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BILANCIO 2025, UNA LEVA PER CRESCERE

EFFICIENZA, INVESTIMENTI E GESTIONE

DEI COSTI TORNANO AL CENTRO

DELLE SCELTE AZIENDALI. IL NUOVO

QUADRO DI INCENTIVI SPINGE

LE IMPRESE A PIANIFICARE

CON MAGGIORE PRECISIONE, PREMIANDO INTERVENTI STRUTTURALI

SU LOGISTICA, IMPIANTI ED ENERGIA

DI MARIA ELENA DIPACE

Per i distributori di bevande il 2026 si apre con uno scenario meno incerto di quanto possa apparire a prima vista. La nuova Legge di Bilancio non introduce una rivoluzione, ma riorganizza in modo significativo gli strumenti a disposizione delle imprese che investono in efficienza, digitalizzazione e strutture operative. Per un settore che lavora su margini

compressi, costi energetici rilevanti e logistiche sempre più complesse, il tema non è tanto l’incentivo in sé, quanto la possibilità di usarlo in modo concreto per migliorare la gestione quotidiana.

Negli ultimi anni molte aziende della distribuzione hanno già avviato percorsi di ammodernamento, intervenendo su magazzini, sistemi informativi, flotte di consegna e consumi energetici.

DOVE CONVIENE

AGIRE E GLI ERRORI

DA EVITARE

Il primo ambito su cui concentrare l’attenzione è quello dei magazzini e della logistica interna. Interventi su stoccaggio, movimentazione e gestione dei flussi permettono di migliorare l’efficienza operativa e, allo stesso tempo, di accedere agli incentivi legati ai beni materiali. Subito dopo viene il fronte energetico, in particolare per celle frigorifere, impianti di refrigerazione e strutture ad alto consumo, dove la sostituzione di attrezzature ormai ammortizzate consente di ridurre i costi senza affrontare iter complessi. Anche la flotta dei mezzi rappresenta un’area su cui intervenire, perché veicoli più efficienti incidono direttamente su spesa, affidabilità del servizio e continuità delle consegne. La digitalizzazione, infine, dà risultati concreti quando è integrata nei processi di magazzino e distribuzione, supportando la gestione degli ordini e il controllo operativo, e non quando resta un investimento isolato. Gli errori più comuni nascono invece da una lettura superficiale delle opportunità. Pensare all’incentivo come a un rimborso automatico, senza una pianificazione preventiva, rischia di portare a decisioni affrettate o non coerenti con le reali esigenze aziendali. Un altro limite è concentrarsi solo sul software, trascurando l’impatto dei beni fisici sui costi e sull’efficienza. Anche muoversi in ritardo può rivelarsi penalizzante, perché le risorse disponibili sono contingentate e assegnate in base all’ordine di accesso. Infine, sottovalutare documentazione e tempistiche può rallentare o compromettere l’utilizzo dei benefici, trasformando una leva operativa in un’occasione mancata.

La Legge di Bilancio 2025 si inserisce in questa traiettoria, con alcune conferme e alcune correzioni che rendono ancora più centrale la capacità di programmare gli investimenti e di scegliere con attenzione dove intervenire.

INVESTIRE IN BENI MATERIALI

RESTA CENTRALE

Uno dei messaggi più chiari che arriva dalla manovra è che l’attenzione dello Stato si concentra sugli investimenti fisici, quelli che incidono direttamente sull’operatività delle imprese.

Per i grossisti questo significa magazzini automatizzati, impianti di movimentazione, attrezzature per lo stoccaggio, linee di confezionamento, ma anche mezzi di trasporto più efficienti e meno energivori. Il credito d’imposta per i beni materiali resta operativo, pur all’interno di un sistema più controllato e con risorse contingentate. Il nuovo impianto normativo spinge le imprese a pianificare per tempo, evitando interventi estemporanei. L’accesso agli incentivi non è più automatico, ma legato a una gestione ordinata delle comunicazioni e delle tempistiche. Per chi opera nella

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distribuzione, questo si traduce nella necessità di allineare le decisioni di investimento con una visione industriale di medio periodo, privilegiando interventi strutturali piuttosto che acquisti frammentati.

ENERGIA E LOGISTICA:

IL NODO DELL’EFFICIENZA

Il capitolo energetico è quello che più direttamente tocca il settore. Magazzini refrigerati, celle di conservazione, impianti di movimentazione e flotte di consegna incidono in modo rilevante sui costi operativi. La Legge di Bilancio rafforza gli strumenti legati alla riduzione dei consumi e all’autoproduzione di energia, rendendo più conveniente l’aggiornamento di impianti obsoleti. Per il settore, il vantaggio principale sta nella

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