Dal 3 al 7 giugno presso i padiglioni di Bologna Fiere si terrà il World Dog Show 2026 organizzato dall’ENCI. Un appuntamento dal valore tecnico elevatissimo, per la rilevanza degli esperti giudici presenti e per la qualità dei cani esposti provenienti da tutto il mondo. L’enorme numero di iscrizioni alla manifestazione attesta l’entusiasmo dei cinofili sostenuti da una forte passione, competenza e dedizione che non conosce confini.
Info: wds2026.it
Il Modello Italiano a Bruxelles
Il giorno 8 aprile si è tenuta la conferenza stampa al Parlamento Europeo di Bruxelles in merito al regolamento UE per il benessere e la tracciabilità di cani e gatti, che ha rappresentato un’importante occasione per presentare il Modello Italiano, che trova riscontro anche in Italia nel DDL 1572 al vaglio del Senato.
Nel corso del dibattito, ospitato dalla Deputata del Parlamento Europeo Isabella Tovaglieri, l’ENCI ha potuto sottolineare la necessità di difendere le esigenze dei piccoli allevamenti, che tutelano anche le razze rare e autoctone e con esse il principio della biodiversità canina, regolamentando al contempo gli allevamenti europei di dimensioni più consistenti attraverso standard rigorosi. Questo obiettivo può essere raggiunto con regole chiare sulla tracciabilità, fondamentali per contrastare l’importazione illegale di cuccioli e garantire il benessere animale. Un approccio che tutela non solo gli animali, ma anche l’allevamento cinofilo quale importante fonte complementare di reddito familiare, contribuendo alle econo-
mie locali e supportando una gestione sostenibile e orientata alla corretta selezione.
In questo contesto, è emerso come, per assicurare un reale benessere animale, l’Unione Europea debba bilanciare tracciabilità e controlli sanitari con il sostegno all’allevamento responsabile su piccola scala. Fondamentale, infine, la collaborazione tra istituzioni, veterinari e Kennel Club.
Il Modello italiano è stato rappresentato nel dibattito anche grazie al Senatore Manfredi Potenti, al Deputato del Parlamento Europeo Carlo Fidanza, al Consigliere della Regione Lombardia Roberto Anelli, ai quali va il nostro ringraziamento. Il punto di vista della Federazione Cinologica Internazionale è stato coerentemente espresso dal Presidente della FCI Tamás Jakkel e dal Vicepresidente Gerard Jipping. Hanno contribuito ad approfondire le diverse tematiche il Dirigente Veterinario della regione Lombardia
Dottor Fabio Maffioletti, il Dottor
Fabio Binelli e la Dottoressa Elisa
Cezza dell’ANCI Lombardia.
Il Presidente Dino Muto
ISCRIZIONI APERTE ULTIMA SCADENZA: 4 maggio 2026
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COPENAGHEN
Confronto tra Kennel Club e operatività
Si sono conclusi a Copenaghen due giorni di intenso confronto, che hanno visto l’ENCI partecipare al meeting K8 insieme agli altri principali kennel club europei. Un momento di grande valore che ha riunito, oltre all’ENCI, i rappresentanti di Svezia, Norvegia, Finlandia, Germania, Francia, Olanda e
Danimarca, accomunati dall’impegno condiviso per la tutela del benessere del cane, per la difesa dell’allevamento del cane di razza e per il rafforzamento della cooperazione a livello internazionale. Tra i temi al centro dei lavori, particolare attenzione è stata dedicata alle attività operative riferite alle prospettive della futura legislazione europea in tema di allevamento degli animali da compagnia. I Paesi del K8 hanno messo in piedi una comune strategia.
Il meeting ha anche affrontato gli aspetti economici del settore. Anche su questa tematica, prezioso è stato lo scambio di competenze che aiuta a comprendere l’evolversi del mercato.
Il meeting di Copenaghen è stato uno sguardo verso il futuro, con la consapevolezza che il lavoro condiviso continuerà a generare valore e concretezza per la soluzione delle problematiche della cinofilia.
ENTE NAZIONALE DELLA CINOFILIA ITALIANA
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WORLD DOG SHOW
WDS 2026 Italy
UN’OCCASIONE IMPERDIBILE
WORLD DOG SHOW 2026 è la più importante esposizione canina internazionale che si tiene in Italia e che richiama circa 25.000 cani nei prestigiosi padiglioni di Bologna Fiere.
Cinque giorni dove allevatori e proprietari potranno confrontarsi e scambiarsi esperienze, mentre gli amanti dei cani avranno la possibilità di ammirare, conoscere e scoprire la simpatia, la bellezza e le attitudini delle diverse razze. Saranno rappresentate 400 razze che verranno sottoposte al giudizio di 230 esperti che avranno il compito di selezionare i migliori che concorreranno per il titolo di BEST IN SHOW 2026. Bologna Fiere è uno dei poli fieristici più all’avanguardia al mondo: 375.000 metri quadrati, tra aree interne ed esterne; 20 padiglioni cablati, climatizzati e con sistema di ventilazione; 10.000 posti auto coperti; dotato di un casello autostradale dedicato e una fermata ferroviaria; offre un accesso agevole e diretto con 5 ingressi indipendenti. n. 12 padiglioni n. 100 ring n. 230 Esperti giudici n.
10.000 parcheggi n.
100.000 mq. copertura
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Alle origini della variabilità genetica nel cane
Mutazioni spontanee, ricombinazione e implicazioni riproduttive
Le mutazioni germinali de novo sono variazioni genetiche che compaiono spontaneamente nella prole senza essere presenti nel patrimonio genetico dei genitori. Rappresentano una fonte essenziale di nuova variabilità genetica, alla base dei processi evolutivi e di cambiamenti che possono avere conseguenze funzionali.
Se in specie-modello come uomo e topo queste mutazioni sono studiate da tempo, nel cane l’analisi sistematica è relativamente recente. Nel 2025 un team internazionale guidato da Shao-Jie Zhang ha pubblicato il più ampio dataset finora disponibile sulle mutazioni spontanee nel Canis lupus familiaris, offrendo una base quantitativa solida per comprenderne dinamica e determinanti.
Analizzando cani appartenenti a 43 razze diverse, lo studio ha calcolato con precisione quanto spesso compaiono nuove mutazioni nei cuccioli, cioè variazioni genetiche presenti nei figli ma assenti nei genitori. I ricercatori hanno poi valutato quali fattori possano influenzare questo numero, prendendo in considerazione l’età dei genitori al momento della riproduzione, la dimensione corporea dell’animale e alcune caratteristiche del DNA, come la presenza e la distribuzione delle cosiddette CpG islands. È stato inoltre approfondito il ruolo della ricombinazione meiotica, il processo attraverso cui il materiale genetico materno e paterno viene rimescolato durante la formazione di ovuli e spermatozoi. Nel cane questo meccanismo avviene in modo particolare, poiché manca il gene PRDM9 che in molte altre specie contribuisce a determinare i punti del genoma in cui avviene lo scambio di DNA.
Il valore del lavoro non è soltanto teorico, ma offre spunti concreti per una gestione genetica più consapevole e orientata alla salute complessiva degli individui.
IL METODO DI INDAGINE
Per identificare mutazioni de novo è necessario analizzare famiglie complete costituite da madre, padre e cucciolo. Zhang e colleghi hanno sequenziato il genoma di 643 cani, ricostruendo 390 trii familiari e isolando 8.312 mutazioni autosomiche de novo.
L’elevata numerosità del campione, la qualità del sequenziamento e l’impiego di procedure bioinformatiche rigorose hanno ridotto al minimo il rischio di falsi positivi.
Inoltre, la scelta di includere soggetti allevati nello stesso contesto ambientale ha contribuito a limitare variabili confondenti, garantendo stime particolarmente affidabili.
IL CONFRONTO CON ALTRE SPECIE
Uno dei risultati più significativi riguarda il tasso medio di mutazione germinale, che risulta coerente con quanto osservato nei canidi selvatici. Ciò suggerisce che la selezione artificiale, pur avendo modellato profondamente le razze canine, non ha alterato la velocità di base con cui nuove mutazioni si generano.
Lo studio mostra inoltre che non sussistono differenze significative per questo valore tra le diverse razze. Ciò indica che nessuna razza è intrinsecamente più “instabile” dal punto di vista mutazionale e che le differenze osservabili nel carico genetico sono riconducibili soprattutto a fattori demografici e gestionali piuttosto che a meccanismi mutazionali specifici.
LO SPETTRO
MUTAZIONALE
Per quanto riguarda il tipo di mutazioni osservate, le più frequenti sono le cosiddette transizioni C>T. In termini semplici, si tratta della sostituzione di una “lettera” del DNA con un’altra: la citosina, indicata con la lettera C, viene rimpiazzata da una timina, indicata con la lettera T.
Poiché il DNA può essere immaginato come un testo scritto con quattro lettere – A, C, G e T – questa mutazione corrisponde a un cambio di una singola lettera all’interno della sequenza genetica. Nel cane queste transizioni si concentrano in modo marcato nelle CpG islands.
Le CpG islands sono regioni del DNA in cui la citosina è spesso seguita da una guanina e che svolgono un ruolo importante nella regolazione dell’attività dei geni. Proprio in queste aree la citosina è chimicamente più instabile e tende più facilmente a trasformarsi, favorendo le mutazioni C>T. Inoltre, le CpG islands sono anche sedi preferenziali della ricombinazione meiotica, un processo che comporta rotture e successive riparazioni del DNA e che può aumentare la probabilità di errore. Per questo motivo rappresentano veri e propri hotspot mutazionali, cioè punti del genoma in cui le mutazioni si verificano con maggiore frequenza rispetto al resto del DNA. L’aumento delle mutazioni con l’età paterna riguarda in particolare proprio le transizioni C>T, indicando un ruolo centrale dell’accumulo di errori durante la spermatogenesi.
L’EFFETTO PATERNO E IL PESO DEGLI ANNI
Tra tutti i fattori analizzati, l’età dei genitori emerge come il determi-
nante più influente del numero di mutazioni trasmesse alla prole. In particolare, l’età paterna mostra una relazione forte e costante con l’aumento del carico mutazionale nei figli.
La spiegazione risiede nella biologia della spermatogenesi: le cellule germinali maschili continuano a dividersi per tutta la vita, accumulando progressivamente errori di replicazione.
Ogni divisione rappresenta un’opportunità per l’introduzione di nuove mutazioni.
Nei cani, questo effetto risulta addirittura più marcato rispetto all’uomo, con un incremento annuale di mutazioni particolarmente elevato.
L’età materna mostra un’influenza più contenuta ma comunque rilevabile, probabilmente legata ai processi di danno e riparazione che interessano gli ovociti durante la loro lunga fase di quiescenza.
TAGLIA, SVILUPPO E MUTAZIONI
Lo studio ha indagato anche la relazione tra dimensione adulta delle razze e dinamica mutazionale. Le razze di piccola taglia mostrano un incremento più rapido delle mutazioni con l’avanzare dell’età paterna, mentre le razze grandi presentano un numero iniziale leggermente più elevato all’inizio della vita riproduttiva. Queste differenze sembrano riflettere variazioni nei tempi di sviluppo e nelle dinamiche cellulari della spermatogenesi, più che una diversa “instabilità genetica” tra categorie morfologiche.
IL CUCCIOLO “IPERMUTATO”
Tra i risultati più sorprendenti dello studio c’è l’identificazione di un individuo con un numero di mutazioni insolitamente elevato: circa 214 varianti de novo, quasi dieci volte la media osservata negli altri cani analizzati. L’analisi ha suggerito un possibile coinvolgimento di una variante patogenetica nel gene MLH1 presente nella madre, coinvolto nei meccanismi di riparazione del DNA. Pur non essendo stata trasmessa al cucciolo, l’alterazione temporanea dei sistemi di riparazione durante la gametogenesi materna potrebbe aver favorito un episodio di ipermutazione.
Accanto a questo caso estremo, lo studio mostra che le mutazioni spontanee non sono sempre distribuite in modo uniforme lungo il genoma. In alcuni individui compaiono piccoli gruppi di mutazioni molto ravvicinate tra loro, i cosiddetti cluster mutazionali. Questi addensamenti suggeriscono che più varianti possano originarsi nello stesso momento e nella stessa regione genomica, probabilmente in seguito a errori nei processi di riparazione del DNA o a eventi legati alla ricombinazione meiotica.
LA RICOMBINAZIONE IN ASSENZA DI PRDM9
Nel cane il gene PRDM9, che in molte specie indirizza la ricombinazione verso specifiche aree del genoma, è assente. Di conseguenza, la ricombinazione tende a con-
centrarsi nelle CpG islands, che accumulano mutazioni a velocità superiore rispetto al resto del genoma.
Questo porta a un profilo mutazionale diverso da quello osservato nell’uomo. Nel cane, infatti, molte mutazioni de novo non colpiscono direttamente i geni che codificano per le proteine, ma si localizzano in regioni regolatorie, responsabili di controllare quando, dove e in che misura un gene viene espresso. Anche se queste variazioni non modificano in modo evidente le proteine, possono avere effetti rilevanti, influenzando caratteristiche fisiche, comportamento e predisposizione a determinate patologie. Dal punto di vista dell’allevamento, questo significa che alcune porzioni del genoma canino possono accumulare variabilità genetica più rapidamente rispetto a quanto avviene in altre specie. Nella maggior parte dei casi si tratta di variazioni neutre o lievemente funzionali, ma il loro accumulo contribuisce comunque alle differenze tra individui e, nel tempo, può incidere su tratti selezionabili.
CONCLUSIONI E IMPLICAZIONI PER L’ALLEVAMENTO
Le mutazioni germinali spontanee rappresentano un processo continuo e inevitabile, fondamentale per la variabilità genetica del cane ma modulato da fattori biologici precisi, primo fra tutti l’età dei riproduttori. Lo studio evidenzia che non esistono razze intrinsecamente più instabili e che le differenze osservate derivano soprattutto dalla gestione demografica delle popolazioni. Dal punto di vista applicativo, l’attenzione all’età riproduttiva, al monitoraggio delle linee e alla comprensione delle dinamiche genomiche diventa centrale per coniugare selezione, salute e sostenibilità genetica nel lungo periodo. La comprensione dei processi che generano nuova variabilità permette infatti di conciliare selezione, tutela della salute e sostenibilità genetica nel lungo periodo, rendendo l’allevamento canino sempre più basato su solide evidenze scientifiche.
Giulia
Del Buono
Per lo studio completo
Dogue de Bordeaux e Cocker americano. Foto Melissa Acerbi. Fotogallery ENCI
Vincitori Trofei ENCI
Si riporta l’elenco dei vincitori relativi all’anno 2025, che verranno premiati in occasione dell’assemblea dei Soci 2026
TROFEO CAJELLI
RAZZA NOME DEL CANE PROPRIETARIO punti posto
Barbone Grande Mole Nero SAMARCANDA BORN TO BE KING-N MERATI SONIA 817 1°
Lakeland Terrier JODEAN DALLAS GALEA JAMES 713 2°
Cocker Americano TOUJOURS TRES VIGIE DU CLOS DES ABYSSES DE PROVENCE HAU WING KEI STANLEY
TROFEO CAJELLI RAZZE ITALIANE
RAZZA NOME DEL CANE PROPRIETARIO punti posto
Maltese MET GALA AFTER PARTY ANIA MATTEO 117 1°
Bracco italiano
Roano-marrone
TROFEO ALLEVAMENTO EXPO
DELLA DORMIENTE
TIPO RAZZA GRUPPO ALLEVAMENTO punti n° sogg. posto
Expo Cane da pastore tedesco, pelo corto 1° Gruppo Cani da pastore e bovari (esclusi bovari svizzeri)
Prove Bassotto Bassotti DI CASA MAINARDI (NARDI MANUELA)
Prove Segugio maremmano Segugi e cani per pista di sangue CUCINI'S (CUCINI FEDERICO)
Prove Segugio maremmano Segugi e cani per pista di sangue DELLA FORESTA DI VALLOMBROSA (LASCHI
Prove Cane
ferma tedesco a pelo corto Cani da ferma continentali esteri
Prove Setter inglese Cani da ferma britannici DEL CODICE DA VINCI
e spaniels
Levriero Russo Levrieri
TROFEO LA REGINA DEL BOSCO RAZZE CONTINENTALI
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO BRACCO FRANCESE TIPO PIRENEI FINN PALAZZO GIORGIO
TROFEO LA REGINA DEL BOSCO RAZZE INGLESI
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO SETTER INGLESE ZUM DELLE MILIZIE CANNELLA CARMELO
TROFEO SALADINI PILASTRI
Vincitore del Trofeo:
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO setter inglese RASTY DEI LEPINI BORRELLI CIRO
Miglior soggetto di sesso femminile:
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO pointer inglese GAGA DEI LEPINI ESPOSITO GIOVANNI
Trofeo Allevamento: ALLEVAMENTO PROPRIETARIO DEI LEPINI D’ALESSANDRIS UMBERTO
Premio cane / conduttore:
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO
setter inglese PAPRIKA AMBROFELLIS GIANESINI MAURO
TROFEO PAOLO CICERI
Vincitore del Trofeo:
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO
cane da ferma tedesco a pelo corto GINGER SIGHEL LUCA
In base al vigente regolamento, poiché il vincitore del Trofeo è un soggetto di sesso femminile, il premio previsto per la miglior femmina viene assegnato al cane di sesso opposto:
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO
Bracco francese tipo pirenei CARL GHIRARDO GIACOMO
TROFEO ALECTORIS GRAECA
Vincitore del Trofeo:
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO
setter inglese ETTORE PISCIOTTA ANTONINO
Miglior soggetto di sesso femminile:
RAZZA NOME SOGGETTO PROPRIETARIO setter inglese CIMA DEL FRUSINO FLAMMINI GABRIELE
Trofeo Allevamento:
ALLEVAMENTO PROPRIETARIO DEL FRUSINO POMPILI MARCO
TROFEO ENCI PROVE CLASSICHE SU QUAGLIE PIANURA
Vincitori del Trofeo: RAZZE INGLESI
ORGANO UFFICIALE DELL’ENCI
Ente Nazionale della Cinofilia Italiana n.4 aprile – Anno 72°
DIRETTORE RESPONSABILE: Fabrizio Crivellari
REDAZIONE: Renata Fossati
PROPRIETÀ ED EDITORE: ENCI Milano
HANNO COLLABORATO: Pietro Poalo Condò, Giulia Del Buono, Ermelinda Pozzi
IMPAGINAZIONE GRAFICA: DOD artegrafica - Massa Lombarda (RA)
STAMPA: Postel spa Viale Europa 175 00144 Roma
SPEDIZIONE PER L’ITALIA E PER L’ESTERO: POSTE ITALIANE SPA
La quota associativa dei Soci Allevatori è pari a euro 51,65 e dei Soci Aggregati a euro 5,00; ai soli fini postali, euro 2,00, sono da considerarsi quale quota di abbonamento alla rivista.
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genitori.
Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 3639 Pubblicazione riservata ai Soci dell’Ente
LUCA MARIODE GERONE LUCA MARIO
CANI IN CONDOMINIO.
DIRITTI E DOVERI DE PROPRIETARI
La legge approvata nel 2013, art. 1138 cc vieta ai regolamenti condominiali di introdurre un divieto generico di possedere animali domestici in casa. Vale a dire che né l’assemblea né il costruttore possono imporre clausole che proibiscano ai condomini di tenere cani, gatti o altri animali da compagnia nel proprio appartamento. La legge di riforma del condominio (L. 220/2012) ha voluto tutelare il legame affettivo uomo-animale, riconoscendo che gli animali d’affezione sono parte integrante della famiglia per moltissime persone.
A conferma di questo e per ovviare ad eventuali dubbi sull’applicabilità della legge, è intervenuto il tribunale di Cagliari con la sentenza n. 134/2025 del 28 gennaio 2025 che ha dichiarato nulle tutte le clausole che vietano il possesso di animali domestici, indipendentemente dal tipo di regolamento in cui sono contenute, motivando questa conclusione richiamando il cambiamento della coscienza sociale e l’evoluzione delle norme: l’ordinamento giuridico italiano – in linea con le normative europee sulla protezione degli animali come esseri senzienti – valorizza il rapporto uomo-animale e pone limiti a qualunque norma contraria. Tuttavia, resta il dovere dei proprietari di rispettare le emissioni, gli odori e in generale i disturbi che da una proprietà possono propagarsi alle unità vicine. Vedi l’ordinanza della Corte di Cassazione, Sez. III, n. 29784/2025, pubblicata l’11 novembre 2025 che ha condannato i proprietari di quattro cani che abbaiavano ininterrottamente, imponendo loro di risarcire 3.000 euro a ciascuno dei quattro vicini.
RESPONSABILITÀ
La detenzione di un animale comporta precise responsabilità legali, che la giurisprudenza italiana non manca di ribadire. La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 9620, depositata il 10 marzo 2025, ha affrontato il delicato tema delle lesioni personali colpose derivanti dalla mancata custodia di un cane. Questa pronuncia offre spunti fondamentali per comprendere gli obblighi dei proprietari e le conseguenze in caso di inadempienza, fungendo da monito per una gestione consapevole e sicura dei nostri amici a quattro zampe.
La Corte sottolinea che la “posizione di garanzia” non è solo un costrutto giuridico, ma un dovere concreto che impone al detentore di agire attivamente per prevenire eventi dannosi. Le ordinanze ministeriali citate non sono meri suggerimenti, ma vere e proprie “regole cautelari” che si aggiungono al buon senso e all’esperienza comune. Questo significa che il proprietario non può invocare l’imprevedibilità del comportamento dell’animale se non ha adottato tutte le misure preventive ragionevolmente esigibili. La mancata osservanza di tali obblighi può integrare la colpa, con conseguenze penali (come Sentenza della Cassazione n. 9620/2025 sulle Lesioni Colpose).
IMPATTO MORTALE COL CANE. NESSUN PREGIUDIZIO
CRUFTS 2026
Anche in questa edizione ENCI ha rappresentato la cinofilia italiana al Crufts 2026, uno degli appuntamenti cinofili più prestigiosi e ricchi di tradizione a livello mondiale. La partecipazione ha costituito un’importante occasione per rafforzare le relazioni internazionali e, in particolare quest’anno, per promuovere la prossima World Dog Show 2026, che si terrà a Bologna.
Nel corso della manifestazione abbiamo preso parte a diversi momenti di confronto e approfondimento attraverso una serie di incontri istituzionali e tecnici. Di particolare interesse è stato l’incontro promosso da Royal Canin Europe – Round Table Expert Team –Holiday Greetings, che ha offerto ai Kennel Club aderenti l’opportunità di condividere e valorizzare la comunicazione su temi di interesse comune e di grande attualità, in particolare quelli legati alla salute e al benessere del cane.
Un ulteriore momento di confronto si è svolto con The Kennel Club e con l’University of Cambridge, durante il quale sono stati approfonditi alcuni aspetti relativi alla Brachycephalic Obstructive Airway Syndrome (BOAS). L’incontro ha inoltre aperto prospettive per lo sviluppo di future collaborazioni scientifiche e progetti condivisi, anche in sinergia con l’Università di Cambridge, da anni punto di riferimento internazionale nella ricerca su questa importante tematica. Preziosa la presenza del consigliere ENCI Mauro Mostura e gli Uffici per aver condiviso ed arricchito questa magnifica esperienza.
Incontro con il Kennel Club Kazakhstan
Presso la nostra Sede, l’ENCI ha avuto il piacere di ospitare i rappresentanti del Kennel Club Kazakhstan (UCK). Un incontro finalizzato a definire gli aspetti organizzativi della partecipazione della delegazione kazaka al World Dog Show di Bologna. Il Kennel Club Kazakhstan sarà presente con uno stand dedicato, volto a rappresentare la propria tradizio-
Non provata l’interazione tra il comportamento dell’animale e la condotta di guida Non ha diritto al risarcimento chi viene danneggiato da un incidente stradale con un cane che, anche se di grossa taglia, è stato affidato a un anziano. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che ha respinto il ricorso degli eredi di un uomo rimasto ucciso dopo l’impatto fra la sua moto e l’animale.
L’AFFIDATARIO
In fatto di danni cagionati da animali, la responsabilità del proprietario dell’animale, prevista dall’art. 2052 c.c., può concorrere con la responsabilità per colpa dell’affidatario del medesimo animale (l’anziano conduttore) solo se la condotta dell’affidatario in questione abbia avuto una incidenza causale nella produzione del danno. Il mero fatto che il cane fosse condotto da una persona anziana non basta. Il concorso di responsabilità opera su piani diversi: sul piano oggettivo, per il proprietario (legato al solo rapporto di proprietà) e sul piano soggettivo, per l’affidatario (legato alla condotta colposa dallo stesso tenuto). Solo se l’affidatario ha un ruolo causale nell’incidente è necessario un accertamento sulla diligenza del proprietario nella scelta dell’anziano affidatario.
IL CANE
In caso di sinistro stradale che veda coinvolti un veicolo non su rotaie - come la moto in questione - e un animale, il motociclista danneggiato deve provare l’esatta e completa dinamica dell’incidente, inclusa la reciproca interazione tra il comportamento dell’animale e la condotta di guida del conducente del veicolo. Non è sufficiente la prova della presenza, sui luoghi, dell’animale. Bisogna provare che il comportamento dell’animale sia stato la causa, quanto meno concorrente, dell’evento dannoso.
NESSUN PREGIUDIZIO
La Cassazione ha stabilito che compete al giudice di merito valutare, l’incidenza causale della condotta di guida del conducente in correlazione con il comportamento dell’animale, senza ricorrere ad automatismi presuntivi. Tale valutazione comparata consentirà di stabilire se l’evento sia imputabile esclusivamente all’animale (con conseguente risarcimento integrale), esclusivamente al conducente (con rigetto della domanda), oppure a entrambi in misura proporzionale al ruolo avuto nel creare il danno. Corte di cassazione, sentenza 2528 del 5 febbraio 2026.
ne e cultura cinofila, nonché a presentare esemplari della razza nazionale Kazakh Tazy, recentemente riconosciuta dalla FCI. Nel corso dell’incontro, ENCI ha confermato la propria disponibilità a fornire supporto al Kennel Club Kazakhstan in merito agli aspetti informatici e nei diversi ambiti di sviluppo della cinofilia nel Paese.
CADUTA PERCHÉ URTATA
DA UN CANE: IL PROPRIETARIO PAGHERÀ I DANNI
Mentre stava conversando con alcune persone in una piazza cittadina, una signora veniva urtata violentemente alle gambe da un cane che correva insieme ad altri, nella caduta riportava gravi lesioni al braccio sinistro. Rivoltasi al Tribunale, anche in presenza di numerosi testimoni, la signora chiedeva il ristoro dei danni, patrimoniali e non, subiti in occasione della caduta, in virtù della responsabilità da custodia a carico del proprietario, ai sensi dell’art. 2052 c.c. che recita: “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”. Pertanto, la responsabilità del proprietario o custode dell’animale è presunta, in quanto fondata, non sulla colpa, ma sul rapporto di fatto con l’animale. In questo caso, trattasi di uno dei cosiddetti casi di responsabilità oggettiva, cioè quando il proprietario risponde dei danni causati dagli animali indipendentemente dal suo comportamento doloso o colposo ma esclusivamente perché proprietario (o momentaneo possessore) dell’animale. Per essere esente da responsabilità, quindi, il proprietario è tenuto a dimostrare e a provare che il danno è stato causato da un evento fortuito e cioè da un evento imprevedibile, inevitabile e assolutamente eccezionale, ma questo non era il caso. Il Tribunale di Firenze, con sentenza n. 2715 del 5/8/2025 riconosce il risarcimento del danno non patrimoniale in oltre 22mila euro.
Il Presidente Dino Muto
Il Presidente ENCI Dino Muto con Ian Seath Presidente di The Kennel Club
SUPPORTA LA LORO SALUTE FIN DALLA NASCITA
PUPPY PRO TECH
Una formula nutrizionale che s ostiene la salute dei cuccioli fin dalla nascita, in particolar modo quelli a rischio.
Con la sua formula specifica è un alimento pensato sia per essere il supplemento al colostro materno entro le prime 24 ore, che per contribuire alla crescita e allo sviluppo del cucciolo fino allo svezzamento.
ROYAL CANIN ® PUPPY PRO TECH offre agli allevatori un valido supporto per favorire la salute dei cuccioli, anche quelli più a rischio.