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Messa armena cattolica 05 - Omilia

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SANTE MESSE ARMENE - OMILIA Mons. Vartan W. Boghossian , sdb Membro della Commissione Patriarcale di Liturgia ottobre 2014 exarmal@gmail.com

Il Concilio Vaticano II ha precisato che la Omelia è parte integrante e conclusiva della Liturgia della Parola: 52. "Si raccomanda vivamente l'omelia, come parte della stessa liturgia; in essa, nel corso dell'anno liturgico, vengono presentati, dal testo sacro, i misteri della fede e le norme della vita cristiana. Anzi nelle messe della domenica e delle feste di precetto celebrate con partecipazione di popolo, l'omelia non si ometta se non per grave motivo". (Costituzione sulla Sacra Liturgia, 52) Il suo contenuto deve essere, appunto, la spiegazione della parola di Dio che è stata proclamata. Rimane difficile capire come mai, non poche volte, la omelia viene ancora fatta durante la Liturgia Eucaristica, prima del Padre Nostro. Un assurdo liturgico! Generalmente la spiegazione che viene data è che durante la Liturgia della Parola non ci sono ancora molte persone presenti. Il curioso è che la parola del Celebrante (omelia) non può essere annunciata a poche persone, ma la Parola di Dio, infinitamente superiore, si! Come spiegare la Parola proclamata molto tempo prima a persone che nemmeno la hanno sentito proclamare? La santa Messa possiede una struttura; è anche un banchetto con un succedere di atti. Parlando in figura, la Liturgia della Parola é come il momento della minestra; la Eucaristia corrisponde al piatto principale. Come é possibile mettere sale nella minestra (spiegare la Parola) al momento del piatto principale? Poi, come è possibile interrompere la Eucaristia, lasciarla sull'Altare ed allontanarsi, dandole le spalle, per ritornare alla prima parte della Messa, alla Liturgia della Parola, che già è finita? Come esiste una unità fra proclamazione della Parola ed Omelia, non c'è anche senso cominciare la Omelia con il segno di Croce, come si cominciasse qualcosa di nuovo.


2 Fino a poco tempo fa, dopo il Concilio Vaticano II, presso noi, la Omelia era considerata un adorno, proprio della santa Messa solenne! Era questa la risposta che si sentiva alla domanda perchè nella Messa domenicale non c'era stata la Omelia. Una risposta che si sente anche è che il numero di fedeli era piccolo. Questo non è un criterio giusto. Nelle feste di precetto i fedeli hanno il diritto di ricevere la spiegazione della Parola di Dio. Dunque è lo stesso uno o cento fedeli. Anche si uno, ha il diritto di ricevere questo alimento. C'è anche l'abitudine di fare la Omelia in diverse lingue, tornandola lunga e pesante, perchè quasi sempre i concetti, in ogni lingue, sono gli stessi. L'ideale sarebbe predicare in una unica lingua, consegnando per scritto il riassunto, in tante lingue quante necessarie per la diversità di fedeli presenti. È certo un lavoro in più, però la santa Messa ed i Fedeli lo meritano.

In conclusione:

1) La Omelia è parte integrante della Liturgia della Parola. 2) Si comincia senza segno di Croce. 3) Il suo posto obbligatorio è dopo le letture. 4) Non é un adorno. Deve essere fatta in ogni Messa di precetto. 5) Possibilmente, farsi capire da tutti usando una sola lingua.


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