comparse sulla scena nazionale e rivendicano il diritto di partecipare al dibattito pubblico, per far valere le proprie ragioni nell’interesse della filiera. O, meglio, dell’ecosistema horeca, come preferisce definirlo Antonio Portaccio, presidente di Italgrob, che nell’aprire i lavori dell’International Horeca Meeting 2026, tenuto lo scorso 16 febbraio a Rimini nell’ambito della fiera Beer&Food Attraction, ha definito l’attivismo della federazione come una scelta di responsabilità: «Responsabilità verso un settore che rappresenta una componente strutturale dell’economia reale del Paese e ogni giorno garantisce occupazione, servizi essenziali, presidio del territorio e coesione sociale. E responsabilità, soprattutto, verso una realtà che non può più essere interpretata attraverso letture semplificate, parziali o meramente congiunturali».
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Di qui l’invito ad adottare una visione fondata sui dati, capace di analizzare fenomeni complessi - l’inflazione su tutti, ma anche il calo della produttività, l’inverno demografico - e le loro implicazioni di medio-lungo periodo. «È importante, tuttavia, essere chiari sul perimetro delle responsabilità - ha aggiunto Portaccio -. Come operatori non abbiamo gli strumenti per ricostruire il potere d’acquisto del Paese. Non è questo il nostro ruolo. Questa responsabilità appartiene alla politica economica, al Governo, all’insieme delle istituzioni. Siamo pienamente consapevoli che la sfida è complessa. Ancor più in una fase in cui la spinta del Pnrr si sta progressivamente esaurendo e l’agenda pubblica è gravata da priorità non rinviabili: sanità, istruzione, sicurezza, territorio, debito pubblico. Ed è proprio per questo che, come settore, non chiediamo nuove risorse. Chiediamo qualcosa di diverso e, in un certo senso, più impegnativo: interventi a costo zero, ma ad alto valore sistemico, che semplifichino, riconoscano e valorizzino chi opera ogni giorno all’interno della filiera». Capillarità, continuità di servizio, gestione della complessità e presidio di una rete fatta da oltre 382.000 punti di consumo. Portaccio ha elencato gli aspetti che a suo giudizio descrivono al meglio la
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