SolareB2B - Febbraio 2026

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FV

Nel 2025 si è finalmente arrestata la caduta delle installazioni in ambito domestico iniziata alla fine del Superbonus. Con 1,2 GW connessi lo scorso anno, il segmento ha generato volumi superiori agli anni che precedono il lancio del 110%. La vera criticità è legata ai margini, sotto pressione per la sfrenata concorrenza e per lo svilimento dell’offerta. Servizi e approccio consulenziale sono le chiavi per rilanciare qualità e valore.

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FV RESIDENZIALE: È FINITA LA CONVALESCENZA

Dopo gli anni febbrili del Superbonus e dopo il calo registrato con la fine della maxi agevolazione, nel 2025 si è arrestata la caduta della taglia domestica, che si è stabilizzata con un totale connesso di 1,3 GW lo scorso anno, il 20% circa del totale allacciato. La situazione non è tanto penalizzata dai volumi quanto dai margini. Serve infatti uscire il prima possibile dalla battaglia dei prezzi: oggi in Italia ci sono operatori che si presentano con offerte a basso costo, con un impatto negativo sulla qualità dei progetti e sulle marginalità di chi da anni si concentra su questo segmento con un’offerta di valore. Servizi e approccio consulenziale sono le due chiavi per uscire dall’empasse.

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ATTUALITÀ E MERCATO

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ATTUALITÀ

Piemonte: un bando per incentivare gli investimenti produttivi

Legge di Bilancio: bonus casa per tutto il 2026

CCI, scadenze posticipate

Conto Termico 3.0: ecco le regole operative

Associazioni: un 2026 sfidante

Reti, i nuovi orientamenti dell’Unione Europea

COVER STORY

Prezzi, tecnologie e Bess: 2026, anno di svolta

Intervista a Michele Citro, regional manager Italia e sud-est Europa di Ja Solar

APPROFONDIMENTI

Tolling agreement: guadagni più sicuri dal bess

Energia elettrica: nel 2025 prezzi in crescita e solare da record

Data Center: in arrivo il nuovo quadro normativo in Italia

GLOSSARIO

Nomi e sigle del fotovoltaico

RUBRICA EPC

Filiera integrata, più valore nel tempo

Bancabilità e qualità: così si favoriscono i progetti in grid parity

MERCATO

Moduli bifacciali: una realtà consolidata

FEBBRAIO 2026

Direttore responsabile Davide Bartesaghi bartesaghi@farlastrada.it

Responsabile Commerciale Marco Arosio arosio@farlastrada.it

Redazione Michele Lopriore lopriore@solareb2b.it

Hanno collaborato: Aldo Cattaneo, Marta Maggioni, Monica Viganò

Editore: Editoriale Farlastrada srl Stampa: Ingraph - Seregno (Mi)

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CONTRIBUTI

Fotovoltaico: gli ultimi aggiornamenti burocratici

CASE HISTORY

Le installazioni del mese

RISORSE UMANE

Gender gap nel settore energetico: una sfida ancora aperta

COMUNICAZIONE AZIENDALE

Longi: debutto nel storage accanto a PotisEdge

JinkoSolar compie 20 anni

Teknomega: un inizio 2026 ricco di novità

Soluzioni Ingeteam per Nzia: tecnologia europea per ogni tipo di progetto FV e storage

Una sentinella al servizio degli impianti fotovoltaici

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Nuova delibera Arera 564/2025: cambiano le scadenze, non le priorità

Suncity Srl sempre più EPC e Asset Manager

Tongwei presenterà il modulo TNC 3.0 al KEY 2026

Sonnenkraft e Nyox: una partnership nel segno del fotovoltaico made in UE

Iberdrola: 2026 di eccellenza

TRANSIZIONE ENERGETICA

Il solare termico rallenta, ma l’industria UE è solida News

LE CHART DEL MESE NUMERI E TREND DATI & PREVISIONI CRONOLOGIA ARTICOLI

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Redazione: Via Martiri della Libertà, 28 20833 Giussano (MB) Tel: 0362/332160 - Fax 0362/282532 info@solareb2b.it www. solareb2b.it

Impaginazione grafica: Ivan Iannacci

Responsabile dati: Marco Arosio Via Martiri della Libertà, 28 20833 Giussano (MI) Solare B2B: periodico mensile Anno XV n.2 - Febbraio 2026 Registrazione al Tribunale di Milano n. 195 del 2 aprile 2010. Poste Italiane SpA - Spediz. in Abb. Postale D.L. 353/2003

(Conv. in Legge 27/02/2004 n°46) Art.1 Comma 1 D.C.B. MilanoL’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge numero 196/2003, dati potranno essere

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EDITORIALE

RESIDENZIALE: CRISI O SELEZIONE?

Siamo proprio convinti che il segmento residenziale continui a essere il grande malato del mercato italiano del fotovoltaico? O forse lo consideriamo tale solo perché non ha offerto i tassi di crescita di quei grandi impianti verso cui si è spostato il baricentro del settore? Oppure si tratta di una questione di opportunità di business, valore aggiunto e redditività?

Cominciamo da qualche considerazione sui numeri. Togliamo di mezzo, per favore, gli anni della “bolla” del Superbonus che hanno gonfiato il segmento degli impianti residenziali portandolo addirittura a raddoppiare la potenza totale allacciata. Se eliminiamo la distorsione che va dalla metà del 2022 alla fine del primo semestre del 2024, ci si può facilmente accorgere che i volumi rispetto al periodo pre-Superbonus non sono proprio calati, anzi sono aumentati, come dimostra il grafico qui sotto.

Qualche dimostrazione? Se consideriamo il segmento di impianti fotovoltaici con potenza inferiore a 20 kWh, nel primo semestre del 2025 in Italia si è installato il 53% in più rispetto al primo semestre del 2022 come numero di impianti, e il 63% in più come potenza. Se il paragone venisse fatto con l’anno precedente, il 2021, oggi potremmo dire di avere moltiplicato per 2,5 i valori di quel periodo.

Quanti altri settori merceologici potrebbero vantare trend di crescita di questo tipo, pari a oltre +10% all’anno?

E davanti ci sono ancora grandi praterie da conquistare. Una recente ricerca spiega che in Europa il fotovoltaico è presente solo sul 10% dei tetti residenziali, e che nel Continente le sole abitazioni di piccole dimensioni potrebbero ospitare fino a 900 GW di capacità fotovoltaica.

Pur tuttavia, questi numeri non possono cancellare quella che è una realtà sotto gli occhi di tutti: chi si occupa del segmento residenziale a qualsiasi livello della filiera (produttori, distributori, installatori…) registra difficoltà, resistenze e in generale un profondo malessere legato a risultati inferiori alle attese.

Eppure i casi in controtendenza non mancano, come racconta l’articolo di Michele Lopriore a pagina 26: installatori che avendo costruito e difeso un posizionamento di valore, riescono a lavorare bene anche in questo segmento.

Probabilmente la peggiore eredità del Superbonus non è tanto nei volumi complessivi, ma nello svilimento dell’offerta che ha innescato una guerra dei prezzi tanto forte da avere un effetto depressivo sugli umori e soprattutto sui conti economici. Come succede sempre nei momenti di grande cambiamento, siamo di fronte a un momento di selezione che penalizzerà (sta già penalizzando) alcuni e premierà altri.

Il mercato del fotovoltaico ha iniziato il 2026 con una serie di strappi che richiedono capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato, di leggere il nuovo contesto e riorganizzare il proprio modello di business. Un solo esempio: dopo che il governo cinese ha abolito il rimborso fiscale del 9% sull’esportazione di moduli fotovoltaici, si prevede un aumento dei prezzi di cui al momento non è facile immaginare la portata. Ma potrebbero addirittura verificarsi casi di shortage dei pannelli. Produttori, distributori e installatori sono chiamati ancora una volta a una prova di maturità.

E il residenziale sarà un importante banco di prova di questa sfida.

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PERSONE&PERCORSI

ENERGIA ITALIA AMPLIA LA SQUADRA COMMERCIALE DEL NORD ITALIA

Il 2026 inizia con un importante ampliamento della rete commerciale di Energia Italia per le regioni dell’area Nord. I vertici direttivi e commerciali dell’azienda hanno appena nominato quattro nuovi sales manager. Queste figure seguiranno direttamente per l’azienda, come front office, Lombardia, Emilia Romagna, Triveneto e l’area Nord-Ovest (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta). Fabio Beggi sarà il nuovo sales manager per l’Emilia Romagna. Roberto Benetti seguirà direttamente il Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Tecla Derimini, già operativa per i clienti Energia Italia per l’agenzia Piemonte, diventa sales manager per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Completa la squadra Marcello Russo, che oltre a essere referente per la Lombardia, sarà coordinatore di tutta la squadra Front Office dell’area. Russo lavorerà a stretto contatto con il responsabile vendite nord Italia Francesco Cannova e il direttore vendite Roberto Artale. “Si tratta di figure senior già referenziate nel settore delle rinnovabili”, si legge in una nota del gruppo. “Queste hanno scelto di aderire al progetto Energia Italia. Il distributore specialista, con più di 20 anni di storia sul mercato, da settembre è il riferimento fotovoltaico del Gruppo Marigliano, leader nazionale nella distribuzione di materiale elettrico ed idro termo sanitario”.

PAOLO ROBUTTI È IL NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO DI IREN MERCATO

Paolo Robutti è il nuovo amministratore delegato di Iren Mercato. La nomina è arrivata il 18 dicembre scorso da parte del consiglio di amministrazione di Iren S.p.A. Robutti sostituisce Gianluca Bufo, che rimane nella carica di amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Iren. Il board di Iren Mercato S.p.A. sarà pertanto formato da Luigino Montarsolo come presidente, Paolo Robutti come amministratore delegato e Giulio Prando come consigliere.

“Il passaggio di testimone da Gianluca Bufo segna un momento di continuità e rinnovata spinta verso crescita, innovazione e attenzione ai clienti” si legge in una nota dell’azienda. «Sono onorato di essere stato nominato CEO di Iren Mercato» ha commentato Paolo Robutti. «Ringrazio l’azienda per aver creduto nella crescita interna in un momento complesso, confermando che ciò che ci distingue è il valore umano, l’esperienza e la ricerca del merito».

GOODWE ITALIA RAFFORZA IL TEAM CON QUATTRO INGRESSI

GoodWe annuncia un importante potenziamento del proprio team per l’area Italia e Balcani. L’ingresso di quattro nuovi professionisti mira a consolidare la presenza del brand sul mercato e a offrire un supporto sempre più capillare e specializzato, rispondendo con efficacia alle sfide della transizione energetica nei settori residenziale, commerciale e industriale. Sono entrati nel team Michele Massa, nuovo technical sales manager – Heat Pumps, che accompagnerà il debutto delle pompe di calore a marchio GoodHeat. Per potenziare il supporto tecnico-commerciale, Marco Cavallin assume il ruolo di technical sales manager. Marco opererà come un ponte tra tecnologia e business, affiancando i partner in Italia e nel Sud-Est Europa nella scelta delle soluzioni più performanti. La strategia di crescita e il legame con il territorio sono affidati a Giulia Franzoi, in qualità di marketing manager per l'Italia e i Balcani. Completa il nuovo assetto Paolo Bessone, sales manager, la cui nomina risponde alla volontà di GoodWe di essere sempre più vicina ai propri partner. «L’ampliamento del nostro team è un segnale chiaro del valore che attribuiamo al mercato italiano e della nostra volontà di investire in know-how specialistico», ha dichiarato Valter Pische, territory manager

HAIKI+: FABIO PATTI NOMINATO DIRETTORE GENERALE DELLA DIVISIONE HAIKI METALS

Fabio Patti ha assunto l’incarico di direttore generale di Haiki Metals, la nuova business unit del Gruppo Haiki+ dedicata alla produzione di piombo e leghe di piombo da batterie esauste. La nomina si inserisce nel percorso di rafforzamento industriale e di crescita strategica di Haiki+, holding quotata su Euronext Growth Milan di Borsa Italiana e attiva da oltre 30 anni nell’economia circolare.

Haiki+ è una realtà industriale integrata, articolata in cinque divisioni operative: Haiki Recycling, Haiki Mines, Haiki Cobat, Haiki Electrics e Haiki Metals. Offre alle imprese un servizio completo per la gestione, il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti. Il Gruppo gestisce oltre 700.000 tonnellate di rifiuti all’anno attraverso 26 impianti specializzati, una flotta di più di 100 mezzi propri e circa 800 professionisti.

FOTOVOLTAICO ITALIA, NEL 2025 CONNESSI

OLTRE LA METÀ DELLA NUOVA POTENZA FA RIFERIMENTO ALLE TAGLIE INDUSTRIALE E UTILITY

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che offriamo ai nostri partner. Siamo pronti ad affrontare le sfide del futuro con una squadra coesa, capace di coniugare innovazione tecnologica e una vicinanza strategica al cliente che fa davvero la differenza».

K2 SYSTEMS: A GIANNI PAVIA L'INCARICO DI SALES MANAGER PER L’ITALIA

Gianni Pavia è il nuovo sales manager Italia di K2 Systems. Con questo nuovo incarico, Pavia si occuperà di incrementare le vendite di sistemi di montaggio K2 in tutta Italia interfacciandosi con il canale della distribuzione. Pavia vanta una lunga esperienza nel settore del solare e con ruoli analoghi. Ha lavorato dal 2011 al 2014 in Solon prima dell’esperienza di nove anni in Krannich Solar. A giugno 2024 risale il passaggio in Aiko e, circa un anno dopo, in Amara Nzero Italia.

6,4 GW DI NUOVI IMPIANTI (-5%)

Trend nuova potenza FV allacciata in Italia per taglie

Nel 2025 la nuova potenza fotovoltaica allacciata in Italia è stata di 6,4 GW. Il dato segna una leggera flessione (-5%) rispetto ai 6,8 GW del 2024. Un po’ più marcato il calo del numero degli impianti allacciati (-25%). La crescita della nuova potenza fotovoltaica allacciata nel corso del 2025 è legata soprattutto al contributo della taglia utility scale. Durante l’anno appena concluso sono entrati in funzione 43 impianti di potenza superiore a 10 MW, per un totale di 1,7 GW. Il dato segna un incremento del 18% rispetto al 2025. A questi si aggiungono 623 nuovi impianti di taglia compresa tra 1 e 10 MWp per una potenza da fotovoltaico totale di 1,7 GW. In questo caso, il dato segna una crescita del 7% rispetto al 2024. I nuovi impianti di potenza superiore a 1 MWp hanno coperto, insieme, circa il 53% della potenza fotovoltaica connessa lo scorso anno (era il 42% nel 2024). Analizzando le installazioni di taglia residenziale, si conferma il calo della nuova potenza connessa. Ricordiamo che per gran parte del 2024 si sono sentiti ancora gli effetti del Superbonus sulla nuova potenza connessa. Il dato relativo agli impianti domestici connessi nel 2025 è infatti nettamente superiore rispetto al valore del 2021 (+245%) e in leggero aumento anche rispetto al 2022 (+16%). Bene anche la taglia compresa tra i 20 e i 200 kWp, che lo scorso anno ha segnato un incremento del 10% rispetto al 2024, mentre cala la taglia compresa tra 200 kWp e 1 MWp (-23%).

Complessivamente, a fine 2025 si contavano in Italia circa 2,1 milioni di impianti fotovoltaici per una potenza totale di 43,5 GW.

nuova potenza FV allacciata Italia per taglie - Aggiornamento 2025

South
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NEL 2025 NUOVO RECORD PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA SOLARE IN ITALIA

CON 44 TWH, IL FOTOVOLTAICO SEGNA UN INCREMENTO DEL 25% RISPETTO AL 2024. A GIUGNO REGISTRATO IL PICCO PIÙ ALTO (5,7 TWH)

Nel 2025 la produzione di energia fotovoltaica in Italia ha registrato un nuovo record. Sono stati infatti prodotti 44 TWh, con un incremento del 25% rispetto ai 35 TWh del 2024. Lo scorso anno il solare ha coperto il 16,5% della produzione totale e il 14,23% della domanda di energia. È quanto riportato dal rapporto mensile di Terna. La crescita record della produzione fotovoltaica, che nel corso dell’anno ha registrato un picco nel mese di giugno con 5,7 TWh, è legata sia al contributo dell’aumento di capacità, che con 6,4 GW ha portato a una crescita della produzione di 6.636 GWh, sia ad un maggiore irraggiamento (+2.256 GWh).

Secondo le rilevazioni di Terna, nel 2025 i consumi elettrici italiani sono stati pari a 311,3 TWh, un valore sostanzialmente equivalente a quello del 2024. Lo scorso anno le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda, leggermente in calo rispetto al 42% del 2024. Tale risultato è la conseguenza di due effetti contrastanti: da un lato, il record annuale di produzione fotovoltaica; dall’altro, una produzione idroelettrica tornata a valori standard rispetto all’elevata produzione registrata nel 2024. Più contenuta la diminuzione della fonte eolica (-3,3%) e sostanzialmente stabile la fonte geotermica (-0,3%). La produzione da accumuli stand alone ha invece raggiunto circa 1,5 TWh, confermando il ruolo chiave di queste risorse a supporto dell’integrazione delle fonti rinnovabili alla rete. Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutti i nuovi impianti da fonti rinnovabili, nel 2025 la nuova capacità in esercizio è aumentata di 7.191 MW. Al 31 dicembre si registrano 83.529 MW di potenza installata, di cui, 43.513 MW di solare e 13.629 MW di eolico. Infine, lo scorso anno la potenza nominale degli accumuli in esercizio è aumentata di 1.743 MW,

di cui 723 MW utility scale. A fine anno si contavano in Italia 884.404 installazioni che corrispondono a 17.920 MWh di capacità e 7.362 MW di potenza nominale. Nell’ultimo anno la capacità di accumulo in Italia è cresciuta soprattutto grazie ai grandi impianti utility scale, contrattualizzati attraverso il meccanismo del Capacity Market. A settembre 2025, inoltre, si è tenuta la prima asta del Macse che ha visto assegnati 10 GWh di capacità, pari al 100% del fabbisogno. Al contrario, il segmento dei piccoli accumuli domestici ha rallentato, anche a causa della riduzione degli incentivi fiscali che in passato ne avevano favorito la diffusione.

STORAGE: NEL 2025 LA NUOVA POTENZA INSTALLATA NEL MONDO SUPERA I 100 GW (+43%)

LE INSTALLAZIONI HANNO RAGGIUNTO UNA POTENZA TOTALE CUMULATA DI QUASI 270 GW PER UNA CAPACITÀ DI 630 GWH

Nel 2025 a livello globale, per la prima volta, i nuovi sistemi di storage installati hanno superato i 100 GW di potenza (106 GW). Il dato segna un incremento del 43% rispetto ai 73 GW del 2024. Le installazioni hanno raggiunto una potenza totale cumulata di quasi 270 GW per una capacità di 630 GWh. È quanto emerge da un’analisi di Wood Mackanzie, secondo cui il mercato degli accumuli potrebbe raggiungere i 1.545 GW entro il 20234, quasi sei volte la capacità installata attuale. La crescita è da attribuire in particolare modo alla taglia utility scale. I progetti Bess di grossa taglia hanno infatti coperto l’82% delle nuove installazioni nel 2025, con una durata media di 2,5 ore. Hanno contribuito a questa crescita la riduzione dei costi delle batterie, una migliore economia dei progetti e il supporto di gare pubbliche a livello globale. Analizzando i vari mercati, nel 2025 la Cina si è affermato tra i leader nelle nuove installazioni a livello globale, rappresentando il 54% del totale installato. Tuttavia, il mercato cinese dovrà affrontare sfide rilevanti nel biennio 2026–2027. La rimozione dei requisiti obbligatori di accoppiamento rinnovabili-accumulo e l’assenza di quadri di remunerazione consolidati creano un’elevata incertezza. Nonostante ciò, si prevede che la Cina contribuirà a circa il 50% della nuova capacità di accumulo installata tra il 2025 e il 2034, mantenendo comunque una posizione di leadership. Negli Stati Uniti le nuove installazioni hanno registrato una crescita del 53%, nonostante i cambiamenti nelle politiche federali. In Europa, invece, è la Germania il primo mercato nel 2025, grazie in particolare alla crescita di sistemi di accumulo per la generazione distribuita. La Germania è anche tra i mercati europei più attivi per l’accumulo su larga scala, poiché l’elevata volatilità dei prezzi dell’energia, la crescente penetrazione delle rinnovabili e la liquidità del mercato alimentano la domanda di sistemi di accumulo di grandi dimensioni a supporto della rete.

Sistemi di storage installati nel mondo nel 2025 per potenza, area e taglia

MODULI: LA CINA ABOLISCE IL RIMBORSO FISCALE DEL 9% SULL’ESPORTAZIONE

LA MISURA ENTERÀ IN VIGORE DAL PRIMO APRILE 2026. RIDUZIONE AL 6% ANCHE PER LE BATTERIE

La Cina abolisce il rimborso fiscale del 9% sull’esportazione di moduli fotovoltaici. È quanto comunicato dal ministero delle Finanze cinese. La misura entrerà in vigore dal 1° aprile 2026. Secondo i primi feedback di alcuni dei principali produttori di moduli, si ipotizza un incremento dei prezzi a partire dal secondo trimestre dell’anno, anche per l’aumento dei costi delle materie prime a partire dalla fine dello scorso anno. Mentre per i primi mesi del 2026, è possibile una corsa agli acquisti di moduli da esportare entro l’entrata in vigore della misura. Per quanto riguarda le batterie, invece, è prevista una riduzione dal 9% al 6% del rimborso fiscale sulle tecnologie al litio e al redox vanadio. Anche in questo caso, la misura entrerà in vigore a partire dal 1° aprile 2026 fino al 1° gennaio 2027. Dagli inizi del prossimo anno, anche il rimborso fiscale per le batterie sarà abolito.

IL DECRETO AREE IDONEE È STATO PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE

IN VIGORE ANCHE IL DECRETO CHE RECEPISCE LA DIRETTIVA RED III SULLE FONTI RINNOVABILI E CHE RIDEFINISCE GLI OBIETTIVI NAZIONALI PER LE FER AL 2030

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si conclude l’iter di conversione in legge del decreto 21 novembre 2025 n. 175 riferito a Piano Transizione 5.0 e aree idonee. In Gazzetta è stato pubblicato anche il testo coordinato dello stesso decreto, ovvero la versione ufficiale e aggiornata che raccoglie in un unico documento tutte le modifiche, integrazioni e abrogazioni intervenute nel tempo. Infine, è stato pubblicato anche il decreto 9 gennaio 2026 n. 5, che recepisce la direttiva RED III sulle fonti rinnovabili promossa dall’Unione europea. In particolare l’articolo 1 del decreto 21 novembre 2025 n. 175 introduce delle disposizioni in materia di crediti d’imposta Transizione 5.0, confermando le tempistiche di presentazione e soprattutto il cosiddetto “divieto di cumulo”. Infatti molte imprese avevano tentato di sommare il credito d’imposta 5.0 (legato al risparmio energetico) col credito d’imposta 4.0 (legato alla digitalizzazione). La norma di conversione chiede alle imprese di scegliere a quale meccanismo aderire. Il ruolo del GSE non è più solo quello di gestore

della piattaforma per le prenotazioni, ma anche di controllore ispettivo fino a cinque anni dopo l’erogazione del beneficio. Relativamente alle aree idonee, invece, è stata introdotta una specifica riguardo la tutela paesaggistica: mentre il testo originario del decreto spingeva verso una liberalizzazione quasi totale nelle aree idonee, la legge di conversione ribadisce il ruolo delle Sovrintendenze nel caso in cui ci siano vincoli. Resta invece confermata la semplificazione per i vincoli ex lege, dove l’autorizzazione paesaggistica è assorbita nel titolo abilitativo unico nel caso in cui l’impianto rispetti i criteri di integrazione architettonica definiti dai decreti ministeriali attuativi. Si introduce anche il concetto di “area di rispetto” modulata: la distanza dai beni tutelati viene standardizzata per evitare difformità regionali. Inoltre si legge una precisazione sul tema agrivoltaico distinguendolo dal fotovoltaico a terra, spesso accusato di consumo di suolo agricolo: “Per l’installazione di un impianto agrivoltaico, il soggetto proponente si dota di dichiarazione asseverata redatta da un professionista abilitato che attesti che l’impianto è idoneo a conservare almeno l’80 per cento della produzione lorda vendibile. La dichiarazione è allegata al progetto presentato ai sensi dell’articolo 9 e comunque messa a disposizione dell’amministrazione nell’ambito delle attività di controllo”. Infine, in Gazzetta Ufficiale è stata recepita la direttiva RED III sulle fonti rinnovabili promossa dall’Unione europea. Sono stati nello specifico ridefiniti gli obiettivi nazionali per le FER al 2030. Entro quella data, il 39,4% dei consumi energetici nazionali dovrà provenire da fonti green. Si tratta di 9,4 punti percentuali in più rispetto alla precedente direttiva RED II. Il provvedimento tocca tutti i principali settori, entrando nel dettaglio dei nuovi obblighi per edifici, industria, trasporti, comparto delle biomasse e idrogeno. Un capitolo a parte è dedicato alle zone di accelerazione per le FER e all’evoluzione delle Garanzie d’Origine (GO).

CONTACT ITALIA DIVENTA UNA SOCIETÀ PER AZIONI

L’AZIENDA PUNTA A RAFFORZARE ULTERIORMENTE LA PROPRIA SOLIDITÀ ORGANIZZATIVA E FINANZIARIA, COSÌ DA POTER CREARE LE CONDIZIONI PER SUPPORTARE OPERAZIONI DI MAGGIORE ENTITÀ, PARTNERSHIP STRUTTURATE E PROGETTI COMPLESSI RIVOLTI A CLIENTI CORPORATE, OPERATORI INDUSTRIALI E FILIERE PROFESSIONALI

Contact Italia ha completato la trasformazione della propria forma giuridica da S.r.l. a S.p.A.. L’azienda sottolinea che questo è un passaggio che si inserisce in un più ampio percorso di consolidamento e crescita nel mercato B2B dell’energia, del fotovoltaico e dei servizi ad alto valore aggiunto.

Grazie alla nuova forma societaria, Contact Italia punta a rafforzare ulteriormente la propria solidità organizzativa e finanziaria, così da poter creare le condizioni per supportare operazioni di maggiore entità, partnership strutturate e progetti complessi rivolti a clienti corporate, operatori industriali e filiere professionali.

“Contact Italia conferma così la propria strategia di sviluppo orientata a stabilità, affidabilità e capacità di accompagnare il mercato in una fase di profonda evoluzione”, si legge in una nota dell’azienda.

NASCE SUNXT, VENTURE DI FUTURASUN ED ENIVERSE PER LO SVILUPPO DEI MODULI TANDEM PEROVSKITE-SILICIO

LA PRIMA FASE DEL PIANO DI SVILUPPO PREVEDE LA REALIZZAZIONE DI UNA LINEA PILOTA E SUCCESSIVAMENTE UNO SCALE-UP INDUSTRIALE PER LA PRODUZIONE DI PANNELLI A QUATTRO TERMINALI DA IMPIEGARE NEI SETTORI RESIDENZIALE, COMMERCIALE E UTILITY

Dalla collaborazione tra FuturaSun ed Eniverse, corporate venture builder di Eni, nasce SunXT, nuova venture che ha l’obiettivo di sviluppare i pannelli fotovoltaici tandem perovskite-silicio. SunXT evolve dall’esperienza di Solertix, start up deep tech fondata da ricercatori di fama internazionale, tra i primi in Europa a sviluppare celle a perovskite, oggi centro italiano del gruppo FuturaSun focalizzato sul fotovoltaico tandem. Eniverse può valorizzare così la tecnologia su materiali innovativi a perovskite sviluppata internamente in Eni negli anni, combinandola con le competenze, brevetti e il know how di Solertix. Il capitale sociale di SunXT è detenuto al 56,1% da FuturaSun e al 43,9% da Eniverse. La prima fase del piano di sviluppo di SunXT prevede la realizzazione di una linea pilota e successivamente uno scale-up industriale per la produzione di pannelli a quattro terminali da impiegare nei settori residenziale, commerciale e utility. Questa soluzione nasce per migliorare gli attuali moduli in silicio, offrendo maggiore efficienza, versatilità e competitività.

L’architettura bifacciale a quattro terminali accoppia un modulo a perovskite con un tradizionale modulo in silicio, massimizzando l’assorbimento della luce solare e la sua conversione in energia elettrica.

Inquadra il QR Code o clicca sopra per leggere il testo in Gazzetta Ufficiale

Solplanet: La soluzione completa per l’energia solare

Inverter ibrido monofase

Residenziale

Inverter trifase ibrido

Commerciale e Industriale Batteria ad alta tensione Batteria a bassa tensione

Affidati a Solplanet

Solplanet offre una soluzione completa e integrata per impianti fotovoltaici residenziali, commerciali e industriali.

Dalla produzione allo stoccaggio, fino al consumo intelligente dell’energia, integriamo e ottimizziamo tutti i componenti del tuo impianto solare per garantire massime prestazioni, affidabilità e semplicità di gestione.

Il team Solplanet Italia, composto da professionisti con esperienza nel settore, fornisce assistenza tecnica e supporto locale, progettati per offrire soluzioni rapide, efficaci e personalizzate.

Siamo sempre disponibili tramite assistenza telefonica dedicata, per accompagnarti in ogni fase del progetto.

Per maggiori informazioni, potete contattarci tramite: sales.ita@solplanet.net

AEROCOMPACT EUROPE

INAUGURA UNA NUOVA SEDE IN PROVINCIA DI PADOVA

Aerocompact Europe Gmbh ha inaugurato il nuovo showroom italiano in provincia di Padova. La sede consiste in un open space di oltre 200 metri quadrati suddiviso in diverse aree tematiche.

In particolare è allestita un’area corsi completa di TV, oltre a una zona riunioni e a uno spazio espositivo dedicato a tutti i prodotti Aerocompact. Qui sono esposte le soluzioni per tetti piani (Compactflat SN2 FAST, S_Base, SN2, SN2 Q Plus), quelle per lamiera (Compactmetal) e per tegole (Compactpitch). Le postazioni di lavoro sono all’avanguardia, con tavoli che permettono di lavorare seduti o in piedi. Infine è prevista anche un’area dedicata ai coffee beak.

La nuova sede di Aerocompact Europe Gmbh si trova in via Marco Polo 7 ad Albignasego, in provincia di Padova.

ITALIA

SOLARE: IL 4 MARZO A KEY DI RIMINI TORNA LA SESTA EDIZIONE DEL FORUMTECH

Il prossimo 4 marzo 2026 a Rimini, in occasione della fiera KEY – The Energy Transition Expo, si terrà la sesta edizione del ForumTech di Italia Solare. Una giornata articolata in diverse sessioni, durante le quali si parlerà delle tecnologie per il fotovoltaico e delle prospettive per la manifattura fotovoltaica nel nostro Paese. Sarà poi dato spazio anche alle regole Nzia per il FER X. Altre sessioni saranno dedicate all’applicazione dell’intelligenza artificiale nei vari ambiti del fotovoltaico. Durante il pomeriggio si parlerà anche di normative ambientali e fine vita, che rappresentano delle nuove sfide per la filiera. Spazio infine all’agrivoltaico, con esperienze dirette degli operatori e un’analisi delle prospettive regionali. “Durante il ForumTech 2026”, si legge in una nota di Italia Solare, “esperti, imprese, ricercatori e rappresentanti istituzionali si confronteranno sulle innovazioni tecnologiche e sulle soluzioni operative oggi stimolate dai principali meccanismi di supporto e dai nuovi assetti regolatori, tra cui FER X, Macse, Cacer e Raee. L’obiettivo è offrire una lettura chiara e aggiornata di come incentivi, norme e regolazione stiano influenzando lo sviluppo tecnologico del fotovoltaico, dall’efficienza degli impianti all’integrazione nelle infrastrutture esistenti”.

WATTKRAFT OTTIENE LA CERTIFICAZIONE HUAWEI CSP 5 STARS E INSTALLA IN PROVINCIA DI BARI UN SISTEMA DI ACCUMULO DA 4,5 MWH

SOLAR SOLUTIONS TORINO CAMBIA NOME IN SUSTAINABLE SOLUTIONS TORINO

Solar Solutions Torino, kermesse dedicata all’energia rinnovabile che nel 2026 si terrà il 12 e 13 novembre al Lingotto Fiere, cambia nome in Sustainable Solutions Torino.

La nuova denominazione è in linea con l’evoluzione della manifestazione verso un’esposizione più ampia di tecnologie per la transizione energetica. Il focus dell’evento sarà su fotovoltaico, accumulo, ricarica per veicoli elettrici e climatizzazione green. In particolare sarà mantenuta la formula che ha caratterizzato il successo della prima edizione, con l’obiettivo di offrire ancora più spazio al networking, alle novità e alla visibilità dei brand presso il pubblico dei professionisti.

Inoltre Sustainable Solutions Torino 2026 si terrà in concomitanza con Restructura, il principale salone torinese dedicato a ristrutturazione, recupero e rigenerazione edilizia, in programma dal 12 al 14 novembre sempre presso Lingotto Fiere. Questa collaborazione strategica intende creare un dialogo tra il mondo dell’energia e quello delle costruzioni, generando nuove opportunità di innovazione, sviluppo e crescita condivisa.

Wattkraft ha ottenuto da Huawei il riconoscimento CSP 5 stars, che rappresenta il massimo livello previsto dal programma di partnership del brand asiatico. Con questa certificazione, Wattkraft viene riconosciuta come uno dei partner più affidabili e autorevoli dell’ecosistema Huawei, confermando la qualità, la continuità e la competenza che l’azienda offre a supporto di clienti, installatori e partner. «Raggiungere le 5 stelle significa essere riconosciuti per standard di servizio ai massimi livelli», afferma Giovanbattista Napolitano, technical director Southern Europe di Wattkraft. «Per noi non è solo un risultato: è un impegno concreto verso clienti e partner, per garantire supporto, continuità e presenza sul territorio con la qualità che ci viene richiesta ogni giorno». La certificazione CSP 5 stars attesta che i clienti e partner di Wattkraft possono contare su un’assistenza pre e post-vendita più solida e continuativa, oltre a un supporto rapido e strutturato in grado di ridurre i tempi di gestione e gli imprevisti. Mentre la formazione costante offerta a installatori e partner garantisce di lavorare riducendo gli errori e aumentando l’efficienza. Wattkraft ha inoltre comunicato che a gennaio è stato installato a Conversano, in provincia di Bari, il primo sistema di accumulo Huawei Luna da 4,5 MWh sul territorio italiano. Il progetto è stato realizzato dall’EPC Novaenergy Srl di Polignano a Mare (BA) con il supporto dei professionisti e dei tecnici di Wattkraft Italia. Il sistema storage è integrato a un impianto fotovoltaico da 1,7 MWp. Quest'ultimo sorge sulla copertura di un capannone della ditta Pregis SPA con l’obiettivo di massimizzare l’autoconsumo. «La realizzazione di un sistema di accumulo di queste dimensioni con Novaenergy non è solo una questione di hardware, ma soprattutto di competenza», ha commentato Andrea Lugli, solution & service engineer di Wattkraft Italia. «L’installazione del Bess Huawei da 4,5 MWh in Italia ha richiesto un approccio strutturato e un know-how specifico, che il nostro team ha messo in campo in ogni fase del progetto: dal supporto tecnico in pre-sales alla progettazione, fino al commissioning e all’assistenza post-sales». Secondo l’ingegnere di Wattkraft, è proprio questo lavoro di squadra che permette all’azienda di trasformare soluzioni tecnologicamente avanzate in sistemi affidabili e realmente operativi nel tempo. «Essere l’unico partner CSP 5Stars in Italia significa proprio questo: non limitarsi a fornire tecnologia, ma trasformare l’innovazione in realtà operativa garantendo affidabilità nel tempo. In un mercato come quello italiano, lo storage non è più un’opzione, ma l’elemento abilitante per la stabilità della rete e la vera indipendenza energetica», conclude Andrea Lugli.

Inquadra il QR Code o clicca sopra per per guardare il video dedicato all'installazione di Conversano

BRAND OF CONTACT ITALIA

Le zavorre GB Solar, brand di Contact Italia, sono realizzate da un ricercato compound in calcestruzzo e armate con una doppia anima in acciaio che conferisce alle zavorre, robustezza e durabilità, ottimizzata per il sostegno di moduli fotovoltaici.

MANEGGEVOLEZZA

Il design delle zavorre è studiato per semplificare la movimentazione in copertura, grazie a una geometria funzionale, alla presa e al posizionamento, garantendo stabilità e sicurezza durante le fasi di installazione.

RIGIDITÀ E STABILITÀ

L’armatura presente nella zavorra, conferisce alle zavorre GB Solar un’elevata resistenza alle sollecitazioni durante le fasi di trasporto e di movimentazione in copertura, nonché ai carichi a cui i moduli sono sottoposti durante l’intero ciclo di vita.

FLESSIBILITÀ DI DESIGN

Il design modulare del sistema permette un’elevata flessibilità progettuale, rendendo possibile l’ottimizzazione della configurazione in funzione delle caratteristiche della copertura, delle azioni ambientali e dei requisiti strutturali dell’impianto.

SOLITEK LANCIA LA GAMMA DI MODULI SOLID PER IL FER X NZIA

SoliTek ha ampliato la propria offerta introducendo la nuova gamma di moduli

Solid Series Framed White, esplicitamente contrassegnati come “Suitable for FER X Nzia program”, quindi sviluppati specificamente per soddisfare i criteri di ammissibilità al FER X Nzia. Questa misura richiede moduli che combinano celle solari non cinesi e almeno un ulteriore componente del modulo non cinese, insieme a un’elevata potenza nominale e a garanzie di prestazione di lungo periodo. Con questo lancio, SoliTek amplia il proprio portafoglio per il mercato utility scale italiano con moduli che consentono a sviluppatori ed EPC italiani di partecipare ai prossimi bandi senza rischi legati alla conformità della filiera. Nello specifico la gamma Solid di SoliTek comprende il modulo Solid Framed B120 650 W con potenza di 650 Wp, efficienza pari al 22,97% e basato su tecnologia bifacciale N-type TOPcon. A questo si affianca il Solid Framed B132 720 W nella versione da 720 Wp che offre una potenza superiore proprio per l’utilizzo in impianti utility scale che richiedono la massima densità di potenza. Basato su tecnologia bifacciale N-type TOPcon, il modulo raggiunge un’efficienza del 23,18%.

CERTIFICATA LA COMPATIBILITÀ TRA I PRODOTTI TIGO FLEX MLPE E GLI INVERTER IBRIDI DI WECO

Tigo Energy ha firmato un certificato di compatibilità con Weco. La certificazione attesta la compatibilità tra gli ottimizzatori Tigo Flex Mlpe e gli inverter ibridi di Weco. Questa attestazione interessa alcuni modelli Weco monofase e trifase e i prodotti delle famiglie TS4-A e TS4-X di Tigo. Queste soluzioni sono pensate per lavorare insieme e offrire un sistema capace di produrre e gestire in modo più efficiente l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico, rispondendo alle esigenze tipiche del mercato residenziale.

L’utilizzo della tecnologia Mlpe di Tigo in abbinamento a inverter ibridi migliora le prestazioni dell’impianto, in particolare quando sono presenti ombreggiamenti parziali, disallineamenti tra moduli o vincoli tipici delle coperture residenziali. L’ottimizzazione a livello di modulo rende più efficienti e versatili gli impianti fotovoltaici, e garantisce una produzione stabile anche in condizioni non ideali.

DA TEKNOMEGA LE NUOVE STAFFE BASCULANTI PER COPERTURE IN LAMIERA GRECATA

Teknomega ha ampliato la propria gamma di soluzioni di sistemi di montaggio per il fotovoltaico introducendo le nuove staffe basculanti per coperture in lamiera grecata. Queste staffe sono progettate per rispondere alle esigenze di flessibilità, efficienza e semplicità di installazione.

Le nuove staffe, grazie alle tre diverse altezze disponibili (37, 92 e 142 millimetri), permettono di ottenere diversi gradi di inclinazione dei moduli fotovoltaici a seconda delle caratteristiche dell’impianto.

Queste soluzioni di Teknomega sono utilizzabili sia su tetti con lamiera grecata piana sia con lamiera grecata curva. Quindi grantiscono un’elevata versatilità applicativa in ambito industriale e commerciale. Inoltre, le staffe possono supportare l’installazione dei moduli anche in configurazione est/ovest, una scelta sempre più diffusa per migliorare la distribuzione della produzione energetica durante l’arco della giornata.

RINNOVABILI E STORAGE: PROGETTI E NUOVI ALLACCI

la centrale, che ha previsto un finanziamento da 76 milioni di euro, verrà utilizzato per la produzione di mandorle, olive, piante aromatiche, frumento, foraggi nonché per il pascolo apistico e l’allevamento di pecore da latte. I lavori per la realizzazione dell’impianto agrivoltaico sono stati avviati a giugno 2025, con il completamento previsto per giugno 2026.

Nuovo impianto agrivoltaico Progetto 255 MWp Vizzini, Sicilia European Energy Il progetto agrivoltaico di Vizzini, che rientra nel FER X Transitorio,

PIEMONTE: UN BANDO PER INCENTIVARE GLI INVESTIMENTI PRODUTTIVI

IL NUOVO BANDO PROMOSSO DALLA REGIONE METTE A DISPOSIZIONE 20 MILIONI DI EURO PER INCENTIVARE L’AVVIO DI NUOVE IMPRESE AGRICOLE SUPPORTANDO INVESTIMENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO COME L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI

La Regione Piemonte ha attivato una misura strutturata a sostegno degli investimenti produttivi delle imprese, finanziata nell’ambito del Programma Regionale Fesr 2021–2027, che può includere anche impianti fotovoltaici per autoconsumo, purché inseriti all’interno di un progetto industriale più ampio.

Il bando, denominato “Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio”, non nasce come incentivo esclusivo per le rinnovabili, ma rappresenta uno strumento di particolare interesse per le imprese che intendono realizzare o ampliare unità produttive in Piemonte, integrando il fotovoltaico come componente accessoria dell’investimento. Il budget del bando è di 45 milioni di euro.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese e le imprese a media capitalizzazione, che si configurano come imprese non ancora attive in Piemonte che intendono avviare una nuova unità produttiva; imprese già presenti che realizzano un nuovo investimento iniziale sul territorio regionale; imprese che intendono reinsediarsi in Piemonte dopo una precedente delocalizzazione.

Le imprese devono risultare iscritte da almeno due anni al Registro delle Imprese, essere in possesso di almeno un bilancio approvato e disporre di sedi operative o unità locali in Piemonte in aree a destinazione produttiva. Il codice Ateco dell’unità interessata non deve rientrare tra quelli esclusi dal bando.

TIPOLOGIA DI AGEVOLAZIONE

Il sostegno indicato nel Bando A, finanzia i progetti di investimento produttivo, ed è basato su una combinazione di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto.

In particolare il finanziamento agevolato può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, con una quota di risorse pubbliche pari al 70% a tasso zero e una quota bancaria pari al 30%. Il contributo a fondo perduto, riservato alle PMI, è riconosciuto nei limiti dell’intensità massima di aiuto prevista

indicato nel bando e solo se l’importo supera i 500 euro. Sono previste premialità che consentono un incremento della quota di contributo a fondo perduto in presenza, ad esempio, di rating di legalità, certificazioni ambientali, rating ESG o interventi di recupero di siti dismessi.

AMMESSO ANCHE IL SOLARE

Gli impianti fotovoltaici sono finanziabili solo se accessori al progetto di investimento principale. Il bando ammette infatti l’acquisto di impianti fotovoltaici nel limite massimo del 20% delle spese am-

missibili complessive, e solo se funzionali all’attività produttiva oggetto dell’investimento. Il fotovoltaico può quindi rientrare, ad esempio, in progetti di realizzazione di una nuova unità produttiva; ampliamento della capacità produttiva di un sito esistente; diversificazione dell’attività industriale.

SPESE AMMISSIBILI

Tra le spese finanziabili rientrano acquisto di macchinari e attrezzature produttive; impianti e componenti funzionali all’attività, inclusi gli impianti fotovoltaici nei limiti previsti; installazione e opere edili strettamente connesse agli impianti; software, hardware e licenze; progettazione, studi di fattibilità e sviluppo del progetto; opere di ristrutturazione e riqualificazione di edifici produttivi.

Per maggiori informazioni gli esperti di Muffin sono a disposizione inquadrando il QR code

SolareB2B ha avviato una collaborazione con Muffin, un’azienda specializzata nella gestione del ciclo completo di finanza agevolata. Muffin supporta aziende e consulenti a cercare, ottenere e rendicontare bandi di finanza agevolata attraverso una piattaforma digitale ed una rete di oltre 200 consulenti certificati. (www.getmuffin.io).

L’importo minimo del progetto varia in base alla dimensione dell’impresa, mentre il massimale dei costi ammissibili è fissato in 3 milioni di euro.

Tempistiche e procedura

Le domande possono essere presentate dal 3 febbraio 2026 alle ore 9:00 fino al 10 settembre 2026 alle ore 12:00, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.

La procedura è valutativa a sportello, con istruttoria in ordine cronologico di presentazione. La domanda deve essere presentata prima dell’avvio dell’investimento e prevede, già in fase iniziale, l’allegazione della delibera bancaria e dei preventivi.

A CURA DI MUFFIN

MICHELE CITRO, REGIONAL MANAGER ITALIA E SUD-EST EUROPA DI JA SOLAR

JA SOLAR HA APPENA CHIUSO IL 2025 CON UNA CRESCITA DELLE VENDITE DEL 10% IN EUROPA E ITALIA, DOVE GRAZIE AL CANALE DELLA DISTRIBUZIONE È RIUSCITA A GUADAGNARE QUOTE DI MERCATO NEI

PROGETTI FV TRA 1 E 10 MWP. OLTRE ALLA PRODUZIONE DI MODULI E ALLA CONTINUA RICERCA E SVILUPPO DI TECNOLOGIE INNOVATIVE, L’AZIENDA È PRONTA A GUADAGNARE TERRENO CON L’OFFERTA DI SISTEMI DI ACCUMULO PER I SEGMENTI C&I E UTILITY SCALE. «L’OBIETTIVO È CRESCERE IN TERMINI DI VOLUMI, MA SOPRATTUTTO MIGLIORARE LA MARGINALITÀ», DICHIARA

MICHELE CITRO, REGIONAL MANAGER ITALIA & SUD-EST EUROPA. «PER FARLO, È FONDAMENTALE CHE IL SETTORE TORNI A GENERARE PROFITTI DA REINVESTIRE NELLE SFIDE TECNOLOGICHE CHE CI ATTENDONO»

PREZZI, TECNOLOGIE E BESS: 2026, ANNO DI SVOLTA

Ètempo di bilanci e obiettivi in casa JA Solar. Dopo un 2025 che la stessa azienda definisce come “anno positivo” per i risultati raggiunti in Europa e Italia, è giunto il momento di guardare all’anno appena iniziato per continuare a crescere e a confermarsi tra i più importanti produttori di moduli al mondo. Per farlo, JA Solar parte da tre elementi: moduli, innovazione tecnologica e Bess. Solo in questo modo, secondo quanto racconta Michele Citro, regional manager Italia e sud-est Europa, è possibile tornare a generare quei profitti utili agli investimenti in ricerca e sviluppo nelle tecnologie cruciali per la transizione energetica. Dopo mesi caratterizzati dalla feroce battaglia sui prezzi dei moduli, per JA Solar è questo uno degli elementi cardine per i prossimi anni.

«In termini di volumi, il 2025 è stato un anno positivo per JA Solar in Europa e in Italia, con una crescita complessiva di circa il 10%. In Italia, in particolare, il contributo principale è arrivato dal segmento della distribuzione, con numerosi progetti tra 1 e 10 MWp sviluppati attraverso questo canale. Allo stesso tempo, non sono mancate forniture nel segmento utility scale, che hanno portato a quasi 1,5 GWp di moduli JA Solar consegnati sul mercato italiano, pari a circa il 10% delle vendite europee».

E per il 2026?

«L’obiettivo è continuare a crescere in termini di volumi, ma soprattutto di migliorare la marginalità. Il

«Stiamo assistendo a un vero cambio di paradigma. La corsa all’aumento indiscriminato della capacità produttiva può a mio avviso considerarsi conclusa. È stata però una fase necessaria per rendere il fotovoltaico la fonte energetica più competitiva a livello globale»

2025 è stato un anno complesso per l’intero settore, con perdite diffuse tra i principali produttori di moduli. Per continuare a offrire prodotti di qualità a prezzi competitivi, è fondamentale che il settore torni a generare profitti da reinvestire nelle sfide tecnologiche che ci attendono». Quali sono le sfide che secondo lei il mercato del solare dovrà affrontare?

«Le sfide non sono mai mancate in questo settore e sicuramente non mancheranno in futuro. Oggi la più rilevante è garantire la sostenibilità finanziaria della parte upstream della filiera fotovoltaica, inclusi i produttori di moduli, dopo anni di crollo dei prezzi. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 abbiamo assistito a un aumento significativo dei costi di produzione, in particolare per alcune materie prime, come il silicio, e per i processi di metallizzazione, come la pasta d’argento. Parallelamente, è in corso una razionalizzazione della capacità produttiva, con la dismissione delle linee più datate per aggiornare gli impianti e continuare a migliorare le efficienze, sia a livello di celle sia di moduli.

A questo si aggiunge che, a partire dal 1° aprile 2026, tutti i moduli esportati dalla Cina non beneficeranno più delle attuali agevolazioni fiscali, a seguito della cancellazione del rimborso IVA del 9%. In termini pratici, ciò si tradurrà in un ulteriore aumento dei prezzi di vendita dei moduli, dovuto all’incremento della struttura dei costi per i produttori». Quali sono i macro trend a livello globale per quanto riguarda capacità produttiva e tecnologia? «Partendo dal punto di vista tecnologico, ambito che rappresenta la mia prima competenza avendo iniziato 20 anni fa come ricercatore, il settore fotovoltaico ha sempre vissuto fasi di transizione, con nuove tecnologie che progressivamente sostituiscono le precedenti: dal BSF al selective emitter, poi il Perc e oggi il TOPcon».

E per il futuro?

«In futuro vedremo sempre più spesso la coesistenza di più tecnologie. Il TOPcon rappresenta oggi e nel medio termine la tecnologia mainstream, ma sarà affiancato da soluzioni come il back contact e l’eterogiunzione. In questo contesto, JA Solar introdurrà a breve nella propria offerta moduli per installazioni su tetto basati su tecnologia back contact di sua proprietà (Hypergen), ampliando ulteriormente il proprio portafoglio. Nel lungo periodo, invece, il game-changer sarà rappresentato dalle celle tandem, con efficienze superiori al 30%, anche se serviranno ancora diversi anni prima di una loro diffusione su larga scala. Anche in questo caso, nella fase iniziale, più tecnologie convivranno».

E sulla capacità produttiva cosa mi dice?

«Stiamo assistendo a un vero cambio di paradigma. La corsa all’aumento indiscriminato della capacità produttiva può a mio avviso considerarsi conclusa. È stata però una fase necessaria per rendere il fotovoltaico la fonte energetica più competitiva a livello globale, come dimostrano gli investimenti nella produzione di elettricità degli ultimi anni. Nel corso del 2026 assisteremo ad una riduzione della capacità produttiva complessiva, la quale non potrà essere doppia rispetto alle stime sulle nuove installazioni annuali. In sintesi: efficienza e qualità diventeranno molto più importanti della quantità».

Non sono quindi previsti piani di espansione per JA Solar?

«L’espansione va intesa in questa nuova ottica. Per JA Solar significa aggiornare le linee produttive TOPcon con la nuova generazione DeepBlue 5.0, che consente di raggiungere efficienze di modulo superiori al 24% e valori di bifaccialità oltre l’85%. Allo stesso tempo, con l’introduzione della nostra tecnologia back contact Hypergen, puntiamo a rafforzare la nostra presenza nel segmento degli impianti su tetto, rispondendo alle esigenze di applicazioni residenziali e commercia-

La scheda

NEL MONDO

Sede centrale: Pechino

Anno di fondazione: 2005

Numero Paesi coperti: 180

Numero dipendenti: 30.000+

Capacità produttiva: ~ 80 GWp

Spedizioni cumulative: ~ 330 GW

IN EUROPA

Ragione sociale: JA Solar GmbH

Indirizzo sede: Bauhausplatz 4-6, 80807, Monaco di Baviera, Germania

Responsabile Europa: Alastair Mounsey

Country manager Italia: Michele Citro

Numero dipendenti: 100+

Aree operative in Italia: Nord, Centro, Sud e Isole

Numero distributori partner: 8

li dove l’estetica è un fattore chiave. Per il segmento utility scale, invece, il TOPcon continuerà a essere la tecnologia di riferimento, avendo rappresentato nel 2025 oltre l’80% delle vendite globali».

Da quali mercati pensa arriverà la spinta più importante delle vendite?

«La Cina resta il mercato principale, con circa il 50% delle vendite globali. In Europa, dopo la Germania, l’Italia gioca un ruolo sempre più importante, anche in virtù delle aste FER X, che prevedono quasi 10 GW di nuova capacità nel breve termine. La crescita più rilevante è attesa anche nell’Europa orientale, in particolare nei Paesi balcanici, che fanno parte della regione che gestisco».

Qual è la strategia di JA Solar?

«La strategia di JA Solar è quella di mantenere un ruolo di riferimento a 360° offrendo soluzioni tecnologicamente avanzate per ogni tipo di applicazione. Non solo impianti mainstream, ma anche segmenti specifici come floating PV, agrivoltaico e installazioni in ambito aeroportuale. A questo si affianca anche la volontà dell’azienda di affermarsi sempre di più come player di riferimento nel mercato dello storage».

Avete infatti fatto il vostro debutto nel mercato dello storage. Ci racconti…

«Per il 2026, JA Solar ha deciso di concentrarsi inizialmente sul segmento C&I con JA Planet. Si tratta di una soluzione AC-coupled da 125 kW/261 kWh, con uscita a 400 V AC, che consente il funzionamento in parallelo fino a 20 unità, raggiungendo una potenza complessiva di 2,5 MW e una capacità di 5,2 MWh. Questo mercato offre interessanti opportunità, anche alla luce del contesto italiano fatto di incentivi, ZES e Industria 5.0. Allo stesso tempo, abbiamo ampliato il portafoglio con soluzioni utility scale e stiamo valutando attentamente le opportunità più adatte a noi. La selezione dei progetti è fondamentale: vogliamo costruire referenze solide, in grado di trasmettere fiducia al mercato».

Perché per voi è cruciale?

«La fiducia, insieme al supporto al cliente fin dalle prime fasi di progettazione, è un elemento centrale della nostra strategia. Nel 2025 abbiamo già sviluppato alcuni progetti nel Sud Italia per alcune decine di MWh, tra cui impianti a servizio di un’industria e di una grande struttura ricettiva, oltre a un progetto di repowering di un impianto fotovoltaico da 2 MWp con Bess per realizzare peak shaving».

Le vostre soluzioni per l’accumulo sono già disponibili?

«Come dicevamo, abbiamo ufficialmente lanciato JA Planet per il segmento C&I. Nella seconda metà dell’anno saremo pronti anche con JA Galaxy, la soluzione per il mercato utility-scale da 5 MWh. Al momento non ci focalizziamo sul residenziale in Europa, un segmento già molto saturo e con prospettive di crescita più limitate. Un elemento chiave per il successo rimane comunque la presenza di una rete di partner qualificati per l’assistenza al cliente: non solo il prodotto, ma anche il servizio è determinante per costruire fiducia».

Da quali Paesi partiranno le vendite?

«Oltre all’Italia, per quanto riguarda lo storage, siamo attivi in Germania, Spagna, Regno Unito, Olanda e Polonia, con l’obiettivo di ampliare progressivamente la nostra presenza su tutto il continente. Disponiamo infatti di tutte le certificazioni necessarie per operare in tutta Europa».

Restando sul mercato italiano, in termini di vendite e cosa aspettarsi per il 2026 con lo storage?

«L’obiettivo è quello di crescere in modo significativo. Senza entrare nel dettaglio dei numeri, le prospettive sono di completare con successo centinaia di installazioni sul territorio nazionale, in particolare grazie al supporto dei nostri distributori che decideranno di rafforzare la partnership con JA Solar anche nel settore Bess nel segmento commerciale e industriale».

Da quali segmenti pensa arriverà la spinta più importante?

«In Italia, strumenti come il Macse e il Capacity Market hanno dato una forte spinta allo sviluppo del Bess. Al di fuori di questi meccanismi, il segmento C&I potrebbe riservare sorprese, anche grazie alle nuove tempistiche proposte recentemente da Arera per l’adeguamento al CCI. Inoltre, JA Planet può funzionare come compensatore statico di reattiva, generando ulteriori benefici economici per il cliente finale e spingendo lo sviluppo del settore ulteriormente».

Quali saranno i principali driver di crescita del solare in Italia?

«Per la parte moduli, le aste del FER X Transitorio rappresentano sicuramente il driver principale in termini di volumi, anche se la parte Nzia ha sollevato diversi dubbi su come sia stato deciso il suo implemento. In ogni caso il fotovoltaico gioca un ruolo sempre più importante nel mix energetico italiano e non è possibile tornare indietro e sicuramente non c’è necessità di alcuna forma di incentivazione. Diverso è il discorso per la parte Bess». Perché?

«In questa fase, nel segmento C&I, gli incentivi possono aiutare a superare una latente diffidenza in merito al tempo di rientro dell’investimento. Nel medio e lungo periodo, invece, lo storage rappresenta proprio il driver principale per accelerare la transizione energetica in Italia e portare il fotovoltaico ad essere la principale fonte di elettricità. Questo permetterà quindi di ridurre i costi dell’energia, migliorare la stabilità della rete ed avere una completa indipendenza dalle fonti fossili».

L’AZIENDA

UFFICIALMENTE LANCIATO IL SISTEMA DI

JA PLANET

Sono previsti accordi, ingressi nel team o nuove aperture in Italia?

«Attualmente il team JA Solar Italia è composto, oltre che da me, da Marco Mattia, sales manager distribuzione; Edoardo Pulvirenti, sales manager utility scale; Francesco Liuzza, team lead module pre sales; Alessandro Labella, technical pre sales manager ESS; Gianluca Michieletto, marketing & communications manager. A supporto operano per il mercato italiano anche diversi colleghi dai nostri uffici internazionali di Monaco, Madrid e Pechino che si occupano di importanti tematiche come Sales Operations, ESG, revisione contratti. Il prossimo mese è previsto inoltre l’ingresso di una nuova figura senior molto conosciuta nel settore completamente dedicata al segmento storage per l’Italia».

Un’ultima battuta su come garantire la crescita del mercato del fotovoltaico in Italia… «La crescita del mercato fotovoltaico in Italia, e più in generale in Europa, non può basarsi esclusivamente sul prodotto. Per JA Solar, alla qualità tecnologica è essenziale affiancare anche affidabilità, solidità industriale e fiducia del cliente. Questo si traduce in una presenza stabile sul mercato, in un supporto tecnico qualificato e nella capacità di garantire continuità nel tempo. In un contesto sempre più competitivo, JA Solar ritiene che la differenza non sia data solo dall’efficienza di un modulo o di un sistema di accumulo, ma dalla capacità di affiancare il cliente lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto, dalla fase di progettazione fino all’operatività. È su questi principi che vogliamo contribuire a una crescita sana e duratura del fotovoltaico in Italia».

«La crescita del mercato fotovoltaico in Italia non può basarsi esclusivamente sul prodotto. Per JA Solar, alla qualità tecnologica è essenziale affiancare anche affidabilità, solidità industriale e fiducia del cliente. Questo si traduce in una presenza stabile sul mercato, in un supporto tecnico qualificato e nella capacità di garantire continuità nel tempo»

IL SEGMENTO C&I. NELLA SECONDA METÀ DELL’ANNO, INVECE, LANCERÀ LA SOLUZIONE BESS JA GALAXY DA 5 MWH PER IL SEGMENTO UTILITY SCALE UNA PARTE DEL TEAM ITALIANO DI JA SOLAR: DA SINISTRA MARCO MATTIA, SALES MANAGER DISTRIBUZIONE; GIANLUCA MICHIELETTO, MARKETING & COMMUNICATIONS MANAGER; EDOARDO PULVIRENTI, SALES MANAGER UTILITY SCALE; MICHELE CITRO, REGIONAL MANAGER ITALIA E SUD EST EUROPA

FV RESIDENZIALE: È FINITA LA CONVALESCENZA

DOPO GLI ANNI FEBBRILI DEL SUPERBONUS E DOPO IL CALO REGISTRATO CON LA FINE DELLA MAXI AGEVOLAZIONE, NEL 2025 SI È ARRESTATA LA CADUTA DELLA TAGLIA DOMESTICA, CHE SI È STABILIZZATA CON UN TOTALE CONNESSO DI 1,3 GW LO SCORSO ANNO, IL 20% CIRCA DEL TOTALE ALLACCIATO. LA SITUAZIONE NON È TANTO PENALIZZATA DAI VOLUMI QUANTO DAI MARGINI. SERVE INFATTI USCIRE IL PRIMA POSSIBILE DALLA BATTAGLIA DEI PREZZI: OGGI IN ITALIA CI SONO OPERATORI CHE SI PRESENTANO CON OFFERTE A BASSO COSTO, CON UN IMPATTO NEGATIVO SULLA QUALITÀ DEI PROGETTI E SULLE MARGINALITÀ DI CHI DA ANNI SI CONCENTRA SU QUESTO SEGMENTO CON UN’OFFERTA DI VALORE. SERVIZI E APPROCCIO CONSULENZIALE SONO LE DUE CHIAVI PER USCIRE DALL’EMPASSE

DI MICHELE LOPRIORE

Nell’ultimo anno in Italia ha tenuto banco il tema del rallentamento degli impianti fotovoltaici di taglia residenziale, soprattutto per effetto della fine del Superbonus che ha raffreddato la domanda da parte di nuovi potenziali clienti finali, abituati alle logiche degli impianti “a costo zero”. Lo confermano intanto i numeri: se si analizza il 2025, i nuovi allacci in ambito domestico, per un totale di 1,3 GW, hanno registrato una flessione del 23% rispetto allo stesso periodo del 2024, con un’ulteriore riduzione della quota sull’allacciato che è passata dal 24,4% al 20% (pensare che nel 2022 la quota del domestico sul totale allacciato era del 50%). Se si prende poi in considerazione il periodo compreso tra gennaio e dicembre 2025 con gennaio-dicembre 2023, e quindi l’anno durante il quale il Superbonus ha espresso il suo pieno potenziale, il calo dei nuovi impianti di taglia residenziale è ancora più marcato, con una flessione del 43,3%. Analizzando attentamente i numeri emerge, però, un aspetto significativo, che porta a interrogarsi ancora più attentamente sullo stato di salute di questo segmento: il residenziale è ancora così sofferente? Possiamo invece dire che la taglia domestica sia oggi tornata a una certa stabilità? La prima risposta arriva proprio dai numeri: confrontando il 2025 con l’andamento del segmento domestico prima dell’esplosione della bolla del Superbonus (periodo compreso quindi tra metà 2022 e il primo semestre del 2024) è possibile notare come nel corso

del 2025 la taglia domestica non solo abbia arrestato il calo dei mesi precedenti, ma registri anche un incremento dei volumi. Nel primo semestre del 2025 in Italia si è installato il 53% in più rispetto al primo semestre del 2022 come numero di impianti, e il 63% in più come potenza. La seconda risposta arriva dal mercato. Secondo quanto raccontato da alcuni dei principali distributori e installatori attivi in questo segmento, il 2025 è stato un buon anno, soprattutto in termini di volumi.

«Il 2025 è stato un anno molto positivo per il fotovoltaico di taglia residenziale, almeno per quanto riguarda le installazioni realizzate nel corso dell’anno grazie ai nuovi contatti che abbiamo raggiunto tramite canale distributivo, passaparola e call center», dichiara Manuel Ninzola, titolare della società di installazione lombarda MN Solution Srl. «Un anno che ci conferma quanto la fiducia e la reputazione siano centrali nel mercato domestico».

Cosa aspettarsi invece dal nuovo anno e quali fattori permetteranno agli impianti fotovoltaici di taglia domestica di crescere? «Il 2026, a mio avviso, cambierà poco rispetto al 2025», dichiara Giuseppe Maltese, direttore commerciale di Energia Italia. «Non mi aspetto contrazioni, ma nemmeno una vera crescita. Il segmento residenziale rimarrà stabile. Eventuali segnali positivi potrebbero arrivare da una maggiore consapevolezza delle famiglie italiane, indipendentemente dalle forme di incentivo. È vero infatti che la detrazione fiscale aiuta, ma è uno strumento che ormai tutti hanno assimilato. La vera leva è la consapevolezza delle famiglie in merito ai vantaggi del solare».

Paolo Panighi, Ceo di Elfor, ha aggiunto: «Il segmento residenziale continuerà ad avere un suo spazio e una sua logica di mercato. È però necessario dimenticare i numeri del Superbonus: non erano numeri reali, ma drogati da una misura straordinaria. Oggi il mercato sta tornando su dimensioni più realistiche». E ancora, Mario Micali, titolare della società di installazione Carboff di Milano, ha aggiunto: «Nel 2025 abbiamo chiuso il fatturato in linea con il 2024: abbiamo registrato un incremento delle installazioni realizzate,

HANNO DETTO

“SEGMENTO STABILE ANCHE NEL 2026”

Giuseppe Maltese, direttore commerciale di Energia Italia «Per il 2026 non mi aspetto una contrazione del segmento domestico, ma nemmeno una vera crescita. Il residenziale rimarrà stabile. Eventuali segnali positivi potrebbero arrivare da una maggiore consapevolezza delle famiglie italiane, indipendentemente dalle forme di incentivo. È vero infatti che la detrazione fiscale aiuta, ma è uno strumento che ormai tutti hanno assimilato. La vera leva è la consapevolezza delle famiglie in merito ai vantaggi del solare».

“UNO SPAZIO DI QUALITÀ”

Paolo Panighi, Ceo di Elfor Italia «Il segmento residenziale continuerà ad avere un suo spazio e una sua logica di mercato. È però necessario dimenticare i numeri del Superbonus: non erano numeri reali, ma drogati da una misura straordinaria. Oggi il mercato sta tornando su dimensioni più realistiche e questo comporterà inevitabilmente una selezione dei player: gli installatori storici manterranno quote di mercato, mentre molte aziende che sono entrate negli ultimi anni con logiche di prezzo aggressive, sono destinate a uscirne».

“AFFIDARSI ALLA DISTRIBUZIONE PER UNA MAGGIORE STABILITÀ”

Gianni Di Bello, area manager di VP Solar «La fine dei rimborsi IVA all’export dalla Cina sta già producendo effetti concreti sul mercato fotovoltaico europeo, aumentando volatilità e incertezza su prezzi e forniture. In questo scenario, emerge una chiara distinzione tra chi subisce il cambiamento e chi è strutturato per gestirlo. Distributori con stock, solidità finanziaria e relazioni industriali forti possono garantire continuità e stabilità ai clienti. La volatilità non è un limite, ma un filtro che premia chi è davvero preparato».

“EDUCARE IL CLIENTE FINALE ALLA QUALITÀ

CON SERVIZI E CONSULENZA”

Manuel Ninzola, titolare di MN Solution Srl «Bisogna saper trasmettere e spiegare il valore di quello che si propone. La relazione con il cliente inizia molto prima del sopralluogo. Prima di ogni appuntamento faccio una chiamata che dura almeno 30 minuti: è fondamentale capire le esigenze reali. Il valore dell’impianto va oltre la posa dei semplici pannelli. Il residenziale oggi offre spunti interessanti nell’ambito dell’integrazione tecnologica, anche con i dispositivi per riscaldamento e raffrescamento».

“LA BATTAGLIA SUI PREZZI HA RIDOTTO LE MARGINALITÀ”

Mario Micali, titolare di Carboff

«Durante il Superbonus sono entrate sul mercato moltissime piccole aziende, con competenze tecniche limitate e che poi hanno puntato su prodotti economici per costruire offerte basate quasi esclusivamente sul prezzo. Prima del Superbonus lo scenario era diverso: si ricercavano soluzioni di qualità e prodotti premium, che oggi invece faticano maggiormente a trovare spazio. Il pericolo è che il fotovoltaico residenziale venga percepito come una commodity, dinamica innescata soprattutto dalle piccole realtà entrate con il Superbonus e rimaste poi sul mercato con il prezzo come unica leva».

“ANCORA PIÙ STRATEGICHE LE PARTNERSHIP CON I DISTRIBUTORI”

Gianluigi Lurino, socio e responsabile amministrativo di Elettrotecnica

Lurino Snc

«Serve una maggiore specializzazione nell’approccio al cliente finale. Oggi è necessario adottare nuove forme di comunicazione per raggiungere un pubblico più ampio, investendo in modo strutturato sui canali digitali. Diventano sempre più importanti le partnership con la distribuzione, così come una formazione efficace e immediata. Gli installatori, dal punto di vista del know-how tecnico e dell’integrazione tecnologica, sono già a un buon livello: ora la sfida è continuare a crescere sul piano della comunicazione, del servizio e della relazione con il cliente».

FV residenziale in Italia: nuova potenza allacciata su base mensile in MW negli ultimi cinque anni

ma anche una contrazione dei margini, che si sono ridotti in maniera significativa. Per il 2026 ci aspettiamo un trend simile, con una lieve crescita delle installazioni e, almeno per la prima metà dell’anno, una forte pressione sui prezzi al cliente finale».

Da queste prime dichiarazioni emerge come, in maniera analoga al 2025, anche per il nuovo anno il problema potrebbe essere legato non tanto ai volumi, quanto ai margini. Con il Superbonus, infatti, tantissimi produttori sono entrati sul mercato italiano con un’ampia offerta rivolta al segmento domestico. La grande disponibilità di prodotti e l’ingresso di nuovi soggetti anche nel mondo dell’installazione degli impianti hanno innescato una guerra dei prezzi che hanno avuto un forte effetto sui conti economici. E questo, se si considera anche il calo dei prezzi dei componenti, soprattutto dei moduli, ha messo in difficoltà tantissimi operatori.

USCIRE DALLA BATTAGLIA

DEI PREZZI

La prima vera domanda è capire come uscire da questa battaglia dei prezzi innescata dal Superbonus e tornare a rafforzare la redditività. E soprattutto, ci si chiede in che modo riportare qualità e proposte di valore in ambito domestico, aspetti spesso trascurati negli anni del Superbonus. «Nel 2025 i volumi sono rimasti sostanzialmente in linea con il 2024, senza variazioni significative», spiega Giuseppe Maltese di Energia Italia. «Diverso il discorso sulle marginalità, che continuano a calare. Ma in questo caso, potremmo vedere un’inversione di tendenza. Nel primo semestre del 2025 abbiamo visto un aumento della produzione da parte dei produttori di moduli, ma per il 2026 è previsto un possibile innalzamento dei prezzi a partire da aprile. Le fabbriche oggi lavorano intorno al 50% della capacità, con il rischio di periodi di shortage, e la Cina ha deciso di togliere il rimborso IVA del 9% sulle esportazioni di pannelli. Questi elementi potrebbero favorire un incremento dei listini che potrebbe mettere ai margini del mercato chi fino ad oggi ha lavorato solo con logiche di prezzo».

Manuel Ninzola di MN Solutions ha aggiunto: «Purtroppo negli anni del boom del Superbonus, il mercato si è riempito di prodotti e installatori. Si è così scatenata una battaglia dei prezzi molto feroce che ci impone, ancora oggi, di trasmettere il giusto messaggio ai clienti finali. Sul fronte dei prezzi, oggi si trovano offerte molto diverse. Le più basse oscillano attorno ai 9.000 euro per un impianto chiavi in mano da 6 kW con 10 kWh di accumulo. Ma affidarsi a un installatore specializzato, che garantisce un’installazione sartoriale, consulenza e assistenza nel tempo, richiede almeno un +30% sul listino. Bisogna saper trasmettere e spiegare il valore di quello che si propone».

Area Superbonus

Visto dalla parte

dei clienti

ALLA LUCE DELL'ESPERIENZA MATURATA NEI MESI POST SUPERBONUS,

CHE HANNO RICHIESTO AGLI INSTALLATORI UN APPROCCIO DIFFERENTE

NEI CONFRONTI DEL CLIENTE FINALE, ABITUATO ALLA LOGICA DEGLI “IMPIANTI

A COSTO ZERO”, MN SOLUTION HA STILATO UNA CHECK LIST CON 5 PUNTI

UTILI PER L’END USER, CON GLI ASPETTI CHE NON VANNO TRALASCIATI

NELLA PROPOSTA DI VALUTAZIONE DI UN IMPIANTO DI TAGLIA DOMESTICA

1. Sopralluogo tecnico

Come puoi fidarti di un preventivo senza un sopralluogo?

E attenzione: di un tecnico, non di un venditore.

Quando qualcosa non torna, chi avrà davvero le competenze per aiutarti?

2. Progetto e numeri chiari

Ti spiegano i numeri veri, o fanno promesse?

Se il progetto è solido, chi lo realizza può anche assumersi una responsabilità (ad esempio con una garanzia di produzione).

3. Scelte tecniche studiate e motivate

Perché quel layout, quell’inverter, quel dimensionamento?

Ogni scelta dovrebbe essere legata alla tua casa, ai tuoi consumi, non a un pacchetto standard.

4. Integrazione nel contesto - Personalizzazione

Estetica, vincoli, percorsi dei cavi, dettagli di posa. Un impianto fatto bene deve funzionare e integrarsi

5. Monitoraggio e assistenza nel tempo

Dopo l’installazione: chi controlla i dati?

Cosa succede in caso di malfunzionamento?

Chi risponde, in quanto tempo, e con quali responsabilità?

Il rischio è che la taglia domestica venga percepita oggi come una commodity, quando invece è richiesta un’alta specializzazione, una proposta sartoriale e servizi per accompagnare il cliente finale sia nella fase di pre vendita, sia nell’assistenza post vendita. «Negli anni scorsi sono entrate sul mercato moltissime piccole aziende, con competenze tecniche limitate e che, dopo il Superbonus, hanno puntato su prodotti economici per costruire offerte basate quasi

esclusivamente sul prezzo», aggiunge Mario Micali di Carboff. «Prima del Superbonus lo scenario era diverso: si ricercavano soluzioni di qualità e prodotti premium, che oggi invece faticano maggiormente a trovare spazio. Il pericolo è che il fotovoltaico residenziale venga percepito come una commodity, dinamica innescata soprattutto dalle piccole realtà entrate con il Superbonus e rimaste poi sul mercato con il prezzo come unica leva».

I principali operatori del mercato prevedono un forte ridimensionamento dei player attivi nel segmento domestico, sia lato offerta, sia lato installazione. Come abbiamo visto, il taglio dell’IVA previsto a partire da aprile sull’esportazione di moduli dalla Cina, unito al possibile fenomeno di shortage di componenti per la riduzione delle capacità produttive, potrebbe portare a un incremento dei listini che rischia di mettere ai margini del mercato chi fino ad oggi a lavorato solo su logiche di prezzo. «La fine dei rimborsi IVA all’export dalla Cina sta già producendo effetti concreti sul mercato fotovoltaico europeo, aumentando volatilità e incertezza su prezzi e forniture», spiega Gianni Di Bello, area manager di VP Solar. «In questo scenario, emerge una chiara distinzione tra chi subisce il cambiamento e chi è strutturato per gestirlo. Distributori con stock, solidità finanziaria e relazioni industriali forti possono garantire continuità e stabilità ai clienti. La volatilità non è un limite, ma un filtro che premia chi è davvero preparato».

Paolo Panighi di Elfor ha aggiunto: «Gli installatori storici manterranno quote di mercato, mentre molte aziende che sono entrate sul mercato negli ultimi anni con logiche di prezzo aggressive, sono destinate a uscirne. Pensiamo inoltre che questa battaglia sui prezzi non ha senso: oggi il solare di taglia domestica, anche con la sola detrazione fiscale, è economicamente sostenibile».

ALIMENTARE LA DOMANDA

Con la fine del Superbonus, è stata proprio la detrazione fiscale una delle poche misure, insieme a reddito energetico e al contributo del Pnrr per lo sviluppo di comunità energetiche, a dare linfa al segmento domestico. Ma in un panorama così caotico, cosa servirà al residenziale per continuare a crescere sul lungo periodo? In che modo è possibile alimentare la domanda e dare continuità a un segmento che fino a qualche anno fa pesava per circa il 50% della potenza connessa su base annua?

Una delle prime leve per gli installatori è sicuramente legata alla presenza di contributi. I clienti finali sono ancora fortemente influenzati da questi strumenti, e la loro presenza o assenza fa ancora oggi la differenza. Ci sono, in questa direzione, due ottime notizie. La prima è la conferma delle detrazioni fiscali al 50% per tutto il 2026.

Lo scorso 28 dicembre è stata infatti approvata la Legge di Bilancio 2025, che ha introdotto modifiche sui bonus edilizi e sulle agevolazioni fiscali. In particolare il Bonus Ristrutturazione, al cui interno ricade anche l’installazione di impianti fotovoltaici, è prorogato con aliquote decrescenti nel tempo e con una diversificazione tra abitazione principale e abitazione non principale. Per quanto riguarda gli interventi realizzati da privati, è confermato il bonus ristrutturazione con una detrazione per tutto il 2026 al 50% per lavori sulla prima casa. La detrazione è invece del 36% dalla seconda in poi. L’aliquota scenderà al 36% per la prima casa dal 2027, come previsto dal comma 22 della Legge di Bilancio. L’altro aspetto è legato al Reddito Energetico. Si ricorda che il Fondo Nazionale Reddito Energetico sostiene la realizzazione di impianti fotovoltaici domestici con una potenza compresa tra 2 e 6 kWp, a servizio di unità immobiliari residenziali di famiglie in condizione di disagio economico.

A gennaio, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha esteso da 12 a 18 mesi il termine per la connessione alla rete e la messa in esercizio degli impianti fotovoltaici finanziati dal Fondo Nazionale Reddito Energetico.

Il nuovo termine di 18 mesi deve essere considerato a partire dalla prima data di accoglimento della richiesta di accesso al beneficio, anche in caso di variazione del soggetto realizzatore.

Questa proroga è stata prevista dal decreto direttoriale n. 474 del 20 novembre 2025 ed è stata adottata per garantire il pieno utilizzo delle risorse stanziate (100 milioni di euro nel 2024 e 103 milioni nel 2025). Inoltre l’intenzione, con questa estensione dei termini, è anche quella di assicurare il conseguimento delle finalità sociali e ambientali del Reddito Energetico. «Negli ultimi anni si è registrata una flessione del mercato domestico, anche se strumenti come il Reddito Energetico, soprattutto nel Sud Italia, hanno contribu-

ito a sostenere la domanda», dichiara Gianluigi Lurino, socio e responsabile amministrativo della società di installazione pugliese Elettrotecnica Lurino Snc. «Solo grazie a questa misura, lo scorso anno abbiamo realizzato circa una ventina di impianti e, quest’anno, ne abbiamo in previsione almeno altri quindici. È uno strumento utile, ma che può e deve essere ulteriormente migliorato. Dal punto di vista operativo, la burocrazia è ormai ridotta al minimo e i tempi di allaccio sono più snelli. Tuttavia, senza incentivi il mercato fa fatica a reggere: la detrazione fiscale rimane uno strumento fondamentale per sostenere il residenziale». Mario Micali di Carboff ha aggiunto: «Per garantire al residenziale di crescere ulteriormente, serve anche chiarezza normativa. Nel 2025, ad esempio, il Pnrr con contributi per le comunità energetiche ha ulteriormente confuso il mercato: il taglio dei fondi a ridosso delle scadenze non ha permesso di esprimere il potenziale dello strumento. Oggi il quadro è leggermente più chiaro: la detrazione al 50%, confermata, è sempre stata un ottimo strumento e, se resa stabile nel lungo periodo, sarebbe più che sufficiente a dare continuità al domestico. Ciò che penalizza il settore è il continuo lavorare a singhiozzo, che non consente alle aziende di costruire vere strategie industriali». Questo è uno scoglio significativo: misure a singhiozzo non consentono alle aziende di pianificare sul lungo periodo. Se si considerano anche le incertezze di alcune misure e le fasi di stallo che si creano dall’annuncio di una legge alla sua piena operatività, è chiaro come diventi complicato lavorare.

«Guardando al futuro, le prospettive restano positive», commenta Manuel Ninzola di MN Solution. «A fine 2025 avevamo fatto una proiezione e, a partire dagli impianti contrattualizzati, registro già un +30% rispetto a quanto stimato. Resta però l’incognita delle detrazioni fiscali. Finché ci sono, un business plan rientra tre o quattro anni prima. Se dal 2027 non ci saranno più, il rischio è una nuova guerra dei prezzi. Auspichiamo quindi una conferma della misura, o meglio ancora una riduzione dei tempi delle detrazioni da dieci a cinque anni».

CONSULENZA, LEVA STRATEGICA

Oltre alla guerra dei prezzi innescata dal Superbonus, la maxi agevolazione è stata impattante anche in termini di qualità dei progetti e in termini di servizi offerti al cliente finale. Si è perso quell’approccio consulenziale che le società di installazione più strutturate in Italia avevano costruito per portare nelle case dei clienti finali progetti di valore, con impianti costruiti su misura e con componenti di alta qualità destinati a garantire performance nel tempo. Non solo: gli impianti domestici si sono evoluti, si parla sempre più di integrazione tecnologica, ad esempio con storage o con tecnologie per il riscaldamento e raffrescamento, ma anche di domotica, smart home, tariffe dinamiche. Un approccio consulenziale è imprescindibile. Ma questa modalità, questa attenzione al cliente, si sono un po’ perse negli ultimi anni. Tuttavia, la consulenza può essere una leva strategica da cui gli installatori devono ripartire per tornare a proporre qualità. «Si è perso l’approccio consulenziale, sostituito da offerte standardizzate, formulate da remoto, senza sopralluoghi», dichiara Mario Micali di Carboff. «Riporto un esempio chiaro che conferma quanto questo approccio sia rischioso: oggi quasi tutti i clienti in ambito residenziale chiedono sistemi di accumulo da abbinare all’impianto fotovoltaico, ma questo richiede competenze che vanno oltre la semplice installazione. Noi continuiamo a proporre impianti con componenti di alto livello, ma per chiudere i progetti siamo comunque costretti a fare i conti con un mercato a prezzi molto aggressivi. Ritengo tuttavia che le aziende di dimensioni intermedie abbiano oggi le spalle più solide per reggere questa fase. I piccoli operatori soffriranno di più per mancanza di track record e credibilità, mentre i grandi gruppi di installazione hanno costi fissi elevati che non consentono loro di lavorare sulle marginalità».

Manuel Ninzola di MN Solution ha aggiunto: «La relazione con il cliente inizia molto prima del sopralluogo. Prima di ogni appuntamento faccio una chiamata che dura almeno 30 minuti: è fondamentale capire le esigenze reali. Il valore dell’impianto va oltre la posa dei semplici pannelli. Il residenziale oggi offre spunti

Dai tetti europei un potenziale di 2,3 TWp di nuovi impianti fotovoltaici

OLTRE LA METÀ DEL POTENZIALE, CON 1,8 TW, ARRIVEREBBE DAL RESIDENZIALE

Potenzialmente, sui 271 milioni di edifici geolocalizzati nell’Unione europea si potrebbero installare fino a 2,3 TW di potenza da fonte solare. La maggior parte della potenza installata, pari a circa 1,8 TW, proverrebbe da edifici residenziali e 519 GW da edifici non residenziali. Questo è quanto emerge dal report redatto dal centro di ricerca della Commissione europea e pubblicato su Nature Energy, rivista online londinese che si focalizza su ricerche relative al mercato energetico. Nel rapporto, titolato “Mapping Europe’s rooftop photovoltaic potential with a building-level database”, vengono fatte ipotesi conservative al fine di fornire una base realistica di stima del potenziale fotovoltaico europeo, pur riconoscendo che la potenza effettiva varierebbe a seconda della tipologia e dell’ubicazione dell’edificio. Nello specifico si evidenzia come, utilizzando l’attuale tecnologia solare e ipotizzando un’efficienza dei moduli del 22%, un intervento di questo tipo potrebbe portare alla produzione di circa 2.750 TWh all’anno di elettricità. Questa energia sarebbe in grado di

interessanti nell’ambito dell’integrazione tecnologica, anche con i dispositivi per riscaldamento e raffrescamento. Grazie al supporto di un termotecnico mi sono formato anche per proporre queste tecnologie in abbinata al solare. Se riduci il consumo di gas installando una pompa di calore aria-aria o una pompa ibrida, cambia completamente il servizio e il supporto al cliente».

SODALIZIO VINCENTE

In un mercato svilito dalla battaglia sui prezzi, dove i servizi al cliente finale possono fare la differenza nella proposta, diventano cruciali le partnership tra distributori e installatori, proprio per l’offerta e per i servizi a valore aggiunto che il canale dei distributori specializzati può offrire. Gli installatori potranno così diventare veri e propri consulenti energetici per il cliente finale. L’integrazione tecnologica tra solare, storage ed e-mobility, potrà infatti essere una leva per una più ampia diffusione del solare in ambito domestico, offrendo soluzioni complete piuttosto che singoli componenti.

Allo stesso tempo, il canale degli installatori dovrà continuare a investire in competenze su storage, configurazioni avanzate e servizi post-vendita, diventando un vero consulente energetico. «Le leve su cui l’installatore dovrà puntare saranno sempre più consulenziali», dichiara Paolo Panighi di Elfor. «La gestione dell’impiantistica elettrica e termica è strettamente legata all’elettronica e all’intelligenza artificiale e richiede soluzioni progettate sulle reali esigenze del cliente. Oggi il mercato chiede qualità di servizio, competenza e affidabilità: elementi che emergono soprattutto quando ci si appoggia a distributori specializzati. Anche i clienti finali sono oggi più informati e sensibili alla qualità: esistono installatori che credono nel valore del servizio e su questo costruiscono la loro proposta».

Giuseppe Maltese di Energia Italia ha aggiunto: «Oggi la partita più importante la gioca il canale della distribuzione. Nel nostro settore l’innovazione tecnologica

soddisfare il 40% del fabbisogno energetico europeo contribuendo in maniera importante alla roadmap verso un sistema completamente rinnovabile entro il 2050. Da notare anche che secondo i ricercatori quasi tutti i paesi dell’UE hanno un potenziale tecnico superiore a 40 GW di potenza, con un range di produzione che varia da 32 TWh a 60 TWh a seconda dell’irradiazione solare locale. Per la gran parte degli stati, la produzione sarebbe in grado di coprire circa il 50% del consumo elettrico interno, con eccezioni per grandi nazioni come Francia e Germania dove la produzione potenziale sfiorerebbe i 400 TWh all’anno e potrebbe soddisfare oltre l’80% del fabbisogno elettrico. Nonostante il grande potenziale evidenziato nel rapporto, solo circa il 10% dei tetti in Europa è attualmente dotato di impianti fotovoltaici che oggi rappresentano complessivamente circa 215 GW, ovvero circa il 61% della potenza solare totale installata in Europa, pari a 339 GW. Entro la fine di questo decennio, si prevede che raggiungerà i 400 GW.

corre velocemente e i distributori possono svolgere un ruolo chiave di collegamento tra produttore e installatore fornendo servizi. Il più importante resta quello della formazione, sia tecnologica sia nel comunicare i veri vantaggi economici delle rinnovabili a famiglie e imprese, tutto ciò rende più semplice il rapporto con l’utente finale. L’installatore ha inoltre sempre più bisogno di logistica efficiente e rapidità di consegna». Affidarsi al canale della distribuzione specializzata significa anche difendersi da fenomeni di portata globale, come ad esempio quello di un eventuale fenomeno di shortage di componenti, potendo quindi contare su logistica, ordini e pianificazioni sicure, ma anche lead generation.

Come abbiamo visto, l’innovazione tecnologica e la forte specializzazione richiedono agli installatori anche nuove competenze e formazione costante per poter comunicare al meglio la proposta al cliente finale, con un approccio sempre più consulenziale. «Oggi è necessario adottare nuove forme di comunicazione per raggiungere un pubblico più ampio, investendo in modo strutturato sui canali digitali», spiega Gianluigi Lurino: «Inoltre serve una maggiore specializzazione nell’approccio al cliente finale. Oggi è necessario adottare nuove forme di comunicazione per raggiungere un pubblico più ampio, investendo in modo strutturato sui canali digitali. Diventano sempre più importanti le partnership con la distribuzione, così come una formazione efficace e immediata. Gli installatori, dal punto di vista del know-how tecnico e dell’integrazione tecnologica, sono già a un ottimo livello: ora la sfida è continuare a crescere sul piano della comunicazione, del servizio e della relazione con il cliente».

Insomma, il 2026 si apre con delle sfide interessanti per chi è impegnato nel segmento residenziale. Cambia il modo di proporsi ai clienti, cambia la tecnologia, cambiano le competenze, ma una cosa resta uguale al passato: il potenziale di un settore che ha ancora ampi margini di crescita e spazio per proposte di valore.

LEGGE DI BILANCIO: BONUS CASA PER TUTTO IL 2026

PER QUANTO RIGUARDA GLI INTERVENTI REALIZZATI DA PRIVATI SULLA PRIMA

CASA, È CONFERMATA PER TUTTO L’ANNO LA DETRAZIONE AL 50%. L’ALIQUOTA

SCENDE AL 36% DALLA SECONDA ABITAZIONE IN POI. IN RIFERIMENTO ALL’IPERAMMORTAMENTO, CONFERMATO IL MAXI EMENDAMENTO

CHE ESCLUDE I PRINCIPALI PRODUTTORI EUROPEI DAGLI INCENTIVI

DESTINATI ALLE IMPRESE PER INTERVENTI IN BENI STRUMENTALI, TRA CUI

ANCHE IMPIANTI FOTOVOLTAICI E DI STORAGE

entrata in vigore il 1° gennaio 2026 la Legge di Bilancio che include il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. Sono sostanzialmente due i punti rilevanti per il mercato fotovoltaico, che riguardano interventi effettuati da privati e da imprenditori.

Per quanto riguarda gli interventi realizzati da privati, è confermato il bonus ristrutturazione con una detrazione per tutto il 2026 al 50% per lavori sulla prima casa. La detrazione è invece del 36% dalla seconda in poi. L’aliquota scenderà al 36% per la prima casa dal 2027, come previsto dal comma 22 della Legge di Bilancio.

In riferimento alle misure per le imprese, invece, i commi dal 427 al 436 introducono su un orizzonte triennale il regime di iperammortamento. L’incentivo è applicato a investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Gli investimenti devono riferirsi a beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica o digitale delle imprese. Sono compresi anche gli impianti fotovoltaici (anche a distanza) e di storage.

Restano confermati i limiti inseriti nel maxi emendamento che il governo ha pubblicato lo scorso dicembre. In particolare, come si legge nel testo della Legge di Bilancio, “con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati agevolabili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici di cui all’articolo 12, comma 1, lettere b) e c), del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 febbraio 2024, n. 11”.

Per cui sono esclusi i moduli iscritti alla lettera a) del registro Enea, ovvero pannelli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione europea e con un’efficienza di conversione pari ad almeno il 21,5%. Di fatto quasi tutti i produttori di moduli Made in EU sono esclusi dalla possibilità di partecipare all’incentivo (per leggere la notizia relativa alla richiesta dei produttori europei di modifica dei criteri di ammissione clicca qui). Restano infatti compresi solo i moduli iscritti alla lettera b) e c). Si ricorda che alla lettera b) del registro Enea non è inserito alcun produttore. Mentre un solo produttore è iscritto alla lettera c) che include moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea utilizzando celle solari bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte negli Stati membri dell’Unione europea con efficienza di conversione pari ad almeno il 24%.

L’emendamento sull’iperammortamento inoltre elimina il sistema delle maggiorazioni per gli investimenti ad alta efficienza energetica, in particolare quelli promossi dal piano Transizione 5.0. Si applicherà pertanto la misura base della deduzione ugualmente per tutti i beni, senza più il riconoscimento di una misura superiore in caso di investimenti con risparmio energetico.

In particolare il costo di acquisizione è maggiorato del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 50% per investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

Inquadra il QR Code o clicca sopra per consultare il testo della legge

CCI, SCADENZE POSTICIPATE

ARERA HA ESTESO IL PERIODO UTILE PER L’INSTALLAZIONE DEL CONTROLLORE CENTRALE

D’IMPIANTO SU IMPIANTI FOTOVOLTAICI. CAMBIANO ANCHE I COEFFICIENTI PER LE QUOTE DI CONTRIBUTO

SPAZIO INTERATTIVO

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Afine dicembre, con la pubblicazione della delibera 564/2025, Arera ha esteso il periodo utile per l’installazione del controllore centrale d’impianto su impianti fotovoltaici. L’Autorità è intervenuta sulla precedente delibera 385 garantendo più tempo per adeguarsi, nuove finestre per il recupero degli incentivi e nuove percentuali di contributo. Ricordiamo che l’obbligo vale per tutti gli impianti fotovoltaici a partire da 100 kWp collegati in media tensione. La misura, che fino a prima di agosto interessava solo le installazioni di potenza superiore al MW, ha come principale obiettivo quello di consentire a Terna di modulare la produzione da fonti rinnovabili non programmabili, evitando criticità a livello di rete.

I NUOVI TERMINI DI ARERA

Per gli impianti di potenza superiore al MW, i produttori dovranno adeguarsi con l’installazione del CCI e comunicarlo al DSO entro 31 dicembre 2026. Inizialmente la scadenza era fissata al 28 febbraio 2026. Per gli impianti di potenza compresa tra 500 kW e 1 MW, adeguamento e comunicazione dovranno avvenire entro il 31 dicembre 2027, e non più quindi entro il 28 febbraio 2027. Infine, per le installazioni di potenza compresa tra 100 kW e 500 kW, i produttori dovranno adeguarsi entro il 31 marzo 2028 e non più entro il 31 marzo 2027.

LE PERCENTUALI DI CONTRIBUTO

Cambiano anche i coefficienti per le quote di contributo. Per gli impianti di potenza compresa tra 500 kW e 1 MW, per ciascun impianto di produzione il contributo per l’adeguamento parte da una base di 10.000 euro. In caso di adeguamento nella prima finestra temporale, e quindi entro il 31 dicembre 2026, si avrà il 100 % del contributo. La percentuale scende all’80% (e non più al 75%) nel caso di invio tra il 1° gennaio 2027 e il 28 febbraio 2027, e al 40% nel caso di invio della comunicazione tra il 1° marzo 2027 e il 31 maggio 2027. Qualora la comunicazione dovesse avvenire oltre il 31 maggio 2027, il produttore perde il contributo.

Per le installazioni di potenza compresa tra 100 e 500 kW, infine, per ciascun impianto di produzione il contributo forfetario per l’adeguamento è pari al prodotto tra il valore base di 7.500 euro e il coefficiente calcolato in base alla data di invio della comunicazione. In caso di adeguamento nella prima finestra temporale, e quindi entro il 31 gennaio 2027, si avrà il 100 % del contributo. La percentuale scende all’80% nel caso di invio tra il 1° febbraio 2027 e il 31 marzo 2027, e al 40% nel caso di invio della comunicazione tra il 1° aprile 2027 e il 30 giugno 2027. Oltre il 30 giugno 2027 non si potrà avere accesso al contributo.

NUOVI TERMINI DI ADEGUAMENTO

CONTO TERMICO 3.0: ECCO LE REGOLE OPERATIVE

CONFERMATA TRA GLI

INTERVENTI INCENTIVATI

ANCHE L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI SOLARI E SISTEMI DI ACCUMULO REALIZZATA CONGIUNTAMENTE ALLA

SOSTITUZIONE DI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE

Dotazione finanziaria

Impianti fotovoltaici

Sistemi

Stazioni

Sistemi

ASSOCIAZIONI: UN 2026 SFIDANTE

Il settore del fotovoltaico in Italia si appresta ad addentrarsi nel 2026 affrontando un panorama di trasformazioni profonde, dove le sfide di natura regolatoria, autorizzativa e infrastrutturale richiedono un impegno costante da parte delle associazioni di categoria. Queste organizzazioni si confermano in prima linea con attività a tutto campo che spaziano dal lobbying istituzionale alla sensibilizzazione dei cittadini, mantenendo sempre un filo diretto con gli associati per calibrare le strategie sulla base delle reali necessità di chi opera quotidianamente sul campo. L’obiettivo comune per l’anno in corso è quello di garantire un quadro normativo che non sia solo chiaro, ma anche stabile e coerente, evitando quella stratificazione di interventi legislativi che in passato ha generato disomogeneità e rallentamenti burocratici. In questo contesto, la stabilità normativa con una proiezione di almeno 5-10 anni è considerata fondamentale per permettere investimenti sicuri, così come la necessità di prevedere regimi transitori adeguati che escludano misure retroattive dannose per il mercato.

RETI STABILI E CONNESSIONI

SEMPLIFICATE

Una delle priorità assolute per il 2026 riguarda la capacità delle reti elettriche e le modalità di accesso alle connessioni, un nodo ancora aperto che vede il settore confrontarsi con il fenomeno della saturazione virtuale della rete. Le associazioni premono per l'introduzione di criteri di priorità più trasparenti, specialmente per i piccoli impianti e l’autoconsumo, e per l'attuazione di nuove

IL NUOVO ANNO PRESENTA SFIDE COMPLESSE

AL SETTORE FOTOVOLTAICO. DALL'ESIGENZA DI UNA CERTEZZA NORMATIVA ALLA GESTIONE DELLE

INFRASTRUTTURE DI RETE, LE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA SI PREPARANO A UN ANNO DI DIFESA DELLA FILIERA PER LA CRESCITA DELLE RINNOVABILI CON ATTIVITÀ DEDICATE, AZIONE POLITICA ED ESPANSIONE DEGLI ASSOCIATI

DI ALDO CATTANEO

discipline sulle connessioni che possano snellire i processi autorizzativi. Parallelamente, resta centrale il dibattito sulle aree idonee e sui vincoli paesaggistici, temi che incidono pesantemente sulla realizzabilità degli impianti e che richiedono un monitoraggio costante sia a livello nazionale che regionale per evitare derive normative come quelle osservate in alcuni territori. Il 2026 sarà anche l'anno in cui si vedranno i frutti del lavoro di presidio istituzionale svolto nel corso del 2025, in particolare per quanto riguarda il recepimento di istanze chiave come la salvaguardia dei procedimenti in corso e il ripristino della cosiddetta "solar belt" attorno agli stabilimenti industriali.

AGRIVOLTAICO,

MADE IN EUROPE E CER

Il segmento dell'agrivoltaico, in particolare, si trova davanti a un bivio decisivo dove la sfida

principale è chiarire e semplificare una normativa che deve essere accessibile a tutti gli operatori per prevenire contestazioni. L'Associazione Agrivoltaico si pone come una struttura operativa capace di dialogare con ministeri e regioni, portando un contributo tecnico essenziale per accelerare il settore e comunicarne il valore profondo, eliminando al contempo fake news dannose come quelle relative al presunto consumo di suolo. Anche le altre grandi associazioni, come Italia Solare e Anie Rinnovabili, dedicano una parte significativa della loro agenda alla protezione della filiera produttiva europea, spingendo per l'attuazione del Net Zero Industry Act e per misure che favoriscano il "Made in Europe" in ambiti tecnologici cruciali come inverter e sistemi di accumulo. Questo impegno si estende anche al supporto per i player focalizzati sulla generazione distribuita e sulle comunità energetiche rinnovabili, che nel

2026 richiederanno semplificazioni procedurali e maggiore chiarezza operativa dopo il ridimensionamento di alcuni fondi Pnrr. Anche Elettricità Futura è in linea con i temi a cuore alle diverse associazioni, sottolineando tra l’altro come bisognerebbe far emergere il valore del repowering degli impianti esistenti, una soluzione che consente di fare efficienza e generare nuova energia green riducendo al minimo il consumo di nuovo suolo.

AZIONE POLITICA

L'azione politica delle associazioni del settore fotovoltaico per il 2026 si articola in un'attività di advocacy strutturata che posiziona le organizzazioni come interlocutori tecnici essenziali per il Governo e le Autorità nella definizione dei decreti su accumuli e comunità energetiche. Questo impegno istituzionale è supportato da una costante analisi normativa e dal monitoraggio territoriale, volto a garantire un’applicazione uniforme delle regole attraverso la raccolta di evidenze dirette dagli operatori.

Parallelamente al lobbying strategico e alla creazione di alleanze, l'azione si fonda su un rigoroso contributo tecnico-scientifico che permette di presentare istanze basate su dati oggettivi a difesa di un mercato di alto valore economico. L’approccio attuale evolve inoltre verso una dimensione culturale e divulgativa: non ci si rivolge più solo ai decisori pubblici, ma si punta a coinvolgere direttamente la popolazione e il mondo agricolo attraverso campagne di sensibilizzazione e gruppi di lavoro dedicati all'innovazione e alla comunicazione, trasformando le sfide normative in opportunità di sviluppo condiviso.

RAFFORZARE LA BASE SOCIALE

Per sostenere queste iniziative con la necessaria autorevolezza, le associazioni puntano con decisione sull'ampliamento della propria base sociale, consapevoli che una numerica elevata si traduce in una forza contrattuale più consistente nei confronti delle istituzioni e della politica. Italia Solare si è posta l'obiettivo di raggiungere i 1.500 associati entro la fine del 2026, rafforzando le collaborazioni con i media di settore e introducendo nuovi servizi come reportistica avanzata e market intelligence. L'Associazione Agrivoltaico, dopo aver avviato il tesseramento alla fine del 2025, mira a una crescita rapida con un obiettivo minimo di 100 associati, puntando sulla propria credibilità come

interlocutore tecnico. Anie Rinnovabili continua a promuovere l'associazione come un luogo vivo di scambio e collaborazione, dove il lavoro di squadra tra le aziende è il motore principale per trasformare le idee in decisioni politiche concrete.

MANTENERE IL CONTATTO

CON LA BASE

Il contatto costante con gli iscritti rimane un pilastro fondamentale dell'attività associativa, gestito attraverso una comunicazione multicanale, gruppi di lavoro tematici e numerosi eventi distribuiti sul territorio. Nel 2026 verranno riproposti e potenziati format di successo come webinar formativi, tavoli tecnici permanenti e momenti di networking che permettono di attingere a un vasto know-how e di condividere esperienze dirette tra gli operatori. Questi momenti di incontro servono anche a formare figure specializzate in un settore sempre più attrattivo per le nuove generazioni, rispondendo

alla necessità di integrare competenze tecniche d'avanguardia con la gestione normativa.

CREARE CULTURA

Infine, un asse portante dell'agenda 2026 è rappresentato dalla creazione di una cultura diffusa sulle energie rinnovabili, rivolta sia ai cittadini che ai decisori politici. Le associazioni investiranno risorse significative in campagne di sensibilizzazione per contrastare la disinformazione e per spiegare i benefici ambientali ed economici del fotovoltaico. Attraverso la partecipazione a eventi internazionali come l’European Solar Day e iniziative nazionali come il Green Energy Day, si mira ad accrescere l’accettabilità sociale delle tecnologie pulite, coinvolgendo attivamente anche il mondo della scuola. Solo attraverso questo duplice binario, che unisce l'azione tecnica e politica a quella culturale e informativa, sarà possibile superare le resistenze e accelerare in maniera corretta la transizione energetica del Paese.

“CONFRONTO

COSTANTE CON LE ISTITUZIONI”

Quali sono le sfide principali che il settore del fotovoltaico italiano dovrà affrontare nel 2026?

«La sfida principale sarà dotare il Paese di una strategia energetica chiara, orientata a sicurezza, indipendenza e riduzione dei costi per famiglie e imprese. Servono stabilità normativa, niente retroattività, e uno sviluppo coordinato di rinnovabili, accumuli e reti, puntando su digitalizzazione e rafforzando la filiera europea».

La vostra associazione quale ruolo intende svolgere nello scenario che prevedete andrà a delinearsi?

«Anie Rinnovabili intende essere un soggetto attivo e propositivo, dando voce alle imprese e contribuendo a orientare le scelte strategiche del Paese. Trasformiamo le sfide in opportunità, lavorando con le istituzioni per generare crescita, competitività e valore per i territori».

Quello del fotovoltaico è un settore legato a doppio filo con l’azione politica. Come sarete attivi su questo fronte nel 2026?

«Continueremo a interloquire con le istituzioni in modo costante, costruttivo e basato su dati concreti. Porteremo le istanze di un comparto che vale oltre 13 miliardi di euro, rafforzando l’attività di advocacy, le alleanze con altri stakeholder e la comunicazione dei benefici economici e ambientali del fotovoltaico».

Quali sono le vostre priorità e iniziative in cantiere?

«Le priorità sono costruire coalizioni con altri settori strategici come agricoltura, industria e terziario, presidiare stabilmente i tavoli nazionali ed europei e rafforzare la filiera tecnologica italiana, valorizzando le eccellenze del Made in Italy e favorendo nuovi investimenti industriali».

Creare cultura sulle rinnovabili e dei cittadini sulle rinnovabili è importante. Quali attività avete in cantiere per il prossimo anno e quale è

Federico Brucciani, segretario di Italia Solare

Quali sono le sfide principali che il settore del fotovoltaico italiano dovrà affrontare nel 2026?

«Nel 2026 il settore affronterà sfide regolatorie, autorizzative e infrastrutturali. La principale criticità riguarda la stabilità del quadro normativo: la stratificazione legislativa e l'incertezza sulle "aree idonee" rischiano di rallentare i procedimenti e creare disomogeneità sul territorio. Restano aperti i nodi sulle connessioni alla rete e sui vincoli paesaggistici. Inoltre, peseranno la saturazione virtuale della rete e il ridimensionamento delle risorse Pnrr per le comunità energetiche, che richiederanno semplificazioni procedurali. Infine, sarà necessario integrare meglio il fotovoltaico nel sistema elettrico seguendo i nuovi obblighi tecnici su sicurezza e gestione degli impianti in media tensione».

La vostra associazione quale ruolo intende svolgere nello scenario che prevedete andrà a delinearsi?

«Italia Solare vuole confermarsi come la principale comunità italiana del fotovoltaico. Il nostro obiettivo è permettere agli associati di condividere esperienze e, attraverso attività di advocacy e formazione, supportare uno sviluppo sostenibile e a lungo termine del settore e dei sistemi di accumulo».

Quello del fotovoltaico è un settore legato a doppio filo con l’azione politica. Come sarete attivi su questo fronte nel 2026?

«Saremo attivi attraverso un’advocacy strutturata e continuativa. Opereremo come interlocutore tecnico verso Governo, Parlamento, Regioni e Autorità (Arera), contribuendo alle consultazioni pubbliche su decreti e regolamenti. Monitoreremo l’applicazione delle norme a livello locale per favorire uniformità e trasparenza, supportati dal contributo scientifico del nostro Comitato Tecnico Scientifico per elaborare posizioni basate su dati ufficiali».

Quali sono le vostre priorità e iniziative in cantiere?

«La priorità è il dialogo costante con i decisori centrali e regionali. Italia Solare agirà come ponte informativo, traducendo la complessità normativa in strumenti comprensibili per operatori, amministrazioni locali e cittadini. L'impegno per il 2026 è volto a garantire regole chiare, stabili e applicabili, precondizione necessaria per uno sviluppo ordinato del mercato».

Creare cultura sulle rinnovabili e dei cittadini sulle rinnovabili è importante. Quali attività avete in cantiere per il prossimo anno e quale è

stata la risposta dei cittadini a queste attività svolte nel 2025?

«Cittadini e imprese sono sempre più consapevoli dei benefici sociali, ambientali ed economici delle rinnovabili, ma il lavoro di informazione deve proseguire. Il dialogo con i territori e le comunità resta centrale per aumentare l’accettabilità sociale, insieme a investimenti industriali che generano occupazione e sviluppo».

Avete pensato a iniziative per ampliare la vostra base di associati? Quali nello specifico? «L’Associazione è oggi più che mai uno spazio vivo di confronto e collaborazione. Oltre ai servizi, puntiamo sul lavoro condiviso e sul coinvolgimento attivo delle imprese. Anie Rinnovabili è un punto di raccordo tra aziende e istituzioni, fondato su una visione comune».

Come riuscite a mantenere il contatto con i vostri associati durante l’anno?

«Attraverso una comunicazione continua e multicanale, eventi di networking, gruppi di lavoro tematici e servizi a valore aggiunto. Il contributo diretto dei soci è essenziale per definire posizioni condivise e portare istanze solide all’attenzione delle istituzioni».

Quali sono i risultati più importanti che avete ottenuto nel 2025 e di cosa si vedrà il frutto nel 2026?

stata la risposta dei cittadini a queste attività svolte nel 2025?

«La cultura delle rinnovabili è strutturale per noi. Nel 2025 abbiamo contrastato la disinformazione con campagne social (specie in Sardegna) e avviato progetti nelle scuole. Nel 2026 proseguiremo con attività di formazione e disseminazione verso i territori, partecipando a eventi chiave come il Green Energy Day e l’European Solar Day promosso da SolarPower Europe».

Avete pensato a iniziative per ampliare la vostra base di associati? Quali nello specifico? «Rafforzeremo le collaborazioni con media e associazioni di settore. Per il 2026 lanceremo

L’ASSOCIAZIONE IN PILLOLE

Sede: Via Passerini 2, Monza

Presidente: Paolo Maria Rocco Viscontini

Membri direttivo: 29

Tipologia associati: Operatori, investitori, proprietari di impianti FV, istituzioni, sostenitori;

Principali servizi offerti agli associati: formazione, advocacy, supporto tecnico e normativo, networking, market intelligence, campagne di comunicazione, eventi, monitoraggio legislazione nazionale e regionale

Associati a fine 2025: 1.356

Nuovi associati 2025: 361

Obiettivo associati 2026: 1.500

Per contatti: info@italiasolare.eu

ANDREA CRISTINI, PRESIDENTE
FEDERICO BRUCCIANI, SEGRETARIO

L’ASSOCIAZIONE IN PILLOLE

Sede: Viale Vincenzo Lancetti, 43, 20158 Milano

Presidente: Andrea Cristini (Greenergy)

Vice Presidenti: Federica Citarella (Solarig Italia), Flavio Andreoli Bonazzi (Hydrowatt), Franco Citron (Manni Energy), Ilaria D’amico (Infralab)

Membri del direttivo: Baccini Elisa (Regalgrid Europe), Bartolini Andrea Massimo (Neoen Renewables Italia), Benedet Ivano (Gruppo Comet), Ciccone Fabio (Siemens), De Carlo Valentina (Senec Italia), Domenicali Stefano (Ingeteam), Marco Garbero (Axpo Energy Solutions Italia), Lo Rizzo Massimo (Tozzi Green), Pistelli Giacomo (Shell Energy Italia), Poffe Matteo (Fronius Italia), Santi Leonardo (E.ON Super Solar), Tamburini Demis (Huawei Technologies Italia), Tinazzi Davide (Energy)

Tipologia associati: tutta la filiera di tutte le tecnologie da fonte rinnovabile elettrica ivi inclusi i sistemi di accumulo. L’associazione rappresenta le imprese che ricercano, sviluppano e costruiscono tecnologie, le imprese che sviluppano, progettano, autorizzano, costruiscono ed eserciscono gli impianti, i fornitori di servizi, i produttori ed i balancing service provider.

Associati a fine 2025: 130 imprese

Contatti: rinnovabili@anie.it e associati@ anie.it 02-3264666

nuovi servizi dedicati agli associati, tra cui reportistica avanzata sui dati di mercato e un potenziamento della community digitale nell'area riservata, per offrire strumenti di analisi e networking ancora più efficaci». Come riuscite a mantenere il contatto con i vostri associati durante l’anno?

«Organizzeremo numerosi momenti di incontro: nel 2025 abbiamo gestito otto eventi in presenza, 12 webinar formativi e 41 riunioni dei gruppi di lavoro, coinvolgendo migliaia di operatori. Il Solar Party resterà il nostro momento tradizionale di festa e networking per consolidare la comunità».

Quali sono i risultati più importanti che avete ottenuto nel 2025 e di cosa si vedrà il frutto nel 2026?

«Nel 2025 abbiamo ottenuto il recepimento di istanze cruciali: la salvaguardia dei procedimenti in corso sulle aree idonee, il ripristino della "solar belt" industriale e la proroga della detrazione fiscale del 50% per il 2026. Abbiamo inoltre contribuito all'aumento delle tariffe FER X per impianti fino a 1 MW. Nel 2026 vedremo i frutti di questo lavoro nell'attuazione delle nuove discipline sulle connessioni e nel monitoraggio normativo regionale».

In un mercato che si sta spostando sempre di più sui grandi impianti, in che modo pensate di supportare i player focalizzati su autoconsumo e generazione distribuita?

«Sebbene i grandi impianti siano essenziali, la piccola e media taglia crescerà grazie alle direttive europee "Case Green" e Mercato Elettrico. Italia Solare, insieme a SolarPower Europe, monitorerà attentamente l'implementazione di queste norme in Italia per supportare chi opera nell'autoconsumo e nella generazione distribuita».

«Nel 2025 abbiamo raggiunto risultati rilevanti su aree idonee, salvaguardie normative, Pnrr, agrivoltaico, rete elettrica e decreti FER. Nel 2026 questi interventi produrranno effetti concreti sullo sviluppo dei progetti e sulla maggiore certezza per gli investitori».

In un mercato che si sta spostando sempre di più sui grandi impianti, in che modo pensate di supportare i player focalizzati su autoconsumo e generazione distribuita?

«Non abbiamo mai smesso di sostenere autoconsumo e generazione distribuita, promuovendo incentivi, semplificazioni normative, tavoli istituzionali e position paper dedicati. Questi segmenti restano fondamentali per raggiungere gli obiettivi della transizione energetica nazionale».

“RENDERE

CHIARA E SEMPLICE LA NORMATIVA”

Come ha risposto il mercato fotovoltaico in questi primi mesi di vita dell’associazione?

«Abbiamo avuto un riscontro più positivo del previsto, soprattutto nei confronti di grandi IPP e studi di consulenza. Grazie anche al lavoro svolto prima della costituzione formale dell’associazione e subito dopo, il mercato fotovoltaico ha potuto vedere immediatamente il nostro lavoro nei confronti delle istituzioni e ha compreso il valore dell’associazione nel tutelare questo settore e permettergli di crescere in maniera corretta».

Quali sono le principali sfide che dovrà affrontare l’agrivoltaico in Italia nel 2026?

«Da parte nostra ci siamo posti l’obiettivo di chiarire e semplificare la normativa, in modo che possa essere chiara a tutti gli operatori ed evitare quindi contestazioni. Inoltre, l’associazione ha l’obiettivo di comunicare il valore profondo dell’agrivoltaico ed eliminare le fake news, come il consumo di suolo, che non può applicarsi al settore agrivoltaico».

Quale ruolo intende svolgere la vostra associazione in questo particolare settore del fotovoltaico?

«Abbiamo l’obiettivo di essere una struttura molto operativa che racchiude i principali professionisti ed IPP del settore, al fine di

poter dialogare con la parte ministeriale e le regioni portando un forte contributo tecnico e normativo. Crediamo che una struttura di questo tipo ad oggi manchi nel nostro panorama e che sia fondamentale avere un soggetto capace di comunicare con i vari stakeholder in merito alle richieste degli operatori di mercato, per fare in modo di accelerare questo settore».

Quali sono le vostre priorità e iniziative in cantiere per l’anno in corso?

«Sicuramente vogliamo crescere in termini di credibilità sia nei confronti del mercato sia nei

confronti della popolazione e delle istituzioni. Abbiamo diverse iniziative che sono già partite, come tavoli di lavoro istituzionali, analisi della normativa e proposte migliorative, eventi di informazione e formazione e molto altro».

Avete in programma iniziative per ampliare la vostra base di associati? Quali nello specifico?

«Da quello che vediamo, il principale motivo che spinge le società ad associarsi è quello di avere un interlocutore serio che riesca a dare delle risposte o che riesca a prendere in carico le varie necessità per gestirle. Noi stiamo lavorando principalmente per risolvere i problemi e proporre soluzioni. Crediamo che sia un grande vantaggio oggi, per un operatore che lavora nel mondo dell’agrivoltaico, essere parte di questo cambiamento in prima persona e non come osservatore».

In quale modo riuscite a mantenere il contatto con i vostri associati?

«Abbiamo un ufficio comunicazione che abbiamo istituito fin dal primo giorno. Oltre a lavorare, è importante comunicare correttamente quello che si sta facendo a tutti gli associati. Inoltre, stiamo organizzando diversi eventi formativi per scambiare informazioni e dubbi. Ultimo punto è quello di sentire i nostri associati in maniera

“FAR EMERGERE IL VALORE DEL REPOWERING DEGLI IMPIANTI ESISTENTI”

Quali sono le sfide principali che il settore del fotovoltaico italiano dovrà affrontare nel 2026?

«Anzitutto il delivery. Il 2025 è stato l’anno del FER X, dello Nzia e dell’Energy Release, ci aspettiamo che quest’anno si inizi a concretizzare i progetti aggiudicati. Nel corso del 2026 bisognerà lavorare per trovare un punto di equilibrio tra tutti gli stakeholder: produttori, istituzioni e cittadini, affinché si possa lavorare insieme per gestire da un lato le tematiche relative al costo dell’energia e alla competitività delle aziende, e dall’altro raccontare al meglio l’impatto positivo garantito dallo sviluppo di una tecnologia che sui territori viene talvolta percepita come una criticità sul paesaggio sottovalutandone i benefici».

La vostra associazione quale ruolo intende svolgere nello scenario che prevedete andrà a delinearsi?

«Elettricità Futura darà il suo massimo apporto negli interessi generali della domanda e dell’offerta, facendo emergere i problemi con trasparenza ma soprattutto offrendo un contributo al raggiungimento di soluzioni facilitando il dialogo e la collaborazione tra tutti gli stakeholder».

Quali sono le vostre priorità e iniziative in cantiere?

«Bisogna far emergere il valore del repowering degli impianti esistenti, una soluzione che consente di fare efficienza e generare nuova energia green riducendo al minimo il consumo

DIRETTORE GENERALE

GIORGIO

di nuovo suolo. Nel 2025 sono stati fatti passi avanti su questo tema – dal DL Bollette che ha facilitato il repowering dell’eolico, al correttivo Tufer che ha interessato quello del fotovoltaico - ma continueremo a lavorare affinché tutte le sue potenzialità vengano correttamente messe a fuoco. Vorremmo poi indirizzare in maniera più costruttiva e strutturata il tema dell'agrivoltaico, andando a valorizzare al meglio le sinergie tra il mondo agricolo e il mondo del produttore. Infine, lavoreremo sullo sviluppo dei meccanismi regolatori che migliorino lo sviluppo e l’integrazione nei mercati di queste tecnologie, come il FER X definitivo e il FER Z».

Creare cultura sulle rinnovabili e dei cittadini sulle rinnovabili è importante. Quali attività avete in cantiere per il prossimo anno e quale è stata la risposta dei cittadini a queste attività svolte nel 2025?

«Guardiamo con attenzione all’evoluzione delle CER, una soluzione mirata a far crescere le rinnovabili che contribuiscono con la loro scelta a generare benefici ambientali, economici e sociali sui territori. Abbiamo poi in corso un progetto sull’efficienza energetica, che prevede anche azioni di advocacy per aumentare sensibilità e comprensione sul potenziale dell'efficienza energetica in ottica creazione di valore per le imprese e per le famiglie e di protezione dell’ambiente».

Come riuscite a mantenere il contatto con i vostri associati durante l’anno? Quali sono i risultati più importanti che avete ottenuto nel 2025 e di cosa si vedrà il frutto nel 2026? «Elettricità Futura è la principale associazione di settore in Italia, con oltre 500 associati che costituiscono oltre il 70% del mercato elettrico del nostro Paese. La nostra relazione con gli associati è costante, sia attraverso i canali di informazione – a partire dal sito internet, aggiornato quotidianamente – che mediante i gruppi di lavoro, che consentono all’intera base di associati di contribuire direttamente nella raccolta di spunti utili a indirizzare il posizionamento dell’associazione sui vari temi. La copertura a 360° dell’agenda regolatoria e istituzionale, lungo tutte le attività della value chain e le tecnologie, è la leva principale che ci consente di ampliare la nostra base di associati. Lo scorso anno Elettricità Futura ha offerto il suo contributo concreto alla definizione di proposte e soluzioni per indirizzare tematiche chiave del settore, e ci aspettiamo di continuare su questa linea anche nel corso del 2026».

ALESSIO PINZONE, PRESIDENTE
Giorgio Boneschi, direttore generale di Elettricità Futura
BONESCHI,

Sede: Milano, Piazza Luigi Di Savoia 2 Presidente: Alessio Pinzone Membri del direttivo: Alessio Pinzone (Resfarm SRL), presidente; Alessandro Migliorini (European Energy), vicepresidente; Alessandro Cremonesi

cadenzata, in modo da essere aggiornati su cosa stanno facendo e su come possiamo aiutarli proattivamente».

Il fotovoltaico lega a doppio filo l’azione politica e quella culturale. Come vi muoverete su questi due fronti nel 2026? «Abbiamo istituito dei tavoli di lavoro, ognuno rappresentato da una persona di riferimento. Per quanto riguarda il tema politico siamo già molto attivi e abbiamo già raggiunto parecchi risultati. Lato culturale, invece,

TOLLING AGREEMENT: GUADAGNI PIÙ SICURI DAL BESS

GRAZIE A UNA GESTIONE COMMERCIALE AFFIDATA A OPERATORI SPECIALIZZATI, QUESTA FORMA CONTRATTUALE CONSENTE AI PRORIETARI DI UN IMPIANTO A ENERGIA RINNOVABILE CON SISTEMA DI ACCUMULO DI OTTENERE ENTRATE STABILI SENZA DOVERSI OCCUPARE DI ASPETTI TECNOLOGICI O DELLE FLUTTUAZIONI DEI MERCATI ENERGETICI. SI TRATTA QUINDI DI UNO STRUMENTO CHE GARANTISCE UNA FONTE DI GUADAGNO PER ENTRAMBE LE PARTI

Possedere un impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo e affidarne la gestione commerciale a un operatore di mercato, ottenendo un corrispettivo stabile nel tempo. È questo in poche parole il tolling agreement o, più semplicemente, tolling, la forma contrattuale che sta registrando ultimamente una certa diffusione nell’ambito delle rinnovabili in Italia e nel mondo, soprattutto per quanto riguarda la gestione di sistemi di accumulo di grande taglia abbinati a impianti fotovoltaici utility scale.

DI CHE COSA SI TRATTA

Sebbene negli ultimi tempi se ne stia parlando sempre di più, il tolling non è una soluzione particolarmente nuova. Come accordo contrattuale nasce all’interno del diritto anglosassone sul finire degli anni 90 del secolo scorso, soprattutto nel commercio delle fonti fossili e in particolare del gas. In base a questa formula il fornitore di combustibile (toller) fornisce la materia prima al proprietario di un impianto di produzione (tollee) riottenendone l’energia prodotta. Questo strumento contrattuale ebbe inizialmente un certo successo nei mercati “deregulated” come quello del Regno Unito o statunitense. In Italia ha avuto un timido inizio con la liberalizzazione del mercato energetico (decreto Bersani, 1999) per poi conoscere oggi una maggior fioritura nell’ambito delle energie rinnovabili. In questo contesto, la modalità contrattuale si semplifica in parte e assume una forma più simile a quella del noleggio. Il proprietario di un impianto a energia rinnovabile - in questo caso il “tollee” - si

fa carico della realizzazione e messa in esercizio dell’installazione, insieme alla sua gestione e manutenzione nel tempo, mentre affida la gestione della vendita sul mercato dell’energia prodotta a un soggetto terzo, il cosiddetto “toller”. In cambio di questo prestito, il proprietario dell’impianto riceve un corrispettivo fisso o quanto previamente concordato in fase di stesura del contratto.

VANTAGGI PER TUTTI

In questo tipo di contratto dunque sia il proprietario dell’impianto sia l’operatore che gestisce l’energia traggono vantaggi significativi, seppur di natura diversa, che rendono la collaborazione reciprocamente conveniente. Il tollee beneficia principalmente della monetizzazione sicura del proprio impianto, senza dover affrontare direttamente la complessità operativa e regolatoria del mercato elettrico. Ricevendo un corrispettivo predeterminato o legato a formule chiare, il proprietario può inoltre pianificare i flussi di cassa in maniera più stabile, aumentando la bancabilità del progetto e facilitando l’accesso a finanziamenti o investimenti futuri.

Dall’altra parte, il toller ottiene il vantaggio di poter massimizzare il valore dell’energia prodotta sfruttando appieno le opportunità del mercato senza farsi carico dei rischi relativi alla realizzazione, gestione e manutenzione dell’impianto.

La relazione tra tollee e toller è quindi un chiaro esempio di win-win: il primo riduce l’incertezza finanziaria, mentre il secondo assume un rischio più articolato, ma potenzialmente più remunerativo, sfruttando competenze tecniche e conoscenza dei

mercati per valorizzare al massimo l’impianto. Come spiega López de Rego Lage, contry manager di Optimize Energy Italia, il valore di questa formula sta nel bilanciare le esigenze di chi investe e di chi gestisce: «Da un lato il proprietario ottiene la possibilità di un finanziamento, dall’altro il toller può sfruttare la volatilità dei prezzi e gli spread di mercato per generare valore. L’obiettivo è creare un equilibrio sostenibile tra rischio e rendimento, utilizzando strumenti quantitativi avanzati per definire in modo equo il prezzo della tolling fee o condivisione dei profitti».

In sintesi, il tolling crea una sinergia strutturale tra proprietario e operatore: permette al proprietario di concentrarsi sul proprio impianto, mentre l’operatore di mercato sfrutta competenze e strumenti per trasformare i rischi in opportunità, valorizzando al meglio sia l’energia prodotta sia la flessibilità dell’impianto.

IDEALE PER I BESS

E a proposito di “flessibilità” è interessante sottolineare come la forma contrattuale del tolling si sposa particolarmente bene con i sistemi di accumulo. A differenza di un impianto fotovoltaico, che produce più o meno energia in base alle condizioni ambientali, un Bess consente all’operatore di decidere quando acquistare energia e quando immetterla sul mercato, sfruttando appieno la volatilità dei prezzi. Questa capacità di modulare la produzione nel tempo trasforma il rischio di mercato in opportunità di trading energetico, ampliando le possibilità di guadagno.

Una leva per lo storage nei grandi impianti

Una delle aziende che ha introdotto il tolling nel mercato italiano dei sistemi Bess abbinati a impianti fotovoltaici utility scale è Optimize Energy, società europea con esperienza consolidata nella gestione commerciale dei sistemi di accumulo energetico e nello sviluppo di strategie di ottimizzazione e trading per impianti rinnovabili. In Italia, l’azienda affianca investitori e operatori nella costruzione di schemi contrattuali che rendono i progetti più bancabili, riducono la complessità operativa e permettono di bilanciare in modo sostenibile rischio e rendimento.

«Il tolling agreement sta raccogliendo consenso e sta diventando uno strumento molto utilizzato a livello europeo per finanziare progetti tramite la condivisione di rischio e rendimento tra il proprietario dell’impianto e l’operatore specializzato», spiega spiega Pablo López de Rego Lage, country manager Italia di Optimize Energy. Grazie a questo modello, il proprietario può accedere più facilmente a finanziamenti strutturati, mentre l’operatore gestisce in modo ottimizzato il Bess, sfruttando la volatilità dei prezzi e le opportunità di mercato.

L’obiettivo è creare un equilibrio sostenibile tra rischio e rendimento, utilizzando strumenti quantitativi avanzati per definire in modo equo il prezzo della tolling fee o condivisione dei profitti.

Il nuovo modello risponde anche a un’esigenza crescente del settore: ridurre la complessità operativa per gli investitori, affidando la parte

Tutti questi canali offrono all’operatore una leva molto più ampia per ottimizzare la redditività del sistema di accumulo rispetto a un impianto fotovol taico che resta vincolato a un profilo di produzione determinato dal sole e quindi con una correlazione forte con le ore di prezzo più basso.

Dal punto di vista del proprietario, il tolling permet te di monetizzare la flessibilità del Bess senza dover si esporre direttamente alla complessità operativa e regolatoria dei mercati e di beneficiare di entra te prevedibili, riducendo l’esposizione al rischio di prezzo, mentre il toller assume un rischio più arti colato, ma potenzialmente più remunerativo.

La loro flessibilità operativa rende quindi i Bess uno degli strumenti più adatti a massimizzare il valore commerciale di questa forma di contratto.

GLI ASPETTI CRITICI

Accanto ai benefici, non mancano tuttavia alcune criticità. La strutturazione di un contratto di tolling richiede competenze legali e tecniche elevate e una profonda conoscenza del funzionamento del mer cato elettrico italiano. Il proprietario dell’impianto continua a correre due principali rischi: il primo è legato alla solidità finanziaria dell’operatore che ge stisce l’energia, mentre il secondo potrebbe arrivare da eventuali cambiamenti nelle regole del mercato elettrico. A questi si aggiungono altre complessità operative e strategiche. In primo luogo, la necessi tà di disporre di sistemi di monitoraggio avanzati è fondamentale per verificare che l’impianto sia ge stito correttamente e che i dati di produzione siano accurati. In secondo luogo, resta sempre il rischio di guasti o di manutenzione straordinaria, che posso no comportare costi imprevisti o periodi di fermo non coperti dal contratto.

Un’ulteriore criticità riguarda la rigidità di alcuni accordi di tolling: contratti molto strutturati pos sono limitare la possibilità di modificare strategie operative in risposta a evoluzioni del mercato, va riazioni dei prezzi dell’energia o nuove opportunità commerciali.

Nel complesso, queste criticità evidenziano come, sebbene il tolling rappresenti un potente strumento per stabilizzare i ricavi e trasferire il rischio di mer cato, la sua implementazione richieda una pianifica zione attenta e una supervisione costante da parte del proprietario dell’impianto.

più tecnica a soggetti specializzati. «Gestire un Bess non è semplice», osserva López de Rego Lage. «Servono accesso diretto ai mercati, algoritmi di ottimizzazione, competenze di analisi e una profonda conoscenza delle dinamiche di rete. È qui che noi possiamo fare la differenza, mettendo a disposizione il know-how maturato nei principali mercati europei per supportare gli operatori italiani nello sviluppo di strategie integrate di gestione commerciale».

Il tolling agreement si inserisce così in una gamma di strumenti che va dal Macse con offtake statale e rendimenti garantiti, fino ai modelli merchant puri più esposti al mercato, passando per soluzioni ibride che combinano sicurezza e flessibilità.

PABLO LÓPEZ DE REGO LAGE, COUNTRY MANAGER ITALIA DI OPTIMIZE ENERGY

CONTERRA® TRACKER

I VANTAGGI del sistema a terra CONTERRA® TRACKER includono:

• Motore con flange bullonate per una rapida strazione senza necessità di interventi sulla struttura App di monitoraggio per il controllo remoto e la gestione in tempo reale

• Tecnologia wireless avanzata che permette una comunicazione fluida tra hardware e software

Meno pezzi
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Servizio di Pull Out

Giunti di accoppiamento unici nel settore, compatibilità totale con ogni tipo di modulo. Versatilità massima per layout complessi.

- Prova di estrazione (pull out)

- Assistenza tecnica in cantiere

Grid forming fotovoltaico Nomi e sigle del

Tutto cambia: tecnologie, regolamenti, modelli di business, stakeholder, offerte, soggetti istituzionali coinvolti, meccanismi. Per meglio districarsi in questo panorama di concetti e termini spesso tecnici, ecco una piccola guida mensile per sapere sempre di cosa si sta parlando

Curtailment

Il concetto di curtailment può essere tradotto italiano con “limitazione o cessazione intenzionale della produzione" . Si tratta della riduzione deliberata della produzione di energia da un generatore (come ad esempio impianti fotovoltaici o eolici) rispetto alla sua capacità massima disponibile. Questo avviene quando la produzione è troppo alta rispetto alla domanda o quando la rete non può assorbire ulteriore energia senza compromettere la stabilità di tensione o frequenza. In questo modo si evita un eccesso di generazione che potrebbe causare problemi di esercizio nella rete. Pertanto il curtailment mira a ridurre lo stress sulla rete in un dato momento della giornata e comunemente è associato alla riduzione dell'immissione di energia da fonti rinnovabili, proprio perché per loro natura possono generare molta energia in momenti di bassa domanda che, se immessa totalmente nel sistema elettrico, la rete non sarebbe in grado di gestirla. Si tratta di una perdita potenziale di energia utile, ma è necessaria per mantenere equilibrio e sicurezza.

IN SINTESI

Curtailment | riduzione deliberata della produzione di energia da un generatore rispetto alla sua capacità massima disponibile

Grid forming | inverter in grado di generare attivamente la tensione e la frequenza di riferimento della rete, invece di seguire quelle esistenti

Tide | Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico che disciplina il dispacciamento dell’energia elettrica

Il termine grid forming è usato nei sistemi elettrici per descrivere una tecnologia di controllo degli inverter , in cui un dispositivo (come un inverter di un impianto fotovoltaico) genera attivamente la tensione e la frequenza di riferimento della rete, invece di limitarsi a seguire quelle esistenti. In reti con molta energia da fonti rinnovabili, gli inverter grid forming possono sostituire alcune funzioni tradizionalmente fornite dalle grandi macchine sincrone (come le centrali a gas o a carbone). Queste includono stabilità di tensione/frequenza, inerzia virtuale, supporto in caso di guasti e capacità di black start per riavviare una sezione di rete isolata. In altre parole se un inverter grid following tradizionale segue la rete già esistente, l’inverter grid forming crea e mantiene un proprio segnale di rete (voltaggio/frequenza) a cui altri dispositivi si sincronizzano. La capacità grid forming è cruciale per integrare su larga scala le rinnovabili, superando i limiti delle tecnologie tradizionali (grid following) e assicurando che il sistema rimanga stabile e sicuro mentre si dismettono le centrali a combustibili fossili.

Tide

Tide sta per Testo Integrato del Dispacciamento Elettrico ed è un quadro normativo che disciplina il dispacciamento dell’energia elettrica , cioè la gestione operativ a della generazione e del consumo di energia elettrica per mantenere equilibrio tra domanda e offerta nella rete. È stato introdotto da Arera il 1° gennaio 2025. Sul sito di Arera lo strumento è così definito: “Il Tide si inserisce nel contesto di aumento delle fonti rinnovabili non programmabili, che sta comportando la necessità di incrementare le risorse in grado di fornire servizi ancillari al sistema elettrico o di essere ridispacciate per esigenze di sicurezza dell'esercizio”. Lo scopo di questo nuovo quadro normativo è quello di attuare un modello di dispacciamento di merito economico in cui tutte le risorse della rete, incluse le unità di consumo, possono (almeno in linea di principio) assumere il duplice ruolo: quello principale di produrre o consumare energia e quello ancillare di prestare servizi, che consistono nella disponibilità a modificare o spostare temporalmente la produzione e i consumi richiesta del distributore. Il modello è basato su piattaforme organizzate che selezionano le risorse più efficienti, cioè quelle che sono in grado di modulare produzione o carico al minore costo e a prescindere dalla tecnologia, secondo il principio di neutralità tecnologica. In pratica il Tide include regole su come le risorse (inclusi impianti fotovoltaici e altre rinnovabili) devono comunicare, programmare e modulare la produzione, partecipare ai servizi ancillari (come la regolazione di frequenza e tensione) e fornire flessibilità al sistema elettrico nazionale.

IMPIANTI UTILITY SCALE: I PROTAGONISTI

CON IL NUMERO DI GENNAIO 2026 DI SOLARE B2B HA PRESO IL VIA UN NUOVO SPAZIO

EDITORIALE PENSATO PER PRESENTARE GLI ATTORI DEL MERCATO DEI GRANDI IMPIANTI

FOTOVOLTAICI A TERRA. NEGLI ULTIMI DUE ANNI, IL SEGMENTO UTILITY SCALE È STATO LA LOCOMOTIVA CHE HA TRASCINATO TUTTO IL MERCATO E LO FARÀ ANCORA A LUNGO

GRAZIE A MISURE COME IL FER X E AI GRANDI INVESTIMENTI CHE SI STANNO RIVERSANDO SU QUESTO MODELLO DI BUSINESS

Con il primo numero del 2026, SolareB2B ha inaugurato una nuova rubrica che punta i riflettori sui protagonisti di progettazione, sviluppo e realizzazione dei grandi impianti utility scale: soprattutto EPC contractor, ma non solo. Questo nuovo spazio intende dare visibilità ai principali operatori attivi nel mercato italiano dei grandi impianti a terra, raccontandone competenze, progetti, obiettivi e posizionamento strategico. Gli EPC Contractor sono il perno centrale delle attività legate ai grandi parchi fotovoltaici, sono figure fondamentali per lo sviluppo di progetti fotovoltaici di ampia portata e, in generale, da fonti rinnovabili. Conoscere i protagonisti di questo specifico mercato consente di comprenderne dinamiche, strumenti, opportunità e criticità, strategie e soluzioni, elementi che solitamente sono poco noti al grande mercato. La rubrica

sarà quindi una rassegna di operatori del settore: da EPC storici e leader di mercato, a realtà di dimensioni medie, fino a playeremergenti.Inquestepagineverrannoraccontatilaloro storia e il loro posizionamento attuale. Verranno anche mostratiivoltieiruolideiprincipaliresponsabili.Ilmercatoèfatto di tecnologie e investimenti, ma soprattutto di quelle persone che li trasformano in casi di successo.

Puntate precedenti

1. Aiem: “Gestire la complessità, opzione vincente” Gennaio 26

SISTEMI FOTOVOLTAICI INTELLIGENTI PER LA TUA INDIPENDENZA ENERGETICA

POWER MINI

IL NUOVO SISTEMA STORAGE RETROFIT OUTDOOR

98 kW DI CAPACITÀ in un’unica soluzione

INVERTER FOTOVOLTAICO integrato fino a 100 kW

INSTALLAZIONE PLUG&PLAY per ridurre tempi e costi

RAFFREDDAMENTO A LIQUIDO E DESIGN ANTICONDENSA per garantire affidabilità in ogni condizione

zcsazzurro.com

2. Coesa: “Reputazione, know-how e innovazione” Gennaio 26 QR SCAN

IMPIANTI UTILITY SCALE: I PROTAGONISTI

FILIERA INTEGRATA, PIÙ VALORE NEL TEMPO

ESPE OPERA NEL FOTOVOLTAICO DAL 2003 PER UN

TOTALE DI 670 MW INSTALLATI. ORA IL SEGMENTO

UTILITY SCALE COPRE L’80% DEL BUSINESS CON UNA

OFFERTA CHE SI PRENDE IN CARICO TUTTE LE FASI: DALLO

SCOUTING ALLA PROGETTAZIONE, DALLA COSTRUZIONE

ALLA MANUTENZIONE. «OGGI OCCORRE UNA CAPACITÀ

PROGETTUALE CHE GARANTISCA COSTI DI COSTRUZIONE

BASSI, MA OFFRA PERFORMANCE E GARANZIE MOLTO PIÙ

SFIDANTI CHE IN PASSATO» SPIEGA ENRICO MENEGHETTI, PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO

er chi abbia frequentato gli ultimi due decenni del fotovoltaico italiano, il nome Espe risuona non solo conosciuto (e ci mancherebbe), ma anche intriso di una forza e di una autorevolezza che pochissimi player del settore possono eguagliare. La storia è importante: conferma credibilità e solidità; e diventa una molla caricata per spingere verso i successi futuri. Purché la strada sia quella giusta.

In questo momento la direzione intrapresa da Espe si sviluppa verso il settore dei grandi impianti fotovoltaici a terra con una offerta sostenuta da una identità ben precisa: quella di una proposta commerciale che fa leva su una filiera integrata in grado di occuparsi di tutti gli aspetti che riguardano il segmento utility scale, dallo scouting fino alla manutenzione dell’impianto.

Oggi le attività legate ai grandi impianti a terra coprono l’80% del business di Espe nel solare. La restante parte riguarda impianti a tetto (dai 500 kW fino a 1 o più MW).

Dal 2003 l’azienda ha realizzato 795 impianti per una potenza complessiva di 670 MW.

La taglia dei parchi utility scale, che ha avuto un vero e proprio boom dal 2022, è collocata in un range che va da 5 a 50 MW in diverse modalità: moduli fissi, con tracker, agrivoltaico… «Il passaggio a questa taglia è stato sfidante» spiega Enrico Meneghetti, presidente e amministratore delegato di Espe. «Negli anni dei Conti Energia era tutto sommato più semplice: moduli costosi e produzione ben remunerata lasciavano ampi margini per garantire la redditività. Oggi invece occorre una capacità progettuale che tenga conto di costi di costruzione necessariamente bassi, ma in grado di offrire performance e garanzie molto più sfidanti.

Su questo ci ha aiutato il know how che abbiamo con il mondo della “potenza”, e in particolare con la media tensione».

Da qui deriva un posizionamento come EPC nella fascia premium del mercato e una strategia progettuale che cura con particolare attenzione l’Opex. «In genere per i nostri clienti il valore dell’impianto è considerato in un’ottica di benefici generati sul lungo periodo. È un approccio diverso da quello, ad esempio, di un fondo interessato solo alla compravendita. E questo richiede una grande conoscenza dal punto di vista tecnico, per creare e salvaguardare nel tempo il valore aggiunto dell’impianto». A massima tutela di questo valore aggiunto, Espe ha scelto di lavorare internalizzando tutte le fasi critiche: chi si occupa di progettazione, tutti i capi cantieri, e anche i tecnici sono personale interno.

«Le stesse scelte progettuali, dai piccoli dettagli alle grandi complessità, rispettano questa impostazione. Ad esempio abbiamo sviluppato una linea di prodotto nostro per le cabine di media tensione. Moduli e inverter sono forniti assolutamente da aziende Tier 1. Un occhio di riguardo viene posto anche a tutta la parte elettromeccanica, al dimensionamento dei cavi, ai trasformatori, ai quadri elettrici e a tutta una serie di accorgimenti di layout che poi renderanno la manutenzione più

La scheda

Espe SpA

Sede: Grantorto (Padova)

Anno di nascita: 1974

Attività e Servizi: Advisory tecnico, Engineering, Procurement, Construction, O&M

Fatturato: 50 milioni

Portfolio

Numero impianti fotovoltaici realizzati: 795

Potenza totale impianti realizzati

670MW

Potenza media: 6MW

Impianto più grande: 25MW

Numero impianti fotovoltaici di proprietà: 11 (aziende collegate)

Potenza totale impianti di proprietà: 14MW

Pipeline

400MW in fase di autorizzazione 125MW in fase di costruzione (cantieri aperti)

agevole. Ci sono clienti più predisposti a riconosce questo valore: quelli che fanno l’impianto per tenerlo e non per rivenderlo». Al momento Espe non dispone di molti impianti di proprietà: «Ci piacerebbe poterne fare di più, ma siamo assorbiti dal mercato. Però è uno degli obiettivi per il futuro».

Per quanto riguarda invece le attività di O&M e revamping la scelta è stata quella di scorporare il ramo d’azienda che se ne occupava e portarlo all’interno di una società separata, anche se posseduta da Espe.

Perché? «In un mercato in crescita e con risorse limitate, la priorità viene sempre data alla costruzione rispetto alla manutenzione. Per questo abbiamo preferito dare vita a una struttura dedicata che ha come sua unica attività il monitoraggio e la manutenzione degli impianti. Considerando la soddisfazione che ci manifestano i nostri clienti – sempre molto esigenti – direi che è stata una scelta giusta».

In questo momento il personale diretto conta circa 110 persone, ma contando anche le attività di sviluppo e manutenzione gli addetti arrivano a 270. Un numero davvero enorme, cresciuto un po’ alla volta, con momenti di rallentamento (come quello di circa 10 anni fa, successivo alla fine dei Conti Energia) e periodi di forte accelerazione.

ERNEST JURICIC SALES DIRECTOR
MAURIZIO ZANCHIN HEAD OF DEVELOPMENT
SIMONE MARIGA CTO
ENRICO MENEGHETTI CEO
FABIO MENEGHETTI COO
SIMONE BROMBIN HEAD OF PV SALES
LA SEDE DI ESPE A GRANTORTO, IN PROVINCIA DI PADOVA.

“Sempre un passo avanti, solidi e innovativi”

“CI SONO COMPLESSITÀ PROGETTUALI CHE POSSONO NASCERE GIÀ AL MOMENTO DELL’AVVIO DEL CANTIERE. UNA FILIERA

COMPLETA PERMETTE DI INTEGRARE LE VARIE FASI E REALIZZARE IMPIANTI CON BUDGET OTTIMIZZATI E CON TANTI VANTAGGI IN TERMINI DI PRODUZIONE E GESTIONE” SPIEGA ENRICO MENEGHETTI, PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO DI ESPE

Uno dei punti di forza dell’offerta di Espe riguarda la capacità di occuparsi di tutti gli aspetti che riguardano la progettazione, la costruzione e la manutenzione di grandi impianti fotovoltaici grazie alla vostra filiera integrata.

Quali sono gli aspetti più cruciali di questo modello? «Partiamo dal processo di integrazione tra le aziende di Espe. Gli aspetti più critici e di valore sono nei passaggi tra le diverse fasi. Faccio un esempio: chi si occupa solo di sviluppo, potrebbe non essere interessato alle criticità che si manifestano nelle fasi successive. Infatti ci sono complessità progettuali che possono nascere già al momento dell’avvio del cantiere e rischiano di scaricare problemi su tutti gli altri step. Anzi, ancora prima: già dall’individuazione del terreno si può iniziare a ragionare su un processo che guarda in avanti fino alla manutenzione. Insomma, una filiera completa permette di integrare le varie fasi e realizzare impianti con budget ottimizzati e con tanti vantaggi in termini di produzione e gestione. Altrimenti si rischia di portarsi dietro difetti o complessità che rendono più difficile l’operatività e la manutenzione dell’impianto, e generano costi superiori rispetto a quelli messi a budget».

ENRICO MENEGHETTI, PRESIDENTE E

AMMINISTRATORE DELEGATO DI ESPE

Parliamo di prodotti. Quali sono oggi le criticità nella selezione dei fornitori?

«L’industria ormai realizza prodotti tecnologicamente eccellenti. Ma a volte si manifestano criticità nel farli lavorare insieme: ad esempio tra modulo e tracker, oppure anche tra modulo e inverter. Non basta offrire prodotti innovativi, occorre fare in modo che garantiscano la massima interoperabilità quando inseriti in un ecosistema composto da più componenti realizzati da brand differenti. Inoltre le grandi aziende non sono sempre disponibili quando chiediamo modifiche o personalizzazioni che possono portare significativi miglioramenti nel sistema. Però molte volte mettendosi insieme si riesce a trovare buone soluzioni, anche dal punto di vista contrattuale».

Ormai quella di Espe è una storia che ha appena superato il mezzo secolo di vita. Tutto cominciò negli anni 70 e precisamente nel 1974 quando venne fondata da Roberto Meneghetti (padre dell’attuale presidente e amministratore delegato) insieme ad altri tre soci. Le prime attività riguardano la realizzazione di impianti elettrici per l’industria del padovano, soprattutto cartiere, tessile e industria plastica. «Continuiamo anche ora ad operare in questi ambiti perché si tratta di attivi-

Posizionamento & servizi

Project development

Strutturazione finanziaria

Progettazione esecutiva (Engineering)

Approvvigionamento (Procurement)

Costruzione (Construction)

Commissioning (collaudo e connessione)

Operation & Maintenance

Fine vita e smantellamento

Quanto siete coinvolti nel FER X e con quale orizzonte temporale?

«Abbiamo tanti clienti che sono risultati ammessi con i loro progetti. La richiesta supera abbondantemente quello che abbiamo fatto in questi anni. Credo che arriveremo a smaltire il lavoro sul FER X nell’arco di due anni, due anni mezzo».

C’è il rischio di carenza di componenti, o addetti?

«Per i componenti non sono preoccupato: non credo ci sarà shortage, magari qualche aumento di prezzo. Per gli addetti, ci sarà un rischio di carenza solo per maestranze qualificate in ambito elettrico: professionisti formati, certificati… Su questo il mercato potrebbe incontrare serie difficoltà».

Anche voi?

«Direi di no. In Espe è il personale interno a occuparsi delle lavorazioni più critiche. E poi operiamo con partner storici che conosciamo da 15 o 20 anni. È una scelta un po’ più costosa, ma offre grandi vantaggi in termini di garanzia di qualità».

Come valutate l’ingresso dei Bess nei grandi impianti?

«Strategico. È uno dei punti su cui stiamo iniziando a far valere le competenze dei nostri professionisti che conoscono la potenza in ambito industriale. Stiamo acquisendo i primi ordini per impianti con Bess nel C&I e nell’utility scale. Ovviamente la parte più importante legata al Macse si inizierà nei prossimi mesi e si svilupperà per i prossimi due o tre anni. Già dalla fine della scorsa estate abbiamo notato una accelerazione sul fronte dei sistemi storage, ma nel 2026 ci sarà un cambio di passo netto».

La principale sfida per il futuro?

«Continuare in questo percorso che mette insieme crescita dei volumi e focus sulla qualità facendo tesoro dell’esperienza accumulata. Nella nostra storia il modello di business è cambiato numerose volte, e in futuro cambierà ancora.

La sfida è quella di cercare di essere sempre un passo avanti: solidi, ma anche innovativi e aperti alle nuove esigenze del mercato».

tà importanti, ma anche perché rappresentano le nostre radici».

Negli anni Novanta Espe inizia a occuparsi di rinnovabili e tra il 2002 e il 2003 comincia a promuovere il fotovoltaico sui tetti, facendosi quindi trovare prontissima nel momento in cui l’avvio dei Conti Energia sostiene la crescita del mercato portando l’azienda nei primissimi posti tra gli operatori italiani. Il fortissimo sviluppo del fotovoltaico spinge Espe ad occuparsi anche di altri settori nel mondo delle rinnovabili lanciando tecnologie proprietarie nel minieolico e nelle biomasse. E saranno proprio queste attività a sostenere l’azienda negli anni più bui del settore, quando il fotovoltaico subiva un ridimensionamento drammatico.

Poi negli anni 2018 e 2019 si riparte, con il vantaggio di collocarsi subito tra gli operatori di riferimento non solo per il know-how ma anche per una credibilità più che solida («Anche perché eravamo tra i pochi sopravvissuti» commenta Enrico Meneghetti»).

Poi, nel 2024, un'altra pietra miliare: la decisione di quotarsi a piazza affari con l’obiettivo di acquisire quella indipendenza finanziaria indispensabile non solo per continuare a crescere, ma anche per farlo salvaguardando la propria identità. Con l’ingresso in Borsa arrivano le risorse per un altro importante passo in avanti che porta l’azienda a dimensioni tali da potersi misurare con grandi e grandissimi clienti, comprese le principali utilities. Come ultimo tassello di questa cavalcata, nel 2025 la società si trasforma in Gruppo Espe riunendo in un unico soggetto anche le tante società acquisite nel corso degli ultimi anni o create ad hoc per occuparsi di specifiche attività come ad esempio la manutenzione degli impianti.

Best Practice

Tra i più recenti e più riusciti progetti realizzati da Espe ci sono due impianti con cabine di trasformazione a tecnologia proprietaria ESPE realizzati a Monticello Conte Otto (Vincenza) e San Martino delle Venezze (Rovigo). Il primo (in

alto nella foto) è un impianto utility scale Agrivoltaico avanzato con potenza di 5,29 MWp e tracker 1P. Il secondo (foto sotto) è un impianto utility scale con potenza di 17,68MWp e supporto fisso 2P.

IMPIANTI UTILITY SCALE: I PROTAGONISTI

BANCABILITÀ E QUALITÀ: COSÌ SI FAVORISCONO

I PROGETTI IN GRID PARITY

LA SOCIETÀ RP GLOBAL VANTA UNA LUNGA ESPERIENZA

NELLO SVILUPPO DI IMPIANTI DA FER UTILITY SCALE, CON UNA PIPELINE A LIVELLO GLOBALE CHE SUPERA I 14 GW. DI QUESTI, 1,9 GW FANNO RIFERIMENTO A PROGETTI FV, EOLICI E BESS IN ITALIA. LAVORANDO IN QUALITÀ DI IPP, RP

FINANZIA LA COSTRUZIONE DI PARTE DEI PROGETTI CON GRANDI AZIENDE MULTINAZIONALI

el panorama italiano dei grandi impianti fotovoltaici utility scale, RP Global è ancora una realtà nuova, giovane. Ma a livello globale, la sua storia nello sviluppo, finanziamento e connessione di impianti da fonti rinnovabili risale agli anni 80, quando la società aveva iniziato a muovere i primi passi nello sviluppo di piccoli impianti idroelettrici prima in Austria, poi in Portogallo, Spagna e Georgia. RP Global è un Indipendent Power Producer (IPP) nato in Austria e con oltre 40 anni di esperienza nello sviluppo di progetti di energia rinnovabile utility scale. Dopo i primi anni nell’idroelettrico, dal 2007 il gruppo inizia a muovere i passi anche nello sviluppo di impianti eolici. Il punto di svolta arriva però nel 2017: il gruppo vende la maggior part de-

Top Management

gli asset da fonti rinnovabili realizzati, molti dei quali in regime di incentivi. A quel punto, RP Global ha iniziato a concentrarsi sul finanziamento e sviluppo di impianti solari, eolici e idroelettrici di taglia utility scale, di proprietà. Le aree di attività del gruppo spaziano dallo sviluppo all’advisory tecnico, dall’engineering, procurement, construction fino al finanziamento dei progetti e alle attività di gestione e manutenzione. I progetti oggi in via di sviluppo a livello globale superano i 14 GW. Non solo: la società ha ampliato il raggio d’azione anche verso i sistemi di storage Bess. E per quanto riguarda il mercato italiano? «Il nostro debutto in Italia risale al 2022, con l’apertura dei primi uffici a Milano, Bolzano e Cagliari», dichiara Giuseppe Truglio, country manager Italia di RP Global. «Il nostro obiettivo è quello di consolidare la presenza del gruppo in Italia e di contribuire agli obiettivi del Pniec attraverso lo sviluppo di impianti agrivoltaici di grande scala, eolici on shore e storage stand alone per fornire servizi di rete». Il gruppo, che in Italia ha un team composto da circa 30 persone, sta sviluppando impianti in grid parity, fatta esclusione per una centrale solare da 16,5 MWp ubicata in Basilicata che sarà realizzata attraverso il meccanismo del FER X Transitorio.

«In qualità di IPP, e quindi di player che non si limita allo sviluppo di progetti utility scale, curandone la fase autorizzativa, ma che poi segue direttamente l’engineering, il procurement e construction e l’O&M», continua Truglio, «il nostro

La scheda

RP Global Italy Srl

Sede legale: viale della stazione 8, Bolzano

Sede operativa: Via Gesù 21, Milano

Anno di nascita: 2022

Attività e Servizi: sviluppo, costruzione e operation di progetti rinnovabili, advisory tecnico, engineering, procurement, O&M, finanziamento

Portfolio

IMPIANTI AGRIFV

Numero impianti agrivoltaici: 33 progetti in sviluppo

Potenza totale impianti: 933 MWp

Potenza media: 40 MWp

Impianto più grande: 92 MWp

IMPIANTI WIND

Potenza totale impianti: 500 MWp

Potenza media: 40 MWp

Pipeline

Impianto più grande: 60 MWp 1,9 GW in fase di autorizzazione

punto di forza è la possibilità di finanziare i progetti, fungendo da investitore diretto e collaborando con partner istituzionali e industriali». A rafforzare questa posizione, lo scorso anno RP Global ha chiuso un accordo con un asset manager francese, Mirova, cha ha contribuito al finanziamento dei progetti in pipeline con un’iniezione di capitale pari a circa 480 milioni di euro. «Si tratta di un passaggio fondamentale anche per lo sviluppo degli impianti in Italia», aggiunge Truglio. «Siamo attivi sul territorio dal 2022, con la costituzione di RP Global Italy Srl, data che ha segnato l’inizio di una presenza strutturata sul territorio nazionale. In pochi anni siamo riusciti a collocarci tra i principali player emergenti nel mercato italiano delle energie rinnovabili, con un portafoglio di oltre 1,9 GW di progetti, di cui

IPP, attore cruciale per progetti in grid parity

«OGGI C’È BISOGNO DI SOGGETTI PROFESSIONALI IN GRADO DI SVILUPPARE IMPIANTI BANCABILI E DI QUALITÀ.

LA FORZA DEGLI INDIPENDENT POWER PRODUCER RISIEDE NELLA CAPACITÀ DI INIETTARE CAPITALI PRIVATI DA INVESTIRE NEI PROGETTI», SPIEGA GIUSEPPE TRUGLIO, COUNTRY MANAGER ITALIA DI RP GLOBAL

Quanto è importante oggi il ruolo dell’IPP in Italia?

«È cruciale: da una parte c’è il raggiungimento degli obiettivi del Pniec, che richiedono la messa in esercizio di tantissimi progetti. Siamo in ritardo, e c’è bisogno di soggetti professionali in grado di sviluppare impianti bancabili e di qualità. La forza dell’IPP risiede proprio nella capacità di iniettare capitali privati da investire nei progetti».

A suo avviso, quali sono i fattori chiave per avere successo nell’attuale mercato fotovoltaico in ambito utility scale?

GIUSEPPE TRUGLIO, COUNTRY

MANAGER ITALIA DI RP GLOBAL

«Sviluppare pipeline di progetti di qualità che siano pensati già in fase di sviluppo per essere bancabili e costruibili: questa è la prima sfida. Serve poi mantenere un dialogo costante e costruttivo con enti autorizzatori a tutti i livelli e con i proprietari terrieri, soprattutto nell’ottica di sviluppo delle installazioni agrivoltaiche».

Quali ritiene siano le sfide più critiche che il settore fotovoltaico dovrà affrontare nei prossimi anni nell’ambito degli impianti utility scale e come la vostra azienda intende superarle?

«La vera sfida è superare quel fenomeno di shortage dei componenti principali quali moduli, inverter e trasformatori nonché di aziende EPC specializzate e bancabili che siano in grado di costruire i progetti che vengono autorizzati. Altro importante fattore da considerare a lungo

circa 885 MWp di agrivoltaico, 711 MW di Bess stand alone e 270 MW di eolico on-shore. Questo ulteriore accordo ci permetterà di accelerare la realizzazione e operatività dei progetti in grid parity che abbiamo in pipeline».

In Italia, l’IPP è attivo su tutto il territorio nazionale, con la maggior parte dei progetti concentrati nelle regioni del Centro-Sud (Molise, Basilicata, Puglia, Lazio, Toscana) e nelle Isole. Il gruppo stima la piena autorizzazione tra il 2027 e il 2028: «I prossimi cinque anni saranno cruciali per completare i progetti e renderli operativi», spiega Truglio. «Purtroppo ci sono sfide significative sulla taglia utility scale che frenano la potenzialità di questi impianti, e obiettivi nazionali da traguardare in poco tempo». Le sfide principali in Italia per RP Global sono legate principalmente agli iter autorizzativi complessi e ai tempi lunghi per ottenere le valutazioni di impatto ambientale; a questi si aggiungono le connessioni alla rete, spesso ostacolate da vincoli tecnici e burocratici, e una crescente competizione tra operatori.

Achievements

• Vinto bando FER X per lo sviluppo in Italia di un impianto agrivoltaico da 16,5 MWp

termine è il “capture price” che, soprattutto per i progetti fotovoltaici, si sta costantemente abbassando mettendo a rischio la fattibilità economica dei progetti. Da qui è importante avere una route-to-market pianificata e di lungo periodo».

Quali nuovi modelli, innovazioni tecnologiche o tendenze state seguendo con maggiore attenzione? «Sicuramente il modello principale al momento è l’ibridizzazione, e quindi dotare i progetti fotovoltaici o eolici con soluzioni di storage. Questa abbinata consente di massimizzare i ritorni dell’investimento proteggendo i progetti dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia».

Nel quotidiano, quali sono le sfide operative più impegnative che affrontate e come le state gestendo concretamente?

«Le sfide sono molteplici. Lato sviluppo progetti, metterei in testa l’incertezza del quadro regolatorio che continua a cambiare costantemente ed in maniera incoerente mettendo a rischio investimenti e certezza del diritto. Poi vi è certamente la carenza di personale qualificato, tema importante che impatta sulla qualità degli sviluppi autorizzativi. Nel prossimo futuro la carenza di soggetti EPC bancabili che possano assorbire il carico di progetti da costruire può rappresentare un altro importante fattore di rischio per il mercato».

Posizionamento & servizi

Project development

Progettazione esecutiva (Engineering)

Approvvigionamento (Procurement)

Costruzione (Construction)

Commissioning (collaudo e connessione)

• Completato impianto fotovoltaico da 21 MWp in Croazia

• Avviati i lavori per un impianto fotovoltaico da 49,5 MWp in Germania

• Ottenuto status ready to build (RTB) per un impianto eolico da 123,9 MW in Polonia ed ottenuta grid connection per un ulteriore parco eolico da 255 MW

•Vinta gara in Francia per CfD per impianto eolico da 20,7 MW

«Il rischio è sempre legato alla qualità dei progetti», spiega Truglio. «Oggi in Italia c’è scarsa disponibilità di EPC e di soggetti con strutture finanziarie solide per lo sviluppo di impianti di qualità e innovativi da un punto di vista tecnologico. Considerando i numeri richiesti dal FER X e le pipeline in sviluppo in grid parity, questo fenomeno rischia di compromettere la qualità dei progetti». Il potenziale della taglia utility scale è un treno in corsa che la società non vuole perdere, anche per la qualità delle partnership siglate in questi anni con grandi multinazionali dell’IT. «Abbiamo negoziazioni di corporate PPA in corso con primarie società dell’IT ed utilities», spiega Truglio. «Le relazioni personali costruite in questi anni e la storicità del gruppo ci hanno portato a chiudere diversi accordi con queste grandi realtà. Partecipiamo attivamente a diversi tender in tutta Europa che ci consentiranno di vendere alle multinazionali l’energia prodotta dagli impianti da FER che stiamo costruendo senza necessità di ricorrere a meccanismi di incentivazione».

Strutturazione finanziaria

MODULI BIFACCIALI: UNA REALTÀ CONSOLIDATA I

I PANNELLI FOTOVOLTAICI IN GRADO

DI PRODURRE ENERGIA DA ENTRAMBI

I LATI RAPPRESENTANO ORMAI LO

STATO DELL’ARTE DEL MERCATO, CON LA QUASI TOTALITÀ DEI NUOVI

IMPIANTI UTILITY SCALE CHE UTILIZZANO

QUESTA TECNOLOGIA. PER IL LORO

CORRETTO IMPIEGO SONO NECESSARIE

COMPETENZE SPECIFICHE CHE NE

VALORIZZINO LE CARATTERISTICHE E SAPPIANO AFFRONTARNE LE CRITICITÀ

DI ALDO CATTANEO

l fotovoltaico bifacciale è passato in pochi anni da soluzione di nicchia a nuovo standard del mercato utility scale. Nei grandi impianti a terra, la quota di moduli con questa tecnologia ha ormai raggiunto livelli prossimi alla totalità delle nuove installazioni, mentre anche nei segmenti commerciale, industriale e, in misura crescente, residenziale la loro presenza si sta consolidando. Questa evoluzione non è solo il frutto di un trend del momento, ma il risultato di una combinazione di fattori tecnologici: maturità industriale, riduzione dei costi, maggiore affidabilità delle simulazioni e una comprensione più precisa dei benefici reali in termini di produzione energetica.

«Oggi i moduli bifacciali rappresentano lo stato dell’arte del fotovoltaico. Nel segmento utility scale, in particolare negli impianti a terra, parliamo ormai di una quota prossima al 99% delle installazioni», spiega Antonio Ruta, head of technical service Latam & Italy di JinkoSolar. «Anche nei segmenti industriale, commerciale e, in parte, residenziale, la presenza dei bifacciali è in costante crescita. Se si guarda al portafoglio prodotti dei principali produttori, JinkoSolar compresa, la quasi totalità dei moduli di grande formato oggi disponibili è costituita da moduli bifacciali a doppio vetro. Questo è diventato il riferimento tecnologico su cui si costruisce l’offerta di mercato».

Infatti, il portafoglio dei principali produttori si è spostato in modo deciso verso soluzioni bifacciali a doppio vetro, soprattutto nei formati di grande taglia. Oggi, quando si parla di moduli per impianti utility scale, ci si riferisce quasi sempre a moduli bifacciali, spesso basati su celle di ultima generazione e architetture pen-

3.0 66QL6-BDV

Il Tiger NEO 3.0 66QL6-BDV è un modulo bifacciale doppio vetro di dimensioni 2.382 x 1.134 millimetri, che combina efficienza del 24,8% con un elevata affidabilità. Realizzato con la tecnologia delle celle TOPcon, raggiunge una potenza in uscita di 670 Wp e offre una bifaccialità dell'85% ±5% nella produzione di massa. Il modulo Tiger NEO 3.0 66QL6-BDV è il risultato di innovazioni a livello modulo e di celle, che comportano anche un migliorato coefficiente di temperatura pari al 0,26%/°C, erogando energia in più nei climi caldi e offrendo prestazioni più elevate in ambienti scarsamente illuminati. Coperto da una garanzia di 30 anni e da una riduzione del degrado annuo dello -0,35%/anno, Tiger Neo 3.0 garantisce affidabilità a lungo termine e una maggiore generazione

sate per massimizzare la resa su entrambi i lati del pannello. La bifaccialità non è più un optional, ma una caratteristica intrinseca della tecnologia fotovoltaica contemporanea.

UN VANTAGGIO OGGETTIVO

Dal punto di vista fisico, un modulo bifacciale permette di assorbire la radiazione solare sia dalla parte frontale sia dal lato posteriore. La superficie anteriore lavora in modo analogo a quella di un modulo tradizionale, catturando la luce diretta. Il retro, invece, sfrutta la luce riflessa dal suolo o da altre superfici circostanti: cemento chiaro, ghiaia, sabbia, tetti riflettenti, neve o superfici artificiali ad alto albedo. Quest’ultimo, l’albedo, è in pratica la frazione di radiazione solare che una superficie riflette anziché assorbire. Terreni scuri o vegetazione fitta offrono un contributo limitato, mentre superfici chiare e riflettenti possono incrementare in modo significativo il guadagno del lato posteriore. In condizioni favorevoli, la produzione aggiuntiva rispetto a un modulo monofacciale può variare, secondo diverse analisi, tra il 10% e il 30% a seconda del sito, della configurazione meccanica e delle caratteristiche del suolo. «Come JA Solar adottiamo un approccio molto pragmatico», afferma Edoardo Pulvirenti, sales manager Italy, utility scale projects di JA Solar. «Il bifacciale non è sempre la soluzione migliore in assoluto, ma lo diventa quando il progetto è correttamente concepito. Negli impianti a terra, in presenza di un buon albedo e di strutture adeguate come ad esempio i trackers, i benefici sono evidenti».

IL RUOLO DELLE TECNOLOGIE

La crescita del bifacciale è strettamente legata all’evoluzione della tecnologia delle celle. Oggi le migliori prestazioni in termini di bifaccialità sono offerte dalle celle N-type, in particolare nelle architetture TOPcon di ultima generazione. Questo

LONGI Serie Hi-MO 9

Il modulo Longi Hi-MO 9 è progettato per massimizzare l'efficienza in progetti di scala utility. Il cuore pulsante di questo modulo è la tecnologia proprietaria Hpbc (Hybrid Passivated Back Contact) che sposta i contatti elettrici sul retro della cella.

Con una potenza fino a 670 Wp, assicura un’efficienza di conversione fino al 24,8% grazie all'assenza di ombreggiamento causato dai busbar sulla parte anteriore. Inoltre il design bifacciale con contributo aggiuntivo da albedo incrementa significativamente la resa energetica complessiva rispetto ai moduli monofacciali. Infine, la tecnologia BC riduce lo stress meccanico sulle celle garantendo affidabilità e resistenza. Il modulo è caratterizzato d un coefficiente di temperatura migliorato e una degradazione bassa (meno dell'1% nel primo anno).

JINKO SOLAR Tiger NEO

standard tecnologico è diventato il riferimento del mercato utility scale e rappresenta ormai la grande maggioranza delle nuove installazioni globali, grazie a una combinazione di efficienza elevata, buona bifaccialità e maturità industriale. I moduli TOPcon di fascia alta raggiungono valori di bifaccialità intorno all’80-85%, con un contributo significativo del lato posteriore alla produzione complessiva. In termini pratici, si può stimare che ogni incremento di circa 10 punti percentuali di bifaccialità possa tradursi in uno 0,5-0,6% di produzione aggiuntiva, a parità di condizioni di installazione. Su impianti ben progettati, questo si traduce in guadagni complessivi dell’ordine del 4% o più, che su grandi potenze installate hanno un impatto rilevante sul costo livellato dell’energia. «La tecnologia TOPcon è diventata mainstream: oggi rappresenta circa il 90% delle installazioni globali», sottolinea Antonio Ruta di JinkoSolar. «In passato le prime generazioni di moduli bifacciali avevano coefficienti più bassi (70-75%), ma l’evoluzione è stata rapidissima e oggi siamo su livelli nettamente superiori».

La scelta di puntare su piattaforme come TOPcon non è tattica, ma strategica: si tratta di tecnologie che offrono non solo prestazioni elevate oggi, ma anche un margine di evoluzione futura in termini di efficienza, stabilità e affidabilità. In parallelo, altre architetture avanzate, come le soluzioni back contact o ibride, promettono ulteriori incrementi di efficienza frontale, ma spesso con compromessi sulla bifaccialità o sulla complessità produttiva.

UN PRODOTTO NON “PLUG AND PLAY”

Dal punto di vista del mercato, i moduli bifacciali possono essere considerati una tecnologia matura. Come visto nei grandi impianti a terra, soprattutto su tracker o strutture rialzate, rappresentano ormai lo standard progettuale. La maggiore affidabilità delle simulazioni energetiche, la disponibilità di dati di campo e la riduzione del differenziale di prezzo rispetto ai moduli monofacciali hanno contribuito a consolidare questa posizione. Questo non significa, però, che il bifacciale sia una soluzione “plug and play” valida in ogni contesto o di facilissima implementazione. La resa reale dipende in modo critico dalla progettazione. Parametri come altezza da terra, distanza tra le file, inclinazione, tipo di struttura (fissa o tracker), caratteristiche del suolo e presenza di superfici riflettenti determinano il contributo effettivo del lato posteriore. In un impianto utility scale con tracker e terreno ad alto albedo, il guadagno può essere molto significativo; su un tetto a falda tradizionale, con moduli posati vicino alla copertura e scarso spazio per la luce riflessa, il beneficio può ridursi a frazioni di un punto percentuale. «Se i principali vantaggi sono l’aumento della resa energetica, la maggiore flessibilità progettuale e la riduzione del costo dell’energia nel lungo periodo», spiega Edoardo Pulvirenti di JA Solar, «le criticità sono legate soprattutto alla progettazione: senza un layout ottimizzato, il potenziale bifacciale può non essere pienamente sfruttato. Per questo affianchiamo i clienti anche nella fase di sviluppo, fornendo supporto tecnico e competenze di sistema».

PREGI E CRITICITÀ

I vantaggi dei moduli bifacciali sono evidenti: maggiore produzione energetica a parità di superficie, migliore sfruttamento del sito, riduzione del costo dell’energia nel lungo periodo. A questi si aggiunge la robustezza del formato doppio vetro, che garantisce una maggiore resistenza meccanica e una migliore durabilità nel tempo, con tassi di degradazione contenuti e prestazioni più stabili lungo l’intero ciclo di vita. Questi benefici hanno un peso particolare per investitori e istituti finanziari, che guardano con attenzione alla prevedibilità dei flussi energetici e alla stabilità delle prestazioni. La combinazione tra bifaccialità, tecnologie di cella avanzate e formati di grande potenza ha contribuito a rendere il fotovoltaico utility scale ancora più competitivo,

Il modulo JA Solar JAM66D50-GB si basa su pannello monocristallino ad alta efficienza, parte della serie DeepBlue 5.0, che utilizza tecnologia a celle half-cut e MBB per maggiore potenza, migliore performance in condizioni di ombra parziale e maggiore affidabilità. Con potenze fino a 585 Wp, questo modulo bifacciale è ottimizzato per grandi impianti. Con un coefficiente di temperatura pari a -0,26%/°C e una bifaccialità dell'85% ±5%, il modulo raggiunge una maggiore produzione di energia dall'alba al tramonto, anche in regioni ad alta temperatura e in condizioni di bassa irradiazione.

La serie di moduli fotovoltaici Vitovolt 300-DG M-AU è realizzata secondo i più rigorosi standard qualitativi. Questi moduli sfruttano la tecnologia delle celle TOPcon half-cut, che permette di raggiungere un grado di efficienza elevato, capace di toccare il 23,4%. Tale valore garantisce rendimenti energetici elevati, massimizzando la produzione solare anche in presenza di superfici limitate. La struttura vetro-vetro, composta da due lastre di 2 millimetri ciascuna dotata di rivestimento selettivo antiriflesso, non solo abilita la produzione di energia dal lato posteriore del modulo, sfruttando la luce riflessa dall'ambiente circostante, ma conferisce al sistema una stabilità meccanica e una resistenza ai carichi neve di prim'ordine. Inoltre, l'utilizzo di materiali di alta qualità offre una protezione totale contro la degradazione e l'effetto Hot-Spot, assicurando che le prestazioni rimangano costanti nel lungo periodo.

La nuova serie Infinity RT 3.0 G12RT B66 presenta un golden size di 2.382 x 1.134 millimetri, una dimensione che la rende particolarmente apprezzata negli impianti utility scale e adatta anche a progetti su tetto. Il modulo G12RT B66 ha raggiunto una potenza pari a 650 WP, con un valore massimo che arriverà a 665 WP. In termini di costi BOS di progetto e LCOE, potrebbe attualmente rappresentare la migliore opzione di modulo FV per sviluppatori e operatori. Dmegc Solar prevede di avviare la produzione e la spedizione in massa del modulo da 650 WP nel primo trimestre del 2026, rafforzando ulteriormente i vantaggi in termini di generazione energetica del sistema, grazie anche all’elevata affidabilità.

Il modulo fotovoltaico Omnia Solar 460 Wp garantisce efficienza e design compatto. Il Total Black Design, con cornice nera e bus bar ultra-sottili, garantisce un impatto elegante e moderno. Le celle TOPcon rettangolari di ultima generazione sfruttano al massimo la superficie attiva, assicurando prestazioni ai vertici della categoria. Grazie alla sua tecnologia il modulo mantiene performance elevate anche nel tempo, mentre il comportamento in condizioni di scarso irraggiamento garantisce produzione costante anche nelle giornate meno soleggiate. Il coefficiente di temperatura (-0,28%/°C) consente di produrre più energia anche durante le ore più calde della giornata. La tecnologia costruttiva avanzata protegge il modulo da hot-spot e stress meccanici, rendendolo ideale per ambienti estremi: dalla neve alla sabbia, fino all’umidità, oltre che per installazioni verticali.

OMNIA SOLAR Modulo 460 Wp
DMEGC Infinity RT 3.0 G12RT B66
VIESSMANN Vitovolt 300-DG M-AU

L'ultimo modulo bifacciale TNC 3.0 di Tongwei nel formato G12R-66 raggiunge una potenza massima di 670 Wp con un'efficienza di conversione del 24,8%. Nel formato G12-66 più grande, la potenza in uscita sale a 770 Wp, mantenendo la stessa efficienza. Il design quarter-cut riduce la corrente di esercizio del 75%, riducendo al minimo la perdita di calore per garantire un'uscita stabile anche ad alte temperature. Un circuito parallelo in quattro parti garantisce una trasmissione continua di energia deviando istantaneamente la corrente attorno alle sezioni ostruite. La bifaccialità all'85%, combinata con un degrado annuale basso dello 0,35%, garantisce rendimenti cumulativi massimizzati per l'intera durata di vita del modulo, pari a 30 anni.

SKYWORTH N+ Series da 450Wp

Il modulo bifacciale all black Skyworth N+ Series da 450 Wp combina alta affidabilità e prestazioni energetiche superiori. Grazie alla tecnologia avanzata anti-PID, presenta una degradazione del primo anno ≤1% e un tasso annuo di degradazione di soli 0,4% successivamente. Supportato da una garanzia di prodotto di 15 anni e una garanzia di rendimento lineare di 30 anni, garantisce elevate prestazioni in condizioni di scarsa luminosità e ombreggiamento. Dotato di wafer in silicio di tipo N e con una bifaccialità fino all’80%, il modulo può generare fino al 10% in più di energia rispetto ai moduli convenzionali, con un’efficienza di conversione fino al 22,5%.

Il modulo Sunerg Half Cut bifacciale con tecnologia HJT, arriva ad una potenza massima di 750 Wp ed è caratterizzato da un’efficienza del 24,14%, un elevato coefficiente di bifaccialità > 90% e un coefficiente di temperatura di soli -0,24%/°C.

Grazie alla tecnologia HJT OBB si ottiene maggiore efficienza delle celle, minori perdite e un modulo superiore che genera più energia di altri di pari potenza.

Il modulo vanta un'eccezionale impermeabilità all'aria e all’umidità grazie alla sigillatura con PlB preservando l'integrità e la resa delle celle, prolungando la durata e la resistenza con un calo di solo il 9,7% di efficienza entro i 30 anni.

TONGWEI TNC 3.0
Vetrina prodotti
SUNERG Modulo Half Cut HJT 750W

I moduli fotovoltaici bifacciali Bisol catturano la luce solare sia sulla superficie anteriore sia su quella posteriore, fornendo fino al 25% di energia in più rispetto ai pannelli monofacciali. Dotati di celle bifacciali monocristalline con backsheet trasparente, sfruttano la luce riflessa per una maggiore potenza. Sono disponibili nelle versioni BDO (circa 440–460 Wp), BBO (circa 500–520 Wp) e BGO (circa 540–560 Wp). Con elevata efficienza (23%), bassa degradazione, resistenza al PID, una garanzia sul prodotto di 30 anni e una garanzia lineare sulle prestazioni di 25 anni, i moduli Bisol combinano affidabilità, risparmio a lungo termine e massima produzione energetica.

I moduli HJT Huasun 760HV offrono un rapporto dell'area attiva del 95,8%, raggiungendo una potenza di 760 Wp e un'efficienza del modulo del 24,5%. Tale risultato è reso possibile da tre innovazioni fondamentali. In primo luogo, l'impiego di wafer più grandi da 212 millimetri permette di espandere l'area della cella del 2,4%, spingendo verso l'alto il limite della potenza in uscita. A questo si aggiunge l'adozione della spaziatura negativa (negative spacing), un layout delle celle ultra-compatto che riduce al minimo le zone inattive e migliora il bilanciamento della corrente lungo la stringa. Infine, l'ottimizzazione del cammino di dispersione e della sigillatura dei bordi massimizza l'area attiva, mantenendo al contempo la piena conformità ai requisiti di sicurezza per sistemi a 2.000 V.

soprattutto in contesti in cui la massimizzazione della produzione è un fattore chiave, come gli impianti integrati con sistemi di accumulo o i progetti in aree a elevata radiazione. Accanto ai pregi, esistono però alcune criticità da gestire, oltre alla necessità di una progettazione precisa, come visto poco fa. Dal punto di vista pratico infatti il modulo doppio vetro è generalmente più pesante rispetto a un pannello vetro backsheet tradizionale, con implicazioni sulla progettazione delle strutture e sulla movimentazione in cantiere. La maggiore fragilità del vetro posteriore richiede attenzione nelle fasi di installazione e manutenzione. Ad esempio in ambito agrivoltaico durante la manutenzione del verde, uso improprio di attrezzature o urti accidentali possono causare rotture che in passato erano meno frequenti. Anche la progettazione elettrica richiede cura. L’incremento di produzione comporta correnti più elevate, che devono essere correttamente considerate nella scelta degli inverter e nella definizio-

TCL SUNPOWER GLOBAL S Class

TCL Solar, brand di TCL SunPower Global, è presente sul mercato italiano con una gamma completa di pannelli fotovoltaici basati su diverse tecnologie. Tutte le soluzioni sono caratterizzate da bifaccialità selettiva e da vetri rinforzati da 2+2 mm, pensati per offrire la massima resistenza alle intemperie. L’offerta include moduli in vari formati da 460, 500, 620 e 720 Wp. In particolare, la gamma di prodotti bifacciali TCL Solar S Class introduce migliorie significative nella configurazione reale degli impianti fotovoltaici. Grazie all'innovativo sistema di interconnessione delle celle e alla nuova circuitazione dei moduli, la gamma S Class garantisce benefici incrementali in base alle effettive condizioni di installazione sugli edifici, ottimizzando le prestazioni in scenari di utilizzo reali.

Il Silk Nova Premium Max Duetto è un modulo fotovoltaico vetro/vetro N-type bifacciale con 132 celle half-cut, potenza fino a 720 Wp ed efficienza fino al 23,18%. Si tratta di una soluzione ideale per impianti commerciali e utility scale, installazioni a terra, tetti piani, pensiline e recinzioni fotovoltaiche, supportata da 15 anni di garanzia sul prodotto e 30 anni sul rendimento. La struttura in vetro temperato da 2 millimetri assicura elevata robustezza e durata nel tempo, mentre le due sezioni indipendenti migliorano il rendimento in caso di ombreggiamenti. L’ottimo coefficiente di temperatura (-0,29%/°C) garantisce prestazioni elevate anche in condizioni climatiche difficili.

ne delle stringhe, per evitare fenomeni di clipping o sovraccarico. E infine anche la modellazione energetica deve tenere conto in modo realistico del contributo del lato posteriore, evitando sia ottimismi ingiustificati sia eccessi di prudenza che penalizzerebbero la bancabilità del progetto.

APPLICAZIONI AVANZATE E NUOVI SCENARI

Uno degli aspetti più interessanti del fotovoltaico bifacciale è la sua versatilità in applicazioni avanzate. Nell’agrivoltaico, ad esempio, l’uso di strutture rialzate e la presenza di suoli chiari o pacciamature riflettenti possono aumentare l’albedo e migliorare la resa complessiva, mantenendo al contempo le condizioni agronomiche desiderate. Nel floating, la riflessione dell’acqua e la particolare geometria degli impianti possono offrire condizioni favorevoli alla bifaccialità, se opportunamente modellate. In aree desertiche o con superfici naturali ad alto albedo, il potenziale è an-

cora più evidente. Le analisi di mercato indicano che i moduli bifacciali resteranno la soluzione di riferimento per il segmento utility scale anche nei prossimi anni, con un ruolo crescente nei progetti integrati con storage e nelle applicazioni speciali. In questo scenario, la bifaccialità è destinata a diventare una caratteristica “acquisita”, quasi scontata, mentre il vero terreno di competizione si sposterà sull’efficienza, sulla qualità dei materiali, sulla capacità di integrare i moduli in sistemi complessi e sulla qualità del supporto tecnico offerto lungo l’intero ciclo di vita del progetto.

IL VALORE DELLA PROGETTAZIONE E DEL SUPPORTO

Se c’è un messaggio che emerge con forza dall’osservazione del mercato e dalle esperienze sul campo, è che il successo di un impianto bifacciale non dipende solo dal modulo, ma dall’intero ecosistema progettuale. La stessa tecnologia può dare risultati molto diversi a seconda di come viene integrata nel siste-

HUASUN Moduli HJT 760HV
FUTURASUN Silk Nova Premium Max Duetto
BISOL Modulo G12R

Winaico amplia la sua serie Ultra Black con il nuovo modulo WST-485BDX54-B2. Come il suo predecessore (il WST-480BDX54-B2), il nuovo pannello si basa sulla tecnologia back contact, ma offre prestazioni più elevate. Il nuovo modulo Winaico raggiunge infatti una potenza nominale di 485 Wp con un’efficienza del 23,8%. Come il modello precedente, anche il nuovo modulo è bifacciale. Le dimensioni sono 1.800×1.134×35 millimetri per un peso di 25 chilogrammi. La struttura del modulo è vetro-vetro. Di particolare rilievo è lo spessore del telaio di 35 millimetri. Grazie all’ottimizzazione per l’ombreggiamento parziale, la produzione di corrente viene mantenuta anche in presenza di ombre, riducendo al minimo le perdite di potenza.

Progettato per massimizzare la produzione energetica nei progetti utility, il modulo Aiko Stellar 2N+78 offre un output di 780 Wp con un’efficienza del modulo pari al 24,3%. Il suo design robusto (2.465 × 1.303 × 33 millimetri, 39,8 chilogrammi) è realizzato per garantire durabilità, con un’elevata bifaccialità dell’80±5% e un basso coefficiente di temperatura di -0,26%/°C, che assicurano prestazioni affidabili in diversi climi. Supportato da 15 anni di garanzia sul prodotto e 30 anni di garanzia lineare sulle prestazioni, il modulo garantisce valore a lungo termine. Anche il degrado è estremamente contenuto (≤1% nel primo anno, ≤0,35%/anno negli anni successivi).

I moduli Senec.Solar M430 sono pannelli monocristallini bifacciali con tecnologia a mezza cella di tipo N progettati per garantire un'elevata durabilità e la massima efficienza in qualsiasi condizione, anche in caso di scarso irraggiamento o di ombreggiamento parziale. Questi pannelli si distinguono particolarmente per la tecnologia HiR, che assicura un degrado dello 0% dovuto ai fenomeni PID e LID (rispetto agli standard di mercato del 4-5%) conferendo ai moduli stabilità di potenza nel tempo. La struttura vetro-vetro protegge efficacemente le celle, offrendo più resistenza alle sollecitazioni meccaniche e una durata superiore. Il design bifacciale consente di sfruttare anche la luce riflessa, aumentando il rendimento fino al 35% in più rispetto ai moduli tradizionali.

ma: layout, strutture, gestione del suolo, scelta degli inverter, strategie di manutenzione e monitoraggio. Per questo motivo, i produttori più evoluti non si limitano a fornire moduli, ma affiancano sviluppatori, EPC e investitori con competenze di sistema, supporto alla modellazione energetica e consulenza nella fase di sviluppo. L’obiettivo non è “spingere” il bifacciale in ogni caso, ma aiutare a capire quando e come questa tecnologia può esprimere il massimo valore e quando invece soluzioni alternative possono risultare più coerenti con i vincoli del progetto. In definitiva, il fotovoltaico bifacciale rappresenta oggi una delle espressioni più mature e performanti dell’energia solare. È una tecnologia che ha dimostrato sul campo la propria efficacia, ma che richiede ancora intelligenza progettuale, consapevolezza delle criticità e capacità di leggere il contesto. Non è un semplice upgrade del modulo, ma un cambio di paradigma che coinvolge l’intero modo di concepire, dimensionare e gestire un impianto fotovoltaico.

WINAICO Modulo WST-485BDX54-B2
AIKO Stellar 2N+78
SENEC Senec.Solar M430
Vetrina prodotti

EMILIO SANI, AVVOCATO CON SPECIALIZZAZIONE

AREE ENERGIA E AMBIENTE, E CONSIGLIERE

DI ITALIA SOLARE

RETI, I NUOVI ORIENTAMENTI

DELL’UNIONE EUROPEA

CON IL DOCUMENTO “EUROPEAN GRIDS PACKAGE”, LA COMMISSIONE EUROPEA STABILISCE UNA SERIE DI PRINCIPI FINALIZZATI A GARANTIRE LA SICUREZZA DEL SISTEMA ELETTRICO DEL VECCHIO CONTINENTE. AUMENTARE LE INTERCONNESSIONI FRA STATI, VELOCIZZARE I TEMPI DI AUTORIZZAZIONE PER I NUOVI IMPIANTI DA FER E GARANTIRE L’USO PIÙ EFFICIENTE

POSSIBILE DELLE INFRASTRUTTURE DI RETE SONO ALCUNI DEI PUNTI CHIAVE

Il 10 dicembre 2025 la Commissione Europea ha espresso i suoi orientamenti sullo sviluppo delle reti e la politica energetica con il cosiddetto “European Grid Package”, una comunicazione inviata dalla Commissione al Consiglio Europeo e al Parlamento Europeo contenente le proposte strategiche da sviluppare per la politica energetica europea dell’energia e delle infrastrutture. Non si tratta di norme di legge immediatamente efficaci, ma di un insieme di documenti, in parte di orientamento strategico, in parte di proposta di un nuovo regolamento per le connessioni transfrontaliere e di modifica della direttiva 2001/2018 per lo sviluppo delle rinnovabili e in parte strutturati come linee guida per la regolamentazione di ciascuno stato, in materia di connessioni e di incentivi tramite contratti per differenza.

In sostanza la Commissione ha stabilito una serie di principi finalizzati a garantire la sicurezza del sistema elettrico, fra cui:

a) la necessità di aumentare le interconnessioni delle reti infrastrutturali fra stati;

b) la necessità di velocizzare i tempi di autorizzazione per avere disponibili i nuovi impianti e le nuove infrastrutture per la rete e per la flessibilità;

c) la necessità di garantire l’uso più efficiente possibile delle infrastrutture di rete, sia garantendo l’accesso immediato a chi è pronto per utilizzarle (first ready, first served), sia con meccanismi che stimolino la produzione e il consumo nei periodi di minore congestione;

d) la necessità di stimolare i beneficiari degli incentivi a comportarsi in modo efficiente, limitando la possibilità di ricevere incentivi in periodi di prezzo negativo e stimolando per quanto possibile a produrre nei periodi e nei luoghi in cui il prezzo è più alto.

SITUAZIONE ATTUALE E PRIORITÀ

Secondo la Commissione, nel 2022 il 70% dell’energia utilizzata nell’Unione era fossile e il 98% di tale energia fossile era importata. Nel 2024 l’Europa ha speso circa 375 miliardi di euro per l’importazione di combustibili fossili, mentre gli investimenti nelle fonti rinnovabili sono stati nello stesso anno di soli 117 miliardi di dollari, quasi tre volte meno della Cina, che nello stesso anno ha investito 327 miliardi di dollari in fonti rinnovabili. Questo si riflette direttamente sui prezzi. L’approvvigionamento energetico delle industrie in Europa costa il doppio che in Cina e negli Stati Uniti. In questo contesto la Commissione stressa la necessità non solo di aumentare la produzione rinnovabile, ma anche di aumentare gli investimenti per le infrastrutture di trasporto dell’energia e per l’uso efficiente delle stesse. In mancanza di tali investimenti si rischia, secondo la Commissione, che nel 2040 una quantità enorme di energia rinnovabile, pari a quasi metà dei consumi totali attuali (310 TWh), rimanga inutilizzata. In questo contesto la Commissione identifica due priorità. Nell’immediato occorre utilizzare al meglio le tecnologie digitali disponibili, inclusa l’intelligenza artificiale, e rivedere le regole sulle connessioni per assicurare un uso massimizzato delle infrastrutture esistenti. Con questi accorgimenti secondo la Commissione si può aumentare, a parità di infrastrutture, fra il 20 e il 40% la capacità delle reti esistenti e si può

ridurre del 35% il costo di sviluppo delle nuove infrastrutture. Un secondo passo è poi un piano europeo di sviluppo delle infrastrutture fisiche, che sia vincolante per gli Stati membri e consenta alla Commissione di intervenire, qualora non siano realizzati gli investimenti previsti.

PERMITTING E ACCETTAZIONE SOCIALE

Per la realizzazione delle nuove infrastrutture e la loro migliore pianificazione è fondamentale avere certezza dei tempi di autorizzazione sia degli impianti che delle infrastrutture. Secondo la Commissione procedure di autorizzazione più efficienti non possono che passare da un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nei progetti. Secondo la proposta di modifica della Direttiva 2001/2018 presentata dalla Commissione, tutti i progetti di potenza maggiore a 10 MW dovrebbero garantire una condivisione con la comunità locale dei benefici degli impianti. Le misure suggerite nelle premesse della nuova proposta sono, ad esempio: prevedere la partecipazione all’investimento o alla compagine societaria dei cittadini, accordi di cooperazione con le comunità di energia rinnovabile locali, attivazione di schemi per la condivisione dell’energia a livello locale, promozione di opportunità occupazionali, programmi di formazione, sconti per la fornitura dell’energia ai membri della comunità locale, costruzione di infrastrutture pubbliche, sussidi agli enti locali o iniziative per combattere a livello locale la povertà energetica. Secondo la proposta della Commissione, per fare sì che siano meglio tenute in considerazione le esigenze della comunità locale, sarà necessario coinvolgere nelle procedure di autorizzazione dei facilitatori/mediatori indipendenti che garantiscano il dialogo con le comunità locali. Per aumentare la responsabilizzazione degli enti coinvolti, i portali digitali delle procedure di autorizzazione dovranno evidenziare chiaramente se vi sono ritardi e a chi sono attribuibili. Infine, secondo la Commissione, la prevalenza dell’interesse alla costruzione degli impianti rinnovabili dovrebbe valere non solo per gli aspetti ambientali, ma anche per ogni altro interesse confliggente, sicché il diniego alle autorizzazioni potrà essere motivato solo in casi in cui sia del tutto evidente

che ci sono ragioni di priorità per l’interesse confliggente o per la tutela del patrimonio culturale.

INFRASTRUTTURE TRANSEUROPEE

Gli investimenti previsti per le infrastrutture di rete in Europa sono di circa 1.200 miliardi di euro al 2040, dei quali 730 miliardi di euro per le reti di distribuzione e 240 miliardi di euro per le infrastrutture di trasporto dell’idrogeno. La Commissione ha predisposto una proposta di regolamento per la disciplina della realizzazione delle infrastrutture trans-frontaliere all’interno dell’Unione europea. Tale proposta stabilisce le procedure per la individuazione delle infrastrutture prioritarie e criteri speciali per il loro finanziamento e la loro autorizzazione. Viene stimolato il ricorso a capitali privati e viene evidenziata la necessità di far gravare i costi delle infrastrutture principalmente sugli utilizzatori finali delle stesse, remunerandole, non solo con le tariffe elettriche e gli oneri generali di trasmissione, ma anche con strumenti più mirati come le tariffe che coprono i costi di congestione. La costruzione di nuove infrastrutture dovrà però mantenere carattere residuale ed essere pianificata solo dopo che sia evidente l’impossibilità di ottenere risultati analoghi con strumenti meno onerosi, come connessioni senza cavo o risorse di flessibilità non fossile, come l’uso di accumuli o di connessioni flessibili o strumenti di demand response. Nella mappa delle otto autostrade per l’energia, pubblicata nella comunicazione alla Commissione, l’Italia sembra interessata da grandi nuove infrastrutture per quanto riguarda il trasporto del gas e dell’idrogeno, ma non per quanto riguarda il trasporto di energia elettrica.

CONNESSIONI E LINEE GUIDA

La Commissione ha poi redatto una guida per garantire connessioni efficienti e veloci e proposto la modifica di alcuni dei principi della Direttiva 2001/2018, che riguardano proprio le connessioni. Secondo le proposte di modifica della Direttiva 2001/2018, le tempistiche per le connessioni non dovrebbero superare un mese per gli impianti fino a 100 kW e tre mesi per gli impianti di potenza superiore. Il gestore di rete dopo avere ricevuto la domanda di connessione dovrebbe proporre o l’accettazione incondi-

A CURA DI EMILIO SANI

zionata della stessa o, qualora questa non sia possibile, un accordo di connessione flessibile, che consenta comunque la connessione, con limitazioni. Solo qualora il proponente rifiuti la connessione flessibile, il gestore di rete dovrebbe assegnare un punto di connessione diverso o dilazionare la connessione. Nei limiti in cui c’è capacità della rete, decorsi i termini di un mese o tre mesi di cui sopra l’autorizzazione alla connessione si intenderà garantita per silenzio assenso.

La Commissione ha stabilito poi una serie di linee guida per attuare in modo efficiente la disciplina eurounitaria vigente in materia di connessioni. I progetti più indietro con le procedure di autorizzazione, anche se hanno priorità cronologica nella domanda di connessione, non dovrebbero avere priorità nella aggiudicazione della capacità, per evitare di lasciare capacità inutilizzata sulla rete. Devono poi prevedersi stimoli a spostare la produzione sui profili temporali in cui la rete è meno utilizzata per garantire una migliore condivisione della capacità e quindi l’utilizzo della rete da parte di più potenza di produzione. La Commissione propone dunque di attribuire la capacità di rete, non sulla base di criteri cronologici, a chi per primo fa la domanda, ma sulla base di criteri qualitativi. Chi è più avanti nella procedura di autorizzazione, prima dovrebbe connettersi. La Commissione propone che siano previste finestre temporali, in cui raccogliere le istanze di connessione, e poi la selezione sia fatta sulla base dell’avanzamento della procedura di autorizzazione. Dopo la aggiudicazione della connessione dovranno essere fatte verifiche periodiche dell’effettivo stato di avanzamento della procedura di autorizzazione per valutare se confermare o meno la connessione.

Il documento della Commissione suggerisce anche tariffe di rete differenziate, sia dal punto di vista localizzativo, che dal punto di vista temporale. Dove la capacità di rete è scarsa, le tariffe di rete e i costi di connessione dovrebbero essere più alti e, nelle ore in cui vi è maggiore congestione nella rete, le tariffe di rete dovrebbero essere più alte per spingere a una riallocazione della produzione nei luoghi e negli orari di minore congestione.

Altri strumenti ritenuti indispensabili dalla Commissione sono sia le connessioni flessibili con attribuzione parziale e condizionata della capacità, sia le connessioni ibride, che permettono di condividere fra più impianti una capacità di connessione limitata. Si tratta infatti di strumenti efficienti per massimizzare l’uso della struttura limitando i nuovi investimenti.

CONTRATTI PER DIFFERENZA

La Commissione ha infine elaborato linee guida per l’incentivazione efficiente della produzione rinnovabile. La Commissione vuole evitare che la corresponsione degli incentivi porti ad alterare le dinamiche di mercato e a renderle inefficienti, causando costi non necessari, e da due indicazioni principali.

La prima è di non remunerare il produttore, se produce in regime di prezzi negativi. In presenza di prezzi negativi, un impianto potrà essere incentivato soltanto se non produrrà e agirà a condizioni di mercato sui mercati dei servizi. Il che potrebbe essere sostanzialmente coerente con l’attuale sistema del FER X Transitorio.

La seconda indicazione è quella di mantenere in capo al soggetto incentivato uno stimolo a cercare coperture sui mercati a termine dell’energia elettrica e a massimizzare il valore di mercato dell’energia prodotta, evitando di produrre solo nei periodi in cui il prezzo è minore o nelle aree dove vi è maggiore congestione. Per realizzare tali obiettivi la Commissione individua una serie di soluzioni già attuate nel nostro ordinamento come la differenziazione della tariffa sulla base della localizzazione dell’impianto e la quota di produzione da valorizzare a mercato. Vengono però suggerite dalla Commissione anche soluzioni nuove, come quella di non prendere più a riferimento per la determinazione della tariffa il prezzo zonale nel periodo quartorario o orario di valorizzazione sul mercato, ma valori diversi come, ad esempio, la media aritmetica o ponderata del valore di mercato dell’energia su un periodo di tre mesi. L’utilizzo della media di prezzo trimestrale invece del prezzo zonale in-

centiverebbe a produrre nei periodi in cui i prezzi sono più alti e a cercare nei mercati a termine delle coperture del rischio. Si tratterebbe certamente di uno stimolo significativo a un efficientamento della produzione e a un uso sinergico degli impianti di produzione e di accumulo, ma ai fini della bancabilità si aprirebbero rischi, che oggi non ci sono, nel finanziamento degli impianti

CONCLUSIONI

Come ha rilevato la Commissione, è ineludibile approvare un insieme di regole che eviti di lasciare inutilizzata una parte sostanziale della potenza producibile dai nuovi impianti rinnovabili, per inefficienze del sistema e congestioni.

Per quanto riguarda le connessioni, gli interventi suggeriti dalla Commissione in parte sono già contenuti nell’Articolo 7 del recente D. Legislativo 7 gennaio 2026, n. 3. che prevede la possibilità di connessioni flessibili e in parte dovrebbero essere previsti nel DL Bollette di cui era stata circolata una bozza a dicem-

bre. Molti degli interventi previsti dal DL Bollette sono limitati però alla rete di trasmissione e sulla base dei principi della Commissione potrebbero essere estesi alla distribuzione. Manca poi il principio del silenzio assenso che la Commissione vorrebbe introdurre. Per quanto attiene alle autorizzazioni, se le proposte della Commissione saranno approvate probabilmente i limiti alla edificazione degli impianti in area agricola dovranno essere rivisti sulla base del principio di prevalenza e nuove procedure di consultazione con il territorio dovranno essere previste nel Testo Unico Rinnovabili.

Le misure suggerite per gli incentivi, sono già state recepite nel FER X Transitorio, per quanto riguarda i coefficienti locazionali e la necessità di lasciare una parte della produzione a mercato. Altre possibili indicazioni come quella di un eventuale utilizzo di prezzi di riferimento diverso dal prezzo zonale, ancora invece non sono state previste e, qualora in futuro lo fossero, dovrebbero essere ben calibrate, per evitare di impattare sulla finanziabilità degli impianti.

ENERGIA ELETTRICA: NEL 2025 PREZZI IN CRESCITA E SOLARE DA RECORD

NEI PRINCIPALI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA, I PREZZI MEDI DELL’ENERGIA NEL 2025

SONO STATI PARI A 60 EURO AL MWH. FANNO ECCEZIONE I PAESI NORDICI CON UNA MEDIA DI 39,70 EURO AL MWH E L’ITALIA CON 115,94 EURO AL MWH. SUL FRONTE DELLE FONTI DI PRODUZIONE, OTTIMI I RISULTATI REGISTRATI DAL FOTOVOLTAICO GRAZIE ANCHE ALLA CRESCITA DELLA POTENZA INSTALLATA

DI ALEASOFT ENERGY FORECASTING

Produzione energetica da fotovoltaico in Europa (TWh)

Gen 2024 - Dic 2025

FONTE: ELABORATO DA ALEASOFT ENERGY FORECASTING CON DATI DI ENTSO-E, RTE, REN, REE E TERNA

el 2025, i prezzi nei principali mercati europei dell'energia elettrica sono aumentati fino a febbraio per poi diminuire in primavera. Nella seconda metà dell’anno si sono stabilizzati registrando un prezzo medio annuo superiore a 60 euro al MWh nella maggior parte dei mercati. I prezzi sono aumentati rispetto al 2024 a causa dell'aumento dei prezzi del gas e dell’anidride carbonica, nonché dell'aumento della domanda e della minore produzione di energia eolica in alcuni mercati. Ciononostante, sono stati i secondi più bassi dal 2021. Da segnalare che la produzione di energia fotovoltaica ha raggiunto livelli record in quasi tutti i paesi europei. Record anche per la produzione di energia eolica in Francia.

RECORD PER IL SOLARE

I progressi nella transizione energetica dell’Europa verso la produzione di energia da fonte sostenibile si riflettono chiaramente nei dati. La potenza fotovoltaica installata è aumentata in tutti i principali mercati europei dell'energia elettrica rispetto al 2024. Il mercato portoghese ha registrato l'aumento percentuale più elevato, pari al 24%, aggiungendo 929 MW al sistema. Il mercato olandese ha registrato l'aumento minore, pari al 12%.

La crescita delle installazioni ha portato a un incremento della produzione di energia da fonte solare. Così nel mercato francese, la produzione fotovoltaica è cresciuta del 30% rispetto al 2024. Seguono N

Prezzi dell’elettricità in Europa (€/MWh) / Gen 2024 - Dic 2025

FONTE: ELABORATO DA ALEASOFT ENERGY FORECASTING CON DATI DI ENTSO-E, RTE, REN, REE E TERNA

i mercati portoghese e italiano, con aumenti rispettivamente del 25% e del 23%. Nel mercato tedesco la crescita è stata del 17%, mentre il mercato spagnolo ha registrato l'incremento minore, pari al 13%. Nel complesso, la produzione di energia solare nel 2025 è stata la più alta mai registrata da AleaSoft Energy Forecasting. La Germania è in testa con 73.392 GWh, seguita dalla Spagna con una produzione di 49.162 GWh.

UNA DOMANDA ETEROGENEA

Nel 2025 la domanda di energia elettrica è stata superiore rispetto al 2024 in alcuni dei principali mercati europei, mentre in altri è stata inferiore. Questa mancanza di uniformità è in contrasto con la tendenza al rialzo registrata tra il 2023 e il 2024. La maggior crescita di domanda è stata registrata nel mercato portoghese (+3,3%), seguito dal mercato spagnolo (+2%). In Francia l'aumento è stato dell'1,5%. Il mercato tedesco ha registrato l'aumento più modesto, pari allo 0,7%, in controtendenza rispetto al calo registrato nel 2024. Al contrario, i mercati belga, britannico e italiano hanno registrato una domanda inferiore rispetto al 2024 rispettivamente dello 0,8%, 0,5% e 0,4%.

ANDAMENTO DEI PREZZI

In riferimenti ai prezzi, nel 2025 i principali mercati europei dell'energia elettrica hanno registrato aumenti fino a febbraio e in seguito cali durante la primavera. A giugno, i prezzi hanno iniziato a recuperare, stabilizzandosi nella seconda metà dell'anno. Il prezzo medio annuo è stato superiore a 60 euro al MWh nella maggior parte dei principali mercati. L'eccezione è stata il mercato Nord Pool dei paesi nordici, con una media di 39,70 euro al MWh. Mentre il mercato Ipex italiano ha regi

Domanda energetica dei principali Paesi europei

(TWh) Gen 2024 - Dic 2025

cato Epex Spot francese a 94,48 euro al MWh nel mercato N2EX del Regno Unito. Confrontando i dati con il 2024, i prezzi sono aumentati in tutti i mercati analizzati. L'aumen to maggiore si è registrato nel mercato belga

aumenti, i prezzi medi del 2025 sono stati i secondi

FONTE: ELABORATO DA ALEASOFT ENERGY FORECASTING CON DATI DI ENTSO-E, RTE, REN, REE, TERNA, NATIONAL GRID ED ELIA

DATA CENTER: IN ARRIVO IL NUOVO QUADRO NORMATIVO IN ITALIA

LA BOZZA PREVEDE L’INTRODUZIONE DI UN PROCEDIMENTO AUTORIZZATIVO

UNICO PER RIDURRE L’ITER DI INSTALLAZIONE DI DATA CENTER CHE OGGI RICHIEDE

FINO A 36 MESI. L’ITALIA SI CANDIDA A HUB STRATEGICO, POTENDO CONTRIBUIRE

ALL'ALIMENTAZIONE DI QUESTI CENTRI DI ELABORAZIONE DATI CON UN CRESCENTE

QUANTITATIVO DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

Italia si avvia verso una svolta normativa destinata a incidere in modo significativo sul settore dei data center. La bozza del nuovo intervento legislativo prevede l’introduzione di un procedimento autorizzativo unico, in grado di ridurre sensibilmente un iter che oggi può richiedere dai 18 ai 36 mesi. In questo contesto, il nostro Paese rafforza la propria candidatura come hub strategico per lo sviluppo delle infrastrutture digitali, potendo contare su una posizione geografica centrale nel Mediterraneo e su una crescente disponibilità di energia da fonti rinnovabili, fattori determinanti per l’attrazione di investimenti ad alta intensità energetica come nel caso dei data center.

NOZIONE E CATEGORIE

DI DATA CENTER

Per data center, o centro di elaborazione dati, si intende il complesso costituito dalla struttura fisica e dall’infrastruttura tecnologica per la progettazione, la produzione, lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni e di servizi informatici nonché per l’archiviazione, l’elaborazione, il trattamento e la gestione dei dati associati a tali applicazioni e ser-

vizi. I data center possono essere classificati in base alle dimensioni e al consumo energetico in: Hyperscale (oltre 9000 mq >100 MW), Medio (20009000 mq >5 MW), Edge (400-1800 mq <5 MW).

IL NUOVO PROCEDIMENTO AUTORIZZATIVO

La bozza normativa prevede che l'Autorizzazione Unica sia rilasciata dalle Regioni per data center con potenza nominale fino a 300 MW, oltre tale soglia la competenza spetta invece al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica. Il procedimento si conclude tramite conferenza di servizi entro 10 mesi dalla verifica della completezza documentale, per garantire la partecipazione di tutte le amministrazioni pubbliche interessate. Le tempistiche per la Valutazione di Impatto Ambientale sono dimezzate: da 180 a 90 giorni. La verifica di assoggettabilità a VIA è obbligatoria per impianti con potenza termica superiore a 50 MW, mentre la VIA completa scatta oltre i 150 MW termici. Se la verifica conclude per l'assoggettamento a VIA, l'istanza deve essere presentata entro 90 giorni, pena la rinuncia automatica dell'autorizzazione.

LE OPPORTUNITÀ PER GLI OPERATORI

I consumi elevati dei data center si sposano perfettamente con la generazione di energia da impianti fotovoltaici.

I vantaggi di questa sinergia sono molteplici: alimentazione a zero emissioni, riduzione dei costi energetici nel lungo periodo, minor impatto sulla rete di trasmissione nazionale grazie all'autoconsumo, allineamento con gli obiettivi di sostenibilità sempre più richiesti ai grandi operatori tecnologici.

Per il settore fotovoltaico, questa riforma rappresenta un'opportunità concreta.

La possibilità di sviluppare progetti integrati data center-fotovoltaico con un iter semplificato riduce significativamente i rischi autorizzativi e accelera il ritorno degli investimenti. Gli operatori possono proporre soluzioni "chiavi in mano" che combinano infrastruttura digitale ed energetica, posizionandosi come partner strategici della transizione digitale del Paese.

La semplificazione normativa in arrivo potrebbe essere il catalizzatore che trasforma questa potenzialità in realtà industriale.

A CURA DI AVV. LUDOVICA TERENZI E AVV. GUGLIELMO VACCA
AVVOCATO LUDOVICA TERENZI
AVVOCATO GUGLIELMO VACCA

FOTOVOLTAICO: GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI BUROCRATICI

IL 2026 SI APRE CON ALCUNI STRASCICHI DI SITUAZIONI LEGATE AL MERCATO SOLARE CHE HANNO AVUTO

AVVIO LO SCORSO ANNO. IN PARTICOLARE, CONTINUA UN CONTENZIOSO SULLA TASSAZIONE DEGLI

EXTRAPROFITTI DELLE RINNOVABILI MENTRE È STATA ABOLITA LA VIDIMAZIONE REGISTRI DOGANALI

Negli ultimi mesi del 2025 ci sono stati importanti aggiornamenti relativamente a tematiche legate al fotovoltaico. Externa, partner dell’associazione Aceper, propone un recap delle principali revisioni che avranno impatti sulla burocrazia di diverse figure tra cui progettisti, installatori, EPC e produttori di energia da fonte rinnovabile.

CONTENZIOSO

SUGLI EXTRAPROFITTI

Continua il contenzioso avviato ad inizio 2022 dall’ art.15bis del decreto-legge Sostegni ter (n.04/2022), concepito dal governo italiano per tassare gli extraprofitti dei produttori di energia rinnovabile allo scopo di aiutare i cittadini a far fronte all’emergenza energetica tra 2022 e 2023.

Dopo i botta e risposta tra operatori del mercato elettrico, tribunali e autorità, dal luglio 2023 i giudizi italiani, di TAR e Consiglio di Stato, hanno slittato in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia Europea. A febbraio 2025 l’avvocato generale

della corte UE ha pubblicato un’opinione di compatibilità condizionata del decreto alla normativa europea. Il GSE, interpretando questa pubblicazione come una vittoria, ha ripreso a fatturare gli importi residui. Il malumore del settore però ha costretto il gestore ad attendere la pubblicazione della sentenza della corte, prima di qualsiasi azione di recupero crediti. Anche il Consiglio di Stato si è mosso, rifiutando, nell’udienza del 18 novembre, di attendere la Corte UE prima di emettere la propria pronuncia. Nel frattempo, il 27 novembre la cancellaria della Corte di Giustizia Europea ha annunciato per il 22 gennaio 2026 la pubblicazione dell’attesa sentenza, che dovrebbe definire la questione. Il 22 dicembre, però, nuovo colpo di scena: il Consiglio di Stato ha emesso un’ordinanza con cui ha sollevato una nuova questione pregiudiziale alla Corte Europea. L’intenzione sembra essere quella di incardinare nuovi quesiti nel giudizio in corso, chiedendo se specifici articoli della normativa comunitaria ostino o meno ad una disciplina nazionale più restrittiva, facciano salve retroattivamente misure nazionali già adottate, ostino a porre un tetto non sugli utili d’impresa ma su un calcolo

aprioristico del legislatore nazionale. La questione è quindi tutt’altro che giunta al termine.

REGISTRI DOGANALI

Su spinta di alcune direzioni territoriali e nell’ottica di snellire gli adempimenti burocratici per gli impianti non soggetti ad accisa, il 21 ottobre 2025 la Direzione Accise dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha emesso la circolare n.27/2025, di validità nazionale. Il documento abolisce dal 2026 l’obbligo di vidimazione preventiva presso gli uffici doganali dei registri di produzione degli impianti rinnovabili con potenza superiore a 20 kW in autoconsumo diverso dagli usi abitativi (di cui all’art.52, comma 3, lettera b del TUA). Tutte le altre officine elettriche dotate di licenza sono ancora tenute alla vidimazione preventiva. Questa semplificazione riguarda solo la vidimazione e non la tenuta dei registri. Tutti i produttori rinnovabili titolari di licenza di officina elettrica, infatti, rimangono obbligati a registrare le letture dei contatori di ogni fine mese su supporto custodito presso l’impianto, da esibire in caso di verifica dell’ADM. Il supporto può essere cartaceo o, previa denuncia integrativa all’ufficio competente, anche elettronico.

20 ANNI DI INNOVAZIONE NEL FOTOVOLTAICO

Dal 2006, con Aros, poi Aros Solar Technology e oggi Riello Solartech, abbiamo accompagnato l’evoluzione del fotovoltaico in Italia e nel mondo.

Vent’anni di innovazione e passione: i nostri inverter combinano affidabilità, tecnologia avanzata e una visione sostenibile per ogni progetto solare.

A

LE INSTALLAZIONI DEL MESE

ECCO UNA SELEZIONE DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI SEGNALATI DAI LETTORI DI SOLARE B2B NELLE ULTIME SETTIMANE

Luogo di installazione: Montemarciano (AN)

Committente: Smart Energy Blockchain

Tipologia intervento: nuovo impianto fotovoltaico a servizio di una CER

Potenza: 999,44 kWp

Produzione annua stimata: 1.365.113 kWh

Componenti installati: 1.612 moduli fotovoltaici Jollywood JW-HD156N-620W e 8 inverter SAJ c6-125k

Altre informazioni: si tratta di un impianto a pergola bassa a terra, con moduli appoggiati su strutture zavorrate ed esposizione est-ovest e dedicato alla produzione di energia elettrica che viene immessa direttamente in rete e

condivisa all’interno della comunità. Smart Energy Blockchain ha scelto Senec come partner per questo progetto perché grazie al suo portafoglio diversificato di soluzioni è in grado di sviluppare progetti personalizzati in base alle specifiche necessità. Il ritorno sull’investimento (ROI) di questo impianto è stimato in circa sei anni, anche grazie all’accesso dell’impianto ai contributi statali per le CER. Nel futuro della collaborazione tra Smart Energy Blockchain Srl e Senec Italia sono previsti altri impianti che faranno parte della comunità energetica nazionale.

NUOVA COPERTURA INDUSTRIALE PER PATT SPA

Luogo di installazione: Udine

Committente: Patt Spa, società del gruppo Fantoni

Installatore: BayWa r.e. Power Solutions, divisione specializzata nelle soluzioni energetiche per il settore commerciale e industriale di BayWa r.e; Tipologia intervento: nuovo impianto fotovoltaico su tetto; Potenza: 861 kWp

Produzione annua stimata: 1.003 MWh

Componenti installati: 5 inverter Huawei e 1.914 moduli fotovoltaici Bi-

PROGETTO DI TRANSIZIONE ENERGETICA PER BOX TOSI

Luogo di installazione: Formigine (MO)

sol Group, distribuiti su una superficie complessiva occupata dai pannelli pari a 3.800 metri quadrati; Altre informazioni: l’impianto è stato progettato con una struttura zavorrata ottimizzata per le dimensioni contenute della copertura e con una particolare attenzione all’integrazione estetica e funzionale. BayWa r.e. ha infatti adottato una soluzione senza zavorre a vista, che assicura un risultato architettonicamente pulito e perfettamente coerente con le esigenze del cliente. Le attività

Committente: Box Tosi, azienda della provincia modenese con sede a Formigine specializzata nella progettazione e realizzazione di imballaggi in cartone ondulato;

Installatore: Xiber, Esco del gruppo Tesya

Tipologia impianto: impianto fotovoltaico su copertura

Potenza: 442 kWp

Moduli installati: moduli Aiko G-MCH72Mw 645W

di cantiere, ufficialmente concluse, hanno visto il tiro in quota tramite elicottero di cavi, canaline e strutture portanti, seguito dal posizionamento dei moduli fotovoltaici.

Inverter installati: inverter SolarEdge Riduzione costi energetici: 45% Altre informazioni: Elemento distintivo del progetto è l’approccio integrato: Xiber ha seguito l’intero percorso, dalla diagnosi energetica alla progettazione multi-tecnologica, fino alla gestione, al monitoraggio continuo e al servizio Solar Coach, pensato per massimizzare nel tempo la produzione e l’efficienza dell’impianto..

EDP E DORECA INSIEME PER LA DECARBONIZZAZIONE DEL SETTORE DELLE BEVANDE

Luogo di installazione: Settimo

Milanese (MI), Modena, Osimo (AN) e Olbia (SS)

Committente: Doreca

Partner: EDP

EPC: Solarys Innovative Solution

Tipologia intervento: quattro nuovi impianti fotovoltaici in fase di realizzazione

Potenza totale: 2,4 MWp

Produzione annua stimata: oltre 3 GWh

Numero e tipologia moduli: oltre 5.100 pannelli

Altre informazioni: questo nuovo accordo estende la collaborazione avviata nel 2024 con un impianto situato a Roma. Doreca potrà alimentare le proprie attività in modo più sostenibile, contribuendo ad aiutare il Paese a raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione.

HANNO PARTECIPATO
HA PARTECIPATO
HANNO PARTECIPATO
HANNO PARTECIPATO

Luogo di installazione:

Chivasso (TO)

Committente: Granforno Italia

EPC: Greenvolt Next Italia

Tipologia intervento: rifacimento della copertura con installazione di un nuovo impianto FV

Potenza impianto: 180 kWp

Produzione annua stimata: 216 MWh

Numero e tipologia moduli: 360 moduli Sunpower P6-500-COM

Luogo di installazione: Maleo (LO)

Committente: Korian Italia, parte del Gruppo europeo Clariane attivo nel settore sanitario e socio-sanitario

EPC/installatore: Energred

Luogo di installazione: Montecavolo (RE), Zola Predosa (BO) e Sommacampagna (VR);

Committente: GranTerre

EPC: Cpl Concordia

Utility: Gruppo Hera

Tipologia intervento: due nuovi impianti fotovoltaici e un impianto di cogenerazione

Potenza: impianto fotovoltaico di Montecavolo, 223 kWp e produzione di 258 MWh annui; impianto di cogenerazione di Zola Predosa, 1.067 kWe e produzione a 10,8 GWh/anno di energia elettrica, 3,9 GWh/anno di vapore e 2,1 GWh/anno di acqua calda; impianto fotovoltaico di Sommacampagna (VR), potenza nominale di 1.245 kWp e produzione di 1.373 MWh/anno.

permettendo così a GranTerre di raggiungere un livello di autoproduzione del 40% del fabbisogno energetico complessivo degli stabilimenti. È in fase di realizzazione, presso lo stabilimento Salumifici GranTerre di Chiusa (BZ), un nuovo impianto di cogenerazione da 850 kWe, destinato a soddisfare fino all’82% del fabbisogno elettrico. Infine, in fase di studio di fattibilità ci sono ulteriori nove impianti di autoproduzione: quattro fotovoltaici e cinque di cogenerazione, distribuiti in diversi stabilimenti del Gruppo. Complessivamente, entro il 2030 il gruppo coprirà il 50% dei propri consumi con impianti da fonti pulite.

Tipologia intervento: nuovo impianto fotovoltaico Potenza: 42 kWp

accompagniamo GranForno Italia in un percorso concreto di decarbonizzazione ed

efficienza energe5ca», ha dichiarato MiAa Cugusi, Presidente di Greenvolt Next Italia. «L’intervento non solo

riduce i cos5 energe5ci e l’impa9o ambientale, ma rappresenta anche un esempio di come le aziende del comparto agroalimentare possano contribuire a^vamente alla transizione energe5ca, sfru9ando opportunità come il Bando Agrisolare.» Grazie al nuovo impianto, l’azienda eviterà ogni anno circa 75,6 tonnellate di emissioni di

Altre informazioni: Il piano, che interesserà progressivamente 36 residenze in tutta Italia, prevede l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile, riducendo significativamente costi ed emissioni.

HA PARTECIPATO

Altre informazioni: L’accordo, avviato nel 2023 con l’obiettivo di introdurre misure di efficienza energetica e di decarbonizzare i consumi del Gruppo GranTerre, è tra i più rilevanti in Italia nel settore alimentare anche per numero di stabilimenti coinvolti. Il piano da 20 milioni di euro di investimenti consentirà all’azienda di autoprodurre quote sempre più significative di energia attraverso impianti alimentati da fonti rinnovabili o ad alto rendimento di conversione. I nuovi impianti vanno ad aggiungersi ai quattro di cogenerazione, sette fotovoltaici e un geotermico già operativi,

Più comfort oggi, più valore domani. Con un sistema integrato per riscaldare, raffrescare e produrre energia pulita, installato da un Partner qualificato consigliato da Viessmann, l’edificio guadagna efficienza e valore nel tempo.

HANNO PARTECIPATO

GENDER GAP NEL SETTORE

ENERGETICO: UNA SFIDA ANCORA APERTA

A LIVELLO GLOBALE

IL FOTOVOLTAICO SI

CONFERMA TRA I MERCATI

ENERGETICI PIÙ DINAMICI

E "GENDER-DIVERSE", CON UNA PRESENZA FEMMINILE

CHE RAGGIUNGE IL 40%.

TUTTAVIA, QUESTI DATI

EVIDENZIANO UN PARADOSSO STRUTTURALE:

SEBBENE LE RINNOVABILI

SIANO PIÙ APERTE

ALL'INGRESSO DELLE

PROFESSIONISTE, IL

DIVARIO SI ACCENTUA PROPRIO NEI RUOLI

DECISIONALI

Opportunità aperte

UN’IMPORTANTE REALTÀ CHE SI OCCUPA DI SVILUPPO E REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI E SISTEMI PER L’ENERGIA RINNOVABILE, CI HA INCARICATI DI CERCARE PER LA LORO SEDE DI PADOVA UNA FIGURA DI: PROGETTISTA OPERE CIVILI

Il settore energetico rappresenta uno dei motori più rilevanti per la transizione sostenibile e tecnologica in corso. Tuttavia, nonostante il ruolo chiave che riveste nello sviluppo del Paese, riflette ancora le dinamiche di un comparto storicamente caratterizzato da una marcata impronta maschile. Le donne continuano a essere sottorappresentate, soprattutto nei ruoli tecnici e apicali. Si tratta di una criticità che supera il piano puramente etico per diventare una questione di strategia industriale: in una fase storica definita dalla "war for talent", limitare l'accesso alla metà del bacino di competenze disponibile rappresenta un freno alla competitività del sistema.

Nel contesto della transizione ecologica, il fabbisogno di nuove competenze è crescente: dalla digitalizzazione all'intelligenza artificiale, fino alla gestione dell’energia e all’innovazione di processo. Il rischio, però, è che una parte consistente di questo potenziale resti esclusa. Garantire una maggiore rappresentanza femminile non è dunque solo un obiettivo di inclusione, ma il presupposto necessario per uno sviluppo sostenibile e reattivo alle sfide del mercato. A livello globale, solo il 20% circa degli addetti nel settore energetico è rappresentato da donne. Se guardiamo all’intera filiera, la presenza femminile scende ulteriormente al 16%, con i ruoli di senior management fermi poco sopra il 14%. Uno spiraglio positivo arriva dalle energie rinnovabili, dove la quota femminile si attesta attorno al 32%, sebbene con una prevalenza di profili ancora legati ad aree non tecniche. Il comparto fotovoltaico, in particolare, si conferma tra i più dinamici e "gender-diverse", con una presenza femminile che raggiunge il 40%. Tuttavia, questi dati evidenziano un paradosso

Principali responsabilità

• Esecuzione di sopralluoghi tecnici e rilievi sui siti e verifica della documentazione progettuale;

• Redazione di progetti definitivi ed esecutivi comprensivi di Layout generale, planimetrie, relazioni descrittive;

• Verifica statica di coperture e strutture esistenti;

• Gestione delle pratiche autorizzative e rapporti con gli enti competenti;

• Coordinamento delle attività di cantiere con fornitori e imprese;

strutturale: sebbene le rinnovabili siano più aperte all'ingresso delle professioniste, il divario si accentua proprio nei ruoli decisionali. Se nel settore delle utilities la presenza di donne in posizioni manageriali è pari al 13,9%, nel comparto delle energie pulite questo dato scende al 10,8%. Una fotografia che certifica quanto la visibilità femminile rimanga ancora troppo circoscritta e quanto il percorso verso una reale parità ai vertici sia ancora lungo. Parlare di gender gap significa affrontare un tema economico. Diversi studi dimostrano come la diversità nei team aziendali sia correlata a migliori performance e a una maggiore capacità di innovazione. Nel mondo energy, qualità come la visione sistemica, la resilienza e l’attitudine al problem solving multidisciplinare - tratti spesso distintivi di una leadership femminile matura - sono oggi asset strategici indispensabili per gestire la complessità della transizione.

Per colmare questo divario, è necessario agire su tre leve fondamentali:

• Supporto alla pianificazione delle commesse con il team tecnico;

• Individuazione di opportunità di miglioramento progettuale e normativo.

Principali caratteristiche richieste

• Laurea in Ingegneria Civile o Architettura;

• Esperienza nella progettazione di opere civili, preferibilmente in ambito energetico;

• Ottima padronanza di software CAD e strumenti di progettazione;

• Conoscenza delle normative edilizie e delle procedure autorizzative;

• Buona conoscenza della lingua inglese.

Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03.

Per candidarsi: https://huntersgroup.com/it/new-joboffer/progettista-opere-civili/

• sinergia tra formazione e impresa: incentivare i percorsi Stem fin dalle scuole, offrendo alle studentesse modelli di riferimento e una visione chiara delle opportunità di carriera nel settore;

• evoluzione della cultura aziendale: implementare politiche HR che favoriscano la parità attraverso percorsi di crescita trasparenti, modelli di lavoro agili e programmi di mentoring mirati; • comunicazione e visibilità: valorizzare le professioniste che già operano con successo nel comparto per scardinare i pregiudizi e ispirare le nuove generazioni.

Il gender gap nel settore energetico è una sfida che le aziende non possono più permettersi di ignorare: investire nella parità di genere oggi non è solo un atto di responsabilità sociale, ma una scelta lungimirante di talent strategy. Essere pronti ad affrontare il futuro dell’energia significa, prima di tutto, saper attrarre e valorizzare tutto il capitale umano disponibile, trasformando la diversità in un motore di innovazione reale.

LONGI: DEBUTTO NEL STORAGE ACCANTO A POTISEDGE

IL PRODUTTORE DI MODULI FOTOVOLTAICI HA ANNUNCIATO L’INGRESSO NEL MERCATO DELL’ACCUMULO. LO FA AL FIANCO

DI UNA SOCIETÀ SPECIALIZZATA NELLA SICUREZZA DELLO STOCCAGGIO ENERGETICO. QUESTA PARTNERSHIP ASSICURERÀ

LA FUNZIONALITÀ E L’AFFIDABILITÀ DEI PRODOTTI. E IN ARRIVO UN CENTRO DI PRORPIETÀ DEDICATO ALL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA CON BASE IN EUROPA

Longi fa il suo ingresso ufficiale nel settore dello storage con il lancio della soluzione completa Energy Storage One-Stop Solution. Inizialmente questo nuovo sistema di accumulo sarà proposto in mercati europei chiave come Italia, Regno Unito, Germania e Spagna.

L’INGRESSO NEL MERCATO DELLO STORAGE

Grazie a questa novità, Longi può proporsi al mercato non più solo come produttore di moduli fotovoltaici, ma anche come fornitore integrato di soluzioni energetiche complete che abbracciano solare, idrogeno e accumulo all’interno di una strategia denominata “stability triangle”. Attualmente Longi possiede tecnologie all’avanguardia nel settore dell’energia fotovoltaica e dell’idrogeno, con un’efficienza delle celle Hibc che raggiunge il 27,81% e una capacità degli elettrolizzatori ALK che si colloca tra le migliori al mondo. L’espansione nel settore dello stoccaggio di energia segna un ulteriore miglioramento della strategia dell’azienda.

POTISEDGE E UN NUOVO CENTRO DI RICERCA

Per poter proporre soluzioni affidabili e di valore, Longi ha stretto una partnership con PotisEdge, società specializzata nella sicurezza dello stoccaggio energetico. Nello specifico, Longi ha acquisito il 62% di PotisEdge. In questa

Presentazione inanteprima al mercato italiano aKEYpressoilPADC1 Stand401

prima fase, i prodotti saranno dunque brandizzati "PotisEdge powered by Longi. PotisEdge ha all’attivo un record di sicurezza pari a “zero incidenti di surriscaldamento” su oltre 12 GWh cumulativi tra sistemi storage e batterie di alimentazione negli ultimi dieci anni. Infine, Longi ha annunciato la creazione del suo primo cen-

tro di innovazione tecnologica per lo stoccaggio di energia solare in Europa. Questo centro integrerà funzioni quali consulenza sui progetti, formazione tecnica, assistenza O&M e servizi di ricambi, con l’obiettivo di fornire ai clienti europei servizi professionali localizzati a risposta rapida e per l’intero ciclo di vita.

A tu per tu con Francesco Emmolo, general manager Italy and Greece Longi

L’INGRESSO NEL MERCATO DELLO STORAGE RAPPRESENTA UN’IMPORTANTE EVOLUZIONE NELLA STRATEGIA DI LONGI, COME HA CONFERMATO IL GENERAL MANAGER FRANCESCO EMMOLO AI MICROFONI DI SOLAREB2B

Quando saranno disponibili i primi prodotti nei mercati strategici individuati?

«Il lancio ufficiale della soluzione Energy Storage OneStop Solution è avvenuto a fine novembre 2025, con una disponibilità strutturata nei canali di vendita europei prevista per il primo semestre del 2026. Nei mercati strategici, tra i quali figura senza dubbio l'Italia, avremo una gamma di prodotti molto interessante sia per il mercato C&I sia Utility. Nel segmento C&I puntiamo con le soluzioni 125 kW/488 kWh e 250 kW/488 kWh che vedranno il prossimo anno una evoluzione con la soluzione 350 kW/1300 kWh. Mentre per il segmento utility disponiamo di una serie di prodotti altrettanto performanti, puntando a conquistare il mercato con una soluzione DC in container da 10 piedi da 3,1 MWh e per soluzioni più grandi un container da 20 piedi AC da 2,58 MW/5 MWh. Inoltre, stiamo certificando un prodotto ancora più performante che sarà disponibile a breve dove nello stesso container da 20 piedi prevede una soluzione AC 3,6 MW/6,25 MWh».

Quali saranno i mercati futuri e quando è prevista l’apertura ad altri paesi?

«Chiaramente con l'ingresso di Longi in PotisEdge, l'azienda vede un importante sviluppo in diversi mercati con l'espansione Europea come punto cardine della strategia al di fuori della Cina, senza dimenticare però gli Stati Uniti dove abbiamo una fabbrica ad Atlanta da 5 GWh, e a seguire gli altri mercati, come Asia

Pacifica, Sud America e Medio Oriente dove Longi ha già una presenza consolidata».

A proposito, come mai avete deciso di collaborare con PotisEdge?

«Ci sono principalmente sei motivi a partire dalla tecnologia 5S, ovvero Sistemi Battery Management System, Intelligent Cell Contact System proprietari all'avanguardia, Energy Management System, Thermal Management System e Power Conversion System. Le tecnologie di PotisEdge rappresentano un framework completo

e verticalmente integrato. Mentre molti produttori si concentrano solo sulle celle della batteria, PotisEdge powered by Longi sviluppa internamente tutti i cervelli e i sistemi di supporto principali. Altri motivi sono la sicurezza, la competenza nel settore, il centro di innovazione tecnologica che stiamo costruendo in Europa e il supporto al cliente. Infine segnalo che i maggiori Center of Excellence saranno creati in Europa e alcuni sono già operativi».

Con quali figure vi interfaccerete a livello italiano?

«Dipende dal segmento. Il mercato C&I è veicolato principalmente dai distributori specializzati e, avendo già consolidate partnership, intendiamo continuare su questa linea. Per il segmento utility scale i clienti di elezione sono appunto le utility e i grandi IPP, con cui già stiamo di fatto dialogando. Al momento vediamo maggiori opportunità nei grandi impianti ma non trascureremo certamente il C&I ed in ultimo il residenziale».

I vostri prodotti potranno consentire ai clienti la partecipazione al Macse?

«Certamente e intendiamo essere di aiuto a chi vorrà parteciparvi. Longi mira a supportare i propri partner e sviluppatori fornendo sistemi di accumulo elettrochimico che rispettino i requisiti tecnici di Terna puntando sulla competitività dei costi, grazie all'integrazione verticale, e sull'affidabilità a lungo termine necessaria per contratti di durata quindicennale».

È

JINKOSOLAR COMPIE 20 ANNI

IN DUE DECENNI, L’AZIENDA HA COSTRUITO UN MODELLO INDUSTRIALE BASATO SU SCALA, INTEGRAZIONE VERTICALE E SVILUPPO TECNOLOGICO COSTANTE, ARRIVANDO A SUPERARE I 380 GW DI MODULI CONSEGNATI NEL MONDO. A LIVELLO GLOBALE, IL GRUPPO CONTINUERÀ A CONCENTRARSI SU TECNOLOGIE AD ALTA EFFICIENZA, SULL’OTTIMIZZAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI E SUL RAFFORZAMENTO DEI MERCATI A MAGGIORE POTENZIALE DI CRESCITA. ALL’INTERNO

DI QUESTA EVOLUZIONE SI INSERISCE TIGER NEO 3.0, OGGI IL PRODOTTO DI RIFERIMENTO DELL’OFFERTA JINKOSOLAR (CHE GUARDA ANCHE AI BESS)

Tiger Neo 3.0 è oggi il prodotto di riferimento dell’offerta JinkoSolar. Il modulo raggiunge una potenza fino a 670 W e un’efficienza massima del 24,8%. Accanto al fotovoltaico, JinkoSolar sta sviluppando un’offerta strutturata nel settore dello storage, considerato un elemento sempre più integrato nei sistemi energetici moderni. Il SunGiga 261 rappresenta la soluzione Jinko ESS dedicata al segmento C&I ad alta densità energetica. IL

Fondata nel 2006, JinkoSolar celebra nel 2026 vent’anni di attività a livello globale e quindici anni di presenza continuativa in Italia. Un percorso che riflette l’evoluzione del fotovoltaico stesso: da tecnologia emergente a pilastro dei sistemi energetici contemporanei.

In due decenni, JinkoSolar ha costruito un modello industriale basato su scala, integrazione verticale e sviluppo tecnologico costante, arrivando a superare i 380 GW di moduli consegnati nel mondo. La capacità produttiva complessiva ha raggiunto i 130 GW, sostenuta da oltre 10 siti produttivi e da una presenza commerciale in oltre 160 Paesi.

Il controllo diretto dell’intera filiera, dalla lavorazione dei materiali fino all’assemblaggio dei moduli, ha permesso all’azienda di affrontare le diverse fasi del mercato mantenendo continuità di fornitura, qualità costante e competitività dei costi. In Italia, JinkoSolar è presente dal 2011 e ha accompagnato lo sviluppo del settore in tutte le sue fasi, collaborando con i principali operatori del mercato utility, C&I e distribuito.

OBIETTIVI 2026: CONTINUITÀ, EFFICIENZA, PRESIDIO DEI MERCATI

Il 2026 non rappresenta per JinkoSolar un punto di arrivo, ma una tappa intermedia all’interno di una strategia di lungo periodo. A livello globale, l’azienda continuerà a concentrarsi su tecnologie ad alta efficienza, sull’ottimizzazione dei processi produttivi e sul rafforzamento dei mercati a maggiore potenziale di crescita. Un tema centrale resta la riduzione del costo livellato dell’energia, obiettivo perseguito attraverso moduli sempre più performanti, affidabili nel tempo e progettati per ridurre i costi complessivi di sistema. Parallelamente, JinkoSolar prosegue il proprio impegno in ambito ambientale: l’adesione alle iniziative RE100 ed EP100 si traduce in un percorso concreto verso l’utilizzo di energia 100% rinnovabile nelle operazioni globali entro il 2035. In Italia, la strategia è orientata al rafforzamento della

I due prodotti di punta per FV e BES

presenza locale, con un focus su supporto tecnico, collaborazione con la distribuzione e sviluppo del segmento della generazione distribuita, sempre più centrale nel mix energetico nazionale.

COME CAMBIA LA TECNOLOGIA: IL PASSAGGIO

AL N-TYPE

L’evoluzione tecnologica del fotovoltaico sta vivendo una fase di forte accelerazione. In questo contesto, JinkoSolar ha scelto di puntare in modo deciso sulla tecnologia N-Type TOPCon, oggi considerata uno degli standard di riferimento per efficienza e stabilità delle prestazioni. Rispetto alle soluzioni tradizionali, il N-Type consente di ottenere rendimenti più elevati, una minore degradazione nel tempo e migliori performance in condizioni operative non ideali, come alte temperature o bassa irradiazione. Per JinkoSolar, l’adozione di questa tecnologia non è solo una scelta di prodotto, ma il risultato di un lavoro di ottimizzazione che coinvolge materiali, processi e controllo qualità lungo tutta la filiera.

IL PRODOTTO DI PUNTA PER IL 2026: TIGER NEO 3.0

All’interno di questa evoluzione si inserisce Tiger Neo 3.0, oggi il prodotto di riferimento dell’offerta JinkoSolar. Il modulo raggiunge una potenza fino a 670 W e un’efficienza massima del 24,8%, valori che rispondono alle esigenze di progetti sempre più orientati all’ottimizzazione dello spazio e dei costi.

L’elevata densità di potenza consente di ridurre il numero di moduli installati e di semplificare il design degli impianti, con benefici diretti su struttura, cablaggi e tempi di installazione. Allo stesso tempo, Tiger Neo 3.0 è progettato per garantire stabilità delle prestazioni nel lungo periodo, rendendolo adatto a impianti che richiedono affidabilità e prevedibilità dei rendimenti.

STORAGE: UN’ESTENSIONE NATURALE DELL’OFFERTA

Accanto al fotovoltaico, JinkoSolar sta sviluppando un’offerta strutturata nel settore dello storage, considerato un elemento sempre più integrato nei sistemi energetici moderni. Il SunGiga 261 rappresenta la soluzione Jinko ESS dedicata al segmento C&I ad alta densità energetica, progettata per massimizzare le prestazioni in spazi contenuti. Ogni cabinet offre 261 kWh di capacità utilizzabile in un ingombro di circa 1,5 m², consentendo un miglioramento della densità energetica per superficie del 33% rispetto alla generazione precedente. Il sistema è pensato per garantire elevati livelli di efficienza e durata nel tempo, con una vita utile fino a 8.000 cicli al 70% di capacità a fine vita. Il raffreddamento a liquido, con una deviazione termica contenuta entro i 2 °C, assicura una gestione termica

“20 anni di visione industriale”

20 anni globali e 15 in Italia: che valore hanno questi numeri?

«I vent’anni a livello globale e i quindici anni in Italia rappresentano il valore di un percorso costruito con coerenza e visione industriale. Crescere in modo continuo in un settore complesso come quello fotovoltaico significa saper mantenere affidabilità, credibilità e capacità di adattamento nel tempo, senza mai perdere di vista gli obiettivi di lungo periodo».

Come è cambiata JinkoSolar nel tempo?

«Nel corso degli anni JinkoSolar è cresciuta fino a diventare un gruppo industriale globale, rafforzando la propria presenza sui mercati internazionali. Questa evoluzione è avvenuta mantenendo un forte focus su prodotto, qualità, servizio, team e una forte relazione con i nostri partner, elementi che restano centrali nella nostra strategia».

Qual è il potenziale del mercato italiano?

«Il mercato italiano conserva un potenziale significativo, soprattutto considerando la crescita della generazione distribuita e le nuove esigenze di integrazione energetica. È un contesto maturo ma ancora ricco di opportunità».

Obiettivi per il 2026?

«Guardando al 2026, il nostro obiettivo è cogliere tutte le opportunità dal FER X e dall’Energy Release, continuando al contempo a sviluppare e rafforzare la partnership con i nostri distributori presenti sul mercato italiano. Questi partner rappresentano per noi

uniforme e affidabile, mentre il supporto alle funzioni grid forming rende la soluzione flessibile e adatta alle esigenze dei progetti europei. La possibilità di scalare il sistema fino a 12 cabinet in parallelo permette infine di adattare SunGiga 261 a diverse configurazioni applicative, offren-

un valore strategico e aggregativo di lungo periodo, fondamentale per servire in modo efficace i segmenti residenziale, C&I e i progetti di piccola e media scala. Un ulteriore obiettivo chiave è il rafforzamento del team italiano, così da poter continuare a garantire un livello di servizio sempre più elevato e di qualità ai nostri partner commerciali».

Le aree strategiche per il futuro? «Tecnologia, sostenibilità, presenza locale e rafforzamento della partnership con i nostri clienti: sono questi i fattori che faranno la differenza».

do una soluzione modulare e pronta a crescere insieme ai progetti. L’obiettivo è offrire sistemi affidabili e sicuri, in grado di rispondere alle esigenze di flessibilità della rete e di valorizzare al massimo la produzione da fonte rinnovabile.

TEKNOMEGA: UN INIZIO 2026 RICCO DI NOVITÀ

L’AZIENDA NEL PRIMO TRIMESTRE DEL NUOVO ANNO HA RAFFORZATO IL PROPRIO PORTFOLIO PUNTANDO SU SOLUZIONI

AGGIORNATE, PERFORMANTI E PROGETTATE SECONDO UN APPROCCIO INGEGNERISTICO RIGOROSO

Nel percorso di crescita e consolidamento che da sempre contraddistingue Teknomega, il settore fotovoltaico riveste un ruolo sempre più strategico. L’azienda arricchisce infatti il proprio portfolio con soluzioni aggiornate, performanti e progettate con un approccio ingegneristico rigoroso. Il primo trimestre del 2026 vede il lancio di nuovi sistemi di fissaggio, in particolare per tetti piani, sviluppati mettendo al centro la corretta configurazione secondo le tre verifiche al vento, oggi imprescindibili per garantire sicurezza, durabilità e affidabilità degli impianti.

SISTEMI ZAVORRATI PER TETTI PIANI: VERIFICHE A 360°

Nel campo delle strutture di fissaggio fotovoltaico per tetti piani, i sistemi zavorrati rappresentano una soluzione largamente diffusa. Per anni, tuttavia, la progettazione di questi sistemi si è spesso limitata alla sola verifica al ribaltamento, un approccio ormai superato e non più sufficiente a descrivere il reale comportamento dell’impianto sotto l’azione del vento. Il vento, infatti, genera effetti aerodinamici complessi che agiscono sul sistema in più direzioni. Per questo motivo, oggi è fondamentale eseguire tre verifiche distinte e complementari: ribaltamento, sollevamento e scorrimento. Solo un’analisi completa consente di individuare la reale condizione più gravosa e di progettare un sistema sicuro. Il ribaltamento avviene quando la spinta del vento fa ruotare il pannello attorno allo spigolo anteriore della zavorra, che porta al sollevamento della parte posteriore del modulo. Il sollevamento, invece, è causato dall’azione verticale del vento, che può superare la forza peso del sistema pannello/zavorra, riducendo l’attrito con la copertura e portando al distacco dell’impianto. Infine, lo scorrimento è dovuto all’azione orizzontale del vento, che può vincere la forza di attrito tra zavorra e tetto, provocando lo spostamento dell’intero sistema.

Le variabili sono numerose: carico del vento, dimensioni e inclinazione dei moduli, peso e posizione delle zavorre, coefficiente di attrito, caratteristiche della copertura. Un’analisi puntuale permette di stabilire a priori quale fenomeno risulti più critico. L’esperienza maturata sul campo da Teknomega evidenzia come, in molti casi, la condizione più gravosa sia quella del sollevamento, con casi documentati di “failure” riconducibili a questa specifica modalità.

UN APPROCCIO INGEGNERISTICO

Per questo motivo, Teknomega ha sviluppato un approccio progettuale basato su calcoli conformi alle Norme Tecniche delle Costruzioni e supportato da attività di ricerca applicata. Simulazioni Computational Fluid Dynamics e test in galleria del vento hanno permesso di analizzare il comportamento aerodinamico dei sistemi e di ottimizzare la distribuzione delle masse. Il risultato è una significativa riduzione del peso complessivo delle zavorre, senza compromettere la sicurezza strutturale. Così da coniugare leggerezza e affidabilità, offrendo soluzioni che semplificano l’installazione, riducono i costi di trasporto e movimentazione e migliorano l’efficienza del cantiere.

INNOVAZIONE NEI SISTEMI DI FISSAGGIO

Tra gli elementi distintivi delle soluzioni Teknomega spicca la possibilità di fissare file di pannelli in orizzontale aggraffando il modulo sul lato lungo. È così possibile condividere la zavorra tra più moduli, con un grande risparmio di materiale e una maggiore semplicità di posa. La soluzione risulta particolarmente indicata per pannelli più piccoli, ma le strutture Teknomega sono progettate per supportare anche moduli di grande formato, fino a 2.384 mm, installati in verticale con inclinazioni fino a 10°. Inoltre l’impiego del profilo annegato, offre maggiore flessibilità di installazione e permette di adattare il sistema a differenti configurazioni dell’impianto, ottimizzando gli spazi disponibili sulla copertura.

NUOVE SOLUZIONI PER LAMIERA GRECATA

Le novità riguardano anche le coperture in lamiera grecata. Teknomega introduce le staffe basculanti disponibili in tre diverse altezze (37, 92 e 142 mm) per ottenere differenti gradi di incli-

nazione dei moduli. Queste soluzioni possono essere utilizzate sia su lamiera grecata piana che curva, ed essere installate in configurazione est/ovest, sempre più richiesta per l’ottimizzazione della produzione energetica.

SOFTWARE PER PROGETTAZIONI AD HOC

Le novità riguardano anche il software proprietario OmegawareSun che è stato aggiornato con nuove possibilità di configurazione, così da generare modelli anche per tetti piani e lamiera grecata curva oltre che alle soluzioni già presenti per tetti a falda, lamiera grecata piana, lamiera aggraffata e coperture in fibrocemento. Uno strumento evoluto per progettisti e installatori nelle fasi preliminari di definizione dell’impianto.

SISTEMI PER IMPIANTI A TERRA

Teknomega arricchisce infine la propria offerta con sistemi di fissaggio per impianti a terra. Già diversi progetti sono stati realizzati in Italia, con strutture progettate dall’ufficio tecnico interno in base alle esigenze del cliente e alle caratteristiche del sito di installazione. Le soluzioni si distinguono in strutture monopalo e bipalo. Le prime, che offrono ingombri più contenuti, sono generalmente utilizzate per file di due o tre pannelli in orizzontale o due pannelli in verticale. Quelle bipalo, invece, sono ideali per vele ampie o in installazioni su terreni con bassa coesione o scarso attrito interno,

oltre che in zone esposte a precipitazioni frequenti, forti raffiche di vento o abbondanti nevicate. Su queste strutture è possibile installare file di due pannelli in verticale o file da tre o quattro pannelli in orizzontale. I sistemi per impianti a terra hanno inoltre un sistema di aggancio rapido che consente di svincolare la posizione del corrente rispetto al traverso fornendo così grande flessibilità durante l’installazione. Per pannelli in verticale, il sistema di aggancio Teknomega consente anche di svincolare la posizione del morsetto intermedio di aggancio pannelli rispetto al corrente, eliminando un vincolo che potrebbe causare difficoltà di installazione in sito.

UN SUPPORTO TECNICO CAPILLARE E QUALIFICATO

La presenza di Teknomega sul territorio italiano è cresciuta in oltre vent’anni di attività fino a raggiungere, oggi, 5 area sales manager che lavorano in sinergia con undici agenzie. A questo si affianca un ufficio tecnico interno altamente specializzato, in grado di supportare il cliente nella progettazione dei sistemi di fissaggio in conformità alle Norme Tecniche delle Costruzioni 2018.

Un approccio che unisce competenza tecnica, innovazione e attenzione alle reali esigenze del mercato, rendendo Teknomega un partner affidabile per chi opera nel settore fotovoltaico con un focus costante su qualità e sicurezza.

SOLUZIONI INGETEAM PER NZIA: TECNOLOGIA

EUROPEA PER OGNI TIPO DI PROGETTO FV E STORAGE

L’AZIENDA, CON PIÙ DI 80 ANNI DI ESPERIENZA E UNA PRODUZIONE INTERAMENTE EUROPEA, RISPONDE ALLE RECENTI

EVOLUZIONI DI MERCATO CON UNA GAMMA COMPLETA E CONFORME ALLE NORMATIVE CEI 0-16 E NZIA: UNA LINEA “MADE IN EU READY” CHE UNISCE EFFICIENZA, SICUREZZA E TRACCIABILITÀ PER OGNI TIPOLOGIA DI PROGETTO

Negli ultimi mesi il mercato fotovoltaico italiano sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, trainata da due fattori chiave: l’evoluzione normativa e la crescente attenzione europea alla sostenibilità industriale. Con la delibera Arera 385/2025/REE, l’obbligo di adeguamento tecnico è stato esteso anche agli impianti ≥100 kW connessi in media tensione, rendendo necessaria l’installazione del controllore centrale di impianto (CCI). In parallelo, il Net Zero Industry Act (Nzia) e il FER X Transitorio introducono nuovi criteri di accesso agli incentivi, riservando una quota significativa ai prodotti realizzati in Europa.

Ingeteam, con più di 80 anni di esperienza e una produzione interamente europea, risponde a queste evoluzioni con una gamma completa e conforme alle normative CEI 0-16 e Nzia: una linea “Made in EU ready” che unisce efficienza, sicurezza e tracciabilità per ogni tipologia di progetto fotovoltaico e BESS. Con oltre 2,5 GW installati in Italia, un servizio tecnico attivo da 17 anni e una rete capillare di supporto, Ingeteam si conferma partner affidabile per lo sviluppo del fotovoltaico e dello storage nazionale.

L’assistenza locale, il know-how di progettazione europeo e la capacità di personalizzare le soluzioni rendono Ingeteam il punto di riferimento per Utility, IPP, EPC, sviluppatori e investitori alla ricerca di tecnologie europee conformi a FER X e Nzia.

INVERTER DI STRINGA: FLESSIBILITÀ E ALTA EFFICIENZA PER IMPIANTI DI MEDIA TAGLIA

La famiglia Ingecon Sun 300, 330 e 350TL nasce per offrire le massime prestazioni negli impianti distribuiti. Il modello 300TL, con singolo Mppt e 300 kW di potenza, è ideale per configurazioni modulari “Virtual Central Station”, dove fino a 32 inverter di stringa vengono integrati in una stazione di trasformazione outdoor di media tensione ottenendo una potenza totale fino a 9,6 MVA e grazie alla possibile connessione in DC-BUS garantiscono un importante risparmio di cavi, lavori edili e manodopera.

SERIE C E C PLUS: POTENZA E AFFIDABILITÀ PER L’UTILITY SCALE

Per impianti fotovoltaici e ibridi di media e grande taglia, la gamma Ingecon Sun 3Power C Series e C Plus rappresenta la massima espressione dell’ingegneria Ingeteam. Si tratta di inverter centralizzati ad alta densità di potenza (fino a 3.825 kVA per stack) con raffreddamento a liquido, grado di protezione IP65 e una vita utile stimata superiore ai 25 anni. Le unità possono essere configurate singolarmente o in coppia, raggiungendo potenze fino a 7,65 MVA all’interno delle stazioni FSK (Full Skid) chiavi in mano.

La nuova generazione C Plus integra funzioni avanzate come Grid Forming, Black Start e fornitura di potenza reattiva notturna, per garantire stabilità di rete e continuità operativa anche nelle condizioni più critiche. Tutte le soluzioni sono conformi al nuovo standard di connessione a 36 kV alla RTN italiana, assicurando piena compatibilità con le reti di trasmissione nazionali.

Il raffreddamento a liquido riduce l’usura dei componenti elettronici interni con una temperatura operativa costante di 60° circa, garantendo un ciclo di vita di circa 25 anni e l’affidabilità a lungo termine.

FSK E VIRTUAL CENTRAL STATION:

SOLUZIONI MODULARI CHIAVI IN MANO

Le versioni 330TL e 350TL M12, multi Mppt, si distinguono invece per versatilità e solidità costruttiva: operano con tensioni di 1.500 V DC (850–1.300 V MPP),dispongono di involucro IP66 in alluminio, di un sistema di monitoraggio Wi-Fi o Ethernet integrato con un’app dedicata rendo no questi inverter perfetti per interventi di repowering, progetti agrivoltaici e impianti FER X di media taglia. Grazie alla comunicazione tramite Modbus diretta con qualsiasi CCI, gli inverter Ingeteam garantiscono piena conformità alla CEI 0-16 senza adattatori, permettendo una rapida messa in servizio e una gestione ottimizzata dell’impianto.

Le stazioni inverter FSK (Full Skid) sviluppate da Ingeteam rappresentano la sintesi perfetta tra efficienza, praticità e conformità normativa.

Interamente cablate e testate in fabbrica, includono trasformatori MT conformi alla CEI 0-16 e Allegato A68 fino a 3,5 MVA per configurazioni singole e 6 MVA per quelle a doppio inverter in MT e 7,65 MVA in AT, rendendo la soluzione ideale per impianti fotovoltaici e ibridi di media grossa taglia.

Rispetto alle soluzioni con molti inverter di stringa, le stazioni FSK offrono un Capex inferiore e una logistica semplificata, riducendo tempi di installazione e costi operativi. Ingeteam propone inoltre configurazioni Virtual Central Station per inverter di stringa (Sun 300, 330, 350TL) che riproducono la logica costruttiva di un sistema centraliz-

zato, mantenendo tutti i vantaggi della modularità. È l’approccio ideale per impianti agrivoltaici o a layout distribuito, che richiedono soluzioni flessibili e facilmente scalabili.

SOLUZIONI INTEGRATE PER SISTEMI BESS

Accanto alla gamma fotovoltaica, Ingeteam offre una linea dedicata di inverter per batterie destinati sia a impianti stand-alone che ibridi PV+Bess.

L’Ingecon Sun Storage 3Power C Series è un inverter bidirezionale trifase con densità di potenza di 470 kVA/m³ e fino a 3.660 kVA per stack, integrabile nelle stazioni Full Skid per arrivare a 7,3 MVA con doppio inverter.

Dispone di controlli digitali avanzati, raffreddamento a liquido e design compatto. Le versioni M Series aggiungono architetture modulari multiconversione (fino a 1,135 MVA per modulo) per progetti di storage in 6-8 ore e configurazioni multi-MW.

Questa ampia gamma consente la massima compatibilità con i principali sistemi di accumulo del mercato, grazie all’esperienza maturata in progetti utility-scale di oltre 200 MW. Le soluzioni FSK Bess sono conformi a 36 kV RTN, contribuendo alla realizzazione di grandi sistemi di accumulo per la stabilizzazione di rete.

MADE IN EUROPE E CONFORMITÀ NZIA:

UN VANTAGGIO COMPETITIVO CONCRETO

La produzione totalmente europea di Ingeteam garantisce tracciabilità, sicurezza informatica e sostenibilità in linea con il Net Zero Industry Act (Nzia).

Questa conformità consente ad oggi di accedere al contingente FER X transitorio, che riserva il 20% della capacità agli impianti che integrano componenti Made in EU, e in seguito alla maggior parte dei bandi pubblici che daranno sempre più rilevanza a questi importanti criteri di resilienza.

Le certificazioni Life Cycle Analysis (LCA) e Material Passport attestano la trasparenza sull’origine dei materiali, la riciclabilità e la riduzione delle emissioni di CO2 lungo il ciclo di vita del prodotto.

A queste si aggiungono le conformità Reach e RoHS, che garantiscono sicurezza verso l’ambiente e gli operatori. In conclusione, le soluzioni Nzia di Ingeteam rappresentano la risposta concreta alle nuove sfide del settore fotovoltaico e storage: prodotti totalmente europei, efficienti, sicuri e pronti per i nuovi standard normativi.

Dagli inverter di stringa 300, 330 e 350TL ai centralizzati Serie C e C Plus, fino alle stazioni FSK per PV e Bess, l’offerta Ingeteam copre l’intero spettro progettuale — dalla media taglia all’utility scale — garantendo massima efficienza, conformità CEI 0-16 e integrazione a 36 kV.

Una gamma pensata per un futuro energetico più sostenibile, competitivo e realmente europeo con un’assistenza post-vendita capillare sul territorio e decenni di esperienza nel segmento.

UNA SENTINELLA AL SERVIZIO DEGLI IMPIANTI

FOTOVOLTAICI

LA SMART SOLAR SENTINEL DI BREMAS È UNA SOLUZIONE TECNOLOGICA D’AVANGUARDIA PER AUMENTARE LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DEGLI

IMPIANTI FOTOVOLTAICI. SI TRATTA DI UN INNOVATIVO STRUMENTO PLUG & PLAY, COMPATIBILE CON TUTTE LE TIPOLOGIE DI IMPIANTI ESISTENTI, CHE PERMETTE LO SGANCIO DELLE LINEE DC SENZA ACCESSO DIRETTO AL QUADRO E UNA GESTIONE DA REMOTO DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI. TUTTO CIÒ CONSENTE DI INTERVENIRE PRONTAMENTE NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA RIDUCENDO RISCHI E DANNI

L’innovazione per Bremas è un processo continuo di evoluzione e ottimizzazione. Un percorso costruito nel tempo, fatto di ascolto del mercato, sviluppo tecnologico e miglioramento costante delle funzionalità dei dispositivi, che permette all’azienda di anticipare le esigenze sempre più complesse dell’industria solare. Questa attitudine alla ricerca applicata trova oggi una sintesi nella Smart Solar Sentinel, soluzione tecnologica d’avanguardia per aumentare la sicurezza e il controllo degli impianti fotovoltaici. Si tratta di un innovativo strumento Plug & Play, compatibile con tutte le tipologie di impianti esistenti, che permette lo sgancio delle linee DC senza accesso diretto al quadro e una gestione da remoto degli impianti fotovoltaici. Tutto ciò consente di intervenire prontamente nelle situazioni di emergenza riducendo rischi e danni.

La dedizione di Bremas all’evoluzione continua ha portato al deposito di otto brevetti, di cui cinque già concessi a livello mondiale, e alla creazione di prodotti come i sezionatori DC ad elevata potenza, i quadri di stringa, i quadri CEI 0-21 e la Smart Solar Sentinel, innovativo sistema di sicurezza intelligente per impianti fotovoltaici.

UNA SOLUZIONE INTELLIGENTE PER GLI IMPIANTI DI TUTTE LE DIMENSIONI

Garantire la sicurezza di un impianto fotovoltaico è una priorità fondamentale, che incide direttamente sul funzionamento delle apparecchiature e sulla tutela della sicurezza delle persone. Per questo, Bremas ha creato la Smart Solar Sentinel, una soluzione tecnica avanzata progettata per intervenire in modo efficace nelle situazioni critiche e nella gestione ordinaria dell’impianto. Per agevolare l’installazione è stata ideata con tecnologia Plug & Play, che ne consente l’integrazione in tutte le tipologie di impianti esistenti senza la necessità di configurazioni complesse. Dal punto di vista funzionale, si tratta di un sistema di sezionamento modulare e automatico che permette di isolare le linee DC dell’impianto fotovoltaico in caso di emergenza, di assenza di tensione oppure di manutenzione dell’impianto fotovoltaico, in conformità con le più recenti linee guida del Ministero dell’Interno, pubblicate il 1° settembre 2025. Ogni unità è in grado di gestire fino a sei stringhe da 50A a 1000VDC, collegabili tramite connettori MC4 standard, garantendo lo sgancio simultaneo delle stringhe sia in modalità manuale, tramite interruttore di emergenza, sia in modalità automatica. Il funzionamento della Smart Solar Sentinel sposa una logica di

controllo intelligente, basata su una scheda elettronica con MCU dedicata, che verifica i parametri di funzionamento in tempo reale e può sezionare fino a 6 stringhe contemporaneamente, permettendo la gestione anche di configurazioni impiantistiche complesse. Inoltre, i sensori termici dedicati consentono di attivare una funzione di autoprotezione in caso di sovratemperature. Sul piano dell’affidabilità operativa, il sistema è dotato di UPS integrato che garantisce lo sgancio anche in mancanza di alimentazione sul lato AC. La soluzione è provvista di un contatto di feedback da 60V – 1A che permette la trasmissione dello stato delle stringhe a distanza, favorendo un monitoraggio costante e affidabile. Un ulteriore punto di forza è la funzione di riarmo automatico. Grazie a questa caratteristica il sistema è predisposto per riattivare le linee DC non appena vengono ristabilite le condizioni di sicurezza, evitando tempi di inattività prolungati. La struttura modulare della Smart Solar Sentinel garantisce una grande flessibilità di utilizzo e un'elevata scalabilità applicativa. Il sistema infatti può essere configurato con uno o più moduli di sezionamento, tutti gestibili attraverso un unico comando di emergenza. Ciò consente alla Smart Solar Sentinel di essere impiegata efficacemente sia in impianti fotovoltaici di piccole dimensioni che in installazioni più complesse e di grande scala, adattandosi con precisione alle diverse esigenze progettuali. La soluzione, infine, è progettata per l’installazione sia indoor che outdoor (IP56) e deve essere installata il più vicino possibile alle stringhe dei pannelli fotovoltaici (cioè alla parte dell’impianto in corrente continua) per garantire che possa interrompere in sicurezza la DC in situazioni di emergenza senza che la linea sia troppo lunga. Sebbene possa essere installata all’esterno, è consigliato posizionarla lontano dall’esposizione diretta ai raggi solari e possibilmente in una zona ombreggiata o con una co-

Bremas: da oltre sessant'anni innovazione e qualità Made in Italy

Quella di Bremas è una storia iniziata nel 1964 con la fondazione del primo stabilimento nell’hinterland milanese. Da allora il suo percorso industriale è stato segnato da una ricerca costante dell’eccellenza attraverso soluzioni innovative. Ciò ha portato l’azienda a diventare leader nella progettazione, produzione e commercializzazione di commutatori a camme, sezionatori, interruttori di posizione e di sicurezza, supporti per relè e interruttori per elettroutensili. La capacità di rispondere in modo puntuale alle esigenze del mercato, unita a una costante ricerca dell’innovazione tecnologica e un servizio di assistenza completa, hanno consolidato l’azienda come espressione della qualità del Made in Italy. L’eccellenza dei prodotti Bremas è il risultato di una filiera controllata e garantita, in cui la verifica diretta sulla tranciatura metallica e la validazione interna dello stampaggio dei componenti assicurano una precisione costante. Ogni soluzione è sottoposta a rigorosi test nei laboratori interni ed esterni certificati, garantendo la solidità costruttiva che definisce lo standard industriale italiano nel mondo. Dal 2012, con il primo deposito brevettuale per sezionatori DC, Bremas è un punto di riferimento anche per l’industria solare, mettendo a disposizione l’esperienza accumulata in oltre sei decenni per far crescere questo settore strategico della transizione energetica.

pertura metallica per protezione aggiuntiva dal sole diretto e dagli agenti atmosferici. Il posizionamento preciso deve sempre essere definito in base al progetto dell’impianto fotovoltaico e alle norme tecniche e di sicurezza vigenti. Per questo motivo l’installazione deve essere eseguita da un elettricista o installatore qualificato. Dal 4 al 6 marzo Bremas sarà presente a Key Energy di Rimini, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore delle energie rinnovabili, dove porterà una nuova versione della Smart Solar Sentinel che migliora ulteriormente la funzionalità da remoto di questo sistema. Quella che verrà presentata al padiglione D5 - stand 430 è una soluzione che conduce la sicurezza degli impianti fotovoltaici in una nuova era.

NUOVA DELIBERA ARERA 564/2025: CAMBIANO LE SCADENZE, NON LE PRIORITÀ

LE MODIFICHE INTRODOTTE DALLA DELIBERA 564/2025 NON ALTERANO IL FOCUS DI HIGECO MORE, CHE CONTINUERÀ A FORNIRE, ATTRAVERSO IL CCI, ANCHE SOLUZIONI DI ENERGY MANAGEMENT SYSTEM E UNITÀ DI PRODUZIONE MISTA PER IMPIANTI IBRIDI. «GARANTIAMO ELEVATI STANDARD QUALITATIVI, FORNITURE AFFIDABILI E UN SERVIZIO CAPILLARE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE», SPIEGA ANDREA PIRRI, SALES MANAGER DELL’AZIENDA

La Delibera Arera 564/2025 rappresenta un’evoluzione rilevante rispetto alla precedente 385/2025 nella gestione della rete elettrica nazionale. Il provvedimento conferma l’architettura tecnologica già definita, in particolare l’obbligo di adozione del Controllore Centrale d’Impianto (CCI) e della funzionalità PF2 per la regolazione della potenza attiva, introducendo però un approccio più realistico, allineato alle effettive capacità operative della filiera. Il CCI non è un componente standard. Deve rispondere a requisiti stringenti e la sua installazione e configurazione richiedono competenze specialistiche, figure professionali certificate e interventi impiantistici spesso complessi, oltre alla capacità di dialogare correttamente con i DSO. Negli ultimi mesi il mercato ha evidenziato chiaramente come la disponibilità di hardware, tecnici qualificati e capacità di integrazione non sia illimitata. In questo contesto, la Delibera 564/2025 riconosce le difficoltà operative emerse e interviene per rendere il percorso di adeguamento concretamente realizzabile, senza arretrare sugli obiettivi di sicurezza del sistema elettrico. La novità più evidente è la proroga delle scadenze. Per gli impianti di taglia superiore, l’attivazione

della funzionalità PF2 è ora prevista entro la fine del 2026, mentre per gli impianti che richiedono l’installazione del CCI i termini sono estesi fino a fine 2027 o marzo 2028 in funzione della potenza. Non si tratta però di una sanatoria, bensì di una rimodulazione strategica che mantiene invariata la traiettoria complessiva del sistema industriale verso la piena

operatività. Parallelamente, Arera ha ridisegnato il meccanismo degli incentivi. Le finestre iniziali sono state estese, ma i contributi decrescono progressivamente nel tempo. Adeguarsi prima consente di accedere al contributo massimo, mentre rimandare espone a un duplice rischio: una riduzione degli incentivi disponibili e una crescente congestione della filiera. Le proroghe, quindi, non devono essere lette come un invito a posticipare l’investimento, ma come un’opportunità per pianificare con metodo interventi che restano tutt’altro che banali e che richiedono organizzazione, competenze e capacità di esecuzione. Dal nostro punto di vista, come Higeco More, potremmo dire che è cambiato tutto, ma non è cambiato nulla. Le modifiche introdotte dalla Delibera 564/2025 non alterano il nostro focus né il nostro impegno verso il mercato. Continuiamo a fornire, attraverso il CCI, anche soluzioni di EMS (Energy Management System) e UPM (unità di produzione mista) per impianti ibridi, garantendo elevati standard qualitativi, forniture affidabili e un servizio capillare su tutto il territorio nazionale. La normativa oggi offre tempi più realistici, ma la sfida resta industriale e operativa. Ed è proprio su questo che, da sempre, costruiamo valore per i nostri clienti.

ANDREA PIRRI, SALES MANAGER DI HIGECO MORE

SUNCITY SRL SEMPRE PIÙ EPC E ASSET MANAGER

LA SOCIETÀ HA AVVIATO UNA PROFONDA TRASFORMAZIONE DEL PROPRIO CORE BUSINESS CHE LA VEDE OGGI ANCORA PIÙ VICINA

A CLIENTI INDUSTRIALI, PRODUTTORI INDIPENDENTI DI ENERGIA E UTILITY PER LO SVILUPPO DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN MEDIA TENSIONE

Key Energy 2026

Anche quest’anno SunCity sarà presente al Key Energy di Rimini, dal 4 al 6 marzo, presso il padiglione B5, stand 180.

Un’occasione per clienti, partner e fornitori, di incontrare la squadra dei Suncitizens e confrontarsi su sfide e programmi operativi.

A partire dal 2023 SunCity Srl, la società del gruppo SunCity preposta alla progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti fotovoltaici in media tensione, ha avviato una profonda trasformazione del proprio core business, ampliando sostanzialmente il proprio raggio d’azione.

L’operazione di buy back delle quote azionarie detenute da A2A Energy Solutions, l’ingresso di nuove risorse nel top management, proveniente da società leader del settore, e la crescita del giovane gruppo di professionisti preesistente, hanno permesso di intraprendere un nuovo percorso industriale teso a cogliere le sfide di una crescente domanda di servizi e lavori con riferimento alla generazione da energia solare.

I NUMERI DELLA CRESCITA NEL TRIENNIO

A inizio 2023 la taglia media dell’impianti realizzati da SunCity era pari a circa 250 kWp, prevalentemente riferibili al gruppo A2A; nel 2025 appena conclusosi la taglia media è stata superiore a 1,5 MWp, con un parco clienti molti differenziato che spazia da investitori privati, IPP, fondi d’investimento e utilities per le proprie divisioni di generazione di energia da fonti rinnovabili.

A inizio 2023 il parco installato era di circa 18 MWp, caratterizzato per il 95% da impianti su tetto; a fine 2025 il parco installato risulta pari a circa 70 MWp, con il 30% di impianti a terra, tra i quali un revamping da 4,6 MWp, oltre a circa 30 MWp in fase avanzata di realizzazione tra cui un impianto agrivoltaico da 9 MWp. Pertanto, pur non rinunciando alla storica specializzazione nella realizzazione di impianti rooftop – ricordiamo che SunCity con l’impianto sulle coperture di Fiera Rho di potenza pari a 9 MWp ha costruito in pochi mesi l’impianto su tetto più grande in Italia – la società ha progressivamente ampliato il proprio focus nella realizzazione di impianti ground mounted.

In termini di asset management il triennio ha visto crescere sia il numero degli impianti in gestione che la dimensione media degli stessi, portando oggi il portafoglio a circa 80 siti per un valore complessivo di 30 MWp.

L’anno 2025 ha inoltre registrato importanti miglioramenti sia sul fronte dei principali indicatori economico-finanziari sia negli indicatori Hseq, tema al centro dello sviluppo sostenibile dell’azienda e del Gruppo. Con il bilancio 2025, per la prima volta il Gruppo SunCity ha infatti volontariamente redatto anche il proprio bilancio

di sostenibilità, di prossima approvazione. Infine, la SOA OG9 è passata da classe V a classe VI.

CLIENTE AL CENTRO

L’azienda ha deciso di focalizzarsi su impianti fotovoltaici in media tensione, operando principalmente in modalità “capex light”, ossia fornendo servizi e lavori a investimento da parte della propria clientela, invece di portare avanti approcci integrati di efficienza energetica tipici da ESCo generalista. Questa focalizzazione permette una più facile adozione di un approccio al miglioramento continuo lungo tutte le attività della catena del valore, incluso le funzioni permitting e acquisti e a partire dallo sviluppo autorizzativo dei progetti. L’attenzione ai fattori critici di successo nella decisione di investimento da parte di ogni cliente, spesso accompagnato sin dalle fasi iniziali con consulenza tecnica ed economica, la comprensione delle caratteristiche specifiche dei processi produttivi core e delle policy di costruzione e di project ma-

Le attività core di SunCity srl

- Studi di fattibilità tecnico economica

- Supporto finanza agevolata e bandi

- Autorizzazioni e sviluppo impianti

- Ricerca terreni e tetti per autoconsumo a distanza

- Site survey (analisi geologica, geotecnica, prove di pull-out, predrilling, ecc.)

- Progettazione integrata – preliminare, definitiva, esecutiva – in ottica massimizzazione ricavi e minimizzazione capex e opex a vita intera

- Rimozione e bonifica amianto su tetto

- Rifacimento coperture

- Sistemi di accumulo

- Costruzione nuovo impianto (opere civili ed elettromeccaniche) e commissioning

- Revamping e repowering

- Sicurezza dell’impianto e videosorveglianza

- Asset management e servizi amministrativi di back office (GSE, Arera, Agenzia delle Entrate, distributori, ecc.)

- Manutenzione ordinaria e straordinaria

nagement, l’attenzione al permitting primario e secondario, la dedizione nei servizi di manutenzione e nella reportistica sulla produzione dell’impianto, sono solo alcuni dei passaggi che rappresentano la stella polare del “way of doing” di SunCity.

IL 2026 PORTA NUOVE SFIDE

Sul fronte utility scale, la pipeline 2026 già fornisce chiare indicazioni, con gli impianti a terra che rappresenteranno circa il 90% del parco da installare nel corso dell’anno, con una dimensione media di 5 MWp (20x rispetto a inizio 2023) e una geolocalizzazione ben distribuita sulla penisola ed in Sicilia, per complessivi oltre 30 MWp.

Con riferimento agli impianti su tetto, il 2026 vedrà la realizzazione di un importante progetto FERX, che prevede la rimozione di 30.000 metri quadrati di amianto presso una azienda del distretto modenese della ceramica e la realizzazione di un impianto da 2,5 MWp.

Continuerà inoltre l’attività captive verso la correlata bSun Srl, la società del Gruppo che si occupa di sviluppare e gestire le comunità energetiche e gli impianti tipicamente da 1 MW ad esse associati.

Nel segmento C&I, la realizzazione degli impianti vedrà una forte crescita dei Bess per consentire ai clienti di valorizzare l’energia prodotta dal fotovoltaico attraverso il conseguimento di spread su autoconsumo (evitando immissione diurne e prelievi serali) o su arbitraggio (carico in ore a bassa domanda di energia, immetto in serata con un PZ più alto; prelievo da Rete a prezzo basso e consumo in serata).

La componente Servizi stand alone rimarrà comunque centrale, con oltre 1,5 milioni di euro di ricavi attesi.

Una piattaforma di partner locali con cui crescere

Per realizzare il piano dei prossimi anni, SunCity srl è costantemente alla ricerca di collaboratori, sia come personale interno che professionisti a partita iva, in particolare in ambito:

- Progettazione elettrica e civile

- Project management

- Site management costruzioni

- Manutenzione elettrica

così come è continua anche l’attività di scouting e attivazione di nuove collaborazioni locali con

- Studi esterni specializzati in site survey

- Subappaltatori di opere civili ed elettromeccaniche

- Fornitori di cabine di trasformazione e consegna

- Scada e CCI

TONGWEI PRESENTERÀ IL MODULO TNC 3.0 AL KEY 2026

NEL FORMATO G12R-66, IL MODULO RAGGIUNGE UNA POTENZA MASSIMA DI 670 W CON UN’EFFICIENZA DI CONVERSIONE DEL 24,8%. NEL FORMATO G12-66, DI DIMENSIONI MAGGIORI, LA POTENZA IN USCITA RAGGIUNGE I 770 W

In occasione della prossima edizione della fiera KEY 2026 di Rimini, Tongwei presenterà una gamma completa di moduli TNC progettati per applicazioni residenziali, commerciali e industriali (C&I), nonché per impianti utility scale. La linea espositiva include i moduli TNC 2.0 G12R-66 Bifacciale, TNC 2.0 G12-66 Bifacciale e TNC 2.0 G12R-48 Bifacciale con Telaio Nera. Sebbene l’esposizione comprenda l’intera serie TNC 2.0, i riflettori sono puntati sul nuovo modello di punta di prossima generazione: la serie di moduli TNC 3.0. Questa nuova generazione stabilisce un nuovo punto di riferimento per l’intero settore. Nel formato G12R-66, il modulo raggiunge una potenza massima di 670 W con un’efficienza di conversione del 24,8%. Nel formato G12-66, di dimensioni maggiori, la potenza in uscita raggiunge i 770 W, mantenendo la stessa impressionante efficienza del 24,8%. Queste prestazioni confermano la serie TNC 3.0 come leader indiscussa in termini di efficienza tra i moduli da 210 mm. Oltre ai semplici parametri di efficienza, la TNC 3.0 è stata progettata per offrire un valore superiore su quattro dimensioni chiave. Il modulo adotta un design a celle tagliate in quarti, che consente di ridurre la corrente operativa del 75%. In combinazione con un coefficiente di temperatura della potenza più basso, questa struttura funziona come un vero e proprio sistema di regolazione termica. Anche sotto il sole cocente di mezzogiorno dell’Europa meridionale, il modulo rimane “calmo”, riducendo al minimo le perdite di potenza da surriscaldamento e garantendo una produzione continua e stabile.

Tongwei ha aggiornato il circuito interno con una struttura parallela a quattro sezioni, che funziona come un’autostrada a quattro corsie per la trasmissione dell’energia. Se una sezione viene oscurata da nuvole o vegetazione, la corrente si reindirizza istantaneamente attraverso le altre tre corsie libere. Questo garantisce affidabilità anche in ambienti complessi e reali.

Le vere prestazioni si misurano con la costanza. Grazie a una passivazione avanzata e a una corrente di dispersione ridotta, la TNC 3.0 offre risultati eccellenti anche in condizioni di bassa luminosità. Che si tratti di un pomeriggio nuvoloso, delle prime ore del mattino o del crepuscolo, il modulo cattura con sensibilità i fotoni per mantenere un’efficiente generazione di energia, sfruttando ogni singolo raggio di luce disponibile.

La TNC 3.0 offre un doppio vantaggio: elevata bifaccialità per un guadagno immediato, e durata nel tempo per ritorni futuri. Grazie alla tecnologia Poly Tech di Tongwei, il modulo raggiunge una bifaccialità del 85%, ai vertici del settore. In ambienti ad alto albedo come neve o sabbia, questo consente al lato posteriore di catturare una quantità significativamente maggiore di energia, trasformando la luce solare extra in profitto reale. Con un tasso di degrado lineare annuo ultra-ridotto dello 0,35%, la generazione cumulativa di energia si accumula come una “valanga” nel corso dei 30 anni di vita utile del modulo, assicurando che ogni unità di investimento tragga vantaggio dal potere dell’accumulo nel tempo. Queste innovazioni tecniche si traducono in benefici concreti. I dati di simulazione relativi a un progetto utility scale da

100 MW a Roma dimostrano che, rispetto ai moduli convenzionali, la tecnologia TNC 3.0 può ridurre il CAPEX di circa 2,26% e il LCOE di circa 2,98%. Oltre al risparmio sui costi, il vantaggio in termini di resa è notevole: il modello prevede una generazione complessiva di 6,31 miliardi di kWh, con un’impressionante resa aggiuntiva di 101,1 milioni di kWh nell’arco dei 30 anni di vita utile del modulo. Vi invitiamo a scoprire queste innovazioni da vicino. Venite a trovarci al KEY 2026, stand C1-411.

SONNENKRAFT E NYOX: UNA PARTNERSHIP

NEL SEGNO DEL FOTOVOLTAICO MADE IN UE

UNA COLLABORAZIONE SOLIDA BASATA SU VALORI COMUNI: DALLA QUALITÀ TECNICA ALL’AFFIDABILITÀ NEL TEMPO, DALL’ATTENZIONE ALL’ORIGINE DEI PRODOTTI ALLA VOLONTÀ DI OPERARE ALL’INTERNO DI UNA FILIERA EUROPEA SOLIDA E TRASPARENTE

Nel contesto attuale della transizione energetica, il fotovoltaico industriale rappresenta uno degli strumenti più efficaci a disposizione delle imprese per ridurre le emissioni climalteranti, contenere i costi energetici e contribuire in modo concreto agli obiettivi di sostenibilità ambientale. In Europa, dove il tema della decarbonizzazione si intreccia sempre più con quello della sicurezza energetica e della responsabilità industriale, la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici assume un valore che va oltre la semplice produzione di energia: diventa una scelta strategica di lungo periodo, capace di incidere sulla competitività delle aziende e sulla stabilità del sistema energetico.

È in questo scenario che si inserisce il percorso condiviso tra Sonnenkraft, azienda con sede in Austria specializzata nella produzione di moduli fotovoltaici, e Nyox, EPC italiano attivo nello sviluppo e nella realizzazione di impianti fotovoltaici industriali. Una collaborazione fondata su valori comuni: qualità tecnica, affidabilità nel tempo, attenzione all’origine dei prodotti e volontà di operare all’interno di una filiera europea solida e trasparente.

UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL MERCATO

Sonnenkraft è da anni un punto di riferimento per chi ricerca moduli fotovoltaici realizzati secondo standard elevati, con una forte attenzione alla manifattura e al controllo dei processi produttivi. La scelta di mantenere la filiera in Europa, tra le montagne austriache, non è solo una dichiarazione d’intenti, ma un impegno concreto verso un modello industriale che privilegia competenze locali, know-how consolidato e qualità costruttiva. In un mercato globale spesso dominato dalla logica del prezzo, Sonnenkraft continua a distinguersi per una visione orientata alla solidità tecnica, alla durabilità dei prodotti e alla coerenza industriale. Nyox, dal canto suo, opera come EPC per impianti fotovoltaici industriali di media e grande scala, affiancando aziende manifatturiere e realtà produttive nel loro percorso di transizione energetica. La collaborazione tra le due realtà non nasce oggi, ma affonda le proprie radici nel tempo. Già nel 2009, infatti, Sonnenkraft era fornitore di moduli per un impianto realizzato presso Nuova Saimpa, storica azienda trentina leader nella produzione di manopole e maniglie. All’epoca Nyox non esisteva ancora: il progetto era seguito da BM Green Power, business unit del Gruppo BM, che già individuava nelle energie rinnovabili – e in particolare nel fotovoltaico – uno dei pilastri su cui costruire il futuro energetico dell’industria. Fin da allora, la selezione dei componenti e dei partner tecnologici era guidata da criteri chiari: affidabilità, qualità dei materiali e preferenza per prodotti di origine europea.

UNO SVILUPPO CONTINUO

Negli anni, questa impostazione ha trovato continuità e sviluppo. Sonnenkraft si è confermata un partner affidabile, accompagnando la crescita dei progetti da impianti di piccole dimensioni fino a forniture di grande rilievo. Un percorso che ha portato, più recentemente, alla fornitura di oltre 27.000 moduli per un singolo impianto rendendo il cantiere uno dei più grandi impianti fotovoltaici su tetto realizzati in Italia. Con una potenza complessiva prossima ai 12 MWp, l’intervento dimostra come il fotovoltaico industriale possa integrarsi efficacemente nei contesti produttivi esistenti, valorizzando superfici già costruite e contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni di CO2 Accanto a questo progetto di grande scala, la collaborazione tra Sonnenkraft e Nyox si è concretizzata nel tempo attraverso numerose installazioni industriali distribuite sul ter-

ritorio. Dal nuovo impianto di oltre 1MWp realizzato presso lo stabilimento Valsir di Verolanuova fino all’ampliamento presso Dall’Era Valerio, azienda bresciana che progetta e produce componenti e raccordi in ottone e leghe non ferrose, che ha portato la potenza totale a 1,4MWp. Tutto a conferma dell’attenzione che queste aziende hanno verso una produzione energetica sempre più efficiente e sostenibile.

A questi interventi si affiancano progetti di dimensioni più contenute ma altrettanto significative dal punto di vista industriale e ambientale, come l’ampliamento da 114 kWp realizzato in Val di Ledro presso Casolla Legno, azienda attiva nella produzione di pallet e imballaggi in legno, inserita in un contesto paesaggistico di grande pregio. Un ulteriore esempio è rappresentato dall’impianto fotovoltaico da 235 kWp installato sulla copertura della nuova sede Polytec di Calvagese.

Installazioni diverse per dimensioni e contesto, ma accomunate dalla stessa visione: utilizzare il fotovoltaico come leva concreta per ridurre l’impatto ambientale delle attività industriali e rafforzare la resilienza energetica delle imprese. Il fotovoltaico industriale consente infatti di trasformare superfici già impermeabilizzate – coperture, tetti e aree produttive – in asset attivi di produzione energetica rinnovabile. Ogni nuovo impianto contribuisce non solo alla diminuzione delle emissioni, ma anche alla diffusione di un modello industriale più responsabile, capace di coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e visione di lungo periodo.

Solo in una fase più avanzata del ciclo di vita degli impianti entra in gioco il tema del revamping. Molti impianti installati dieci o quindici anni fa risultano oggi tecnologicamente superati, pur essendo collocati in siti ottimali. Il revamping consente di sostituire moduli e componenti principali mantenendo l’infrastruttura esistente, aumentando la potenza installata e la producibilità a parità di superficie. In alcuni casi, a questo intervento può seguire un repowering, con un incremento più marcato delle prestazioni complessive dell’impianto.

Come sottolinea Marco Angiolini, responsabile commerciale di Sonnenkraft: «Il revamping sarà sempre più una priorità per il fotovoltaico industriale. Esistono impianti che hanno dato molto nel corso degli anni e che oggi possono offrire ancora di più grazie a tecnologie più performanti, aumentando la resa a parità di metri quadrati e riducendo ulteriormente l’impatto ambientale».

Una visione che si inserisce in un contesto industriale sempre più consapevole del proprio ruolo nella transizione energetica. La possibilità di intervenire sia con nuovi impianti sia attraverso operazioni di revamping e, quando opportuno, di repowering, consente alle imprese di costruire strategie energetiche coerenti e durature. I progetti non si fermano e, come la collaborazione tra Nyox e Sonnenkraft, continuano ad evolversi in un percorso condiviso, fatto di qualità europea, continuità industriale e visione comune del futuro energetico.

IBERDROLA: 2026 DI ECCELLENZA

IL GRUPPO CONFERMA IL PROPRIO IMPEGNO VERSO LE PERSONE OTTENENDO NUOVAMENTE LA PRESTIGIOSA CERTIFICAZIONE DI TOP EMPLOYER ENTERPRISE ASSEGNATA DA TOP EMPLOYER INSTITUTE CHE PREMIA L’ECCELLENZA DEL GRUPPO NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE E IL SUO IMPEGNO NELLO SVILUPPO DEI TALENTI NEI PAESI IN CUI OPERA. IL 2026 È ANCHE UN ANNO IMPORTANTE PER L’AZIENDA CHE FESTEGGIA IL 125° ANNIVERSARIO DALLA FONDAZIONE DI HIDROELÉCTRICA IBÉRICA A BILBAO (NUCLEO ORIGINARIO) E IL RAGGIUNGIMENTO DI UN TRAGUARDO A NOVE ZERI: 125 MILIARDI DI EURO DI CAPITALIZZAZIONE DI MERCATO

Il 2026 si apre con grandi traguardi per Iberdrola. Il Gruppo conferma il proprio impegno verso le persone ottenendo nuovamente la prestigiosa certificazione di Top Employer Enterprise assegnata da Top Employer Institute che premia l’eccellenza del Gruppo nella gestione delle risorse umane e il suo impegno nello sviluppo dei talenti nei Paesi in cui opera, sulla base di un rigoroso ed esaustivo processo di valutazione. Il 2026 è anche un anno importante per l’azienda che festeggia il 125° anniversario dalla fondazione di Hidroeléctrica Ibérica a Bilbao (nucleo originario) e il raggiungimento di un traguardo a nove zeri: 125 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato, confermandosi così come una delle aziende più solide e innovative nel panorama internazionale.

TOP EMPLOYER ENTERPRISE

La certificazione conferma la solidità del modello HR di Iberdrola, basato su valori di trasparenza, innovazione e responsabilità sociale, e rappresenta un traguardo significativo in un contesto globale sempre più competitivo. La certificazione Top Employer non è un semplice attestato, ma il frutto di un rigoroso processo di valutazione, audit e validazione che analizza in profondità le politiche aziendali in ambito HR: dalla gestione dei talenti alla formazione, dalla diversità e inclusione alla sostenibilità del lavoro. Iberdrola migliora di oltre quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente e supera gli standard dei settori dell’elettricità e dell’energia, posizionandosi come punto di riferimento internazionale. Questo riconoscimento si inserisce in un percorso internazionale in quanto Iberdrola ha superato con successo dieci verifiche in tutto, in Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Messico, Germania, Francia, Italia, Australia e Grecia, dimostrando in ciascuno di questi mercati la solidità e l’adeguatezza delle politiche delle risorse umane del Gruppo alle esigenze e alle strategie locali. Ogni certificazione locale è indipendente e l’azienda ha portato prove in ciascun Paese, giustificando e spiegando ogni singola pratica, analizzando gli impatti locali e la portata globale. In quest’ambito anche Iberdrola Italia ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la prestigiosa certificazione Top Employer. Una conferma della coerenza e della solidità del modello HR internazionale che fa leva su una cultura aziendale orientata alla crescita sostenibile, all’innovazione e al benessere delle persone. La capacità di anticipare i cambiamenti, l’efficacia nell’esecuzione e la presenza consolidata in numerosi mercati rendono Iberdrola un interlocutore credibile e strategico per governi e istituzioni, oltre che un employer of choice nel panorama globale. La valutazione del Top Employers Institute si basa sulle risposte fornite dalle aziende candidate a oltre 240 domande, che analizzano aspetti chiave come la strategia delle risorse umane, l’attrazione e la valorizzazione dei talenti, la formazione, lo sviluppo e la crescita professionale, la leadership e il benessere delle persone. Per garantire l’affidabilità dei risultati, vengono considerate esclusivamente le pratiche applicate ad almeno l’80% della forza lavoro. Iberdrola è l’unica azienda energetica europea ad aver ottenuto per la seconda volta il Marchio d’Impresa, riservato esclusivamente alle organizzazioni certificate in almeno dieci paesi di diversi continenti. Inoltre, Iberdrola ottiene anche il Marchio Blu Regionale per l’Europa, avendo sei aziende certificate nell’area, e il Marchio Rosso Nazionale in ciascuno dei dieci paesi citati.

Fondato 30 anni fa, il Top Employers Institute ha certificato più di 2.500 organizzazioni in 121 Paesi, con un impatto su oltre 12 milioni di dipendenti in tutto il mondo. La doppia certificazione europea e mondiale ottenuta da Iberdrola è un risultato straordinario. Solo un’altra azienda in Europa, e solo a livello con-

tinentale, ha una certificazione simile e nel settore energetico Iberdrola è l’unica realtà ad aver conseguito entrambe.

125 MILIARDI DI CAPITALIZZAZIONE DI MERCATO NEL SUO 125° ANNIVERSARIO

Il 2026 è anche un anno storico per Iberdrola che celebra il 125° anniversario dalla fondazione di Hidroeléctrica Ibérica a Bilbao, nucleo originario dell’azienda. Un percorso iniziato nel 1901, evolutosi attraverso fusioni strategiche – come quella con Saltos del Duero nel 1944 e con Hidroeléctrica Española nel 1992 – che ha portato alla nascita di Iberdrola come la conosciamo oggi: un leader globale nella transizione energetica. All’inizio dell’anno Iberdrola ha inoltre raggiunto un traguardo finanziario: 125 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato, diventando la prima utility europea a toccare questa cifra e la seconda al mondo. Un risultato che riflette la solidità del modello di business, la capacità di innovare e la fiducia degli investitori. Nel solo 2025, il valore di Iberdrola è cresciuto di quasi il 40%, chiudendo il quarto anno consecutivo di crescita dopo la pandemia del 2020. Oggi il Gruppo è la principale utility europea per capitalizzazione e un punto di riferimento globale per la sostenibilità e la decarbonizzazione. Questi successi si inseriscono in una strategia di lungo periodo: il Piano Strategico 2025-2028 prevede investimenti per 58 miliardi di euro,

di cui il 65% destinato alle reti elettriche, con focus su Regno Unito e Stati Uniti. L’obiettivo è aumentare del 40% la base di asset regolati, raggiungendo i 70 miliardi di euro entro il 2028, e superare i 20 miliardi di euro di EBITDA nello stesso anno. Una roadmap ambiziosa che consolida Iberdrola come leader nelle infrastrutture critiche e protagonista della transizione energetica globale. Nel corso del 2025, Iberdrola ha rafforzato la propria posizione internazionale attraverso operazioni strategiche di rilievo, come l’acquisizione di Electricity North West (ENW) nel Regno Unito e l’incremento della partecipazione in Neoenergia in Brasile, a conferma della volontà di crescere nei mercati regolamentati e di garantire stabilità e redditività nel lungo periodo. Il 125° anniversario e la certificazione Top Employer 2026 non sono semplici traguardi, ma testimonianze di una visione coerente e lungimirante: unire la crescita economica alla sostenibilità, l’innovazione tecnologica al benessere delle persone. Iberdrola continua a investire nelle competenze, nella digitalizzazione e nelle energie rinnovabili, guidando la transizione verso un’economia decarbonizzata e contribuendo alla sicurezza energetica dei Paesi in cui opera.

In un mondo che affronta sfide senza precedenti – dal cambiamento climatico alla trasformazione industriale – Iberdrola si conferma un attore globale capace di coniugare performance finanziaria, responsabilità sociale e leadership tecnologica.

IL SOLARE TERMICO RALLENTA, MA L’INDUSTRIA UE È SOLIDA

UN REPORT DEL JRC SEGNALA ALCUNE DIFFICOLTÀ A LIVELLO GLOBALE ED EUROPEO, MA LE PROSPETTIVE NEL MEDIO TERMINE APPAIONO POSITIVE. PIÙ DIFFICILE INVECE LA SITUAZIONE PER LE REALTÀ ATTIVE NEL CONCENTRATING SOLAR POWER, SALDAMENTE NELLE MANI DI PRODUTTORI ASIATICI

Anche se probabilmente il momento contingente non è dei migliori, il solare termico è destinato a contribuire alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica dell’UE. Questo, in estrema sintesi, è il risultato principale di un report recentemente rilasciato dal JRC (Solar Thermal Energy in the European Union), che fa il punto anche sullo stato e le prospettive del solare a concentrazione (CSP). Il solare termico, come noto, è infatti frequentemente citato da buona parte delle normative comunitarie in materia di clima ed energia, come ad esempio la Direttiva sulle energie rinnovabili, la Legge europea sul clima, il Piano d’azione per l’energia accessibile, il Net-Zero Industry Act, la Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (Epbd), il Clean Industrial Deal, il Piano d’azione per l’energia accessibile e la futura Strategia per il riscaldamento e il raffrescamento.

Più limitata è invece la presenza nelle normative

Solare termico: previsioni di crescita (in %) della capacità cumulata in Europa al 2050

del CSP che, comunque, è in generale riconosciuto come una fonte potenzialmente in grado di integrare il fotovoltaico e l’eolico, contribuendo alla stabilità della rete grazie allo stoccaggio termico su larga scala. Attualmente, come noto, il solare a concentrazione è caratterizzato da una diffusione estremamente più limitata del solare termico: l’attuale capacità CSP di 2,33 GW copre appena lo 0,2% della produzione totale di elettricità dell’UE, senza peraltro aver registro una crescita significativa osservata nell’ultimo decennio. I Piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri prevedono un raddoppio di tale capacità entro il 2030, ma finora sono stati compiuti pochi progressi. Per sbloccare la situazione l’UE ha finanziato 74 progetti CSP (2014-2025) per un totale di 246 milioni di euro, con un’attenzione particolare rivolta a Spagna, Germania e Italia.

LEADER DI BREVETTI

Nel frattempo, a livello globale la Cina si è imposta come leader nei brevetti ed è seconda per numero di pubblicazioni scientifiche. In effetti, tutte le installazioni più recenti sono localizzate nel gigante asiatico, che è dominante sia nella diffusione del CSP che nella fornitura tecnologica. Per il CSP, le imprese dell’UE mantengono comunque competenze tecnologiche lungo l’intera catena di fornitura e dichiarano una capacità produttiva significativa per tutti i principali componenti utilizzati identificati nell’ambito del Nzia. Tuttavia, a causa dell’assenza di una nuova pipeline di progetti, il report mette in evidenza come le aziende attive nel settore stiano progressivamente spostando il proprio interesse verso le applicazioni di solare termico a concentrazione per il calore di processo industriale. Molto diversi, senza sorpresa di sorta, sono i numeri del solare termico, che costituisce una tecnologia comunemente utilizzata da decenni.

I NUMERI DEL TERMICO

Nel 2024, la capacità installata del solare termico per la produzione di calore ha raggiunto 41,7 GWth nella UE, pari al 7,5% del totale globale. In effetti la capacità complessiva globale dei collettori sola-

ri termici, alla fine del 2024, era pari a 544 GWth, corrispondenti a 777 milioni di metri quadrati di superficie di collettori e a una produzione annua di energia solare termica di 443 TWh. Eppure, come accennavamo all’inizio dell’articolo, il 2024 non è stato certo un anno felice per il solare termico. Addirittura il 2024 ha segnato il primo anno, a partire dal 2000, in cui si è registrata una diminuzione della capacità solare termica installata a livello mondiale. Tale riduzione è collegata dallo studio del JRC soprattutto a un effetto statistico, ovvero alla vita utile teorica degli impianti installati (compresa tra 15 e 25 anni a seconda degli stati), ma comunque segnala un certo invecchiamento del parco installato del solare termico. Tuttavia, alcuni sottosettori, come il solare termico per il teleriscaldamento, risultano ancora in crescita. Il più grande sistema europeo di questo tipo entrato in funzione lo scorso anno si trova a Groningen (Paesi Bassi), con una capacità di 34 MWth.

CONTRAZIONE DEL MERCATO

Il report JRC descrive poi una situazione di chiaroscuro per il solare termico continentale. La nota di allarme è che nel 2024 il valore della produzione dell’UE per gli scaldacqua non elettrici (incluso il solare termico) è diminuito del 37% rispetto al 2023, con una riduzione di circa 1,2 miliardi di euro. Soprattutto paesi quali Spagna, Grecia, Germania e Italia hanno registrato una contrazione del mercato nel 2024. In Italia, in particolare, le difficoltà del solare termico possono essere in parte attribuite al ridimensionamento degli incentivi fiscali del Superbonus e alla crescente preferenza per l’energia fotovoltaica. Note positive arrivano invece dal fronte export: il surplus commerciale dell’UE in questo settore è stato pari a 16 milioni di euro nel 2024. Non solo: le esportazioni di scaldacqua solari dell'UE sono aumentate del 30% nel 2024, raggiungendo quota 42 milioni di euro. Questi ultimi dati, secondo il JRC, confermano la forte competitività internazionale dei produttori europei, anche in un contesto di mercato globale difficile. Lo conferma un’indagine tra i produttori condotta in collaborazione con Solar Heat Europe, che indica come attualmente la capacità produttiva dell’UE superi la domanda di mercato (non a caso, appunto, l’UE è un esportatore netto di questa tecnologia). Pertanto, il benchmark Nzia per il 2030, che prevede la produzione del 40% del fabbisogno di installazione, appare a portata di mano.

PROSPETTIVE OTTIMISTICHE

Non a caso, il report si chiude con prospettive ottimistiche sul futuro del solare termico del Vecchio Continente, ritenuto come una tecnologia complementare fondamentale per la decarbonizzazione, accanto a pompe di calore, reti di teleriscaldamento ed elettrificazione industriale. Il mercato globale dell'energia solare termica dovrebbe crescere del 9% entro il 2034, mentre quello europeo potrebbe addirittura arrivare ai 94 GWth di capacità installata al 2050. Una crescita di cui dovrebbero giovare anche le imprese europee, a patto che venga messo in piedi un impianto normativo capace di rafforzare i segnali di mercato, stimolare la domanda e sbloccare l'accesso ai finanziamenti.

A CURA DI GIANLUIGI TORCHIANI

NEWS

POSTE ITALIANE: IL PROGETTO SMART BUILDING APPLICATO A 3.800 EDIFICI

Poste Italiane prosegue il percorso per efficientare il proprio patrimonio immobiliare. Nell’ambito della strategia green del Gruppo si inserisce il progetto Smart Building grazie al quale sistemi di gestione intelligente dell’energia sono stati installati in circa 3.800 edifici. Grazie a sensori, dispositivi IoT, attuatori e collettori di dati, gli impianti possono essere monitorati e gestiti da remoto, ottimizzando in tempo reale i consumi energetici. Il sistema consente un controllo costante della temperatura e dei principali parametri ambientali, attivando o disattivando automaticamente illuminazione, riscaldamento e raffreddamento in base alle condizioni rilevate e alle reali necessità degli spazi. Un approccio che garantisce ambienti di lavoro più confortevoli, sostenibili ed efficienti,

eliminando gli sprechi energetici e contribuendo alla riduzione delle emissioni di sostanze nocive. Sempre in questo ambito va ricordato il progetto Led, che ha previsto la sostituzione delle tradizionali lampade a fluorescenza con corpi illuminanti a tecnologia Led. L’intervento ha consentito di ridurre di circa il 50% i consumi elettrici legati all’illuminazione, dimezzando la bolletta energetica e garantendo risparmio sui costi di manutenzione, grazie alla maggiore durata e all’efficienza delle nuove lampade. Complessivamente, il risparmio energetico raggiunto ammonta a 8,7

GWh. In termini di impianti fotovoltaici, risultano già installati oltre 780 impianti per una potenza teorica complessiva di circa 28mila kW, con l’obiettivo di superare quota 1.300 impianti entro il 2026.

E-CHARGE: APPUNTAMENTO A BOLOGNA DAL 7 AL 9 OTTOBRE

E-Tech Europe ed E-Charge tornano a Bologna Fiere dal 7 al 9 ottobre 2026, per una nuova edizione autunnale della manifestazione internazionale dedicata alle batterie avanzate, alle tecnologie per la produzione e il riciclo dei veicoli elettrici e ibridi e all’intera filiera dell’elettrificazione nei settori automotive, trasporti e industria. La quinta edizione di E-Tech Europe si svolgerà per la prima volta in autunno e riunirà a Bologna alcuni dei principali attori della filiera, pronti a presentare le ultime innovazioni nel campo dell’e-mobility e della transizione energetica. In fiera saranno protagonisti motori elettrici di nuova generazione, batterie avanzate, inverter, sistemi di gestione della batteria, Software Defined Vehicles, ADAS, soluzioni per la sicurezza e la cybersecurity, materiali per la produzione delle celle, materiali compositi, additive manufacturing, elettronica di potenza, sensori, intelligenza artificiale, automazione e robotica, oltre a sistemi di ricarica rapidi e completi per l’elettrificazione dei veicoli.

La manifestazione offrirà un ampio programma di incontri e momenti di networking, con l’obiettivo di favorire il confronto tra fornitori, partner tecnologici e decision-ma-

ker. Nel 2025 E-Tech Europe ha registrato oltre 150 espositori provenienti da 20 Paesi e ha ospitato 16 sessioni congressuali con 50 relatori qualificati, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per l’industria europea dell’elettrificazione. L’edizione 2026 vedrà nuovamente il coinvolgimento delle principali associazioni di settore, insieme a startup, università e centri di ricerca, in un contesto di mercato in forte evoluzione. Nell’ambito di E-Tech Europe 2026, mercoledì 7 ottobre si terrà la seconda edizione del Battery Day, la conferenza internazionale sull’industria delle batterie in Italia organizzata in collaborazione con Battery Industry. L’evento rappresenterà un’importante occasione di confronto sulle prospettive tecnologiche e industriali del trasporto elettrico, con la partecipazione dei principali protagonisti italiani ed europei del comparto.

COMUNE DI FABRIANO: NASCE LA CER “CITTÀ APPENNINICA”

Nel Comune di Fabriano è stata ufficialmente costituita la comunità energetica “Città Appenninica”, un progetto promosso dal Comune insieme alla Comunità Montana dell’Esino Frasassi e alla Caritas Diocesana. Il progetto ha trovato attuazione anche grazie alla vittoria del bando “Comunità Energetiche” di Fondazione Cariverona, aggiudicato dal Comune di Fabriano, che ha consentito di avviare i primi asset della CER. Tra questi, l’impianto fotovoltaico del Foro Boario, immobile di proprietà comunale. La comunità energetica “Città Appenninica” ha come obiettivo diventare un vero e proprio ombrello giuridico e hub energetico e sociale per l’Appennino, capace di mettere in rete territori, competenze e risorse, in un dialogo che guarda anche oltre i confini regionali, verso l’Umbria e la città di Gubbio. Accanto alla dimensione pubblica e solidale, la CER

guarda anche a modelli innovativi di collaborazione. Lo sviluppo degli impianti e dei servizi energetici avverrà, nelle fasi successive, attraverso forme di Partenariato pubblico-privato.

La nascita formale della CER si inserisce in un percorso amministrativo avviato negli anni scorsi e destinato ora a entrare in una fase più operativa, con investimenti su impianti rinnovabili pubblici e modelli di gestione partecipata.

Lo scorso 19 gennaio il GSE ha pubblicato sul proprio portale l’elenco aggiornato con i dispositivi di ricarica che rispettano i requisiti tecnici previsti dalla Delibera Arera 541, ovvero la lista degli ev-charger che consentono

di velocizzare il processo di ricarica utilizzando 6 kW di potenza durante le ore notturne e nei giorni festivi senza alcun aumento delle tariffe. L’elenco è suddiviso in due macro aree. Nella prima vengono riportati i dispositivi idonei che supportano la gestione dinamica del carico, ovvero che sono in grado di bilanciare la potenza di ricarica in base all’energia residua al punto di prelievo evitando cali di tensione alla rete durante la ricarica. Mentre la seconda include i dispositivi idonei che non supportano questa funzione (definiti come No GDC).

Nel 2025 le vendite globali di veicoli elettrici hanno raggiunto quota 20,7 milioni di unità, con una crescita del 20% rispetto al 2024. Lo rileva Benchmark Mineral Intelligence, che segnala 2,1 milioni di immatricolazioni nel solo mese di dicembre, a conferma di un business che si mantiene dinamico. La Cina resta il primo mercato mondiale con 12,9 milioni di veicoli elettrici venduti nel 2025, in crescita del 17% su base annua. L’Europa si conferma l’area a più alto tasso di crescita tra le grandi regioni, con 4,3 milioni di unità e un incremento del 33%. Il Nord America si ferma a 1,8 milioni di veicoli, registrando una contrazione del 4%, mentre il resto del mondo raggiunge 1,7 milioni di unità con una crescita del 48%. Secondo Benchmark, il mercato europeo ha beneficiato nel corso del 2025 di un contesto normativo più favorevole e di un rafforzamento degli incentivi all’acquisto in diversi Paesi. Le vendite di veicoli elettrici a batteria sono cresciute del 31% rispetto al 2024, mentre le ibride plug-in hanno segnato un +38%. Germania e Regno Unito si sono confermati tra i principali motori della crescita, con incrementi rispettivamente del 48% e del 27%, mentre la Francia ha chiuso l’anno in lieve recupero dopo un avvio debole, sostenuta dal ritorno dei sussidi. Nel complesso, il 2025 è stato caratterizzato da una progressiva revisione degli obiettivi europei sulle emissioni, con l’ammorbidimento dei target per il 2025 e lo spostamento della conformità su una media triennale 2025-2027. Molti costruttori, tuttavia, avevano già pianificato un rafforzamento dell’offerta elettrica per rispettare le scadenze originarie, contribuendo così all’accelerazione delle immatricolazioni.

Il quadro nordamericano appare invece in controtendenza. Negli Stati Uniti, l’eliminazione dei crediti d’imposta federali a partire da settembre 2025 e l’introduzione di politiche protezionistiche a favore della produzione domestica hanno frenato la domanda. Dopo un picco estivo legato alla corsa agli incentivi, il mercato ha regi-

CITY GREEN LIGHT, INTERVENTO INTEGRATO PER IL COMUNE DI DOMODOSSOLA: SMART PARKING, ILLUMINAZIONE E FV

Il Comune di Domodossola, affidandosi a City Green Light, dà il via a un programma di rigenerazione urbana grazie al quale la città potrà beneficiare di un sistema di smart parking innovativo, di impianti fotovoltaici per gli edifici pubblici e di un aggiornamento dell’illuminazione interna con Led ad alta efficienza. L’iniziativa sviluppata da City Green Light prevede l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici per la gestione degli stalli, attraverso sensori avanzati collegati via rete LoRaWAN, in grado di rilevare in tempo reale la disponibilità di spazi di sosta.

Si aggiungeranno parcometri di nuova generazione che supporteranno i pagamenti digitali: carte, bancomat, app. I parcheggi a conformazione idonea saranno poi dotati di sistema a sbarre e casse automatiche, riconoscimento targhe per abbonati, senza necessità di inserire biglietti o fare code.

Sarà messa a disposizione un’app dedicata, scaricabile da marzo, che consentirà di verificare la disponibilità di posti e di essere guidati verso il parcheggio libero più vicino.

Attraverso la stessa piattaforma si potranno acquistare o rinnovare abbonamenti, gestire autorizzazioni comunali, ricevere notifiche automatiche e consultare lo storico delle operazioni.

Entro l’inizio dell’autunno, inoltre, verrà realizzato un nuovo parcheggio in superficie da 105 stalli nell’area dell’ex macello.

Un’altra parte del progetto riguarda poi la sostenibilità energetica del patrimonio comunale, con l’installazione in sette edifici pubblici di impianti fotovoltaici in grado di produrre circa 220.000 kWh all’anno, destinati all’autoconsumo.

Sarà inoltre sostituita l’illuminazione interna di alcune strutture comunali: circa 1.755 punti luce verranno rinnovati con Led ad alta efficienza, riducendo i consumi fino al 50% e migliorando la qualità luminosa. La nuova rete sarà inoltre predisposta per future integrazioni smart, potenzialmente utili per le politiche di smart city.

strato una forte contrazione nell’ultimo trimestre dell’anno. In Canada la rimozione dei sussidi ha portato a un crollo delle vendite, mentre il Messico ha beneficiato delle importazioni di veicoli elettrici cinesi. In Cina la crescita del 2025 è stata sostenuta da una forte competizione interna, da una politica di prezzi aggressiva e da un ampliamento dell’offerta, ma ha rallentato nella seconda metà dell’anno a causa dell’elevata base di confronto generata dagli incentivi rafforzati nel 2024.

REGIONE FRIULI VENEZIA-GIULIA: CONTRIBUTI AGLI ENTI LOCALI PER L’EFFICIENTAMENTO DI EDIFICI PUBBLICI E UNIVERSITÀ

La Regione Friuli Venezia-Giulia eroga contributi in conto capitale e a fondo perduto a Comuni, enti pubblici di ricerca e Università statali per la realizzazione di interventi di risparmio energetico e la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Come previsto dal Regolamento pubblicato sul BUR n. 32 del 6 agosto 2025, verrà reso disponibile un link per la presentazione delle domande tramite piattaforma IOL, esclusivamente on line e con firma digitale. Per l’anno 2025 la finestra per la presentazione delle domande era compresa dalle 9 del 22 agosto e fino alle 16 del 22 settembre. Per le annualità successive, la presentazione delle domande è possibile dalle 9 del 1° febbraio alle 16 del 15 aprile. Possono beneficiare dei contributi: i Comuni che siano proprietari dell’immobile destinato ad uso pubblico e oggetto di intervento; gli enti pubblici

di ricerca che siano proprietari dell’immobile destinato ad uso istituzionale oggetto di intervento ed ubicato nel territorio regionale; le Università statali che siano proprietarie dell’immobile destinato ad uso istituzionale oggetto di intervento ed ubicato nel territorio regionale. Il contributo è concesso, per ciascuna domanda, fino all’importo massimo di 2.000.000 euro.

ENEA CON I COMUNI DI NARNI E TERNI PER CAMPAGNA SU RISPARMIO ENERGETICO E RIDUZIONE EMISSIONI

I Comuni di Narni (provincia di Terni) e di Terni promuovono una nuova campagna di sensibilizzazione realizzata con il supporto di Enea e che si inserisce nell’ambito del Piano regionale della qualità dell’aria della Regione Umbria. Secondo le linee guida elaborate dai Comuni di Narni e Terni con il supporto tecnico di Enea, l’iniziativa dovrà facilitare l’accesso a servizi e incentivi, anche attraverso il coinvolgimento di testimonial locali

e associazioni del territorio. Enea sta affiancando le due amministrazioni sia nella preparazione del bando per l’affidamento del servizio, sia nel rafforzare le competenze del personale delle dei due Comuni, grazie a specifiche attività di formazione. Inoltre, durante la campagna assicurerà supporto tecnico alle amministrazioni comunali, sviluppando un modello di monitoraggio per misurare l’efficacia reale dell’iniziativa.

SCHNEIDER ELECTRIC LANCIA LA TRAINING ACADEMY PER INVESTIRE SULLE COMPETENZE TECNICHE DEI PROFESSIONISTI

Schneider Electric ha annunciato il lancio di Schneider Electric Training Academy, il nuovo portale dedicato alla formazione tecnica, pensato per rendere i contenuti più accessibili e coinvolgenti e accompagnare la crescita professionale in un mercato in continua trasformazione. Il portale rappresenta il primo passo di un percorso evolutivo che interesserà progressiva-

mente tutti gli aspetti dell’offerta formativa, dai contenuti online e on demand ai webinar, fino ai corsi in aula presso i centri di formazione Schneider Electric sul territorio nazionale.

L’Academy propone contenuti formativi suddivisi in tre aree principali: automazione industriale, distribuzione elettrica e automazione degli edifici. I corsi, progettati e condotti da formatori tecnici qualificati, coprono l’intera gamma di soluzioni hardware, software e applicative Schneider Electric e mirano a supportare la realizzazione di sistemi sempre più efficienti, innovativi e sostenibili. Ogni corso è corredato da una scheda informativa che ne descrive contenuti, obiettivi, durata ed eventuali prerequisiti, garantendo trasparenza e qualità dell’offerta formativa. Al termine del percorso, i partecipanti ricevono un attestato ufficiale e, per i periti industriali, è previsto il rilascio di crediti formativi professionali (CNPI), in linea con la normativa vigente.

LE CHART DEL MESE

Investimenti in fabbriche di batterie: storico 2023/2024 e previsioni 2025/2026

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Andamento dei prezzi dell'energia elettrica nei principali mercati europei tra il 2024 e il 2025

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Tasso di penetrazione sistemi di storage in abbinamento a impianti FV di taglia residenziale nel 2025

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Quota dei sistemi di storage sulla domanda di energia elettrica in Italia e California a settembre 2025

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Numeri e trend

Composizione fabbisogno energetico in Italia

Dicembre 2024 e Dicembre 2025: produzione netta di energia elettrica in Italia per fonte (GWh)

Gennaio-Dicembre 2024 e Gennaio-Dicembre 2025: produzione netta energia elettrica in Italia per fonte (GWh)

Peso del fotovoltaico sulla produzione netta nazionale (rapporto annuale)

Mercato del giorno prima - Controvalore e volumi

Fotovoltaico in Italia - Nuova potenza allacciata

Nuova potenza fotovoltaica allacciata in Italia in MW

Numero impianti allacciati in Italia

Numero impianti FV allacciati in Italia (2025 VS

Numero impianti FV allacciati in Italia (2025

Potenza fotovoltaica connessa in Italia per mese (in MW)

Segmentazione potenza impianti allacciati da Gennaio a Dicembre 25

Numero impianti fotovoltaici connessi in Italia per mese

Nuova potenza (MW) impianti allacciati in Italia per taglia - Dic 24 vs Dic 25

Trend nuova potenza FV allacciata in Italia per taglie

Aggiornamento a fine 2025

nuova potenza FV allacciata Italia per taglie - Aggiornamento

Fotovoltaico nel mondo - Previsioni

Nuova potenza installata a livello globale

FONTE

Solar

Nuova potenza installata in Europa

Vendite totali moduli fotovoltaici - Primi 10 produttori

Cronologia articoli

ECCO UN ELENCO DEI PRINCIPALI CONTENUTI PUBBLICATI

SUI NUMERI ARRETRATI DI SOLARE B2B, DALLE INCHIESTE DI MERCATO AI PRODOTTI FINO ALLE NORMATIVE

Inverter grid forming: alleati per la rete e il mercato (gennaio 2026)

CER: modelli virtuosi dal potenziale inespresso (gennaio 2026) 2026: dieci previsioni per il fotovoltaico in Italia (gennaio 2026)

Prodotti e competenze: così ci si prepara all’obbligo di Arera sul CCI (dicembre 2025)

FER X Transitorio tra potenziale e rischi (novembre 2025)

Fotovoltaico residenziale, una ripartenza è possibile (novembre 2025)

Le CER industriali provano a farsi spazio (ottobre 2025)

I Bess scendono in campo (settembre 2025)

Cybersecurity un aspetto prioritario per il fotovoltaico (settembre 2025)

INCHIESTE MERCATO

FER X Transitorio: tra potenziale e dubbi (luglio/agosto 2025)

Moduli a fine vita: verso una filiera più trasparente ed efficiente (luglio/agosto 2025)

Blackout Spagna: la svolta parte da reti e Bess (giugno 2025)

Transizione 5.0: una misura che procede a rilento (giugno 2025)

FV residenziale: ripartire oltre gli incentivi (maggio 2025)

Energy Release 2.0: la misura che serviva (maggio 2025)

Formazione e buone pratiche per cantieri più sicuri (aprile 2025)

Prezzi dei moduli: il boom della domanda in Cina non spaventa (aprile 2025)

Storage C&I: approccio consulenziale come chiave per lo sviluppo (marzo 2025)

INCHIESTE PRODOTTI

La Smart Home come driver strategico (gennaio 2026) Dal revamping nuove opportunità per gli EPC (dicembre 2025)

Utility e fotovoltaico: sempre più vicini a installatori e clienti finali (novembre 2025)

Sistemi di montaggio: a prova di futuro (ottobre 2025)

Moduli Bipv una nicchia in cerca di spazio (settembre 2025) L’importanza strategica della formazione (luglio/agosto 2025)

Wall-box e FV: la nuova alleanza per l’autoconsumo intelligente (giugno 2025)

Agrivoltaico: il solare incontra l’agricoltura (maggio 2025)

FV da balcone: un’opportunità per gli installatori (aprile 2025)

Monitoraggio: sistemi evoluti per impianti solari più performanti (marzo 2025)

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul FV (febbraio 2025)

SPECIALI

Inverter ibridi e All-in-One protagonisti della gestione energetica (dicembre 2025)

Moduli: più innovazione per recuperare marginalità (novembre 2025)

EV Charger e FV: largo ai sistemi integrati (ottobre 2025)

Così cambia la distribuzione (settembre 2025)

Storage: soluzioni per ogni esigenza (luglio/agosto 2025)

Moduli: innovazione per restare competitivi (giugno 2025)

Così evolvono gli inverter (maggio 2025)

La riforma delle aree idonee e dell'infrastruttura di rete (dicembre 2025)

Linee guida Vigili del Fuoco: un aggiornamento atteso e inevitabile (novembre 2025)

Conto termico 3.0: un' opportunità, ma serve chiarezza (ottobre 2025)

Delibera Arera 385/2025: obblighi, criticità e opportunità (ottobre 2025)

FER X e nuovi sistemi incentivanti (ottobre 2025)

Fotovoltaico al centro della Direttiva Casa Green (settembre 2025)

Tra zone di accelerazione e disciplina dell’Energy Release (luglio/agosto 2025)

Anteprima Intersolar 2025 (aprile 2025)

Tracker e sistemi di montaggio: così si difende il valore (marzo 2025)

Anteprima KEY 2025 (febbraio 2025)

Inverter ibridi e All-In-One: due strumenti a supporto dell’autoconsumo (dicembre 2024)

Moduli: innovare per crescere (novembre 2024)

EV-Charger: accelerano le PMI (ottobre 2024)

Così i distributori difendono i margini (settembre 2024)

NORMATIVE, REGOLAMENTI E BANDI

Ecco come funziona il meccanismo del Macse (luglio/agosto 2025)

Le novità del decreto bollette (giugno 2025)

Imprese: i nuovi incentivi a favore del FV di taglia C&I (maggio 2025)

Fine scambio sul posto? Ecco le opzioni alternative (aprile 2025)

FER X: ecco il decreto transitorio (marzo 2025)

Testo Unico Rinnovabili: le procedure per piccoli e grandi impianti (gennaio 2025)

Tide: ecco il nuovo testo e le sfide per il mercato (dicembre 2024)

Un Testo Unico per semplificare lo sviluppo degli impianti da FER (ottobre 2024)

Saturazione virtuale, problema reale (febbraio 2025)

Comunità energetiche tra entusiasmo e difficoltà (gennaio 2025)

2025: dove va il mercato italiano del FV (gennaio 2025)

Prezzi dei moduli: primi segnali di ripresa (dicembre 2024)

Fotovoltaico: i fatti salienti del 2024 (dicembre 2024)

Revamping e repowering: è questo il momento (dicembre 2024)

La sfida della flessibilità della rete (novembre 2024)

Con Transizione 5.0 è il momento dei moduli made in UE (ottobre 2024)

Tutto il potenziale della perovskite (dicembre 2024)

Utility e fotovoltaico: cambiano le strategie (novembre 2024)

Lo storage C&I prova a prendersi il mercato (ottobre 2024)

Tracker: una soluzione sempre più diffusa (ottobre 2024)

Moduli Bipv, il FV che piace all’architettura (settembre 2024)

Formazione: uno strumento importante per le aziende (luglio/ agosto 2024)

Le azioni per rilanciare lo storage in Italia (luglio/agosto 2024)

Anteprima Intersolar Europe (giugno 2024)

Moduli: strategia a tutela del business (maggio 2024)

Inverter: quando i servizi fanno la differenza (aprile 2024)

Montaggio e tracker: qualità per durare (marzo 2024)

Anteprima KEY 2024 (gennaio/febbraio 2024)

La lenta ma costante avanzata degli inverter ibridi (dicembre 2023)

I nuovi incentivi del FER X (settembre 2024)

Luci e ombre del nuovo Decreto Aree idonee (luglio/agosto 2024)

I nuovi incentivi per lo storage di grandi dimensioni (giugno 2024)

Bandi e finanza agevolata: in Friuli Venezia Giulia contributi a fondo perduto per il FV (giugno 2024)

Perché invertire prospettiva è l’unico modo per mettere in discussione tutto, crescere, migliorare.

È il vero vantaggio dell’esperienza: che non si impara solo dai successi.

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