INSIEME MONDO UN INSIEME MONDO UN
Percorsi didattici per l’Alternativa all’IRC


CLASSI










![]()
Percorsi didattici per l’Alternativa all’IRC












Coordinamento e redazione : Diego Mecenero
Progetto grafico e impaginazione : Graphika di Pier Franco Battezzati
Copertina : Gruppo Editoriale ELi
Illustrazioni : Gruppo Editoriale ELi
Responsabile di produzione : Francesco Capitano
Stampa : Tecnostampa – Pigini Group Printing Division - Loreto – Trevi 26.83.183.0
È assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questa pubblicazione, così come la trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo, senza l’autorizzazione delle Case Editrici. Produrre un testo scolastico comporta diversi e ripetuti controlli a ogni livello, soprattutto relativamente alla correttezza dei contenuti. Ciononostante, a pubblicazione avvenuta, è possibile che errori, refusi, imprecisioni permangano. Ce ne scusiamo fin da ora e vi saremo grati se vorrete segnalarceli al seguente indirizzo: redazione@elionline.com
NOI NEL MONDO
5 IO CI SONO. IMPARO A DIRE COME MI SENTO, A RICONOSCERE LE EMOZIONI E A CAPIRE CHE COSA MI FA STARE BENE. SCOPRO
CHE LA FAMIGLIA E LA CLASSE SONO I PRIMI LUOGHI DOVE CRESCO.
UN MONDO PER TUTTI
19 A SCUOLA NON SONO SOLO. GIOCO, IMPARO E CRESCO INSIEME
AGLI ALTRI. CON SEMPLICI REGOLE E GESTI DI AMICIZIA POSSIAMO STARE BENE E AIUTARCI OGNI GIORNO.
UN MONDO IN ARMONIA
29 INTORNO A ME C’È UN MONDO DA RISPETTARE. LA NATURA, GLI ALBERI, GLI ANIMALI E I LUOGHI IN CUI VIVO SONO PREZIOSI. CON PICCOLI GESTI POSSO PROTEGGERLI.
STARE BENE NEL MONDO
54 PER STARE BENE DEVO PRENDERE ATTENZIONE A ME STESSO. IMPARO A MANGIARE SANO, A USARE I SENSI E A COMPORTARMI IN MODO SICURO A CASA, A SCUOLA E PER STRADA.
NOI NEL MONDO
CRESCENDO IMPARO A CONOSCERE ME STESSO SEMPRE MEGLIO. CAPISCO LE MIE EMOZIONI, LE MIE SCELTE E IL MIO COMPORTAMENTO. SCOPRO CHE STARE BENE DIPENDE ANCHE DA COME MI PRENDO CURA DI ME.
UN MONDO PER TUTTI
CON GLI ALTRI POSSO COSTRUIRE AMICIZIA E RISPETTO. IMPARO CHE LE REGOLE, I DIRITTI E I DOVERI CI AIUTANO A STARE BENE INSIEME. OGNUNO È DIVERSO, MA TUTTI MERITANO ASCOLTO E ACCOGLIENZA.
UN MONDO IN ARMONIA
68
83
97 IL MONDO È LA CASA DI TUTTI. IMPARO A RISPETTARE LA NATURA, GLI ANIMALI E L’AMBIENTE CON GESTI CONCRETI. EVITARE GLI SPRECHI E PROTEGGERE LE RISORSE È UN COMPITO CHE RIGUARDA ANCHE ME.
STARE BENE NEL MONDO
111 STARE BENE SIGNIFICA FARE SCELTE GIUSTE OGNI GIORNO. IMPARO A MANGIARE IN MODO SANO, A PRESTARE ATTENZIONE ALLA SICUREZZA E A COMPORTARMI CON RESPONSABILITÀ A CASA, A SCUOLA E PER STRADA.
NOI NEL MONDO
123 CRESCENDO IMPARO A RACCONTARE CHI SONO E A CAPIRE CHE OGNI PERSONA HA UNA STORIA. RICONOSCO LE MIE CAPACITÀ, I MIEI LIMITI E LE MIE EMOZIONI. SCOPRO CHE ESSERE ME STESSO È UN VALORE.
UN MONDO PER TUTTI
VIVERE INSIEME SIGNIFICA RISPETTARE LE REGOLE E I DIRITTI DI TUTTI. IMPARO CHE DIVERSITÀ E UGUAGLIANZA POSSONO STARE INSIEME. COSTRUIAMO UNA COMUNITÀ BASATA SU RISPETTO, GIUSTIZIA E RESPONSABILITÀ.
UN MONDO IN ARMONIA
136
148 IL MONDO È UNA CASA DA PROTEGGERE. CAPISCO CHE LE SCELTE DELL’UOMO POSSONO CUSTODIRE O ROVINARE L’AMBIENTE. ANCHE IO POSSO FARE LA MIA PARTE PER LA NATURA, IL CLIMA E IL FUTURO DEL PIANETA.
STARE BENE NEL MONDO
160 STARE BENE VUOL DIRE PRENDERSI CURA DI SÉ E DEGLI ALTRI.
IMPARO A VIVERE IN MODO SANO, A RICONOSCERE I PERICOLI E A SAPERMI COMPORTARE IN CASO DI EMERGENZA. ESSERE RESPONSABILI CI AIUTA A SENTIRCI PIÙ SICURI.
COLLEGAMENTI CON LE ALTRE DISCIPLINE ( CLASSE PRIMA , CLASSE SECONDA , CLASSE TERZA )
ITALIANO: 13, 17, 22, 24, 26, 34, 41, 42, 46, 61, 68, 69, 70, 72, 74, 77, 78, 83, 86, 92, 95, 96, 97, 98, 101, 102, 114, 123, 124, 126, 130, 132, 133, 136, 143, 150, 152, 154, 157 .
GEOGRAFIA: 29, 30, 96, 100, 102, 148, 149, 151, 158 .
SCIENZE: 36, 43, 50, 58, 59, 60, 62, 109, 113, 116, 121, 129, 153, 160, 162, 166 .
MATEMATICA: 8, 51, 52, 83, 106, 135 .
TECNOLOGIA: 9, 16, 27, 37, 49, 76, 80, 81, 112, 117, 135, 143, 151, 158 .
ARTE E IMMAGINE: 5, 12, 18, 40, 65, 73, 94, 115, 124, 128, 139, 140, 156 .
EDUCAZIONE CIVICA: 14, 20, 23, 25, 27, 30, 32, 39, 44, 48, 54, 55, 56, 57, 66, 84, 88, 89, 90, 91, 99, 104, 105, 106, 107, 110, 115, 117, 118, 119, 138, 142, 144, 145, 146, 154, 159, 161, 164, 167, 168 .









LEGGI IL BRANO.
QUEST’ANNO HO INIZIATO LA PRIMA CLASSE
DELLA SCUOLA PRIMARIA.
SONO FELICISSIMA PERCHÉ SONO DIVENTATA GRANDE!
IN CLASSE SIAMO 21: 12 FEMMINE E 9 MASCHI.
CONOSCEVO GIÀ ALCUNI BAMBINI PERCHÉ HANNO
FREQUENTATO LA MIA STESSA SCUOLA DELL’INFANZIA.
TRA I MIEI NUOVI COMPAGNI C’È UN BAMBINO
ALBANESE CHE SI CHIAMA MARJUS E UNA BAMBINA
CHE VIENE DALL’ARGENTINA CHE SI CHIAMA COSTANZA.
I PRIMI GIORNI DI SCUOLA ERANO
UN PO’ TIMIDI E PARLAVANO POCO.
SONO SUBITO DIVENTATA LORO
AMICA E ADESSO GIOCHIAMO
SEMPRE INSIEME. MI HANNO
INSEGNATO ANCHE DEI GIOCHI
TIPICI DEI LORO PAESI.

RISPONDI.
QUANTI SIETE NELLA TUA CLASSE?
CONOSCEVI GIÀ ALCUNI BAMBINI DELLA TUA CLASSE?
CI SONO BAMBINI STRANIERI? DA DOVE VENGONO?

GIOCA CON I TUOI COMPAGNI
E LE TUE COMPAGNE.
TIRA IL DADO. QUALE EMOZIONE VEDI? MIMALA!
A VOLTE SEI TRISTE, A VOLTE SEI FELICE. A VOLTE HAI PAURA, A VOLTE PROVI RABBIA.

OGNI EMOZIONE HA UN NOME. SCRIVILO. FELICITÀ
LE EMOZIONI TI FANNO CAPIRE

SE STAI BENE O SE STAI MALE. ASCOLTALE!
QUALE COLORE HA PER TE OGNI EMOZIONE?
COLORA LA MACCHIA E L’EMOTICON.


HAI GIOCATO CON IL DADO DELLE EMOZIONI.
HAI DATO A CIASCUNA UN COLORE.
ORA LE CONOSCI MEGLIO!

LEGGI LA FILASTROCCA.

RISPONDI.
LA FELICITÀ
È A CAVALLUCCIO DI PAPÀ, IN UNA STECCA DI LECCA LECCA, IN UNA CARTA D’ARGENTO E DORATA
SE DENTRO C’È LA CIOCCOLATA, È UN TRENINO COL MOTORINO, NELLA SCATOLA DEI BOTTONI, DEGLI AGHI E DEI COTONI,
NELLA TORTA CON LA PANNA, NELLA BORSA DELLA MAMMA, IN UNO SPECCHIO D’ACQUA PULITA
DA SPRUZZARE CON TUTTE LE DITA.
L. Martini, Filastrocche a Drocchinella, Giunti
CHE COS’È PER TE LA FELICITÀ?
QUANDO TI SENTI FELICE?
CHE COSA, INVECE, NON TI RENDE FELICE?
OSSERVA LE IMMAGINI E PER CIASCUNA SCRIVI A QUALE DIRITTO FONDAMENTALE DEI FANCIULLI SI FA RIFERIMENTO.




CON I SUOI COMPAGNI E LE
COMPAGNE. E A TE?
COLORA LA CORNICE:

IN SE È UN ATTIVITÀ CHE PREFERISCI FARE DA SOLO/DA SOLA;
IN SE È UN ATTIVITÀ CHE PREFERISCI FARE CON GLI ALTRI.


LEGGI LA FILASTROCCA.
SULLA SPIAGGIA DORATA DEL MARE
A ME PIACE TANTO GIOCARE, FARE BARCHE E GRANDI CASTELLI, SEMPRE PIÙ ALTI SEMPRE PIÙ BELLI.
SUI PRATI VERDI, ALL’ARIA E AL SOLE,
A ME PIACE FARE LE CAPRIOLE, COGLIERE FIORI, RINCORRERE FARFALLE PICCOLE E GRANDI, AZZURRE E GIALLE.

A ME PIACE GIOCARE SUL BALCONE, CREARE CON ACQUA E SAPONE
MOLTE BOLLE LEGGERE E LUCENTI CHE AL SOLE BRILLAN SPLENDENTI.
LANCIAR LA PALLA E PRENDERLA AL VOLO
A ME PIACE QUANDO SON SOLO; MA PREFERISCO GIOCARE AI GIARDINI
IN COMPAGNIA DI ALTRI BAMBINI.
M. Chiara - L. Zondri, Si parte, De Agostini
RISPONDI.
CHE COSA TI PIACE FARE QUANDO SEI SOLO/A?

E QUANDO SEI CON GLI AMICI COME TRASCORRI IL TEMPO?
ANCHE TU COME IL BAMBINO DELLA FILASTROCCA PREFERISCI GIOCARE IN COMPAGNIA? __________________________________________________
DISEGNA IL GIOCO PREFERITO CHE FAI QUANDO SEI SOLO/A E QUELLO
CHE INVECE PREFERISCI FARE QUANDO SEI CON GLI AMICI.

ESSERE AMICI E ESSERE AMICHE VUOL DIRE AIUTARSI.
OGNI GESTO D’AIUTO È UN TESORO.
COSTRUISCI UNO SCRIGNO PER QUESTO TESORO.

SCEGLI UNA SCATOLETTA CHE TI PIACE.

COLORALI E RITAGLIALI.

SE AIUTI GLI ALTRI... ANCHE
GLI ALTRI AIUTERANNO TE!
E TUTTI STARETE BENE!

DISEGNA SU UN FOGLIO TANTE E TANTI COME QUESTI.
INSERISCI NELLA SCATOLA:

UNA QUANDO HAI AIUTATO QUALCUNO.

UN QUANDO QUALCUNO
HA AIUTATO TE.

COLORA LA CORNICE DELLA CLASSE IN CUI PREFERIRESTI STARE.

COMINCIAMO DA TRE SEMPLICI REGOLE.
COLORA LA CORNICE DELLE REGOLE DELLA CLASSE.
LUCA NON LAVORA BENE PERCHÉ C’È TROPPO RUMORE.

CHE COSA SI PUÒ FARE?
PARLARE A VOCE BASSA
PRESTARE ATTENZIONE A DOVE SI METTONO GLI ZAINI
ASCOLTARE TUTTI
RISPETTARE LE REGOLE
TI AIUTA A STARE BENE
CON TE E CON GLI ALTRI.
TU QUALI GIOCHI PREFERISCI?

SEGNA CON ✘ .
TANTO TEMPO POCO TEMPO
CON GIOCHI TANTO TEMPO POCO TEMPO .
CON GIOCHI TANTO TEMPO POCO TEMPO .
CON GIOCHI TANTO TEMPO POCO TEMPO .
CON GIOCHI TANTO TEMPO POCO TEMPO .

TUTTI I GIOCHI SONO BELLI. RICORDA PERÒ CHE, PER STARE IN SALUTE, NON DEVI TRASCORRERE MAI TROPPO TEMPO DAVANTI A UNO SCHERMO.
LEGGI IL BRANO.
– NON FARE QUESTO! NON FARE QUELLO!
LA MIA MAMMA NON FA ALTRO CHE DIRMELO!
CHE FARÒ MAI?
MI PIACE GIOCARE A PALLONE NEL CORRIDOIO.
MI PIACE PATTINARE NELLA MIA CAMERETTA.
SPESSO FACCIO I GRADINI TRE ALLA VOLTA.
E SEMPRE: – NON SI FA!
NON POSSO NEMMENO SCIVOLARE
GIÙ PER LO SCORRIMANO DELLE SCALE.
E NON POSSO CANTARE A SQUARCIAGOLA
SE ASCOLTO LA MIA CANZONE PREFERITA!
MA CHE COSA SI PUÒ FARE IN CASA?
RISPONDI.
PERCHÉ LA MAMMA DICE
SEMPRE NO AL BAMBINO?
LA TUA MAMMA TI DICE MAI DI NO? QUANDO?

COLORA SOLO LE AZIONI (NON CORRETTE) CHE COMPIE IL BAMBINO DELLA STORIA CHE HAI LETTO SULLA PAGINA PRECEDENTE.

RISPONDI.
O NON CORRETTA? PERCHÉ?
LEGGI LA FILASTROCCA.
TI PRENDO, TI STRINGO, TI TENGO,
TI GRAFFIO, TI STRAPPO, TI GRATTO,
TI PICCHIO, TI ROMPO, TI STENDO,
TI SPACCO, TI STORTO, TI BATTO.
MA DOPO FACCIAMO LA PACE,
TI DONO LA MIA CARAMELLA:
PERCHÉ FARE LOTTA MI PIACE
PERÒ LA PACE È PIÙ BELLA.
R. Piumini - B. Tognolini, Rimelandia, Il giardino delle filastrocche, Mondadori RISPONDI.

ANCHE TU HAI LITIGATO QUALCHE VOLTA CON I TUOI AMICI?
QUALI POTREBBERO ESSERE LE GIUSTE REGOLE DA RISPETTARE IN CLASSE?
OSSERVA I DISEGNI E PER CIASCUNO SCRIVI LA REGOLA CHE TI SUGGERISCE.




LEGGI LA FILASTROCCA.
CONOSCO UNA CITTÀ
DOVE LA PRIMAVERA ARRIVA E SE NE VA
SENZA TROVARE UN ALBERO
DA RINVERDIRE,
UN RAMO DA FAR FIORIRE...
PER QUELLE STRADE, MURATE COME PRIGIONI, LA POVERETTA S’AGGIRA
CON LE MIGLIORI INTENZIONI.
APPENDE UN PO’ DI VERDE
AI FILI DEL TRAM, AI LAMPIONI,
SPARGE DEI FIORI
DAVANTI AI PORTONI
(E DOPO UN MOMENTINO
SE LI PRENDE IL NETTURBINO...).
DI VERDE IN QUELLA CITTÀ
(DIRVI IL SUO NOME NON POSSO)
CI SONO SOLTANTO I SEMAFORI
QUANDO NON SEGNANO IL ROSSO.
G. Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi

SE TI CAPITA DI LITIGARE CON QUALCUNO, MOSTRA L’ ARCOBALENO DELLA PACE
E OFFRI UNA CARTA DELL’AMICIZIA .
RITAGLIA E COLORA.

SCUSA. FACCIAMO PACE?
HO SBAGLIATO ANCHE IO.
PROVI ANCORA RABBIA?

DISEGNA NELLO SPAZIO AL CENTRO LA TUA CASA E COLORA
IL CERCHIETTO RELATIVO AL CONTESTO CHE PIÙ ASSOMIGLIA A QUELLO DEL PAESE O DELLA CITTÀ IN CUI VIVI.






OSSERVA IL DISEGNO E COLORA SOLO I BAMBINI CHE SI COMPORTANO CORRETTAMENTE NEI CONFRONTI DELL’AMBIENTE.

RISPONDI.
COME SI STANNO COMPORTANDO
I BAMBINI CHE NON HAI COLORATO?
HAI MAI VISTO BAMBINI CHE NON
SI COMPORTANO BENE NEI CONFRONTI DELL’AMBIENTE? IN QUALI OCCASIONI?

E TU, HAI MAI GETTATO A TERRA CARTACCE O STRAPPATO RAMI E FIORI? RACCONTA.

DESCRIVI ORALMENTE CIÒ CHE VEDI. RISPONDI.

PERCHÉ SBAGLIANO I BAMBINI CHE NON HAI COLORATO?
TI È MAI CAPITATO DI COMPORTARTI COME I BAMBINI
CHE NON SI COMPORTANO BENE? RACCONTA.
ASSOMIGLI DI PIÙ AI BAMBINI CHE NON HAI COLORATO
O A QUELLI CHE HAI COLORATO?
COM’È IL PARCO NEL QUALE VAI A GIOCARE TU? DISEGNALO SUL QUADERNO.
LEGGI IL BRANO.
COME È BELLO QUEL GRANDE ALBERO!
GUARDA QUANTI UCCELLINI
SI SONO POSATI SUI SUOI RAMI!
COME SONO FELICI: SI CAPISCE
DAL LORO CINGUETTIO!
CHE OMBRA CHE FA! SPESSO
I BAMBINI SI SIEDONO PROPRIO
ALL’OMBRA DELLA SUA GRANDE
CHIOMA: ANCHE IO LO FACCIO.
SI RIPOSA PROPRIO LÌ.
CHE ARIA FRESCA CI DONA!
È PROPRIO UN AMICO DI TUTTI!




RISPONDI.
CHI SI POSA SOPRA I RAMI DEL GRANDE ALBERO?
____________________________________________
DA CHE COSA SI CAPISCE CHE SONO FELICI?
CHI SI SIEDE ALL’OMBRA DELLA SUA CHIOMA?
OSSERVA FUORI DALLA FINESTRA E DISEGNA GLI ALBERI CHE VEDI.
PER CONOSCERLA MEGLIO UTILIZZÒ I 5 SENSI.

COLORA GLI ORGANI DI SENSO DEL GRILLO.
CON GLI OCCHI LA GUARDÒ,
CON LE MANI LA TOCCÒ, CON IL NASO L’ANNUSÒ,
CON LA BOCCA LA GUSTÒ.
CON LE ORECCHIE POI SENTÌ:
“LA MANGIAMO: VIENI QUI!”
PERCHÉ LE PIANTE SONO IMPORTANTI?
PERCHÉ AIUTANO NOI E AIUTANO IL PIANETA.
RICORDIAMOLO A TUTTI. REGALIAMO UN SEGNALIBRO
PER OGNI STAGIONE.

1. COMPLETA I DISEGNI COLORANDO.
2. RITAGLIA LA PAGINA.
3. INCOLLALA SU UN CARTONCINO COLORATO.
4. RITAGLIA I 4 SEGNALIBRI.
SE QUALCUNO TI TIRA I CAPELLI, SENTI DOLORE.
SE QUALCUNO TI GRAFFIA, PIANGI.
TU PUOI DIRE QUELLO CHE PROVI.
GLI ALBERI INVECE NON POSSONO FARLO.
SCRIVI NO VICINO ALLE AZIONI CHE FANNO SOFFRIRE L’ALBERO.

RISPETTA SEMPRE LE PIANTE. NON HANNO VOCE E NON SI POSSONO LAMENTARE, MA ANCHE LORO SOFFRONO.

CHE COSA C’È DI BELLO E INTERESSANTE ATTORNO A CASA TUA?
CI SONO UN PARCO, UNA PIAZZA, UN CAMPO SPORTIVO, UNA FONTANA, UNA PISCINA, UNA CHIESA…? DISEGNA E RACCONTA A VOCE.

CHE COSA MANCA
ATTORNO A CASA TUA CHE VORRESTI INVECE CI FOSSE?
LEGGI IL BRANO.
E QUESTO SAREBBE UN GIARDINO?
MA È UN GIARDINO... SPAZZATURA!
CARTACCE, BOTTIGLIETTE, LATTINE,
BUSTE DI PLASTICA…!
CHE PENA QUEI POVERI FIORI!
SEMBRANO DIRE: – PORTATECI VIA DI QUA!
E QUELLE PIANTINE DI BASILICO: – AIUTO! AIUTO!
CE NE VOGLIAMO ANDARE!
CI VUOLE COSÌ POCO PER AVERE UN BEL GIARDINO,
PULITO E SICURO: BASTA UN PO’ DI EDUCAZIONE
NEI CONFRONTI DELL’AMBIENTE!
Sara, 6 anni
RISPONDI.


PERCHÉ IL GIARDINO DESCRITTO È COSÌ SPORCO?
CHE COSA SIGNIFICA CHE CI VUOLE EDUCAZIONE
NEI CONFRONTI DELL’AMBIENTE?

LEGGI LA FILASTROCCA.
COME SAREBBE BELLO AVERE
PRATI COLORATI INVECE CHE INQUINATI.
VORREMMO GRANDI MARI AZZURRI
PER FAR VIVERE PESCI COLORATI.
VORREMMO UN MONDO NORMALE
DOVE POTER GIOCARE
PIENO DI FIORELLINI DORATI
E CAMPI COLTIVATI.
VORREMO ALBERELLI SEMPRE BELLI.
VORREMMO UN MONDO NON INQUINATO
E VIVERE IN UN POSTO
AMATO E BEN CURATO.
SU UN FOGLIO, FA’ UN BEL DISEGNO
CHE RAPPRESENTI IL MONDO
COME LO VORRESTI. POI, INSIEME
A TUTTI GLI ALTRI DISEGNI
DEI TUOI COMPAGNI, COSTRUITE UN BEL CARTELLONE
DA APPENDERE IN CLASSE.



CHE COSA FACCIAMO QUANDO QUALCOSA
NON CI SERVE PIÙ?
LA BUTTIAMO! DOVE CAPITA? NOOO !
MOLTE PERSONE SONO STATE AL PARCO OGGI.
DIVERSE HANNO ABBANDONATO I RIFIUTI
UN PO’ QUA, UN PO’ LÀ!
CERCA NEL PARCO GLI 11 RIFIUTI CHE NON ANDAVANO LASCIATI IN GIRO. CERCHIALI.

HAI TROVATO TUTTI I RIFIUTI?
ORA DISEGNALI AL POSTO GIUSTO.
NON RICICLABILI

QUANTI RIFIUTI RICICLABILI
HAI TROVATO? .........................
QUANTI NON RICICLABILI?

NON ABBANDONARE MAI I RIFIUTI NELL’AMBIENTE!
LEGGI IL BRANO.
ERO UN SACCHETTO DI PLASTICA E LA MIA VITA
ERA MOLTO NOIOSA… MI USAVANO SOLO
PER TRASPORTARE COSE PESANTI
E POI MI ACCARTOCCIAVANO SEMPRE, FINCHÉ UN GIORNO MI BUCAI, COSÌ MI BUTTARONO NEL BIDONE
DELLA PLASTICA. FECI UN BEL VIAGGETTO…
MI PORTARONO COSÌ
IN UNA FABBRICA SPECIALE
DOVE MI AVREBBERO RICICLATO.
DOPO MOLTI PROCESSI DIVENTAI
UN BELL’ASTUCCIO PRONTO
PER ESSERE RIVENDUTO.
FUI CONSEGNATO A UNA CARTOLERIA, DOVE UN BEL GIORNO UNA BAMBINA
MI COMPERÒ… FU COSÌ
CHE INIZIAI UNA NUOVA VITA.
ORA SONO COLORATO E BELLO,
MI SENTO MOLTO FELICE
DI NON ESSERE PIÙ
UN SACCHETTO DI PLASTICA, MI PIACE STARE FRA I BAMBINI,
ANCHE SE CERTE VOLTE
MI LANCIANO A TERRA TANTO FORTE


CHE LE PENNE CHE SONO DENTRO DI ME
MI SPORCANO.
PUOI FARE MOLTO ANCHE TU
PER SALVAGUARDARE L’AMBIENTE.
BASTEREBBE INCOMINCIARE A BUTTARE
LA PLASTICA, LA CARTA, IL VETRO E
L’ALLUMINIO NEGLI APPOSITI CONTENITORI
PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.
INSIEME SI PUÒ FARE VERAMENTE MOLTO!
adatt. da www.ambiente.it
ATTRAVERSO IL QUALE, UTILIZZANDO SPECIALI TRATTAMENTI E IMPIANTI INNOVATIVI, IL MATERIALE RACCOLTO VIENE RIUTILIZZATO E SI TRASFORMA IN ALTRE MATERIE. NIENTE VIENE SPRECATO E COSÌ FACENDO IL MONDO È PIÙ PULITO!!!
QUALI MATERIALI CHE CONOSCI POSSONO ESSERE RICICLATI? COMPLETA.
PLASTICA,
ORMAI LO SAI: OGNI RIFIUTO DEVE AVERE IL SUO POSTO!
METTERE OGNI RIFIUTO NEL GIUSTO CONTENITORE
PUÒ DIVENTARE UN GIOCO.
UN GIOCO IMPORTANTE PER LA NATURA!
SEGNA LA STRADA CHE OGNI RIFIUTO FARÀ PER ARRIVARE NEL “SUO” BIDONE.


METTI SEMPRE OGNI RIFIUTO NEL GIUSTO CONTENITORE. SOLO COSÌ POTRÀ ESSERE RICICLATO!
DIVERTITI A COSTRUIRE DEI “CUCCHIAI ANIMATI”!
OCCORRENTE:
CUCCHIAI DI LEGNO USATI O NUOVI
PEZZI DI STOFFE COLORATE
FILI DI LANA
NASTRINI
COLLA VINILICA
COLORI A TEMPERA
COME PROCEDERE:
PRENDI IL CUCCHIAIO DI LEGNO
E COLORANE LA PARTE SUPERIORE
DI ROSA (SARÀ IL VISO DEL NOSTRO
CUCCHIAIO ANIMATO).
SEMPRE CON I COLORI A TEMPERA,
DISEGNA LA BOCCA, IL NASO, GLI OCCHI.
PRENDI I FILI DI LANA E ATTACCALI
SOPRA IL VISO CON UN PO’
DI COLLA VINILICA.
A QUESTO PUNTO SCEGLI
UNA RIMANENZA DI STOFFA E FA’ L’ABITO.
CON LA COLLA, FERMA LA STOFFA
ALLA BASE DEL VISO E, CON DEI NASTRINI COLORATI, ABBELLISCI L’ABITO.
ECCO PRONTA LA SIMPATICA MARIONETTA
DI MATERIALI RICICLATI!

NESSUNO AMA STARE SOLO. TUTTI ABBIAMO BISOGNO DI AMICI.
AMICI “UMANI”, MA ANCHE AMICI “ANIMALI”.
UN CAGNOLINO, UN GATTINO E ANCHE
UN MUTO PESCIOLINO POSSONO FARE COMPAGNIA.

TU HAI UN ANIMALE? COLORA IL IN VERDE E SCRIVI IL SUO NOME.
SE NON CE L’HAI, QUALE VORRESTI AVERE? COLORA IL IN ROSSO .








ALCUNI BAMBINI POSSIEDONO UN ANIMALE, MOLTI LO DESIDERANO.
QUAL È L’ANIMALE PIÙ “GETTONATO” NELLA TUA CLASSE?
COLORA UN QUADRATINO PER CIASCUN BAMBINO
O CIASCUNA BAMBINA CHE POSSIEDE L’ANIMALE.









GLI ANIMALI SONO NOSTRI AMICI, CI FANNO COMPAGNIA.
IMPARARE A RISPETTARLI TI AIUTA A IMPARARE A RISPETTARE
TUTTI GLI ESSERI VIVENTI.
CHE COSA OCCORRE FARE PERCHÉ I NOSTRI AMICI ANIMALI
STIANO BENE?
COLORA UN QUADRATINO PER CIASCUNA AZIONE.




GIOCARE CON LUI
PORTARLO A SPASSO
NUTRIRLO
CAMBIARE LA SABBIA
PULIRE LA GABBIA
O LA CUCCIA
CONTROLLARE CHE ABBIA SEMPRE
ACQUA FRESCA E PULITA
CURARLO SE È MALATO







ANCHE GLI ANIMALI HANNO IL DIRITTO DI ESSERE RISPETTATI E ACCUDITI.
I BAMBINI E LE BAMBINE DEVONO SAPERLO E RISPETTARE QUESTO DIRITTO. CERTAMENTE IN MOLTE OCCASIONI SERVE L’AIUTO DI UNA PERSONA ADULTA.
ATTENZIONE PER EVITARE AZIONI CHE POSSONO ESSERE PERICOLOSE.
COLORA IL SEMAFORO:
IN SE PENSI CHE SIA TANTO PERICOLOSO;
IN SE PENSI CHE SIA POCO PERICOLOSO.

IL SEMAFORO ROSSO TI DICE CHE NON DEVI
ATTRAVERSARE PERCHÉ È PERICOLOSO. UNA LUCE “SVEGLIA” LA TUA ATTENZIONE.
ANCHE A SCUOLA CI POSSONO ESSERE CARTELLI
PER “SVEGLIARE” L’ATTENZIONE DI TUTTI.

QUESTI CARTELLI INDICANO I PERICOLI. COLORALI.
CON I COMPAGNI E LE COMPAGNE, PUOI RIPRODURRE I DISEGNI SU FOGLI GRANDI.
POI POSIZIONALI NEI BAGNI, LUNGO I CORRIDOI E LE SCALE DELLA TUA SCUOLA PER RICORDARE LE REGOLE.

LA SALUTE È UN BENE IMPORTANTE. NON DIMENTICARLO MAI!
LA TUA CASA HA SPAZI DIVERSI: LA CUCINA, IL BAGNO, LA CAMERA, IL SOGGIORNO…
SONO SPAZI DI TUTTI COLORO CHE VIVONO CON TE.
TUTTI DOVETE FARE IN MODO CHE SI VIVA BENE,
CHE TUTTE LE COSE SIANO AL LORO POSTO.
CHE COSA PUOI FARE PER TENERE IN ORDINE LA CASA?
COLORA IL SEMAFORO :
IN SE NON HAI BISOGNO DI AIUTO;
IN SE HAI BISOGNO DI AIUTO.







IN CASA ANCHE I BAMBINI E LE BAMBINE POSSONO CONTRIBUIRE AL BENESSERE DI TUTTI.
DIPENDE DA NOI EVITARLI… USANDO LA TESTA!
COLORA IL SEMAFORO :
IN SE PENSI CHE SIA TANTO PERICOLOSO;
IN SE PENSI CHE SIA POCO PERICOLOSO.








SENZA I 5 SENSI NOI NON POTREMMO GUSTARE
E “CONOSCERE” AD ESEMPIO UNA TORTA.
OCCHI, NASO, MANI, ORECCHIE, BOCCA
SONO I NOSTRI STRUMENTI PER CONOSCERE IL MONDO.
MANTENIAMOLI IN “BUONO STATO”!
OSSERVA E SEGNA CON UNA ✘ .

CHI PROTEGGE
GLI OCCHI ?
CHI PROTEGGE
LE ORECCHIE ?
CHI PROTEGGE LE MANI ?
I 5 SENSI TI AIUTANO A ESPLORARE IL MONDO E CONOSCERE LA REALTÀ. DEVI AVERNE CURA.

COLORA IL CERCHIETTO:
IN SE IL COMPORTAMENTO È CORRETTO,
IN SE IL COMPORTAMENTO NON È CORRETTO.
A TAVOLA OCCORRE RISPETTARE LE REGOLE DELLA BUONA EDUCAZIONE.
TUTTI MANGIANO FRUTTA E VERDURA.
LA VERDURA PUÒ PIACERE POCO, MA FA TANTO BENE.
A TE PIACE LA VERDURA? DISEGNA LA VERDURA:
CHE TI PIACE DI MENO CHE TI PIACE DI PIÙ
PER AMARE LE VERDURE... CONOSCILE!
PRENDI UNA SCATOLA E COPIA LA SCRITTA.

RITAGLIA LE VERDURE.
METTI NELLA SCATOLA LA VERDURA
CHE HAI MANGIATO DURANTE IL GIORNO.
SE IN SALUTE VUOI RESTARE, È IMPORTANTE SAPER MANGIARE!
LEGGI LA FILASTROCCA.

SE A LUNGO TU VUOI CAMPARE
UN PO’ DI TUTTO DEVI MANGIARE.
UN PO’ DI TUTTO, MA LENTAMENTE: FA BENE AL TUO CORPO, FA BENE ALLA MENTE.
ALLA MATTINA NON DIGIUNARE
LA COLAZIONE HAI PROPRIO DA FARE:
SENZA BENZINA L’AUTO NON VA
E A STOMACO VUOTO CHE STUDIO SI FA?


A PRANZO E A CENA NON TI ABBUFFARE
LA GIUSTA DOSE DEVI MANGIARE, LA GIUSTA DOSE DI FRUTTA E VERDURA
PER DARE AI NEMICI BATTAGLIA SICURA.
RICORDATI, INFINE, NESSUN ALIMENTO PRESO DA SOLO È VERO PORTENTO.
DI TUTTO UN PO’, SENZA ESCLUSIONE: DIVENTERAI UN VERO CAMPIONE.
I. Pianca, Piccoli lettori, Editrice La Scuola
ALIMENTAZIONE? RISPONDI.

QUALI ALIMENTI SONO IMPORTANTI PER UNA GIUSTA


DISEGNA TE E LA TUA FAMIGLIA MENTRE STATE PASSEGGIANDO LUNGO LE VIE DEL PAESE O DELLA CITTÀ IN CUI ABITATE.

ORA RISPONDI.
DOVE PASSEGGIATE DI SOLITO?
DOVE CIRCOLANO LE AUTO?
E LE BICICLETTE?
CHE COSA FA L’AGENTE DI POLIZIA MUNICIPALE QUANDO SI TROVA PER LA STRADA?
SCRIVI I TERMINI CORRISPONDENTI A CIASCUNA DEFINIZIONE, POI COLLEGA AI RELATIVI DISEGNI.
SERVONO AI PEDONI PER ATTRAVERSARE.
LUOGO DOVE CIRCOLANO
I PEDONI, I VEICOLI E GLI ANIMALI. ______________________________________
SPAZIO RISERVATO ALLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI.
MEZZO PER CIRCOLARE
SULLA CARREGGIATA.
CHI CAMMINA A PIEDI.





DANNO INDICAZIONI
PER CIRCOLARE.







Leggi la poesia e colora.

Tutti per uno, uno per tutti
È questo il patto che noi giuriamo. Nei giorni belli, negli anni brutti. Tutte le foglie da un unico ramo.
E tutti i fiumi in un solo mare, tutte le forze in un solo braccio e questo braccio ce la può fare. Voi ce la fate se io ce la faccio.
Perché non resti più indietro nessuno: uno per tutti, tutti per uno
Bruno Tognolini

Le seguenti frasi indicano due modi diversi di stare con gli altri. Con quale concordi? Colora la cornice.
Leggi la filastrocca.

Otto bimbi si tengono per mano; saltano, giocano, fanno baccano; corrono in fila stretti in catena, volano insieme sull’altalena; nessuno la mano dell’altro molla, appiccicati son con la colla; se cade uno, cadono di sotto insieme tutti dall’uno all’otto; ma ogni bambino rimane sano: porta fortuna tenersi per mano.
R. Piumini-B. Tognolini, Rimelandia, Il giardino delle filastrocche, Mondadori

Prova a inventare una filastrocca sull’amicizia.
Leggi la storia.

In questi giorni sono al campeggio con la mia scuola. C’è anche mio fratello più grande, Luigino, e ci sono anche i miei genitori con la mia sorellina adottiva che viene dall’Oriente, la piccola Huè, di quasi quattro anni, arrivata a casa nostra da circa un mese. Ci addormentiamo contenti nelle nostre tende pensando alla gioia di domani.
Huè ha avuto il permesso di venire nel mio gruppo. Ma io so che il babbo e la mamma ci seguono a distanza.
– Sembra che il bosco sia pieno di pecore – dico io.
– E c’è anche un agnellino – dice Mariella prendendo Huè per mano. Ma Huè grida: – Ecco! – e raccoglie un porcino. Li vede tutti lei e, rapida, li prende e li tira su.
Gli altri bambini appena trovano un fungo, una fragola, dei mirtilli, se li tengono gelosamente per sé. Huè no.
Qualunque cosa trovi, la regala, felice, a chiunque gliela chieda.
– Maestro – gli dico io, – Huè più la conosco e più mi sembra diversa dagli altri bambini.
– Perché? – mi chiede lui.
– Non è che sembri diversa – interviene Mariella. – Huè è diversa da noi.
– Diversa di fuori o di dentro?
– Diversa dentro – dico io.
– Mi piace proprio perché è diversa – dice Mariella. – Cioè? – chiede ancora il maestro.
– Sta volentieri con tutti, tutto quello che ha lo regala a chiunque glielo domandi, non fa niente di nascosto, non è egoista, parla con tutti, anche con gli animali.
– È migliore di noi, ecco – conclude Mariella.
Il maestro sorride e dice: – Nel villaggio in cui è vissuta, tutto era in comune. Per questo la sentite diversa. Da lei non si dice “è mio”, si dice “è nostro”. Huè è piccolina, ma se lo ricorda bene.
– Potremmo imparare da lei… –dice Mariella.
Rispondi.
Chi è Huè? Quanti anni ha?

Che cosa fa la piccola Huè quando trova un fungo, una fragola o qualcos’altro?
In che cosa è diversa la piccola Huè per Mariella? __________________________________
Lucia Tumiati, Cara, piccola Huè, Einaudi È mio! È nostro!
Quand’è che solitamente dici “è mio!”? E quando dici invece “è nostro!”? Fa’ un esempio per ciascun caso.
Leggi la filastrocca.

Una volta ho incontrato un proverbio dei tempi andati. Mi ha detto: “Meglio soli che male accompagnati”.
Io sarò fatto male, avrò poco cervello: ma per me quel proverbio è un po’ scioccherello.
Ora ho scritto sul mio taccuino in bella calligrafia un proverbio di invenzione mia: “Stare soli è una brutta compagnia”.
Rispondi.
Che cosa dice un proverbio di qualche tempo fa?
Che cosa ha scritto l’autore della filastrocca sul suo taccuino?
Ti piace stare solo/a o preferisci stare in compagnia? Racconta.
Possiamo utilizzare la tecnologia anche per comunicare le nostre emozioni .
I “disegnini” che inviamo sono simpatici. Utilizziamoli bene e con rispetto verso chi li riceverà!
Qual è il significato di ciascun emoji? Collega colorando il quadratino.

Completa.

Significa:
Lo invierei a:
Quando:

Festeggiamo!
Super rabbia!
Che divertimento!
Ti voglio bene!
Che paura!
Non lo avrei mai immaginato. Buonanotte!

Significa:
Lo invierei a:
Quando:
Dobbiamo imparare a comunicare sempre in modo gentile, anche se ci capita di utilizzare il cellulare e gli emoji.

... un guazzabuglio di bambini e bambine che pian piano imparano a rispettarsi, a stare bene insieme .
Leggi che cosa accade in Seconda B.
Nella Seconda B avevano tutti sette anni, mese più mese meno.
Erano tutti all’incirca alti così e larghi cosà. Avevano tutti un naso con due buchi e un paio di occhi proprio sopra, dove cominciava il naso. Ma le somiglianze finivano qui.
Uno di loro aveva i capelli così biondi che sembravano paglia seccata al sole.
Un altro li aveva così neri che forse tutte le mattine li lavava con l’inchiostro.
Uno era sottile come un foglio da disegno e un altro era più rotondo tanto che veniva voglia di pizzicargli le guance.
Una bambina aveva il banco più disordinato che si possa immaginare.
La sua compagna di banco, invece, teneva matite e penne allineate come soldatini.
Un bambino della prima fila era allergico ai numeri, e ogni volta che gli si diceva di prendere il quaderno a quadretti cominciava a grattarsi, però conosceva un sacco di storie paurosissime.

o Quello seduto dietro di lui era capace di disegnare un’intera foresta con tanto di liane, serpenti, ragni velenosi e scimmie che facevano l’altalena sui rami: sembrava che dondolasse anche il foglio.
C’era una bambina che parlava sempre e un’altra che non parlava mai.
In ultima fila c’era un bambino che nella sua cascina aveva due cani, tre gatti, dieci mucche, una capretta e un porcellino d’India e raccontava di aver addomesticato un piccione. Il suo compagno di banco si metteva a gridare se vedeva una coccinella.
Insomma la seconda B era un gran guazzabuglio.
Anna Vivarelli, Un guazzabuglio di bambini, Piemme Edizioni
Indica con ✘ .
Anche la tua classe è così?
Sì No
Che cosa è importante in una classe per stare tutti bene?
Essere tutti uguali. Rispettarsi anche se si è diversi.
In ogni classe tutti sono diversi.
Dobbiamo imparare a rispettare chi è diverso da noi.
Che cosa fa funzionare la “macchina della classe”?
È un bellissimo ingranaggio . Ogni rotellina ne mette in azione un’altra.
Colora le rotelline e scrivi tu due frasi.

HAI BISOGNO DI AIUTO? ECCOMI!
INSIEME CE LA POSSIAMO FARE.
IO PARLO, TU MI ASCOLTI.
IL CONTRIBUTO DI CIASCUNO È IMPORTANTE.
NON ESCLUDIAMO NESSUNO.
SE RISPETTIAMO LE REGOLE STIAMO BENE TUTTI.
RISPETTIAMO LE REGOLE.
Imparare a star bene insieme non è facile.
Se impariamo a “far funzionare bene gli ingranaggi”, il nostro gruppo classe percorrerà senza fatica una lunga strada.
Parole, parole… quante parole usiamo quando parliamo con qualcuno. A volte sono parole “ arrabbiate ”, a volte “ tranquille ”. A volte “ emozionate ”, a volte “ offese ”.
Nessuno ha sempre ragione né il topo, né il leone né l’aquila, né il girino né il poliziotto, né il bambino. Il segreto per non sbagliare è così facile, basta ascoltare.
Meglio non dire parole appuntite che a volte lasciano delle ferite.
Meglio cercare parole piumate che fanno il solletico e suonano risate.
Anna Sarfatti, Parole appuntite, parole piumate, Franco Cosimo Panini
Scrivi una parola:

Non è facile trovare sempre le parole giuste, ma soprattutto non è facile avere sempre un modo gentile di rivolgersi agli altri…
Si può però imparare!
Leggi la favola.
Al di là di un boschetto di frassini profumati vi era un bellissimo laghetto dalle acque limpide e cristalline davanti al quale due giovani animali, accarezzati da un lieve venticello primaverile, si stavano specchiando, rimirando ciascuno il proprio portamento fiero e il colore del pelo.
Si trattava di una graziosa pantera e di una volpe ugualmente carina.
– Vuoi mettere la mia figura con la tua? – disse la pantera all’amica.
– Tu sei goffa e piccola, io invece sono snella, slanciata e flessuosa.
Il mio portamento è tale che perfino gli uomini usano il mio nome per indicare certe donne dal fascino aggressivo!
La volpe, dopo avere ascoltato in silenzio rispose: – Io sarò forse meno bella e più piccola ma sono comunque più piacente e più simpatica. E poi il mio pelo è senza dubbio più folto e più caldo del tuo. A proposito di donne, se tu andassi in città vedresti quante signore si fanno belle indossando la mia pelliccia morbida, a volte rossa e altre volte argentata. Sempre più altezzosa, la pantera ribatté: – In quanto al pelo, sì, è vero, il mio è più corto, ma è più lucido e splendente; inoltre nella mia famiglia c’è da sbizzarrirsi nella scelta dei colori. So di non peccare di vanità dicendo di essere molto più bella di te! Solo in quel momento la volpe si rese conto di essere stata al gioco di quella frivola compagna, la quale badava solamente al proprio aspetto fisico, così concluse: – Cara amica, sicuramente tu sei ammirata da tutti per la tua bellezza esteriore. Io invece sono molto più apprezzata per la mia intelligenza e la mia furbizia.

Ti assicuro che sono queste le doti più importanti e non le scambierei mai con qualità puramente estetiche!
A quelle parole la pantera non fu in grado di ribattere e non le rimase altro che tacere di fronte all’evidenza dei fatti. Esopo
Riassumi la storia scrivendo la didascalia di ciascun disegno.

Talvolta gli amici e le amiche non sono accanto a noi. La tecnologia però ci aiuta a farli sentire vicini. Possiamo comunicare con loro per mezzo dei cellulari: fare una chiamata o una videochiamata, inviare o ricevere una foto.
Scrivi che cosa rappresenta ciascuna immagine: messaggio scritto • messaggio vocale • videochiamata • fotografia





Ricordiamoci che quando un amico o un’amica ci invia un messaggio magari non ha piacere che noi lo mandiamo anche ad altri e ad altre.
Il fiore è il simbolo della gentilezza.
Costruiamo il nostro fiore delle parole gentili .
Avremo molte occasioni per utilizzarle.
Ogni volta sarà come donare un petalo profumato.

GRAZIE
BUONGIORNO
PERMESSO
SCUSA MI
DISPIACE
PREGO
1. Ritaglia il fiore.
2. Ritaglia il gambo.
3. Incolla il fiore sul gambo.
Leggi la breve storia.
Giovanni non aveva voluto starsene a casa da solo quel sabato pomeriggio e aveva insistito tantissimo per farsi portare alla festa di compleanno di Andrea.
Lì, però, era successo un putiferio, tanto che la mamma di Andrea aveva dovuto telefonare ai genitori di Giovanni.
I due amici avevano litigato e si erano fatti male strattonandosi l’un l’altro.
Giovanni fu riaccompagnato a casa e, così, passò quel sabato pomeriggio da solo, piangendo, con un bel bernoccolo in testa.
Osserva il disegno e colora in verde i cerchietti relativi a comportamenti corretti e in rosso quelli relativi a comportamenti scorretti.

Quali potrebbero essere le regole da rispettare perché si stia bene con i propri amici sia a casa sia a scuola? Scrivile, poi segna con una X la casella che ritieni più opportuna in base a come secondo te vanno di solito le cose.
Regola rispettata molto abbastanza poco
Quante volte abbiamo offeso un compagno o una compagna?
Quante volte qualcuno ci ha offeso o offesa?
Spesso non pensiamo che abbiamo diritti , ma anche doveri .
Se li rispettassimo staremmo meglio tutti!

CHIAMA IL DIRITTO, RISPONDE IL DOVERE
Ho il diritto di non essere offeso
Mentre giocavo a Filetto con Dario
sono arrivati Faustino e Mario e mi hanno offeso senza ragione
gridando insieme: “Puffo ciccione!”
Ho il dovere di aiutare chi è in difficoltà .
Oggi ho aiutato il mio amico Sansone che a fare i calcoli va nel pallone, glieli ho spiegati col mio sistema e in quattro x due otto ho risolto il problema!
Anna Sarfatti, Chiama il diritto, risponde il dovere, Mondadori
Completa: scrivi diritto o dovere .

Ho il che nessuno guardi nel mio zaino senza permesso.
Ho il di non curiosare nello zaino degli altri.
Ho il di non essere esclusa dai giochi.
Ho il di non escludere nessuno dai giochi.

Ho il di esprimere la mia opinione.
Ho il di rispettare l’opinione degli altri.
Ho il di utilizzare i materiali della classe.
Ho il di non sciuparli.
Ogni diritto tiene per mano un dovere. Impara a riconoscerli.
Leggi la storia.

Teresina era dispettosa, chiacchierona, non stava mai ferma, ma non era cattiva. Abitava in un grattacielo insieme ai suoi genitori, due zii, due nonni e un fratello più grande di lei. Come abbiamo detto, Teresina amava fare dispetti.
Mentre il nonno leggeva il giornale, lei lo disturbava e gli faceva perdere il segno. La nonna, quando leggeva, usava gli occhiali e Teresina glieli appannava col fiato divertendosi quando lei diceva: – Che nebbia!
Mentre il fratello maggiore studiava, gli spegneva la luce.
Altre volte, quando la nonna lavorava a maglia, Teresina le disfaceva i lavori, oppure, mentre gli zii guardavano la televisione, lei si nascondeva sotto il divano e faceva loro il solletico. Era proprio una piccola peste!
Diciotto storie scritte da noi, Editrice La Scuola

Rispondi.
Quali dispetti fa Teresina ai suoi familiari?
E tu, sei dispettoso/a?
Quali sono gli scherzi che ti piace fare?
È mai successo che per colpa di qualche tuo scherzo, qualcuno si sia fatto male?
Quando? Racconta.
Scrivi il contrario dei seguenti atteggiamenti positivi o negativi. Commenta poi ciascuna coppia con i compagni.
avarizia sincerità
volgarità simpatia
maleducazione

La scuola è uno spazio pubblico. Perché?

Tutti i bambini e le bambine che frequentano la scuola hanno il diritto di vivere in un ambiente sano, pulito, ordinato.
Ho il diritto di avere uno spazio tutto per me, anche piccolo, per i miei oggetti personali
L’attaccapanni per sciarpa e giacchetto, il sottobanco, il mio zainetto: ho pochi spazi, ma negli angolini posso nascondere i segreti piccini.
Ho il dovere di rispettare gli spazi comuni
Aule, giardini e corridoi
Bagni, palestra e spogliatoi: come mi dice sempre lo zio: “Quel che è di tutti, è un pochino anche mio!”
Anna Sarfatti, Chiama il diritto, risponde il dovere, Mondadori
Realizzate il cartellone degli incarichi della classe.
Stabilite quali sono gli incarichi necessari. Preparate le mollette con i vostri nomi.

DISTRIBUIRE I QUADERNI
DISTRIBUIRE I LIBRI
DISTRIBUIRE LE SCHEDE
APRI FILA
CHIUDI FILA
SPEGNERE LE LUCI

POSTINO/ POSTINA
RIORDINARE I GIOCHI
Utilizzando materiale di recupero e la vostra fantasia, realizzate un bruco portaoggetti. Vi servirà per tenere in ordine matite, pennarelli, forbici, nastro adesivo da utilizzare quando lavorate in gruppo.
La strada, come la scuola, è un luogo pubblico.
Anche in strada, perciò, ci sono regole da rispettare .
Colora:
in i vestiti di chi ha un comportamento corretto, in i vestiti di chi non ha un comportamento corretto.


E ora utilizza gli stessi colori e gli smile per queste situazioni.
In bici vado veloce per mostrare come sono forte.
In strada tengo occhi e orecchie sempre ben aperti.
Per strada occorre avere un comportamento corretto e rispettare le regole per non danneggiare noi stessi e gli altri.
I bambini non hanno solo regole da rispettare, cioè doveri , ma hanno soprattutto dei diritti .
Che cosa sono i diritti? Scoprilo con il gioco proposto qui di seguito: parti dall’espressione evidenziata e segui il percorso.
Ricopia ora la frase che hai scoperto.
I diritti sono:
Rispondi segnando con una X. Secondo te, quali sono i diritti fondamentali dei bambini?
il diritto di giocare
il diritto di mangiare
il diritto di studiare
il diritto di andare al cinema
il diritto di andare in vacanza
il diritto di essere curati
il diritto di conoscere i genitori
il diritto di vestire elegantemente

Rifletti e completa.
I miei diritti a casa:
I miei diritti a scuola:
Leggi questa storia “diversa”.
In una grande vetreria sono nate tante bottiglie di ogni dimensione e colore. Tra qualche giorno saranno spedite in tutto il mondo.
Un ultimo controllo del supervisore, poi... via sui camion!
Ecco il supervisore... passa di lì, le accarezza, le osserva attentamente. All’improvviso spalanca gli occhi ed esclama: – Com’è possibile? Non ci posso credere! E adesso che cosa ne faremo?
Eh già, che cosa ne faranno di quell’unica bottiglia diversa?
Una bottiglia alta e snella, di colore verde trasparente ma... con il collo storto, incredibilmente e irrimediabilmente storto.
Trova una conclusione per questa storia: metti una crocetta alle risposte che secondo te sono più adatte.
Poi, confrontale con quelle dei compagni e delle compagne.
La bottiglia viene:
messa in un angolo in un magazzino. messa sugli scaffali insieme alle altre. rimessa nel forno per essere aggiustata. spedita insieme alle altre. presa in giro da persone che la deridono. riempita con un vino speciale. invidiata da tutti per la sua forma speciale. gettata via. esposta in vetrina per essere studiata da esperti. affidata alle cure di un mago che le raddrizzi il collo.

La bottiglia dal collo storto è diversa: che cosa proverà a vivere in mezzo a bottiglie che hanno tutte il collo diritto?
Leggi il nome dei sentimenti elencati e osserva il loro colore. Poi, completa la bottiglia dal collo storto con il colore corrispondente al sentimento che secondo te prova.
Allegria
Tristezza
Rabbia
Rispondi.
Calma
Paura
Indifferenza

La bottiglia è nata con il collo storto e questa cosa agli altri non sembra giusta. Ma chi ha stabilito che sia più giusto che una bottiglia abbia il collo diritto e non storto?
Se tutte le bottiglie nascessero con il collo storto e una sola con il collo diritto, quale sarebbe quella diversa?

Ogni persona è diversa dall’altra, ma nessuna deve credere di essere più importante e più giusta dell’altra. Tutti siamo diversi, ma tutti siamo uguali in importanza e opportunità nella vita.
Un tocco leggero, una parola sussurrata, un pensiero educato, un saluto cortese: la gentilezza, così facile a dirsi, così necessaria a farsi. M. Biato
La gentilezza vera nasce spontaneamente dal cuore ed è leggera come una farfalla. Non ha bisogno di aerei o navicelle spaziali: non servono grandi discorsi. Bastano le sue ali per farla volare ovunque!
Colora con la tecnica del puntinismo la farfalla della gentilezza. Ricorda: nelle zone chiare utilizza tanti puntini vicini, nelle zone scure allontana i puntini.

“Wonder” è un film tratto da un romanzo scritto nel 2012 da R.J. Palacio. Racconta la storia di Auggie, un ragazzino di dieci anni che ama lo spazio e la scienza. Auggie è nato con una grave deformazione al viso, a causa della quale ha subito 27 operazioni. Il film parla della sua prima esperienza a scuola, dopo essere stato istruito per anni a casa dalla mamma,
del suo primo incontro con gli sguardi dei compagni, dei pregiudizi, della famiglia, dell’amicizia, del bullismo e soprattutto della gentilezza. Nel film, infatti, diventa sempre più chiaro come la gentilezza sia l’unica strada per accettare “l’altro” e avere con lui rapporti veri, per diventare più buoni e imparare a essere più felici.
Secondo te, che difficoltà potrebbe aver affrontato Auggie nella sua vita di bambino?
Conosci questo film? Se possibile, guardalo a scuola insieme alle compagne, ai compagni e all’insegnante oppure a casa.

Le poesie hanno la capacità di farci provare emozioni e di entrare nel nostro cuore. Così le parole entrano in noi, con tutti i loro preziosi significati, partecipando alla nostra vita, indirizzandoci verso nuovi modi di essere e di pensare. È la forza della nostra sensibilità che ci ricorda che l’essere umano è davvero qualcosa di speciale.
Leggi la poesia.
Nessun uomo è un’Isola, intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall’onda del Mare, la Terra ne è diminuita, come se un Promontorio fosse stato al suo posto, o la Casa di un amico o la tua stessa Casa. Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io sono parte vivente del genere umano.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana: Essa suona per te.
J. Donne

Confrontati con i compagni e le compagne: che cosa significa che un uomo non è un’isola? E tu, ti senti parte vivente del genere umano? In che modo? Racconta.
Leggi la filastrocca.

Rispondi.
Se la natura vuoi osservare la macchina devi abbandonare, con la scuola passo passo devi andare, con gli occhi devi guardare e la natura devi osservare, con le orecchie devi ascoltare e i rumori devi notare, passeggiando devi toccare e per questo il tatto devi usare.
Sabrina Fiume
Che cosa dobbiamo fare per poter veramente osservare la natura?
Prova anche tu a fare come dice l’autrice della poesia.
Rispondi.
Quando utilizzi i mezzi pubblici?
Quando invece vai a piedi?
Leggi il brano e cerchia la parte del mondo che ti piace.
Bambina o bambino che stai leggendo, tu forse crederai di avere una sola casa, quella in cui vivi con la tua famiglia.
Invece no, ne hai anche un’altra.
E che casa è?
Il mondo!
Il mondo è la mia casa?
Sì, è la casa di noi tutti, quindi anche la tua. Anzi, è la nostra prima casa.
Se la terrai bene, avrai una casa bellissima, dove vivrai benissimo.

Se la sporcherai e la rovinerai, avrai una casa bruttissima, dove vivrai malissimo.
È così bello il mondo! La pioggia lo lava, il sole lo asciuga e lo fa risplendere come oro, la luna lo fa luccicare come argento! Abbiamo una casa davvero meravigliosa.
È così bella la nostra CASA - MONDO !
Vivian Lamarque-Giulia Orecchia, Piccoli cittadini del mondo, Emme Edizioni
Completa le frasi che ci ricordano che il mondo è la nostra casa.

Nella tua casa non getti i rifiuti per terra e non li lasci in giro.
Nella casa - mondo gettali nei e nei

In casa non strappi le foglie o i fiori delle tue piante.
Nella casa - mondo devi avere cura

In casa hai cura dei tuoi animali domestici.
Nella casa - mondo rispetta anche i piccoli del prato.
La natura incontaminata offre sempre paesaggi meravigliosi e l’uomo, quando non la rovina, la può rendere a volte ancora più bella.
Osserva le due coppie di immagini e scrivi le tue impressioni sull’operato dell’uomo.





Ora osserva l’immagine qui a lato, commentala a voce e disegna sul quaderno come poteva essere il paesaggio prima dell’intervento dell’uomo.
Leggi la filastrocca.

Una volta c’era un prato, ma l’uomo l’ha guastato!
C’erano tanti colori, rosso, giallo, verde, blu, era bellissimo laggiù!
Un bel rosso per i fiori, e tanti magnifici colori. Un brutto giorno l’uomo è arrivato con un arnese affilato, prese la falce e tagliò tutto il prato.
Dei colori non è rimasto niente, e il prato ora è piangente.
Pensa a come ti piacerebbe fosse un prato: disegnalo, poi descrivilo.

Leggi la storia.
Gli uomini avevano costruito le città senza pensare che in queste città ci dovevano vivere anche i bambini.
I bambini, un giorno, decisero di andarsene: si misero d’accordo e tutti insieme abbandonarono la città.

Scoppiò un putiferio.
I maestri restarono senza lavoro; senza lavoro restarono anche i fabbricanti di giocattoli e di dolci, anche i nonni non sapevano a chi raccontare le loro storie.
I cani, i gatti e tutti gli animali dello zoo erano tristi e volevano che i bambini tornassero.
Tutte le notti si sentivano i lamenti dei Babbi Natale e delle Befane che non sapevano più come passare le vacanze natalizie. Bisognava fare qualcosa: trovare i bambini e convincerli a tornare nelle loro città.
Dopo tanto cercare, ecco che riuscirono a trovare i bambini.
Dissero i grandi: – Tornate con noi in città!
– Noi torneremo solo se cambierete la città! – risposero i bambini.
I bambini spiegarono ai grandi come volevano che fosse la nuova città. I grandi promisero di darsi da fare per ricostruire una città dove i bambini potessero essere felici.
I. Borsetto, Il punto di partenza adatt., Nicola Milano

Rispondi.
Perché i bambini decisero di lasciare la città?
Che cosa successe nelle città?
Che cosa dissero i grandi quando ritrovarono i bambini per convincerli a tornare?
Secondo te, i bambini come avrebbero voluto che fosse la loro città?

Tu come vorresti che fosse la tua città? Racconta.
Ora, su un grande foglio, disegna la tua città ideale, poi, con tutti i disegni realizzati anche dai compagni, costruite un bel cartellone da appendere in aula.
Oggi la Seconda B è andata in gita. Ha visitato un parco naturale
È stata una splendida giornata. Tutti hanno ammirato la bellezza della natura, la varietà di piante e fiori.
Hanno osservato gli animali del bosco.
Hanno respirato aria sana e pulita.
Poi tutti insieme hanno giocato con l’acqua limpida del laghetto. Un vero sogno!
Che cosa ci dicono i cartelli che suggeriscono le regole da rispettare?


Inventa tu questi segnali.


Divieto di raccogliere fiori.
Conoscere i segnali stradali e i cartelli di indicazione ti aiuta a evitare i pericoli e a rispettare l’ambiente.
I bambini e le bambine possono aiutare gli adulti a ricordare quanto sia importante salvare il Pianeta. Il primo passo da fare insieme è imparare a non sprecare ciò che abbiamo.
Insegniamo a tutti che evitare gli sprechi è… un gioco da bambini!

Attenzione
agli SPRECHI!
In questa casa NOI tifiamo per l’ ambiente !

Prepara un cartellone colorato e decorato da appendere alla porta di casa in modo che chiunque entri in casa sappia che è abitata da attenti “controllori degli sprechi”.
Leggi che cosa deve “controllare” un “controllore degli sprechi”.
Non usiamo piatti, bicchieri e posate di plastica.
Spegniamo sempre le luci che non utilizziamo.
Non teniamo il riscaldamento troppo alto.
Compriamo cibo in giusta quantità per non sprecarlo.
Aggiungi tu un altro consiglio.

Il rispetto del nostro Pianeta inizia dalle piccole azioni quotidiane. Evitiamo gli sprechi: daremo una mano al benessere del Pianeta.
Questo gioco può guidarti sulla strada per diventare un bravo cittadino o una brava cittadina .
FA’ una videochiamata a un’amica malata per tenerle compagnia. Bene! Tira ancora i dadi.

Alcune regole generali.
• Se trovi la casella con la bici, veicolo ecologico, tiri i dadi un’altra volta.
• Se capiti sulla casella della nuvola CO 2 (simbolo dell’anidride carbonica, un gas inquinante), ti fermi un giro.
• La casella rossa significa: NON SI FA! Torna indietro di 3 caselle.
• Se finisci sulla casella verde BENE! , avanzi di 4 caselle.
Troppo tempo davanti a un computer. Devi riposare. ti fermi un giro!
CO2
Usi internet con l’aiuto di un adulto. Bene! Avanti di 4 caselle.

Ti colleghi a Internet senza un adulto vicino. È pericoloso! Torna all’inizio.
Uno dei beni più preziosi che ci offre il nostro pianeta è l’ acqua
Senza l’acqua non potremmo vivere né noi, né gli animali, né le piante!
L’acqua però in questo momento è in pericolo: viene sciupata e inquinata !
È compito non solo degli adulti avere cura dell’acqua.
Anche i bambini e le bambine possono contribuire!
Come? Con le azioni SALVA- acqua!
Completa.

Quando ti lavi i denti, non lasciare scorrere inutilmente l’ dal
Risparmi più acqua se fai la anziché il bagno.
Non lasciare mai il rubinetto : né a casa né a scuola né al parco.
Leggi la poesia.

Sgorga fresca dalla roccia
là tra il muschio delicato, si raccoglie in una pozza, come rapida nel prato in un gaio ruscelletto.
Poi raccolta in acquedotto esce fuor dal rubinetto.
Ora lava la tua faccia, le tue mani, i tuoi capelli, ci disseta e ci fa belli.
Bagna i fiori, gonfia i frutti: dona vita e gioia a tutti.
R. Serra, Amici di Primavera, da Gli scrittori e i giovani, Ed. Paccagnella
Scrivi tutto ciò che fa l’acqua.
Che cosa succederebbe se nel mondo non ci fosse più acqua?

Osserva i disegni e colora solo quelli in cui si fa un uso corretto dell’acqua.

Giacomino sta per iniziare una normalissima giornata, niente di speciale. Eppure, a seconda di come farà tante piccole scelte, arriverà a sera sereno o stressato.
…si laverà la faccia.
Si alzerà dal letto e…
…non si laverà la faccia.
…con calma.
…starà attento e parteciperà.
Farà poi colazione…
…in fretta.
scuola…
…mangerà un po’ di tutto.
…si laverà i denti.
pranzo…
Dopo pranzo…
…sarà distratto e disturberà.
…mangerà quello che gli va.
…non si laverà i denti.
Come immagini Giacomino se fa le scelte indicate a sinistra? E se fa quelle indicate a destra? Commenta sul tuo quaderno.
Colora i cerchiolini sul lato sinistro in verde o quelli sul lato destro in rosso a seconda delle tue abitudini: hai colorato più pallini verdi o rossi? Rifletti e confrontati con i compagni.
Devi sapere che è molto importante mangiare la frutta perché contiene molte vitamine e molti sali minerali. La frutta matura è un alimento facilmente masticabile, digeribile e assimilabile. La frutta inoltre stimola la memoria.
Quando fa molto caldo, l’aumento della quantità di frutta è essenziale per la salute dell’organismo: infatti la frutta, oltre ad essere dissetante, offre un notevole apporto di tutti i sali minerali che vengono persi con la sudorazione.
Con la frutta puoi preparare delle buonissime e salutari macedonie. Eccone una facile da preparare!
Prendi una mela, una pera, un kiwi, una banana, una pesca, due albicocche.
Mettila in una ciotola.
Aggiungi un po’ di succo di limone e un cucchiaino di zucchero.
Mescola bene.
In questo modo avrai preparato una freschissima, dissetante e salutare merenda.


Con l’aiuto di un adulto, taglia a pezzettini tutta la frutta dopo averla sbucciata.
Ora crea tu una ricetta: scrivi la frutta che ti serve per preparare la tua macedonia ideale.
Collega ogni frutto alla stagione in cui è possibile mangiarlo.










Scrivi la frutta che ti piace mangiare.










Leggi la filastrocca.
Per imparare a mangiare
segui i consigli della “poesia alimentare”: di frutta e verdura puoi abbondare, con i grassi e i dolci ti devi limitare. Per crescere protetto e sano vitamine e proteine ti danno una mano, per giocare e studiare degli zuccheri non possono mancare e per saltare in allegria anche i grassi ti danno energia. Se in forma vuoi restare di tutto un po’ devi mangiare e tanto sport praticare. E di lavarti i denti ti sei ricordato?
Perché la carie è sempre in agguato. www.filastrocche.it

Secondo “La poesia alimentare” quali cibi puoi mangiare senza problemi?
Quali alimenti devi mangiare con moderazione?
Che cosa ti serve per giocare e studiare?
Che cosa dovresti mangiare per restare sempre in forma?
Perché dopo ogni pasto ci si deve sempre lavare i denti? Rispondi.
Ti sarà forse capitato di andare dal dentista per fare dei controlli o per qualche problemino con i denti. Disegna e descrivi il suo studio.
Rispondi.
Vai volentieri dal dentista? Perché?
Per quali motivi ci sei stato/a?


Tra lo spazzolino e il dentifricio quale dei due elementi è secondo te più importante per la pulizia dei denti? Perché?
Che cosa diresti a chi ha paura di andare dal dentista?
La famiglia Mangiasano oggi ha deciso di andare al ristorante.
Stanno decidendo che cosa scegliere. Questo è il menu.

ANTIPASTI: affettati misti formaggi tipici bruschette al pomodoro focaccia con verdure crostini misti
PRIMI PIATTI: tortellini al ragù tagliatelle ai funghi gnocchi con panna ravioli con sugo di pomodoro pasta al pesto riso al latte
SECONDI PIATTI: bistecca alla brace pollo arrosto spiedini di carne cotoletta alla milanese spezzatino con carote
CONTORNI: verdure gratinate insalata mista verdure alla griglia spinaci patate arrosto
FRUTTA: macedonia spiedino di frutta frutta fresca ananas a fette
DOLCI: gelato panna cotta tiramisù torta della nonna crostata della casa zuppa inglese
Decidi tu le pietanze per i cinque membri della famiglia, facendo in modo che il loro pranzo sia sano. Completa il tuo menu disegnando anche i cibi scelti.
Per muoverti da un luogo all’altro a volte usi i mezzi pubblici . Si chiamano pubblici perché possono essere utilizzati da tutti.
Quali sono i mezzi pubblici? Cerchiali.

Disegna:

se il comportamento è corretto,
se il comportamento non è corretto.
Quando salgo e quando scendo, spingo chi mi sta davanti.
Appena sceso attraverso la strada di corsa.
Butto la gomma da masticare o le carte delle caramelle dal finestrino.
Anche sui mezzi pubblici occorre avere comportamenti corretti.
Mi siedo per evitare di cadere.
Se non c’è posto a sedere, mi reggo agli appositi sostegni.
Parlo a voce molto alta e canto con i miei amici.
Lascio il posto a sedere a chi ne ha bisogno.
I bambini e le bambine amano andare in bicicletta.
A volte però dimenticano (o non conoscono) le regole di sicurezza .
Osserva le immagini e completa le frasi.

1. Fa le
2. Non indossa il
3. Non tiene le mani sul
4. Non utilizza la ...........................................................
5. Pedala troppo
La bicicletta è un mezzo di trasporto molto diffuso. È anche ecologica: rispetta l’ambiente, rispetta il nostro benessere. Ci chiede però anche di rispettare alcune regole!
Spiega i comportamenti sbagliati illustrati nei disegni.





Avrai sentito parlare a volte del terremoto: sai descrivere che cos’è?
Ricordi quali comportamenti bisogna tenere in caso di terremoto se ti trovi a scuola? Riordina i disegni numerandoli da 1 a 4.

Che cosa invece non bisogna assolutamente fare in caso di terremoto? Segna con una X.
ascoltare l’insegnante uscire dalla finestra uscire in fila indiana spingere per fare prima andare in bagno prendere i libri






Leggi il racconto.
Mi chiamo Monica, ho dieci anni e frequento la terza Primaria qui in Italia. Siamo venuti qui per il lavoro di mio padre, ma abbiamo molta nostalgia dei nostri parenti lasciati in Camerun. In Camerun abbiamo lasciato i nostri nonni, i nostri zii e i nostri cugini. In Camerun abbiamo lasciato i nostri campi di cacao e di banane.
Noi speriamo di tornare al più presto nel nostro Paese, dove non ci sono persone che non ti vogliono perché sei nera. Quando siamo arrivati, abbiamo avuto una bella accoglienza, ma con il passare del tempo io ho capito che alcuni erano gentili con me solo perché glielo avevano detto i genitori e le maestre. Noi dal futuro ci aspettiamo molto e speriamo che quelli che non amano i neri possano capire che il colore della pelle non conta…

Dobbiamo dire che tutti dentro abbiamo un cuore che è rosso e un sangue che è rosso… Se la gente capisse che non conta quello che c’è fuori, ma quello che c’è dentro…
P. Gabbrielli (a cura di), Sconfiniamoci, La Nuova Italia
Completa.
Monica vive in e frequenta la . Il suo Paese natio è il
Quando, insieme alla sua famiglia, è venuta in Italia, ha lasciato .
Monica spera di perché .
Monica si è accorta che molti a scuola erano gentili perché
Monica spera che .
Se tu volessi presentarti e farti conoscere, come ti descriveresti?
Quali fatti della tua vita racconteresti? Prova a pensarci e scrivi quale potrebbe essere il titolo e quale l’indice della tua “autobiografia”.

Titolo:
Indice:
Come inizieresti la tua autobiografia?
Pensa a un modo simpatico.
DISEGNA QUI COME VORRESTI
LA COPERTINA DEL TUO LIBRO
Prosegui il lavoro fatto nella pagina precedente facendoti conoscere ancora meglio: disegna e completa.


LE COSE

CHE MI PIACCIONO DI PIÙ









LE COSE

CHE RIESCO A FARE MEGLIO







Leggi il racconto.
Un giovane gambero pensò: “Perché nella mia famiglia tutti camminano all’indietro?
Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco!”.
Cominciò a esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello. Urtava dappertutto, si ammaccava con la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio.
Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse: – State a vedere! –e fece una magnifica corsetta in avanti.

– Figlio mio – scoppiò a piangere la madre, –ti ha dato di volta il cervello?
I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.
Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse: – Basta così, se vuoi restare con noi cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua, il ruscello è grande: vattene, non tornare più indietro.
Il bravo gambero voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto, per avere dei dubbi.
Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane… – Il mondo va a rovescio – disse una rana.
– Non c’è più rispetto – disse un’altra rana.
Ma il gamberetto proseguì diritto per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone: – Che cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco che cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua piuttosto che rivolgermi la parola. Finché sei in tempo, rassegnati a fare come gli altri.
Il giovane gambero non sapeva che cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava: “Ho ragione io”. E, salutato gentilmente il vecchio, riprese fieramente il suo cammino.
Andrà lontano? Farà fortuna?
Noi non lo sappiamo, perché sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore… buon viaggio!
Gianni Rodari, Fra i banchi, Einaudi Ragazzi
Rispondi.

Che cosa voleva imparare il giovane gambero?
Che cosa fece?
Che cosa gli dissero i fratelli e il padre?
Chi incontrò lungo il suo viaggio?
Che cosa gli disse il vecchio gambero?
C’è qualcosa in te e nella tua vita che ti rende simile al giovane gambero? Racconta.
Secondo te, che cosa farà il giovane gambero? Chi incontrerà? Che cosa deciderà? Continua tu il racconto, poi fa’ il disegno.

Leggi il racconto.
Era il lontano 1933 e, nonostante fosse una delle menti più brillanti dell’intero pianeta, Albert aveva dovuto lasciare la Germania e fuggire in America. Solo perché ebreo. Solo perché la furia delirante nazista aveva stabilito che erano gli ariani l’unica razza pura del mondo.
Arrivato in America, Albert dovette rispondere ad alcune semplici domande: nome, cognome, eccetera eccetera. Prassi normale.
Alla domanda “Razza?”, Albert prima aggrottò serio le sopracciglia, poi, rilasciando un sereno sorriso, rispose: – Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana.

L’impiegato bloccò la mano nella quale teneva la penna, si grattò impacciato la testa e cancellò con una grossa X lo spazio che avrebbe dovuto compilare.
Era solo un “uomo” chi gli stava dinanzi: Albert Einstein.
Ricerca su più dizionari il significato del termine “razza” e riportalo con parole tue.

Nel 1950, diciassette anni più tardi, L’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) fu la prima realtà ad affermare ufficialmente che non ha senso parlare di razze per gli uomini. Esiste semplicemente la “specie umana”.
Quali sono quindi le espressioni che è errato usare, ma che ancora oggi si sentono spesso nominare?
Leggi il racconto.
Il gatto nero grande e grosso prendeva il sole sul balcone, facendo le fusa e meditando su come si stava bene sì, a pancia all’aria sotto quei raggi tiepidi, con tutte e quattro le zampe ben ritratte e la coda distesa.
Nel preciso istante in cui si girava pigramente per farsi scaldare la schiena dal sole, sentì il sibilo provocato da un oggetto volante. Vigile, balzò in piedi sulle zampe e fece appena in tempo a scansarsi per schivare la gabbiana che cadde sul balcone. Era un uccello molto sporco. Aveva tutto il corpo impregnato di una sostanza scura e puzzolente.
Zorba (il gatto) si avvicinò e la gabbiana tentò di alzarsi trascinando le ali.
– Sono stata raggiunta da un’onda nera. Morirò – stridette accorata la gabbiana.
– Non morire! Riposati un po’ e vedrai che ti riprendi – pregò Zorba avvicinandosi alla gabbiana esausta.
Vincendo la ripugnanza, il gatto le leccò la testa. Mentre le passava la lingua sul collo notò che la respirazione dell’uccello si faceva sempre più debole.
– Senti, amica, io voglio aiutarti, ma non so come.
– Voglio deporre un uovo. Con le ultime forze che mi restano voglio deporre un uovo.

Amico gatto, si vede che sei un animale buono e di nobili sentimenti. Per questo ti chiedo di farmi tre promesse. Mi accontenterai? – Ti prometto tutto quello che vuoi.
Ma ora riposa – miagolò impietosito.
– Promettimi che non ti mangerai l’uovo – stridette aprendo gli occhi.
– Prometto che non mi mangerò l’uovo – ripeté Zorba.
– Promettimi che ne avrai cura finché non sarà nato il piccolo.
– Prometto che avrò cura dell’uovo finché non sarà nato il piccolo.
– E promettimi che gli insegnerai a volare – stridette guardando fisso negli occhi il gatto.
Prometto che gli insegnerò a volare. E ora riposa, io vado in cerca di aiuto.
La gabbiana guardò il cielo, ringraziò tutti i buoni venti che l’avevano accompagnata e, proprio mentre esalava l’ultimo respiro, un ovetto bianco con delle macchioline azzurre rotolò accanto al suo corpo impregnato di petrolio.
Luis Sepulveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Salani
Riassumi il brano.

Secondo te, che cosa significa prendersi cura di qualcuno? Spiega con parole tue.
Con il tuo compagno di banco inventa un racconto. Ti elenchiamo gli elementi che non dovranno mancare. un pallone una panchina un prato una bambola un cagnolino una fontana

Leggi la filastrocca.

Quando ride un bambino sia biondo che bruno la terra prende un punto.
Quando ride un bambino sia bianco che nero il mare prende un punto.
Quando ride un bambino sia bimbo che bimba il cielo prende un punto.
Quando ride un bambino il mondo prende un punto e forse anche di più. R. Piumini, Io mi ricordo, Nuove Edizioni Romane
Scrivi quali situazioni ti fanno ridere, cioè quando sei felice.
Su un grande foglio disegna la nostra amata Terra e colorala con tutti i colori che hai a disposizione. Insieme ai disegni dei compagni e delle compagne, costruisci poi un bel cartellone dal titolo “I colori della Terra”.
Ecco un gioco divertente e, nello stesso tempo rilassante, che puoi fare con i tuoi amici e le tue amiche.
I bambini si dispongono in cerchio con un fianco verso il centro.
Ogni bambino mette le mani sulle spalle di quello che gli sta davanti e tutti si fanno un gentile ma deciso massaggio sulle spalle e sulla nuca.
Dopo tre minuti tutti si girano, in modo che colui che ha ricevuto il massaggio lo possa restituire al bambino che lo ha fatto a lui.

Conosci il gioco “passa parola”? Descrivilo e naturalmente giocaci con chi vuoi tu!
Fa’ un’indagine nella tua classe per capire quali giochi sono i più utilizzati.
Chiedi ai compagni e alle compagne di esprimere una sola preferenza rispondendo alla domanda:

a quale gioco dai il tuo ?
• Giochi sul tablet o computer
• Giochi all’aperto di movimento
• Giochi di squadra in palestra


• App con giochi didattici
• Giochi elettronici
Completa il grafico colorando un quadratino per ciascuna scelta.



Tutti i giochi sono belli e divertenti. Alcuni però sono anche utili per il tuo benessere fisico. Occorre mantenere un giusto equilibrio tra videogiochi, giochi di movimento e giochi di squadra.

In classe la maestra parla e ci racconta storie passate, ma anche storie di oggi. Ci parla di uguaglianza, ma anche di diversità.
E poi domanda: – Ma qualcuno di voi si sente diverso dagli altri bambini?
– Certo che sono diverso – ha detto subito Lucio. Poi è stata la volta di Sofia – Io sono africana, voi siete tutti bianchi.
– Tutti no – ha detto Simone Hu – Io sono cinese. – Bene – ha detto allora la maestra – Nessun altro si sente diverso?
Silenzio. Ci siamo guardati in faccia e non ci pareva proprio di essere diversi.
Dice Mariella – Che ce ne importa se sono africani o cinesi. Basta che siano simpatici.
E Simone: – Io volevo dire che sono cinese, ma sono uguale agli altri, e mi pare di essere anche simpatico… – Non lo so se sono uguale agli altri – dice piano Sofia.
– Io sono proprio diverso – Lucio è sempre il più spavaldo.
– Ragazzi... – dice allora la maestra – State dicendo cose molto importanti. Sapreste riassumerle?
– Intanto, il colore non ha proprio importanza.
Sennò quando si va al mare e si diventa neri ci si dovrebbe sentire diversi – dice Viola.
– Lucio è diverso “dentro” – osserva Mariella – Ma ognuno di noi si sente diverso dentro, anche fra fratelli.
– Allora si parla di caratteri.
– Esatto! – conclude la maestra.
Lucia Tumiati, Vorrei volare sulla neve, Giunti Junior
In tutte le classi i bambini e le bambine sono diversi. Ognuno ha pregi e difetti. Ognuno ha bisogno d’aiuto. Ognuno può dare aiuto.

Che cosa faresti tu se ti trovassi in una di queste situazioni?


Osserva i tuoi compagni: ci sono maschi e ci sono femmine. Ci sono bambini biondi e bambine castane. C’è chi parla sempre e chi parla poco. Che bella la diversità!
Se tutti aveste gli stessi capelli, lo stesso carattere, gli stessi gusti... che noia!
Nella mia classe, come in tutte le classi, ci sono bambine e bambini.
Da tre anni condividiamo momenti “facili” e momenti “difficili”.
Andare d’accordo nei “momenti facili” è FACILE!
Più DIFFICILE nei “momenti difficili”!
Abbiamo pensato che una Costituzione scritta
da noi per la nostra classe ci potesse fare da bussola.
Articolo 1. La Terza C è una classe fondata sul rispetto e sull’amicizia.
Articolo 2. Ogni decisione sarà sempre discussa e votata.
Articolo 3. Le idee della minoranza saranno sempre rispettate.
Articolo 4. Tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Articolo 5. Tutti abbiamo il diritto di essere rispettati quindi non prenderemo mai in giro nessuno.
Articolo 6. Ci impegniamo ad aiutarci nei momenti di difficoltà.
Articolo 7 Se ci capiterà di bisticciare faremo pace prima di tornare a casa.

Articolo 8 Avremo cura degli oggetti e degli spazi comuni.
Articolo 9. Avremo sempre cura dell’ambiente.
Articolo 10. Terremo sempre conto dei suggerimenti degli insegnanti.
Leggete con attenzione, uno per volta, gli articoli della Costituzione della Terza C. Spiegatene il significato. Mettete ai voti ciascun articolo. Stendete poi la Costituzione della vostra classe utilizzando gli stessi articoli, ordinandoli in base ai voti positivi ricevuti. P.S. Potete aggiungere altri articoli.
Disegnate la vostra bandiera e componete il vostro inno.

Costruire insieme la Costituzione della classe vuol dire condividere alcuni principi e imparare a rispettarli.
Per coinvolgere tutti firmate la vostra Costituzione: sarà un impegno da rispettare sempre.


Descrivi le fotografie.



Descrivi le fotografie.


Secondo te, i bambini di tutto il mondo vivono allo stesso modo? Metti a confronto le fotografie di questa pagina con quelle della pagina precedente, rifletti e spiega con parole tue.
Sapevi che il gioco, il riposo e il tempo libero sono un diritto di tutti i bambini del mondo e quindi anche un tuo diritto? Leggi che cosa afferma l’ONU nell’articolo 3 1 della “Convenzione sui Diritti dell’Infanzia”, poi rispondi.

Art. 31
Gli Stati riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale e artistica.
Quali sono le attività ricreative, sportive, ludiche, culturali e artistiche che pratichi?
Cerca sui quotidiani o sulle riviste articoli e immagini che mostrino come nel mondo questi diritti non siano spesso rispettati. Incolla un’immagine tra le più esemplificative e commentala.
C’è qualcosa, tra i diritti citati nell’articolo 31, che ti manca? Che cosa vorresti fare?
Leggi il racconto.
Questa è la storia di Scoppietto, un personaggio davvero particolare che viveva all’interno di una Ferrari rossa fiammante. Scoppietto abitava proprio dentro il motore della prestigiosa automobile ed era nientemeno che la scintilla che scoccava dentro al cilindro dei pistoni. Era un tipo davvero “scoppiettante” e carico d’energia, uno che, come si dice, fa scintille! Proprio per questo l’avevano scelto, per la sua grande voglia di… scoppiare! Scoppietto, in effetti, era davvero incontenibile: avrebbe voluto scoppiare e dividersi in mille schegge impazzite verso tutte le direzioni possibili, ma questo non si poteva fare. Perciò gli avevano messo attorno un freddo e rigido cilindro metallico che gli impedisse di schizzare dappertutto e lo indirizzasse verso i pistoni.
Solo così la sua preziosa energia non si disperdeva inutilmente ma diveniva quella “forza lavoro” che faceva vincere le gare al famoso cavallino rampante della Ferrari.
Che cosa ne sarebbe dell’energia del combustibile di un motore se non vi fosse il cilindro a contenerla?
Con l’aiuto dell’insegnante, fa’ una ricerca, scopri come funziona il motore di un’automobile e riflettete in classe.
Così è anche con la tua energia e voglia di vivere: è una cosa bellissima ma va “direzionata” con l’aiuto di regole perché possa costruire qualcosa di bello e non disperdersi inutilmente.
Quali sono, secondo te, le principali regole da rispettare per realizzare qualcosa di bello e importante nella vita?

Le regole stabiliscono i doveri che tutti noi abbiamo nei confronti delle persone, degli animali e dell’ambiente intorno a noi. Persone, animali e ambiente hanno però anche diritti .
La nostra Costituzione riconosce in generale i diritti di tutti i cittadini e di tutte le cittadine.
Vi è però anche un documento che elenca in modo particolare i diritti dei bambini e delle bambine. È la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza , sottoscritta da molti Stati dell’ONU.
Una Convenzione è un accordo tra più parti che si impegnano a rispettare quanto deciso insieme.
Ogni anno, il 20 novembre, si celebra la Festa dei Diritti dei Fanciulli.
L’ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite , è un’organizzazione mondiale che raggruppa quasi tutti gli Stati della Terra.
Colora le frasi che, secondo te, potrebbero contenere principi della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia.
Tutti i bambini e tutte le bambine hanno diritto alle cure necessarie per il loro benessere.

I bambini e le bambine hanno diritto di esprimersi liberamente.
I bambini e le bambine hanno diritto di conoscere i propri diritti.
Quante frasi hai colorato?
In realtà tutte le frasi che hai letto sono principi sanciti dalla Convenzione: nell’ordine si riferiscono agli articoli 9 , 13 , 42
Come hai appena letto i bambini e le bambine hanno i loro diritti.
Talvolta, però, si dice: “Ho il diritto di…” confondendo un vero diritto con un desiderio o peggio con un capriccio.
Indica con ✘ se si tratta di un diritto o di un desiderio.
È un diritto È un desiderio
Fare i compiti solo qua ndo voglio.
Riposare quando sono stanco/stanca.
Guardare alla televisione ciò che mi pare.
Essere curato/curata se non sto bene.
Andare a scuola.
Dire ciò che penso.
Andare a letto anche molto tardi se non ho sonno.
Non essere sgridato/a mai.
Avere sempre i vestiti alla moda.
Essere vestito/a in modo adeguato.
Non lavorare come gli adulti.
Essere nutrito/a con cibi sani e adatti alla mia età.
Avere il tempo di giocare.
La strada per il riconoscimento dei diritti dei bambini e delle bambine è stata molto lunga, ma il risultato è stato molto importante.
I diritti dei bambini e delle bambine devono essere rispettati in ogni parte del mondo. Purtroppo non è ancora così dovunque. È importante esserne consapevoli.
Fa’ attenzione però: non tutti i desideri sono diritti!

La vita in classe ogni giorno è diversa.
Certi giorni andiamo tutti d’amore e d’accordo.
Certi giorni sembra sia arrivato il virus del litigio.
Quasi sempre, magari con fatica, facciamo pace
Ma ci sono momenti davvero difficili: quando si fa avanti il bulletto o la bulletta!
Ecco una canzone che è quasi una formula magica.
C = Coro S = Solista T = Tutti
S Giù, in mezzo all’orto di mio nonno Piero,
Tra gli spinaci, vicino ad un pero
Vive un carciofo un po’ prepotente,
Con una lingua molto
T Pungente!
Lui è certamente molto presuntuoso
Fa sempre il bullo ed è fastidioso
Prende di mira le altre verdure
Scegliendo quelle che sono insicure
T Il carciofo che dice?
S Al ravanello:
T “Testa di rapa!” “Sei molto grossa, tonda patata!”
S Alla carota:
T “Tu stai sotto terra! Se vieni fuori ti chiudo in serra!”
S Il carciofo che dice? Alla zucchina:
T “Taci zuccona!” Alla cipolla: “Piagnucolona!
Un po’ più d’acqua mi devi far bere
Se non lo fai, poi ti faccio vedere!”
C Le verdurine rimangono unite
E stando insieme diventano amiche
Vanno a giocare, non stanno a sentire
Ciò che il bulletto ridendo vuol dire
T Poi...
S Una risponde: “Non sei divertente, Non ti ascoltiamo se sei prepotente
Devi finirla con queste battute
Che solo a te forse sono piaciute”

S “Perché il carciofo è così prepotente?”
Dice il prezzemolo sempre presente
“Che cosa cerca mettendosi in mostra?
T Forse l’amore, ma non lo dimostra”
Caro carciofo se vuoi puoi restare
Se sei gentile, con noi puoi giocare
S “Certo, rimango, accetto con gioia
E vi prometto di non dar più noia”
C Uh uh uh
T Il carciofo che dice?
S Al ravanello:
T “Ti voglio bene”
S A tutti quanti:
T “Stiamo insieme
Vi chiedo scusa, ve l’ho già detto,
Non son cattivo, ho bisogno di affetto!“
59° Zecchino d’oro
Testo: S. Riffaldi / Musica: G. De Rosa

Come puoi ascoltare la canzone e imparare e cantarla? Gli strumenti digitali ti aiutano! Collegati a YouTube e digita il titolo della canzone. Ricorda che quando vai su Internet hai sempre bisogno della presenza di un adulto!
Leggi il racconto.
È così bello il mondo!
La pioggia lo lava, il sole lo asciuga e lo fa risplendere come oro, la luna lo fa luccicare come argento!
È così bella la nostra casa-mondo!

Gli alberi sono gentili con noi: ci danno ombra, fiori, frutti, aria pura.
E con le radici, come tante mani, abbracciano la terra e la tengono unita, e così la proteggono dalle frane. Rispettiamoli, non abbattiamoli.
E tu, mentre passeggi, non strappare foglie e rametti qua e là: sono pezzetti del loro corpo.
Forse, in una lingua che non conosciamo, dicono “Ahi!” se li trattiamo male.
V. Lamarque - G. Orecchia, Piccoli cittadini del mondo, Emme Edizioni



Scrivi i comportamenti sbagliati che ti vengono in mente tenuti da alcune persone nei confronti dell’ambiente che ci circonda.
Leggi la filastrocca.

Nel bosco ogni vecchio gigante, sia abete sia quercia sia pino, ha intorno ai suoi piedi un giardino di piccole piante.
Son muschi, son felci, son fiori e fragole rosse e licheni, cui l’albero antico vuol bene, suoi teneri amori.
E mentre le fronde superbe protende più in su verso i cieli, ci pensa a quegli umili steli nell’ombra tra l’erbe.
Lina Schwarz
Leggi e continua aggiungendo altre regole che ritieni fondamentali per il rispetto del bosco.
– Non accendere fuochi.
– Non lasciare rifiuti.
Disegna un bosco così come lo immagini.


Leggi il racconto.
Da qualunque parte della città si possono vedere i grattacieli. Sono così alti che incombono su ogni cosa. Una volta incombevano anche sul bosco, quel bosco che ora è sparito, come le colline, le rocce e le capanne, il rifugio e il pozzo, tutto ciò che i bambini amavano.
Il bosco era un mondo a parte, che non apparteneva a nessuno, tranne che ai bambini. Là potevano correre ovunque, andare in bicicletta per gli stretti sentieri, saltare sulle colline, guardare nelle buche, parlare con gli uccelli, cercare quadrifogli, erbe e tesori. Ma niente dura per sempre e i bambini lo scoprirono anche troppo presto. Come abbiamo già detto, il bosco era dietro grattacieli e gli adulti che ci abitavano continuavano a lamentarsi della mancanza di un parcheggio. A volte gli abitanti dei grattacieli dovevano girare a lungo prima di trovare un posto per l’auto e finivano sempre per parcheggiare in un’altra strada, lontano dalla loro abitazione.

Ecco perché volevano che il bosco fosse abbattuto e che al suo posto venisse costruito un parcheggio di cemento per le automobili.
Gli adulti scrissero una lettera ai giornali e raccolsero firme da consegnare al sindaco. Così fu deciso che il bosco sarebbe stato abbattuto per costruire un parcheggio.
Nessuno domandò che cosa volessero i bambini, che non avevano un rappresentante nel consiglio comunale.
Gli operai rimossero le rocce, abbatterono gli alberi e spianarono il terreno, tutto sotto gli occhi dei bambini che vedevano distruggere quello che era stato il posto dei loro giochi più belli.
Dopo qualche giorno il parcheggio venne costruito.
E il bosco uscì dalla storia.
Einar Mar Guamundsson, Il popolo delle rocce, Einaudi Ragazzi
Osserva questi due disegni che rappresentano un ambiente prima e dopo l’intervento dell’uomo: che cosa è cambiato?

Leggi il racconto.
Su una montagna vivevano tre pini. Chi alzava lo sguardo poteva distinguerli anche da molto lontano, perché erano nati un po’ più in là degli altri. I tre pini crescevano insieme e si volevano bene. Due erano pini maschi e si chiamavano Verdescuro e Moltoverde. L’altro, un po’ più piccolo, era un pino femmina e si chiamava Verdementa.
La felicità dei tre pini durava però solo undici mesi all’anno: il dodicesimo mese, dicembre, ricominciava sulle montagne la caccia agli alberi di Natale. Per giorni e giorni i tre pini se ne stavano zitti zitti sotto la neve, sperando di non dare troppo nell’occhio.
Ma un anno non servì non parlare e nascondersi sotto la neve: un brutto mattino i tre pini si svegliarono di soprassalto per un rumore infernale. Le seghe elettriche erano vicinissime. Verdescuro, Moltoverde e Verdementa, insieme agli altri pini, si misero a piangere. Fu proprio in quel momento che uno degli uomini pensò: “Quasi quasi questi tre pini li prendo con le radici e li pianto nel prato davanti a casa mia”.

I tre pini non vennero tagliati come gli altri, ma sradicati dalla terra e caricati su un furgoncino.
Quando arrivò a casa, Cleto, l’uomo che aveva salvato i tre pini, scavò tre bei buchi profondi e ci mise dentro i pini che, sentendo di nuovo la terra sotto i piedi, respirarono di gioia.
Il mattino dopo Cleto e sua moglie misero sui loro rami luci, candeline di vetro rosse, fili d’argento e una stella cometa.
Da allora i tre pini vissero felici nel prato di Cleto per tutti e dodici mesi dell’anno.
V. Lamarque, La bambina di ghiaccio, Emme Edizioni
Mettiti al posto di Cleto, il protagonista, insieme agli altri tre pini, della storia e inventa un altro finale.
Nel rispetto della vita dei pini e degli abeti, realizza con i compagni e le compagne un albero di Natale con oggetti poveri riciclati come la carta e la plastica.


Leggi il racconto.
Questa è una storia vera. Ora ve la racconto.
Questa estate sono stata in campeggio, in una bellissima pineta, proprio vicino al mare.
A pochi chilometri c’era anche un grande bosco, sulle pendici di un monte.
In mezzo al bosco una piccola chiesa e una fontana di acqua purissima.
Con mamma, papà e mio fratello siamo arrivati fin lassù: che meraviglia! E che pace! Per non parlare del panorama e della freschissima acqua che naturalmente abbiamo bevuto. Abbiamo anche riempito le nostre borracce e alcune bottiglie!
I primi giorni sono passati in fretta e non sono mai stata tanto bene in vacanza.
Poi, una sera, che spero di dimenticare presto, mentre stavamo dormendo, abbiamo sentito delle sirene: tante sirene che venivano da ogni parte.
Ci siamo subito alzati e siamo usciti dal nostro camper e, come noi, anche tutti gli altri campeggiatori.
Alzati gli occhi abbiamo visto il bosco bruciare!
Le sirene che sentivamo erano dei mezzi dei vigili del fuoco.
C’erano anche carabinieri e vigili urbani.


Ci hanno fatto allontanare perché il fuoco avrebbe potuto arrivare fino alla pineta.
Le fiamme illuminavano la notte: era davvero terrificante.
I vigili del fuoco, con le loro autobotti, hanno raggiunto i tanti focolai.
Avevano in testa dei grandi caschi e indossavano delle strane tute. Hanno lavorato tutta la notte senza mai fermarsi.
Noi guardavamo senza parole.
Alle prime luci dell’alba il pericolo era stato scongiurato: l’incendio era stato domato.
Si vedeva solo fumo.
Quando questi uomini e queste donne dei vigili del fuoco ci hanno raggiunto, erano stremati, sporchi e alcuni con delle ferite.
Nei loro visi, però, si intravedeva una grande gioia: erano riusciti a salvare parte del bosco.
Qualche giorno dopo abbiamo saputo che l’incendio era doloso. Io non sapevo che cosa significasse quella parola, allora papà mi ha detto: – È stato un uomo o forse più di uno a incendiare il bosco!
Molti campeggiatori se ne erano già andati e molti se ne sono andati dopo l’incendio. Noi siamo rimasti fino alla fine della vacanza.
I vigili del fuoco con tanti volontari hanno continuato a lavorare per tanti altri giorni.
Il prossimo anno torneremo proprio in quella pineta e potremo vedere i piccoli alberi che sono stati piantati al posto di quelli bruciati.
Colora nel modo opportuno il disegno che rappresenta un incendio.

Secondo te, perché un uomo ha il coraggio di fare un gesto così grave quale quello di incendiare un bosco? Rifletti, scrivi, poi discutine in classe.
Quali sono le conseguenze provocate dagli incendi dolosi?

Chi è stato a dipingere il mondo con fiumi sporchi fumi
petroli schiume grigie vischiose: ma chi è stato? Non vede che ha sbagliato?
Chi è stato a cucire sul mondo strada autostrade tubi
gallerie ferrovie: ma chi è stato?
Non vede che ha sbagliato?
Roberto Piumini, Io mi ricordo, Nuove Edizioni Romane

Nella poesia che hai letto si presentano grandi problemi del mondo. Sicuramente un bambino o una bambina non possono intervenire in situazioni come queste, ma sicuramente possono fare piccoli cambiamenti. Come tante gocce d’acqua formano il mare, tanti piccoli cambiamenti aiutano il mondo a stare meglio. Anche la nostra Costituzione impegna tutti a salvaguardare l’ambiente.
Articolo 9 della Costituzione italiana La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Molti Comuni italiani si impegnano a realizzare un importante obiettivo dell’Agenda 2030 : questo!

Città e comunità sostenibili
A che cosa servono questi interventi? Segui le strade, colorandole in modi differenti. Raggiungerai gli obiettivi: colorali.

Costruzione di piste ciclabili
Favorire l’installazione di pannelli solari
Aumentare il trasporto pubblico
Aumentare il verde pubblico
Migliorare la qualità dell’aria
Favorire l’uso della bicicletta, veicolo non inquinante

Ridurre il numero di veicoli privati in circolazione
Ridurre l’inquinamento dovuto al riscaldamento delle case
Rendere sostenibile una città vuol dire fare in modo che si rispetti l’ambiente. Sicuramente è compito degli adulti e degli amministratori pubblici. Ma anche i bambini e le bambine possono fare proposte.
Scrivi al posto giusto le parole: ridurre • riutilizzarlo • riciclata • recuperiamo


Ricorda sempre le 4R che salvano l’ambiente: ICICLARE • R IDURRE • R IUTILIZZARE • R ECUPERARE
Osserva le fotografie e scrivi quali calamità sono rappresentate.




Rispondi.
Quale tra questi eventi è successo o è più verosimile che succeda nella tua zona?
Che comportamento bisogna tenere in quel caso?
Leggi e completa facendo un esempio per ciascuna situazione elencata.
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, questo il suo nome completo, è stato istituito nel 1939, prima ancora quindi della nascita della Repubblica italiana.
I suoi compiti erano all’inizio quasi esclusivamente legati all’estinzione degli incendi, ma, con il tempo, si sono ampliati ad altri tre settori:
• il soccorso di persone:
• la salvaguardia dei beni:
• la tutela dell’ambiente:

Osserva lo stemma dei Vigili del Fuoco, nomina gli elementi di cui è composto e spiega perché, secondo te, sono stati scelti proprio questi.
Qual è il numero di telefono che bisogna comporre per chiamare i Vigili del Fuoco? Segnalo con una X e colora i numeri sul telefono qui a lato.
112 113 114 115 118
Conosci a chi appartengono gli altri numeri? Fa’ una ricerca e spiega.


Leggi attentamente su questa pagina e sulla successiva i consigli del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco contro il pericolo di incendi.
Quando chiami il 115 per l’avvistamento di un incendio: mantieni la calma e parla con chiarezza; indica con precisione la località, il Comune e la Provincia in cui ricade l’area che sta bruciando; riferisci se sono presenti persone già impegnate nello spegnimento; non riagganciare fino a che l’operatore non abbia recepito il messaggio. Se possibile, fornisci ulteriori informazioni, come:
• l’entità del fumo: fumo leggero, colonna decisa di fumo, più fumi, fumi poco visibili, colore del fumo;
• la presenza di abitazioni civili, di tralicci ad alta tensione, di strade e ferrovie;
• le strade utilizzabili da mezzi di soccorso e dai mezzi meccanici;
• il tipo di vegetazione e bosco: incolti, pascoli, pinete, querceti, macchia mediterranea…

Che cosa fare in caso di incendio: tenta di spegnere il fuoco solo se si tratta di un principio di incendio e se hai una via di fuga, tenendo le spalle al vento e battendo le fiamme con un ramo verde fino a soffocarle; non sostare in luoghi sovrastanti l’incendio o in aree verso le quali soffia il vento; non attraversare la strada invasa dal fumo o dalle fiamme; non parcheggiare lungo le strade di accesso al luogo dell’incendio per non ostacolare il passaggio dei mezzi di soccorso; se il traffico è fermo, non metterti in coda e cerca di tornare indietro; indica alle squadre antincendio le strade e i sentieri che conosci; metti a disposizione riserve d’acqua ed eventuali attrezzature; se sei circondato dal fuoco, cerca una via di fuga sicura (una strada o un corso d’acqua); attraversa il fronte del fuoco dove è meno intenso e passa dalla parte già bruciata; stenditi a terra dove non c’è vegetazione incendiabile, cospargiti di acqua o copriti di terra; cerca di difenderti dal fumo respirando con un panno bagnato sulla bocca;
se ti trovi sulla spiaggia, immergiti in acqua e non tentare di recuperare i tuoi effetti personali (auto, moto, tende o bagagli);
se ti trovi in casa, segnala la tua presenza, non uscire se non sei certo che la via di fuga sia aperta, e sigilla porte e finestre con carta adesiva e panni bagnati;
se ti trovi in automobile, non abbandonarla, chiudi i finestrini e il sistema di ventilazione e segnala la tua presenza con il clacson e con i fari.

Fa’ una ricerca nella tua famiglia per scoprire se le regole che hai appena letto sono conosciute da tutti i membri. Poi commenta in classe i risultati.
Avrai spesso sentito parlare di Protezione Civile, magari in televisione in riferimento purtroppo a catastrofi naturali o di altro genere.
Scopri qual è il nome ufficiale di questa istituzione: segnalo con una X.
Associazione della Protezione Civile
Comunità della Protezione Civile
Dipartimento della Protezione Civile
Gruppo Volontari della Protezione Civile
Scopri lo slogan della protezione civile sostituendo ai numeri le rispettive lettere.

Organizza una visita alla sede della Protezione Civile più vicina a te.
Appunta quali domande porre ai volontari.

Rifletti e rispondi.
Quali sono le cose che più ti piace fare e che ti mettono di buon umore?


Confronta la tua risposta con quella dei compagni e delle compagne e discutine il risultato con l’insegnante. Poi segna con una X solo le indicazioni che sono pertinenti ai discorsi che avete fatto.
Giocare con gli amici. Passeggiare tra la natura. Viaggiare. Andare in vacanza. Guardare la TV. Riposare.
Giocare con i videogiochi. Fare sport.
Ti interessa il parere dei “grandi” sulle realtà che hai elencato? Prova a raccontarle all’insegnante o ai tuoi genitori e completa la tabella.
QUELLO CHE CONDIVIDONO QUELLO CHE NON CONDIVIDONO
Se hai scritto qualcosa nella colonna di destra, chiediti: perché questa cosa non ha convinto i grandi? Prova a rispondere.
I cibi sono tutti diversi, ma tutti devono servire a nutrirci in modo sano. Ogni alimento contiene sostanze che sono molto utili per il nostro benessere e per la nostra crescita.
Mangiare in modo sano vuol dire seguire un’alimentazione che contenga tutte le sostanze nutrienti in modo equilibrato.
Scopri quali sono le sostanze e a che cosa servono. Fa’ l’anagramma!
Sono ricche di vitamine e sali minerali. Proteggono dalle malattie.
Sono TRUFAT e URVERDA .
Forniscono l’energia necessaria per svolgere le attività della giornata.
Sono ENPA , ORSI , TASPA
Forniscono le proteine, utilissime per la crescita.
Sono VUAO , RENCA , CESPE e ILGMEU





Rinforzano le ossa.
Sono LETTA , MAGROGIF e TURGOY








Uno dei goal dell’Agenda 2030 è “Salute e benessere”. Chi può segnare questo goal? Tu, prima di tutti!
Completa il racconto con le parole date.
veicoli disattento trafficata investe
strisce pedonali
Agente di Polizia Municipale
Oggi Pino è a piedi. In città la strada è molto da tanti e pedoni.
Pino, come al solito, è troppo e frettoloso.
Attraversa correndo e non usa le
Un camion per poco non lo .
Ma un ___________________________________ ,
che ha assistito alla scena, lo ferma e lo rimprovera.
Come si sarebbe dovuto comportare Pino?
Riscrivi sul tuo quaderno il breve racconto facendo eseguire al personaggio i comportamenti corretti e dando quindi un finale diverso alla storia.

Osserva bene i disegni e descrivi le azioni dei pedoni.

In quali scenette i pedoni sono attenti e rispettano le regole? Motiva la tua risposta.
Un mondo insieme è la proposta di un percorso didattico di attività per l’Alternativa alla Religione cattolica nella scuola primaria, pensato per accompagnare bambine e bambini nei primi anni di crescita personale e relazionale.
Il corso affronta i temi della conoscenza di sé, delle emozioni, dei legami familiari e dell’amicizia, delle regole condivise, del rispetto degli altri, della natura e dell’ambiente, fino alla cura di sé e alla sicurezza nella vita quotidiana. Attraverso storie, giochi, attività operative e momenti di confronto, i bambini sono guidati a scoprire il valore dello stare insieme e della collaborazione.
Il percorso è costruito in chiave interdisciplinare con numerosi rimandi alle altre aree di apprendimento in coerenza con le Nuove Indicazioni Nazionali e si integra in modo naturale con i percorsi di Educazione Civica e con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Il percorso di ciascuna classe si articola nelle seguenti SEZIONI TEMATICHE:
NOI NEL MONDO (io e me stesso)
UN MONDO PER TUTTI (io e gli altri)
UN MONDO IN ARMONIA (io e la natura)
STARE BENE NEL MONDO (io e l’ambiente in cui vivo)
ISBN 978-88-468-4627-3
www.gruppoeli.it