Si avvicina l’attesissimo appuntamento con il World Dog Show 2026, che si terrà a Bologna dal 3 al 7 giugno e racchiude tre distinte manifestazioni: il WDS, l’ENCI WINNER e i Raduni.
“Si tratta di un appuntamento imperdibile per tutti gli allevatori italiani e stranieri, un enorme lavoro organizzativo che sta coinvolgendo il nostro Ente a tutti i livelli, un
momento di confronto unico per gli allevatori che porteranno il frutto della loro professionalità e della loro passione”, ha detto il Presidente dell’ENCI Dino Muto.
Per ogni razza, si potranno acquisire i titoli di Campionato Italiano, dell’ENCI Winner e dell’Alleanza
Cinofila Latina. Sono previste anche le qualifiche per il Crufts 2027.
A tal proposito ricordiamo che gli organizzatori del Crufts hanno voluto sottolineare la partnership con l’ENCI e l’importanza dell’evento apponendo per la prima volta il proprio logo a quello dell’ENCI e del WDS.
Oltre a Royal Canin, che ha sempre creduto nell’ENCI e che ci accompagna da molti anni, l’evento viene
patrocinato anche dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF), che ha voluto sottolineare il valore zootecnico della manifestazione, e dal Comune di Bologna che ne ha evidenziato l’importanza per il territorio.
L’organizzazione del World Dog Show 2026 sta proseguendo sotto
Sul sito www.wds2026.it, tutte le informazioni necessarie.
Giocare col cane fa bene alla salute
Le oscillazioni delle onde Alfa e Beta hanno dimostrato scientificamente il valore dell’approccio
Una nuova ricerca della Konkuk University in Corea del Sud di Onyoo Yoo et al., rivela che specifiche interazioni con i cani producono cambiamenti misurabili nell’attività cerebrale legati al rilassamento e alla concentrazione, come dimostrato dagli Interventi Assistiti con gli Animali che vengono sempre più utilizzati negli studi che supportano vari effetti sulla salute delle persone. Sono state reclutate 30 persone adulte con un’età media di 27,9 anni che hanno svolto 8 diverse attività con un cane ben addestrato e certificato
- un Barbone grande mole - ciascuna della durata di tre minuti.
Le attività includevano l’incontro con il cane, il gioco con i giocattoli, l’offerta di premietti alimentari, il massaggio, la toelettatura, lo scatto di fotografie, l’abbraccio e la passeggiata.
I ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale delle persone partecipanti utilizzando l’elettroencefalografia (EEG) durante ogni interazione.
Questa tecnologia EEG wireless con elettrodi a secco per acquisire misurazioni precise dell’attività cerebrale – un approccio non invasivo - ha fornito informazioni rapide e accurate sui processi inconsci. Durante le attività, sono state misurate le onde cerebrali nei lobi prefrontali, frontali, parietali e occipitali. I partecipanti hanno inoltre compilato questionari sui loro stati emotivi subito dopo ogni attività.
continua
ogni punto di vista, dalla logistica ai servizi innovativi che verranno offerti ai cinofili.
La prima chiusura ha fatto registrare quasi 14.000 iscrizioni, preannunciando lo stesso importante successo del 2015, quando il WDS venne per l’ultima volta organizzato in Italia. La seconda chiusura è prevista per il 2.3.2026
Un amore meritato
Uno studio rivoluzionario condotto in Gran Bretagna e pubblicato su Plos One ha dimostrato che lo straordinario legame che si crea tra noi e i nostri cani è così profondo da creare un vuoto immenso e difficile da colmare in caso di perdita. Classificato dalla psichiatria umana come “disturbo da lutto prolungato” (PGD) per la perdita di una persona cara, è stato dimostrato tale anche quando è riferito alla perdita di un animale facente parte della famiglia. Si afferma, infatti, che le persone possono manifestare livelli clinicamente significativi di PGD in seguito alla morte di un animale domestico, e i sintomi della PGD si manifestano allo stesso modo indipendentemente dalla specie del defunto.
Se hanno meritato tanto amore in vita, altrettanto profondo sarà il loro ricordo.
La Redazione INC
Per lo studio completo
ENTE NAZIONALE DELLA CINOFILIA ITALIANA
A basso volume è meglio
Analisi tecnica della ipersensibilità sonora dei cani
La paura rappresenta uno stato emotivo fondamentale nei mammiferi, caratterizzato da risposte comportamentali e fisiologiche che emergono in presenza di stimoli percepiti come potenzialmente dannosi o minacciosi. Nel cane la paura può manifestarsi in risposta a una vasta gamma di stimoli ambientali, sociali e sensoriali, tra cui i suoni rivestono un ruolo particolarmente rilevante.
L’udito del cane è infatti significativamente più sensibile rispetto a quello umano, sia in termini di ampiezza di frequenze percepibili sia per la capacità di rilevare variazioni improvvise di intensità sonora. Questa caratteristica, sebbene adattativa dal punto di vista evolutivo, può esporre l’animale a una maggiore vulnerabilità nei contesti antropici moderni, dove i rumori artificiali sono frequenti, imprevedibili e spesso intensi.
La sensibilità ai suoni nei cani è stata tradizionalmente studiata in relazione a eventi acustici particolarmente sgradevoli ma episodici, come i temporali e i fuochi d’artificio, che sono comunemente associati a risposte di paura marcata, evitamento e stress. Tuttavia, un numero crescente di osservazioni cliniche e segnalazioni da parte dei proprietari suggerisce che molti cani manifestano reazioni negative anche a suoni di minore intensità, ma presenti nella quotidianità domestica o urbana.
Qui si inserisce uno studio australiano pubblicato nel 2025 sul Journal of Veterinary Behavior, che illustra i risultati di un’indagine svolta sulla reattività dei cani a diverse categorie di suoni, includendo non solo quelli classicamente considerati avversivi, ma anche rumori ambientali e umani comuni, con l’obiettivo di descrivere l’ampiezza e la distribuzione della sensibilità sonora nei cani, nonché di identificare le associazioni tra tale sensibilità e specifiche variabili demografiche relative sia all’animale che al proprietario.
CAMPIONE
E STRUMENTI DI MISURAZIONE
Lo studio si fonda sull’osservazione dei cani nella loro vita quotidiana e utilizza le segnalazioni dei proprietari come principale fonte di dati. Questa scelta metodologica, pur presentando limiti ben noti legati alla soggettività della valutazione, consente di accedere a informazioni che nascono dall’esperienza diretta del cane nel suo contesto abituale, offrendo così una prospettiva ecologicamente rilevante sul comportamento.
Il campione analizzato comprendeva 809 cani, con una distribuzione equilibrata tra maschi e femmine. La maggior parte dei soggetti apparteneva alla fascia di età compresa tra i 2 e i 6 anni, mentre cani più giovani e più anziani risultavano
comunque presenti in percentuali significative. Poco più della metà dei cani era di razza pura, mentre una quota consistente era rappresentata da soggetti meticci. La grande maggioranza dei cani risultava sterilizzata.
Queste caratteristiche delineano un campione eterogeneo, rappresentativo di una popolazione di cani inseriti in contesti familiari e urbani, nei quali l’esposizione ai rumori quotidiani costituisce una componente costante dell’esperienza di vita.
I rumori presi in esame sono stati organizzati in tre categorie principali.
Gli Aversive Sounds comprendevano stimoli tradizionalmente associati alla paura acustica, come fuochi d’artificio, tuoni, spari, sirene e allarmi delle automobili.
Gli Human Sounds includevano suoni prodotti direttamente dagli esseri umani, quali starnuti, urla e pianti di neonati.
Gli Environmental Sounds raccoglievano invece rumori generati dall’ambiente quotidiano, come aspirapolvere, lavori di costruzione, camion della spazzatura e tosaerba.
La reattività del cane a ciascun suono veniva valutata tramite una scala continua da 0 a 100, nella quale lo zero indicava l’assenza di una reazione osservabile e il valore cento la massima intensità percepita dal proprietario. Questo approccio consente di descrivere la sensibilità sonora non come una condizione dicotomica - pauroso Vs non pauroso - ma come un continuum di intensità, restituendo in modo più fedele la variabilità individuale.
FREQUENZA E INTENSITÀ
DELLE RISPOSTE
Aversive Sounds – suoni fastidiosi
La categoria degli Aversive Sounds ha mostrato la più alta frequenza di reazioni negative tra tutte le categorie analizzate. La maggioranza dei cani ha manifestato una risposta negativa ad almeno un suono in questa categoria, con il 78% dei cani che ha riportato reazioni avverse a uno o più AS. Tra questi, i suoni che più frequentemente hanno provocato reazioni negative sono risultati essere i fuochi d’artificio (59.8%) e i tuoni (55.7%), confermando quanto precedenti studi descrivono per la paura acustica legata a eventi atmosferici e festivi. Altri suoni meno tipici, come spari (35.8%), sirene (22.9%) e allarmi delle auto (22.6%), hanno comunque suscitato reazioni negative in una parte significativa dei soggetti.
Quando si considera l’intensità delle reazioni, i punteggi medi per questa tipologia sono risultati significativamente maggiori rispetto alle altre categorie, con punteggi medi che si distribuiscono su valori elevati della scala 0–100. La reazione
mediata da fuochi d’artificio e temporali spesso supera la soglia di 60/100, con una proporzione non trascurabile di cani per i quali le reazioni si avvicinano o raggiungono il punteggio massimo.
Human Sounds – suoni umani I suoni di origine umana risultano, nel complesso, meno frequentemente associati a reazioni negative. Quasi la metà dei cani non mostra alcuna risposta avversa a questa categoria di stimoli, suggerendo che tali suoni siano mediamente meno disturbanti rispetto ad altri tipi di rumore. Starnuti, pianti di neonati e voci elevate rappresentano gli stimoli più frequentemente segnalati, ma con intensità di reazione generalmente contenute.
Questo risultato contribuisce a ridimensionare l’idea che la voce o i rumori prodotti direttamente dalle persone costituiscano di per sé una fonte primaria di paura acustica, indicando piuttosto una risposta variabile e fortemente dipendente dal contesto e dall’individuo.
Environmental Sounds – suoni ambientali
Questa categoria ha mostrato una prevalenza di reazioni negative maggiore rispetto ai suoni umani ma inferiore rispetto agli Aversive Sounds. Circa la metà dei cani ha reagito negativamente a suoni ambientali come l’aspirapolvere (47.5%) e i rumori da costruzione (32.6%), mentre altri suoni come i camion della spazzatura (31.6%) e i tosaerba (28.8%) sono risultati anch’essi frequenti scatenanti di reazioni avverse. In molti casi, l’intensità delle risposte raggiunge livelli elevati, comparabili a quelli osservati per i rumori avversivi.
Questo risultato introduce un elemento di discontinuità rispetto alla concezione tradizionale della paura acustica. I rumori ambientali, infatti, non rappresentano eventi eccezionali, ma fanno parte in modo ricorrente del contesto di vita del cane. La presenza di reazioni intense suggerisce che la familiarità con lo stimolo non ne assicura la neutralità emotiva e che un’esposizione ripetuta possa, al contrario, contribuire alla costruzione di una risposta di disagio stabile nel tempo.
FATTORI ASSOCIATI ALLA SENSIBILITÀ AI RUMORI
Un primo risultato rilevante riguarda il ruolo dell’ansia generalizzata, riportata dai proprietari come tratto comportamentale preesistente. I cani descritti come ansiosi presentavano punteggi di reazione significativamente più elevati in tutte e tre le categorie di rumore, con un effetto particolarmente marcato per gli Aversive Sounds. L’analisi statistica mostra che la presenza di ansia generale è uno dei predittori più forti dell’intensità della risposta acustica, suggerendo che la sensibi-
lità ai rumori si inserisce spesso in un profilo emotivo più ampio piuttosto che costituire un fenomeno isolato.
In questa prospettiva si colloca anche un ulteriore contributo concettuale dell’indagine: le reazioni ai diversi tipi di rumore non si presentano come fenomeni indipendenti, ma mostrano una continuità tra loro. I cani che reagiscono intensamente ai rumori avversivi tendono infatti, in media, a reagire anche ai rumori ambientali e, in misura minore, a quelli di origine umana.
Ciò permette di ipotizzare che la sensibilità ai rumori non derivi da singole paure separate, ma da una vulnerabilità di base nei processi con cui il cane elabora gli stimoli sensoriali e regola le proprie risposte emotive.
L’età del cane rappresenta un ulteriore fattore rilevante. I soggetti più anziani tendono a manifestare una maggiore reattività, in particolare ai rumori avversivi e ambientali. Questo andamento suggerisce una possibile accumulazione nel tempo di esperienze negative o una ridotta capacità di modulare le risposte emotive agli stimoli intensi, sebbene lo studio non consenta di distinguere tra effetti di età cronologica ed effetti legati all’esperienza. È importante sottolineare che l’aumento della reattività con l’età emerge come una tendenza statistica, non come una regola assoluta, e che all’interno di ogni classe di età persiste un’elevata variabilità individuale.
Lo stato riproduttivo del cane è stato incluso nei modelli come variabile indipendente, ma il suo effetto risulta più contenuto rispetto ad altri fattori. I cani sterilizzati mostrano punteggi leggermente più elevati in alcune categorie di rumore, ma l’effetto non è uniforme e perde significatività in alcuni modelli corretti. Questo suggerisce che, pur potendo essere associato alla sensibilità ai rumori in determinate condizioni, lo stato riproduttivo non rappresenta un fattore determinante principale.
Contrariamente a quanto talvolta ipotizzato, nel campione complessivo né il sesso né la razza emergono come predittori forti e coerenti dell’intensità della risposta ai rumori. Pur essendo osservabili alcu-
ne differenze marginali, queste non raggiungono un peso statistico paragonabile a quello dell’ansia generale o dell’età.
Infine, l’età del proprietario risulta associata ai punteggi di reazione, in particolare per i rumori ambientali, mettendo in evidenza come le valutazioni basate su questionari riflettano inevitabilmente l’interazione tra il comportamento del cane e il contesto umano. Questo aspetto sottolinea che la sensibilità sonora non può essere compresa prescindendo dall’ambiente relazionale e quotidiano in cui il cane vive e viene osservato.
CONCLUSIONE
L’ipersensibilità sonora che emerge da questa indagine non appare come una reazione rara a singoli rumori, ma come una caratteristica stabile del modo in cui il cane percepisce e interpreta l’ambiente che lo circonda. Considerare anche i rumori quotidiani, oltre a quelli tradizionalmente ritenuti più fastidiosi, sposta l’attenzione dal singolo episodio al contesto generale, mostrando un cane immerso in un ambiente sonoro continuo, spesso più complesso di quanto l’esperienza umana faccia pensare.
Così, il rumore non è soltanto uno stimolo che provoca paura, ma una componente strutturale dell’ambiente di vita del cane, capace di interagire con la sua esperienza, la sua storia emotiva e con le caratteristiche del contesto in cui vive. Comprendere questo ci permette di accompagnare il cane all’interno del mondo sonoro che lo circonda per aiutarlo, ogni giorno, ad ascoltarlo senza paura.
Giulia Del Buono
Ch. It. Bel. Lav. Int. Bel. QUENTIN DELLA BASSANA
WORLD DOG SHOW
WDS 2026 Italy
UN’OCCASIONE IMPERDIBILE
WORLD DOG SHOW 2026 è la più importante esposizione canina internazionale che si tiene in Italia e che richiama circa 25.000 cani nei prestigiosi padiglioni di Bologna Fiere.
Cinque giorni dove allevatori e proprietari potranno confrontarsi e scambiarsi esperienze, mentre gli amanti dei cani avranno la possibilità di ammirare, conoscere e scoprire la simpatia, la bellezza e le attitudini delle diverse razze. Saranno rappresentate 400 razze che verranno sottoposte al giudizio di 230 esperti che avranno il compito di selezionare i migliori che concorreranno per il titolo di BEST IN SHOW 2026. Bologna Fiere è uno dei poli fieristici più all’avanguardia al mondo: 375.000 metri quadrati, tra aree interne ed esterne; 20 padiglioni cablati, climatizzati e con sistema di ventilazione; 10.000 posti auto coperti; dotato di un casello autostradale dedicato e una fermata ferroviaria; offre un accesso agevole e diretto con 5 ingressi indipendenti. n. 12 padiglioni n. 100 ring n. 230 Esperti giudici n.
10.000 parcheggi n.
100.000 mq. copertura
con il patrocinio di
GIOCARE E CAMMINARE FAVORISCONO IL RILASSAMENTO
I risultati hanno mostrato che diverse attività innescavano risposte cerebrali distinte. Giocare e passeggiare con il cane aumentava le oscillazioni della banda Alfa, che indicano uno stato di veglia rilassata. L’attività delle onde Alfa è stata collegata a un miglioramento della memoria e a una riduzione dello stress mentale . Questa scoperta suggerisce che tali attività potrebbero essere particolarmente utili per promuovere la calma e la stabilità emotiva.
TOELETTATURA E MASSAGGIO
AUMENTANO LA CONCENTRAZIONE
Le attività che richiedono maggiore concentrazione, come la toelettatura e il massaggio delicato sul cane, hanno aumentato le oscillazioni della banda Beta. Questi modelli di onde cerebrali sono associati a una maggiore attenzione e concentrazione. L’attività delle onde Beta indica in genere che il cervello è attivamente impegnato e concentrato su un compito specifico. L’aumento durante le attività di cura manuale suggerisce che queste interazioni possano migliorare le funzioni co-
gnitive. I partecipanti hanno anche riportato una significativa riduzione di affaticamento, depressione e stress dopo tutte le attività legate al cane. Queste emozioni soggettive erano in linea con le misurazioni cerebrali oggettive.
CONCLUSIONI
In definitiva, i ricercatori affermano che questo studio fornisce informazioni fondamentali per chiarire gli effetti terapeutici e i meccanismi alla base degli Interventi Assistiti con gli Animali, dato che risultati dimostrano come le specifiche attività con i cani possano attivare un rilassamento più forte e duraturo, stabilità emotiva e attenzione, facilitando una maggiore attività cerebrale.
ORGANO UFFICIALE DELL’ENCI
Ente Nazionale della Cinofilia Italiana n. 2 febbraio – Anno 72°
DIRETTORE RESPONSABILE: Fabrizio Crivellari
REDAZIONE: Renata Fossati
PROPRIETÀ ED EDITORE: ENCI Milano
HANNO COLLABORATO: Pietro Condò, Giulia Del Buono, Ermelinda Pozzi, Andrea Tureddi, Alberto Vergara
NOTIZIE ENCI CANE DA PASTORE BELGA, RIPRODUZIONE SELEZIONATA
DISPOSIZIONI TRANSITORIE
Si informa che il Consiglio Direttivo dell’ENCI del 26 novembre 2025, recependo la comunicazione del Club Amatori del Pastore Belga (CAPB) relativa alle criticità emerse nell’ambito della riproduzione selezionata del cane da pastore belga, ha deliberato l’adozione di una norma transitoria, che consenta l’inserimento nel Registro dei riproduttori selezionati dei soggetti che, entro il 31 marzo 2026, risultino in possesso dei seguenti requisiti:
• età minima di 18 mesi;
• qualifica di buono in mostra speciale o raduno;
• superamento di una delle seguenti prove organizzate dal CAPB: FCI IGPV, FCI IPO R Livello V, FCI HWT, FCI IGP FH, FCI IGPV, FCI HWT, FCI IGP FH o livelli successivi. A partire dal 1° gennaio 2025 FCI IGP1, FCI SAR RH LIVELLO V, FCI HWT, FCI-IGP FH, Mondioring cat. 1 o livelli successivi; restano valide le prove conseguite antecedentemente nel rispetto dei regolamenti previsti.
• requisiti sanitari: HD A,B e ED 0, BL,1.
AVVISO
Si avvisa che, essendo la raccomandata a.r. ritornata al mittente, in applicazione dell’art. 39.3 del Regolamento di attuazione dello Statuto Sociale ENCI presso la Segreteria della Commissione di Disciplina di 1a istanza è stata depositata lettera di contestazione relativa al procedimento disciplinare n. 159/25 nei confronti di BIGOZZI ALESSANDRO Il Presidente
AVVISO
Si avvisa che, essendo la raccomandata a.r. ritornata con motivazione “il destinatario è irreperibile”, in applicazione dell’art. 39.3 del Regolamento di attuazione dello Statuto Sociale ENCI presso la Segreteria della Commissione di Disciplina di 1a istanza è stata depositata decisione relativa al procedimento disciplinare n. 4/25 nei confronti di CIRINA ENRICO Il termine perentorio per l’eventuale appello è di 30 gg. dalla presente pubblicazione. Trascorso tale termine la decisione verrà dichiarata definiva.
Il Segretario Istruttore
CAMPIONATO INTERNAZIONALE AICEB A BECCACCE - SPAGNA 2025
Per la prima volta nella storia del Club Italiano Epagneul Breton l’Italia vince il Campionato a Beccacce. Questa è un’ulteriore conferma del serio lavoro svolto dal Club e da tutti i Soci. Complimenti al selezionatore Vincenzo Milazzo e a tutti i concorrenti.
Dal Toe Gianfranco con Odina e Tito Basiliano Domenico con Z de Casa Ato Zerbin Fabio con Sere di Monte Salubio Valcanover Stefano con Nina della Torre Antica e Vera del Trovese (riserva)
IMPAGINAZIONE GRAFICA: DOD artegrafica - Massa Lombarda (RA)
STAMPA: Postel spa Viale Europa 175 00144 Roma
SPEDIZIONE PER L’ITALIA E PER L’ESTERO: POSTE ITALIANE SPA
La quota associativa dei Soci Allevatori è pari a euro 51,65 e dei Soci Aggregati a euro 5,00; ai soli fini postali, euro 2,00, sono da considerarsi quale quota di abbonamento alla rivista.
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