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EXL - Magazine sulle eccellenze toscane della Tecnologia, Innovazione, Ricerca e Impresa. n°3/2021

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MAGAZINE DI TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, RICERCA E IMPRESA

www.exlmagazine.it eXL social più approfondimenti più articoli aggiornamenti settimanali

Anno II | n. 1 | 2021 | Rivista quadrimestrale | Registr. Tribunale di Pisa n. 6/2020 del 4.11.20 | SF: € 6, Abb: € 10 Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – Aut. n. 2453/2020 del 01.11.2020 – Periodico R.O.C.

Technology, Innovation, Research and Business Magazine

Sfide sostenibili Sustainable challenges Regenerate to save future Experiences of circular economy

Il progetto

SCART: I RIFIUTI INDUSTRIALI DIVENTANO ARTE

The project

SCART: industrial waste become art

Innovazione

CILIEGI… DI CARTA E FRUTTI DAI FANGHI

Innovation

Paper… cherry trees and fruits from sludge


UNA INIZIATIVA DI CAMERA DI COMMERCIO DI PISA E UNIONE INDUSTRIALE PISANA Editore: Pacini Editore Srl, via Gherardesca 1, 56121 Pisa - Direttore Responsabile: Eleonora Mancini - Indirizzo della redazione: via Gherardesca 1, 56121 Pisa - Registrato Tribunale di Pisa n. 6/2020 del 4.11.20 - Tipografia: Industrie Grafiche Pacini, via Gherardesca 1, 56121 Pisa

Progettazione grafica e impaginazione: iDNA srl e Margherita Cianchi


edi to ria le

di ANDREA MADONNA*

The green line of industry

LINEA VERDE DELL’INDUSTRIA le esperienze del nostro territorio, come quelle di Herambiente, di Archa o del Gruppo Lapi, che da anni, nella chimica, nel conciario e non solo segnano il passo a livello mondiale. C’è un ultimo dato che mi piace rilevare anche con un certo orgoglio. Tra pochi giorni a Venezia sarà inaugurato il Padiglione Italia della Biennale Internazionale di Architettura. Anche Pisa ci sarà, con le sue eccellenze umane (dal curatore ai membri dei comitati scientifico e consultivo) e con le sue esperienze come quella, diventata ormai un paradigma virtuoso, di Peccioli che prima di tutti, venti anni fa, ha reso sostenibile quello che non lo è per antonomasia, la discarica, trasformandola in opportunità di sviluppo. * direttore editoriale eXL

aprile 2021

Years before the issues raised by UN 2030 Agenda and even by the pandemic, industry and research in our territory have shown sensitivity towards sustainable development with solutions, projects and experiences which are described in this new issue of eXL. From the researches of the Scuola Normale Superiore and Cnr to the colorful creations of Scart, all in the light of circular economy. This issue of eXL also deals with the worldwide renowned experiences of Hera Group and Lapi Group in the field of leather tannery. Least but not last, the Italian Pavilion of the International Architecture Biennale in Venice will host some of the excellences of our territory.

eXL

Con anticipo sul presente e sulle sollecitazioni che ci pone l’Agenda Onu 2030 – e inaspettatamente anche la pandemia – industria e ricerca del nostro territorio già da anni hanno dimostrato una forte sensibilità investendo risorse creative ed economiche per limitare l’impatto dell’opera umana e contribuire a uno sviluppo sostenibile. Tutto questo si materializza in soluzioni, progetti ed esperienze alcuni dei quali raccontiamo ora nel nuovo numero di eXL e che aprono nuove strade con i loro importanti risultati apprezzati in un orizzonte extraterritoriale. Ma cosa, se non la creatività connette tutte queste esperienze? Creatività è un talento, certo, ma anche una visione, quella che appartiene a chi guarda sempre avanti, al futuro, con l’obiettivo di creare, appunto, per migliorare il presente. E il futuro, allora, non può che essere a colori, come ci raccontano le ricerche della Scuola Normale o del Cnr – che dal riuso dei fanghi o della polvere di marmo ottengono fertilizzanti agricoli – o le variopinte creazioni di Scart, il progetto di comunicazione che già venti anni fa ci dimostrava che anche un rifiuto industriale può avere una nuova vita. La filosofia del recupero pervade ormai da tempo le strategie di molte delle nostre aziende, in ogni campo, sempre più sensibili a logiche e soluzioni antispreco. Nei prodotti e negli scarti di lavorazione ci sono un’energia e un potenziale che possono essere reimpiegati. Si chiama economia circolare e in questo numero ci piace raccontare alcune del-

LA


MAURIZIO GIANI È direttore Marketing e Sviluppo iniziative di Herambiente SpA. Nel 1998 ha dato vita a SCART, il progetto di Waste Art aziendale che ancora oggi coordina e cura in ogni dettaglio. Il linguaggio trasversale dell’arte diventa uno strumento per sensibilizzare sui temi dell’economia circolare e sull’importanza di perseguire uno sviluppo economico e industriale che sia anche sostenibile.

LE FIRME

GIACOMO LORENZINI È professore ordinario di Patologia Vegetale al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali e direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio degli Effetti del Cambiamento Climatico dell’Università di Pisa. I suoi settori di interesse riguardano la difesa ecosostenibile e l’impatto degli inquinanti atmosferici sui sistemi vegetali coltivati e naturali. GAETANA MORGANTE È professoressa ordinaria di Diritto Penale e direttore dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Unica italiana incaricata dalla Commissione Europea per redigere il Rule of Law Report 2021 che valuta il sistema italiano e lo orienta verso le riforme, è anche consulente Unar e membro del consiglio di Transparency International Italia.

REDAZIONE

Eleonora Mancini (direttore responsabile), Francesco Ceccarelli (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Nicola Maggi (Università di Pisa), Andrea Pantani (Scuola Normale Superiore), Carlo Venturini (CNR), Luca Fracassi (Comune di Pisa), Federica Fontini (Pacini Editore), Silvia Maculan (iDNA), Laura Magli (Unione Industriale Pisana), Luca Biagiotti (Fondazione Teatro Verdi Pisa), Alberto Susini (Camera di Commercio di Pisa), Chiara Lazzaroni (Acque SpA)

COMITATO SCIENTIFICO

Andrea Piccaluga (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Stefano Marmi (Scuola Normale Superiore), Paolo Ferragina e Michela Passalacqua (Università di Pisa), Leonida Gizzi (CNR), Patrizia Paoletti Tangheroni (Fondazione Teatro Verdi di Pisa), Riccardo Toncelli (Vitesco), Valter Tamburini (Camera di Commercio di Pisa), Patrizia Pacini e Andrea Madonna (Unione Industriale Pisana), Manrico Ferrucci (Confservizi CISPEL Toscana- Settore Cultura) Un’iniziativa di Camera di Commercio di Pisa e Unione Industriale Pisana

IN COLLABORAZIONE CON

Hanno collaborato a questo numero Maria Vittoria Galeazzi, Maria Moroni e Cristina Sagliocco

CON IL CONTRIBUTO

Comune di Pisa

DI

PARTNER Realizzazione editoriale e stampa Pacini Editore Srl, Pisa

Questa rivista utilizza vernice e plastificazione antibatteriche


sommario La linea verde dell’industria / The green line of industry

Editoriale di Andrea Madonna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 01

PRIMO PIANO Filosofia circolare / Circular philosophy Herambiente, un modello d’impresa

di Cristina Sagliocco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06

Il bello dei rifiuti / The beauty of waste SCART, la cultura del recupero

di Maurizio Giani. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 08

Processi virtuosi / Virtuous processes Gruppo Lapi, la circolarità è di famiglia

di Maria Vittoria Galeazzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11

Frutti dai fanghi / Fruits from sludge Dragare per coltivare

di Carlo Venturini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

Cambiamenti climatici / Climate change Un nuovo Centro ricerche

di Giacomo Lorenzini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

Architetture resilienti / Resilient architectures Pisa al Padiglione Italia

di Nicola Maggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

L’INTERVENTO

Business Integrity

Giurisprudenza e Agenda Onu

di Gaetana Morgante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

Goals per un calcio sostenibile / Goals for sustainable football

economia

di Francesco Ceccarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

La plastica è bio con Archa / Bio-plastic by Archa

di Eleonora Mancini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25

I nano-poteri del marmo / The nano-powers of marble

di Andrea Pantani. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

Ciliegi e mirti… di carta / Paper… cherry trees and myrtles

innovazione

di Carlo Venturini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

Parsifal, l’aereo del futuro / Parsifal, the future of planes

di Nicola Maggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

Carta, una laurea ad hoc / Paper: an ad hoc Degree

di Maria Moroni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35

Mobilità, Pisa è green / Pisa: green mobility

di Luca Fracassi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36

infrastrutture

Costruire dopo la crisi / Building after the crisis

di Alberto Susini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39

Un “Tubone” da primato / A record-breaking pipe

di Chiara Lazzaroni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

web e social arte e cultura

Transizione digitale / Digital transition

di Silvia Maculan . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44

Il clima va in scena / Climate on stage

di Luca Biagiotti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46


primo piano

Rigenerare per salvare il futuro QUANDO INDUSTRIA E RICERCA FANNO “ECO-SISTEMA”. SE ANCHE GLI SCARTI DIVENTANO RISORSA Regenerate to save the future When industry and research create an ecosystem. If even waste become a resource


LA “DEA” DELL’AMBIENTE GRUPPO HERA, UN MOTORE DI ENERGIA CIRCOLARE Circular philosophy Herambiente: a business model

Il Gruppo Hera è una delle maggiori multiutility italiane che eroga servizi ambientali, idrici ed energetici. Serve oltre 300 Comuni in Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Toscana e Abruzzo. Nel 2020 è la prima multiutility italiana a essere inclusa nel Dow Jones Sustainability Index, uno dei più autorevoli indici borsistici mondiali di valutazione della responsabilità sociale. Hera opera in provincia di Pisa attraverso la controllata Herambiente, leader in Italia nel trattamento rifiuti, che gestisce importanti piattaforme polifunzionali dedicate ai servizi ambientali alle imprese a Ospedaletto nel Comune di Pisa, nel comune di Castelfranco di Sotto e in quello di Santa Croce sull’Arno.

di CRISTINA SAGLIOCCO

“I 90 impianti certificati di cui disponiamo in Italia e all’estero sono sì un asset produttivo per noi, ma in quanto infrastruttura a servizio dei territori, sono un pilastro strategico di sviluppo e di supporto all’intero tessuto economico. In Toscana ci occupiamo di rifiuti industriali e offriamo i nostri servizi alle imprese affinché i loro rifiuti possano essere trattati correttamente nel rispetto Uno degli impianti di evaporazione per acque saline e acque con tensioattivi di Herambiente

“Oggi trattare rifiuti è un’attività industriale per la quale servono tecnologia, ingegneria e un’organizzazione adeguata ed HERAMBIENTE rappresenta una realtà moderna nella quale rifiuti urbani e industriali vengono gestiti con standard di efficienza e sicurezza ad altissima qualità”, commenta Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente.


dell’ambiente favorendo il riuso, il riciclo e il recupero di materia e di energia, minimizzando così il conferimento in discarica e avviando processi di trattamento in ottica di economia circolare e sostenibilità ambientale. Attraverso le nostre piattaforme polifunzionali, presenti a Pisa e nella sua provincia, transitano ogni anno rifiuti industriali che vengono trattati e, proprio grazie a quei trattamenti, possono uscire dai nostri impianti idonei per le destinazioni future. Affidarsi a noi è garanzia di tracciabilità e tutela dell’ambiente”.

In cosa si concretizzano i servizi del Gruppo?

“

aprile 2021

Waste treatment is an industrial activity requiring technology, engineering and organisation: Herambiente (Hera Group) is a leader in Italy in the treatment of urban and industrial waste. 90 certified plants in Italy and abroad represent a productive asset and an infrastructure serving territories and supporting their economy. Thanks to the multifunctional plants in the province of Pisa and Pistoia, Herambiente offers environmental services to companies aiming at maximizing reuse, recycling and matter and energy recovery. Thanks to synergies among its societies, Hera Group offers larger companies a plurality of integrated but fully customizable services in a circular economy key.

eXL

“

Puntiamo sul risparmio energetico anche a livello di impianti. Ad esempio, gli interventi previsti per le due linee dell’impianto di evaporazione di Castelfranco di Sotto porteranno ogni anno a un risparmio di 95 tonnellate equivalenti di petrolio, corrispondenti a oltre 220 tonnellate di CO2. Vogliamo anche aumentare la quantità di acqua recuperata dai trattamenti depurativi sui rifiuti liquidi per riutilizzarla a fini industriali o per l’inserimento di cogeneratori: il risultato sarà un risparmio di 164 tonnellate equivalenti di petrolio, corrispondenti a oltre 380 tonnellate di CO2 evitate.

“

Grazie alle sinergie tra le società del Gruppo offriamo alle grandi aziende una pluralità di servizi: nell’ottica di ridurre i costi e migliorare le performance di sostenibilità rappresentiamo un unico partner capace di erogare non solo servizi ambientali, ma servizi integrati customizzabili sulla singola impresa per ambiente, acqua, energia e ICT. Le performance e i risultati di sostenibilità vengono rendicontati nel HBS Circular Economy Report, il report che il Gruppo Andrea Ram Hera redige per ogni cliente o che sottoscrive quest’offerta, che abbiamo chiamato Hera Business Solution, e che segue le linee guida Global Reporting Initiative (GRI), lo standard più usato al mondo per la predisposizione dei bilanci di sostenibilità.

primo piano

Innovazione e sviluppo sostenibile come si concretizzano nell’operatività quotidiana?

Come il Gruppo Hera sposa la filosofia della circolarità?

a nd

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La maggior parte delle attività artigianali, industriali e commerciali non può entrare nel circuito dei rifiuti urbani ma per legge necessita di un processo di raccolta e di trattamento specifici. Le nostre sono infrastrutture al servizio delle imprese toscane che possono così riceverne anche un piccolo vantaggio competitivo rispetto ad altre aziende invece obbligate a inviare lontano o a esportare i propri rifiuti: una ulteriore voce di costo per le aziende e di impatto per l’ambiente. I nostri servizi sono rivolti a tutte le attività produttive, dalla micro raccolta per le piccole attività commerciali, alle PMI fino ai grandi gruppi industriali”.

Herambiente è leader in Italia nel trattamento dei rifiuti


L’ARTE DEL RIFIUTO

SCART, UN “MUSEO” DEL RECUPERO AD ALTO IMPATTO DI CREATIVITÀ The beauty of waste SCART, the culture of recovery

Alice Orsucci, Betta Splenders

Matilde Lezzerini, Pesce pagliaccio

di MAURIZIO GIANI

Per sensibilizzare sul tema dell’economia circolare, il Gruppo Hera ha scelto da molti anni di valorizzare il progetto SCART i cui laboratori si trovano a Pisa e a Santa Croce sull’Arno nelle sedi toscane di Herambiente. Un progetto di Waste Art aziendale grazie al quale vengono raccolti e selezionati scarti di lavorazione provenienti da numerosi cicli produttivi per realizzare creazioni artistiche SOSTENIBILI non solo da un punto di vista ambientale, ma anche economico. Parliamo di una collezione che oggi conta oltre 1.000 pezzi tra componenti d’arredo e di design, sculture, quadri, strumenti musicali, costumi di scena e scenografie, realizzate partendo esclusivamente da materiale di recupero. L’ambizione del Gruppo Hera è raggiungere, grazie al progetto SCART , un pubblico sempre più vasto, attraverso un linguaggio trasversale come quello dell’arte, e poter così sensibilizzare sui temi dell’economia circolare e sull’impatto ambientale dei rifiuti quando non sono correttamente differenziati. Negli anni SCART ha collaborato con docenti e studenti delle Accademie di Belle Arti di Firenze, Carrara, Bologna e Ravenna, e, grazie alla sua creatività, ha intercettato la curiosità di costumisti, coreografi e scenografi lavorando a numerosi progetti di richiamo anche internazionale. Tra questi ci sono i concerti di Andrea Bocelli al Teatro del Silenzio di Lajatico in Toscana, quello di


L’Aquila di Riccardo Casagrande e Angela Nocentini realizzata con pelle e semipelle, bottoni, suole di scarpe, parti di zoccolo, tubi di rame, raccordo idraulico

aprile 2021

ny where different types of industrial waste – i.e. materials from numerous production cycles such as leather cutouts, fabrics, plastic, metallic, and wood scraps – are delivered, stored, treated and sent to recovery. A collection counting today

genitori e figli, associazioni di volontariato, architetti professionisti, designer e numerosi studenti iscritti alle Accademie di Belle Arti. Una grande azione di solidarietà capace di rievocare il forte legame che esiste tra la tutela dell’ambiente e la salute dell’uomo, tema di straordinaria attualità, visto il periodo storico che stiamo tutti vivendo.

eXL

Since more than twenty years SCART represents the Hera Group project of transforming industrial processing waste into art. A real industrial Waste Art project developing in the context of the Herambiente (Hera Group) plants in Tusca-

UNA COLLEZIONE DI OLTRE MILLE PEZZI PER COMUNICARE LA CULTURA DEL RIUSO

primo piano

con materiale di recupero e capaci di interpretare il tema del “cuore”. Una grande azione di solidarietà che ha coinvolto associazioni no profit e cooperative, studenti delle scuole, ma anche

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Laura Pausini e Biagio Antonacci nel 2019, o la partecipazione a programmi televisivi come XFactor grazie al confronto con Luca Tommassini. Tra le ultime “apparizioni” quella di Sanremo dove, in collaborazione con la costumista Claudia Tortora, SCART ha realizzato l’immenso costume fiorito indossato da Fiorello nella prima serata del Festival. Decine sono poi le mostre itineranti organizzate in numerose città italiane, compresa quella alla camera di Commercio di Pisa tra il 2017 e il 2018. Nessuno spreco, tanta creatività e la volontà di dimostrare che con i rifiuti si può fare quasi tutto, anche azioni di solidarietà. Come è successo nel 2015 quando, coinvolgendo la numerosa comunità di Scartline.it, è stato bandito un concorso a premi con cui sono stati selezionati e donati al reparto di Cardiologia 2 del nuovo ospedale Santa Chiara di Pisa, diretto dalla dottoressa Maria Grazia Bongiorni, oltre 300 quadri. Sono arrivate così da ogni parte d’Italia opere fantasiose e penetranti, costruite


over 1,000 pieces including furnishing and design components, sculptures, paintings, musical instruments, stage costumes and sets, all exclusively made from recycled material. Hera Group ambition is to reach, thanks to this project, an

increasingly wider audience, through the language of art, thus being able to raise awareness on such themes as circular economy and environmental impact of not properly differentiated waste.

L’istallazione “Business Women” ospite a Palazzo Pepoli Campogrande della Pinacoteca Nazionale di Bologna in occasione dell’edizione 2018 di Arte Fiera

10 primo piano eXL aprile 2021


PROCESSI VIRTUOSI

LA CIRCOLARITÀ È UNA QUESTIONE DI FAMIGLIA. GRUPPO LAPI, DAL CUOIO ECO ALLE GELATINE Virtuous processes Lapi Group, circularity runs is family

Un gruppo dall’anima toscana, ben radicato nel suo territorio ma con uno sguardo sul mondo. Con un forte heritage e da sempre votato all’innovazione, il Gruppo Lapi nasce nel 1951, anno di fondazione dell’azienda di prodotti chimici Figli di Guido Lapi a Santa Croce sull’Arno. In 70 anni di storia, Lapi Group si evolve diversificando le aree di business e specializzandosi in tutti gli aspetti legati al mondo del pellame e non solo. Oggi il gruppo, presieduto da Roberto Lapi, è una realtà formata da otto aziende suddivisa in due aree specifiche: quella chimica, con prodotti che seguono tutto il processo della concia dalla chimica di base ai tannini, passando dai prodotti tecnici alla rifinizione; e quella industriale, con la conceria e l’utilizzo di sottoprodotti per la realizzazione di gelatina. Una vera e propria famiglia di aziende, legate l’una all’altra dagli stessi valori, dalla stessa filosofia green, da un sistema intrinsecamente circolare.

di MARIA VITTORIA GALEAZZI

Presidente Lapi, da 70 anni sempre in evoluzione…

11 primo piano

“

Abbiamo sempre avuto uno sguardo lungimirante. Nelle varie fasi della nostra crescita, ci siamo specializzati nel conciario, ma abbiamo anche esplorato settori totalmente nuovi. I nostri prodotti, in particolare

quelli dell’area chimica, possono adattarsi ad altri mercati e attrarre l’interesse di nuovi business. Le diverse aziende che fanno parte del gruppo sono cresciute in modo coerente e questo ci ha resi spesso precursori nelle scelte ambientali e di sicurezza. Il nostro leit motiv è sempre stato la sostenibilità: noi stessi rappresentiamo un sistema di economia circolare”.

aprile 2021

Tannini vegetali (Figli di Guido Lapi)

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Misurazione dello spessore del cuoio (Conceria Gi-Elle-Emme)

Come la realizzate in concreto?

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Le nostre aziende sono specializzate in varie fasi del processo conciario, un settore che, per quanto se ne dica, è tra i più antichi e storicamente sostenibili, perché si basa sul riutilizzo di un sottoprodotto dell’industria alimentare che viene riqualificato e trova nuove forme di vita. Siamo molto attenti al risparmio delle risorse energetiche, all’impatto delle nostre industrie sull’ambiente in termini di emissioni in atmosfera e depurazione delle acque. Portiamo avanti progetti innovativi per migliorare le nostre prestazioni e quelle dei nostri clienti”.

Per esempio?

“

12 primo piano

L’azienda FIGLI DI GUIDO LAPI si occupa di estratti e tannini vegetali destinati al 90% all’industria conciaria e il resto a utilizzo in mangimistica, enologia, trattamento del metallo e altri settori. Sono prodotti assolutamente naturali. Qualunque sia il tannino, il materiale di partenza è rigorosamente vegetale (il legno, la corteccia, il frutto, la buccia, il guscio o l’escrescenza di una foglia) e il prodotto si ottiene per semplice estrazione con acqua a caldo o per macinazione. Si tratta di prodotti provenienti da fonti rinnovabili, perché ottenuti da frutti o foglie, o, se estratti dal legno, gli alberi sono comunque coltivati, dunque continuamente ripiantati dai vivai. Figli di Guido Lapi promuove al suo interno una continua ricerca di nuove metodologie basate su principi green”.

eXL

Avete raggiunto un primato internazionale nella produzione di cuoio ecologico.

aprile 2021

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Sì, grazie al lavoro della nostra CONCERIA GI-ELLE-EMME che, per prima

al mondo, ha ottenuto la certificazione UNI 11427, confermata da ente terzo ICEC. Questo traguardo è il frutto di un importante lavoro di revisione dei processi interni che ha portato a un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente in ogni suo passaggio, pur mantenendo i metodi tradizionali di lavorazione e le qualità di durevolezza proprie del prodotto”.

Nel settore pelle è ricorrente il metal-free. Cosa ne pensate?

“

L’azienda FGL INTERNATIONAL è stata pioniera della concia priva di metalli. È infatti stata una delle prime che ha brevettato un processo di concia rivoluzionario, releasys®, sviluppato dal reparto R&D per ottenere pellami metal-free con caratteristiche in linea con quelle dei pellami al cromo”.

Un residuo dell’industria conciaria è riutilizzato per la gelatina. Come funziona?

“

La nostra LAPI GELATINE promuove nel mondo un ampio assortimento di gelatine e peptidi di collagene derivanti da bovino e da pesce. La produzione di gelatina è essenzialmente economia circolare perché riutilizza un sottoprodotto di un sottoprodotto. Vale a dire opera un recupero dall’industria conciaria (il derma) per estrarne molecole di collagene che sono sostanze fondamentali per l’organismo e hanno una pluralità di utilizzi: dalle capsule che contengono principi farmaceutici attivi alle caramelle gommose”.

Lapi Gelatine Spa, prodotto di eccellenza in tutto il mondo


Reattore FGL International, l’azienda del Gruppo Lapi pioniera della concia priva di metalli

Quindi vi occupate di industria conciaria ma non solo?

“

Il futuro del Gruppo?

eXL

“

aprile 2021

Siamo alla terza generazione di imprenditori e alla conclusione di un ulteriore ricambio generazionale che vedrà sostituire il mio ruolo con due importanti figure, quelle di Francesco e Tommaso Lapi, già da molti anni alla guida delle nostre aziende. Ci piace veder crescere le persone all’interno del nostro Gruppo perché diventino le professionalità di domani. Portiamo avanti questa convinzione anche attraverso un’iniziativa specifica, il Progetto Giovani, con la quale coltiviamo un rapporto di scambio e condivisione col nostro territorio. Incontriamo i ragazzi delle scuole, li invitiamo a visitare le nostre aziende, attiviamo espe-

primo piano

A group with a real Tuscan soul, rooted in its territory but with a close look to the world. A society with a strong heritage, always devoted to innovation. The origins of the Lapi Group date back to 1951, year of the foundation of the chemical company Figli di Guido Lapi in Santa Croce sull’Arno, where everything started. During its 70-year history, Lapi Group has evolved diversifying its business areas and specializing in all aspects related to the world of leather, and beyond. Today, the group is made up of eight companies divided into two specific areas: the chemical area, with products covering the whole tanning process from basic chemistry, to tannins, passing from technical products to finishing; and the industrial area, with a tannery and the use of by-products, waste materials for the production of gelatine. A real family of companies, linked to each other by the same values, the same green philosophy, and by an intrinsically circular system.

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Le nostre aziende hanno saputo fare un upgrade in altri settori. FINIKEM, specializzata nella chimica per la rifinizione dei pellami, è venuta incontro alle esigenze del momento lanciando sul mercato anche una linea di detergenti e sanificanti. TOSCOLAPI, leader nei prodotti chimici di base e solventi di alta qualità, si è aperta a settori come enologia, stampa e coating e ha inserito una linea di solventi Bio ottenuti da biomasse. Prodotti a minor impatto ambientale che rappresentano una rivoluzione green”.

rienze di stage e tirocinio, finanziamo borse di studio. È importante costruire un futuro per chi viene dopo di noi. Anche questo è un valore della nostra famiglia. Non dobbiamo aver paura del cambiamento, dobbiamo solo saperlo prevedere per farci trovare pronti”.

Da sinistra, Francesco, Roberto e Tommaso Lapi


DAI PORTI AGLI ORTI

LIFE SUBSED, IL DRAGAGGIO CHE DÀ FRUTTI. DAL CNR NUOVA VITA PER I FANGHI Fruits from sludge Dredge to cultivate

Che fare dei 200 milioni di metri cubi di fanghi contaminati dragati in Europa? Il progetto Life Subsed per il recupero dei sedimenti di dragaggio nei porti ha cominciato a dare … i primi frutti: fragole, mirtilli, olive stanno nascendo dai sedimenti dragati, e trattati, nel porto di Livorno. Un risultato che arriva dal lavoro (grazie al co-finanziamento della Commissione UE) di Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri Iret-Cnr di Pisa, Crea, Carbonsinkgroup s.r.l., Università Miguel Hernandez di Elche (Alicante, Spagna), e azienda vivaistica spagnola Caliplant Agro S.L., con il coordinamento di Flora Toscana Soc. Agr. Coop (Pescia).

di CARLO VENTURINI

Olivi nati da fitotrattamento con i fanghi del porto di Livorno

Il progetto nasce dall’osservazione di due dati. Da una parte il fatto che lo sfruttamento della torba a fini agricoli – circa la metà di quella prodotta è indirizzata al mercato delle piante ornamentali – è in costante aumento, portando alla perdita del 70% delle aree torbiere in Europa negli ultimi 25 anni. Dall’altra, il fatto che la quantità di sedimenti contaminati dragati in Europa è pari a circa 200 milioni di metri cubi annui che

potrebbero essere utilizzati in agricoltura cambiando le normative e le linee guida europee in campo vivaistico e agricolo. “Nostro compito – spiega Grazia Masciandaro di IRET-CNR – è dimostrare che questi sedimenti trattati sono congeniali all’agricoltura dal punto di vista della fertilità e della produttività agronomica e che lo sono anche per la sicurezza alimentare. L’eventuale presenza di contaminanti nella pianta e nel frutto sarà verificata mentre saranno eseguite misurazioni per la caratterizzazione morfologica, biochimica e sensoriale dei frutti”. Il progetto “LIFE SUBSED” vuole dimostrare che dal dragaggio dei sedimenti dei corpi idrici portuali si possono ricavare substrati per la coltivazione nel settore del vivaismo e della frutticultura. In concreto, l’Iret si è concentrata sui fanghi del porto di Livorno dragati e poi trattati per un tempo pari a 18 mesi mediante l’utilizzo di sostanza organica e piante (fitotrattamento). Il sedimento fitotrattato ha caratteristiche simili ad un suolo ed è stato, pertanto, sperimentato dagli altri partecipanti al fine di produrre piante e frutti. Dal punto di vista agronomico, i risultati ottenuti in campo sono molto incoraggianti, con buone pro-


Tolleranza allo stress idrico delle viti e incremento della qualità delle uve sono tra i risultati attesi dal progetto Zeowine del Cnr

duzioni in tutti i substrati a base di sedimento utilizzato in miscela con substrati agronomici convenzionali. Finora non erano state individuate metodologie valide per un uso applicativo dei sedimenti dragati in agricoltura, e quello raggiunto dal progetto “Life Subsed” è dunque un primo importante traguardo. Ora il lavoro continuerà, con i ricercatori chiamati ad elaborare linee guida per l’utilizzo sicuro e sostenibile dei sedimenti come componenti dei substrati delle coltivazioni orticole. Tra i possibili recuperi di scarti da attività agricole ci sono anche quelli riguardanti la viticultura. La Toscana si distingue per un’iconografia paesaggistica che vede gli splendidi filari di vitigni troneggiare assieme a cipressi e ulivi. In pochi però sanno che anche quella attività produce scarti che possono essere riusati per un male che affligge diverse coltivazioni e la stessa viticoltura e cioè l’erosione del terreno. “LIFE ZEOWINE” è un progetto sempre dell’Iret-Cnr e finanziato dalla Comunità Europea, con lo scopo di migliorare la protezione e la gestione del suolo e il benessere della vite attraverso l’applicazione al suolo di un prodotto innovativo che è lo “Zeowine”. Questo prodotto deriva dal compostaggio di scarti della filiera vitivinicola (vinacce, tralci, scarti di potatura) e di zeolite un minerale già usato in alcune attività agricole. La sinergia degli effetti positivi sul suolo e sulla pianta si riscontra nel miglioramento delle caratteristiche delle uve e dei vini prodotti che conserveranno maggiormente gli aromi fruttati e vegetali, e incrementeranno il corredo polifenolico e di

antiossidanti. Al contempo, la produzione di Zeowine offrirà una soluzione al problema della gestione dei residui chiudendo il ciclo produttivo aziendale. I risultati attesi dell’applicazione di Zeowine ai terreni vitati sono relativi al miglioramento complessivo della qualità dei suoli in termini di contenuto

CON LIFE ZEOWINE SCARTI AGRICOLI PER LA VITICOLTURA primo piano eXL aprile 2021

What can we do about the 200 million cubic metres of contaminated sludge dredged in Europe? “Life Subsed” project for the recovery of dredging sediments in ports has literally begun to give its first fruits: strawberries, blueberries, olives are growing from properly treated dredged sediments in the port of Leghorn. A result obtained thanks to Iret-Cnr and funding from the EU Commission. The project was born from the observation of main data: on the one hand, peat exploitation for agricultural purposes – about half of the production is aimed at the ornamental plant market – is constantly increasing, leading to the loss of 70% of peatlands in Europe over the last 25 years. On the other hand, the total amount of contaminated dredged sediments in Europe (around 200 million cubic metres per year) could be used in agriculture by changing European nursery and agricultural regulations and guidelines.

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in sostanza organica, biodiversità, miglioramento delle condizioni idriche e strutturali, alla riduzione del contenuto in rame biodisponibile e dell’impatto totale delle emissioni di gas serra, ma anche allo stato di equilibrio fisiologico e alla tolleranza allo stress idrico delle viti, oltre che all’incremento della qualità delle uve.


LA SFIDA GLOBALE

CAMBIAMENTO CLIMATICO, ECCO IL CENTRO DI RICERCA CHE NE STUDIA GLI EFFETTI Climate change A new research Center

“Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili”. Queste le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, nell’ambito delle dichiarazioni programmatiche del Governo. Ancora più coinvolgenti sono i contenuti del discorso inaugurale alla Casa Bianca del presidente Joseph Biden, che ha addirittura chiamato in causa la national security a proposito dell’emergenza climatica. Nonostante la perdurante presenza di fenomeni di “negazionismo”, la comunità scientifica ha raggiunto da tempo la convinzione, fondata su solide basi di conoscenza, che il clima del nostro pianeta stia manifestando modificazioni significative di importanti parametri, a una velocità ben superiore a quanto registrato in passato. L’aumento delle temperature suscita particolare preoccupazione e si accompagna a un grandissimo numero di modificazioni di parametri fisici, chimici e biologici, molti dei quali, verosimilmente, ancora da decifrare. È la prima volta nella storia che l’UOMO modifica il CLIMA e che i modelli predittivi suscitano viva preoccupazione.

di GIACOMO LORENZINI

Per questo, nel 2018, presso l’Università di Pisa è stato costituito il Centro

Interdiparti-

mentale di Ricerca sugli Effetti del Cambiamento Climatico (CIRSEC), con

l’obiettivo di rappresentare un momento di sintesi e di interazioni tra le decine di gruppi di ricerca dell’ateneo attivi sui temi in oggetto. Costituiscono CIRSEC 100 docenti di 12 dipartimenti spaziando dalle discipline di natura biologica (medicina, agraria, veterinaria, biolo-

Global temperature change (1850-2019)

Rappresentazione grafica in forma di warming stripe delle variazioni di temperatura in Italia negli ultimi 120 anni (da sinistra a destra). Ogni riga corrisponde alla temperatura media di un anno e il colore varia dal blu (valori inferiori) al rosso scuro (medie più elevate). L’incremento finale è di 1,35°C (https://showyourstripes.info)

1860

1890

1920

1950

1980

2010


Stretti sono i rapporti tra desertificazione e cambiamento climatico: l’inaridimento del terreno porta alla scomparsa della vegetazione e questo, a sua volta, comporta un ulteriore contributo al riscaldamento, venendo a mancare l’apporto mitigatore delle piante (https://www.ecologicalblog.com/climate-change-desertification-everything-you-need-to-know)

primo piano eXL aprile 2021

Founded in 2018, the Interdepartmental Center for the Study of the Effects of Climate Change of the University of Pisa (CIRSEC) has the mission to promote, coordinate and carry out studies aiming at supporting the technology transfer and enhancement of research products, knowledge and skills acquired on those topics related to the effects of climate change on all biological forms and their living environments. Changes taking place are having direct and indirect effects on every continent and represent a real threat to the health of Earth. Entire chapters of our disciplines will have to be rewritten in the light of these new environmental realities that can foresee long-term phenomena and extreme events of high intensity and short duration.

pesca, approvvigionamento di cibo) ed ecologici (sistemi naturali, rischi per la biodiversità, desertificazione). Le modificazioni in atto stanno avendo effetti diretti e indiretti in ogni continente e rappresentano una concreta minaccia per la salute della Terra. Interi capitoli delle nostre discipline dovranno essere riscritti alla luce di tali nuove realtà ambientali che prevedono fenomeni a lungo termine, ma anche eventi estremi di alta intensità e breve durata.

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gia) a quelle ingegneristiche, matematiche, geologiche, economiche, sociali e giuridiche. Il “battesimo” di CIRSEC è avvenuto il 6 dicembre 2019, mentre nel 2022 ci sarà quello del Master telematico su Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico. Le condizioni climatiche influenzano gli esseri umani (in realtà tutti gli organismi viventi) attraverso infinite interazioni: dagli aspetti sociali (ad esempio migrazioni di popolazioni) a quelli psicologici (ad esempio aggressività), fisiologici (nutrizione, salute/benessere, dinamica dei vettori di malattie), economici (turismo, agricoltura,


ARCHITETTURE RESILIENTI AL PADIGLIONE ITALIA IN VETRINA ANCHE LE ESPERIENZE PISANE Resilient architectures Pisa at the Italian Pavilion

L’11 maggio aprirà i battenti la 17esima Biennale Internazionale di Architettura di Venezia. COMUNITÀ RESILIENTI è il tema scelto per il Padiglione Italia dal suo curatore, Alessandro Melis. Architetto e docente universitario, Melis lavora dai primi anni Duemila intorno ai concetti di resilienza e sostenibilità ambientale, come per il progetto elaborato con lo studio “Diner&Diner” per il Polo della memoria San Rossore 1938 dell’Università di Pisa.

di NICOLA MAGGI

Comunità resilienti è il tema che ha scelto per il Padiglione Italia. Perché?

“

Inserire didascali didascalia didascalia Un interno del Polo San Rossore 1938 (foto di Alessandro Gonnelli)

Vogliamo rimettere in gioco la città come strumento per il benessere della comunità. Parlare di resilienza significa operare senza compromettere la capacità dell’uomo e delle comunità di avere le necessarie risorse biologiche, sociali ed economiche per adattarsi. Oggi ci sentiamo ripetere che la città è il ‘problema’, in quanto primo fattore di generazione di emissioni di CO2. Questo è vero. Ma la città è anche la ‘soluzione’ perché il problema vero è il modo in cui noi la concepiamo. Parlando di comunità resilienti stiamo dicendo che a noi il ragionamento sulla città interessa nella misura in cui essa è uno strumento per risolvere i problemi della comunità e non il contrario”.

Nel Padiglione Italia, Pisa sarà rappresentata nei comitati scientifico e consultivo, ma anche in una specifica sezione, quella su Peccioli.

“

Sì, nel comitato scientifico transdisciplinare abbiamo chiamato dall’Università di Pisa Michela Passalacqua, prorettrice e ordinario di Diritto dell’Economia, lo scienziato Guido Tonelli e Daniela Ciccarelli, ricercatrice di Botanica, dalla Scuola Superiore Sant’Anna il climatologo e fisico Roberto Buizza. Tra i curatori di alcune sezioni ci saranno gli architetti pisani Margherita Baldocchi e Alice Maccanti, mentre nel Comitato con-


Tra le prove di comunità resiliente, il Polo della memoria San Rossore 1938 dell’Università di Pisa è un altro passo riuscito.

“

eXL aprile 2021

Alessandro Melis is the curator of the Italian Pavilion at the 17th Biennial of Architecture: the theme Resilient Communities is based on his studies carried out during the design of the new 1938 San Rossore Memory Pole of the University of Pisa: in this structure he gave shape to his strong commitment to a culture of sustainability deeply permeating society, in terms of both citizens and business education. The Pavilion will also host Peccioli Laboratory where the problem of sustainability will be directly addressed, thus demonstrating that creative and innovative solutions can be found out, if problems are strategically faced.

M

“

L’elemento che lo caratterizza è la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il più importante è l’aspetto ambientale. Le soluzioni adottate in questo edificio sono frutto di anni di ricerca di altissimo livello per capire come realizzare un sistema di riscaldamento basato su pozzi geotermici in un contesto geologico particolare come quello, che è sabbioso e in una zona sismica. Questo ha rappresentato un caso di studio fondamentale e replicabile. C’è poi l’aspetto strutturale, che si intreccia con il concetto di resilienza della comunità e gli aspetti sociali, centrali nel Padiglione Italia. L’unico modo per rendere le comunità veramente sostenibili è puntare

primo piano

Che cosa lo caratterizza?

Alessandr o

su strutture versatili, in grado di adattarsi a necessità future in scenari non previsti. Il Polo ex Guidotti è stato progettato pensando che oggi è un’Università, ma che tra 20 anni potrebbe essere qualsiasi altra cosa, ipotizzandolo come un artropode: ha un esoscheletro altamente performante dal punto di vista sismico e termico, ma che rende l’interno riconfigurabile in qualsiasi momento. In passato ciò non veniva fatto e per questa ragione abbiamo oggi città che non rispondono più ai nostri bisogni, ma che generano i problemi che ben conosciamo. Da qui la necessità di ripensarle”.

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Si potrebbe quasi dire che la mia idea delle comunità resilienti nasca proprio con questo Polo a cui ho iniziato a lavorare nel 2007 e da cui sono nate le mie prime pubblicazioni sul tema della resilienza, uscite nel 2013. Il Polo, di fatto, è il frutto di quella che in Inghilterra si chiama Practice-based Research. Un tema importante non ancora affrontato fino in fondo in Italia. In questo, il Polo della memoria ha rappresentato un vero Urban Living Lab”.

is el

Una visione prospettica dell’interno del Polo San Rossore 1938 (foto di Mauro Fiori)

sultivo avremo anche Stefano Renzoni, storico dell’arte e consulente della Fondazione Pisa e di Palazzo Blu, e Stefano Sodi, docente all’Istituto di Scienze Religiose. Per quanto riguarda Peccioli, rappresenta a tutti gli effetti una comunità resiliente. Quando nessuno voleva affrontare temi come la gestione dei rifiuti, qui si dimostrò che i problemi possono portare a soluzioni creative ed innovative. La discarica è diventata un laboratorio di ricerca che potrebbe, un giorno, portare anche al suo superamento, perché le risorse che genera sono reinvestite in innovazione tecnologica, in sostenibilità e in arte e architettura, tre settori cardine della resilienza delle comunità, in linea con l’AGENDA 2030”.


l’intervento di ...

Business Integrity: un altro modo di essere sostenibili Business Integrity Law and the UN Agenda

GAETANA MORGANTE

Ordinaria di diritto penale e Direttrice dell’Istituto Dirpolis, Scuola Superiore Sant’Anna ltre alla fondamentale declinazione “green”, esiste un’altra importante forma di manifestazione della sostenibilità che riguarda la Business Integrity, vale a dire la capacità del business di essere non soltanto conforme ai precetti dettati dalla legge ma anche in linea con standards di integrità che possono andare ben al di là del mero,

O

rigido dato legale. Si tratta, invero, di un tema espressamente menzionato dall’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni Solide) dell’Agenda ONU 2030, che, nell’ulteriore specificazione del punto 16.5 richiama la finalità di “Ridurre sensibilmente la corruzione e gli abusi di potere in tutte le loro forme”. Molto si è scritto e detto sui costi della corruzione anche in termini di vulnus alla democrazia e alla giustizia sociale. Un sistema corrotto è anche meno giusto, inclusivo e democratico contribuendo alla creazione di privilegi che violano le fondamentali regole di convivenza civile. L’infiltrazione della corruzione nel sistema economico, poi, produce effetti parimenti negativi con impatto diretto sul funzionamento

Much has been written and said about the costs of corruption, even in terms of risks for democracy and social justice. Infiltration of corruption into the economic system has also negative effects with a direct impact on market functioning and on the rules of competition. Studies conducted by the Criminal Justice Research Group of the Scuola Superiore Sant’Anna show that the geography of corruption in public and private sectors has an extremely branched dimension involving both the North and the South, small companies and larger enterprises, central government and local councils. Companies can play a key role in the fight against corruption through a commitment not just to respect the law: there are many significant examples in Italy. Business sustainability through the promotion of integrity does not, however, involve only larger companies. As part of the activities of the Third Mission of the Scuola Sant’Anna, the above-mentioned


Reputation

TRUST

Conscience RIGHT

Fairness

Honesty

Law

Justice

Diligence

CONNECTION

Accuracy

Democracy

Sincerity

Values

Goodness

Reliability

Policies

REGULATIONS

Control

Social responsibility Clarity

Best practice

Balance

Compliance

Business Integrity Transparency

Truth Commitment Equity

primo piano

PRINCIPLE

Respect

Criminal Justice Research Group keeps on working both with multinationals and with small and medium-sized enterprises in the territory collaborating in the construction of tailored compliance systems that can adapt to different business realities without burdening them with unnecessary superstructures but favoring synergy between business and integrity. More networking means more obstacles to the spread of malfeasance in the name of business sustainability.

21

Moral

practice è costituita dalle società che aderiscono al Business Integrity Forum di Transparency International Italia, che ormai da anni ospitiamo alla Scuola Superiore Sant’Anna per favorire lo scambio di esperienze e storie di successo e la condivisione dei valori culturali prim’ancora che etico-giuridici che costituiscono la forma più avanzata di contrasto al malaffare. La sostenibilità del business attraverso la promozione dell’Integrity non coinvolge, tuttavia, soltanto le grandi imprese. Vi sono, infatti, piccole e medie imprese del territorio toscano che hanno investito sulla formazione alla legalità con l’impegno a modificare gli stessi pro-

l’intervento di ...

del mercato e sulle regole della concorrenza. Studi condotti sul campo dal gruppo di ricerca di Giustizia penale della Scuola Superiore Sant’Anna dimostrano come la geografia della corruzione nel settore pubblico e privato abbia una dimensione estremamente ramificata coinvolgendo il Nord come il Sud, le piccole come le grandi imprese, l’amministrazione centrale come quelle locali. Le imprese possono svolgere un ruolo fondamentale nella lotta al malaffare attraverso l’impegno a non limitarsi soltanto al rispetto della legge. Esistono molti e significativi esempi sul territorio nazionale. Sul piano delle grandi imprese, un’assoluta best

cessi aziendali in nome del contenimento del rischio di illegalità e della coniugazione tra efficienza, redditività e integrità del business. Nel quadro delle attività di Terza Missione della Scuola Sant’Anna, il gruppo di Giustizia penale ha lavorato e lavora tanto con le grandi multinazionali quanto con le piccole e medie imprese del territorio collaborando alla costruzione di sistemi di taylored compliance che possano adattarsi alle diverse realtà imprenditoriali senza appesantirle di inutili sovrastrutture ma favorendo la sinergia tra il business e l’integrity. Si tratta, però, di un network che può funzionare se viene continuamente alimentato non solo da nuove iniziative di coloro che già ne fanno parte ma anche da nuovi ingressi. Più si farà rete più si creeranno ostacoli alla diffusione del malaffare nel nome della sostenibilità del business.


eco no mi a IL CALCIO VA IN GOAL COSÌ LO SPORT di Francesco Ceccarelli È ECOSOSTENIBILE Goals for sustainable football

I progetti europei dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna: lo sport unisce rispetto dell’ambiente ed economia circolare. A Pontedera il primo stadio al mondo con i seggiolini di plastica riciclata.

Un goal per contribuire al rispetto dell’ambiente, per favorire comportamenti ispirati all’ecosostenibilità e per sperimentare l’utilizzo di materiali innovativi, almeno per le tribune degli stadi. Il mondo del calcio è attivo su numerosi aspetti legati alla sfera sociale, come la sensibilizzazione sui temi legati alla lotta contro le discriminazioni e al miglioramento dell’accessibilità degli impianti, con l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questa sensibilità si estende adesso al vasto settore di interesse lega-

to alla sostenibilità ambientale. Il merito è, in larga parte, di una serie di progetti di ricerca europei coordinati o che vedono la partecipazione dell’area di ricerca SuM (Sustainability Management) dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna. Questa area di ricerca vanta una rilevante esperienza nello sviluppo, tanto come capofila quanto come partner, di progetti dedicati ai temi della sostenibilità ambientale e alla valutazione dell’impronta ambientale di numerose attività, unen-


do le conoscenze sulla gestione d’impresa e sui processi decisionali con i principi di sostenibilità, attraverso la ricerca scientifica in temi come la gestione efficiente delle risorse, il management ambientale, la responsabilità di impresa. Con l’eccezione del 2020 e del 2021, quando la pandemia da Covid-19 ha costretto grandi e piccoli club a giocare a porte chiuse, ogni partita di calcio si trasforma (anzi tornerà a trasformarsi, quando l’emergenza sanitaria sarà stata superata) in un evento che non si limiterà al solo aspetto sportivo. Aspetti come il ciclo di gestione dei rifiuti, la mobilità, l’illuminazione, la sensibilità ambientale degli stessi tifosi, il sistema di governance ambientale di club e associazioni sono tutti ambiti che continuano a offrire ampi margini di miglioramento. Per rispondere a queste nuove sfide, l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa si è fatto promotore del progetto europeo “Tackle” (acronimo di Teaming up for a conscious kick for the Legacy of Environment), co-finanziato dalla Commissione Europea con il programma “Life Environment”. Al progetto partecipano anche la Uefa e ulteriori 7 partner internazionali. L’obiettivo principale di questo progetto è dunque migliorare la gestio-

ne ambientale delle partite di calcio e la sensibilità ambientale dei principali “portatori di interessi” coinvolti in eventi di questo genere: dalle associazioni nazionali calcistiche, alle società, dai fornitori che operano negli stadi ai tifosi. Un ulteriore progetto europeo per migliorare l’impatto ambientale si chiama

PARTITE CON MIGLIORE GESTIONE AMBIENTALE GRAZIE A TACKLE

economia eXL aprile 2021

A goal to contribute to environment respect, to promote eco-friendlly behaviors and to experiment innovative materials, at least for a stadium stands. In order to face these new challenges, the Institute of Management of the Scuola Superiore Sant’Anna in Pisa promoted the European Project “Tackle” (Teaming-up for A Conscious Kick for the Legacy, of Environment), co-funded by the European Commission with Life Environment program. Uefa and 7 other international partners are also involved in the project.

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Marco Frey è ordinario di Economia e gestione delle imprese alla Scuola Sant’Anna e fra gli artefici dell’area di ricerca SuM

proprio “Goals” ed ha appena ricevuto il finanziamento della Commissione Europea, attraverso il programma Erasmus + Sport, sempre con il coordinamento dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna. “Goals” vuole migliorare la “governance ambientale” nelle organizzazioni calcistiche, rivolgendosi soprattutto alle squadre femminili e giovanili, per contribuire ad aumentare la consapevolezza verso i temi ecologici e per promuovere l’adozione di comportamenti più rispettosi dell’ambiente. Obiettivo di “Goals” è anche rafforzare la cooperazione tra istituzioni e organizzazioni attive nel campo dello sport e dell’attività fisica, per adottare e attuare azioni con risvolti positivi sull’ambiente. Per raggiungere questi obiettivi “Goals” sviluppa strumenti organizzativi per le tre Federazioni calcistiche nazionali


coinvolte (quelle di Romania, Portogallo, Kosovo) per rendere più efficiente la loro governance ambientale, grazie a numerose azioni come quelle che prevedono il coinvolgimento di almeno nove squadre di calcio amatoriali, tre per ciascuno dei paesi coinvolti. In aggiunta al calcolo di quella che viene definita “impronta ambientale” dei club coinvolti nel progetto, “Goals” prevede la realizzazione di uno strumento online intuitivo per supportare le organizzazioni calcistiche nel calcolo della loro “impronta” sull’ambiente, basato sulla metodologia comune europea (Raccomandazione 2013/179/UE). Nel mondo del calcio, la sostenibilità ambientale può andare a braccetto anche con l’economia circolare. In particolare, il progetto “Re-sit down and jump for goal!” punta a introdurre un elemento di forte valenza ambientale nel mondo del calcio: è previsto che i circa 3mila seggiolini dello stadio di Pontedera siano sostituiti da seggiolini realizzati riciclando il plasmix (imballaggi in plastiche miste raccolti in modo differenziato dai cittadini della Toscana). Si tratta dei primi seggiolini al mondo

realizzati con le plastiche miste delle raccolte differenziate toscane, selezionate da Revet e riciclate da Revet Recycling. Trattandosi di un progetto

LO STADIO DI PONTEDERA PRIMO AL MONDO CON SEGGIOLINI IN PLASTICA RICICLATA unico al momento l’azienda si è anche impegnata nella riduzione dei costi per unità, in modo da rendere il prodotto “seggiolino riciclato” competitivo non soltanto in termini ambientali ma anche economici.

A further European project to improve environmental impact is called “Goals”. The project “Re-sit down and jump for goal!” plans to replace the approximately three thousand seats of the Pontedera stadium with seats made of recycled plasmix. These are the first seats in the world made of mixed plastics from differentiated collections from all over Tuscany, selected by Revet and recycled by Revet Recycling.

24 economia eXL aprile 2021


eco no mi a L’ARCHA DELLA RICERCA DALLE BIOPLASTICHE AL CONCIARIO, TANTI PRODOTTI AMICI DELL’AMBIENTE di Eleonora Mancini Bio-plastic by Archa Ambiente e sostenibilità sono, si direbbe, le stelle guida della Laboratori ARCHA srl, l’azienda fondata nel cuore di Ospedaletto, il quartiere industriale di Pisa, nel 1989 e da allora guidata da Antonio Cecchi. Una realtà che già 32 anni fa anticipava la sensibilità rispetto ai temi ambientali nel campo della produzione industriale. chi – sono due indirizzi che le aziende perseguono con un costante e crescente interesse. Realizzare prodotti sempre più sostenibili è ormai un obiettivo An to n comune e alla base di qualunque filosofia aziendale”. Ogni anno ARCHA svolge circa 40 progetti di ricerca industriale in partenariato con oltre 200 imprese e enti di ricerca per rispondere alle sfide poste dalla conviven-

io Ce cchi

“Erano i primi anni delle leggi in materia ambientale – ricorda ANTONIO CECCHI –; offrivamo alle aziende la nostra consulenza per analisi su controllo acque, emissioni nell’atmosfera, riduzione dei rifiuti”. Nel giro di dieci anni ARCHA cresce e dal 1997 affianca ai laboratori anche un Centro di Ricerca che ottiene dal Ministero dell’Università e della Ricerca il riconoscimento in tema di attività di ricerca a sostegno della innovazione delle aziende. “Innovazione e produzione con minore impatto ambientale – spiega Cec-


Dentro i laboratori ad altissima tecnologia di Archa

26 economia eXL aprile 2021

za tra industria e ambiente. I campi sono vari, dal conciario alle bioplastiche. L’azienda pisana lavora da oltre 10 anni nel settore delle bioplastiche, sviluppando attraverso progetti finanziati dai programmi europei, nuovi prodotti per packaging sostenibili da impiegare nel settore alimentare, farmaceutico, agricolo. L’esperienza maturata in questo ambito in oltre 10 progetti di R&S internazionali ha permesso di ottenere tre certificazioni per le prove di compostabilità/biodegradabilità dei materiali plastici: ARCHA è riconosciuta da TÜV AUSTRIA per gli schemi Ok Biodegradable Soil, Ok Compost Industrial, Ok Compost Home e tra pochi mesi lo sarà anche per Ok Compost Water e Ok Compost Marine. “Siamo uno dei pochi laboratori al mondo ad avere così tante certificazione per analisi delle bioplastiche – racconta FABRIZIA TURCHI, vicepresidente e responsabile B&D di ARCHA –; questa competenza ci ha permesso di mettere a punto un protocollo di valutazione della biodegradabilità di pelli e cuoi, molto richiesta oggi dalle grandi firme della moda per avere una certezza di sostenibilità dei loro prodotti a fine vita”. A suggellare questo percorso di sostenibilità è arrivato il rilascio di due marchi: Green Label, per la biodegradabilità delle pelli in compost, e Blu Label, per la biodegradabilità in acqua, attraverso i quali le aziende conciarie potranno etichettare i loro articoli per dimostrarne la biodegradabilità ed il rispetto ambientale. È ormai consolidata la partnership di ARCHA con le aziende del settore conciario che a Santa Croce ha uno dei poli più

importanti a livello mondiale. “Il nostro scopo è sviluppare soluzioni utili e applicabili al settore: nuovi prodotti e processi in linea con Industria 4.0 e con la green economy. In quest’ottica abbiamo sviluppato hydroil, una linea di prodotti per la concia e la riconcia – spiega Antonio Cecchi – realizzata con le acque di recupero della lavorazione dell’olio d’oliva in una logica di economia circolare. E poi, sensori e interconnessioni per il controllo in tempo reale degli impatti in conceria, tecnologie evolute per la garanzia e la dimostrazione di un processo davvero sostenibile”.

ARCHA TRA I LEADER MONDIALI PER LE ANALISI DELLE BIOPLASTICHE Environmental sustainability is the mission of Laboratori ARCHA Srl, led by Antonio Cecchi: since its foundation in 1989 ARCHA focused on environmental issues in industrial production. Every year ARCHA carries out about 40 research projects in partnership with private companies and research institutions, in particular focusing on bioplastics, with a 10-year experience in the production of sustainable packaging. ARCHA has also a consolidated partnership with leather tanning industry: the aim is to develop new products and processes in keeping with Industry 4.0 and green economy.


in no va zio ne I NANO-POTERI DEL MARMO di Andrea Pantani FERTILIZZANTI DAGLI SCARTI DI CAVA The nano-powers of marble Che le polveri di roccia potessero essere usate come fertilizzante per le coltivazioni lo avevano già intuito gli antichi egizi 3000 anni fa. Il limo del Nilo è composto dall’humus prodotto dall’aggregazione delle polveri di roccia con le componenti organiche provenienti dalle foreste nell’Africa equatoriale. Al Laboratorio NEST della Scuola Normale Superiore (National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology), diretto dal professor FABIO BELTRAM, questa antica scoperta è stata aggiornata con le conoscenze scientifiche e tecnologiche della materia alla nanoscala, cioè delle dimensioni di un milionesimo di metro, e riadattata al contesto produttivo toscano.

Utilizzando materiali di scarto del territorio di Carrara e dell’industria conciaria della zona di Santa Croce è stato realizzato un prodotto che può diventare un nano-fertilizzante a elevate prestazioni in campo agricolo. La ricerca è nata nel 2018 nell’ambito di

un bando promulgato dalla Regione Toscana. Partner industriale è il consorzio CARRARA MARBLE WAY, che raggruppa le principali aziende estrattive del territorio apuano. Scopo di CMW è trovare sinergie efficaci per il riutilizzo delle enor-


nità di ricerca del Laboratorio PlantLab della Scuola Superiore Sant’Anna, da anni attivo negli studi sulla fisiologia vegetale e sulle basi molecolari dell’adattamento della pianta. È stato così possibile effettuare sperimentazioni in vivo, coinvolgendo quindi molteplici competenze, dalla scien-

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Foto dei campioni di piante al termine dello stress idrico (trattamento in condizioni di siccità): confronto tra il controllo e piante trattate con due formulazioni di Marmo K

Micrografie SEM (microscopio elettronico a scansione) delle nanoparticelle di limo utilizzate nel progetto

mi quantità di “scarti” prodotti dalle lavorazioni, circa 3 milioni di tonnellate annue di carbonato di calcio pressoché puro destinato alla discarica, di abbatterne l’impatto ambientale, alleggerire i costi di smaltimento delle imprese e introdurre nuovi prodotti di economia circolare. Al NEST si

Controllo

MarmoK-2

innovazione eXL

Micrografie SEM a diversi ingrandimenti di frammenti del prodotto Marmo K

MarmoK-1

aprile 2021

è deciso di puntare al re-impiego di questi materiali in diversi contesti produttivi e tra questi in agricoltura. Per questa applicazione in qualche modo inattesa è stata utile la presenza presso il NEST del centro nanoPlant, diretto dal professor PIERDOMENICO PERATA e della professoressa CHIARA PUCCIARIELLO che ha collaborato alla ricerca. Il NANOPLANT è un’u-

za dei materiali, alla fisiologia vegetale, alle nanotecnologie. Ma il progetto “nanoMarmo di Carrara” è più vasto e ambizioso e prevede l’arricchimento dei nanomateriali con sostanze provenienti dalla filiera dell’industria conciaria, con la prospettiva di risolvere alcune criticità nello smaltimento anche di questa filiera.


“È noto che per mezzo della nano-formulazione è possibile incrementare le prestazioni dei materiali fertilizzanti tipicamente utilizzati in agricoltura, sfruttando la maggior reattività del nanomateriale e grazie al miglior assorbimento da parte della pianta – spiega ANDREA GUERRINI, ricercatore della Scuola Normale presso il Laboratorio NEST –. Le nanoparticelle sono de facto un nanofertilizzante a base di calcio. Abbiamo integrato questo materiale con altri macro e micro nutrienti e individuato un composto che può diventare un fertilizzante dalle grosse potenzialità, in grado di aumentare la produzione di biomassa delle piante”. Il nuovo concime è stato battezzato provvisoriamente Marmo K, un materiale espanso principalmente costituito da limo, ossia da nanoparticelle, scarti della filiera conciaria (ma che possono anche provenire dall’industria alimentare in generale) e da ulteriori additivi funzionalizzanti. Simile ad argilla espansa, è in grado di avere prestazioni paragonabili a un biostimolante commerciale, per la capacità di incrementare la produzione di biomassa delle piante e per la potenzialità di ridurne la sensibilità allo stress idrico. “Abbiamo visto che il Marmo K – spiega Guerrini – è capace di sostenere la crescita delle piante da solo e in abbinamento a concimi commerciali, con un effetto potenziante. Non solo, abbiamo osservato che le piante di Arabidopsis thaliana, utilizzate per gli

innovazione eXL aprile 2021

esperimenti preliminari, resistono meglio allo stress dovuto alla mancanza di acqua rispetto alle piante di controllo. Un risultato molto promettente, anche dal punto di vista del risparmio della risorsa idrica. L’innovazione, la possibilità di industrializzare la produzione e le buone performance ci hanno convinto ad attivarci per una richiesta di brevetto”. Dal NEST sottolineano che questo è solo un capitolo di una storia ben più articolata: sono infatti studiate ulteriori funzionalizzazioni delle particelle, in vista della valorizzazione del carbonato di calcio nanostrutturato in altri ambiti industriali. Al momento non viene rivelato altro, ma novità importanti sono in arrivo.

At NEST (National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology) Laboratory of Scuola Normale Superiore in Pisa, waste materials from stone-working and the leather tanning industry have been used to create a product that can become a high-performance nano-fertilizer in agriculture. Andrea Guerrini, one of the researchers of the Scuola Normale Superiore explains: “It is well known that through nano-formulation it is possible to increase the performance of fertilizing materials used in agriculture, taking advantage of greater reactivity of the nanomaterial and better absorption by the plant. Marble nanoparticles are de facto a calcium-based nano fertilizer. We have integrated this material with other macro- and micro-nutrients, thus identifying a compound that could become a fertilizer with great potential, and could also increase biomass production of plants”. Carrara Marble Way consortium is the industrial partner of this research, in which also the nanoPlant center of the Scuola Superiore Sant’Anna is involved.

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CON NEST E PLANTLAB NUOVE FRONTIERE PER L’AGRICOLTURA


in no va zio ne

CILIEGI E MIRTI “DI CARTA”

UNA RISORSA GREEN di Carlo Venturini DAI FANGHI DI CARTIERA Paper… cherry trees and myrtles

Non si tratta di origami bensì di dare un futuro green ai fanghi di cartiera. Cinquantadue nuovi alberi (26 ciliegi da fiore e 26 lagerstroemia-mirto indiano) sono stati aggiunti alla vegetazione dell’Area della Ricerca del Cnr di Pisa. Le piante provengono dal progetto “Career: dalla carta alla pianta” che ha sperimentato l’uso di fanghi cartari per il recupero del verde urbano. “Il progetto ha avuto come scopo quello di sperimentare l’utilizzo di fanghi provenienti dalla produzione di carta riciclata dell’azienda Lucart – spiega FRANCESCA BRETZEL dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri del Cnr di Pisa – e miscelati ad ammendante compostato verde, il compost, e a materiale vulcanico, come substrato per l’allevamento di piante in vivaio”. Nel progetto Career, il pellet di fango è stato miscelato con altre componenti nella misura: 62% compost, 20% pellet di fango deink, 13% pomice, 5% zeoliti, formando un terriccio che è risultato idoneo per la cre-

scita di alberi in contenitore, in vivaio. Il terriccio sperimentale ha dato ottimi risultati e sono state messe in evidenza alcune caratteristiche molto promettenti del fango pellettizzato. Infatti, il processo di pellettizzazione riesce a dare una forma e una consistenza che viene mantenuta nel tempo, così che il volume del substrato non cambi nelle stagioni. Il fango in questione è già ammesso per utilizzo in ripristini ambientali e i risultati del progetto hanno evidenziato il successo dello sviluppo delle piante nel terriccio sperimentale e l’assenza di fenomeni di fitotossicità da parte del fango. Il progetto, coordinato da Ise (ora


Iret) - Cnr e cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ha visto come partner il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni dell’Università di Pisa, e le aziende VIVAIO MARINO FAVILLA, BDP azienda di pellettizzazione di Bientina, EUROPOMICE e LUCART. Gli alberi piantati nell’area a verde del Cnr pisano sono 26 ciliegi da fiore (Prunus serrulata Kanzan) e 26 di mirto indiano (Lagerstroemia indica), due specie largamente impiegate come ornamentali grazie alle bellissime e colorate fioriture: il ciliegio in primavera, e il mirto in estate. Da questo lavoro è scaturita una pubblicazione sulla prestigiosa rivista Journal of Cleaner Production di Elsevier. Il progetto Career segue un altro progetto e cioè “Carpet: riutilizzo di fanghi di cartiera nella realizzazione di substrati per tetti verdi”. In questo caso, il fango di cartiera pellettizzato e miscelato ad altri componenti (compost e lapillo) è stato impiegato per una sperimentazione su tetti verdi estensivi, con specie erbacee spontanee insieme a sedum, un genere di piante crassulacee, impiegato in tetti verdi. Attualmente è in corso il progetto “Carpellet: produzione di un substrato per florovivaistica a partire da scarti di industria cartaria” sempre in partnership con Lucart, in cui si sta mettendo a punto un substrato commerciale con il fango di cartiera, valutando anche l’iter da rifiuto a

sottoprodotto. Le prove preliminari in corso su piantine ornamentali (primula, garofano e viola) hanno evidenziato la fattibilità e la quantità adatta da miscelare; inoltre, nella prospettiva di utilizzo di questo tipo di fan-

PIANTATI NELL’AREA DELLA RICERCA DEL CNR 52 ALBERI “SPERIMENTALI” go, è in valutazione l’impiego dello stesso come pacciamante per ridurre la presenza di infestanti in vivaio.

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It’s not origami: it’s more like trying to give a green future to paper sludge. Fifty-two new trees (twenty-six cherry trees and twenty-six Indian myrtles) have been added to vegetation in the Cnr Research Area in Pisa. The plants come from the project “Career: from paper to plant” which experimented the use of paper sludge for urban greenery recovery. Francesca Bretzel of the Research Institute on Terrestrial Ecosystems of the Cnr explains: “The aim of the project was to experiment the use of sludge from deink process in the production of recycled paper by Lucart, mixed with green compost and volcanic material, as a substrate for plants breeding in nursery”. Sludge pellets were mixed with other components (62% compost, 20% deink sludge pellets, 13% pumice, 5% zeolites), thus forming a soil suitable for the growth of potted trees.

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Piantine in serra con sostrato sperimentale sottoposte a rilievi annuali


in no va zio ne

PARSIFAL, L’AEREO DEL FUTURO di Nicola Maggi

I PROGETTI FIRMATI UNIPI PER UN NEW GREEN DEAL Parsifal, the future of planes

Sono sempre di più i progetti europei di ricerca vinti dall’Università di Pisa e cresce anche il numero di quelli legati ai temi della sostenibilità, con i quali l’Ateneo contribuisce “in modo sostanziale a disegnare quel futuro di prosperità che dobbiamo a noi stessi e alle generazioni a venire”, come spiega LISANDRO BENEDETTI-CECCHI, Prorettore per la ricerca in ambito europeo e internazionale. Nel 2020 l’Università di Pisa ha vinto 43 nuovi progetti di ricerca per un finanziamento complessivo di 13,4 milioni di euro; il tutto con un’attenzione particolare per i progetti legati al tema della sostenibilità che hanno rappresentato circa il 40% di quelli vinti tra il 2017 e il 2019. “Il New Green Deal della UE pone il tema della salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi naturali, dal cui funzionamento dipende la vita sul pianeta, come primo punto per perseguire gli obiettivi di

salute e benessere dell’umanità – spiega Lisandro Benedetti-Cecchi –. Questo apre nuove prospettive in svariate aree economiche e la ricerca può contribuire in modo sostanziale a disegnare il futuro di prosperità che dobbiamo a noi stessi e alle generazioni a venire”. A dimostrarlo progetti come il PARSIFAL per la creazione di un nuovo prototipo di aereo passeggeri di classe C – quella a cui appartengono gli Airbus 320 e i Boeing 737 – in grado di garantire una ridu-


innovazione eXL aprile 2021

il 2021, è poi il BIOMOTIVE. I ricercatori stanno creando plastiche a base biologica per la produzione di parti interne per autoveicoli. L’obiettivo? Sostituire le controparti a base fossile e non biodegradabili che oggi rappresentano il 20% dei pezzi di ogni veicolo. È a metà del suo cammino, invece, il progetto SIMTAP che punta alla sostituzione, almeno parziale, dei tradizionali mangimi per pesci utilizzati oggi negli allevamenti, con

Sustainability-related projects account for 40% of the projects assigned to University of Pisa between 2017 and 2019. Among them PARSIFAL for the design of a new C-class passenger aircraft prototype which could guarantee a reduction in fuel consumption, environmental impact and direct operating costs. To be concluded by the end of 2021 is BIOMOTIVE for the creation of bio-based plastics for the production of internal parts for motor vehicles, with the aim of replacing fossil-based and non-biodegradable parts representing today 20% of each vehicle component. Half-way is SIMTAP, a project focused on the replacement of traditional farm fish food, with alternative ingredients like algae or polychete worms, thus reducing overfishing environmental impact, provoked by massive use of farm-produced fish food.

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PrandtlPlane - Progetto PARSIFAL

ingredienti alternativi come alghe, vermi policheti, specie filtratrici o detritivore. Questo per ridurre l’impatto ambientale dell’attuale sovrasfruttamento delle risorse ittiche mondiali, causato proprio dall’utilizzo di alimenti per pesci prodotti in stabilimento. Infine, il progetto FutureMARES, che ha lo scopo di individuare strategie innovative per salvaguardare la biodiversità degli ecosistemi marini e la loro capacità di fornire beni e servizi in scenari climatici futuri.

Esperimento con la pianta alofita coltivata in acqua di mare

LE EMISSIONI DI CO2 DEL VELIVOLO RIDOTTE DEL 17%

zione del consumo di carburante, dell’impatto ambientale e dei costi operativi diretti di questa tipologia di velivoli. Finanziato nell’ambito del Programma Horizon 2020 e coordinato dall’Università di Pisa, il progetto si è concluso fornendo risposte sulla fattibilità tecnica di un PrandtlPlane da 308 posti, così chiamato in onore del fisico Ludwig Prandtl che nel 1924 ne teorizzò i vantaggi aerodinamici. Tra le novità dello studio: una cabina passeggeri a doppio corridoio che consente di incrementare il numero sia di posti che dei bagagli a mano, e un vano cargo capace di imbarcare un maggior numero di containers, essendo più lungo e non interrotto dall’attraversamento dell’ala in fusoliera. Il tutto con una forte riduzione degli impatti ambientali, economici e logistici: questo modello di velivolo permette una riduzione del 20% del consumo di carburante e delle emissioni di CO2 e del 17% del potenziale di riscaldamento globale in 20 anni. In fase di conclusione, entro

Fotobioreattori per la coltura di microalghe


IL SENSO DI UNIPI PER LA SOSTENIBILITÀ Il cambiamento climatico è reale e non è più il tempo di distogliere lo sguardo da quello che deve essere il nostro obiettivo comune: uno sviluppo sostenibile di cui si parla da 34 anni, ma che ancora non siamo riusciti a realizzare, lasciando che la distanza tra i discorsi e i fatti rimanesse troppo ampia. Ma non qui a Pisa e il Polo della memoria San Rossore 1938 ne è la più concreta dimostrazione. Averlo costruito, recuperando e riconsegnando alla città una delle sue zone più degradate, per l’Università di Pisa ha significato dare forma a un’idea precisa di futuro; a un impegno che la vede da anni in prima linea per l’affermazione di una solida cultura della sostenibilità che arrivi a permeare profondamente la società, a livello di educazione sia del singolo cittadino che delle imprese. Quella cultura che oggi si concretizza, tra le altre cose, in un’azione costante di sensibilizzazione dei ricercatori all’approccio alla Responsible Research and Innovation (RRI) o nelle attività di ricerca di frontiera sui temi del management responsabile e dello sviluppo, portate avanti dal nostro Responsible Management Research Center - REMARC. Per non parlare del lavoro svolto dai nostri centri interdipartimentali che si occupano di cambiamento climatico, energia e nutraceutica. Proprio in questi giorni, peraltro, abbiamo avviato il corso L’Agenda 2030 e gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile aperto ai nostri iscritti, che, con taglio multidisciplinare, vuole introdurre studentesse e studenti al concetto di Sviluppo Sostenibile come articolato nei 17 OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030. Attiveremo nel prossimo anno accademico un nuovo master per i laureati, su sviluppo sostenibile e cambiamento climatico. Intendiamo così rafforzare ulteriormente un’offerta formativa che già da tempo propone un’ampia gamma di insegnamenti e corsi per educare i nostri giovani su questi aspetti, fornendo loro le conoscenze e gli strumenti più adatti ad affrontare le sfide del futuro. Paolo Maria Mancarella, Rettore Università di Pisa The sense of the University of Pisa for sustainability

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The recovery of Polo della Memoria San Rossore 1938 shows the commitment of the University of Pisa to sustainability, also witnessed by researches by the Responsible Management Research Center (REMARC) and other interdepartmental centers, based on a Responsible Research and Innovation approach; not to mention the multidisciplinary Course on “2030 Agenda and the Objectives for Sustainable Development”, and a forthcoming Master Degree on such issues, open to all graduates.

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INDUSTRIA E PROFESSIONI UN CORSO DI LAUREA AD HOC PER IL DISTRETTO CARTARIO

di Maria Moroni

Paper: an ad hoc Degree

È il primo corso di laurea d’ingegneria rivolto al settore cartario e cartotecnico promosso dal Dipartimento di Ingegneria Civile ed Industriale dell’Università di Pisa, con la collaborazione di Assocarta e Aticelca, Confindustria Toscana Nord. “La laurea magistrale in “Tecnologia e produzione della carta e del cartone” è unica in Italia e sarà al servizio non solo del distretto cartario lucchese, il più importante d’Europa, ma di tutte le aziende del Paese. “La laurea ha aspirazioni internazionali e collaborazioni con diverse Università in tutta Europa per potenziali corsi di laurea congiunti” afferma Lorenzo Poli Presidente di Assocarta. Sono molte le aziende del territorio, locali ma anche multinazionali, che collaborano alla laurea: Sofidel, Lucart, DsSmith, Toscotec, Fosber, Oradoc, Cartografica Galeotti, Mondialcarta, ACelli, Pcmc, Lucense, Ecoverde, EcolStudio, Cartiere Modesto Cardella. Il Punto di forza del master si può individuare nella compresenza di docenti universitari con docenti provenienti direttamente dal mondo aziendale. Una formula vincente che è stata ripresa dal corso di laurea che vede come insegnanti molti dirigenti delle imprese del settore. “Con questo corso di laurea si crea una figura professionale altamente specializzata – dice MARCO FROSOLINI, professore dell’Università di Pisa e presidente del corso – dotata di una formazione interdisciplinare sui processi, sugli impianti e sui prodotti caratteristici dell’industria cartaria. Grande attenzione è rivolta allo studio e

alla ricerca sui processi, sui materiali e sulle tecnologie abilitanti per i nuovi modelli di industria 4.0 e di economia circolare, cui anche l’industria cartaria sta indirizzando la propria attenzione. È importante ricordare, infine, che il corso nasce con vocazione decisamente internazionale: corsi in lingua inglese, contatti con Università e istituzioni europee, nell’ottica di arrivare, in un futuro non troppo lontano, ad un corso congiunto con importanti atenei europei”. Fra gli obiettivi di più largo respiro della laurea c’è senza dubbio l’istituzione di un polo di ricerca specializzato e dedicato a disposizione del distretto cartario. “Ciò consentirà alle imprese – continua Frosolini – senza costi addizionali, di studiare tematiche innovative come l’industria 4.0 e le tecnologie per la digitalizzazione, i nanomateriali, i biopolimeri o gli inchiostri conduttivi. Tutto questo per attuare concretamente il trasferimento tecnologico di cui necessita il comparto”. The Master Degree on “Technology and Production of Paper and Cardboard” is an unique in Italy and will serve both Lucca paper district, perhaps the most important in Europe, and also all Italian companies. It is the first course specifically focusing on paper and is promoted by the Department of Civil and Industrial Engineering of the University of Pisa, with the collaboration of Assocarta and Aticelca, Confindustria Toscana Nord. One of the main objectives of the Degree is, undoubtedly, the creation of a specialized research center which could be of the outmost importance for the paper district.

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infra strut ture MOBILITÀ SOSTENIBILE di Luca Fracassi

TRAMVIA E MEZZI ECOLOGICI, COSÌ PISA SI CONNETTE CON L’AMBIENTE Pisa: green mobility

Disegnare un modo nuovo di spostarsi e vivere la città ripensando la mobilità urbana ed extraurbana. È questa la funzione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato dalla Giunta del Comune di Pisa alla fine del 2020: un documento programmatico, di ampio respiro, che in un’ottica decennale prevede una serie di interventi che mirano a rendere la città meno inquinata, più accessibile e più interconnessa.

“Il PUMS – spiega Michele Conti, sindaco di Pisa – è uno strumento importantissimo di cui la nostra amministrazione si è voluta dotare, pur non essendo obbligatorio perché previsto solo per le città con

più di 100 mila abitanti. Si tratta di uno studio che tiene conto della complessità di una città che ha quotidianamente un grande afflusso di traffico in entrata, un documento che collega e mette in


ni di bike sharing e, nel dettaglio, le linee ferroviarie e le singole linee dei bus pubblici per raggiungere i punti chiave della città: la zona monumentale, l’ospedale di Cisanello, le fabbriche, le scuole e le università. Chiari gli obiettivi del PUMS, che nasce insieme al nuovo Piano Strutturale Intercomunale Pisa-Cascina, attualmente già approvato dal Consiglio Comunale: “Accanto a un quadro conoscitivo dettagliato – spiega l’assessore all’Urbanistica e alla mobilità Massimo Dringoli – abbiamo stilato gli obiettivi che si prefigge il PUMS

CON IL PIANO PUMS LA CITTÀ MEDIEVALE GUARDA ALL’EUROPA I Lungarni dal Ponte di Mezzo (foto Comune di Pisa)

relazione organica le nostre politiche di governo del territorio, urbanistica e mobilità”. “Penso al Piano Strutturale che andrà in approvazione – prosegue il sindaco –, alla tramvia Stazione-Cisanello in attesa di essere valutata dal Ministero delle Infrastrutture, agli investimenti sulla micro-mobilità con il potenziamento del servizio di bike-sharing e l’introduzione dei monopattini, alle risorse impegnate per i ponti ciclopedonali e per l’ampliamento della rete delle ciclabili”. Il lavoro svolto dall’amministrazione comunale è iniziato da un quadro conoscitivo dettagliato di tutti gli aspetti che riguardano la viabilità e gli spostamenti di chi vive, lavora, studia o frequenta la città di Pisa. Sono state analizzate, tenendo conto delle stagioni dell’anno e delle fasce orarie giornaliere, strade e accessi alla città, piste ciclabili e stazio-

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per migliorare il sistema della mobilità sostenibile cittadina. Obiettivi di lungo temine, che riguardano innanzitutto la realizzazione della tramvia Stazione-Cisanello, l’implementazione delle piste ciclabili, l’incremento di utilizzo del TPL sull’area vasta, l’aumento di parcheggi scambiatori, la realizzazione di nuovi ponti e passarelle ciclopedonali, la diffusione di un’app e di premialità per i cittadini che utilizzano mezzi di mobilità sostenibile. Obiettivi che pensiamo di raggiungere gradualmente nell’arco di 10 anni, di qui al 2030”. Dopo essere stato approvato dalla Giunta

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Anche a Pisa nel 2020 l’uso dei monopattini come mezzo di mobilità sostenibile ha toccato importanti picchi

Comunale il PUMS attende l’approvazione del Consiglio Comunale per diventare operativo e consentire l’avvio delle azioni previste per raggiungere i macro-obiettivi analiticamente descritti nel documento. Un lavoro che dovrà portare Pisa verso l’aumento del 20% dei passeggeri che utilizzano il trasporto pubblico locale, la riduzione del 30% degli spostamenti in auto, l’aumento del 30% dell’utilizzo dei mezzi ecologici, elettrici e delle biciclette. Una città più pulita e più europea grazie a una mobilità sostenibile che inciderà positivamente sulla qualità della vita dei residenti, degli studenti, dei lavoratori e dei turisti.

The main goal of the Urban Plan for Sustainable Mobility approved by the Municipality of Pisa at the end of 2020 is to design a new way to move through and experience the city by rethinking urban and extra-urban mobility. A document which, in a ten-year perspective, includes a series of interventions aiming to a less polluted, more accessible and more interconnected city area, through the study of all aspects concerning traffic and travel of those who live, work, study or simply come to the city of Pisa. The Plan has now become operational: a work that will lead Pisa towards a 20% increase in passengers using local public transport, a 30% reduction in traffic, a 30% increase in the use of bicycles, ecological and electric vehicles.


infra strut ture COSTRUIRE DOPO LA CRISI DALLA FONDAZIONE ISI SOSTEGNO E STRATEGIE PER LE IMPRESE

di Alberto Susini

Building after the crisis

Grazie all’elevata capacità di attivazione di altri settori, l’edilizia è da sempre uno dei pilastri dell’economia nazionale. Questo è ancor più vero in un momento di forte crisi per il nostro Paese che nel bel mezzo di un lungo periodo di stagnazione è stato investito dalla pandemia. Una situazione che, non diversamente da quanto è avvenuto in altre parti d’Italia, ha frenato le ruote a spezzoni di rilievo del tessuto economico toscano: turismo, ristorazione, commercio tradizionale, servizi alla persona ma anche la moda. Consapevole della capacità di traino del comparto, l’edilizia è stata messa al centro delle strategie di reazione alla crisi da attivare attraver-

so il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che prevede sia interventi dedicati all’efficienza energetica e alla riqualificazione degli edifici pubblici, che all’edilizia privata in particolare con il superbonus 110%, già operativo ed in vigore fino a giugno 2022, per interventi di efficienza energetica (ecobonus) e misure antisismiche (sismabonus). “La posta in gioco – afferma il commissario straordinario della Camera di Commercio di Pisa, VALTER TAMBURINI – non è da poco per le oltre 53mila imprese toscane attive nel settore. Si tratta per lo più di imprese di piccolissima dimensione che danno lavoro a circa 125mila persone tra dipendenti, soci


Il nuovo centro direzionale della Forti Holding Spa a Montacchiello è un modello di edilizia sostenibile

40 infrastrutture eXL aprile 2021

e titolari e che sono interconnesse con altre filiere come quelle dei macchinari, dei produttori di materiali, carpenteria, impiantistica ma anche di servizi di progettazione, una realtà insomma innovativa e in continua evoluzione. Chi lavora in queste aziende deve infatti applicare prodotti e soluzioni sempre nuove che lo obbligano a continui aggiornamenti per ottemperare alle normative, base degli interventi di sostegno pubblico. Una formazione che il sistema delle camere di commercio della Toscana, in ragione di

specifiche competenze, ha affidato alla Fondazione ISI: un’istituzione con sede a Pisa e che da anni, in collaborazione con il sistema universitario e imprenditoriale regionale, svolge un prezioso servizio di sostegno specialistico e personalizzato alle PMI sul fronte dell’innovazione e dell’economia circolare”. Nel 2020, mentre la pandemia imperversava e si delineavano i primi interventi di incentivazione in edilizia, il sistema delle camere di commercio toscane ha colto l’occasione dello stop di buona parte delle


attività economiche per attivare una serie di percorsi formativi, on line, per imprese e professionisti delle costruzioni, finalizzati ad accrescere le competenze sui temi dell’economia circolare e della sostenibilità. “Considerando la strategicità del percorso e la volontà di renderlo immediatamente applicabile – afferma il direttore della Fondazione ISI, CRISTINA MARTELLI – i diversi seminari sono stati progettati e realizzati in stretta collaborazione con le eccellenze del sistema formativo nazionale come la Scuola Sant’Anna di Pisa, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del CNR e in stretto accordo con le principali associazioni imprenditoriali e realtà regionali aziendali di primo piano. L’ottimo riscontro in termini di partecipazione ai diversi seminari – conclude Martelli – quantificabile in diverse centinaia di persone, ha addirittura richiesto l’attivazione di un help desk per fornire in modo rapido ed esaustivo le risposte ai quesiti arrivati durante le dirette”. Per fornire una prima panoramica dei benefici offerti dal modello circolare alle imprese della filiera edile, il primo percorso ha offerto un quadro generale sui temi dell’edilizia sostenibile, delle pratiche circolari nel settore delle costruzioni e presentare una serie di casi concreti. Si è anche approfondita la questione degli strumenti a supporto della misurazione delle performance e della loro comunicazione agli stakeholder, come i Sistemi di Gestione Ambientale e le Certificazioni Ambientali. Dopo questa prima fase, l’attività della Fondazione ISI ha preso un taglio pratico-operativo concentrandosi sulle misure di sostegno introdotte per incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano. Anche in questa occasione, i seminari hanno fornito a tecnici e imprenditori informazioni pratiche sulle caratteristiche dei progetti agevolabili, sui requisiti e sugli aspetti legati alla sostenibilità ambientale da considerare nella realizzazione degli interventi. L’ultimo ciclo di webinar è sceso ancor più nello specifico rispetto ai precedenti mettendo in evidenza le migliori soluzioni in grado di garantire la riduzione dei consumi energetici degli edifici. Di particolare interesse, a fine percorso, la visita virtuale ad Abitare Mediterraneo: un’esposizione per-

manente realizzata dall’organismo di ricerca Lucense che comprende quasi 80 campioni in scala reale di sistemi per l’edilizia sostenibile in ambito mediterraneo. “Anche nella filiera edile – conclude Tamburini – il modello circolare può giocare un ruolo decisivo non solo nel ridurre l’impatto sull’ambiente ma anche nel migliorare

UN MINOR IMPATTO AMBIENTALE MIGLIORA LE PERFORMANCE le performance aziendali, con applicazioni differenziate lungo l’intero ciclo di vita degli edifici: dalla progettazione delle nuove costruzioni, all’impiego di materiali innovativi, dal riutilizzo dei rifiuti fino alla riqualificazione degli edifici a fine vita”.

41 infrastrutture

Building, considering its impact on economy, is central in strategies to face crisis, both through interventions on energy efficiency or circularity supported by the funds of the National Recovery and Resilience Plan. The stakes are high according to the special commissioner of the Chamber of Commerce of Pisa, Valter Tamburini: more than 53,000 small and medium companies and 125,000 active workers are involved in the sector in Tuscany. The Chambers of Commerce of Tuscany, during the worst days of the pandemic, activated a series of online training courses for companies and professionals aimed at increasing skills on issues like circular economy and sustainability.


infra strut ture UN “TUBONE” DA PRIMATO

di Chiara Lazzaroni

CON I SUOI 24 CHILOMETRI, SOSTITUIRÀ ALMENO 12 IMPIANTI DI DEPURAZIONE DELLE ACQUE A record-breaking pipe Una gestione efficiente dell’acqua, risorsa naturale e primaria, è certamente una delle principali sfide globali. L’acqua è anche un risorsa fondamentale per la sicurezza alimentare, la produzione di energia e non solo. Acque SpA è l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nel territorio del Basso Valdarno e che da sempre mette in campo azioni, interventi e campagne di sensibilizzazione per potenziare e migliorare la gestione di questa preziosa risorsa. Costanti e cospicui sono gli investimenti e i lavori infrastrutturali realizzati nel territorio. Tra questi un posto speciale è quello rappresentato dal cosiddetto “ACCORDO DEL CUOIO” che ha nella costruzione del “Tubone” la sua “punta di diamante”. Il distretto produttivo del Cuoio è tra i più importanti della Toscana e del mondo, e l’utilizzo dell’acqua rappresenta una fondamentale risorsa ma anche una criticità. L’accordo consentirà

di utilizzare le acque depurate evitando di mungerle dalla falda. Esso ha difatti l’obiettivo di tutelare le risorse idriche del Valdarno e del Padule di Fucecchio e prevede un impegno complessivo da 195 milioni di euro per potenziare i depuratori Aquarno e Cuoiodepur e che coinvolgerà circa 300mila cittadini toscani. Si tratta di un insieme di opere tra le quali ricadono ad esempio gli interventi sugli schemi fognari dei comuni di


Fucecchio, Santa Maria a Monte, Pontedera, Ponsacco e Calcinaia e che avrà ricadute molto positive sulla tutela ambientale e sul servizio offerto ai cittadini. Il Tubone avrà una lunghezza totale di 24 chilometri e “aggirerà” il Padule partendo da nord, costeggiandolo lungo il lato est, e arrivando a sud al depuratore di Aquarno. Il progetto è stato diviso in 4 lotti funzionali partendo da Santa Croce sull’Arno e terminando a Pieve a Nievole. I depuratori attualmente in funzione lungo il tracciato (Uggia a Monsummano, Baccane a Larciano, Stabbia a Cerreto Guidi) saranno trasformati in tre stazioni di sollevamento fognarie, che spingeranno i reflui verso l’impianto di Santa Croce. L’Accordo del Cuoio permetterà di razionalizzare ed efficientare lo schema depurativo della Valdinievole, della Valdera e del Valdarno Inferiore, garantendo un ulteriore miglioramento in termini di standard del servizio e consentendo anche il conferimento di acque al momento ancora non trattate: in altre parole, aumenterà la sostenibilità ambientale del servizio idrico integrato e, di conseguenza, la qualità della vita dei cittadini. Più generale, il nuovo schema depurativo consentirà la depurazione ottimale presso il polo conciario dei reflui urbani, il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla direttiva europea in materia di depurazione, e la dismissione di almeno 12 impianti di depurazione obsoleti o superati, con una significativa riduzione di costi energetici e gestionali. “Si tratta dei lavori per una delle opere più im-

portanti che verranno realizzate in Toscana in questi decenni – commenta il presidente di Acque SpA Giuseppe Sardu –. Importante da tanti punti di vista, per l’ambiente perché consente di trattare al meglio una delle zone

SARÀ UNA DELLE OPERE PIÙ IMPORTANTI PER LA TOSCANA più delicate della nostra regione e mi riferisco al Padule di Fucecchio; importante per i cittadini perché permette di concentrare la depurazione in un luogo particolarmente indicato e di dismettere tanti piccoli depuratori che non fanno bene né alla gestione del servizio idrico né all’ambiente. Importante infine per le tasche di tutti perché in prospettiva sarà un intervento che ci farà razionalizzare il servizio e quindi farà risparmiare i cittadini”.

43 infrastrutture

Acque SpA manages the integrated water service in the Lower Valdarno area and has always carried out actions and campaigns to enhance efficient management of water. The leather district is among the most important in the world, and the use of water represents a critical issue. The recent “Leather Agreement” will allow optimal purification at the center of urban wastewater, the achievement of the objectives set by European Directives and the decommissioning of at least 12 obsolete or outdated purification plants, with a significant reduction of energy and costs.

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Impianti di depurazione di Acque SpA


web e so cial TRANSIZIONE DIGITALE NUOVI MODELLI di Silvia Maculan DI BUSINESS PER LE AZIENDE SULLA STRADA DEL GREEN Digital transition La vera sfida storica, in questo momento di emergenza, è come utilizzare la tecnologia per migliorare le nostre vite e progettare società migliori, in una realtà più sostenibile e resiliente. Il mondo è scosso dalla pandemia ma, guardando al futuro, l’urgenza più grande sarà tutelare il nostro ambiente: il cambiamento climatico è infatti una trasformazione in corso, profonda e irreversibile. L’attenzione è alta anche a livello internazionale: la Commissione Europea ha presentato il programma di lavoro 2021, che punta a rendere l’Europa più prospera e più green, accelerando la trasformazione digitale. Le soluzioni digitali sono infatti degli abilitatori per lo sviluppo sostenibile: pensiamo al sostenimento dell’economia circolare, ai benefici per settori chiave come i trasporti, l’energia oppure l’agricoltura. Come spiega Stefano Epifani nel suo libro Sostenibilità digitale. Perché la sostenibilità non può fare a meno della trasformazione digitale?, “continuiamo a chiederci se la tecnologia faccia bene o male, come se fosse possibile evitarla. Dovremmo invece chiederci come fare per utilizzarla per perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile”. Questa trasformazione digitale è incentrata su diverse tecnologie: realtà aumentata e virtuale, stampa 3D, intelligenza artificiale, Internet of Things, Blockchain, Big Data ecc.


Secondo una recente ricerca della Commissione Europea e l’IIASA (International Institute for Applied Systems Analysis) il valore della data economy passerà dal 2,4% nel 2018 al 5,8% del Pil UE nel 2025, per un totale di 829 miliardi di euro. In Europa il numero dei professionisti nel settore digitale raddoppierà nel 2025 con 10,9 milioni di esperti. La rivoluzione digitale sarà il supporto principale per una transizione green.

Come?

La sostenibilità è un sistema complesso, e per gestirne la complessità serve un sistema in grado di farlo, ed è necessario usare uno strumento che lo supporti. Ecco che la digitalizzazione viene in soccorso. Secondo la ricerca 2021 Seize the Change: futuri sostenibili di cui si è parlato lo scorso febbraio durante l’EY Sustainability Summit, sono stati individuati tre elementi

per lo sviluppo sostenibile delle aziende:

1 la consapevolezza dello scenario generale; 2 fare le cose in un modo diverso e meglio, tramite un nuovo modello di business . Sarà importante infatti individuare delle modalità che determinano un assorbimento di risorse naturali ed emissione di rifiuti;

3 estendere questa cultura e questo approccio a tutta la filiera e agli stakeholders, in modo da poter replicare le realtà più virtuose e sostenibili.

Non solo le imprese, ma anche le istituzioni e i cittadini, tutti devono crescere per far sì che il digitale possa essere la leva per costruire un mondo migliore e più sostenibile.

45 web e social eXL

tute for Applied Systems Analysis, the value of data economy will increase from 2.4% in 2018 to 5.8% of EU GDP in 2025. In Europe, the number of professionals in digital sectors will double in 2025. Digital revolution will support a green transition where sustainability will be regulated by a digitally-integrated system.

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A major challenge in this time of pandemic is the use of technology to improve our lives in a more sustainable and resilient way. Digital transformation is focused on virtual reality, 3D printing, AI, IoT, blockchain, big data … According to a recent research by the European Commission and the International Insti-


ar te e cul tu ra

IL TEATRO INCONTRA LA SCIENZA

di Luca Biagiotti IL CLIMA VA IN SCENA CON LA “GRANDE INVASIONE” Climate on stage

Il clima “non è una buona storia”. Pisa, invece, ha tutto per farla diventare straordinaria grazie a una interazione tra scienza e teatro, due settori fortemente fertili in città. Anche il tessuto teatrale nel corso degli anni ha riflettuto sul tema ambientale dando vita a spettacoli come Non abbiamo ereditato la terra dai nostri genitori ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli (Farina), Il Settimo Continente (La Ribalta), la Grande Invasione Teatrale con 127 performances tutte sulla questione ambientale. Allora è tempo di rincorrere una piccola utopia e creare un pool di scienziati, climatologi, teatranti, comunicatori. Un tavolo permanente di ricerca e racconto per riuscire a capire che le scoperte scientifiche da sole non bastano, se non subiscono una trasformazione comunicativa.


Secondo il Premio Nobel i dati da soli non bastano: “per mobilitare le persone, questa deve diventare una questione emotiva” e per Andri Snaer Magnason, i dati resteranno un rumore bianco finché una narrazione non darà loro un’anima. Soltanto così si può sperare di innescare un cambiamento nei comportamenti perché al momento pochissimi di noi negano l’esistenza del cambiamento climatico, ma continuiamo a comportarci come se di fatto non esistesse.

Pisa offers a fertile ground for science and theater: the city has scientific skills and an artistic life that over the years has reflected on environment, as, for example, in shows like “We did not Inherit the Land from our Parents but we Borrowed it from our Children” (by Farina), “The Seventh Continent” (by La Ribalta), the “Great Theatrical Invasion” (127 performances around the city). It is time for an utopia: the creation of a pool of scientists, climatologists, actors and communicators focusing on research and storytelling to realize that scientific discoveries need a communicative transformation.

47 arte e cultura eXL aprile 2021

La comunicazione non passa: “oltre a non essere una storia facile da raccontare, la crisi del pianeta non si è dimostrata una buona storia” conferma, affranto, Safran Foer. Ma perché non ci interessa ciò che ci spazzerà via? Le migliori penne del pianeta hanno provato a dare una spiegazione di questo fenomeno incredibile: secondo Amitav Ghosh la natura è diventata una faccenda affidata alla scienza e si è creata una spaccatura tra ricercatori da una parte e intellettuali e scrittori dall’altra; per il biologo e regista Randy Olson il clima probabilmente è “l’argomento più noioso che il mondo scientifico si sia mai trovato a presentare al pubblico”; per Jonathan Franzen siamo immersi in una crisi della capacità di credere; per Espen Stoknes, autore dell’ispirato What We Think About When We Try Not To Think About the Global Warming è tutta colpa di alcune barriere cognitive, riassumibili nelle 5 D: Distance, Doom, Dissonance, Denial e iDentity. L’arte, e in particolare il teatro, creano e generano emozioni. Danno anima ai fatti. Scienza e teatro stanno già dialogando su piani che hanno molto appeal, come nel caso della robotica. Sul clima si nota invece un ritardo, anche se l’esempio recente più prestigioso è la collaborazione tra il Royal Court e il Chris Rapley nello spettacolo 2071, soltanto parzialmente riuscito. In questo caso, il teatro ha praticamente rinunciato alla sua missione: lo spettacolo era il report scientifico, non toccato dalla finzione artistica, e il performer non era un attore, ma lo stesso professor Rapley. Si sente quindi l’urgenza di richiamare teatro e scienza a un nuovo incontro sul clima, con lo scopo, questa volta, di rincorrere una nuova utopia minimalista. “Per mobilitare le persone, questa deve diventare una questione emotiva”, ricorda il premio Nobel Daniel Kahneman. Ma non possiamo fermarci qui. Come può la mente umana tenere traccia di questo trauma, pensare l’impensabile e raccontarlo con straordinaria efficacia?


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