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EXL - Magazine sulle eccellenze toscane della Tecnologia, Innovazione, Ricerca e Impresa. n°5/2021

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MAGAZINE DI TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, RICERCA E IMPRESA Technology, Innovation, Research and Business Magazine

Sui passi della scienza STEM, UNA SFIDA DI METODO

www.exlmagazine.it eXL social più approfondimenti più articoli aggiornamenti settimanali

Anno II | n. 3 | 2021 | Rivista quadrimestrale | Registr. Tribunale di Pisa n. 6/2020 del 4.11.20 | SF: € 6, Abb: € 10 Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – Aut. n. 2453/2020 del 01.11.2020 – Periodico R.O.C.

PER UN MONDO CHE CAMBIA

On the steps of science STEM, a method challenge for a changing world

Primo piano L’ERA DEI DATI

Focus on

The age of data

Cultura

IL PASSATO È MULTIMEDIALE

Culture

Multimedia past


UNA INIZIATIVA DI CAMERA DI COMMERCIO DI PISA E UNIONE INDUSTRIALE PISANA Editore: Pacini Editore Srl, via Gherardesca 1, 56121 Pisa - Direttore Responsabile: Eleonora Mancini - Indirizzo della redazione: via Gherardesca 1, 56121 Pisa - Registrato Tribunale di Pisa n. 6/2020 del 4.11.20 - Tipografia: Industrie Grafiche Pacini, via Gherardesca 1, 56121 Pisa


edi to ria le

di ANDREA MADONNA*

STEM,

LA DIREZIONE GIUSTA

componenti alla stessa velocità. Ecco perché tra le azioni promosse da Unione Industriale Pisana e Camera di Commercio l’attenzione al rapporto tra aziende, scuole, formazione e università è prioritaria. Come leggerete in queste pagine, nella provincia di Pisa l’offerta di lavoro non manca; si sente però la mancanza di competenze specifiche, conoscenze che si acquisiscono negli istituti tecnici e professionali. La bella notizia è che il dialogo tra queste scuole e le aziende è cresciuto negli anni e che la consapevolezza dell’importanza di questo rapporto tende a crescere, così come la presenza di laureati con percorsi nelle scuole di eccellenza interessati a lavorare nelle aziende. Con la matematica e suoi modelli, con i dati e la loro analisi, e con la ricerca applicata possiamo contribuire a ridisegnare il futuro anche da Pisa. * direttore editoriale eXL

dicembre 2021

If we look at the past, we cannot ignore that future has always passed through Pisa: the first radio signals, the first computer, the first internet beeps… Since Fibonacci and Galileo onwards, Pisa has been training great physicists, mathematicians and engineers. Today, these figures are even highly sought after, following the direction towards which society goes, thus suggesting a paradigm shift in the formation of new generations. Among the actions promoted by Unione Industriale Pisana and the Chamber of Commerce, there is a strong attention to the relationship between companies, schools, higher formation and universities that has led to the growth of exchange, dialogue and the awareness of the importance of STEM subjects.

eXL

Sono passati 60 anni dalla inaugurazione della CEP, la Calcolatrice Elettronica Pisana. Era il 13 novembre del 1961. Per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, la CEP è il primo computer italiano alla cui nascita contribuirono, oltre al nostro Ateneo e alla Olivetti, anche le province e i comuni di Pisa, Livorno e Lucca. Questi investirono nel progetto 120 milioni di lire, l’equivalente di 2 milioni di euro, segno di quel forte e fruttuoso rapporto tra accademia e impresa che ha dato vita a un pezzo fondamentale della storia dell’informatica in Italia. Perché parlo della CEP? Perché nel momento in cui concepivamo questo numero di eXL molti elementi, tra i quali questo anniversario, ci invitavano a riflettere sul ruolo delle materie scientifiche nel nostro presente e per il futuro. Se guardiamo al passato, alla storia anche recente, non possiamo ignorare che il futuro, in termini di scoperte, invenzioni, progetti, è molte volte passato da Pisa: i primi segnali radio, il primo calcolatore, i primi bip di internet e molto altro ancora. Perché Pisa? Perché da Fibonacci e Galileo in poi, Pisa ha formato grandi fisici, matematici, ingegneri capaci di applicare le loro speculazioni. Oggi queste figure sono ancora più ricercate perché è la direzione in cui va la nostra società a richiederle e a suggerire un cambio di paradigma nella formazione delle nuove generazioni. La lezione della CEP ci ha insegnato che una concreta collaborazione tra istituzioni, imprese e università può portare risultati epocali. Noi oggi, in questo momento ancora segnato dalla pandemia e dalle incertezze, ci accontenteremmo di raggiungere l’obiettivo di un territorio ben integrato e che viaggia in tutte le sue

STEM, the right direction


PAOLA BINDA È professoressa di Fisiologia all’Università di Pisa. Laureata all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Dirige il progetto ERC “PUPILTRAITS”. ANDREA CAMILLI È funzionario archeologo della Soprintendenza ABAP Pisa e Livorno, direttore del Museo delle Navi Antiche di Pisa e del Centro di Restauro del Legno Bagnato.

LE

FIRME

FOSCA GIANNOTTI È professoressa di Informatica alla Scuola Normale. Indicata come una delle 19 donne che hanno ispirato AI, Big Data, Data Science, Machine Learning. GIUSEPPE IANNACCONE È professore di Elettronica all’Università degli Studi di Pisa e coordina progetti di ricerca europei nell’Elettronica e nella Fisica dei semiconduttori.

REDAZIONE

Eleonora Mancini (direttore responsabile), Francesco Ceccarelli (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Nicola Maggi (Università di Pisa), Andrea Pantani (Scuola Normale Superiore), Carlo Venturini (CNR), Luca Fracassi (Comune di Pisa), Federica Fontini (Pacini Editore), Silvia Maculan (iDNA), Laura Magli (Unione Industriale Pisana), Luca Biagiotti (Fondazione Teatro Verdi Pisa), Alberto Susini (Camera di Commercio di Pisa), Chiara Lazzaroni (Acque SpA)

COMITATO SCIENTIFICO

Andrea Piccaluga (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Stefano Marmi (Scuola Normale Superiore), Paolo Ferragina e Michela Passalacqua (Università di Pisa), Leonida Gizzi (CNR), Patrizia Paoletti Tangheroni (Fondazione Teatro Verdi di Pisa), Riccardo Toncelli (Vitesco), Valter Tamburini (Camera di Commercio di Pisa), Patrizia Alma Pacini e Andrea Madonna (Unione Industriale Pisana), Manrico Ferrucci (Confservizi CISPEL Toscana- Settore Cultura) Un’iniziativa di Camera di Commercio di Pisa e Unione Industriale Pisana

SABRINA MOLINARO È dirigente di Ricerca nell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr e coordinatrice dell’European School Survey Project on Alcohol and other Drugs. CATERINA SGANGA È professoressa di Diritto Privato Comparato alla Scuola Superiore Sant’Anna. Coordina il progetto internazionale reCreating Europe sul copyright digitale.

IN COLLABORAZIONE CON

Hanno collaborato a questo numero: Oberdan Cei, Damasco Morelli, Michele Nardini, Sara Profeti, Anna Scuotto

Con il contributo di

Comune di Pisa Progettazione grafica e impaginazione iDNA srl, Margherita Cianchi Realizzazione editoriale e stampa Pacini Editore Srl, Pisa

Questa rivista utilizza vernice e plastificazione antibatteriche

PARTNER


sommario STEM, la direzione giusta/ STEM, the right direction

Editoriale di Andrea Madonna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 01

PRIMO PIANO La potenza del calcolo The power of computing

di Giuseppe Iannaccone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06

Costruzioni Novicrom, un DNA da innovatori

Costruzioni Novicrom, a DNA for innovators

di Eleonora Mancini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 08

L’era dei dati The age of data

di Fosca Giannotti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11

L’INTERVENTO

Copyright digitale, fra diritti e obblighi Digital copyright: rights and obligations

di Caterina Sganga. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

Navi Antiche, non solo museo Ancient Ships, not just a museum

arte e cultura

di Andrea Camilli. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

Nel Parlascio il passato è multimediale Parlascio: a multimedia past

di Luca Fracassi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21

Quando l’impresa è trovare tecnici When the challenge is to find technicians

di Alberto Susini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24

Se la scuola diventa un’azienda

lavoro e formazione

If school becomes a company

di Eleonora Mancini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

Studiare in Aqademia

Studying in Aqademia

di Anna Scuotto, Damasco Morelli e Oberdan Cei . . . . . . . . . . . . . 29

Competenze digitali, la lezione che conta

Digital skills: the lesson that matters

di Silvia Maculan e Sara Profeti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31

Dipendenze, lo studio del Cnr Addictions: a Cnr study

di Carlo Venturini e Sabrina Molinaro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33

ricerca

PUPILTRAITS, quello che gli occhi raccontano

PUPILTRAITS, what eyes tell

di Paola Binda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37

Robot da indossare Wearable robots

di Michele Nardini. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40

Farmelody, la start-up etica

Farmelody: an ethical start-up

sostenibilità

di Andrea Pantani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44

Abitare senza sprechi Living without waste

di Carlo Venturini. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47


primo piano

Un siSTEMa che cambia IL BOOM DI MATEMATICA E NUOVE TECNOLOGIE PER UNA SOCIETÀ ANCORA PIÙ DIGITALE E INNOVATIVA A changing sySTEM The rise of Mathematics and new technologies for an even more digital and innovative society


LA POTENZA DEL CALCOLO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLE PICCOLE COSE The power of computing L’esplosione dell’intelligenza artificiale negli ultimi 10 anni è in gran parte dovuta ai recenti successi nel settore del deep learning, cioè nell’uso delle reti neurali a molti livelli, cosiddette profonde, per il riconoscimento automatico * di immagini e del linguaggio. Questi successi sono stati a loro volta consentiti dalla potenza di calcolo e dalle grandi quantità di dati che sono il risultato del progresso esponenziale delle tecnologie dei semiconduttori, che spesso chiamiamo “legge di Moore”.

di GIUSEPPE IANNACCONE

Oggi gli algoritmi di intelligenza artificiale vengono in gran parte eseguiti in grandi datacenter dedicati. Per esempio, quando usiamo il telefono per tradurre il parlato con Google traslate, il telefono registra il file audio, lo manda a un datacenter remoto che lo interpreta e lo traduce, scarica e poi riproduce il file audio della traduzione. In molti casi vorremmo che le funzioni di intelligenza artificiale fossero svolte local-

mente, per esempio a bordo di un drone o di un veicolo autonomo quando non possiamo tollerare il ritardo dovuto alla comunicazione con un datacenter remoto. Purtroppo, il progresso della tecnologia dei semiconduttori previsto dalla legge di Moore non consente ai sistemi portatili di stare al passo con le crescenti esigenze di calcolo degli algoritmi di intelligenza artificiale. Qui entra in campo il PROGETTO QUEFORMAL, che punta a dimostrare nuove tecnologie dei dispositivi, nuovi circuiti e nuove architetture per soddisfare le voraci esigenze di calcolo delle reti neurali profonde a bordo di piccoli sistemi. QUEFORMAL è un progetto FET Open che coordino nel pilastro Excellent Science di Horizon 2020, iniziato a gennaio 2019 per una durata di 4 anni. Il progetto include l’Università di Pisa, l’EPFL di Losanna, l’Universität der Bundeswehr di Monaco di Baviera e due PMI ad alta intensità di ricerca: AMO ad Aachen, in Germania, e Quantavis, uno spin-off dell’Università di Pisa. QUEFORMAL è l’acronimo di Quantum Engineering for Machine Learning: il Machine Learning è il settore dell’intelligenza artificiale che studia i sistemi basati sull’ap-


prendimento, quali le reti neurali. L’ingegneria quantistica, in questo caso, è la progettazione e la realizzazione atomo per atomo di nuovi dispositivi usando combinazioni (più tecnicamente “eterostrutture”) di materiali bidimensionali, cioè materiali realizzati con strati dello spessore di un singolo atomo. Le reti neurali di QUEFORMAL hanno due novità principali:

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Sfruttano il calcolo analogico per svolgere molti calcoli in parallelo a bassissimo consumo. Il tipo di calcolo più frequente che svolge una rete neurale è la moltiplicazione di matrici, che puntiamo a svolgere consumando pochissima energia tramite un moltiplicatore analogico. Usano transistor e memorie non volatili (cioè in grado di conservare i dati senza consumare energia) realizzate con materiali bidimensionali.

Memoria non volatile

Eterostruttura laterale FET

Eterostruttura verticale per la gate stack Eterostruttura laterale nel canale Illustrazione di un transistor e di una memoria non volatile basati su eterostrutture di materiali bidimensionali

ancora embrionale: hanno davvero successo se stimolano maggiori investimenti nello sviluppo della tecnologia. Ripetendo questo ciclo con successo molte volte, riducendo sempre il rischio e aumentando l’investimento, si può arrivare a una tecnologia di uso quotidiano. * Professore di Elettronica all’Università di Pisa

dicembre 2021

QUEFORMAL is an Open FET project in the Excellent Science Pillar of Horizon 2020, which aims to demonstrate new device technologies, new circuits and new architectures for artificial intelligence systems in small systems. The project is coordinated by the University of Pisa, and includes EPFL in Lausanne, the Universität der Bundeswehr in Munich and two research-intensive companies: AMO in Aachen, Germany, and Quantavis, a spin-off of the University of Pisa.

eXL

QUEFORMAL è al terzo anno: abbiamo dimostrato sperimentalmente alcune piccole reti neurali realizzate con materiali bidimensionali presso il Politecnico di Losanna, e dei moltiplicatori analogici di matrici realizzati in silicio per testare il concetto. Abbiamo inoltre analizzato con strumenti di supercalcolo molte combinazioni di materiali per i dispositivi, per selezionare i materiali più promettenti e accelerare gli esperimenti. Infine, abbiamo sviluppato tecniche sperimentali per migliorare materiali e dispositivi. La valenza dei progetti Excellent Science è dimostrare la potenzialità di una tecnologia

Gate flottante


INNOVATORI PER DNA COSTRUZIONI NOVICROM PROGETTA PROTOTIPI PER I COLOSSI DELL’AEROSPACE & DEFENCE E DELL’AUTOMOTIVE Costruzioni Novicrom, a DNA for innovators È tra le imprese più innovative della Provincia di Pisa e tra le più ambite per diplomati o neolaureati che qui sognano di lavorare per partecipare alla creazione di prototipi e di nuove componenti nei settori dell’Aerospace & Defence e Automotive. COSTRUZIONI NOVICROM, dal suo quartier generale di Pontedera, 15mila metri quadrati, ha accompagnato il progresso dell’industria italiana dal Dopoguerra a oggi grazie alle intuizioni del suo fondatore, Iliano Parrini.

di ELEONORA MANCINI

Artigiano di talento, dopo la guerra, mentre la povertà si tocca con mano ovunque, Iliano Parrini si dà da fare e viene apprezzato per la sua bravura nelle lavorazioni meccaniche. Con uno spirito imprenditoriale che lo spinge a osare, per quell’epoca, egli dà inizio a una nuova avventura che resta poi l’impronta di Novicrom: creare prototipi e piccole medie serie per i par-

tner commerciali che ne avviano la produzione in larga scala. Ancora oggi l’azienda, guidata da Sara Gentile e Benedetta Bellucci, nipoti di Iliano, costruisce, per conto terzi, componenti e gruppi speciali in diversi settori: realizzazione su disegno del cliente di componenti di motori Automotive (Gruppo FCA, Lamborghini, Ducati, oltre ad altre grandi

Il reparto alesatrici di Novicrom presenta macchine di altissima precisione


aziende locali), attrezzature, componenti ottici o di parti per macchine utensili. Nota era l’amicizia che legava Iliano Parrini a Enzo Ferrari. Un settore di grande impatto per Costruzioni Novicrom è poi quello dell’Aerospace & Defence: vengono realizzati componenti e gruppi volabili per l’industria aeronautica, elicotteristica e aerospaziale, civile e militare. Leonardo, Avio Aero, Piaggio Aero, Magnaghi sono alcuni dei colossi dei quali Novicrom è fornitore. Innovativa per vocazione e, si direbbe, sempre in anticipo rispetto agli altri, Costruzioni Novicrom si segnala anche per una precisa scelta manageriale. Alla guida dell’azienda e in due ruoli chiave sono appunto le nipoti di Iliano Parrini, due donne, che da alcuni anni stanno segnando il passo dell’azienda. Sara Gentile, figlia di Francesco Gentile (CEO di Novicrom) e Iliana Parrini, è la Rappresentante della Direzione e la Responsabile della Gestione del Sistema Qualità, Ambiente &

Sicurezza e Benedetta Bellucci, figlia di Gabriella Parrini, è la Responsabile Commerciale e del Coordinamento dell’Ingegneria. Francesco, Iliana e Gabriella sono

SCELTA STRATEGICA: SEMPRE PIÙ DONNE IN NOVICROM partecipi nel business aziendale per affiancare Sara e Benedetta in questa ri-fondazione moderna e innovativa di Costruzioni Novicrom che guarda al futuro.“Entrambe – commenta Sara Gentile – abbiamo un ruolo importante all’interno di una riorganizzazione dell’organigramma avvenuta già da diversi anni e certamente all’avanguardia e moderna”. “Anche la nostra responsabile di produzione è una donna. Mi rendo conto – aggiunge Gentile – che sia in

Il reparto torni è tra i fiori all’occhiello dell’azienda

9 primo piano eXL dicembre 2021


lucci Bel a tt

Ben ed e

a questo, Novicrom da anni ha iniziato percorsi di innovazione in tema digitalizzazione, cyber security e sostenibilità. “La nostra è una realtà familiare – conclude – che tiene molto allo sviluppo del personale e dell’impresa e ai rapporti con il territorio”.

ra Gentile Sa

un certo senso sorprendente trovare alla guida di un’azienda la cui forza si basa su ingegneria e progettazione, in settori che vanno dall’Automotive all’Aerospace, delle donne, di solito meno presenti in questi campi a prevalenza maschile. È comunque vero che affidare il coordinamento a figure femminili, competenti nella gestione manageriale, dà ottimi risultati”. Novicrom impiega 105 persone, tutte iper specializzate nei settori di competenza: “Ognuno – commenta Gentile – è responsabilizzato in prima persona; questo rende l’azienda autonoma e consente ogni anno di fare innovazione di processo, ad esempio per nuovi impianti, acquisti di tecnologia e formazione e professionalità delle persone”. Tra le novità in questo senso c’è quella relativa alla partenza di un’Academy interna dedicata ai ragazzi appena usciti dalle scuole: “Si tratta – spiega Sara Gentile – di un percorso formativo teorico e pratico in azienda per selezionare figure operative che saranno poi assunte”. Oltre

COSTRUZIONI NOVICROM is one of the most innovative companies in the Province of Pisa and among the most sought-after by graduates who dream to participate in the design and construction of prototypes in Aerospace & Defence and Automotive sectors. According to the customer’s design, it manufactures components of Automotive engines (“FCA Group”, “Lamborghini”, “Ducati”…), equipments, optical components or parts for machine tools and components and flyable groups for aeronautical, helicopter and aerospace, civil and military industries (“Leonardo”, “Avio Aero”, “Piaggio Aero”, “Magnaghi” are some of the giants supplied by Novicrom).

Le innovative macchine a 5 assi di ultima generazione consentono lavorazioni altrimenti non eseguibili

10 primo piano eXL dicembre 2021


L’ERA DEI DATI

TRA MONOPOLIO E PLURALISMO, DOVE VA LA NUOVA SOCIETÀ? E CON QUALI VALORI? The age of data La Scienza dei Dati ci permette di osservare fenomeni complessi della società con una sorta di microscopio nuovo, composto da due lenti: i dati, che le persone generano utiliz* zando i tanti servizi informatici che abbiamo a disposizione, sotto forma di tracce digitali (le lasciamo negli scontrini della spesa, nei telefoni, quando accediamo a internet, nei sensori – che sono ora così miniaturizzati da trovarli nei contesti più svariati); gli algoritmi, ovvero schemi di natura statistica e matematica, che ci consentono di imparare da quei dati comportamenti individuali e collettivi più o meno regolari che contribuiscono a comprendere meglio vecchi e nuovi fenomeni.

di FOSCA GIANNOTTI

Tutto questo si chiama DATA SCIENCE, ed è alla base della medicina personalizzata, dell’agricoltura di precisione, della scienza museale, delle scienze sociali. Il momento che viviamo è una dimensione digitale della società in cui la Scienza dei Dati e l’Intelligenza Artificiale stanno di fatto riscrivendo il futuro.

Ora, è mai possibile pensare di progettare questo futuro con così poche donne a dire la loro? Soprattutto nel mondo occidentale, ci sono pochissime ragazze che accedono ai percorsi STEM: Matematica, Fisica, Informatica, Ingegneria. È come se il percorso computazionale fosse poco


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interessante per l’universo femminile. Eppure, la prima programmatrice è stata una donna, Ada Lovelace, che nel 1843 codifica il primo algoritmo espressamente inteso per essere elaborato in un primo prototipo di calcolatore, l’analytical engine. Tutte le traiettorie delle missioni Apollo, 11-12-13, vennero calcolate da un team di matematiche di colore, guidate da Catherine Johnson (una storia raccontata anche nel film uscito nel 2016 Il diritto di contare). Quando io mi sono iscritta alla facoltà di Informatica alla fine degli anni Settanta le ragazze in quella disciplina così nuova erano quasi metà degli uomini. Perché questa presenza femminile maggiore nel passato rispetto a ora? Perché avevamo la percezione che il mondo del computer stesse costruendo il futuro. Forse questa percezione adesso è cambiata: penso che le studentesse siano meno attratte non perché ritengano le discipline scien-

tifiche difficili (perché le ragazze poi hanno buone performance alla prova dei fatti, i dati ISTAT ci dicono che nelle STEM, le ragazze hanno in media un voto di lau-

DATA SCIENCE E AI STANNO DI FATTO RISCRIVENDO IL FUTURO rea più alto), ma perché probabilmente è scomparsa un po’ l’aurea di novità che invece esisteva qualche decennio fa e questi ambiti appaiono adesso non così interessanti, come se tutto fosse già sta-


eXL dicembre 2021

The moment we are living in is a digital dimension in which Data Science and Artificial Intelligence are rewriting future. This revolution must include women, who, instead, are scarcely represented in STEM disciplines in Italy. Perhaps, students consider these areas not so interesting, a bit “nerdslike”: instead, in this very moment, thanks to Data Science and Artificial Intelligence techniques, we are planning a new society that women must help to create.

primo piano

* Professoressa di Informatica alla Scuola Normale

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to definito e la differenza potesse essere fatta solo con una micro-specializzazione un po’ da “nerd”. E invece no: io credo che oggi proprio grazie alle tecniche di Data Science e Intelligenza Artificiale si stia progettando una società nuova, che può andare in direzioni diverse. Nella direzione del monopolismo, ovvero in un accumulo di tecnologie e di informazioni nelle mani di pochi, del rimpiazzamento delle persone sul lavoro, delle decisioni demandate all’“algoritmo”, dei bot asociali. Oppure del pluralismo, ove si accetti il fatto che gli individui possano essere attori consapevoli e insostituibili della trasformazione digitale, padroni dei loro dati e responsabili delle decisioni supportate dalla tec-

nologia. Insomma, una tecnologia benefica alla persona e alla società. Questa è la direzione che a mio modo di vedere dobbiamo prendere nella progettazione del futuro attraverso la Scienza dei Dati e l’Intelligenza Artificiale: e non possono mancare le ragazze a determinare i “valori” della nuova società, della nuova conoscenza.


l’intervento di ...

Copyright digitale fra nuovi diritti e obblighi urgenti Digital copyright: rights and obligations

CATERINA SGANGA

Docente di Diritto Privato Comparato, Scuola Superiore Sant’Anna un momento topico e “caldo” per chi si occupa, per ricerca o professione, di cultura, creatività ed editoria digitale, di Big Data e Intelligenza Artificiale e di loro regolamentazione per mezzo del diritto d’autore. È infatti di fine novembre la pubblicazione del decreto legislativo che finalmente traspone in Italia la tanto contestata Direttiva Copyright del 2019. Tante sono le novità, alcune delle quali di origine italiana, ma tutte destinate a comportare piccole o grandi rivoluzioni nelle regole del gioco, negli equilibri tra gli attori di mercato e nel rapporto tra diritto e tecnologia. Per rafforzare la loro posizione negoziale, in particolar modo nella contrattazione con le piattaforme di news

È

aggregation, la Direttiva ha previsto l’introduzione di un nuovo diritto connesso della durata di due anni solo per gli editori di pubblicazioni di carattere giornalistico in formato digitale, che si aggiunge così al copyright sui singoli articoli, e che consente di prevenire il riutilizzo non autorizzato di snippets dei loro contenuti da parte degli intermediari. Il nostro decreto fa un passo aggiuntivo, attribuendo agli editori un diritto all’equo compenso, determinato da un regolamento AGCM sulla base di criteri predeterminati (anni di attività, numero di click, numero di giornalisti, costi in investimenti tecnologici ecc.) ma soggetto poi a libera negoziazione tra le parti, salvo fallimento delle trattative – caso in cui sarà l’AGCM a indicare d’ufficio l’ammontare. Una quota del compenso (tra il 2 e il 5%) deve obbligatoriamente essere versato agli autori, e a piattaforme ed editori sono imposti una serie di obblighi di trasparenza e correttezza per garantirne il fair play. Interviene nuovamente sul potere di mercato dei grandi internet providers

l’attribuzione diretta di responsabilità per violazione del diritto d’autore alle piattaforme di condivisione per i contenuti uploadati dai propri utenti, con un mutamento completo di prospettiva: se prima spettava ai titolari dei diritti lamentare la violazione del proprio copyright e l’intermediario era responsabile solo ove non si fosse attivato prontamente per la rimozione dei contenuti segnalati, oggi è l’intermediario a dover provare di aver compiuto i massimi sforzi per ottenere un’autorizzazione preventiva dai titolari dei diritti, secondo elevanti standard di diligenza professionale del settore, nonché per assicurarsi che non sia possibile uploadare materiale in violazione. Si richiede dunque, nei fatti, un filtraggio preventivo e a tappeto dei contenuti, normalmente delegato ad agenti di AI, chiaramente incapaci di distinguere però tra utilizzi illeciti di materiale protetto e utilizzi leciti perché coperti da eccezione al diritto d’autore: si pensi al caso di uso parodico o di critica o a scopo informativo, normalmente qualificati come usi consentiti dalla


ANCHE L’ITALIA HA RECEPITO LA DIRETTIVA EUROPEA SUL DIRITTO D’AUTORE tica, e sulla base di evidenze empiriche e non di spinte ideologiche o lobbistiche, si dimostrino sbilanciate o poco efficienti negli effetti.

eXL dicembre 2021

It is a hot time for those who deal with culture, creativity, digital publishing, Big Data and Artificial Intelligence and their regulation through copyright. At the end of November, it has been finally published the legislative decree that transposes to Italy the much-contested Copyright Directive of 2019. There are many innovations which will involve smaller or larger revolutions which include rules that allow free use of protected material for online teaching purposes and allow cultural heritage preservation institutions to digitize their collections.

primo piano

li. Come ogni novità legislativa, poi, mutano gli equilibri tra soggetti e tra interessi in conflitto, ed è innegabile che questa Direttiva e le sue implementazioni nazionali, come quella italiana, tendano a sottovalutare l’impatto negativo che l’introduzione di nuovi diritti e di nuovi obblighi di controllo sui providers abbia su accesso alla conoscenza, libertà di espressione ed altri diritti degli utenti. Ciò non toglie, tuttavia, che dopo anni di latitanza del legislatore o di suoi interventi frammentati, la spinta verso un maggiore, più onnicomprensivo attivismo normativo nel settore sia da accogliere almeno in parte positivamente. Con l’auspicio, ovviamente, che non si tratti di una meteora, e che – a differenza che in passato – si abbia il coraggio di ritornare indietro ed emendare norme che nella pra-

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legge in funzione di protezione della libertà di espressione degli utenti. È a questa finalità che le nuove norme reiterano l’attribuzione delle eccezioni di citazione, critica, recensione, caricatura e parodia agli utenti di piattaforme di condivisione di contenuti, ed alle piattaforme l’obbligo di assicurare strumenti di “appello” contro filtraggi preventivi erronei. Sempre in funzione di bilanciamento, per evitare che gli alti costi dei filtri tecnologici impattino sull’ingresso nel mercato di nuovi intermediari, con effetti di concentrazione oligopolistica del mercato digitale in poche mani, le nuove regole vengono dirette solo ai cosiddetti big players, ossia prestatori di servizi che operino nel mercato UE da almeno 3 anni e abbiano un fatturato annuo superiore a 10 milioni di euro. Accanto a nuovi diritti arrivano anche nuove eccezioni, tese a valorizzare il potenziale del digitale in particolari settori “liberandoli” dal giogo monopolistico del diritto d’autore. Meritano una menzione le norme che consentono l’utilizzo libero di materiale protetto per finalità di insegnamento online e che autorizzano istituzioni di preservazione del patrimonio culturale a digitalizzare le proprie collezioni, due misure fondamentali in contesti emergenziali come le pandemie e di sicura utilità futura a fini di un sempre maggiore accesso alla cultura senza discriminazioni connesse a condizioni di svantaggio socio-economico. Con simili finalità, le istituzioni culturali potranno ora ottenere, a determinate condizioni, licenze collettive estese per la digitalizzazione e messa a disposizione del pubblico di opere fuori commercio, senza dover attendere l’autorizzazione di ogni singolo autore o editore. E per garantire maggiore certezza nello sviluppo di tecnologie IA, sono ora ufficialmente oggetto di specifica eccezione, e dunque consentite senza necessità di autorizzazione, le attività di text and data mining su materiali e banche dati protette da diritti esclusivi, purché svolte nel contesto di attività di ricerca da entità no-profit. Si sarebbe certamente potuto fare di più, e meglio, e molte sono state le critiche mosse al nuovo impianto normativo, in larga parte condivisibi-


ar te e cul tu ra di Andrea Camilli *

NON SOLO MUSEO

IL MODELLO NAVI ANTICHE: COMUNICARE L’ARCHEOLOGIA IN MODO INTUITIVO Ancient Ships, not just a museum È innegabile come il Museo delle Navi Antiche di Pisa abbia contribuito all’apporto culturale e turistico della città di Pisa in modo consistente, risvegliando l’attenzio-

ne – insieme con la notevole esperienza di Palazzo Blu – verso un pregevole patrimonio culturale tradizionalmente sviluppatosi tutto sommato all’ombra della Leaning


Tower e della dannunzianamente “miracolosa” piazza circostante. Il contributo del Museo, pur nell’importanza dei reperti esposti, non è tuttavia da ricercarsi nella quantità dell’offerta – Pisa conserva dei veri propri gioielli che nulla hanno da invidiare ad altre città d’arte – ma nella modalità di comunicazione del patrimonio stesso. Se vogliamo parlare di innovazione, questa va ricercata, infatti, nella struttura della comunicazione museale impiegata. Il consueto “difetto” di molti musei archeologici, anche recenti, è infatti dato proprio dall’identificazione di un target e dalla con-

NUOVO PARADIGMA: SEMPLIFICARE. MENO BARRIERE PER IL PUBBLICO

17 arte e cultura eXL dicembre 2021

seguente scelta di linguaggio, che inevitabilmente complica l’accesso al bene da parte del non specialista, sia da un punto di vista fisico che da quello della trasmissione delle notizie. Termini specialistici e astrusi, testi lunghi e scarsamente accattivanti, scarsa contestualizzazione del reperto “bloccano” l’utente non preparato e impediscono la condivisione della conoscenza. La scelta che si è fatta è stata quindi duplice: da un lato limitare al massimo la separazione fisica del pubblico dai beni, riducendo vetri e barriere visive (sostituite da minime distanze di sicurezza che rendano il bene non accessibile ma visivamente vicino) e dall’altro di ridurre la comunicazione scritta e semplificare al massimo il linguaggio tecnico ricorrendo principalmente a ricostruzioni e ambientazioni. Una comunicazione “intuitiva” quindi, dove eventuali approfondimenti vengono demandati al personale, appositamente formato, piuttosto che a interminabili e spesso criptici testi. In questa ottica anche il ricorso alla multimedialità, che pure viene spesso contrabbandata come nuova frontiera della museografia, è stato estremamente ridotto, nel perseguimento di un’intenzionale sostenibilità e di una predilezione verso soluzio-


ni più immediate, quali brevi slide-shows, filmati e animazioni, alleggerendo l’impatto di una materia necessariamente verbosa e cancellando la possibile soggezione iniziale di un visitatore meno motivato. In quest’ottica va letto, ad esempio, il cortometraggio di animazione commissionato ad Andrea Camerini, che accoglie il visitatore e lo introduce in modo leggero e spiritoso al percorso museale. Gli accorgimenti utilizzati in tal senso sono stati numerosi, e ne lasciamo l’esame alla bibliografia specializzata e alla visita; fatto è che la scelta si è rivelata vincente. Nel

semestre antecedente il lockdown sanitario il Museo, operando solo nei fine settimana, ha visto 21.000 visitatori, e anche l’attuale parziale riavvio delle attività sta dando buoni segnali di ripresa. Il modello di gestione, che vede la direzione del Ministero della Cultura e la gestione tecnica di una ditta specializzata, affidata tramite gara, ha dimostrato la sua funzionalità, permettendo anche di creare occasioni di occupazione stabile, anche se al momento fortemente penalizzata dalla pandemia, sollevando il pubblico dai compiti di manutenzione ordinaria.

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Ma il modello in corso non riguarda esclusivamente l’esposizione museale: sin dalle prime indicazioni delle commissioni ministeriali, il ventennale lavoro che ha unito scavo delle navi, restauro e musealizzazione ha creato una massa di conoscenze e competenze che sarebbe stato folle disperdere. Il Centro di Restauro del Legno Bagnato, dalla sua creazione nell’ambito del Cantiere delle Navi nel 2005 alla sua nuova sede in allestimento, ha formato e arricchito più di 400

tra restauratori e tecnici della diagnostica e circa 350 archeologi, ed ha permesso il successivo step che l’istituzione ha in progetto: la creazione di un polo di ricerca e formazione, inserito nel complesso di San Vito, curiosa commistione di ex con-

SI LAVORA PER INTEGRARE IL COMPLESSO NEL TESSUTO CITTADINO E AUMENTARE I SERVIZI

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vento, caserma umbertina di cavalleria e frettolosa ricostruzione postbellica, che affianca la sede museale nei rinascimentali arsenali e vede la compresenza del centro di restauro, di percorsi di formazione professionale e universitaria collegati a istituti e università pubblici e privati, di un centro conferenze e una biblioteca specializzata. È prevista inoltre la restituzione alla collettività degli spazi aperti, con il ripristino del vecchio galoppatoio e la sua trasformazione in un parco pubblico, e la riapertura del cortile di accesso con la creazione di servizi di ristorazione e locali commerciali, nell’ottica della più volte auspicata collaborazione tra pubblico e privato che sta lentamente cercando di aprirsi nell’ambito dei beni culturali. * Funzionario archeologo Soprintendenza ABAP Pisa-Livorno

The Museum of Ancient Ships is among the “youngest” state-of-the-art museums in Europe: since its recent creation, it is located in the Medici Arsenals and in the Complex of San Vito, now facing an important restoration operation for the preparation of the Wet Wood Restoration Center. This experience marked a new paradigm in the conception of the Mu-

seum as a place where past and its material culture are told. In short, it is the example of new approaches at the museographic, managerial and communicative level focusing on simplification and integration between past, its narrative and new technologies. The result is a highly appreciated, lively and constantly evolving Museum.

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Ingresso del Bastione del Parlascio

RITORNO (VIRTUALE) AL PASSATO

ar te e cul tu ra

IL PRIMO MUSEO MULTIMEDIALE di Luca Fracassi DELLA STORIA DI PISA NEL BASTIONE DEL PARLASCIO Parlascio: a multimedia past

Un museo multimediale sulla storia della città entro i primi mesi del 2023: è questo l’obiettivo dell’Amministrazione Comunale che ha presentato un’ipotesi progettuale per la riqualificazione del Bastione del Parlascio.

L’operazione sarà possibile anche grazie al contributo di 900 mila euro che il Comune di Pisa ha ricevuto dalla Fondazione Pisa per il recupero dell’antica struttura. Una somma a cui si aggiungono 300 mila euro di finanziamento comunale, per un totale di 1,2 milioni di euro, risorse destinate a finanziare i

lavori per la ristrutturazione dell’immobile. Il Bastione del Parlascio si trova in una posizione strategica, in quanto costituisce una cerniera tra piazza del Duomo e il percorso delle Mura. Il progetto di realizzazione del museo multimediale sarà anche una cerniera fra presente e passato, fra microstoria e


macrostoria, fra locale e globale, un luogo di sintesi in cui, grazie alla tecnologia e al digital storytelling, turisti e appassionati potranno rivivere le vicende più significative della storia cittadina. “Pisa è una città ricchissima di arte, storia e musei – dice l’assessore alla Cultura del Comune di Pisa Pierpaolo Magnani –, ma manca ancora un centro in cui trovi spazio la storia della nostra comunità. Il progetto ‘Pisa Time

Machine’ sarà costruito sui confini fra narrazione, emozione, divulgazione e didattica, un luogo dove le persone potranno rivivere le vicende più significative della straordinaria storia cittadina. Il Bastione del Parlascio era il cuore pulsante del progetto ‘Pisa Capitale della Cultura’ ed è oggi un punto fondamentale nell’ottica di sviluppo della città del futuro. Il finanziamento della Fondazione

3D E REALTÀ AUMENTATA PER VIAGGIARE NELLA STORIA

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Vista dall’alto del Bastione del Parlascio e dell’annesso percorso in quota delle Mura

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A multimedia museum on the history of the city within the first months of 2023: this is the goal of the Municipality of Pisa through the restoration project of Bastione del Parlascio. “Pisa Time Machine” is based on technology and story-telling: Bastione del Parlascio will be integrated into the city’s tourism promotion system and will show a new way of enjoying scientific contents thanks to new technologies.

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diali sia attraverso il percorso in quota sulle mura che attraverso speciali visite guidate e passeggiate tematiche interattive collegate ai QR code disposti in città nei luoghi di maggiore interesse. Il Bastione del Parlascio diventerà quindi un elemento centrale nel sistema di promozione turistica della città, sia per la posizione, sia per il modo nuovo di fruire contenuti scientifici, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie che daranno a tutti la possibilità di conoscere Pisa in un modo diretto e accattivante.

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Pisa, che ringrazio, ci darà la possibilità di restaurare l’immobile. I lavori saranno funzionali alla realizzazione del museo virtuale che racconterà la storia della città in tutte le sue epoche storiche, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri”. Tre periodi chiave caratterizzanti il Bastione del Parlascio saranno utilizzati per sviluppare un racconto virtuale nel museo: le terme e la Pisa romana; le mura, il Bastione e la città medievale; il rifugio e la Seconda Guerra Mondiale. La tecnologia multimediale, frutto del lavoro di autori, tecnici, filmmaker, operatori culturali, promotori turistici e ricercatori, coinvolgerà il pubblico in una narrazione in dialogo con le architetture. Attraverso proiezioni immersive, video-mapping e ricostruzioni 3d, mappe interattive e realtà aumentata i visitatori potranno spostarsi dalla città attuale alle epoche passate, in un’esperienza coinvolgente e stratificata. Dal museo potranno partire tour multime-


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NUOVI SPAZI

di Alberto Susini

CRESCE IL FABBISOGNO DI TECNICI, MA LE IMPRESE FATICANO A TROVARNE When the challenge is to find technicians Studi recenti segnalano un crescente disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nel nostro Paese. Tra questi anche Excelsior, il Sistema Informativo realizzato da UNIONCAMERE e da ANPAL che dal 1997 fornisce previsioni sulla domanda di lavoro delle imprese con dipendenti del settore industriale e dei servizi.

Per dare un’idea della gravità della situazione, per il mese di dicembre 2021, le imprese italiane avevano previsto che su 100 assunzioni da effettuare ben 38 sarebbero state “problematiche” non solo per la carenza di candidati ma anche a causa di una formazione non adeguata alle necessità aziendali. “Il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro – afferma Valter Tamburini, commissario straordinario della Camera di Commercio di Pisa – danneggia sia le imprese, che non rie-

scono a coprire le posizioni ricercate o se ci riescono lo fanno a costi elevati, sia le persone che si rendono conto della scarsa possibilità di trovare un’occupazione con le competenze che hanno. La trasformazione digitale sta infatti generando enormi cambiamenti che, a loro volta, spingono all’introduzione di nuovi modelli di business. Queste trasformazioni hanno ripercussioni sulle aziende, modificano le loro attività e, a cascata, anche i meccanismi di funzionamento nel mercato del lavoro.”


digitale. La seconda, e mi rendo conto che non sia semplice, far conoscere ai giovani e ai meno giovani le opportunità offerte dalle discipline STEM. Come Camera di Commercio di Pisa, in collaborazione con l’Unione Industriale Pisana e le istituzioni scolastiche, siamo impegnati da anni a portare momenti informativi dedicati ai giovani e alle loro famiglie affinché i percorsi di studio, che devono sempre tener conto delle aspirazioni e capacità individuali, siano intrapresi in modo consapevole rispetto alle richieste del sistema imprenditoriale”.

PUNTARE SULLE STEM PER FERMARE IL GAP Recent studies indicate a growing mismatch between labor demand and supply in our country. Excelsior is one of these studies: an Information System created by UNIONCAMERE and ANPAL which, since 1997, has been providing forecasts on the demand for labor by companies in the industrial se e.Do e multias ulare d and service sectors. o tm o Rob

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Ma l’indagine Excelsior, che rientra tra quelle ufficiali del Sistema Statistico Nazionale, non fornisce solo informazioni di breve periodo. Le stime sul quinquennio 2021-2025 danno il segno di quanto sia ampio il gap domanda-offerta soprattutto per il personale in possesso di competenze in ambito STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Ma vediamo qualche numero. L’offerta stimata di laureati sul mercato del lavoro italiano nel periodo 2021-2025 è di circa 190mila persone all’anno. Il confronto domanda-offerta (al netto dei laureati in cerca di lavoro già presenti sul mercato) evidenzia in generale una situazione di leggera carenza di offerta, ma con notevoli differenziazioni scendendo a livello dei singoli indirizzi. In particolare si stimano situazioni di carenza nell’offerta nel medico-sanitario (carenza di offerta di oltre 10mila laureati all’anno), scientifico-matematico-fisico (carenza di 3mila laureati l’anno), ingegneria e architettura (carenza di 6mila laureati l’anno). La situazione non migliora prendendo in considerazione i diplomi ma il confronto diventa impietoso considerando il segmento dell’Istruzione e la Formazione Professionale regionale (IeFP): il percorso alternativo alla scuola superiore che consente di ottenere una qualifica professionale immediatamente spendibile nel mercato del lavoro. Per questo specifico gruppo, il gap domanda-offerta diventa molto rilevante, con situazioni di carenza di offerta per gli indirizzi legati ai servizi di vendita, benessere, amministrativo-segretariale, edile e logistica ma, soprattutto, della meccanica (dove le materie STEM sono il cuore del percorso): qui il gap supera quota 20mila persone l’anno. “Nel nostro Paese – afferma Tamburini – si assiste a un vero e proprio innalzamento dell’asticella dei livelli formativi associabile al crescente fabbisogno di figure tecniche. Se il sistema Italia vuole mantenere la vocazione manifatturiera, deve fare almeno due cose. La prima, mettere a disposizione percorsi formativi adeguati alle nuove e mutevoli esigenze imposte dalla rivoluzione


UN COMPETENCE CENTRE PER LA

DIGITAL INNOVATION I dati del Sistema Informativo Excelsior forniscono preziose informazioni sulle competenze richieste ai neo assunti: al 56% degli assunti del 2020 sono state richieste competenze in campo digitale. Per dare risposte concrete a queste esigenze la Fondazione ISI ha creato a Pisa un Competence hub for digital innovation che andrà a rafforzare e completare le attività già svolte. Due sono le azioni da compiere per affrontare la transizione digitale: sviluppare abilità significativamente differenti per ricoprire un ruolo differente rispetto al passato ma anche sviluppare nuove competenze svolgendo il medesimo lavoro. Intorno all’hub i formatori, gli animatori, le imprese troveranno le risposte sulle nuove competenze per la robotica, l’automazione industriale, la digitalizzazione. Il Competence hub sarà quindi il perno di un ecosistema per lo sviluppo di competenze che oltre a Camera di Commercio vedrà coinvolta l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna, la Scuola Normale, le associazioni di impresa dei settori manifatturieri. Il sistema di relazioni già sviluppato dalla Fondazione ISI coinvolge gli Istituti scolastici, le agenzie formative e i nuovi ITS che si stanno sviluppando sul territorio della Toscana nord occidentale. Nel campo dell’industria 4.0 la Fondazione ISI ha appena acquistato da Comau, leader mondiale nel campo dell’automazione industriale, alcuni e.DO Robot per la creazione di un Learning Center che consenta agli studenti degli Istituti superiori (tecnici e professionali) e ai NEET di mettersi alla prova e acquisire competenze concrete e immediatamente spendibili nell’ambito delle materie STEM, del Coding, della tecnologia e della robotica. Alberto Susini A Competence centre for digital innovation The ISI Foundation has created in Pisa a Competence hub for digital innovation, pivot of an ecosystem for the development of skills in digital field, strongly requested by companies. In parallel, ISI Foundation has purchased from Comau some e.DO Robots for the creation of a learning center to allow students of Technicians and Professionals schools to achieve STEM skills.

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Le modernissime Officine dell’Istituto Pacinotti

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LA RISCOSSA DEI PROFESSIONALI L’IPSIA PACINOTTI DI PONTEDERA ESEMPIO D’AVANGUARDIA di Eleonora Mancini DI SCUOLA-AZIENDA

If school becomes a company Si fa largo un nuovo paradigma: la scuola-azienda, hub al servizio del territorio. Da questa consapevolezza, figlia in verità di nuovi e crescenti bisogni (quindi di opportunità), è da tempo iniziata la riscossa degli istituti professionali oramai sempre di più connotati da uno strettissimo rapporto con le realtà produttive e industriali. Dai banchi di scuola al lavoro in azienda senza soluzione di continuità: questo è il percorso del 70% dei diplomati nei professionali che, grazie alla formazione acquisita, non solo trovano immediata occupazione ma hanno anche prospettive di carriera. Esempio di questo innovativo paradigma della scuola del futuro connessa con l’industria è, in Provincia di Pisa, l’IPSIA ANTONIO PACINOTTI di Pontedera che dal 2014 al 2021 ha raddoppiato il numero di iscritti, da 535 a 937, grazie a una politica intensa di informazione a studenti e fami-

glie. Una vera e propria operazione culturale che da alcuni anni si è intensificata grazie alla collaborazione con l’Unione Industriale Pisana nel progetto di orientamento in uscita dalle scuole medie “Scuola Futuro Lavoro” per la promozione degli istituti professionali. Dal 2015 Maria Giovanna Missaggia dirige l’Ipsia Pacinotti con la stessa attitudine di un amministratore delegato. “Siamo scuole-aziende, aperti dalle 8 alle 23.30: un hub al servizio del territorio. I nostri laboratori e le nostre officine sono abitualmente messi a disposizione delle aziende per la formazione del personale nei corsi tenuti da Texa, Siemens, Magneti Marelli ecc. Siamo anche partner di Unione Industriale Pisana nell’attivazione di percorsi di riconversione della manodopera industriale. Senza contare che da noi sono attivi percorsi IFTS e ITS”.


La direzione della società è chiara: innovazione e tecnologie sono le parole chiave e intorno a questo ruota la ricerca di manodopera specializzata. “Gli istituti professionali assolvono a un duplice compito: dotare i ragazzi di competenze tecnologicamente adeguate valorizzando le eccellenze, ma anche dotare di empowerment tanti studenti avviati alla dispersione scolastica, ai quali invece è garantito l’inserimento nel lavoro grazie ai percorsi professionali. Spesso incameriamo tanti ragazzi spiazzati e disillusi sulle proprie potenzialità e li introduciamo in contesti lavorativi con esiti davvero di successo. Ne andiamo molto orgogliosi”.

Siete un importante serbatoio per il territorio.

ti che si proiettano in un mondo lavorativo dove è primario il sapere tecnico-pratico. Resta comunque la necessità di trasmettere conoscenze che, seppur prive di finalità pratiche immediatamente spendibili, sono comunque essenziali per la crescita dell’individuo e lo sviluppo di un pensiero complesso. Credo inoltre che vadano potenziati i saperi scientifici nell’istruzione di base, cioè competenze matematiche oltre a quelle linguistiche. Stiamo ancora lottando per raggiungere livelli che non ci mettano in difficoltà nella comparazione internazionale. Crediamo insomma nell’addestramento dell’individuo ma anche nella sua formazione generale, e per questo abbiamo attivato una serie di progetti sul potenziamento della lettura che ci hanno fatto diventare scuola polo regionale”.

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La vostra è una scuola all’avanguardia che conserva e sa pure adeguarsi ai cambiamenti.

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Le statistiche di UnionCamere ci dicono che da parte delle aziende c’è una richiesta altissima di figure come meccatronico, manutentore, operatore elettrico e operatore meccanico: noi formiamo proprio queste figure. Abbiamo inoltre condotto una politica di investimenti sui laboraiovann aM ria G a tori, per renderli all’avanguarM i dia, e potenziato tutti gli indirizzi che sono proprio quelli richiesti dal mondo produttivo: insomma, ci muoviamo tenendo gli occhi puntati su percentuali alte di occupabilità dei nostri corsi di studio”.

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A new paradigm at the service of the territory is making its way: the school-company. IPSIA Pacinotti of Pontedera, from 2014 to 2021, has doubled the number of students thanks to a policy of information to kids and families. A cultural operation intensified by the collaboration with Unione Industriale Pisana with the project of study guidance “Scuola Futuro Lavoro” for the promotion of professional institutes.

Gli indirizzi del Pacinotti sono molto competitivi. Sì, assolutamente attuali, oltre a manutenzione e assistenza tecnica per mezzi di trasporto e apparecchiature per impianti civili e industriali, abbiamo anche un settore moda made in Italy e un indirizzo socio-sanitario”.

Qual è oggi la funzione dei professionali? È giusto che questo tipo di scuola trasmetta competenze in termini di saper fare, per rispondere alle richieste degli studen-

gia ag ss

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Secondo le indagini di Eduscopio, le nostre percentuali di occupabilità sono molto alte: il 70% nei precedenti due anni. Abbiamo sempre lavorato per rafforzare il rapporto tra aziende e didattica interna. La nostra scuola è Texa Academy, significa che docenti e studenti superano i test relativi agli standard qualitativi fissati da TEXA che, come è noto, è una grossissima azienda che produce componentistica per l’intermarca dell’automotive. Avere nel curriculum l’attestato di superamento del test Texa è per i nostri ragazzi un bel vantaggio”.


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STUDIARE IN AQADEMIA

UN NUOVO PERCORSO PER TECNICI QUALIFICATI NELLA RICERCA DI PERDITE di Anna Scuotto *, Studying in Aqademia

Damasco Morelli e Oberdan Cei **

È nata AQADEMIA, l’iniziativa nel ciclo della filiera dell’acqua che sviluppa progetti e azioni per migliorare le performance del settore aumentando le capacità delle imprese, attraverso la formazione e l’inserimento di personale con competenze specialistiche appropriate ai fabbisogni operativi. La questione riguarda, nello specifico, l’efficienza operativa: le perdite sono un fattore chiave e la carenza di personale qualificato è un ostacolo all’efficacia (in termini di risultati assoluti) e all’efficienza (in termini di costo del risultato ottenuto) degli investimenti dei gestori e delle prestazioni. La necessità di intervenire su tutti i sistemi (per obiettivi gestionali e per obbligo di ARERA) ha portato a un crescendo di gare d’appalto per questi servizi. Mancano però le competenze: gli offerenti vincono le gare ma poi non hanno il personale preparato, con l’effetto contraddittorio di una spirale di dumping dei prezzi, della qualità, di ina-

sprimento dei requisiti e delle prestazioni richieste. In pratica, i gestori appaltano servizi di distrettualizzazione, ricerca perdite e telecontrollo, ma il personale con le competenze necessarie manca, perché la competenza specialistica non viene fornita dai percorsi di istruzione e formazione professionale esistenti. Il problema si pone anche per il personale interno ai gestori stessi che hanno necessità di mantenere e progredire con i risultati ottenuti appaltando questi servizi all’esterno. Il bisogno di professionalità adeguate è fra l’altro durevole e non è contingente a una


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fase di “ripristino dell’efficienza” delle reti, perché se anche la necessità della ricerca perdite si riduce di intensità, essa non scompare (le reti si degradano), e comunque la tendenza è di abbassare sempre più la soglia delle perdite tollerabili (quindi cercare perdite sempre più piccole e difficili). Ecco perché servono tre figure: il tecnico della ricerca perdite di rete; il tecnico della progettazione dei distretti; il tecnico della gestione.

AQADEMIA is a project focusing on water supply chain by “Acque”, “Ingegnerie Toscane” and “Magister Group”. It arises from the need to develop projects and actions to improve performance of the sector by increasing the capabilities of companies. The objective is training and insertion of personnel with specialized skills for operational needs.

La soluzione di AQADEMIA

perdite di rete idropotabile, in progettazione dei distretti, ed eventualmente in futuro anche nella gestione telecontrollata della rete; assicurare per un periodo sufficiente (tre anni) un costo del lavoro certo e ridotto, fuori dalla pressione concorrenziale; fare in modo che questo costo di personale non rientri tra i costi fissi dell’impresa; assicurare la flessibilità di inserimento nelle imprese del personale così formato anche in relazione all’andamento dei contratti acquisiti. Il quadro normativo è quello previsto per il percorso di Istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) in apprendistato di I livello per il conseguimento del Certificato di specializzazione tecnica superiore; il costo del percorso formativo è a totale carico dei soggetti raggruppati in associazione di scopo che si assume l’onere gestionale e di conformità normativa e trasferisce gli esiti alle imprese aderenti al progetto.

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Lavorando insieme su questo contesto e sui problemi e fabbisogni legati alle competenze del personale, alla capacità formativa specifica e agli investimenti per sostenere il costo della selezione e formazione delle persone, INGEGNERIE TOSCANE e MAGISTER GROUP hanno individuato una soluzione molto evoluta e vantaggiosa che combina i percorsi in apprendistato nel sistema duale (di cui al D.Lgs. 15 giugno 2015 n. 81) e la contrattualizzazione attraverso l’agenzia per il lavoro. Aqademia permette quindi di formare giovani entro i 25 anni con un certificato di specializzazione tecnica superiore post diploma; rendere disponibile personale specializzato in tecniche di monitoraggio e gestione del territorio e dell’ambiente, in Perdita occulta

* Ali Spa; ** Ingegnerie Toscane Srl Cercatore di perdite occulte con geofono

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ISTRUIRE AL PROGRESSO

di Silvia Maculan e Sara Profeti ECCO PERCHÉ LA SCUOLA DEVE TENERE IL PASSO DELL’ERA DIGITALE Digital skills: the lesson that matters

La pandemia causata dalla diffusione globale del Covid-19 ha rivelato la complessità di un’educazione capace di preparare i giovani alla vita, dando loro i giusti strumenti per gestire le sfide e cogliere tutte le opportunità. Anche in Italia l’evoluzione della scuola, assieme a un rapido sviluppo della SCIENZA e TECNOLOGIA, è una sfida che non si può più rimandare. L’eLEARNING ha portato delle trasformazioni sostanziali, nei contenuti e negli approcci di apprendimento, ma anche nella gestione dei processi e nella formazione degli insegnanti.

La crisi del 2020 ha cambiato la situazione in maniera radicale, il digitale è diventato un’ancora di salvezza e il mondo si sta muovendo sempre più velocemente verso una direzione ben precisa: transizione digitale, energetica, ecologica. Una grande quantità di fondi è stata messa a disposizione per perseguire gli ambiziosi obiettivi dell’Agenda 2030. A nulla serviranno, tuttavia, se il progresso socio-economico e

tecnologico non sarà contraccambiato da un aumento di capitale umano, in termini quantitativi e qualitativi. L’accesso a infrastrutture scolastiche e tecnologiche è molto eterogeneo e i risultati scolastici degli studenti italiani, raffrontati alla media europea, sono molto scoraggianti. Non possiamo rimanere indietro di fronte all’inarrestabile avanzata del progresso.


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I problemi sono ben noti, restano da individuare le possibili soluzioni. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza attiverà centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro, solo se verranno coltivate le giuste competenze e adeguate politiche per rispondere alla futura domanda di nuovi lavori. Il Presidente Mario Draghi, alla guida del Governo che ha plasmato il PNRR, ha ricordato che “dovremo costruire nuove infrastrutture, riconvertire il nostro tessuto industriale e riallineare la domanda e l’offerta di competenze, soprattutto per le professioni a elevata specializzazione”. L’istruzione sarà la pietra angolare su cui edificare il futuro, non solo del nostro Paese, ma del mondo. Occorre adeguare l’offerta formativa e incentivare percorsi di istruzione specialistici o incentrati sulle STEM, favorendo un approccio interdisciplinare per lo sviluppo di pensiero critico e capacità analitiche rispetto a problemi complessi. La stessa pandemia ha dato una nuova centralità alla scienza. La ricerca scientifica e tecnologica sono i baluardi della lotta contro il Covid, tanto è vero che da due anni sentiamo parlare di concetti matematici – tasso Rt, incidenza dei nuovi positivi, curva esponenziale ecc. –. Dai primi anni di scuola sarà importante adottare un approccio alla didattica STEM che insegni ai ragazzi a confrontarsi con le sfide dell’era digitale. Di fenomeni lineari ne esistono ben pochi, è giusto che anche la scuola segua forme di apprendimento analoghe alla vita reale. L’educazione STEM è quasi una filosofia,

che abbraccia abilità e materie scientifiche. La parola chiave è integrazione: le discipline non sono più indipendenti l’una dall’altra, ma le lezioni sono a tutto tondo, con un focus sull’apprendimento interdisciplinare. Anche il pensiero creativo e le arti vengono applicati in situazioni reali. Bisogna educare i bambini su come le materie si integrano e lavorano insieme, sviluppando diversi set di competenze e una passione per l’esplorazione.

PERCORSI STEM: UNO STIMOLO ALLA CREATIVITÀ E quando gli insegnamenti diverranno obsoleti, dovranno rimanere invariati lo stimolo all’innovazione, alla creatività e l’indirizzo al problem solving. Tutte competenze che forniscono un buon punto di partenza per un futuro professionale più solido e sicuro per questi giovani studenti.

Pandemic has revealed all difficulties in offering young people tools to manage challenges and seize all opportunities. Even in Italy the evolution of school, together with the development of science and technology, is a challenge that can no longer be postponed. eLEARNING has brought substantial transformations in contents and approaches to learning, but also in the management of processes and training of teachers.


ri cer ca DALLA REALTÀ

di Carlo Venturini e Sabrina Molinaro* ESPAD, LO STUDIO ITALIANO DEL CNR SUI RISCHI PER GLI ADOLESCENTI Addictions: a Cnr study Il PROGETTO ESPAD (The European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) è uno studio transnazionale sull’uso di alcol, tabacco, altre sostanze ad azione psicoattiva e comportamenti a rischio tra gli studenti europei.

Supportato dall’Osservatorio Europeo per le Droghe e le Tossicodipendenze (EMCDDA), il progetto è stato realizzato per la prima volta nel 1995 in 26 Paesi dell’UE. Alla base di questo progetto c’è un team di ricercatori indipendenti che negli anni ha coinvolto un numero crescente

di Paesi tanto che nel 2019 sono stati complessivamente 35. L’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr nel 2016 ne ha assunto il coordinamento. In Europa lo studio si ripete ogni quattro anni, nel nostro Paese Ifc-Cnr ha sviluppato un approfondimento denominato Espad®Italia, che si ripete


ogni anno e viene svolto con studenti di età compresa tra i 15 ed i 19 anni. Il questionario rileva i consumi di sostanze quali tabacco, alcol, psicofarmaci, doping e altre droghe, e contiene strumenti per la rilevazione del gioco d’azzardo problematico così come dell’uso problematico di internet o il ritiro sociale. Espad rappresenta

quindi una finestra sul mondo degli adolescenti di oggi. Ci piace pensarli come dei super eroi dato che di fatto sono i primi residenti digitali. Ciò che emerge dagli studi è che i consumi d’azzardo cambiano rapi-

FRA I 15 E I 19 ANNI UNA NUOVA TENDENZA: ABBUFFARSI DI SOSTANZE

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damente. Le diverse tipologie si intrecciano e modificano le direzioni del loro sviluppo, dando talvolta la sensazione di trovarsi in una specie di “luna park” di esperienze psicosociali. Assumere sostanze psicoattive o mettere in atto altri comportamenti rischiosi per la “prima volta”, potrebbe rappresentare in quest’ottica una sorta di “debutto in società”. In 20 anni di studi si nota che la maggioranza dei ragazzi entra nel “luna park” per fare almeno un giro su una delle “attrazioni” a disposizione.

Quasi tutti coloro che entrano sperimentano ma poi escono. Uno su sei, fra coloro che sono entrati, rischia però di farsi male. Fuor di metafora, se poco più del 74% degli studenti ha fatto almeno una volta nella vita uso di droghe e/o abuso di alcol e/o psicofarmaci senza prescrizione medica, fra questi poco meno di un sesto sviluppa

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un comportamento a rischio di dipendenza. Quello che invece abbiamo recentemente visto modificarsi sono alcuni pattern di consumo: si passa dal classico poliabuso, a un’abbuffata di sostanze prese tutte insieme per il massimo livello di obnubilazione. Tornando alla metafora: sostanze di ogni genere e forma sono disponibili nel nostro “luna park” sia “reale” che “virtuale”. Un adolescente su quattro ne fa uso almeno una volta l’anno e il 4% ne fa uso più volte la settimana, ma ogni anno oltre 100 nuove sostanze vengono immesse nel mercato. Quali sono gli strumenti per cercare di ascoltare e comprendere un mondo giovanile che cambia così rapidamente all’interno della nostra contemporaneità tanto accelerata e liquida? Un mondo giovanile apertamente protagonista di consumi e comportamenti non legati necessariamente al disagio. Forse dovremo adeguare e mutare continuamente i nostri strumenti e le nostre modalità. Fuori da moralismi e accenti iperallarmistici, l’obiettivo non deve essere la semplificazione che banalizza ma neppure la stigmatizzazione che colpevolizza. Oltre la capacità di una visione

In 20 years of Espad studies it has been noted that the majority of young people enter the “amusement park” to take at least one ride on the “attractions”: however, the majority of those who enter, make their own experience, then leave. One out of six, among those who have entered, however, risks getting hurt. Out of metaphor, if more than 74% of students have experienced drugs, alcohol abuse and/or psychiatric drugs without a prescription at least once in their life, less than a sixth develop a behavior at risk of addiction. The real change is the shift from the classic polyabuse to a binge of substances, taken all together.

sistemica, avremmo bisogno di una nuova fase di spinta e di apertura a conoscere, comprendere e agire in un mondo nuovo, tanto liquido quanto polimorfo, che molte volte si presenta ai giovani come una bella, rischiosa e appagante nuova attrazione del Paese dei Balocchi.

* Coordinatrice Espad, dirigente ricerca Ifc-Cnr


ri cer ca

PARLARE CON GLI OCCHI di Paola Binda*

PUPILTRAITS: COSA AVVIENE NEL CERVELLO? CE LO DICONO LE PUPILLE

PUPILTRAITS, what eyes tell

Quello che vediamo non è una misura oggettiva della realtà ma il risultato di complesse elaborazioni cerebrali. Ad esempio, la percezione dei diversi aspetti di un’immagine (colore, movimento ecc.) è affidata ad aree fisicamente separate del cervello; non sappiamo come questi segnali siano riuniti in una percezione integrata e utilizzati per costruire un’azione. La complessità di questi meccanismi si traduce nella loro variabilità, e implica che ognuno di noi può percepire in modo diverso dagli altri. Il progetto ERC che dirigo in seno all’Università di Pisa è finalizzato a studiare questa variabilità.


I risultati finora raccolti suggeriscono che differenze percettive possono essere diagnostiche di caratteristiche globali dell’individuo, quali i tratti autistici che ci contraddistinguono. E indicano che le nostre scelte alimentari influenzano il nostro modo di percepire, aprendo una finestra sulla complessa relazione tra cervello e sistema gastro-intestinale.

ambiente naturalmente multidisciplinare. Partendo da una formazione in scienze psicologiche, inseguendo l’obiettivo di comprendere la complessità dei processi cerebrali e delle loro differenze interindividuali, mi sono progressivamente avvicinata a questo ambiente e all’area STEM, finora dominata dal genere maschile. Ho lavorato affiancando alcune delle rare donne che occupano posizioni dirigenziali in questo campo, che hanno profuso il loro impegno per garantire un ambiente favorevole alla crescita di giovani scienziate e scienziati. Lavorare in questo ambito significa praticare l’interdisciplinarità come sport estremo: per certi versi rischioso, certamente faticoso nella ricerca costante di un linguaggio comune, ma capace di offrire soluzioni inaspettate. Come ci ha ricordato il Presidente della Repubblica durante la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2021-22, passiamo da inizio a inizio, secondo inizi che non finiscono mai. Mi piace questa immagine perché mi pare che racchiuda tutto l’ottimismo caratteristico della ricerca scientifica. Oltre a impiegare le tecniche classiche delle neuroscienze, il progetto mira a svilupparne di nuove. Nello studio della per-

NEL CENTRO IMAGO7 SI VA ALLE ORIGINI DELLA PERCEZIONE Affrontare questi temi richiede il contributo di molteplici punti di vista; in effetti le neuroscienze rappresentano l’intersezione di discipline quali fisica, medicina, informatica, psicologia, che si sono coalizzate per affrontare lo studio di uno degli oggetti più complessi che esistano: il cervello. Pisa ospita un eccellente esempio di questa sinergia nel centro Imago7, di cui l’Università di Pisa è socio fondatore. Questo centro produce neuroimmagini di altissimo livello e, attirando persone di varia provenienza geografica e intellettuale, crea un 38 ricerca

Il progetto nella sua fase sperimentale

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cezione, è fondamentale ottenere degli indicatori oggettivi e pensiamo che uno di questi possa essere il diametro delle pupille (le aperture attraverso cui la luce entra nei nostri occhi). Abbiamo scoperto che questo è finemente regolato in base all’attività delle aree visive del cervello. Ne consegue che una semplice fotocamera puntata verso i nostri occhi può darci importanti indicatori sulla funzione cerebrale. Anche se PUPILTRAITS è appena a metà del suo corso, è interessante immaginare possibili sviluppi futuri. Conoscere i legami tra funzione cerebrale e diametro delle pupille può portare alla costruzione di nuovi strumenti per la diagnostica. Comprendere il modo in cui il cervello risolve il problema della percezione ci può consegnare nuovi strumenti per avanzare nei campi della visione artificiale e della robotica. Questi sono solo alcuni esempi di come la ricerca di base possa aprire importanti orizzonti anche nelle scienze applicate. * Professoressa associata dell’Università di Pisa; dirige il progetto ERC “PUPILTRAITS”

European Research Council has allocated 1.5 million Euros for the research that the University of Pisa carries on brain mechanisms of visual perception. Why do we see different from each other? How do discrete sensory signals integrate into a global and illusorily continuous perception? What influence do genetic and environmental factors exert? PUPILTRAITS project addresses these questions with the tools of neuroscience, including neuroimaging that finds a point of excellence in Pisa.

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ri cer ca

ROBOT DA INDOSSARE

di Michele Nardini

LE APPLICAZIONI DEGLI ESOSCHELETRI PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA Wearable robots

Il suo principale campo di interesse è la ROBOTICA INDOSSABILE, una disciplina in costante evoluzione che mira a sviluppare e validare dispositivi indossabili per assistere, riabilitare o accrescere le capacità motorie umane: esoscheletri in grado di aiutare le persone a compiere determinate azioni, come riacquistare la funzionalità di un arto, oppure coadiuvare un lavoratore in compiti gravosi e ripetitivi. Simona Crea, ricercatrice dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, vanta una notevole esperienza in questo ambito di ricerca.


HANDExos è un esoscheletro per la riabilitazione della mano in persone affette da paresi, dovuta a ictus o altre patologie neurologiche

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mento di persone con disabilità motorie in percorsi di riabilitazione. Negli ultimi anni gli scenari si sono allargati anche ad altri domi-

“

La ricerca sulla robotica indossabile è nata soprattutto in ambito medico, con l’obiettivo principale di supportare il movi-

ricerca

Quali sono gli scenari presenti e futuri della ricerca nel campo della robotica indossabile?

Simona Crea, a Researcher at the BioRobotics Institute of the Scuola Superiore Sant’Anna, conducts researches in the field of wearable robotics to develop exoskeletons capable of assisting, rehabilitating or increasing human motor skills. “Wearable robotics was born in the medical field, with the aim of supporting the movement of people with disabilities. In recent years, the scenarios have also expanded to the labour market and to the support of repetitive and burdensome activities”. Currently, Crea coordinates the Habilis++ project aiming at the development of a new generation of robots for rehabilitation and functional recovery of the hand after accidents at work.

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Grazie alla collaborazione scientifica con INAIL, Simona Crea coordina attualmente il progetto Habilis++, per lo sviluppo di una nuova generazione di robot per la riabilitazione e il recupero funzionale della mano dopo infortuni sul lavoro di natura traumatica. La studiosa è inoltre responsabile della linea di ricerca che mira a sperimentare tecnologie indossabili per il supporto ai lavoratori, in collaborazione con IUVO, spinoff della Scuola Superiore Sant’Anna.


42 ricerca eXL dicembre 2021 NEUROExos, l’esoscheletro per la riabilitazione del braccio in pazienti colpiti da ictus; nella pagina a fianco, APO, l’ortesi attiva portabile per la riabilitazione di persone con disabilità motorie


ni applicativi: tra questi c’è quello del mondo del lavoro e del supporto alle attività lavorative ripetitive e gravose. In questo campo gli esoscheletri rappresentano una nuova categoria di attrezzature che possono migliorare l’ergonomia delle postazioni di lavoro che comportano un notevole sforzo fisico”.

Quali caratteristiche devono avere gli esoscheletri?

esoscheletri potrebbero diventare semplici gadget tecnologici, disponibili per chiunque, con funzionalità anche molto diverse. Un esoscheletro potrebbe permetterci, per esempio, di fare una passeggiata in montagna riducendo la fatica, secondo un approccio simile a quello delle bici con la pedalata assistita. Ma le applicazioni sono possibili anche in altri scenari, come il gaming”.

Lo sviluppo tecnologico della robotica indossabile passa anche attraverso il suo “sfruttamento” commerciale. La distanza tra ricerca e mercato è ancora ampia?

“

La caratteristica principale riguarda la capacità di agire in modo simbiotico con il corpo umano e con l’intenzione di movimento dell’utente. Per fare questo è necessario che un esoscheletro sia connesso al corpo umano tramite sistemi di ancoraggio che trasferiscano le forze in modo efficace e confortevole. Inoltre il sistema di controllo del robot deve essere progettato per interpretare l’intenzione di movimento della persona, controllando l’azione degli attuatori in modo che agiscano nel momento giusto”.

43 ricerca

“

Gli scenari di applicazione sono sicuramente molti. In un futuro prossimo gli

a

Riabilitazione, assistenza, supporto nell’attività lavorativa. È possibile immaginare anche altre funzionalità?

“

Le start-up che sviluppano e commercializzano esoscheletri nel mondo sono tantissime e in costante aumento, ed è interessante vedere come anche le big tech stiano lavorando a prodotti di massa in questa direzione. La Simona Cr robotica indossabile non ape pare più prerogativa della ricerca accademica ma il trasferimento tecnologico e la ricerca applicata stanno giocando un ruolo fondamentale per allargare i confini anche al mercato”.

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so ste ni bili tà LA FATTORIA 2.0 DEGLI ANIMALI

FARMELODY, LA START-UP PER ALLEVAMENTI PIÙ SANI di Andrea Pantani

Farmelody: an ethical start-up

Consentire agli allevatori di abbattere l’utilizzo di antibiotici, impiegare al meglio il cibo, ridurre l’impatto sul clima degli allevamenti, che sono responsabili – come è noto – di quasi la metà delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, più delle automobili. Un team di giovani ricercatori guidato tra gli altri da Mario Bernardi, allievo del Corso di Perfezionamento in Nanoscienze della Scuola Normale Superiore, ha elaborato una piattaforma digitale, FARMELODY, in grado di aggregare dati tradizionali raccolti tramite sensori in allevamento, cui integrare il monitoraggio del microbioma, la comunità di microrganismi che risiede nell’intestino di uomini e animali strettamente connessa al sistema immunitario, nervoso e al metabolismo.


sostenibilità

tri di sostenibilità ambientale, in linea con gli obiettivi delle Nazioni Unite per il 2030, e Farmelody è in grado di “guidare” gli operatori con un monitoraggio costante dei vari agenti inquinanti. “I nostri clienti e utenti – prosegue Bernardi – sono idealmente allevamenti, per cui la piattaforma rappresenta una sintesi efficace delle informazioni per la gestione degli animali, e società farmtech specializzate nella produzione di nutrienti e raccomandazioni”. ll team Farmelody è guidato, oltre che da Bernardi, da Alessio Buscemi e Jan Thilakawardana rispettivamente dottorando all’UNIVERSITÀ DEL LUSSEMBURGO e Investment Analyst in EXOR. Il gruppo di lavoro si è inoltre arricchito di nuove risorse provenienti da Università del Lussemburgo, Politecnico di Milano e Torino e Università di Padova iscritti al programma MBA del Collège des Ingénieurs, per coniugare in maniera trasversale competenze multidisciplinari. L’approccio a queste particolari tematiche richiede infatti esperienza in ambiti che vanno dalla biologia all’informatica senza tralasciare gli aspetti economico-finanziari. È in corso

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Attraverso l’automatizzazione della raccolta e digitalizzazione di campioni biologici l’obiettivo di Farmelody è raggiungere uno standard di salute del bestiame senza precedenti, contraddistinto dalla possibilità di identificare rapidamente i capi malati, garantire l’interoperabilità tra i sensori e sviluppare algoritmi Machine Learning operati in Cloud per fornire agli allevatori un sistema di raccomandazioni del tutto nuovo e omnicomprensivo. “Il dato del microbioma – spiega Bernardi – è ottenuto tramite l’estrazione di DNA o RNA da campioni biologici e viene digitalizzato attraverso procedure standard di bioinformatica. La mappatura a livello individuale e geografico del microbioma nei diversi allevamenti permetterebbe un avanzamento decisivo nella pratica del Precision Livestock Farming, concetto analogo alla medicina di precisione per il mondo animale”. Si tratta quindi di curare non indistintamente, ma esclusivamente i capi di bestiame che ne hanno reale bisogno. Inoltre, norme europee sempre più stringenti obbligano gli allevatori a rientrare in determinati parame-

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46 sostenibilità

PRIMA AL MONDO, LA PIATTAFORMA MONITORA IL MICROBIOMA

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adesso la ricerca di fondi affinché Farmelody diventi un’impresa agrotechnology. Finora, il progetto si è aggiudicato tanti importanti riconoscimenti: il premio come migliore start-up innovativa nella categoria food di WPP, la creative company globale presente anche in Italia, ed è in finale nella competizione start-up Global Grad Show a Dubai e GoBeyond di Sisal. Inoltre ha vinto questa estate l’edizione 2021 di Innovation 4 Change, promosso da Cern di Ginevra, Collège des Ingénieurs Italia, Politecnico di Torino, Scuola Holden, con una giuria composta da John Elkann (Fondazione Agnelli/ Stellantis), Oscar Farinetti (Eataly), Fabiola Gianotti (Cern) e Roberto Cingolani (Ministro della Transizione Ecologica).

Reducing the use of antibiotics in breeding, thus making the best use of food and reducing the impact on farms climate: these are the goals of Farmelody, a start-up coordinated, among others, by Mario Bernardi, a PhD student at the Scuola Normale. Farmelody is a digital platform aggregating traditional data collected through sensors in breeding, integrated by the monitoring of microbiome, i.e., the community of microorganisms residing in the intestines of humans and animals, closely connected to the immune and nervous system and metabolism. Visita a Maccarese SPA, azienda di produzione animale partner di Farmelody (a destra Mario Bernardi)


so ste ni bili tà ABITARE SENZA SPRECHI ECCO LA PRIMA CASA “OLISTICA” A EMISSIONI ZERO

di Carlo Venturini

Living without waste

Un prototipo di abitazione all’avanguardia, sviluppato secondo i più moderni e integrati sistemi impiantistici e ambientali, per la migliore qualità della vita e una connessione olistica degli strumenti e delle tecnologie digitali.

È questo il risultato del progetto di Isti-Cnr, finanziato con 850mila euro della Regione Toscana, e che coinvolge SIRAM VEOLIA, gruppo di riferimento nei servizi di gestione e ottimizzazione delle risorse ambientali, e le tre Pmi toscane VIVERE IL LEGNO (Poggibonsi), THERMOCASA (Peccioli-Pisa) ed ELETTRO D (Crespina-Lorenzana). Il

prototipo di abitazione sarà realizzato entro il 2022 all’interno dell’Area del Cnr di Pisa – l’Area più grande del Cnr – e presenterà le dimensioni reali di un edificio: una struttura completamente autonoma, a emissioni zero. Parte della copertura del Life DeMo è prevista a “tetto verde”, o “tetto giardino”. Si tratta di una copertura vegetale dell’edificio


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che va a sostituire le comuni coperture realizzate con lastricati. La presenza di un tetto verde deve prevedere una serie di sistemi che ne permettano il funzionamento, vale a dire la sopravvivenza delle specie vegetali che lo costituiscono, a fronte di numerosi benefici, tra cui il risparmio sulle spese di condizionamento e riscaldamento. Il tetto è infatti la parte dell’edificio in cui si verifica la maggiore dispersione termica. Per esempio, un tetto in asfalto in estate può raggiungere gli 80 gradi durante il giorno e 20 di notte, creando sbalzi che potrebbero fessurare il solaio. Di contro, la temperatura massima estiva per un tetto verde si può mantenere attorno ai 25 gradi, con ridottissima escursione giorno-notte. Ulteriori vantaggi ottenibili con l’adozione di un tetto verde comprendono la riduzione dell’inquinamento acustico e un effetto benefico sull’ambiente, per l’assorbimento di biossido di carbonio e l’emissione di ossigeno durante la fotosintesi. Con l’obiettivo di anticipare come saranno la vita e il design all’interno della casa intelligente del futuro, Life DeMo prevede il ricorso a tecnologie e sistemi di gestione di ultima generazione, progettati per garantire una totale efficienza dell’immobile, non solo energeticamente ma anche funzionalmente, attraverso tecnologie assistive, telemedicina, percorsi sensoriali e domotica. “La formazione e il trasferimento tecnologico sono due delle missioni affidate al Cnr, che il nostro istituto persegue da sempre in questo campo, anche attraverso il Centro di Tecnologie per la Qualità del Vivere – ha detto il direttore di ISTI-CNR Roberto Scopigno –. In Italia il tetto verde è un’innovazione legata alla bioedilizia, nelle nazioni scandinave è invece una tradizione architettonica

Questo progetto ci consentirà di sperimentare il percorso di tutto il ciclo di vita di una struttura edilizia nell’ottica della sostenibilità”. Per la sensoristica e domotica, la prospettiva costruttiva del modello proposto da Life DeMo prevede che il sistema edificio-impianto sia in grado di fornire feedback continui per capire il funzionamento del sistema e le variazioni indotte dall’utilizzo degli spazi, al fine di ottimizzare i consumi energetici e migliorare la vivibilità. Tutti i parametri tecnici e ambientali (funzionamento dei dispositivi e degli impianti, temperatura, umidità, inquinanti, illuminazione) saranno oggetto di monitoraggio continuo. Il dimostratore infine prevede un’infrastruttura di comunicazione in grado di integrare quelle tecnologie che consentono di controllare regolarmente e quotidianamente parametri fisiologici come il battito cardiaco, le calorie consumate e il peso, tutti parametri che possono essere inviati agli operatori sanitari in ottica di telecontrollo. A prototype of technologically-advanced housing, developed following modern and integrated plant and environmental systems, aiming at a better quality of life and a “holistic” connection of digital tools and technologies. This is the result of the Isti-Cnr project, financed with 850.000 Euros by the Tuscany Region, and which involves Siram Veolia, a reference group in the management and optimization services of environmental resources, and three Tuscan SMEs “Vivere il Legno” (Poggibonsi), “Thermocasa” (Peccioli-Pisa) and “Elettro D” (Crespina-Lorenzana).

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Anno II | n. 3 | 2021 | Rivista quadrimestrale | Registr. Tribunale di Pisa n. 6/2020 del 4.11.20 | SF: € 6, Abb: € 10 Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – Aut. n. 2453/2020 del 01.11.2020 – Periodico R.O.C.

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