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SANTE MESSE ARMENE - INFLUSSO LATINO Mons. Vartan W. Boghossian , sdb Membro della Commissione Patriarcale di Liturgia ottobre 2014 exarmal@gmail.com
Per una persona abituata alla liturgia latina è facile notare subito l'influsso di essa su alcune parti della liturgia della santa Messa armena. Forse il desiderio di farsi notare, a partire del 1740, come parte della Chiesa Cattolica, la portato la Chiesa Armena Cattolica a copiare abitudini che non sono della sua tradizione liturgica. 1) Il copre calice é una di esse. Il tessuto quadrato, con una croce, ed il cartone (palla), anche esso quadrato, messi sopra il calice sono tipici della liturgia latina. Essa già gli ha abbandonato però la Chiesa Armena Cattolica gli adopera ancora. La Chiesa Armena adopera un velo come copre calice; questo esige una patena profonda, necessaria anche per consacrare, in più dell'ostia grande, le ostie per i Fedeli, in ogni santa Messa. 2) Tradurre il Periodo liturgico di "Hisnagats" per "Avvento" è un altro influsso indebito della liturgia latina. "Hisnagats" non prepara il Natale, non é il tempo di attesa di nessuna venuta. È il periodo di "cinquanta giorni" di preparazione per l'Epifania, per la Manifestazione, o le cinque Manifestazioni di Gesù prima della sua vita pubblica, la prima grande festa del anno liturgico. Il Periodo del "Hisnagats" prosegue anche dopo il santo Natale. Può l'Avvento continuare dopo il Natale? 3) Una copia più nascosta del rito latino, perchè avvenuta prima della ricostruzione del Patriarcato Armeno Cattolico, nel 1740, e dunque, presente anche nella Chiesa Apostolica Armena, è l'atto penitenziale all'inizio della santa Messa. Il Celebrante/Presidente dice il "Confiteor" latino, "Khosdovanim arachi Asduzo,..." e poi il salmo 42 (43): Introibo ad altare Dei, ad Deum qui ...", "Medits arachi seghano Asdudzo, ar Asdvadz vor urakhana ezmangutium im. ...". Come chierichetto dalla Chiesa Latina, nella mia infanzia, so tutto a memoria, in latino. San Nerses di Lampron (sec. XII), persona di riferimento per i cambiamenti liturgici, non conosce ancora queste aggiunte.
2 La Chiesa Latina, responsabile per l'abitudine di dire il salmo 42 (43) all'inizio della santa Messa già lo ha abbandonato; la Chiesa Armena, però, continua a dirlo. Il Sinodo dei Vescovi del 1985 lo ha tolto della Messa Semplice ("Tiv"), ma sempre viene la tentazione di rimetterlo di nuovo. La confessione dei peccati è fatta dal Celebrante all'inizio della prima parte della santa Messa, della Liturgia della Parola o dei Catecumeni. Ossia, della parte che permetteva la partecipazione anche dei non battezzati e dei peccatori pubblici, che non fanno atto penitenziale. Nella liturgia armena, ancora oggi, il momento dell'atto penitenziale è all'inizio della seconda parte, della Liturgia Eucaristica. I non battezzati e i peccatori pubblici già sono stati invitati ad uscire, come lo domanda e lo ricorda il Diacono in due momenti. Allora il Celebrante, togliendo ogni segno di grado ecclesiastico e gli adorni, si inclina profondamente e prega una pagina di belle preghiere penitenziali: "Nessuno, avviluppato nei desideri e nelle passioni del corpo, è degno di avvicinarsi al tuo Altare o di prestare servizio alla tua gloria regale, poiché celebrarti è cosa grande e tremenda persino per le stesse potenze del cielo. Ma tu, o incircoscrittibile Verbo del Padre, per il tuo illimitato operare il bene, sei divenuto uomo e sei apparso nostro sommo Sacerdote; e, come Signore di tutti, ci hai trasmesso il sacerdozio di questo ministero e di questa incruenta immolazione. Tu sei infatti il Signore, Dio nostro, che regni sugli esseri del cielo e della terra, che siedi sul trono dei Cherubini, Signore dei Serafini e re d’Israele, tu che sei il solo Santo e nei santi riposi; ti prego, tu che solo sei buono e pronto ad ascoltare, volgi lo sguardo a me, peccatore e inutile tuo servo, e purifica la mia anima e la mia mente da ogni impurità di colui che è maligno; e, con la potenza del tuo Santo Spirito, rendimi, che sono rivestito della grazia sacerdotale, idoneo a stare davanti a questo santo Altare e consacrare il tuo Corpo immacolato e il tuo Sangue degno di onore. Piegando il capo davanti a te, io chiedo: non distogliere da me il tuo volto e non rigettarmi dal numero dei tuoi servi, ma fammi degno di offrirti questi doni, anche se peccatore e indegno tuo servo. Perché sei tu, o Cristo, nostro Dio, che offri e che ricevi, che accetti e che doni, e a te rendiamo gloria insieme con il tuo eterno Padre e col tuo santissimo e benefico Spirito operatore di bene; ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen." Prima di offrire i doni fa, ancora, un segno di purificazione, lavando le mani. Il Celebrante realizza la domanda di perdono, a nome proprio e dei fedeli, prima dello scambio del segno di pace, che subito sarà realizzato e che esige la riconciliazione; lo fa, anche, per potere realizzare il Sacrifico della presenza di Cristo. La santa Messa Armena sempre comincia con il pensiero rivolto alla santa Vergine: " Vassën serpuhvó Asdvadzadznin, ...", "Per l’intercessione della santa Madre di Dio, ..." e "Surp Zasdvadzadzinën iev zamenain surpës ...", "Chiediamo l’intercessione della santa Madre di Dio ...". Poi, all'invito del Diacono: "Iev iévës khaaghaghutián ëzDer aghatchestsuk ...", "Ancora nella pace preghiamo il Signore ..." ,
3 il Celebrante dovrebbe salire subito vicino all'Altare, baciarlo, e diriggere all'Altare delle Offerte per preparare i doni per il Sacrificio, senza nessun atto penitenziale.
In conclusione: 1- I copri calice adoperati oggi sono latini e dovevano essere sostituiti dal velo, con patena profonda. 2- La parola "Avvento" è un periodo liturgico della Chiesa Latina che non deve essere adoperata. 3- Il salmo 42 (43) preso e sorpreso dai latini è da essere sorpreso anche presso noi. 4- L'atto penitenziale del Celebrante all'inizio della celebrazione é un doppione ed è fuori posto. Già esiste il magnifico atto penitenziale del Presidente al posto giusto, all'inizio della Liturgia Eucaristica.