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Meln131s

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Melevisione 2010 – SCALETTA N. 131 B.Tognolini - Tema: NOTTE

Personaggi: MILO, PRINCIPESSA, GIGLIO, VERMIO Canzone Nuova: CANZONE POETICA E BUFFA SULLA NOTTE

«BUONANOTTE, FANTABOSCO» 1 RVM. SIGLA INIZIALE. 2 INTERNO CASA MILO. Milo. Spogliarello folletto.

45” 1’15”

Milo accoglie il bambino con un bel “Buonanotte!”. No, non si è rimpignito del tutto, ora gli spiega. Oggi al Fantabosco è il Giorno della Notte e si saluta così per tutta la giornata. “Il Giorno della Notte”? E cosa sarebbe? Lui ora deve prepararsi perché è tardi, ma continuerà a spiegargli mentre si veste. Ehm…però ho vergogna, vado di là. Milo prende un indumento e sgattaiola nell’altra stanza (o dietro un riparo), da cui continua a parlare. Il Giorno della Notte è un’antichissima festa in cui i Fiabeschi onorano con doni e giochi e canti la notte che ogni notte scende per riposare il mondo. Milo esce dal riparo: indossa la parte di sopra di un pigiamino di quelli aderenti in maglina con gli elastici ai polsi e alle caviglie, magari arricchito di motivi e figure (pigne?). È una festa importante, sai? Se non la celebriamo come si deve per tutto l’anno avremo brutte notti con brutti sogni. Scusa, continuo a vestirmi… Sparisce ancora e spiega: ci saranno canti, doni, poesie, l’esposizione dei Tesori, il Diamante e il Globo d’Oro della Notte, e la Tempesta delle Nuvole Molli. Milo è pronto: ai piedi due ciabatte morbide e pelose (a forma di pigna?). Prende sottobraccio un cuscino bianco e apre la porta. Certo che uscirà così! Oggi tutti quanti invece che togliersi il pigiama e mettersi i vestiti, per uscire devono togliersi i vestiti e mettersi il pigiama. È il Giorno della Notte! 3 CHIOSCO. Milo, Giglio, Odessa. I principi vergognosi.

3’

Giglio attende al Chiosco. Qualche secondo e arriva Odessa. I due si guardano un po’ imbarazzati. Bene, anche tu ti sei vestito come sempre, voglio dire… da giorno. Si riconfortano a vicenda: la festa del Giorno della Notte è una bellissima cosa, il Diamante, il Globo d’Oro, le Nuvole Molli, però… uscire in giro per il mondo in pigiama in pieno sole è troppo imbarazzante, e due rampolli di stirpe reale non possono certo… Arriva Milo, con pigiamino e cuscino. I due lo accolgono con simpatia e reprimendo un po’ il riso. Ma lui non ride: è molto deluso! I regnanti più di tutti i loro sudditi dovrebbero rispettare le tradizioni! Dovevano venire coi pigiami! I due cercano di resistere, ma la riprovazione del folletto è troppo ferma. Va bene, per il bene del regno affronteranno il ridicolo: vanno a cambiarsi. Milo gli ricorda di portare i cuscini. I due escono. Milo chiede al bambino se lui accetterebbe di andare fuori in pieno giorno col suo pigiamino. Brevissima spiegazione di cosa è la notte, come abbia impaurito ma anche affascinato gli umani fin “dalla notte dei tempi”. Bene, ora prepara il secchio del Diamante: è quasi ora di andare. 4 POZZO. Vermio, Milo. Il Diamante nel Pozzo

2’30”

Vermio è bardato in un lungo camicione da notte tipo Scrooge (o in alternativa in una tuta sformata con bottoni, tipo Pippo di Disney), con lungo berretto da notte e lunghe ciabatte clownesche. Poco più in là, per terra, un cuscino che ha visto tempi migliori. Così vestito, lo scherano si affanna a buttar giù e tirar su dal Pozzo una corda a cui è legata una mano meccanica, una pinza che afferra, un aggeggio atto a scandagliare il fondo di un pozzo. Peccato che non trovi un bel niente! Vermio impreca: si è documentato su questa stupida festa, e si dice ben chiaro: il Diamante della Notte verrà pescato dalla terra attraverso il Pozzo e trasportato al Chiosco di Milo. E il Globo d’Oro della Notte sarà tirato giù dal cielo attraverso gli alberi. E poi ci sarà questa Tempesta delle Nuvole Molli, che non sa proprio cosa pigna possa essere, ma spera di cavarne qualcosa di utile anche da quella. Però, questo diamante… se lì nel Pozzo lo dovranno pescare, nel Pozzo deve ben esserci! E se c’è lui dev’essere il primo a trovarlo… Dannazione, arriva qualcuno! Via l’attrezzo! Arriva Milo, con pigiama, cuscino, ciabatte, e un secchio con una corda arrotolata sotto braccio. Vedendo Vermio in camicione, si compiace che anche lui intenda celebrare il Giorno della Notte. Ma cosa fa nei pressi del Pozzo? Vermio sostiene che attendeva Milo per compiere con Lui il rito del Diamante della Notte. Non del tutto convinto, Milo comincia il rito: pronunciando una LITANIA PER FAR VENIRE LA NOTTE sprofonda il secchio nel Pozzo. Quindi, sotto gli occhi ansiosi di Vermio, che si fa in quattro per sbirciarvi dentro, lo tira su, e reggendolo in testa, recitando ancora la litania, si avvia seguito da Vermio.


5 CHIOSCO. Milo, Giglio, Odessa, Vermio. Tutti in pigiama!

4’30”

Chiosco deserto. Un tempo e arriva Principessa Odessa: indossa una camicia da notte corta e ornata di principeschi pizzi e fiocchi (o altri suggerimenti da parte delle Nane sapienti di costumi), due belle ciabatte (altri suggerimenti) e un ricco cuscino bianco sotto braccio. Un po’ a disagio, si mette in attesa. Ed ecco anche Giglio: indossa un bel pigiama maschile a giacca (suggerimenti su colore e ornamenti), un paio di ciabatte principesche ma non vistose, e porta sotto braccio un cuscino bianco e sobrio ma con qualche preziosità. Dapprima un po’ rigidi e impacciati, i due presto si sciolgono in complimenti e apprezzamenti sulle reciproche mise notturne. Confabulano sui cuscini, se li scambiano: morbidissimo, di piume di uccellino di fiaba quello della Principessa, con un pisello dentro per ricordare la stirpe regale; di lana di pecora di monte quello del Principe, sodo come si addice a un Cavaliere. Li posano sui tavolini e li provano. Sentono i reciproci profumo del viso. Quante notti deve aver passato su quei cuscini il viso amato. E chissà che sogni! Già, e qualche volta che pianti… Ecco arrivare Milo, che regge alto il suo secchio, seguito da Vermio. Milo posa il secchio sul Bancone, e sbirciando senza darlo a vedere Vermio, che simula indifferenza, si allontana per salutare i Principi. Mentre Milo parla coi Principi Vermio, di controscena, si avvicina furtivo al secchio, vi sbircia dentro, non vede nulla, esasperato vi tuffa le mani, rovista, non trova, infuriato cerca un panno per asciugarsi. Tutto il lavorio è osservato di sottecchi da Milo, che mentre parla con Giglio e Odessa dà segni di sapere bene cosa accade alle sue spalle. Milo è prodigo di ringraziamenti per i due Principi: visto che non era poi così difficile uscire in pigiama? Lo dice lui! – obietta Odessa: a lei sembra di andare in giro svestita! Si vergogna molto. Giglio aggiunge che un Cavaliere non dovrebbe mostrarsi in pubblico se non in armi, ma data l’occasione e l’insistenza dell’amico… Obietta solo sulla presenza di Vermio (lo scherano, sentendosi sotto l’attenzione dei tre, si allontana dal secchio fingendo indifferenza): ma Milo dice che la notte viene per tutti, appartiene a tutti, ed è giusto che anche un rappresentante dei Cattivi la festeggi, la canti e la chiami con loro. E cominciamo pure! Rito del Diamante della Notte. Vermio segue con occhi da pazzo esasperato i gesti di Milo, che prende il secchio, e affermando con un malizioso sorriso che lì dentro, a dispetto di ciò che può parere, è contenuto il Diamante della Notte, lo posa su un tavolino. Vi porta accanto un bel BICCHIERE grande di vetro limpido, e con un mestolo riempie il bicchiere con l’acqua del secchio. Ecco il Diamante della Notte… Ma il bicchiere è vuoto! – grida Vermio disperato – C’è solo acqua! Vile, umile, inutile acqua! Appunto: il Diamante è proprio l’Acqua della Notte, il prezioso aiuto che ognuno di noi si tiene sul comodino per attraversare quel mare di buio. Vermio incassa la delusione, sorride, dice che naturalmente lo sapeva, e che lui stesso è ricchissimo di quei diamanti. E il Globo d’Oro? Quello bisogna andare a cercarlo nel bosco. Giglio e Odessa conoscono la radura: vadano avanti, loro tre, Milo li raggiungerà fra breve. I tre escono. BUIO La luce cala in fading (o di colpo) intorno al bicchiere pieno d’acqua, che solo brilla nel buio di riflessi argentei, proprio come un diamante. Milo posa il suo cuscino sul tavolino e il viso sul cuscino, come se dormisse. Una tenue luce, come emanando dal bicchiere che splende, mostra solo il suo viso e il cuscino. FILASTROCCA DELL’ACQUA DELLA NOTTE. Un po’ in filastrocca e un po’ in prosa, Milo parla al bambino. La notte è buia e nera, un regno straniero e a volte pauroso per i cuccioli umani. Ma l’acqua della notte, nel bicchiere sul comodino, conserva racchiusa in sé una scintilla della luce del giorno. Quando ci svegliamo nel cuore nero della notte, e una paura antichissima del buio ci assale, basta bere un sorso del Diamante della Notte, l’acqua che la mamma ha messo sul comodino, e quella luce prigioniera scende nella nostra gola e rischiara e rasserena il nostro cuore. Così, con la luce diamantina del giorno nel cuore, possiamo tornare nel buio lago nero, per finire di attraversarlo fino alla riva, che si chiama domani. 6 BOSCO. Vermio, Milo, Giglio, Odessa. Il Globo d’Oro della Notte.

5’

In una radura fra gli alberi, Vermio si guarda intorno ansioso, mentre Giglio e Odessa lo deridono con levità. Dove sarebbe questo Globo d’Oro della Notte? Lui non troverà mai nulla di prezioso – lo ammonisce Odessa – perché non guarda mai in alto. Vermio guarda in alto ed ecco fra i rami di un albero (quello più spoglio che abbiamo) un PALLONE GIALLO di una quarantina di centimetri di diametro, possibilmente illuminato dal di dentro (o altrimenti rifrangente, luminescente, o che altro). La luna! Certo, quella è la luna d’oro della festa del Giorno della Notte. E come possiamo prenderla? Calerà da sola nelle loro mani – spiegano i Principi – se diranno una poesia così bella che la convinca a scendere. Vuole provare Vermio?


Avidi e patetici tentativi di Vermio di verseggiare all’indirizzo del Globo Dorato. Arriva Milo. Ha portato lui la poesia giusta! È una vecchia bellissima filastrocca di Linfa che funzionerà senz’altro. Fa così: “ Lucida luna, perla d’estate…” (n. 411). Finita la filastrocca, come per magia, la palla-luna cade giù dai rami. Giglio e Vermio accorrono ma Giglio salta più alto e la prende. Palleggiando, con gesti più danzati e fiabesci del basket, Giglio scarta Vermio e lancia la palla-luna a Odessa, che la lancia a Milo. Passandosi la palla con Vermio che corre di qua e di là, i tre cantano la… CANZONE: LA LUNA È UN’ARANCIA DI FRANCIA (o altro titolo e testo poetico buffo) Alla fine della canzone la palla-luna arriva finalmente nelle mani di Vermio, che la guarda costernato. Ma… è uno stupido pallone! Ma certo, cosa pensava, che fosse la luna vera? No, che fosse un globo d’oro, da fondere e trasformare in bei lilleri! Nooo! La luna d’oro è lassù nel cielo, non la vedi? Vermio leva il naso al cielo e Giglio è svelto a togliergli la palla di mano e scappare via. Vermio gli corre dietro infuriato, e dietro ai due Odessa, che ride divertita. Rimasto solo, Milo dice al bambino che la festa del Giorno della Notte sta andando benissimo, malgrado Vermio, anzi forse proprio grazie a lui. La Notte ne sarà contenta e li tratterà bene per tutto l’anno. 7 CHIOSCO. Milo, Giglio, Odessa, Vermio. La Tempesta dei Cuscini.

3’

Odessa, con il bicchiere del Diamante della Notte sul tavolo e il Globo d’Oro della Notte in mano, spiega a un Vermio torvo e distratto che non tutto ciò che è prezioso è per forza oro, roba da far monete: quei due oggetti sono preziosi anche se a venderli non varrebbero nulla, perché sono simboli! Giochi! Magie che fanno star bene e venire bene le cose! Capisce?… No. Arriva Milo. Bene, la festa del Giorno della Notte sta per finire. Hanno cantato, hanno detto poesie, hanno celebrato la Luce Prigioniera dell’Acqua nel Buio della Mezzanotte, hanno giocato con la Luna D’Oro che Scappa di Mano ai Cattivi. Ora viene il momento più magico: devono chiamare la Notte per convincerla a venire stanotte e tornare tutte le altre notti dell’anno. E come si fa? Con un canto? Con una poesia? Con una storia? No, con la Tempesta delle Nuvole Molli. Giglio e Odessa sorridono elettrizzati. Sanno cos’è: quando si comincia? Vermio chiede notizia circospetto: non sarà un’altra fregatura, come il bicchiere d’acquetta e il palloncino giallo? No, questa è una tempesta vera, garantito. Perché la notte è buia a misteriosa, ma anche buffa e burlona: si diverte a capovolgere le cose del giorno, le piacciono gli specchi, gli scherzi e… i cuscini! TEMPESTA TEMPESTA TEMPESTA!!! Al grido di Milo, Giglio, Odessa e Milo stesso prendono a scagliare i loro cuscini bianchi su Vermio e l’uno sull’altro. Milo corre dietro il Bancone e da lì tira fuori e lancia a raffica nella mischia un’altra ventina di cuscini bianchi più piccoli. Poi torna a unirsi alla battaglia. Alla fine anche Vermio abbandona il cipiglio e pare divertirsi. Tutti lanciano cuscini su tutti. La luce cala pian piano. Milo, riparandosi la testa, si avvicina al bambino per salutarlo, ma viene interrotto due volte: la prima da un preciso lancio di Vermio che lo centra sulla nuca, e che lui restituisce; e la seconda da Odessa, che gli si avvicina alla spalle mentre parla e lo tempesta di colpi di cuscino in testa. Quando finalmente può parlare per qualche secondo, mentre i tre si lanciano cuscini sullo sfondo, dice al bambino che ci sono diversi modi per far venire la notte, e che nel Fantabosco quello è uno. Non lo rifaccia in casa sua, però, altrimenti romperà tutto! Magari nella palestra della sua scuola potrebbe provare… Ecco, ora deve andare perché, con la sua Luna D’Oro, la sua Acqua Diamante, la sua Tempesta di Nuvole Molli, ormai arriva la notte! Buonanotte, Fantabosco! Buonanotte! Un ultimo cuscino in testa chiude la puntata. 411 FILASTROCCA DELLA LUNA Puntata 156 “LA LUNA DI TONIO” Lucida luna, perla d’estate Nella tua luce zampettano fate Pallida luna, perla d’argento Con cinquecento bambini di vento Florida luna, perla perfetta Anche il mio sogno con loro zampetta E tutto il sonno del mondo riposa Sotto la luna mimosa


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Meln131s by Elisa Rundeddu - Issuu