Redazione: Via Don Milani 1 - 20833 Giussano (MB) - Tel: 0362/332160 - 0362/282532 - redazione@intimoretail.it - www. intimoretail.it - Stampa: Officine Grafiche Staged - San Zeno Naviglio (BS) - Registrazione al Tribunale di Milano n. 237 dell'11 luglio 2013. Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale - 70% - LO/MI. In caso di mancato recapito inviare all’ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la tariffa.
NUMERO 11/12 - ANNO 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2018
INTIMORETAIL lingerie & BEACHWEAR news
INCHIESTA: L’INDUSTRIA COMMENTA LE OPINIONI DEL TRADE E-COMMERCE: ECCO PERCHÉ IN ITALIA CRESCE PIÙ LENTAMENTE TORNA L’APPEAL PER IL COTONE
Un tessuto con una trama dall’effetto glossy che crea una piacevole sensazione “vedo non vedo”. Fashion-comfort, valori tecnici e femminilità, per un dailywear raffinato e contemporaneo. Prodotto e distribuito da
S.p.A. Italy - Tel. +39 059 2924911 - info@intimamoda.it - www.verdissima.it
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NUMERO 11/12 - ANNO 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2018
INTIMORETAIL Redazione: Via Don Milani 1 - 20833 Giussano (MB) - Tel: 0362/332160 - 0362/282532 - redazione@intimoretail.it - www. intimoretail.it - Stampa: Officine Grafiche Staged - San Zeno Naviglio (BS) - Registrazione al Tribunale di Milano n. 237 dell'11 luglio 2013. Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale - 70% - LO/MI. In caso di mancato recapito inviare all’ufficio postale di Roserio per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la tariffa.
lingerie & BEACHWEAR news
SOMMARIO EDITORIALE
INCHIESTA
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23 SONDAGGIO: IL PARERE DELL’INDUSTRIA
C’È CHI SCENDE E C’È CHI SALE
In un contesto difficile, il canale diventa più selettivo nella scelta fornitori. E così alcuni brand riescono a sottrarre quote di mercato ai big player.
NEWS 8
ATTUALITÀ E MERCATO
Aziende, prodotti, persone, iniziative: un mese di notizie in pillole.
VETRINA NOVITÀ 14 Le nuove collezioni
per i prossimi mesi.
COVER STORY
INCHIESTA: L’INDUSTRIA COMMENTA LE OPINIONI DEL TRADE E-COMMERCE: ECCO PERCHÉ IN ITALIA CRESCE PIÙ LENTAMENTE TORNA L’APPEAL PER IL COTONE
16 SENSITIVE FABRICS, IL MADE IN ITALY SOSTENIBILE
Un fatturato che nel 2018 supererà i 70 milioni di euro, la crescita nei mercati dell’athleisure, del ready to wear e del beachwear, l'innovazione costante, sono alcuni dei punti di forza di Eurojersey che nel 1989 ha creato la linea di tessuti indemagliabili oggi presenti in Europa, Stati Uniti e Asia.
PORTFOLIO 20 COMFORT E SEDUZIONE IN VERSIONE CURVY
Cresce il numero di brand che offrono linee di corsetteria per le silhouette più abbondanti. Grazie ai materiali utilizzati e ai dettagli ricercati questi capi risultano particolarmente sensuali.
COMFORT E SEDUZIONE IN VERSIONE CURVY
20 IL COTONE TRAINA IL NATURALE
34
Abbiamo chiesto a sette esponenti della produzione di commentare i risultati emersi dall’indagine “Intimo: 10 domande ai rivenditori”. Per la quasi totalità dei manager interpellati, la situazione politica del Paese, le condizioni meteorologiche anomale e le nuove abitudini di acquisto sono gli elementi che hanno inciso negativamente sull’andamento del mercato. Ma in un contesto così difficile il canale comincia a fare scelte mirate e a selezionare i brand partner.
ATTUALITÀ 30 L'ONLINE CRESCE, MA LO STORE HA ANCORA APPEAL
Nel 2018 in Italia le vendite e-commerce hanno sviluppato un fatturato di 27,4 miliardi di euro (+16%). L’abbigliamento vale 2,9 miliardi di euro e cresce del 20%. Ma il punto vendita fisico continua a essere un riferimento importante per il consumatore finale italiano. E lo shopping multicanale si fa sempre più strada.
COMUNICAZIONE AZIENDALE 32 GARDA: OFFERTA PROFONDA E MATERIALI DI QUALITÀ
Tra le linee maschili del brand si distinguono le serieYachting e Ginni, entrambe realizzate con filati certificati Oekotex Standard 100.
MERCATO 34 IL COTONE TRAINA IL NATURALE
Cresce la richiesta di prodotti in fibre naturali, soprattutto da parte dei consumatori che hanno tra i 35 e i 50 anni. Un target attento a temi come la qualità e la provenienza delle materie prime. Ma per raccontare meglio i plus dei filati, industria e distribuzione dovrebbero investire di più in comunicazione.
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EDITORIALE
C’È CHI SCENDE E C’È CHI SALE In un contesto difficile, il canale diventa più selettivo nella scelta fornitori. E così alcuni brand riescono a sottrarre quote di mercato ai big player. a cura della redazione
Con il numero di novembre/dicembre Intimo Retail chiude l'an-
sia negli assortimenti sia sui profili social. Fatto, quest’ultimo, che
no 2018. Nel momento in cui sfoglierete la rivista, molto proba-
va interpretato come un chiaro segnale con cui il dettaglio inten-
bilmente il Black Friday sarà alle porte e saranno già state allestite
de spingere il sell out di questi marchi e lavorare per incremen-
le prime vetrine a tema natalizio.
tarne la notorietà.
Per diversi motivi, molti dei quali non controllabili dagli operatori
Che cosa ha permesso a questi brand di ritagliarsi degli spazi
di mercato, il 2018 non è stato un anno semplice: ci si è messo
in un mercato come quello italiano che non è certo dei più
anche il meteo a rallentare il sell out delle collezioni presenti nei
semplici? Il fenomeno nasce dalla combinazione di molteplici
punti vendita e il sell in delle linee per le prossime stagioni. In
fattori: il lavoro costante degli anni passati; gli spazi creati sul mercato dalla debolezza di alcuni brand; il
aggiunta la situazione politica e le tensioni con l’Europa non favoriscono un clima di fiducia
tipo di prodotto offerto, in grado di soddisfare
che agevola i consumi.
le esigenze di un target specifico; un buon
Questa congiuntura, però, ha portato alla luce
livello di marginalità e, forse, anche la libertà di
un cambiamento in atto nel canale. Rispetto al
acquistare in base alle reali necessità del punto
passato, infatti, oggi gli operatori del retail nella
vendita senza porre vincoli commerciali, e non
scelta dei fornitori sono più selettivi.
di pagamento.
Il dato è emerso in modo evidente anche
Tutto questo da un lato dimostra che per chi
dal sondaggio che Intimo Retail ha svolto a
ha le capacità e l’energia ci sono ancora degli
settembre tra i dettaglianti: alcuni marchi, che
spazi da conquistare e presidiare. Dall’altro
fino a qualche tempo fa operavano in sordina,
conferma che in contesto competitivo come
collocandosi, a volte anche loro malgrado, in
quello attuale anche l’industria non può pensa-
una nicchia di mercato, quest’anno sono stati
re di avere posizioni garantite, ma deve presta-
indicati da parecchi retailer come i brand con
re grande attenzione ed essere disponibile ad
cui sono riusciti a sviluppare una partnership
ascoltare il canale e a leggere i cambiamenti,
proficua, al punto da dedicare loro più spazio
seppur minimi, in atto. Aubade
Direttore Responsabile: Davide Bartesaghi bartesaghi@intimoretail.it
Editore: Farlastrada Stampa: Officine Grafiche Staged San Zeno Naviglio (BS) Redazione: Via Don Milani 1 20833 Giussano (MB) Tel: 0362/332160 - 0362/1790716 Progetto grafico: Accent on design www.intimoretail.it
Responsabile commerciale: Marco Arosio arosio@intimoretail.it In redazione: Nunzia Capriglione redazione@intimoretail.it Hanno collaborato: Evelina Cattaneo, Cesare Gaminella, Marta Maggioni, Michele Lopriore Impaginazione: Ivan Iannacci
Intimo Retail: periodico mensile Anno 6 - n.11/12 - novembre/dicembre 2018 Registrazione al Tribunale di Milano n. 237 dell' 11 luglio 2013 Una copia 1,00 euro. Poste Italiane SpA - Spediz. in Abb.
Postale D.L. 353/2003 (Conv. in Legge 27/02/2004 n°46) Art.1 Comma 1 D.C.B. Milano - L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati personali in suo possesso. Tali dati saranno utilizzati per la gestione degli abbonamenti e per l’invio di informazioni commerciali. In base all’Art. 13 della Legge numero 196/2003, i dati potranno essere rettificati o cancellati in qualsiasi momento scrivendo a: Editoriale Farlastrada srl. Responsabile dati: Marco Arosio Via Don Milani, 1 – 20833 Giussano (MB)
Questo numero è stato chiuso in redazione il 29 ottobre 2018
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NEWS
ATTUALITÀ E MERCATO PREMIATI I MARCHI VINCITORI DELLA 4° EDIZIONE DEL CONCORSO “BEACHWEAR AWARD”
I vincitori
Da sinistra: Davide Bartesaghi e Marco Arosio di Intimo Retail, Alberto Cella e Cristina Amann di Anita Italia, Nello Savoca di Chantelle Italia, Enzo Tatti di Maryan Beachwear Group, Silver Converso e Fabrizia Boglietti di Lise Charmel, Nunzia Capriglione e Matteo Arosio di Intimo Retail
1
Il 25 ottobre, nella cornice dell’Hotel de la Ville di Monza (MB), la redazione di Intimo Retail ha consegnato i premi ai vincitori della quarta edizione del concorso “Beachwear Award – Il retail premia l’industria”. Quest’anno, come anticipato nella cover story del numero di ottobre di Intimo
Retail, si sono distinti: Maryan Mehlhorn, nella categoria Miglior prodotto beachwear; Chantelle e Rosa Faia, pari merito, hanno conquistato l’award per la Migliore innovazione di prodotto; mentre Lise Charmel e Verdissima si sono
MIGLIOR PRODOTTO BEACHWEAR Maryan Mehlhorn, Costume Aquaria MIGLIORE INNOVAZIONE DI PRODOTTO Rosa Faia, Perfect Black Suit Chantelle, Linea Marina
distinte, rispettivamente, nelle categorie Migliore campagna 2
pubblicitaria e Migliore iniziativa di partnership con il retail. I premi sono stati ritirati da Enzo Tatti (Maryan Mehlhorn), Nello Savoca (Chantelle), Cristina Amann e Alberto Cella (Rosa Faia), Fabrizia Boglietti e Silver Converso (Lise Charmel). I brand vincitori sono stati selezionati da due giurie di dettaglianti specializzati: la prima, composta da oltre 600 retailer, con i suoi voti ha sancito i marchi finalisti. Una seconda, invece, composta da 22 operatori ha decretato i vincitori.
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8 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2018
4
1. Miglior prodotto beachwear 2-3. Migliore innovazione di prodotto 4. Migliore campagna pubblicitaria
MIGLIORE INIZIATIVA DI PARTNERSHIP CON IL RETAIL Verdissima, Power bank e pochette porta costume per ogni capo della capsule Sunset MIGLIORE CAMPAGNA PUBBLICITARIA Lise Charmel, campagna affissioni e cartellonistica
INCHIESTA NEWS
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NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 • 9 NOVEMBRE 2013 • 9
NEWS MAREDIMODA PUNTA I RIFLETTORI SULL’ATHLEISURE
CALIDA: MARCEL KRUG È IL NUOVO SALES DIRECTOR DEL CANALE WHOLESALES
MarediModa punta a diventare la fiera
Marcel Krug è il nuovo sales director del
di riferimento anche per il mercato
marchio Calida per il canale wholesales
dell’athleisure. Durante la nuova
(dettaglio di piccole e di grandi dimensioni).
edizione della manifestazione, in scena
Krug vanta solide conoscenze di settore
al Palais des Festivals di Cannes dal 6
nella costituzione e nello sviluppo
all’8 novembre, sono diverse le soluzioni
della distribuzione a livello nazionale e
messe a punto per raggiungere questo
internazionale. Con un approccio orientato
obiettivo. Innanzitutto, più di 40 aziende
al mercato e ai clienti, promuoverà
espositrici presentano una collezione di
l’ulteriore sviluppo della presenza di
tessuti e accessori dedicati all’athleisure.
Calida, rafforzerà la collaborazione con
Inoltre, all’interno del Forum tendenze è
i partner del dettaglio, darà slancio alla
presente un’area tematica con un focus
modernizzazione e attuerà nuovi piani
sul tema Touch Base, macrotendenza
di distribuzione. Il nuovo sales director
del comparto. A MarediModa 2018
è membro della direzione e riferisce
debutta anche Athleisyou: un’area specifica che accoglierà i prototipi di
direttamente ad Alexandra Helbling, general Marcel Krug
manager del brand dallo scorso marzo.
capi athleisure realizzati con i tessuti di alcune delle aziende espositrici. Ha un focus su questo nuovo stile anche la conferenza di apertura, in programma il 6 novembre alle 11:30. Anche il concorso The Link apre alla categoria athleisure che va ad aggiungersi a beachwear e intimates. Durante la kermesse, infine, come
VICTORIA’S SECRET SBARCA A ROMA NEL CENTRO COMMERCIALE PORTA Victoria’s Secret aprirà nel corso dei mesi invernali il suo primo store italiano con un assortimento incentrato prevalentemente sulla lingerie. Il punto vendita si trova
ogni anno viene consegnato il premio
all’interno del centro commerciale Porta della capitale. Come gli altri punti vendita
MarediModa Creative Excellence
Victoria’s Secret presenti in Italia, anche quello romano sarà aperto in partnership
Awards. Per il 2018 il riconoscimento
con il Gruppo Percassi. L’ assortimento proporrà le collezioni iconiche del brand:
va al gruppo Adolf Riedl e al marchio
Body by Victoria, Very Sexy, Dream Angels, Bombshell, T-Shirt Bra e la linea sportiva
Vilebrequin. L’azienda tedesca Adolf
Victoria Sport. Oltre alla lingerie, lo store di Roma offrirà le fragranze, le collezioni per
Riedl è proprietaria dei marchi Sunflair,
la cura del corpo e Victoria’s Secret Pink, una linea di reggiseni, slip, articoli sportivi e
Olympia, Opera e Sunmarin e del nuovo
prodotti di bellezza ispirati e dedicati alle ragazze in età universitaria.
brand maschile Wavebreaker. Negli anni il gruppo è riuscito a mettere a punto un vero e proprio polo dello swimwear con un’offerta trasversale di qualità e con uno stile contemporaneo ben definito. Vilebrequin, marchio iconico dello swimwear uomo e donna, ha saputo crearsi una identità e un carattere molto definiti e ha sviluppato un progetto retail monomarca con concept store nelle più belle vie del mondo. I MarediModa Creative Excellence Award vengono consegnati alle aziende e ai brand che si distinguono per innovazione e creatività.
10 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2018
NEWS GOLDEN LADY È ON AIR CON UN NUOVO SPOT TV
LOVABLE: TERMINA A DICEMBRE LA CAMPAGNA “THE STRIP”
Guarda lo Spot
Golden Lady torna in Tv con uno spot on air sulle reti Mediaset fino al prossimo 17 novembre. Con questo video, il brand apre un nuovo capitolo della campagna “con le mie gambe” che narra l’universo femminile. Per questo spot, l’azienda ha scelto come testimonial la modella Noel Berry che nel video si raccontare attraverso semplici gesti quotidiani ma allo stesso tempo ricchi di significato, che culminano nella realizzazione di un sogno.
PEROFIL: L’ELEGANZA PROTAGONISTA DELLA CAMPAGNA STAMPA FW 2018 È l’eleganza il tema guida della campagna stampa di Perofil. Il brand, infatti, punta a diventare il nuovo riferimento dello stile maschile che si esprime non solo con pezzi basici essenziali, ma anche con accessori rivisti e aggiornati secondo i canoni contemporanei di estetica. Gli scatti del fotografo Andrea Maino, che immortalano il modello e attore Alexandre Schuster, sono ambientati in un barber shop: lo spazio maschile per eccellenza che nella campagna Perofil diventa il palcoscenico su cui vanno in scena gesti eleganti ritrovati, come il piacere della cura di se stessi. La campagna prosegue fino alla fine dell’anno e prevede uscite sui principali magazine maschili e su alcuni importanti quotidiani nazionali.
TRE INNOVAZIONI PER IL LEGWEAR DAL FORUM LYCRA FIBER MOVES Lycra Fusion True ToYou, Thermolite Fir e Lycra Made to Fit You: sono queste le tre innovazioni destinate al comparto della calzetteria, presentate a 200 operatori del mercato durante la quinta edizione del forum Lycra Fiber Moves, in scena il 18 e il 19 ottobre a Como. Le tre innovazioni garantiscono, rispettivamente, resistenza alle smagliature e brillantezza; maggiore calore e comfort durante la stagione invernale; e, infine, comfort e praticità agli autoreggenti. L’evento è stato anche l’occasione per anticipare una novità che verrà lanciata nel 2019: Lycra Sheer Sensation che sostituirà la tecnologia Living Lights. Nella giornata del 18 ottobre, sul palco si sono alternati diversi relatori che hanno focalizzato l’attenzione della platea su tematiche di carattere economico e sociale. Si è quindi parlato di Millennials e dell’influenza che questi svolgono sulle scelte delle aziende, delle evoluzioni del retail, di omnicanalità e di industria 4.0. Infine, Anne Marie Commandeur di Stijilinstituut ha presentato i cinque trend principali della calzetteria per il 2019.
“The strip” è il nome della nuova campagna Lovable on air sui canali digital del brand per tutto il mese di novembre e di dicembre. Oltre allo spot Tv, on air lo scorso ottobre sulle reti Mediaset, la comunicazione di “The strip” viene amplificata con investimenti sui canali digital grazie a un piano sviluppato su diversi formati creativi realizzati per comunicare in maniera personalizzata ad ogni specifico target e per massimizzare la sinergia fra online e punti vendita in tutti i canali distributivi. Con questa operazione, ideata e realizzata da Publicis Italia, Lovable vuole trasmettere un messaggio preciso: nessuna persona è uguale alle altre, ognuno può valorizzare la propria unicità. Con il suo know how, il marchio intende offrire alle donne e agli uomini il prodotto giusto, in grado di valorizzare la propria unicità con stile ed eleganza. Grazie alla sua body expertise, Lovable ha saputo estendere la promessa di vestibilità e di stile anche al maschile con la linea LVB che interpreta lo stile di ogni uomo: dinamico, elegante, casual. Oggi, il marchio è distribuito in tutti i principali canali di vendita dell’abbigliamento intimo: è presente sul territorio con 130 negozi monomarca e in 6000 punti vendita indipendenti in tutta Italia, nei maggiori department store e online su www.lovable.it.
NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 • 11
NEWS NEWS WALMART COMPRA L’E-COMMERCE DI LINGERIE BARE NECESSITIES
PRIVALIA: IL 34% DELLE CLIENTI ITALIANE PREFERISCE IL REGGISENO PUSH-UP Privalia, il sito di shopping
Walmart ha acquisito l’e-commerce
online, ha svolto un sondag-
Bare Necessities, specializzato nella
gio tra le sue clienti italiane
vendita di lingerie, biancheria intima,
per indagarne le nuove esi-
corsetteria e costumi da bagno. La notizia è stata diffusa lo scorso 12 ottobre. In seguito all’acquisizione, Bare Necessities continuerà a gestire il proprio sito separatamente da Walmart. Tuttavia, alcuni dei suoi prodotti potrebbero
genze in materia di abbigliamento intimo e lingerie. Dall’indagine, che ha coinvolto consumatrici con un’età tra i 20 e i 45 anni, emergono tre categorie di donne: Ottimiste, Comode e Sporti-
essere messi in vendita su Walmart.
ve. Le consumatrici classifi-
com o Jet.com. Nell’ambito dell’accordo,
cate come Ottimiste (34%) non possono fare a meno del push-up. Al secondo posto le
Noè Wrubel, Ceo e cofondatore di
Comode (30%): le donne che indossano reggiseno senza ferretto in particolar modo nella
Bare Necessities, si occuperà anche
versione in pizzo con forma a triangolo. Infine, le Sportive (25%), donne pratiche che op-
della categoria intimates dei due siti
tano per il modello sportivo anche al di fuori della palestra. Inoltre, il 61% delle intervistate
e-commerce dell’insegna americana, oltre
da Privalia concorda sul fatto che quando ci si sente a proprio agio è più semplice sentirsi
a gestire lo shop online che ha creato nel
anche sicure di sé e vivere al meglio alcune circostanze. Indossare l’abbigliamento intimo
1998. Con questa acquisizione, Walmart
giusto, ad esempio, può aiutare ad affrontare un primo appuntamento (42%), un importan-
mette un altro tassello alla strategia di ampliamento del proprio assortimento online. Dopo aver rilevato nel 2016 Jet.
te colloquio di lavoro (36%) o addirittura a trovare il coraggio di lasciarsi alle spalle un amore negativo (29%). L’indagine rivela che il 73% delle intervistate ha sette reggiseni nel proprio cassetto, per ogni tipo di occasione ed esigenza.
com per 3 miliardi di dollari, l’azienda americana ha infatti avviato una fase di espansione, coinvolgendo società di e-commerce che si rivolgono alla fascia
CALZEDONIA SBARCA IN AFRICA CON UNO STABILIMENTO IN ETIOPIA
di clientela più alta del mercato come
Il primo stabi-
MooseJaw, ModCloth, Shoebuy, Bonobos
limento
e Hayneedle. Recentemente, inoltre, ha
donia in Africa è
siglato un accordo con Lord & Taylor per
stato inaugurato
creare sul suo e-commerce una pagina di
lo scorso 18 ot-
moda premium con oltre 125 marchi del
tobre a Macallè,
grande magazzino.
in Etiopia. Alla
Calze-
cerimonia erano presenti funzio-
Errata Corrige Nel numero di settembre di Intimo Retail, a pagina 34, nel titolo dello spazio redazionale dedicato all’azienda veneta Annamaria, è stato erroneamente indicato il nome del Maglificio Antonella. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori.
12 •• NOVEMBRE/DICEMBRE NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 2018 12
nari del Governo etiope, tra cui il ministro del Commercio e dell’industria, Mebrahtu Meles. L’impianto di Macallè, che al gruppo capitanato da Sandro Veronesi è costato 12 milioni di euro, impiega 1.100 persone, ed è destinato alla produzione di leggings, calze e costumi da bagno. Si prevede che da questo polo verranno esportati verso i mercati europei prodotti per un valore complessivo di 786mila dollari. Attualmente, al gruppo Calzedonia e alle sue insegne (Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Atelier Emé e Signor Vino) fanno capo 4.212 punti vendita, di cui 2.569 all’estero. Nel 2017, il gruppo ha inaugurato alcuni store negli Stati Uniti e in Cina e ha sviluppato un fatturato di 2,3 miliardi di euro (+8,7%).
SPAZIO INCHIESTA RETAIL INTIMO ORTOPEDIA ABBIATI PUNTA I RIFLETTORI SULLA NUOVA COLLEZIONE PRIMADONNA In Italia la prima presentazione della nuova collezione PrimaDonna lingerie si è svolta a Seregno negli spazi della boutique Intimo Ortopedia Abbiati. Oltre ai prodotti del brand, protagoniste dell’evento, che si è svolto lo scorso 16 ottobre, sono state tre clienti della boutique che si sono prestate a indossare reggiseni e body PrimaDonna e a raccontare la loro esperienza in qualità di utilizzatrici dei capi. Durante il cocktail party, brindisi e foto si sono alternati a sessioni di bra fitting per illustrare le caratteristiche di vestibilità e comfort
dei capi PrimaDonna. Non sono mancati i gadget ai partecipanti, l’estrazione a sorpresa di un set di lingerie e la presenza del sindaco di Seregno che con due consiglieri comunali ha donato un omaggio floreale alle titolari del punto vendita: Anna Maria Volonterio e Alice Ceppi. «Dalle 17 alle 21 abbiamo registrato circa 70 presenze», spiega Anna Maria Volonterio. «Siamo soddisfatte della perfetta riuscita del nostro evento pensato, ideato e creato dalle donne per le donne non solo di coppa B e C ma anche D, E, F e G».
CON “ARTE, SEDUZIONE E POESIA”, LA BOUTIQUE “BENNY DAL 1988” PRESENTA L’AUTUNNO 2018 “Arte, seduzione e poesia” è il titolo scelto
musica di Mrs Mystique artista che con
dalla boutique di Ferrara “Benny dal
violoncello elettrico e voce ha rivisitato
1988” per l’evento in scena il 5 ottobre
in chiave intima alcuni brani famosi.
ideato per presentare le collezioni
Tutti i momenti dell’evento sono stati
FW 2018. La sfilata si è svolta in un
immortalati dagli obiettivi dello studio
contesto molto particolare, ritmato dalle
fotografico di Ferrara FotofactoryFe.
poesie tratte dalla raccolta Calamaio
Con l’evento “Arte, seduzione e poesia”,
di Arianna Rossetto, in arte Zoe. I
la boutique Benny dal 1988 ha voluto
testi sono stati interpretati da Racy
ribadire che la moda appartiene a tutte le
Ros e Artisia Starlight, due performer
donne perché ognuna è speciale e la vera
di burlesque, accompagnate dalla
bellezza risiede nella normalità.
MERCERIA BELLONE FESTEGGIA I SUOI PRIMI 100 ANNI CON UNA SFILATA Per celebrare insieme alla sua clientela i 100 anni di attività, i titolari di Merceria Bellone lo scorso luglio hanno organizzato una sfilata pubblica. L’evento si è svolto nel centro storico di Millesimo, la cittadina in provincia di Savona dove, nel 1918, Pasquine Bellone ha aperto il punto vendita che, oggi, è guidato dai fratelli Stefania e Fabio
Macchia. In passerella hanno sfilato i capi delle nuove collezioni FW 2018-19 dei marchi: Brigitte Bardot, Calida, Esprit, Passionata, Dsquared2, E. Armani, Bikkembergs. Al termine della sfilata, inoltre, i modelli e le modelle dal palco hanno lanciato 500 ciuffi di confetti. All’interno di 100 di questi erano presenti buoni sconto da 5 e da 10 euro.
NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 • 13 NOVEMBRE 2013 • 13
VETRINA NOVITÀ VERDISSIMA LANCIA LA NUOVA LINEA BASIC IN TULLE, ULTIMATE
CON WOOL&SILK, EMMEBIVI ESALTA LE FIBRE NATURALI
HOLALA, C’EST PASSIONATA
Emmebivi Wool&Silk propone capi di maglieria intima ed esternabile realizzati in lana merinos extra fine (85%) e pura seta (15%). A contatto con la pelle, i capi risultano confortevoli anche perché sono privi di cuciture sui fianchi. L’assenza di materiali sintetici garantisce una migliore traspirabilità. Inoltre, il connubio delle due fibre naturali permette di mantenere costante la temperatura del corpo, indipendentemente dalle variazioni del clima esterno. Le linee di maglieria intima Emmebivi Wool&Silk sono proposte in costa 1:1 e in costa plissé, disponibili nelle versioni canotta, mezza manica e manica lunga, nei colori nero e bianco lana. Le linee Milano e Venezia, invece, offrono capi intimi ed esternabili proposti in quattro tonalità: nero, bianco lana, blu e perla melange. La serie Milano include due tipologie di canotta, con spallina larga o stretta, e una versione con manica lunga. La linea Venezia, invece, alla canotta con spallina larga affianca il modello a manica lunga.
Con Ultimate, Verdissima arricchisce la sua proposta basic. La nuova linea è in tulle che, grazie a una fitta trama dall’effetto glossy, crea un gioco di trasparenze. La collezione offre capi dallo stile essenziale in cui il tocco di femminilità e seduzione è dato da un sottile pizzo proposto sia nelle classiche nuance bianco e nero sia nei colori più trendy corallo e cipria. Novità assoluta di Ultimate è il push up senza ferretto, a cui si affiancano la bralette con coppe imbottite e la balconette con coppe graduate. Inoltre, per soddisfare le differenti necessità di vestibilità la linea Ultimate offre un’ampia selezione di
Nella collezione Passionata SS 2019, Holala
reggiseni a triangolo: destrutturato; alto
è la linea moda che unisce pizzo grafico
con profonda scollatura, per un sostegno
e ricami raffinati per un look sensuale. I
più importante; e imbottito senza
modelli principali di questa serie, dal forte
ferretto. Ultimate è la linea di intimo
impatto visivo, sono disponibili fino alla
dailywear raffinato e contemporaneo
coppa G. Holidays, invece, è la linea leggera
con cui Verdissima sottolinea come,
e traspirante. Realizzata con tessuti e
anche nel basic, è possibile coniugare
finiture ultrasoft, la serie si distingue per lo
eleganza a un pizzico di malizia.
stile moderno e leggero.
14 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 14 • NOVEMBRE 2013
INCHIESTA VETRINA NOVITÀ
NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 • 15 NOVEMBRE 2013 • 15
COVER STORY
Sensitive Fabrics, il Made in Italy sostenibile Un fatturato che nel 2018 supererà i 70 milioni di euro, la crescita nei mercati dell’athleisure, del ready to wear e del beachwear, l'innovazione costante, sono alcuni dei punti di forza di Eurojersey che nel 1989 ha creato la linea di tessuti indemagliabili oggi presenti in Europa, Stati Uniti e Asia. di Nunzia Capriglione
D
al 1989, la storia dell’azienda lombarda Eurojersey è intrecciata a quella dei tessuti indemagliabili Sensitive Fabrics. Realizzati con un metodo innovativo, coperto da brevetto internazionale, oggi questi materiali sono utilizzati non solo dai produttori di lingerie e beachwear, ma anche dalle aziende che hanno nell’abbigliamento ready to wear, nell’athleisure e nello sportswear il loro core business. «Grazie all’intreccio brevettato della microfibra poliammidica con la fibra Lycra, i tessuti Sensitive Fabrics sono unici nel loro genere», spiega Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey, azienda del Gruppo Carvico. Dopo il lancio della linea Sensitive Fabrics per il beachwear, avvenuto nel 1995, gli anni 2000 segnano il progressivo ampliamento dell’offerta che porta il brand a presidiare anche i settori dell’intimo, nel 2002, dello sportswear, nel 2005, e del ready to wear. La proposta attuale a marchio Sensitive Fabrics comprende 11 linee per l’underwear, otto per il breachwear e nove per lo sportswear e l’abbigliamento esternabile. «I nostri impianti di produzione a ciclo integrato sono tra i più avanzati nel mondo e in Europa. Macchinari di ultima generazione ci permettono di gestire l’intera filiera: dalla tessitura alla tintoria, al finissaggio e alla stampa. Infine, vale la pena ricordare che tutti i nostri prodotti sono interamente realizzati in Italia, nello stabilimento di Caronno Pertusel-
16 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2018
Le tendenze per la P/E 2020
Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey, azienda del Gruppo Carvico. «Risparmio energetico, investimenti in tecnologie eco-compatibili, ottimizzazione dei processi produttivi sono alla base del nostro modo di lavorare oggi e di pensare al futuro»
la, in provincia di Varese», precisa Crespi. Facciamo un punto sull’anno che sta per concludersi: qual è il fatturato previsto? «Per il 2018 ci aspettiamo un incremento di fatturato del 5% rispetto al 2017 che, a sua volta, si è chiuso con un giro d’affari di 68 milioni di euro, in crescita del 21,1% sull’anno precedente. L’85% del nostro business è sviluppato all’estero. Oggi, per Eurojersey i mercati di riferimento, oltre all'Italia, sono Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia. In Asia registriamo una crescita in Giappone e Corea». Come è ripartito il fatturato tra le varie categorie merceologiche? «Attualmente, per la nostra azienda l’abbigliamento è il settore più importante: la sua incidenza sul fatturato si attesta al 30%. Seguono lo sport e il bagno, entrambi con una quota del 25%. L’intimo, invece, si colloca al 20%». Una ripartizione che riflette l’andamento del business dei singoli comparti…
«Esattamente. Nel 2018, le tendenze di mercato e un modo di vestirsi più evoluto ci hanno agevolato, favorendo una crescita significativa nel settore dell'athleisure, dell’intimo sportivo e dell’abbigliamento evoluto. Ma i tessuti Sensitive sono trasversali: anche nel settore bagno manteniamo importanti quote di mercato, poiché il nostro prodotto è stato scelto da alcuni marchi emergenti». Quali sono i plus di Sensitive Fabrics apprezzati da chi produce collezioni athleisure? «Quello dell’athleisure è un segmento caratterizzato da un’eleganza funzionale per capi versatili e accattivanti, da indossare anche dopo la palestra. È dunque sempre più ponderante la richiesta di tessuti tecnici confortevoli ma dal look urbano: i tessuti Sensitive Fabrics sono la soluzione perfetta a questa esigenza di mercato perché offrono eccezionali doti di easy-care ed easy-wear, per vivere la quotidianità urbana in piena sicurezza». E per il beachwear quali sono i punti di forza della vostra proposta? «I tessuti Sensitive Fabrics assicurano a ogni capo mare una vestibilità impeccabile, oltre a un’elevata resistenza agli effetti provocati da acqua clorata, creme solari e calore. La rapida asciugatura, il mantenimento della forma e del colore sono caratteristiche che fanno dei tessuti Sensitive Fabrics la soluzione vincente per i migliori costumi da bagno sia per la spiaggia che per lo sport». L’intimo resta fanalino di coda?
Intimo: per il 2019-20 le nuove tendenze di Eurojersey propongono tessuti sensuali e morbidi. Underwear e nightwear confortevoli come una seconda pelle, vestono una femminilità dinamica e poliedrica. L’offerta spazia dalla leggerezza per una lingerie raffinata, alle stampe pizzo e animalier per una sensualità senza tempo, fino a una funzionalità fatta di performance e comfort per un intimo più active che segue i movimenti del corpo. Beachwear: Beating, Whispering, Swingig e Parley sono i quattro trend della collezione SS 2020. Si va da temi animalier che giocano sul contrasto chiaro-scuro, a toni tenui che richiamano il contatto con l’ambiente; dall’arte moderna, con i suoi colori luminosi, che risvegliano i sensi e richiamano all’energia e al divertimento, all’ecosostenibilità, tema caro ad Eurojersey, con la stampa di abissi marini e colori che vanno dal sabbia al pantone dei blu.
Ripartizione del fatturato per settore merceologico Abbigliamento: 30% Sport: 25% Bagno: 25% Intimo: 20%
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COVER STORY «In termini generali, il mercato dell'intimo è quello più fermo per mancanza di innovazione e poca volontà di cambio del prodotto da parte del retail. Questo atteggiamento crea qualche difficoltà anche alla filiera produttiva. In questo settore, la nostra crescita è stata agevolata soprattutto dalle partnership con alcuni clienti a cui abbiamo realizzato delle personalizzazioni del prodotto». La richiesta di materiali anallergici e traspiranti non è un fattore trainante? «Traspirabilità, leggerezza e freschezza sono peculiarità insite nei tessuti Sensitive Fabrics, insieme a un delicato effetto shapewear che soddisfa le esigenze dei brand che presidiano il segmento dei modellanti. Il mercato rivolge grande attenzione anche alla atossicità dei tessuti: per questo Eurojersey ha lavorato per ottenere la certificazione Oeko Tex che attesta l’assenza di sostanze nocive per la salute dell’uomo». Una certificazione che si inserisce a pieno titolo nell’attenzione alla sostenibilità ambientale che contraddistingue la vostra azienda… «Risparmio energetico, investimenti in tecnologie eco-compatibili, ottimizzazione dei processi produttivi sono alla base del nostro modo di lavorare oggi e di pensare al futuro: la ricerca continua di uno sviluppo sostenibile è un impegno costante che troviamo in tutta la storia dell’azienda. Il nostro impianto di produzione è all’avanguardia e ci permette sia di realizzare tessuti con altissime capacità performanti sia di ridurre al minimo possibile l’impatto sul territorio. Gestiamo in modo sempre più efficiente un ciclo produttivo completamente integrato che è un modello di eccellenza certificato a livello internazionale per i risultati ottenuti». Avete anche una collaborazione con il WWF. «Esatto. Per raccontare la sua impresa di sostenibilità, da qualche anno Eurojersey sostiene alcuni programmi di salvaguardia ambientale attraverso la collaborazione con importanti organizzazioni internazionali come WWF con cui, nel 2015, abbiamo siglato una partnership triennale che ci vede impegnati in un programma per la salvaguardia del Mediterraneo».
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Sensitive Fabrics: una storia lunga 29 anni
• 1989: nasce il progetto Sensitive
• 2009-10: nascono Sensitive Touch,
Fabrics per la produzione di tessuti
il tessuto ultraleggero e impalpabile e
indemagliabili con un metodo
Sensitive Sheer, il tessuto raffinato e
innovativo, coperto da brevetto
luminoso, ideali per il segmento intimo.
internazionale.
• 2011: nasce Sensitive Fit (Fashion • 1993: i tessuti Sensitive Fabrics sono
Innovative Technology), il tessuto
lanciati nel settore bagno.
che modella la figura.
• 1994-95: inizia la produzione della
• 2013: Eurojersey presenta Sensitive
gamma di tessuti Sensitive Fabrics
Sculpt, il tessuto che scolpisce il
dall’aspetto opaco.
corpo donando bellezza e libertà di movimento.
• 2000: con il lancio di Sensitive Seric inizia lo sviluppo della gamma di tessuti
• 2014: la gamma dei tessuti per il
indemagliabili dall’aspetto serico.
settore intimo si arricchisce con il lancio di Sensitive b.Feel.
• 2002: inizia la commercializzazione di Sensitive Fabrics nel settore
• 2015: nasce Sensitive Sculpt Light,
dell’abbigliamento intimo.
il tessuto tecnico ideale per il segmento shapewear, sport e bagno.
• 2005: inizia la commercializzazione dei tessuti Sensitive Fabrics nel settore
• 2016: nasce Sensitive Grace, il nuovo
dell’abbigliamento sportivo.
tessuto per lingerie dall’anima elegante e dal tocco irresistibile.
• 2007: nasce Sensitive Life, una nuova gamma di tessuti per il mondo
• 2017: nuove tecnologie applicate
aqua-wear.
ai tessuti Sensitive Fabrics come membrane con grafene e accoppiati con
• 2008: Eurojersey lancia il
lana merino
programma SensitivEcoSystem per promuovere la qualità ecosostenibile dei
• 2018: i tessuti Sensitive Fabrics
prodotti Sensitive Fabrics.
si arricchiscono di nobilitazioni con membrane funzionali e forati.
L’INTIMO DINAMICO
cuciture per un sostegno invisibile
perfetto per lo sport
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www.garda.it
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PORTFOLIO
Comfort e seduzione in versione curvy Cresce il numero di brand che offrono linee di corsetteria per le silhouette piÚ abbondanti. 20 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2018
Grazie ai materiali utilizzati e ai dettagli ricercati questi capi risultano particolarmente sensuali.
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3. ADELE È LA NOVITÀ GRAND COMFORT SS 2019 DI SANS COMPLEXE. IL REGGISENO È REALIZZATO IN MICROFIBRA E PIZZO TEXTRONIC DOPPIATO ED È PROPOSTO CON O SENZA FERRETTO. IL RANGE DI TAGLIE SPAZIA DALLA 3° ALLA 7°, LO SVILUPPO COPPE ARRIVA ALLA F.
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5. NELLA LINEA ALEGRA DI LISCA SS 2019 È PRESENTE ANCHE UN REGGISENO DISPONIBILE CON COPPE DALLA D ALLA H.
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1. (PAGINA A SINISTRA) PER LA P/E 2019, ROSA FAIA INTRODUCE NELLA LINEA SELMA LA TONALITÀ ROSEWOOD. IN QUESTA SERIE, IL MODELLO BIG CUP (5635) VANTA UNO SVILUPPO COPPE DALLA F ALLA J PER UN RANGE DI TAGLIE CHE SPAZIA DALLA 1° ALLA 7°.
2. CON LA LINEA JOLIFORM IL MARCHIO JOLIDON PRESENTA CAPI DI CORSETTERIA CURVY. IN QUESTA SERIE, I REGGISENI GARANTISCONO VESTIBILITÀ E SUPPORTO IN UN RANGE DI COPPE DALLA D ALLA G.
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7 6. LA COLLEZIONE FOGLIE DI SERIM È UNA CAPSULE IN PURA SETA E PIZZO FRANCESE. GRAZIE ALLA TRASPARENZA DEL TULLE E ALLA MORBIDEZZA DELLA CHARMEUSE, I CAPI RISULTANO PARTICOLARMENTE RAFFINATI.
4. MAGIE ITALIANE OFFRE ANCHE ARTICOLI DEDICATI ALLE TAGLIE CURVY, REALIZZATI CON LA STESSA ATTENZIONE E CON LA CURA DEI DETTAGLI CHE CONTRADDISTINGUONO IL BRAND. PER LA P/E 2019, NELLA COLLEZIONE SI AGGIUNGE UNA PALETTE CROMATICA COORDINATA PER IL BASIC: NUDE, NAVY E UNA TONALITÀ ROSATA.
7. NELLA COLLEZIONE SS 2019, ELOMI PROPONE LA LINEA CHARLEY REALIZZATA IN TESSUTO A MAGLIA NOVEMBRE/DICEMBRE CON PIZZO ELASTICIZZATO. LA LINEA OFFRE UNO SVILUPPO COPPE DALLA DD ALLA JJ.
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8. IL BODY A GUAINA FIRMATO CLARA VANTA IL PLASTRON ANTERIORE IN RASO MONOELASTICO BLOCCATO CON FODERATURA INTERNA IN LYCRA. LA COPPA A TRE TAGLI PRESENTA UNA RIBATTITURA SOTTOSENO. IL BODY È DISPONIBILE NELLE TAGLIE DALLA 2° ALLA 10°.
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11. IL SET MADISON DI PRIMADONNA PROPONE UN REGGISENO CON FERRETTO A TRE PARTI E INSERTO IN PIZZO SUL DECOLLETÉ E SULLE SPALLINE.
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9. LA LINEA PAMPELUNE DI BESTFORM OFFRE TRE DIVERSE TIPOLOGIE DI REGGISENO: CON FERRETTO CLASSICO, PLUNGE E A FASCIA. I MODELLI SONO PROPOSTI IN QUATTRO COLORI. 12. LA COLLEZIONE SHAPEWEAR SS19 DI TRIUMPH OFFRE UNA LINGERIE CHE SCOLPISCE, RIDEFINISCE E VALORIZZA LA SILHOUETTE. IN QUESTA COLLEZIONE, SI DISTINGUE IL REGGISENO CON FERRETTO TRUE SHAPE SENSATION, CON DETTAGLI IN TULLE SULLE COPPE.
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10. LA COLLEZIONE AUBADE SS 2019 PROPONE ANCHE ARTICOLI IN COPPA F E G. L’OFFERTA DEL BRAND RISULTA QUINDI ADATTA ANCHE AI SENI PIÙ GENEROSI.
13. LA COLLEZIONE EMPREINTE SS 2019 SI ISPIRA ALLE ATMOSFERE DEI GIARDINI INGLESI. RAFFINATI RICAMI SU TULLE E PIZZO SI COMBINANO CON RIFINITURE CHE VALORIZZANO IL DECOLLETE. TRE LE LINEE PROPOSTE: ASHLEY, LOUISE E KATE CONTRADDISTINTE DA UN LOOK SEDUCENTE E GLAMOUR, CONTEMPORANEO E FRESCO.
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INCHIESTA
Sondaggio: il parere dell’industria
I
risultati del sondaggio “Intimo: 10 domande ai rivenditori”, pubblicati sul numero di ottobre di Intimo Retail, passano al vaglio dell’industria. Nelle pagine che seguono, infatti, trovate i pareri di sette esponenti della produzione, a cui abbiamo chiesto di commentare quanto è emerso dall’indagine svolta lo scorso settembre. In particolare, l’industria è stata interpellata in merito alle risposte date dal retail alle domande riguardanti le performance registrate dalle categorie merceologiche presenti nei punti vendita di intimo e beachwear, le aspettative del dettaglio, i canali competitor e, infine, il rapporto industria/distribuzione. Tutti gli operatori dell’industria concordano nel riconoscere che il contesto in cui il dettaglio tradizionale si è mosso nell’ultimo anno è stato particolarmente difficile per diversi fattori, molti dei quali non sono direttamente controllabili dagli attori di mercato. Innanzitutto, la situazione politica nazionale continua a essere instabile e questo, inevitabilmente, influenza gli acquisti dei consumatori e, di conseguenza, le scelte dei retailer. In secondo luogo, le condizioni meteorologiche: l’autunno caldo e i mesi estivi miti hanno rallentato sia il sell out dei prodotti presenti nei punti vendita sia il sell in delle collezioni per l’anno prossimo. Infine, le operazioni promozionali di taglio prezzo proposte da catene, department ed etailer non agevolano gli imprenditori tradizionali che gestiscono attività commerciali di piccole o medie dimensioni. In questo quadro, sempre più competitivo, l’industria riconosce però che il canale, rispetto al passato, sta compiendo dei passi in avanti. In particolare, il fronte dei produttori apprezza il calo registrato dal numero di retailer che hanno indicato il conto
Abbiamo chiesto a sette esponenti della produzione di commentare i risultati emersi dall’indagine “Intimo: 10 domande ai rivenditori”. Per la quasi totalità dei manager interpellati, la situazione politica del Paese, le condizioni meteorologiche anomale e le nuove abitudini di acquisto sono gli elementi che hanno inciso negativamente sull’andamento del mercato. Ma in un contesto così difficile il canale comincia a fare scelte mirate e a selezionare i brand partner.
vendita o il reso dell’invenduto come una soluzione possibile per migliorare l’andamento del business. Questo cambiamento, infatti, viene interpretato come il segno di una maggiore consapevolezza da parte del canale: a differenza di qualche anno
fa, oggi i retailer selezionano i brand e i fornitori, privilegiando quanti li sostengono in attività volte a spingere il sell out e a vendere meglio. Da qui la creazione di assortimenti mirati in cui il numero di marchi è razionalizzato.
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Leggi l'articolo sui risultati dell'indagine
INCHIESTA DOMANDA N.1 Le risposte dei dettaglianti alla domanda sull’andamento del business nel corso dell’ultimo anno, mostrano una situazione di sostanziale stabilità per quel che riguarda le vendite di corsetteria. In questo settore però, diminuisce la quota di chi ha registrato un incremento del business. Il beachwear, invece, risulta essere il comparto con le migliori performance di vendita sebbene, rispetto al 2017, la situazione risulti stabile e non in crescita. Abbigliamento intimo maschile e la calzetteria sono settori in forte difficoltà, con vendite in forte calo. Come spiega questi risultati? OLGA IARUSSI, TRIUMPH INTERNATIONAL «Il miglioramento dei trend di vendita non può che passare attraverso una forte relazione tra industria e distribuzione. L’industria ha il dovere di pensare all’innovazione e di rivedere in chiave moderna i segmenti in maggiore difficoltà. La distribuzione può cogliere l’opportunità fornita dal pensiero strategico dell’industria solo se avrà la forza e la voglia di “sganciarsi” da vecchie logiche di acquisto, guidate più dal prezzo e dalle passate esperienze, e di rinnovare in chiave moderna il proprio modello di business di presentazione della proposta commerciale. La strategia commerciale e di prodotto di Triumph degli ultimi anni scaturisce proprio da tale visione del mercato: ritenendo che esistano ancora importanti spazi di crescita sia nel segmento tecnico sia in quello classico, proponiamo al mercato innovazioni di prodotto e rivisitazioni di articoli storici».
SIMONE DELL’ARIA, AGENZIA DEBRA «Il 2018 è stato un anno difficile. L’instabilità politica, la paura dello spread e le condizioni meteorologiche dei primi mesi estivi hanno inciso in varia misura sull’andamento del sell out di tutte le categorie merceologiche presenti in un punto vendita di intimo e beachwear. A questi fattori, inoltre, bisogna aggiungere
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le nuove abitudini di acquisto dei consumatori: soprattutto per la clientela più giovane, l’e-commerce sta diventando un canale importante anche per l’acquisto di costumi da bagno e di abbigliamento intimo». CESARE MORELLI, CLARA «Non penso che il segmento della corsetteria tecnica sia saturo, anzi a mio avviso esistono ancora ottimi spazi di crescita. I dati di Clara relativi al 2017 sono addirittura lusinghieri: lo scorso anno, abbiamo chiuso con un incremento delle vendite superiore al 20%. Per quel che riguarda le performance registrate dagli altri settori merceologici, le incertezze del sistema Italia e le informazioni destabilizzanti che riceve il pubblico nuocciono alle vendite. La distribuzione, invece, dovrebbe supportare il comparto con tutte le azioni possibili come l’utilizzo più spinto e accorto dei social network, il supporto al punto vendita con pubblicità e promozioni, le sponsorizzazioni». CRISTINA AMANN, ANITA ITALIA «Nel canale, spesso, l’offerta di corsetteria, oltre ai prodotti più tecnici include anche altre tipologie di articoli, più moda. Probabilmente, anche questo mix spiega il rallentamento registrato dal canale nel comparto della corsetteria. Al contrario, la specializzazione di Anita in taglie forti e coppe differenziate ha preservato l’azienda dalle difficoltà riscontrate nella prima parte dell’anno dagli operatori del retail. Inoltre, nell’assortimento di un punto vendita tendenzialmente sono presenti anche alcune categorie merceologiche come calze e pigiami dove l’offerta è particolarmente inflazionata. Penso che questi due fattori spieghino quanto emerge dal sondaggio in merito ai risultati della corsetteria e di altri settori merceologici. Sul fronte del beachwear, invece, per il meteo avverso di questa estate, il sell in della collezione mare SS 2019 ha incontrato maggiori resistenze e difficoltà rispetto alla campagna vendite P/E 2018. Tuttavia, chiudiamo la fase di prevendita con grande soddisfazione, superando il risultato del 2018 e rilevando ottimi risultati di crescita
LE DOMANDE 1. Le risposte dei dettaglianti alla domanda sull’andamento del business nel corso dell’ultimo anno, mostrano una situazione di sostanziale stabilità per quel che riguarda le vendite di corsetteria. In questo settore però, diminuisce la quota di chi ha registrato un incremento del business. Il beachwear, invece, risulta essere il comparto con le migliori performance di vendita sebbene, rispetto al 2017, la situazione risulti stabile e non in crescita. Abbigliamento intimo maschile e la calzetteria sono settori in forte difficoltà, con vendite in forte calo. Come spiega questi risultati? 2. Per quel che riguarda le aspettative dei mesi a venire, i risultati del sondaggio mostrano un incremento di chi si attende che le vendite caleranno molto (12,5%) e un calo di chi, invece, pensa che nel prossimo futuro le vendite cresceranno. Come interpreta queste risposte?
3. Sul fronte dei competitor, quest’anno la stragrande maggioranza dei dettaglianti (53,5%) indica le vendite online come il concorrente più temuto. Le catene calano al 24,5%, contro il 36,1% del 2017 e i monomarca dei produttori di intimo e beachwear scendono al 10,9%, contro il 15,9%. Le catene davvero non devono più intimorire il canale e il mercato nel suo complesso? Il timore delle vendite online è fondato oppure si tratta più di una paura più percepita che reale? Il canale ha colto il valore reale dei monomarca?
4. Infine, il rapporto industria/ retail. Quest’anno dalle risposte dei retailer si evince la richiesta di un maggiore sostegno alla comunicazione nel punto vendita (16% contro il 9,4% del 2017) e di più pubblicità verso i consumatori finali (11,6%). Quest’anno, però, diminuisce la quota dei dettaglianti che chiede un maggiore coinvolgimento dei fornitori in materia di gestione dell’invenduto e del reso (25%). Come interpreta questo cambiamento?
INCHIESTA in aree quali Piemonte, Veneto, Lombardia dove già la distribuzione era importante, ma che per la stagione mare 2019 hanno rilevato incrementi notevoli». RINALDO STEFANUTTO, MAGLIEFICIO EMMEBIVI «Le risposte dei dettaglianti confermano sostanzialmente i dati Sita per l’intero comparto intimo-beachwearcalze relativi al 2017. Anche lo scorso anno, il retail tradizionale perdeva quote di mercato passando dal 17,6% del 2016 al 16% con un indice prezzi in calo del 3,4%. Nel 2018, quindi, la sostanziale stabilità ha il sapore di una frenata se non proprio di un calo, che evidenzia la volontà di “vedere il bicchiere mezzo pieno”, minato però dalle incertezze del quadro socio-economico-politico con cui si è aperto l’anno e che proseguono in questo autunno. Per quanto riguarda la corsetteria tecnica non ho una esperienza diretta aggiornata, occorre però considerare due fattori. Innanzitutto, il fenomeno bralette che ha avuto un forte impatto sulle fasce più giovani delle consumatrici, con la conseguente pressione competitiva di marchi e catene che presidiano questo comparto. L’altro elemento è invece legato alla distribuzione: le catene monomarca stanno rafforzando e integrando l’offerta con prodotti più tecnici, in coppe differenziate, con l’intento di mantenere quote di mercato fidelizzando una consumatrice che invecchia, a fronte di un calo delle aperture sul territorio nazionale. In una situazione come quella attuale, dove sono aumentati i touch point, non si assiste a una crescita generale del comparto, ma a una sua contrazione. Per questo, il miglioramento del business per il retail passa dalla marginalità. La distribuzione, cioè, dovrebbe lavorare sull’efficienza, attraverso una gestione più mirata degli assortimenti, e sull’efficacia, garantendo servizi che facilitano la fidelizzazione della clientela». IRENE FERRARI, CALZIFICIO DI PARABIAGO «Il mercato della calzetteria è attraversato da molteplici tensioni. Per quel che riguarda i prodotti maschili, una delle problematiche
LE RISPOSTE DEL RETAIL AL SONDAGGIO DELLO SCORSO SETTEMBRE
COME SONO ANDATE LE VENDITE NELL'ULTIMO ANNO? DIA UNA VALUTAZIONE PER CIASCUNA DELLE PRINCIPALI CATEGORIE MERCEOLOGICHE
Lingerie/corsetteria
Intimo uomo
Intimo shapewear
2014 2016 2017 2018 2014 2016 2017 2018 2014 2016 2017 2018
Costumi da bagno
2014 2016 2017 2018
Fuoriacqua
2014 2016 2017 2018
Calzetteria donna
2014 2016 2017 2018
Calzetteria uomo
2014 2016 2017 2018
Pigiameria donna/uomo
2014 2016 2017 2018
vendite in forte calo
vendite in leggero calo
vendite in leggera crescita
principali è rappresentata dall’eccesso di offerta: sul mercato il numero di player è aumentato notevolmente e le collezioni, soprattutto dal punto di vista stilistico, sono assai simili tra loro. Il range di prezzo può spaziare dai 5 ai 30 euro al paio: sebbene gli articoli siano assimilabili per fantasie e modellistiche, i materiali e le tecniche di produzione per realizzarli sono differenti e incidono sul costo finale del prodotto. Attualmente, la guerra del prezzo si concentra soprattutto nella fascia medio/bassa del mercato. La selezione dei brand, all’interno del canale degli specialisti e degli abbigliamentisti è in atto. Per questi ultimi, però, la calza è un accessorio e quindi i consumi sono di conseguenza più bassi. Ma anche gli intimisti, giustamente, hanno iniziato a selezionare i marchi di calzetteria e a lavorare con pochi partner».
vendite stabili
vendite in forte crescita
PIERCARLO RODELLA, HOM «È appurato che l'uomo affida alla donna il compito di comprare l’abbigliamento intimo. Di conseguenza, se le prospettive di acquisto del pubblico femminile cambiano, anche le performance di vendita delle linee destinate all’uomo mutano. I risultati emersi dal sondaggio, relativi all’abbigliamento intimo maschile, si spiegano perché di fronte a una contrazione dei consumi, alcuni dettaglianti hanno scelto di togliere dai loro assortimenti i brand meno performanti. Oppure, più semplicemente, hanno diminuito gli acquisti di articoli destinati all’uomo. Occorre però sottolineare che gli store che hanno mantenuto standard qualitativi elevati non hanno riportato flessioni particolari nel comparto dell’intimo maschile».
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INCHIESTA metereologici che hanno già negativamente influito sulle vendite mare 2019. Le temperature ancora così alte fino a fine ottobre, di fatto, hanno congelato gli acquisti di prodotto per la stagione invernale lasciando quote di invenduto sugli scaffali dei punti vendita».
LE RISPOSTE DEL RETAIL AL SONDAGGIO DELLO SCORSO SETTEMBRE SECONDO LEI, NEI PROSSIMI MESI COME CAMBIERANNO LE VENDITE NEL SUO NEGOZIO?
2014
16,6%
2016
6,3% 10,5%
2017
9%
2018
12,5%
37,5%
22,2%
33,6%
16,1%
36,8% 34,3%
15,1%
23,2%
vendite in leggero calo
vendite in leggera crescita
DOMANDA N.2 Per quel che riguarda le aspettative dei mesi a venire, i risultati del sondaggio mostrano un incremento di chi si attende che le vendite caleranno molto (12,5%) e un calo di chi, invece, pensa che nel prossimo futuro le vendite cresceranno. Come interpreta queste risposte? OLGA IARUSSI, TRIUMPH INTERNATIONAL «In un certo senso hanno tutti ragione: molto dipende da come ciascun rivenditore affronta le sfide del mercato e si evolve per affrontarle con successo. Rimanere “fermi in attesa” proponendo assortimenti, marchi, proposte commerciali del passato sicuramente porterà a un calo delle vendite. Al contrario, rivedere le proprie proposte, selezionare marchi in crescita con cui costruire solide partnership, offrire alti livelli di servizio, utilizzare i social con professionalità porterà a un progressivo e costante miglioramento delle vendite. Come Triumph offriamo ai nostri clienti un modello di partnership a 360 gradi costruendo con loro un percorso di crescita e investendo affinchè rimangano punti di riferimento chiave sul territorio».
26 • NOVEMBRE/DICEMBRE 2018
2,7% 12,6%
30,3%
36,5%
vendite in forte calo
20,8%
10,1% 12,5%
vendite stabili
vendite in forte crescita
SIMONE DELL’ARIA, AGENZIA DEBRA «Questa polarizzazione si spiega con le caratteristiche della personalità e con l’orientamento politico di chi ha risposto al sondaggio. Gli ottimisti e quanti hanno votato i partiti che oggi sono al Governo sperano che i mesi a venire siano positivi. Al contrario, per i pessimisti e per chi è contrario a Cinque Stelle e Lega il futuro sarà ancora più difficile del presente. In termini generali, è difficile fare delle previsioni di vendita, ma sicuramente ci sono più possibilità che il business migliori per quei retailer che hanno dato alla loro attività commerciale un’organizzazione moderna ed efficace. Non so come evolverà il settore nei prossimi anni, ma la crisi economica ha dimostrato che sono riusciti a restare sul mercato quei dettaglianti che hanno cambiato la loro modalità di vendere. Oggi più che mai occorre realizzare iniziative che attirino il cliente e lo inducano a entrare nel punto vendita. In una boutique, però, la consumatrice deve sentirsi accolta, coccolata, per questo è importante che l’ambiente sia curato, moderno e piacevole». CESARE MORELLI, CLARA «Siamo molto fiduciosi sul fatto che le vendite possano crescere ancora in modo sensibile. Molto dipende anche dai fattori
CRISTINA AMANN, ANITA ITALIA «In Italia, l’andamento del mercato è sempre molto condizionato dalla situazione politica nazionale: l’instabilità spesso rallenta le iniziative commerciali e i piani di investimento del retail. Dal sondaggio emerge con chiarezza questa incertezza che porta a una polarizzazione delle opinioni, in virtù dell’attitudine personale del titolare dell’attività commerciale: chi è più spregiudicato e fatalista ne risente. Ma i commercianti più ponderati, che attualmente sono la grande maggioranza, restano inibiti nelle loro iniziative». RINALDO STEFANUTTO, MAGLIEFICIO EMMEBIVI «È vero c’è una polarizzazione, e rispetto all’anno precedente, aumenta la quota di chi ha aspettative negative. Come già anticipato, il clima sociopolitico-economico del nostro Paese spinge gli operatori di mercato a restare in un atteggiamento attendista». IRENE FERRARI, CALZIFICIO DI PARABIAGO «Fare previsioni è difficile. Soprattutto se si pensa che già agli inizi di settembre, catene e department store, hanno avviato operazioni promozionali di taglio prezzo sebbene ancora non fosse iniziato il sell out delle collezioni invernali, anche a causa delle condizioni climatiche anomale per la stagione. Penso che anche queste politiche incidano sulle aspettative per i mesi a venire dei retailer tradizionali: tutti cercano di essere concorrenziali, ma si confrontano con player che vantano una forza economica tale da permettere loro di essere in promozione per gran parte dell’anno».
INCHIESTA LE RISPOSTE DEL RETAIL AL SONDAGGIO DELLO SCORSO SETTEMBRE QUALI DI QUESTI CANALI TEME DI PIÙ IN TERMINI DI CONCORRENZA? 55% 53,6%
44,9%
36,1%
44,9%
36,1%
2014
33,3%
2017
2016 2018
24,5%
15,9% 10,9%
10,1%
8,5%
5,6% 3,6% 2,1% Vednite Online
Catene
PIERCARLO RODELLA, HOM «È difficile fare delle previsioni. Se si parte dai dati di mercato si nota, ad esempio, che i saldi estivi non hanno portato nessun beneficio al comparto dell’intimo maschile, ma anche al mercato nel suo complesso. A novembre è in programma l’operazione Black Friday: i retailer che l’anno scorso hanno proposto questa operazione sono stati soddisfatti dei risultati ottenuti. Ma questa iniziativa ha intaccato i risultati delle vendite a ridosso delle festività natalizie. Anche questi fenomeni spiegano la polarizzazione che emerge dal sondaggio: ci sono in atto parecchi cambiamenti che influenzano il mercato, ma non tutti i player sono pronti ad affrontarli».
DOMANDA N.3 Sul fronte dei competitor, quest’anno la stragrande maggioranza dei dettaglianti (53,5%) indica le vendite online come il concorrente più temuto. Le catene
Gdo
4,4% 1,4%
2,7%
4,5%
1,06%
Stockisti
calano al 24,5%, contro il 36,1% del 2017 e i monomarca dei produttori di intimo e beachwear scendono al 10,9%, contro il 15,9%. Le catene davvero non devono più intimorire il canale e il mercato nel suo complesso? Il timore delle vendite online è fondato oppure si tratta più di una paura più percepita che reale? Il canale ha colto il valore reale dei monomarca? OLGA IARUSSI, TRIUMPH INTERNATIONAL «Le vendite online non possono sostituire il livello di servizio, il consiglio professionale e la prova dei capi che sono fattori cruciali soprattutto nel mercato intimo e mare. Il rivenditore che offre il giusto assortimento, che ha una preparazione sul prodotto, che fidelizza i propri consumatori, che offre una shopping experience professionale, difficilmente perderà consumatori per le vendite online».
Outlet
Monomarca
SIMONE DELL’ARIA, AGENZIA DEBRA «Le vendite online sono un problema reale. Ci sono consumatori che spesso chiedono di scattare foto ai prodotti che provano in negozio per poi acquistarli sul web. Questo canale, però, rappresenta il futuro, la sua crescita è inevitabile, non si può non guardare a questo fenomeno. Bisogna affrontare la situazione: anche i retailer devono iniziare a presidiare la rete con i loro shop online. Ma occorre considerare che anche negli e-commerce il servizio deve essere eccellente. Per quel che riguarda le catene, invece, penso che continuino a essere temute soprattutto da quegli operatori che non hanno fatto scelte precise sul fronte del posizionamento del loro punto vendita. Gli imprenditori che hanno intrapreso la strada della specializzazione, infatti, sanno di rivolgersi a un target di clientela differente rispetto a quello che predilige le catene. Questi store sono infatti il punto di riferimento per le consumatrici più giovani che, spesso, hanno una disponibilità economica limitata, sono più umorali
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INCHIESTA e poco fedeli ai brand e alle insegne. Al contrario, il punto vendita specializzato si rivolge a una consumatrice che cerca un prodotto in grado di offrire e garantire vestibilità e comfort. Inoltre, per acquistare questi articoli è disposta a sostenere anche una spesa superiore rispetto a quella preventivata». CESARE MORELLI, CLARA «I timori del canale rispetto alle vendite online sono generati soprattutto da una totale deregolamentazione del settore e dagli sconti selvaggi proposti dai vari player. La nostra azienda ha uno suo e-shop dove però i prodotti sono offerti con prezzi al pubblico superiori a quelli consigliati ai nostri partner del retail: non è nelle corde della nostra azienda fare concorrenza sleale ai clienti del dettaglio». CRISTINA AMANN, ANITA ITALIA «Nei confronti delle catene oggi si assiste a una sorta di "sana" rassegnazione da parte del retail. La nostra azienda, in passato, è stata favorita dal timore del dettaglio tradizionale verso le catene. Molti retailer, infatti, per affrontare la concorrenza sviluppata da questo canale hanno optato per la specializzazione, scegliendo di lavorare con Anita, le sue collezioni e le sue proposte. Oggi il tema più attuale è quello delle vendite online: non mi sorprende che sia questo lo spettro principale per i dettaglianti tradizionali. L'e-commerce può rappresentare un pericolo, soprattutto per gli articoli che la consumatrice acquista abitualmente e di cui conosce bene la misura di cui ha bisogno. Questo fenomeno tocca anche la nostra azienda e chiaramente infastidisce il canale specializzato. Tuttavia, nel caso specifico della corsetteria tecnica e dei nostri prodotti la complessità del sistema taglia/coppa rende l’acquisto online oggettivamente più complicato». RINALDO STEFANUTTO, MAGLIEFICIO EMMEBIVI «Personalmente ritengo che il fenomeno delle catene
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sia sottovalutato. Soprattutto in un’ottica omnichannel, attualmente questi operatori detengono una posizione di vantaggio che consente loro di offrire una shopping experience unica poiché possono contare su una presenza capillare di store e su risorse economiche da investire per migliorare la proposta digitale in termini di user experience. Anche il canale e-commerce risente del periodo con una quota di mercato che passa dal 6.2% del 2016 al 6,6% del 2017 (Sita) ma che certamente, come si evince anche dalle note al sondaggio, trova il suo punto di forza negli acquisti di ripetizione/sostituzione oppure di commodities e servizi». IRENE FERRARI, CALZIFICIO DI PARABIAGO «È vero, l’e-commerce è il competitor principale per il canale specializzato perché i marchi che vendono a e-tailer come Zalando o Yoox si interfacciano con un unico operatore che riesce a influenzare in modo notevole le scelte del consumatore finale. Contemporaneamente, però, oggi la clientela vuole essere consigliata e seguita nell’acquisto. C’è un ritorno alla ricerca del rapporto umano anche quando si fa shopping. Per questo è fondamentale che i retailer innovino e aggiornino la loro attività commerciale». PIERCARLO RODELLA, HOM «I dati in nostro possesso mostrano che le vendite online mantengono un andamento stabile rispetto allo scorso anno. In generale, nel nostro Paese, per quel che riguarda il comparto dell’intimo, i volumi sviluppati online non sono tali da generare così tanta preoccupazione, come quella che emerge dal sondaggio. Penso che quella dei retailer rispetto all'e-commerce sia una paura più percepita che reale, spesso generata anche da misunderstanding. Molti retalier, infatti, identificano come un e-shopper abituale il consumatore che entra nel punto vendita e chiede un capo che ha visto online. Ma desiderare un prodotto che si nota sul web non signi-
fica che si acquisti obbligatoriamente in rete. Rispetto alle catene, invece, la concorrenza sviluppata da questi operatori è entrata a pieno titolo nella quotidianità dei retailer: i dettaglianti intelligenti sanno che per differenziarsi devono cercare e proporre qualcosa di diverso in termini di prodotto, marchi e servizi».
DOMANDA N.4 Infine, il rapporto industria/retail. Quest’anno dalle risposte dei retailer si evince la richiesta di un maggiore sostegno alla comunicazione nel punto vendita (16% contro il 9,4% del 2017) e di più pubblicità verso i consumatori finali (11,6%). Inoltre, diminuisce la quota dei dettaglianti che chiede un maggiore coinvolgimento dei fornitori in materia di gestione dell’invenduto e del reso (25%). Come interpreta questo cambiamento? OLGA IARUSSI, TRIUMPH INTERNATIONAL «I nostri rivenditori hanno sempre meno bisogno di sole “trattative commerciali” vecchio stampo (resi, sconti, pagamenti..), ma sentono il bisogno di partnership più ampie e strutturate. Si trovano ad affrontare le sfide di un mercato in rapida evoluzione, con consumatori sempre più esigenti e preparati e da questo punto di vista comprendono che il supporto dell’industria in termini comunicazionali generali stia diventando per loro cruciale. Proprio per rispondere a queste esigenze, Triumph offre ai propri partner un supporto comunicativo non solo nel punto vendita, ma soprattutto social, digitale e geo marketing, imprescindibili per massimizzare i flussi nel punto vendita». SIMONE DELL’ARIA, AGENZIA DEBRA «Il fatto che nel sondaggio diminuisca il numero dei dettaglianti che indicano la gestione del reso e dell’invenduto come lo strumento con cui l’industria può aiutare la crescita del business rivela che alcuni operatori del retail hanno iniziato ad acquistare
INCHIESTA in modo differente, privilegiando i brand che li aiutano a spingere il sell out. Il reso dell’invenduto e il conto vendita sono formule ricercate prevalentemente da quei dettaglianti che non sono riusciti a cambiare il loro modo di vendere e di sviluppare il business. Sul fronte dell'industria, parecchi operatori in passato hanno proposto queste soluzioni, senza però raggiungere i risultati di vendita previsti. La priorità di un produttore è aiutare il retailer a vendere il prodotto, offrendogli strumenti e iniziative che gli consentano di portare il cliente nel punto vendita, di reclamizzare la propria attività commerciale, di valorizzare le collezioni che ha in assortimento. La nostra azienda, ad esempio, registra i risultati migliori con i dettaglianti che preferiscono gestire la loro attività commerciale in questo modo». CESARE MORELLI, CLARA «Comprendiamo perfettamente le richieste dei retailer in materia di comunicazione. Proprio per soddisfare le esigenze dei dettaglianti, nel 2018 abbiamo investito significativamente in pubblicità, sia su riviste consumer e di settore, sia sui social, con una presenza costante e programmata. Non abbiamo mai dovuto affrontare il problema dell’invenduto e dei potenziali resi, perché la nostra proposta si concentra su collezioni uniche e continuative. Tuttavia, sappiamo di aziende, anche di notevole caratura internazionale, che hanno offerto prodotti stagionali con possibilità di resi su invenduto in percentuali esagerate». CRISTINA AMANN, ANITA ITALIA «Nell’ultimo trimestre dell’anno, la nostra azienda intende muoversi proprio sul fronte delle iniziative di comunicazione. Sono infatti in progetto diverse operazioni per incentivare sia il sell in sia il sell out con gadget brandizzati da omaggiare alla clientela affezionata ai nostri prodotti e ai nostri brand. Anita non ha mai proposto il diritto di reso. Pertanto, leggiamo con piacere che il dettaglio qualificato e professionale dia maggior valore ad altri tipi di iniziative nel rapporto industria/retail».
RINALDO STEFANUTTO, MAGLIEFICIO EMMEBIVI «La contrazione nel numero di dettaglianti che chiedono interventi come il conto vendita si spiega con il calo degli acquisti di prodotti moda e con un ritorno ad articoli ispirati alla classicità, anche se rinnovata. Questi da un lato cercano di minimizzare l’impatto del rischio di invenduto, tipico dei prodotti fashion; dall’altro necessitano di una formazione del personale di vendita volto alla creazione di un nuovo shopping assistant e di una comunicazione dedicata e specializzata nei contenuti e nelle forme, per non cadere nel mare magnum delle commodities dove si sconta un ritardo strutturale con i market place digitali». IRENE FERRARI, CALZIFICIO DI PARABIAGO «Per spingere il sell out, l’industria deve sviluppare delle partnership con il retail: è fondamentale elaborare strategie di marketing con il canale multimarca per mostrare alla clientela finale la proposta del brand nella sua interezza. In questo senso, la nostra azienda nell’ultimo anno ha sviluppato con alcuni partner dei progetti shop in shop che ci consentono di rendere visibile la collezione nel punto vendita e di avere dei feedback da parte della clientela finale. Ritengo che coinvolgere il punto vendita in attività di carattere commerciale di marketing, sia una strada dovuta per ottenere maggiori volumi e profitti». PIERCARLO RODELLA, HOM «Il calo dei retailer che chiedono invece una gestione dell’invenduto o del reso dimostra che oggi il dettagliante sta effettuando acquisti più mirati: seleziona i brand e i prodotti che vuole offrire alla clientela, in base al posizionamento della sua attività commerciale. Scegliere il conto vendita significa gonfiare i volumi, senza però portare dei risultati reali».
LE RISPOSTE DEL RETAIL AL SONDAGGIO DELLO SCORSO SETTEMBRE IN CHE MODO I FORNITORI DOVREBBERO SOSTENERE LA CRESCITA DEL MERCATO E QUINDI LE VENDITE DEL NEGOZIO? 18,3%
2014
Più pubblicità verso i consumatori finali
2016
9,2% 10,5%
2017
11,6%
2018
2014
Maggiore controllo del prezzo
5,7%
2016
5,2%
2017 2018
Sostegno alla comunicazione nel punto vendita (vetrine, p.o.p., materiale informativo...)
2,8%
2,6%
2016
9,8% 6,9%
2017
9,4%
2014
16%
2018
12,6%
2014
Collaborazione all'organizzazione di eventi per la clientela
4,6%
2016
9,4%
2017 2018
3,5%
2014
Evitare campagne di vendita con prezzi aggressivi su Internet
8,4%
2016
14,9%
2017
12,6% 24,1%
2018
Evitare di vendere le rimanenze di magazzino a stockisti e operatori simili Fornire un supporto economico per le operazioni di taglio prezzo stagionali (es. saldi)
2017
4,2% 8,9%
2018
2016
14,9%
2017
6,3%
2018
7,1%
2014
Gestione dell'invenduto e del reso
45% 39%
2016
41%
2017
25%
2018 2016
Migliorare le velocità di ri-assortimento
Coinvolgere i retailer nella fase di ideazione delle nuove collezioni
2,8%
2017
4,6%
2018
1%
2018
0,8%
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ATTUALITÀ
L'ONLINE CRESCE, MA LO STORE HA ANCORA APPEAL Nel 2018 in Italia le vendite e-commerce hanno sviluppato un fatturato di 27,4 miliardi di euro (+16%). L’abbigliamento vale 2,9 miliardi di euro e cresce del 20%. Ma il punto vendita fisico continua a essere un riferimento importante per il consumatore finale italiano. E lo shopping multicanale si fa sempre più strada.
I
n Italia le vendite online continuano a crescere. Nel 2018, infatti, il valore degli acquisti effettuati dai consumatori nazionali ed esteri sugli e-commerce italiani ha superato i 27,4 miliardi di euro (+16%). In valore assoluto il business è aumentato di 3,8 miliardi di euro: per il nostro Paese si tratta dell'incremento più alto di sempre. Nel fatturato complessivo sviluppato online, le vendite di servizi valgono 12 miliardi di euro (+6%). Quelle dei prodotti, invece, si attestano a 15 miliardi di euro (+25%): con questo valore i beni fisici portano al 56% la loro incidenza sul totale e-commerce in Italia. Tra i prodotti, il 2018 segna un ulteriore consolidamento sia di informatica ed elettronica di consumo (4,6 miliardi di euro +18%) sia dell’abbigliamento (2,9 miliardi, +20%). Mentre arredamento (1,4 miliardi, +53%) e food&grocery (1,1 miliardi, +34%) crescono a ritmi molto interessanti. L'E-COMMERCE IN ITALIA Nonostante questi numeri, nel nostro Paese il quadro complessivo è ben differente da quello di altri paesi limitrofi come la Germania e la Francia dove, ad esempio, il tasso di penetrazione dell’e-commerce sul totale retail è superiore al 15%, contro il 6,5% che caratterizza l’Italia. Questo è quanto emerge dalla 19° edizione dell’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm e presentato a Milano lo scorso 15 ottobre. Sono diverse le ragioni che spiegano il quadro italiano. «L’attivazione di un’attività e-commerce rappresenta solo l'inizio di un processo di integrazione tra cana-
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ATTUALITÀ li che richiede continui investimenti in tecnologia e competenze di marketing», ha dichiarato Alessio Perego, direttore scientifico degli Osservatori digital innovation del Politecnico di Milano durante la presentazione dello studio. In Italia, alla scarsa disponibilità da parte dei player a investire in marketing, tecnologia e servizi post vendita, si aggiungono le peculiarità del panorama distributivo nazionale. I dati a disposizione mostrano che nel nostro Paese la densità delle attività commerciali è di 3,67 imprese per Km/q, un valore che è pari a più del doppio a quello relativo da nazioni come Germania, Francia e Regno Unito. Inoltre, in Italia la distribuzione non solo è ancora capillarmente presente, ma fortunatamente svolge ancora un ruolo importante: la clientela finale, infatti, continua a privilegiare il punto vendita fisico. Una recente indagine di mercato svolta da PwC, ad esempio, rivela che nel 2018 la quota di consumatori che per lo shopping si è rivolta a uno store tradizionale si è attestata al 44%, contro il 42% del 2013. L'OMNICHANNEL CRESCE Tuttavia, anche tra i consumatori italiani cresce il desiderio di vivere un'esperienza di acquisto unica ed efficace utilizzando tutti i canali proposti dalla singola impresa. Pochi numeri dell’Osservatorio sono sufficienti per capire le nuove abitudini.
L'e-commerce nel mondo Oltre 2.500 mld di euro:
valore degli acquisti online a livello mondiale
+20%: incremento a valore registrato nel 2018 dagli acquisti mondiali online 1000 miliardi di euro: fatturato acquisti online in Cina
+19%: incremento registrato dall’e-commerce in Cina nel 2018 17%: tasso di penetrazione
dell’e-commerce sul totale retail negli Usa
18%: tasso di penetrazione dell’e-commerce sul totale retail in Cina 620 miliardi di euro: fatturato e-commerce negli Stati Uniti
12%: incremento registrato dall’e-commerce negli Usa nel 2018
600 miliardi di euro: fatturato acquisti online in Europa 12%: incremento registrato dall’e-commerce in Europa nel 2018 10%: tasso di penetrazione dell’e-commerce sul totale retail
Se l’universo dei webshopper in Italia conta 23,5 milioni consumatori, il dato sale a 85 milioni se si considerano quanti acquistano sia in rete sia nel negozio fisico. «Per questo, sarebbe più corretto parlare di commerce in senso concreto perché il web sta diventando parte integrante dell’acquisto», ha aggiunto Alessio Perego. Un atteggiamento che spiega perché sempre più imprenditori del dettaglio tradizionale scelgano di presidiare anche la rete. Questi operatori guardano all’e-commerce come a uno strumento per dare valore anche all'attività fisica: attualmente, il 75% dei 300 top retailer per fatturato che operano in Italia ha uno shop online. Tuttavia, sul fronte dei pure player dell’e-commerce in Italia il quadro è particolarmente concentrato: i primi 250 merchant, infatti, sviluppano il 95% del mercato. E i primi 20 il 72%. Nella top 20, predominano le DotCom, gran parte delle quali (9) sono aggregatori che abilitano l'offerta di centinaia di migliaia di retailer, produttori, hotel e ristoranti. Questa tipologia di operatori sviluppa il 68% delle vendite online totali, contro il 37% generato dalle imprese tradizionali. Le prime concentrano il loro business sui prodotti (78%), mentre le seconde sono più presenti nell'ambito dei servizi (64%). L’Osservatorio eCommerce B2c, infine, punta i riflettori anche sulle opportunità che la rete offre ai produttori italiani per crescere oltre confine. Anche su questo fronte, però, l’Italia risulta in ritardo rispetto ad altri paesi. Nell'ambito dei 24,7 miliardi di euro sviluppati nel 2018, infatti, solo 3,9 milardi sono generati dalle vendite all’estero. In questo valore, durante l'anno in corso i servizi hanno raggiunto quota 1,3 miliardi di euro (+6%), mentre i prodotti, con un incremento dell'11%, hanno generato un fatturato di 2,6 miliardi di euro. A distinguersi nelle vendite all’estero è l'abbigliamento che rappresenta il 60% dell’export digitale, seguito da informatica ed elettronica di consumo (6%), arredamento e home living (5%). I principali paesi di destinazione sono l'Europa (50%), Stati Uniti (25%), Cina e Giappone, entrambi con una quota del 5%, e Russia (3%).
FONTE INFOGRAFICHE: Osservatorio eCommerce B2c
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COMUNICAZIONE AZIENDALE
Garda: offerta profonda e materiali di qualità Tra le linee maschili del brand si distinguono le serieYachting e Ginni, entrambe realizzate con filati certificati Oekotex Standard 100.
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C
ura del prodotto, utilizzo di filati pregiati, investimenti costanti in
ricerca e innovazione: sono questi i valori che da 60 anni caratterizzano il marchio Garda, specializzato nella produzione di abbigliamento intimo maschile e femminile. Per soddisfare le necessità della clientela più esigente, la gamma prodotti del brand risulta ampia e profonda in termini di modelli e materiali: l’offerta spazia dagli articoli realizzati in filo Scozia a quelli creati utilizzando i cotoni elastici più giovani e grintosi. Tra le linee maschili che in tempi più recenti hanno segnato il successo di Garda si distinguono le serie Garda Yachting e Ginni, entrambe realizzate con filati certificati Oekotex Standard 100 che non rilasciano sostanze tossiche o allergeni. Garda Yatching, destinata al dettaglio tradizionale, è dedicata all’uomo che predilige una vestibilità più moderna, ma non tralascia la cura dei particolari. La linea propone maglie, slip, boxer e parigamba in filo Scozia e in cotone elastico suggeriti sia in versioni più classiche sia con elastico esterno. La linea Ginni, in cotone elastico, è invece adatta allo sport e al tempo libero. I modelli sono dotati di elastici morbidi e confortevoli. Una novità di questa serie è la linea Ginni Up: slip e boxer che garantiscono comfort ed elasticità senza compressioni e costrizioni.
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MERCATO
IL COTONE TRAINA IL NATURALE Cresce la richiesta di prodotti in fibre naturali, soprattutto da parte dei consumatori che hanno tra i 35 e i 50 anni. Un target attento a temi come la qualità e la provenienza delle materie prime. Ma per raccontare meglio i plus dei filati, industria e distribuzione dovrebbero investire di più in comunicazione. di Cristiano Fieramonti
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MERCATO
I
l giudizio è unanime. Gli operatori del mercato dell’intimo, che si tratti di aziende produttrici o di retailer, concordano nel riconoscere che il cotone è un materiale tornato in auge. Negli ultimi anni, infatti, complice la crescente attenzione verso i prodotti naturali, questa fibra ha progressivamente recuperato la sua centralità nell’abbigliamento intimo, dopo anni in cui le fibre sintetiche l’avevano fatta da padrone. A un ritorno di importanza del cotone, corrisponde anche una crescente disponibilità di capi realizzati con tessuti naturali di origine vegetale: modal e micro-modal sono ormai apprezzati dal mercato. A queste fibre, grazie soprattutto a Calida che sta investendo molto in questa direzione, si sono affiancate anche soluzioni innovative, quali i capi in Tencel o in fibra di bamboo (si veda il box per un approfondimento sulle varie tipologie di fibre). PIÙ ATTENZIONE ALLA SALUTE Se il prezzo può rappresentare un minus rispetto ai capi sintetici, ci sono fattori più qualitativi che depongono a favore del cotone e delle altre fibre naturali, quali la leggerezza, la morbidezza al tatto, la traspirabilità e una maggiore praticità, soprattutto nel lavaggio. Nella clientela finale, infatti, sta crescendo progressivamente la sensibilità verso capi non dannosi per la
CALIDA COTONELLA “IN ITALIA IL 70% DELLE VENDITE “IMPENNATA DI RICHIESTE” RIGUARDA PRODOTTI IN COTONE”
Simone WIlleke
Silvia Zannier
«I consumatori cercano sempre di più i materiali naturali, che però devono anche essere funzionali. È per questo che Calida punta molto sulla linea “Daily Functionwear”, che comprende capi realizzati con fibre naturali che garantiscono benefit funzionali. In Italia, il 70% delle nostre vendite riguarda i prodotti in cotone. Ma stiamo registrando crescite significative anche con le altre fibre di origine vegetale, come il Micromodal, il Tencel e il Bamboo, oltre al mistro lana-seta».
«Il 90% delle produzione di Cotonella è a base di cotone. Il cotone, fibra salutare e traspirante per eccellenza, negli ultimi anni ha subìto un’impennata nelle richieste da parte delle consumatrici. Rispetto a qualche anno fa la clientela finale è più attenta alla salute. Prossimamente, abbiamo intenzione di inserire nella nostra offerta una linea di corsetteria contenitiva con solo cotone a contatto con la pelle, senza dimenticare lo stile e la funziona modellante».
propria salute: si stima che in Italia quasi il 30% della popolazione sia affetta da una o più sensibilizzazioni allergiche, il doppio
rispetto a dieci anni fa. In particolare, una delle principali cause delle allergie della pelle è da ricercarsi proprio nei tessuti
Natural fibers viste da vicino Cotone Makò: è un filato di cotone proveniente dall’alto Egitto, molto pregiato. Cotone mercerizzato: la mercerizzazione è una lavorazione effettuata a bassa temperatura (10 °C) che permette di ottenere capi finiti di mano migliore, con maggior lucentezza, migliore igroscopicità, e affinità tintoriale. Cotone filo di Scozia: il filo di Scozia viene prodotto con le fibre del cotone a taglio lungo egiziano. Si tratta di un tipo di cotone molto pregiato che cresce sul delta del fiume Nilo. Tale varietà è ottima per produrre filati finissimi e confortevoli ma allo stesso tempo molto resistenti. Modal: è una fibra prodotta dalla polpa di legno degli alberi, una fibra rigenerata dalla
cellulosa. I tessuti in modal non si sfibrano. Rispetto al cotone, inoltre, si restringono e scoloriscono più difficilmente. La fibra di modal è circa il 50% più igroscopica, e per questo ha un largo impiego domestico per gli indumenti e i tessuti per il bagno e per la casa. Micro-modal: ha la stessa origine del Modal, ma rispetto a questo ultimo, ha fibre molto sottili e ultraleggere che lo rendono particolarmente comodo e si asciugano più velocemente. Tencel: come il modal, il tencel (o lyocell) è una fibra prodotta dalla cellulosa frantumata. Le caratteristiche principali sono l'ottima resistenza, la buona traspirabilità e l'assorbimento dell'umidità. Il processo di produzione è poco inquinante: anche i solventi utilizzati sono
atossici, oltre ad essere riciclabili. Bamboo: il tessuto di bamboo possiede delle proprietà antibatteriche e disinfettanti: la fibra di bamboo è in grado di assorbire e di far evaporare il sudore umano in pochi secondi e non richiede alcun processo chimico, il che significa che esso non provoca alcuna reazione cutanea né reazioni allergiche, risultando così indicata anche per le pelli più delicate. Misto Lana-seta: dal mix di fibre di lana biologica per il 70% e seta per il 30% nasce un tessuto particolarmente piacevole sulla pelle e per questo motivo viene utilizzato per confezionare intimo di pregio. Le caratteristiche della lana biologica e naturale si uniscono quindi a quelle della seta che è insuperabile in fatto di morbidezza.
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LA PAROLA AL TRADE "Accogliere il cliente al meglio" Maria Ambrosone - Il corsetto, Costigliole d’Asti (At) «Abbiamo avviato l’attività qualche mese fa e abbiamo voluto fin da subito creare uno spazio in cui il cliente potesse essere accolto al meglio, come se fosse il salotto di casa, e in cui i prodotti fossero tutti a vista. I clienti che mi chiedono più dettagli sui prodotti naturali sono i 40-50enni».
MAGIE ITALIANE “SERVE PIÙ CONSAPEVOLEZZA”
CREAZIONI BIP BIP "CREDIAMO E INVESTIAMO NEL COTONE"
Roberta Becchi
Cristina Novati
«Ormai da diversi anni Magie Italiane affianca alle microfibre e ai pizzi anche proposte in cotone: nel tempo abbiamo aggiunto ai modelli base anche proposte moda, offrendo quindi colori e tendenze anche nei materiali naturali, perché la richiesta da parte dei dettaglianti era importante. Abbiamo tre linee in tessuti naturali: cotone elasticizzato, cotone modal e micromodal. In modal offriamo soprattutto una linea di slip, in micromodal, invece, abbiamo realizzato un reggiseno preformato e un paio di slip con il taglio laser, ma fra tutti questi prodotti basici funziona molto bene il cotone elasticizzato perché offre prestazioni di alta tenuta. In generale, serve sicuramente una maggiore consapevolezza rispetto alle caratteristiche dei capi che si indossano. Penso che il web spinga più sull’immagine che sull’informazione».
«La fibra di cotone è da sempre molto apprezzata poiché è resistente e anallergica. Creazioni Bip Bip sviluppa l’80% delle vendite con prodotti in cotone. E il trend è in crescita. Tutte le collezioni di Bip Bip sono composte all’80% da prodotti realizzati con tessuti di 100% cotone. Le collezioni primavera/estate propongono solo capi di questo tipo, mentre su quelle invernali oltre al 100% cotone è sempre più richiesto il tessuto fiocco di cotone in 80% cotone e 20% acrilico: caldo soffice resistente al lavaggio, altamente traspirante e 100% cotone sulla pelle».
"Troppa offerta, bisogna raccontare di più la qualità" Marianna Scoccimarro - Oltreoceano, Busto Arsizio (Va) «Al giorno d’oggi non è facile riuscire a mostrare la qualità di un prodotto. Sul mercato è presente moltissima offerta, e spesso il cliente è disorientato. Ai miei clienti cerco sempre di raccontare la provenienza dei filati, soprattutto quelli naturali, e di fargli vivere l’esperienza di indossare i capi prima di acquistarli».
"Buone performance anche per la lana" Stefania Macchia - Merceria Bellone, Millesimo (Sv) «Abbiamo notato una maggiore richiesta di capi in cotone e viscosa. Sicuramente, oggi c’è più attenzione ai materiali. Inoltre, dalla scorsa stagione autunno/inverno abbiamo visto una ripresa anche della lana. Le aziende stanno proponendo prodotti più moderni anche con questa fibra e il mercato sta apprezzando, soprattutto nella versione mista lana/seta».
"Servono più cartelli vetrina e folder dedicati" Elena Raviola - Marchisio Intimo, Torino «Dopo anni di calo, più recentemente le vendite dei prodotti in cotone hanno registrato una ripresa, soprattutto per quel che riguarda gli slip. C’è un forte interesse verso il modal: chi lo prova difficilmente poi torna ad altri tessuti. Mentre il cotone filo di Scozia è molto calato, perché sul mercato mancano modelli più moderni confezionati con questo materiale. I prodotti realizzati con fibre naturali in generale possono avere molto mercato: il consumatore finale è disposto a pagare di più. Ma occorre spiegare molto bene i loro plus».
"Ci vorrebbe più comunicazione" Enza Presutti - La dolce vita, Cavriago (Re) «Ho una clientela molto attenta alla qualità dei filati che acquista. Sicuramente i filati naturali sono capiti da un pubblico che si colloca in una fascia medio alta, abituata ad acquistare i prodotti confezionati con questi materiali. Nella pigiameria donna le clienti chiedono sempre più spesso prodotti con un basso contenuto di fibre sintetiche. Per quanto riguarda l'uomo invece anche se in minima quantità noto che il modal piace proprio per la sensazione di benessere che lascia sulla pelle. Le aziende dovrebbero fare più comunicazione al grande pubblico, per far capire perché determinati capi hanno un prezzo maggiore rispetto a quelli delle catene».
"Il cliente ha ripreso a spendere" Graziella Grisi - Sulla pelle intimo, Scandiano (Re) «Stiamo notando una maggiore propensione ai consumi da parte dei clienti. C’è meno paura. Quindi si tende ad acquistare prodotti che costano di più. Il cotone interessa soprattutto a chi ha 40-50 anni, mentre le ragazze giovani preferiscono puntare sulla marca. Non vedo un comparto merceologico prevalente: quello che conta di più è la presentazione che si fa in negozio degli articoli disponibili».
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con cui sono confezionati gli abiti. Oggi il cliente non si accontenta più solo di un capo esteticamente bello. È maggiormente portato a informarsi sulla provenienza dei materiali e sui processi di lavorazione, per identificare il capo più adatto alle sue esigenze. Un esempio virtuoso in tal senso lo offre Cotonella: l’azienda ha nel suo stesso naming un particolare feeling con il cotone. Una delle novità recenti più interessanti del brand è lo slip donna in cotone 100% biologico, pensato proprio per rispondere a una particolare attenzione verso la salute. IN CRESCITA SOPRATTUTTO SLIP E MAGLIERIA Tra i vari settori dell’intimo, la slipperia e la maglieria sono quelli che prediligono
l’utilizzo del cotone, e che immettono sul mercato anche a prodotti 100% in cotone. Negli altri comparti, esigenze legate soprattutto alla vestibilità spingono verso soluzioni con fibre sintetiche o miste, ad esempio con una percentuale di cotone e una parte di elastan. Corsetteria e abbigliamento activewear rientrano in questa categoria di proposta. La prima per la necessità di garantire, soprattutto nelle taglie/coppe più importanti, sostegno e comfort. Ma anche qui il mercato si sta muovendo, e non mancano i segnali che indicano un cambio di direzione. Alcuni dettaglianti, ad esempio, evidenziano un crescente interesse verso i reggiseni senza ferretto in cotone, come le bralette, perché favoriscono una maggiore sensazione di leggerezza. Nella
VETRINA PRODOTTI CALIDA Il reggiseno senza ferretto della serie Cate di Calida è realizzato in cotone Supima, più soffice e brillante rispetto al tradizionale cotone. Gli inserti in raso sui bordi delle coppe aggiungono una nota di femminilità, mentre la lavorazione piatta delle cuciture lo rende invisibile sotto i vestiti.
GARDA “RICHIESTO ANCHE DAL TARGET GIOVANE”
Roberta Quinto «I nostri clienti fidelizzati da sempre sono sensibili alla qualità, conoscono i prodotti perché li hanno già utilizzati e li ricomprano periodicamente. Poi ci sono i clienti nuovi, quel target con una fascia d’età leggermente più giovane che arriva in negozio dopo aver ricercato informazioni sul web. Questi consumatori si lasciano consigliare e ricercano qualità, ma anche comfort. Per rispondere alle esigenze di queste due tipologie di clientela, Garda negli anni si è indirizzato quasi totalmente su fibre di tipo naturale, e la sua proposta spazia dal cotone Makò al cotone elastico fino ad arrivare ai più nobili filati come il cotone mercerizzato e il filo Scozia. Le nostre vendite, quindi, non solo sono orientate fortemente su prodotti di fibre naturali, ma si concentrano per più del 60% su filati di tipo più nobile, come il filo Scozia».
VERDISSIMA KI20 è un reggiseno a triangolo senza ferretto di Verdissima in cotone stretch, senza riprese e cuciture. Grazie a questo accorgimento, il reggiseno risulta invisibile anche sotto gli abiti più aderenti. Dispone di una stecca laterale sul fianco e di un fiocchetto in raso con ciondolo gioiello a forma di stella sul centroseno.
MAGIE ITALIANE Fashion è la linea di Magie Italiane della nuova collezione autunno inverno 2018-19. È in jersey di cotone elasticizzato stampato, abbinata a una balza di pizzo elastico jacquardtronic. La linea offre reggiseno con e senza ferretto, una bralette, accompagnati a slip, brasiliana e culotte. Il reggiseno con ferretto è disponibile nelle coppe dalla B alla F.
pigiameria,invece, i capi in cotone sono richiesti soprattutto nelle linee destinate ai bambini. IL CLIENTE TIPO Se è vero che cotone e altre fibre naturali stanno incrementando la loro importanza nel mercato dell’intimo, è altrettanto vero i prodotti realizzati con queste fibre non sono ricercati e apprezzati indistintamente da tutti i target di clientela. Oggi chi cerca capi in cotone ha prevalentemente un’età compresa tra i 35 e i 50 anni. Si tratta di una clientela matura, interessata a capi che “fanno stare bene” il corpo e al tempo stesso aperta a conoscerne la provenienza. La clientela più giovane non sembra essere
COTONELLA La guaina contenitiva in cotone di Cotonella aderisce al corpo senza comprimere e segue i movimenti come una seconda pelle.
VETRINA PRODOTTI GARDA 1975 Garda 1975 propone un combinato maglia con scollo a V e midi slip 100% in cotone filo Scozia 70/2. La costina è realizzata con filato ritorto gasato e mercerizzato.
EMMEBIVI La collezione Selezione Oro di Emmebivi offre capi realizzati con tessuti in filato 100% cotone filo Scozia originale che sono prodotti all’interno dell’azienda.
SLOGGI I capi Ever Fresh di Sloggi sono realizzati con tessuti naturali, leggeri e che si adattano al corpo. L'utilizzo del Pima Cotton assicura una corretta termoregolazione.
CREAZIONI BIP BIP Il pigiama uomo classico in 100% cotone di Creazioni Bip Bip è realizzato in tessuto interlock, con casacca stampata con motivi geometrici e pantalone tinta unita.
ancora molto interessata alla naturalità e alla qualità dei tessuti. Per questo target, infatti, il prezzo risulta uno dei principali driver d’acquisto a cui si affianca il design alla moda. In generale, comunque, rispetto a qualche anno fa, cominciano ad avvicinarsi agli articoli realizzati in cotone e con fibre naturali anche consumatori più giovani. Inoltre, le aziende produttrici stanno allargando i propri orizzonti per riuscire a combinare al meglio l’esigenza di prodotti naturali con la moda e il fattore estetico ed emozionale. Magie Italiane, ad esempio, nella collezione FW 18 ha introdotto una proposta con stampa in principe di Galles su cotone elasticizzato, e per l’inverno 2019-20 darà continuità a questa tendenza con una stampa su micromodal. DI COSA HA BISOGNO IL TRADE I capi realizzati con fibre naturali si stanno affermando sul mercato perché garantiscono vantaggi significativi. Ciò che può frenare questo trend è una scarsa narrazione sul tema nei confronti del cliente finale. I dettaglianti sono certi che un maggiore investimento da parte dei produttori nella creazione di strumenti per raccontare meglio i plus del cotone e dei prodotti naturali, porterebbe certamente ad un incremento del mercato. Fare storytelling sull’origine di un prodotto, sulla sua composizione e la sua lavorazione, può apparire meno efficace nell’immediato. Ma è in grado di generare un livello di fidelizzazione più forte. È altrettanto vero che anche i retailer devono essere parte attiva in questa attività di comunicaizone: oggi non basta più avere un negozio con un’ampia offerta di prodotti. Chi entra in uno store cerca uno stimolo, vuole vivere un’esperienza, vuole toccare con mano il valore di un prodotto. La comunicazione sui contenuti di valore oggi è un fattore imprescindibile. Farlo bene può rappresentare un’arma per competere con grandi competitor della distribuzione.
con il patrocinio di
NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 • 39
DAILY LOUNGEWEAR FOR LOVERS OF LIFE.
AMBITION BORN IN SWITZERL AND