“organo ufficiale ENCI”
aprile 2025
ENTE NAZIONALE DELLA CINOFILIA ITALIANA
Intervento del Ministro Lollobrigida
CRUFTS 2025 TRIONFO PER L’ITALIA
servizio a cura della redazione INC pag. 3
ENTE NAZIONALE CINOFILIA ITALIANA – I NOSTRI CANI – N. 4 aprile 2025 – PT MAGAZINE
Interrogazione a risposta immediata, Senato della Repubblica, 6 marzo 2025 Signor Presidente, ringrazio l’onorevole senatore per aver posto questo settimo quesito delle opposizioni rispetto alla vicenda ENCI. Proverò a chiarire le questioni che l’interrogante pone ulteriormente perché il Parlamento abbia coscienza e contezza e questo report, ovviamente, è uno dei più seri, perché dice la verità, rivolgendosi a un’Assemblea per la quale proviamo grande e profondo rispetto. Lei, senatore Fina, ha parlato - correttamente - di relazione tra il Ministero dell’agricoltura e l’ENCI, esercitata, però, non in maniera preminente, perché ha un solo rappresentante all’interno del Consiglio direttivo su 15, dei quali 11 sono eletti su base associativa, due cooptati dagli eletti e uno è un rappresentante dall’Associazione italiana allevatori (AIA) e le vicende alle quali fa riferimento, solo per precisare, sono tutte avvenute prima dell’insediamento dell’attuale Governo. Come già evidenziato anche nelle altre occasioni in cui abbiamo fornito risposte compiute e trasparenti, l’ENCI è un ente di diritto privato, riconosciuto con regio decreto del 13 giugno 1940, n. 1051, dotato di un proprio statuto, che ne regola l’attività e le funzioni e ne specifica lo scopo. La natura giuridica privata è stata confermata anche dalla giurisprudenza amministrativa, in particolare il Consiglio di Stato, con sentenza n. 250 del 2016, ha ribadito che l’ENCI conserva la propria identità giuridica privata pur svolgendo funzioni di interesse pubblico, come la tenuta dei libri genealogici e dei registri anagrafici delle razze canine. Il potere di vigilanza del Ministero dell’agricoltura - in quella sentenza si specifica - è limitato esclusivamente alla verifica del corretto esercizio, da parte dell’Ente, dell’attività di tenuta dei libri genealogici e dei requisiti anagrafici delle razze canine. La giurisprudenza citata ha chiarito che al Ministero è consentito intervenire in via sostitutiva mediante la nomina di commissari ad acta solo nel caso in cui si verifichino fatti o eventi che pongano in pericolo la corretta gestione del libro genealogico. Per il resto della sua attività, l’Ente gode di piena autonomia e il Ministero non può - né, mi permetta di dire, deve - interferire con le
scelte gestionali, tra le quali naturalmente le decisioni in merito all’impiego di risorse a disposizione, come lei ricordava. Allo stesso modo, saranno eventualmente la magistratura o gli altri organi competenti, nei quali crediamo, che potranno invece intervenire. L’ENCI non beneficia di contributi pubblici a nessun titolo. Oggi ha un bilancio particolarmente sano, come lei ricordava. È una rarità trovarci a contestare una gestione virtuosa, o almeno io non lo faccio. Però voglio aggiungere una cosa che credo per lei sia importante. I fatti avvengono tutti prima del 2022. I membri che sono all’interno del consiglio di amministrazione, nominato dal Ministero, sono stati designati dal precedente Governo, quindi dal mio collega Patuanelli. Anche i revisori dei conti sono stati nominati dal mio collega Patuanelli. Devo dire la verità: con il collega Patuanelli ho avuto sempre un rapporto di rispetto e stima, senza dubbio da parte mia, tanto da farmi pensare che lui abbia agito nella nomina con grande oculatezza e le persone che sono lì dentro, in piena autonomia, come devono agire i revisori dei conti e il consigliere d’amministrazione, agiscano a tutela della visione che il Ministero ha di correttezza legittima. Quello che volevo significarle è che noi non solo abbiamo fatto questo, ma abbiamo anche nominato nel 2023 una commissione per verificare la parte che riguarda il Ministero. Di più non possiamo fare: non credo che vogliate mettere in discussione le oculate nomine di allora, visto che facevate parte di quel Governo. Io ero all’opposizione, quindi non sappiamo molto del metodo di scelta delle persone. Certamente quello che potevamo fare l’abbiamo fatto, la trasparenza dell’ENCI è stata testimoniata dal punto di vista delle mie competenze. Il resto, quello che esula dalle mie competenze, come le cose che ha citato di natura televisiva o programmatoria, non spettano in alcun modo a me. Spero che anche le trasmissioni televisive attenzionino la nostra relazione e provino a entrare nel merito, senza fare un grande calderone nel quale, nella confusione, si tendono ad attribuire responsabilità a chi le avrebbe volen-
tieri, ma non le ha. In questo caso, le assicuro che quello che dovevamo fare sull’ENCI non solo l’abbiamo fatto, ma voglio ribadire che chi lavora nell’ENCI e anche tutto il mondo della gestione del settore lavora con alta qualità e alto profilo da quello che vedo e da quello che posso verificare nella mia azione quotidiana. (resoconto stenografico)
IL BRACCO
Giulia Del Buono pag. 14
NOTIZIE ENCI REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE, MASAF E ENCI VINCONO IL RICORSO AL TAR Si informano i Soci che il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato la sentenza sul ricorso proposto da Silvia Paoletti, Raffaele Pozzi e il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Cinofili contro il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali (oggi MASAF) e nei confronti dell’ENCI per l’annullamento del Decreto del Ministero recante la ratifica del Regolamento di Attuazione dell’ENCI (approvato dall’Assemblea dei Soci del 20.11.2021) - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale. Il TAR, definitivamente pronunciando sul ricorso, lo ha rigettato “perché manifestamente infondato”. Si accoglie con soddisfazione l’ennesima sentenza favorevole. Continueremo a lavorare come sempre. Con serietà, concretezza, rispetto delle regole e attenzione alle esigenze dalla cinofilia moderna. Il Presidente Dino Muto