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Verbatim

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Versioni di latino per il triennio

In Verbatim la grammatica diventa funzionale alla comprensione di testi, intesi anche come portatori di significati importanti per la formazione umana e civile del cittadino europeo.

ON LINE Sul sito www.laspigaedizioni.it è possibile scaricare un ricchissimo e pratico materiale complementare, che prevede esercizi di ripasso, versioni ulteriori, illustrazioni dettagliate sulla vita dell’antica Roma, vita degli autori e schede sui generi letterari latini.

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IS a Questo volume sprovvisto del talloncino a fianco è da considerarsi campione gratuito fuori commercio.

VERBATIM Versioni di latino per il triennio

Verbatim si propone di fare del latino una materia che susciti ancora più vivo interesse presso i giovani, fornendo agli insegnanti uno strumento attivo, motivante e vivace, che permetta di ottimizzare l’uso del monte ore. In particolare, oltre al considerevole numero di versioni offerte, Verbatim presenta una variegata gamma di strumenti e strategie per imparare a tradurre in modo consapevole e autonomo. Il chiaro e sintetico apparato di indicazioni grammaticali è appositamente ideato per essere ancora più idoneo a una corretta traduzione dal latino all’italiano.

M. Belponer L. Forcella Iascone

Verbatim

Maria Belponer

Laura Forcella Iascone

VERBATIM Versioni di latino per il triennio

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Maria Belponer

Laura Forcella Iascone

VERBATIM Versioni di latino per il triennio


Verbatim – Versioni di latino per il Triennio di Maria Belponer e Laura Forcella Iascone Consulenza alla progettazione: Fabio Cioffi Coordinamento editoriale: Beatrice Loreti Redazione: Paola Accattoli Progetto grafico: Enea Ciccarelli Impaginazione: ABC, Milano Art Director: Marco Mercatali Responsabile di produzione: Francesco Capitano Foto: Shutterstock Copertina: Enea Ciccarelli

Eli Via Brecce – Loreto Tel. 071750701 info@elionline.com www.elionline.com Le fotocopie non autorizzate sono illegali. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore. Stampato in Italia presso Grafiche Flaminia - Foligno 12.83.091.0 ISBN 978-88-468-3048-7 L’editore è a disposizione degli aventi diritto tutelati dalla legge per eventuali e comunque non volute omissioni o imprecisioni nell’indicazione delle fonti bibliografiche o fotografiche. I siti web segnalati in questa pubblicazione sono di dominio pubblico e sono presentati dalla casa editrice La Spiga esclusivamente a titolo informativo e con finalità prettamente didattiche. La Spiga non è in alcun modo responsabile del loro contenuto o di eventuali cambi di indirizzo.

© 2012 Eli – La Spiga Via Soperga, 2 Milano Tel. 022157240 info@laspigaedizioni.it www.laspigaedizioni.it

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI TRADUZIONI APULEIO, Trad. di Claudio Annaratone da Apuleio Le matamorfosi o l’asino d’oro, I classici della BUR, 1977; Trad. di Giuseppe Metri da Apuleio Le metamorfosi. Sulla magia. Istituto geografico De Agostini, 1964. CAPITOLO ZERO, Traduzione di Laura Forcella. CESARE, Trad. di Camillo Ugoni da Commentari di Giulio Cesare, Casa editrice Betti, Milano (senza data, anni ’30); Trad. di Carlo Carena da Cesare Le guerre in Gallia, Oscar Mondadori, 1987. La guerra gallica, introduzione e note di E. Barelli, traduzione di Fausto Brindesi, BUR, Milano, 1974. CICERONE, Il processo di Verre, a cura di Laura Fiocchi, BUr, Milano, 1992. Tusculane, introduzione di E. Narducci, traduzione e note di Lucia Zuccoli Clerici, BUR, 1996. I doveri, con un saggio introduttivo e note di E. Narducci, traduzione di Anna Resta Barrile, BUR, Milano, 1987; Le Catilinarie, a cura di Elisabetta Risari, A. Mondadori, 1993. COMPOSTI DI SUM, Fedro: Traduzione di Fernando Solinas da Fedro Favole, Oscar Mondadori, 1992. Traduzione di Enzo Mandruzzato da Fedro Favole, Fratelli Fabbri, 1979. HARRY POTTER, Autrice: J.K. Rowling (1965-vivente) Opera: Harrius Potter et philosophi lapis, Bloomsbury Publishing plc: (2003) Traduttore: Peter Needham – Genere: romanzo fantastico; Autrice: J.K. Rowling (1965-vivente) Opera: Harry Potter and the Philosopher’s stone, Bloomsbury Publishing plc (2003) – Genere: romanzo fantastico. LIVIO, Storia di Roma dalla sua fondazione, note di M. Scàndola, traduzione di Bianca Ceva, BUR, Milano, 1986. NEPOTE ,Trad. di Carlo Vitali da Cornelio Nepote Vite dei massimi condottieri, I classici della BUR, 1986. NOMINATIVO, Traduzione di Carlo Saggio da Cicerone De amicitia, I classici della BUR, 1985. PETRONIO ARBITRO, “Satyricon” Mondadori I classici collezione, 2007 ultima edizione, trad. di Piero Chiara; Trad. di Ugo Dettore da Petronio Satyricon, I classici della BUR, 1981. PLAUTO, Trad. di Paratore, Plauto Le commedie, Grandi tascabili economici Newton, 1978. PLINIO, Trad. di F. Trifoglio, Plinio il Giovane Lettere ai familiari, Utet, 1973 trad. di Luigi Rusca da Plinio il Giovane Lettere ai familiari, I classici della BUR, 1994. SALLUSTIO, La congiura di Catilina, prefazione, traduzione e note di L. Storoni Mazzolani, BUR, Milano, 1976 (nb: è la trad. B di sez. 2.3). SENECA, Trad. di Alfonso Traina da Lucio Anneo Seneca Dialoghi, Fabbri Editori, 1996 oppure Dialoghi di Anneo Seneca, UTET, 1999; Trad. di Angelo Roncoroni da Angelo Roncoroni L’antologia dei classici, Carlo Signorelli editore, 1997. Traduzione di Guerino Pacitti da Cicerone Operette morali Mondadori, I classici collezione, 1965. VITRUVIO, Trad. di S. Ferri da Vitruvio Architettura, I classici della BUR, 2002.


Indice

INDICE OBIETTIVI E UTILIZZO DI VERBATIM

6

Sezione 0

DAL BIENNIO AL TRIENNIO Conoscenza delle declinazioni Conoscenza delle classi degli aggettivi Conoscenza dei pronomi Conoscenza dei principali complementi Conoscenza del sistema verbale

11 15 16 17 18 18

Sezione 1

SUBORDINATE: INDICATIVO E CONGIUNTIVO

19

Proposizioni subordinate elementari 20 Proposizioni temporali Proposizioni causali Proposizioni interrogative dirette Pronomi e aggettivi interrogativi con l’indicativo Proposizioni comparative Proposizioni relative Versioni Latino vivo

24 28

Consecutio temporum

29

Dipendenza diretta o di I grado Dipendenza indiretta o di II grado Congiuntivo nelle proposizioni complementari dirette Versioni Latino vivo

33 39

Subordinate con il congiuntivo

40

Proposizioni introdotte da espressioni e verbi che indicano timore Proposizioni introdotte dalla congiunzione quin Proposizioni introdotte dalle congiunzioni ne, quominus e quin Versioni 43 Latino vivo 48

Sezione 2

OSSERVAZIONI SULLA FLESSIONE NOMINALE E VERBALE 1

49

I pronomi relativi

50

Prolessi del relativo Nesso relativo Concorrenza del relativo Relative con il congiuntivo Esercizi e versioni Latino vivo

54 59

Le proposizioni interrogative

60

Le proposizioni interrogative dirette Pronomi e aggettivi interrogativi Interrogative dirette disgiuntive Le proposizioni interrogative indirette Uso del congiuntivo nelle interrogative Esercizi e versioni Latino vivo

62 68

Verbi deponenti e semideponenti

69

Versioni Latino vivo

72 77

Usi di cum

78

Cum + congiuntivo e il gerundio italiano Versioni Latino vivo

82 86

Sezione 3

OSSERVAZIONI SULLA FLESSIONE NOMINALE E VERBALE 2

87

Pronomi e aggettivi indefiniti

88

Pronomi e aggettivi indefiniti di significato positivo Pronomi e aggettivi indefiniti di significato negativo Relativi indefiniti Versioni Latino vivo

91 98

Versioni ulteriori: vai alla sezione Esercizi. – Esercizi di ripasso: vai alla sezione Ripasso. Elementi di civiltà: vai alla sezione Foto d’Epoca. – Generi letterari: vai alla sezione Letteratura. Vita degli autori: vai alla sezione Autori.

3


Indice Verbo sum e composti

99

Indicativo Composti di sum Possum Prosum Interest Versioni Latino vivo

105 109

I verbi della coniugazione anomala

110

Elenco e caratteristiche Versioni Latino vivo

114 119

I congiuntivi indipendenti

120

Il congiuntivo potenziale Il congiuntivo dubitativo Il congiuntivo ottativo Il congiuntivo irreale Il congiuntivo concessivo Il congiuntivo suppositivo Versioni Latino vivo

127 132

L’infinito, le proposizioni infinitive, il supino

133

134

Infinito come soggetto e come oggetto L’infinito storico L’infinito esclamativo Le proposizioni infinitive Particolarità delle proposizioni infinitive Uso dei pronomi riflessivi Tempi dell’infinito Forma implicita o esplicita Uso di tempi e modi Il supino Versioni Latino vivo

138 143

Il participio

144

Participio con valore di aggettivo e sostantivo Il participio congiunto Versioni 148 Latino vivo 154

L’ablativo assoluto Ablativo assoluto nominale

4

157 163

Gerundio, gerundivo, perifrastica passiva

164

Caratteristiche ed utilizzo Versioni Latino vivo

168 174

Sezione 5

Sezione 4

FORME NOMINALI DEL VERBO

Alcuni participi impiegati assolutamente Versioni Latino vivo

155

LA SINTASSI DEI CASI Il nominativo

175 176

Doppio nominativo Costruzione personale di videor Costruzione impersonale di videor Costruzione personale dei verba narrandi e sentiendi Costruzione personale dei verba iubendi Versioni 180 Latino vivo 184

L’accusativo

185

Complementi espressi in accusativo Usi particolari dell’accusativo Doppio accusativo Verba rogandi Verbi transitivi in latino e intransitivi in italiano Verbi intransitivi costruiti con l’accusativo Verbi assolutamente impersonali Verbi relativamente impersonali Versioni 190 Latino vivo 194

Il dativo

195

Doppio dativo Dativo retto da verbi Versioni Latino vivo

200 203

Il genitivo

204

Genitivo soggettivo e oggettivo Genitivo retto da verbi Versioni Latino vivo

209 213

L’ablativo, le determinazioni di tempo 214 e di luogo Complementi costruiti con l’ablativo

Versioni ulteriori: vai alla sezione Esercizi. – Esercizi di ripasso: vai alla sezione Ripasso. Elementi di civiltà: vai alla sezione Foto d’Epoca. – Generi letterari: vai alla sezione Letteratura. Vita degli autori: vai alla sezione Autori.


Indice Costruzioni particolari Opus est Dignus et indignus Determinazioni di tempo Determinazioni di luogo Preposizioni e avverbi Versioni Latino vivo

AUTORI

221 226

Sezione 6

PROPOSIZIONI COMPLEMENTARI INDIRETTE

227

Commediografi: Plauto Terenzio

282

Nepote

292

Cesare

300

Sallustio

312

Cicerone

324

Livio

338

Vitruvio

350

288

Indicativo latino con valore di condizionale italiano

228

Seneca

358

Versioni Latino vivo

231 235

Petronio

368

Quintiliano

378

L’imperativo presente

236

Tacito

388

Versioni Latino vivo

238 242

Svetonio

402

Il periodo ipotetico dipendente

243

Plinio il Vecchio

410

Plinio il Giovane

418

Apuleio

425

Il latino del Cristianesimo

433

Il latino medievale e umanistico-rinascimentale

441

1° tipo realtà 2° tipo possibilità 3° tipo irrealtà Versioni Latino vivo

246 250

Il periodo ipotetico indipendente

251

Versioni Latino vivo

254 258

Il latino della Scienza (dal 1500 al 1700)

457

Il discorso indiretto

259

Il latino fino a oggi

465

Versioni Latino vivo

262 269

VOCABOLARIO ETIMOLOGICO E LOCUZIONI UTILI

VERSIONI DI RICAPITOLAZIONE VERSIONI D’ESAME

270 275

GLOSSARIO RETORICO INDICE DEI PERSONAGGI

Versioni ulteriori: vai alla sezione Esercizi. – Esercizi di ripasso: vai alla sezione Ripasso. Elementi di civiltà: vai alla sezione Foto d’Epoca. – Generi letterari: vai alla sezione Letteratura. Vita degli autori: vai alla sezione Autori.

471 475 477

5


Obiettivi e utilizzo di Verbatim LA STRUTTURA DI VERBATIM Il libro è suddiviso in due sezioni, una di consolidamento e di apprendimento morfo-sintattico, l’altra di studio degli autori. Nella parte dedicata alla morfo-sintassi, i testi sono selezionati a partire dalle loro caratteristiche linguistiche e dalla loro rilevanza culturale, al fine di essere indagati sotto diversi punti di vista: grammaticale, lessicale, stilistico, storico-letterario. Gli argomenti sono presentati, generalmente, nella successione comunemente seguita nelle grammatiche scolastiche, ma gli usi di ut sono anticipati in considerazione della frequenza del costrutto nei testi latini, in modo da agevolare la traduzione degli autori senza un appesantimento di note. Questa parte si conclude con le due sezioni Versioni di ricapitolazione e Versioni d’esame, per offrire un repertorio di testi per esercizi in situazione di verifica, in cui lo studente possa affrontare il lavoro di traduzione in modo individuale e autonomo, a tu per tu con il testo. Nella parte dedicata agli autori, i testi sono selezionati a partire dalla loro significatività letteraria, contenutistica e stilistica, e sono disposti secondo una progressione temporale che parte dalla letteratura arcaica con Plauto e Terenzio fino ad arrivare al latino di oggi. Una risposta al perché studiare latino è da rintracciare nella sua permanenza nella cultura europea anche per esprimere fino al Settecento le scoperte scientifiche, da Copernico a Bacone, da Galilei a Newton. Il mantenimento fino ad oggi del latino, non solo nella chiesa cattolica, offre motivi di riflessione agli studenti che spesso utilizzano il concetto discutibile di lingua morta per una lingua che, soprattutto nel mondo anglosassone, sta riaccendendo interessi e passioni. A questo mira anche la sezione Incontro con l’autore, dove, prima di affrontare individualmente la traduzione delle versioni offerte, lo studente si trova ad “incontrare” attivamente lo stile, il lessico, il pensiero, le strutture grammaticali e altro dell’autore i cui testi dovrà tradurre individualmente e attivamente nelle pagine seguenti.

TRADURRE IN MODO ATTIVO

Nella parte dedicata alla morfo-sintassi, dopo le pagine di grammatica e prima di passare alle versioni da tradurre in proprio, lo studente deve affrontare la sezione Risorse per la traduzione. Questa sezione permette allo studente di svolgere un lavoro di analisi testuale fortemente attivo, affrontando esercizi di morfo-sintassi, e di analisi stilistica e lessicale sulla base di un testo esemplare – scelto per la sua struttura grammaticale e il messaggio culturale che trasmette – di cui viene fornita anche una traduzione modello (a volte due, nell’ottica della traduzione contrastiva), ideata per far riflettere lo studente sui meccanismi del tradurre, che diventa così operazione veramente attiva e individuale. Il passaggio di Risorse per la traduzione ha, infatti, la finalità di integrare quanto appreso nella grammatica con l’atto concreto del tradurre, in una fusione perfetta tra teoria e pratica prima di affrontare il lavoro individuale sulle versioni successive e, in particolare, di: • dare l’esempio di che cosa significhi tradurre: non dimostrare di aver applicato una regola, ma di aver capito un pensiero;

6


• dimostrare come una traduzione non sia trasposizione perfetta di un testo, ma ne sia sempre un’interpretazione, determinata dalla sensibilità, cultura, impostazione mentale del traduttore, dal tempo storico, dal luogo; • consentire, nel caso in cui vengano proposte due traduzioni diverse, il confronto tra esse in esercizi di traduzione contrastiva come prevedono i programmi.

RUBRICHE DELLA SEZIONE “RISORSE PER LA TRADUZIONE” Risorse per la traduzione fa riflettere sulla resa dei costrutti propri della lingua latina, puntualizza le forme complesse del testo, o si focalizza sulla traduzione contrastiva.

Sezione 1

RISORSE PER LA TRADUZIONE Cicerone narra un episodio esemplare, del quale sono protagonisti alcuni famosi uomini vissuti ad Atene, tra cui il filosofo Protagora, che, con la sua reazione composta alla notizia della morte del figlio, dimostra come gli eventi, anche più tristi, possono essere sopportati se previsti, in quanto rientrano nelle leggi di natura.

Quod autem Theseus a docto se audisse dicit, id de se ipso loquitur Euripides. Fuerat enim auditor Anaxagorae, quem ferunt nuntiata morte filii dixisse: ‘sciebam me genuisse mortalem.’ Quae vox declarat iis esse haec acerba, quibus non fuerint cogitata. Ergo id quidem non dubium, quin omnia, quae mala putentur, sint inprovisa graviora. Itaque quamquam non haec una res efficit maximam aegritudinem, tamen, quoniam multum potest provisio animi et praeparatio ad minuendum dolorem, sint semper omnia homini humana meditata. Et nimirum haec est illa praestans et divina sapientia, et perceptas penitus et pertractatas res humanas habere, nihil admirari, cum acciderit, nihil, ante quam evenerit, non evenire posse arbitrari.

Interroga il testo focalizza l’attenzione sulle strutture linguistiche del testo o sulla relazione tra lingua e contenuto, costituendo una introduzione alle proposte di lavoro successive.

A

Ciò che Teseo dice di aver sentito da un sapiente, lo dice di se stesso Euripide. Infatti aveva ascoltato le lezioni di Anassagora, di cui si raccontava che, quando gli fu annunciata la morte del figlio, disse: «Sapevo di aver generato un mortale». E questa risposta dimostra che gli eventi sono difficili da sopportare per coloro che non li hanno previsti. Perciò non c’è dubbio che le cose che si ritengono cattive, sono peggiori se inaspettate. Così, se non questo solo aspetto rende grandissima la tristezza, tuttavia, poiché la previsione e la preparazione dell’animo contribuiscono molto alla sopportazione del dolore, le vicende umane siano sempre presenti alla riflessione dell’uomo. E certamente questa è una forma di saggezza eccellente e divina, avere consapevolezza delle vicende umane profondamente indagate e esaminate, non stupirsi di nulla, quando sia accaduto, non escludere che si possa verificare nulla, prima che si sia verificato. (trad. Maria Belponer)

Sezione 1

INTERROGA IL TESTO

B

Ciò che Teseo dice di aver udito da un dotto, è in realtà un riferimento autobiografico di Euripide. Egli infatti era stato discepolo di Anassagora, del quale si racconta che all’annunzio della morte del figlio disse: «Sapevo di averlo generato mortale». Parole che dimostrano come questi eventi siano dolorosi per coloro che non hanno meditato su di essi. Dunque almeno un punto è indubbio, che tutto ciò che si considera male è più grave se imprevisto. Ne consegue che, pur non essendo questo l’unico aspetto che procura la massima afflizione, tuttavia, se la previsione e la preparazione dello spirito contribuiscono molto a diminuire il dolore, gli uomini dovrebbero meditare sempre su tutti gli eventi umani. E senza dubbio proprio in questo consiste la sapienza superiore e divina: raggiungere, attraverso un’indagine rigorosa, la conoscenza approfondita delle vicende umane, non meravigliarsi di nessun evento quando accade, e, prima che avvenga, credere che non c’è nulla che non possa avvenire.

Ti segnaliamo i punti della traduzione più discordanti; confrontali, indicando i termini esatti che sono stati tradotti liberamente e in cosa consista lo scarto tra le due traduzioni, come nell’esempio: id de se ipso loquitur Euripides: A lo dice di se stesso Euripide B è in realtà un riferimento autobiografico di Euripide In B l’espressione è resa molto liberamente, trasformando i pronomi in un nesso aggettivo + sostantivo nuntiata morte filii A quando gli fu annunciata la morte del figlio B all’annunzio della morte del figlio _______________________________________________________________________________________________

(trad. Lucia Zuccoli Clerici)

sint semper omnia homini humana meditata A le vicende umane siano sempre presenti alla riflessione dell’uomo B gli uomini dovrebbero meditare sempre su tutti gli eventi umani _______________________________________________________________________________________________ 41

perceptas penitus et pertractatas res humanas habere A avere consapevolezza delle vicende umane profondamente indagate e esaminate B raggiungere, attraverso un’indagine rigorosa, la conoscenza approfondita delle vicende umane _______________________________________________________________________________________________

QUESTIONARIO Rispondi alle seguenti domande.

Osserva la morfo-sintassi è un questionario inerente la morfo-sintassi, che approfondisce gli elementi linguistici.

1 2 3

Individua i termini che definiscono la riflessione dell’uomo sugli eventi della vita e confrontane la traduzione nelle due proposte: quale ti sembra scegliere un linguaggio più specifico? Itaque quamquam non haec una res efficit maximam aegritudinem, tamen…: individua nelle traduzioni le due scelte diverse: quale ti sembra più aderente al testo ? Perché? Ante quam evenerit: come è resa la frase nelle due traduzioni? Prova a giustificare la differente resa del verbo.

OSSERVA LA MORFO-SINTASSI % %

% %

Sezione 1 %

%

Analizza la struttura dell’ultimo periodo: quale modo del verbo predomina? Con quale effetto espressivo, a tuo avviso? Osserva in questo periodo l’allitterazione perceptas penitus pertractatas, con l’insistenza sulla preposizione per-, che sottolinea l’indagine in profondità, particolarmente curata.

Quod autem Theseus a docto se audisse dicit: che fenomeno sintattico caratterizza questa proposizione relativa? Quem ferunt nuntiata morte filii dixisse: il pronome relativo assolve a duplice funzione: introduce la relativa, con il verbo ferunt, ed è il soggetto dell’oggettiva: quale è il verbo dell’oggettiva? Quae mala putentur: il congiuntivo è dovuto a una sfumatura di eventualità, che in italiano non è necessario sottolineare. Sint semper omnia homini humana meditata: il dativo homini esprime un complemento d’agente, come il precedente quibus, nella frase quibus non fuerint cogitata. gli infiniti habere, admirari, posse arbitrari sono esplicativi rispetto a haec illa… sapientia e ne costituiscono il predicato nominale.

ANALIZZA LO STILE %

AMPLIA IL LESSICO

%

Aegritudo e dolor appartengono alla stessa sfera semantica, ma esprimono due concetti diversi: l’aegritudo è l’espressione del dolore come sofferenza morale, tristezza, il dolor è in senso generale la sofferenza in quanto tale che può essere anche fisica, sebbene in questa accezione ricorra più spesso il termine labor.

Con quali termini Cicerone indica le vicende umane? A quale categoria morfologica appartengono? A quale esigenza ti sembra che risponda questa scelta? Individua i termini astratti contenuti nel passo: cosa indicano?

42

Analizza lo stile guida sì all’analisi stilistica nella ricerca degli elementi ricorrenti nell’autore, ma anche all’idea che lo stile di un autore trae sempre spunto dalla ricchezza della lingua.

VERSIONI 1 Un’importante riforma istituzionale Il comportamento violento e arrogante dei Tarquini provoca la cacciata dei re e l’istituzione del consolato, con precise garanzie istituzionali.

Hinc consules coepere, pro uno rege duo, hac causa creati, ut, si unus malus esse voluisset, alter eum, habens potestatem similem, coerceret. Et placuit, ne imperium longius quam annuum haberent, ne per diuturnitatem potestatis insolentiores redderentur, sed civiles semper essent, qui se post annum scirent futuros esse privatos. Fuerunt igitur anno primo ab expulsis regibus consules L. Iunius Brutus, qui maxime egerat, ut Tarquinius pelleretur, et Tarquinius Collatinus, maritus Lucretiae. Sed Tarquinio Collatino statim sublata est dignitas. Placuerat enim, ne quisquam in urbe remaneret, qui Tarquinius vocaretur. Ergo accepto omni patrimonio suo ex urbe migravit, et loco ipsius factus est L. Valerius Publicola consul. Commovit tamen bellum urbi Romae rex Tarquinius, qui fuerat expulsus, et collectis multis gentibus, ut in regnum posset restitui, dimicavit.

GUIDA ALLA TRADUZIONE – Unus… alter: si tratta dei due consoli, quindi l’uno… l’altro. – Futuros esse privatos: privatos ha il significato di privati cittadini. – Ab expulsis regibus: dalla cacciata dei re (lett.: dai re cacciati).

LABORATORIO DI ANALISI MORFO-SINTATTICA 1 Et placuit, ne imperium longius quam annuum haberent, ne per diuturnitatem potestatis insolentiores redderentur: che valore hanno le due congiunzioni ne? Come puoi rendere il comparativo insolentiores, dal momento che non c’è secondo termine di paragone? 2 Sublata est dignitas: da quale verbo deriva sublata est? 3 Ne quisquam in urbe remaneret: che proposizione è? Introdotta da quale verbo?

43

Amplia il lessico è il punto d’approdo della lettura, pensato in rapporto al latino, ma anche e forse soprattutto, all’italiano. In questa sezione si individuano parolechiave di cui si indaga la radice e la permanenza nell’italiano o in altre lingue europee, con l’obiettivo di far comprendere le relazioni profonde tra il patrimonio lessicale neolatino e tra i significati di partenza e d’arrivo.

7


LE VERSIONI Sono sempre accompagnate da un titolo, il più possibile attraente, e da un’introduzione che contestualizza il testo, per aiutare a comprenderne gli elementi di civiltà del periodo o di raccordo con il vivere odierno. Sono spesso seguite da una Guida alla traduzione che individua e scioglie i nodi linguisticamente più problematici. Il Laboratorio che segue offre esercizi di varia tipologia, anche interdisciplinari, perché la traduzione non risulti un lavoro meccanico da archiviare una volta concluso. Approfondimento contenutistico quando suggeriscono collegamenti con letture e altre discipline.

Morfo-sintassi con esercizi di ripasso e di consolidamento delle strutture grammaticali incontrate nel brano.

Sezione 5

Sezione 5

5 Cesare è in difficoltà

LABORATORIO DI ANALISI MORFO-SINTATTICA 1 Videbitur è costruito personalmente o impersonalmente? Puoi rispondere senza considerare il contesto? E videatur? 2 Utilizza il lessico del testo e traduci: Sembra che Sulpicio abbia lasciato un monumento a se stesso. Sembrò che Sulpicio avesse lasciato un monumento a se stesso. Sembrava che il figlio di Sulpicio fosse addolorato. 3 Utilizza i verba dicendi e traduci: Si dice che il figlio fosse il ritratto del padre. Si diceva che il figlio fosse il ritratto del padre. Si dice che il figlio sia stato il ritratto del padre.

4 Il mare aperto dell’arte retorica Il grande maestro di retorica Quintiliano, nella parte conclusiva della sua opera monumentale, afferma, con una metafora nautica, la novità del suo insegnamento che si avventura in altum, in mare aperto.

Fefellit autem quod initium a parvis ceperamus: mox velut aura sollicitante provecti longius, dum tamen nota illa et plerisque artium scriptoribus tractata praecipimus nec adhuc a litore procul videbamur et multos circa velut isdem se ventis credere ausos habebamus: iam cum eloquendi rationem novissime repertam paucissimisque temptatam ingressi sumus, rarus qui tam procul a portu recessisset reperiebatur; postquam vero nobis ille quem instituebamus orator, a dicendi magistris dimissus, aut suo iam impetu fertur aut maiora sibi auxilia ex ipsis sapientiae penetralibus petit, quam in altum simus ablati sentire coepimus. Nunc “caelum undique et undique pontus”. LABORATORIO DI ANALISI MORFO-SINTATTICA 1 Videbamur è costruito personalmente o impersonalmente? Che cosa ti permette di saperlo? 2 Completa, come nell’esempio, il seguente specchietto che raccoglie i nominativi. Parte del discorso

provecti

verbo

Declinazione, gen., num., classe dell’aggetivo, modo, tempo, persona part. passato, m., pl.

ingressi sumus

Funzione logica

participio congiunto a nos, soggetto sottinteso Pred. verbale della temporale

rarus qui

nom., m., pl.

Cesare non nasconde i suoi insuccessi, ma spiega la sua preoccupazione di limitare il sacrificio dei soldati. Sull’avversario Pompeo insinua, in modo elegante, il sospetto di incapacità.

Cum legio Caesaris nona praesidium quoddam occupavisset et munire coepisset, huic loco propinquum et contrarium collem Pompeius occupavit nostrosque opere prohibere coepit et, cum una ex parte prope aequum aditum haberet, primum sagittariis funditoribusque circumiectis, postea levis armaturae magna multitudine missa tormentisque prolatis munitiones impediebat; neque erat facile nostris uno tempore propugnare et munire. Caesar, cum suos ex omnibus partibus vulnerari videret, recipere se iussit et loco excedere. Erat per declive receptus. Illi autem hoc acrius instabant neque regredi nostros patiebantur, quod timore adducti locum relinquere videbantur. Dicitur eo tempore glorians apud suos Pompeius dixisse: non recusare se, quin nullius usus imperator existimaretur, si sine maximo detrimento legiones Caesaris sese recepissent inde, quo temere essent progressae. LABORATORIO DI ANALISI MORFO-SINTATTICA 1 Traduci, ricordando la costruzione di prohibeo nei tempi presenti e utilizzando il lessico presente nel testo: Cesare ordina ai nostri di occupare un presidio. Cesare ordinò ai soldati di abbandonare la posizione. Pompeo ordinava ai soldati di impedire che Cesare si ritirasse. 2 Iussit eos recipere: trasforma la frase al presente 3 Qual è il soggetto di videbantur? E di dicitur? Che complemento è imperator?

6 Raccontare il nemico Cesare ha ottenuto il sostegno delle città dell’Epiro. In questo brano descrive la marcia forzata dell’esercito di Pompeo verso Durazzo come una fuga: viene evocato il terrore che suscita Cesare, ma è anche narrata la dichiarazione di fedeltà degli uomini di Pompeo. Il racconto di Cesare è partigiano, ma mai disonesto.

At Pompeius cognitis his rebus, quae erant Orici atque Apolloniae gestae, Dyrrachio timens diurnis eo nocturnisque itineribus contendit. Simul Caesar appropinquare dicebatur, tantusque terror incidit eius exercitui, quod properans noctem diei coniunxerat neque iter intermiserat, ut paene omnes ex Epiro finitimisque regionibus signa relinquerent, complures arma proicerent ac fugae simile iter videretur. Sed cum prope Dyrrachium Pompeius constitisset castraque metari iussisset, perterrito etiam tum exercitu princeps Labienus procedit iuratque se eum non deserturum eundemque casum subiturum, quemcumque ei fortuna tribuisset. Hoc idem reliqui iurant legati; tribuni militum centurionesque sequuntur, atque idem omnis exercitus iurat.

ille orator dimissus ablati simus caelum pontus

LABORATORIO DI ANALISI MORFO-SINTATTICA 1 Qual è il soggetto di dicebatur? 2 Utilizzando le parole del testo, traduci: Si dice che l’esercito di Pompeo si avvicinava. Si diceva che Pompeo temesse per Durazzo. Si disse che Labieno avesse giurato per primo. 3 Videretur è costruito personalmente o impersonalmente?

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Analisi stilistica quando guidano a individuare modelli di organizzazione sintattica, figure retoriche, campi semantici e registro linguistico.

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Analisi lessicale per individuare parole da indagare nella loro etimologia, nella loro sopravvivenza in altre lingue e nel loro significato in latino e in italiano.

LATINO: LINGUA VIVA E ATTUALE In ogni capitolo, i concetti grammaticali, lessicali e culturali presentati vengono ripresi nella pagina finale: Latino vivo per la sezione della grammatica e Lavora con la letteratura per la parte degli autori. Queste pagine sono pensate per dare spessore culturale ai testi tradotti e rendere l’approccio alla disciplina vivo e operativo.

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Latino vivo offre un itinerario che mira a fare scoprire la presenza di tante parole latine in italiano, spesso in alcuni linguaggi specifici, e di altre, altrettanto numerose, che dal latino derivano in modo stretto.

Livio

LAVORA CON LA LETTERATURA

Sezione 1

Latino vivo L’importanza delle parole Il testo di Cicerone che ti abbiamo proposto riporta più volte il termine iudicium, riferendosi al processo contro Verre; esso coglie il cuore dell’azione giuridica, in quanto deriva dall’unione dei due termini, il sostantivo ius, iuris, diritto, e il verbo dico, che significa pronunciare: il pronunciare appunto è costitutivo del diritto, e a questo gesto si connette tutta l’attività che riguarda la vita giudiziaria: iudex, iudicis, il giudice; iudicare, giudicare, emettere una sentenza; iurisdictio, onis, giurisdizione, l’area in cui si esercita il diritto da parte del magistrato, sia in senso territoriale che in quanto sfera di competenza. Nello stesso passo incontriamo causa, con il significato più specifico di processo, in questo contesto; Cicerone, inoltre, si definisce actor, cioè accusatore; l’actio, inoltre, era sia l’azione giudiziaria, sia l’orazione d’accusa, da cui il titolo delle orazioni quali Actio in Verrem, Actio in Catilinam ecc.

Questioni di stile Avrai notato, traducendo i testi di Livio, alcune caratteristiche della sua scrittura: egli predilige i periodi ampi, spesso anche piuttosto complessi, perché diverse proposizioni sono incastrate le une nelle altre, oppure la proposizione principale segue le subordinate. Anche la morfologia presenta caretteristiche significative: egli predilige gli arcaismi, come le forme maxume, minume, sostituisce la vocale tematica e con u (per esempio in gerundum), impiega le forme in ere del perfetto, (legere per legerunt, per esempio), oppure le forme abbreviate o sincopate: amassent, per amavissent ecc. Il lessico presenta spesso vocaboli poco usati, talvolta anche attinti al linguaggio della poesia, ed è frequentemente sovrabbondante, perché sono impiegate coppie di aggettivi e di sostantivi, tratto questo che lo distingue dagli altri storici, quali Sallustio e, a lui successivo, Tacito. Tutti questi elementi inducono Quintiliano ad attribuirgli la lactea ubertas, una lattea ricchezza, che allude all’ampiezza del suo periodare e alla dolcezza del suo linguaggio.

Nella parola quaestio, onis che deriva da quaero, cerco, chiedo, è implicita l’azione dell’indagare per ricercare il colpevole di un reato, come è compito del quaestor svolgere tale inchiesta. In generale le indagini erano definite quaestiones e seguite da e ablativo a indicare l’oggetto dell’indagine: quaestio de repetundis, de maiestate ecc.

Piste di ricerca Nell’ampia messe di notizie che Livio tramanda, spiccano alcuni personaggi di grande rilievo: Quinto Fabio Massimo, Scipione, lo stesso Cicerone. In particolare, nella prosa liviana, acquista grande importanza il tratteggio delle virtù umane e militari, che sono scandite lungo la vita dei protagonisti della sua storia, uomini di cui spesso il presente nel quale egli vive sembra rimpiangere le virtù. In particolare, un momento della vita di questi grandi uomini acquista rilievo significativo, la loro morte, che diventa il modello per un tipo ricorrente di narrazione, l’exitus virorum illustrium; traduci il passo in cui Livio narra la morte di Annibale e mettine in evidenza gli aspetti più significativi a tuo parere. Prova a riscontare nel ritratto di altri personaggi la narrazione della loro morte e a verificare quali virtù di essi sono celebrate nel momento della morte. Cicerone accusa Catilina in Senato, di Cesare Maccari (Palazzo Madama, Roma).

Corrispondenze letterarie La storiografia liviana ebbe successo soprattutto nel Rinascimento italiano, periodo nel quale era letta come testimonianza della storia di Roma e come patrimonio documentario di exempla e di documenti sulla vita e la cultura romana. L’autore che maggiormente risultò impressionato da Livio è Niccolò Machiavelli, che compose un’opera intitolata Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, finalizzata a dedurre dallo studio dell’opera di Livio quegli insegnamenti sull’arte della politica che gli uomini a lui contemporanei sembrano ignorare. Infatti egli afferma che, mentre gli esempi degli antichi sono seguiti nelle arti e in attività quali il diritto e la medicina, essi sono trascurati «nello ordinare le republiche, nel mantenere li stati, nel governare e’ Niccolò Machiavelli (1469-1527) regni, nello ordinare la milizia e amministrare la guerra, nel iudicare e’ sudditi, nello accrescere l’imperio». Dunque egli giudica necessario condurre un’analisi dei libri liviani conservati, sia per darne corretta interpretazione, sia perché i suoi lettori possano trarre dall’opera liviana, cioè dalla conoscenza della storia, «quella utilità per la quale si debbe cercare la cognizione delle istorie», ovvero si rivolgano a essa in quanto magistra vitae.

Latino da usare Nemo iudex in causa sua: questa espressione latina sancisce un principio fondamentale del diritto: la terzietà del giudice rispetto all’oggetto della lite, cioè il fatto che il giudice deve essere terzo, ovvero non coinvolto nella causa stessa.

Latino… di mestiere Latino giuridico Se il latino è la lingua che più ha formato, o influenzato, le lingue europee, il diritto romano è stato la base della cultura giuridica, e non solo, d’Europa. In molti Paesi i processi si sono svolti in latino fino al XVIII secolo e, fino al XIX, molte tesi universitarie in diritto erano scritte in latino. Latino e diritto, insomma, si sono sempre rafforzati a vicenda, tanto da tramandarci intatte, frasi che avrebbe usato Cicerone. Eccone alcune: Brevi manu: per le vie brevi. Era una delle frasi usate dagli amministratori romani. De cuius: il defunto. L’espressione completa è is de cuius hereditate agitur. De facto: in termini di fatto. In dubio pro reo: è il principio più importante del diritto penale italiano, per cui non si può essere condannati se esiste anche un solo piccolo dubbio sulla nostra colpevolezza.

Dal latino all’italiano Nel lessico giuridico corrente usiamo il termine causa, con lo stesso significato traslato del latino, nelle espressioni fare causa, vincere una causa ecc., a indicare l’azione giudiziaria; analogamente deriva da iudicium il termine giudizio, da iudex, giudice, e, ovviamente giudicare da iudicare, anche se nella lingua corrente si è perso il nesso originale tra ius e dico. Meno diretta, ma comunque operante, è la derivazione di inchiesta da quaestio; osserva che mentre l’inchiesta è un’indagine per conoscere qualcosa, da un altro verbo latino che significare chiedere, ma di solito si usa per avere qualcosa, peto, is, petivi, petitum, petere, deriva petizione, che designa una richiesta per ottenere qualcosa.

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In Lavora con la letteratura si possono leggere note stilistiche, incursioni cinematografiche e collegamenti con la letteratura, la pittura o la musica per dimostrare che quanto si è appreso in latino supera ampiamente ogni divisione disciplinare.

STRUMENTI UTILI Un vocabolario etimologico raccoglie etimologie significative che si riferiscono ad alcune versioni.

Vocabolario etimologico e locuzioni utili Spiegazione delle parole e delle espressioni più interessanti che hai trovato sul volume Verbatim. ABLATIVUS CASUS Il nome latino ablativo si connette al verbo aufero, fers, abstuli, ablatum auferre porto via e si riferisce alla sua funzione fondamentale, quella di allontanamento e separazione. Si tratta di un caso che in greco non esiste e che riassume tante funzioni per distinguere le quali è spesso necessario l’uso di diverse preposizioni. AEQUUS L’aggettivo latino aequus, a, um – e il suo contrario iniquus, a, um – come il sostantivo aequitas, tatis e il contrario iniquitas, tatis, hanno diversi significati, anche attinenti la sfera morale, cioè giusto/ ingiusto; in italiano invece equo può valere giusto, eguale, mentre iniquo ha significato di ingiusto; entrambi tendono però ad assumere valore morale.

Glossario retorico

ALIBI L’avverbio di stato in luogo alibi, altrove, è passato inalterato in italiano come sostantivo, a indicare l’argomento che un accusato utilizza per dimostrare di essere stato altrove nel momento in cui si è realizzato il reato per il quale è indagato.

adynaton: termine greco (lett. “cosa impossibile”), usato per designare un esempio o un’ipotesi che dimostra per assurdo l’impossibilità che si verifichi un fatto. Per esempio Ante leves ergo pascentur in aequore cervi/...quam nostro illius labatur pectore voltus. (I cervi pascoleranno nel cielo..., prima che il suo volto si cancelli dal mio cuore; Virg., Buc., 1, 58 e 63).

AMBIO, IS, IVI e AMBII, ITUM, IRE significa girare attorno, circuire, brigare, fare propaganda elettorale. Da questo verbo derivano due parole dal significato tra loro molto lontano: ambizione e ambiente. L’ambizione è ciò che porta a “girare attorno” a quelli che hanno il potere coloro che aspirano a ottenere benefici e riconoscimenti, mentre l’ambiente è ciò che ci gira attorno.

allitterazione: ripetizione della stessa lettera o della stessa sillaba all’inizio o all’interno di parole contigue e legate dal senso. Per esempio: mutuo metu aut montibus (per il reciproco timore e per i monti; Tac., Germania, 1).

AULICLI, ORUM significa cortigiani, ed è transillerazione dal greco. Deriva da aulé, che significa reggia, corte, ma anche stalla. È una vox media come molte altre latine che assumono significato positivo o negativo relativamente al contesto. Passa in italiano nell’aggettivo aulico che indica ciò che è nobile e solenne.

anacoluto: costrutto sintattico che consiste nell’aprire un periodo con una costruzione cui ne segue un’altra che completa la precedente in modo irregolare, di solito con un diverso soggetto. Per esempio: Igitur Nero vitare secretos eius congressus, abscedentem in hortos aut Tusculanum vel Antiatem in agrum laudari quod otium capesseret (Nerone evitava di incontrarsi con lei [Agrippina], quando si ritirava nei suoi giardini o approvava che si concedesse un riposo a Muscolo o ad Azio, Tac., Ann., XIV, 3).

CALLIDA IUNCTURA Nel testo di Seneca Stupidi modi per occupare la vita, la desidiosa occupatio è callida iunctura che avrebbe potuto dare il titolo al brano. Si parla di callida iunctura quando si accostano due o più parole in modo particolarmente originale ed efficace tanto da far emergere dalle parole usate significati impensati. I due termini di Seneca sono un ossimoro, sono cioè tra loro in contraddizione, in quanto indicano un pieno, con il sostantivo occupatio, termine che ha un’origine militare, e un vuoto, con l’aggettivo desidiosus, derivato dal verbo desidere, stare seduto, e dal correlato sostantivo desidia, ae, pigrizia. Desidiosa occupatio è, quindi, un’operosità inerte, un paradosso morale prima che linguistico: ci si può dare molto da fare senza produrre nulla che valga la pena per dare senso alla propria vita.

anàfora: ripetizione (gr. anaphérein, ripetere) di una parola o più all’inizio di versi o frasi successive. Sottolinea l’elemento ripetuto, per esempio qui nunc te fruitur credulus aurea / qui sempre vacuam, sempre amabilem /sperat (che ora gode di te splendente/ che crede di averti sempre disponibile, sempre amabile; Hor., Carm., 1, 5). anastrofe: inversione dell’ordine normale di due parole; tende a conferire particolare rilievo alla parola anticipata; il suo impiego è diffuso in ambito poetico, dove risponde a esigenze metriche oltre che espressive; per esempio Id metuens veterisque memor Saturnia belli/ prima quod ad Troiam pro caris gesserai Argis (Temendo ciò, la Saturnia, e memore dell’antica guerra che un tempo aveva combattuto a Troia per la cara Argo; Virg. En., 1, 22-23).

CLEMENTIA, AE. È celebre la clementia Caesaris, il perdono dei nemici, che ha risparmiato a Roma i morti delle liste di proscrizione inaugurate con la guerra civile tra Mario e Silla. È interessante osservare che nella parola clementia, come suggerisce Giancarlo Pontiggia, sia contenuta la radice di mens a dimostrare che in questa scelta di Cesare c’è strategia e progetto più che “buon cuore”. La parola misericordia, invece, ha in sé il verbo miserere, avere pietà, e il sostantivo cor, cordis, cuore: si tratta, quindi, di un sentimento più che di un programma politico.

antitesi: contrapposizione di termini e concetti opposti in una stessa frase, come ombra/luce, caldo/freddo; per esempio: gravescentibus in dies publicis malis subsidia minuebantur, (mentre si aggravavano di giorno in giorno i mali pubblici, gli aiuti diminuivano; Tac., Ann., XIV, 51). antonomasia: si realizza utilizzando il nome proprio di qualcuno, identificabile per una spiccata caratteristica, per indicare un nome comune (Orbilius, per esempio, indica un maestro severo e manesco) oppure, al contrario, un nome comune per indicare un nome proprio (Censor, per esempio, indica Catone il Vecchio perché la carica di censore fu quella che più lo rese celebre).

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asindeto: serie di termini coordinati tra loro dal semplice segno di interpunzione o anche senza questo, e senza alcuna congiunzione. Per esempio: Quae homines arant, navigant, aedificant...(Tutte le cose che gli uomini arano, navigano, costruiscono, Sall., De Cat. con., 2). chiasmo: disposizione incrociata o in ordine invertito delle parole o delle espressioni, in due frasi o parte di una stessa frase che si corrispondono sintatticamente. Ad esempio, concordia maxuma, minima avaritia erat (la concordia era grandissima, minima l’avidità; Sall., De Cat. con., 9). climax: disposizione di più termini in scala di significato più intenso (c. ascendente) o meno intenso (c. discendente). Per esempio: non adpetens, parcus, abstinens, (non desideroso, parco, disinteressato). endiadi: (gr. hèn dià dyoîn, uno attraverso due) consiste nell’esprimere un solo concetto grazie a due termini coordinati fra loro, che lo precisano in modo più incisivo; è un procedimento tipico

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Un glossario retorico spiega ed esemplifica le figure retoriche nominate nel libro.

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IL LIBRO SUL WEB All’indirizzo www.laspigaedizioni.it è possibile scaricare un ricchissimo e pratico materiale complementare, che prevede: • Esercizi di ripasso dal bienno al triennio; • Versioni ulteriori da scaricare per ogni argomento grammaticale e ogni autore; • “Foto d’epoca”: questa sezione prevede illustrazioni dettagliate sulla vita dell’antica Roma, corredate da ricche schede di spiegazione. Questi gli argomenti trattati: 1 L’impero romano, 2 Le strade extraurbane, 3 L’anfiteatro, 4 Il teatro, 5 Le terme, 6 Gli acquedotti, 7 La centuriazione, 8 L’accampamento, 9 Le legioni, 10 Le navi e la navigazione, 11 L’assedio, 12 Il trionfo, 13 L’uomo (cittadini, schiavi, liberti, abbigliamento), 14 La donna (educazione, stato civile, abbigliamento), 15 Il matrimonio, 16 Il ragazzo e la scuola, 17 I giochi dei bambini, 18 La casa, 19 Le strade cittadine, 20 Botteghe e mercati Traianei, 21 Il Foro, 22 Il culto, 23 Le catacombe, 24 Il circo, 25 Il banchetto. • Vita degli autori latini trattati nel volume; • I generi letterari: schede sintetiche sui generi letterari e, in particolare: Poesia: 1 epica, 2 poema didascalico, 3 tragedia, 4 commedia, 5 poesia lirica, 6 poesia elegiaca, 7 satira; Prosa: 1 Oratoria, 2 Storiografia, 3 Biografia, 4 Prosa Filosofica, 5 Epistolografia, 6 Romanzo. L’uso di questo materiale è estremamente libero e pratico: può essere infatti adoperato dall’insegnante a seconda delle reali esigenze della classe, senza per questo portare via tempo alla lezione o rubare spazio nel volume. Nel corso di Verbatim vengono segnalati i riferimenti Internet, ma senza alcuna pretesa di esaustività.

Una Guida per l’insegnante completa il volume, fornendo chiare indicazioni sull’uso dello stesso e tutte le fonti delle versioni presentate.

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Versioni d’esame RISORSE PER LA TRADUZIONE Esame di Stato a.s. 2010-11 – Liceo classico

Senza la virtù non c’è felicità La felicità, secondo Seneca, non è l’appagamento del piacere, ma il conseguimento di quei valori di pietas e di fides che intrecciano nell’uomo la sfera pubblica con quella privata: distinguere l’effimero dal bonum immensum et insuperabile costituisce la meta della vita dell’uomo saggio.

Quicumque beatus esse constituet, unum esse bonum putet quod honestum est; nam si ullum aliud existimat, primum male de providentia iudicat, quia multa incommoda iustis viris accidunt, et quia quidquid nobis dedit breve est et exiguum si compares mundi totius aevo. Ex hac deploratione nascitur ut ingrati divinorum interpretes simus: querimur quod non semper, quod et pauca nobis et incerta et abitura contingant. Inde est quod nec vivere nec mori volumus: vitae nos odium tenet, timor mortis. Natat omne consilium nec implere nos ulla felicitas potest. Causa autem est quod non pervenimus ad illud bonum immensum et insuperabile ubi necesse est resistat voluntas nostra quia ultra summum non est locus. Quaeris quare virtus nullo egeat? Praesentibus gaudet, non concupiscit absentia; nihil non illi magnum est quod satis. Ab hoc discede iudicio: non pietas constabit, non fides; multa enim utramque praestare cupienti patienda sunt ex iis quae mala vocantur, multa inpendenda ex iis quibus indulgemus tamquam bonis. Perit fortitudo, quae periculum facere debet sui; perit magnanimitas, quae non potest eminere nisi omnia velut minuta contempsit quae pro maximis vulgus optat; perit gratia et relatio gratiae si timemus laborem, si quicquam pretiosius fide novimus, si non optima spectamus. Chiunque prenderà la decisione di essere felice, consideri l’onestà come unico bene possibile. Se ritiene che ne esistano altri, innanzitutto valuta male la provvidenza, dal momento che molte disgrazie capitano ad uomini giusti e qualunque dono essa ci abbia fornito risulta effimero ed insignificante, se lo si paragona alla durata dell’universo. Da questa sfiducia deriva che siamo ingrati interpreti dei benefici divini; ci lamentiamo allora perché essi ci toccano in sorte non sempre, perché sono pochi, incerti e destinati a svanire. Per questo non vogliamo né vivere né morire: ci pervade l’avversione per la vita e il timore della morte; in tal modo, ogni pensiero oscilla e nessuna circostanza favorevole ci può appagare pienamente. Ma la vera causa di questo atteggiamento è che non abbiamo raggiunto quel bene infinito e insuperabile dove è necessario che la nostra volontà si arresti, poiché non esiste un luogo ancor più elevato oltre la vetta. Ti domandi il motivo per cui la virtù non manca di nulla? Perché si rallegra dei beni

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Versioni d’esame

che ha a disposizione e non aspira a quelli che non possiede: non c’è nulla di grande se non ciò che le basta. Abbandona questo principio: non varrà né la devozione religiosa e il senso civico né la lealtà; chi intende, infatti, osservare questi due valori deve patire molti di quelli che sono chiamati mali e sacrificare molti di quei piaceri che pure accettiamo come veri beni. Si annulla poi la fermezza, che deve mettere se stessa alla prova; si annulla la grandezza d’animo, che non può emergere se prima non ha disprezzato come insignificanti tutte le cose che la gente comune desidera più di ogni altra; si annullano la benevolenza e la gratitudine per la benevolenza, se ci spaventa l’idea delle difficoltà, se conosciamo qualcosa di più prezioso della lealtà, se non manteniamo lo sguardo fisso al sommo bene. (trad. Laura Forcella Iascone)

VERSIONI Esame di Stato a.s. 2008-09 – Liceo classico

1 L’ira non si addice all’uomo giusto Nec vero audiendi qui graviter inimicis irascendum putabunt idque magnanimi et fortis viri esse censebunt; nihil enim laudabilius, nihil magno et praeclaro viro dignius placabilitate atque clementia. In liberis vero populis et in iuris aequabilitate exercenda etiam est facilitas et altitudo animi quae dicitur, ne si irascamur aut intempestive accedentibus aut impudenter rogantibus in morositatem inutilem et odiosam incidamus et tamen ita probanda est mansuetudo atque clementia, ut adhibeatur rei publicae causa severitas, sine qua administrari civitas non potest. omnis autem et animadversio et castigatio contumelia vacare debet neque ad eius, qui punitur aliquem aut verbis castigat, sed ad rei publicae utilitatem referri. Cavendum est etiam ne maior poena quam culpa sit et ne isdem de causis alii plectantur, alii ne appellentur quidem. prohibenda autem maxime est ira puniendo; numquam enim iratus qui accedet ad poenam mediocritatem illam tenebit, quae est inter nimium et parum, quae placet Peripateticis et recte placet, modo ne laudarent iracundiam et dicerent utiliter a natura datam. Illa vero omnibus in rebus repudianda est optandumque, ut ii, qui praesunt rei publicae, legum similes sint, quae ad puniendum non iracundia, sed aequitate ducuntur.

Esame di Stato a.s. 2006-07 – Liceo classico

2 Io ho quello che ho donato Egregie mihi videtur M. Antonius apud Rabirium poetam, cum fortunam suam transeuntem alio videat et sibi nihil relictum praeter ius mortis, id quoque, si cito occupaverit, exclamare: “Hoc habeo, quodcumque dedi”. O quantum habere potuit, si voluisset! Hae sunt divitiae certae in quacumque sortis humanae levitate uno loco permansurae; quae cum maiores fuerint, hoc minorem habebunt invidiam. Quid tamquam tuo parcis? Procurator es. Omnia ista, quae vos tumidos et supra humana elatos oblivisci cogunt vestrae fragilitatis, quae ferreis claustris custoditis armati, quae ex alieno sanguine rapta vestro defenditis, propter quae classes cruentaturas maria 276


Versioni d’esame

deducitis, propter quae quassatis urbes ignari, quantum telorum in aversos fortuna conparet, propter quae ruptis totiens adfinitatis, amicitiae, conlegii foederibus inter contendentes duos terrarum orbis elisus est, non sunt vestra; in depositi causa sunt iam iamque ad alium dominum spectantia; aut hostis illa aut hostilis animi successor invadet. Quaeris, quomodo illa tua facias? Dona dando. Consule igitur rebus tuis et certam tibi earum atque inexpugnabilem possessionem para honestiores illas, non solum tutiores facturus. Istud, quod suspicis, quo te divitem ac potentem putas, quam diu possides, sub nomine sordido iacet: domus est, servus est, nummi sunt; cum donasti, beneficium est.

Esame di Stato a.s. 2004-05 – Liceo classico

3 Caso e necessità Sed mihi haec ac talia audienti in incerto iudicium est fatone res mortalium et necessitate immutabili an forte volvantur. Quippe sapientissimos veterum quique sectam eorum aemulatur diversos reperies, ac multis insitam opinionem non initia nostri, non finem, non denique homines dis curae; ideo creberrime tristia in bonos, laeta apud deteriores esse. Contra alii fatum quidem congruere rebus putant, sed non e vagis stellis, verum apud principia et nexus naturalium causarum; ac tamen electionem vitae nobis relinquunt, quam ubi elegeris, certum imminentium ordinem. Neque mala vel bona quae vulgus putet: multos qui conflictari adversis videantur beatos, at plerosque quamquam magnas per opes miserrimos, si illi gravem fortunam constanter tolerent, hi prospera inconsulte utantur. Ceterum plurimis mortalium non eximitur quin primo cuiusque ortu ventura destinentur, sed quaedam secus quam dicta sint cadere fallaciis ignara dicentium: ita corrumpi fidem artis cuius clara documenta et antiqua aetas et nostra tulerit.

Esame di Stato a.s. 2002-03 – Liceo classico

4 Il lento cammino della conoscenza Multa sunt quae esse concedimus; qualia sunt? Ignoramus. Habere nos animum, cuius imperio et impellimur et revocamur, omnes fatebuntur; quid tamen sit animus ille rector dominusque nostri, non magis tibi quisquam expediet quam ubi sit. Alius illum dicet spiritum esse, alius concentum quendam, alius vim divinam et dei partem, alius tenuissimum animae, alius incorporalem potentiam; non deerit qui sanguinem dicat, qui calorem. Adeo animo non potest liquere de ceteris rebus ut adhuc ipse se quaerat. Quid ergo miramur cometas, tam rarum mundi spectaculum, nondum teneri legibus certis nec initia illorum finesque notescere, quorum ex ingentibus intervallis recursus est? Nondum sunt anni mille quingenti ex quo Graecia stellis numeros et nomina fecit, multaeque hodie sunt gentes quae facie tantum noverunt caelum, quae nondum sciunt cur luna deficiat, quare obumbretur. Haec apud nos quoque nuper ratio ad certum perduxit. Veniet tempus quo ista quae nunc latent in lucem dies extrahat et longioris aevi diligentia. Ad inquisitionem tantorum aetas una non sufficit, ut tota caelo vacet; quid quod tam paucos annos inter studia ac vitia non aequa portione dividimus? Itaque per successiones ista longas explicabuntur. Veniet tempus quo posteri nostri tam aperta nos nescisse mirentur. 277


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