EXL - Magazine sulle eccellenze toscane della Tecnologia, Innovazione, Ricerca e Impresa. n°3/2025

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Rivista quadrimestrale | Registr. Tribunale di Pisa n. 6/2020 del 4.11.20

Direttore Responsabile: Eleonora Mancini

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VERDE SPERANZA

Editore: Pacini Editore Srl, via Gherardesca 1, 56121 Pisa | Direttore Responsabile: Eleonora Mancini Indirizzo della redazione: via Gherardesca 1, 56121 Pisa | Registrato Tribunale di Pisa n. 6/2020 del 4.11.20 Tipografia: Industrie Grafiche Pacini, via Gherardesca 1, 56121 Pisa

UNA INIZIATIVA DI CAMERA DI COMMERCIO DELLA TOSCANA NORD-OVEST

Patrizia Alma Pacini

direttore editoriale eXL

Verde speranza

L’* In copertina:

Giorgio Kienerk, Sorge la luna (Sera, campagna toscana), 1897, Galleria d’Arte Moderna, Giorn. GAM n. 5617, Palazzo Pitti, Firenze (part.)

© Su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi

Sono espressamente vietate ulteriori riproduzioni o duplicazioni con qualsiasi mezzo

ispirato dipinto in copertina di Giorgio Kienerk (18691948), maestro toscano di origini svizzere che aderì ai più fecondi movimenti della prima metà del secolo scorso (da postmacchiaiolo attraversò divisionismo, simbolismo, Art Nouveau), pensiamo possa compendiare spirito e contenuti di queste pagine. Se quello del “ green ” è un tema che ci chiede attenzione e progettualità, il “verde speranza” è la declinazione che interessa approfondire. Verde è un colore positivo e in quanto tale associato a una virtù cardinale, la speranza. Circondati e sopraffatti da errori del passato e scelte a volta mancanti di prospettiva, in questo numero abbiamo voluto raccontare esperienze, progetti, ricerche che guardano a un futuro che si sposta oltre l’orizzonte segnato dal sole che sorge o tramonta dietro i colli del dipinto di Kienerk. Se il verde è speranza, nel senso di una società concretamente rispettosa della natura, possiamo anche dire che la speranza è verde, nel senso che ci affidiamo alle idee e alla creatività delle nuove generazioni di imprenditori e ricercatori. Il sorprendente successo della prima edizione del contest dedicato alle Startup organizzato dall’Unione Industriale Pisana e fortemente voluto dal presidente Andrea Madonna e dall’ingegnere Luigi Doveri, ci ha consegnato speranza. Oltre cento giovani aziende italiane hanno inviato i loro progetti e una selezione di essi ha avuto l’opportunità di confrontarsi con imprenditori affermati. Confronto e scambio che sono il sale di crescita, miglioramento e nascita per nuove idee e aggregazioni.

Nelle prossime pagine raccontiamo l’inizio di piccole/grandi rivoluzioni che possono nascere dall’unione, dalla volontà di essere insieme per contribuire a un obiettivo. Come tanti rami a formare

un albero ricco di foglie e così capace di dare ombra e ristoro sotto il sole cocente.

The inspired painting on our cover by Giorgio Kienerk (1869-1948), a Tuscan master of Swiss origin who engaged with some of the most fertile artistic movements of the early twentieth century – moving from post-Macchiaiolo painting through Divisionism, Symbolism and Art Nouveau –, seems to reflect the very soul of this issue.

If “green” is a theme that calls for our attention and our capacity to plan, green as hope is the perspective we wish to explore more deeply. Green is a positive colour and, as such, is associated with a cardinal virtue: hope. Surrounded and often overwhelmed by the mistakes of the past and by choices that have sometimes lacked long-term vision, in this issue we have chosen to tell stories of experiences, projects and research that look towards a future extending beyond the horizon marked by the sun rising or setting behind the hills in Kienerk’s painting. If green means hope – in the sense of a society that shows genuine respect for nature – we can also say that hope is green, in that we are placing our trust in the ideas and creativity of new generations of entrepreneurs and researchers.

The remarkable success of the first edition of the Startup Contest organized by the Unione Industriale Pisana, strongly championed by its President Andrea Madonna and engineer Luigi Doveri, has given us reason for hope. More than one hundred young Italian companies submitted their projects, and a selection of them had the opportunity to engage with established entrepreneurs. In the following pages, we tell the story of the beginnings of revolutions – small and large alike – that can arise from unity and from the shared determination to work together towards a common goal. Like many branches forming a tree rich in leaves, able to offer shade and refreshment beneath the blazing sun.

Green, the Colour of Hope

In questo numero

Edizione digitale, aggiornamenti e notizie su:

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In collaborazione con Partner

Direttore Editoriale

Patrizia Alma Pacini

Direttore Responsabile

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Margherita Cianchi, Luca Fracassi, Chiara Lazzaroni, Marina Caterina Magnani, Michele Nardini, Andrea Pantani, Sara Profeti, Alberto Susini, Carlo Venturini

Comitato Scientifico

Giuseppe Anastasi, Francesco Baldini, Tiberio Daddi, Luigi Doveri, Manrico Ferrucci, Diego Fiorini, Leonida Gizzi, Andrea Madonna, Stefano Marmi, Corrado Priami, Valter Tamburini, Giuseppe Turchetti

Progetto grafico e impaginazione

Margherita Cianchi

Realizzazione editoriale e stampa

Pacini Editore Srl, Pisa

L'etichetta FSC Misto indica che il legno o la carta all'interno del prodotto provengono da materiale certificato FSC, materiale riciclato e/o legno controllato (non meno del 70% di materiali certificati e/o materiali riciclati).

Questa rivista utilizza vernice e plastificazione antibatteriche

Hanno scritto in questo numero Alberto Di Minin, Michela Lazzeroni, Simone Lippi, Andrea Piccaluga, Stefano Pitti, Antonello Romano, Daniela Villani
Comune di Pisa

Ingegno creativo primo piano

NUOVE IDEE E GIOVANI IMPRESE VERSO IL FUTURO

The Energy of Creative Thinking New Ideas, Young Enterprises, the Future in Motion

GIOVANI E VINCENTI

La prima edizione del contest dedicato alle startup promosso da Unione Industriale Pisana

Young Minds, Winning Ideas

DI ELEONORA MANCINI

Con la prima edizione del contest Dalla Startup alla Grande azienda l’Unione Industriale Pisana ha segnato una nuova e importante tappa nella creazione di strumenti e momenti che favoriscano lo sviluppo delle piccole e giovani imprese

Nato in collaborazione con il gruppo Giovani Imprenditori UIP, il contest lanciato nel mese di settembre ha incontrato l’interesse di oltre cento startup italiane i cui primi progetti sono stati selezionati da una giuria composta da Luigi Doveri, Francesco

LBaldini, Gabriele Montelisciani, Giuseppe Turchetti, Alessio Cavicchi, Leonida Gizzi, Francesco Caldarelli, Andrea Di Benedetto e Damiano Bolognesi. Dopo la prima fase, la giuria ha selezionato 12 finaliste chiamate a presentare i loro progetti di fronte alla platea degli imprenditori della provincia di Pisa.  Questi i nomi delle finaliste: Ganiga, CDC_ STUDIO, ABzero | Life Saving Partner, Proxima Robotics, AIGEA Medical, Weabios, INTA, Soundsafe Care, Kode, ECHOES, Prensilia, Next Generation Robotics.

a giuria ha attribuito il primo premio a SOUNDSAFE CARE che lo ha ricevuto da Maria Anghileri, presidente nazionale Giovani Imprenditori di Confindustria; seconda classificata è la startup NEXT GENERATION ROBOTIC premiata da Andrea Madonna, presidente UIP, terza classificata invece GANIGA, premiata da Luigi Doveri, tra gli ideatori del contest assieme a Francesco Baldini, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Pisa. Consegnato anche il premio speciale Polo Tecnologico di Navacchio a AIGEA Medical

From Startup to Large Enterprise is the initiative launched by UIP to promote the growth of small and emerging businesses. More than one hundred Italian startups submitted their projects, and in the final round an expert jury selected the three most outstanding. First prize was awarded to Soundsafe Care by Maria Anghileri, National President of the Confindustria Young Entrepreneurs Group (Gruppo dei Giovani Imprenditori di Confindustria). Second place went to Next Generation Robotics, presented by Andrea Madonna, President of Unione Industriale Pisana. Third place was claimed by Ganiga, awarded by Luigi Doveri, one of the contest’s founders together with Francesco Baldini, President of the Confindustria Pisa Young Entrepreneurs Group (Gruppo dei Giovani Imprenditori di Confindustria Pisa).

Soundsafe Care

Soundsafe Care sviluppa dispositivi medici che combinano robotica e ultrasuoni per eseguire trattamenti chirurgici precisi e completamente non invasivi per i tumori Spin-off accreditato della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’azienda è stata fondata nel 2023 dopo quasi 10 anni di ricerca durante i quali è stato possibile finalizzare un primo prototipo funzionale della tecnologia (validato preclinicamente), protetto dal deposito di una domanda di brevetto sulle sue caratteristiche essenziali.

I suoi fondatori, Laura Morchi (CTO) e Andrea Mariani (CEO) lavorano insieme dal 2018 nell’ambito di un dottorato di ricerca in BioRobotica alla Sant’Anna sulla tecnologia che è stata poi sviluppata con l’incorporazione di Soundsafe Care nel 2023. Coinvolti in diversi progetti internazionali, hanno vinto il KUKA Innovation Award 2020 e i premi per la migliore innovazione e la migliore applicazione all’Hamlyn Surgical Robot Challenge nel 2021. Hanno inoltre contribuito all’ideazione e alla stesura di numerosi finanziamenti per la ricerca e sono risultati vincitori dell’Amerigo Vespucci Tuscany Innovation Award 2023 come miglior imprenditore under 40 con il progetto “Soundsafe Care”.

Soundsafe Care sta per lanciare il suo primo prodotto sul mercato (il sistema ØSCAR per la medicina veterinaria), ha depositato quattro domande di brevetto sulla sua tecnologia di punta e ha stretto partnership industriali strategiche (Doosan Robotics, NVIDIA) e collaborazioni di ricerca (Università di Pisa, Università di Strasburgo, Cnr).

Incubata nel Polo Tecnologico di Navacchio, Soundsafe Care dispone di tre sedi, un laboratorio robotico e un’officina, è accelerata attraverso il programma di Business Creation di RoboIT e il programma imec.istart, e in quanto spin-off della Scuola Sant’Anna può contare anche sulle strutture degli istituti di ricerca della Scuola e sulla sua rete di ricercatori e competenze.

Il team è composto da 8 ingegneri altamente qualificati in vari campi, tra cui biorobotica, fisica e informatica, mentre i membri senior vantano oltre 20 anni di esperienza nel campo dei dispositivi medici.

Soundsafe Care is an innovative startup developing medical devices that combine robotics and ultrasound technology to deliver highly precise, completely non-invasive surgical treatments for tumors.

An accredited spin-off of the Sant’Anna School of Advanced Studies in Pisa, the company was founded in 2023 following nearly ten years of research, during which a first functional prototype of the technology was completed, preclinically validated, and protected through the filing of a patent application covering its core features.

The company was founded by Laura Morchi (CTO) and Andrea Mariani (CEO).

Andrea and Laura have worked together since 2018, when they began their PhD in BioRobotics at Sant’Anna, focusing on the technology that later led to the incorporation of Soundsafe Care.

Today, Soundsafe Care relies on a full-time team of eight highly qualified engineers, 75% of whom hold PhDs in fields including biorobotics, physics, and computer science. The senior members of the team bring over 20 years of experience in the medical device sector.

Andrea Mariani premiato da Maria Anghileri

Next Generation Robotics

Next Generation Robotics, nata nel 2020, impiega oggi un team di 12 persone, 11 delle quali ingegneri, ed è guidata dal ceo e co-founder Massimiliano Gabardi. Specializzata nella robotica ferroviaria e spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna, Next Generation Robotics ha chiuso un round di finanziamento da 4,5 milioni di euro. L’operazione è stata guidata da Cdp Venture Capital SGR attraverso il fondo Digital Transition – PNRR, che utilizza le risorse stanziate dall’UE tramite l’iniziativa NextGeneration EU, con l’obiettivo di favorire la transizione digitale delle filiere e delle piccole e medie imprese, con il coinvolgimento del Fondo ToscanaNext, istituito e gestito da CDP Venture Capital e sottoscritto dalle principali fondazioni bancarie della Toscana (Fondazione CR Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Caript, Fondazione Monte dei Paschi di Siena) per massimizzare gli investimenti destinati alle imprese innovative del territorio.

Le risorse raccolte attraverso questo round saranno utilizzate per accelerare la crescita dell’azienda, attraverso il consolidamento sul mercato europeo e l’espansione a livello internazionale, lavorando per spingere sempre più avanti la frontiera della digitalizzazione e dell’AI nel settore ferroviario, grazie allo sviluppo di sistemi automatici di nuova generazione per l’ispezione e la manutenzione predittiva di treni e materiale rotabile in generale.

Grazie a una collaborazione tra Trenitalia e la Scuola Superiore Sant’Anna, e con il supporto dal 2022 del Polo RoboIT per il percorso di trasferimento tecnologico, Next Generation Robotics ha sviluppato un robot di nome Argo che è in grado di eseguire autonomamente l’ispezione del sottocassa dei treni, ossia la parte inferiore del treno che comprende sia la componentistica meccanica di sicurezza (freni, pinze e dischi), sia gli elementi relativi agli impianti, come i connettori e le tubazioni, quindi tutte quelle parti del treno che richiedono manutenzione e devono essere ispezionate periodicamente dagli operatori.

Grazie ad Argo l’operatore ha la possibilità di monitorare l’ispezione da remoto, senza più doversi trovare fisicamente sotto il treno nelle

fosse di ispezione, come avviene attualmente. In questo modo è possibile eseguire l’ispezione visionando le immagini da remoto, o sfruttare gli algoritmi di intelligenza artificiale che riconoscono autonomamente i guasti e le necessità di intervento.

Founded in 2020, Next Generation Robotics now employs a team of 12 people, 11 of whom are engineers, and is led by CEO and co-founder Massimiliano Gabardi. A spin-off of the Sant’Anna School of Advanced Studies, the company specializes in railway robotics and has successfully closed a €4.5 million funding round. Through a collaboration with Trenitalia, Next Generation Robotics developed Argo, a robot capable of autonomously inspecting the undercarriage of trains, which require regular maintenance and periodic checks. Thanks to Argo, operators can monitor inspections remotely, without having to work physically beneath trains in inspection pits. Inspections can be carried out by viewing images remotely or by relying on artificial intelligence algorithms that automatically detect faults and maintenance needs.

Massimiliano Gabardi premiato da Andrea Madonna

© Deutsche Bahn AG / Oliver Lang

Ganiga

Ganiga, la cui sede è a Bientina, è stata fondata da Nicolas Zeoli e Gabriele Cavallaro e porta l’innovazione nella gestione dei rifiuti con soluzioni smart basate su intelligenza artificiale e robotica

Missione di questa interessantissima startup è l’impiego dell’intelligenza artificiale per trasformare la gestione dei rifiuti e il riciclo. I suoi fondatori, entrambi con esperienze da programmatori di robot e nei settori metalmeccanici, sono accomunati dal sogno di creare una startup che risolva il problema dei rifiuti. I dispositivi creati da Ganiga riconoscono e smistano automaticamente i materiali, ottimizzando processi che riducono costi ed emissioni. Ogni azienda, ente o comunità che sceglie Ganiga accede a dati trasparenti e tools evoluti per migliorare i bilanci ambientali, la sostenibilità e l’efficienza operativa.

Tra le più note innovazioni brevettate da questa startup innovativa in ambito Cleantech e Economia Circolare c’è Hooly, il cestino smart nato dal recupero dei materiali delle pale eoliche dismesse da Enel Green Power. Con Hooly la startup pisana ha creato un vero e proprio robot che utilizza un algoritmo avanzato di intelligenza artificiale in grado di separare istantaneamente i rifiuti in modo autonomo con una precisione del 95 per cento.

Basta inserire il rifiuto all’interno dell’unica bocchetta del cestino; questo lo riconosce e, utilizzando dei getti d’aria, lo smista nel contenitore dedicato. L’individuazione della tipologia di rifiuti avviene tramite computer vision: un sensore attiva il sistema quando entra qualcosa, una telecamera inquadra l’oggetto e un altro sensore ne determina il peso.

L’analisi dei dati è fondamentale.

Grazie all’AI è possibile anche ottenere statistiche e dati su sprechi e tipologie di rifiuti, in vista della pianificazione di un percorso ottimizzato di svuotamento dei cestini. Così vengono ridotti i costi del personale impiegato, oltre a ridurre l’inquinamento richiesto per la raccolta.

L’AI promuove in questo modo la qualità della raccolta differenziata, che si traduce in importanti incentivi e premi, che possono essere utilizzati per recuperare l’investimento iniziale.

Tramite una app è possibile individuare i cestini vicini e ricevere un cashback da spendere presso i partner affiliati.

Ganiga, headquartered in Bientina and founded by Nicolas Zeoli and Gabriele Cavallaro, is bringing innovation to waste management through smart solutions based on artificial intelligence and robotics.

With Hooly, the Pisa-based startup has created not just a smart bin, but a true robotic system powered by an advanced AI algorithm capable of autonomously sorting waste in real time with 95% accuracy. Users simply insert the waste into a single opening; the system identifies the material and, using targeted air jets, directs it into the appropriate container, significantly improving recycling efficiency.

Artificial intelligence enables cost reductions while enhancing the quality of separate waste collection, generating valuable incentives and rewards that can help offset the initial investment.

Ganiga’s app allows users to locate nearby bins and receive cashback to spend with affiliated partners.

Nicolas Zeoli premiato da Luigi Doveri

PRIMATO DIGITALE

A Pisa il più grande Data Center d’Italia.

Ed è anche il più green

Leading the Digital Future

MARINA CATERINA

MAGNANI

A pochi mesi dall’inaugurazione della sua nuova sala, il Green Data Center dell’Università di Pisa conferma la sua leadership nazionale ed europea come infrastruttura di calcolo tra le più avanzate e sostenibili. Con il raddoppio realizzato nella sede di San Pietro a Grado, l’ateneo toscano dispone oggi

L’ampliamento, inaugurato ad aprile 2025, ha portato i rack da 66 a 104, con un incremento della potenza di calcolo che supera i 30mila cores e oltre 100 GPU , a supporto di progetti su intelligenza artificiale, quantum computing e high performance computing (HPC). La parola chiave è “ green ”: il Data Center è stato concepito per coniugare prestazioni e sostenibilità, riducendo drasticamente i consumi energetici grazie a soluzioni di raffreddamento a liquido di nuova generazione , come Liebert® XDU di Vertiv e HyperCool di Zutacore.

“L’obiettivo principale del progetto di espansione – spiega Maurizio Davini, Chief Technical Officer del Green Data Center – è stato integrare nuovi elementi tecnologici senza snaturare il progetto originale, pensato per avere l’impatto ambientale minore

del più grande Data Center universitario d’Italia e dell’unico classificato “A” da AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale. Un traguardo che unisce innovazione tecnologica, efficienza energetica e responsabilità ambientale.

possibile. Grazie alle soluzioni adottate, il Data Center può supportare infrastrutture di calcolo di ultima generazione limitando i consumi energetici”. Anche la scelta di server completamente raffreddati a liquido risponde alla stessa logica di sostenibilità: alte prestazioni e minore impatto ambientale. L’Università di Pisa è tra le prime in Europa ad aver adottato questi sistemi, che consentono un abbattimento fino al 40% dei consumi rispetto ai tradizionali sistemi ad aria, consolidando la posizione dell’Ateneo come modello di innovazione sostenibile.

“Con lo sviluppo del Green Data Center di Ateneo – sottolinea Giuseppe Anastasi, delegato del rettore per la transizione digitale – si potenzia la nostra capacità di sostenere i processi di digitalizzazione dell’Università ma anche del territorio. È il cuore del

modello UniPi di transizione digitale, che mette a disposizione infrastrutture e competenze per una crescita sostenibile, inclusiva e partecipata”.

Un impatto positivo che va oltre la ricerca. “I data center sono veri motori di sviluppo e oggi rappresentano le nuove ‘fabbriche dell’intelligenza artificiale’ – osserva Antonio Cisternino, presidente del Sistema Informatico di Ateneo –. È fondamentale che queste infrastrutture sostengano non solo la didattica e la ricerca, ma anche la crescita del territorio, grazie a collaborazioni e tecnologie condivise”. Il potenziamento ha riguardato anche la

rete di connessioni ad alta velocità: “Grazie all’attivazione di un secondo nodo di collegamento alla rete nazionale GARR-T – spiega Stefano Suin, dirigente della Direzione Infrastrutture Digitali – il nostro Data Cen-

massima

potenza di calcolo

ter dispone ora di una connettività interna da 200 Gbit/sec e di una esterna da 100 Gbit/ sec, che consentono di sfruttare appieno le potenzialità dei sistemi di calcolo HPC e AI, garantendo sicurezza e affidabilità”.

The University of Pisa’s Green Data Center, expanded in 2025 at the San Pietro a Grado campus, is now the largest university data center in Italy and the only one to be rated “A” by AgID. With 104 racks, more than 30,000 cores and over 100 GPUs, it stands as one of the most advanced and sustainable computing infrastructures in Europe.

The project adopted state-of-the-art liquid cooling solutions (Vertiv’s Liebert® XDU and Zutacore’s HyperCool), reducing energy consumption by up to 40% compared to traditional systems.

“We have integrated new technologies while preserving our original philosophy: high performance with minimal environmental impact,” explains Maurizio Davini, CTO of the Data Center.

The University of Pisa is one of the first European universities to implement fully liquid-cooled servers, a choice that further strengthens its leadership in sustainable innovation.

“The Green Data Center,” notes Giuseppe Anastasi, the Rector’s Delegate for Digital Transition, “is the heart of UniPi’s digital transformation model, serving not only the University

but also the wider local community.” According to Antonio Cisternino, President of the University IT System, “data centers are the new factories of artificial intelligence, driving research, education and shared innovation.” The upgrade also enhanced connectivity: thanks to a second GARR-T node, the Data Center now operates with 200 Gbit/s internal bandwidth and 100 Gbit/s external bandwidth, ensuring maximum.

Il Green Data Center di UniPi

CONSORZIO DEMETRA

Il consorzio Demetra con capofila la Scuola Normale sta studiando la filiera alimentare di 7 città europee, tra cui Bologna. Si conferma che sulla transizione verde dell’alimentare non tutti gli attori sono allineati.

Nell’antica Grecia, Demetra era la dea che presiedeva alla natura e al raccolto. Demetra è anche il consorzio internazionale, di cui è capofila la Scuola Normale Superiore, che attraverso alcuni casi europei sta studiando in che modo gli attori della filiera alimentare concepiscono una trasformazione green e se i cittadini-consumatori sono in grado di determinarla. Referente è

Lorenzo Bosi, docente di Sociologia Politica, che su questo progetto collabora con due ricercatori, Irina Aguiari e Alejandro Ciordia.

Demetra di cosa si occupa?

Insieme ad altre 7 università internazionali e a 3 partners non accademici, analizza i “casi” del sistema-cibo di 7 città europee: Colonia, Ginevra, Uppsala, Brighton, Lille, Tartu, Bologna. Studiamo i soggetti in campo nelle filiere alimentari, i processi dalla produzione al consumo e come possa essere estesa la partecipazione democratica a questi processi nel contesto della transizione ecologica

E il gruppo di ricerca della Normale?

Siamo coinvolti nell’intero progetto, ma il nostro particolare focus verte sui sistemi locali del cibo. Su questo abbiamo adottato metodologie quantitative (sondaggio online) e qualitative (interviste semi-strutturate e osser-

vazione partecipata) con l’obiettivo di mappare le caratteristiche degli attori del cibo nelle 7 città studiate.

In Italia il vostro lavoro si concentra sulla città metropolitana di Bologna.

Il contesto alimentare a Bologna si è trasformato da un sistema basato sull’agricoltura cooperativa a un’economia sempre più industrializzata, globalizzata e, ultimamente, trainata dal turismo. Queste trasformazioni hanno storicamente svolto un ruolo fondamentale nell’economia bolognese, plasmandone al contempo l’identità culturale.

Quali sono gli attori attuali del food a Bologna?

Ristoranti, bar e simili rappresentano il comparto più numeroso (42%). Il secondo è quello dei produttori alimentari: agricoli e zootecnici, ma anche gli attori della trasformazione e produzione alimentare (31%). Il terzo è quello della distribuzione al dettaglio (23%), con i piccoli negozi di alimentari particolarmente numerosi. Altri attori, meno numerosi ma qualitativamente significativi, includono iniziative senza scopo di lucro e solidali (1%) e altri soggetti (2%) che operano con attività cruciali come advocacy, ricerca, servizi finanziari, macchinari specializzati, formazione, consulenza e istruzione. A tutte queste realtà è stato somministrato un sondaggio in merito alla transizione ecologica.

Quale è stato il responso?

Tendenzialmente, la percezione delle politiche di transizione verde dipende in modo significativo dalla posizione di un soggetto all’interno del sistema alimentare. Fra i 97 attori che hanno risposto, infatti, i produttori agricoli e di alimenti hanno mostrato il minor sostegno alla necessità di politiche di transizione verde e sono stati i più propensi a sottolinearne le conseguenze negative. Al contrario delle aziende alimentari ibride, delle organizzazioni non profit e degli attori adiacenti al settore alimentare.

Cosa chiedeva anche il questionario?

Di rilevare gli atteggiamenti nei confronti di iniziative deliberativo-partecipative volte a promuovere la trasformazione del sistema alimentare attraverso mezzi democratici.

Cosa è emerso?

C’è un forte consenso tra gli intervistati a favore della trasparenza, del coinvolgimento degli stakeholder locali e di una maggiore influenza dei cittadini sulle decisioni relative all’alimentazione. Ma le risposte all’affermazione sulla conoscenza degli esperti rispetto al contributo dei cittadini hanno rivelato una maggiore ambiguità, indicando potenziali tensioni tra approcci tecnocratici e approcci partecipativi alla governance nel settore alimentare.

Quale è la situazione nelle altre città  europee studiate?

L’unico punto di accordo diffuso e costante riguarda la necessità di maggiore trasparenza e responsabilità pubblica nelle politiche alimentari.

Oltre a questa base di partenza condivisa, emergono notevoli divergenze. Le organizzazioni non profit e le iniziative di solidarietà – e in misura leggermente minore gli attori adiacenti al settore alimentare – esprimono un forte sostegno a un processo decisionale inclusivo che dia maggiore voce ai cittadini e alle diverse parti interessate. Al contrario, gli attori a scopo di lucro nella filiera alimentare sono generalmente meno favorevoli a una partecipazione più ampia e attribuiscono maggiore importanza al processo decisionale guidato dagli esperti.

In ancient Greece, Demeter was the goddess who presided over nature and the harvest. Today, Demeter is also the name of an international consortium, led by the Scuola Normale Superiore, that is studying the food supply chains of seven European cities, including Bologna. The project investigates how the various actors involved — from producers to distributors — envision a green transformation of their processes, and whether citizens as consumers are able to drive this shift. The project is coordinated by Lorenzo Bosi, Professor of Political Sociology at the Florence campus. “Overall, perceptions of green transition policies depend significantly on a person’s position within the food system,” Bosi explains. “Among the 97 actors who responded to our questionnaires, agricultural and food producers showed the lowest level of support for green transition policies and were the most likely to emphasize their negative consequences. This contrasts with hybrid food companies, non-profit organizations, and actors adjacent to the food sector. The only point of broad and consistent agreement concerns the need for greater transparency and public accountability in food policies,” he continues. “Beyond this shared starting point, significant differences emerge. Non-profit organizations and solidarity initiatives strongly support inclusive decision-making processes that give greater voice to citizens and stakeholders. By contrast, for-profit actors in the food supply chain are generally less favorable to broader participation and place greater emphasis on expert-driven decision-making”.

Michela Lazzeroni e Antonello Romano*

NUOVI MODELLI

Le capacità predittive della IA geospaziale per una sostenibilità intelligente

Mapping Intelligence

Con l’Intelligenza Artificiale le tecniche di machine e deep learning stanno trasformando profondamente molti ambiti scientifici e tecnologici grazie alla straordinaria capacità di apprendere dai dati e rivelare schemi e conoscenze precedentemente sconosciuti o poco visibili. La geografia

rappresenta un ambito privilegiato per sperimentare e valorizzare tali avanzamenti grazie alla disponibilità di vasti e diversificati dati geospaziali, alle complesse e affascinanti interazioni tra esseri umani e ambiente, e al ruolo cruciale che l’analisi spaziale svolge nella comprensione e governance del territorio.

All’interno del progetto PNRR Future Artificial Intelligence Research (https://fondazione-fair.it/, spoke 1 coordinato dall’Università di Pisa) è stato possibile sviluppare competenze innovative nell’uso dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) e nell’applicazione dell’IA all’analisi territoriale, attraverso la sperimentazione di modelli di Geospatial Artificial Intelligence (GeoAI). Si tratta di un campo di ricerca di frontiera che combina IA, Big Data e Geographic Data Science e che permette di esplorare, modellare e interpretare la complessità territoriale e prevederne gli sviluppi futuri in un’ottica di sostenibilità

Da un lato, l’intelligenza artificiale geospaziale segue un approccio knowledge-driven, che parte dalle conoscenze e dalle teorie e metodologie geografiche per simulare scenari e comprendere le cause e la distribuzione spaziale dei fenomeni; dall’altro, approfondisce un approccio data-driven, che analizza grandi quantità di dati tramite deep learning e reti neurali convoluzionali (CNN) applicate allo spazio geografico per supportare decisioni strategiche. Attraverso l’applicazione di tecniche geostatistiche avanzate, si possono dunque identificare pattern geospaziali e temporali nei Big Data per generare nuova conoscenza sui fenomeni territoriali e sviluppare modelli predittivi, capaci di produrre previsioni con un elevato grado di accuratezza.

Mobilità pedonale prevista per il 2023

Le potenzialità della GeoAI aprono dunque nuove frontiere per leggere, interpretare e progettare lo spazio in modo sostenibile, favorendo un dialogo inedito tra intelligenza artificiale, dati e pianificazione territoriale. Questa integrazione consente di passare da una visione statico-descrittiva del territorio a una geografia dinamica e predittiva, in cui i fenomeni socio-spaziali possono essere osservati nel loro divenire, anticipando criticità e individuando opportunità. Tra i diversi ambiti di applicazione emergono, ad esempio, quelli legati alla mobilità sostenibile, dove i modelli predittivi possono suggerire percorsi ottimali per pedoni e ciclisti, migliorare la gestione del traffico o orientare la creazione di nuove infrastrutture; al turismo urbano, in cui l’analisi dei dati geolocalizzati consente di prevedere flussi e comportamenti, quali ad esempio l’impatto di piattaforme digitali come Airbnb. Inoltre, l’intelligenza artificiale geospaziale consente di simulare scenari futuri valutando l’impatto di politiche o interventi prima che vengano attuati, fornendo così strumenti preziosi per la pianificazione strategica e adattiva.

La GeoAI, dunque, non va intesa unicamente come strumento tecnico, ma come una trasformazione epistemologica che ridefinisce le modalità di analisi e di governo della sostenibilità territoriale.

*Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, UniPi

Mobilità pedonale reale 2023

< 0,50 Std. Dev.

0,50 - 1,5 Std. Dev.

1,5 - 2,5 Std. Dev. > 2,5 Std. Dev.

Previsione dei pattern di mobilità pedonale a Pisa nel 2023 a partire da dati riferiti al 2022 e l’impiego di tecniche di GeoAI

Artificial Intelligence (AI), in particular machine and deep learning techniques, is profoundly transforming many scientific and technological domains thanks to its extraordinary ability to learn from data and reveal patterns and knowledge that were previously unknown or barely visible. Geography represents a privileged field for experimenting with and enhancing these advancements, due to the availability of vast and diverse geospatial datasets, the complex and fascinating interactions between humans and the environment, and the crucial role that spatial analysis plays in understanding and governing territories.

Within the framework of the PNRR Future Artificial Intelligence Research project (https:// fondazione-fair.it/, spoke 1 coordinated by the University of Pisa), it has been possible to develop innovative expertise in the use of Geographic Information Systems (GIS) and in the application of AI to territorial analysis through the experimentation of Geospatial Artificial Intelligence (GeoAI) models. This is a frontier research field that combines AI, Big Data, and Geographic Data Science, enabling the exploration, modelling, and interpretation of territorial complexity and the prediction of future developments from a sustainability perspective.

On the one hand, GeoAI follows a knowledge-driven approach, which starts from geographical knowledge, theories, and methodologies to simulate scenarios and understand the causes and spatial distribution of phenomena; on the other hand, it deepens a data-driven approach, which analyses large volumes of data through deep learning and convolutional neural networks (CNNs) applied to geographic space to support strategic decision-making. Through the application of advanced geostatistical techniques, it is therefore possible to identify geospatial and temporal patterns in Big Data, generate new knowledge about territorial phenomena, and develop predictive models capable of producing highly accurate forecasts.

The potential of GeoAI thus opens new frontiers for reading, interpreting, and designing space in a sustainable way, fostering a new dialogue between artificial intelligence, data, and spatial planning.

Infrastrutture

Risorse vitali

A Pontedera, un innovativo impianto per la gestione delle acque piovane urbane

The Resources That Sustain Us

Simone Lippi*

Essere “green” oggi significa innovare con intelligenza: proteggere l’ambiente, migliorare la vita dei cittadini e creare modelli replicabili. Con questo obiettivo Acque partecipa al progetto europeo D4RUNOFF, finanziato da Horizon Europe, che punta a gestire in modo sostenibile le acque piovane urbane

Il tema è cruciale: l’aumento di piogge intense e inquinanti emergenti – microplastiche, PFAS, pesticidi, metalli pesanti – mette sotto pressione gli ecosistemi e le infrastrutture. A Pontedera, presso il depuratore, Acque ha realizzato un impianto pilota che integra soluzioni basate sulla natura con tecnologie digitali e sensori avanzati. Vasche di fitodepurazione con sabbia, ghiaia e piante acquatiche permettono di trattare e accumulare l’acqua piovana, mentre sistemi di autocampionamento e modelli predittivi supportano un monitoraggio continuo.

La sperimentazione, che proseguirà fino a febbraio 2026, non resta chiusa nei laboratori: Pisa e Pontedera hanno ospitato workshop, open day e attività formative per studenti e cittadini, trasformando la ricerca in un percorso condiviso. D4RUNOFF è infatti anche un progetto di comunità, che valorizza la partecipazione e costruisce consapevolezza.

Con tre siti dimostrativi in Europa, l’iniziativa ha l’ambizione di fornire strumenti utili ad altri territori, adattabili a condizioni climatiche e urbanistiche differenti. Per il territorio pisano significa diventare un punto di riferimento nel campo della sostenibilità, con un approccio che unisce natura, scienza e tecnologia.

D4RUNOFF dimostra che la sostenibilità non significa solamente ridurre l’impatto ambientale, ma generare valore: più qualità dell’acqua, più resilienza ai cambiamenti climatici, più innovazione condivisa. Un’eccellenza locale che guarda all’Europa e al futuro.

* Responsabile Tutela della Risorsa Idrica di Acque

Being “green” today means innovating through smart thinking: protecting the environment, improving citizens’ quality of life, and creating replicable models. With this goal in mind, Acque is taking part in the European project D4RUNOFF, funded by Hori-

A Pontedera un impianto pilota D4RUNOFF per le acque meteoriche

MONITORAGGIO CONTINUO

zon Europe, which focuses on the sustainable management of urban stormwater

The issue is crucial. The increase in intense rainfall and emerging pollutants – microplastics, PFAS, pesticides and heavy metals – is placing growing pressure on ecosystems and infrastructure. In Pontedera, at the wastewater treatment plant, Acque has developed a pilot facility that integrates nature-based solutions with digital technologies and advanced sensors. Phytoremediation basins filled with sand, gravel and aquatic plants treat and store rainwater, while automated self-sampling systems and predictive models support continuous monitoring.

The pilot project, which will continue until February 2026, is not confined to laboratories. Pisa and Pontedera have hosted workshops, open days and training activities for students and citizens, turning research into a shared and participatory journey.

La Carta degli alberi

Riforestazione urbana, una concreta politica verde

Dalla collaborazione scientifica con l’Università di Pisa alle nuove strategie di gestione del verde: un modello che unisce dati, sicurezza e qualità della vita, con un patrimonio arboreo aumentato del 27% in sette anni

Nelle città contemporanee la gestione del patrimonio arboreo non è più un intervento accessorio, ma una componente strutturale delle politiche urbane. Il verde deve essere trattato come un’infrastruttura funzionale al benessere collettivo poiché regola il microclima, contribuisce alla qualità dell’aria, mitiga i fenomeni di isola di calore e sostiene la biodiversità locale.

È in questo quadro che si inserisce la riforestazione urbana, intesa come un insieme coordinato di azioni – pianificazione, monitoraggio, manutenzione, sostituzione program-

The City’s Living Map
Luca Fracassi

mata – che permettono di integrare natura ed ecosistema urbano in una logica di lungo periodo.

Per il Comune di Pisa questo approccio non è uno slogan, ma un metodo di lavoro basato su analisi scientifica e dati aggiornati. Il punto di forza è la collaborazione strutturata con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, con cui è stato elaborato un protocollo tecnico che definisce criteri botanici, valutazioni fitosanitarie, priorità di intervento, modalità di scelta delle specie e standard di messa a dimora

A partire da questo impianto scientifico, Pisa ha realizzato un vero e proprio censimento arboreo: oltre 21 mila alberi georeferenziati, ciascuno con la propria scheda tecnica che descrive stato di salute, dimensioni, esposizione, potenziali criticità e necessità manutentive. Una banca dati dinamica che consente di visualizzare la “carta degli alberi”, di programmare interventi mirati e di stimare con precisione gli effetti ecologici attesi delle nuove piantumazioni.

“Investire sul verde pubblico è uno dei pilastri del programma di mandato della nostra Amministrazione – sottolinea il sindaco di

21.000 ALBERI GEOREFERENZIATI

Pisa Michele Conti – e la sinergia con l’Università di Pisa ha permesso di introdurre indicatori misurabili, monitoraggi ciclici e un lessico comune tra parte politica, tecnici e gestori del verde, migliorando qualità e trasparenza degli interventi. Continuiamo a lavorare per far crescere la città investendo su qualità ambientale, ascolto dei territori ed equilibrio tra sicurezza e bellezza. Piantare un albero oggi significa costruire un futuro più vivibile per chi verrà dopo di noi”.

Il bilancio del periodo 2018-2025 conferma l’efficacia di questo modello: il patrimonio arboreo è cresciuto da 18.221 a 21.374 unità nel 2025, con un incremento netto di 3.153 alberi nonostante i rinnovi necessari per motivi di sicurezza. Con il completamento del Parco di via Pungilupo che da solo prevede la piantumazione di 1.300 nuove piante – parte del più ampio quadro della “Visione 2035” sull’aumento della canopy cover urbana dall”11 al 25% – il totale arriverà a 22.674 unità entro marzo 2026, segnando un +27% rispetto al 2018.

Le linee guida del Dipartimento di Scienze Agrarie sono applicate anche a ogni necessaria sostituzione, garantendo che l’abbattimento di una pianta – ammesso solo per comprovati motivi di sicurezza – sia sempre accompagnato da una sostituzione adeguata, coerente con l’habitat urbano, con le caratteristiche del suolo e con gli obiettivi di resilienza climatica. Accanto alla fase di impianto, assume peso strategico la gestione dei primi anni di vita delle nuove alberature: irrigazione regolare con sistemi a tubodreno, impianti automatici nelle aree più estese, monitoraggio stagionale e sostituzione gratuita delle piante non attecchite entro i primi due anni. È un lavoro quotidiano, affidato a squadre dedicate che seguono piani di irrigazione intensificati tra aprile e ottobre. Una manutenzione programmata, non emergenziale, che favorisce lo sviluppo radicale e riduce il rischio di mortalità nei primi tre anni.

In queste scelte si riflette un’idea precisa di identità urbana, quella di una città che non considera il verde come elemento decorativo, ma come infrastruttura capace di custodire memoria, generare benessere, migliorare il paesaggio e favorire una civiltà

Sopra: Il nuovo Viale delle Cascine
Sotto: Il Parco Europa di Cisanello

dell’ascolto. La riforestazione diventa così un linguaggio condiviso, un mestiere collettivo che unisce tecnica, cura e responsabilità. E che ci ricorda, con la concretezza delle radici, che il futuro si costruisce sempre un albero alla volta.

In contemporary cities, the management of urban trees is no longer a secondary concern, but a structural component of urban policy. Green spaces must be treated as functional infrastructure for collective well-being, as they regulate the microclimate, improve air quality, mitigate urban heat island effects, and support local biodiversity.

It is within this framework that urban reforestation takes shape, understood as a coordinated set of actions – planning, monitoring, maintenance and scheduled replacement – designed to integrate nature into the urban ecosystem with a long-term perspective.

For the Municipality of Pisa, this approach represents a working method based on scientific analysis and up-to-date data. Its main strength lies in the structured collaboration with the Department of Agricultural, Food and Agro-environmental Sciences of the University of Pisa, with which a technical protocol has been developed defining botanical criteria, phytosanitary assessments, intervention priorities, species selection methods and planting standards.

Building on this scientific framework, Pisa has carried out a comprehensive tree census: more than 21,000 georeferenced trees, each with a technical data sheet describing health conditions, size, exposure, potential risks and maintenance needs. This dynamic database makes it possible to visualize a true “tree map,” plan targeted interventions and accurately estimate the expected ecological impact of new plantings.

“Investing in public green spaces is one of the cornerstones of our administration’s mandate,” emphasizes Pisa’s Mayor Michele Conti. “The synergy with the University of Pisa has made it possible to introduce measurable indicators, cyclical monitoring and a shared language between policymakers,

technicians and green space managers, improving both the quality and transparency of interventions. We continue to work to grow the city by investing in environmental quality, listening to local communities and maintaining a balance between safety and beauty. Planting a tree today means building a more livable future for those who will come after us.”

The guidelines of the Department of Agricultural Sciences are also applied to every necessary replacement, ensuring that when a tree must be removed for safety reasons, it is always replaced in a manner consistent with the urban habitat, soil characteristics and climate resilience goals.

Sopra: Il Bosco del mare dei Nuovi nati Calambrone
Sotto: Il Parco di via Pungilupo

Infrastrutture

TOSCANA AL BIVIO

Per una mobilità alternativa gli scenari proposti dal progetto SAMPLE

Tuscany at the Crossroads of Change

La Strada di Grande Comunicazione

Firenze-Pisa-Livorno (FI-PI-LI)

è la spina dorsale della mobilità toscana dall’interno alla costa.

Su questa arteria scorrono ogni giorno flussi continui di persone e merci, sia toscani che non. Ma oggi, di fronte alle sfide ambientali e sociali, la domanda è: quale mobilità vogliamo per il futuro della Toscana?

Aquesta domanda ha provato a rispondere lo studio Sustainable

Alternative Mobility: Probing, Learning, Engaging (SAMPLE), realizzato dal gruppo di ricerca ERE (Energy and Resource Efficiency) dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa assieme alla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. Il progetto ha analizzato criticità e percezioni

dei cittadini e delle imprese rispetto agli scenari alternativi di intervento che guardano, da un lato, al potenziamento strutturale della FIPI-LI e, dall’altro, allo sviluppo di una pluralità di interventi volti a potenziare la mobilità intermodale sul territorio, mettendo in luce una transizione in atto tra la logica della pura efficienza stradale e la crescente sensibilità verso una mobilità alternativa e più sostenibile

Nel dettaglio gli scenari messi a confronto sono stati tre: il Business as Usual (BAU), che mantiene l’attuale configurazione dell’infrastruttura; il Potenziamento stradale, che prevede la realizzazione della terza corsia sulla FI-PI-LI e un sistema di pedaggio per i mezzi pesanti; e il Potenziamento contestuale, basato su una mobilità integrata, intermodale e intelligente, in cui diversi mezzi di trasporto (pubblici e privati, individuali e collettivi) sono connessi fisicamente e digitalmente per consentire spostamenti continui, efficienti e personalizzati.

Le analisi, condotte su oltre 2.000 rispondenti tra cittadini e imprese, restituiscono un quadro non privo di contraddizioni. Il tradizionale orientamento all’ampliamento in-

frastrutturale incontra ancora consenso fra gli utenti maturi e le imprese manifatturiere, che vi vedono una risposta immediata ai problemi di congestione e ai costi logistici. Mentre le generazioni più giovani e, tra le imprese, i settori dei servizi, dell’istruzione e della sanità guardano con favore al Potenziamento contestuale, riconoscendovi un modello più resiliente, inclusivo e ambientalmente sostenibile.

Le evidenze comportamentali sono eloquenti: chi usa abitualmente l’auto o la FI-PI-LI tende a preferire lo scenario stradale, tanto da contribuire a un possibile rebound effect, ossia il fenomeno per cui l’aumento di efficienza induce maggiore consumo, riducendo i benefici attesi. Al contrario, chi è più aperto al cambiamento e già utilizza il trasporto pubblico o la bicicletta mostra una spiccata propensione verso soluzioni “green”. In termini di accettabilità collettiva, lo scenario Contestuale raggiunge punte del 70% tra i giovani con istruzione elevata, segnalando che la transizione verso una mobilità sostenibile non è solo una questione tecnica, ma soprattutto generazionale e culturale.

Sotto il profilo logistico, lo studio evidenzia poi come la sostenibilità non sia un ostacolo ma un moltiplicatore di efficienza. Il rafforzamento dell’intermodalità e l’introduzione di piattaforme MaaS (Mobility as a Service) potrebbe consentire di ridurre la congestione, ottimizzare i flussi merci e migliorare la sicurezza, ossia contribuire a obiettivi altamente prioritari per gli stessi sostenitori dello scenario di Potenziamento stradale. Ciò avverrebbe infatti direzionando i flussi del trasporto persone maggiormente verso i mezzi pubblici, e rendendo così le arterie stradali quali la FI-PI-LI più libere e meno congestionate, a vantaggio dell’efficienza del trasporto merci manifatturiero che le imprese non possono spostare su rotaia. La logistica “green” può pertanto diventare il perno di un modello di sviluppo regionale capace di coniugare competitività e qualità della vita.

Il progetto SAMPLE non offre soluzioni precostituite, ma una base empirica e scientifica per decidere con consapevolezza. Come sottolineano gli autori, Francesco Ghezzi e Giovanni Gesiot, coordinati dal Professor

OBIETTIVO LOGISTICA GREEN

Francesco Rizzi, “nessuno scenario raccoglie consenso unanime: ciò impone una governance capace di mediare tra efficienza economica, sostenibilità ambientale e giustizia sociale”.

La sfida è dunque sia politica che culturale: immaginare una Toscana che investa non solo in corsie, ma in una mobilità intelligente e condivisa, capace di ridurre impatti ambientali e sociali, valorizzare la logistica regionale e rendere il territorio più connesso e vivibile.

future mobility model. The SAMPLE project, promoted by the Institute of Management of the Sant’Anna School of Advanced Studies together with the Chamber of Commerce of North-West Tuscany, analyzed public perceptions of three possible scenarios: Business as Usual (BAU), which maintains the current infrastructure configuration; Road Expansion (a third lane); and Contextual Upgrading, based on integrated, intermodal and smart mobility.

The study, based on more than 2,000 responses, reveals a clear divide. Manufacturing companies and more traditional sectors tend to favor road expansion for its immediate logistical efficiency, while younger respondents and the service sector support the contextual scenario, considered more resilient and sustainable, with approval peaks reaching 70%.

The FI-PI-LI highway is a vital transport artery for Tuscany, yet environmental challenges now require a fundamental rethinking of its

The research also highlights how car dependency creates a “rebound effect” that can neutralize the benefits of additional lanes. Sustainable logistics emerges as an efficiency multiplier: integrating Mobility as a Service (MaaS) systems for passenger transport helps relieve congestion on the FI-PI-LI, directly benefiting freight transport for the manufacturing sector. This demonstrates that sustainability can successfully combine regional competitiveness with quality of life. The SAMPLE project provides a solid scientific foundation: the challenge is not only technical, but also one of governance, requiring the ability to balance economic efficiency, sustainability and social equity. Tuscany now faces a strategic choice — whether to invest in more asphalt, or in a future built on smart, shared mobility.

TERRAZZA VERDE

Naturalizzare la città, un nuovo habitat per mille bulbi sul

Where the City Turns Green

Il tetto verde della biblioteca SMS ispirato alla flora del Monte Pisano si arricchisce di nuove specie vegetali come l’aglio rosa e il narciso grazie a Cnr, Legambiente e Comune di Pisa

Pisa. Forse non tutti sanno che la biblioteca SMS ha una terrazza sommitale, dove è stato allestito un tetto verde estensivo. Cosa è un tetto verde estensivo? È una soluzione del tutto naturale grazie alla quale vengono svolti servizi ecosistemici come la regolazione della temperatura degli edifici, la riduzione dell’impatto delle piogge e l’ospitalità della biodiversità vegetale e animale, ad esempio impollinatori e uccelli. La scarsa profondità e la bassa fertilità del suolo limitano la crescita delle piante, riducendo drasticamente la manutenzione, soprattutto in

assenza di irrigazione. Francesca Bretzel dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi (Cnr-Iret) spiega: “Questo tipo di infrastruttura verde prevede una profondità di suolo/substrato non superiore a 20 cm. In queste condizioni estreme – scarso spazio radicale, temperature elevate e poca umidità – la scelta delle piante che si adattano è limitata. Nei tetti commerciali si utilizzano specie crassulacee, succulente, che hanno una riserva di acqua nei tessuti e in questo modo riescono a superare la stagione estiva”. Vari studi hanno provato a utilizzare specie diverse, per migliorare la biodiversità e l’aspetto estetico. Un approccio è quello del modello ecologico o habitat template: in natura si trovano ambienti con caratteristiche pedoclimatiche simili e si può introdurre la fitocenosi che cresce spontaneamente in quei luoghi, utilizzando i semi o le talee.

Riprende Bretzel: “Questo sistema ha il vantaggio di propagare specie locali, e quindi può essere utile per divulgare informazioni naturalistiche in caso di frequentazione dello spazio, come nel caso del tetto della SMS a Pisa. Ci sono anche situazioni dove lo spazio non è fruibile: non verificandosi alcun disturbo da parte delle persone, gli animali trovano un luogo sicuro dove nidificare e si presentano aspetti legati alla conservazione della natura”.

Per quel che riguarda le piante, se non c’è irrigazione o fertilizzazione queste non hanno uno sviluppo tale da richiedere interventi manutentivi; anche le specie ruderali che tendono a crescere dominando la vegetazione rimangono piccole e facilmente gestibili.

Il tetto della SMS presenta una vegetazione composta da specie avventizie che sono arrivate per colonizzazione spontanea e manifestano adattamenti con i quali sono in grado di resistere alle condizioni di elevata temperatura, scarso apporto di nutrienti e scarsa umidità. Il Cnr-Iret e Legambiente Pisa hanno collaborato con il Comune di Pisa, che gestisce lo spazio a verde e la biblioteca SMS, nell’ambito del progetto “Naturalizzare la città” del Centro Nazionale della Biodiversità del futuro. Sul tetto verde della SMS già da un paio di anni si conducono ricerche per monitorare la colonizzazione spontanea di piante erbacee, e sono state seminate specie erbacee raccolte nei prati aridi e soleggiati del Monte Pisano con lo scopo di incrementare la diversità biologica. Di recente, il progetto si è arricchito ed ha visto volontari di Legambiente Pisa e ricercatori di Cnr-Iret piantare un migliaio di bulbi di specie come l’aglio rosa, il muscari, il narciso. Le specie bulbose ed erbacee, tipiche di prati aridi, adattate ad aridità, luce solare elevata e suolo poco profondo, come in natura, danno colori e fioriture in primavera, mentre in estate seccano, per ripartire alle prime piogge autunnali.

The green roof of the SMS Library, inspired by the flora of Mount Pisano, is being enriched with new plant species such as pink garlic and daffodils, thanks to a collaboration between the National Research Council (CNR), Legambiente and the Municipality of Pisa.

Pisa. Not everyone knows that the SMS Library features a rooftop terrace where an extensive green roof has been created. But what exactly is an extensive green roof? It is a fully natural solution that provides important ecosystem services, including building temperature regulation, reduced rainwater runoff, and a welcoming habitat for plant and animal biodiversity, such as pollinators and birds. Because the soil layer is shallow and low in nutrients, plant growth is naturally limited, drastically reducing maintenance requirements, especially in the absence of irrigation. The SMS roof hosts vegetation made up of spontaneous colonizing species, which have developed adaptations that allow them to withstand temperature extremes, low nutrient availability and limited moisture.

The Institute for Research on Terrestrial Ecosystems of the National Research Council in Pisa (IRET-CNR) and Legambiente Pisa collaborated with the Municipality of Pisa, which manages both the green space and the SMS Library, within the framework of the project “Naturalising the City”, promoted by the National Biodiversity Future Center.

Volontari di Legambiente e la ricercatrice Francesca Bretzel di Cnr-Iret sul tetto della biblioteca SMS

RICERCA

FUTURO RIGENERATIVO

Scienza, imprese e biodiversità, duemila ricercatori danno vita a un bio-centro innovativo

Towards a Regenerative Future

ll National Biodiversity Future Center (NBFC) è il Centro nazionale di ricerca e innovazione dedicato alla biodiversità, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con fondi PNRR. Coinvolgendo oltre duemila ricercatrici e ricercatori provenienti da università, enti di ricerca e imprese, il Centro ha l’obiettivo di trasformare il sapere scientifico in soluzioni concrete per contrastare la perdita di biodiversità, ripristinare ecosistemi fragili e proteggere specie e habitat a rischio in tutto il territorio italiano.

#curare la terra L’

ambizione è fare della biodiversità un pilastro su cui fondare uno sviluppo economico sostenibile, capace di generare benessere, innovazione e valore condiviso.

In un contesto in cui la natura diventa sempre più riconosciuta come capitale produttivo e strategico, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha contribuito alle attività del NBFC con l’obiettivo di dimostrare che ricerca e impresa possono convergere verso questo obiettivo

Il gruppo di lavoro della Scuola, che riunisce competenze di management, agraria e ingegneria, lavora per comprendere e valorizzare il legame tra sistemi naturali e sistemi economici, mostrando come la tutela della biodiversità possa tradursi in nuove opportunità di competitività, innovazione e resilienza per le imprese

Uno dei risultati più significativi degli esperti della Scuola è stato lo sviluppo di un modello innovativo per valutare le dipendenze delle imprese dalla biodiversità, capace di rendere visibile ciò che spesso resta invisibile nei bilanci aziendali: il contributo fondamentale degli ecosistemi alla creazione di valore

Questo approccio sposta l’attenzione dalla logica della mera compensazione a quella dell’integrazione strategica: non si tratta solo di ridurre i danni o di adempiere a obblighi ambientali, ma di riconoscere nella natura un alleato del business e una leva per la sostenibilità a lungo termine.

Parallelamente, un’estesa attività di ricerca ha raccolto e analizzato esperienze di imprese che hanno già intrapreso percorsi di rigenerazione ambientale, sperimentando soluzioni per preservare o ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi naturali. Questi casi raccontano come organizzazioni di diversi settori stiano affrontando la propria dipendenza

Un altro ambito di lavoro a metà tra robotica ed ecologia comportamentale ha aperto prospettive inedite per la conservazione della biodiversità e per la gestione sostenibile degli ecosistemi. In particolare, grazie alla robotica bio-ispirata e biomimetica, la ricerca scientifica prende ispirazione dagli organismi viventi per sviluppare sistemi in grado di imitare o dialogare con i comportamenti degli insetti e degli animali marini.

A coronamento di questo impegno congiunto, Pisa ha ospitato la R&D Management Conference 2025, che ha riunito esperti da tutto il mondo per discutere come l’innovazione possa farsi leva di rigenerazione ambientale e sociale. Un segnale forte di come la ricerca italiana, grazie anche al lavoro della Scuola nell’ambito del NBFC, stia contribuendo a ridefinire il significato stesso di sviluppo sostenibile: non più un vincolo, ma una nuova frontiera di competitività. L’incrocio tra tecnologia, impresa e natura può portare allo sviluppo di un business rigenerativo fondato sulla cura e sulla conoscenza della vita sulla Terra.

* Istituto di Management, Scuola Superiore Sant’Anna

The National Biodiversity Future Center (NBFC) is Italy’s first major hub dedicated to research and innovation in biodiversity, funded by the Ministry of University and Research through the National Recovery and Resilience Plan (PNRR). It brings together more than two thousand researchers from universities, research institutions and companies, united by a common goal: turning science into concrete action to halt biodiversity loss, protect endangered species and habitats, and regenerate the country’s most fragile ecosystems.

The Center aims to make biodiversity a true driver of sustainable development, capable of generating innovation, well-being and new economic opportunities.

Within this project, the Sant’Anna School of Advanced Studies in Pisa plays a key role, dal capitale naturale, le barriere incontrate e i nuovi partenariati costruiti lungo il percorso, contribuendo alla diffusione di competenze e buone pratiche nel mondo produttivo.

showing how research and business can work together to build a more sustainable future. Its interdisciplinary team of experts in management, agricultural sciences and engineering studies the link between nature and the economy, demonstrating that protecting biodiversity can become a lever for competitiveness and innovation for companies.

One of the most significant outcomes is the development of a model that measures how much companies depend on biodiversity and how much they impact it. This tool helps highlight the value of ecosystems, shifting the focus from simple damage compensation to their strategic integration into business processes.

Alongside this, the School has analyzed numerous corporate experiences in nature regeneration, collecting case studies and best practices that are valuable for the entire productive sector. Another line of research, combining robotics and ecology, is testing bio-inspired solutions to observe, protect and manage ecosystems in innovative ways.

Crowning this journey, Pisa hosted the R&D Management Conference 2025, where international experts discussed how innovation can become a regenerative force for both the environment and society.

| ricerca

Marina Caterina Magnani

AGENDA SOSTENIBILE

Dalla raccolta differenziata alla lotta a plastica e fumo, una Commissione ad hoc per Unipi

Shaping a Sustainable Agenda

Da alcuni anni l’Università di Pisa ha scelto di dare alla sostenibilità un ruolo centrale, istituendo un Prorettorato dedicato e una Commissione di Ateneo che ne coordina i progetti: ne parliamo con la professoressa Elisa Giuliani, prorettrice per la Sostenibilità e Agenda 2030 di UniPi

Da quando c’è in Ateneo una delega alla sostenibilità?

Dal 2022, con l’avvio del man dato del rettore Riccardo Zucchi l’Università di Pisa ha istituito un prorettorato dedicato alla sostenibilità e all’Agenda 2030. In passato, il prorettore alla terza missio ne aveva ricevuto anche una delega sulla sostenibilità, ma in questo mandato si è

decisamente rafforzata la centralità strategica del tema con un prorettorato ad hoc. L’obiettivo è integrare questi principi nella gestione e nelle politiche di Ateneo, trasformandoli in pratiche concrete.

Quali sono le attività principali della Commissione per la Sostenibilità d’Ateneo?

I fronti di lavoro sono molteplici, nell’ultimo anno voglio ricordare: il miglioramento della raccolta differenziata con il progetto “n0wNearly Zero Waste”, l’eliminazione della plastica monouso e il rafforzamento delle politiche antifumo.

Può illustrarci il progetto “n0w - Nearly Zero Waste”?

È un programma sviluppato con CONAI, Contarina, e in partnership anche con il Comune di Pisa e Geofor per migliorare la raccolta differenziata. Abbiamo uniformato i cestini, avviato un percorso di informazione e formazione, e introdotto Nando, un sistema di monitoraggio ottico che consente di verificare la correttezza dei conferimenti. I dati più recenti indicano che l’Ateneo ha superato ampiamente il 65% di raccolta differenziata interna. È un risultato importante, che unisce tecnologia, governance e responsabilità collettiva.

Sulle bottiglie di plastica?

Attraverso l’elaborazione di un capitolato di gara innovativo, l’Ateneo ha sostituito l’acqua in bottiglia di plastica da mezzo litro, con erogatori di acqua pubblica, abbattendo il consumo di plastica di circa 280.000 bottigliette l’anno.

Il terzo ambito riguarda la lotta al fumo.

Stiamo lavorando per rendere più efficaci i divieti di fumo in particolare per gli spazi esterni creando contestualmente zone fumo esterne attrezzate, nell’ambito del progetto Segnali di fumo. Questi spazi, dotati di posacenere rici-

clabili Human Maple, permettono di gestire in modo controllato e sostenibile la presenza di fumatori. Il progetto è già attivo nel dipartimento di Chimica, e in fase di progettazione nel dipartimento di Scienze della Terra e in alcuni poli didattici.

Quali saranno le prossime priorità?

Continuare con i progetti in essere, ma anche promuoverne di nuovi in ambiti che riguardano energia e comunità energetiche, e mobilità sostenibile. Sono necessari investimenti ingenti e una partnership solida con diversi interlocutori politici, perché non tutto dipende da noi. Certo è che siamo moto determinati. La sostenibilità deve diventare una competenza diffusa, parte integrante dell’identità dell’Ateneo.

In sintesi, che cosa significa oggi “università sostenibile”?

Significa un’istituzione che considera le scelte sostenibili non come attività di nicchia a margine ma come comportamenti da mettere in pratica trasversalmente, a diversi livelli, dalle piccole routine quotidiane fino alle grandi decisioni strategiche.

Since 2022, the University of Pisa has chosen to place sustainability at the heart of its strategy, establishing for the first time a dedicated Vice-Rectorate and a University Commission to coordinate projects linked to the 2030 Agenda. The goal, explains Vice-Rector Francesca Giuliani, is to integrate sustainability principles into university governance and policies, turning them into concrete and shared practices. Among the most significant initiatives are the n0w - Nearly Zero Waste project, the elimination of single-use plastic and anti-smoking policies. Through n0w, developed in partnership with CONAI, Contarina, Geofor and the Municipality of Pisa, the University standardized recycling bins, launched training activities and introduced Nando, an optical monitoring system that checks the correctness of waste disposal. The results are encouraging: internal separate waste collection has exceeded 65%, with steady improvement and increas-

ingly smaller differences among facilities. Another concrete step was the decision to phase out half-liter plastic water bottles, replacing them with public water dispensers. A simple yet effective action that eliminates around 280,000 plastic bottles every year.

In terms of health and quality of life, the Segnali di fumo project aims to strengthen smoking bans and create outdoor areas equipped with recyclable Human Maple ashtrays, ensuring sustainable and respectful management of shared spaces.

The next challenges concern energy, energy communities and sustainable mobility – areas that require resources and collaboration with institutions and local authorities. “Sustainability,” Giuliani notes, “must become a shared competence and an integral part of the University’s identity.”

Today, being a sustainable university means exactly this: not confining sustainability to a specialized sector, but making it a daily practice that guides both small and strategic decisions, from waste management to longterm planning.

FORMAZIONE

Competenze avanzate

L'integrazione tra ricerca, territorio e imprese al centro di nuovi percorsi

Training Tomorrow’s Leaders

In un contesto globale sempre più complesso, caratterizzato da profondi mutamenti climatici, sociali ed economici, la formazione avanzata costituisce uno strumento strategico per favorire l’innovazione e la competitività dei sistemi produttivi. Università e imprese sono pertanto chiamate a collaborare per costruire nuovi modelli di sviluppo sostenibile,

capaci di integrare competenze tecniche, scientifiche e di gestione.

In quest’ottica, alcuni percorsi formativi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa come il Master “Vini Italiani e Mercati Mondiali“, il Master in Gestione e Controllo dell’Ambiente (GECA) e il Corso di Alta Formazione in “Advanced Management of Fertilizers

and Biostimulants in Cropping Systems” si propongono come laboratori di innovazione e di confronto con il mondo produttivo. Attraverso programmi che uniscono formazione d’eccellenza, esercitazioni ed esperienze di stage, questi percorsi intendono promuovere una rete virtuosa tra formazione, ricerca avanzata, territorio e imprese

Master GECA: il percorso di alta formazione sulla sostenibilità ambientale più longevo in Italia

Il Master in “Gestione e Controllo dell’Ambiente” (GECA) è pensato per laureate e laureati triennali e magistrali che intendono specializzarsi nella gestione sostenibile delle risorse e nei processi di transizione ecologica. Il percorso formativo integra conoscenze tecnico-scientifiche, economiche e gestionali, con un approccio interdisciplinare volto a promuovere modelli produttivi e di consumo sostenibili. L’obiettivo del Master è formare figure professionali capaci di pianificare e attuare

FORMAZIONE INNOVAZIONE COMPETITIVITÀ

strategie di economia circolare e decarbonizzazione nei settori pubblico e privato, migliorando competitività e sostenibilità. Attraverso lezioni, esercitazioni, casi studio e un periodo di tirocinio, i partecipanti sviluppano competenze operative nella gestione dei rifiuti, delle risorse idriche ed energetiche, nella progettazione di sistemi di produzione circolari e nella valutazione delle performance ambientali. Le competenze acquisite consentiranno di operare efficacemente in imprese, enti pubblici e società di consulenza impegnate nella transizione ecologica e nella gestione sostenibile delle risorse.

Vini italiani e mercati mondiali: comunicazione e marketing per valorizzare il settore vitivinicolo

Anche la vitivinicoltura italiana deve adeguarsi ai cambiamenti (climatici, sociali, rapporti commerciali) che caratterizzano questo periodo storico. Gli interventi devono riguardare l’intera filiera produttiva, dal vigneto al consumatore. Le figure professionali aziendali vanno ripensate in un’ottica di complementazione delle competenze viticolo-enologiche e di marketing con quelle più squisitamente di tipo socio-culturale e di comunicazione, da integrare con quelle relative allo studio delle caratteristiche dei mercati (in particolare di quelli nuovi o emergenti) e delle tipologie dei consumi e dei consumatori internazionali. Tutti aspetti che, in un’ottica di forte innovazione, il Master Universitario “Vini Italiani e Mercati Mondiali” include in modalità integrata nel programma formativo, una parte del quale viene svolto sotto forma di stage presso le aziende convenzionate.

Per una gestione efficiente della nutrizione delle colture

Il Corso di Alta Formazione in “Advanced Management of Fertilizers and Biostimulants in Cropping Systems” si rivolge a laureati triennali e magistrali per fornire competenze specialistiche e complementari a quelle universitarie, concentrandosi sulle criticità e le opportunità legate all’impiego di fertilizzanti e biostimolanti in contesti di agro-ecosistemi nazionali e internazionali. L’obiettivo è fornire competenze avanzate per la pianificazione e la gestione efficiente della nutrizione delle colture, basata su una solida conoscenza dell’agronomia e delle scienze delle coltivazioni. L’impiego razionale di fertilizzanti e biostimolanti consentirà di ottimizzare i costi di produzione e di accrescere la sostenibilità economica e ambientale dei sistemi colturali. Le competenze specifiche acquisite saranno preziose per fornire supporto tecnico-agronomico a imprese agricole e industrie operanti nel settore dei mezzi tecnici.

In an increasingly complex global context, marked by profound climatic, social and economic changes, advanced education has become a strategic tool for fostering innovation and competitiveness in production systems. Universities and companies are therefore called upon to work together to build new models of sustainable development, capable of integrating technical, scientific and managerial skills.

Within this perspective, several educational programmes offered by the Sant’Anna School of Advanced Studies in Pisa – such as the Master’s programme Italian Wines and Global Markets, the Master’s in Environmental Management and Control (GECA), and the Advanced Training Course in Advanced Management of Fertilizers and Biostimulants in Cropping Systems – are conceived as laboratories of innovation and dialogue with the business world. Through programmes that combine academic excellence, practical training and internship experiences, these initiatives aim to promote a virtuous network linking education, advanced research, local communities and industry.

a cura di Stefano Pitti

CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA: SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E RESPONSABILITÀ SOCIALE PER IL FUTURO

La Cassa di Risparmio di Volterra è una banca fortemente radicata nel territorio, impegnata nel prendersi cura non solo dei clienti, ma anche dell’ambiente che la circonda. L’impegno verso la sostenibilità si concretizza ogni giorno in azioni volte a ridurre l’impatto ecologico delle operazioni bancarie, promuovere pratiche finanziarie responsabili e sensibilizzare la comunità su tematiche green e di educazione finanziaria.

In un contesto in cui le decisioni economiche si intrecciano con il benessere sociale e ambientale, CRV guida i propri clienti verso scelte che impattano positivamente sul loro

bilancio e sul futuro del pianeta. Ogni decisione finanziaria rappresenta un’opportunità per contribuire a costruire un futuro più verde e responsabile, e CRV è consapevole che proporre prodotti e servizi che incorporano tali valori è fondamentale per l’individuo e per la collettività. Oggi l’innovazione tecnologica gioca un ruolo chiave nell’impegno per la sostenibilità di CRV: si pensi alla possibilità da parte dei clienti di usare i nuovi canali digitali per usufruire dei principali servizi, senza doversi spostare per raggiungere le filiali; le stesse filiali, nell’ambito di un graduale percorso di ammo-

dernamento, sono ristrutturate con soluzioni sostenibili per ridurre il consumo energetico, grazie anche all’utilizzo di materiali riciclabili, mentre la formazione a distanza e lo smart working, contribuiscono a ridurre le emissioni derivanti dagli spostamenti dei dipendenti. Tra i servizi bancari proposti spicca il Mutuo Green, destinato a chi desidera acquistare immobili ad alte prestazioni energetiche. Con questo prodotto, CRV promuove l’adozione di pratiche che riducono i consumi energetici e le emissioni di CO2; di prossima adozione anche un prestito per permettere agli studenti universitari di seguire i vari percorsi di laurea e gli ulteriori costi connessi nel caso di corso accademico fuori sede.

L’impegno green della Cassa di Risparmio di Volterra si estende anche alle giovani generazioni, attraverso programmi di educazione finanziaria nelle scuole superiori. Questi programmi incoraggiano i ragazzi a riflettere sulle scelte economiche che influenzeranno il loro futuro e quello del pianeta, integrando così la consapevolezza finanziaria con una visione green.

italization, which makes it possible to reduce paper consumption and optimize business processes. The adoption of digital technologies and sustainable office solutions, such as the use of recyclable materials and reduced energy consumption, helps decrease the bank’s environmental footprint. Smart working and remote training also contribute to lowering emissions associated with employee travel.

Among CRV’s innovative banking services is the Green Mortgage, designed to facilitate the purchase of highly energy-efficient properties: this product promotes choices

an Italian bank with strong ties to the local area, directing its activities towards environmental sustainability and social responsibility. For CRV, sustainability is not only about respecting the environment but also involves social and economic aspects, with financial education as a central theme. CRV is committed every day to reducing its ecological impact, promoting responsible financial practices, and raising community awareness on environmental issues. A concrete example is the attention given to branch dig-

that lower consumption and CO2 emissions. The bank’s commitment extends to new generations, thanks to financial education programs in high schools, which invite students to reflect on the link between economic choices and a sustainable future.

CRV’s mission is to integrate sustainability into all banking activities, creating value for clients, the community, and the environment. The goal is to always be at the forefront in seeking innovative solutions for a greener, more responsible, and more conscious future.

Stefano | Direttore Generale CRV

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